Tag: mostre

  • Van Gogh e il viaggio di Gauguin a Palazzo Ducale

    Van Gogh e il viaggio di Gauguin a Palazzo Ducale

    GauguinUn itinerario tra quotidianità e trascendenza, insieme ad 80 capolavori della pittura europea ed americana del XIX e del XX secolo e una decina di lettere originali di Van Gogh, questo è l’intento che la Mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”, visitabile a Palazzo Ducale sino al 15 aprile, si propone di offrire ai visitatori: un incontro epocale per la rarità con cui si possono ammirare queste opere al di fuori della loro sede permanente.

    Leggi l’intervista esclusiva di Era Superba al curatore della mostra Marco Goldin

    LA MOSTRA – Un viaggio fisico, come le forme e i colori che riempiono le tele, che si snoda in simbiosi con una verità interiore, che autori come Hopper, Rothko, Turner, Morandi, Kandinsky, Monet e tanti altri protagonisti, interpretano partendo dallo spazio chiuso della propria coscienza, ognuno con il proprio inconfondibile stile.

    Il cuore centrale e pulsante di questa avventura rimane, però, il grandioso, prorompente, contorto, melanconico sguardo di luce di Van Gogh che, dalla dimensione della sua coscienza e dalla consapevolezza della fragilità dell’uomo, si spalma in un’esaltante sinfonia caleidoscopica di gialli, di verdi, di blu, di arancioni, lungo i confini contorni di tronchi, di cieli, di campi, trasferendo alla natura il suo stesso tormento.

    E’ un viaggio e come tale non può iniziare senza scarpe, le stesse che campeggiano, con la loro cromia cupa, nella ricostruzione della camera di Van Gogh ad Arles. Un piccolo quadro dedicato alle compagne di vita, negli infiniti passi di questo faticoso tragitto in cui è già chiaro il disegno pittorico dell’artista, teso ad una trasfigurazione del reale verso il “segno-gesto” il “segno-colore”.

    La ricerca del dinamismo, più che della forma, viene resa dal taglio trasversale del tavolo e risulta ulteriormente ravvivata dalle pennellate rapide del panno azzurro. Scarpe logore come la vita di contadini e operai, la cui miseria e fatica effondono dal “Tessitore al telaio” e che Van Gogh, moderno indignato, ritrasse con tale energia primordiale di amore e fratellanza da essere considerata folle. “ Sappiate che più rifletto, più mi rendo conto che non c’è nulla di più artistico che l’amare gli uomini”, così il pittore grida al mondo il suo amore verso l’umanità afflitta, amore che estende all’intera natura che, dalla sua finestra interiore, dilaga verso l’infinito.

    I suoi “Pini al tramonto” i “Tronchi d’alberi nell’erba” il “Covone sotto un cielo nuvoloso”, “Le Case di Auvers”, il “Seminatore” si arricchiscono di colori violenti, di pennellate impetuose, trasformando immagini statiche in entità di vitalità quasi magnetica. Solo al termine della sua vita, l’accoppiamento cromatico giallo-blu del “Campo di grano con corvi”, sembra perdere ogni nota gioiosa: l’inconsueto taglio del quadro, la prospettiva dilatata, concorrono a creare un’ atmosfera ricca di tensione e di inquietudine, quasi un preludio all’imminente fine.

    Un viaggio emozionante, al termine del quale il visitatore è spinto a ritornare, con la mente, al capolavoro di Gauguin, con cui si apre la mostra, per porsi gli stessi emblematici interrogativi che pullulano nel nostro umano percorso dalla vita alla morte…

    Adriana Morando

     

    Van Gogh e il viaggio di Gauguini – Palazzo Ducale Genova

    Dal 12 novembre 2011 al 15 aprile 2012

    Biglietti: Intero 13 euro, ridotto 10.

    Orario
    lunedì – venerdì ore 9-19  / sabato e domenica, ore 9-20
    Chiuso 24, 25, 31 dicembre 2011. 1º gennaio: ore 10-20

  • “Io sonno”, la mostra di Leonard Sherifi al Museo della Commenda di Prè

    “Io sonno”, la mostra di Leonard Sherifi al Museo della Commenda di Prè

    BluteroVenerdì 18 novembre inaugura al Museo della Commenda di Prè la mostra “Io sonno”, dell’artista Leonard Sherifi.

    Trenta pitture affascinanti su moto parking, scorci della città, accattivanti strombature di interni, tagli inconsueti di palazzi, asfalti, grovigli di sellini e specchietti.

    Leonard Sherifi, apprezzato artista albanese, è un ragazzo di 27 anni, che  ha negli occhi le visioni metropolitane da dipingere;  ha studiato all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova,  specializzandosi  in Arti Visive e discipline dello spettacolo, si è perfezionato al Chicago Artist Coalition.

    L’inaugurazione è fissata alle ore 17, con la partecipazione di Maria Paola Profumo, Presidente  Mu.MA, Giuseppe Maria Durazzo , Console onorario d’Albania in Liguria Raimondo Sirotti, Presidente  dell’ Accademia Ligustica di Belle Arti, Fiorangela Di Matteo, Curatrice della mostra. La mostra è visitabile fino al 27 novembre, dalle 8 alle 19 (chiusa il lunedì).

  • Nevio Zanardi, una mostra dedicata all’Unità d’Italia

    Nevio Zanardi, una mostra dedicata all’Unità d’Italia

    Nevio ZanardiIl grande artista genovese  Nevio Zanardi interpreta 20 opere verdiane con 20 quadri, ognuno dedicato a una regione italiana, per chiudere in bellezza l’anno del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia.

    Ogni quadro prende spunto da un´opera verdiana preunitaria (Rigoletto, Nabucco e altre). In questo modo Zanardi continua il suo percorso artistico che si può definire “dipingere musica”: la pittura appare infatti come un equivalente visivo dell´emozione che scaturisce dalla musica.

    In occasione della mostra si tengono anche  visite guidate per scuole di ogni ordine e grado, affinché i concetti risorgimentali che traspaiono nelle opere verdiane balzino agli occhi dei giovani grazie ai colori e alle forme di Nevio Zanardi.

    Museo di Sant’Agostino, piazza Sarzano

    18 novembre – 31 dicembre 2011

    Da martedì a venerdì: 9 -19; sabato e domenica: 10 – 19

     

  • “Sono solo pixel”, la mostra di Carrozzini a Palazzo Rosso

    “Sono solo pixel”, la mostra di Carrozzini a Palazzo Rosso

    Palazzo RossoDal 19 novembre fino al 19 dicembre, nella splendida cornice di Palazzo Rosso in via Garibaldi, sono in mostra le affascinanti immagini realizzate da Gianfranco Carrozzini per “Sono solo Pixel”, un’esposizione al confine tra pittura, fotografia e grafica.

    Una mostra originale, le opere da lontano sembrano veri e propri dipinti, ma più ci si avvicina, più si scopre che in realtà sono immagini realizzate con uno scanner, manipolate in maniera innovativa da Carrozzini.  L’esito finale è la traduzione in pixel di un’azione,  un equilibrio perfetto tra dipinto, pixel e movimento.

    Tra i pezzi forti della mostra, i due capolavori del Seicento europeo,  “Ragazza col cappello rosso” di Jan Vermeer e il “San Sebastiano” di Guido Reni .
    In entrambi i casi l’artista rivela una grande sapienza nell’uso “tradizionale” della tecnica pittorica, e propone una fedele rilettura dei due dipinti, cimentandosi all’apparenza in una accademica “copia d’autore”. Ma interviene poi sulle due immagini: scomponendo, ricomponendo e deformando Vermeer, quasi ludicamente; riconducendo invece  il San Sebastiano in una dimensione di profondo, e umanissimo, quasi fisico, dolore. Sempre usando lo strumento digitale, a volte in maniera evidente, a volte in maniera sottilmente defilata.

    Palazzo Rosso – Sala espositiva Auditorium dei Musei di Strada Nuova
    Dal 19 novembre al 19 dicembre –  Ingresso libero

    Orario: mart – gio 9-19;  ven 9-23; sab e dom 10-19; lunedì chiuso

  • Il Bastone e la Carota sui piedistalli di Palazzo Ducale

    Il Bastone e la Carota sui piedistalli di Palazzo Ducale

    Palazzo DucaleNell’ambito del concorso Basamenti, iniziativa di Comune di Genova e Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura per il sostegno alla creatività giovane, era stato chiesto ai giovani artisti di progettare, realizzare e istallare opere di arte contemporanea da
    collocare temporaneamente sui piedistalli marmorei ai lati della scalinata che da Palazzo Ducale scende su piazza Matteotti.

    Proprio una delle tre opere vincitrici, quella di Alessio Manfredi dal titolo “Bastone e carota”, sarà in esposizione dal 17 novembre al 4 dicembre.  L’artista di Aulla, ironizza sulle situazioni di malcontento legate all’attualità, al costume e alla staticità dei tempi, con richiami storici quali i bastoni usati dalle guardie dei mercanti genovesi come fossero spade ai tempi in cui il sultano ottomano aveva vietato ai genovesi l’utilizzo delle armi, tra il 14° e il 15° secolo d.C., o altri più attuali come gli importanti tagli alla spesa pubblica degli ultimi tempi. Il tutto di fronte a un luogo, Palazzo Ducale, altamente simbolico, in quanto sede del potere dei Dogi e, più tardi, dell’amministrazione pubblica.

    L’interpretazione del significato dell’installazione è comunque  puramente soggettiva, e può prendere spunto da situazioni attuali e storiche, da condizioni individuali e sociali.

    La terza e ultima installazione vincitrice della I edizione di Basamenti, PAUSA 1797-2011, di NeAL, artista di Procida, sarà esposta dal 17 dicembre al 9 gennaio 2012.

     

     

  • Genova senza parole: il nuovo volto della città in Sala Dogana

    Genova senza parole: il nuovo volto della città in Sala Dogana

    Sala Dogana Palazzo Ducale GenovaUna mostra dopo l’altra nello spazio inaugurato appena due anni fa a Palazzo Ducale e riservato ai giovani artisti: sabato 19 novembre inaugura a Sala Dogana una mostra fotografica (ma non solo) a cura del duo Stefanik, pseudonimo degli artisti Stefano Fioresi e Nicolò Paoli, dal titolo Genova senza parole.

    I due ragazzi hanno scelto le tecniche più svariate per riprodurre la loro idea di Genova: fotografia, pittura, collage. Non solo: la mostra si propone come un vero e proprio work in progress, nel quale ogni visitatore è chiamato a integrare le opere con la propria immagine della città. Grandi riproduzioni cartacee di Genova saranno aperte ad “assecondare le pulsioni creative (o decostruttive?)” del pubblico.

    La mostra è a ingresso libero e rimarrà allestita fino al 4 dicembre. Aperta dal martedì alla domenica ore 15-20.

  • Mostra personale di Raimondo Sirotti alla Galleria Rotta Farinelli

    Mostra personale di Raimondo Sirotti alla Galleria Rotta Farinelli

    Roberto SirottiLa Galleria Rotta Farinelli di via Venti settembre  181 r  ospita fino al 10 dicembre la personale del maestro Raimondo Sirotti : quello tra Sirotti, Rai come gli amici lo chiamano confidenzialmente, e Rotta è un rapporto ormai consolidato. Si tratta della quinta mostra che l’artista realizza presso la storica Galleria genovese con la quale collabora fin dal 1976.

    Raimondo Sirotti è uno dei massimi interpreti della Corrente Informale, che si esprime attraverso l’esaltazione delle emozioni suscitate dalle forme della natura, piuttosto che sulla rappresentazione della forma fine a se stessa.

    Nato e sempre vissuto a Bogliasco, ha sempre associato all’attività artistica il magistero didattico, svolto con enorme impegno in qualità di docente e direttore presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

    Nella mostra alla Galleria Rotta, Sirotti espone una selezione di opere dedicate alla natura, realizzate tutte nel 2011 come “frutto di una riflessione che è scaturita ordinando la mia ultima antologica al Teatro del Falcone di Palazzo Reale”. Di qui l’impulso a ripensare i territori frequentati per anni, dalla “natura del giardino al silenzio della cave fino alla costa, a quel mare che non ho mai cessato di respirare”, il recupero in forme rinnovate di una continuità che percorre tutta la sua opera.

    Raimondo Sirotti

    Galleria Roberto Rotta Farinelli

    10 novembre-10 dicembre 2011

    Orario 10-12 e 16-19

  • Morgasmatron: quadri e tatuaggi in mostra a Violabox

    Morgasmatron: quadri e tatuaggi in mostra a Violabox

    violabox-morgasmatronIl tatuaggio è arte? La pensa così Morg Armeni, artista genovese che della pittura su pelle ha fatto una professione che l’ha portata a girare il mondo.

    Da sabato 12 novembre è allestita presso la galleria Violabox (via Trebisonda 56 c) la sua personale Morgasmatron – 30 minutes of fear. Il titolo indica il tempo che il visitatore impiega nell’osservare tutte le opere, mentre fear è lo stato d’animo che ci si augura di evocare con l’atmosfera splatter e le tinte piuttosto inquietanti che l’artista ha ricreato.

    Un evento speciale anche per la galleria, che con questa mostra tocca quota 40 esposizioni dalla sua apertura nel 2006.

    La mostra rimarrà aperta fino all’8 dicembre 2011, con orario martedì – sabato dalle 16.00 alle 19.00. Ingresso libero.

  • Accademia di Belle Arti a rischio: in vendita i quadri del museo

    Accademia di Belle Arti a rischio: in vendita i quadri del museo

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiUna scelta dolorosa ma inevitabile: da qualche tempo girano voci sulla possibile chiusura dell’Accademia di Belle Arti e del relativo Museo.

    Non sono a rischio soltanto i corsi di studio per molti giovani creativi, ma anche un museo, che nonostante possieda opere che attraversano sette secoli di storia dell’arte attira appena mille visitatori l’anno.

    Un museo già costretto a convivere con un orario di apertura ridotto all’osso (solo nei giorni feriali) e un buco di bilancio di circa un milione di euro. Lo spettro chiusura arriva dopo che il Comune di Genova ha minacciato di tagliare dal prossimo anno i fondi finora garantiti all’Accademia, poco più di cinquecentomila euro annui.

    In questi giorni si sta consumando un tentativo in extremis per salvare il museo: vendere trenta dipinti alla Fondazione Carige, per una cifra complessiva che si spera superi l’intero disavanzo. Si tratta di opere minori, ma che costituiscono comunque una parte importante del patrimonio museale.

    Così ha commentato il direttore del Museo Giulio Sommariva: “Se riusciremo a vendere quei quadri il museo rimarrà aperto. Viceversa, la sua chiusura e quella dell’intera Accademia saranno inevitabili“.

    Restiamo quindi in attesa di conoscere gli sviluppi futuri della vicenda: non dimentichiamo che l’Accademia è l’unica struttura ligure riconosciuta dallo Stato per l’insegnamento delle belle arti.

    E ora un appello ai genovesi: se non siete mai stati al museo, è una buona occasione per farlo. Non trovate?

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Riconoscimento facciale, la nuova frontiera del marketing

    Riconoscimento facciale, la nuova frontiera del marketing

    Riconoscimento faccialeDimmi che faccia hai, ti dirò cosa compri. E’ questa la filosofia alla base del riconoscimento facciale, una nuova evoluzione del marketing che si sta diffondendo a livello mondiale, destando curiosità e interesse tra aziende e consumatori.

    Il riconoscimento facciale consente di tracciare un profilo del potenziale acquirente  grazie a un dispositivo capace di leggere i tratti del volto, nel momento in cui, per esempio,  il cliente di un negozio passa davanti a una vetrina o a una parete dello stesso.  Il software misura la distanza tra gli occhi, la larghezza del naso, l’altezza della fronte e altri tratti somatici del viso, comparandoli poi con codici standardizzati che rappresentano le caratteristiche tipiche di donne e uomini di ètà differenti.

    In questo modo si traccia un profilo preciso del consumatore e si riesce a offrirgli più velocemente un prodotto adatto alle sue caratteristiche, aumentando le possibilità di vendita.

    In alcuni paesi il marketing facciale è già molto utilizzato.  In Giappone è attivo in punti vendita, ristoranti e banche per personalizzare le pubblicità; negli Usa si sta diffondendo: Venetian Casino, Hotel & Resort di Las Vegas utilizza questo strumento all’interno delle proprie strutture per consigliare il ristorante, il club o il tipo di intrattenimento più adatto alla persona in questione.

    Anche azienda del calibro Adidas e Kraft si stanno interessando al “marketing facciale”: pare che il colosso di articoli sportivi abbia in progetto di installare in alcuni negozi in Inghilterra e Usa pareti digitali in grado di distinguere il genere e la fascia di età dei clienti.  La Kraft è in trattativa con una catena di supermercati per l’utilizzo del marketing facciale per i suoi prodotti, con l’obiettivo di dare consigli su come usarli in base al profilo demografico della persona. In questo modo si riesce a colpire contemporaneamente migliaia di clienti dei grandi store, aumentando esponenzialmente le possibilità di vendita.

    Questa tecnica ha destato non poche perplessità  riguardo alla tutela della vita privata del consumatore, ma l’impressione è che al giorno d’oggi la privacy sia un miraggio lontano, un principio non contemplato da aziende legate alla logica miglior prodotto-maggior profitto.

    Il marketing ci offrirà ancora molte sorprese e novità, intanto però abbiamo appreso un primo insegnamento dal riconoscimento facciale:  non uscire mai più di casa spettinati o struccati, le vetrine potrebbero immortalarci inesorabilmente.

    Manuela Stella

  • Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Metro StoccolmaSottoterra c’è un mondo che non ti aspetti: un mondo pieno di sorprese, frenetico, caotico, vivo. Un luogo frequentato giornalmente da milioni di persone diversissime tra loro, dal ricco imprenditore all’operaio, dal giovane studente al pensionato.

    La metropolitana è diventata la nuova location per la trasmissione del lifestyle cittadino, delle novità e delle tendenze, un luogo dove la creativita’ puo’ esprimersi liberamente, senza vincoli e pregiudizi. Non a caso, negli ultimi anni, molte stazioni metro sono diventate veri e propri musei d’arte sotterranei, in cui si possono osservare quadri, mosaici, installazioni, murales, sculture.

    Nella metro di Madrid sono esposte le stampe di Francisco Goya, al costo di un euro (biglietto di ingresso per la metropolitana)… Non male per un’esposizione d’arte firmata da uno dei maggiori esponenti della corrente romantica spagnola. Inoltre, sotto i piedi di Madrid, e’ possibile assistere a spettacoli di flamenco, concerti sinfonici, e prendere in prestito un libro in una delle 9 biblioteche-metro realizzate nelle stazioni sotterranee.

    La metropolitana di Stoccolma, invece, è definita come “la più lunga galleria d’arte del mondo”: famosi sono i disegni spettacolari e stravaganti sulle pareti, le fontane, le installazioni, i lampadari, le sculture. Un luogo incredibile capace di togliere il fiato, nel quale anche il passeggero meno sensibile smetterà di pensare per un attimo ai sui prossimi appuntamenti in agenda per dedicarsi a pensieri quantomeno più profondi.

    A Tolosa, si può partecipare ad una visita guidata alla scoperta di una galleria d’arte sotterranea con 38 opere di arte contemporanea esposte, realizzate da artisti di fama internazionale. Ad Atene, la linea metropolitana appena ristrutturata, offre alla vista dei passeggeri “teche” di vetro in cui sono custoditi antichi vasi e sculture appartenenti al glorioso passato della Grecia classica.

    A Berlino si organizzano tour guidati alla scoperta dei bunker, delle fortificazioni dei cunicoli costruiti all’epoca della Guerra Fredda e durante la Seconda Guerra Mondiale.

    A questa rassegna non poteva mancare Parigi, dove gli artisti della metro sono veri e propri professionisti, riconosciuti dal comune; nella stazione Europe sono rimasti installati per lungo tempo una miriade di schermi che trasmettevano trasmissioni televisive da tutta Europa, in tutte le lingue. E poi ancora i bassorilievi di Singapore, le ceramiche di Lisbona, le futuristiche strutture di Hong Kong.

    Oltre che un semplice piacere per gli occhi, queste iniziative diventano inevitabilmente un mezzo per mettere in contatto attraverso l’arte e la creativita’ milioni di viaggiatori che giornalmente affollano la metropolitana. E anche l’occhio inesperto diffidente e critico di chi, per mancanza di interesse, soldi, tempo, non è assiduo frequentatore di mostre o gallerie d’arte, viene inevitabilmente coinvolto e catturato…

    A Barcellona, nelle linee 1 e 2 della metro, si organizza ogni anno il “Festival del Musicos en el Metro”: una vera e propria maratona di concerti a cui prendono parte gli artisti locali. In Italia, in particolare nelle metro di Milano e Roma, ma anche Napoli e Palermo e negli spazi sotterranei (sottopassaggi, tunnel…) di Venezia e Mantova, l’iniziativa più interessante si chiama Subway-Letteratura: i libri di giovani autori emergenti sono distribuiti gratuitamente tramite piccoli “juke box” e quindi sottoposti al grande giudizio del popolo sotterraneo. Si è passati dalla distribuzione di circa 60000 copie di libri nel 2002, (anno di nascita dell’iniziativa), ai 4 milioni di copie del 2008.

    E se la metro diventasse una sorta di mondo parallelo, una sottocittà in cui si ribaltano le convenzioni e i pregiudizi? Ci avevate mai pensato? Per molti la metro e’ solo l’emblema della frenesia e della fretta che contraddistingue il nostro stile di vita, ma evidentemente per tanti altri e’ diventato un luogo magico, un punto d’incontro, di scambio e di attività cultuale. L’ occasione per leggere un libro, per visitare una mostra d’arte, per staccare la spina fra una fermata e l’altra e dedicarsi solo a se stessi. Perche’ una cosa e’ certa: l’arte sotterranea oggi e’ molto di piu’ di un semplice contorno…

    Manuela Stella

  • Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44Da alcuni giorni circola una notizia che riguarda uno dei centri culturali più interessanti del centro storico: la Galleria Studio 44 rischia di chiudere i battenti. L’associazione culturale e galleria d’arte ha sede in vico Colalanza, traversa di via San Luca, ossia in pieno centro storico.

    I locali sono stati messi a disposizione nel 2004 dall’artista svizzero Schang Hutter, che viveva proprio in quell’edificio: lo spazio oggi occupato dalla galleria è stato inutilizzato per circa 40 anni prima dell’entrata in gioco della squadra formata da cinque persone (un medico e quattro artisti), che il 1 settembre 2005 inaugurano ufficialmente l’Associazione Culturale Studio Galleria 44.

    Sul sito dell’associazione  non traspare nulla, ma la mail circolata nei giorni scorsi parla chiaro: uno dei soci fondatori sta per lasciare Genova, e se nessuno prenderà il suo posto l’associazione rischia la chiusura. Tutti coloro che hanno idee o proposte per valorizzare questo spazio possono scrivere una mail a galleria_studio44@yahoo.it.

  • Underbelly Project a New York city: la mostra per nessuno

    Underbelly Project a New York city: la mostra per nessuno

    Underbelly ProjectPoteva accadere solo nella più sorprendente città del mondo. In una stazione abbandonata della subway di New York City ha preso vita l’Underbelly Project, un progetto artistico nato su iniziativa di due street artists, PAC e Workhorse.

    Di che cosa si tratta? Per un anno e mezzo 103 artisti provenienti da tutto il mondo si sono introdotti illegalmente sotto la pelle di Gotham City per trasformare un luogo abbandonato in una galleria d’arte. Ma nessuno, al di fuori degli autori stessi, sa come raggiungere il luogo dell’esposizione. Gli artisti non vogliono far vedere al pubblico le loro opere, vogliono solo che la gente sappia che esistono, là sotto, da qualche parte… Gli unici che forse avranno la fortuna di vedere questa mostra sono i dipendenti della Metropolitan Transportation Authority!

    “Uno show eterno senza la folla” – lo ha definito Workhorse – la cui idea è quella di ritrovare il senso dell’arte in se stessa al di fuori delle logiche di mercato. Sul sito dell’iniziativa sono scritti in modo volutamente sfocato i nomi di coloro che hanno partecipato; gran parte di questi artisti sono personaggi molto conosciuti, tra i nomi spiccano Ron English, le cui opere sono state vendute a cifre fino a 200.000 dollari, ma anche Swoon, Revok, Gaia, Faile.

    La realizzazione della mostra si è rivelata più difficile di quanto avessero immaginato in un primo momento Pac e Workhorse, l’ambiente è chiaramente molto buio e umido, e ciò ha pesato non poco sulle condizioni di lavoro, senza dimenticare la difficoltà per raggiungerlo, senza farsi vedere o riconoscere, ciò’ ha comportato non pochi rischi.

    Per quanto riguarda le opere non si tratta solo di graffiti ma anche di installazioni; ne è un esempio il tavolo apparecchiato per la cena con due sedie di Jeff Stark, ma anche la macchina delle ombre che crea una proiezione di due fabbri al lavoro.

    Tuttavia l’opera simbolo del progetto è sicuramente il dipinto su un muro che recita “We own the night”, la notte è nostra. In un mondo dove tutto viene esibito per poter poi essere comprato, l’Underbelly Project è l’essenza di uno spazio fascinosamente estraneo alle logiche dei nostri tempi, un tentativo coraggioso che ha come fine quella disperata ricerca di “un senso dell’arte” che da sempre tormenta e tormenterà gli artisti. Lo stesso Workhorse ha dichiarato “la street art inizialmente veniva creata con urgenza, per se stessi, non per le gallerie d’arte, ed è proprio questo significato che abbiamo voluto recuperare.”

    Deepa Scarrà

  • Rossomare, la mostra di Gianni Depaoli alla Galleria d’Arte Moderna

    Rossomare, la mostra di Gianni Depaoli alla Galleria d’Arte Moderna

    RossomareFino all’8 gennaio 2012 sono in esposizione alla Galleria d’Arte moderna di Nervi le installazioni di Food art e Organic Trash Art dell’artista contemporaneo Gianni Depaoli.

    Ambiente, rispetto per gli uomini e per gli animali, ecosostenibilità, biodiversità: queste le parole chiave dell’intervento reiterato di Gianni Depaoli, artista-imprenditore nel settore ittico, che dalla sua professione attinge consapevolezze e coscienza di cittadino e consumatore.

    Nel percorso tracciato con Milano per l’Expo 2015, Genova si occuperà, sul fronte del tema dell’alimentazione, del pesce e del mare: proprio in in questa direzione si muove la proposta della Galleria d’Arte Moderna di Genova, che oggi affida all’arte del Novecento , con le installazioni d’arte contemporanea di Gianni Depaoli e i dossier scientifici di Legambiente Liguria, il compito sociale di far riflettere sui temi attualissimi dell’ecosostenibilità alimentare e ambientale.

    Da martedì a domenica dalle 10 alle 19.

  • “1000 volte Pinocchio”: arriva a Genova la mostra sul burattino di Collodi

    “1000 volte Pinocchio”: arriva a Genova la mostra sul burattino di Collodi

    pinocchioMartedì 8 novembre alle ore 1730 inaugura “1000 volte Pinocchio”, una mostra che raduna edizioni di pregio, illustrazioni, oggettistica dedicate all’eroe di Collodi. Dalle prime illustrazioni a Sergio Tofano, Jacovitti, Bottaro , E. Luzzati. Pinocchio al cinema, nei fumetti, a teatro in TV e nella pubblicità.

    Dopo un lungo viaggio attraverso l’Italia, da Montecatini Terme per il Festival Internazionale FilmVideo, a Lucca in concomitanza del Salone Internazionale dei Comics, a Lecco e a Dervio per la Mostra Internazionale del Cinema d’Animazione, l’esposizione dedicata a Pinocchio arriva a Genova-Rivarolo, nella biblioteca Cervetto nel Castello Foltzer, dove rimarrà fino a l 7 dicembre.

    L’occasione per questa presentazione è duplice: la Biblioteca genovese festeggia infatti i suoi primi 10 anni di intensa attività, che ha visto una vivace partecipazione di giovani ed adulti del quartiere, e contemporaneamente il burattino di Collodi compie 130 anni di vitalissima presenza nei tanti territori della fantasia.

    La mostra raduna una ventina di grandi pannelli tematici e pure materiali difformi che vengono esposti in bacheche. Vi si racconta, in forma sintetica, le molteplici apparizioni del piccolo eroe di legno, senz’altro sulla carta stampata, ma pure in palcoscenico, sugli schermi cinematografici e televisivi. Ed ancora a reclamizzare consumi, a figurare nelle raccolte di francobolli e figurine, e naturalmente nei fumetti.

    Nel corso dell’evento si terranno alcuni incontri con le scuole ed una conferenza con proiezioni (il 22 novembre alle ore 17), del critico Claudio Bertieri che ha curato “1000 volte Pinocchio”, mettendo a disposizione il proprio archivio.

    Realizzata dalla Fondazione Mario Novaro di Genova, la mostra è aperta da lunedì a venerdì 9,00-13,00 /  14,00-19,00.