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  • Tegras 2011: il “teatro educazione” nelle scuole genovesi

    Tegras 2011: il “teatro educazione” nelle scuole genovesi

    Tegras, il teatro educazioneNei prossimi giorni prenderà il via la sesta edizione della rassegna Tegras – Teatro Educazione,  rivolta alle scuole genovesi, organizzata  dal Comune di Genova-Assessorato alla Cultura in collaborazione con le compagnie teatrali Akropolis, la Chiascona, Officine Papage e Teatro dell’Ortica.

    La partecipazione è altissima, nonostante la crisi economica e i ripetuti tagli alla cultura e al mondo della scuola. Oltre 1200 giovani– 32 le scuole coinvolte – calcheranno per tutto il mese di maggio il palcoscenico di cinque Teatri (Teatro Govi, Teatro degli Emiliani, Teatro dell’Ortica, Teatro Akropolis e Teatro della Tosse) dando vita, con la loro creatività e la loro voglia di esprimersi, ad una grande festa e ad un momento di riflessione sulla scuola e sulle modalità di “fare scuola”. Si tratta, per numeri e prestigio, di una delle più importanti rassegne dedicate alle scuole sul territorio nazionale.

    Si parte martedì 10 maggio al Teatro Govi di Genova Bolzaneto, con la prima fase delle rassegne territoriali, per spostarsi al Teatro degli Emiliani di Nervi e poi all’Auditorium Allende di Molassana per finire al Teatro Akropolis di Sestri Ponente; in tutto 28 spettacoli per una vera e propria “invasione” teatrale.

    Concluderà la grande kermesse del Teatro Educazione di Genova, la seconda fase della rassegna, che si svolgerà al Teatro della Tosse dal 6 all’8 giugno dove verranno riproposti alcuni degli spettacoli delle rassegne territoriali e alcuni dei progetti della rassegna parallela TEGRAS Università. Saranno presenti anche gli spettacoli segnalati dalla Rassegna di teatro-scuola di Borgio Verezzi.

    Tegras Università è la sezione speciale dedicata alle esperienze di Teatro Universitario, nata lo scorso anno, ma che sta registrando numeri importanti: 5 compagnie di universitari di tutte le facoltà saliranno sul palco di Teatro Akropolis il 26 e il 27 maggio per una full immersion di teatro.

    Tegras Università si configura come “percorso di lavoro” e non solo vetrina di spettacoli; i ragazzi hanno potuto incontrare, in stage didattici organizzati durante l’anno, importanti e qualificati professionisti come Michela Lucenti di Balletto Civile con un laboratorio sul movimento e la danza, e Massimo Munaro del Teatro del Lemming, che ha messo a disposizione la sua esperienza e la sua competenza. Questa sezione speciale della rassegna è patrocinata dall’ Università di Genova e da ARSSU Liguria.

    Un mese intero – dunque – di lavoro che vedrà i ragazzi protagonisti assoluti della cultura cittadina. L’iniziativa, che conferma il crescente interesse per il teatro-scuola da parte delle scuole genovesi e vuole sottolineare ancora una volta l’importante valenza educativa e formativa dell’attività teatrale, non è solamente una rassegna di spettacoli, ma un vero e proprio percorso sul Teatro Educazione che si sviluppa durante tutto l’arco dell’anno: quest’anno infatti sono stati attivati tra marzo e aprile due percorsi di formazione per gli insegnanti sul Teatro Educazione divisi in due livelli – generale ed avanzato – in modo da abbracciare le diverse esigenze e i differenti percorsi degli insegnanti; la partecipazione è stata molto importante ed ha visto più di 40 insegnanti mettersi alla prova.

    Da parte degli organizzatori un grosso lavoro e molta attenzione sono stati posti, oltre che sul fare teatro, anche sul vedere, spingendo i ragazzi a vivere non solo attivamente quest’esperienza, ma anche ad assistere agli altri spettacoli, nell’ottica dell’apprendimento, dello scambio, del confronto positivo, della formazione di nuovo pubblico e della festa.

    Gli organizzatori – Comune di Genova-Ufficio Cultura e Città, Teatro Akropolis, Officine Papage Compagnia Teatrale, La Chiascona Associazione Culturale e Teatro dell’Ortica – hanno voluto riconfermare e non perdere, nonostante i sensibili tagli, il lavoro svolto negli anni precedenti. Esempio concreto di come realtà teatrali, artisticamente diverse e con una propria specifica identità, riescano a collaborare attivamente in un progetto comune.

    L’ingresso a tutti gli spettacoli è libero

     

  • Progetto Ghettup casa di quartiere, inaugura Don Gallo

    Progetto Ghettup casa di quartiere, inaugura Don Gallo

    Don GalloUn progetto sociale in aiuto degli immigrati e dei soggetti disagiati del centro storico:  questo il progetto Ghettup – casa di quartiere, inaugurato da Don Gallo il 24 febbraio 2011.

    La casa di quartiere del Ghetto è una delle 5 azioni previste dal Contratto di quartiere del ghetto, ed è stata affidata, a seguito di un bando pubblico promulgato dal Municipio Genova I Centro Est, ad una rete di soggetti molto attivi sul territorio genovese, il cui capofila è la Comunità San Benedetto al Porto.

    Gli altri soggetti coinvolti nell’iniziativa sono  l’Ass. il Cesto, l’Ass. San Marcellino,la Coop. sociale La Comunità, La Coop. sociale Il Laboratorio, il Consorzio Sociale Agorà, la Coop. sociale La Lanterna, l’A.R.C.I. Genova, il Comitato provinciale A.R.C.I. Gay, l’Ass. Transgenere, l’Ass. Princesa, la U.I.S.P., l’Ass. Leonardi V-Idea, l’Ass. cinematografica progetto cine indipendente, il Progetto Melting Pot

    Il termine “Ghettup” proviene dall’ inglese “get up” che significa “alzati”; il progetto ha il fine di diminuire la situazione di degrado e di sviluppare una maggiore identità di quartiere, migliorando così la qualità delle relazioni .

    Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie alla donazione di 7 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture.

    Gli spazi utilizzati di Vico Croce Bianca 7 e 11 rosso, sono concessi in locazione dall’immobiliare pubblica Ri.GeNova e sono destinati ad offrire una gamma di servizi, sviluppati soprattutto a favore degli immigrati.

    Tra questi servizi molto importanti i corsi di alfabetizzazione, svolti nello spazio più grande: la Sala delle Culture. In uno spazio attiguo si è organizzato uno sportello di ascolto per gli abitanti italiani e stranieri del “Ghetto” e uno sportello Legale. Infine in uno spazio sottostante si è istituito un laboratorio video-multimediale.

    Dice Don Gallo riguardo al’iniziativa:«L’ immigrazione è un incontro di civiltà, non si può fermare, perché è un processo umano. L’Italia deve essere in grado di monitorare il fenomeno e di accogliere gli immigrati, ma la questione è anche europea e non ci si può tirare indietro.Noi crediamo che un nuovo mondo sia possibile».

    Nel “Ghetto” sarà  presente anche una casa di accoglienza per giovai madri, con 49 posti letto in 19 alloggi negli ultimi tre piani di un edificio che era rimasto inutilizzato.

    Infine si sono sviluppati anche momenti di animazione e mediazione per la comunità transessuale, che da sempre ha abitato il quartiere; si cerca così di risolvere i contrasti che si creano per esempio con delle comunità migranti, costruendo anche una RETE FRIENDLY che possa contribuire a diminuire i fenomeni di discriminazione.

    Sara Garau

  • Wifi day a Genova promosso dall’associazione Cittadini Digitali

    Wifi day a Genova promosso dall’associazione Cittadini Digitali

    Porto Antico di GenovaVenerdì 11 marzo si tiene a Genova il Wifi day, promosso dall’associazione Cittadini Digitali: una giornata nata per promuovere il wifi libero, gratuito e sicuro nella città all’ombra della Lanterna.

    Il programma della giornata prevede alle ore 11:30, presso la sala stampa di Mentelocale, al primo piano della sede di Palazzo Ducale, una conferenza stampa – dibattito dove interverranno fra gli altri l’Avvocato Guido Scorza, esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, i parlamentari Tullo, Musso e Cassinelli dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, Mauro Lattuada Presidente Asso-Wifi, Martina Pennisi di Wired la testata giornalistica che insieme a Asso-Wifi ha promosso la recente campagna delle 150 piazze wifi e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria Renzo Guccinelli. In questa occasione verrà presentato il programma della neonata WIFI FEDERATION cui ha aderito i Cittadini Digitali e si cercherà di far chiarezza sulle nuove norme e sull’emergenza digitale nonché sulla diffusione del wifi quale strumento di promozione della conoscenza e di crescita del territorio.

    Dalle ore 17:00 alle 18:30 il programma proseguirà in zona Darsena, all’Auditorium del Museo del Mare, (con ingresso di fronte alla struttura galleggiante dell’ Urban Lab) dove si terrà un incontro con gli artisti genovesi Enrique Balbontin, Andrea Ceccon, Filippo Gambetta e Max Manfredi, presentati da Gigi Picetti, per affrontare anche con ironia il tema del rapporto tra creatività e web.

    Concluderà la giornata l’inaugurazione dell’isola wi-fi Darsena, resa disponibile dai locali “Indarsena” e ” Fabrique” per tutta l’area circostante con l’omaggio di card wifi a tutti i partecipanti e una degustazione a prezzo speciale delle prelibatezze dei due locali.


    ORE 11.30 MENTELOCALE (Palazzo Ducale) in collaborazione con MENTELOCALE

    CONFERENZA STAMPA-DIBATTITO

    “IL CONTRIBUTO WIFI ALLA DIFFUSIONE DI INTERNET”

    presenta: Furio Truzzi vice presidente nazionale Assoutenti

    intervengono:

    Adriano Casissa, Blogger, responsabile sviluppo tecnologico Associazione Cittadini Digitali

    Roberto Cassinelli, Avvocato – Deputato fondatore dell’Intergruppo parlamentare 2.0

    Renzo Guccinelli, Assessore Regionale allo Sviluppo Economico 

    Mauro Lattuada, Presidente Assowifi

    Enrico Musso, parlamentare ligure del gruppo interparlamentare Internet 2.0

    Antonio Ornano, responsabile CIV Ascom Genova

    Martina Pennisi, rivista Wired

    Guido Scorza, Avvocato e esperto in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie

    Mario Tullo, parlamentare ligure del gruppo interparlamentare Internet 2.0:

    ORE 17.00 – DARSENA in collaborazione con GALATA MUSEO DEL MARE

    INAUGURAZIONE “ISOLA DIGITALE LIGURIA WIFI-GIOVANI&WEB”

    presenta: Maria Paola Profumo presidente MUMA

    intervengono Enrique Balbontin, Andrea Ceccon, Filippo Gambetta, Max Manfredi Gigi Picetti artisti liguri

    ORE 18:30

    degustazione a prezzo speciale APERITIVO A BASE DI OSTRICHE PRESSO I LOCALI “INDARSENA” “FABRIQUE”

    Il GENOVA WIFI DAY è promosso dall’Associazione Cittadini Digitali nell’ambito dei Progetti: GIOVANI E WEB” e “LIGURIA WIFI” promossi dagli Assessorati allo Sviluppo Economico e allo Sport e Tempo Libero della Regione Liguria e CIV e PIAZZE DIGITALI” patrocinato dal Comune di Genova e dal Ministero dello Sviluppo Economico

    a tutti gli intervenuti wifi card in omaggio! Le isole digitali sono state realizzate da Vallicom srl

     

  • Via Shelley: approvato dal commissario il progetto definitivo

    Via Shelley: approvato dal commissario il progetto definitivo

    via shelleyCon l’ok del commissario “ad acta” sì potrà passare alla progettazione esecutiva della nuova strada, con tempi e modalità ancora da definire. Ma la conseguenza più importante è che, a questo punto, una volta pubblicati gli atti, partiranno le ingiunzioni per gli espropri dei terreni privati interessati dal tracciato del collegamento stradale da realizzare. E qui ricominceranno i problemi. Perchè i proprietari di via Shelley riuniti in un consorzio ricorreranno per la terza volta al Tar. La loro proposta rimane la stessa: si alla nuova strada, ma modificando il percorso.

    Tracciato che a quanto afferma il presidente del consorzio non ha subito rilevanti modifiche rispetto al precedente progetto. Per evitare un altro “empasse”, l‘assessore comunale ai Lavori pubblici, Mario Margini, punta a separare, nella fase operativa, la realizzazione delle opere idrauliche, che dovrebbero avere la precedenza, rispetto a quelle puramente edilizie per la costruzione della nuova strada, confidando nel fatto che non ci siano ricorsi contro le opere di sistemazione idraulica.

    L’altro nodo ancora da risolvere è quello dei finanziamenti per realizzare l’opera, che dovrebbe costare circa 8 milioni di euro, secondo le ultime stime. «I soldi li troveremo, non è quello il problema – commenta Margini – Una parte li metteranno i privati e gli altri li troveremo». Secondo gli accordi, infatti, la strada dovrebbe essere pagata per una quota (si parlava di circa 2,2 milioni) dalle cooperative di costruzione alla quale l’amministrazione comunale ha deciso dì dare la possibilità di costruire 5 palazzi nei terreni ancora liberi che avevano acquistato nella valletta del rio Penego, e che sono contigui al tracciato della nuova strada. Ma, siccome anche il progetto di questo insediamento è controverso, non si profilano tempi brevi.

    Intanto dall’altra parte della valle continua l’incubo traffico che solo l’apertura di via Shelley potrebbe risolvere. Via Tanini congestionata per tre-quattro ore al giorno, autobus fermi bloccati da segnali stradali… e chi più ne ha più ne metta. Loro ne avrebbero chissà quante da raccontare, altro che iter e ricorsi; convivono tutti i giorni con un’unica strada che dovrebbe essere a senso unico e si ritrova invece a servire due quartieri interi in entrambi i sensi.

     

  • Ospedale Villa Scassi, ripartono i lavori per il nuovo padiglione

    Ospedale Villa Scassi, ripartono i lavori per il nuovo padiglione

    Ospedale Villa ScassiDopo due anni in stato di abbandono, per il cantiere del monoblocco a sei piani dell’ospedale Villa Scassi, accanto al padiglione 9, quello che doveva divenire il padiglione 9 bis ed ospitare circa 150 posti letto dando respiro alla principale struttura ospedaliera del Ponente, si apre uno spiraglio e con l’inizio del nuovo anno i lavori dovrebbero finalmente ripartire.

    Manca ancora l’annuncio ufficiale ma dopo che la società alla guida delle tre imprese appaltatrici, la toscana Cogesto, nel gennaio 2010 è stata dichiarata fallita dal tribunale di Firenze, le due imprese genovesi rimaste, Crocco srl e Isir spa, proseguiranno i lavori a partire da gennaio-febbraio 2011.

    “È già stata individuata l’impresa capogruppo, anche se per ora non è possibile rivelarne il nome – spiega l’ingegnere Benedetto Macciò, responsabile del procedimento – Verrà ricostituita un’associazione temporanea, con l’assenso della Asl 3 e delle due imprese mandanti, per completare l’appalto sampierdarenese”.

    Il cantiere ha suscitato diverse polemiche sia per le proteste dei cittadini ma anche all’interno del Municipio Centro-ovest.

    Nel 2007 era già stata eseguita la parte principale dell’edificio e iniziarono i lavori interni. Ma sul finire dell’anno la prima impresa capogruppo, la Toscanelli, entrò in crisi e cedette il ramo d’azienda esecutore dei lavori, alla Cogesto. Il resto è storia recente. Nel 2008 la Cogesto iniziò il suo travaglio che coincise con lo stop del cantiere, fino al fallimento definitivo del 2010. E nel frattempo tutto è rimasto immobile.

    Il costo complessivo dei lavori ammonta a circa 6 milioni di euro e la spesa è stata coperta grazie a un finanziamento pubblico Stato-Regione di oltre 7 milioni di euro. Finora sono stati impiegati circa la metà dei fondi disponibili ma il ritardo non è più sopportabile e l’incognita dello sperpero di denaro pubblico rimane dietro l’angolo.

    “La ditta che è stata individuata come capogruppo per proseguire l’appalto non ha ancora iniziato i lavori perché l’edificio presenta dei rischi di stabilità. – lancia l’allarme Fabio Costa, presidente del comitato di cittadini nato in difesa dell’ospedale Villa Scassi – Ci sarebbe il concreto pericolo di crolli anche per colpa di lavori edili non eseguiti a regola d’arte dall’impresa poi fallita”.

    E infatti sono in corso delle verifiche, da parte della direzione dei lavori, per constatare l’effettivo rispetto delle recenti norme anti sismiche.

    Matteo Quadrone

     

  • Nuova vita al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Nuova vita al teatro di Villa Duchessa di Galliera

    Villa Duchessa di GallieraI lavori di restauro, partiti nel 2007, sono terminati in questi giorni e a novembre Genova vedrà rinascere il teatro storico settecentesco, unico esemplare superstite in Liguria, di villa Duchessa di Galliera a Voltri.

    Il teatrino, voluto nel 1786 da Anna Pieri Brignole Sale, nobildonna dai molteplici interessi culturali, appartiene alla tipologia del “teatro in villa”, uno spazio privato dove gli stessi esponenti della famiglia Brignole Sale si esibivano, o figuravano come autori degli spettacoli.

    Il restauro è stato finanziato dal Comune e dall’Ente Opera Pia Brignole Sale, proprietaria dell’immobile, grazie alla partecipazione al bando del 2006, indetto dalla Compagnia di San Paolo, “Restauri in scena”, che prevedeva l’erogazione di contributi a favore del recupero di alcuni teatri storici di Piemonte e Liguria.

    Il teatro presenta una pianta rettangolare e il soffitto con una volta lavorata (divisa in due parti e con una cupoletta centrale) costruita “in canniccio”, cioè con una struttura in legno simile allo scheletro di una barca, una tecnica comune che permetteva di coprire grandi spazi e di conferire alla struttura diverse forme.

    L’inagibilità dei locali, ormai inutilizzati da tempo, derivava principalmente da due fattori: la presenza di numerose crepe che attraversavano la volta; i problemi di umidità dovuti alle precarie condizioni di alcune pareti e la conseguente caduta di intonaco e stucco.

    Il Comune per quanto riguarda il restauro delle decorazioni che coprono la volta e le pareti, realizzate nel Settecento dal pittore voltrese Giuseppe Canepa, si è affidato al lavoro della ditta Co.Art.

    “Gli interventi di restauro più importanti sono stati eseguiti sulle decorazioni murali realizzate con la tecnica a secco – spiega Marialuisa Carlini, titolare della Co.Art – L’autore infatti ha steso i colori a calce sull’intonaco già asciutto, questa è la differenza rispetto all’affresco che prevede la stesura dei colori sulla superficie bagnata”.

    I restauratori si sono occupati di fissare i colori e consolidare gli intonaci; recuperare e pulire le parti decorate ma ormai coperte e, dove possibile, ricostruire le decorazioni. “Il colore tendeva a staccarsi dal supporto e soprattutto spolverava –continua Carlini – Il restauro ha riguardato il risanamento delle murature dall’umidità e il recupero del colore, in molte parti ormai mancante”.

    E non sono mancate curiose scoperte:  sopra la struttura della volta è stata infatti ritrovata una sorta di “macchina del suono”,  un carrello di legno riempito di pietre e trascinato da destra a sinistra, su binari sopraelevati. La macchina muovendosi generava rumori utilizzati nelle rappresentazioni, ad esempio per simulare un temporale. “Non è stato possibile conservarla nella sua collocazione originaria – racconta Carlini – però il prezioso reperto è stato salvato e verrà esposto al pubblico”.

    Il progetto di recupero ha previsto inoltre un importante lavoro di consolidamento della volta, il risanamento di alcuni locali collegati al teatro, compresi gli adiacenti servizi igienici, nonché l’adeguamento delle relative uscite di sicurezza e la messa a norma degli ingressi con l’inserimento di un nuovo accesso per i disabili, tutti interventi progettati in modo da rendere funzionale l’utilizzo dello spazio teatrale.

    “I lavori in termini economici sono costati molto di più del previsto – dichiara Mario Margini, assessore ai Lavori pubblici – Abbiamo speso una cifra che sfiora il milione di euro ma indubbiamente si tratta di denaro ben speso. Personalmente non avrei mai immaginato un restauro così pregiato. È il risultato del lavoro di una serie di artigiani/e di altissimo livello e competenze professionali”.

    Adesso a lavori ultimati, secondo l’assessore, occorre garantire due cose: la concreta fruibilità pubblica del teatro e la massima attenzione affinché questo spazio recuperato non venga deteriorato con il passare del tempo.  “Il problema è stabilire in che forme andremo a gestire questo immobile di pregio – spiega Margini – Probabilmente faremo una gara pubblica per decidere quale soggetto sarà il gestore responsabile”.

    E il 13 novembre, lo spazio restituito alla città, sarà inaugurato ospitando lo spettacolo del teatro Cargo, “La regina”. “Un nostro vecchio lavoro – spiega Laura Sicignano, curatrice di testo e regia – che racconta proprio la storia straordinaria tra cultura e politica della fondatrice del teatrino Anna Pieri Brignole Sale, interpretata da Lisa Galantini”.

    Matteo Quadrone

     

  • Telecamere satellitari: il progetto dell’Unione Industriali di Roma

    Telecamere satellitari: il progetto dell’Unione Industriali di Roma

    Telecamera satellitareTelecamere satellitari: un’iniziativa prevista in futuro in tutte le aree metropolitane del Paese. E’ il progetto dell’Unione Industriali di Roma, si tratta di un sistema di controllo del territorio che unisce i dati satellitari con le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

    Dallo spazio verranno effettuate “zoomate” sistematiche sul territorio ed eventuali anomalie saranno trasmesse al sistema visivo che inquadrerà il campo e fornirà due tipi di supporto: un quadro generale di ciò che sta accadendo e una prima valutazione dell’evento affidata ad un programma informatico in grado di riconoscere se un uomo che corre fa jogging, oppure ha il tipico comportamento di una persona in fuga. Fantascienza, sistemi che fino a qualche anno fa appartenevano esclusivamente all’immaginario di chi nel 1966 perdeva le sue serate davanti a “Star Trek”.

    Il sistema fornirà informazioni così chirurgiche che permetteranno di valutare velocemente e poi calibrare gli interventi delle forze dell’ordine.

  • Voltri: le riparazioni e i problemi della passeggiata a mare

    Voltri: le riparazioni e i problemi della passeggiata a mare

    Passeggiata VoltriIl 3 giugno 2011 è stato effettuato un sopralluogo nella passeggiata a mare di Voltri, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Burlando, il presidente dell’Autorità portuale Merlo, gli assessori Margini (Comune), Briano (Regione) e Dagnino (Provincia), per definire le possibili opere di difesa dell’arenile e di conseguenza della passeggiata, dopo che violente mareggiate l’hanno pesantemente danneggiata.

    Attualmente gli uffici tecnici delle diverse amministrazioni, stanno lavorando congiuntamente, ognuno con le proprie competenze, per trovare delle soluzioni adeguate.

    Il presidente del Municipio VII Ponente, Mauro Avvenente dice “Noi ci auguriamo che si riescano a trovare le risorse necessarie per le opere di protezione, perché la passeggiata ha riscosso il gradimento dei cittadini, così come il riordino del litorale”.

    A dire il vero qualche perplessità iniziale era stata espressa da alcuni pescatori della zona, che suggerirono differenti soluzioni di carattere tecnico, ma che evidentemente, non vennero ascoltati a sufficienza.

    Il Presidente del Municipio ammette comunque un certo rammarico perché “Cinque anni fa non siamo riusciti a cogliere la palla al balzo, quando fu presentato un progetto dell’Autorità portuale, mai realizzato per mancanza delle risorse economiche necessarie, ma che avrebbe rappresentato la difesa definitiva del litorale”. La direzione tecnica dell’Autorità portuale propose allora un’opera faraonica, dal costo complessivo di oltre 15 milioni di euro, che prevedeva la realizzazione di due dighe soffolte: una nel tratto di litorale tra il torrente Leira e il torrente Cerusa, l’altra dal Leira fino al San Giuliano. “Oggi il progetto è più accessibile economicamente, – continua Avvenente, – ma allo stesso tempo, ci hanno garantito, ugualmente efficace”. Abbiamo chiesto all’ingegnere Andrea Pieracci, responsabile della direzione tecnica dell’Autorità portuale, maggiori dettagli “Stiamo lavorando d’intesa con Regione, Provincia e Comune. Abbiamo proposto un nostro piano progettuale che prevede degli interventi disgiunti da compiersi in diversi periodi“.

    In sostanza si tratta di tre operazioni: il prolungamento di circa 50 metri del pennello esistente a levante della passeggiata, di fronte a Piazza Gaggero; la creazione di un secondo pennello dalla parte opposta, all’altezza del capolinea della linea 1 dell’AMT ; la realizzazione di un ripascimento verso mare: 10 metri di superficie emersa e 20 metri di superficie sommersa.

    L’ingegnere Pieracci, spiega “Tecnicamente si chiama spiaggia sospesa. La spiaggia sarà allungata di 10 metri fruibili dai bagnanti e di 20 metri sommersi. Si verrà a formare una nuova linea di battigia, al piede della quale creeremo un muretto artificiale, per raccordarci con il fondale. Questa barriera avrà funzioni di contenimento e di ritenuta rispetto all’azione corrosiva del mare”.

    L’intenzione è di realizzare le opere di difesa dell’arenile in tempi brevi, per essere pronti a fronteggiare le eventuali mareggiate autunnali.

    “La Regione ha valutato positivamente la nostra proposta progettuale, – continua Pieracci, – l’intendimento tecnico sarebbe di partire con il prolungamento del pennello esistente e con la realizzazione di quello nuovo, prima della fine dell’estate. Per poi occuparci dell’allungamento della spiaggia e del ripascimento. Attendiamo che venga attivato il tavolo tecnico e non appena avremo l’assenso di tutti gli enti coinvolti, partiremo con i lavori”.

    Matteo Quadrone

  • Scuola in piazza delle Erbe: il progetto diventa realtà

    Scuola in piazza delle Erbe: il progetto diventa realtà

    La nuova scuola in piazza delle Erbe
    Il progetto della nuova scuola in piazza delle Erbe

    I lavori per la costruzione della nuova scuola di Piazza delle Erbe partiranno a breve. Oggi sono stati compiuti passi avanti, e’ stato ottenuto il finanziamento  e lunedì 12 aprile il progetto e’ andato in gara.

    Le procedure, insomma, sono avviate e alla nostra precisa domanda “Che questo non sia l’anno buono per l’apertura del cantiere?” da palazzo Tursi rispondono: “Si, i lavori inizieranno presto.”
    Il nuovo edificio sostituira’ la scuola elementare Garaventa e la scuola media Baliano attualmente in via San Giorgio comportando la razionalizzazione del servizio scolastico e portando a una rivalutazione dell’offerta scolastica del centro storico (23 aule, per un complesso scolastico con capacita’ di 418 unita’).

    Salvo colpi di scena, fra tre anni la scuola sarà in piedi per la gioia dei tanti sostenitori che la attendono (soprattutto le sempre crescenti famiglie del centro storico con bambini piccoli…) e per il disappunto di chi sin dalle prime bozze pubblicate ha sempre considerato questo nuovo edificio di forte impatto ambientale.

    Il progetto della scuola era l’unico rimasto “non realizzato” fra quelli approvati nel 2002 dalla giunta Pericu per la riqualificazione della zona compresa fra piazza delle Erbe, via Ravecca, stradone Sant’Agostino e via San Donato.

     

     

  • Parco avventura Genova Righi, il primo in un contesto urbano

    Parco avventura Genova Righi, il primo in un contesto urbano

    Parco Avventura Genova RighiIl Parco Avvrentura di Genova, a Righi nel parco del Peralto, è un insieme di percorsi sospesi a diverse quote da terra, installati su alberi ad alto fusto o, in loro mancanza, su pali di legno o pareti di roccia.

    Spostamenti con corde, piattaforme installate ad altezze differenti, salite e discese tra i rami appesi a carrucole, tutto nella massima sicurezza, garantita da un’istruzione teorica impartita agli utenti al loro ingresso nel parco, e dall’uso di un’attrezzatura simile a quella per alpinismo (imbragatura, moschettoni, casco, guanti).

    Le caratteristiche principali sono ovviamente il contatto con la natura, ma anche il basso impatto ambientale: nessun mezzo motorizzato, nessun rumore, nessuna emissione di gas, un modo intelligente per divertirsi rispettando il territorio.

    Il progetto di Romolo Benvenuto, ex deputato Ulivo – PD, a capo della società “Righi outdoor” che gestirà il parco, prevede la riqualificazione di due ettari di area boschiva attraverso la pulitura e lo sgombero delle discariche abusive che si estendono in zona. L’idea trova il favore della Rete Puin che si occupa della valorizzazione del parco del Peralto e di Legambiente Liguria.

    La speranza è che diventi un’occasione per restituire alla città una porzione di parco non più fruibile e mantenere costante nel tempo il monitoraggio e la difesa di questo patrimonio verde.

    L’apertura è prevista a maggio con cinque percorsi di difficoltà variabili, ma già si pianifica un ampliamento graduale di servizi e percorsi. La riqualificazione porterà posti di lavoro per istruttori preparati che si occuperanno della teoria e delle esercitazioni pratiche, e dopo una breve formazione gli utenti potranno cominciare ad arrampicarsi e a saltare da un albero all’altro, ammirando da posizioni privilegiate il profilo della città vecchia.

    Matteo Quadrone

  • Prà, ex stazione e “Parco Lungo”: il progetto per la riqualificazione

    Prà, ex stazione e “Parco Lungo”: il progetto per la riqualificazione

    PraSappiamo tutti quanto la realtà genovese sia frammentata, quanto ogni quartiere viva quotidianamente una storia a sé. Capita così che una vicenda capace di esasperare da anni gli abitanti di Prà, sia praticamente ignorata da tanti genovesi.

    Dopo lo spostamento a mare della linea ferroviaria nel 2006 e la recente inaugurazione della nuova stazione, i vecchi binari lungo l’Aurelia e l’antico muro che li separava dalla strada non sono mai stati rimossi.

    Dopo anni di battaglie portate avanti con passione e tenacia dal Comitato per Prà, nella primavera scorsa è arrivata la prima buona notizia: il progetto di riqualificazione ha ottenuto 13 milioni di finanziamento.

    Poi l’annuncio della disponibilità da parte di Ferrovie dello Stato a vendere le aree dismesse al Comune con la possibilità di intervento immediato.

    Infine il tanto atteso progetto preliminare, che se non fosse stato consegnato entro la fine di settembre 2009 avrebbe fatto saltare i finanziamenti.

    Le tavole mostrano una nuova Aurelia a quattro corsie e lato mare una estesa area verde pedonale denominata “Parco Lungo”.

    Dove ora sorge l’ex stazione Fs, il progetto prevede la realizzazione di un mercato a km 0 con ampio parcheggio e collegamento pedonale con piazza Bignami.

    L’arch. Marina D’Onofrio Caviglione ha poi inserito nel progetto  preliminare l’approdo al mare per la Nave Bus che attualmente collega solo Pegli e Caricamento e un nuovo assetto idrologico della foce del rio San Pietro.

    Adesso bisogna attendere l’ufficialità dell’acquisto dell’area da parte del Comune, punto di partenza imprescindibile. Poi si sa, dal progetto preliminare a quello definitivo le cose che cambiano sono sempre molte… Forse una sola cosa a questo punto è davvero certa: il restyling di Prà non è più una chimera.

  • Via Shelley, l’apertura è prevista nel Programma Triennale del Comune

    Via Shelley, l’apertura è prevista nel Programma Triennale del Comune

    Via Shelley, QuartoPer ora si tratta di un’indiscrezione trapelata dagli uffici di Palazzo Tursi, gli interventi per l’apertura la traffico di via Shelley verranno inseriti nel Programma Triennale dei lavori pubblici del Comune di Genova.

    Un intervento che potrebbe dare respiro ad un’intera vallata, sciogliere il traffico asfissiante di via Tanini e via Posalunga a Borgoratti, dopo trentanni anni di tormentate battaglie legali. Un anno fa era arrivato l’ok del commissario e la decisione del consorzio dei residenti di ricorrere per la terza volta al Tar.

    Nel lontano 1986 una sentenza del Consiglio di Stato aveva stabilito la realizzazione di una strada alternativa a via Shelley a servizio delle abitazioni del complesso residenziale “Penego 1“, bloccando di fatto l’iniziativa del Comune che invece avrebbe voluto aprire la strada già esistente. Il Consiglio, essendo via Shelley strada privata, aveva quindi di fatto impedito l’intervento.

    Partì allora l’iter per realizzare una strada sulla sponda destra del rio Penego, ma i lavori non sono mai stati realizzati. Tursi ci ha poi riprovato due volte con progetti diversi trovando però la decisa opposizione dei residenti riuniti in consorzio. Il progetto di Tursi, infatti, prevedeva la costruzione di residenze per sbloccare il denaro necessario alla costruzione della strada.

    La battaglia si preannuncia tutt’altro che conclusa.

  • La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    Mercato Comunale CarmineEsperimento sociale ma non solo, questo originale laboratorio e’ stato presentato in operazione “antimugugno” per una citta’ che sui “mugugni” non lesina di certo…Il responsabile dell’Associazione, Stefano Bruzzone, ha parlato pubblicamente di questa iniziativa con l’intento di coinvolgere, proporre e creare una genuina partecipazione della cittadinanza a 360 gradi, in un quartiere dove le problematiche sociali sono tutt’altro che sottili.

    Il 23 gennaio 2008 Stefano Bruzzone e’ apparso nell’area forum della FNAC di Genova e, alla domanda circa gli obiettivi che il Cantiere si e’ posto, ha risposto: “Quello che vogliamo e’ gettare un seme, sperando che da qualche altra parte della citta’ si possa avvertire un segnale di cambiamento“.

    A differenza di altri centri italiani e capitali europee, Genova non ha una piazza libera aperta a pittori ed artisti e piazza del Carmine, una volta pedonalizzata, per dimensioni e posizione potrebbe rivelarsi un luogo adatto e particolarmente azzeccato.

    Cantiere di Idee del Carmine” propone di creare all’interno del capannone del Mercato Comunale da tempo semi dismesso, con un solo banco in attività, un polifunzionale Centro Culturale di due piani dedicato a pittori, scultori, musicisti e letterati (scuole e gallerie d’arte, laboratori di artisti, ecc.), con un soggetto credibile in grado di garantirne la gestione (il Teatro del Mediterraneo di Carla Peirolero e’ una delle ipotesi al vaglio).

    Il Carmine diventerebbe cosi’ la cittadella dell’arte a Genova, un quartiere ripopolato da artisti al lavoro e da piccole gallerie d’arte, botteghe artigiane e zone espositive nei tanti locali e fondi della zona attualmente inutilizzati.

    Una mostra fotografica e’ gia’ stata allestita all’interno di questo mercato che troneggia affianco alla chiesa e, per il futuro prossimo, sono in previsione molteplici iniziative, perfettamente coerenti e contestualizzate nel piano cardine di questo laboratorio che si espandera’, appunto, in quelle creuze storiche oggi piegate dal degrado e nei box inutizzati del mercato.

    Gia’ pochi giorni dopo la “Chiamata alle Arti”, una coppia di pittori ha preso in affitto in Salita Carbonara un locale da tempo inutilizzato: sara’ la prima bottega di pittori nel quartiere.

    Immagino un quartiere che si trasforma in contenitore culturale, sempre attento alle esigenze e ai mutamenti di una Genova sopita, distratta e mugugnona. Il tutto condito – continua Bruzzone – con memoria storica, tradizione popolare, aggregazione e massima creativita’, esulando dall’ottica miope di un comitato di quartiere“.

    La collina del Carmine come Montmartre? Certo, si puo’. Il capannone del mercato ormai praticamente inutilizzato come la Place du Tertre, la piazza dei pittori e degli artisti della famosa “butte” parigina? Certo che si, tutto si puo’! Il sogno e’ quello di un’invasione di pittori, scultori, disegnatori ed altri artisti per ridare vita a un angolo dimenticato della nostra citta’, un borgo ricco di storia e tradizione.

    “L’amministrazione per quanto riguarda questa zona sonnecchia un po’ troppoconclude Stefano Bruzzone – non c’e’ solo il problema del Mercato da risolvere: siamo vicini ad un anno dalla consegna di oltre 340 firme per l’attesa pedonalizzazione di piazza del Carmine, le salite con le pavimentazioni storiche stanno cedendo ed anche la grande edicola votiva in piazza del Carmine perde i pezzi. In tempi disgregati quali quelli attuali, con la depressione collettiva che c’e’, un progetto come questo, che intende programmare un futuro percorribile per il borgo e che arriva dai cittadini, dovrebbe essere salutato dai nostri amministratori quantomeno come un segnale molto positivo”.

    Per chiunque volesse saperne di piu’, l’Associazione “Cantiere di Idee del Carmine” e’ contattabile all’indirizzo mail liberotempo@gmail.com.

     

    Laura Di Gregorio