Tag: manifestazioni

  • Ducale Up: musica, cultura e parole a Palazzo Ducale

    Ducale Up: musica, cultura e parole a Palazzo Ducale

    Cristiano GodanoSabato 21 gennaio a partire dalle 21 Palazzo Ducale ospita Ducale Up!, rassegna alternativa di musica, cultura ed espressione organizzata da Habanero.

    Ad aprire la terza data sarà Federico Traversa, deus in machina di Chinaski Edizioni, la casa editrice che a Genova ha saputo più di tutte portare avanti un discorso nazionale. Per HabanerO si esibirà in una performance trasformandosi nel suo alter ego Sandman.

    A seguire due live con Filo & Max Moralez in un live intimo e semi-acustico in cui i due artisti suoneranno alcuni brani tratti dall’ultimo disco “Il bordo del buio”, Al confine tra cantautorato acustico e nuovi suoni, elettronica e sentimento, De Gregori e Damien Jurado, con cuore e illuminazioni di theremin, il disco ha suscitato ottime critiche ed interesse dalla stampa specializzata italiana. Il concerto girerà attorno a Filo Q (alla chitarra acustica, voce e laptop) e a Max Morales (pianoforte, synth e voci).

    La vera star della serata sarà il leader dei Marlene Kuntz Cristiano Godano, che arriva a Genova per un live speciale, per tutti quelli che c’erano quest’estate e chi se l’è perso.

    Chiude il dj set di Jo Marini aka Falklands.

    L’ ingresso è gratuito

  • New York, continua lo sciopero dei jazzisti

    New York, continua lo sciopero dei jazzisti

    Blue Note New YorkIn questo periodo di scioperi, riforme delle pensioni e profonda crisi del mercato del lavoro anche un settore che all’apparenza sembrerebbe escluso da questi avvenimenti sta facendo sentire la propria voce con forza: sono  i jazzisti newyorkesi, che protestano da più di un mese contro i proprietari dei famosi jazz club della grande mela, rei di non aver ancora attuato un adeguamento dei contributi versati nei fondi pensione e un salario minimo, così come spetta ad altre categorie di artisti.

    Sono circa 8000 i musicisti iscritti al sindacato Local 802 AFM (American Federation of Musician),  una categoria che ha fatto la storia di New York contribuendo in maniera importante a aumentare il fascino della cosidetta “città del mondo”, che però, secondo il New York Times, è la meno tutelata.

    La protesta è iniziata a metà dicembre, con una manifestazione davanti allo storico club Blue Note, nel Greenwich Village, al grido di “giustizia per i musicisti jazz”, anche se il malcontento degli artisti ha radici molto più profonde.

    Nel 2005 gli imprenditori e i proprietari dei locali chiesero allo Stato di New York di ridurre le imposte sui biglietti di ingresso dei jazz club. Le associazioni dei lavoratori appoggiarono la proposta, chiedendo che però i soldi risparmiati fossero utilizzati per pagare i fondi pensionistici e sanitari per i jazzisti.

    L’agevolazione fiscale è stata approvata nel 2006, ma ad oggi nessuno dei club ha ancora firmato un accordo di contrattazione collettiva e rimangono divisi sui diritti dei musicisti, anche perché ritengono che a risparmiare siano i clienti e non chi possiede un locale notturno. Alcuni proprietari sono favorevoli all’idea di una pensione per i jazzisti ma lamentano guadagni in costante riduzione a fronte di costi di mantenimento del club in perenne ascesa. Altri definiscono la richiesta dei musicisti un vero e proprio “incubo” per le casse dei club, altri ancora sostengono che la maggior parte degli artisti preferirebbe ricevere una somma extra per la prestazione, invece che un adeguamento della pensione.

    I leader della rivolta si sono posti come obiettivo quello di ottenere un accordo con i sei maggiori club di New York,  il Blue Note, il Village Vanguard, il Birdland, il Jazz Standard, l’Iridium, e il Dizzy’s Club Coca-Cola, per poi estendere successivamente simili accordi con altri locali nelle grandi città degli Stati Uniti.

    Manuela Stella

  • Scaricare film e musica per culto: la pirateria diventa religione

    Scaricare film e musica per culto: la pirateria diventa religione

    pirateriaScarichi film, musica, ebook e quant’altro materiale illegalmente gratuito la Rete ti mette a disposizione tramite i ben noti software di file sharing? Questo fa di te non solo un criminale secondo la legge di molti Paesi del mondo, ma anche un membro della Chiesa Kopimista.

    Il culto è nato ufficialmente in Svezia alcuni giorni fa: la patria del Pirate Party (che già era riuscita a far riconoscere legalmente un partito politico del download libero) ha dato origine a un culto religioso il cui primo Comandamento recita “Credo nella moltitudine dell’informazione, santa, e accessibile a tutti, credo nel copia-incolla; al libero scambio di canzoni, filmati e documenti“.

    Una battaglia durata due anni e che all’inizio del 2012 ha portato al riconoscimento ufficiale da parte del governo della Missionary Church of Kopimism, i cui simboli sacri non sono croce o mezzaluna, ma più intuitivamente Ctrl+C e Ctrl+V, ovvero le combinazioni di tasti che permettono il copia e incolla.

    Questo uno dei dogmi del Kopimismo: «L’informazione è un valore, in sé e per quello che contiene, e il valore si moltiplica attraverso la copia».

    Marta Traverso

  • Sapori al Ducale, il mercato eno-gastronomico in piazza Matteotti

    Sapori al Ducale, il mercato eno-gastronomico in piazza Matteotti

    Sapori al DucaleSabato 7 e domenica 8 gennaio a partire dalle ore 9 fino alle 19 in piazza Matteotti, davanti a Palazzo Ducale, si tiene il  mercatino enogastronomico Sapori al Ducale,  che espone le eccellenze eno-gastronomiche per la valorizzazione e la promozione dei prodotti genovesi, liguri e di altre regioni, con spazi di degustazioni ed eventi collaterali. 

    L’ingresso è libero.

  • Il 2012 è l’anno Pascoliano, 100 anni dalla morte del poeta

    Il 2012 è l’anno Pascoliano, 100 anni dalla morte del poeta

    Giovanni PascoliSi è aperto ufficialmente l’Anno Pascoliano, iniziativa che prevede eventi e manifestazioni evocative dedicate al  poeta  nel centenario della sua morte.

    Barga, paese di ottocento abitanti in provincia di Lucca, a cui Giovanni Pascoli ha dedicato l’omonima poesia, ha inaugurato le manifestazioni  con il concerto di Capodanno, tenutosi presso l’auditorium de ”Il Ciocco”.

    Nella stessa serata è stata rappresentata, dall’insieme degli artisti del Maggio Musicale Fiorentino, l’opera “Il sogno di Rosetta”, l’unico libretto melodrammatico dello scrittore, musicato dal compositore spezzino Carlo Alfredo Mussinelli.  Eseguita per la prima volta il 14 agosto nel 1901 in questa stessa città, fu presto dimenticata per il disastroso fiasco a cui andò in contro sul palcoscenico di Milano. Riproposta al pubblico dopo 111 anni, una tale scelta ha avuto lo scopo di  coniugare la tematica portante dell’opera pascoliana, la “musica dei versi”, alla tecnologia e alla beneficenza.

    Alla beneficenza perché il ricavato della serata è stato devoluto  all’associazione Amatafrica che da anni sostiene iniziative solidali in Ruanda; alla tecnologica perché è possibile ascoltare le poesie più famose di questo autore, appoggiando uno smartphone su mattonelle, posizionate in punti nevralgici del paese, su cui sono stati incisi particolari “QR Code”; alla musica perché le sue liriche sono un susseguirsi di assonanze, onomatopee, analogie, sinestesie, metonimie, ossimori, simbolismi, talora parole dialettali che vengono usate in funzione del suono e dell’armonia.

    La musicalità stessa della vita, delle cose semplici  vengono colti dagli occhi di un poeta-fanciullino che guarda alla realtà  con meraviglia, stupore, ingenuità ed incanto come si esplicita nei bambini che “fanno ooh”.

    Un programma di eventi che vedranno il clou il 6 aprile, data della morte, per riscoprire un poeta che ha tenuto compagnia agli scolari “datati” mentre è stato meno amato, in questi anni, per le sue rime giudicate, a torto, facili e un po’ melense.

    Viene spesso, solo, associato alla “Cavallina storna”, in cui ripercorre la morte del padre con accenti che, ad un’analisi superficiale, si potrebbero catalogare da libro “Cuore”.

    In realtà i versi di questa come di altre poesie sono vere opere” pittoriche” assimilabili ai quadri di Monet o di Segantini, artisti che volevano fissare l’immagine nell’attimo in cui si “impressionavano” sulla retina, Nello stesso modo, Il Pascoli cura le scelte espressive per rendere le immagini più vive e sintetiche, gettando il suo sguardo sul mondo del “quotidiano” sia esso lo scatenarsi di un acquazzone o la fatica di un’umile ma operosa “granata” (scopa), sia esso il profumo di un gelsomino notturno o il vestito nuovo di “Valentino” che non è certo il celebre e noto stilista.

    La tragica realtà della vita si svela attraverso  un lampo che illumina la notte, il tormento esistenziale dell’uomo di estrinseca nel “chiù” di un uccello notturno, la morte, tema angosciante e ricorrente, si fissa in una rondine agonizzante: a tutto questo Pascoli cerca rifugio  nella poesia come  “nido” che protegge dal mondo, che preserva da quell’uomo “sociale” ottocentesco che aveva creduto nelle capacità della scienza-tecnica-industrializzazione per superare il dolore, la sofferenza, le contraddizioni della specie umana e che, invece,  era servita solo a togliere le illusioni della religione e a costringere  la mente  a prendere coscienza del suo destino misterioso.

    Un decadente? Così è stato etichettato: forse, in quest’anno a lui dedicato, è il caso di riscoprire qualche “desueto” tomo dimenticato in un polveroso scaffale.

    Adriana Morando

  • MateFitness, la palestra della matematica riapre al pubblico

    MateFitness, la palestra della matematica riapre al pubblico

    MatefitnessRiprendono, dopo la pausa natalizia, le attività di MateFitness a Palazzo Ducale per ragazzi e famiglie.

    Sabato 7 gennaio,  dalle 15 alle 19 si svolge “Allena la mente!”, l’appuntamento con rompicapi, puzzle, attività di logica, indovinelli e giochi assortiti per rinfrescare i neuroni divertendosi. Con un rapido check-up, un simpatico animatore scientifico indovina le attività più adatte al pubblico e mette a punto un programma su misura per ciascun partecipante, come un vero personal trainer della mente! Età consigliata: per tutti.

    Domenica 8 gennaio, l’attività in programma, dalle 15.30, è “La bisca clandestina”. Dadi, carte, scatole misteriose, tris di assi e scale reali: in questo laboratorio, come nei veri tavoli da gioco, la volontà di vincere si scontra con la fortuna e con l’astuzia degli altri giocatori. Le scelte sono difficili e tante domande si affollano nella nostra testa: conviene cambiare scatola? Su che numero è meglio puntare? Lascio o rilancio? Alle risposte si arriva tutti insieme e tra scommesse, rischi e calcoli al volo, la parola d’ordine è probabilità. Età consigliata: 8+

    Biglietto studenti: 3 €;biglietto adulti: 5 €.

    Per ulteriori informazioni consultare il sito di matefitness,  scrivere a info@matefitness.it oppure chiamare il numero 010 592671.

  • La vera storia dell’Islanda: il fallimento, il debito e il mito della rivoluzione

    La vera storia dell’Islanda: il fallimento, il debito e il mito della rivoluzione

    Islanda(Per aggiornamenti sulla situazione islandese clicca qui)

    L’Islanda è uno stato che conta poco più di 300 mila abitanti, un’isola appollaiata lassù nel nord dell’Europa, uno dei paesi europei con il Pil procapite più elevato, senza un proprio esercito e con un’economia incentrata sulla pesca. Una nazione che nel 2008 dichiarò bancarotta, dopo il fallimento di tutte e tre le banche nazionali con un debito estero pari a 50 miliardi, una cifra enorme e spropositata se rapportata alla modesta economia locale.

    Sono passati 4 anni da allora, il fallimento dell’Islanda trovò poco spazio nelle cronache del tempo, soffocate dall’esplosione dei mutui americani e della nascente crisi globale. Negli ultimi tempi, però, in Italia l’attenzione verso il lontano paese nordico è accresciuta notevolmente grazie al mito della “rivoluzione islandese”, che racconta la trionfale uscita dal crac finanziario condita dal rifiuto del pagamento del debito estero e delle condizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale. Sul web si contano diversi video e tanti contributi appassionati che raccontano le gesta eroiche degli islandesi, si tratta di racconti e documenti visualizzati da migliaia e migliaia di persone. Ma in realtà le cose non sono andate esattamente come da più parti vengono narrate. Proviamo a ricostruire quanto accaduto in Islanda negli ultimi 4 anni.

    IL CRAC FINANZIARIO DEL 2008

    Dopo l’ondata di liberalizzazione che investì l’isola negli anni ottanta, dal 1998 inizia il processo di privatizzazione delle banche e dei fondi di investimento sino a quel momento di proprietà dello Stato. Le banche non furono vendute a gruppi bancari stranieri come accaduto nell’Est dell’Europa, ma a privati islandesi molto vicini ai partiti di governo. Con le banche libere dal controllo statale (in realtà primo complice), questi soggetti si diedero alla pazza gioia, concedendo e riscuotendo prestiti in grande quantità, come mai avvenuto in passato, facendo impennare il credito interno del sistema bancario dal 100% del Pil nel 2000 al 450% del 2007.

    La krona islandese è storicamente una valuta fluttuante, esposta all’influenza dei mercati mondiali e perciò facilmente sopravalutabile, per questo si decise di puntare sul cambio con le monete estere e sugli alti tassi di interesse (5-6%, contro il 2-4% dell’area euro-USA, e soprattutto lo 0-1% del Giappone) per attirare investitori stranieri, sia sotto forma di correntisti che di speculatori.

    E così il “fratello” islandese del nostro Conto Arancio, Icesave, vide crescere vertiginosamente in pochi anni il numero di correntisti da tutto il nord Europa. Simili condizioni, ovviamente, attirarono gli speculatori finanziari di tutto il mondo. Un esempio? Immaginiamo di chiedere in prestito cento euro al paese “x” a un ipotetico tasso di 1%, sapendo quindi di dover restituire 101 euro; a quel punto si va in Islanda con i nostri cento euro e si acquista un titolo di stato (in pratica “prestando” a mia volta i cento euro all’Islanda…), il tasso islandese, infatti, garantisce che mi verranno restituiti 106 euro, ovvero 5 euro di guadagno senza aver investito un centesimo.

    L’Islanda, però, non avrebbe mai potuto reggere un simile indebitamento, basti pensare che nel 2007 i debiti a breve termine verso l’estero del sistema bancario arrivano ad essere quindici volte superiori alle riserve in valuta estera della banca centrale d’Islanda.

    Nell’estate del 2008 viene dichiarato il fallimento delle tre banche del paese, l’Islanda si ritrova a picco con un debito estero di 50 miliardi di euro (per l’80% rappresentato dal debito delle banche) a fronte di un Pil di 8,5 miliardi! La moneta nazionale subisce una pesante svalutazione sino al -35% rispetto all’euro e l’ inflazione sale al 14%. Intanto, più di mezzo milione di correntisti esteri si ritrovano con il conto congelato.

    L’INTERVENTO DEL FMI

    Islanda, abitazioniA questo punto il governo islandese non ha altra scelta che nazionalizzare le banche fallite e affidarsi al Fondo Monetario Internazionale. L’Islanda accetta il finanziamento di 2,1 miliardi di prestito secco dal FMI a cui si aggiungono 5 miliardi dagli istituti centrali della banca scandinava e dalla banca del Giappone e accetta anche le condizioni imposte dal Fondo e dettate dal programma di ristrutturazione dell’economia interna. Contemporaneamente i paesi dell’Ue, in primis Inghilterra e Olanda, risarciscono i propri risparmiatori (correntisti di Icesave) convinti poi di potersi rifare sul “colpevole”, la banca islandese, che però adesso è nuovamente di proprietà dello Stato. In parole povere, il debito delle banche contratto da ricchi imprenditori del credito, dopo la “nazionalizzazione obbligata” diventa debito pubblico dell’Islanda e si aggiunge a quello con il FMI.
    Inghilterra e Olanda, con la regia del Fondo, propongono all’Islanda un programma per la restituzione in 15 anni di quasi 3,4 miliardi e il governo islandese “gira” la patata bollente sui cittadini chiedendo loro poco più di 100 euro al mese per quindici anni. Siamo nei primi mesi del 2009.

    LA PROTESTA DEGLI ISLANDESI

    Nascono fra i cittadini movimenti spontanei e comitati organizzati, nella capitale Reykjavík si accendono proteste di piazza e manifestazioni. Gli islandesi chiedono che a pagare siano i reali colpevoli, invocano e ottengono le dimissioni del primo ministro Geir Hilmar Haarde e con una raccolta firme chiedono al presidente della Repubblica di bloccare il rimborso del debito con Olanda e Inghilterra per i congelamenti dei conti Icesave. Il presidente della Repubblica cede alle richieste e blocca il disegno di legge proponendo un referendum: nel marzo 2010 il 93% degli islandesi confermerà di non volersi accollare quel debito contratto da privati verso privati.

    Islanda, la protesta per il debito IcesaveNel frattempo un altro movimento indipendente di cittadini aveva proposto la redazione di una nuova Costituzione che sostituisse quella in vigore dal 1944 e che difendesse il paese da nuove speculazioni. Il 27 novembre 2010 furono indette delle elezioni da cui risultarono eletti, nonostante la scarsa affluenza alle urne (36% degli elettori), i 25 cittadini della Consulta Costituzionale. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La ‘Consulta Costituzionale’ che venne eletta era composta da docenti universitari, avvocati, giornalisti, da un sindacalista, un contadino, un pastore e un regista.

    Originale e vincente è stato il modo con cui questa Consulta ha redatto la nuova Costituzione… Via internet! Social network, forum, videoconferenze, le assemblee potevano essere seguite in tempo reale e ogni cittadino era libero di intervenire, proporre riforme e discussioni. Al termine dei propri lavori, il 29 luglio 2011, il movimento ha presentato al Parlamento islandese la bozza della Costituzione che e’ attualmente al vaglio di una commissione parlamentare e dovrà essere sottoposta ad approvazione tramite referendum popolare prima delle elezioni presidenziali che si terranno fra maggio e giugno di quest’anno.

    L’ISLANDA PAGA I SUOI DEBITI

    Un mese dopo, agosto 2011, si è concluso il piano del FMI con tanto di annunci e soddisfazione da parte di tutti. L’Islanda finirà di pagare il debito con FMI nel 2014, fino all’ultimo centesimo, fra tagli delle spese pubbliche e aumento dei tributi sulla testa della popolazione. E che cosa ne è del debito Icesave dopo il risultato del referendum? Nel marzo 2011, con un nuovo referendum, i cittadini hanno respinto la seconda proposta di restituzione. Olanda e Inghilterra hanno allora concesso un rinvio dei pagamenti, poi, lo scorso settembre, l’annuncio del ministro dell’economia islandese ha rassicurato tutti: “entro la fine del 2012 il patrimonio della nuova Landesbanki (Icesave era una filiale di Landesbanki n.d.r) sarà sufficiente per coprire i debiti della vecchia gestione privata e risarcire le perdite dei risparmiatori. Per questo motivo cambia radicalmente la nostra interpretazione della disputa relativa ad Icesave – ha detto il ministro in quell’occasione – Non c’è più alcun motivo di contendere”. Anche il debito di Icesave verrà quindi regolarmente pagato ma, stando alle dichiarazioni del politico islandese, non saranno direttamente le tasse dai cittadini a finanziarlo. Se invece il patrimonio della Landesbanki non dovesse bastare le possibilità sono due: o si continuerà a respingere proposte di restituzione all’infinito o si arriverà ad un accordo tra le parti.

    In conclusione, l’Islanda non è ancora uscita dal terremoto finanziario che l’ha sconvolta, ma piano piano ha risalito la china e lo ha fatto seguendo scrupolosamente il piano del Fondo Monetario Internazionale. Insomma, nessun rifiuto irriverente… Inoltre, nel 2009, ha ufficialmente presentato richiesta per essere ammessa nell’Unione Europea. Certo, la leggendaria rivoluzione islandese raccontata sul web, quella dell’impertinente e coraggioso rifiuto di sottostare alle regole dell’economia globale, il complotto dei media di tutta Europa che nascondono la verità su quel che è accaduto nell’isola di ghiaccio… beh, sarebbe stata una bella storia da raccontare, sicuramente più avvincente come lettura, ma accontentiamoci: nella realtà rimane l’attesa per la decisione della commissione che dovrà esprimersi sull’entrata in vigore di una costituzione compilata sul web e partecipata dai cittadini, rimane la caparbietà di un popolo che stretto nella morsa del crac finanziario è riuscito a far sentire la propria voce ed il proprio peso politico, regalando all’Europa, qualunque sia l’epilogo della disputa Icesave, una lezione di democrazia.

    Gabriele Serpe e Giorgio Avanzino

  • Omsa licenzia 329 operaie, su Facebook parte il boicottaggio

    Omsa licenzia 329 operaie, su Facebook parte il boicottaggio

    omsaProprio in questi giorni, mentre i saldi invernali sono alle porte e le varie attività commerciali – soprattutto nei settori abbigliamento, calzature e così via – sperano di recuperare dal calo di acquisti del periodo natalizio, sul web è partita una campagna di boicottaggio nei confronti di Golden Lady (sì, proprio quella delle collant).

    Questo il fatto: l’azienda ha deciso di chiudere lo stabilimento di Faenza per delocalizzare in Serbia – le ragioni del gesto sono facilmente intuibili, basta pensare al caso Fiat – e la vigilia di Capodanno ha annunciato il licenziamento, a partire da marzo, delle 239 operaie già in cassa integrazione.

    A partire da questo annuncio, su Facebook è partita una campagna di boicottaggio di tutti i marchi che appartengono a questo gruppo aziendale.

    Ora, scegliere quale marca di calze comprare è una vostra responsabilità. Appare tuttavia interessante notare come la Rete – entità misteriosa, dipinta spesso sui telegiornali come covo di pedofili e causa di licenziamento per impiegati annoiati – possa diventare uno strumento per diffondere notizie che fino a pochi anni fa sarebbero state taciute.

    Marta Traverso

  • Arte in musica, la quinta edizione si svolge tra Rapallo, Genova e Lavagna

    Arte in musica, la quinta edizione si svolge tra Rapallo, Genova e Lavagna

    arte in Musica 2011L’Associazione Culturale “Rapallo Musica” presenta anche in questo 2011 la rassegna  “ArteinMusica”, tradizionale serie di appuntamenti musicali ad ingresso libero e gratuito che si svolgono durante le festività natalizie, giunta ormai alla sua quinta edizione.

    L’iniziativa interessa come di consueto la città di Rapallo con due concerti che avranno luogo presso l’Oratorio dei Bianchi e la Basilica dei SS. Gervasio e Protasio; novità di questa edizione è la partecipazione alla manifestazione della città di Genova con un concerto che si svolgerà presso la Chiesa della Maddalena, e la città di Lavagna con un appuntamento musicale presso il Santuario di N.S. del Ponte.

    Ecco il programma dei concerti:

    Giovedì 29 dicembre 2011 – ore 21 – Chiesa della Maddalena, Centro Storico di Genova

    Concerto di Natale – Coro Brinella – Fabio Francia, direttore

    Venerdì 30 dicembre 2011 – ore 17 – Oratorio dei Bianchi di Rapallo

    Paolo Bougeat, organo (Docente presso l’Istituto Musicale Pareggiato della Val d’Aosta)

    Giovedì, 5 gennaio 2012 – ore 16 – Basilica dei SS. Gervasio e Protasio di Rapallo

    Concerto di beneficenza in favore delle popolazioni alluvionate

    Orchestra di Rapallo “Jean Sibelius” – Coro Polifonico della Basilica – Patrizia Bozzo, soprano – Filippo Torre, direttore

    Venerdì, 6 gennaio 2012 – ore 16,30 – Santuario di N.S. del Ponte di Lavagna

    Mario Duella, organo (Membro della Commissione di Arte Sacra della Diocesi di Biella)

    Per tutte le informazioni telefonare ai numeri   339-4553776   388-6108007  o visitate il sito dell’associazione Rapallo Musica.

  • 500 ore in piazza contro la guerra, evento speciale il 28 dicembre

    500 ore in piazza contro la guerra, evento speciale il 28 dicembre

    No warDa 500 settimane un gruppo di  uomini e donne, si ritrova ogni mercoledì alle 18 sui gradini del palazzo Ducale di Genova per dire no alla guerra: iniziarono nel lontano settembre 2001, quando ci fu l’attentato alle torri gemelle, e gli USA attaccarono l’Afghanistan.

    Mercoledì 28 dicembre è la 500esima volta che queste persone si riuniscono in piazza, per questo hanno deciso di organizzare un evento speciale per celebrare questa ricorrenza dalle ore 18 alle 19 sui gradini del Ducale e dalle ore 19 in poi Sala dei Chierici Biblioteca Berio.

    Parteciperanno all’iniziativa Carla Peirolero, che coordinerà e reciterà testi di Brachts e de Filippo, Don Gallo, Don Paolo Farinella, Gian Maria Testa, vincitore della targa Tenco 2007, Roberto Ballerini che canterà brani pacifisti e antimilitaristi,  Rita Testa che interpreterà brani  contro la guerra, il Coro Daneo diretto da Gianni Martini che proporrà arrangiamenti corali di canzoni degli anni 60 e 70.

    Inoltre verranno esposti tutti i volantini distribuiti in questi anni e sarà allestita una mostra di opere grafiche di Mauro Biani e Giuseppe Scalarini e proiettato un un video elaborato da serena Giordano e Ugo Beiso.

    L’azienda agricola ed agrituristica “la Sereta” darà inoltre l’opportunità di gustare cibi realizzati con prodotti della nostra campagna ottenuti con tecniche rispettose dell’ambiente e degli animali

  • Rai, i dipendenti scioperano contro il ridimensionamento dell’azienda

    Rai, i dipendenti scioperano contro il ridimensionamento dell’azienda

    Rai cavallinoPettorine arancioni con su scritto “la Rai siamo noi” e un volantino, porto con cortesia, sono stati i protagonisti, in via XX Settembre e alla Stazione Brignole, di una civile ma ferma protesta condotta dai dipendenti della Rai, tecnici ed amministrativi, per manifestare il loro dissenso sulla decisione di ridimensionamento dell’azienda, deliberato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei.

    Slc Cgil, FIstel Cisl, Uilcom Uil, UGL Telecomunicazioni, Snater, Libersind-Confsal si sono uniti in uno sciopero, che ha registrato un’adesione pari al 93%, contro una serie di interventi  di contenimento dei costi, secondo un piano di riduzione di spazi produttivi, obiettivo che la Rai ha intenzione di mettere in atto in risposta alla crisi economica che coinvolge tanta parte del paese.

    Come si legge sul “critico libello”, l’operazione prevede, ad esempio, la cessione di Rai Way, rete per la trasmissione del segnale e di  infrastrutture grazie alle quali, da sempre, si  garantisce ai cittadini il servizio pubblico delle reti televisive e radiofoniche RAI, o si è intenzionati a chiudere le riprese esterne nonché Rai Internationale, Rai Corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza, strutture che permettono l’approfondimento giornalistico dedicato alle eccellenze del nostro paese e  che costituiscono un ponte di connessione tra stati e culture diverse.

    Tali scelte, come si può facilmente evincere, si traducono in un danno che non è solo di immagine ma implicano la conseguente rinuncia ad investimenti sui mercati esteri.

    Vengono, inoltre, deplorati il recedere dalle trasmissioni calcistiche con ovvie minori possibilità  di risorse legate alla pubblicità e l’ipotesi di ridurre la produttività editoriale di sedi come Aosta, Bolzano, Trento, Trieste, Palermo, mettendo a rischio l’impiego e la professionalità di tanti lavoratori. Lo stesso salario risulta impoverito per un contratto di lavoro che, come tanti altri, è fermo da anni e di cui non è previsto un prossimo rinnovo.

    Inoltre, il Piano Industriale 2010-2012, come si legge, taglia di ben 170 milioni di euro i costi per personale il  che implica una  decurtazione degli stipendi fra il 18 e il 20% o un’evidente riduzione della forza lavoro.

    Queste misure si sarebbero rese necessarie in quanto, negli ultimi anni, si è registrato un “graduale deterioramento della posizione finanziaria, che passa da un valore positivo di 110 milioni di euro nel gennaio 2008 ai -260 milioni di budget di gennaio 2011”.

    Il tutto si traduce che, nel 2012, il passivo ammonterebbe alla “modica” cifra di circa 200 milioni di euro, passivo non certo attribuibile al poco impegno o alle scarse capacità degli operatori ma per la gestione discutibile di certi dirigenti poco attenti alle spese ingiustificate o poco capaci a promuovere politiche aziendali atte a valorizzare le risorse interne.

    Non è certamente con lo smantellamento di asset aziendali e con l’esternalizzazione del lavoro, veri regali per la concorrenza, che si può pensare ad una crescita della Rai che, per la sua funzione pubblica , è un bene comune da mantenere, liberandola, magari, da quella influenza partitocratica il cui dictat  può orientare su scelte inopportune e, soprattutto, con un’oculata caccia agli sprechi che, in generale, nelle cose pubbliche sono un fenomeno dilagante, retaggio di un ignorante modo di pensare: intanto non è roba mia!

    Adriana Morando

  • Capodanno brasiliano nel centro storico di Genova

    Capodanno brasiliano nel centro storico di Genova

    BrasilianaIl centro storico di Genova si tinge dei colori verdeoro nella giornata del capodanno: a partire dalla mattina le coreografie sonore dei ritmi afro-brasiliani invaderanno i vicoli, grazie alla parata itinerante del neonato “Bloco 2012”. 

    Dalle ore 11-alle 18 si svolgerà un workshop di percussioni aperto a tutti, dai sambisti esperti a chi si vuole unire per la prima volta: ovviamente con frasi e metodologia distinta per diversi livelli , ma compatibili e sinergici per aumentare la forza sonora del gruppo, nel quale si affronteranno i ritmi che verranno proposti nella super-parata di mezzanotte

    Dalle ore 19 inizierà la cena a buffet, seguita dai festeggiamenti per il nuovo anno fino all’alba.

    Per info su luogo di ritrovo e prenotazioni, contattare Andrea Trabucco
    mail: andrea.trabucco@hotmail.com

     

  • Fidra, il Festival Internazionale del Reportage Ambientale ad Arenzano

    Fidra, il Festival Internazionale del Reportage Ambientale ad Arenzano

    FidraDal 15 al 17 dicembre ad Arenzano, presso lo Science Center Muvita, si tiene la terza edizione di  Fidra, il Festival Internazionale del Reportage Ambientale:  un evento cinematografico per conoscere registi, autori, produttori, giornalisti che lavorano per raccontare l’ambiente, e per denunciare violazioni o per comunicare storie virtuose del  mondo verde.

    La manifestazione è ideata dal Genova Film Festival e realizzata in partnership con il Comune di Arenzano, e in questa terza edizione si presenta con alcune importanti novità che arricchiscono notevolmente il cartellone.

    La prima di queste riguarda un concorso che presenterà dieci opere dedicate all’ambiente per denunciare storie scomode o per raccontare esperienze di vita sostenibili: dalle popolazioni dell’Amazzonia che cercano di salvare i propri fiumi dalle speculazioni selvagge alla vita difficile di chi abita nel degrado di Scampia, dalle misteriose navi arenate con i loro carichi tossici sulla costa calabrese all’inarrestabile distruzione ambientale indotta dallo sfruttamento turistico in Spagna, dalle innovative produzioni di biocarburanti al ritorno di soppiatto del vecchio killer amianto.

    Accanto al concorso, il Festival propone una rassegna di cortometraggi, documentari e film d’animazione a tema, tra cui l’anteprima assoluta di Sakura – Tributo a Fukushima.

    In più, due  workshop  gratuiti e dedicati a operatori del settore audiovisivo, filmaker, studenti universitari e operatori del settore ambientale. Il primo, dedicato all’arte di realizzare un reportage, sarà tenuto dal regista Gianluca Brezza, autore La Casa Verde (una storia politica), il secondo workshop, dedicato alla realizzazione di un film di fiction a base documentaria, sarà tenuto dal regista Renato Chiocca, che ha scritto e diretto Differenti, cortometraggio interpretato da Antonello Fassari su legalità e gestione dei rifiuti, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti e proposto nel corso della rassegna.

    Fidra Locandina

  • “Natale Fantasy” alla Trattoria Lupo e in tutto il Civ di Prè

    “Natale Fantasy” alla Trattoria Lupo e in tutto il Civ di Prè

    Lupo TrattoriaGiovedì 8 dicembre, in occasione della ricorrenza dell’Immaccolata Concezione, Via Balbi e tutto il Civ di Prè organizzano la terza edizione di “Natale Fantasy”.

    L’Antica trattoria Lupo di Via delle Monachette offre ai visitatori un pomeriggio in simpatia alla scoperta del negozio del Lupo: un percorso tra l’oggettistica in ceramica, macramè, bijoux, abbigliamento e borse, idee regalo simpatiche ed artigianali.

    Nella stessa giornata dimostrazione Macramè, Tea di Natale profumatissimo e biscotti Pan di Zenzero e un omaggio per tutti gli avventori! (Dalle 1530 alle 1930, per info 010267036 – antica.trattoria.lupo@gmail.com – www.lupoanticatrattoria.it)

    Inoltre  l’intero quartiere ospiterà una cinquantina di gazebi con piccoli artigiani e veri e propri artisti con oggettistica tra la più varia ed originale, piccoli produttori di prodotti tipici e biologici operanti nelle Riviere Liguri e nel basso Piemonte.

    Dalle ore 14 si raduneranno le auto d’epoca Fiat 500 nella zona di Piazza Truogoli di Santa Brigida e di Piazza San Carlo, nel cortile d’onore di Palazzo Reale e presso il Grand Hotel Savoia, organizzato dal “fiat 500 Club Italia”. Le auto poi sfileranno alle 1630  in Via Balbi, via delle Fontane, Via Pré e Salita San Giovanni per terminare di fronte al Grand Hotel Savoia.

    Nel cortile del Palazzo Reale, intorno alle 14,30, la banda musicale “Città di Cogoleto” proporrà  brani natalizi e risorgimentali, dalle 1630 in poi si svolgerà una visita itinerante tra i Truogoli di Santa Brigida e Vai balbi alla scoperta dei punti di interesse storico e culturale.

  • Genoa Port Run, nel 2012 si corre nel porto

    Genoa Port Run, nel 2012 si corre nel porto

    La prima gara podistica italiana mai disputata in un’area portuale, la Genoa Port Run 2012 è stata presentata oggi dal Presidente della Provincia Alessandro Repetto:

    “Già in passato è stato permesso a gare podistiche di attraversarlo. Come negli anni Ottanta dalla Marcia della Lanterna, una bella corsa oggi abbandonata, che nelle prime edizioni passava i varchi doganali del porto e percorreva alcuni chilometri lungo le banchine. Non si è però mai realizzata una corsa interamente dentro il porto”.

    La gara, lungo un percorso spettacolare di 8 km attraverso i più suggestivi docks italiani, si disputerà il 25 marzo con partenza da Ponte Parodi per concludersi alla terrazza panoramica della Lanterna, il sito completamente restaurato e reso agibile al pubblico dalla provincia di Genova.

    “Si tratta di una sfida complessa – ha detto Luigi Merlo Presidente dell’Autorità Portuale- perché lambisce aree perennemente operative”.

    “Ci aspettiamo una grande adesione – ha soggiunto Tommaso Bisio, di Uisp Genova – possiamo contare su 600 atleti che, per una edizione zero, è un ottimo risultato”.

    L’evento ha avuto il nulla osta della Capitaneria di Porto che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa. “Sono contento di poter ospitare una manifestazione come questa – ha commentato l’Ammiraglio Angrisano – Ho dato subito il mio assenso, perché il nostro porto possa essere ancora una volta esempio di fratellanza, solidarietà e sviluppo” .

    Genova e il suo porto hanno un rapporto storico ma anche complesso. Fino a qualche anno fa infatti, lo scalo era interdetto ai non addetti per ragioni di sicurezza e sopratutto di dogana dovute al suo carattere di frontiera.

    Limiti in parte presenti ancora oggi, ma che si sono via via attenuati. Un numero sempre più alto di cittadini frequentano quotidianamente il porto per svolgervi attività sportive e ricreative. Sono numerosi i circoli velici e canottieri insediati nel perimetro portuale, così come diffusa è la pratica della pesca sportiva sulle dighe foranee, in linea con la tradizione marinara della nostra città.

    Genoa Port run è un’iniziativa che si inserisce alla perfezione in questo contesto, cerca di abbattere le ultime barriere e promuove la fruizione degli spazi del porto.