Tag: tecnologie

  • Twitter e la musica: arriva a Genova l’evento Twittamidinotte

    Twitter e la musica: arriva a Genova l’evento Twittamidinotte

    Concerto musica liveChi usa Twitter avrà notato spesso nell’elenco dei Trending Topic (il box posto a sinistra della bacheca che aggiorna in tempo reale sui temi più “twittati”) l’hashtag #Twittamidinotte: si tratta di un evento che si tiene periodicamente e in contemporanea in varie città italiane, e che il prossimo venerdì 6 luglio (ore 18.30-21.30) si unirà a un altro appuntamento legato al popolare sito di microblogging, la sesta edizione di #TTT (Twitter Tips & Tricks), un mix tra aperitivo e corso per l’autoformazione avanzata e approfondimenti sull’uso di Twitter.

    Per la prima volta Genova è coinvolta in questo evento, il cui tema sarà Twitter e la Musica – Produrre, suonare e condividere: si parlerà di come Twitter sta cambiando il mercato della musica in Italia e nel mondo, si illustreranno i vantaggi che questo servizio di microblogging offre a tutti i professionisti del settore e a tutti gli ascoltatori e amanti della musica. Twitter si sta infatti dimostrando un ottimo strumento per la condivisione della musica e per la promozione di etichette discografiche, musicisti, e Dj, soprattutto emergenti e di nicchia, che hanno la possibilità di condividere la propria arte musicale con i propri follower.

    In questa edizione verrà fatta una puntata speciale di Twittamidinotte in diretta da The Hub Milano e sarà possibile interagire con i partecipanti attraverso Twitter.

    Il luogo in cui si terrà #TTT a Genova è ancora in via di definizione: chi vuole partecipare può contattare il referente genovese dell’evento, Paolo Ratto, attraverso il suo account Twitter @jul_x.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Genova Smart City: gli obiettivi concreti e le prospettive future

    Genova Smart City: gli obiettivi concreti e le prospettive future

    GenovaA due anni dalla candidatura di Genova al progetto Smart City–Città intelligente, fortemente voluto dall’ex sindaco Marta Vincenzi, abbiamo provato a tracciare un bilancio di quello che è ancora un percorso lungo, un work in progress, il cui scopo primario è la diffusione di buone pratiche e la disseminazione sul territorio di tecnologie innovative che dovranno essere replicate autonomamente dalle singole città “intelligenti” coinvolte.

    Smart city è una sfida che l’Unione Europea ha lanciato alle città proponendo loro di attuare tutte quelle azioni in grado di combinare simultaneamente competitività e sviluppo urbano sostenibile. L’obiettivo è quello di ottenere una città che attiri gli investitori stranieri e contribuisca allo sviluppo dell’imprenditoria locale, grazie all’incremento di tecnologie pulite ed efficienti e soprattutto a bassa emissione di CO2.
    «Smart city è una città che vuole migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti attraverso lo sviluppo sostenibile, l’alta tecnologia e la ricerca legata all’innovazione – spiega Gloria Piaggio, coordinatrice di Genova Smart City – Fondamentale è avere una visione chiara della Genova del futuro, una realtà mediterranea rispettosa delle categorie più fragili, che punta sulla semplificazione e la trasparenza».
    «Non parlerei di “progetto”, bensì di un processo che si pone l’obiettivo di trasformare la città – continua Piaggio – Per raggiungerlo esistono i progetti europei ma non solo. Occorre anche stimolare i cittadini a modificare i propri comportamenti attraverso attività di formazione, sensibilizzazione e comunicazione».

    Ma per avviare il processo è necessaria una pianificazione strategica integrata, garantita da un soggetto che coordini tutte le attività, con la cabina di regia saldamente affidata al Comune di Genova.
    Nel novembre 2010, proprio a questo scopo, è stata creata l’associazione Genova Smart City, alla quale hanno aderito istituzioni, associazioni, centri di ricerca, università, imprese ed altre organizzazioni pubbliche o private che, condividendo lo spirito del progetto, intendono contribuire con azioni e proposte mirate ad uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente.
    Le aziende che partecipano sono una sessantina – tra le altre Enel, Ansaldo Energia, ABB, Ericsson, Siemens, Telecom, Toschiba – compresi alcuni enti pubblici come Provincia di Genova, Università di Genova, Confindustria, Assedil-Ance, S.I.I.T Distretto Tecnologico, ARE-Agenzia Regionale per l’Energia. E non mancano le banche: Unicredit, Intesa San Paolo, Banca di San Giorgio, Banca Carige.
    «Tutte le imprese hanno confermato l’adesione per il secondo anno», spiega Piaggio.
    A onor del vero però, c’è anche una grande esclusa, parliamo di una realtà importante, ovvero IBM «Con la quale stiamo parlando per cercare di reintegrarla – sottolinea la coordinatrice di Genova Smart City – Noi alle aziende chiediamo una compartecipazione. Se condividono i nostri obiettivi è possibile creare una preziosa sinergia con un ritorno economico anche per loro».
    Il primo risultato – che consente a Genova di entrare “ufficialmente” nel circuito Smart City – è stato raggiunto nel febbraio di quest’anno, quando le tre proposte presentate dalla città di Genova sono risultate vincitrici in tutti e tre gli ambiti – “pianificazione strategica sostenibile delle città”, “riscaldamento e raffreddamento”, “efficientamento energetico degli edifici” – del bando “Smart cities and Communities 2011”, lanciato dalla Commissione Europea. La nostra città riceverà 6 milioni di euro per la realizzazione dell’intero programma, un’importante scommessa ed un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi.

    Scendendo nel dettaglio, per l’ambito “pianificazione strategica sostenibile delle città”, Genova ha partecipato con il progetto “Transform”, coordinato dal Comune di Amsterdam e che vede, per la parte genovese, la collaborazione di Comune, Enel Distribuzione S.p.A., A.R.E. ed Università. L’obiettivo è quello di creare una linea guida comune contenente indicazioni strategiche sufficientemente flessibili per essere applicate nelle diverse realtà urbane. Genova riceverà 674.000 euro.
    «Questo è il progetto più importante, da portare a termine nel giro di tre anni, dal 2013 al 2015», spiega Gloria Piaggio. Sono 6 le realtà coinvolte: Amsterdam, Copenhagen, Amburgo, Vienna, Lione e Genova, che si impegnano a studiare «Lo stato dell’arte della pianificazione delle città smart – aggiunge Piaggio – approfondendo anche casi specifici, nel caso genovese parliamo del progetto pilota “Mela Verde” che si svilupperà a Voltri, in un’area liberata dalle Ferrovie dello Stato, dove si studierà la realizzazione di un quartiere sostenibile. Partendo dall’elaborazione dei dati qualitativi e quantitativi, cercheremo di stilare un’agenda della trasformazione, un manuale della città smart, utile per le altre realtà europee che vorranno seguire la nostra strada».

    Per quanto riguarda l’ambito “riscaldamento e raffreddamento” Genova ha partecipato e vinto con il progetto “Celsius” coordinato dal Comune di Goteborg. Il capoluogo ligure progetterà e realizzerà una rete energetica locale alle Gavette, a Staglieno, con un impianto di turbo-espansione e una centrale di cogenerazione nel sito dell’Officina delle Gavette. Inoltre è prevista la realizzazione di una nuova rete di tele-riscaldamento e tele-raffreddamento che dovrebbe servire le utenze industriali, commerciali e residenziali della zona. Con il Comune sono impegnati la Genova Reti Gas srl, l’Università e D’Appollonia S.p.A. Il progetto porterà a Genova 2.425.000 euro.
    Il progetto si svolgerà nell’arco di 4 anni, dal 2013 al 2016. «Ci siamo ispirati alle tecnologie all’avanguardia utilizzate in diverse città del Nord Europa – racconta Piaggio – Il tele-riscaldamento e tele-raffreddamento è un sistema di riscaldamento degli edifici che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni, di energia termica sotto forma, a seconda dei casi, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore, prodotta da un’unica centrale termica. Vista la configurazione morfologica di Genova, è impensabile realizzare una rete particolarmente estesa. Però, sfruttando questa tecnologia innovativa, è possibile immaginare di convogliare l’energia in una zona di circa un kilometro (Gavette ma anche piazzale Adriatico)». Il progetto è ancora in fase di elaborazione. A grandi linee, queste le fasi previste: a gennaio 2013 è previsto il lavoro di analisi dei dati in merito al consumo e alla domanda di energia. Nel primo anno uno studio informatico permetterà di comprendere quali azioni mettere in campo per gestire al meglio la rete. I progetti dimostrativi si svolgeranno già a partire dal 2013 per concludersi entro la prima metà dell’ultimo anno. Entro il 2015 dovrà essere individuata la tecnologia da utilizzare. Il 2016 sarà dedicato alle attività di monitoraggio. E sempre nell’ultimo anno, le città si impegneranno nel lavoro di disseminazione, ovvero di diffusione sul mercato delle nuove proposte tecnologiche e di replicazione delle medesime sul territorio.

    Il terzo e ultimo progetto, nell’ambito “efficientamento energetico degli edifici”, si chiama “R2Cities” e si pone l’obiettivo di sviluppare una serie di strategie e soluzioni innovative per l’edilizia residenziale. Genova ha messo in campo un progetto ambizioso che prevede la riqualificazione energetica di una porzione della famosa “Diga”, l’enorme palazzone di via Maritano nel quartiere Diamante, grazie al rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e cambiando i sistemi di consumo. I principali partner sono ABB, UniCredit, Università e D’Appollonia. Il finanziamento complessivo sarà di 2.486.000 euro.
    Anche questo progetto vedrà la luce tra 2013 e 2016. «Riguarderà solo una porzione della “Diga” – spiega Piaggio – circa 20 mila metri quadrati. La prima parte comprende un’attività di diagnosi della situazione attuale, individuazione delle tecnologie adeguate per conservare l’energia, pianificazione dell’uso energia. A metà 2014 partiranno i progetti dimostrativi. Disseminazione e replicazione dovranno essere elaborate lungo tutti i 4 anni».

    «Gli stanziamenti sono stati confermati, ora siamo nella fase di negoziazione – racconta Piaggio – Dopo l’estate firmeremo l’accordo definitivo per dare il via ai progetti».
    Questi ultimi, definiti nelle linee di massima, saranno approfonditi nel dettaglio. «A livello locale abbiamo registrato un fisiologico rallentamento dovuto alla recente tornata elettorale», sottolinea la coordinatrice di Genova Smart City.
    «I progetti europei solitamente hanno una durata temporale di 3-4 anni – spiega Piaggio – Il loro scopo principale non è quello di recuperare denaro. Al contrario, si tratta di sfruttare l’occasione della disponibilità di un budget finanziario per sperimentare soluzioni alternative ed innovative che poi dovranno essere replicate nelle singole realtà, con le proprie forze».
    Sono progetti comunque flessibili, aperti a giustificate modifiche «La Commissione Europea, in questo senso, è parecchio sensibile – precisa Piaggio – Ma allo stesso tempo l’Unione Europea controlla anche l’andamento delle iniziative finanziate, insomma marca stretto le realtà locali affinché il progetto vada in porto. La documentazione richiesta dall’Europa è particolarmente dettagliata: descrizione del progetto, i cosiddetti “pacchetti di lavoro”, ovvero le varie fasi previste, l’analisi dei dati, il coordinamento complessivo, la disseminazione, la replicazione, ecc.».

    E Genova è in prima fila anche con altri progetti europei, già approvati, quali ad esempio «“Illuminate”, un progetto di sperimentazione dell’illuminazione al led, ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale, nella zona del Porto antico e dell’Acquario – racconta Piaggio – “Very school”, applicazione di strumenti di rilevazione del consumo energetico in un complesso scolastico di via Calamandrei a Voltri; “I-city”, piattaforma aperta di dati per consentire agli utenti di creare autonomamente le applicazioni che ritengono utili, favorendo la condivisione di contenuti tra amministrazione pubblica e cittadini»

    Mentre per il prossimo futuro «L’associazione Genova Smart city cercherà di promuovere, a supporto della ricerca, la partecipazione delle aziende genovese ai bandi nazionali – conclude Gloria Piaggio – Così come stiamo lavorando con le banche per trovare altre metodologie di finanziamento dei progetti, coniugando le iniziative delle imprese con il mercato. A luglio uscirà il secondo bando “Smart Communities” che si chiuderà a dicembre. Stiamo lavorando perché vogliamo partecipare trovando i consorzi di imprese adeguati allo scopo. L’Unione Europea sceglie in base alla qualità dei progetti, ovviamente sappiamo che non sarà facile ripetersi».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Meeting Instagram: gli #igersgenova si incontrano al Porto Antico

    Meeting Instagram: gli #igersgenova si incontrano al Porto Antico

    fotografiaAnzitutto una premessa per chi non lo sa: Instagram è un’applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto e condividerle su numerosi social network (Facebook, Twitter, Foursquare, Flickr e così via), sia da dispositivi Apple come iPhone, iPad o iPod Touch, sia da quelli che supportano Android.

    Se anche tu sei un appassionato utilizzatore di Instagram, non puoi mancare al primo meeting genovese di chi ama e usa questa app: martedì 8 maggio alle 18, presso l’Isola delle chiatte al Porto Antico si terrà il primo Instameet genovese, per festeggiare gli oltre 5.000 scatti raggiunti con tag #igersgenova.

    Un’occasione per conoscersi, parlare di app, scattare foto della zona e trovare idee per il futuro del gruppo genovese.

    Per informazioni si può contattare l’indirizzo igersgenova@gmail.com oppure seguire su Instagram l’account Igersgenova.

  • Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    googleNella sezione “jobs” di Google è stato pubblicato un annuncio di lavoro che in poche ore ha già fatto il giro del mondo. Il colosso americano “padrone” del web cerca un disegnatore full time per la realizzazione dei “doodle” celebrativi che il mototre di ricerca dall’ormai lontano 1998 dedica ai grandi anniversari.

    Sono richiesti “senso dell’umorismo, amore per i fatti storici e capacità artistiche immaginative”, “un’esperienza professionale di almeno 4 anni” e, ovviamente, la disponibilità a trasferirsi a tempo pieno nella sede di Mountain View. “Avrete a disposizione la miglior piattaforma del mondo per mostrare le vostre abilità stilistiche, il senso dell’umorismo e l’amore per l’arte, la storia e l’immaginazione. Da Giulio Verne a Pacman, avrete le redini del nostro logo  in mano, e potrete spaziare liberamente…”

    Inizialmente il logo di Google, uno dei più famosi al mondo, veniva modificato dalla stessa azienda americana raramente e solo in occasione di eventi speciali (Natale, Olimpiadi ecc…). Poi le mutazioni sono diventate sempre più frequenti, sempre più sofisticate e sempre più multimediali corredate di animazioni e video. Solo lo scorso anno Google ha prodotto 260 loghi. Da qui la necessità di allargare il team di creativi.

  • M’appare Genova: intervista al team di Open Street Map

    M’appare Genova: intervista al team di Open Street Map

    Per consultare mappe e itinerari via Internet non esiste solo Google Maps. Open Street Map è un progetto che coinvolge diversi Paesi nel mondo e invita tutti gli utenti a collaborare per creare “dal basso” le loro mappe, sullo stesso modello con cui è strutturata Wikipedia.

    Abbiamo intervistato Luca Delucchi, del team italiano di questo progetto.

    Come spiegare a un neofita cosa si intende per Open Street Map?

    OpenStreetMap è un progetto internazionale collaborativo che crea una banca dati geografica libera. Questa frase riassume tutti i più importanti aspetti di OpenStreetMap: con progetto internazionale collaborativo si intende un progetto dove chiunque di qualsiasi nazionalità può partecipare e il punto di forza è la collaborazione di molti utenti che migliorino di giorno in giorno il progetto stesso.

    Lo scopo delle persone che partecipano è quella di creare una banca dati di elementi geolocalizzati. Nato inizialmente per la mappatura delle strade, si è poi iniziato ad inserire qualsiasi altro elemento, ad esempio fermate dell’autobus, farmacie, negozi  ecc., che possa essere posizionato in un determinato luogo nello spazio attraverso delle coordinate geografiche. Il fattore più  importante è che questi dati sono utilizzabili da chiunque e per qualsiasi scopo, anche quello commerciale, con il solo obbligo da parte dell’utilizzatore di attribuire la paternità dei dati ad OpenStreetMap. L’idea si basa sullo stile di Wikipedia dove gli utenti creano un’enciclopedia liberamente consultabile da chiunque.

    In cosa si differenzia una Open Street Map da una mappa di Google, ovvero quella comunemente più utilizzata da chi naviga in rete?

    La differenza più importante è che la mappa di Google non è riproducibile liberamente, a differenza di come la maggior parte delle persone pensa e spesso fa infrangendo i termini di utilizzo (si consiglia di leggerli attentamente), mentre OpenStreetMap sì: come detto sopra si può utilizzare per qualsiasi idea vi passi per la testa, anche se ne avrete un ritorno economico, ricordatevi solo di scrivere che quei dati provengono da OpenStreetMap.

    I possibili utilizzi svariano dall’uso sul web, alla stampa di mappe cartacee, dall’utilizzo su dispositivi mobili (GPS, cellulari e navigatori) all’uso come base per giochi per computer, tutte applicazioni che altrimenti non potreste fare se non pagando.

    Inoltre se inserirete dei dati su Google tramite Map Maker, lo strumento online di Google per l’inserimento di dati geografici sulla loro banca dati, questi diventeranno di proprietà di Google che poi ne potrà fare ciò che vuole… un domani magari impedendovene l’utilizzo.

    Come si sta sviluppando il progetto M(‘)appare Genova? Quali zone della città avete già coperto?

    Il progetto M(‘)appare Genova è una serie di eventi legati ad OpenStreetMap, iniziato a metà marzo e terminerà a giugno o luglio. Le giornate sono di tre tipologie:
    seminari e conferenze (le prossime 23 Aprile – Università di Genova – Facoltà di Scienze MFN, Dipartimento di Informatica e Scienze dell’Informazione Seminario su OpenStreetMap; 3 Maggio – Università di Genova – Facoltà di Architettura – Geomorfolab Mappare (liberamente) il paesaggio: OpenStreetMap; 5 Maggio – Porto Antico OpenStreetMap e la bicicletta in collaborazione con Circolo FIAB Amici della Bicicletta e Provincia di Genova) dove si introducono alcuni aspetti specifici di OpenStreetMap;

    mapping party (date e luoghi in via di definizione), eventi durante i quali si sceglie una zona da coprire e mappatori vecchi e nuovi si incontrano per raccogliere il maggior numero di dati;

    giornate di promozione (la settimana della Fiera Primavera, dove presso lo stand del Trofeo Fantozzi era presente una mappa realizzata ad hoc per la gara fantozziana utilizzando OpenStreetMap; 12-13 maggio al Marc di Genova quando i
    volontari di OpenStreetMap saranno presenti allo stand delle associazioni liguri per il software libero ALID, GOVONIS, TLUG) durante le quali si presenta e pubblicizza il progetto.

    Per ora gli eventi di mappatura sono stati solo 2, ci siamo dedicati ad alcune zone tra Brin a Bolzaneto e il cimitero di Staglieno. Per quest’ultima zona vi rimando a un link che confronta la mappa di Staglieno OpenStreetMap con quella di Google Maps, se fai qualche zoom potrai anche vedere le fermate dell’autobus nel nulla cosmico su quella di Google.

    Quali competenze è necessario avere per collaborare al vostro progetto? Come è possibile mettersi in contatto con voi?

    Non ci vuole nessuna competenza specifica per collaborare, e nessuno strumento particolare se non un pc con connessione a Internet. Per chi volesse contribuire consiglio di leggere questa guida, che è abbastanza esauriente e spiega tutti i possibili metodi di mappatura.

    I canali di comunicazione più utilizzati, attraverso i quali ci si può contattare, sono le mailing list, ce n’è una italiana e alcune regionali tra cui quella ligure, quest’ultima utilizzata per l’organizzazione di M(‘)appare Genova. Altro canale molto utilizzato, soprattuto per la documentazione, è il wiki, dove potrete trovare la maggior parte di informazioni su OpenStreetMap.

    In che modo una realtà che opera sul territorio (azienda, associazione, ente pubblico ecc) può usufruire di una mappa di questo tipo?

    Come già detto gli utilizzi sono i più svariati. Porterò alcuni esempi che ritengo abbastanza significativi.

    Humanitarian OpenStreetMap Team: è una ONG statunitense nata da un gruppo di volontari di OpenStreetMap che da supporto durante situazioni di crisi umanitarie. La più significativa è stata durante il terremoto di Haiti: gli unici dati geografici della zona a disposizione dei soccorritori erano quelli di OpenStreetMap aggiornati minuto per minuto. Grazie a questi dati si sono potute stampare mappe cartacee da utilizzare presso i campi dove si organizzavano i soccorsi, i GPS dei soccorritori erano muniti di mappe derivate dai dati di OpenStreetMap, ed infine erano presenti diverse mappe online con visualizzazioni fatte ad hoc per la problematica con rappresentati tutti gli elementi utili, tipo i ponti crollati o i campi per i rifugiati.

    L’utilizzo dei dati di OpenStreetMap in attività commerciali è sempre più frequente. Anni fa Flickr (solo per alcune zone) e altri portali internazionali avevano incominciato ad usufruire dei dati di OpenStreetMap, adesso ne è molto più diffuso l’utilizzo, come dalla Gazzetta dello Sport per il Giro d’Italia, dal portale del turismo della Regione Lazio, e da molte realtà più piccole. Nel futuro si prevede un continuo aumento di soluzioni Open con i dati prodotti da OpenStreetMap e librerie libere quali OpenLayers e Leaflet. Ad incentivare la soluzione Open contribuiscono sempre di più scelte come quella fatta recentemente da Google Maps di introdurre un pagamento per una certa quantità di suoi dati utilizzati da siti privati.

  • Etsy, il sito dedicato agli amanti del fai da te

    Etsy, il sito dedicato agli amanti del fai da te

    Etsy14 milioni di visitatori al mese da 150 paesi nel mondo, oltre 13 milioni di prodotti venduti e una crescita che non conosce crisi: tutto questo è Etsy, il sito on line nato nel 2005 che ospita i venditori di qualsiasi oggetto fai da te.

    Qui si possono trovare vestiti, scarpe, cinture, piatti, vasi, oggetti in legno, ceramiche e così via tutti rigorosamente fatti a mano dagli artigiani del tempo libero.

    Il sito Etsy nasce il 18 giugno 2005 da un’idea di Robert Kalin Chris Maguire e Haim Schoppik, cui si aggiunse successivamente Jared Tarbell; dopo due anni passa da 170.000 dollari a 1,7 milioni di fatturato, con 325.000 utenti registrati e 50.000 venditori: una crescita esponenziale che da quel momento non ha conosciuto flessioni.

    Nel corso del 2008 il valore delle merci vendute attraverso Etsy si attesta tra i 10 e i 13 milioni di dollari al mese mentre nel 2010 la community si aggira sui 5 milioni di utenti, con 724 milioni di visite mensili al sito fino a raggiungere i dati attuali, che contano come già accennato oltre 14 milioni di visitatori e13 milioni di prodotti venduti. Una crescita che ha del sorprendente, che è stata raccontata nel 2012 in “Handmade Nation“, nazione fatta a mano, il documentario di Faythe Levine che descrive nei loro atelier “una generazione di nuovi creatori .

    Aprire un negozio Etsy è più facile a farsi che a dirsi, e costa veramente poco. Il sito poi è stato pensato per tutti, anche per chi con i computer non ha grande dimestichezza; ogni produttore ha un proprio profilo e sfrutta il meccanismo della community per farsi votare e seguire dagli utenti. Gli introiti del sito derivano dai 20 centesimi per ogni annuncio pubblicato, e dal 3,5 % sul prezzo finale della compravendita.

    Una valida alternativa per gli amanti del fai da te e per gli artigiani, che in questo momento storico di crisi possono vendere agevolmente i propri prodotti on line dando libero sfogo alla propria creatività. A guadagnarci è anche l’ambiente, perché spesso vengono utilizzati materiali da riciclo e vengono preferite materie naturali.

    Anche per i compratori i vantaggi sono intuibili: i prezzi sono spesso concorrenziali e svincolati dai costi che solitamente gravano sui prodotti venduti dalle grandi aziende. In più chi compra è in contatto diretto con chi ha realizzato l’oggetto e lo scambio diventa meno virtuale.

    Non a caso Etsy è diventato negli ultimi anni uno dei principali fornitori mondiali di prodotti per arredare e abbellire la casa, anche perchè consente ai compratori di ricevere oggettti unici, originali e mai standardizzati.

  • Liguria Style: in attesa della nuova sede partirà un sito di e-commerce

    Liguria Style: in attesa della nuova sede partirà un sito di e-commerce

    Liguria StyleL’esposizione di Liguria Style  nella sede di Palazzo Imperiale è chiusa al pubblico dall’ormai lontano 31 luglio 2011, una lunga attesa in vista di un trasferimento che avverrà non prima di settembre 2012. L’attività di promozione dell’eccellenza artigiana ligure si prende quindi un anno di stop, ma anticiperà la nuova apertura con l’inaugurazione di un sito di e-commerce dedicato all’artigianato made in Liguria.

    La nuova sede sarà in centro, la parte amministrativa si è già trasferita ma al momento è ancora in piedi la trattativa per il trasferimento dell’esposizione.

    Una questione, quella dell’apertura di Liguria Style, che nei giorni scorsi ha animato i banchi del Consiglio regionale. Raffaella Della Bianca ha infatti aperto una polemica dichiarando che «forse, visti i tempi, sarebbe meglio dare un contributo concreto agli artigiani piuttosto che mettere in campo iniziative così costose e impegnative. Meglio spendere di più in promozione che in contenitori per la promozione».

    «Vorrei sapere – continua Della Bianca – quali risultati sono stati raggiunti in termini di produzione ed in termini di visitatori nell’ultimo anno di apertura di tale struttura e come intenda procedere la Regione Liguria che partecipa a tale progetto tramite FILSE e Liguria International con e insieme a Confartaginato e Cnr.»

    Durante la seduta del consiglio ha risposto Renzo Guccinelli , assessore allo Sviluppo economico: «L’esperienza di Ligura Style presenta luci e ombre, parte dal lontano 2003 con un investimento di 500 mila euro cui si sono aggiunti altri finanziamenti annuali. Non sono stati soldi sprecati perché l’obiettivo di valorizzare l’artigianato ligure è stato parzialmente ottenuto: ci sono stati 40 mila visitatori per ogni anno fino alla chiusura del 2011 frutto di difficoltà oggettive come la contrazione dei consumi e dei finanziamenti, l’incertezza dei fondi disponibili che per il 2012 saranno sicuramente molto inferiori a quelli degli anni scorsi. Per noi resta valida l’idea, e voglio sottolineare che le associazioni artigiane non hanno percepito un euro di compensi.»

     

  • Openwear, il social network per stilisti e designer indipendenti

    Openwear, il social network per stilisti e designer indipendenti

    modaChi lavora nella moda o è appassionato di questo settore lo sa bene: affermare la propria identità e professionalità in un contesto così dominato dalle “grandi firme” è difficilissimo. Esistono molti stilisti che lavorano in maniera autonoma o in piccoli atelier, ma che non riescono a farsi conoscere a fronte delle numerose multinazionali che popolano gli outlet e le vie chic delle nostre città.

    Per aiutarli nel loro lavoro è nato Openwear.org, un social network realizzato in modalità open source che consente agli stilisti indipendenti di collaborare, scambiarsi idee, farsi conoscere, trovare nuovi mercati e acquirenti. Ogni stilista potrà aprire un proprio spazio individuale e riunirsi in workshop collaborativi per creare insieme collezioni e condividere conoscenze riguardo ai vari aspetti del loro lavoro.

    Un network della moda a livello europeo che consenta l’affermarsi di tutte quelle micro-realtà professionali che non hanno ancora trovato un loro spazio. Sono due i filoni principali in cui questo lavoro di promozione si svilupperà: valorizzare i prodotti artigianali fatti a mano e ottimizzare i costi di produzione, allo scopo di rendere i capi accessibili a tutti.

    Questa piattaforma è stata finanziata dall’Unione Europea all’interno del programma Life Long Learning ed è sostenuta da partner italiani e internazionali.

    Marta Traverso

  • Enoticon: il social network dedicato agli amanti del vino

    Enoticon: il social network dedicato agli amanti del vino

    Il punto di riferimento di appassionati, intenditori ed esperti di vini, di ogni nazionalità e anche non recensiti altrove, per andare a completare i punteggi delle guide attraverso il giudizio diretto dei consumatori”.

    Con queste parole viene presentato un nuovissimo social network, che proprio nei giorni in cui si sta svolgendo la nota rassegna Vinitaly è  dedicato a tutte le sfumature del vino e della cultura enologica.

    E proprio un nativo di Verona, città in cui si sta svolgendo Vinitaly, è l’ideatore e costruttore di Enoticon.com: si tratta di Stefano Borghetti, appassionato di vino e proprietario di un’enoteca molto nota nel territorio veneto.

    Finora il sito è consultabile solo nella versione beta: tra qualche mese sarà rilasciata la versione definitiva, che si presenterà come una via di mezzo tra motore di ricerca, social network e guida al mondo del vino.

    Marta Traverso

  • Salute 2.0: ecco Nuto.it, il social network dei medici italiani

    Salute 2.0: ecco Nuto.it, il social network dei medici italiani

    SanitàIn occasione della 4a Giornata di formazione dedicata al settore della comunicazione in materia di sanità, venerdì a Bologna è in programma “Comunicazione sociale per la salute. Salute 2.0: fra domanda e offerta di informazione“, iniziativa nazionale promossa dall’Agenzia Informazione e Comunicazione della Giunta Regionale Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Università di Bologna e la Fondazione Pubblicità Progresso.

    Il convegno raccoglierà le testimonianze dei più innovativi operatori attivi nel settore della comunicazione in campo sanitario e medico-scientifico, con un’attenzione particolare alle nuove realtà in ambito social media.

    Proprio in quest’ottica, la relazione che aprirà il meeting sarà incentrata sul progetto “Nuto“, un social network medico nato in Italia nell’ottobre 2011 e che già conta oltre 1.000 utenti.

    Tutti i dibattiti interni a Nuto sono liberi, in quanto avvengono su uno spazio di comunicazione indipendente da logiche di mercato e di lobbying. I medici iscritti si scambiano domande diagnostiche o terapeutiche, opinioni sull’attualità, segnalazioni di corsi e congressi, opportunità di lavoro e notizie, dando vita a gruppi tematici di discussione come ad esempio “Medicina generale”, “Psichiatri”, “Scienza e Fede”, “Medicina legale” e “Medicina estetica”.

    Ma Nuto.it è anche biblioteca digitale con le linee guida nazionali e internazionali per la diagnosi o il trattamento di varie patologie, servizio utile per una professione che impone una formazione continua e aggiornamenti costanti.

  • Il Politicometro: smascherate bugie e verità dei candidati Sindaco

    Il Politicometro: smascherate bugie e verità dei candidati Sindaco

    Elezioni amministrative 6 maggio 2012Balla colossale, balla, mezzo e mezzo, abbastanza vero, vero: questi cinque criteri sono stati scelti da un gruppo di giovani genovesi per aiutare i cittadini nel valutare i candidati Sindaco di Genova a poco più di un mese dalle elezioni, che si terranno il prossimo 6 e 7 maggio.

    Sul sito Politicometro.it le affermazioni di ogni candidato vengono riportate e valutate in base al loro grado di verità. “La nostra missione è difficile ma al tempo stesso necessaria per orientarsi nel politichese, riuscendo a scindere le affermazioni vere da quelle false”, è la dichiarazione d’intenti dei fondatori, che nelle ultime settimane di campagna elettorale si sono lanciati nell’ennesimo innovativo progetto di uso partecipativo della Rete.

    A prescindere da chi vincerà le elezioni, è ancora una volta interessante notare come i progetti migliori sono quelli che partono dal basso. Anche perché Politicometro non mostra, almeno in questa fase iniziale, di fare partigianeria e ne ha assolutamente per tutti.

    Marta Traverso

  • Eco bike design contest 2012: concorso per bici elettriche

    Eco bike design contest 2012: concorso per bici elettriche

    ciclistiEco Bike Design Contest 2012 è un bando di concorso promosso dall’azienda Solsonica s.p.a. in collaborazione con POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano. Scopo del concorso è realizzare un progetto innovativo per una bicicletta assistita elettricamente e una pensilina fotovoltaica per il suo ricovero e ricarica.

    La partecipazione è aperta a designer italiani e/o stranieri indipendenti o interni ad aziende se autorizzati da queste ultime. I partecipanti potranno creare il loro progetto – che dovrà essere inedito – singolarmente o in gruppo.

    La bicicletta dovrà essere dotata di batteria autonoma e asportabile e consentire di convertire il funzionamento da assistita a veicolo a pedali. Non sono fissati vincoli specifici per quanto riguarda morfologia, tipologia,
    tecniche e materiali costruttivi.

    La pensilina dovrà essere alimentata con pannelli fotovoltaici per la ricarica di uno o più pacchi batteria. Dovrà ospitare la bicicletta a pedalata assistita ed eventualmente altri tipi di veicoli elettrici. La pensilina dovrà essere installata in contesti di uso privato e potersi connettere alla rete elettrica.

    Ogni partecipante (o gruppo) dovrà inviare all’indirizzo mail submission@ecobikedesign.com entro il 29 giugno 2012:
    -un book di massimo 3 tavole in formato pdf che rappresentino i prodotti;
    – una breve relazione su motivazioni e caratteristiche del progetto;
    – 1-2 immagini di rendering d’insieme dei due prodotti;
    – modulo di partecipazione al concorso.

    Il montepremi complessivo è di  7.000 € che sarà così ripartito:
    1° premio 4000 €
    2° premio 2000 €
    3° premio 1000 €

    Solsonica valuterà inoltre se avviare alla produzione i progetti, e nel caso regolare la collaborazione e il rapporto economico con il progettista tramite contratto. È facoltà del concorrente proteggere preventivamente la propria opera tramite depositi o brevetti.

    Marta Traverso

  • Smart City, l’accordo fra Siemens e Comune di Genova

    Smart City, l’accordo fra Siemens e Comune di Genova

    Il Comune di Genova, nella persona del sindaco Marta Vincenzi e l’amministratore delegato di Siemens Italia Federico Golla hanno firmato oggi un protocollo d’intesa nell’ambito del progetto “Genova Smart City“.

    Ancora un passo in avanti compiuto dalla nostra città per  un progetto che attualmente coinvolge non meno di 24 mila persone tra ricercatori, studiosi, intellettuali, politici e altre figure di rilievo – ha detto Marta Vincenzi – Per il suo impegno Genova è la principale città europea che aderisce a questa iniziativa comunitaria”.

    Al momento di concreto non c’è nulla, se non il consolidarsi di un’intesa. Comune e Siemens, in pratica, collaboreranno su obiettivi specifici in termini di attività di studio, analisi e progettazione di fattibilità. Il tutto allo scopo di una possibile partecipazione congiunta ai progetti europei di Smart City. Gli obiettivi specifici individuati nell’accordo siglato a Tursi sono:

    1. Edifici intelligenti (smart buildings) ovvero risparmi e diminuzione delle emissioni con il supporto della tecnologia e delle energie rinnovabili (non solo sulle nuove costruzioni, ma anche per quanto riguarda gli edifici storici). Grazie alle risorse ottenute da Smart City, Genova sta già portando avanti un progetto ambizioso in termini di edilizia responsabile, si tratta della riqualificazione energetica della diga di Begato con il rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e la modifica dei sistemi di consumo.

    2. Green Airport e green Harbour, ovvero  idee innovative e progetti sostenibili  per quanto riguarda aeroporto, porti e baie. Siemens potrebbe avere particolare interesse ad investire sull’aeroporto di Genova ma, prima che ciò possa diventare un’ipotesi concreta, dovrebbe concludersi la telenovela della vendita a privati dello scalo genovese.

    3. Mobilità urbana, con particolare riferimento alla gestione del traffico e alla mobilità elettrica.

    Questo accordo non ha nulla a che vedere con le trattative per l’insediamento di Siemens agli Erzelli, ma guardando la situazione più a livello generale è ovvio che proprio gli Erzelli potrebbero diventare il fulcro strategico e politico di questa collaborazione.

    Intanto, sugli obiettivi individuati nel protocollo, verranno realizzati uno studio di fattibilità e un piano di progetto, con divisione dei costi e del personale fra i due soggetti.

  • Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Internet wifi gratis negli ospedali: la proposta della Regione Liguria

    Il digital divide è un problema che su vari fronti colpisce la Liguria: ci sono ancora Comuni dove le famiglie non hanno la possibilità di una connessione a banda larga, mentre la possibilità di aree wifi in cui navigare gratis sono limitate e gestite in maniera autonoma dalle singole Istituzioni o aziende private.

    Esistono però ambiti dove garantire l’accesso alla rete può fungere anche da aiuto sociale: un esempio sono gli ospedali, dove si potrebbe consentire ai degenti e ai loro familiari la navigazione wifi gratuita per tutta la durata del ricovero. Un servizio già presente in alcuni ospedali della Liguria, come il Gaslini e il polo di Albenga.

    La proposta di legge ufficiale è arrivata da Matteo Rosso, capogruppo Pdl in Regione Liguria, che ha così dichiarato: “Vorrei che, come altre regioni, anche la Liguria fornisse questa possibilità ai pazienti. Bisogna garantire più calore e più umanità nella nostra sanità“.

    Un’iniziativa che secondo i suoi promotori è possibile nonostante i numerosi tagli subiti dagli enti pubblici, come illustra anche l’avvocato Silvio Boccalatte: “Si tratta di una riforma a costo zero. Non è necessario, per fare delle buone leggi, ricorrere di nuovo ad un aumento di spesa pubblica. Con questa legge possiamo dare un aiuto concreto senza spendere un solo euro“. Questo perché all’interno degli ospedali è già presente una rete wifi gratuita, utilizzata dal personale. Sarebbe sufficiente estendere l’accesso a questa rete anche ai pazienti per rendere concreta questa iniziativa.

    Marta Traverso

  • Mobile journalism: un concorso per scovare i reporter del futuro

    Mobile journalism: un concorso per scovare i reporter del futuro

    mobile journalismCon il web siamo tutti giornalisti: che l’intento di questa frase sia polemico o entusiasta, la realtà dei fatti è che ormai chiunque può trovare una notizia e divulgarla con pochi semplici mezzi, a partire da un telefono cellulare e una connessione a Internet. È per capire le prospettive del giornalismo futuro che la compagnia telefonica Tim ha sponsorizzato un contest di mobile journalism, che invita i partecipanti a documentare una notizia (di cronaca, attualità, reportage, vita vissuta e così via) solo tramite fotocamera e/o videocamera del proprio telefono cellulare.

    La scadenza per caricare il proprio elaborato sul sito mobilejournalism.tim.it è il 16 aprile 2012. I materiali potranno essere votati dagli utenti del web e tramite questa votazione saranno selezionati 20 finalisti: tra questi una giuria sceglierà il vincitore, che sarà annunciato nel corso del prossimo Festival del Giornalismo di Perugia – dal 25 al 29 aprile nel capoluogo umbro – e vincerà un montepremi di 13.000 $.

    Marta Traverso