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  • Passaggi, sguardi sulla morte. La rassegna del Teatro della Tosse sulla “grande consolatrice”

    Passaggi, sguardi sulla morte. La rassegna del Teatro della Tosse sulla “grande consolatrice”

    Sulla Morte senza esagerare
    Sulla Morte senza esagerare

    Il Teatro della Tosse propone “Passaggi”, una rassegna di cinque spettacoli, molto diversi fra loro, che esplorano il tema della morte  guardato da età, angolature, sentimenti diversi. Il  ciclo nasce in collaborazione con Braccialetti Bianchi, associazione di volontariato genovese che offre accompagnamento e sostegno alle persone con  patologie che le avvicina alla fine della vita e alle loro famiglie. L’associazione, in convenzione con l’ospedale San Martino, affianca l’Hospice Maria Chighine, nel Padiglione Maragliano.

    Un tema, che spaventa, fa riflettere, divide, e suscita emozioni forti che riguardano tutti. Un argomento  che interessa a maggior  ragione  la nostra città, che è una delle  anagraficamente più anziane d’Europa. Inoltre proprio in questi giorni è iniziato in Parlamento il dibattito intorno alla proposta di legge sul testamento biologico.

    Scrive  Braccialetti Bianchi: «Non siamo più abituati ad affrontare la morte perché è relegata in ospedali, Hospice e strutture private. E ciò che non si vede fa paura.  Tutti noi condividiamo questo destino comune, questo un grande mistero, con tutte le emozioni profonde che vi sono legate: poterle manifestare e affrontare collettivamente è prezioso, tanto più data la difficoltà che esiste nella società attuale a confrontarci con il nostro senso di finitezza. Da che mondo è mondo gli esseri umani esplorano queste emozioni con canali di espressione e di comunicazione che permettano di elaborarle anche attraverso la rappresentazione simbolica. Il teatro ne è uno per eccellenza».

    Si parte il 16 e 17 marzo con la leggerezza e l’ironia di  Non c’è limite Alpeggio regia di Emanuele Conte e Alessio Aronne che dirigono Alessandro Bergallo, che affronta un tema delicato come quello del legame  spesso perverso tra morte e media.

    Il 17 e il 18 marzo La palla rossa scritto e diretto da Marco Taddei parte da una domanda semplice e complessa: come si parla ai bambini della morte? Lo spettacolo nasce dall’incontro tra il regista e la pedagogista Sonia Lurati. La palla rossa nasce in collaborazione con l’Associazione di volontariato Braccialetti Bianchi.

    Il 18 e 19 marzo tornano al Teatro della Tosse i berlinesi  Familie Flöz con Infinita, uno spettacolo che riflette sui primi e ultimi istanti di vita. Un lavoro che diverte e commuove. Reduci da una lunghissima tournée mondiale, che ha fatto registrare il tutto esaurito a ogni data tornano a Genova con questa  commedia senza parole  eppure di una potenza espressiva coinvolgente.

    Il 18 e 19 marzo Noccioli – esercizi di presenza uno spettacolo di Luigi Marangoni che riflette sull’essenza e il significato della vita e su quello che lasciamo. Uno spettacolo itinerante a cui possono partecipare gruppi ristretti di spettatori. Anche questo titolo è in collaborazione con l’Associazione di volontariato Braccialetti Bianchi.

    Chiude la rassegna Sulla morte senza esagerare del Teatro dei Gordi omaggio alla poetessa polacca Wislawa Szymborska. Uno spettacolo che ha come protagonista la morte in carne ed ossa, che su una panchina raccoglie le confidenze dei morti. In scena dal 24 al 26 marzo.

    Gli spettacoli

    alpeggio-home16-17 marzo
    Non c’è limite Alpeggio

    di Alessandro Bergallo e Andrea Begnini
    regia Emanuele Conte e Alessio Aronne
    con Alessandro Bergallo
    voce registrata Pietro Fabbri
    produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

    Alpeggio è un piccolo paese nell’entroterra montuoso di una grande città. La crisi economica ha portato alla chiusura dei caseifici in cui si produceva la tradizionale toma e il paese si trova al centro di un flusso turistico molto particolare.  I social network hanno eletto il suo Belvedere come il posto migliore del mondo in cui togliersi la vita. Gli aspiranti suicidi, sempre più numerosi, muovono amici e parenti, curiosi, giornalisti, turisti e cultori di cronaca nera. In breve si sviluppa un piccolo business che rigenera l’economia del paese che si vede costretto a scegliere da che parte stare…

     

    17-18 marzo
    La palla rossa

    La Porta Rossa 8scritto e diretto da Marco Taddei
    con Elisa Conte, Marco Taddei, Delia Abisetti, Margherita Saltamacchia, Marino Zerbin
    musiche di Giorgio Mirto
    scene di Leonardo Modena
    costumi Simona Paci
    disegno luci Matteo Crespi
    produzione CambusaTeatro 

    Lo spettacolo accosta alla gravità del contenuto un linguaggio e uno stile dal sapore di commedia surreale . Angelino si presenta a notte fonda in casa della figlia Marianna e di Marco, il marito, dicendo che sta per morire, che la Morte l’ha chiamato al telefono e che voleva passare a salutare la figlia. I due pensano che sia pazzo ma all’ora stabilita la Signora Morte si presenta alla porta. Marianna vuole far salutare ad Angelino sua figlia Alice, di sette anni, prima che il padre parta per sempre, ma Angelino non è per niente d’accordo a parlare della morte ai bambini. Dopo lo spettacolo incontro con gli attori e con la pedagogista Sonia Lurati.

     

    18-19 marzo
    Noccioli – esercizi di presenza
    Per 36 spetattori

    ideazione e regia Luigi Marangoni
    elaborazione drammaturgica Valeria Banchero
    con Ileana Bellantoni, Maria Paola Casà, Amedeo De Pirro, Elvina Donati, Giovanna Gabbrielli, Paola Gabbrielli, Enrico Marcolongo, Claudia Marinelli, Laura Parodi
    musiche dal vivo Ermanno Catocci, Scene Viviana dal Lago, Trucco Laura Pezzoli di Acqualuce,
    riprese video e fotografie Giovanni Baglini & Barbara Sinice, Grafica Giorgia Matarese
    produzione dinamici teatri e La Porta Nascosta 

    Che eredità abbiamo ricevuto? Quale traccia stiamo lasciando di noi? Nove persone, in una sorta di rito civile, condividono in modo leggero e profondo con lo spettatore un loro modo di essere più presenti nella continua danza della vita. Il pubblico attraversa il tempo muovendosi, in gruppi ristretti, negli spazi del teatro.

     

    18-19 marzo
    Infinita

    infinita_14_©Simona_Fossi_presseun‘opera di e con Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler, Michael Vogel
    regia Michael Vogel, Hajo Schüler
    maschere Hajo Schüler
    scenografie Michael Ottopal
    costumi Eliseu R. Weide
    musiche Dirk Schröder
    disegno Luci Reinhard Hubert
    animazioni e video Silke Meyer
    video Andreas Dihm
    direttore di produzione Pierre Yves Bazin
    Una produzione di Familie Flöz, Admiralspalast, Theaterhaus Stuttgart

    Infinita è una riflessione sui momenti in cui avvengono i grandi miracoli della vita, il timido ingresso nel mondo di qualcuno che nasce, i primi coraggiosi passi e l‘inevitabile caduta finale.  A raccontarli sono quattro maschere fantastiche in un abile gioco d’ombre, accompagnate dall’incanto della musica. Una magistrale commedia senza parole eppure potentemente espressiva, struggente e al tempo stesso piena di gioia. Infinita è un mosaico apparentemente semplice ma costruito su tempi perfetti, capace di far ridere a crepapelle e commuovere fino alle lacrime.

     

    Dal 24 al 26 marzo
    Sulla morte senza esagerare

    deazione e regia Riccardo Pippa
    di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
    scene, maschere e costumi Ilaria Ariemme
    disegno luci Giuliano Bottacin
    cura del suono Luca De Marinis
    organizzazione Camilla Galloni, Monica Giacchetto
    co-produzione Teatro dei Gordi e TIEFFE Teatro Milano
    con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto Next – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo

    Armunia – Campo Teatrale di Milano – Centro Artistico Il Grattacielo – Centro Teatrale MaMiMò- Mo-wan teatro – Sementerie Artistiche – Concentrica 2016
    Selezione Visionari Kilowatt Festival  e  Artificio Como 2016
    Vincitore all’unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015.
    Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine: spettacolo vincitore del Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico.

    L’unica certezza è la morte, si dice. Ma senza esagerare. Su una panchina, armata solo di una piccola pianta grassa, lei, la morte, aspetta i suoi ospiti, che uno alla volta si presentano. La Morte, una con un contratto a tempo indeterminato, molto lavoro da fare e un capo esigente. In fondo quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! E poi che ne sa la Morte, lei che è immortale, di cosa significhi abbandonare un corpo?

    Dieci maschere contemporanee di cartapesta, figure familiari raccontano, senza parole, i loro ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii; raccontano storie semplici con ironia, per parlare della morte in chiave ironica e divertente attraverso un linguaggio del corpo non convenzionale.

    Elisa Prato

    Per informazioni e biglietti: www.teatrodellatosse.it

  • Più interazione e meno parole: ecco il “nuovo” Festival della Scienza di Genova

    Più interazione e meno parole: ecco il “nuovo” Festival della Scienza di Genova

    Festival della Scienza 2012È un Festival della Scienza tutto fatto in casa, ma non per questo ridimensionato, quello che dal 27 ottobre al 6 novembre andrà in scena per la 14ª edizione coinvolgendo più di 60 location e articolandosi in 280 appuntamenti tra incontri ed eventi. Fatto in casa, si diceva, perché per la prima volta la totalità dell’organizzazione è stata gestita dall’Associazione Amici Festival della Scienza, anche in seguito alla rivoluzione che ha portato, nello scorso febbraio, all’insediamento del nuovo management presieduto dal professore ordinario di Fisica dell’Università di Genova, Franco Pallavicini, e dal direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Iit, Alberto Diaspro, nominato presidente del comitato scientifico.

    Il primo Festival a non portare la firma della sua fondatrice, Manuela Arata, sarà comunque, per bocca dello stesso Pallavicini, «in strettissima continuità con chi ci ha preceduto, al quale si deve il 99% del lavoro». Nel tracciare l’imprinting della prossima edizione, tuttavia, il neopresidente ha subito messo in chiaro gli elementi di novità: «Abbiamo scelto di dare più spazio alle mostre e ai laboratori, perché la vera anima del Festival sono gli eventi in cui i visitatori possono interagire. Rispetto allo scorso anno ci sarà qualche conferenza in meno, anche per evitare che troppi eventi in concomitanza complichino la vita a chi voglia seguirli. Un po’ meno parole e più coinvolgimento, insomma, per quanto i dibattiti continueranno ad essere numerosi, di grande interesse e ad annoverare ospiti d’eccezione».

    Su tutti, il grande divulgatore scientifico Piero Angela, atteso a concludere la giornata inaugurale – il 27 ottobre alla Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale – con la sua conferenza “Viaggio dentro la mente”. Oltre al decano dei giornalisti scientifici italiani, negli undici giorni del Festival saranno a Genova, tra gli altri, anche il premio Nobel per la Chimica Martin Chalfie, il coordinatore del progetto Virgo per la scoperta delle onde gravitazionali, Fulvio Ricci, e Silvio Micali vincitore, nel 2012, del Premio Turing assegnato annualmente alle eccellenze informatiche. Di simboli e di “segni” – parola chiave del Festival – parleranno Eugenia Cheng e Eduardo Sáenz de Cabezón Irigaray, di tecnologia e futuro Marcus du Sautoy e David Orban. Nel campo della genetica, Pier Giuseppe Pelicci illustrerà le promesse della cosiddetta tecnologia CRISPR e, in generale, i segni genetici saranno l’argomento trattato da Joseph Mazur e Sam Kean. Lo scienziato dell’alimentazione Valter Longo svelerà l’efficacia terapeutica della dieta “Mima digiuno”, mentre Carlos Belmonte ci parlerà di longevità e, infine, il rapporto tra scienza, arte e filosofia sarà affrontato da Bruno d’Amore e Maurizio Ferraris.

    Tra le mostre, si segnalano “Fattore S” a cura dell’Iit a Palazzo San Giorgio, “Shared Sky” dell’Istituto nazionale di astrofisica al Palazzo della Borza, “Artico”, a cura del Cnr, alla Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, e “Il terremoto in… segni”, allestita dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nella ex chiesa di Sant’Agostino. Numerosi anche i laboratori, per ogni fascia di età.

    Ricco anche il calendario degli spettacoli, tra cui il “Racconto Cosmico” con Neri Marcorè e il presidente del’Istituto nazionale di fisica nucleare, Fernando Ferroni, il 28 ottobre alle ore 21 alla Sala Maestrale dei Magazzini del Cotone; e “I ragazzi di Fermi” che porterà sul palco Eugenio Coccia, rettore della neonata scuola universitaria Gran Sasso Science Institute, insieme agli alunni della scuola primaria P. Santullo di Genova, il 1 novembre alle 16,30 al Teatro della Tosse.

    Il programma del Festival è nato dalle oltre 400 proposte arrivate da tutta Italia in risposta al bando di idee lanciato a gennaio di quest’anno, la cui selezione finale è stata effettuata dai 45 membri del consiglio scientifico composto da ricercatori, giornalisti e professionisti della comunicazione. Gli animatori saranno 535 ragazzi tra studenti universitari e giovani ricercatori selezionati tra le più di mille candidature provenienti, anche in questo caso, da tutto il paese.

    Per l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Carla Sibilla, «la nostra città si afferma sempre di più come una città di cultura scientifica, ed il Festival rappresenta il momento clou per dare voce al lavoro fatto in maniera permanente da altri soggetti quali l’Acquario, il Museo dell’Antartide e quello di Scienze Naturali, la Città dei Bambini. Il programma è fortemente legittimato dalla presenza dei più importanti enti scientifici nazionali e supportato dalle istituzioni», per quanto queste ultime – a partire dal Comune stesso e dalla Regione – abbiano partecipato soprattutto nelle vesti di advisor per gli sponsor privati, cresciuti del 38% rispetto allo scorso anno.

    Anche l’omologa regionale Ilaria Cavo, infatti, rimarca come per l’ente di piazza De Ferrari si sia trattato di «un impegno che siamo riusciti a mantenere» la «conferma delle risorse stanziate lo scorso anno, attingendo in parte al proprio bilancio e in parte alle Fondo sociale europeo». Per la Regione, il Festival della Scienza è infatti da considerarsi un tutt’uno con il Salone Orientamenti: «È bellissimo che anche al Festival, quest’anno, venga data ai ragazzi l’occasione dell’alternanza scuola-lavoro, unita ai laboratori orientativi. Dobbiamo stilare una Carta dell’Orientamento per i ragazzi, e valorizzare le professioni tecnico-scientifiche».

    Complessivamente, i fondi stanziati per il Festival della Scienza 2016 ammontano a 1.260.000 euro e la parte del leone, ancora una volta, è rappresentata dall’investimento della Compagnia di San Paolo, che in cinque anni di partnership – a partire dall’edizione 2012 – ha messo da sola 5,1 milioni di euro sulla rassegna. Davvero non la sola, nel panorama culturale prima ancora che scientifico genovese, la cui sopravvivenza dipenda in maniera determinante proprio dagli investimenti della fondazione torinese.

    Festival della Scienza 2016 – Il calendario completo

    Marco Gaviglio

  • Parco della Lanterna: estate 2013 con polemica e senza spettacoli

    Parco della Lanterna: estate 2013 con polemica e senza spettacoli

    LanternaAlzi la mano chi, quest’estate, ha sentito la mancanza dell’ormai consueta programmazione teatrale all’ombra della Lanterna? Certo, lo scorso fine settimana è stato allestito lo spettacolo “100% portuali” a cura della compagnia “La pozzanghera”, ma si trattava più che altro di un’anticipazione della prossima stagione estiva, quella del 2014, quando nel parco che sorge attorno al faro genovese verrà ospitato il “Festival del Porto”. Che fine ha fatto, invece, quest’anno quel ricco cartellone di spettacoli che era ormai solito Lanterna, di Daniele Orlandivedere impegnati anche gli storici protagonisti della rassegna “Luci sui forti”? Insomma, perché la stagione estiva 2013 è sostanzialmente saltata? Le ragioni, che Era Superba è in grado di spiegarvi in maniera piuttosto dettagliata, vanno ricercate soprattutto in un sottile intreccio burocratico e nell’ormai consueta mancanza di fondi da investire sulla cultura.

    «Mi ci sono ammalata dietro a questa storia. Non dormivo più. Non facevo altro che fumare. Mi sono sentita tradita, beffata». Inizia così il suo racconto, Giovanna Vitagliano, storica organizzatrice della kermesse “Luci sui forti”, che ci ha voluto spiegare che cosa, a suo dire, sia successo. «Dopo 24 anni che facevo “Luci sui forti”, gli ultimi due proprio nel parco della Lanterna, dove la Provincia mi aveva pregato di allestire una lunga stagione per questa estate, mi sono ritrovata a dover lasciare a casa una trentina di compagnie teatrali a pochi giorni dalla messa in scena. Hanno fatto tutto ad arte perché non volevano investire un euro». Sorseggiando il suo caffè, la signora Giovanna ci spiega che la scorsa primavera, mentre stava già lavorando al cartellone da un paio di mesi, Provincia di Genova e Muvita (società al 100% di proprietà dell’istituzione a cui, tra l’altro, è affidata la gestione della Lanterna), la informano che l’unico modo per poter accedere agli spazi sarebbe stata la partecipazione a regolare gara pubblica. «Nonostante le mie preoccupazioni di veder saltare un lavoro già in corso di realizzazione, decidiamo di partecipare al bando, non prima di aver ricevuto diverse rassicurazioni sul buon esito».

    «Abbiamo fatto un bando perché la Lanterna è un’area pubblica – risponde il direttore della Fondazione Muvita, Marco Castagnala cui assegnazione deve sottostare a delle regole e delle procedure ben precise. A maggior ragione, visto che l’area veniva concessa sostanzialmente a titolo gratuito e che la signora Vitagliano avrebbe fatto spettacoli a pagamento, ci sembrava corretto muoverci attraverso un bando pubblico. Non sarebbe stato giusto se alla signora Vitagliano, a cui avrei dato lo spazio per 15 serate a pagamento, avessi regalato il personale che per la Provincia ha un costo. Sarebbe stato l’equivalente di una sponsorizzazione che io, però, non posso fare».

    Tuttavia, la domanda della signora Vitagliano, a suo dire unica partecipante al bando, viene respinta due volte per mancanza di requisiti formali. «Nessuno voleva impedire nulla a chicchessia», spiega Castagna. «Lei ha pensato che si trattasse di una questione di antipatie nei suoi confronti ma non è così. È tutto trasparente. Si tratta di questioni formali e oggettive che per una società pubblica sono sostanziali».

    Intoppi e ritardi, a cui si sarebbe potuti tranquillamente soprassedere dal momento che non essendoci stato alcun vincitore del bando, si decise di proseguire a trattativa privata. Una trattativa che si arena ben presto, non appena entra in ballo l’aspetto economico.

    luci-sui-forti

    «Sapevamo fin dall’inizio che non ci sarebbe stata alcuna disponibilità economica da parte degli organizzatori – riprende Giovanna Vitagliano – se non per la copertura delle utenze e per i costi i costi di allestimento dei palchi. Ma ci siamo trovati spiazzati di fronte alla richiesta di pagamento del servizio di sorveglianza, nonostante potessimo disporre in autonomia di un servizio gratuito, e di una fidejussione da 50 mila euro a garanzia degli spazi occupati. Tra l’altro, verbalmente ci era stato fatto intendere che ci sarebbero potuti essere anche dei problemi sulla copertura dei costi per palchi, sedie e trasporti del materiale».

    «Chiedevamo semplicemente la copertura dei costi del servizio di presidio – ribatte Castagna – peraltro effettuato da una cooperativa sociale. Stiamo parlando di 160 euro a serata, solo per le ore di spettacolo dalle 19 a mezzanotte; per allestimenti e altro non avremmo chiesto nulla. È una questione di sicurezza: nel contratto che la fondazione Muvita ha con la Provincia, c’è l’obbligo di presidio e controllo da parte della Fondazione per qualunque evento che venga fatto in quell’area. La signora Vitagliano sta facendo una polemica che a mio modo di vedere non ha ragione d’essere. Gli anni precedenti avevamo (poche) risorse della Provincia – 5 mila euro con cui è stata coperta circa una quindicina di spettacoli – che ci consentivano di sostenere anche i costi di guardianaggio. Quest’anno, invece, la Provincia ci ha dato lo spazio senza budget ma con l’obbligo di copertura del personale».

    E per quanto riguarda la richiesta di fidejussione? «Per la concessione della Lanterna, come previsto dal regolamento, la Provincia chiede da tre anni la sottoscrizione di un contratto disciplinare in cui è prevista una fidejussione o un’assicurazione a tutela del bene monumentale. Questione su cui nessuno ha mai storto il naso. Ad esempio, il 7 settembre i “Fedelissimi” della Sampdoria hanno fatto la loro festa e si sono pagati la loro assicurazione».

    Comunque intenzionata a non mollare la presa, Vitagliano decide di chiedere una partecipazione economica alle stesse compagnie coinvolte negli spettacoli. «Tra assicurazione e spese varie eravamo arrivati a superare i 10 mila euro di costi. Naturalmente metà delle compagnie si sono tirate indietro ma abbiamo chiesto a Muvita di procedere con il contratto. Peccato che questo ci sia arrivato solo tre giorni prima del debutto, previsto per il 3 luglio. Impossibile pensare di organizzare tutto, promozione e conferenza stampa compresa in così poco tempo. Era stato tutto realizzato ad arte perché Provincia e Muvita, che continuavano a passarsi la palla, non volevano spendere neanche i soldi per l’allestimento del palco. A quel punto siamo stati costretti a tirarci indietro. Certo, avrei potuto fare ricorso ma non mi sono sentita di mettermi contro le istituzioni. E mi arrabbio con me stessa perché sono scesa a compromessi. Ma a costo di andare sul pennone di non so cosa o di farlo per strada, può stare pur certo che “Luci sui forti” non morirà. Lo scriva, mi raccomando».

    «Sono il primo a rammaricarmi che alla Lanterna quest’anno non ci siano stati spettacoli – dice molto sinceramente il direttore di Muvita – però gli spettacoli costano. Nessuno vuole impedire che Lanterna diventi un luogo aperto alla città. Figuriamoci. È da più di dieci anni che ci siamo e cerchiamo di gestirlo in quell’ottica. E lo vorremmo molto più attivo che adesso. Ma la situazione economica della Provincia, e degli enti pubblici in generale, è sotto gli occhi di tutti. Io devo muovermi tra esigenze di budget ed esigenze di trasparenza. Non vorrei che sembrasse che siamo quelli che non vogliono fare le cose per non lavorare. La Provincia mi ha dato un bene in gestione che è Lanterna: è ovvio che per coprire i costi devo lanciare delle iniziative. La dimostrazione che abbiamo voglia di fare è data dal fatto che sono andato a cercami dei fondi europei per organizzare il Festival del porto per il prossimo anno».

    Una telenovela senza fine, che ha ancora un’ultima puntata. «Per provare a spostare la rassegna quantomeno a settembre – racconta la signora Vitagliano, avviandosi verso la conclusione – chiediamo un ultimo incontro a Provincia e Fondazione, al quale partecipano anche le nostre due compagnie storiche. Per salvare capra e cavoli, Castagna ci illustra il progetto del “Festival del Porto” per il 2014 e propone già per quest’anno un’anteprima, senza spese, alla compagnia “La pozzanghera”, che aveva in programma proprio uno spettacolo a tema portuale. Avrei preferito che non avessero accettato, ma almeno siamo riusciti a dare un minimo di continuità a “Luci su forti”. Non senza litigi anche per la presenza del nostro logo sui manifesti dello spettacolo che è andato in scena lo scorso weekend».

    Il bilancio, dunque, è quello di una partita senza vincitori. E di una situazione sempre più tragica per le finanze pubbliche da investire sulla cultura. La partita, però, potrà essere nuovamente giocata la prossima estate, quando all’ombra della Lanterna troverà spazio il Festival del Porto, finanziato con circa 9 mila euro da un bando europeo. Tolti i costi interni, rimarranno 5 mila euro che Muvita metterà a disposizione per una decina di compagnie teatrali. Le selezioni avverranno nel corso dell’anno attraverso uno specifico bando. Insomma, il 2013 ormai è andato, adesso tocca rimboccarsi le maniche per la prossima estate.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Cinema all’aperto in Santa Brigida: torna la rassegna ‘Cinetruogoli’

    Cinema all’aperto in Santa Brigida: torna la rassegna ‘Cinetruogoli’

    truogoli-santa-brigida-centro-vicoli-d1Torna per il secondo anno Cinetruogoli, la rassegna di film proiettati in piazza Truogoli di Santa Brigida, che per cinque serate si tramuta in un cinema all’aperto.

    Giovedì 12 settembre il debutto con L’età del ferro del regista savonese Diego Scarponi, “Storie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale. Un viaggio attraverso le differenti ere industriali che ha vissuto Savona” (ingresso gratuito, inizio proiezione ore 20.30).

    Seguono altre quattro serate, con altrettanti classici del cinema muto e pellicole lontane dai circuiti commerciali. Si tratta di La folla di King Vidor (giovedì 19 settembre), The General – Come vinsi la guerra di Buster Keaton (sabato 21 settembre), Hoboemia (giovedì 26 settembre) e del documentario ligure Patabang di Andrea Frigerio (mercoledì 2 ottobre).

    Le proiezioni inizieranno alle 20.30, con aperitivo alle 19.

    L’evento è organizzato da Vivere Santa Brigida in collaborazione con il Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton del Campus universitario di Savona.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Cinea Il Filo di Gaia: al Sivori la rassegna di cinema ambientale

    Cinea Il Filo di Gaia: al Sivori la rassegna di cinema ambientale

    cinema-provini-castingAl Cinema Sivori di salita Santa Caterina, 12 torna anche quest’anno la rassegna cinematografica dedicata al cinema ambientale Cinea Il Filo di Gaia. Ormai giunta alla sua sesta edizione, anche quest’anno l’evento –rigorosamente a ingresso gratuito– prevede un fitto calendario di proiezioni interamente dedicate all’ambiente e al rispetto del territorio, allo scopo di sensibilizzare il pubblico attraverso il mezzo di intrattenimento cinematografico su questa tematica delicata e spesso sottovalutata. A curare il progetto sarà ancora una volta l’Associazione Centro Culturale Carignano, attiva da ormai oltre dieci anni presso il Sivori con il compito di curarne l’organizzazione di eventi e proporre iniziative culturali. L’Associazione ha lavorato in collaborazione con altre realtà attive nel panorama genovese, dal Laboratorio Territoriale per l’Educazione Ambientale LabTer GreenPoint del Comune di Genova, all’assessorato all’Ambiente della Regione Liguria. Inoltre, hanno partecipato anche ARPAL, il Festival Cinemambiente di Torino, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Circuito Cinema Genova, con il sostegno di Comune, Regione, Amiu, Iren, Coop Liguria, Also srl.

    Inaugurata ieri, nel corso di questi giorni al Sivori e in altri cinema aderenti di Savona, Imperia, La Spezia (rispettivamente NuovoFilmStudio, Il Centrale, Il Nuovo) saranno presentati in anteprima una serie di film e documentari selezionati direttamente dalla 16° edizione del Festival Cinemambiente, la maggiore manifestazione italiana di cinema ambientale, che si è tenuta dallo scorso 31 maggio al 5 giugno a Torino. Genova-Torino, o meglio Liguria-Piemonte: un filo diretto, una collaborazione consolidata e che prosegue ormai da alcuni anni, permettendo di portare anche nella nostra città il meglio dei documentari, cortometraggi e lungometraggi a tematica ambientale provenienti da tutto il mondo.

    La data del 5 giugno, scelta per inaugurare l’evento non è casuale: proprio in questa data ricorre il WED-World Environment Day, la Giornata Mondiale dell’Ambiente, che ogni anno viene promossa da UNEP (United Nations Environment Programme) e che quest’anno è dedicata –come reso esplicito dallo slogan “Think Eat Save”- allo spreco alimentare. E proprio il 5 giugno alle ore 18.30 la rassegna è stata inaugurata con il Cinea Bike Tour, a cura del circolo Fiab Amici della Bicicletta: un’ora in bicicletta attraverso le vie del centro storico, in un tour “circolare” con punto di partenza e di arrivo presso il Cinema Sivori. Scopo dell’iniziativa, sensibilizzare il pubblico verso l’importanza dell’adozione di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale. Accanto all’inaugurazione della rassegna genovese, si è svolta anche la giornata di chiusura del Festival del capoluogo piemontese Cinemambiente. Per questo si è scelto di proiettare in contemporanea a Torino e nei cinema liguri aderenti (grazie al supporto del Sistema Ligure di Educazione Ambientale) il documentario di Markus Imhoof “Un mondo in pericolo”, sui danni derivanti dallo spopolamento degli alveari, per unire ancora di più le due rassegne e rimarcare il filo rosso che unisce gli eventi tra Piemonte e Liguria. Inoltre, l’apertura di Cinea Il Filo di Gaia è stata suggellata dall’intervento in diretta del direttore del Festival Cinemambiente, Gaetano Capizzi, che ha passato simbolicamente il testimone al capoluogo ligure.

    I temi che verranno raccontati in questa edizione di Cinea sono i più svariati e toccano diverse problematiche “calde” e di attualità: la raccolta differenziata e l’importanza del riciclo dei rifiuti, i danni conseguenti al sovraffollamento urbano, il rispetto e la responsabilità dei singoli verso l’ambiente che ci circonda.

    Per tutta la durata della manifestazione sarà allestito anche un bookshop, allestito dal negozio La Formica e realizzato rigorosamente in forma ecosostenibile, presso il quale sarà possibile reperire materiale sulle tematiche ambientali più svariate. E poi ancor, presso il Centro Polivalente Sivori (sempre nei locali di Salita Santa Caterina, 12) una mostra fotografica dal titolo “Orti Urbani”, con una mappatura degli orti urbani genovesi, a cura dell’associazione Percorsi Magici, diretta da Alberto Terrile.

     

    Ecco di seguito il programma:

    5 giugno: ore 20.30 film di apertura per la Giornata Mondiale dell’Ambiente, Un mondo in pericolo (Germania, Austria, Svizzera 2012, 94′) di Markus Imhoof. La sindrome dello spopolamento degli alveari, riscontrata per la prima volta in Nord America alla fine del 2006 e che si è poi diffusa anche nei principali paesi europei, è un fenomeno ancora poco conosciuto ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti per l’intero ecosistema del pianeta.

    6 giugno: ore 18.30  documentario Critical Mass (Regno Unito 2012, 101′) di Mike Freedman. Nel 1962 lo scienziato John Calhoun decise di tentare un esperimento sociologico legato all’aumento forzato della popolazione in una comunità di topi per valutare le conseguenze del sovraffollamento in un gruppo sociale. Parte da qui anche il viaggio di Mike Freedman per raccontare, attraverso le voci di personaggi come Desmond Morris e Jeffrey McKee, i danni di un mondo sempre più densamente popolato.

    Ore 20.30: Meno 100 chili – Ricette per la dieta della nostra pattumiera (Italia 2013, 82’) alla presenza del regista Emanuele Caruso. Un doppio viaggio tra realtà e finzione lungo tutto il paese alla scoperta delle buone pratiche già messe in atto in diverse realtà italiane – come l’utilizzo dei pannolini lavabili, il processo di riciclaggio di plastica e carta, la distribuzione di acqua, latte, vino e detersivi alla spina – a testimonianza di come sia possibile ottenere importanti risultati impostando una politica tesa alla riduzione dei rifiuti.

    7 giugno: ore 18.30 documentario Come l’abete, sapiente delle cose dell’alto (Italia 2013, 80′) di Monika Crha e Angelo Santovito. L’esperienza dei benedettini camaldolesi per secoli custodi del paesaggio e degli equilibri ecologici del loro territorio. Un esempio di responsabilità ambientale controcorrente, rispetto alla storia umana più recente.

    Ore 20.30 Dusty Night (Francia, Afghanistan 2011, 19′) di Ali Hazara. Ambientato in una piccola città afghana dove gli operatori ecologici puliscono faticosamente strade e quartieri. Figure emblematiche di un paese che ancora cerca di liberarsi dalle polverose macerie di un passato le cui tracce profonde sono ancora ben presenti. A seguire Lost Rivers (Canada 2012, 72′) di Caroline Bacle. Alla scoperta di veri e propri fiumi nascosti dalla nostra urbanizzazione come il Petite rivière di St-Pierre a Montreal, il Saw Mill River di New York, il River Tyburn di Londra.

    8 giugno: ore 18.30 cortometraggio d’animazione Feral (USA 2012, 12′) di Daniel Sousa. A seguire  Gonawindua (Colombia 2012, 14′) di Jorge Mario Suarez. Gonawindua è la vetta più importante del Sierra Nevada de Santa Marta, un immenso massiccio montuoso della Colombia settentrionale che per i kogi rappresenta l’origine di tutte le cose. L’irresponsabilità dei non nativi nei confronti dell’area sacra rischia però ora di provocare la rabbia del creatore con conseguenze del tutto imprevedibili per tutta l’umanità. Infine Gokula – A Place on Earth for Cows (Regno Unito 2011, 11′) di Donna Lipowitz, e Little Land (Grecia 2013, 52′) di Nikos Dayandas, che racconta l’esperienza di Thodoris che, fin dall’inizio della crisi economica che si è abbattuta sulla Grecia a partire dal 2009, ha scelto di trasferirsi sull’isola di  Ikaria nell’Egeo settentrionale, scoprendo una comunità che sopravvive grazie a una particolare cultura incentrata sull’autonomia e la cooperazione. Un luogo celebre inoltre per la sua qualità della vita, tanto da essere una delle cinque Blue Zone al mondo, regioni caratterizzate dalla particolare longevità dei suoi abitanti.

    Ore 20.30 documentario Revenge of the Electric Car (USA 2011, 90′) di Chris Paine.Il futuro dell’industria automobilistica tramite gli interventi di alcuni dei suoi protagonisti: da Bob Lutz della General Motors, a Elon Musk, il giovane milionario fondatore della Tesla Motors, fino a Carlos Ghosn, dirigente della Nissan che nel 2009 ha annunciato la produzione della Leaf, un veicolo elettrico a basso costo accessibile a tutti, coinvolgendo inoltre star di Hollywood come Tim Robbins e Danny DeVito.

    9 giugno: ore 18.30 Snake Dance (Belgio 2012, 75′) di Manu Riche e Patrick Marnham. Una vera e propria riflessione sulla nascita dell’era nucleare che dalla giungla del Congo, alla ricerca delle miniere di Uranio, arriva fino al Los Alamos National Laboratory in New Mexico, il sito principale del Progetto Manhattan, che durante la Seconda Guerra mondiale portò alla realizzazione della prima bomba atomica. A seguire Il giorno che verrà (Italia, Francia 2013, 65′) di Simone Salvemini. Quattro personaggi differenti, accomunati dall’appartenenza al movimento No al carbone, per raccontare la vita e la realtà di una delle zone industriali più inquinate d’Europa.
    Ore 20.30 documentario Parole sostenibili (Italia 2012, 20′) di Marco Dazzi. Pochi termini sono entrati così prepotentemente nell’immaginario collettivo e nel dibattito contemporaneo come quello di sostenibilità. Ma quanto e cosa sappiamo di un concetto così abusato, che, nato in ambito scientifico, è stato presto introdotto in quello sociale, ambientale o economico? Grazie alle voci di esperti, ma anche di attivisti e intellettuali, nasce così un vero e proprio viaggio interamente ripreso in Super8 che da Milano arriva al Giappone, passando per l’Africa.

     

    Elettra Antognetti

  • Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    cinema-provini-castingUn’associazione culturale nata nel 2007 per sostenere il cinema indipendente, la fotografia e l’arte contemporanea. In questi giorni Profondità di campo è impegnata alla Sala Sivori per il festival Nuovo cinema Europa, che ogni giorno offre proiezioni gratuite delle migliori pellicole europee indipendenti: «I primi due giorni sono andati molto bene: tantissime presenze anche nelle proiezioni delle 16, che di solito è la fascia oraria più penalizzata – ci racconta la presidente Angela FerrariAbbiamo ormai una parte di “fedelissimi” che partecipa a ogni proiezione, ma da un questionario che stiamo distribuendo abbiamo riscontrato anche persone venute per la prima volta. Si tratta di un pubblico variegato, che va dallo studente universitario al pensionato».

    Un festival che vanta la collaborazione di nove istituti europei di cultura, con sede a Genova o in altre città italiane: Academia Belgica, Alliance Française Galliera de Gênes, Ambasciata della Repubblica Slovacca e Istituto Slovacco a Roma, Centro Ceco, Centro Culturale Italo-Austriaco, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Genua. Un appuntamento che pone l’attenzione sulle nuove tendenze del cinema europeo, «in cui sono sempre più visibili due aspetti: da un lato un numero sempre maggiore di co-produzioni fra diversi Paesi, e dall’altro un’evoluzione linguistica che porta film prodotti in un Paese ma con dialoghi in diverse lingue. Lunedì, per esempio, abbiamo trasmesso il film tedesco “Die brucke am ibar”, i cui dialoghi sono interamente in albanese e serbo. Per ogni edizione scegliamo film prodotti negli ultimi due anni, spesso in concorso o premiati in Festival cinematografici, e che non sono ancora stati distribuiti in Italia».

    Fino a venerdì è dunque possibile assistere alle proiezioni del Festival, ma sono altri i progetti in cantiere per l’associazione. Un esempio è la seconda edizione del bando di fotografia Prima Luce, i cui vincitori parteciperanno a una mostra collettiva che si terrà in Sala Dogana dal 28 giugno al 4 luglio (leggi l’intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012). L’associazione ha infine tra i suoi obiettivi la promozione dell’arte contemporanea e potrebbe organizzare un evento durante la Giornata del contemporaneo 2013 (che dovrebbe svolgersi a ottobre).

    Marta Traverso

  • Festival e rassegne culturali per il 2012: i finanziamenti del Comune

    Festival e rassegne culturali per il 2012: i finanziamenti del Comune

    Arte di Strada teatro attoriNonostante l’allarme tagli più volte lanciato dalle istituzioni, sono arrivati i primi risultati relativi ai contributi del Comune di Genova alla cultura. I bandi, pubblicati in primavera, erano cinque: tre dedicati al teatro (prosa, dialettale e ragazzi), uno ai progetti culturali in genere e il quinto a favore di festival e rassegne.

    Quest’ultimo è al momento l’unico di cui si conoscono i risultati. Per la pubblicazione degli esiti del bando relativo ai progetti culturali bisogna aspettare il 25 giugno 2012. Due giorni dopo, il 27 giugno, verranno pubblicati gli esiti dei contributi al teatro di prosa, al teatro dialettale genovese e al teatro dei ragazzi.

    Vi proponiamo l’elenco dettagliato dei vincitori del bando e per ognuno l’importo esatto del contributo pubblico assegnato. Ricordiamo che il Comune considera “finanziabili” solo festival e rassegne di cultura e spettacolo che siano almeno alla terza edizione e articolati su almeno tre giorni anche non consecutivi; devono essere realizzati nel territorio del Comune di Genova nel periodo compreso fra il 1° maggio 2012 e il  30 aprile 2013; inoltre almeno un’edizione deve aver avuto luogo negli anni 2010 e 2011.

    Ecco i soggetti che hanno ricevuto il finanziamento:

    – Circolo dei Viaggiatori nel Tempo 18° “Festival Internazionale di Poesia” : 39.600,00 euro
    – Associazione Culturale Chance Eventi “Suq Genova”: 34.335,00
    – Associazione EchoArt “Festival del Mediterraneo“: 32.700,00
    – Associazione Culturale Sarabanda “Circumnavigando Festival“: 22.737,50
    – Fondazione Luzzati Teatro della Tosse “La Tosse ai Parchi di Nervi”: 22.500,00
    – Associazione Culturale Duanbailò “Genova Film Festival”: 22.000,00
    – Associazione Teatro Garage per “Ridere d’agosto ma anche prima”: 18.750,00
    – Associazione Culturale Teatri Possibili Liguria “Dialoghi sulla rappresentazione”: 18.750,00
    – Lunaria Teatro Associazione Culturale “Festival di una notte d’estate”: 18.725,00
    Teatro Cargo Associazione Culturale onlus Fuori luogo, “Cargo estate”: 16.575,00
    – Associazione Culturale Gezmataz Gezmataz “Festival & Workshop di Jazz”: 14.025,00
    – M.E.D.I. Schegge di Mediterraneo “Festival dell’eccellenza al femminile“: 12.750,00
    – Associazione ARTU – “Festival Internazionale di Danza/Paesaggi Urbani”: 11.475,00
    Filarmonica Sestrese “International Music Festival – Meeting Giovani Musicisti”: 11.250,00
    – Collegium Pro Musica “Festival Internazionale di musica da camera“: 9.900,00
    Assoartisti – Confesercenti Genova “Mediterrarte”: 9.180,00
    – Compagnia Teatro Akropolis: 9.000,00
    – Associazione Sant’Ambrogio Musica “I Concerti di San Torpete“: 8.800,00
    Teatro dell’Ortica – Società Cooperativa onlus “Festival Teatrale dell’Antico Acquedotto”: 8.000,00
    – Ugo Associazione Culturale Nervijazz: 7.140,00
    – Associazione Culturale Metrodora “Festival delle Periferie”: 7.140,00
    – Associazione Culturale Profondità di Campo per “Festival Nuovo Cinema Europa”: 7.000,00
    – Associazione ARCI Genova POP Festival: 6.120,00
    – Associazione Psyco “Goa Boa festival”: 6.000,00
    – Associazione Culturale Orchesta Regionale Ligure per “Musica ricercata”: 4.400,00
    – Associazione Culturale P&P “Genova Tango Festival“: 4.080,00
    – Associazione Amici di Paganini “Hommage a Paganini”: 4.000,00
    – Associazione onlus Music for Peace Creativi della Notte “Che Festival” ex Zena Zuena: 4.000,00
    – Associazione Gratia Artis Rassegna Music “Right show“: 3.060,00
    – Associazione Culturale DisorderDrama: 2.000,00

    [foto di Constanza Rojas]

  • Monologando, festival teatrale a Villa Serra di Comago

    Monologando, festival teatrale a Villa Serra di Comago

    Monologando Villa SerraVilla Serra di Comago ospita domenica 27 maggio Monologando, un festival teatrale originale ricco di contaminazioni che unisce l’amore per la rappresentazione al desiderio di svelare autori ed attori

    I palchi previsti saranno 5: uno dedicato ai più piccoli (parco arcobaleno), uno per i monologhi improvvisati (palco arancio), uno a disposizione del Centro Formazione Artistica di Genova (palco nero) e due per 20 attori neofiti che vorranno provare l’ebbrezza del ‘uno solo sul palco’ (palchi vinaccia e bianco).

    Ogni monologo, a tema libero, dovrà avere una durata minima di 5 e massima di 15 minuti e ad ogni cambio palco, si esibirà un musicista solista.

    Il festival è organizzato dall’associazione nazionale ImproTeatro, proprietaria del marchio MonologandO, in collaborazione con la scuola d’improvvisazione teatrale genovese ManimanTeatro.

    Anche quest’anno ci sarà il prezioso contributo artistico del Centro Formazione Artistica  di Luca Bizzarri e l’indispensabile supporto di Villa Serra.

    Il Festival quest’anno ospiterà La Gaslini Band Bande l’AISP-Associazione Italiana Sindrome di Poland.

    L’ingresso per il pubblico è di 2,50 euro a persona (ingresso del parco), la giornata inizia alle ore 11 e prosegue sino alle 17.30
    L’iscrizione, tramite il sito, per tutti i partecipanti è obbligatoria e costa solo 10 euro; per i soci Improteatro è gratuita.

  • Teatro della Corte, al via la rassegna di Drammaturgia Contemporanea

    Teatro della Corte, al via la rassegna di Drammaturgia Contemporanea

    BenedictusTorna anche quest’anno la rassegna di Drammaturgia Contemporanea curata dal teatro della Corte: giunta alla sua diciassettesima edizione, la manifestazione ha l’obiettivo di dare risalto ai nuovi autori del teatro internazionale.

    Ideata nel 1996 da Carlo Repetti, la rassegna ha già sperimentati cinquanta nuovi testi, numerosi dei quali sono poi diventati dei veri e propri spettacoli di produzione.

    Il programma di quest’anno propone sul palcoscenico della Piccola Corte tre nuovi testi provenienti da altrettanti paesi extraeuropei. Ciascuno spettacolo è rappresentato a Genova per cinque repliche consecutive, da martedì a sabato (ore 20.30).

    Il primo di questi è Benedictus (Benedictus – Israele, Iran, Stati Uniti) di Motti Lerner, regia di Roberto Alinghieri, in scena dal 15 al 19 maggio. Uno spettacolo in biblico tra fantapolitica e realtà: mancano poche ore all’attacco Usa all’Iran che non ha obbedito al divieto di dotarsi di armi nucleari. Due amici divisi dalla storia, un iraniano e un israeliano, si danno appuntamento in segreto in un monastero romano, per cercare di fermare una guerra che si preannuncia catastrofica. Il loro incontro è spiato dai servizi segreti americani e dal monaco benedettino che li ospita. Fra i ricordi di un’antica amicizia e l’urgenza dei protagonisti di modificare le cose a proprio favore, la storia viaggia a ritmo di thriller verso una violenza che sembra ormai inevitabile. Il lento e implacabile trascorrere delle ore concorre a mantenere fino alla fine un clima da “thriller”.

    I successivi spettacoli in programam sono La huelga de las escobas (Lo sciopero delle scope – Argentina) di Roxana Aramburu, Patricia Suárez, Mónica Ogando, regia di Maio Jorio, in scena dal 22 al 26 maggio e Offices (Uffici – Stati Uniti)di Ethan Coen, regia di Matteo Alfonso dal 29 maggio al  2 giugno. 

    Ingresso libero

  • La Sardegna: incontro con Marcello Fois per la rassegna le città del noir

    La Sardegna: incontro con Marcello Fois per la rassegna le città del noir

    NuragheVenerdì 11 maggio Palazzo Ducale ospita il quarto incontro del ciclo Città del noir. La letteratura racconta l’Italia, a cura di Bruno Morchio.

    Da alcuni decenni la letteratura noir si è affermata come fenomeno culturale che interessa un numero crescente di lettori, autori e case editrici. Il fenomeno ha carattere globale e in Europa assume tratti specifici che ritroviamo anche nel noir italiano. La passione per i gialli, che in Italia debbono il nome al colore subito identificabile dei primi romanzi in formato pratico ed economico, pubblicati da Mondadori dalla fine degli anni Venti, è trasversale e non conosce barriere socioculturali.

    Uno dei maggiori meriti della letteratura noir degli ultimi dieci/quindici anni è stato quello di raccontare le città. La vita urbana investita dai grandi processi di globalizzazione finanziaria, economica, sociale e culturale e l’indagine nei libri gialli non si muove solo sulle tracce dell’assassino, ma punta a smascherare responsabilità collettive e ragioni profonde del crimine.

    Ospite di questo appuntamento è Marcello Fois, scrittore di noir, sceneggiatore per la TV (Distretto di polizia, Crimini) e il cinema (Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni), Marcello Fois ha creato il personaggio dell’avvocato Bustianu. Il suo ultimo romanzo è Nel tempo di mezzo (Einaudi 2012). Introduce Bruno Morchio, curatore del ciclo.

  • Pre-visioni al Teatro della Tosse: in scena le compagnie emergenti liguri

    Pre-visioni al Teatro della Tosse: in scena le compagnie emergenti liguri

    Ingresso Teatro della TosseRitorna Pre-visioni, la rassegna al Teatro della Tosse dedicata alle compagnie emergenti liguri. Da giovedì 3 a sabato 5 maggio si alterneranno sul palco le compagnie e gli artisti vincitori del bando di concorso lanciato a inizio stagione.

    «La rassegna  ospita compagnie non dotate di sede propria e non finanziate regolarmente dalle istituzioni – si legge in una nota diffusa dall’organizzazione – offrendo loro visibilità e favorendo  la nascita di un circuito regionale. La Commissione ha ritenuto di selezionare i progetti di singoli artisti, compagnie o altre formazioni artistiche che non fossero già inseriti in cartellone nei teatri cittadini e privilegiare lavori drammaturgici originali».

    La rassegna si aprirà ospitando lo spettacolo fuori concorso BLU, monologo in siciliano scritto da Laura Forti, diretto da Giampiero Judica e interpretato da Linda Caridi giovane attrice diplomata nel 2011 presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.

    Sono sei i lavori selezionati dalla commissione, composta da Sandro Avanzo (critico teatrale – Radio Popolare, Vanity Fair, Film TV, Ciak, Urban),  Fabrizio Arcuri (regista e consulente direzione artistica Teatro della Tosse) e Emanuele Marenco (studioso di teatro in rappresentanza del pubblico e abbonato storico del Teatro della Tosse).  Gli artisti, che compongono il cartellone di Pre-visioni sono:

    Alice Ferranti con Amori morti o quasi
    Andrea Piotto con Le Città Invisibili
    Arbanella Centro Artistico e Culturale con Cavalli Pallidi in un diario teatrale
    Compagnia Barone Chieli Ferrari con La salute degli infermi
    Igor Chierici con Richiamo per Fagiani
    Matreska con Martin

    Il programam degli spettacoli prevede: 3 maggio: ore 20.30 Blu / ore 20.45 La salute degli  infermi – 4 maggio: ore 20.30 Cavalli pallidi  un diario/ ore 20.45 Martin – 5 maggio: ore 20.30 Amori morti o  quasi / ore 20.45 Richiamo per  fagiani / Le città invisibili

    Il biglietto ha validità giornaliera e viene venduto al prezzo unico di 12 euro (con cui sarà possibile assistere a tutti gli appuntamenti in programma nella giornata). Ma è possibile acquistare anche il biglietto per l’intera rassegna a 18 euro. Saranno validi gli abbonamenti “Liberi Tutti” e “Tosse in Due”.

    Ecco, per ogni spettacolo in programma, una breve scheda di presentazione:

    BLU (di Laura Forti, regia di Giampiero Judica, con Linda Caridi)
    Maria Concetta detta Conci è una ragazza di diciannove anni che vive in un paesino della Sicilia. Vive facendo la parrucchiera nel negozio della madre depressa e accompagnando a passeggio la cugina Dolores, “minorata psichica” (cosi’ ha scritto sul certificato l’assistente sociale). Conci ascolta i Tokyo Hotel e tiene nel cassetto la foto di un tuareg, un uomo blu, che un amico ha strappato per lei da un libro della biblioteca a scuola (l’ha lasciata senza diplomarsi) e sogna di un mondo dove le donne possano decidere per la loro vita. Finchè un giorno, dopo una notte brava in discoteca e una sbronza, Conci si ritrova incinta e ingabbiata in un fidanzamento combinato e deve scegliere, per la prima volta, che cosa vuol fare “da grande”. Il testo parla della crescita, del coraggio di fare scelte dolorose e impopolari per rispettare se stessi, del bisogno di rompere muri di silenzio. Della speranza di un cambiamento, anche quando tutto sembra restare immobile e incompiuto, come una casa eternamente in costruzione.

    AMORI MORTI O QUASI (di Alice Ferranti)
    Amori morti o quasi è un progetto drammaturgico sui racconti di Dorothy Parker. Nasce dalla scoperta casuale del racconto La telefonata in una vecchia libreria ai piedi della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, nell’edizione del 1930 della raccolta Laments for the living. Questo incontro come un colpo di fulmine dà l’avvio a una ricerca che si protrae negli anni spostandosi ora in Italia, ora in Inghilterra, alla ricerca di edizioni sempre più complete dell’opera della scrittrice americana. L’elaborazione del testo è partita dalla traduzione dall’originale dei racconti brevi scelti. I racconti che vanno a formare il testo di questa prima versione di Amori morti o quasi, sono infatti solo una parte di quelli presi in esame; sono stati selezionati nella volontà di portare in scena tre attrici, ognuna con un monologo, legate tra loro dal comune denominatore di relazioni con uomini che sono, appunto, “morte o quasi”. Sarà presentato uno dei tre monologhi, La Crocerossina (Lady with a lamp – 1932), che ci racconta la visita di una “amica” a un’altra, apparentemente ammalata, che si scoprirà poi essere in crisi di nervi per la sua storia d’amore ormai agli sgoccioli. La protagonista sembra voler portare conforto all’amica costrettasi a letto cercando di accudirla e di stimolarla a reagire comportandosi però in modo da aumentare la crisi della malata  snocciolando alla poverina, durante tutto l’episodio, una serie di informazioni che svelano l’inganno e il tradimento dell’uomo in questione, tutto ciò in nome di un’apparente “buona e sincera amicizia di vecchia data”.

    LE CITTA’ INVISIBILI (di Andrea Piotto)
    Nei dispacci di Marco Polo vengono descritte le città toccate nel viaggio attraverso lo sterminato Impero: parla degli uomini che le hanno costruite, del loro aspetto, delle relazioni tra la gente che le popola e della forma architettonica delle stesse. Queste città però esistono solo nella mente del viaggiatore veneziano: Marco Polo infatti le descrive ora nei più minuziosi dettagli, ora valutando l’insieme, ma sempre guardando dove tutti gli altri non guardano, verso dettagli che ad altri paiono invisibili. Fiaba o gioco di ombre, voci fuori campo che animano il profilo di due attori, Marco Polo e il Gran Kan; la conversazione tocca vari punti, spunti di attualità condita d’oriente nell’atmosfera da sogno che ammanta la narrazione.

    CAVALLI PALLIDI – Un diario teatrale (di Francesca Picci e Massimo Milella)
    Un gruppo di attori, diversi per formazione e personalità, ma ugualmente precari, cerca di mettere in scena le imprese di un manipolo di terroristi russi del primo Novecento. Il punto di partenza è il diario del terrorista Boris Savinkov, “Cavallo pallido”, realizzato nel 1909, che è il racconto, quasi giorno per giorno, dei preparativi di un gruppo di cospiratori, capeggiati dal freddo e crudele George (pseudonimo dello stesso Boris), per un attentato contro il Governatore locale. I terroristi vivono nell’ombra, nei continui travestimenti, si mimetizzano svolgendo i lavori più umili, più anonimi, più faticosi, covano odio ed amore in un silenzio che non deve creare turbamento sociale, sono costretti ad essere umani solo nel proprio intimo. Ognuno di loro ha un’idea diversa del terrorismo, della morte. Ognuno di loro sente che la propria azione è decisiva, che la vita deve essere vissuta per perseguire questa azione decisiva. Ognuno di loro sa che è la cosa giusta, anche se a volte non se lo sa spiegare. Ognuno di loro crede a suo modo nella bomba che esploderà.

    LA SALUTE DEGLI INFERMI (a cura della Compagnie Barone Chieli Ferrari)
    Il punto di partenza di questo lavoro è il racconto dello scrittore argentino Julio Cortázar “La salute degli infermi”: una famiglia numerosa decide di nascondere un lutto, dunque inizia e porta avanti un meccanismo fatto di parole non dette, sotterfugi, bugie, false telefonate, false lettere, con l’unico scopo di non far preoccupare la madre costretta a letto da una malattia. Fino a che punto possono arrivare l’affetto e il prendersi cura dei propri cari all’interno dell’ambiente familiare? Quanto è sano preservare gli infermi dall’orrore del reale? Spesso e magari involontariamente, perché a fin di bene, i rapporti familiari possono diventare delle vere e proprie
    macchinazioni dove per tutelare il debole, in questo caso la madre malata, gli altri, i sani, costruiscono una realtà parallela in cui tutto va per il meglio diventando vittime del loro folle gioco. Partendo da questa situazione la Compagnia Barone Chieli Ferrari ha riscritto una drammaturgia originale per tre attori fatta principalmente di azioni cercando di mantenere inalterata l’atmosfera.

    MARTIN (a cura del gruppo “Matreska”, con Daniel Nevoso e Federica Lùgaro, musiche del Collettivo musicale Victor Ward)
    Martin è uno spettacolo realizzato per due attori e un coro musicale. Lo spettacolo nasce dall’interesse  di sviscerare  l’antica correlazione tra Teatro e Sogno, il mutamento che entrambi i termini hanno avuto durante il corso del tempo e il significato dei nostri sogni quando ci sforziamo di modificarli ai nostri capricci. Nella formazione del sogno, tutto è possibile e tutto può accadere, i personaggi possono avere un corpo astrale o spirituale, mutare il loro stato d’animo da un momento all’altro in base alle emozioni che il soggetto principale, ossia il sognatore in carne e ossa mai presente fisicamente sul palcoscenico. Nel sogno la realtà ha la possibilità di comporsi e si scomporsi, si sdoppia, si divide. Sopra ogni cosa c’è la coscienza e la realtà vissuta durante il giorno del sognatore.
    Martin rappresenta l’irrazionalità dell’essere umano del quale stiamo assistendo alla sua esperienza onirica, è la parte che vive il sogno da primo attore, parte che può essere reclusa nel profondo dell’animo del sognatore, unico protagonista che non appare mai in scena. Sophie rappresenta la mente pensante, il cogito razionale. Lo spettacolo fa si che lo spettatore possa riuscire a conoscere e configurare l’individuo sognante a partire dalla conoscenza del suo sogno surreale. Suddiviso in 5 parti, quante sono le fasi del sogno, in un connubio tra la visionarietà e i tentativi di razionalizzazione della mente umana, lo spettacolo si conduce in uno scenario simbolico, dove  i pochi oggetti in scena assumono un significato particolare sia all’interno del sogno che della storia, in un accompagnamento musicale che mira a scandire il tempo del fantasia e delle fasi enfatiche del sogno. Cosa è allora il sogno ai nostri tempi? Nel sogno vengono i nostri desideri e le nostre paure custodite o rimosse? Quale realtà vediamo proietta nel muro della grotta del nostro risveglio?

    RICHIAMO PER FAGIANI (di Igor Chierici, con Emanuele Aita, Virginia Ruspini e Federico Pittaluga)
    Il  tema dello spettacolo è il traffico illegale di organi. Il titolo “Richiamo per fagiani” riporta appunto il verso di questo animale usato per identificare più precisamente la tipologia di bambino che deve essere rapito. La vicenda si svolge all’interno di un bar svizzero nel paese di Burn. L’azione si svoge negli anni 80 e David è alla ricerca di quello che crede essere il rapitore di sua figlia Elena.

     Foto di Daniele Orlandi

  • Books on stage: Eleonora D’Urso interpreta una lettura di Enzo Biagi

    Books on stage: Eleonora D’Urso interpreta una lettura di Enzo Biagi

    Enzo BiagiVenerdì 20 aprile  presso la Sala Piccola del Teatro della Gioventù si tiene un nuovo appuntamento con Books on stage, la rassegna che tenta di riavvicinare il pubblico alle letture e alle opere di grandi autori e cultori della lingua italiana, come Achille Campanile, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Enrico Berlinguer.

    Fino al 27 aprile protagonista è Eleonora d’Urso, che legge e interpreta “Lettera d’amore a una ragazza di una volta” di Enzo Biagi; un lungo e appassionato scritto rivolto alla moglie Lucia in cui Biagi racconta la propria vita di giornalista ma, prima ancora, di uomo. Le parole rivolte alla compagna scomparsa si trasformano in una dolce e commossa rievocazione del tempo perduto, di anni lontani in cui il futuro brillava davanti a entrambi, in cui tutto appariva possibile. Il nascere dell’amore nell’Italia del secondo conflitto mondiale, le prime esperienze professionali, l’approdo a Milano, la chiamata alla RAI, il lavoro nei grandi giornali… E poi gli amici (uno per tutti: Federico Fellini), i genitori, Pianaccio – il paese natale quasi fuori dal tempo – i viaggi, gli incontri, i potenti e la gente comune. Sessantadue anni di vita schiva, lontana, per scelta di entrambi, dai salotti alla moda.

    Voce Recitante: Eleonora d’Urso – Messa in scena: Massimo Chiesa – Luci e allestimento scenico: Danilo Raja

    Prima: venerdì 20 aprile 2012 ore 19

    Repliche: sabato 21 aprile ore 21, domenica 22 aprile  ore 16, mercoledì 25 aprile  ore 16, giovedì 26 aprile ore 21, venerdì 27 aprile  ore 19

     Fotografo: FOTOGRAMMA

  • Florarte, al via la tredicesma edizione ad Arenzano

    Florarte, al via la tredicesma edizione ad Arenzano

    Florarte ArenzanoDal 21 al 25 aprile Villa Negrotto Cambiaso di Arenzano ospita la tredicesima edizione di Florarte, una mostra dove i fioristi creano splendide composizioni floreali ispirandosi ciascuno all’opera di un artista e di un quadro: colori, profumi, forme si fondono in un’alchimia speciale dovuta anche al luogo speciale dove la mostra viene  allestita, la serra  monumentale del  Parco Negrotto Cambiaso di Arenzano.

    Florarte è un evento unico nel suo genere, in cui l’arte  si confonde con i fiori e l’uno esalta l’altro: una manifestazione che nel corso degli anni si è ampliata fuori dai confini preziosi della serra verso il parco storico di Villa Negrotto Cambiaso e il paese.

    E’ divenuta  un mezzo per richiamare l’attenzione sulla necessità di promuovere  e tutelare il giardino storico e quanto esso rappresenta in tutti i suoi aspetti: natura, arte, storia, ecologia e tutela dell’ambiente, biodiversità, turismo e cultura divengono i temi basilari della manifestazione, ormai estesa a tutto il giardino con la mostra mercato florovivaistica di qualità, con laboratori, spettacoli, concerti a tema, con il percorso dell’arte che  penetra anche nel castello e, inarrestabile, giunge al paese, al mare.

    Il 2012 l’esposizione è dedicata al maestro Agenore Fabbri ed è collegata alle ceramiche di Eliseo Salino e Angelo Biancini nel Santuario del Bambino di Arenzano.

    Inaugurazione 20 aprile 2012 ore 17.00
    21 e  22 aprile,  –  4 ed. Mostra mercato floro-vivaistica di qualità, laboratori, eventi
    orario continuato dalle 10 alle 19
    23-24-25 aprile, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19
    Ingresso libero.
    Informazioni presso IAT – Arenzano Tel .+390109127581

  • L’Europa delle radici: le patrie. Lezione a Palazzo Ducale

    L’Europa delle radici: le patrie. Lezione a Palazzo Ducale

    Piazza De Ferrari GenovaLo storico e saggista Enzo Traverso partecipa al secondo incontro del ciclo Letture Europee, in programma a palazzo Ducale lunedì 16 aprile alle ore 17.45.

    La rassegna nasce come spunto di riflessione per chiarire cosa ci unisce e che cosa ci divide rispetto all’Europa, tra storia, disincanto e futuro possibile.

    Da un lato sono  affrontati i temi della tradizione religiosa in un duplice significato: da fattore comune a elemento di divisione;  dall’altro quelli ereditati dall’Illuminismo come valori comuni e fondanti.

    Ci si interrogha sull’Europa come possibile utopia e su alcuni fattori identitari quali le lingue e le patrie.

    Il ciclo è a cura di Alessandro Cavalli e Giunio Luzzatto, in collaborazione con Libertà e Giustizia e Movimento Federalista Europeo.

    Enzo Traverso, nato a Gavi, dal 1985 vive in Francia dove attualmente insegna Scienze politiche all’Università di Piccardia di Amiens e presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. É autore di numerose opere fra cui Auschwitz e gli intellettuali. La Shoah nella cultura del dopoguerra (2004),Cosmopoli. Figure dell’esilio ebraico-tedesco (2004), Il passato: istruzioni per l’uso. Storia, memoria, politica (2006), A ferro e fuoco. La guerra civile europea, 1914-1945 (2007) L’histoire comme champ de bataille. Interpréter les violences du XXe siècle, La Découverte, Paris, 2011.

  • Critical Wine – terra e libertà, a Montaretto l’8 e 9 aprile

    Critical Wine – terra e libertà, a Montaretto l’8 e 9 aprile

    Montaretto critical wine Critical wine è una manifestazione itinerante ideata da Luigi Veronelli che da anni fa conoscere ai cittadini le piccole realtà vitivinicole, rispettose del lavoro contadino e della terra.

    Anche quest’anno la rassegna fa tappa a Montaretto, suggestivo borgo sulle alture di Bonassola stretto tra la terra e il mare, l’8 e 9 aprile in occasione di Pasqua e Pasquetta.

    Gli eventi legati alla rassegna iniziano sabato 7 aprile: dalle ore 18  i locali di Bonassola ospitano i produttori del Critical Wine in un aperitivo-degustazione. Tutti i ristoranti e i bar hanno aderito a questa iniziativa rendendo così possibile una visita del paese con soste nei vari locali, degustando i vini presenti al Critical Wine e scambiando quattro chiacchiere con i produttori.

    Domenica 8 e lunedì 9 la manifestazione arriva a Montaretto,  dove dalle ore 10 a alle 21  oltre 40 produttori di vino e di terra da tutta l’Italia espongono e vendono i propri prodotti.  Ecco il programma nel dettaglio:

    Domenica 8 aprile

    Ore 16.30 piano inferiore della Casa del Popolo
    Incontro Semenze: Politica attuale e strumenti di cambiamento
    con Riccardo Franciolini di Rete Semi Rurali ed esperienze di recupero di sementi autoctone

    Ore 17.30
    Laboratorio Impariamo ad autoprodurre le sementi

    Ore 18.30
    Mercatino Scambio di sementi autoprodotte

    Ore 21.30 P.zza S. Pertini
    Concerto Nada Lunaticocosmico Tour

    Lunedì 9 aprile

    Ore 15.30
    Spettacolo per bambini
    Balliamo intorno al mondo: giochi e danze folk raccontate in un immaginario viaggio intorno ai continenti

    Orario apertura banchetti 10 – 21

    Quest’anno non è previsto il camping e nemmeno il ristorante, ma sono presenti  molti punti ristoro

    Il critical Wine di Montaretto è anche videoproiezioni, diretta radio, punti ristoro, passeggiate, bei tramonti e nuovi incontri.