Tag: manifestazioni

  • Mostra mercato dell’olio di oliva, a Moneglia il lunedì di Pasquetta

    Mostra mercato dell’olio di oliva, a Moneglia il lunedì di Pasquetta

    Olio olivaIl lunedì di Pasquetta Moneglia ospita la trentunesima edizione della mostra mercato dell’olio di oliva, con molteplici attività tutte inerenti all’olio: stands gastronomici di prodotti tipici come la focaccia ligure con l’olio di oliva, il pane con la polpa di olive e tutti i prodotti derivanti dalla lavorazione dell’oliva; dalla frangitura: l’olio vergine ed extravergine, dalla lavorazione il patè, le olive in salamoia e sotto sale.

    Inoltre l’associazione turistica Pro Loco organizza per le vie del centro storico il mercatino dell’artigianato ligure dove si possono ammirare gli artigiani liguri che rievocano gli antiche mestieri come le ricamatrici.

    Prevista anche la possibilità di compiere un’escursione, a partecipazione gratuita della durata complessiva di circa 3 ore (circa 2 ore di cammino) fino a località San Lorenzo caratterizzata dalla Chiesa omonima che guarda la vallata di Ponente da più di mille anni per poi proseguire in località Facciù, dove è possibile visitare un frantoio che fino a poco tempo fa operava con il sistema tradizionale di molitura e frangitura, attualmente utilizzato come cantina da un gruppo di privati che ha messo a disposizione il locale per la visita guidata, e il frantoio moderno gestito dal Consorzio Olivicoltori “Du Facciù”.

    Sulla terrazza dei Bagni Monilia a partire dalle ore 10.30 si svolge una guida all’assaggio “Oliando” con la possibilità di far valutare la propria produzione al momento da sommelier qualificati a seguire premiazione dei vincitori del Premio “Miglior Uliveto 2011”.

    Inoltre è in esposizione un’affascinante mostra fotografica “Sul filo della Memoria” con protagonista la Moneglia di una volta al Circolo fotografico A Pria Stella.

  • Critical Wine – terra e libertà, a Montaretto l’8 e 9 aprile

    Critical Wine – terra e libertà, a Montaretto l’8 e 9 aprile

    Montaretto critical wine Critical wine è una manifestazione itinerante ideata da Luigi Veronelli che da anni fa conoscere ai cittadini le piccole realtà vitivinicole, rispettose del lavoro contadino e della terra.

    Anche quest’anno la rassegna fa tappa a Montaretto, suggestivo borgo sulle alture di Bonassola stretto tra la terra e il mare, l’8 e 9 aprile in occasione di Pasqua e Pasquetta.

    Gli eventi legati alla rassegna iniziano sabato 7 aprile: dalle ore 18  i locali di Bonassola ospitano i produttori del Critical Wine in un aperitivo-degustazione. Tutti i ristoranti e i bar hanno aderito a questa iniziativa rendendo così possibile una visita del paese con soste nei vari locali, degustando i vini presenti al Critical Wine e scambiando quattro chiacchiere con i produttori.

    Domenica 8 e lunedì 9 la manifestazione arriva a Montaretto,  dove dalle ore 10 a alle 21  oltre 40 produttori di vino e di terra da tutta l’Italia espongono e vendono i propri prodotti.  Ecco il programma nel dettaglio:

    Domenica 8 aprile

    Ore 16.30 piano inferiore della Casa del Popolo
    Incontro Semenze: Politica attuale e strumenti di cambiamento
    con Riccardo Franciolini di Rete Semi Rurali ed esperienze di recupero di sementi autoctone

    Ore 17.30
    Laboratorio Impariamo ad autoprodurre le sementi

    Ore 18.30
    Mercatino Scambio di sementi autoprodotte

    Ore 21.30 P.zza S. Pertini
    Concerto Nada Lunaticocosmico Tour

    Lunedì 9 aprile

    Ore 15.30
    Spettacolo per bambini
    Balliamo intorno al mondo: giochi e danze folk raccontate in un immaginario viaggio intorno ai continenti

    Orario apertura banchetti 10 – 21

    Quest’anno non è previsto il camping e nemmeno il ristorante, ma sono presenti  molti punti ristoro

    Il critical Wine di Montaretto è anche videoproiezioni, diretta radio, punti ristoro, passeggiate, bei tramonti e nuovi incontri.

  • Sagra delle focaccette a Recco in località Megli

    focaccette-formaggio-reccoTorna anche quest’anno la sagra delle focaccette col formaggio organizzata a Megli, località collinare nel comune di Recco. La manifestazione, giunta ormai alla 40esima edizione, si svolge ogni anno in concomitanza con la Festività della Santa Spina, nel giorno di Pasquetta e il weekend successivo.

    Durante le due giornate della sagra, vengono preparate e confezionate sul posto da complessivamente circa 3.000/3.500 focaccette, gustose frittelle salate, con una sfoglia croccante e sottile, ripiene di formaggio- stracchino, fritte nell’olio bollente all’intero di un padellone di circa 2 metri.

    Inoltre viene allestita la mostra  di Rossella Mantero cittadina e artista recchese che crea opere caratterizzate da incastri di piastrelle e i colorati puzzles che racchiudono tonalità, ombre e luci in forme geometriche che ne scandiscono un movimentato ritmo compositivo.

    Contemporaneamente è visitabile la mostra fotografica realizzata in occasione della ricorrenza del 40° della Sagra: un curioso, inedito  e divertente viaggio nei 40 anni di storia delle “focaccette” di Megli – volti, personaggi, lavoro, festa religiosa … fatti e vita “catturati” dall’obiettivo fotografico nello stupendo scenario della collina di Megli e raccontati in un percorso che raccoglie oltre un centinaio di foto.

    La festa si svolge lunedì 9 e nel weekend del 14 e 15 aprile.

    Il 9 ed il 15 aprile è disponibile il servizio navetta gratuito Recco-Megli con partenza da Piazza del Comune (Piazza Nicoloso) – zona taxi – dalle ore 14.30 alle 18

  • Genova: agricoltori no all’Imu, i lavoratori della Sirti preoccupati per gli esuberi

    Genova: agricoltori no all’Imu, i lavoratori della Sirti preoccupati per gli esuberi

    Gli agricoltori liguri aderenti a Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop e Unci Liguria si sono dati appuntamento stamattina davanti alla Prefettura di Genova per dire “no” all’Imu su stalle, fienili, magazzini e depositi.

    «L’ introduzione dell’Imu, destinata anche ai fabbricati rurali, dalle stalle ai magazzini, dai fienili ai depositi, ci metterà in ginocchio – denunciano gli agricoltori – Le nostre aziende sono troppo piccole per sopportare una tassa simile».

    Protestano anche i lavoratori della Sirti di Via Sardorella a Genova Bolzaneto con due ore di sciopero e manifestazione davanti ai cancelli dell’azienda. La Sirti è un’azienda che opera nel campo della telefonia, impianti ed apparecchi e reti. A livello nazionale conta 4 mila dipendenti, di cui circa un centinaio a Genova dislocati nelle sedi di Bolzaneto e Sampierdarena.

    La protesta di questa mattina è nata dalla decisione aziendale di disdettare tutti gli accordi vigenti nel Gruppo. A livello nazionale sono stati dichiarata mille esuberi e la cassa integrazione. I dipendenti del sito di Bolzaneto sono fortemente preoccupati per il loro futuro lavorativo e con loro i lavoratori precari che vedono allontanarsi la prospettiva di una occupazione certa.

    Per giovedì 12 aprile, i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm hanno proclamato unitariamente 8 ore di sciopero con manifestazione nazionale a Roma. L’iniziativa si terrà in concomitanza con l’incontro convocato dal Ministero del Lavoro per quella stessa giornata.

  • Corteo storico di Genova Repubblica Marinara: cercasi figuranti

    Corteo storico di Genova Repubblica Marinara: cercasi figuranti

    corteo genova repubblica marinaraOgni anno, dal 1955, a rotazione in una delle quattro città che furono Repubbliche Marinare – Amalfi, Genova, Pisa e Venezia – sono organizzate una Regata sportiva e un Corteo Storico delle antiche Repubbliche Marinare, quest’ultimo formato da quattro cortei storici ciascuno fortemente rappresentativo della città dalla quale proviene.

    In vista del Corteo Storico per la celebrazione di Genova Repubblica Marinara, il Comune – settore Promozione della città, turismo e city branding – ha avviato una selezione di 75-80 attori e figuranti allo scopo individuare soggetti idonei a ricoprire i vari ruoli del Corteo.

    Questi i requisiti necessari:

    – Uomini: età compresa tra 18 e 50 anni (circa), altezza compresa tra 1 metro e 70 e 1 metro e 95, misura di calzature fino al 48.

    – Donne: età compresa tra 18 e 35 anni (circa), altezza compresa tra 1 metro e 65 e 1 metro e 80, taglia tra 40 e 44, misura calzature tra il 37 e il 40.

    Per partecipare alla selezione occorre inviare la domanda di partecipazione (scaricabile dal sito web del Comune) e consegnarla a mano entro e non oltre il 16 aprile 2012 al Comune di Genova, segreteria Settore Promozione Città, Turismo e City Branding – Via Garibaldi 9 – Palazzo Galliera 2° piano – (dal lunedì al giovedì ore 9.00/16.30- venerdì 9.00/13.00) oppure via mail all’indirizzo turismo@comune.genova.it. I soggetti saranno poi contattati per un colloquio.

    La partecipazione alla selezione e al Corteo Storico di Genova è completamente gratuita e non dà diritto ad alcun tipo di rimborso. Saranno rimborsate solo le spese di viaggio, pernottamento e pasti in occasione di sfilate e/o manifestazioni in ambito nazionale e internazionale.

  • Cake Away, quattro giorni dedicati alla decorazione delle torte alla Fiera Primavera

    Cake Away, quattro giorni dedicati alla decorazione delle torte alla Fiera Primavera

    Cake AwayDal 29 marzo al 1 aprile, all’interno della 43esima edizione della Fiera Primavera di Genova si tiene un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte della decorazione delle torteCake Away, quattro giorni dedicati al cakedesign con corsi tenuti da celebri professionisti del settore come Toni Brancatisano, Fiorella Balzamo, Chiara Pennati, Ellie SleekCakes, Nana & Nana, Sarachan, Dolcimaterieprime e Jörg Schikore.

    Novità importante per dare risalto ai cakedesigner, è la possibilità di esporre le proprie torte all’interno della Fiera:  il pubblico potrà votare, scegliendo la creazione più bella e domenica 1 aprile verrà decretata la torta vincitrice, che avrà in premio un regalo a sorpresa offerto da uno degli sponsor di Cake Away e la pubblicazione per un mese della propria torta nell’homepage del sito cakemania.it

    Tra gli eventi in programma, le lezioni dedicate sia agli adulti che ai bambini, e le dimostrazioni gratuite tenute dalle cakedesigner liguri.

    Presente con il proprio stand anche Mani di Fata – Mani di Burro, il grazioso negozio di via Piacenza a Molassana diventato vero e proprio punto di riferimento genovese per gli amanti del Cake design.

    All’interno di Mani di Burro si possono trovare tutti gli articoli per lo Sugar Crafts, tecnica anglossassone per la decorazione di torte all’americana e una vasta gamma di prodotti inglesi per la decorazione della pasta di zucchero. In negozio inoltre vengono organizzati corsi speciali di Cake Design di vari livelli con Cake Designer Liguri e non.

    Per informazioni su Mani di Fata, visitare il sito manidifatagenova.blogspot.com, oppure chiamare allo 01088593470 o al 3284347687 o scrivere a info.manidifata@libero.it

    Cake design

    torta decorata

  • Invisible Children: anche a Genova la campagna contro Joseph Kony

    Invisible Children: anche a Genova la campagna contro Joseph Kony

    Kony 2012Da ormai diversi anni l’associazione americana “Invisible Children” combatte per mettere fine alla dittatura ugandese e ai crimini contro l’umanità del criminale Joseph Kony.

    Una lunga storia fatta di violenze sui bambini e sulla popolazione ugandese che ebbe inizio nel lontano 1986, quando il movimento militare chiamato Holy Spirit si dichiarò in opposizione al governo. L’anno dopo Joseph Kony prese il timone del movimento che sotto la sua guida cambiò il nome in L.R.A (Lord’s Resistance Army). Kony iniziò a reclutare militari attraverso la popolazione, utilizzando una tecnica ben precisa: rapire i bambini per farli diventare soldati. Secondo le stime, in 25 anni, Kony avrebbe rapito e armato più di 60mila bambini.

    Invisible Children, l’associazione guidata dal carismatico 33enne Jason Russel, nasce nel 2003 in seguito al viaggio di Jason in Uganda. I volontari lavorano giorno e notte nella base di San Diego e riescono a mantenersi (loro stessi e le attività dell’associazione) grazie alle donazioni e al volontariato dei cittadini di tutto il mondo. Dopo aver ottenuto udienza dal governo americano e aver convinto il presidente Obama a inviare in Uganda volontari dell’esercito americano in appoggio all’esercito ugandese per la cattura di Kony, hanno realizzato un breve lungometraggio della durata di 30 minuti cercando di sfruttare i social network e internet per far conoscere a tutti la battaglia dell’associazione e le violenze perpetrate da Kony, un terrorista che ritroviamo in cima alla lista dei servizi segreti di tutto il mondo senza aver mai sentito nominare il suo nome.

    “KONY 2012”, questo il titolo del filmato,  ha impiegato poco ad attirare l’interesse della popolazione mondiale, ha raggiunto 75 milioni di persone ottenendo il primato del link più cliccato di tutti i tempi e, piano piano, la mastodontica campagna d’informazione di “Invisible Children” sta raggiungendo anche Genova e l’Italia.

    Il 20 aprile, la giornata per l’Uganda – L’intento dei giovani volontari è quello di “tappezzare” in una giornata le principali città del mondo con manifesti e adesivi “Kony 2012” con lo scopo di sensibilizzare più persone possibile sulla situazione ugandese. Chi sarà a farlo? Io, te, noi, chiunque voglia rendersi utile alla causa e partecipare. Basterà richiedere l’Action Kit dal sito di “Invisible Children”, ovvero il materiale per le affissioni, armarsi di buona volontà e farsi un giro per Genova! Per poter inviare il kit l’associazione americana chiede un piccolo contributo economico. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.invisiblechildren.com.

    Una campagna che raggiunge un simile successo non può che suscitare anche critiche e sospetti. Invisible Children è stata accusata da più parti di speculazione e banalizzazione. In questo senso, trovo molto semplice e risoluta l’analisi di Nicholas Kristof, editorialista del New York Times: “E‘ vero che il video è superficiale, ma ha il merito di portare all’attenzione di tutti noi una vicenda terribile che altrimenti sarebbe ignorata dalla maggior parte del mondo”.

    Per quanto riguarda i conti dell’associazione impossibile al momento giurare sulla trasparenza dei bilanci, sicuramente i denari giunti nelle casse di Invisible Children sono tantissimi… Per ora penso sia molto più sensato occuparsi del fine, ai mezzi penseremo dopo.

  • Macchina del tempo: acqua pubblica, a un anno dal referendum

    Macchina del tempo: acqua pubblica, a un anno dal referendum

    IL PRECEDENTE

    22 marzo 2011: a partire dalle otto di mattina una catena umana attraversa parte del centro storico di Genova, tra via Balbi e via delle Fontane, riempiendo questo tratto di strada di palloncini blu. Si tratta della zona universitaria, frequentatissima ogni giorno da studenti e pendolari. La manifestazione è stata indetta dal Comitato Acqua Pubblica, in segno di protesta contro la privatizzazione della rete idrica e per sensibilizzare al voto al referendum del 12 e 13 giugno.

    IL PRESENTE

    Marzo 2012: è passato quasi un anno dallo storico referendum che ha visto il ritorno al quorum dopo 16 anni, ma la situazione dell’acqua pubblica non sembra molto cambiata rispetto al passato. Fra articolo 18, rimpasti di governo e polemiche di vario genere, nessuno tocca più questo argomento: su Era Superba abbiamo affrontato di recente il tema, spiegando come stia avendo luogo una non applicazione del referendum sotto il silenzio delle istituzioni e dei principali media.

    Chi ha sostenuto il voto al referendum ha già fatto sentire la propria voce in varie occasioni, a partire da un appello lanciato lo scorso gennaio e da una campagna per l’autoriduzione delle tariffe idriche. A distanza di un anno, le istituzioni non hanno cambiato il loro atteggiamento, ma chi si mobilitava allora per una causa continua a farlo anche oggi.

    Marta Traverso

  • Circolo Belleville, gli eventi per la giornata in ricordo delle vittime delle mafie

    Circolo Belleville, gli eventi per la giornata in ricordo delle vittime delle mafie

    Vini prodotti in terre confiscate alla mafiaIl Circolo Arci Belleville in Vico Calvi 4, propone in occasione della giornata nazionale in ricordo delle vittime delle mafie, che quest’anno si tiene a Genova il 17 marzo, due eventi dedicati proprio alle attività di chi da anni lotta affinchè la sua terra non sia ostaggio della malavita organizzata.

    Venerdì 16 marzo a partire dalle ore 19 una degustazione gratuita di vini di Libera offerta da Arci Liguria in collaborazione con Libera Liguria e Arci Calabria.

    Tra i bianchi, si possono gustare il 100passi e Placido Rizzotto dalla Sicilia, tra i rossi il Negroamaro di Puglia. 

    La degustazione è accompagnata da un breve racconto delle storie che stanno dietro queste produzioni e dall’inaugurazione della mostra “Le cartine delle arance antimafia”: le immagini sono dedicate a 13 eroi, testimoni, vittime della mafia e sono nate dall’ispirazione di due libri: “From Palermo to America. L’iconografia commerciale dei limoni di Sicilia” della casa editrice Sellerio (2007) e “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia” di Luciano Violante.

    A seguire live di Duemanosinistra.

    Sabato 17 marzo a partire dalle 20 cena popolare con prodotti realizzati su terreni confiscati alle mafie e dai lavoratori della coperativa EquoSud di Rosarno. Il  menù comprende panissa condita, zuppetta di pesce senza spine su friselline, torta di arance, il tutto a  12 euro bevande escluse.

    Prenotazione obbligatoria info@arcibelleville.org oppure 010.97.53.672

  • Droga: 50 anni di fallimenti, sono necessarie nuove politiche

    Droga: 50 anni di fallimenti, sono necessarie nuove politiche

    «La guerra globale alla droga è fallita con conseguenze devastanti per gli individui e le società di tutto il mondo. A distanza di 50 anni dalla Convenzione Unica sui narcotici e gli stupefacenti delle Nazioni Unite (1961) sono urgenti e necessarie riforme fondamentali nelle politiche di controllo delle droghe nazionali e mondiali. Le immense risorse dirette alla criminalizzazione e alle misure repressive su produttori, trafficanti e consumatori di droghe illegali hanno evidentemente fallito senza raggiungere l’obiettivo prefissato di una riduzione dell’offerta e del consumo. Anzi il mercato della droga illegale, ampiamente controllato dal crimine organizzato, è nei fatti cresciuto in modo spettacolare in questo periodo».
    Queste non sono le affermazioni di qualche vecchio fricchettone o “figlio dei fiori” fuori stagione ma al contrario sono le parole scelte con cura dalla “Commissione globale per le politiche sulla droga”, messe nero su bianco nella relazione presentata il 2 giugno 2011 (facilmente reperibile online). Tra i firmatari del documento ci sono personalità di spicco (alcuni proibizionisti pentiti) come gli ex presidenti di Brasile, Colombia e Messico, Fernando Henrique Cardoso, César Gaviria, Ernesto Zedillo, gli scrittori Carlos Fuentes e Mario Vargas Llosa, l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan.

    «Lo scopo della Commissione globale per le politiche sulle droga è portare alla luce, a livello internazionale, un dibattito pubblico, informato e scientificamente corretto, sulle modalità, efficaci ed umane, per limitare i danni causati dalle droghe al popolo e alla società – si legge nella relazione – questo è il tempo giusto per una revisione seria, esaustiva e di grande lungimiranza, delle politiche che possano rispondere al fenomeno della droga. Il punto di partenza di tale revisione è riconoscere che il problema globale della droga è un insieme di istanze sanitarie e sociali interdipendenti da governare, più che una guerra da vincere».

    «Un’ idea chiave dell’approccio “guerra alla droga” era che la minaccia di arresto e di una severa punizione avrebbe funzionato da deterrente ad usare droghe – continua la relazione – In pratica questa ipotesi si è dimostrata come errata. Molti Paesi, che hanno varato leggi severe anno effettuato un gran numero arresti ed incarcerazioni di consumatori di droghe e piccoli trafficanti, hanno un numero più alto di consumatori e di problemi relativi rispetto ai paesi che hanno seguito un approccio più tollerante. In modo simile, i Paesi che hanno introdotto una decriminalizzazione, o altre forme di diminuzione di arresti e di pene, non hanno visto aumentare il tasso dei consumatori né il numero di tossicodipendenti come si era paventato».

    LE POLITICHE SULLE DROGHE

    Ebbene – a distanza di 9 mesi da questa significativa autocriticanon sembra profilarsi all’orizzonte un decisivo cambio di mentalità. Dal 12 al 16 marzo a Vienna si svolgerà il convegno annuale della Commissione delle Nazioni Unite sulle Droghe Narcotiche presso il Vienna International Center, l’occasione per fare il punto della situazione e magari ipotizzare nuove politiche sulle sostanze stupefacenti.

    In teoria la politica sulle droghe è una questione di sovranità nazionale ma la convenzione delle Nazioni Unite del 1961 fissa i principi per ogni stato membro che l’abbia adottata. Se un Paese decide di sviluppare una nuova strategia, diversa dalla proibizione, deve prima farne richiesta alle Nazioni Unite per poter avviare un periodo sperimentale. Le politiche alternative dunque possono essere sviluppate a livello locale, è il caso ad esempio delle misure definite di riduzione del danno, ma richiedono molti anni di sforzi per essere ufficialmente riconosciute. Sono infatti tre i corpi di supervisione che agiscono in seno all’Onu: la Commissione internazionale per il controllo degli stupefacenti (ICNB), ovvero l’agenzia che decide, basandosi sulle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sull’inclusione/esclusione di sostanze dalle liste globali delle droghe sottoposte a controllo, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga ed il crimine (UNODOC), l’organismo di governo che ospita gli incontri annuali della Commissione sulle droghe narcotiche (CND), della quale mantiene la segreteria permanente. ICNB è una commissione di 13 membri cosiddetti “indipendenti” mentre la Commissione sulle droghe narcotiche consiste di delegazioni provenienti da almeno 53 paesi. In pratica un migliaio di delegati e 13 esperti sono chiamati a decidere le sorti di circa 250 milioni di persone che usano le droghe illecite.

    «Questo sistema si basa sulla premessa che il controllo internazionale delle droghe sia prima di tutto una lotta contro il crimine e i delinquenti – si legge nel documento del giugno scorso – Ora che la natura della sfida delle politiche sulle droghe è cambiata le istituzioni devono seguire questo cambiamento».
    «L’idea che i governi debbano lavorare insieme per affrontare i mercati delle droghe è un punto di partenza ragionevole ma l’idea della responsabilità condivisa è troppo spesso diventata un braccio di ferro che ha inibito lo sviluppo e la sperimentazione delle politiche – sottolinea il documento – L’ONU (attraverso la Commissione per il controllo internazionale degli stupefacenti) e in particolare gli Stati Uniti (particolarmente con il suo procedimento di “certificazione”), hanno indefessamente lavorato negli ultimi anni per assicurarsi che tutti i Paesi adottassero lo stesso rigido approccio alla politica sulla droga, le stesse leggi e lo stesso approccio severo delle forze dell’ordine. Quando i governi nazionali sono arrivati a una maggiore consapevolezza della complessità del problema e delle opzioni di risposta politica sui loro territori, molti hanno usato flessibilità nei riguardi della Convenzione, tentando strategie e programmi nuovi, come le iniziative di decriminalizzazione o i programmi di riduzione del danno. Quando questo ha compreso un approccio più tollerante all’uso di droga, i governi hanno dovuto affrontare pressioni diplomatiche internazionali per “proteggere l’integrità della Convenzione”, anche quando le strategie erano legali, efficaci e ricevevano consensi nel Paese».

    DRUGS PEACE FESTIVAL VIENNA 2012

    Per ribadire la necessità di un profondo cambiamento, contemporaneamente al convegno annuale della Commissione sulle droghe narcotiche, Vienna ospiterà dal 9 al 16 marzo, una mobilitazione intitolata “Drugs Peace Summit” – Festival per la Pace alle Droghe, promossa dagli attivisti della rete Encod, la Coalizione Europea di Cittadini per Politiche giuste ed Efficaci sulle Droghe.
    Un incontro spontaneo di persone che chiedono delle nuove politiche basate non sulla proibizione, bensì sulla salute pubblica, la riduzione del danno, un’analisi dei costi-benefici ed il rispetto dei diritti umani.
    «Noi ci appelliamo per una regolamentazione legale come unico modo sensibile ed efficace per diminuire i problemi legati alle droghe, ridurre il crimine organizzato e liberare denaro delle tasse per salute, educazione e programmi sociali – scrive la rete Encod – Le Nazioni Unite ed i governi del mondo sono responsabili per la miseria quotidiana prodotta dalla guerra globale contro le droghe. Dai tempi di Adamo ed Eva noi sappiamo che la proibizione non funziona. La violenza quotidiana nelle società come Messico o Afghanistan, la criminalizzazione di persone che altrimenti rispettano le leggi, la maggior parte del danno sanitario collegato alle droghe non ha nulla a che fare con le droghe stesse, ma con il fatto che esse sono illegali».

    «Oggi dobbiamo mettere gli esperti dell’Onu sul banco degli imputati – spiega Enrico Fletzer, giornalista e membro della rete Encod – Ed accusarli di negligenza criminale perché ormai è impossibile far finta di non conoscere le devastanti conseguenze delle politiche finora attuate».

    «Sempre più cittadini stanno sviluppando le loro alternative a questa politica fallimentare come i Cannabis Social Club che stanno operando in Spagna, Belgio e sono in preparazione in molti altri Paesi – spiegano gli attivisti – Nella coltivazione collettiva del CSC si producono delle quantità utili per un collettivo di consumatori di cannabis che non vogliono sostenere delle organizzazioni criminali e che desiderano avere un prodotto garantito. Il fine del club non è solo l’accesso ad una pianta che è stata utilizzata per migliaia di anni e che non ha mai ucciso nessuno ma anche la trasmissione di informazioni sul consumo consapevole attraverso la promozione di laboratori e dibattiti».
    Sabato 10 marzo una manifestazione percorrerà le strade di Vienna per reclamare di terminare la guerra alle droghe e cambiare il sistema di controllo delle Nazioni Unite sulle droghe. Allo stesso tempo una delegazione di Encod presenzierà all’incontro delle Nazioni Unite e diffonderà le proprie proposte di politiche alternative. Il messaggio di Encod alle Nazioni Unite è «Resettate la vostra politica aprendovi alle proposte dei cittadini che sono coinvolti nel fenomeno delle droghe e che stanno lavorando per migliorare la situazione mentre le vostre politiche la rendono peggiore».

    LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE GLOBALE PER LE POLITICHE SULLA DROGA

    Non è difficile notare come il cambiamento richiesto a gran voce dagli attivisti europei faccia leva su parecchi argomenti affrontati coraggiosamente dai 19 celebri membri della Commissione globale per le politiche sulla droga.

    «Le politiche sulle droghe devono essere basate su solide evidenze empiriche e scientifiche. La prima misura del successo deve essere la riduzione del danno alla salute alla sicurezza e al benessere di individui e società», sottolinea la relazione del giugno scorso. Invece fino ad oggi «Le politiche e le strategie sulla droga, a tutti i livelli, continuano troppo spesso ad essere guidate da prospettive ideologiche o convenienze politiche e prestano troppo poca attenzione alla complessità del mercato della droga, dell’uso di droga e della dipendenza da droga. In primo luogo abbiamo misurato il nostro successo nella guerra alle droghe con misure quali il numero di processi ed arresti, le quantità sequestrate, o la durezza delle pene. Questi indicatori possono dirci quanto siamo stati duri, ma non possono dirci quanto successo abbiamo avuto nel miglioramento della “salute e benessere dell’ umanità”».

    Secondo la commissione occorre «Porre un termine alla criminalizzazione, emarginazione e stigmatizzazione delle persone che fanno uso di droghe e di quelli che restano coinvolti nei livelli più bassi della coltivazione, della produzione e della distribuzione e trattare le persone tossicodipendenti come pazienti non come criminali. Attualmente troppi politici sostengono l’ idea che tutti coloro che usano droga sono “tossicodipendenti senza morale”. La realtà è molto più complessa. L’ ONU ha prudentemente stimato che attualmente ci sono 250 milioni di consumatori di droghe illegali nel mondo e che ce ne sono altri milioni coinvolti nella coltivazione, produzione e distribuzione. Semplicemente non possiamo trattarli tutti come criminali. Dei 250 milioni di consumatori stimati nel mondo, le Nazioni Unite calcolano che meno del dieci per cento possano essere classificati come tossicodipendenti o come consumatori problematici. Moltissime persone coinvolte nella coltivazione illecita di coca, papavero da oppio, o canapa sono piccoli contadini costretti a farlo per mantenere la famiglia. Opportunità alternative di sostentamento sarebbero un miglior investimento, piuttosto che distruggere ogni loro possibile mezzo di sopravvivenza».

    La commissione raccomanda di «Incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione giuridica della droga per minare il potere del crimine organizzato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. Questa raccomandazione vale soprattutto per la cannabis, ma incoraggiamo anche altri esperimenti di depenalizzazione e regolamentazione legale, che possano raggiungere questi obiettivi e fornire modelli per altri». E ancora, i 19 firmatari, suggeriscono di avere un atteggiamento più umano, investendo in programmi sanitari e sociali «Offrire servizi sanitari e cure a chi ne ha bisogno. Garantire che sia disponibile una varietà di modalità di trattamento, compreso non solo il trattamento con metadone e buprenorfina, ma anche i programmi di trattamento assistito con eroina che si sono dimostrati efficaci in molti Paesi europei e in Canada. Implementare i programmi di accesso alle siringhe e alle altre misure di riduzione del danno che si sono dimostrate efficaci nel ridurre la trasmissione dell’HIV e di altre infezioni a trasmissione ematica così come le overdosi fatali. Rispettare i diritti umani delle persone che usano droghe. Abolire le pratiche abusive eseguite in nome del trattamento, come la detenzione forzata, il lavoro forzato e gli abusi fisici o psicologici, che contravvengano standard dei diritti umani e delle norme o che annullino il diritto all’autodeterminazione». Le autorità nazionali e l’ONU devono inoltre rivedere la classificazione delle sostanze perché le attuali classificazioni concepite per rappresentare i rischi ed i danni relativi alle varie droghe, «Furono stabilite 50 anni fa quando esistevano poche evidenze scientifiche sulle quali basare tali decisioni. Questo ha prodotto alcune ovvie anomalie, in particolare la canapa e la foglia di coca appaiono oggi classificate in modo non corretto».

    Le ingenti risorse per il controllo della droga non possono essere destinate esclusivamente alla repressione delle organizzazioni criminali che lucrano sul mercato delle droghe. Devono invece essere indirizzate soprattutto in programmi di prevenzione ed informazione «L’investimento più valido è quello in attività che possano evitare l’ingresso dei giovani nel consumo di droga e che impediscano ai consumatori saltuari di divenire consumatori problematici o dipendenti – recita la relazione del giugno 2011 – Le esperienze di prevenzione generica sono state contraddittorie nei risultati. I messaggi semplicistici come “Basta dire di no” non sembrano aver avuto effetto significativo. I modelli di prevenzione che più hanno funzionato si sono occupati della focalizzazione di gruppi particolari a rischio quali membri di bande giovanili, bambini negli istituti o con problemi a scuola o con la polizia, con programmi misti di educazione ed appoggio sociale».

    Le istituzioni dell’ONU per il controllo sulle droghe finora hanno lavorato in gran parte come difensori delle strategie tradizionali. Ma di fronte al fallimento di tali politiche sono necessarie delle riforme. «I Paesi si aspettano dall’ONU un sostegno ed una guida – conclude la relazione – Facciamo appello al segretario dell’ONU, Ban Ki Moon ed al direttore dell’esecutivo dell’UNODC, Yury Fedotov affinché intraprendano passi concreti verso una strategia globale sulle droghe veramente coordinata e coerente che bilanci la necessità di contenimento dell’offerta di droga e la lotta alla criminalità organizzata con la necessità di provvedere servizi sanitari, di assistenza sociale e di sviluppo economico agli individui ed alle comunità colpite».

    IL CASO ITALIA

    La legislazione italiana in materia di droga è il “Testo Unico sulla Droga”, D.P.R. 03/10/90, n.309. In seguito al referendum popolare del 1993 ne è stata abrogata la parte che classificava il consumo di droga come reato penale. Successive modifiche sono consistite nella L. 350 (24/12/03), L. 251 (5/12/05), ed infine nella L. 49 (21/02/06), la famosa Fini–Giovanardi.
    La legge italiana punisce sia la vendita sia il consumo di droghe. Le medesime sanzioni sono applicate senza distinzione tra stupefacenti ma per ciascuna droga sono previste specifiche soglie quantitative al fine distinguere tra possesso finalizzato al consumo o allo spaccio. Le sanzioni previste per il reato di traffico di stupefacenti sono sia di natura pecuniaria (multa da 26mila a 260mila euro), sia detentiva (da 6 a 26 anni di reclusione). Il consumo di stupefacenti è invece punito per via amministrativa tramite l’applicazione di varie sanzioni quali il ritiro del passaporto, della patente di guida, del permesso di soggiorno, ecc. per un periodo compreso tra un mese ed un anno. Sono inoltre previste altre sanzioni amministrative fino a due anni.

    «In Italia la guerra alle droghe è stata piuttosto efficace nel brutalizzare alcuni settori della popolazione, incluse molte persone del nostro sistema carcerario – scrive Enrico Fletzer, giornalista appartenente alla rete Encod – La legge Fini–Giovanardi ha abolito ogni differenza di politica tra eroina e cannabis e quest’ultima, da allora, è diventata la sostanza più colpita».

    L’Italia detiene il triste primato in Europa per quanto riguarda il numero di denunce di violazioni della legge sulla droga (OEDT, 2007). Dal 2000 al 2005 le forze dell’ordine italiane hanno condotto oltre 140mila operazioni antidroga (quasi 24mila all’anno), di cui la metà concernenti la cannabis (DCSA, 2007). Dal 2000 al 2005 circa il 38% dei detenuti nelle carceri italiane scontava condanne per violazioni della legge sulla droga (Istat, “Statistiche giudiziarie penali”).
    Nel nostro Paese il consumo di sostanze illecite è significativo ed in particolare la diffusione del consumo di cannabis, cocaina ed eroina è ben al di sopra della media mondiale. Si stima che in Italia quasi 4,5 milioni di persone consumino annualmente cannabis, circa 800mila cocaina e circa 300mila eroina (Unodoc, 2007).
    In termini di diffusione del consumo tra la popolazione in età lavorativa, l’Italia primeggia in Europa per la diffusione del consumo di cannabis (11%, inferiore solo a quello cipriota), cocaina (terzo tasso in Europa dopo Spagna ed Inghilterra) ed eroina (quinto tasso di diffusione in Europa) mentre la diffusione del consumo di droghe sintetiche (ATS) è invece nettamente inferiore rispetto al resto d’Europa (Unodoc, 2007).

    Un interessante studio del 2009 “Il costo fiscale del proibizionismo: una simulazione contabile” (consultabile su www.fuoriluogo.it), condotto dal Professore Marco Rossi dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” , ha provato a fare i conti in tasca alla politica proibizionista vigente nel nostro Paese.
    «In base alle stime sulla diffusione del consumo di droghe abbiamo calcolato che nel 2005 in Italia siano state consumate circa 1200 tonnellate di cannabis, 32 di cocaina e 9 di eroina – si legge nella ricerca – Moltiplicando queste quantità per i prezzi al dettaglio registrati nel mercato nero (Unodoc, 2007) abbiamo stimato una spesa per l’acquisto di droghe di circa 11 miliardi di euro (di cui: il 68% per la cannabis, il 26% cocaina ed il 6% eroina)».
    «Recenti contributi teorici sostengono la superiorità degli strumenti fiscali nel contenere il consumo di droghe rispetto all’applicazione di una normativa proibizionista – spiega il prof. Marco Rossi – In Italia il consumo di tabacchi ed alcolici è appunto scoraggiato tramite l’imposizione di una elevata tassazione. Il nostro lavoro consiste nella stima dei benefici fiscali che l’erario italiano avrebbe riscosso nel periodo 2000-2005 se la regolamentazione applicata al mercato dei tabacchi (sul prezzo di vendita delle sigarette grava un’aliquota assai pesante pari al 75,5%) fosse stata estesa anche al mercato delle altre droghe. In altri termini abbiamo condotto una sorta di simulazione contabile volta a stimare quale sia stato il costo fiscale del proibizionismo in Italia».

    Il costo del proibizionismo è stato identificato sia nelle spese per l’applicazione della normativa proibizionista (risorse di polizia, magistratura e carceri), sia nel costo-opportunità delle tasse non riscosse.
    «il nostro studio stima in circa 60 miliardi di euro il costo fiscale del proibizionismo in Italia dal 2000 al 2005 (in media circa 10 miliardi di euro annui) – continua Rossi – La legalizzazione del commercio delle droghe avrebbe fatto risparmiare circa 2 miliardi all’anno di spese connesse all’applicazione della normativa proibizionista. Estendendo al mercato delle droghe la normativa fiscale applicata a quello dei tabacchi, l’erario nazionale avrebbe inoltre incassato circa 8 miliardi all’anno (47 in totale) dalla tassazione sulle vendite, di cui circa il 70% dall’imposta sulla vendita di cannabis (32 miliardi), il 24% dall’imposta sulla cocaina (11 miliardi) e solo il 6% dalle vendite di eroina (3 miliardi)».

    Stiamo parlando di una concreta analisi dei costi-benefici che non andrebbe esclusa a priori dal dibattito sui modelli alternativi di regolamentazione del mercato delle droghe, come sottolinea anche la Commissione globale per le politiche sulla droga «È inutile ignorare coloro che portano argomenti a favore di un mercato tassato e regolato per le droghe attualmente illegali. Questa è un’opzione politica che deve essere esplorata con lo stesso rigore di qualunque altra».

     

    Matteo Quadrone

  • Grandi Stazioni, cantieri di Genova: gli operai della Dec in sciopero

    Grandi Stazioni, cantieri di Genova: gli operai della Dec in sciopero

    Avevamo anticipato nelle scorse settimane la difficile situazione dei cantieri di Principe e Brignole, con le prime aziende che avevano deciso di abbandonare il cantiere dopo aver imposto le ferie forzate ai lavoratori.

    Oggi una ventina di dipendenti dell’impresa edile Dec sono scesi in sciopero, dal dicembre 2011 i lavoratori non percepiscono lo stipendio e il tanto atteso incontro richiesto dai sindacati con la committenza (Ferrovie) non è ancora stato concesso.

    Questo pomeriggio a partire dalle ore 14.00 in via De Amicis davanti al cantiere edile situato nelle adiacenze della stazione di Genova Brignole, i lavoratori effettuano un presidio di protesta.

  • Fruit Logistica 2012: Il porto di Genova presente a Berlino

    Fruit Logistica 2012: Il porto di Genova presente a Berlino

    Anche quest’anno il porto di Genova è presente alla 20esima edizione di “Fruit Logistica 2012” , partita oggi presso la Fiera di Berlino, si concluderà il 10 febbraio ; sono attesi oltre 2.300 espositori provenienti da tutti i continenti che produrranno una panoramica completa di prodotti e servizi dell’intera catena logistica del commercio ortofrutticolo.

    La Fiera offre ad espositori e rappresentanti del settore una piattaforma eccellente di business e di contatti. La manifestazione si conferma anche quest’anno come principale punto di riferimento per l’offerta italiana ortofrutticola in ambito Europeo.

    Oltre 50.000 operatori del settore provenienti da 125 Paesi sono attesi all’evento leader per il commercio ortofrutticolo nel quartiere fieristico di Berlino. “Fruit Logistica” offre ai rappresentanti del commercio ortofrutticolo, ai commercianti all’ingrosso e al dettaglio, ad importatori ed esportatori ed ai produttori ortofrutticoli, eccellenti opportunità di creare nuovi contatti commerciali e di avere una panoramica completa di mercato. L’Autorità Portuale di Genova e la S.G.M. Società Gestione Mercato di Genova-Bolzaneto sono presenti presso la Hall 2.2 Stand C-08.

  • MateFitness, gli appuntamenti del weekend a Palazzo Ducale

    MateFitness, gli appuntamenti del weekend a Palazzo Ducale

    Palazzo DucaleNel weekend del 28-29 gennaio torna a Palazzo Ducale MateFitness,  la palestra della matematica per bambini, ragazzi e famiglie.

    Sabato 28 gennaio, la palestra della matematica è aperta dalle 15 alle 19 e propone a grandi e piccini il collaudatissimo appuntamento con “Allena la mente!”, un pomeriggio di rompicapi, puzzle, attività di logica, indovinelli e giochi assortiti per tenere i neuroni in attività e divertirsi insieme. Con un rapido check-up, un simpatico animatore scientifico indovina le attività più adatte al pubblico e mette a punto un programma su misura per ciascun partecipante, come un vero personal trainer della mente.

    Età consigliata: per tutti.

    Domenica 29 gennaio, grandi e piccoli sono invitati a partecipare alla divertentissima “Caccia al tesoro matematica”. L’appuntamento è alle ore 15.30 presso la palestra della matematica, dove si formeranno le squadre, fino ad un massimo di quattro, per 40 volenterosi partecipanti. Qualche minuto per capire le regole e poi via per una corsa sfrenata nei bellissimi spazi di Palazzo Ducale, dove le squadre si sfideranno all’ultimo colpo d’ingegno risolvendo enigmi, quiz, calcoli al volo e rompicapi di ogni sorta in una gara a tempo. Il divertimento è assicurato per adulti e bambini e in palio, per la squadra vincitrice, ci sono simpatici premi a sorpresa.

    Età consigliata: 8+

    Info

    Biglietto studenti: 3 €; biglietto adulti: 5 €.

    Caccia al tesoro matematica: 5 € per tutti.

    Per ulteriori informazioni consultare il sito www.matefitness.it, scrivere a info@matefitness.it o

    chiamare il numero 010 592671.

  • “Yoga Porte Aperte”, la manifestazione gratuita dedicata allo yoga

    “Yoga Porte Aperte”, la manifestazione gratuita dedicata allo yoga

    YogaIl 28 e 29 gennaio si tiene a Genova la dodicesima edizione della manifestazione “YogaPorteAperte”: un evento nazionale interamente dedicato allo yoga e totalmente gratuito.

    L’iniziativa,  indetta da un’associazione di circa 800 insegnanti presenti su tutto il territorio, ha come obiettivo quello di diffondere informazioni corrette sulla pratica yoga ed offrire opportunità gratuite per sperimentarla direttamente sotto la guida di insegnanti qualificati.

    Ogni centro e insegnante aderente all’iniziativa, proporrà un programma di incontri aperti a tutti, con la possibilità per il pubblico interessato di partecipare a lezioni gratuite di prova, conferenze, dibattiti, proiezioni di video e altre iniziative.

    L’anno scorso l’iniziativa ha avuto un grande successo, con più di 100 centri aderenti e un afflusso di oltre 5000 persone. L’obiettivo per quest’anno è di aumentare ancora le presenze.

    Per ogni informazione è possibile contattare la segreteria dell’Associazione: tel: 02 8361288 – e-mail: informa@insegnantiyoga.it

    Qui in seguito ecco il programma dettagliato dell’iniziativa:

    Sabato 28 Gennaio 2012

    -10,00-11,30 Genova Albaro – Lezione di yoga per tutti.

    Associazione Culturale Sportiva Dilettantistica Annapurna, Piazza Leopardi 13R – referente Maria Negrini 3280029209 maria.negrini43@gmail.com

    -10,00-11,30 Genova Centro – Lezione di yoga condotta da Michaela Gamalero

    Centro Yoga Mahima – Via Cairoli 11/17, referente Michaela Gamalero 0104030391

    -14,00-17,00 Genova Nervi – Pratica delle posizioni e delle respirazioni fondamentali dello yoga. Conferenza dal titolo: “L’utilizzo dello yoga nella vita di tutti i giorni”

    ASD Ardita Juventus – Via Serra Gropallo 6, referente Luca Ferrari 349 0510675 – mail: aj1906@libero.it

    -15,30 Genova Centro – Ricordando Arnaud Proiezione di due film: “Incontro con Arnaud Desjardins, un percorso d’eccezione” “Ashrams” – commento e traduzione di Michaela Gamalero

    Centro Yoga Mahima – Via Cairoli 11/17, referente Michaela Gamalero 0104030391

    -15,30 Genova Quinto Matsyendra – La Torsione

    Centro Yoga Verso Il Sole – Via Gianelli 31R, referente Paola Bruschetta 3494737340 centroyogaversoilsole@fastwebnet.it

    -15,30-17,30 Genova Marassi – Sciogliere i blocchi energetici ed articolari con la serie di movimenti: Pawanmuktasanas – segue rilassamento guidato – condotto da Adriana Sani

    Centro Raja Yoga Fior d’Aliso – Via Bonifacio 1/5, referente Adriana Sani 333 2091489

    -16,00-17,00 Genova Albaro – Meditazione in ricordo di Sri Sri Sri Satchidananda Yogi

    Associazione Culturale Sportiva Dilettantistica Annapurna, Piazza Leopardi 13R referente Maria Negrini 3280029209 maria.negrini43@gmail.com

    -16,00 Genova Pontedecimo – Yoga e i suoni mantrici: incontro con Silvano Marconcini

    Centro Sentiero Luminoso – Via Meirana 3, referente Chiara Corte 3495211639 Chiara_Corte@libero.it

    -16,30-17,30 Genova Centro – Conferenza: Uno sguardo sulla trasmissione della saggezza. Proiezione: Ashrams di Arnaud Desjardins

    TAT associazione Yoga – Via XX Settembre 2, referente Stefania Redini, Sabrina Belloni, Francesca Riggi tel 010592069 info@yogagenova.it www.yogagenova.it

    -16,30-18,00 Genova Centro – Lo Yoga dalle 8 membra e l’ottuplice sentiero Buddhista – Sinergie e differenze riflessioni e pratica meditativa – conduce Pietro Thea

    Accademia Italiana Shiatsu Do – Vico della Casana 9/4, referente Pietro Thea 010 2467236 – 328 8826212 pietro.thea@sedendoquietamente.org – www.sedendoquietamente.org

    -18,00 Genova Centro – Conferenza: Yoga e libertà – l’insegnamento di Vanda Scaravelli relatore Rossella Baroncini

    Centro Yoga Shakti – Via San Lorenzo 23/25, referente Antonella Sterle 010 593414

    18,00 – 19,30 Recco (GE) – Lezione di yoga

    Laboratorio di Movimento – Via S. Francesco 15/5 Recco. referente Paola Sanna 3280281097 – 0185720221

    Domenica 29 Gennaio 2012

    -9,30 – 11,30 Genova Marassi – Il valore della meditazione nello yoga: riflessione e pratica meditativa

    Centro Raja Yoga Fior d’Aliso – Via Bonifacio 1/5, Maurizio Angeloni 340 4825499

    -9,45 – 11,30 Genova Centro – Dal nutrimento della terra all’anima della voce. Incontro teorico-pratico di yoga

    Accademia Italiana Shiatsu Do – Vico della Casana 9/4, referente Patrizia Sannino, Simona Mocci 0102467236 – 3332508150

    -10,00 – 11,30 Genova Centro – Lezione di yoga condotta da Alberto Ficarelli

    Centro Yoga Mahima – Via Cairoli 11/17, referente Michaela Gamalero 0104030391

    -10,00 – 11,30 Recco (GE) – Lezione di yoga

    Laboratorio di Movimento – Via S. Francesco 15/5 Recco, referente Paola Sanna 3280281097 – 0185720221

    -11,00 Genova Pontedecimo – Lezione di yoga

    Centro Sentiero Luminoso – Via Meirana 3, referente Chiara Corte 3495211639 Chiara_Corte@libero.it

    -11,45 – 13,00 Genova Centro – Pratica di Yoga Nidra

    Accademia Italiana Shiatsu Do – Vico della Casana 9/4, referente Patrizia Sannino, Simona Mocci 0102467236 – 3332508150

    -15,30 – 17,30 Genova Marassi – Perché praticare lo Yoga? Riflessioni e pratica di Raja Yoga

    Centro Raja Yoga Fior d’Aliso – Via Bonifacio 1/5, referente Carlo Lepore 3204022468

    -18,00 Genova Centro – Yoga Nidra

    Centro Yoga Shakti – Via San Lorenzo 23/25, referente Antonella Sterle 010593414

  • Sopa e Pipa, sciopero del web: Google, Facebook e Twitter offline?

    Sopa e Pipa, sciopero del web: Google, Facebook e Twitter offline?

    googleAnzitutto state tranquilli: oggi si potrà navigare senza problemi su Google, Facebook e Twitter, tre fra i siti web più cliccati al mondo che stanno appoggiando le proteste contro la Sopa (Stop Online Privacy Act) e la Pipa (Protect Intellectual Property Act). Non ci sarà dunque il tanto temuto sciopero del web che avrebbe dovuto verificarsi oggi, lunedì 23 gennaio.

    Continuano tuttavia i giorni di fermento su questo fronte.

    Ricapitoliamo quanto avvenuto: il primo sciopero ha avuto luogo lo scorso 18 gennaio e ha visto coinvolta Wikipedia, che ha chiuso i propri siti in tutto il mondo per un giorno facendo da apripista a blog e siti che ne hanno seguito l’esempio.

    Pochi giorni dopo la lotta alla pirateria ha mietuto la sua prima vittima, con la chiusura dei siti di streaming video Megavideo e Megaupload e l’arresto del fondatore Kim Dotcom.

    Si paventava per oggi un nuovo sciopero, che avrebbe dovuto coinvolgere in modo più massiccio chi fa del web il proprio mestiere e crede nella libera condivisione dei contenuti, un tema così sentito che in Svezia ne hanno fatto pure un culto religioso.  La notizia è stata archiviata come l’ennesima bufala che – per dirla con le parole di De Andrè – come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.

    Gli sviluppi su questo fronte sono rassicuranti: l’iter delle leggi Sopa e Pipa, che dovevano essere discusse al Congresso degli Stati Uniti il prossimo febbraio, è stato sospeso a data da destinarsi, finché non verrà trovato un “accordo più ampio sulla soluzione” in termini di pirateria online, come spiegato dallo stesso promotore delle due leggi, il deputato repubblicano Lamar Smith. Accordo che molto probabilmente non arriverà mai.

    In compenso sul fronte italiano le notizie non sono altrettanto buone: il prossimo 20 febbraio sarà discussa una proposta dell’onorevole leghista Giovanni Fava, già ribatezzata Sopa italiano, che permette a chiunque di chiedere la rimozione di qualsiasi contenuto pubblicato online a fronte del sospetto di violazione del diritto d’autore, prima ancora che tale sospetto venga confermato da una qualche autorità giudiziaria o amministrativa.

    Marta Traverso