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  • San Valentino a Genova: “One billion rising”, flash mob antiviolenza

    San Valentino a Genova: “One billion rising”, flash mob antiviolenza

    one-billion-rising-donne-flash-mobUna donna su tre, nel mondo, è stata stuprata o picchiata nella sua vita. Un miliardo di donne violate è un’atrocità. Un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione.

    Eve Ensler, nota in tutto il mondo per essere l’autrice dell’opera teatrale I monologhi della vagina, ha creato nel 1998 V-Day (dove la lettera V sta per Valentino, Vagina, Vittoria), un movimento che si batte contro ogni forma di violenza sulle donne: stupri e abusi, mutilazioni genitali, schiavitù sessuale e ogni reato che nel mondo è commesso contro il genere femminile.

    Un movimento che da anni promuove eventi, manifestazioni e rappresentazioni teatrali per sensibilizzare su questo tema e raccogliere fondi, e che nel suo 15° anniversario ha organizzato un flash mob in contemporanea mondiale, con la speranza che almeno un miliardo di persone (“one billion” in inglese) si raduni in strade e piazze per dire No alla violenza.

    One billion rising si terrà il giorno di San Valentino, ossia giovedì prossimo 14 febbraio: l’appuntamento di Genova è alle 17 in piazza De Ferrari ed è coordinato dalla sezione locale di Se non ora quando, in collaborazione con Rete di donne per la Politica, CGIL Genova e Liguria e altre associazioni del territorio.

    Proprio Se non ora quando festeggia in questi giorni il suo secondo anno di vita: il movimento è nato infatti in occasione della grande manifestazione di piazza del 13 febbraio 2011.

    Eva Provedel e Roberta Trucco tracciano un bilancio dei due anni di attività: «Il Comitato Se non ora quando Genova ha avuto un impatto significativo sulla città, in particolare impegnandosi su due temi. Il primo è la rappresentanza: durante la campagna elettorale comunale ci siamo poste come interlocutrici tra i candidati Sindaci delle diverse forze politiche e la cittadinanza, ponendo la questione della necessità di un bilanciamento tra sguardo femminile e maschile. L’attuale Sindaco si è impegnato e ha poi costituito nei fatti una giunta paritaria, con 6 Assessore e 5 Assessori. Abbiamo quindi precorso in piccolo l’approccio nazionale di Senonoraquando all’attuale campagna elettorale. Il secondo è Città più vivibile, con il progetto Inciampando s’immagina realizzato nell’ambito del Festival della Scienza 2012Per collaborare con Senonoraquando Genova si può scrivere a senonoraquandogenova@gmail.com».

    Progetti importanti, che si uniscono ad altrettante lodevoli iniziative in città, a partire dal lavoro dei centri antiviolenza: «Il Comitato ha svolto diverse iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e le giovani generazioni sul tema della violenza sulle donne legato agli stereotipi che pervadono la nostra cultura, e per informarle della presenza di centri antiviolenza in città. A giugno 2012 ha svolto una ricerca approfondita sulla storia della donne uccise dagli uomini quell’anno (quasi 130) e ha proposto un allestimento di scarpe per simbolizzare l’assenza di quelle donne. Si tratta infatti di un problema culturale aggravato dalla mancanza di supporto e leggi adeguate, per cui organismi internazionali come l’ONU hanno più volte redarguito e minacciato di sanzioni il nostro Paese. Inoltre il comitato ha aderito alla richiesta formale alle istituzioni di rifinanziamento ai centri antiviolenza, e in particolare al centro antiviolenza di Via Mascherona di gestione pubblica. Alla fine il centro ha ottenuto un rifinanziamento valido per tutto il 2013. Snoq si unisce alle altre associazioni sul territorio genovese per spingere affinché i finanziamenti diventino regolari, garantendo la continuazione e il funzionamento ottimale dei centri antiviolenza».

    Tornando al flash mob, ecco i requisiti per partecipare: vestirsi di rosso o di nero, avere addosso un logo di One billion rising ben visibile e imparare la coreografia curata da Debbie Allen sulle note di sulle note dell’inno Break the chain.

    Oltre alla coreografia in piazza, che sarà guidata dalla Compagnia Teatro Danza Duende, vi sarà l’esibizione musicale di un quartetto di archi e clarini di musiciste del Teatro Carlo Felice e letture di un testo, scritto appositamente da Eve Ensler, a cura degli attori Nella Bozzano, Simona Fasano, Pino Petruzzelli e Anna Solaro.

    Come spiegano Eva e Roberta, «One Billion Rising farà tremare la terra, unendo uomini e donne attraverso la danza, che come scrive Eve Ensler: “È pericolosa, gioiosa, sensuale, sacra, dirompente, contagiosa, e rompe le regole. Si può ballare in ogni momento, in ogni luogo, con chiunque, e gratis”. Il ballo unisce e spinge ad andare oltre: questo è il cuore di One Billion Rising».

    Marta Traverso

  • Stazione Principe: tagli ai lavoratori del servizio bagagli

    Stazione Principe: tagli ai lavoratori del servizio bagagli

    Treni11Gli ultimi eredi dei gloriosi facchini all’opera nelle stazioni ferroviarie genovesi – 8 lavoratori impiegati nella gestione dei depositi porta bagagli di Genova Principeperdono l’occupazione. La società Grandi Stazioni (appartenente al Gruppo FSI), infatti, ha proceduto a cedere il ramo di azienda a SDA Kipoint (società controllata da Poste Italiane), senza che quest’ultima garantisca la ricollocazione dei lavoratori, né tantomeno l’applicazione del contratto in vigore.

    «Ora queste 8 persone sono in cassa integrazione – spiega Laura Andrei della Filt Cgil – ma Grandi Stazioni non può stare a guardare».
    Il contratto d’appalto con la So.Co.Fat di Torino, dalla quale dipendono gli 8 lavoratori, è scaduto da oltre un anno.
    Da parte sua, Grandi Stazioni risponde così «Da mesi operiamo affinché le varie società possano trovare un accordo».

    Si tratta del triste quanto inevitabile epilogo di una vicenda iniziata nel 2004 quando la storica cooperativa Portabagagli (che negli anni ’60 raggiunse quota 350 soci) fu dichiarata ufficialmente fallita. Da allora, tra appalti e spacchettamenti, la forza lavoro è costantemente diminuita.

    Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Fast, Ugl e Salpas Orsa a fronte delle procedure di licenziamento aperte dalla società appaltante per la gestione degli esuberi organizzano un presidio dei lavoratori Venerdì 1 febbraio 2013, dalle ore 8 alle 10, sul binario undici in prossimità del deposito bagagli.
    Le Organizzazioni Sindacali denunciano come «In un periodo di pesante crisi si chieda sempre ai lavoratori più deboli il sacrificio maggiore, scaricando sul lavoro le scelte sconsiderate del Gruppo Fsi che, dopo aver sbandierato bilanci positivi, cerca gli utili legittimando di fatto il peggior dumping contrattuale. Si tratta dell’ennesima batosta inflitta al settore degli appalti – sottolineano i sindacati – già martoriato dall’esasperata frammentazione dei lotti e dal sistema degli appalti al massimo ribasso, che vede in Liguria un sempre maggiore ricorso agli ammortizzatori sociali, nel peggior momento di incertezza sulle risorse ad essi destinate».

     

    Matteo Quadrone

  • Ora in silenzio per la pace: da 11 anni presidio a Palazzo Ducale

    Ora in silenzio per la pace: da 11 anni presidio a Palazzo Ducale

    ora in silenzio per la paceChi per lavoro o svago passa di frequente nella zona di Palazzo Ducale li ha visti di sicuro: tardo pomeriggio, un gruppo di persone radunate sulle scale del palazzo, lato De Ferrari, che restano in silenzio e reggono in mano uno striscione giallo contro ogni forma di guerra.

    Non si tratta di un’iniziativa estemporanea e saltuaria, ma di un gruppo ben organizzato che da quasi 12 anni – per la precisione, 555 ore – si raduna nella piazza centrale di Genova per sostenere attraverso il silenzio la sua idea di pacifismo.

    La manifestazione avviene ogni mercoledì dalle 18 alle 19 ed è nata subito dopo il G8 del 2001 e l’attentato alle Twin Towers di New York, che ha portato l’Italia ad aderire alla cosiddetta missione di pace in Afghanistan.

    Ogni settimana viene realizzato un volantino, distribuito a tutti i passanti per analizzare le ragioni della protesta e raccontare le tante guerre in corso nel mondo. L’ora del silenzio è un metodo di protesta non violenta adottato molte volte nella storia e nel mondo, che questo gruppo ha deciso di replicare stabilmente a Genova, proprio davanti al luogo dove si è svolto il G8 del 2001.

    Quando cominciammo non pensavamo che saremmo rimasti/e in piazza, una volta a settimana, per dodici anni; né che saremmo giunti a distribuire, settimana dopo settimana, circa duecentotrentamila volantini. Non potevamo certo interrompere la nostra protesta quando l’Italia è stata direttamente coinvolta nelle operazioni militari in Afghanistan; quando gli Stati Uniti hanno aggredito anche l’Iraq, questa volta con il pretesto della ricerca di “armi di distruzione di massa”; quando soldati italiani sono stati direttamente e pesantemente coinvolti anche in quella guerra” spiega la coordinatrice Norma Bertulaccelli.

    La protesta tuttavia non riguarda solo l’impegno militare in Medio Oriente. Ogni ora è finalizzata a sensibilizzare su un tema preciso: dalla solidarietà con i popoli siriani e palestinesi, all’adesione al movimento No Tav, fino alla denuncia dei soldi stanziati per l’acquisto di nuovi caccia F35, e così via.

    Chiunque può aderire, recandosi personalmente il mercoledì e partecipando con il proprio silenzio.

    Questo il testo del volantino che verrà distribuito oggi, mercoledì 16 gennaio 2013.

    Partono i sommergibili
    «Rapidi ed invisibili, partono i sommergibili», canticchiava Ugo Tognazzi -interpretando Il Federale di Luciano Salce, film del 1961- mentre a bordo di una scassata motocicletta affondava nel fiume che voleva arditamente attraversare. Perfetta metafora della vicenda attuale dei due sommergibili U 212 per i quali dobbiamo spendere quasi 2miliardi di euro, mentre l’Italia affonda sempre di più nella crisi economica, nella disoccupazione, nella povertà.

    La vicenda non è recente. Il programma di costruzione dei sommergibili inizia nel 1994. e già da allora era stato aspramente criticato dalla campagna Venti di Pace (da cui ha poi tratto origine la campagna Sbilanciamoci!) e da allora l’Italia ne ha realizzati due, che ha chiamato Scirè e Salvatore Todaro. Sono sommergibili d’attacco, capaci di ospitare reparti di incursori e anche -come ha fatto Israele- armamenti nucleari. Tanto rapidi non sono visto che – fortunatamente- i tempi della loro produzione si sono allungati molto, ma sicuramente invisibili sì, e soprattutto ai fustigatori della spesa pubblica.

    Quando si tratta di tagliare scuola e sanità ci vedono benissimo, ma di fronte alle spese militari non si accorgono di niente: né dei sommergibili U 212, né dei cacciabombardieri F35, né di un disegno di legge delega sulle forze armate che nei prossimi vent’anni ci farà spendere più di 230 miliardi di euro per le armi.

    Quello dei sommergibili è l’ultimo regalo avvelenato del governo Monti: un premier che non ha problemi a spendere 2 miliardi per due sommergibili, ma ne ha molti di più se deve destinare risorse al lavoro, alla scuola, alla sanità. Il suo è -come al solito- un rigore a senso unico. La spending review vale per i lavoratori, ma non per i generali e gli ammiragli come il suo ministro Di Paola. Tra l’altro si tratta -dal punto di vista operativo- di scelte inquietanti: sia i sommergibili U 212, sia i cacciabombardieri F35 sono dei sistemi d’arma buoni per l’attacco ed entrambi possono dotarsi di armamenti nucleari. Si tratta di armi per andare in guerra e non per difendere il paese, come invece prevedono l’art. 11 e 52 della Costituzione.

    Bisogna porre fine a questo assurdo spreco di risorse.

    Perché con i soldi dei due sommergibili potremmo fare tantissime cose e molto più utili, tra le quali: mettere in sicurezza 3mila scuole che non rispettano le normative antisismiche e antincendio, far nascere 1500 asili nido, avviare un programma di ammortizzatori sociali per i lavoratori precari, fare gran parte degli investimenti che sono necessari a risanare l’Ilva di Taranto.

    I soldi sprecati nei sommergibili accontentano la casta dei militari (e magari qualche faccendiere) creano pochissimi posti di lavoro e ci consegnano due battelli che saranno – fortunatamente – inutilizzati e non operativi, anche perchè poi non ci sono i soldi per la manutenzione e l’addestramento.

    Invece di far affondare l’Italia, facciamo affondare il progetto di questi due sommergibili e destiniamo le risorse risparmiate a far uscire il paese dalla crisi.

  • Ericsson, lavoratori in sciopero contro le politiche della multinazionale

    Ericsson, lavoratori in sciopero contro le politiche della multinazionale

    I sindacati tornano a denunciare il comportamento della multinazionale Ericsson, evidenziando il clima pesante all’interno dell’azienda che continua a fare pressioni sui dipendenti per ottenere il proprio scopo: diminuire la forza lavoro nel nostro Paese. Contro le politiche della Ericsson le rappresantanze sindacali unitarie hanno proclamato un nuovo sciopero per Mercoledì 16 gennaio, dalle ore 8 alle 12, con manifestazione sotto la sede della Regione Liguria e corteo per le vie della città.

    «L’azienda vorrebbe eliminare 94 lavoratori a Genova e 374 in tutta Italia – ricorda Gianni Pastorino, segretario genovese della Cgil-Slc (Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione) – una situazione che non solo contestiamo ma che giudichiamo scandalosa anche in relazione all’accordo di programma firmato per Erzelli e per il quale Ericsson è stata incentivata dallo Stato e dagli enti locali (la Regione Liguria, ad esempio, ha erogato 11 milioni di euro). È quantomeno contradditorio prendere i contributi per aprire ad Erzelli e poi voler mandar via i lavoratori – sottolinea Pastorino – l’azienda sostiene che si possa fare innovazione e ricerca anche con meno persone ma questa è una “balla”».

    La Cgil ritiene intollerabile il comportamento delle multinazionali che in sostanza prendono i soldi e scappano. «Per superare questa situazione – continua Pastorino – È necessario che il Ministero dello Sviluppo Economico, finalmente, faccia delle vere politiche industriali ed inserisca una clausola sociale, vale a dire che condizioni l’erogazione dei contributi al mantenimento degli organici sul territorio».

    Il timore dei sindacati è che i progetti su Erzelli siano un bluff, ovvero che Ericsson voglia prendere i contributi e poi trasferire tutto a Milano.

    «Denunciamo il clima pesante in azienda – spiega il segretario Cgil-Slc – dove si cerca di “convincere” in tutti i modi i dipendenti a licenziarsi. In questo modo Ericsson ha già ottenuto le dimissioni di 50 “volontari».

    Le organizzazioni sindacali hanno predisposto un documento dal titolo emblematico “Vogliono chiudere Genova?”. «Le pressioni esercitate hanno portato decine di colleghi a firmare le dimissioni – racconta Pastorino – continuando così il lavoro di svuotamento della sede di Genova. Queste pressioni crescono andando a colpire gruppi di persone che fino a dicembre non erano stati “contattati” come possibili esuberi. Il lavoro, e non solo le “manutenzioni”, come sostiene l’azienda, continua ad essere esternalizzato a ditte esterne, italiane ed estere. Non si contano più le dimostrazioni di arroganza della Ericsson nei confronti dei lavoratori: praticamente tutti i capi continuano a dire ai sottoposti che è meglio prendere i soldi e andare via ora, perchè tanto non c’è futuro».

    «Ericsson deve rispondere ai lavoratori, alle istituzioni, alla città – conclude il rappresentante Cgil-Slc – Qual è il progetto su Genova? Se c’è ancora un progetto su Genova… Oppure c’è solo uno smantellamento lento del sito?».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Non ci resta che correre, salviamo la tariffa integrata treno più bus

    Non ci resta che correre, salviamo la tariffa integrata treno più bus

    AutobusCon una singolare iniziativa dal titolo provocante – “Non ci resta che correre” –  il Movimento 5 Stelle invita i cittadini, Giovedì 10 gennaio, a manifestare a Palazzo Tursi per ricordare ai consiglieri e alla Giunta che il trasporto pubblico è una priorità «Se non impediremo queste ulteriori scelte sbagliate non ci resterà che comprarci una bella scorta di scarpe da ginnastica e iniziare a correre….!», sottolinea il volantino della manifestazione.

    «Basta tagli al servizio: facciamo investimenti, come fanno altre realtà italiane – scrive il Movimento 5 Stelle – Basta aumenti delle tariffe che non porteranno più soldi ad AMT, ma solo evasione e abbandono del trasporto pubblico da parte dei cittadini!».

    «Giovedì 10 gennaio ore 14:30 a Palazzo Tursi ci sarà una seduta di commissione sull’integrazione tariffariacontinua il Movimento 5 Stelle  – Il WWF Genova e le associazioni di consumatori hanno chiesto di essere audite per per spiegare ai consiglieri che l’integrazione tariffaria è fondamentale per Genova».

    «Venite numerosi Giovedì 10 gennaio 2013 alle ore 14.30 a Palazzo Tursi per ricordare ai consiglieri e alla Giunta che il trasporto pubblico è una priorità! –  ribadiscono i “grillini” – Lo sapete che rischia di scomparire una delle poche cose intelligenti fatte per il trasporto pubblico a Genova, ovvero la tariffa integrata treno+bus? E se non scomparirà ci saranno consistenti aumenti delle tariffe, per cui avremo tariffe molto più care per poter usare treni e bus. Oppure ci saranno tariffe separate ma con gli stessi prezzi di adesso! (Per cui si pagherà comunque un biglietto 1,50 euro e un mensile 43 euro, solo che con il mensile non si potrà più prendere il treno ma solo il bus!). Quindi anche chi usa prevalentemente un solo tipo di mezzo e deciderà per un unico abbonamento (o treno o bus) sappia che non avrà alcun risparmio, anzi pagherà quanto paga adesso per avere un servizio inferiore».

    «Lo sapete che già ora Genova ha le tariffe più care d’Italia? – spiegano i “grillini” – Lo sapete che per un abbonamento mensile a Genova si pagano 43 euro e a Milano 30? Che per un annuale si pagano 380 euro mentre a Milano 300? …e nel frattempo a Genova e nella regione si continua a tagliare il servizio, sia bus che treni, e ulteriori tagli al servizio bus sono previsti nei prossimi mesi».

    «Il trasporto pubblico è fondamentale per l’economia dei cittadini e della città ed un trasporto pubblico efficiente deve essere integrato: bus urbani treni, bus extraurbani – conclude il Movimento 5 Stelle – La tariffa integrata non solo va salvata: va estesa anche ai comuni dell’hinterland: per permettere a chi arriva da da Mele o Busalla o Cogoleto o Camogli di poter usare tutti i mezzi: treno, bus extrurbano, bus urbano e si deve pianificare la sua estensione anche a tutta la regione, in modo che il trasporto pubblico sia un vero servizio utile e usufruibile da tutti».

     

    Matteo Quadrone

  • Casa occupata Giustiniani, sgombero e arresti: presidio a San Lorenzo

    Casa occupata Giustiniani, sgombero e arresti: presidio a San Lorenzo

    Via dei Giustiniani casa occupataMercoledì 12 dicembre alcuni tra i presenti nella casa occupata Giustiniani 19, nell’omonima via del centro storico a Genova, hanno ricevuto la notifica di una serie di misure cautelari preventive (4 arresti domiciliari, 7 obblighi di firma giornalieri) a seguito di atti compiuti durante lo sgombero del 7 agosto 2012.

    Per questa ragione mercoledì 19 dicembre (ore 16.30) si terrà un presidio in piazza San Lorenzo per sostegno a queste persone ed esprimere la contrarietà alle misure preventive, che secondo gli organizzatori dell’evento «vengono date non in quanto “sanzione” dei reati commessi, ma come “prevenzione” di reati ancora da compiere: si tratta infatti di misure cautelari preventive, disposte per impedire la reiterazione del reato e per “sorvegliare e punire” coloro che dimostrano di avere un comportamento che non può essere “corretto” altrimenti».

    L’occupazione di Giustiniani 19 è solo uno dei numerosi atti – organizzati da collettivi, gruppi spontanei o movimenti anarchici – allo scopo di rivendicare il diritto alla casa.

  • Natale 2012: tutti gli eventi in programma a Genova e provincia

    Natale 2012: tutti gli eventi in programma a Genova e provincia

    Genova, panoramaCome ogni anno, in occasione delle festività Natalizie, la città di Genova e la sua provincia si animano con tantissime iniziative e manifestazioni per celebrare l’arrivo del Natale o semplicemente per godere al meglio dei giorni di festa. Ci attende quindi un mese di dicembre particolarmente ricco di eventi per tutte le età e per tutti i gusti.

    Non è Natale senza i tradizionali mercatini, dove trovare tanti originali idee per i regali: il mercatino di San Nicola in piazza Piccapietra fino al 23 dicembre, il mercatino di Natale di piazza Campetto fino al 24 dicembre, quello di San Porfirio, allestito presso il teatro della Tosse e quello a cura della Bottega Solidale Macondo, fino al 24 dicembre in piazza Matteotti. Senza dimenticare il negozio di Natale di Emergency, allestito in Galleria Siri accanto all’ingresso del Carlo Felice: il ricavato degli acquisti va in favore dell’associazione di Gino Strada.

    Anche i teatri genovesi si preparano a un ricco cartellone di eventi che precedono il Natale e accompagnano gli spettatori fino all’ultimo giorno dell’anno: al teatro Carlo Felice va in scena la Turandot di Giacomo Puccini nei giorni 23 dicembre (seguita da una cena di Gala), 27 dicembre e 30 dicembre, al teatro della Gioventù c’è lo spettacolo Rumori Fuori scena (ore 20.45, domenica ore 15.30, lunedì e 24/25/26 dicembre chiuso).

    Spostandosi in Val Polcevera, il teatro Govi di Bolzaneto propone il 21 dicembre The Rocky Horror Pictures Show con l’Unconventional Cast, il 22 dicembre il concerto di Natale del Coro del Monte Bianco, il 28 dicembre lo spettacolo comico Pizza Eternity mentro il 29 dicembre un omaggio a Domenico Modugno con Lo Chiamavano Mimì.

    Il teatro Verdi di Sestri Ponente ospita sabato 29 dicembre lo spettacolo della compagnia Ariston Proballet Opera Ballet Rock.

    Particolarmente ricco anche il Natale nei quartieri di Sampierdarena e San Teodoro: nel mese di dicembre sono oltre 20 gli eventi in programma.

    Venerdì 21 dicembre al Berio Cafè è in programma il pranzo di Natale con gli Elfi, mentre La Claque ospita nei giorni 21 e 22 dicembre Emergenza Festival, il più grande festival del mondo per gruppi emergenti.

     

     

    Articolo in aggiornamento

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Salone del cioccolato: nel weekend a Villa Serra di Comago

    Salone del cioccolato: nel weekend a Villa Serra di Comago

    CioccolatoNel weekend del 17 e 18 novembre il parco di Villa Serra di Comago a Sant’Olcese ospita la settima edizione del Salone del cioccolato, manifestazione che propone ai visitatori degustazioni gratuite di cioccolatini, cioccolata calda, crepes, tagliolini al cacao e gorgonzola e tant’altro.

    L’evento, che ha riscosso un grande successo anche nelle precedenti edizioni, era originariamente in programma nel weekend scorso ma era stato rinviato a causa del maltempo.

    Nella due giorni a Villa Serra i maestri pasticceri locali che partecipano all’iniziativa (Pasticceria Poldo, Massimo Migliaro di “5 Stelle Ricevimenti”, Pasticceria LIDA, Pasticceria Ferrante, Pasticceria Maide, Pasticceria Menichetti, Pasticceria Le Rose, Pasticceria Articioc,  Ipercoop L’Aquilone – Associazione Consumatori Ipercoop l’Aquilone) confezionano in diretta le loro prelibatezze a base di cioccolato e e le offrono ai partecipanti.

    Novità di quest’anno, il laboratorio di cioccolata a cura del maestro pasticcere internazionale Ernest Knam, la realizzazione in diretta di una grande Piece che riproduce il Cristo di Corcovado a Rio De Janeiro, la mostra mini sculture in cioccolata a tema “America Latina” e quella di quadri.

    A chiusura della manifestazione è in programma un’estrazione di premi e cesti regalo.

    Orari: ore 14.30/19

    Ingresso: 2,50 euro

  • Terzo Valico, i No Tav denunciano: disinformazione sull’opera

    Terzo Valico, i No Tav denunciano: disinformazione sull’opera

    Ferrovia di Nervi«Intendono zittire il movimento ma non ci riusciranno. Noi vogliamo discutere di Terzo Valico e trasmettere una corretta informazione. Questo fa paura. Nel passato abbiamo chiesto la disponibilità di spazi per assemblee pubbliche e riunioni a parrocchie, pubbliche assistenze, teatri. A volte ci sono stati concessi, altre volte no. Negli ultimi tempi, invece, continuano a boicottarci, rifiutandosi di ospitarci. Dietro a questi atteggiamenti di chiusura si nascondono evidenti interessi di natura politica». Così Davide Ghiglione, esponente dei No Tav Terzo Valico e consigliere (Rifondazione Comunista) nel Municipio Valpolcevera, spiega le ragioni dei manifestanti che si sono ritrovati ieri a Trasta, davanti ai cancelli del campo base, dove alloggeranno centinaia di operai provenienti da fuori Genova (altro che positive ricadute occupazionali sul territorio!).

    «Di Grandi Opere sui giornali se ne parla solo per dire che sono indispensabili, per chi poi? – denunciano i Comitati NoTav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde – è ora di ricordare ai genovesi e alla popolazione tutta che per 10 anni vivranno in un cantiere al dolce sapor mortifero di amianto».

    L’occasione è stata propizia per una passeggiata tra Fegino e Trasta, in via Castel Morrone, per osservare da vicino una trivella installata di recente che sta già effettuando alcuni sondaggi.

    Ma soprattutto i comitati No Tav Terzo Valico hanno lanciato la manifestazione di Sabato 17 novembre quando un grande corteo sfilerà per le strade della Val Polcevera: partenza dalla stazione ferroviaria di Bolzaneto alle ore 14; da qui i manifestanti si muoveranno in direzione Certosa.
    «Il progetto Tav Genova-Milano passerà per la Val Polcevera – denunciano gli organizzatori – e significherà devastazione ambientale e salute compromessa: una galleria di 39 chilometri dove è appurata la presenza di rocce contenenti fibre di amianto; decine di cave sparse fra le province di Genova e Alessandria ospiteranno lo “smarino”; gli scavi delle gallerie prosciugheranno sorgenti e provocheranno frane; il passaggio di oltre 500 camion al giorno per le strade della Val Polcevera stravolgerà la circolazione, la vivibilità, la salute».
    Il 17 novembre, per sostenere la protesta, arriveranno anche dal Piemonte: previsti pullman speciali con partenza da Alessandria e fermate a pozzolo Formigaro, Novi Ligure, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Borgo Fornari, mentre dalla Val Lemme sono previste carovane di automobili.

    Sul fronte degli espropri pare ci siano alcune novità «Comune di Genova e Cociv (il consorzio di imprese incaricato della realizzazione dell’opera) stanno convocando gli espropriati – conclude Ghiglione – per impostare, con ognuno di loro, una trattativa economica privata. Evitando il rischio di contestazioni. E ottenendo con maggiore facilità, facendo leva sull’offerta, il consenso degli interessati».

    Inevitabilmente, però, il percorso si rallenta «E questo per noi è un fatto positivo», sottolinea Ghiglione.
    Anche perché ad agosto 2013 scadrà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Ciò vuol dire che il Cociv – se entro quella data non riuscirà a concludere tutti gli espropri – sarà costretto a rifare tutta la procedura. «Quindi i tempi si allungheranno – conclude l’esponente No Tav – complicando i piani di questi signori».

     

    Matteo Quadrone

  • Abcd 2012: il Salone della scuola alla Fiera di Genova

    Abcd 2012: il Salone della scuola alla Fiera di Genova

    Da mercoledì 14 a venerdì 16 novembre 2012 nuova edizione di Abcd + Orientamenti alla Fiera di Genova.

    In programma 500 eventi e 314 espositori – tra i quali 59 scuole superiori e 159 tra Università, istituti superiori tecnici ed enti di formazione – con un focus particolare dedicato alla scuola digitale attraverso spazi e conferenze ad hoc.

    La fiera sarà aperta dalle 9 alle 18.30 con ingresso libero.

  • Murta e Zucche: “Andar per zucche lungo strade, crêuze e sentieri”

    Murta e Zucche: “Andar per zucche lungo strade, crêuze e sentieri”

    Murta zuccheTorna anche quest’anno a Murta il tradizionale appuntamento con la manifestazione dedicata alla zucca, che in questa ventiseiesima edizione ha come tem centrale:  “Andar per zucche lungo strade, crêuze e sentieri”.

    Nei weekend del 10/11 e 17/18 novembre il paesino della Valpolcevera ospita numerosi eventi: dalla mostra dedicata alle varie qualità del vegetale autunnale, alle premiazioni di zucche dalle diverse forme, bellezza e peso; tra i premi in programma, quello alla “Zucca d’Oro dei Ventisei Anni“, (zucca che ha un peso che più si avvicina a 26 Kg), quello alla zucca più grossa, più lunga, più strana e più bella che vengono scelte dai visitatori.

    La Pesatura della Zucca d’Oro è prevista per domenica 18 novembre alle ore 10.30: il vincitore riceverà un premio di 500 euro.

    In programma anche le attività didattiche a cura dell’Osservatorio Astronomico di Genova, gli immancabili stand gastronomici, dove assaggiare piatti a base di zucca e degustare il vino novello vendemmia 2012, le esposizioni floreali e quelle dei lavori degli allievi della scuola elementare di Murta.

    Inaugurazione mostra: sabato 10 novembre ore 10.30.

    Apertura: sabato 10 novembre ore 10.30/18.30,  11, 17 e 18 novembre ore 9/18.30

    L’ingresso è libero e tutto il ricavato della manifestazione è devoluto in beneficenza.

  • Terzo Valico: Val Polcevera in mobilitazione contro la grande opera

    Terzo Valico: Val Polcevera in mobilitazione contro la grande opera

    Due appuntamenti nel giro di 2 settimane: le proteste contro la realizzazione del Terzo Valico (leggi il nostro approfondimento) – grande opera infrastrutturale contestata al pari della Gronda che in questi giorni sta spaccando la maggioranza di Palazzo Tursi – ripartono con slancio dopo il successo ottenuto neppure un mese fa, il 6 ottobre scorso, con la marcia da Serravalle Scrivia ad Arquata che ha visto sfilare oltre tremila persone, tra i quali alcune centinaia di genovesi, come ad esempio il comitato in difesa della scuola Villa Sanguineti di Trasta, minacciata dai cantieri.

    Si comincia Sabato 10 novembre con un presidio in piazza De Ferrari dalle ore 15 alle 19. I comitati spiegheranno le ragioni della mobilitazione e lanceranno la manifestazione della settimana successiva.

    Sabato 17 novembre, infatti, è previsto un corteo in Val Polcevera con partenza dalla stazione ferroviaria di Bolzaneto alle ore 14. Da qui i manifestanti si muoveranno in direzione Certosa.

    «Il progetto Tav Genova-Milano passerà per la Val Polcevera – denunciano gli organizzatori – e significherà devastazione ambientale e salute compromessa: una galleria di 39 chilometri dove è appurata la presenza di rocce contenenti fibre di amianto; decine di cave sparse fra le province di genova e Alessandria che ospiteranno lo smarino; gli scavi delle gallerie che prosciugheranno sorgenti e provocheranno frane; il passaggio di oltre 500 camion al giorno per le strade della Val Polcevera che stravolgerà la circolazione, la vivibilità, la salute».
    Il 17 novembre, per sostenere la protesta, arriveranno anche dal Piemonte: previsti pullman speciali con partenza da Alessandria e fermate a Pozzolo Formigaro, Novi Ligure, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Borgo Fornari, mentre dalla Val Lemme sono previste carovane di automobili.

    «Quelli che vogliono costruire il Terzo Valico, dopo l’offensiva di quest’estate, con un mese continuativo di espropri a cui il Movimento ha saputo rispondere con grande determinazione e partecipazione, avevano ripiegato con la strategia dei sondaggi e l’apertura del primo campo base del progetto a Trasta in Valpolcevera – scrive il movimento No Tav-Terzo Valico sulle pagine del sito web www.notavterzovalico.info – Anche in questi casi la risposta non si è fatta attendere, in centinaia hanno risposto alla finta apertura del campo base e le trivelle hanno avuto i loro problemi, anche ad eseguire dei semplici sondaggi».
    Dalla Valle Scrivia alla Val Lemme e dalla Val Verde alla Val Polcevera «la cosa più grande che possa far pensare ai lavori del Terzo Valico sono alcune squadrette da due operai intenti a piantare chiodi per delimitare gli allargamenti delle strade – continua il movimento – Chiodi che puntualmente vengono rimossi, con questo gioco che prosegue da diversi mesi».

    E anche il campo base di Trasta «più che un cantiere sembra un deserto. Quasi sempre chiuso, i grandi lavori nei rari giorni di apertura riguardano il deposito di un po’ di terra da parte di due operai e di una ruspetta. Un pochino sottotono per essere l’inizio dei lavori del Terzo Valico che il Sindaco e il vice Sindaco di Genova, Doria e Bernini con il codazzo dei loro lacchè, sbandierano a piè sospinto».
    Una situazione di calma apparente «come qualcuno si è spinto a definirla, ma sono molti quelli che scommettono sul fatto che Cociv (il consorzio di imprese incaricato della realizzazione del Terzo Valico, ndr) stia preparando la campagna di inverno – conclude il movimento – Se qualcuno commette l’errore di pensare che dicembre, causa freddo, sia il momento migliore per lanciare l’offensiva, gli consigliamo di rileggere i libri di storia. I No Tav-Terzo Valico hanno resistito ai 40 gradi di agosto subendo al massimo alcune scottature, figuriamoci se si faranno spaventare dal termometro sotto zero e dalla neve. E poi la neve, che secondo le previsioni non dovrebbe tardare ad arrivare, è il miglior alleato possibile per impedire il passaggio agli invasori».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Festival della Scienza 2012: la marcia di Se non ora quando

    Disabile sulla sedia a rotelleGenova, città di saliscendi, in cui le barriere architettoniche costituiscono spesso un problema non solo per i disabili, ma anche per donne che portano i loro bambini in giro su passeggini e carrozzine. Sono sempre più numerose le iniziative di segnalazione e tentativo di superamento del problema: da progetti nati sul web come Wheelmap ad altri concomitanti a grandi eventi, come la barca accessibile presentata all’ultimo Salone Nautico.

    Anche in occasione del Festival della Scienza si opera dunque in tal senso, con un’iniziativa a cura del gruppo genovese di Se non ora quando: la marcia Inciampando s’immagina – il cui titolo si rifà alla parola chiave del Festival immaginazione – è una passeggiata nel centro di Genova, da via Roma a via Assarotti, dove i partecipanti vengono dotati di passeggini, protesi ortopediche, sedie a rotelle, carrelli della spesa e altro.

    La marcia si svolge in varie giornate del Festival, in particolare oggi (giovedì 1 novembre, ndr) e sabato 3 novembre con tre partenze nell’arco della giornata, alle 10, 14.30 e 17 presso l’Hotel Best Western City di via San Sebastiano. Ai percorsi parteciperanno personalità importanti della città, dalla Presidente del Festival della Scienza Manuela Arata, al Sindaco Marco Doria fino ad alcuni Assessori del Comune.

  • Manifestazione in difesa della sanità pubblica e presidio contro gli sfratti

    Manifestazione in difesa della sanità pubblica e presidio contro gli sfratti

    Stamattina a partire dalle ore 9,30 in piazza Caricamento si terrà la manifestazione delle pensionate e dei pensionati liguri in difesa della sanità pubblica contro i tagli al finanziamento della sanità e dei servizi sociali e per cambiare le scelte della Regione Liguria. Da piazza Caricamento i manifestanti si dirigeranno in corteo sino in piazza De Ferrari.

    «I tagli nazionali alle risorse mettono in pericolo il sistema socio sanitario della nostra regione – spiegano i sindacati Cgil, Cisl e Uil – ma anche la Regione Liguria ha una parte di responsabilità: è stata incapace di avviare una reale trasformazione del sistema per renderlo sostenibile e maggiormente efficace e alle dichiarazioni di principio non sono seguite le scelte coraggiose che sarebbero state necessarie per modificare profondamente il modo di funzionare di ospedali, ambulatori, assistenza domiciliare, ruolo dei medici di medicina generale».

    Spi CGIL – Fnp CISL – Uilp UIL Liguria chiedono alla Regione di riaprire subito il confronto con le organizzazioni sindacali.

    Aderiscono alla manifestazione: RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE ASL 3, UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI, SUNIA, SICET, UNIAT, FEDERCONSUMATORI, ADICONSUM E ADOC

     

    Sempre oggi, si svolgerà la giornata nazionale di mobilitazione degli inquilini, organizzata dai sindacati di categoria (Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini), il cui slogan è «Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti. Perchè vorrei: pagare l’affitto ed arrivare alla fine del mese; avere un contratto regolare e detrarmi l’affitto dal reddito; non vivere con l’incubo dello sfratto; lasciare la casa dei miei genitori per averne una mia ad un affitto che possa pagare con il mio reddito; non aspettare invano una casa popolare; vivere serenamente in una città libera e solidale». 

    Alle ore 10:30 presidio nella piazza antistante la Prefettura.

     

  • Ex manicomio di Quarto: presidio a piazza De Ferrari

    Ex manicomio di Quarto: presidio a piazza De Ferrari

    Una nuova iniziativa del Coordinamento X Quarto, che dopo mesi di proteste e attività di sensibilizzazione per preservare la collina dove ha sede l’ex ospedale psichiatrico, si riunisce lunedì 22 ottobre davanti al Palazzo della Regione, in piazza De Ferrari.

    L’incontro avviene a un mese dall’evento Quarto pianeta, che per tre giorni ha animato la struttura con spettacoli e incontri, e dopo l’annuncio della vendita dell’ex manicomio da parte della Regione. Al momento verranno mantenuti solo tre padiglioni, che ospiteranno rispettivamentei pazienti disabili, il Centro Alzheimer, i pazienti psichiatrici e la casa della salute del Levante.

    Il presidio vuole mantenere viva l’attenzione sull’area e indurre cittadini e istituzioni – invitati a partecipare al presidio – a difendere lo spazio della Collina dei Matti dalla speculazione.

    [foto di Daniele Orlandi]