Tag: progetti

  • Università e Comune insieme per ridisegnare via Venti Settembre

    Università e Comune insieme per ridisegnare via Venti Settembre

    Un’arteria moderna sui modelli europei, la via principale riservata ai pedoni e ai mezzi pubblici, la via dello shopping e della “passeggiata in centro”… Con questi propositi da ormai diversi anni l’amministrazione comunale sta cercando di mettere tutti d’accordo per ridisegnare via Venti Settembre.

    Dopo il fallimento dell’esperimento Rambla, palazzo Tursi aveva parlato di un imminente concorso di idee per delineare una volta per tutte l’incerto futuro dell’antica via Giulia, con l’obiettivo primo di eliminare il traffico di mezzi privati.

    E’ di ieri la notizia che è stato raggiunto l’accordo fra il Comune di Genova e il dipartimento di Scienze dell’Architettura per presentare un primo progetto di massima entro la fine di marzo 2012.

    La Facoltà di Architettura di Genova collaborerà dunque con la direzione mobilità del Comune in cambio di un contributo di 15mila euro e, terminati gli studi e la progettazione di massima, verrà lanciato il concorso di idee per dare nuovo volto al centro cittadino. L’Università stilerà regole e contenuti del bando di concorso, ma il progetto non riguarderà solo la via principale, ma prenderà in considerazione anche la riorganizzazione del traffico delle vie limitrofe.

  • Nausicaa Lab: un bando per imprese creative fatte dai giovani

    Nausicaa Lab: un bando per imprese creative fatte dai giovani

    ideaIn questi tempi di crisi economica sono sempre di più i giovani (e non solo) che tentano la carta dell’imprenditoria, per sviluppare una propria attività a fronte di un mercato del lavoro che appare sempre più saturo. Il settore delle start up è in costante crescita, tanto che spesso escono nuovi bandi pronti a finanziare giovani nuove imprese.

    L’ultimo verrà lanciato nei prossimi giorni da parte dell’associazione culturale Il Tamarindo: si tratta di Nausicaa Lab, un bando per under 35 che vivono nei Paesi del Mediterraneo e vogliono mettere a frutto una propria idea imprenditoriale finalizzata al sostegno di cultura e creatività. Il progetto integrale sarà pubblicato a partire da lunedì 21 novembre, mentre per inviare il proprio progetto ci sarà tempo fino al 31 gennaio 2012.

    Le proposte saranno valutate da una giuria e i vincitori del bando potranno trascorrere sei mesi al centro di innovazione sociale The Hub Milano, in cui verrà concesso loro uno spazio e tutti gli strumenti necessari per concretizzare il loro progetto.

    Per maggiori informazioni sul bando è possibile contattare direttamente l’associazione all’indirizzo nausicaalab@iltamarindo.net.

    Marta Traverso

     

  • Facoltà di Scienze della Felicità: come imparare ad essere felice

    Facoltà di Scienze della Felicità: come imparare ad essere felice

    Oristano, Horse Country ArboreaHo deciso: mi iscrivo all’università! La mia adesione incondizionata è legata all’intento, quanto meno singolare, di imparare ad essere felice. In Sardegna, nasce “Aristan”, Facoltà di Scienze della Felicità, corso di laurea in teorie e tecniche di “salvezza dell’umanità”.

    E’ tutto pronto: un campus universitario di 42 ettari, nell’area dell’Horse Country di Arborea (Oristano), corredato di spazi verdi, piste ciclabili, cavalli, aula magna di 7000 posti, biblioteca etc; ci sono 40 illustri docenti tra i quali lo scienziato Gianluigi Gessa, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, gli scrittori Francesco Abate, Michela Murgia e Barbara Alberti, il filosofo Giulio Giorello, il giornalista Giorgio Pisano, il cabarettista Benitu Urgu, il leader del Movimento pastori sardi Felice Floris e, perfino, un cantante, Diablo, al secolo Alessandro Spedicati, voce dei SikitikisLa.

    Non mancano le materie di studio, originali ed inconsuete, che rispondono al nome di Francoecicciologia, Infantologia, Poesia, Amore, Tex Willer, Libertà, Divertentismo, Adescamento, Ars amatoria, Coscienza comparata, Paura, Follia; presenti, anche, i primi 100 entusiastici iscritti; a coordinare tutto ciò il preside Massimo Deiana, capo della facoltà di Giurisprudenza di Cagliari; manca solo “Lei“, di cui hanno scritto classici greci e latini, filosofi e poeti, Lei che, negli Stati Uniti, è un valore esplicitamente sancito nella Dichiarazione d’Indipendenza: la felicità.

    In un mondo che sembra aver perduto la dimensione uomo a vantaggio del solo dio denaro, in un mondo in cui la stessa natura sembra ribellarsi scatenando l’ira incontrollabile dei suoi elementi, ritrovare un sorriso, la gioia, la serenità sembra quasi una chimera irraggiungibile e, allora, ben venga una scuola con tanto di certificato che ci aiuti a riacquistare la smarrita via.

    Al di là della facile ironia, esistono studi scientifici, come quello pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto dall’University College di Londra e firmato da Andrew Steptoe e Jane Wardle, in cui viene dimostrato che la felicità riduce fino al 35% la percentuale di rischio di morte .

    Il problema è come raggiungerla, celata nei meandri più reconditi dell’area sensitiva del nostro cervello, e dotata di natura bizzarra come ci viene rivelato dai ricercatori della Cornell University, in Usa. “Il buon umore si alza presto al mattino e va a letto tardi la sera. Ma durante il giorno è piuttosto sfuggente, lasciando il posto ai cattivi pensieri”, questa è la conclusione a cui si è giunti analizzando “i cinguettii” che persone di tutto il mondo si scambiano su Twitter. Dunque, dal “bisogno di ammortizzare i fastidi e i dolori della vita”, come spiega Giorgio Pisano, nasce questo ambizioso progetto in terra sarda e, se non sarà felicità, sarà almeno uno “scudo stellare” contro il male di vivere di tal Eugenio Montale.

    Adriana Morando

  • Adotta una parola: la società Dante Alighieri tutela l’italiano

    Adotta una parola: la società Dante Alighieri tutela l’italiano

    paroleZuzzurellone, desueto, procrastinare, pantagruelico e apotropaico: sono queste al momento le cinque parole più adottate nel corso della campagna lanciata dalla Società Dante Alighieri, che in poco più di un mese ha raccolto oltre ventimila adesioni.

    Adotta una parola si pone l’obiettivo di richiamare alla mente quei termini della lingua italiana sempre meno utilizzati nel linguaggio corrente, simbolicamente adottate dagli utenti del web per mantenerne vivo l’uso.

    Un progetto che prende la scia di analoghe iniziative messe in atto in Spagna e Gran Bretagna, lanciato lo scorso ottobre in collaborazione con quattro tra i dizionari più utilizzati per conoscere i termini della nostra lingua: Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli.

    Chi adotta la parola – previa registrazione sul sito della Società Dante Alighieri – riceve un certificato elettronico valido per un anno, nel corso del quale si impegna a utilizzare abitualmente questa parola e promuoverla tramite amici e conoscenti, monitorare la frequenza con cui viene pronunciata su vari canali (quotidiani, tv, Internet e così via) e segnalare eventuali usi impropri o definizioni errate del suo significato. Insomma, non è

    Voi che ne dite? Quali parole ormai cadute in disuso (o quasi…) vi piacerebbe adottare?

    Marta Traverso

  • Giovani in rete: il progetto dell’associazione Ecce Onlus

    Giovani in rete: il progetto dell’associazione Ecce Onlus

    GiovaniL’associazione Ecce Onlus è stata creata nel 2011 da un gruppo di ex volontari di Servizio Civile Nazionale del Comune di Genova, allo scopo di mantenere vivi i valori del servizio civile e al tempo stesso creare una rete di giovani attivi sul territorio .

    Dopo aver partecipato all’evento Genova si muove, i ragazzi dell’associazione hanno deciso di organizzare un incontro aperto a tutti i giovani, sia singoli che organizzati a loro volta in gruppi e associazioni. Obiettivo è portare avanti il progetto di una rete formata dalle associazioni giovanili di Genova e della Liguria, fino a creare una vera e propria federazione a livello nazionale.

    L’incontro si terrà giovedì 24 novembre (ore 17) presso la sala A del palazzo della Regione Liguria in via Fieschi 15, all’interno dei giardini Baltimora. Chiunque abbia proposte, idee o semplicemente voglia di ascoltare il progetto dell’associazione potrà partecipare all’evento.

    La presenza va confermata via mail entro martedì 22 novembre all’indirizzo –dew–@libero.it, che si può contattare anche per maggiori informazioni sulle finalità dell’associazione e sui contenuti dell’incontro.

    Marta Traverso

  • Aeroporto Genova in crescita, ma della privatizzazione non si sa nulla

    Aeroporto Genova in crescita, ma della privatizzazione non si sa nulla

    Aeroporto Cristoforo ColomboDopo anni di incomprensibile immobilismo, il traffico dell’aeroporto Cristoforo Colombo in un anno è aumentato del 10% raggiungendo la quota di 1,4 milioni di passeggeri.

    A partire dal prossimo autunno, oltre al VolaBus (ricordiamo che allo stato attuale si tratta del collegamento città aeroporto più caro d’Italia), la stazione di Sestri Ponente e l’aeroporto Colombo saranno collegati ogni trenta minuti da un bus dell’Amt, al costo di 1,50 euro; bisogna solo attendere il termine dei lavori di RFI per il restyling e la costruzione del sottopassaggio, a quel punto la stazione ferroviaria cambierà denominazione e diventerà “Sestri Ponente Aeroporto“, verranno installati monitor in stazione per informare sui voli e in aeroporto per informare sui treni.

    Ma non è tutto, i progetti per il rilancio dello scalo genovese sono ambiziosi. La prima data importante era stata fissata per il 27 luglio, il termine ultimo per la presentazione delle offerte per la privatizzazione del Cristoforo Colombo. Decisione che inevitabilmente avrebbe portato a un programma preciso di investimenti e di gestione. Usiamo il condizionale perchè ad oggi della privatizzazione non si è più saputo nulla, la situazione è ancora in divenire e la scadenza fissata non è stata rispettata.

    Di certo ci sono i nuovi fondi che Regione, Camera di Commercio e Aeroporto hanno stanziato per i prossimi tre anni (2.5 mln di euro annui), l’obiettivo a breve termine è l’ampliamento dei collegamenti con le riviere per favorire la scelta dell’aeroporto di Genova da parte dei i turisti che vengono in Liguria, offrendo anche al posto del classico spuntino a bordo prodotti della gastronomia ligure.

    L’obiettivo a lungo termine, invece, è la costruzione entro il 2015 di un grande parcheggio di interscambio nella zona nord all’uscita dell’autostrada, “la Famagosta di Genova” come lo ha definito Marco Arato, presidente della società che gestisce lo scalo. Inoltre, nell’ambito del progetto della metropolitana leggera che collegherà Voltri con il centro città (vedi EraSuperba N°13), dovrebbe sorgere in quella stessa area la fermata/stazione “Aeroporto”. Staremo a vedere…

    Sicuramente le intenzioni sono lodevoli e la strada imboccata fa ben sperare per il futuro dell’aeroporto di Genova, soprattutto alla luce di una sempre più agguerrita concorrenza degli scali di Nizza, Pisa, e Milano. In questo senso Paolo Sirigu, direttore generale del Cristoforo Colombo, sembra essere fiducioso: “Più che concorrenti sono partner… Stiamo trattando per istituire triangolazioni sulle rotte che in bassa stagione si fa fatica a sostenere, in modo da suddividere i costi“.

    Gabriele Serpe

  • Wi-fi gratis a Genova: le zone della città in cui si può navigare

    Wi-fi gratis a Genova: le zone della città in cui si può navigare

    Premessa: se vivessimo in un Paese civile, l’accesso libero e gratuito a Internet dovrebbe essere garantito ovunque e senza eccezioni. Non per nulla, uno dei primi provvedimenti di cui si chiacchiera a proposito del quasi-neo Governo Monti e delle misure per la crescita è proprio l’investimento sulla banda larga.

    In Italia siamo molto indietro su questo tema, non ci piove. Non solo perché esistono ancora aree dove la connessione veloce è un miraggio, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la presenza di isole wi-fi nelle città.

    Come siamo messi a Genova?

    Il wi-fi nostrano è partito in sordina un paio di anni fa con una connessione a macchie e a pagamento, grazie all’intervento dell’Associazione Cittadini Digitali. Sono state poi coperte altre due aree, sempre portafoglio alla mano: il Porto Antico (costo annuale 12 €) e la Biblioteca Berio (costo annuale 5 €).

    Solo negli ultimi mesi si è giunti a una, anzi due reti di isole wi-fi accessibili gratuitamente 24 ore su 24 facendo il login con il proprio numero di cellulare.

    Il progetto Rete Gratuita copre 150 hot spot in tutta la Liguria, a cura di Cittadini Digitali e del consorzio Vallicom, tra cui troviamo piazza De Ferrari e Matteotti, Porto Antico, Darsena, Ipercoop l’Aquilone e Fiumara, piazza delle Erbe e Giardini Luzzati: le ultime aree attivate in ordine di tempo sono in via Fiasella e a Porta Soprana, nei pressi della Casa di Colombo.

    A seguire le isole wi-fi gestite dal Comune di Genova, inizialmente con la possibilità di navigare gratis due ore al giorno, ma che dal 4 novembre (per garantire a tutti la possibilità di comunicare durante l’emergenza alluvione) sono accessibili 24 ore su 24. Queste le aree finora coperte dal servizio: Biblioteche civiche Brocchi, De Amicis, Lercari, Podestà e Campanella; stazioni ferroviarie di Principe, Brignole e Sampierdarena e piazze antistanti; Informagiovani e Palazzo Ducale, piazza De Ferrari e Matteotti; piazzale Kennedy, Loggia dei Banchi e parco di Villa Croce; via Sestri e Aeroporto Cristoforo Colombo.

    Due progetti distinti – perché lavorare in rete è un concetto troppo evoluto, forse – e che prevedono in futuro l’attivazione di nuove aree in cui navigare gratis. Speriamo senza troppi inconvenienti tecnici.

  • Porto: no alla sesta vasca, sì al potenziamento ferroviario

    Porto: no alla sesta vasca, sì al potenziamento ferroviario

    Gru del portoE’ stato approvato dal Comitato Portuale il nuovo Piano Operativo Triennale del porto di Genova: 400 milioni di euro di investimenti e una dozzina di grandi progetti tra nuove opere portuali ed infrastrutturali.

    Il piano parte dalla programmazione delle opere del biennio 2012-2013, ponendosi l’obiettivo del 2014 come anni in cui dovrebbero essere concluse tutte le opere previste dal Piano Regolatore Portuale attualmente in vigore.

    I 400 milioni di euro investiti nei tre anni saranno così ripartiti: 170 milioni nel 2012, 145 milioni nel 2013 e 55 milioni nel 2014. E le priorità infrastrutturali del triennio riguardano sette ambiti.

    Il primo è quello delle Riparazioni e delle Costruzioni Navali, ambito nel quale si prevede un radicale intervento di adeguamento e potenziamento a partire dai bacini di carenaggio fino alla partecipazione e alla realizzazione del cosiddetto ribaltamento a mare di Fincantieri che consiste nel prolungamento del cantiere sino al Porto Petroli di Multedo. Certo non è compito dell’Autorità Portuale individuare soluzioni per il rilancio del cantiere di Sestri, ma più che sul ribaltamento bisognerebbe investire per dare a Fincantieri sbocchi su nuovi mercati diversi da quello crocieristico.

    Il secondo ambito preso in esame dal piano operativo è quello del cosiddetto Piano del Ferro, ovvero tutti quegli interventi propedeutici al potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria nello scalo genovese tra cui in particolar modo:

    – la ristrutturazione dello scalo merci fuori muro con la nuova elettrificazione dei binari

    – la riqualificazione delle infrastrutture ferroviarie di collegamento al Parco Campasso

    – il nuovo raccordo ferroviario al bacino portuale di Voltri (nell’ambito dell’apertura del Terzo Valico direzione Milano)

    Seguono le opere complementari al completamento di Calata Bettolo con la piattaforma ecologica, il nuovo impianto per le rinfuse liquide e il progetto bunkeraggio a Calata Olii minerali. Si prosegue con una serie di interventi di riqualificazione nell’area di Sampiardarena tra cui importanti lavori a Ponte Libia, Ponte Somalia, Calata Inglese, Calata Massaua, Calata Derna, ex idroscalo, e l’adeguamento di alcuni tratti di diga foranea tra cui quello relativo all’imboccatura di ponente.

    Un altro ambito è quello relativo al Polo Passeggeri, da sempre punto debole del Porto di Genova, ed in particolar modo ad alcuni interventi su Ponte dei Mille e soprattutto alle opere propedeutiche alla realizzazione del progetto Van Berkel a Ponte Parodi. Un ambito importante di intervento dell’Autorità Portuale è anche quello di Voltri, con il progetto del nuovo viadotto, con la riqualificazione di alcuni piazzali e le opere a protezione della passeggiata a mare.

    Il Programma per la Logistica è un altro degli ambiti di intervento del Piano Operativo Triennale: l’ammodernamento e il prolungamento della sopraelevata portuale, il distripark e l’autoparco. Sempre in tema di logistica, l’area di Sestri Ponente, oltre che dagli interventi relativi al settore delle costruzioni navali, sarà interessata anche dalla realizzazione dell’area di sosta dedicata all’autotrasporto.

    La programmazione delle opere del triennio si completa con la realizzazione del Punto di Entrata Designato, il programma di manutenzioni e l’ammodernamento degli impianti tecnologici.

    Restano fuori dal Programma progetti importanti come la sesta vasca o il progetto delle Autostrade del Mare che potranno essere realizzati soltanto facendo ricorso alla partnership con i privati.

    L’obiettivo che realisticamente dobbiamo darci è di concludere le opere che sono in corso e avviare grandi interventi strategici che concludono la fase attuativa del piano regolatore vigente – ha commentato il presidente dell’Autorità Portuale Luigi Merlo in relazione alle opere da avviare, abbiamo ricevuto recentemente la notizia che la Corte dei Conti ha sbloccato il finanziamento del viadotto di Voltri (Terzo Valico n.d.r.) per la cui realizzazione stiamo approntando la gara. Ma questo piano triennale dà il via libera anche per il ribaltamento a mare di Fincantieri e costruisce le condizioni per la sesta vasca.”

    “In questa fase politica ed economica è difficile procedere all’accensione di mutui. Penso però sia opportuna una riflessione più generale sulla pianificazione e sulla realizzazione delle opere portuali negli scali italiani. Molti dei porti italiani prevedono piani di sviluppo ciascuno di centinaia di milioni di euro con un orizzonte temporale che in alcuni casi va oltre il triennio senza che via sia alcuna copertura finanziaria a supportarli. Se facciamo la somma di tutti i piani arriviamo ad alcuni miliardi di euro, è credibile tutto ciò, ma soprattutto è un corretto impiego di risorse pubbliche? Se non c’è responsabilità da parte di tutti, sia a livello nazionale che di singolo porto, queste opere rischiano di non essere coerenti con le reali prospettive di mercato. Occorre avere la responsabilità di interrompere il ciclo vizioso dell’effimero e dei libri dei sogni.

  • Movin’up 2011: bando per giovani artisti

    Movin’up 2011: bando per giovani artisti

    Cgai giovani artisti italiani logoonto alla rovescia per la scadenza di Movin’up 2011, il bando che ogni anno il circuito Giovani Artisti Italiani propone a giovani tra i 18 e i 35 anni che hanno un progetto artistico in testa e al tempo stesso sognano un’avventura fuori Italia.

    Venerdì 11 novembre (ore 12.00) scadono i termini della presentazione della domanda: di cosa si tratta esattamente?

    Il bando è destinato a giovani artisti italiani (o che vivono in Italia da almeno un anno) che operano singolarmente o in gruppo con obiettivi professionali nei settori delle arti visive, architettura, design, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, e scrittura. La domanda deve contenere il progetto di una produzione artistica da realizzare presso centri e istituzioni fuori Italia, con i quali si è già in contatto per svolgere stage, workshop, residenze artistiche, concorsi o iniziative analoghe.

    Il bando permetterà ai vincitori di ricevere un finanziamento che copra parte delle spese di viaggio e/o di soggiorno e/o di produzione nella città straniera ospitante.

    Il progetto è nato nel 1999, e in questi dodici anni ha sostenuto 480 su 1.323 progetti presentati, per un totale di 941 artisti (17 progetti e 41 artisti solo nel 2010).

  • Banco Alimentare e Cuki, un’inedita coppia per un’operazione antispreco

    Banco Alimentare e Cuki, un’inedita coppia per un’operazione antispreco

    Quando l’esperienza della Fondazione Banco Alimentare Onlus, che dal 1989 raccoglie le eccedenze alimentari e, attraverso la propria Rete di 21 organizzazioni diffuse sul territorio le ridistribuisce a oltre 8 mila strutture caritative, si unisce alla competenza di Cuki, azienda leader nella conservazione degli alimenti, il risultato finale è un’ambiziosa operazione solidale anti spreco.

    Ieri a Milano è stato presentato il progetto “Cuki save the food”, che presto approderà anche a Genova.

    La nostra è un’epoca in cui ci sono sì i ristoranti pieni, ma sono piene anche le mense della Caritas“, ha esordito così Luca Pesenti, direttore dell’Ores, Osservatorio regionale sull’esclusione sociale.

    Il Banco Alimentare grazie al supporto di oltre 1300 volontari è una presenza capillare che permette di recuperare circa 80mila tonnellate all’anno di alimenti che una volta redistribuiti sono in grado di fornire un aiuto concreto a circa un milione e mezzo di persone che hanno un bisogno alimentare.

    Alimenti ancora ottimi, occorre sottolinearlo, ma a causa della perdita di valore commerciale, destinati alla distruzione. Salvati dallo spreco riacquistano valore e diventano ricchezza per chi ha troppo poco.

    Dal 2003 oltre alle eccedenze alimentari della grande distribuzione e delle industrie agroalimentari, il Banco Alimentare ha messo a punto il programma per il recupero del fresco, ovvero alimenti cucinati e non serviti, alimenti freschi invenduti o inutilizzati: Siticibo.

    Il progetto “Cuki save the food” si inserisce in questo contesto e prevede da subito un’azione concreta: la dotazione di 15mila vaschette in alluminio e 600 termibox. I contenitori isotermici risultano fondamentali per mantenere la catena dell’igiene e della sicurezza alimentare soprattutto per gli alimenti freschi più deperibili come pesce, latticini, affettati, ortofrutta.

    Siticibio amplierà così il suo raggio d’azione ed entro la fine del mese sarà esteso a diverse regioni e città italiane.

     

  • Silos Hennebique: abbandonato da anni, c’è un’ipotesi di rinascita

    Silos Hennebique: abbandonato da anni, c’è un’ipotesi di rinascita

    Un pezzo di storia cittadina, carico di ricordi gloriosi, è sempre lì fermo immobile. Silos Hennebique Ponte ParodiNumerose ipotesi di trasformazione si sono susseguite nell’ultimo trentennio ma purtroppo nessuna di queste è diventata realtà. Un colosso imponente, un luogo simbolo del porto di Genova, giace abbandonato al suo destino fin dagli anni ’70 e mentre tutto intorno fioriscono mutazioni, lui rimane uguale a se stesso, solo e sempre più decadente.
    Parliamo del silos granario Hennebique di Santa Limbania, ubicato a ridosso della Stazione Marittima, costruito a fine ‘800 per l’immagazzinamento e l’insaccamento del grano, così chiamato dal nome dell’inventore del cemento armato, Francois Hennebique, che brevettò la nuova tecnica di costruzione nel 1892. Una storia ultra centenaria quella del silos, uno dei primi esempi al mondo di grande costruzione in calcestruzzo armato. Il sistema Hennebique conta 1500 opere regolarmente registrate sparse in tutto il Paese, per citarne una lo stesso brevetto è stato applicato al Lingotto di Torino.
    L’Hennebique è ancora oggi un manufatto immenso di oltre duecentodieci metri di lunghezza, largo 33 e alto 44, con 38 mila metri quadrati di superficie interna distribuiti su sei piani. Inaugurato nel 1901, come ricorda una targa in facciata, è stato ampliato nel 1907 con l’aggiunta di 126 celle.
    Rappresenta un esempio storico di archeologia industriale citato nei manuali di ingegneria, un monumento all’edilizia da salvaguardare tramite un riutilizzo compatibile. Chi deciderà di investire nell’area infatti dovrà tenere conto di una serie di vincoli imposti dalla Soprintendenza: conservazione dell’involucro esterno, salvaguardia delle facciate e della torretta.

    La notizia è che il silos potrebbe finalmente trovare una nuova destinazione d’uso grazie a un bando di gara che l’Autorità Portuale, proprietaria dell’area, sta predisponendo in questi mesi per sancire il soggetto vincitore a cui affidare la riqualificazione e la futura gestione dell’edificio. Ma il condizionale in questo caso è d’obbligo.
    Infatti nel corso degli anni sono fioccate moltissime idee sul possibile riutilizzo dell’Hennebique: alla fine degli anni ’80 doveva trasformarsi in un albergo, poi avrebbe dovuto ospitare la sede della facoltà di Ingegneria, forse la soluzione più consona perché in grado di consentire un positivo collegamento con il centro storico e una riqualificazione urbana di tutta l’area.
    Ultimamente all’inizio del 2010, quando già si parlava di una gara per l’affidamento, un gruppo di professionisti (Carlo Guglielmetti, ideatore, Gianluca Peluzzo, progetto architettonico e Carla Peirolero, progetto scenografico) presentarono l’ambizioso “Progetto Cimento”, un contenitore culturale capace di ospitare musei (energia, cioccolato e pace), mostre permanenti, bar, ristoranti, un albergo e un parcheggio con oltre 450 posti. Infine a febbraio di quest’anno, in coincidenza con le celebrazioni dell’Unita d’Italia, l’ultima proposta: perché non renderlo disponibile come sede del museo della storia d’Italia?
    Il Presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo, spiegò all’epoca, febbraio 2011, che il porto insieme al Comune stava definendo la nuova destinazione d’uso dell’area e il bando di gara. Ma se dal governo o dal Parlamento fosse venuta l’indicazione di utilizzare l’edificio per il museo della storia d’Italia, Palazzo San Giorgio avrebbe immediatamente fermato il bando per mettere l’Hennebique a disposizione del progetto.
    Lo scandalo è che nessuna di queste proposte ha trovato finora un’applicazione concreta. Fiumi di parole e idee buttate al vento, fatto sta che tutto è rimasto com’era. Nonostante Comune e Autorità portuale stiano collaborando nella definizione delle linee urbanistiche che coinvolgono il fronte del porto, per far sì che il Piano Urbanistico Comunale e il Piano Regolatore Portuale siano il più possibile coincidenti, per quanto riguarda la nuova destinazione del silos, nulla si muove.
    Ma qual è il problema che ha creato l’impasse? L’uscita di scena dell’Università è il fattore scatenante: il cambio di programma dell’ateneo e il trasferimento della facoltà di ingegneria presso il futuro villaggio tecnologico degli Erzelli, impone infatti una revisione delle funzioni previste all’interno dell’ex deposito granario. È necessaria una variante al precedente accordo di programma siglato nel 2007 fra Comune, Autorità Portuale e Università, per individuare quali funzioni saranno “ammissibili”, vale a dire cosa si potrà realizzare all’interno di quegli immensi spazi. Non si tratta di un aspetto secondario visto l’ingente investimento che sarà necessario per la riqualificazione. Dopo la delibera che rende possibili le modifiche all’accordo, approdata in giunta sul finire di aprile, non si è più avuta notizia dell’approvazione definitiva del testo, che spetta al Consiglio comunale. L’autorità Portuale conferma di attendere le indicazioni di Palazzo Tursi. E ribadisce l’intenzione di indire la gara entro fine 2011, anche perché saranno necessari almeno 5 anni per l’approvazione del progetto e la realizzazione dei lavori.

    Un’operazione che comporterà notevoli investimenti privati, una prima stima si assesta fra i 100 e i 150 milioni di euro, che in qualche maniera dovranno essere ammortizzati.
    Dalla discussione in corso fra Comune e Autorità Portuale sono trapelate le cosiddette “funzioni ammissibili”. Partiamo dalle certezze: la funzione prevalente dovrà essere pubblica; ma è prevista anche un’apertura a funzioni private di interesse pubblico, prevalentemente di tipo ludico culturale, per esempio uno spazio museale. Inoltre ci sarà la possibilità di realizzare una struttura ricettivo – alberghiera a condizione che i servizi di interesse pubblico non siano inferiori a una determinata percentuale. Non sono invece previste residenze neppure di tipo universitario.
    Da quello che si riesce a comprendere l’obiettivo principale del recupero sarà quello di fornire luoghi di supporto alle attività crocieristiche. E vista la contiguità con Ponte Parodi e il Ponte dei Mille non poteva essere altrimenti. Il primo è oggetto anch’esso di un profondo rinnovamento, grazie al progetto dei francesi di Altarea, ed entro il 2015 data prevista di fine lavori, vedrà completata la realizzazione di una “Piazza del Mediterraneo” in cui saranno presenti iniziative culturali e ludiche ma anche una parte dedicata al commercio e alla grande distribuzione.
    La collocazione strategica del silos Hennebique tra Ponte Parodi e il Ponte dei Mille che, dopo l’ultimo ampliamento, ha un accosto della lunghezza complessiva di 340 metri in grado di consentire l’attracco delle navi più moderne, fa sì che la soluzione di supporto alle attività crocieristiche sia la migliore possibile.
    Resta da capire se per l’ennesima volta si tratta di un annuncio destinato a cadere nel vuoto, mancano pochi mesi alla fine dell’anno e il glorioso silos attende immobile di conoscere il suo destino.

     

    Matteo Quadrone

    Foto: Daniele Orlandi

     

  • Sampierdarena, nell’ex area Enel nascerà un nuovo quartiere

    Sampierdarena, nell’ex area Enel nascerà un nuovo quartiere

     

    Un progetto di riqualificazione a Sampierdarena, un’area dismessa da tempo rinascerà infatti in tre anni, regalando anche un po’ di verde agli abitanti della delegazione.

    Parliamo dell’ex area Enel di via Pacinotti (vicino alla Fiumara), che si estende per 13.500 metri quadrati e dove sorgerà una nuova scuola materna, residenze, uffici, attività commerciali non gastronomiche, e una piazza pubblica.

    La nuova scuola ospiterà circa settanta bambini e prevederà strutture all’avanguardia sia dal punto di vista edilizio che da quello energetico.

    L’area è privata quindi l’operazione sarà realizzata con fondi privati.

    Ma grazie agli oneri di urbanizzazione, in parte reinvestiti sul territorio, sarà possibile la realizzazione dell’edificio scolastico, la riqualificazione del mercato rionale di via Dondero- via Salucci che oggi versa in stato di abbandono e l’allargamento della sezione stradale di via Salucci.

    All’interno del mercato sarà presente un compattatore per la spazzatura che renderà la struttura completamente autonoma nella gestione dei rifiuti e consentirà di eliminare i cassonetti dalla strada.

    Inoltre verranno rinnovati e incrementati i parcheggi della zona.

    Il progetto deve ancora passare al vaglio del Consiglio Comunale e quindi saranno possibili alcune modifiche. Una volta approvato, forse entro l’anno, dovrà essere portato a termine nel tempo massimo di 3 anni.

    Il Municipio Centro Ovest sottolinea come questa operazione sia stata ampiamente discussa con i cittadini.

    Ma non mancano alcune critiche, espresse dagli stessi abitanti: per esempio per quanto riguarda l’ulteriore modifica della viabilità, che potrebbe peggiorare la già caotica situazione di Sampierdarena; la possibilità di allagamento dei parcheggi che, essendo sotterranei, potrebbero finire come quelli della Fiumara, allagati non molto tempo fa; e infine un problema assolutamente non trascurabile, vale a dire quello dello smaltimento dell’amianto durante lo smantellamento delle costruzioni esistenti.

    Matteo Quadrone

  • Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per sordiOggi più che mai musica e immagini sono una cosa sola, nessun artista si sognerebbe di fare un disco senza l’ausilio di un videoclip, questo perchè una canzone abbinata a una piccola storia acquista una carica comunicativa travolgente.

    Quando parliamo di videoclip intendiamo un’opera filmica breve che traduce in immagini un brano musicale, possiamo quindi affermare che si tratta di un’opera d’arte concepita per la trasmissione televisiva; video-clip, dove video sta per tv e clip sta per tagliare (dal verbo inglese to clip) proprio come un patchwork che unisce in unico prodotto cinema, fotografica, musical, tv pop art e danza.

    Non è soltanto immagine che accompagna la musica, può essere molto di più. Spesso si tende a dimenticare la valenza sociale che effettivamente ha ricoperto e ricopre tuttora il videoclip, che non di rado si fa tramite di messaggi socialmente importanti non solo per gli argomenti trattati nei testi delle canzoni, ma per le nuove sfide in cui si lancia.

    Pensare, ad esempio, ad un video-clip per persone sorde puo’ sembrare un ossimoro, una follia, ma non lo è; il primo progetto in tal senso è stato tutto “made in italy”, nel 2000 Subsonica e Bluvertigo avevano dato vita grazie al regista Luca Pastore e alla collaborazione con l‘Istituto dei sordomuti di Torino-Pienza, al progetto Zerovolume; primo esperimento di videoclip senza suoni che sfidando il media di supporto ossia la tv, cercava di travasare tutto il suono nell’immagine, come per un radiosceneggiato al contrario.

    “Non è una traduzione di un brano musicale in lingua dei gesti, ma una composizione ex-novo per non udenti che, per il totale del pubblico, acquista una nuova dimensione.” (dalla conferenza stampa di presentazione).

    Il videoclip è un gioco, un sogno, un incubo, una favola. Raramente è qualcosa di razionale, di evidente; è comunicazione di segni, per gesti, per simboli che appartengono a chiunque sia in grado di riconoscerli; quindi pur esistendo un mondo senza suoni, non esiste nessuno con cui non sia possibile cercare di comunicare.

    Certo, la sfida è senz’altro ardua, tanto che per ora quello di Subsonica e Bluvertigo è rimasto un esempio isolato, ma l’impegno e lo studio per comunicare la musica ai non udenti continua su più fronti. Dalle traduzioni simultanee dei concerti in immagini, sino alle nuove scoperte, come ad esempio “Vibrato”, il dispositivo che trasmette la vibrazione degli strumenti su cinque differenti pad: in questo modo le persone con problemi di udito possono rivivere la sensazione dell’ascolto musicale tramite il tatto. Questo perchè i sordi, specialmente quelli dalla nascita, sviluppano capacità uditive in altre parti del corpo, come appunto nei polpastrelli. E in effetti i polpastrelli sono membrane di pelle, né più né meno dei timpani. Un neonato probabilmente sente il mondo anche attraverso di essi, dovendo ancora imparare a codificare gli stimoli che gli arrivano, e solo successivamente i polpastrelli perdono questa loro capacità per lo sviluppo di altri organi uditivi.

    Serena Wich

  • Renzo Piano: come costruire la città del futuro

    Renzo Piano: come costruire la città del futuro

     

    Renzo PianoÈ urgente per il futuro dell’Europa mettere al centro della pianificazione le persone. Per superare la crisi bisogna partire da qui. È necessario rilanciare lo spazio pubblico in modo da consentire alle persone di incontrarsi, parlare e discutere”, esordisce così il Sindaco di Genova Marta Vincenzi introducendo la conferenza principale di Eurocities 2011, “Plannig for people“, svoltasi stamattina ai Magazzini del Cotone.

    Riappropriarsi di piazze, strade, aree dismesse e riqualificarli è un obiettivo urgente perchè le trasformazioni urbane introducono le trasformazioni economiche, questo il concetto sottolineato dal Sindaco.

    “Le città devono diventare dei laboratori di inclusione sociale, sono i luoghi dove trovare le giuste ricette per combattere la povertà e affrontare i temi più spinosi: lotta alla disoccupazione, inclusione dei migranti, risparmio energetico, creazione di spazi verdi – continua Vincenzi – Non c’è lotta all’esclusione che non passi attraverso la qualità del vivere, la sfida è non costruire più periferie e luoghi disumanizzanti”.

    E per quanto riguarda il ruolo degli amministratori pubblici e delle istituzioni Marta Vincenzi ha ribadito che “C’è bisogno di maggiore intervento pubblico e risorse adeguate per rilanciare il welfare delle città. Oggi virtuoso è ciò che non consuma e non spreca. Abbiamo già consumato suolo e risorse a sufficienza. Ma sono necessarie nuove regole perchè nessuno può affrontare da solo il problema dello sviluppo urbano”.

    Per Genova questa è un’occasione importante, fortemente voluta in questi anni. Presente in Eurocities da oltre vent’anni, dal 2003 è l’unica città italiana all’interno del comitato esecutivo dell’associazione che raggruppa 140 città di 36 paesi del mondo ed è impegnata a lavorare per una comune visione di futuro sostenibile nel quale tutti i cittadini possano godere di una buona qualità di vita.

    “Genova si colloca a pieno titolo nel dibattito europeo – dice orgogliosa Vincenzi – È la direzione giusta per una città che si vuole rinnovare. Avere un’idea di città è fondamentale, vuol dire essere attenti al luogo in cui si vive e ai suoi abitanti. L’urbanistica diventa così lo strumento che consente di poter vivere in maniera migliore nelle nostre città”.

    Poi è stata la volta di Renzo Piano, l’architetto genovese di fama internazionale, relatore principale della conferenza “Planning for people”:

    C’è una sorta di europeità delle città. Le città europee hanno un carattere in comune. Io mi sento profondamente europeo, italiano ma anche genovese. I genovesi infatti sono europei particolari, sono europei del Mediterraneo”.

    Gli aspetti più importanti dell’europeità si colgono quando si va lontano dall’Europa, quando si viaggia per lavoro, come l’architetto Piano:

    Citta e civiltà sono due parole con una medesima radice in diverse lingue. La città europea è una città in cui le diverse funzioni del vivere si confondono, si mescolano, nei medesimi luoghi. Si vive, ci si diverte, si mangia, si lavora negli stessi spazi. Questa è una città intesa come luogo di civiltà, di scambio e di crescita economica”.

    La città è un luogo complesso che manifesta una forte necessità di dialogo fra i suoi diversi aspetti. Uno di questi e l’usanza, tipica delle città europee, di inserire al loro interno i luoghi della cultura.

    La presenza dei luoghi della cultura è essenziale, sono elementi di qualità che rafforzano il ruolo della città come luogo di scambio e di civiltà. I luoghi della cultura devono essere aperti alla città e con il massimo dell’accessibilità. Le città devono restare fecondate dai luoghi della cultura. Intesi anche come luoghi d’incontro e occasione di condivisione”.

    Ma come si affronta il problema dell’inarrestabile crescita delle metropoli odierne, sempre più popolose e densamente abitate ?

    Le città non possono continuare a mangiare territorio. Oggi la crescita deve essere concepita alla luce del riuso delle zone intrappolate. Diventa necessario che le città crescano per implosione e non più per esplosione. Vale a dire provare a completare le città al loro interno”.

    Il problema più urgente con cui confrontarsi nel mondo attuale è però quello delle periferie, come sottolinea l’architetto:

    “Se fino a qualche anno fa il tema da affrontare era quello del destino dei centri storici, oggi il tema fondamentale è salvare le periferie. Le città e i centri storici sono fatti di persone e non solo di pietre. L’errore storico in particolare per quanto riguarda i centri storici è stato proprio quello di svuotarli dalle persone. Le periferie invece devono essere trasformate in città, bisogna urbanizzarle“.

    E per quanto riguarda Genova, come immagina il suo futuro ?

    Genova deve smettere di rubare spazio al mare ma deve terminare la sua crescita anche verso i monti. È necessario delineare un confine e crescere senza rubare ulteriori spazi alla natura che ci circonda anche in una città dalla geografia complessa come la nostra. Le possibilità ci sono, basta pensare alle diverse aree dismesse presenti all’interno dell’area cittadina. Bisogna partire da lì, dal recupero e dal riuso intelligente e virtuoso di quello che abbiamo già a disposizione”.

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Eurocities a Genova dal 2 al 5 novembre: programma completo

    Eurocities a Genova dal 2 al 5 novembre: programma completo

    MERCOLEDI’ 2 NOVEMBRE – ACQUARIO DI GENOVA

    18:30 Cerimonia degli Awards Discorso di benvenuto Paolo Veardo, Assessore alle Politiche Formative del Comune di Genova

    19:30/20:15 Visita dell’Acquario di Genova

    20:30/22:30 Cocktail di benvenuto

     

    GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE – SEDE: CENTRO CONGRESSI MAGAZZINI DEL COTONE PORTO ANTICO

    Moderatore: Richard Burdett, urbanist

    8.30 Registrazione

    9.00 Discorsi di benvenuto con Marta Vincenzi, Sindaco di Genova, Frank Jensen, Sindaco di Copenhagen, Presidente di EUROCITIES, Paul Bevan, Segretario Generale EUROCITIES

    9.30 Tema della Conferenza Planning for People. Relatore:  Renzo Piano, architetto

    10.30 Pausa caffé

    11.00 Panel debate: discussione con  un gruppo di sindaci ed esperti – domande dal pubblico

    12.30 Concorso giovani fotografi  premiazione

    13.00 Inaugurazione della mostra fotograica Your city – your view, con la stampa

    13:30 Pranzo Centro Congressi  Magazzini del Cotone

    14:30/17:00 Workshops

    19:00 Aperitivo per i sindaci ospiti con il Sindaco di Genova . Palazzo Tursi Salone di Rappresentanza

    19:30 Aperitivo per i partecipanti Palazzo Ducale

    20:30/22:30 Cena di gala. Palazzo Ducale Salone del Maggior Consiglio

     

    VENERDI’ 4 NOVEMBRE – MAGAZZINI DEL COTONE

    8:30/10:30 Speednetworking

    9:00/10:30 Dibattito dei sindaci, con sindaci delle città del sud del Mediterraneo

    Tema: Trasformazioni urbanistiche – impatto sulla coesione sociale  e l’immigrazione in una  prospettivaì euromediterranea. Moderatore: Paul Bevan

    10:30 Incontro informale tra politici e giovani fotografi

    10:45 Pausa caffé

    11:00 Paul Bevan  Segretario Generale EUROCITIES: relazione sui workshops  e Dibattito dei sindaci

    EUROCITIES nel 2011, filmato sulle attività svolte  durante l’anno

    11:20 Frank Jensen Sindaco di Copenhagen, Presidente EUROCITIES: prospettive per il 2012

    11:35 Discorso di chiusura Marta Vincenzi Sindaco di Genova

    11:45 Assemblea Generale EUROCITIES

    13:00 Pranzo

    14:30 Visite guidate  Museo del mare, Musei di Strada Nuova, Tour guidato della città (in pullman)

    19:30 Serata informale “Drink, food & music” Villa Bombrini

     

    SABATO 5 NOVEMBRE

    VISITE GUIDATE

    Portoino & Santa Margherita Ligure e Centro storico (percorso a piedi)

     

    WORKSHOP

    WORKSHOP MADDALENA  – SFIDA SOCIALE PER RIVITALIZZARE UN’AREA DEGRADATA DEL CENTRO STORICO

    Il sestiere della Maddalena, nel centro storico, offre un’occasione ideale di vedere come la città sta affrontando le varie side sociali. I partecipanti compiranno un percorso a piedi attraverso questo pittoresco quartiere, facendo tappa in corrispondenza di tre diversi progetti locali: un bar, in precedenza luogo di ritrovo per prostitute, a cui si sta tentando di dare una nuova identità adibendolo ad asilo; un negozio di commercio equo-solidale che vende prodotti coltivati nei terreni coniscati alla maia, nell’ambito del progetto nazionale Libera contro le maie; un laboratorio sociale, vivace punto d’incontro per i gruppi di comunità che possono prenotare gli spazi per le loro attività. La visita si concluderà con una discussione davanti a un caffè in un teatro delle vicinanze, dove ai partecipanti si uniranno i residenti incontrati lungo il percorso, per scambiarsi delle idee e riflettere sugli spunti proposti nel corso del tour.

    Numero di partecipanti: tre gruppi da 20 = 60 Accesso: tour a piedi nel centro storico  Durata: 1.5 h percorso a piedi + 1 h pausa caffè e discussione = 2.5 h

    WORKSHOP SCOPRIRE ILPORTO DI GENOVACome integrare il porto nella realtà urbana

    Il porto di Genova rappresenta una risorsa consolidata per l’occupazione, il benessere e l’identità della città, ma presenta la sida di riconciliare l’aspetto industriale con la moderna vita urbana. Al Genoa Port Center, i visitatori potranno fare un’esperienza interattiva delle attività che si svolgono nel porto.Il Port Center affronta le side connesse con la  gestione di un porto moderno: la sostenibilità, la sicurezza, i lussi costanti di merci e persone. I partecipanti del workshop visiteranno le postazioni interattive e compiranno un giro del porto in battello. La visita si concluderà con una presentazione dell’Urban Lab, di fronte al Galata museo del mare, che offrirà l’opportunità di una discussione sul processo d’integrazione del porto nella vita urbana, dal punto di vista di questo laboratorio unico per la riqualiicazione della città. Numero di partecipanti: 60 Accesso: visite a piedi + giro in battello  Durata: 45’ Port Center + 15’ trasferimento al battello + 60’ in battello + 30’ presentazione Urban Lab + 30’ al Galata = 3 h

    WORKSHOP PER BUONGUSTAI – Alla scoperta delle prelibatezze di Genova

    Genova è famosa per il suo pesto e i buongustai avranno quindi l’occasione di imparare le tecniche

    di preparazione tradizionale del pesto e visitare la bottega di pasticceria Romanengo con una tradizione che risale al XVIII secolo. Questo workshop, suddiviso in due parti, offre l’opportunità di avere un’esperienza pratica di preparazione dell’autentico pesto genovese con il mortaio di marmo. I partecipanti assisteranno a una dimostrazione da parte di un esperto – il miglior “pesto-maker” del  Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio! – prima di cimentarsi essi stessi. I partecipanti visiteranno inoltre il laboratorio dolciario di Romanengo, dove metodi tradizionali e antichi macchinari sono ancora utilizzati per la produzione di deliziosa cioccolata, frutta candita e altre dolci golosità. Numero di partecipanti: due gruppi da 25 = 50  Accesso: bus + percorso a piedi  tra la 1 a e 2 a  parte del workshop  Durata: 1 h per ogni attività + due percorsi a piedi  da 15’ ciascuno = 2.5 h

    WORKSHOP DALLE VECCHIE ALLE NUOVE INDUSTRIE – DALLE ACCIAIERIE AGLI STUDIOS AUDIOVISIVI

    Genova, come molte altre città, deve affrontare la sfida di riqualificare edifici industriali ormai in disuso. Il quartiere di Cornigliano è un esempio perfetto di questo. Genova sta cercando di dare una nuova vita ai locali delle acciaierie dismesse, con un progetto di riqualificazione, lanciato nel 2005, che si prefigge di incoraggiare servizi locali e istituzioni a “reclamare” gli immobili abbandonati per le loro attività. Riconoscendo il potenziale dell’edificio, Cineporto Genova si è installata negli ex uffici amministrativi delle acciaierie. Si tratta di uno studio audiovisivo che offre spazi e servizi per i produttori di tutto il mondo. Il direttore di Società per Cornigliano farà una presentazione ai partecipanti del workshop a Villa Bombrini, splendida villa attualmente utilizzata come centro culturale e conferenze; al termine è prevista una visita presso gli studios di Cineporto Genova. Numero di partecipanti: 50  Accesso: bus ino a Cornigliano + giro a piedi  Durata: 60’ trasferimento + 30’ presentazionen + 45’ ai ilm studios + 15’ a Villa Bombrini = 2.5 h

    WORKSHOP – POLO ROBOTICO – TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA IN UNA CITTÀ STORICA

    Ciò che non ci si aspetterebbe nascosto tra le colline di questa storica città, è il pionieristico Istituto Italiano di Tecnologia, un istituto di ricerca dove circa 900 persone da oltre 30 paesi del mondo conducono studi scientifici di frontiera. L’unicità della sede  centrale dell’istituto a Genova è che riunisce sette piattaforme tecnologiche (robotica, neuroscienze, sviluppo farmaci e diagnostica,  materiali intelligenti, nanotossicità, energia e computazionale) per cooperare al progresso della robotica umanoide. Qui è stato sviluppato iCub, un innovativo robot umanoide bambino, “nato” cinque anni fa e dotato di una combinazione impareggiabile di performance fisiche e cognitive. I partecipanti del workshop visiteranno i laboratori per osservare lo sviluppo di questa tecnologia futuristica e verificare come una tale cooperazione di discipline possa portare a tecnologie così avanzate. Numero di partecipanti: 30 Accesso: bus ino all’IIT Durata: 60’ trasferimento + 30’ presentazione + 30’ visita al laboratorio 1 + 30’ al laboratorio 2 = 2.5 h