Anno: 2011

  • Forest Skill, progetti per valorizzare i boschi e creare occupazione

    Forest Skill, progetti per valorizzare i boschi e creare occupazione

     

    Le aree boschive italiane  si estendono per oltre 10 milioni di ettari e rappresentano un eccezionale patrimonio che oggi non è valorizzato a sufficienza.

    Nuove idee e progetti che propongano un utilizzo innovativo di questo patrimonio potrebbero produrre concrete opportunità di sviluppo e occupazione.

    La Fondazione Italiana Accenture e la Fondazione Collegio delle Università Milanesi, con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, l’Università degli Studi di Milano e la partnership di FederlegnoArredo e della Fondazione UniVerde, partendo dalle considerazioni sopracitate, hanno lanciato il progetto “Forest Skill”.

    L’obiettivo è sviluppare competenze e know-how per creare nuove opportunità di lavoro attraverso l’uso intelligente del patrimonio boschivo italiano.

    Forest Skill è inserito nel programma dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha proclamato il 2011 “Anno Internazionale delle Foreste” con l’impegno di favorire la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo.

    Da sempre il bosco è oggetto di un duplice confronto con la specie umana: luogo ostile ed ambiguo, geloso custode dei segreti della natura ma anche indiscussa fonte di protezione e sostentamento in termini di beni (che vengono fatti ricadere nella sfera economica, funzione economica) e servigi (sfera sociale, funzione culturale).

    Bosco e Foresta sono termini largamente utilizzati, a volte come sinonimi, ma in realtà corrispondenti a concetti differenti, il cui elemento differenziante è dato dalla qualità e dall’intensità dell’azione dell’uomo: per “foresta” ci si riferisce, comunemente, ad una superficie a copertura arborea allo stato naturale, mentre il “bosco” è inteso come area arborea il cui assetto è conseguenza della gestione umana.

    In questi termini le regioni italiane sarebbero totalmente prive di foreste e tutte le superfici a vegetazione arborea sarebbero riconducibili a boschi con differenti stadi di evoluzione: è quindi la gestione del rapporto uomo-bosco l’oggetto principale del tema.

    Il valore del bosco come bene economico, nelle nostre regioni, è oggi largamente superato dal valore legato ai servigi, rappresentati da differenti funzioni: idrogeologica, di filtro e miglioramento della qualità dell’aria, di rifugio e alimentazione della fauna, di conservazione della biodiversità, nonché estetico-paesaggistica in senso lato.

    Secondo una ricerca di Progetto Ambiente – Isfol su dati ISTAT nell’arco temporale 1993 – 2008, il numero degli occupati nei settori di interesse ambientale registra incrementi nel settore del turismo (14,5%) e della difesa, controllo e disinquinamento (8,4%), mentre presenta valori stabili nel settore dei rifiuti (24,4%) e in quello delle risorse agro-forestali (35,8%).

    Nell’arco temporale in esame, gli occupati nel settore ambientale passano da 263.900 a 372.100 unità, mentre, crisi permettendo, per i prossimi anni le stime parlano persino di un raddoppio.

    In un Paese in cui 30 giovani su 100 sono senza occupazione, l’ambiente può rappresentare un’opportunità concreta di occupazione.

    Possono partecipare al concorso tutti coloro che , italiani e stranieri, si sono laureati presso un’Università italiana tra l’a.a. 2005-2006 e l’a.a. 2010-2011. Il concorso è aperto sia a singoli partecipanti che a team che possono avvalersi di tutte le competenze necessarie a proporre un’idea progettuale completa. In caso di partecipazione in team solo il capo progetto, che posterà l’idea, dovrà avere i requisiti sopra indicati.

    I progetti da candidare quindi potranno tendere sia ad accrescere la funzione economica del bosco sia a migliorare quella di fornitore di servigi, o potranno altresì interessare entrambi gli ambiti.

    A partire dal 7 novembre 2011 i progetti saranno valutati dalla Giuria online composta da esperti delle diverse discipline relative al Concorso. La somma delle votazioni di ciascun giurato determinerà il punteggio assegnato all’idea progettuale e la relativa posizione in graduatoria: tale graduatoria sarà soggetta a variazione, il punteggio assegnato infatti potrà aumentare o diminuire per tutto il periodo di durata delle votazioni.

    Le idee progettuali che al 15 marzo 2012 , termine delle valutazioni della Giuria online, occuperanno le prime 10 posizioni della graduatoria, saranno considerate le finaliste.

    I due vincitori del concorso potranno realizzare la propria soluzione progettuale grazie ad un budget di € 30.000,00 per ciascuno.

    I progetti dovranno pervenire nel periodo compreso tra il 12 ottobre 2011 e il 29 febbraio 2012, la chiusura è prevista entro le ore 18:30.

     

    Matteo Quadrone

  • Che cosa è la “chitina”? La seconda materia più diffusa in natura

    Che cosa è la “chitina”? La seconda materia più diffusa in natura

    Che cos’è la chitina? Una domanda a cui ben pochi ragazzi saprebbero rispondere e che creerebbe un serio imbarazzo anche tra gli adulti. E’ una delle tante curiosità che, in questi giorni, si incontrano nella Piazza delle Feste, al Porto Antico di Genova, in un’area dedicata ad esperimenti di “magia “chimica.

    Varcata la soglia, una folla di piccoli apprendisti stregoni si muove, chiassoso, tra provette che mandano fumi sinistri, tra liquidi incolori che si tingono di rosso o di azzurro, tra nomi astrusi che solo i più grandi ricordano di avere incontrato nella tavola periodica di Dmitrij Mendeleev.

    Girando in questa confusione babelica, incontriamo la chitina in compagnia del suo scopritore, il chimico e farmacista francese Henri Braconnot . Questo “ficcanaso” sopraffino del mondo vegetale può essere definito il padre ancestrale della fotografia,  avendo scoperto l’acido gallico e pirogallico, successivamente, usati in questo campo;  può essere ritenuto lo scopritore di una sostanza ottenuta  trattando legno e cotone con acido solforico, sostanza  che diventerà nota al mondo intero col nome di glucosio (zucchero); può essere indicato come il fautore di una forma di primordiale precursore della plastica, la xyloidina,  ottenuta per nitrazione di fibre di cellulosa; ma, soprattutto, è riconosciuto universalmente come il genitore indiscusso della chitina, molecola misteriosa che, come novelli Sherlock Holmes, siamo venuti a cercare.

    Seconda solo alla cellulosa, è la materia più diffusa in natura ed ha una formula chimica  composta da 8 atomi di carbonio, 13 di idrogeno, 5 di ossigeno e 1 di azoto che si susseguono in modo ripetitivo a formare una lunga catena polisaccaridica (saccaridi termine chimico per zuccheri). La struttura di base è quella del glucosio che condivide con l’acido ialuronico e la cellulosa e tale analogia ha fatto scaturire l’ipotesi che essa possa derivare da un unico batterio prestorico che si sarebbe , in seguito, evoluto distribuendosi nei mammiferi (acido ialuronico), nelle  piante (cellulosa), negli artropodi e nei funghi (chitina).

    La protagonista della nostra indagine, che deve il suo nome alla parola greca χιτών (tunica, rivestimento) si nasconde ovunque: nella radula (denti) delle lumache o del polpo, intorno allo stomaco dei lombrichi, sulle ali delle farfalle, nei gusci delle aragoste, nella pelle dei serpenti, nell’esoscheletro dei coleotteri, nella cuticola delle meduse, nell’intera struttura dei funghi, insomma, ovunque sia necessaria durezza ed elasticità che sono le sue principali caratteristiche.

    E’ una sostanza biodegradabile e, come tale o trasformata in chitosano e in glucosammina, trova innumerevoli campi applicativi:  risulta essere un ottimo materiale per la produzione di suture chirurgiche e bende, viene usata in campo oftalmico, nasale, orale, per una rapida cicatrizzazione delle ferite, nei regimi dietetici per ridurre l’assorbimento dei grassi, in dermocosmesi e, in generale, in quelle condizioni in cui è necessario veicolare una principio attivo su un bersaglio specifico, grazie alle sue caratteristiche di muco-adesività e di rilascio dei farmaci.

    Ma non finisce qui: grazie alla biocompatibilità, biodegradabilità, non tossicità, può essere impiegata nell’imballo di cibi per le sue proprietà antibatteriche e per la resistenza che la carta acquisisce se impregnata di questo prodotto; viene usata per purificare l’acqua da metalli pesanti e per chiarificarla da proteine derivanti da lavorazioni alimentari; trova applicazione in campo tessile come uniformante di tintura o per il suo effetto anti-infeltrente.

    La porzione più pura della chitina si presenta sotto forma di strutture fibrillari piccolissime con una lunghezza media pari a 250 nm e spessore di 5/7 nm cioè dei nanocristalli,  la cui produzione ed utilizzo sono legati a brevetti internazionali italiani: un chiaro esempio della necessità di guardare alla ricerca come fonte di innovazione ed un eccellente risultato di cui essere orgogliosi.

    Adriana Morando

  • Iniziativa contro la chiusura del centro Antiviolenza di salita Mascherona

    Iniziativa contro la chiusura del centro Antiviolenza di salita Mascherona

    Salita MascheronaVenerdì 4 novembre alle 17, presso la Sala Incontri Coop Dinegro al Terminal Traghetti,  il coordinamento ligure donne latinoamericane (Colidolat), insieme con le associazioni Usciamo dal Silenzio, UDI “25novembre2008”, Arcilesbica Associazione Nazionale, LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, Società per Azioni Politiche di Donne, organizzano un aperitivo solidale per dire no alla chiusura del centro Antiviolenza di salita Mascherona nel centro storico genovese.

    In Italia la violenza domestica è in continuo aumento, e le strutture che offrono sostegno psicologico alle donne maltrattate sono a rischio chiusura a causa dei tagli economici del Governo e di conseguenza della Regione Liguria, Provincia e Comune.

    Tutti i centri antiviolenza distaccati sul territorio potrebbero sospendere le attività, e le donne perderebbero dei punti di riferimento inportanti in situaziuoni critiche come quelle dei post violenza.

    L’iniziativa sarà animata dalle letture teatralizzate di Antonella Sodini e Lorena Luccatini e dagli intervalli musicali di Alessandra Ravizza del gruppo musicale Rebis. E’ prevista un’offerta libera a favore del centro antiviolenza.

    Volantino aperitivo solidale

  • Eurocities 2011, riqualificare le città partendo dalle persone

    Eurocities 2011, riqualificare le città partendo dalle persone

    Parte oggi la 25ma edizione di Eurocities che proietterà Genova al centro del dibattito europeo sulla pianificazione cittadina, dopo il successo della IX Biennale degli urbanisti.

    EUROCITIES è una piattaforma politica fondata nel 1986 che collega oltre 130 delle più importanti città europee e attualmente rappresenta circa il 25% dei cittadini europei attraverso i sindaci delle città aderenti.

    Dal 2 al 5 novembre il capoluogo ligure ospiterà le autorità locali di 140 città oltre a 400 delegati provenienti da tutto il continente. Si terranno inoltre cinque workshop, simposi, conferenze e la premiazione di concorso fotografico per gli under 25 provenienti da tutta Europa. Un progetto di approfondimento tra i più importanti d’Italia che si propone di affrontare problematiche e necessità delle città europee medio-grandi.

    Chiave della kermesse la conferenza “Plannig for people” dove i delegati si confronteranno sulle realtà dei centri urbani dai quali provengono, per costruire dei progetti di pianificazione e rigenerazione e garantire così coesione sociale e sostenibilità.

    “Il tema della conferenza di EUROCITIES – Genova 2011, Planning for People, sulla dimensione sociale della pianificazione urbana è molto importante – spiega Frank Jensen, sindaco di Copenhagen e presidente di Eurocities – Dopo tutto, sono le persone che rendono le città quello che sono: è l’alto livello di interazioni tra i cittadini che crea città dinamiche, creative e floride. Non possiamo sostenere le nostre città di successo senza assicurarci che la pianificazione urbana soddisfi le esigenze dei nostri cittadini”.

    Planning for People è un nuovo approccio alla rigenerazione urbana, mettendo da parte il tradizionale focus sui “luoghi”, a vantaggio delle “persone”.

    Sfruttando la capacità, la creatività, l’energia e le idee dei cittadini, i governi locali possono riqualificare aree nell’ottica di promuovere la coesione sociale.

    Sempre più spesso, le città devono far fronte a sfide che riguardano le disparità sociali, l’immigrazione e la sicurezza, cosicché gli spazi pubblici che possono essere fruiti dall’intera comunità offrono un’ideale opportunità per affrontare tali problematiche. Compiendo un ulteriore passo avanti e coinvolgendo la comunità nell’intero processo di rinnovamento, i progetti possono soddisfare meglio i bisogni dei cittadini e affrontare più efficacemente le sfide summenzionate.

    L’apertura dei lavori (alle 19 del 2 novembre, all’Acquario) sarà affidata alla sindaco Marta Vincenzi, a Frank Jensen e a Paul Bevan, segretario generale del network delle città europee.

    A tracciare le linee di indirizzo della conferenza sarà l’architetto e urbanista genovese Renzo Piano.

    Lo standard a cui si tende è quello mostrato dal nord Europa, esempio per tutti i Paesi che stanno cambiando strategia urbana in un’ottica sostenibile e “smart”.

    Oltre a numerosi sindaci delle città più importanti tra gli ospiti sarà presente, nel ruolo di moderatore, l’architetto Richard Burdett (subentrato a Piano nella progettazione del PUC genovese) docente di Studi Urbani della London School of Economics.

    L’acquario di Genova sarà la sede del welcome speech con la consueta visita, per tutti gli ospiti, dell’intera area del Porto Antico. Sarà invece il Centro Congressi dei Magazzini del cotone il fulcro degli incontri tra i delegati.

    Eurocities per la giornata del 5 novembre uscirà dalle sale alla scoperta dei dintorni di Genova: tutti i partecipanti saranno accompagnati attraverso la città vecchia, al Galata e ai musei di Strada Nuova. Tappe conclusive Portofino e Santa Margherita.

    Nel corso del convegno si terranno sei laboratori itineranti. Dall’incontro con il Patto per lo Sviluppo della Maddalena con Claudio Oliva, Carlotta Bottaro e Roberto Marini, fino agli workshop relativi al Polo Tecnologico di Morego e alla riconversione industriale di Cornigliano e dello stabilimento Fincantieri (tematica di viva attualità).

    Genova, come molte altre città, deve affrontare la sfida di riqualificare edifici industriali ormai in disuso. Il quartiere di Cornigliano è un esempio perfetto di questo. Genova sta cercando di dare una nuova vita ai locali delle acciaierie dismesse, con un progetto di riqualificazione, lanciato nel 2005, che si prefigge di incoraggiare servizi locali e istituzioni a “reclamare” gli immobili abbandonati per le loro attività.

    Riconoscendo il potenziale dell’edificio, Cineporto Genova si è installata negli ex uffici amministrativi delle acciaierie. Si tratta di uno studio audiovisivo che offre spazi e servizi per i produttori di tutto il mondo. Il direttore di Società per Cornigliano farà una presentazione ai partecipanti del workshop a Villa Bombrini, splendida villa attualmente utilizzata come centro culturale e conferenze; al termine è prevista una visita presso gli studios di Cineporto Genova.

    Si prospettano interessanti anche i laboratori sulla fotografia (riservato ai giovani), con la visita a Publifoto e all’Archivio fotografico del Comune, sul porto e la città (UrbanLab e Genoa Port Center) e sul pesto al mortaio.

    CLICCA QUI PER SCOPRIRE IL PROGRAMMA DI EUROCITIES A GENOVA

     

  • Torta di Carciofi: ingredienti della ricetta genovese

    Torta di Carciofi: ingredienti della ricetta genovese

    Torta di carciofiLa torta di carciofi è una ricetta tipicamente genovese e vegetariana. Questa pianta erbacea ha un alto valore nutritivo, essendo ricca di ferro, calcio, vitamine e fosforo.

    Ingredienti
    Per la pasta: 1 Kg. di farina bianca, 4 cucchiai d’olio, sale e acqua.
    Pre il ripieno: 1 dozzina di carciofi, 1 limone, 1 etto di burro, 1/2 cipolla tritata, 6 uova, prezzemolo, formaggio parmigiano grattuggiato, sale, pepe, quagliata (o ricotta) e maggiorana

    Preparazione

    Impastate la farina con l’olio, il sale e tanta acqua quanto basta per ottenere una pasta di giusta consistenza. Lavoratela molto bene e copritela con un tovagliolo umido e  sopra uno asciutto e lasciatela riposare per un quarto d’ora.

    Intanto preparare i carciofi eliminando i gambi e tutte le foglie esterne sino a che tali foglie  o squame non appaiano pressochè bianche. Dopo aver tagliato la parte spinosa,  dividete in 4 o 8 parti ciascun carciofo e mettetele a bagno in acqua fresca assieme al limone. Sgocciolate i carciofi e  cuoceteli in un soffritto di olio e burro con cipolla e prezzemolo tritato. Toglieteli dal fuoco non appena avranno raggiunto la mezza cottura e quindi  aggiungete  parmigiano grattuggiato, sale ed un pizzico di pepe.

    Tirate 10 sfoglie sottilissime di pasta e stendete la prima su una tortiera unta e  infarinata. Spennellatela con un poco d’olio e ritagliate con un coltello il cordone di pasta in eccesso (operazione che ripeterete per tutte le sfoglie). Stendete altre cinque sfoglie e poi fate uno strato con i carciofi e uno con il formaggio.

    Preparate sul formaggio 6 fossette (quantità a piacere) e mettete in ognuna un pezzetto di burro, rompendoci  dentro un uovo, condite con un pizzico di sale, di pepe e di maggiorana e il parmigiano.

    Coprite con le rimanenti sfoglie, punzecchiate con una forchetta l’ultima sfoglia.

    Passate in forno a calore moderato  per circa 60 minuti.

    La torta di carciofi deve prendere un bel colore biondo.

  • Porto di Genova: cresce il traffico, diminuiscono i passeggeri

    Porto di Genova: cresce il traffico, diminuiscono i passeggeri

    Porto di GenovaIl Porto di Genova reagisce allo “sboom” economico e  riprende a camminare, il traffico container sale del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso raggiungendo quota 1.380.894 teu. In particolar modo cresce il traffico teu del VTE di Voltri che raggiunge il 15,2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

    Nel primo semestre del 2011 il porto di Genova ha movimentato in totale 26,25 milioni di tonnellate di merci. In tutto il 2010 51,9 milioni, quindi la previsione è di crescita rispetto allo scorso anno.

    Nel 2006, anno della grande ripresa, i traffici raggiunsero i livelli dei primi anni 70 attestandosi intorno ai 56 milioni di tonnellate di merci: se si confrontano con i numeri attuali ci si può rendere conto della rincorsa che il Porto sta compiendo su se stesso, una corsa che ad oggi sta dando ottimi risultati.

    In calo i prodotti petroliferi (-5,5%), complice la situazione libica. Calano anche i passeggeri dei traghetti, addiritura del 17,8% rispetto all’anno scorso. Anche in questo caso la situazione politica del Nord Africa incide sul dato, ma in calo sono anche i passeggeri delle crociere (-5,3%) indice che conferma i problemi dello scalo genovese per quanto riguarda l’imbarco dei passeggeri e la sua spiccata natura commerciale.

    Il Porto di Genova è infatti il primo in Italia per traffico merci (il secondo è Trieste, 44 milioni di tonnellate nel 2010) e soltanto il quarto per traffico passeggeri. Dieci anni fa lo scalo genovese aveva il primato anche per le crociere, oggi, pur essendo raddoppiato il numero di imbarchi, ha dovuto cedere il passo a Civitavecchia, Venezia e Napoli il cui traffico passeggeri è aumentato esponenzialmente.

     

  • Evasione Fiscale: in Italia l’illegalità è la regola

    Evasione Fiscale: in Italia l’illegalità è la regola

    Modello 730L’evasione fiscale ci costa 120 miliardi l’anno. La stima (prudenziale) è quella fatta da Nunzia Penelope nel libro Soldi Rubati (2011, Ponte alle Grazie). E appare assolutamente realistica, perché basata su stime di organi pubblici come la Corte dei Conti.

    D’altra parte, che non si tratti di un numero campato in aria, lo si capisce considerando che solo con l’ultimo condono sono stati rimpatriati 100 miliardi di capitali (dai quali, per inciso, lo Stato ha ricavato la miseria del 5%). Per dare un metro di paragone, in base a quello che è scritto nella lettera che Berlusconi ha portato a Bruxelles la scorsa settimana, l’effetto correttivo sui bilanci pubblici di tutti gli interventi “lacrime a sangue” presi dal Parlamento quest’estate sarà pari, da qui al 2014, a 60 miliardi di euro.

    Il che vale a dire che basterebbe non sconfiggere, ma dimezzare l’evasione fiscale per risparmiarci gran parte dei sacrifici che il dissesto dei conti pubblici, la crisi economica e la speculazione internazionale ha reso necessari. Tant’è vero che il governo ha cominciato a battere sul tasto del recupero dell’evasione come leva per il risanamento. Peccato però che non si possa fare molto affidamento su un incasso virtuale. E’ come per quelle società che mettono a bilancio, in attivo, i crediti non recuperati: sono soldi dovuti, è vero, ma non sono a disposizione (e chissà mai se lo saranno).

    Infatti l’Europa ci ha avvertito che non si fida di quelle che, allo stato attuale, rischiano di essere promesse che non si possono mantenere. Combattere l’evasione non è facile. In particolar modo in Italia. Per quale motivo? Si potrebbe cominciare dicendo che un premier imputato più volte per reati fiscali potrebbe avere qualche remora a inasprire le leggi contro i reati fiscali. Se poi questo stesso premier, a parole, legittima l’evasione, quando la tassazione agli occhi del contribuente appare troppo alta, è chiaro che poi passano messaggi poco proficui. Ma dare la colpa di tutto a Berlusconi sarebbe un errore.

    I grandi evasori si sentono tutelati grazie a leggi “benevole” fatte da governi di destra e di sinistra. E non ci sono solo i grandi evasori: il partito di chi non paga le tasse è trasversale. Sappiamo tutti che a non fare lo scontrino o a non rilasciare le ricevute sono un po’ tutte le categorie di commercianti e liberi professionisti. Solo il lavoratore dipendente non evade (ma unicamente perché non può, dato che le tasse gli sono detratte direttamente in busta paga).

    Arriviamo così al nodo del problema: uno stato di illegalità diffusa che coinvolge un po’ tutti e che costringe i politici che vogliano mantenersi la poltrona a non calcare troppo la mano contro l’evasione fiscale. Come siamo arrivati a questo?

    Con le soluzioni all’italiana, ossia tollerando l’evasione come ammortizzatore sociale. Le tasse sono alte, è vero, ma tanto si da per scontato che nessuno, grande o piccolo che sia, si mette a pagare tutto. E comunque l’economia va abbastanza bene, lo Stato si indebita ma riesce a fare un minimo di spesa sociale e tutti riescono più o meno ad adattarsi.

    Ma poi arriva la crisi. Ci si accorge che i conti non sono poi così in ordine e finanziare il debito costa sempre di più. Qualcuno comincia addirittura a paventare il rischio di insolvenza. Allora si taglia prima di tutto la spesa pubblica (cioè i servizi e gli incentivi). Poi si aumentano le tasse (più o meno occultamente). Ma fino a un certo punto.

    Come ha scritto una volta Michele Boldrin su Il Fatto Quotidiano, se prendiamo il PIL italiano, scorporiamo la stima del lavoro nero che non è tassato (il 12,5% secondo i conti dell’economista) e lo dividiamo per quello che incassa lo Stato, otteniamo una percentuale che registra la nostra pressione fiscale come la più alta del mondo! Superiamo persino quella dei paesi scandinavi, dove però ci sono servizi pubblici di altissima qualità.

    Morale: dato che le tasse sono già altissime, se non si vuole deprimere completamente l’economia, per fare cassa bisogna trovare altre soluzioni. Arriviamo così all’ultima novità: toccare il costoso sistema pensionistico. L’evasione invece, che ci costa forse anche di più, al di là degli spot, non si tocca: si scontenterebbe troppa gente.

    La nostra debole politica si può permettere di colpire solo le categorie più deboli, oppure di scaricare i sacrifici sulle spalle dei cittadini nel modo più ampio e indiscriminato. Perché gli Italiani sono l’unica categoria che non è abbastanza compatta per organizzare una protesta coerente.

    E’ così che siamo finiti in un tunnel da cui non sappiamo come uscire. Certo, ci sarebbe sempre la via più semplice: prendere provvedimenti che non abbiano a che fare con il calcolo elettoralistico di accontentare o di scontentare qualcuno, ma con la giustizia. Tanto per fare un esempio, si potrebbero colpire i privilegi indebiti, i comportamenti illegali e le inefficienze costose. Basterebbe appellarsi all’equità e dire: dobbiamo fare questo e questo non perché è conveniente per qualcuno, ma semplicemente perché è giusto. Peccato che quando l’illegalità è la regola, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non si distinguono più.

    Andrea Giannini

  • Le iniziative di solidarietà di Arci per le popolazioni alluvionate

    Le iniziative di solidarietà di Arci per le popolazioni alluvionate

    alluvioneArci Liguria e Prociv ArciLiguria organizzano una raccolta fondi e di generi di prima necessità per aiutare le popolazioni del levante ligure colpite dall’alluvione.

    “Emergenza alluvione” c/c ARCI Liguria – Banca Etica IBAN IT16B0501801400000000140234
    Queste le coordinate bancarie da utilizzare per partecipare alla raccolta fondi attraverso il conto corrente dedicato attivato da Arci Liguria d’intesa con la Direzione Nazionale.

    Le risorse che verranno canalizzate attraverso questo conto, servono in questa prima fase a sopperire a tutte quelle necessità primarie che i nostri volontari stanno incontrando nell’intervento nelle zone colpite che  coordiniamo insieme alla nostra Prociv

    La P. A. Croce Verde Chiavarese su indicazione di Prociv-Arci Liguria – attiva a Romito Magra a seguito della recente alluvione nello spezzino – indice una raccolta di viveri consistente solamente nei seguenti generi: bottiglie di acqua minerale da un litro e mezzo, pasta e scatolame vario di qualsiasi formato (possibilmente non in pezzi singoli), badili, guanti da lavoro, stivali, attrezzi da scavo, carriole ecc.

    Tutto il materiale deve pervenire entro sabato sera presso la sede di Largo G. Casini, 10 a Chiavari poichè domenica mattina sarà inviato il tutto con la squadra che partirà per il Polo Provinciale di Santo Stefano Magra.

  • Come è nato l’universo? Tutte le teorie nel libro di Corrado Lamberti

    Come è nato l’universo? Tutte le teorie nel libro di Corrado Lamberti

    L'universoCorrado Lamberti, astrofisico e divulgatore scientifico, nell’ambito dell’incontro “Alla scoperta dell’Universo”, ha presentato il suo ultimo libro “Capire l’universo” che, come dichiarato dallo stesso autore, è rivolto essenzialmente agli studenti liceali o a coloro che vogliono avventurarsi in questo mondo “trascendentale”, pur non essendo degli esperti.

    Per tale scopo, dismessi i panni dell’erudito, è andato alla ricerca di quella semplificazione necessaria, pur nel rigore scientifico, per rendere comprensibili ostici problemi matematici e formule fisiche, spesso esposti con un linguaggio da “marziani” (testuali parole).

    Appare, quindi, quasi normale che un certo Edwin Hubble, una mattina, si sia alzato, nel 1931, ed abbia comunicato al mondo che l’universo si stava espandendo. In realtà, questo è stato il finale di un lungo percorso che traeva spunto da un’ipotesi fondamentale, elaborata 13 anni prima, e cioè che l’universo fosse isotropo (omogeneo in tutte le direzioni dello spazio) e che valessero le stesse leggi fisiche che governano il nostro mondo.

    Con la scoperta dell’espansione dell’universo, gli astrofici si sono dati da fare al fine di elaborare modelli per configurare lo spazio, tra cui quello evolutivo e quello stazionario, che sono stati in competizione tra loro fino al 1975.

    I cosmologi, con i loro modelli, erano consapevoli che, solo quando sarebbero stati in grado di acquisire dati relativi ai redshift o alle distanze delle stelle in spazi molto lontani, avrebbero potuto risolvere il mistero. Negli anni 50-60, infatti, le osservazioni non superavano i 2 miliardi di anni luce e bisogna aspettare la scoperta della radiazione fossile, per accertarne l’ipotesi evolutiva così come, nel 1998, quando con le supernove di tipo 1 si sono raggiunti quei confini osservativi, si è stabilito con certezza che la forma dell’universo risponde alle regole della geometria euclidea.

    Nello stesso anno, un’altra pietra miliare segna la storia dell’astronomia: la scoperta dell’accelerazione espansiva dell’universo per la quale Saul Perlmutter ed altri hanno ricevuto il Nobel. Questo concetto fece scalpore perché, apparentemente, contrasta con la presenza di materia che, esercitando una forza di gravità contraria, pone un freno con conseguente, logica, decelerazione del moto. Il dato ormai è consolidato e, da almeno 7 miliardi di anni, l’universo procede verso l’infinito con una velocità che aumenta nel tempo. L’unica spiegazione plausibile è che esista una “spinta” antigravitazionale (energia oscura) che non è materia, non è radiazione, non è energia convenzionale e risulta essere il motore di questa “corsa” progressiva.

    Nonostante negli ultimi 5 anni si sia riusciti a delineare la storia dell’evoluzione dinamica dell’universo, altre ipotesi affascinanti si affacciano all’orizzonte. Negli anni 80’, Alan Guth, giovane ricercatore statunitense, per spiegare la mancanza di monopoli magnetici, particelle primordiali che si sarebbero formate nei primi istanti del Big Bang, ha elaborato la teoria dell’inflazione: una super-espansione che il cosmo avrebbe conosciuto una frazione di secondo piccolissima dopo questo evento primordiale (10 alla meno 35 secondi), una super-espansione esplosiva, grandiosa, esponenziale che, per fare un esempio, partendo da un punto grande come la capocchia di uno spillo avrebbe portato, in un attimo, alle dimensioni dell’universo attuale.

    Comunque sia nato lo spazio che si perde tra le stelle, resta il fatto che la mente umana continuerà il suo cammino di ricerca, proprio come la pulce che apre il prologo del libro di Lamberti: “C’è una pulce annidata tra i peli del mio gatto, una pulce curiosa e megalomane che si è messa in testa di indagare su chi, quando, come e perché, edificò le maestose rovine del Machu Picchu.” Un’impresa titanica per la piccola pulce, ma nulla in confronto a quella che aspetta l’uomo nella sua esplorazione siderale.

    Adriana Morando

  • Gianmaria Testa, il cantautore di Cuneo scoperto dai francesi

    Gianmaria Testa, il cantautore di Cuneo scoperto dai francesi

    Gianmaria TestaChe cosa ti manca, Gianmaria? “Mi manca sapere cosa mi manca…. e mi manca Pasolini. Per fortuna sono amico di Erri de Luca, un grande poeta”.

    Nativo della provincia di Cuneo, Gianmaria Testa era il capostazione dello scalo ferroviario della città piemontese. A 36 anni, dopo aver vinto il premio Recanati per due anni consecutivi, incontra la produttrice  francese Nicole Courtois e l’anno successivo, il 1995, esce in Francia il suo primo album intitolato “Montgolfieres”.

    Neanche un anno dopo Gianmaria pubblica il secondo lavoro “Extra-Muros”, ma è dopo la brillante esibizione all’Olympia di Parigi del 1996 che l’Italia si accorge del “suo” cantautore.

    Nel 1999 l’album “Lampo” esce anche in Italia, ma Gianmaria non abbandona il posto di ferroviere e continua a dividersi fra binari e concerti in tutta Europa. La consacrazione nel Bel Paese arriva l’anno successivo con il “Valzer di un giorno“, il primo album di produzione italiana, un disco che ad oggi ha venduto oltre 80.000 copie. “Altre altitudini” (2003) e “Da questa parte del mare” (2006) sono il passato recente.

    Quale è il tuo rapporto con la musica? “La canzone è un’arte minore rispetto alla purezza della poesia o della scrittura in genere, perché si appoggia e sfrutta le scorciatoie della musica che, diciamolo, è un po’ puttana…Ciò nonostante credo che meriterebbe più rispetto soprattutto da parte di chi la propone, a maggior ragione se si pensa a quante canzoni stupende rimangono chiuse nei cassetti…”

    C’è un misto di pudore e sfrontatezza nel suo volto quando si parla di musica, della sua musica: “Quando scrivo una canzone cerco di autocensurare tutto ciò che in qualche modo riguarda solo me, così evito l’ansia da prestazione e la vergogna quando la faccio ascoltare a qualcuno per la prima volta.”

    “Io al contrario di tanti altri colleghi non ho un rapporto quotidiano con la chitarra, talvolta la lascio appesa al muro per mesi e se quando la riprendo mi ricordo quello che avevo suonato l’ultima volta, allora quel qualcosa deve diventare canzone e inizio a lavorarci.”

    Nella sala del teatro scende il silenzio quando testa suona alcune delle sue canzoni più belle, “Una lucciola d’agosto“, “Come al cielo gli aeroplani” e poi “Ritals” una canzone dedicata all’emigrazione… Quale è la posizione di Gianmaria sul tema?

    “Io non mi aspettavo che l’immigrazione in Italia non creasse problemi, ma sinceramente mi aspettavo un po’ di memoria in più da parte nostra. La cosa che mi fa arrabbiare è che le pulsioni di ognuno di noi, stupide quanto normali, spesso vengono aizzate da media e politica e mai calmate”.

    Gabriele Serpe

     

     

  • La Claque in Agorà, gli eventi della prima settimana di novembre

    La Claque in Agorà, gli eventi della prima settimana di novembre

    BalmorheaEcco gli eventi in programma a La Claque, in  Vico San Donato.

    MERCOLEDIì 2 NOVEMBRE h 2130 Ingresso 10 euro

    JONT – TROUBADOUR WORLD TOUR – Jont, l’astro nascente del new acoustic movement inglese: armato della sua chitarra, gira il mondo sperimentando un nuovo modo di fare musica live, in piccoli spazi, a volte anche in abitazioni private, per un pubblico intimo, con la luce bassa e l’atmosfera rilassata che permette di stare più vicini alla sua musica e alle sue storie.

     

    GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE h 2230 Ingresso 7 euro

    DISORDER DRAMA – BALMORHEA (postclassic postfolk postrock ) Provenienti da Austin, Texas, i Balmorhea vengono definiti  connubio di folk, post-rock, musica classica ed evocazioni ambientali. / JUNE MILLER ( Emo `98 vs indierock). La musica di June Miller è cinematografia onirica, colonna sonora di luoghi senza mappa e senza nome. June Miller è suono denso e rarefatto, meteorologia dell’animo, a volte cumulonembo di pioggia e rabbia, a volte macchia di bianco tesa a galleggiare sul blu. Le sue note si perdono tra la parola odore e la parola profumo per ritrovarsi sulla punta della lingua nel momento in cui la consapevolezza surclassa le parole.

     

    VENERDI’ 4 NOVEMBRE h 2230 Ingresso 7 euro

    ESMERALDA SCIASCIA – RIDERE Cantante percussionista specializzata in musica afro-cubana,beat, jazz e pop ha fatto parte delle Voci Atroci e ha al suo attivo una partecipazione ad un cd e al relativo tour mondiale con il grande percussionista indiano Trilok Gurtu.

     

    SABATO 5 NOVEMBRE h 2230 Ingresso 10 euro

    ZIBBA E ALMALIBRE – ZIBBA NEW SHOW Una delle più interessanti realtà del nuovo cantautorato italiano. In bilico tra il roots rock e la poetica dei grandi cantautori, ma la vera forza di questo cantautore e della sua band sta nel Live: Un viaggio intimo, in un mondo fatto di parole calde.

  • Swap Party, si diffondono in Italia le feste del baratto

    Swap Party, si diffondono in Italia le feste del baratto

    Swap PartyGodersi la vita senza rinunciare a nulla, indossare abiti alla moda e arredare la casa con oggetti di design, frequentare locali eleganti e farsi coccolare da esperti della bellezza e del benessere. Ecco quello che puoi avere se partecipi ad uno swap party!

    Chiaramente, madre di questa iniziativa un po’ stramba ma sicuramente divertente, è l’America, dove in un primo momento gli swap party venivano organizzati in casa tra amiche in parallelo al cambio degli armadi…

    Cosa sono? Letteralmente… feste del baratto! Eventi che all’estero sono oramai all’ordine del giorno e che da qualche tempo sono approdati anche in Italia. Sono espressione del gusto di un nuovo edonismo sostenibile che, paradossalmente, proprio grazie alla grande ritirata dell’economia mondiale, ha un aspetto assolutamente gradevole: può sganciarsi dal potere di acquisto e liberarci dalla necessità di spendere.

    In Italia, questa tipologia di eventi ha acquisito un gusto pubblico… per questo  motivo gli atelier, le gallerie d’arte e i locali come bar e caffè organizzano di tanto in tanto queste feste del “bien vivre” che favoriscono il risparmio ma anche l’eleganza, il benessere, il divertimento e le relazioni sociali.

    Vi siete stufate di una borsetta? Magari qualcun altro la desidera ardentemente e ha quella cintura che voi puntavate da tempo… Si scambiano gli oggetti et voilà, il party è servito! Si scambiano abiti, accessori, bijoux, ma anche oggetti, mobili, idee, progetti, case, vacanze e tutto quanto può essere ‘goduto’ da altre persone nel momento in cui noi non lo utilizziamo più.

    Condizione essenziale: l’elevata qualità e l’ottima fattura degli oggetti di scambio, che devono essere in ottimo stato se non nuovi o mai usati… tutto qua? Esatto… vi siete incuriositi? Sicuramente la capitale di questa nuova tendenza è Milano ma nel nord Italia la moda si sta espandendo a macchia d’olio… quindi cosa aspettate? Io sto già frugando nell’armadio in cerca di oggetti da scambiare…

    Matilde Gomez

  • Il Comune vende il palazzo ex Ansaldo Nira, si pensa ad un albergo

    Il Comune vende il palazzo ex Ansaldo Nira, si pensa ad un albergo

    Ex Ansaldo Nira
    L'edificio ex Ansaldo Nira in via dei Pescatori 35

    L’imponente edificio ex Ansaldo Nira ed ex Ansaldo Trasporti, in via dei Pescatori 35 poco distante dal padiglione B, è stato ufficialmente messo in vendita dal Comune che ha indetto un’asta pubblica.

    Il prezzo base d’asta è di 13.296.000,00, si tratta di una costruzione di 11 piani di 17.395 metri quadrati complessivi con un’area “Centro Congressi” di ulteriori 3.404 metri quadrati.

    Venne ultimato nel 1964, progettato da Maurizio Vitale, Domenico Del Vecchio e Edoardo Sarzano, gli stessi che progettarono il padiglione C. In principio il palazzo era stato pensato per ospitare la mostra delle telecomunicazioni e i congressi nell’Auditorium. Il progetto del museo rimase però inattuato, per qualche anno l’edificio venne utilizzato per ospitare Eurodomus, una rassegna di mobilio e arredamento, poi rimase inutilizzato sino ai primi anni ’80.

    Sulla scia dell’entusiasmo nucleare, l’edificio venne rimesso in sesto e consegnato ad Ansaldo come sede della “Ansaldo Nira”. Ma il nucleare venne presto abbandonato e la struttura passò ad Ansaldo Trasporti.

    A marzo del 2005 anche l’ultimo insediamento di Ansaldo (Ansaldo Signal) abbandona la sede di via Pescatori 35 e questa immensa “cattedrale per nessuno”, che campeggia di fronte alla collina di Carignano, si ritrova nuovamente senza inquilini.

    Intanto, nel maggio 2003, Regione, Comune, Autorità Portuale, Provincia e Fiera di Genova siglavano un accordo di programma per dare il via libera a Fiera di Genova per la trasformazione della struttura ex Nira in albergo di elevato standard qualitativo con vista da Portofino a Capo Noli, accesso dal mare, 157 camere e 28 junior suite.

    Tale progetto preliminare non è prescrittivo per i potenziali investitori, ma il diritto di superficie, attribuito da Comune a Fiera, è di durata quarantennale e scadrà il 31 dicembre 2046.

    Con questo particolare dovrà fare i conti chi deciderà di investire sull’immobile, un edificio dalle enormi potenzialità che fino ad oggi Genova non ha saputo utilizzare e valorizzare.

    Le offerte dovranno pervenire all’Archivio Generale Protocollo del Comune di Genova sito in piazza Dante al civico 10. Il termine ultimo per la consegna è entro e non oltre le ore 12 del giorno 9/11/2011. Il bando integrale può essere ritirato presso l’aufficio Acquisti e vendite in via di Francia 1.

     

  • Margherita Hack, la storia dell’universo: vita e morte delle stelle

    Margherita Hack, la storia dell’universo: vita e morte delle stelle

    Margherita HackParole come sole, stelle, infinito, hanno fatto da cornice alla “Lectio Magistralis” tenuta, presso l’aula polivalente S. Salvatore di Piazza Sarzano, dalla celeberrima astrofisica italiana Margherita Hack. Come un pittore, con sapienti tocchi, riesce a far emergere da una tela muta scorci di vita reale o immaginaria così, in poche frasi, la scienziata è riuscita ad ammaliare il pubblico e a proiettarlo nella storia dell’universo.

    Partendo dagli ominidi, che non avevano spiegazioni per quei punti luminosi che vedevano brillare nella sfera celeste, passando per la filosofia del francese Auguste Compte che negava la possibilità di scoprire gli elementi costitutivi delle stelle, la cosmologia ha percorso un viaggio faticoso ma ricco di vittorie che ci permettono di capire la composizione di un astro, la sua nascita e la sua morte.

    LA NASCITA DI UNA STELLA

    Dal prestorico Big Bang, che data 13,7 miliardi di anni, atomi di idrogeno e polvere stellare si sono aggregati in minuscoli primordi di vita, tenuti insieme dalla forza di gravità. In questi “grumi”, si sono prodotte collisioni casuali e caotiche tra gli atomi del gas, con formazione di energia che è responsabile della forza pressoria rivolta verso la superficie, dove il calore viene disperso.

    Questa competizione, tra dinamiche opposte (gravità e pressione),termina al raggiungimento dell’equilibrio (tanta energia si crea tanta ne viene dispersa) e la neonata stella può incominciare il suo cammino: smette di contrarsi ma cova, nel suo centro, un cuore bollente dove, continue reazioni nucleari, trasformano l’idrogeno in elio.

    IL SOLE

    Eventi analoghi hanno portato alla formazione del nostro sole che è nato circa 10 miliardi di anni fa ed ora si trova a circa a metà della sua vita. Come tutte le stelle è destinato a spegnersi per mancanza di combustibile quando, esaurito tutto l’idrogeno, diminuita l’energia, prevarrà nuovamente la forza gravitazionale, innescando un processo di contrazione (Nana Bianca). Collassando, si determina un nuovo riscaldamento e quando la temperatura raggiungerà i 100 milioni di gradi Kelvin, per non esplodere, incomincerà ad espandersi.

    Nel caso del sole si è calcolato che potrebbe raggiungere un raggio di 140 milioni di chilometri inglobando Mercurio e Marte mentre la terra sarebbe ridotta ad una palla arida. Perdendo vigore, perderà anche luce, fino a spegnersi completamente.

    SUPERNOVA

    Altre stelle, come le Supernove, con massa pari a 10-20 volte quella del sole, hanno una vita più breve, splendono 100mila volte di più, bruciano più rapidamente e vanno incontro ad una fine diversa. Esaurite le scorte energetiche, dopo continue espansioni e contrazioni, nell’ultima mezz’ora di vita, danno origine ad una serie accelerata di reazioni nucleari che le porta ad esplodere, seminando nello spazio la polvere stellare per nuove fonti di vita.

    Adriana Morando
    Foto e video Daniele Orlandi

  • Speciale Festival della Scienza, video e notizie

    Speciale Festival della Scienza, video e notizie

    Festival della Scienza, speciale EraSuperba

    Mercoledì 2 novembre – Che cosa è la chitina? La seconda materia più diffusa in natura dopo la cellulosa

    La chitina è una materia diffusissima in natura, scoperta dal farmacista padre del glucosio il francese Henri Braconnot nel 1811, si trova nella pelle dei serpenti come nelle ali delle farfalle, è utilizzata per produrre bende viste le proprietà cicatrizzanti e per imballare cibi e bevande. Alla scoperta della chitina al Porto Antico di Genova…

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    Martedì 1 novembre – Genoa Port Center, Alberto Diaspro e Maria Rebecca Ballestra ricordano la petroliera Haven

    Video di Daniele Orlandi

    Lunedì 31 ottobre – Alla scoperta dell’universo con Corrado Lamberti

    Con la scoperta dell’espansione dell’universo e dell’accelerazione espansiva si è stabilito con certezza che la forma dell’universo risponde alle regole della geometria euclidea e che dal almeno 7 miliardi di anni l’universo procede verso l’infinito con una velocità che aumenta nel tempo.

    Corrado Lamberti, nel suo libro “Capire l’universo“, cerca di spiegare ai studenti e anche a chi non ha preparazione in materia, le teorie sulla formazione e la vita dell’universo.

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    Domenica 30 ottobre – Visita al Centro Meteorologico Arpal: che cos’è una nuvola?

    Il pulviscolo atmosferico capta il vapore acqueo presente nell’aria.  Le correnti che muovono verso l’alto con il diminuire della pressione si raffreddano e si espandono, ne consegue una saturazione del vapore che passa dallo stato gassoso allo stato liquido sottoforma di piccole gocce d’acqua.

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    Sabato 29 ottobre – La storia dell’universo raccontata da Margherita Hack

    Il sole è nato 10 miliardi di anni fa ed è a metà della sua lunga esistenza. Come tutte le stelle si spegnerà una volta esaurito tutto l’idrogeno, quando diminuirà l’energia par lasciare spazio alla forza gravitazionale. La temperatura raggiungerà i 100 milioni di gradi Kelvin, e il sole, per non esplodere, incomincerà ad espandersi fino a un raggio di 140 milioni di chilometri inglobando Mercurio e Marte e “arrostendo” la terra.

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    Venerdì 28 ottobre – Margherita Hack presenta “Il mio infinito”

    Video di Daniele Orlandi

     

    Venerdì 28 ottobre – Il bosco “respira” al Museo di Storia Naturale

    Il bosco respira di vita. Questo è il messaggio di un percorso che il Museo di Storia Naturale di Genova, nell’ambito del Festival della Scienza, vuole trasmettere ai piccoli visitatori. Si presenta come un cammino esplorativo riservato ai bambini ma saranno gli adulti, per primi, ad essere incuriositi dai racconti che gli abitanti, di questo habitat particolare, narrano in prima persona attraverso la visione di un documentario in 3D.

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    Giovedì 27 ottobre – Scienza in cucina – ricette ed esperimenti

    Video di Daniele Orlandi

     

    Giovedì 27 ottobre – “Sesso Selvaggio” alla Fnac di Genova

    Essendo la riproduzione l’unico obiettivo della natura, si sviluppano le più stravaganti strategie a cui la fantasia non pone limiti: dalla poligamia all’ermafroditismo, dall’inganno all’autoerotismo, dalla famiglia allargata alla transessualità, dal travestimento al cambiamento di sesso per necessità. Facciamo un salto fra i personaggi del libro di Claudia Bordese “Sesso Selvaggio“…

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    Mercoledì 26 ottobre – Osservatorio Astronomico Righi, alla scoperta di Giove

    Giove si nasconde nella porzione di cielo occupata dalla costellazione dell’ariete, luminoso come una stella, col suo lento moto rotatorio intorno al sole (12 anni). Il gigante del nostro sistema planetario si mostra in tutta la sua magnificenza, ricco di gas contenenti cristalli di ammoniaca ghiacciata e composti del carbonio, dello zolfo del fosforo, elementi responsabili della sua disomogenea tintorialità. Intorno, un pullulare di orbite descritte dalle sue 64 lune di cui, le più famose, sono: Io, il più vicino, Europa, il più piccolo, Ganimede, il più grande e Callisto, il più lontano.

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    Martedì 25 ottobre – Eni, il “miracolo italiano” di Enrico Mattei

    Una mostra a palazzo della Meridiana per ripercorrere la storia dell’industria petrolifera italiana, le intuizioni imprenditoriali di enrico Mattei, lo storico simbolo del cane a sei zampe, gli affari con l’Egitto e a metà degli anni 50 l’azienda conta oltre 56000 dipendenti. La tragica morte di Enrico Mattei in un incidente aereo non cambia le sorti di una società che il Financial Time definì “miracolo italiano”

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    Lunedì 24 ottobre – Race, alla conquista del Polo Sud

    Nel centesimo anniversario dell’epica sfida tra inglesi e norvegesi per la “conquista” del Polo Sud, il Festival della Scienza dedica al continente di ghiaccio, l’Antartide, un’esposizione internazionale con la quale l’American Museum of Natural History di New York celebra questa ricorrenza, una mostra interattiva che ricostruisce l’appassionante gara per la conquista del Polo Sud, conducendoci a comprendere il senso di quella sfida e a scoprire l’Antartide oggi: un vero e proprio laboratorio di ricerca e cooperazione internazionale a cielo aperto.

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    Domenica 23 ottobre –Robot lottatori di Sumo a Palazzo della Meridiana

    Palazzo della Meridiana, un palcoscenico meraviglioso per un incontro di “sumo” robotico: questo il tema proposto dall’associazione DiScienza in collaborazione con “Cattid” dell’Università della Sapienza di Roma. Un meeting all’insegna del gioco per avvicinare i ragazzi alla scienza dell’automazione. Il cervello del piccolo lottatore giapponese è “Arduino”, il primo hardware open source, completamente italiano, facile da montare, pratico ed economico che permette di connettere concetti complessi, come elettronica e robotica, alla vita del reale.

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    Sabato 22 ottobre – Ai confini della Fisica, incontro a Palazzo Ducale

    Anil Ananthaswamy, consulente per la rivista New Scientist, è stato il relatore di un incontro che si è tenuto a palazzo Ducale, nell’ambito delle manifestazioni del Festival della Scienza. Le affascinanti protagoniste di questo dibattito sono state la materia e l’energia oscure che astrofisici di tutto il mondo cercano nelle profondità dell’universo. Ma esistono? Dove si nascondono? Di cosa sono fatte?

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    Venerdì’ 21 ottobre – Beppe Gambetta apre il festival della Scienza


    Beppe Gambetta, classe 1955, chitarrista genovese di fama mondiale, è l’ospite di onore che inaugura il Festival della Scienza. La serata “Traversata Atlantica” ha voluto percorrere idealmente, attraverso la chitarra acustica del maestro genovese, il filo conduttore fra le culture d’orgine dei popoli d’ Italia e America, lui che oltreoceano ha collaborato con grandi musicisti e che nel proprio dna ha sempre conservato l’amore per il folk e il country. Nell’occasione è stato celebrato il ritorno in patria dell’unico video originale di Pasquale Taraffo, musicista genovese emigrato e morto a Buenos Aires nel 1935, virtuoso della chitarra e inventore della celebre chitarra-arpa a quattordici corde.

    Video di Daniele Orlandi