Tag: manifestazioni

  • Pane al pane, la rassegna gastronomica a Palazzo Ducale

    Pane al pane, la rassegna gastronomica a Palazzo Ducale

    Pane al Pane“Pane al Pane – un mare di bontà”, torna a Palazzo Ducale dall’1 al 4 dicembre 2011.  Una mostra che presenta un panorama di cultura geografica e culinaria ripercorrendo le vie del sale, una vera e propria kermesse del gusto con un’occhi attento al tema della sostenibilità.

    Mostre, percorsi enogastronomici, degustazioni, laboratori didattici dedicati al rapporto con il cibo e all’idea di sostenibilità

    Sono esposti gli strumenti utilizzati per la raccolta e lavorazione dei prodotti della tradizione marinara; dalle reti agli oggetti storici, dalle barche da pesca della collezione della famiglia Michelini fino ad arrivare alla tradizione montanara della lavorazione del  pesce in Valle Maira.

    Nel percorso si racconta anche la storia dei mestieri legati alle antiche vie del sale, in modo particolare a quello degli acciugai attraverso l’esposizione di carretti, botti, attrezzi per la salatura delle acciughe, lampare e antichi abiti da pescatore, il tutto  fornito dal Museo Seles della Valle Maira.

    Tutti i giorni espositori selezionati faranno degustare i loro prodotti raccontandone le origini, la lavorazione e i segreti delle buone ricette.

    Inoltre vi saranno corsi di cucina tenuti da Claudio Barisone, Accademico Cucina Italiana, Enrico Calvi Salvo, Salvo Ristorante I Cacciatori di Imperia, e da La Bottega Solidale.

    Palazzo Ducale
    Apertura 10:30 – 20:00 – ingresso € 8,00
    (fino a 12 anni ingresso gratuito)
    h. 20:30 – Cene a tema

  • L’atelier dallo chef, a cena sfila la sartoria alla trattoria Lupo

    L’atelier dallo chef, a cena sfila la sartoria alla trattoria Lupo

    Atelier LupoSabato 3 dicembre all‘Antica Trattoria Lupo in via delle Monachette si svolge l’evento “L’atelier dallo chef”, una sfilata di borse e moda giorno per hobby, accessori food designe, bijoux, moda sartoriale vintage, abiti da cerimonia da sera, il tutto accompagnato da un ottimo menù a tema a cura del ristorante.

    Saranno presenti:

    Due Mosche Bianche Albissola Marina Abiti da sera e cerimonia in collaborazione, make up Artist Marzia Pistacchio , regia e musica M. Toschi e M. Pistacchio, TatiPag Borse e abiti da giorno per Hobby, l’ atelier FG bijoux in perle e fimo

    Ecco il programma dettagliato dell’evento:

    -Dalle ore 16 alle 1930 Showroom di presentazione dei  manufatti sartoriali della sfilata serale (l’ingresso è libero).

    -Alle 21 inizio della sfilata accompagnata dal menù a tema (euro 40 a persona escluse bevande) con tre gustose.

    Il ristorante, in colaborazione con le artigiane, devolverà parte del ricavato della serata e per ulteriori sette giorni su pranzi, cene  e vendite del negozio all’interno del ristorante, aiuti per l’alluvione di Genova.

    E’ gradita la puntualità.

     

    Esterno trattoria LupoRistorante Lupo Antica Trattoria

    Arte e sapore
    Ristorante con Negozio di artigianato artistico ligure e attività artistico ricreativo
    Piccolo ristorantino con piccolo dehors in estate, subito ubicato all’ inizio del dedalo di vicoli che si incrociano appena si lasciaalle spalle la stazione Principe, molto curato nei dettagli, già entrando sembra di stare a casa , una di quelle case genovesi di fine anni 30, ristorante con cucina tradizionale ( circuito Genova Gourmet) e cucina d’ autore prevalentemente di pesce, presente sulla guida Michelin, uno dei ristoranti del circuito l’ ottagono d’ Ardesia. Luogo con corsi di Macramè pomeridiani, incontri artistici con presentazione mostre di quadri , foto, libri, ecc, si invitano tutti gli artisti a contattare Tiziana per informazioni su allestimento mostre a chi interessato. Un luogo dove assaporare l’ arte in tutte le sue formule.

    Vico delle Monachette 20 r (Genova Principe angolo via Balbi)

    Telefono 010 267036 – email Antica.trattoria.lupo@gmail.com

     

     

    Locandina L'atelier dallo Chef

  • La marcia degli indignati, da Madrid ad Atene per la democrazia

    La marcia degli indignati, da Madrid ad Atene per la democrazia

    IndignadosVengono da lontano le tende che ospitano gli “indignati” di Piazza De Ferrari, poche, opache nei loro colori sbiaditi, quasi stonate nel brulichio di passanti frettolosi, davanti alle quali stazionano inquilini anch’essi dismessi come le loro insolite case, ma determinati nel loro faticoso intento : portare il loro messaggio di protesta lungo le vie dell’intera Europa.

    Non vogliono, infatti, essere confusi con quel popolo di manifestanti che occupano le più importanti piazze mondiali e di cui condividono gli ideali; sono un ‘popolo in marcia’, lungo un percorso di 6000 km, circa 25 km ogni giorno, tutti rigorosamente a piedi.

    La loro scelta ha qualcosa di eroico, di mistico, assimilabile ad un lungo pellegrinaggio sacrificale che, partito da Madrid, ha l’obiettivo di raggiungere Atene, passando per Parigi, Bruxelles, Berlino, Roma. In queste tappe di avvicinamento sono approdati a Genova, un passaggio rapido, destinato ad esaurirsi in una sola notte ma sono ancora lì, forse stregati dal sole quasi primaverile della  nostra bella città.

    L’accoglienza non è stata delle migliori considerato che, come denunciato da questi raminghi idealisti, alcune delle tende sono state danneggiate da un’incursione operata da tre teppisti.

    Indipendentemente dalla condivisione o meno delle loro idee, viviamo in un mondo ben misero se si arriva a colpire chi, palesemente, ha meno di niente se non un pugno di sogni.

    Sogni che rientrano nel contesto internazionale del movimento che si oppone al potere del sistema capitalistico e all’ingordigia del sistema economico, con una richiesta molto semplice ma che risulta utopica in una società soggiogata dal dio denaro: “il debito pubblico non deve ricadere sui cittadini incolpevoli bensì sulle banche e le aziende che lo hanno provocato con spericolate manovre finanziarie”.

    Un movimento di indignazione, nato per le evidenti sperequazioni sociali le cui immediate ricadute si fanno sentire, soprattutto, sui giovani a cui spetta il primato della disoccupazione. Gli stessi giovani che da Madrid hanno saputo infiammare tutta l’Europa con una vampata ideale che, superato l’oceano, è approdata al quartiere generale di Occupy Wall Street.

    Il popolo in marcia riprenderà presto il suo cammino alla volta di Roma dove intende allestire una grande agorà, antica piazza greca, situata nel centro urbano, simbolo che contraddistingueva una città democratica, in cui chiamare a raccolta tutti gli attivisti che attualmente operano nelle più disparatele parti del mondo.

    L’ultima tappa è prevista, per fine aprile, ad Atene, città in cui” l’assenza di democrazia è più forte”, come sostengono i protagonisti di questo viaggio ma dove, temo, li aspettino le indifferenti orecchie di chi non ha alcuna intenzione di sentire.

    Adriana Morando

  • Difendiamo il sociale, incontro pubblico per il ponente genovese

    Difendiamo il sociale, incontro pubblico per il ponente genovese

    WelfareMercoledì 23 novembre, gli operatori sociali e volontari del Ponente e Medio Ponente organizzano un incontro pubblico sul tema “Difendiamo il sociale”.

    Da gennaio 2012 sono previsti dei tagli ai posti di lavoro (circa 500) del settore sociale, con al conseguente diminuzione di servizi dedicati agli anziani, ai disabili, ai minori e alle famiglie.

    Per questo, alcuni operatori sociali, pubblici e privati, soci e volontari del ponente e medio ponente, hanno deciso di iniziare un percorso territoriale con le comunità di riferimento per informare e condividere le azioni da intraprendere, organizzando un primo appuntamento a Sestri Ponente davanti al municipio di via Sestri 7 alle ore 1030.

    Le associaizoni che aderiscono all’iniziativa sono: A.Ge, Anspi, Arci Genova, Arciragazzi Prometeo , Consorzio Agorà, ass. Crescendo, La Giostra della Fantasia, Omnibus, Sorriso Francescano, Teatro Akropolis, ass. Terra, Villa Perla, VirtuSestri, Uisp.
    Con l’adesione di:
    CIV di Pra’ “Le Botteghe del Borgo”, CIV Sestri, Comitato per Pra’, Comitato di Quartiere Voltri 2, Comunità Islamica del Cep, Consorzio Pianacci, Croce Verde Pegliese, Croce Verde di Sestri, ass. Famiglie Insieme Ponente, AFMa – associazione familiare malati di Alzheimer, Fair – Manifattura Etica, Forum Terzo Settore, Il Praino, Ponente che Balla, Il Voltrese, ass. Pra’ Viva, ass. Punto Incontro Donna, ass. SoleLuna, ass. Tempo Libero San Pietro, Il Voltrese.

    Difendiamo il sociale

  • Tagli al sociale: il terzo settore è in mobilitazione permanente

    Tagli al sociale: il terzo settore è in mobilitazione permanente

     

    Ritrovarsi, guardarsi in faccia, riconoscersi per provare a comprendere come affrontare i terribili scenari che le manovre finanziarie degli ultimi mesi fanno presagire da qui a breve: cittadini, associazioni, cooperative, il mondo del sociale al gran completo, operante sul territorio della Valpolcevera, si è riunito venerdì 18 novembre a Teglia presso alcuni spazi del Municipio per fare il punto sulla mobilitazione in atto a tempo indeterminato promossa dal Forum genovese del Terzo Settore. Assemblee pubbliche che contemporaneamente si svolgono nei diversi quartieri della città (vedi Sestri Ponente) alla ricerca della formula migliore per manifestare il dissenso. Prossimi appuntamenti la manifestazione in Piazza De Ferrari, giovedi 24 e il presidio presso le assemblee consiliari di Comune e Regione, martedì 29, con l’obiettivo di farsi ricevere e ascoltare direttamente dalle istituzioni.

    “L’idea è quella di riunire tutte quelle persone, non solo appartenenti al terzo settore, ma anche istituti scolastici, associazioni di volontariato e cittadini comuni, che da tantissimi anni lavorano a contatto con realtà difficili – spiega Federico Persico, cooperativa Coopsse onlus – La Valpolcevera, dotata di un tessuto sociale storico e di un’efficace rete di relazioni che in questi anni hanno retto bene all’urto della crisi economica, rischia oggi di vedere compromesso un percorso virtuoso che ha ottenuto risultati concreti”.
    Si cerca il coinvolgimento di una vallata intera: le scuole di ogni ordine e grado, i residenti, le famiglie, tutta la cittadinanza è chiamata alla mobilitazione per scongiurare le ripercussioni negative conseguenti alla perdita di un’opportunità per i più deboli.

    In ballo ci sono due questioni prioritarie: garantire la salvaguardia di 500 lavoratori genovesi del comparto e difendere i servizi sociali attualmente forniti ai cittadini. Ma come comunicare nel modo migliore all’opinione pubblica il valore dei servizi e delle professionalità che rendono possibile erogarli? Questo è un’altro aspetto cruciale emerso dalla discussione in assemblea.
    “Il nostro problema è da sempre quello di non essere in grado di stabilire la rilevanza economica delle prestazioni che offriamo – racconta Persico – così facendo si evidenzia esclusivamente l’aspetto sociale che, seppur fondamentale, non è sufficiente a salvaguardare il nostro lavoro”.
    Il costo dei servizi forniti dal terzo settore ricadrà completamente sulla collettività ed è impossibile immaginare che il volontariato, in perfetta solitudine, possa sopperire.

    C’è anche una buona dose di autocritica nelle parole degli operatori. In sostanza il rammarico è dovuto al fatto di aver provato per oltre trent’anni a giustificare i fondi ricevuti perché destinati ad attività rivolte a soddisfare le esigenze dei più deboli. Forse, cinicamente, si è giunti alla conclusione che sarebbe più utile iniziare a ragionare in termini di convenienza. In particolare di convenienza politica. “Quanto vale come serbatoio elettorale il comparto sociale?” si chiedono i lavoratori. E con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative della primavera 2012 è una domanda che calza a pennello.

    “Bisogna mettere in chiaro quanto costano i tagli in termini di sicurezza del territorio e qualità della convivenza civile che verrebbero meno”, sottolineano le associazioni. Anche perché quando è utile, soprattutto a fini mediatici, la ricchezza del tessuto sociale della vallata, è spesso richiamata. Tutti ricordano il tragico episodio dell’aggressione all’anziano avvenuta qualche mese fa in via Jori, a Certosa, per cui si rispolverò (a torto) il fantasma delle bande latinoamericane. Il Municipio ma anche il Sindaco in persona davanti alle telecamere ribadirono come non esistesse un’emergenza sociale in Valpolcevera grazie soprattutto alla capillare presenza dell’associazionismo. Ebbene le stesse associazioni elogiate come un baluardo contro le derive provocate dal disagio sociale, nel prossimo futuro non potranno più esercitare la loro funzione di presidio.

    Ma in Valpolcevera quanti sono i soggetti che rischiano di non poter più usufruire di vari servizi?
    Ecco alcuni numeri: 30 anziani assistiti giornalmente, 150 bambini (da 1 a 14 anni) iscritti ad aree gioco e sostenuti nei compiti scolastici, 200 ragazzi e adulti orientati al lavoro, 200 ragazzi (tra i 12 e i 25 anni) impegnati in progetti educativi, 500 giovani a cui vengono offerte attività di animazione, 500 le famiglie coinvolte.

    Mentre per quanto riguarda Genova nel suo complesso, il documento redatto dal Forum parla di “riduzione o soppressione dei servizi di trasporto dei disabili, dell’assistenza domiciliare, degli affidi educativi e dei centri di aggregazione”. E Persico aggiunge “Sono 32 mila le persone che rischiano di non avere più servizi in vari ambiti, dall’assistenza agli anziani che rischia di essere azzerata nel 2012, ai progetti di reinserimento lavorativo, alle attività dedicate al tempo libero dei giovani disabili. Il dramma è che non sappiamo ancora quali saranno in concreto le cifre a disposizione. Ma L’Assessore comunale ai servizi sociali, Roberta Papi, ha dichiarato che nel 2012 le prestazioni diminuiranno del 50%”.

    L’obiettivo della mobilitazione è mettere pressione su Comune e Regione perché nonostante la pesante riduzione di trasferimenti statali agli enti locali e la conseguente diminuzione delle risorse a disposizione, secondo gli operatori, la volontà su come spendere i fondi dipende da precise scelte politiche. La prossima scadenza è la discussione del bilancio di previsione di Palazzo Tursi, prevista per metà dicembre.
    “Le scelte si fanno in quella sede– ricorda Persico – Gli enti possono decidere di eseguire tagli lineari oppure tagli che siano dettati da scelte politiche sulle priorità che si intendono difendere. Le risorse che oggi abbiamo sono appena sufficienti e devono rimanere tali. Al di sotto di questi parametri infatti non saranno garantiti i livelli essenziali di assistenza”. A rischio ci sono servizi che direttamente o meno agiscono anche da promotori dello sviluppo economico, come quelli dedicati al reinserimento lavorativo “Un giovane che riesce ad uscire da una situazione di disagio e ha la possibilità di reintrodursi nel mondo del lavoro rappresenta un fattore di crescita non solo personale ma anche per la collettività”, spiega Persico.

    Nel documento del Forum si parla apertamente di svuotamento dello stato sociale “Con le due manovre di luglio e agosto si aggrava ulteriormente una situazione già fortemente iniqua, sia perché si colpiscono ancora gli enti locali con conseguenti ricadute sui servizi e sulla spesa sociale dei territori, sia perché sono entrambe profondamente sperequative nel prelievo delle risorse, sia perché vengono colpiti non solo i singoli cittadini attraverso la loro personale responsabilità fiscale di lavoratori e pensionati ma anche i cittadini impegnati in organizzazioni di volontariato, in associazioni, in cooperative cui dedicano competenze professionali, passioni civili, tempo volontario”.
    E ancora “La riduzione di risorse agli enti locali, la riduzione di misure di vantaggio fiscale per le cooperative, il taglio lineare alle agevolazioni fiscali del mondo no profit, sia per quel che riguarda le agevolazioni fiscali dirette, sia per le erogazioni liberali, avranno forti ricadute sui servizi e sulla spesa sociale”.

    Preoccupa e molto la riduzione dei fondi statali di carattere sociale. In particolare il Fondo per la non autosufficienza è praticamente azzerato mentre quello per le politiche sociali passa dai 435 milioni del 2010 ai 70 previsti per il 2012, il Fondo per le politiche giovanili dagli 81 milioni del 2010 ai 13 per il 2012, il Fondo politiche della famiglia dai 174 del 2010 ai 53 milioni per il 2012.
    Inoltre il disegno di legge C. 4566 di delega fiscale e assistenziale avrà effetti significativi sulle tasche dei cittadini italiani. La pressione fiscale aumenterà attraverso misure di riforma fiscale e comprimendo drasticamente gli interventi nel comparto sociale, vale a dire riduzione dei servizi e retrazione dei sostegni economici diretti ed indiretti.

    Una serie di agevolazioni (regimi di favore, esenzioni parziali o complete) subiranno tagli lineari del 5% e 20% a partire dal 2012. Fra queste si annoverano quelle cui più comunemente ricorrono i contribuenti: detrazioni per le spese sanitarie, per gli interessi sui mutui, per i carichi di famiglia, le deduzioni per le spese di assistenza per i non autosufficienti, per gli ausili, le protesi e molti altri oneri che comunque rimangono in carico al contribuente e che riducono il reddito che effettivamente rimane a loro disposizione. Ma non è tutto. Fino ad ora le pensioni ai ciechi, invalidi civili, sordi, assegni di cura e qualsiasi altra provvidenza economica assistenziale, non erano imponibili ai fini irpef. Il disegno di legge prevede l’eliminazione (totale o parziale) anche di questa agevolazione, con gli effetti che si possono immaginare in termini non solo fiscali ma anche di vivenza a carico, di detrazione fiscale, di calcolo dell’ISEE. Pensioni, indennità, assegni e qualsiasi altra provvidenza assistenziale saranno considerati “reddito”.

    Il disegno di legge calpesta pure alcuni articoli della nostra Carta Costituzionale. L’articolo 117 della Costituzione, secondo comma, lettera m, affida in modo esclusivo allo stato il compito di determinare “I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.
    Purtroppo però il disegno di legge non prevede alcun impegno nella definizione di quei livelli.

    “A livello nazionale con queste misure si cancella completamente la legge 328 e tutti i passi avanti compiuti in questi anni – spiega Caterina Najoleari, Centro servizi minori e famiglie del Municipio Valpolcevera – Per quanto riguarda i livelli essenziali delle prestazioni sociali (LIVEAS) previsti dalla legge 328, dal 2000 ad oggi non sono mai stati introdotti”.
    Suscita parecchie perplessità anche il previsto passaggio delle politiche sociali sotto le competenze del Servizio Sanitario Nazionale. Visti i pesanti tagli al Fondo Sanitario Nazionale (550 milioni nel 2010 e 600 milioni nel 2011), è probabile che a pagarne le conseguenze sia proprio il comparto sociale.

    Ma non tutte le speranze sono perdute. Almeno a livello locale. “Non siamo ancora giunti a raschiare il fondo del barile – spiega Etta Rapallo, Coopsse onlus – Una proposta potrebbe essere quella di programmare un anno del “riciclo” delle risorse disponibili. Vale a dire congelare per un anno alcune spese da destinare al terzo settore. La domanda da porsi è quali sono le priorità dell’amministrazione comunale? L’organizzazione di festival e manifestazioni culturali oppure i servizi sociali? L’obiettivo è presentarci di fronte alle istituzioni con numeri e proposte concrete che rendano possibile recuperare le risorse necessarie per il terzo settore”.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Macondo, la fiera del commercio equosolidale in piazza Matteotti

    Macondo, la fiera del commercio equosolidale in piazza Matteotti

    MacondoSabato 29 ottobre, alle ore 16, inaugura in piazza Matteotti “Macondo”, la fiera del commercio equo e solidale che da molti anni anima la piazza del centro cittadino all’insegna solidarietà e del consumo responsabile.

    L’inaugurazione è animata dalla band Bailam Ensemble, orchestra genovese con un repertorio multietnico, influenzato e contaminato dalla musica klezmer e dalle sonorità balcaniche, greco – turche e arabe. Non a caso, il nome della band si ispira alla parola ligure bailamme ovvero la confusione, il caos, la ridda di voci che si incrociano, la folla che preme e si chiama in lingue diverse, l’afrore e l’odore indefinibile che è fatto di mille odori diversi.

    Una fiera che per due mesi, fino al 24 dicembre, espone e vende prodotti e progetti dal Sud del Mondo realizzati nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, per scoprire le culture di America latina, Asia e Africa raccontate attraverso migliaia di prodotti alimentari e d’artigianato equi e solidali.

    Lezioni di cucina con ricette a base di cioccolato, spezie, riso, (il giovedì), laboratori ludico-didattico per bambini (domenica), incontri pratici e interattivi sul tema dell’equosolidale

    Novità di questa edizione è la sezione libri, con testi dell’editoria indipendente, romanzi di viaggio e di turismo responsabile, letture per l’infanzia e,  libri e riviste che raccontano di altre economie possibili, di stili di vita in armonia con l’ambiente, esperienze di vita partecipata e consapevole, autoproduzione, informazione indipendente, educazione alla mondialità.

    L’ingresso è gratuito, ma per le lezioni di cucina è consigliata la prenotazione telefonica al numero di telefono 010 265828. Per tutte le altre informazioni ci si può rivolgere alla Bottega Solidale al tel 010 265828

    Ecco il programa dei corsi di cucina:

    Giovedì 3 novembre ORE 11 – Lezioni di cioccolato: Alla scoperta del Cacao e dello zucchero, rigorosamente di canna, per realizzare dolci equi e solidali.

    Domenica 6 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico: Il gioco dell’ocacao. Laboratorio di esperimenti a 5 sensi con il cacao equosolidale, saltellando tra le caselle del gioco dell’oca!

    GIOVEDI’ 10 NOVEMBRE ORE 11

    Le spezie in cucina. Peperoncino, zafferano, curcuma, curry, sesamo, chiodi garofano: un viaggio tra colori, profumi e usi delle spezie nella cucina dal mondo.

    DOMENICA 13 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico: I maghi delle spezie. Corso per apprendisti maghi delle spezie: pozioni profumate e formule magiche per la magia della tintura vegetale

    GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE ORE 11. Tutto il riso del mondo. Il riso, simbolo di biodiversità e alimento principe di moltissime culture. Basmati, integrale, aromatico, rosso: tante le varietà e i gusti proposti dal commercio equo e solidale.

    DOMENICA 20 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico ‘In viaggio sull’Equò’. Su un tappeto grande come il mondo prove pratiche e domande a quiz per mettere alla prova la vostra conoscenza sull’economia solidale!

    GIOVEDì 24 NOVEMBRE ORE 11

    Cous Cous e Quinoa. Ingrediente della tradizione berbera fin dalla notte dei tempi e coltivazione millenaria degli altopiani andini, il cuos cuos e quinoa sono ingredienti antichi e gusti moderni, da riscoprire grazie al commercio equo e solidale.

    DOMENICA 27 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico: il memorillo dei cereali biodiversi. Grande gioco di memoria per scoprire i numerosi cerali e incontrare il Rinoceronte, Il frumenTopo, il Boa Quinoa e tutti i loro amici

    GIOVEDÌ 15 DICEMBRE ORE 11

    Lezione di cucina in collaborazione con Colidolat. Tante idee per ricette gustose dalla tradizione Latinoamericana arricchite da qualità e stile delle proposte natalizie 2011 del commercio equo e solidale.

  • Luoghi Comuni, la rassegna di danza urbana a Villetta di Negro

    Luoghi Comuni, la rassegna di danza urbana a Villetta di Negro

    Il 29 ottobre si tiene a Villetta Di Negro la terza edizione di “Luoghi Comuni”, progetto euro regionale di danza urbana che vede la partecipazione di sette importanti organizzazioni italiane e francesi che promuovono la diffusione di questa forma d’arte nei luoghi della quotidianità cittadina.

    L’intento del progetto è quello di trasformare la quotidianità e la consuetudine di ogni cittadino, in qualcosa di innovativo e inusuale e di permettere agli artisti di esprimere la creatività in luoghi non canonici, confrontandosi con un pubblico nuovo e più vasto.

    Le creazioni ruotano attorno a tre diverse tematiche: la strada e la danza, la Francia e l’Italia, l’arte e le città. Per questa edizione “gli alberi” sono stati scelti come “luogo comune” di performance. L’evento debutta a Genova per poi trasferirsi a Villeurbanne (Lione), a Torino e a Marsiglia.

    Partners del progetto sono per Genova l’associazione ARTU, a Torino la Fondazione Teatro Piemonte Europa e Mosaico Danza,  Lieux Publics – Centro Nazionale di Creazione a Marsiglia, Les Ateliers Frappaz Polo Regionale di Arte Urbana di Villeurbanne e il Centro Nazionale Coreografico di Maguy Marin a Rillieux la Pape

    « COMME LA MAIN S’ENROULE » Compagnia Kubilai Khan Investigations (F) – Ideazione e coreografia Frank Micheletti – Danza Victoria Anderson e Idio Chichava – Produzione Lieux Publics – Centre National de Création pour l’Espace Public, Kubilai Khan Investigations. Il coreografo francese Frank Micheletti, compagnia Kubilai Khan Investigations, con COMME LA MAIN S’ENROULE esplora le sensazioni che un corpo in movimento può generare in relazione alla forza di gravità e al contrasto tra il forte radicamento al suolo e l’aspirazione al volo, esattamente come un albero che porta in sé uno straordinario potere ascensionale

    « FARE ALBERO » Compagnia Zerogrammi (I) – Ideazione, coreografia e danza Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea – Produzione Associazione Mosaico / Festival Interplay,Fondazione Teatro Piemonte Europa / Festival Teatro a Corte, Compagnia Zerogrammi. Corpi in tensione sono anche quelli di Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea, Compagnia Zerogrammi, predisposti a uno stillicidio dell’immobilità che rasenta il sacrificio; con serenità, in  FARE ALBERO, gli artisti torinesi si privano dell’irrefrenabile desiderio al movimento per accogliere, al contrario, l’attesa del niente, il silenzio ascetico, con tutte le inevitabili grottesche ironiche conseguenze del caso.

    « 22 CAILLOUX » Compagnia Arrangement Provisoire – Jordi Galí (F) – Ideazione, coreografia e danza Jordi Galí – Produzione Les Ateliers Frappaz, Centre Chorégraphique National de Rilleux la Pape, extrapole – Artiste Associé à Ramdam (Sainte Foy-lés-Lyon), lieu de ressources artistiques. La relazione paradossale ma fondamentale tra leggerezza e peso è anche al centro della creazione 22 CAILLOUX di Jordi Galì; in questo caso l’albero diventa un simbolo per una ricerca che non coinvolge solo il corpo del danzatore ma entra a contatto con lo sguardo dello spettatore e aspira a rendere esplicite le tensioni che si possono produrre al di là del saper-fare del danzatore.

    « DAFNE per una mitologia urbana » – Compagnia Marta Bevilacqua (I) – Ideazione, coreografia e danza Marta Bevilacqua – Installazione ambientale Elena Cavallo – Elaborazioni sonore Vittorio Vella – Produzione Associazione ARTU, Compagnia Arearea. Uno scorcio più filosofico è invece quello proposto da Marta Bevilacqua che in DAFNE ricerca un’incursione contemporanea nel mito di questa figura selvaggia trasformata in alloro per fuggire all’amore di Apollo. Con il contributo dell’installazione scultorea di Elena Cavallo, il linguaggio della danza restituisce vita a una storia antica, attraverso il colore, il gesto e la potenza della natura; un’irrazionalità propria del mito che ricerca le tracce della natura nel mondo artificiale.

  • Apericene con l’Italia che lotta al circolo Belleville

    Apericene con l’Italia che lotta al circolo Belleville

    Val di SusaGiovedì 20 ottobre alle 20 al circolo arci Belleville in vico Calvi 4 si tiene un incontro con Gabriele Moroni -presidente di ARCI VALSUSA- e col viticoltore Sibille espropriato dalle ruspe sulla lunga battaglia dei cittadini della Val di Susa contro la TAV

    Una storia di cittadini che mettendo in rete forze molto diverse, costruendo un linguaggio comune e individuando forme di lotta creative hanno messo in scacco il potere.

    Una storia che a noi viene raccontata solo a singhiozzo con gli scontri in prima pagina.

    Bagna cauda e torta di nocciole bio (12 euro) con antipasto di salumi misti/formaggi bio su richiesta

    Prenotazione obbligatoria a: info@arcibelleville.org – opp. 328.96.14.443

  • Greenpeace: “Allarme inquinamento per il Santuario dei Cetacei”

    Greenpeace: “Allarme inquinamento per il Santuario dei Cetacei”

    La balena biancaCiao sono una balena. No, non una signora un po’ avanti negli anni che, tra il calo ormonale, una certa pigrizia per l’attività fisica e continui peccati di gola, si contorce come una serpe per calarsi in abiti impossibili il cui unico vantaggio è l’etichetta con una taglia in meno.

    Sono proprio una balena, quelle per cui la costa ligure era chiamata dai romani “Costa balaenae” e dove nuoto beata insieme ai miei cugini i delfini a cui Portofino,”Portus delphinii”, deve il nome. Ti voglio presentare alcune specie della nostra famiglia: io sono una balenottera comune (Balaenoptera physalus), vicino a me puoi vedere il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeuruleoalba), il sempre più raro delfino comune (Delphinus delphis) ed infine il maestoso capodoglio (Physeter macrocephalus).

    Viviamo nel Mediterraneo, in un’area protetta chiamata ”il Santuario dei Cetacei” che, grazie ad una collaborazione tra Francia (Costa Azzurra e Corsica), Principato di Monaco e Italia (Liguria, Toscana e nord della Sardegna), ha visto la luce nel 1999. Devo dire che mi sentivo a casa. Certo i pericoli sono sempre in agguato: incontri accidentali con imbarcazioni nautiche o con grandi reti ma l’inquinamento non l’avevo proprio considerato.

    Così mi sono ritrovata a Genova, davanti al maestoso Palazzo Ducale, in compagnia degli amici di Greenpeace. Ero un po’ rigida in quell’involucro di cartapesta, il sorriso era quello di convenienza ma il cartello “cerco casa” faceva il suo effetto. Per completare la scenografia, i miei amici in tuta arancione hanno appeso striscioni alle finestre del palazzo della Regione con la scritta “Santuario inquinato, ora basta!” e si sono incatenati a dodici bidoni con la scritta “danger”. Perché? Per l’inquinamento da metalli pesanti, composti di idrocarburi aromatici, residui organici pullulanti di batteri fecali e tante altre sostanze tossiche che sono state riscontrate in ben 5 punti della costa ligure: Vado Ligure presso la foce del Segno, Cogoleto in corrispondenza della nota Stoppani , porto commerciale genovese presso l’Ilva, foce del Magra, bacino del porto della Spezia.

    Ma il problema non è solo il mio: pensa a cosa metti in tavola quando ti nutri con i miei coinquilini, i pesci, o cosa ti scivola sulla pelle quando ti godi un bagno ristoratore nei caldi giorni estivi. Allora, sei d’accordo con me? Bisogna fare qualcosa perché un’ incantevole santuario non si trasformi in un lugubre cimitero.

    Adriana Morando

  • Le città in evoluzione: ciclo di incontri a Palazzo Ducale

    Le città in evoluzione: ciclo di incontri a Palazzo Ducale

    MetropoliSi svolge da ottobre a dicembre a Palazzo Ducale il ciclo di incontri “Le città in evoluzione nuovi paesaggi, socialità, sostenibilità” organizzato in collaborazione con Lega Ambiente e la Fondazione Edoardo Garrone.

    Una rassegna dedicata al concetto di città e alla sua probabile evoluzione, la trasformazione in metropoli o postmetropoli e la ricerca di un equilibrio tra la sua storia sociale, la sua economia, nonché la sua rete di relazioni culturali, di flussi di persone, di servizi accessibili a tutti. Si cerca di capire anche se e quali strumenti i governi dovranno adottare per far convivere entità linguistiche, culturali, storiche differenti in uno stesso ambiente.

    Ecco il programma degli eventi, che iniziano tutti alle 17.45 e sono a ingresso gratuito.

    Lunedì 3 ottobre

    Postmetropoli e architettura con Vittorio Gregotti, architetto di fama internazionale. È stato docente all’Università di Milano e Visiting Professor presso le Università di Tokio, Buenos Aires, Harvard e Philadelphia.
    Tra i suoi ultimi libri Architettura e postmetropoli (Einaudi, 2011).

    Lunedì 10 ottobre

    Una città per tutti con Guido Martinotti, docente di Sociologia Urbana all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
    Tra i suoi libri Metropoli. La nuova morfologia sociale della città (Il Mulino, 1993), in corso di pubblicazione Una città per tutti.

    Martedì 18 ottobre

    La città delle virtù con Piergiorgio Donatelli, docente di Bioetica all’Università La Sapienza di Roma.
    Tra i suoi ultimi libri Il senso della virtù con E. Spinelli, (Carocci, 2009).

    Lunedì 7 novembre

    La città per l’ambiente con Luca Ramacci, consigliere della Corte Suprema di Cassazione, è stato consulente della Commissione d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e membro della Commissione per la riforma del “Testo Unico Ambientale”.

    Lunedì 14 novembre

    La città delle favelas con Ana Elena Salvi, docente di Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica presso l’Universidade Paulista e Unisantos (Santos, São Paulo).

    Venerdì 25 novembre

    I diritti e la città con Edoardo Salzano, docente di Urbanistica all’Università IUAV di Venezia, direttore del sito web Edduburg.it. Tra i suoi ultimi libri Memorie di un urbanista. L’Italia che ho vissuto (Corte del Fontego, 2010).

    Martedì 13 dicembre

    La città per i bambini con Analia Setton, pedagogista. Infanzia&Città, Settore Servizi per l’infanzia del Comune di Milano. Collabora alla Ricerca Internazionale Tobin.

    Giovedì 15 dicembre

    La città della fantascienza con Antonio Caronia, docente di Sociologia dei Processi Culturali all’ Accademia di Belle Arti di Brera.
    Tra i suoi libri, Filosofie di Avatar (con A.Tursi, Mimesis Ed. 2010).

  • Mondo in Pace 2011. La fiera dell’educazione alla pace

    Mondo in Pace 2011. La fiera dell’educazione alla pace

    Mondo in paceMercoledì 12 ottobre prende il via a Palazzo Ducale la settima “Mondo in Pace 2011 – La fiera dell’educazione alla pace: per quattro giorni incontri, laboratori, seminari e mostre con la partecipazione di alcuni importanti ospiti tra cui Cesare Moreno dei maestri di strada di Napoli e Amref, animeranno le stanze della sala Munizioniere.

    L’evento è organizzato da LaborPace (Laboratorio Permanente di Ricerca ed Educazione alla Pace) della Caritas Diocesana di Genova e si pone come punto di riferimento per tutte le realtà del territorio ligure che  si impegnano in progetti di educazione alla pace e alla mondialità.

    Il tema centrale dell’edizione 2011 è il desiderio, inteso come aspirazione a guardare lontano e dare importanza a ciò che davvero conta nella vita.

    Inoltre il 15 ottobre, giorno di chiusura della fiera, prende il via l’Università dei Genitori, un ciclo di incontri e laboratori dedicato ai genitori e alle  famiglie con esperti di fama internazionale, che fino agennaio affronteranno i principali temi e problemi educativi dei giorni d’oggi.

     

     

  • Domenica a Sampierdarena i banchetti della “Festa dell’Uva”

    Domenica a Sampierdarena i banchetti della “Festa dell’Uva”

    uvaDomenica 9 Ottobre 2011 in Piazza Settembrini a Sampierdarena dalle 11.00 alle 19.00 si terrà la “festa dell’uva”, organizzata dai commercianti della zona e dall’associazione Amici di Piazza Settembrini presieduta da Enzo Vannuccini.

    Saranno presenti alla manifestazione i Cuochi Romagnoli con il loro carro di prelibatezze.

    Durante la giornata, oltre alla presenza di numerosi banchetti di abbigliamento, modellismo, antiquariato e al carro dei mitici Cuochi Romagnoli, verrà distribuita gratuitamente dell’uva. Musica a cura del cantante Francesco Chiappalone che intratterrà il pubblico con i suoi classici.

    La festa dell’uva si pone l’obiettivo, in un clima festoso, di portare la gente a vivere in tranquillità e gioia una zona troppe volte lasciata a se stessa. La manifestazione rientra in un poker di iniziative che si svolgeranno nelle domeniche successive.