Anno: 2011

  • Come si forma una nuvola, visita al centro meteorologico Arpal

    Come si forma una nuvola, visita al centro meteorologico Arpal

    Abracadabra e, come in una formula magica, compare una nuvola in una bottiglia… Non siamo nella fucina di mago Merlino, ma presso i laboratori del Centro Meteo-idrogeologico Ligure (ARPAL).

    Dal 1 gennaio 1998 questo Ente opera al fine di prevedere, con un ragionevole anticipo, il tipo di precipitazioni e l’impatto che queste possono avere sul territorio e sulla portata dei corsi d’acqua. Offre un’indispensabile supporto alla Protezione Civile o a semplici cittadini (sito web), fornendo dati in tempo reale che sono raccolti da circa 200 stazioni meteo-idrologiche, dal radar di Monte Settepani (Savona) , dal satellite MsG, dalla rete CESI.

    Ci troviamo dunque nel posto giusto per scoprire come si forma una nuvola.

    Elemento indispensabile è il pulviscolo atmosferico, altrimenti detto nucleo di condensazione, capace di captare il vapore acqueo presente nell‘aria ascensionale. Le correnti con gradiente verticale positivo si muovono verso l’alto perché termicamente più calde e leggere rispetto all’ambiente che le circonda. Nella loro ascesa incontrano gradienti di pressione sempre minori che ne favoriscono l’espansione.

    La conseguenza è un raffreddamento progressivo, pari a 1 grado ogni 100m di salita, e la saturazione del vapore acqueo che, dal suo stato aeriforme, passa allo stato liquido sotto forma di minute gocce di acqua. Fatte queste premesse, si può procedere con gli eseprimenti…

    Gli esperimenti: la “creazione” di una nuovola, il tornado, le frane

    La prima dimostrazione è molto semplice, basta prendere una bottiglia, versarvi dell’acqua, chiudere, agitare con forza per rendere l’aria umida e non dimenticare, naturalmente, le componenti principali cioè i nuclei di condensazione che possiamo ottenere dai fumi di un fiammifero appena spento.

    Analizzando, poi, le differenti turbolenze che, complice il vento, interessano i fenomeni atmosferici, si può assistere ad un’altra magia: schiacciando un semplice bottone, di un apparecchio dedicato, si mette in moto un vortice d’aria che sale fino a strutturarsi secondo la classica forma proboscidale dei tornado.

    Poiché siamo in un centro meteorologico è consequenziale porre l’attenzione su uno dei principali argomenti che, spesso, occupa la cronaca dei quotidiani e cioè l’impatto drammatico che forti precipitazioni esercitano su terreni dissestati. Come esempio esplicativo si può ricorrere ad un plastico raffigurante un paesaggio collinoso che degrada verso un centro abitato, sul quale si stendono teli di daino al fine di simulare una superficie in grado di assimilare grandi quantità di pioggia.

    Si versa l’acqua e si valuta la portata di permeazione del suolo spremendo le pelli e misurando l’acqua raccolta. Si ripete l’esperimento in assenza di tessuti assorbenti, per riprodurre una situazione simile a quella riscontrabile in terreni poco permeabili quali quelli danneggiati da un incendio. Il risultato evidenzia come l’acqua scivoli a valle con velocità maggiore, spostando detriti o provocando frane ma, soprattutto, ostruendo quelle che sono le naturali vie di deflusso.

    Ne consegue che, accanto ad una manutenzione preventiva del territorio, vada posta particolare attenzione ai fiumi e a tutti quei bacini di raccolta che aiutano il terreno a liberarsi dell’acqua in eccedenza.

    Adriana Morando

  • Storia di Genova: il borgo di Crevari

    Storia di Genova: il borgo di Crevari

    Crevari, Voltri

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Le sue creuze si arrampicano sulle alture dell’estremo ponente genovese. Crevari, infatti, è insieme a Vesima il borgo che segna il confine fra Genova e Arenzano. Giunti a Voltri nel piazzale del capolinea della linea 1, basterà imboccare il bivio per

    Crevari e dopo neanche due chilometri raggiungerete la piazza “moderna” del borgo.

    La strada carrabile finisce qui, posteggiate, perchè adesso viene il bello…

    Dalla piazza partono le creuze che attraversano il borgo, percorribili a piedi o in bicicletta per chi ha i polpacci sviluppati.

    Durante il periodo natalizio il borgo di Crevari è caratterizzato dal celebre presepe meccanico allestito nel salone parrocchiale e visitabile dalla mezzanotte del 24 sino alla seconda domenica di febbraio. Pensate che i volontari iniziano i lavori per la costruzione del presepe (diverso di anno in anno) addirittura nel mese di agosto!

    Il borgo di Crevari è dominato dalla chiesa di S.Eugenio, ma l’edificio attuale non è quello originale. La chiesa venne costruita a cavallo fra gli ultimi anni del 1100 e i primi del 1200, la chiesa venne prima chiusa e dichiarata inagibile nel 1807 per poi crollare definitivamente nel 1824 a seguito dei lavori per l’apertura della via Aurelia verso ponente. Rimase in piedi soltanto il coro che divenne cappella del cimitero. Nel 1811 infatti erano già iniziati i lavori per la costruzione dell’attuale parrocchia.

    Una di queste antiche abitazioni è conosciuta come la “Cà delle anime“. Una leggenda vuole che questa costruzione, risalente al 1700, sia tuttora abitata dai fantasmi di due donzelle (madre e figlia) trucidate quasi tre secoli or sono da un viandante al quale le buone donne avevano concesso ristoro per una notte.Intorno alla chiesa tutto il paese sembra stringersi per non scivolare in mare, le costruzioni scendono a picco sul golfo di Voltri e seguono la conformazione della collina.

    Ma il fascino di Crevari è legato anche alla tradizione culinaria: le focaccette allo stracchino tipiche del borgo sono una vera e propria prelibatezza, vengono talvolta accompagnate con salumi e sono semplicissime da preparare.

    Non è finita qui, perché ogni anno nel mese di giugno Crevari si trasforma in un borgo in festa! L’occasione è il “Crevari Invade“, tre giorni di musica live con gruppi emergenti da tutta la regione, focaccette e ottima birra. Organizzata dagli stessi abitanti volontari, la piccola “Woodstock” di casa nostra ogni anno attira l’attenzione di tutta la città e devolve l’intero ricavato in beneficienza. Davvero niente male per un borgo di 1500 anime…

  • Genova che funziona: chi va da Google in California, chi progetta robot

    Genova che funziona: chi va da Google in California, chi progetta robot

     

    Il festival “L’energia dell’Italia” organizzato da ANTER (Associazione per la Tutela delle Energie Rinnovabili) si svolgerà il 5 novembre al Palalottomatica di Roma, vedrà la partecipazione del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini e sarà focalizzato sulla crescita personale e lo sviluppo energetico del nostro paese.

    L’obiettivo del festival è dare spazio alle storie di persone che, senza essere famose e nonostante le varie difficoltà, lavorano ogni giorno per costruire il cambiamento e il futuro nostro e dell’Italia.

    “Abbiamo pensato L’Energia dell’Italia – ha dichiarato Antonio Rainone, Presidente di ANTER – come un’occasione per raccontare e dar voce all’Italia migliore, che non si arrende alla crisi trasformandola in un’opportunità di crescita e cambiamento. Un evento dedicato a chi è ancora capace di immaginare il futuro e dare concretezza ai sogni di una persona e di un paese.”

    Tra le 25 storie di successo che verranno presentate, ci sono anche quelle di due nostri concittadini:

    il genovese Marco Marinucci, uno dei 12 italiani che lavorano nella sede californiana di Google, e il professor Giorgio Metta, ricercatore senior presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

    Marco Marinucci è uno dei 12 italiani, su 20mila dipendenti, che è riuscito a superare brillantemente 9 mesi di colloqui di selezione e fa ora parte del team Google di Mountain View in California. È responsabile per le attività di acquisizione contenuti oltre che referente per le attività collegate a Google Books. È fondatore e Direttore Generale della Fondazione Mind the Bridge, un’iniziativa che ha lo scopo di mettere le start-up italiane più innovative in proficuo contatto con le risorse della Silicon Valley. È responsabile del Silicon Valley blog sul Corriere della Sera e fondatore di Venture Camp, la principale conferenza italiana sull’imprenditoria e il venture capital.

    La sua esperienza professionale di oltre 15 anni include start-up di progetti VoIP, attività di ricerca sull’intelligenza artificiale e il management di un’impresa internazionale di Ecommerce. Prima di entrare in Google, è stato il General Manager per gli Stati Uniti di Giunti Interactive Labs, il ramo multimedia di uno dei più vecchi editori del mondo, Giunti Editore.
    Marco ha un master in Ingegneria con specializzazione in intelligenza artificiale all’Università di Genova e un MBA all’Istituto de Empresa Business School di Madrid, dove tiene seminari sull’imprenditoria.

    Da cinque anni l’Istituto Italiano di Tecnologia lavora per “dare l’intelligenza” a un piccolo robot delle dimensioni di un bambino di 3 anni e mezzo che si chiama iCub (da “Cub”, “cucciolo” in inglese). Il robot umanoide, sviluppato nel Dipartimento di Robotics, Brain & Cognitive Sciences, potrà svolgere in futuro compiti che per un uomo possono essere molto pericolosi, oppure aiutare i nostri anziani a vivere meglio.

    Ma quali sono le sfide e le energie, mentali e fisiche, per trasferire ciò che rende umano un essere vivente a un piccolo straordinario insieme di tecnologia? Per costruire progetti complessi, si parte dall’osservazione della natura e in questo caso si parte proprio dall’osservare come “funziona” un essere umano.

    Lo racconterà al pubblico Giorgio Metta, ricercatore senior presso l’IIT dal 2006, e responsabile del progetto iCub al quale lavora con un gruppo internazionale di scienziati provenienti da differenti discipline quali neuroscienze, psicologia e robotica. Giorgio Metta, con un’esperienza di lavoro presso il laboratorio di intelligenza artificiale del Massachusetts Institute of Technology, è inoltre ricercatore all’Università di Genova dove insegna robotica antropomorfica e sistemi intelligenti all’interno del corso di laurea in bioingegneria. È autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

     

     

     

     

  • Confeserecenti: “sei punti” per uscire dalla crisi

    Confeserecenti: “sei punti” per uscire dalla crisi

    La Liguria, come il resto del Paese, vive un momento critico per il benessere dei suoi cittadini e per la tenuta del suo tessuto sociale.
    Le debolezze strutturali rischiano di innescare effetti a catena devastanti nell’immediato e penalizzanti per le generazioni future.

    Le dinamiche demografiche, il basso tasso di industrializzazione e di propensione all’export, la crisi di settori trainanti del nostro tessuto produttivo, quali l’edilizia e la cantieristica, la disoccupazione giovanile sono elementi che contribuiscono ad acuire la crisi in atto e a premere sulle capacità di intervento del bilancio regionale, già sottoposto ai pesantissimi tagli dei trasferimenti governativi.

    Confesercenti ha pubblicato “sei punti per lo sviluppo”, un vademecum non tanto rivolto alle imprese liguri quanto agli enti, la Regione in particolare. Attraverso la riduzione di sprechi e l’ottimizzazione degli investimenti Confesercenti vede uno spiraglio nella situazione di crisi che stiamo attraversando. Partiamo prima dall’analisi dei dati:

    Ecco i sei punti per lo sviluppo:
    • Sanità e trasporto
    • Società partecipate
    • Infrastrutture e reti
    • Quadro normativo e semplificazione
    • Incentivi e accesso al credito
    • Istruzione, formazione, lavoro e occupazione

    1. Sanità e Trasporto:

    Il bilancio regionale è destinato per oltre l’85 % alla copertura dei costi di sanità e trasporto pubblico. Se a ciò sommiamo il fatto che la Liguria è la regione più vecchia al mondo (oltre il 26% di over 65) e che, anche per la conformazione territoriale, il costo a KM del nostro trasporto è molto elevato (€ 4,8 contro per esempio € 1,9 dell’Umbria), intervenire sui costi di sanità e trasporto non è più rinviabile.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:
    Ridefinire la rete ospedaliera regionale, secondo criteri di marginalità e territorialità, consolidando anche le strutture distrettuali, allo scopo di potenziare l’attività, i servizi di medicina territoriale e l’integrazione socio-sanitaria, con particolare riferimento alla

    medicina di base, domiciliare e assistenza specialistica, con forme di apertura verso terzo settore e sanità privata.

    Razionalizzare i costi ed effettuare una valutazione comparativa degli stessi e dei servizi erogati, attraverso: il contenimento delle spese agevolando l’aggregazione e la standardizzazione della domanda, migliorando la capacità di gestione, assicurando la trasparenza del mercato degli acquisti e delle forniture, anche attraverso una centrale unica ed aggiornando alcuni listini ormai fuori mercato, condividendo un sistema di monitoraggio.

    • Avviare urgenti azioni di riassetto dell’offerta ospedaliera sulla base di alcune priorità: riduzione significativa delle liste d’attesa, inversione dei flussi di utenza in mobilità sanitaria, garanzia della continuità dei servizi assistenziali, riduzione conversione o implementazione di posti letto.

    Promuovere e realizzare un sistema permanente di informazione e comunicazione tramite la creazione di “Sportelli integrati sociosanitari e per la sicurezza” presso i patronati, così come previsto dalla legislazione vigente.

    Per quanto riguarda i trasporti:
    • Razionalizzare ed accorpare le società regionali di trasporto pubblico locale, preferibilmente in un’unica società regionale;

    • Favorire e promuovere azioni concrete di integrazione tra il trasporto pubblico e privato, rappresentato da taxisti, noleggiatori e battellieri, per superare anche l’anomalia ligure che vede quasi il 100% di solo trasporto pubblico.

    • Creare le condizioni per realizzare aree di sosta attrezzate ed intermodali in zone strategiche della nostra regione

    2. Società partecipate:

    L’intermediazione delle imprese pubbliche locali è molto elevata e, in numerosi casi, operano al riparo dalla concorrenza, drenando anche risorse sul mercato. In Liguria rappresenta il 9,5% della spesa consolidata sul PIL, contro il 4,6% dell’Italia. Tra il 1999 e il 2009 l’aumento è stato del 6,2%. La dilatazione della sfera pubblica attuata mediante le imprese di servizio pubblico locale non evidenzia incrementi di efficienza di cui ne beneficiano i consumatori. Al contrario le tariffe dei servizi pubblici non energetici sono cresciute in dieci anni ad una velocità doppia dell’inflazione.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:
    • Avviare un processo di riorganizzazione e dismissione delle società partecipate che, coinvolgendo anche gli altri enti locali territoriali, porti ad una razionalizzazione di ruoli e competenze, valorizzando le potenzialità espresse dalla sussidiarietà orizzontale.

    3. Infrastrutture e reti:

    Le infrastrutture, nella più ampia accezione di materiali ed immateriali, rappresentano un gap negativo per lo sviluppo della nostra regione. Confesercenti ritiene fondamentale il ruolo delle infrastrutture di mobilità (viabilità, intermodalità, etc.), logistica e connessione quali elementi strategici e fondamentali per la qualità del territorio e lo sviluppo economico.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Favorire uno sviluppo delle aree basato sull’insediamento di attività industriali e artigianali, anziché di attività commerciali

    • Mantenere le attività agricole e forestali sulle aree periurbane e rurali e favorire l’insediamento di giovani agricoltori, evitando il consumo di suolo agricolo

    • Approvare rapidamente i bandi della misura 1.2.6 del POR (Programmi Operativi Regionali) per favorire lo sviluppo di reti tra imprese, con particolare riferimento all’innovazione di prodotto e di processo e all’aggregazione delle imprese e delle competenze

    4. Quadro normativo e semplificazione:

    E’ fondamentale condividere un quadro normativo e un’opera di semplificazione che consenta lo sviluppo dell’impresa, in particolare quella di micro dimensione. In particolare i principi presenti nello “Small Business Act”, che postula interventi di semplificazione, di riduzione degli oneri amministrativi, di apertura dei mercati e di sostegno delle potenzialità di sviluppo per le Piccole Medie Imprese.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Approvare una legge regionale che contenga i principi generali dello “Small business act

    • Continuare il percorso di semplificazione delle normative in materia ambientale e della sicurezza, basandolo anche sulla dimensione delle imprese

    • Rafforzare le semplificazioni amministrative sui permessi di costruire; autorizzazione paesaggistica, SCIA e rendere omogenea la normativa tra gli enti territoriali liguri

    • Realizzare, in materia di appalti, uno strumento regionale che faciliti la pubblicizzazione e la partecipazione, ed adoperarsi per individuare forme di coinvolgimento delle imprese aventi sede nei territori nei quali sono localizzati gli interventi, anche mediante la possibilità di suddividere i contratti in lotti o lavorazioni ed evidenziando le possibilità di subappalto, al fine anche di evitare pericolose infiltrazioni mafiose.

    5. Incentivi e accesso al credito:

    La tesi di Confesercenti parla chiaro, è necessario migliorare la programmazione e la qualità della spesa, in particolare:

    • contemperare il sostegno all’impresa al sostegno del contesto territoriale che determina le condizioni di competitività per le imprese (ad esempio il miglioramento infrastrutturale);

    • selezionare gli interventi, indirizzandoli prioritariamente a reti e internazionalizzazione, che può diventare fattore di “sopravvivenza” in questa fase congiunturale;

    • continuare la strada della semplificazione delle procedure per accedere ai contributi, sia nella fase di presentazione delle domande (documentazione cartacea indispensabile, autocertificazione etc.), sia in quella di erogazione una volta approvata (tempi rapidi)

    • la garanzia consente l’accesso al credito, quindi può considerarsi a tutti gli effetti strumento di politica industriale; occorre quindi costruire le politiche di sviluppo delle Piccole Medie Imprese anche incentivando il sistema delle garanzie ed assicurando la centralità del ruolo del Confidi.

    • valorizzare e coordinare le azioni (animazione economica) e gli strumenti (centri di assistenza) di informazione per garantire un fondamentale aiuto alle piccole imprese;

    • sviluppare ed incentivare l’economia turistica regionale in una logica di integrazione tra tutte le componenti della filiera (ricettività, mobilità, cultura etc)

    • costruire un modello di organizzazione istituzionale che coordini l’azione di programmazione e indirizzo del legislatore regionale, con quella di amministrazione e gestione assegnata a province e comuni. È altresì importante considerare l’ipotesi di interventi provinciali e comunali in funzione non solo di gestione amministrativa, ma anche di cofinanziamento di leggi o progetti regionali a sostegno delle imprese, secondo i principi di convergenza e finalizzazione degli interventi;

    Esiste inoltre un forte pericolo di “credit crunch”: mancato rinnovo dei fidi, richieste di rientro, costi bancari aumentati vertiginosamente, prime disdette delle convenzioni con i confidi per poter trattare singolarmente caso per caso. 57 milioni di euro (400 ad impresa) è stato il maggiore costo del denaro in Liguria nei primi 9 mesi del 2011.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Avviare rapidamente i bandi del POR (FESR-FSE) per dare ossigeno alle imprese;

    • Continuare il percorso di semplificazione e velocizzazione dei bandi regionali

    • Predisporre misure per la realizzazione di azioni di accompagnamento, assistenza e stimolo da parte delle associazioni per l’internazionalizzazione delle imprese

    • Rifinanziare il fondo anticrisi e velocizzare i tempi della realizzazione del confidi intersettoriale regionale, nonché procedere al recupero di risorse settoriali non utilizzate

    • Costituire un tavolo di monitoraggio ed intervento tra istituzioni, ABI e associazioni imprenditoriali per scongiurare il “credit crunch”.

    6. Istruzione, formazione, lavoro e occupazione

    L’istruzione, la formazione e le politiche del lavoro devono integrarsi al fine di dare le necessarie risposte occupazionali che la nostra regione aspetta. Occorre perciò ridurre la distanza tra sistema universitario-scolastico-formativo e mondo delle imprese, mediante anche la valorizzazione della formazione in azienda, dell’apprendistato e l’utilizzo della certificazione dei crediti formativi.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Rifinanziare il fondo regionale per gli ammortizzatori sociali

    • Avviare un pacchetto per i giovani, sia per l’inserimento in azienda tramite work experience che mediante forme di auto imprenditoria

    • Favorire la realizzazione di azioni di monitoraggio ed autocontrollo da parte delle imprese stesse.

  • Energizair, il meteo delle fonti rinnovabili arriva in Italia

    Energizair, il meteo delle fonti rinnovabili arriva in Italia

     

    A novembre in Toscana, debutterà EnergizAir, il meteo delle fonti rinnovabili, attraverso il quale nei notiziari meteorologici degli organi d’informazione saranno fornite informazioni sulla produzione energetica da impianti solari e fotovoltaici.

    L’obiettivo di Energizair è aggiungere alle usuali previsioni metereologiche delle informazioni di qualità in campo energetico.

    Nato da un’idea dell’associazione Apere di Bruxelles sarà realizzato contemporaneamente dalle agenzie energetiche di Belgio, Francia, Slovenia, Portogallo e Italia. Per il nostro Paese EnergizAir sarà curata dall‘Ealp (Agenzia energetica provinciale di Livorno) che coordinerà le iniziative dei partner locali coinvolti.

    Nelle prossime settimane Raitre (a cura del consorzio Lamma), Telegranducato e Radio Toscana partiranno con la messa in onda di una rubrica innovativa all’interno delle consuete previsioni meteorologiche.

    «La finalità – ha detto l‘assessore all’Ambiente della Provincia livornese, Nicola Nista – è quella di affiancare alle normali notizie sulle previsioni meteorologiche, anche le informazioni relative all’energia effettivamente prodotta da impianti a fonti rinnovabili in un determinato giorno. L’obiettivo è quello di far arrivare al grande pubblico la percezione concreta di quanta energia elettrica possa fornire un impianto di questo tipo e, soprattutto, quanto una famiglia potrebbe risparmiare sulla bolletta».

    «Sulla base delle condizioni meteo, di sole e vento avute nell’arco di una settimana, verranno fornite informazioni sulla percentuale di acqua calda o energia elettrica prodotta da impianti a solare termico e fotovoltaici e il grado di copertura del fabbisogno energetico familiare o delle abitazioni di un’area geografica», ha spiegato Susanna Ceccanti dell’Ealp.

    Nel contesto del mondo odierno, segnato dal progressivo esaurimento delle fonti di energia convenzionale (gas, petrolio e carbone), dei danni ambientali da essi causati e dei cambiamenti climatici, le notizie sul clima e sulla potenziale producibilità di energia da fonti rinnovabili possono aprire la via ad un profondo cambiamento culturale.

    L’idea è di inserire ad ogni fonte energetica rinnovabile degli indicatori che rappresentino il fabbisogno energetico soddisfatto grazie alle condizioni climatiche (di sole o di vento) che si sono avute nei giorni passati.

    Tali indicatori evidenzieranno così il collegamento tra le previsioni meteo, le fonti di energia e consumo energetico, sottolineando la percentuale di energia che si potrebbe ottenere se ogni famiglia potesse approvvigionarsi dal punto di vista energetico (elettrico e termico) attraverso pannelli solari oppure una comunità potesse ottenere energia elettrica grazie a pale eoliche.

    Il principio è semplice: in questo meteo non si tratta di comunicare previsioni del tempo, bensì creare un collegamento tra le condizioni climatiche della settimana precedente e l’energia potenzialmente producibile grazie al sole e al vento.

    Basandosi su osservazioni metereologiche e sul monitoraggio di alcuni impianti ad energia rinnovabile esistenti sul territorio (a livello provinciale, regionale e nazionale), in base alla tecnologia impiegata, con EnergizAir verrà prodotto un report settimanale (ma per i media la frequenza potrà essere adattata) sulla produzione potenziale di energia solare termica, fotovoltaica ed eolica, dell’area climatica presa in considerazione.

    Per il solare termico il sistema stabilisce la percentuale di acqua calda prodotta da un impianto domestico standard (da 4 metri quadri) in un’abitazione media. Per il fotovoltaico si calcola la percentuale di energia elettrica prodotta da un impianto standard in un’abitazione media (la produzione di kWh può coprire parzialmente o totalmente i fabbisogni di energia elettrica di una famiglia).

    Per esempio il 5 agosto 2011 l’irraggiamento solare ha prodotto il 185% dei fabbisogno di una famiglia, mentre il 18 ottobre la produzione è calata al 116%. In entrambi i casi la percentuale di energia oltre il 100% è andata a incidere, con un risparmio reale, sulla bolletta.

    Stesso ragionamento sarà fatto per l’eolico, calcolando quante abitazioni sono alimentate grazie alla produzione di energia degli impianti della zona presa in considerazione.

    La chiave del progetto è la presenza degli indicatori sulla potenziale produzione di energia da fonti rinnovabili all’interno delle previsioni del tempo tradizionali.

    Lo scopo è fornire al pubblico un ordine di grandezza in termini di cosa e quanto possono produrre grazie agli impianti alimentati da fonti rinnovabili. In questo modo il concetto verrà diffuso nell’ambito della vita quotidiana delle famiglie italiane riunite di fronte alla televisione.

    Oltre alle previsioni del tempo in tv, altri media saranno coinvolti: giornali, radio e siti web. Tutti gli organi d’informazione potranno usufruire di questa possibilità e accogliere il meteo delle fonti rinnovabili in versione personalizzata.

    L’augurio è che una migliore conoscenza sulle opportunità offerte dalle rinnovabili porti il pubblico ad interrogarsi sui propri consumi e forse ad agire di conseguenza..

    Matteo Quadrone

     

  • Aperitivi e dj set per la movida genovese a Galleria Mazzini

    Aperitivi e dj set per la movida genovese a Galleria Mazzini

    Galleria MazziniAperitivi e dj set per riportare agli antichi fasti Galleria Mazzini.

    A partire da venerdì 28 ottobre, ogni due settimane i commercianti del Civ Sestiere Carlo Felice, in collaborazione con Fiepet Confesercenti, organizzano  una serie di serate all’insegna della musica e del divertimento.
    L’obiettivo è quello di offrire un’alternativa nel panorama della notte genovese, a due passi dai tradizionali punti di ritrovo di Piazza delle Erbe e dei vicoli del Centro Storico.

    Si inizia venerdì, 28 ottobre, con un dj set in tema Campari a partire dalle ore 19 e gli aperitivi a base di cocktail esclusivi e gustosi stuzzichini serviti dai bar “Galleria”, “Mazzini” e “Piccapietra”, il tutto accompagnato da modelle e modelli che animeranno la serata e distribuiranno gadget ai partecipanti.

  • “Giovane talento ligure”, il bando scade il 10 novembre

    “Giovane talento ligure”, il bando scade il 10 novembre

    GiovaniLa Regione Liguria in collaborazione con Ufficio scolastico regionale, Camera di Commercio, Università e Comitato interistituzionale Orientamenti promuovono, per il salone “ABCD+Orientamenti (16/18 novembre 2011 alla Fiera di Genova), un bando per giovani talenti nella scuola e nel lavoro.

    L’obiettivo è promovere, ricercare e valorizzare i talenti presenti fra i giovani a partire dalla formazione (scuola primaria, secondaria, universitaria) e dal mondo del lavoro. E in questo modo rilanciare una cultura orientata alla scienza e alla tecnologia attraverso la valorizzazione delle capacità progettuali e creative dei giovani.

    Le categorie del bando per i giovani talenti sono le seguenti: BABY (dai 6 ai 13 anni di età della scuola primaria e secondaria di 1°grado); JUNIOR (dai 14 ai 18 anni della scuola secondaria di 2° grado e dei centri di formazione professionale); SENIOR (giovani talenti universitari); JOB TALENT (giovani fino ai 29 anni che si sono distinti per progetti / idee/ soluzioni innovative nel lavoro o nell’impresa).

    Le aree tematiche sono: espressione letteraria, musicale, artistica, corporea, innovazione tecnologica e scientifica, innovazione nell’impresa e nel lavoro.

    Le domande, pubblicate sui siti www.ge.camcom.it e www.giovaniliguria.it, vanno inviate entro il 10 novembre 2011.

    I talenti selezionati dalla giuria saranno ammessi al “Salone dei Talenti” (nell’ambito di “ABCD+Orientamenti) dove il pubblico potrà votare il progetto preferito attraverso una postazione digitale. I premi attribuiti dalla giuria e del voto popolare saranno assegnati durante la notte dei talenti (venerdì 18 novembre).

  • Luigi Marangoni, intervista con l’attore e regista

    Luigi Marangoni, intervista con l’attore e regista

    Luigi MarangoniAttore e regista, Luigi Marangoni nasce a Rovigo nel 1972,  muove i primi passi al Teatro Lemming di Massimo Munaro e si diploma alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman

    Oggi, genovese d’adozione, si definisce “in un vortice di vita che mi ha ingoiato completamente.” Quel vortice che si chiama teatro, un vortice fatto di testi, progetti, scene, costumi, luci e furgoni…

    Dopo essersi cimentato anche nella regia, saprebbe tracciare un parallelo tra il regista e l’attore? In quale ruolo riesce a esprimersi meglio?

    Penso che con il ruolo di interprete teatrale mi sia avvicinato sempre più alla concezione di attore come autore di se stesso e di conseguenza dello spettacolo di cui fa parte. La passione che mi lega al teatro è totale e racchiude la recitazione come la regia; credo pertanto di potermi meglio esprimere nel ruolo di “attore come regista di se stesso”.

    Cosa significa essere attore oggi?

    La ricerca della via alternativa per comunicare con la gente sostengo sia essenziale oggi per chi fa teatro; mediante la completa consapevolezza del lavoro artistico prodotto è possibile toccare le persone e, di conseguenza, riuscire a scuoterle.

    Quali sono le principali caratteristiche che costituiscono le basi per essere o divenire attore? Saprebbe dare la sua definizione di “talento”?

    Sostengo che entrambe le questioni possano essere esplicitate dalla descrizione del talento: la caratteristica principale è innata, ed è l’amore incondizionato per l’arte intesa come profonda ricerca di se stessi e degli altri, che sfocia, nel caso dell’attore, nell’imprinting dato ad una disciplina che richiede forza e impegno. Altrettanto importante è la fluidità con la quale l’attore o il potenziale attore riesce a conoscersi e a legare il suo ascolto interiore con quello esteriore equilibrato sempre dal pensiero e dalla coscienza di sé. Penso che il talento sia disegnato da queste parole e che colui che possiede naturalmente queste qualità possa giocarsi le sue carte!

    Annalisa Serpe

  • Senhor do Bonfim: gli eventi del fine settimana nel locale di Nervi

    Senhor do Bonfim: gli eventi del fine settimana nel locale di Nervi

    BonfimEcco il programma degli eventi che si svolgono al Senhor do Bonfim, il locale in passeggiata a Nervi.

    VENERDI’ 28 OTTOBRE h. 22.30: JUST 4 FUNK in concerto e dj-set di DJ Farm; i Just 4 funk sono un progetto neonato dalla volontà di quattro musicisti professionisti liguri di creare uno spettacolo rivolto alla Black Music, quella tra la fine degli anni ’60 e i primissimi anni ’80. Funk prima di tutto, con un pizzico di Soul e Blues.
    Il repertorio, rivisitato e riarrangiato dal quartetto, è vario, con brani di artisti più conosciuti dell’ambiente “nero” (J. Brown, M. Gaye, Tower Of Power, S.Wonder ecc.) ed altri ugualmente cruciali per il genere ma non altrettanto familiari al ‘grande pubblico’ (Freak Power, Nina Simone, Graham Central Station, Bill Whiters ecc.).

    SABATO 29 OTTOBRE h.23.30: FAST LANE (tributo agli EAGLES), a seguire dj Marco Valenti; Cinque amici, cinque musicisti attivi non solo a Genova in ambito semi-professionale e professionale, uniti in questo progetto per il comune amore per la musica degli Eagles.

    LUNEDI’ 31 h.22.30: HALLOWEEN IN DA HOUSE, festa horror-fantasy  in collaborazioe con Cerescon la musica di Ugo Sabatino e Emiliano Gandolfo.
    Ci saranno premi per le maschere più belle e tanti gadgets e sorprese per tutti!Ingresso con consumazione 8 euro

  • Ostaia da u Neo, i concerti nell’osteria di Sestri Ponente

    Ostaia da u Neo, i concerti nell’osteria di Sestri Ponente

    Ostaia da u NeoL’Ostaia da u Neo di Sestri Ponente, live music bettola come ama definirsi, organizza ogni sabato concerti di artisti della scena genovese e non solo, tutti accomunati dalle sonorità blues, solul, folk e rockn’roll.

    Ecco il programma delle serate, che iniziano alle 213o:

    29 OTTOBRE – SEAN’S DREAM irish trad band (Ge, Sv). I “SEAN’S DREAM” nascono tra Genova e Savona nel 2010 e propongono un accurato quanto dinamico repertorio di musica e canzoni tradizionali irlandesi, con qualche sconfinamento negli affini mondi scozzese e bretone.

    05 NOVEMBRE – RADIO KING with TRENT MILLER alternative country rock band + songwriter ( Casale M.to, London). I Radio King i rappresentanti piemontesi dell’alternative country che, eccezionalmente per l’occasione, ospitano per la prima data dei loro rispettivi tour italiani, un ospite dall’Inghilterra: Trent Miller.

    12 NOVEMBRE – BIG FAT MAMA blues band (Ge). Sono considerati uno dei gruppi di punta della scena italiana. Punto fondamentale del repertorio proposto dalla band, oltre alla personale interpretazione di alcune cover, sono le composizioni originali che amalgamano le esperienze musicali di ciascun componente della band in un sound personale e compatto di sicuro coinvolgimento.

    19 NOVEMBRE – h.17,30  GRUPPO SPONTANEO TRALLALERO folk genovese. Squadra di canto della tradizione popolare genovese, ha vinto il festival della canzone dialettale d’autore San Giorgio di Albenga

    19 NOVEMBRE- h.21,30  SARA VELARDO singer songwriter – acoustic rock, folk, blues, bossanova (Lc). Chitarrista e cantautrice da Lecco

    26 NOVEMBRE – ILA & THE HAPPY TREES singer songwriter and band -folk/indie (Bg)

    03 DICEMBRE – JONO MANSON singer songwriter rock,r&b,soul (Santa Fe, New Mexico)

    07 DICEMBRE- SWING STRING BAND swing, jazz (Ge)

    10 DICEMBRE – LOS BONOBOS BORACHEROS (BOBBY SOUL & ALE FAZZ CAORSI) canzoni d’autore, blues, soul (Ge)

    17 DICEMBRE- CHEMAKO + KID blues ( Pv, Ge )

    14 DICEMBRE- EDOARDO CEREA rock songwriter (Pc)

    21 GENNAIO – LOWDOWN FELLOWS blues band (Ge)

    28 GENNAIO – FEDERICO SIRIANNI & CHIARA ROSSO omaggio alla musica d’autore americana (Torino, Saluzzo)

  • Less is More: si balla fino a tarda notte al Milk Club

    Less is More: si balla fino a tarda notte al Milk Club

    MilkLess Is More, associazione culturale che organizza eventi e concerti, propone la prima serata di questa stagione al Milk Club, in Via Mura Delle Grazie 25, nel centro storico di Genova. Nella serata di sabato 29 ottobre 2011, a partire dalle 22, dj set e live music che spaziano dal genere psichedelico al pop, dall’elettronica al chillwave.

    Ad aprire la serata Davide Cedolin, in arte Krtek, e le sue sonosrità che spaziano da mantra psichedelici a vere e proprie canzoni pop. Subito dopo è la volta dell’esordio genovese per due realtà emiliane: alle 22:45 sale sul palco Giulio Fonseca, in arte Go Dugong e la sua musica elettronica.

    Alle 23:45 invece sarà la volta dei Welcome Back Sailors, una delle più fresche e vitali band in ambito italiano, che stanno giustamente raccogliendo i frutti anche da oltre confine. Le loro coordinate sonore sono prettamente chillwave, con divagazioni al dream pop e all’elettronica. Chiude la serata Falklands, dj genovese ai più noto come parte del collettivo di Viceversa, con una proposta per grandi e piccini, Post Punk post’77 splendidamente cucito insieme con nuove forme di punk lo-fi tanto care a chi segue blog come Brooklyn Vegan e Hipster Run Off.

    L’ ingresso costa 5 euro, chi arriva entro le 2230 avrà uno shot in omaggio

     

    Less is more

  • Pedofilia, sciopero della fame per l’applicazione delle linee guida

    Pedofilia, sciopero della fame per l’applicazione delle linee guida

     

    Uno sciopero della fame contro la mancata applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede in materia di pedofilia.

    A partire dal 31 ottobre lo attuerà Francesco Zanardi, portavoce della rete l’Abuso, un cittadino savonese che da mesi conduce una battaglia contro i preti accusati di pedofilia.

    L’attivista, reduce  dal recente “Pellegrinaggio per la verità“, un viaggio a piedi da Savona al Vaticano per chiedere un aiuto concreto alle vittime dei sacerdoti pedofili, spiega così la sua scelta:

    “Speravo si potesse arrivare ad una reale e concreta applicazione delle linee guida anti pedofilia emesse dalla Santa Sede, ma abbiamo riscontrato che non vi e’ la volonta’ di prendere seri provvedimenti. Da qui la decisione di attuare una forma di protesta non violenta, che possa sensibilizzare l’opinione pubblica e il Vaticano”.

     

     

  • Slot, videopoker: nuove regole per i negozi

    Slot, videopoker: nuove regole per i negozi

     

    Newslot e videolottery, mentre le macchinette infernali dilagano in città grazie ai nuovi mini casinò, una sala ha aperto recentemente a Certosa, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato introduce alcune novità per quanto riguarda l’installazione di newslot negli esercizi commerciali.

    Un decreto dei Monopoli stabilisce infatti che, per ciascun apparecchio installato nei negozi, debba essere riservato uno spazio pari ad almeno due metri quadrati. Tale condizione dovrà essere rispettata anche per le videolottery che consentano il gioco in contemporanea tra più utenti: in questo caso i due metri minimi di ingombro vanno moltiplicati per il numero delle postazioni.

    Bar, tabacchini, edicole, ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari, questi gli esercizi interessati dalle nuove norme.

    A seconda dei metri quadrati a disposizione, sarà consentita l’installazione di un numero massimo di apparecchi.

    Ma il fatto paradossale è che mentre si interviene per regolamentare la presenza delle macchinette e impedirne l’eccessivo assembramento nei negozi, i locali esclusivamente dedicati al gioco d’azzardo conquistano nuovi quartieri.

    Un’analisi curata dalla Camera di Commercio di Genova e citata pochi giorni fa da “La Repubblica”, sottolinea come nel periodo 2005-2010, i locali per scommesse siano aumentati  del 63%. Un dato impressionante se confrontato con la media italiana, circa la metà ovvero il 34%.

    E la preoccupazione aumenta perchè a breve nuove sale da gioco potrebbero sbarcare  in zona Prè e a Cornigliano.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • ContemporaryArt: un accordo sull’asse Torino Milano Genova

    ContemporaryArt: un accordo sull’asse Torino Milano Genova

    ContemporaryArtUn importante accordo sull’asse Torino – Milano -Genova sul tema dell’arte contemporanea si è consolidato ieri a Torino, con la partecipazione dell’assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri, insieme al sindaco torinese Piero Fassino e all’assessore alla Cultura del Comune di Milano Stefano Boeri, alla conferenza stampa di ContemporaryArt Torino Piemonte, svoltasi nel capoluogo piemontese.

    ContemporaryArt Piemonte è una rassegna che offre mostre di respiro internazionale, collettive e personali, le fiere, i laboratori, le rassegne e i festival:  con il cartellone di ContemporaryArt Speciale Autunno si rinnova la collaborazione tra il Comune di Milano, la Città di Torino, la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, a cui si è unito per la prima volta anche il Comune di Genova.

    Nel cartellone sono state inserite le mostre genovesi di Sala Dogana “Percezione” (inaugurazione venerdì 28 ottobre) e “Genova senza parole” (19 novembre – 4 dicembre 2011) e la mostre “Race. Alla conquista del Polo Sud” in corso fino al 18 marzo 2012  a Palazzo Ducale, “Rossomare. Dalle mattanze all’inquinamento, all’ecosostenibilità”, in Galleria d’Arte Moderna fino all’8 gennaio. Segnalata nel programma anche la mostra “Der Klang des Südens” al Museo d’Arte contemporanea di Villa Croce fino all’8 gennaio e i cicli di incontri che si svolgono a Palazzo Ducale “Luoghi comuni”, “Mediterranea. Voci tra le sponde” e “Le città in evoluzione”.

    “L’arte contemporanea – ha dichiarato Andrea Ranieri – può essere una componente decisiva per ridisegnare il nuovo Nord-Ovest del sapere, della ricerca, della cultura. Di questo Nord Ovest Genova è il mare e la porta verso il sud del Mediterraneo. E al mare sono dedicate la maggior parte delle mostre e degli eventi che segnaliamo”

     

     

  • “Il bosco respira”, il percorso guidato al Museo di Storia Naturale

    “Il bosco respira”, il percorso guidato al Museo di Storia Naturale

    Il bosco respira di vita. Questo è il messaggio di un percorso che il Museo di Storia Naturale di Genova, nell’ambito del Festival della Scienza, vuole trasmettere ai piccoli visitatori.

    Si presenta come un cammino esplorativo riservato ai bambini ma saranno gli adulti, per primi, ad essere incuriositi dai racconti che gli abitanti, di questo habitat particolare, narrano in prima persona attraverso la visione di un documentario in 3D.

    Equipaggiati con occhialini atti allo scopo, incontriamo il famoso orso marsicano che ci tende una mano, no… volevo dire una zampa, per invitarci ad iniziare questo viaggio tridimensionale. Con lui incontriamo i faggi, alti fino a 40 metri, riconoscibili dal tronco liscio con macchie grigio argentate e dalle “fagiole” che sono frutti simili a piccole noci, rinchiusi in un riccio spinoso come quello delle castagne, di cui sono stretti parenti. Nello stesso modo il cinghiale ci presenta le querce, piante longeve che possono vivere fino a 500 anni. Anch’esse sono identificabili per la foglia lobata ma, soprattutto, per i loro frutti, le ghiande, di cui il nostro interlocutore dice di essere ghiotto. Via via, incontriamo il leccio, un sempreverde, dal fusto screpolato in piccole placche, il tasso chiamato della morte per le sue bacche (arilli) rosse e velenose che gli uccelli mangiano favorendone la disseminazione, il frassino ottimo come combustibile e pregiato per la robustezza del legno, l’acero che con i suoi semi alati può colonizzare lontano, il cipresso così caro al Carducci, il tiglio dal profumo dolce e penetrante ed infine i pini da quello comune al pino mugo, conosciuto per lo sciroppo balsamico.

    Accanto a questo excursus di giganti vegetali vivono, oltre quelli già citati, animali imponenti come la maestosa aquila, rumorosi come il picchio, sibilanti come la vipera, piccoli come la pulce delle piante, dannosi come la terribile processionaria dei pini. Un mondo ricco di curiosità che continua a meravigliarci quando, riaccese le luci, le valenti assistenti del corso invitano a scoprire gli insetti “stecco” perfettamente mimetizzati tra gli arbusti contenuti in una teca di vetro o illustrano peculiarità di insetti accuratamente conservati e catalogati all’interno delle scatole entomologiche.

    Cervi volanti, mantidi, farfalle, coleotteri, taluni dall’aspetto poco rassicurante ma assolutamente innocui, altri come scorpioni o vespidi da cui è meglio stare alla larga ma, attenzione, anche qui troviamo il fenomeno del mimetismo. Alcuni di essi esibiscono una livrea ingannevole solo per farvi paura.

    Le cose da scoprire sono ancora tante: volete vedere come si vive in un formicaio o come l’ecosistema di un bosco può essere riprodotto in bottiglia, volete scoprire quante varietà di fiori meravigliosi colorano il nostro appennino o il ruolo fondamentale che questo habitat ricopre nel bilancio del carbonio sulla terra? Non vi rimane che recarvi a scoprirlo.

    Adriana Morando