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  • Il Comune vende il palazzo ex Ansaldo Nira, si pensa ad un albergo

    Il Comune vende il palazzo ex Ansaldo Nira, si pensa ad un albergo

    Ex Ansaldo Nira
    L'edificio ex Ansaldo Nira in via dei Pescatori 35

    L’imponente edificio ex Ansaldo Nira ed ex Ansaldo Trasporti, in via dei Pescatori 35 poco distante dal padiglione B, è stato ufficialmente messo in vendita dal Comune che ha indetto un’asta pubblica.

    Il prezzo base d’asta è di 13.296.000,00, si tratta di una costruzione di 11 piani di 17.395 metri quadrati complessivi con un’area “Centro Congressi” di ulteriori 3.404 metri quadrati.

    Venne ultimato nel 1964, progettato da Maurizio Vitale, Domenico Del Vecchio e Edoardo Sarzano, gli stessi che progettarono il padiglione C. In principio il palazzo era stato pensato per ospitare la mostra delle telecomunicazioni e i congressi nell’Auditorium. Il progetto del museo rimase però inattuato, per qualche anno l’edificio venne utilizzato per ospitare Eurodomus, una rassegna di mobilio e arredamento, poi rimase inutilizzato sino ai primi anni ’80.

    Sulla scia dell’entusiasmo nucleare, l’edificio venne rimesso in sesto e consegnato ad Ansaldo come sede della “Ansaldo Nira”. Ma il nucleare venne presto abbandonato e la struttura passò ad Ansaldo Trasporti.

    A marzo del 2005 anche l’ultimo insediamento di Ansaldo (Ansaldo Signal) abbandona la sede di via Pescatori 35 e questa immensa “cattedrale per nessuno”, che campeggia di fronte alla collina di Carignano, si ritrova nuovamente senza inquilini.

    Intanto, nel maggio 2003, Regione, Comune, Autorità Portuale, Provincia e Fiera di Genova siglavano un accordo di programma per dare il via libera a Fiera di Genova per la trasformazione della struttura ex Nira in albergo di elevato standard qualitativo con vista da Portofino a Capo Noli, accesso dal mare, 157 camere e 28 junior suite.

    Tale progetto preliminare non è prescrittivo per i potenziali investitori, ma il diritto di superficie, attribuito da Comune a Fiera, è di durata quarantennale e scadrà il 31 dicembre 2046.

    Con questo particolare dovrà fare i conti chi deciderà di investire sull’immobile, un edificio dalle enormi potenzialità che fino ad oggi Genova non ha saputo utilizzare e valorizzare.

    Le offerte dovranno pervenire all’Archivio Generale Protocollo del Comune di Genova sito in piazza Dante al civico 10. Il termine ultimo per la consegna è entro e non oltre le ore 12 del giorno 9/11/2011. Il bando integrale può essere ritirato presso l’aufficio Acquisti e vendite in via di Francia 1.

     

  • Carcere Pontedecimo, progetto di assistenza ginecologica

    Carcere Pontedecimo, progetto di assistenza ginecologica

    Visita ginecologica in carcere, per ricevere assistenza ed esami, ecografie, paptest e per curare le patologie riscontrate.

    Sono questi i punti cardine del progetto di assistenza sanitaria ginecologica alle detenute del carcere di Pontedecimo presentato in mattinata dall’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, con la direttrice della Casa Circondariale di Pontedecimo, Maria Milano, Adele Teodoro, giovane medico chirurgo ginecologa milanese presidente dell’’”associazione gravidanza gaia”, il direttore amministrativo dell’Asl 3 Genovese, Piero Giuseppe Reinaudo.

    Approvato dalla giunta regionale stamattina, il progetto, partito a febbraio a Pontedecimo, ha permesso di sottoporsi volontariamente a visite specialistiche a oltre cento pazienti detenute e ha consentito di scoprire in tempo una signora colpita da tumore al collo dell’utero.

    Grazie al progetto di “gravidanza gaia” è stata avviata anche un’attività di prevenzione delle malattie trasmissibili e di rieducazione sanitaria e sessuale.

  • Alma, il progetto dell’osservatorio astronomico più potente del mondo

    Alma, il progetto dell’osservatorio astronomico più potente del mondo

    Osservatorio astronomicoE’ passata quasi sotto silenzio la notizia che, da pochi giorni, occhi o meglio nuove orecchie scrutano nel profondo dell’universo per carpirne i più arcani segreti. L’ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), il più potente osservatorio astronomico che si tenta di realizzare, vede la collaborazione di Europa, USA, Asia e Cile.

    E’ sulle vette delle Ande cilene, a 5000 metri di altezza, nella piana di  Chajnantor nel deserto di Atacama, che hanno visto la luce 19 delle 66 antenne previste dal progetto.

    Delle 900 richieste di collaborazione, tra le 100 accettate, c’è quella dell’ italiana Eie GROUP, che insieme alla italo-francese Thales Alenia Space e alla tedesca MTM si sono fatte carico di ben 25 delle antenne previste, antenne ognuna di 12 metri di diametro e del peso di 100 tonnellate.

    Il compito dell’ osservatorio è di captare le onde millimetriche e submillimetriche dal lontano infrarosso in avanti, onde mille volte più lunghe all’incirca di quella della luce visibile. Questo permetterà di studiare corpi molto freddi come le dense nubi cosmiche di polvere e gas da cui si formano stelle e pianeti.

    La presenza delle polveri nelle nubi, stante la grande mole di queste rispetto ai piccoli atomi liberi gassosi, avrebbe il compito di rallentarne il moto vorticoso, evitarne la dispersione e aggregarli  in materia.

    A questa prima fase (globuli di Bok), segue la genesi di deboli nebulose illuminate da stelle in formazione i cosiddetti “oggetti Herbig–Haro”, dal nome dei due scopritori. La tappa successiva sono le stelle T Tauri (nome della prima di questa specie) che sono stelle variabili irregolari, ancora in fase di contrazione, come è il nostro sole.

    Risalendo ai primordi dell’universo, altro compito di Alma è studiare l’astrochimica della vita, in particolare il disco di polvere e gas che circonda HD142527, una giovane stella a 400 anni luce dalla Terra. Qui, in una grande lacuna, si ipotizza la presenza di pianeti giganti già formati o in formazione.

    L’esistenza di superterre, di cui gli  Astronomi dell’Eso hanno già dato notizia, potrebbe portare a convalidare la tesi di mondi alieni in grado di sostenere la vita. Un esempio è il pianeta “b” in orbita attorno alla stella di tipo solare HD 85512, di settima magnitudine, distante 35 anni luce, nella costellazione australe della Vela.

    Forse, lassù, un giorno, potremmo scoprire che ci attende un simpatico e tenerissimo ET che ripete, con tenacia, la celebre frase ”telefono casa”.

    Adriana Morando

  • Ex Manicomio di Quarto: un vincolo frena la speculazione edilizia

    Ex Manicomio di Quarto: un vincolo frena la speculazione edilizia

    Manicomio di QuartoUn’area immensa e dalle innumerevoli potenzialità, forse senza eguali sul territorio genovese, per gran parte abbandonata al suo destino. Oggi l’ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto rischia di perdere gli ultimi servizi sanitari attivi al suo interno.

    Voci sempre più insistenti preannunciano infatti la futura vendita, tramite una seconda “cartolarizzazione”, degli immobili ancora di proprietà della Asl3. Parliamo della parte più antica del complesso (1895), circa un 50% dell’intera area dove sono ubicate comunità psichiatriche e per minori disabili, strutture residenziali per anziani, servizi di medicina legale e diversi uffici amministrativi.

    Nel 2008 la sanità ligure fece cassa mettendo all’asta il patrimonio immobiliare delle Asl, compresi alcuni immobili dell’ex ospedale psichiatrico. La gara la vinse “Valcomp due” società partecipata da Fintecna Immobiliare, a sua volta un’emanazione del colosso parastatale Fintecna. “Valcomp due” si aggiudicò 3 palazzine e il monumentale corpo centrale del complesso, risalente agli anni ’30, dal valore storico riconosciuto, ma ormai dall’aspetto fatiscente.

    Una delle palazzine di Valcomp esternamente appare perfetta e sembra che anche all’interno sia già pronta per trasformarsi in residenza. Gli altri edifici necessitano invece di interventi di recupero. Anche gli accessi e le strade di collegamento sono stati ceduti a “Valcomp due”, ma gli accordi tra le parti prevedono che la Asl mantenga in comodato d’uso i varchi d’accesso e alcuni immobili fino a quando non saranno pronti per essere consegnati ai nuovi proprietari. Nel frattempo la responsabilità di manutenzione e pulizia compete alla Asl, ma sono del tutto evidenti enormi carenze: all’ingresso, su entrambi i lati, due distese d’erba raggiungono almeno il mezzo metro d’altezza.

    Questo è il biglietto da visita di una struttura che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della città. Ovviamente “Valcomp due” spera si sblocchi al più presto la situazione, in particolare per quanto riguarda la destinazione d’uso degli spazi. Insomma i nuovi proprietari attendono il via libera per costruire. Da parte loro la soluzione migliore resta quella residenziale. Ma potrebbero accontentarsi di alberghi o centri commerciali. Snodo cruciale è l’approvazione definitiva del nuovo Puc.

    Tutto però potrebbe essere rimesso in discussione da una questione, che ai fini dell’esito della vicenda, appare decisiva. Sull’area infatti graverebbe un vincolo stringente.

    Come spiega il presidente dell’Alfapp, associazione ligure famigliari pazienti psichiatrici, Paolo Pescetto: “La legge 180, la famosa legge Basaglia, stabilisce che gli spazi (terreni e immobili) degli ex manicomi sparsi per la penisola, una volta dismessi dalla loro funzioni, siano destinati alla cura di pazienti psichiatrici ma anche anziani”. Attraverso la mediazione delle asl queste strutture dovrebbero continuare a svolgere funzioni terapeutiche. In altri termini è lecito metterle in vendita e immaginarne un nuovo utilizzo, ma sempre con queste finalità.

    “Nel 2005 all’epoca del governatore regionale Sandro Biasotti, quando si parlò della concessione in comodato gratuito della palazzina del corso per infermiere all’IIT, la nostra associazione agì per vie legali e vinse la causa contro la regione”, racconta Pescetto. Un precedente significativo perché oggi ci troviamo nuovamente di fronte a un tentativo di scavalcare il vincolo. E in caso di nuova cessione di immobili l’Alfapp è pronta a scendere in campo con i suoi legali.

    E’ evidente come una seconda gara vedrebbe in prima fila “Valcomp due” nel tentativo di aggiudicarsi gli immobili rimasti. Il sospetto trova conferma dal fatto che alcuni giorni fa senza alcun preavviso sono partiti i lavori di riqualificazione nell’area di proprietà della società.

    Fra il personale asl regna l’incertezza perché ancora non si sa quali servizi sanitari corrono il rischio di scomparire. I motivi che destano preoccupazione sono almeno due: in primis per la futura sistemazione dei pazienti (quelli psichiatrici sono una trentina) anche se l’augurio è che per loro si trovi una soluzione idonea. Ma l’ansia maggiore è per la sorte dei dipendenti, visto che ancora non si conosce nessun piano di ricollocazione delle strutture e dei dipendenti. Attendiamo novità dalla Regione, sperando faccia chiarezza una volte per tutte sulla travagliata questione Quarto.

    Ma purtroppo sembra che la sorte dell’ex ospedale psichiatrico dipenderà non tanto da Genova e dalla Liguria bensì da Roma. Qui infatti si trova la sede di Fintecna, di Valcomp due e di decine di altre società controllate dal Ministero del Tesoro.

    Matteo Quadrone

    foto di Daniele Orlandi

  • Servizio Civile Liguria, i progetti delle Pubbliche Assistenze

    Servizio Civile Liguria, i progetti delle Pubbliche Assistenze

    L'interno di un'ambulanzaA.N.P.AS., Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, tel 010463405, propone due progetti per il Servizio Civile 2011 Liguria.

    Progetto Insieme per il Ponente

    Il progetto ha come principali settori di attività l’emergenza sanitaria e il trasporto sanitario assistito, la formazione sarà svolta con la collaborazione di professionisti del settore e con la Centrale operativa 118 “Genova Soccorso”.
    Il progetto “Insieme per il Ponente” prevede un orario settimanale di 30 ore, articolate su 6 giorni. I posti disponibili sono 39.
    Le sedi locali sono:
    P.A. Croce Azzurra Borzoli, P.A. Croce Bianca Cornigliano, P.A. Croce d’Oro Sciarborasca
    P.A. Croce Verde Mele, P.A. Croce Verde Praese, P.A. Croce Verde Sestri Ponente

    Progetto JANUA

    Il progetto ha come principali settori di attività l’emergenza e il trasporto sanitario assistito, la formazione sarà organizzata con la collaborazione di professionisti del settore e con quella della Centrale operativa 118 “Genova Soccorso”, l’impegno previsto è di 30 ore settimanali distribuite su 6 giorni. I posti disponibili sono 42. Le sedi sono:
    P.A. Croce Azzurra Bavari, P.A. Croce Bianca Genovese, P.A. Croce Bianca S. Desiderio, P.A. Croce Verde Quarto, P.A. Croce Verde S. Gottardo
    Pubblica Assistenza Molassana, Pubblica Assistenza “Giovani Amici Uniti”

     

  • Servizio Civile Liguria: il progetto Macramè di Confcooperative

    Servizio Civile Liguria: il progetto Macramè di Confcooperative

    Un'altalenaNell’ambito del Servizio Civile 2011 Liguria, le Confcooperative, tel 3468551797, attuano il progetto Macramè

    Il progetto è un vero e proprio “tirocinio all’animazione sociale”, infatti i giovani potranno entrare subito in gioco: partecipando all’erogazione e alla costruzione quotidiana di servizi rivolti a bambini, ragazzi e famiglie (asili nido, spazi famiglia, centri sociali, comunità, centri educazione al lavoro, educativa di strada, accoglienza immigrati, città dei bambini) a partire dal focus comune dell’accoglienza di nuove generazioni di minori stranieri. Le sedi dei servizi sono diffusi su tutto il territorio del comune di Genova (ponente, valpolcevera, centro, valbisagno) di Rapallo.

    I posti disponibili sono 50. 

  • Servizio Civile Liguria: i progetti del Comune di Genova

    Servizio Civile Liguria: i progetti del Comune di Genova

    Comune di GenovaPer il Servizio Civile 2011, il Comune di Genova propone numerosi progetti a sostegno delle categorie più deboli. Per tutte le informazioni è necessario contattare il numero tel 010 5572702.

    Il progetto Anziani insieme prevede attività di sostegno e socializzazione a favore degli anziani.  Il progetto ha l’obiettivo di rafforzare le azioni di contrasto e prevenzione delle diverse forme di isolamento delle persone anziane che vivono presso il proprio domicilio attraverso la realizzazione e la facilitazione alla fruizione di diversi servizi individuali e collettivi. Il progetto pone particolare attenzione alla sfera relazionale degli anziani per coglierne i bisogni e le necessità ponendosi come strumento per la loro soddisfazione anche tramite la fruizione dei servizi territoriali loro rivolti. I posti disponibili sono 6.

    Il Progetto facciamo rumore ha l’obiettivo di rafforzare le azioni di contrasto e prevenzione delle diverse forme di isolamento delle persone anziane che vivono presso il proprio domicilio attraverso la realizzazione e la facilitazione alla fruizione di diversi servizi individuali e collettivi. Il progetto pone particolare attenzione alla sfera relazionale degli anziani per coglierne i bisogni e le necessità ponendosi come strumento per la loro soddisfazione anche tramite la fruizione dei servizi territoriali loro rivolti.  I posti disponibili sono 4.

    Il Progetto Porte aperte sui saperi consolida percorsi avviati negli anni passati, anche con il contributo dei progetti di servizio civile già realizzati che hanno visto Biblioteche e Musei collaborare con esiti più che soddisfacenti, puntando sui giovani come strumento di facilitazione per la cittadinanza nella fruizione del patrimonio culturale e artistico della città. L’obiettivo è di favorire l’accesso, la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale genovese con particolare attenzione a quelle categorie di pubblico che per difficoltà di tipo motorio, sensoriale o psichico o per situazioni di deprivazione economico/culturale hanno minori occasioni di partecipare alla vita culturale cittadina. I posti disponibili sono 13

    Io sto con i Bambini prevede azioni di sostegno a favore dei minori seguiti dai servizi sociali e delle loro famiglie. Il progetto ha come obiettivo il supporto alle azioni svolte dai servizi a favore dei bambini e alle loro famiglie, aumentando e differenziando le risposte fornite alle necessità espresse dei minori seguiti. In particolare il progetto individua due macro attività, l’ampliamento e diversificazione dei servizi e delle risposte offerte sul territorio genovese a favore dei minori e alle loro famiglie, con una particolare attenzione ai minori per cui è stato predisposto un provvedimenti di tutela e la promozione e sviluppo delle campagne informative e formative rispetto a tematiche educative, di prevenzione del disagio e sull’affido familiare. I posti disponibili sono 4.

    Il progetto Inter..culturiamo..net si pone come obiettivo di documentare e rendere consultabili dal pubblico le attività di educazione interculturale realizzate sia in ambito scolastico sia extrascolastico.
    Si prevede la costruzione di un database interrogabile on line, che documenti e renda consultabili al pubblico tali attività. Il database verrà aggiornato con continuità rendendo così possibile a tutti i soggetti, impegnati in ambito socio-educativo, la conoscenza e il confronto delle pratiche di integrazione ed educazione interculturale realizzate o in corso di realizzazione. I posti disponibili sono 3.

     

  • Servizio Civile Liguria: progetto Consapevoli di essere di Uilmd

    Servizio Civile Liguria: progetto Consapevoli di essere di Uilmd

    Disabile sulla sedia a rotelle“Consapevoli di essere” è il progetto per il Servizio Civile dell’associazione nazionale UILMD, tel 0105955405.

    La U.I.L.D.M, Unione Italiana lotta alla distrofia muscolare, opera su tutta la regione per l’erogazione dei servizi, associativi e socio sanitari, in favore delle persone affette da patologie neuromuscolari.

    I volontari del servizio civile si occuperanno all’area dell’assistenza, educativa e della vita di relazione, impieghi con un forte contenuto abilitante e riabilitante, capace di garantire una maggiore vita di relazione e accessibilità ai servizi di sostegno.

    I posti disponibili sono 6 e il termine per la presentazione della domanda è il 21 ottobre.

     

  • Servizio Civile Liguria: progetti dei centri Villaggio del Ragazzo

    Servizio Civile Liguria: progetti dei centri Villaggio del Ragazzo

    BambiniI centri di Villaggio del Ragazzo, tel 0185375236 offrono numerosi progetti tutti orientati ad aiutare i giovani in diffcoltà.

    Il Progetto Educ-attori, mira alla promozione della crescita personale, con la partecipazione a una realtà giovanile ricca di stimoli. Offre attività di supporto e animazione in contesto scolastico e ricreativo anche in situazione di disagio con interventi di accoglienza e sostegno.
    Realizza percorsi educativi personalizzati per ragazzi in disagio, attività di accoglienza e supporto per minori stranieri, attività di supporto per minori disabili, interventi in favore degli alunni presenti a “Guida allo studio”,  sviluppo di attività di animazione nelle iniziative ricreative, ludico-sportive e musicali. I posti disponibili sono 4 e la domanda va presentata entro il 21 ottobre.

    Il progetto Per formarsi, vuole potenziare le attività offerte agli allievi presenti nel contesto della formazione professionale, impiegando i volontari in mansioni di supporto e affiancamento agli operatori del Centro (formatori, tutor, coordinatori), nelle attività di tutoraggio e lotta all’evasione scolastica. Per esempio attività relative alla didattica ed alla personalizzazione dei percorsi attraverso momenti di sostegno agli allievi, accoglienza e azioni di promozione dell’inserimento di allievi stranieri, assistenza ai giovani e animazione, attività di sistema (di supporto amministrativo e ai tutor per cura degli aspetti procedurali, raccordo tra docenti e famiglie, segreteria tecnica). I posti disponibili sono 4 e la domanda va presentata entro il 21 ottobre.

    Con il progetto In cammino…, si intende incrementare le attività rivolte ai giovani che vogliono superare lo stato di dipendenza da sostanze stupefacenti o alcool. Le attività proposte intendono potenziare le attività di prevenzione e di supporto del disagio, offrire agli utenti attività e spazi mirati a prevenire il disagio, ottimizzare il rapporto di interazione con le risorse umane e culturali del territorio, promuovere ed incrementare la realizzazione di percorsi educativi personalizzati, realizzare attività di accoglienza e di supporto in favore di utenti stranieri, realizzare attività volte ad utenza in misura alternativa al carcere. I posti disponibili sono 4 e la domanda va presentata entro il 21 ottobre.

    Un altro progetto è La vita è … adesso! Momenti di vita ordinaria e straordinari momenti teatrali, che promuove la solidarietà tra le diverse generazioni, l’attenzione, il supporto e il sostegno alla persona anziana e, grazie all’impiego di giovani volontari, contrasta concretamente la solitudine degli anziani per mezzo di un servizio che pur rispettando la scelta della persona sola di vivere a domicilio, ne favorisce la socializzazione monitorando altresì le condizioni di salute e l’effettivo livello di autonomia sostenibile. Con l’aiuto dei Volontari si prevede il potenziamento dell’attività svolta dedicata agli anziani e lo sviluppo di attività di animazione e socializzazione con l’attivazione di specifiche proposte aggregative. I posti disponibili sono 4 e la domanda va presentata entro il 21 ottobre.

     

     

     

     

     

     

     

  • Servizio Civile Liguria: progetto associazione San Marcellino

    Servizio Civile Liguria: progetto associazione San Marcellino

    Senza tettoIl progetto dell’Associazione San Marcellino, tel 010 2470229 si chiama “Rimettersi in gioco”.

    I posti disponibili sono 4 e le domande vanno consegnate entro il 21 ottobre 2011 presso la sede di Vico Ponte Calvi 2/4.

    San Marcellino si occupa di persone senza dimora e offre servizi che mirano alla tutela della dignità, dando la possibilità agli ospiti di utilizzare le strutture che mette a disposizione.
    Il progetto impegna i giovani in un servizio di affiancamento agli operatori nelle strutture residenziali (dormitori, comunità), nel settore dell’animazione (circolo “la Svolta”), nei Laboratori Creativi di musica, pittura, teatro e poesia.
    La presenza dei giovani in servizio civile è di grande stimolo per le persone che seguiamo, sia nelle strutture residenziali, sia nell’area dell’organizzazione del tempo libero.

  • Genova, l’ex Oleificio Gaslini teatro di corruzione e illegalità

    Genova, l’ex Oleificio Gaslini teatro di corruzione e illegalità

    Oleificio Gaslini demolito a Genova

    A novembre del 2005 vengono demolite le torri dell’ex oleificio Gaslini in Valpolcevera. La società Sviluppo Fe.Al, con sede in via Evandro Ferri 11 a Rivarolo, acquista dalla Gaslini l’area dell’oleificio e la società Eco.Ge, con sede in via Evandro Ferri 11 a Rivarolo, procede con la bonifica degli oltre tremila metri quadrati di terreno.

    Un primo progetto prevede la sistemazione nell’area della stessa Eco.Ge., ma lo scenario cambia e poco dopo si legge su un giornale locale di un nuovo progetto per la Valpolcevera… “Ci saranno insediamenti commerciali e uffici, sempre di piccole o medie dimensioni, oltre a un Centro Bowling Federato, un centro fitness cura del corpo, una scuola di danza e un baby parking”.

    Sviluppo Fe.Al vorrebbe dunque vendere a terzi il terreno per la costruzione della Fiumara bis e si viene a sapere, inoltre, che questa proposta progettuale era già al vaglio dell’amministrazione cittadina dall’inizio del 2004. C’è però un piccolo problema: il progetto non è in linea con le funzioni ammesse dal PUC per l’area dell’ex oleificio Gaslini. Questo impedisce, ovviamente, l’avanzamento del progetto e di conseguenza la vendita del terreno.

    Quattro anni dopo esplode lo scandalo tangenti a Tursi, che tocca da vicino anche le vicende legate all’ex oleificio e alla concessione della variante al PUC. Nel polverone dell’inchiesta l’amministratore unico di Eco.Ge Gino Mamone e Paolo Striano ex assessore della giunta Vincenzi vengono rinviati a giudizio per corruzione.

    Queste le dichiarazioni, tratte dal sito casadellalegalita.org, dell’imprenditore milanese Michelino Capparelli interessato all’acquisto dell’area: “Per acquistare il lotto non avevo intenzione di spendere più di 10 milioni, ai quali bisognava poi aggiungere  il “surplus” da sborsare ai politici. La costruzione del centro commerciale mi sarebbe costata altri 40 milioni e avrei a mia volta rivenduto tutto, superficie e nuove costruzioni, per 65, per guadagnarne 15. Era un’operazione importante, perciò avevo bisogno di garanzie sulla fattibilità. A un certo punto Mario Margini (ai tempi assessore allo Sviluppo economico n.d.r.) mi spiegò che non sarebbe stata possibile una destinazione d’uso totalmente commerciale. E mi tirai fuori”.

    Da diversi anni, però, i riflettori dei media si sono spenti (non quelli di www.casadellalegalita.org) e oggi, a sei anni di distanza dalla demolizione delle torri, degli oltre tremila metri quadrati dell’ex oleificio non si sa più nulla. L’ultima notizia risale al novembre 2010, un intervento in Consiglio del sindaco Marta Vincenzi in cui si fa riferimento all”area del’ ex oleificio come possibile scelta per gli investimenti di un imprenditore genovese “…aree di cui noi (Comune n.d.r) abbiamo piena disponibilità dal punto di vista delle funzioni che possono essere considerate ammissibili e quindi piena disponibilità pianificatoria. Non stiamo parlando di aree di proprietà del Comune o comunque pubbliche, ma di aree sulle quali abbiamo o avevamo già verificato una disponibilità e facilità di vendita o cessione da parte degli attuali proprietari […] L’area dell’oleificio Gaslini è sembrata essere fino all’ultimo un’area di possibile scelta, con alcuni elementi di aggiustamento logistico che si rendevano possibili ed altri di maggiore difficoltà di concretizzazione su cui eravamo però disponibili ad operare nell’immediato…”

    Abbiamo provato a chiedere informazioni a Tursi sul futuro dell’ex oleificio, ma ci è stato risposto che non ci sono aggiornamenti, che l’area non è di proprietà del Comune e che per questo motivo ogni domanda in merito risulterebbe “fuori luogo, un po’ come se a lei giornalista chiedessi consigli sulle pillole per la tosse”.

  • Officina delle possibilità 2010: il progetto e i risultati

    Officina delle possibilità 2010: il progetto e i risultati

    Begato a Genova

    L’ “Officina delle possibilità” è un progetto sociale che prevede svariate attività educative. Sono stati presentati i risultati raggiunti dai 5 diversi progetti educativi sviluppati da febbraio 2010 ad aprile 2011 in 5 zone della città (Campasso, Cornigliano, Diamante, Lagaccio e Quezzi).

    Grazie ai finanziamenti dell’assessorato alla città sicura e al lavoro di numerose cooperative sociali e dei centri servizi dei municipi, le attività educative hanno potuto spaziare su più fronti a seconda delle diverse esigenze espresse dagli abitanti dei quartieri coinvolti. E se al Campasso l’ambito d’intervento è stato la prevenzione e la promozione dell’integrazione fra i gruppi di latinos e la comunità residente, al Diamante gli educatori hanno cercato faticosamente di promuovere l’identità femminile.

    A Cornigliano si è intervenuti stimolando le potenzialità di alcuni gruppi di adolescenti etichettati come realtà negativa mentre a Quezzi e al Lagaccio il lavoro maggiore è stato in termini di prevenzione del rischio.

    Tra i risultati raggiunti alcuni sono particolarmente curiosi, come l’avvio del progetto “Bus stop”, una fermata degli autobus abituale ritrovo dei ragazzi del Lagaccio che sarà trasformata in un vero luogo di aggregazione per tutta la comunità. Al Diamante sono stati attivati 12 percorsi individuali di contrasto alla dispersione scolastica e orientamento al lavoro e un prezioso supporto per la costruzione della squadra di calcio del quartiere.

    Alcuni numeri chiariscono l’ampio coinvolgimento suscitato dalle iniziative: 22 gruppi informali di ragazzi; 15 microeventi realizzati; 640 giorni di presenza sulla strada degli educatori e oltre 400 ragazzi coinvolti in tutte le attività. Ma per l’anno 2011, sottolineano gli operatori, trovare fondi pubblici sarà impresa ardua.

    Tra gli ospiti del seminario l’autorevole intervento di Stefano Laffi, sociologo e ricercatore di Milano, ha fornito spunti decisamente interessanti. “Se il mondo fa schifo, il disagio è il sintomo più sano –spiega Laffi – L’oggetto di cura devono diventare sempre di più i contesti di vita e non i ragazzi”. Poi aggiunge: “Il nostro è un mondo di diseguali. Oggi la ricerca dei presunti talenti è considerata la via maestra. Ma seguendo solo le eccellenze si perdono per strada tutti gli altri”. Infine un suggerimento per sconfiggere la paura del diverso: “La paura si sconfigge attraverso la conoscenza e la bellezza. Conoscenza vuol dire più comunità, più appartenenza e più coesione. Bellezza è una parola semplice ma molto potente”.

    Un limpido esempio è il lavoro svolto a Milano con i piccoli rom diventati borseggiatori professionisti. “L’obiettivo era mostrare a questi bambini una bellezza che non riuscivano più a vedere – racconta Laffi – Fotografi professionisti hanno realizzato dei foto ritratti suscitando in loro un incredibile stupore perché così belli non si erano visti mai. Siamo andati in Romania nei paesi da cui sono partiti, spesso affidati a un parente o venduti dalle famiglie e abbiamo mostrato alle madri le foto dei figli. Si è così ricreato un legame attraverso lo strumento fotografico e grazie all’urgenza di bellezza che era stata cancellata dalle condizioni di vita di questi figli e delle loro madri”.
    Matteo Quadrone

  • “Genova si muove!”: il blog dei giovani promosso dal Comune

    “Genova si muove!”: il blog dei giovani promosso dal Comune

    Genova si MuoveIl blog è servito: genovasimuove.wordpress.com, il nuovo spazio “virtuale” per i giovani nell’ambito di “Genova si muove”, un progetto che si inserisce all’interno delle azioni di partecipazione giovanile promosse dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria, a partire dall’esperienza dei volontari del Servizio Civile Nazionale.

    Obiettivo del progetto è rendere visibili i giovani che partecipano attivamente alla vita sociale della città e della regione: dare loro voce e volto attraverso il racconto di esperienze concrete di impegno e partecipazione attiva. Promuovere la partecipazione significa anzitutto sostenere le opportunità esistenti di protagonismo giovanile nei diversi contesti della vita sociale del territorio.

    Il blog è il primo step che porterà – dopo la condivisione di idee e di esperienze – ad una fase di proposta agli interlocutori politici e istituzionali attraverso la creazione di un OST, Open Space Technology, a Palazzo Ducale, per incontrarsi e per fare rete fra i “giovani che si stanno muovendo” a Genova e in Liguria. Nell’OST confluiranno progetti mirati di assistenza, educazione, cooperazione e promozione culturale.

    L’Open Space Technology è una metodologia innovativa che permette di creare workshop produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo e può riunire da 5 a 2000 persone in conferenze della durata di una o più giornate.

    Il momento finale sarà un incontro pubblico per restituire alla città i progetti realizzati e individuare i modi per sostenerli e svilupparli…

  • Carcere di Pontedecimo: il nuovo cortile per l’incontro fra detenuti e parenti

    Carcere di Pontedecimo: il nuovo cortile per l’incontro fra detenuti e parenti

    Il carcere di PontedecimoNel carcere di Pontedecimo il progetto di area giochi per bambini e spazio colloqui fra genitori-detenuti e figli, grazie alla collaborazione fra amministrazione penitenziaria, Provincia di Genova e la Cooperativa sociale Il Rastrello, si è trasformato in realtà.

    “L’iniziativa – racconta Milò Bertolotto, Assessore della Provincia di Genova con delega alle carceri – è nata grazie a una coraggiosa idea del direttore della casa circondariale di Pontedecimo, la dott.ssa Maria Milano, che in precedenza aveva rivestito il medesimo ruolo presso il carcere di Chiavari dove già nel 2008 realizzò la prima area verde all’interno di un penitenziario ligure.

    “E’ importante – continua l’assessore – dare la possibilità ai detenuti di incontrare i propri parenti, in particolare i figli, al di fuori della classica sala colloqui. Alcuni di loro manifestano notevoli difficoltà nell’incontrare i congiunti in carcere e di conseguenza spesso scelgono addirittura di non incontrarli”.

    “È un progetto che mira ad allentare le tensioni e migliorare le condizioni delle vittime incolpevoli come i bambini figli di detenuti e gli anziani genitori dei reclusi”, aggiunge Maria Milano, direttore del carcere di Pontedecimo e ideatrice dell’iniziativa.

    La realizzazione dei lavori ha previsto la collaborazione di 5 detenuti, individuati dall’amministrazione carceraria, inseriti attraverso progetti formativi di borsa lavoro finanziati dalla Provincia e affiancati da operatori specializzati della Cooperativa Il Rastrello che ha seguito la loro formazione professionale nell’uso delle attrezzature e nell’esecuzione delle varie operazioni.

    “Tutto è partito da un lavoro di potatura all’interno del carcere che la cooperativa stava svolgendo – spiega Lorenzo Monteverde, responsabile tecnico della Cooperativa sociale Il Rastrello – è nata così una collaborazione che ha portato all’individuazione del progetto”. Parliamo di un’area verde di circa 200 metri quadrati, precedentemente individuata dalla direzione del carcere e resa fruibile all’attività ludica dei bambini e per i colloqui con i famigliari. Una superficie che è stato necessario livellare con la realizzazione di un’opera di contenimento del terreno mediante sistemi di ingegneria naturalistica quali palizzate e palificate in legno di castagno. E poi la sistemazione del manto erboso e la piantumazione di alcuni cespugli e arbusti di oleandro a completare l’aspetto estetico.

    “Considerando anche le attività di manutenzione, per concludere l’area sono stati necessari 6 mesi di lavoro – continua Lorenzo Monteverde – Ma sfruttando l’occasione, grazie alla formazione di 5 professionalità, si è pensato di impiegare i detenuti per ripulire tutta la vasta superficie verde della casa circondariale, circa 30 mila metri quadrati. Operazioni di raccolta, sfalcio e decespugliamento, lavori che per mancanze di risorse venivano procrastinati nel tempo e che finalmente sono stati eseguiti”.

    Ma quali risultati si ottengono a livello individuale e collettivo promuovendo esperienze di questo genere?

    “Questa esperienza ha indubbiamente generato nei 5 partecipanti un beneficio psicologico. Ma soprattutto ne hanno ricavato un benessere a livello fisico grazie all’impegno profuso nelle ore lavorative – racconta Roberto Perugi, presidente Cooperativa sociale Il Rastrello – Ma ci sono stati riscontri positivi anche nell’intero universo carcerario. La creazione di un opportunità per alcuni di loro, la prospettiva di migliorare le proprie condizioni detentive è vissuta positivamente da tutti i carcerati”.

    Uno dei 5 lavoratori che ha dimostrato di aver acquisito una buona professionalità a breve verrà inserito nella cooperativa con un normale contratto e lavorerà presso le aree verdi dell’ospedale San Martino, grazie all’applicazione dell’articolo 21 che consente al detenuto di lavorare di giorno e far rientro in carcere la sera.

    Ma purtroppo non sono tutte rose e fiori.

    “Per realizzare progetti simili ci vuole la forza di volontà di persone come la dott.ssa Milano – continua Roberto Perugi – Ci si scontra con l’eccessiva rigidità delle regole mentre forse sarebbe necessaria maggiore flessibilità. Per il futuro stiamo preparando altri due progetti in collaborazione con il carcere di Pontedecimo e grazie alla conoscenza reciproca ci auguriamo di superare tutti gli ostacoli”.

    “Il problema è garantire la vigilanza, si tratta di un servizio in più che vista la carenza di personale e le ristrettezze economiche attuali è difficile fornire – conclude Maria Milano – Infatti non sappiamo ancora quando l’area verde sarà inaugurata. Mancano i tavolini e i giochi per i bambini. Le risorse economiche sono insufficienti. Siamo alla ricerca di fondi o sponsorizzazioni per poter sistemare gli ultimi arredi e consegnare ai detenuti questo spazio”.

     

    Matteo Quadrone

  • “Realtà aumentata”: di cosa si tratta?

    “Realtà aumentata”: di cosa si tratta?

    Realtà AumentataSi tratta di una particolare tecnologia digitale, utilizzata da principio in ambito militare e medico, che è diventata familiare a chiunque possieda un semplice – per quanto costoso e ambito – iPhone. Tra le tante utilità di questo apparecchio, ne esiste una – per esempio – con la quale si può fare questo: semplicemente puntando la videocamera interna sulle strade nelle quali ci troviamo, sullo schermo vedremo apparire non solo l’immagine della realtà che stiamo osservando, ma anche dei pop-up in sovrimpressione, aggiunti dal programma, con le indicazioni delle stazioni metro più vicine e le relative distanze.

    Visualizzare la realtà più informazioni digitali: ecco la realtà aumentata.

    Le applicazioni sono molteplici. Un apparecchio in grado di utilizzare la tecnologia della augmented reality può permettere di visualizzare le informazioni dei social network sovrapposte alla realtà, ritrovare la macchina che abbiamo parcheggiato, taggare virtualmente i luoghi in cui passiamo, cercare hotel, pub e ristoranti. Tutto questo tralasciando le possibilità di cui già si avvalgono i medici che operano, per esempio, in interventi di chirurgia minimamente invasiva.

    Se ancora non avete capito di cosa si tratti, o semplicemente avete voglia di farvi stupire, andate a visitare siti come “http://ge.ecomagination.com/”  “http://www.boffswana.com/”. Vi basta una stampante e una webcam per vedere la realtà aumentata comparire magicamente… su di voi!

    Andrea Giannini