Tag: tecnologie

  • Progetto Smart City: Genova riceverà 6 milioni di euro

    Progetto Smart City: Genova riceverà 6 milioni di euro

    Porto di Genova al tramontoVi ricordate il progetto SmartCity tanto voluto dalla sindaco Marta Vincenzi? Bene, le tre proposte presentate dalla città di Genova sono risultate vincitrici con il punteggio massimo in tutti e tre gli ambiti (“pianificazione strategica sostenibile delle città”, “riscaldamento e raffreddamento”, “efficientamento energetico degli edifici”) del bando “Smart cities and Communities 2011”, lanciato dalla Commissione Europea.

    Genova riceverà 6 milioni di euro per la realizzazione dell’intero programma, un’importante scommessa e un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi. Ma andiamo a conoscere nel dettaglio i progetti:

    – Nell’ambito 1 ovvero “pianificazione strategica sostenibile delle città”, Genova ha partecipato con il progetto “Transform” coordinato dal Comune di Amsterdam e che vede, per la parte genovese, la collaborazione di Comune, Enel Distribuzione S.p.A., A.R.E. (Agenzia Regionale per l’Energia) oltre l’Università e l’Ufficio della Regione a Bruxelles retto da Costa Consulting. L’obiettivo del progetto è quello di creare una linea guida comune contenente indicazioni strategiche (e riferimenti concreti a casi specifici) sufficientemente flessibili per essere applicate nelle diverse realtà urbane. Genova riceverà 674.000 euro.

    – Per quanto riguarda l’ambito “riscaldamento e raffreddamento” Genova ha partecipato e vinto con il progetto “Celsius” coordinato dal Comune di Goteborg. La città di Genova progetterà e realizzerà una rete energetica locale alle Gavette, a Staglieno, con  un impianto di turbo-espansione e una centrale di cogenerazione nel sito dell’Officina delle Gavette. Insieme alla centrale verrà realizzata una nuova rete di tele-riscaldamento e tele-raffreddamento che dovrebbe servire le utenze industriali, commerciali e residenziali della zona. Con il Comune sono impegnati la Genova Reti Gas srl, l’Università e D’Appollonia S.p.A., il progetto porterà a Genova 2.425.000 euro.

    – Il terzo e ultimo progetto, nell’ambito “efficientamento energetico degli edifici”, si chiama “R2Cities” che si pone l’obiettivo di sviluppare una serie di strategie e soluzioni innovative per l’edilizia residenziale. Genova ha messo in campo un progetto ambizioso che prevede la riqualificazione energetica della diga di Begato grazie al rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e cambiando i sistemi di consumo. Oltre a Begato, il progetto prevede un intervento anche in Piazzale Adriatico, per un finanziamento complessivo di 2.486.000 euro.

  • Gas: l’Italia importa dalla Russia e non sfrutta la produzione interna

    Gas: l’Italia importa dalla Russia e non sfrutta la produzione interna

    Produzione del Gas

    Gazprom, il colosso energetico russo, nei giorni scorsi ha ridotto del 30% le proprie forniture e così rischiamo  di dover affrontare anche questo nuovo tipo di  emergenza. In verità tanto nuovo non è perché ne abbiamo già sentito parlare durante la crisi Russia-Ucraina del 2009 ma, se non si è esperti del settore, non si riesce a capire quali colossali interessi si nascondano dietro  apparenti controversie tra stati.

    Incominciamo col dire che la Russia  è il principale ”rubinetto” erogatore dell’est e che la manovra messa in atto  potrebbe nascondere una sorta di ricatto per accelerare la costruzione del mega-gasdotto “South Stream”, capace di introdurre in Europa 63 miliardi di metri cubi di gas l’anno, progetto in cui è previsto un braccio terminale in Italia, presso Otranto. Una diminuzione dell’erogazione si direbbe un problema relativamente “piccolo” per un paese, come l’Italia, che ha  fonti alternative di rifornimento quali Olanda, Norvegia, Algeria, Libia, che  può contare su una produzione propria, pari a circa il 15%, grazie ai due rigassificatori  di Rovigo e Panigaglia, che è in grado di riattivare, per emergenza, vecchie centrali ad olio come quelle di Livorno e Piombino (Enel)  ed, infine, che può avvalersi di eccellenti infrastrutture.

    Il vero problema è che  non sfruttiamo interamente le nostre potenzialità a causa di una gestione “monopolistica” di Eni e Snam: lo comprova il fatto che importiamo  85 miliardi di metri cubi l’anno contro una capacità di 107 e, soprattutto, che queste società non consentono ad altre imprese concorrenti di passare attraverso i “rami” inutilizzati.

    Questo  ci da conto, immediatamente, del costo di questo combustibile che noi paghiamo più di tutti in Europa.  Gli enormi interessi economici non finiscono qui: ci sono in progettazione 10 rigassificatori e 4 gasdotti, tra cui quello Brindisi-Minerbio che con i suoi 687 Km avrà un forte impatto ambientale lungo tutto l’Appennino, un progetto che parrebbe anacronistico a fronte di un esubero di condutture ma che si spiega con l’ottica “lungimirante” di rivendere il gas ai paesi del nord-Europa.

    I primi ad aver subito un immediato disagio sono i cosiddetti “interrompibili”, fruitori che a fronte di uno sconto sul prezzo (il costo energetico grava su un’impresa per il 20%) sono disponibili a farsi bloccare l’erogazione, cosa che è puntualmente avvenuta. Ma era assolutamente necessaria? Non sarebbe stato meglio, nell’eventualità di una carenza di gas, andare ad intaccare le consistenti riserve che, guarda il caso, sono anch’esse in mano, per il 97%, alla Stogit, società del gruppo Snam? Intervento prudenziale o mera speculazione economica?

    Certo è triste se pensiamo che, negli anni passati, siamo stati all’avanguardia nel campo dell’energia come quando, nel 1903, primi nel mondo, abbiamo pensato di sfruttare quella geotermica, fornitaci “gratis” dai soffioni boraciferi di Larderello. Per anni, inoltre, siamo stati quasi totalmente autonomi grazie alle grandi centrali idroelettriche, primati accantonati per far spazio a petrolio e suoi derivati, da cui, adesso, l’Italia deve affrancarsi sia ridimensionando il potere di questi grandi colossi (dov’è l’antitrust?) ma, soprattutto, con agevolazioni  che spingano verso fonti di energie alternative che, per altro, nel nostro paese sono favorite dalla conformazione oro-geografica.

    Non stupisce, a questo proposito, apprendere che la tecnologia italiana dei pannelli solari abbia raggiunto punti di eccellenza tanto da essere sfruttata dalla Cina, da cui importiamo l’intera produzione grazie al minor costo, e che, sempre italiana, è la ricerca sperimentale per la produzione di pannelli non più in silicio ma a partire dalla plastica che, all’abbattimento dell’80% dei costi, associano una struttura meno rigida capace  di adattarsi a qualsiasi  superfice anche a quella curva.

    Non meno importanti sono i progressi in campo eolico: il vento, insieme al sole, è un’altra grande risorsa che permette di ridurre l’inquinamento atmosferico con un impatto minimo sull’ambiente. Infatti, anche le “mostruose” pale rotanti, tanto invise ai rispettosi dell’habitat, sembrerebbero avere le ore contate. Sistemi innovativi propongono strutture a bracci verticali che non necessitano di orientamenti fissi e sono molto più contenuti nelle dimensioni.  Per gli amanti del design, inoltre, sono stati progettati veri gioielli da esporre in bella vista sui tetti degli edifici che, oltre a svolgere la loro importante funzione, impreziosiscono l’architettura dell’edificio.

    Un esempio? Il Wind Tulip dell’azienda israeliana Leviathan Energy, un tulipano non proprio olandese, come si evince, ma che, se istallato sul percorso della Bora o della nostra Tramontana, farebbe concorrenza ai caratteristici mulini a vento.

     

    Adriana Morando

  • 100” per il consumo sostenibile: concorso per artisti del video

    100” per il consumo sostenibile: concorso per artisti del video

    Mondo in ManoL’azienda AcquistiVerdi.it, nata del 2005 per promuovere la diffusione di prodotti e servizi ecologici,  ha promosso un concorso per giovani artisti dal titolo 100’’ per il consumo sostenibile, realizzato con il patrocinio dell’Associazione Giovani Artisti Italiani (GAI), dell’Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna (GA/ER) e del Comune di Ferrara.

    Possono partecipare artisti di nazionalità italiana o che vivono in Italia per motivi di studio e lavoro, purché l’età sia inferiore ai 30 anni.

    Le opere che partecipano al concorso dovranno essere video della durata massima di 100 secondi, il cui contenuto sia incentrato sul valorizzare la possibilità di effettuare scelte di consumo sostenibile nella vita di tutti i giorni da parte dei consumatori: utilizzo di prodotti e servizi ecologici, riduzione degli sprechi, cambio di abitudini che determinano un impatto sull’ambiente e così via.

    I video dovranno essere caricati su YouTube e segnalati agli organizzatori del concorso (mail 100secondi@acquistiverdi.it) entro il 31 marzo 2012.

    Questi i premi in palio:
    – gli autori dei tre video più votati dagli utenti di YouTube riceveranno buoni acquisto per prodotti ecologici, rispettivamente 500 € al primo classificato, 300 € al secondo e 200 € al terzo. I dieci video più votati saranno inoltre proiettati nel corso dell’edizione 2012 di Eco Buy ad Ecomondo, e gli autori saranno ospiti di una tavola rotonda nell’ambito della stessa manifestazione.

    – una giuria selezionerà il vincitore del concorso, che avrà una collaborazione di 3 mesi con rimborso spese di 2.500 € presso un’agenzia di comunicazione, allo scopo di realizzare video promozionali sui temi di competenza di AcquistiVerdi.it.

    Marta Traverso

  • Laboratorio Bonafide: nasce una web radio al centro sociale Buridda

    Laboratorio Bonafide: nasce una web radio al centro sociale Buridda

    RadioIl Patwa è un dialetto coniato in Giamaica negli anni della colonizzazione inglese, per distinguere il popolo deportato e ridotto in schiavitù dai suoi occupanti. Una delle parole di questo dialetto è Bonafide, di derivazione latina e il cui significato è onesto, originale, sincero.

    Proprio dal senso di questo termine nasce lo scopo del Laboratorio Bonafide, che viene inaugurato sabato 11 febbraio 2012 con una serata di musica al Laboratorio Sociale Buridda: il collettivo di giovani si occuperà della gestione di una web radio e prossimamente anche di un sito web e di una rivista cartacea, allo scopo di «sensibilizzare le persone riguardo ad argomenti di cui “spesso si parla ma poco si sa”, per dimostrare che noi giovani siamo la speranza più fiorita per un futuro all’insegna della convivenza civile, intaccati da alcun tipo di corruzioni e magheggi, come quelli che hanno profondamente segnato l’era moderna».

    La radio avrà un palinsesto settimanale con trasmissioni dedicate a cultura, musica e tematiche sociali, vedrà anche la presenza di ospiti esterni e mensilmente illustrerà gli approfondimenti pubblicati sulla rivista. La redazione all’interno del centro sociale permette di avere continui contatti con giovani o persone che vogliono collaborare o sono interessate alle tematiche trattate: chi vuole ricevere maggiori informazioni o collaborare alla realizzazione della radio può contattare gli organizzatori all’indirizzo mail bonafide.yard@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Allerta neve in Liguria: come tenere d’occhio la situazione sul web

    Allerta neve in Liguria: come tenere d’occhio la situazione sul web

    Monte AntolaNelle ultime settimane il freddo e la neve hanno causato non pochi disagi in Italia, soprattutto nelle regioni centrali, dove ci sono state anche alcune vittime.

    A quanto si è detto dalle previsioni dei giorni scorsi, sembra che da oggi dovrebbe scattare in Liguria una nuova ondata di neve e freddo. Per chi ha dubbi sulla scia di esco o no di casa? sono state messe a punto due mezzi di aggiornamento in tempo reale tramite il web.

    Il primo è Twitter: grazie all’hashtag #emneve è possibile tenere d’occhio la situazione e sapere cosa accade anche nelle altre città dalla viva voce (anzi, dalla viva tastiera) di chi è esposto in prima persona. Il secondo è Crowdmap, un’applicazione che permette a chiunque di creare una mappa interattiva, in cui chiunque può inserire e modificare dati. In vista dell’emergenza neve, tutti i tweet scritti con l’hashtag #emneve andranno a “riempire” la mappa Emergenza neve consultabile sul sito crowdmap.com, suddivisa in varie categorie: trasporto pubblico, viabilità, emergenze, interruzione servizi e così via.

    Anche in questo caso il web si rivela uno strumento utilissimo per fornire indicazioni e segnalare disservizi, al di là delle fonti ufficiali e delle polemiche che come sempre accompagnano le situazioni di allerta meteo.

    Marta Traverso

  • #salvaiciclisti: otto regole per evitare le stragi su due ruote

    #salvaiciclisti: otto regole per evitare le stragi su due ruote

    ciclistiIn questi giorni molti utenti di Twitter hanno rilanciato e condiviso l’hashtag #salvaiciclisti, intorno al quale si è mosso un dibattito partito da Oltremanica e che sta coinvolgendo un gruppo sempre più numeroso di blogger amanti delle due ruote.

    Cosa accade? Lo scorso 2 febbraio il giornale inglese Times ha pubblicato otto regole per evitare incidenti stradali che vedono coinvolti i ciclisti: secondo una ricerca, in Inghilterra negli ultimi dieci anni sono morti 1.275 ciclisti per la negligenza di chi si muove su strada.

    Un gruppo di quaranta blogger italiani riprende il tema, sottolineando che il corrispettivo numero nel nostro Paese è ben maggiore: 2.556 ciclisti morti nell’ultimo decennio. Per questa ragione il web si sta mobilitando nel rilanciare le otto regole inglesi, perché vengano adottate nel nostro Codice Stradale e aiutino a salvare delle vite.

    Queste le otto regole:

    1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la volta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

    2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

    3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

    4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

    5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

    6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

    7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays.

    8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

    Marta Traverso

  • Subbuteo: il film genovese sul calcio realizzato in crowfunding

    Subbuteo: il film genovese sul calcio realizzato in crowfunding

    subbuteoPopolarissima per decenni tra i bambini (ma non solo), la Subbuteo-mania è tramontata all’alba dell’era dei videoghiochi, portando la storica azienda Hasbro a sospenderne la produzione da alcuni anni.

    Una scelta che non è andata giù ai fratelli Giovanni Battista e Arturo Parodi, che nella loro fabbrica di Manesseno – fondata nel 1971 dal padre Edilio e che conta, oltre ai due titolari, sette dipendenti – costruiscono il popolare gioco e lo distribuiscono in buona parte d’Europa. La loro storia ruota intorno a Subbuteopia, un documentario che sarà presentato in anteprima il 5 maggio a Villa Bombrini nel corso di una giornata interamente dedicata al Subbuteo, con tavoli a disposizione del pubblico e tanti eventi collaterali.

    Il film ha una particolarità: è stato finanziato tramite il web grazie alla raccolta fondi collaborativa degli utenti – fenomeno noto come crowfunding – che ha visto ottenere ai registi un budget di oltre 15.000 €.

    Marta Traverso

  • Dodici idee geniali in dodici minuti: concorso per idee sul web

    Dodici idee geniali in dodici minuti: concorso per idee sul web

    startup ideaAd aprile si terrà a Perugia una nuova edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, una rassegna di eventi dedicata a celebrare le mille facce di questa professione, con un occhio di riguardo a tutte le forme di citizen journalism e giornalismo online che si stanno sviluppando attraverso il web.

    Per questa ragione Luca Conti, blogger ed esperto di social network, si è fatto promotore della prima edizione del concorso Future12: nei giorni del Festival sarà possibile assistere alla presentazione di dodici progetti innovativi in fatto di media, social network e apps d’informazione, e ciascun ideatore avrà dodici minuti per far conoscere la sua proposta.

    Per candidarsi a Future12 è necessario inviare una breve descrizione del progetto e il proprio curriculum (età, nazionalità, città di residenza, esperienze professionali, social media link) entro il 29 febbraio 2012 all’indirizzo mail future12@journalismfestival.com.

    Tutte le presentazioni saranno trasmesse sulla webtv del Festival e i progetti selezionati saranno pubblicati sul sito ufficiale. Gli autori dei progetti ritenuti di particolare interesse saranno invitati come speaker nell’ambito dell’edizione 2013 del Festival.

    Marta Traverso

  • Ebook, gratta e vinci e scommesse: le novità del paniere Istat 2012

    Ebook, gratta e vinci e scommesse: le novità del paniere Istat 2012

    ebookEbook e relativi dispositivi di lettura, gratta & vinci, scommesse sportive. Con queste e altre aggiunte all’inizio del 2012 il paniere Istat conta 1.398 voci, ossia 1.398 beni o servizi che sono entrati a far parte a pieno titolo dei consumi quotidiani degli italiani.

    Il gratta e vinci e le scommesse denotano una (tristemente nota) speranza di risollevare tutta e subito la propria situazione economica, un sogno che è sempre esistito a prescindere dalla crisi: un recente sondaggio del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha stimato che quattro italiani su dieci giocano d’azzardo.

    Discorso a parte lo merita la lettura digitale: secondo l’agenzia di statistica sono diventate parte integrante delle nostre abitudini quotidiane attività come comprare e scaricare ebook, leggerli su appositi dispositivi (a partire dal Kindle di Amazon, sbarcato nel mercato italiano a dicembre) e utilizzare computer di ultima generazione come gli Ultrabook, i notebook ultrasottili.

    Il fatto che l’Istat abbia ritenuto di aggiungere gli ebook al paniere indica che – complice forse anche la novità rappresentata dagli ebook rispetto alla “poco digitale” mentalità italiana – gli italiani non sono affatto un popolo che non legge. Anzi, la possibilità di avere un lettore che non pesa quanto un libro, può contenere al suo interno centinaia di testi e permette di collegarsi a Internet per approfondire quello che si sta leggendo o condividerlo con altri, è un segnale del fatto che la lettura ha un valore a prescindere dal suo supporto fisico.

    Marta Traverso

  • Corea del Sud: sette anni di carcere per un tweet di troppo

    Corea del Sud: sette anni di carcere per un tweet di troppo

    SeulIn carcere per un tweet, anzi in gergo tecnico si chiama retweet: se un altro utente di Twitter scrive una frase o mette un link ritenuto interessante, invece di ricopiarlo e rubargli così l’idea si retwitta, ossia si incolla sul proprio profilo la frase esattamente così com’è, mittente incluso.

    Il ventiquattrenne sudcoreano Park Jeonggeun non è l’autore del tweet “Lunga vita a Kim Jong II”. L’ha semplicemente retwittato dall’account ufficiale della Corea del Nord. Nonostante ciò è stato arrestato lo scorso 11 gennaio a Seul e rischia sette anni di carcere, una pena dovuta al suo presunto reato di attività antigovernativa e violazione della sicurezza nazionale.

    Amnesty ha anche diffuso le dichiarazione del giovane coreano: “L’ho fatto per divertimento, volevo ridicolizzare i leader nordcoreani. Su Twitter ho anche caricato e modificato le immagini di Pyongyang sostituendo il volto di un soldato con il mio in versione triste e la sua pistola con una bottiglia di whisky“.

    In un clima di censura del web a livello globale, Amnesty International ha denunciato questa violazione dei diritti umani e della libertà di espressione. La situazione politica fra Corea del Sud e Corea del Nord continua ad essere difficile: l’armistizio firmato nel 1953 non si è mai concretizzato in un vero accordo di pace, la guerra dunque non è mai finita e il confine tra i due paesi è il più fortificato al mondo.

    Marta Traverso

  • Il turismo che vorrei: progetto web della Regione Liguria

    Il turismo che vorrei: progetto web della Regione Liguria

    BoccadasseIl web è micidiale. La velocità con cui le informazioni corrono attraverso i social network, la possibilità concessa all’ultimo dei blogger di competere con le grandi testate giornalistiche, fanno sì che in tempo reale tutti possano conoscere quello che accade ed esprimere la loro opinione, al di là delle comunicazioni ufficiali.

    Creare un progetto online può rivelarsi una pericolosa arma a doppio taglio in questi tempi, perché ogni minimo passo falso può essere immediatamente riconosciuto e segnalato da chiunque. Ne sanno qualcosa le luci e ombre del progetto Genova Città Digitale o la recente polemica sui corsi gratuiti di social network ad Assessori e Consiglieri della Regione Liguria.

    Viceversa, quando un progetto è interessante e ben strutturato, sono gli stessi utenti della rete a farlo conoscere. Un esempio è Il turismo che vorrei, portale a cura della Regione Liguria che (rubando lo slogan alla celebre serie di spot del Mulino Bianco) ha voluto mettere in atto una campagna di valorizzazione delle località turistiche liguri attraverso il web.

    Operatori del settore, cittadini liguri e turisti possono accedere al sito ed esprimere la loro opinione, analogamente a ciò che avviene su buona parte dei siti in cui si prenotano le strutture alberghiere: gli utenti registrati possono dire la loro senza filtro, lasciare un commento su un hotel, un ristorante, un itinerario interessante o uno da evitare.

    Un sito che cerca di fare tutto questo bypassando i social network, in modo che non si ceda alla tentazione di trasferire “altrove” – ossia su Facebook, Twitter e così via – materiale prezioso che può arricchire il sito. Un progetto che ha visto il plauso di alcuni blogger specializzati in turismo e social media marketing per il modo in cui promuove il turismo in Liguria dal basso: non tramite i soliti e pomposi spot istituzionali e autoreferenziali, ma dando agli stessi utenti la possibilità di costruire (appunto) il turismo che vorrebbero partecipando a questo esperimento di blog collettivo  che ha lo scopo di stendere il Piano del Turismo Triennale della Regione Liguria.

    Marta Traverso

  • Scaricare video e musica non è reato: incontro con l’avv. Elena Bassoli

    Scaricare video e musica non è reato: incontro con l’avv. Elena Bassoli

    È recente la notizia della chiusura da parte dell’FBI di Megaupload (Megavideo), un evento che ha spiazzato il popolo del web e che ha nuovamente gettato ombre sulla legge per il diritto d’autore per quanto riguarda i files multimediali condivisi in rete. In quell’occasione ci eravamo promessi di tornare sull’argomento per approfondire con un esperto quella che è l’attuale legislazione in materia. Abbiamo contattato l’avvocato Elena Bassoli, specializzata in diritto dell’informatica e nuove tecnologie, docente presso l’Università di Genova, l’Università del Piemonte Orientale e l’Università Statale di Milano e presso il Ministero dell’Interno e il Ministero di Giustizia in Computer Crimes e Privacy. Partendo dall’abc, proviamo a capire meglio le leggi attualmente in vigore.

    Condividere e scaricare musica e video in rete è illegale? Partendo da questo presupposto sarebbero da considerarsi illegali miliardi di video su youtube (tranne quelli pubblicati dalle etichette discografiche) e di conseguenza si compierebbe reato anche postando uno di questi video su facebook ai propri “amici”?

    In realtà diverse sentenze della Cassazione hanno decretato che quando l’utilizzo di file multimediali in rete sia per uso personale, non costituisce reato. E ciò sulla base della lettera della legge 633/1941 sul diritto d’autore che a seguito di diverse modifiche succedutesi nel corso degli ultimi anni l’hanno resa la norma cardine in materia di diritti su opere multimediali.
    È vero che le recenti vicende della chiusura, ad opera dell’FBI, di Megaupload (Megavideo) da cui era possibile vedere film sul proprio divano di casa, hanno inficiato questa visione, ma occorre considerare che ciò è avvenuto sulla base della legislazione americana, e non europea, con problemi di giurisdizione ancora non del tutto risolti.

    In definitiva, per ora, in Italia, non è reato scaricare da Internet musica, film o programmi tutelati dal diritto d’autore. Purché non venga fatto «per scopo di lucro», cioè le opere non siano destinate alla rivendita, ma solo per fruizione personale. È anche vero tuttavia che sempre la Corte di Cassazione ha stabilito che è illegale diffondere online link per vedere partite di calcio trasmesse da Sky anche se su emittenti straniere che hanno pagato i diritti alla stessa società televisiva e hanno, poi, anche senza volerlo, resa disponibili la diretta di tali incontri di calcio sul web. Il discorso di Facebook si pone un po’ a metà strada, perché lo scopo sarebbe di mera condivisione per scopo personale. Basti pensare che in Svizzera si è notato che la condivisione di link favorisce e incrementa la vendita di dischi (e non solo in Svizzera).

    Esistono programmi in rete facilmente scaricabili con cui è possibile estrarre la traccia mp3 dai video youtube. Sono programmi illegali? Se io estraggo la traccia mp3 dal video pubblicato su youtube dall’etichetta discografica (che quindi ha il diritto di farlo), ma poi questa traccia non la condivido limitandomi ad ascoltarla privatamente sono punibile dalla legge?

    Teoricamente, sulla base della sentenza della Suprema Corte sopra richiamata, no. È un po’ come quando trent’anni fa si registravano su nastro magnetico le canzoni dalla radio, per poi riascoltarsele sul walkman.

    La maggior parte delle persone che caricano e scaricano contenuti multimediali sul web ignorano i contenuti della legge… Ad oggi quali sono stati i provvedimenti messi in atto dallo Stato italiano per regolamentare la condivisione sul web di files coperti dal diritto d’autore?

    Sicuramente la sottoscrizione di l’ACTA da parte dell’Italia (come già fatto da molit Paesi europei per compiacere le major americane) non mi sembra personalmente una via percorribile senza rischiare di mettere in crisi lo stesso spirito di condivisione connaturato a Internet.

    In conclusione, quali sono secondo lei i principali vuoti legislativi in materia sui quali sarebbe urgente intervenire?

    A mio avviso la rete non andrebbe regolamentata perché è un immenso oceano di informazioni ai quali chiunque dovrebbe avere il diritto di attingere, per la libera circolazione e fruizione di idee e cultura. Ma il diritto d’autore esiste, comunque e va rispettato quando via sia uno scopo di lucro. È tuttavia molto pericoloso prevedere disposizioni normative che prevedano, in nome della tutela degli interessi delle major discografiche e cinematografiche (soprattutto d’oltreoceano), la possibilità di oscurare (o censurare) interi siti web o portali, come avvenuto per Megavideo, ove assieme al materiale che violava diritto d’autore sono stati cancellati anche dati del tutto legittimi inseriti da utenti che utilizzavano la piattaforma con funzione di data recovery.

     

    Gabriele Serpe

  • Jobberone: il primo social network italiano per cercare lavoro

    Jobberone: il primo social network italiano per cercare lavoro

    Prendi tre fratelli bresciani, che lavorano nel settore alberghiero e cercano personale per la loro struttura sul lago di Garda. Mettono un annuncio su uno delle decine di siti web dedicati, e si accorgono che è molto difficile districarsi tra gli annunci più disparati. Passano a LinkedIn – a oggi il più noto e utilizzato social network dedicato al lavoro – ma lì sembrano essere operativi solo i colossi della tecnologia e del web.

    Decidono allora di creare un loro social network, dove gli utenti possono cercare lavoro filtrando nelle piccole e medie aziende, che in questi tempi di chiusura o delocalizzazione delle grosse compagnie sembrano essere porti più sicuri a cui approdare.

    Così fu che – con un investimento iniziale di soli 100 Eu – nacque Jobberone. Un social network presentato in Lombardia e che si appresta a diventare un polo a livello nazionale, in cui è possibile accedere gratuitamente alle offerte di lavoro delle aziende per trovare quella che più interessa.

    Un business sicuramente inflazionato, soprattutto di questi tempi in cui la ricerca di lavoro si fa sempre più pressante. L’ennesimo sito che promette di aiutare a trovare il mestiere dei propri sogni servirà davvero per fronteggiare la crisi dell’occupazione? Come si dice in una frase altrettanto inflazionata, lo scopriremo solo vivendo.

    Marta Traverso

  • Regione Liguria a scuola di social network: chi paga il conto?

    Regione Liguria a scuola di social network: chi paga il conto?

    Oltre il 70% di Assessori e Consiglieri della Regione Liguria ha un proprio sito o blog personale e un profilo su Facebook, ma ben pochi li aggiornano regolarmente. Il 100% ha un indirizzo mail, ma solo il 20% circa risponde in prima persona. Appena il 15% ha un account su Twitter.

    A partire da questi dati (realizzati dalla società milanese Spindoctoring) viene formalizzato il desiderio della Regione Liguria di aprirsi al web: la prima decisione ufficiale arriva dall’imminente trasmissione in streaming le riunioni della Giunta Regionale, che si tengono ogni venerdì mattina dalle 10 alle 13. Un provvedimento fortemente voluto da Claudio Burlando, uno dei primi politici liguri a crearsi un account su Twitter e utilizzarlo in prima persona. Lo streaming riguarderà l’intera durata delle assemblee, oscurando solo le parti in cui vengono citati dati sensibili o non divulgabili pubblicamente ai sensi della legge.

    C’è però molto di più: se la sfida in vista delle primarie Comunali si sta giocando in larga misura sul web, anche la Regione – che per le elezioni ha ancora tre anni di respiro, visto che saranno nel 2015 – si sta attrezzando per avvicinarsi di più ai cittadini tramite la Rete. L’agenzia informatica regionale Datasiel ha infatti attivato un corso gratuito di alfabetizzazione digitale per Assessori e Consiglieri, allo scopo di istruirli su un uso più corretto e più in prima persona dei social network. Non solo: l’agenzia si impegnerà a creare un profilo sui social network per ciascun Assessore e ciascun Consigliere.

    La prima lezione sarà il 15 febbraio e verterà sul tema: come si naviga su uno smartphone?

    Sulla questione due domande sono d’obbligo: (1) quanti politici si impegneranno a utilizzare veramente in prima persona i social network, senza delegare il lavoro a segretari o portaborse? (2) anche se Datasiel è una società in house della Regione Liguria e fornirà questo servizio a un teorico costo zero per la pubblica amministrazione, chi paga il conto? Bisogna infatti tenere conto di una cosa: esistono molte agenzie specializzate nel social media marketing, ed esistono imprese private, professionisti, artisti e così via che pagano queste agenzie per la gestione dei loro profili social e/o per imparare a usarli. Perché un ente pubblico dovrebbe beneficiare di un servizio simile a costo zero, senza consentire alle realtà genovesi e liguri che operano in questo settore di sottoporre preventivi e dare luogo a un po’ di sana concorrenza?

    Marta Traverso

  • Mobile Festival 2012: per diventare registi basta un cellulare

    Mobile Festival 2012: per diventare registi basta un cellulare

    Ormai è un fatto: i cellulari di ultima generazione sono in grado di realizzare foto e video che non hanno nulla da invidiare ai “modelli base” di macchine fotografiche e videocamere. Per questo motivo l’azienda Sony Ericsson, con la collaborazione di The Blog Tv, ha finanziato un concorso per videomaker che dovranno utilizzare il proprio telefonino per creare un videoclip musicale o un cortometraggio della durata massima di 7 minuti.

    La gara creativa è realizzata per il Mobile Festival – Moving people making movies, progetto ospitato all’interno del Circuito Off Venice International Short Film Festival.

    La scadenza per consegnare il proprio lavoro sul sito ufficiale del Mobile Festival è il 30 aprile 2012 e il montepremi complessivo è di 18.000 Eu, così ripartito: due premi da 5.000 Eu, due premi da 2.500 Eu e due premi da 1.500 Eu. I due premi per ogni fetta di montepremi saranno ripartiti in questo modo: uno per la categoria Videoclip e uno per i Cortometraggi.

    Marta Traverso