Anno: 2011

  • I paladini di Emanuele Luzzati in mostra al Porto Antico

    I paladini di Emanuele Luzzati in mostra al Porto Antico

    Paladini Museo LuzzatiUna raccolta di opere originali legate al tema dei paladini, dei cavalieri e degli eroi, per esplorare ed approfondire come Luzzati ha immaginato quelle storie più volte narrate e tramandate nelle letterature di molti paesi europei.

    Si tratta di storie piene di avventure, battaglie, amori e figure fantastiche dove cavalieri, fanciulle, maghi, draghi, saraceni si incontrano e scontrano nel racconto delle umane vicende, affascinando da sempre grandi e piccini.

    Sono esposte tavole di illustrazione, story board di cartoni animati, ceramiche, oggetti d’arredo, libri e film d’animazione.

    Ingresso al Museo €5, bambini gratis fino a 6 anni, €2 dai 7 ai 18 anni, €4 sopra ai 65 anni.
    Orario dal martedì al venerdì 10-13 e 14-18, sabato e domenica 10-18, lunedì chiuso.

  • Teatro della Tosse: gli spettacoli della stagione 2011/2012

    Teatro della Tosse: gli spettacoli della stagione 2011/2012

    Teatro TosseUna stagione ricca di eventi per il teatro nel centro storico genovese, in piazza Renato Negri, 4 010 2487011 . Si parte giovedì 20 ottobre e si arriva fino a maggio 2012. Tanti glie venti per i bambini e quelli fuori cartellone. Una stagione nel complesso molto varia, con un occhio attento all’avanguardia. Ecco tutti gli appuntamenti della stagione fino a dicembre 2011.

    DA GIOVEDI’ 20 A DOMENICA 30 OTTOBRE

    “Il Luna Park della Scienza”

    Luna Park ScienzaTre personaggi che sembrano usciti da una pellicola di Charlot inaugurano la Stagione 2011/2012 in una nuova coproduzione con Il Festival della Scienza che quest’anno è dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia e alle conquiste scientifiche del passato, nell’ottica dell’innovazione e della crescita verso il futuro. Il Luna Park della Scienza, racconta un secolo e mezzo di grandi invenzioni in un’ora di spettacolo, tra macchine teatrali, giochi di ombre, musica e buoni sentimenti. Regia di Emanuele Conte.

    Orari: giovedì 20, venerdì 28 e sabato 29 – ore 21 – venerdì 21 e sabato 22 – ore 18 e ore 21
    martedì 25 – ore 18 – mercoledì 26 e giovedì 27 – ore 10 e ore 18 – domenica 2330 – ore 16. Biglietti: 20, 21, 22, 28, 29 ore 21 € 18 (giovani fino a 28 anni la sera della prima € 13) – 21, 22, 25, 26, 27 ore 18 € 12; la domenica ore 16 € 10 – abbonati Festival della Scienza € 10 o € 5

     

    MARTEDI’ 1 NOVEMBRE

    Bereshit Peo Bou“BERESHIT – Pep Bou. La Storia più bella del cosmo”

    Grande ritorno alla Tosse dello strabiliante mago delle bolle di sapone Pep Bou.
    In questo spettacolo Pep, affiancato dallo scienziato e divulgatore Jorge Wagensberg, ci guida in un viaggio “galleggiante” fatto di racconti e bolle di sapone per mostrarci da dove veniamo e predirci dove stiamo andando ricordandoci la bellezza di tutto ciò che ci circonda.

     

     

    MARTEDI’ 25/MERCOLEDI’ 26 NOVEMBRE

    Hamlice-saggio sulla fine di una civiltà

    HamliceUn teatro estremo che ci inchioda alla scena, prigionieri di celle e corridoi. Elsinore è un moloch, chiede un sacrificio troppo grande ad un Amleto che non riesce, che non vuole più essere Amleto. Fuggire dal palazzo, fuggire a se stessi e trasformarsi, cercare un nuovo spazio, un altro tempo, nuove vesti tra le righe di altri autori fino a giungere nel Paese delle Meraviglie. Lasciarsi prendere per mano da Alice, farsi condurre nel mondo alla rovescia di Carroll, farsi trascinare dai suoi personaggi…perdersi, smarrirsi e poi ritrovarsi. E’ questo “Hamlice”: visione abbacinante e sogno al crepuscolo, uno spettacolo che toglie il terreno sotto i piedi e conduce lo spettatore “altrove”, dove è ancora possibile sottrarsi al proprio ruolo definito. L’origine dello spettacolo è nella realtà di questa compagnia che come un doppio sotterraneo offre una riflessione quotidiana su questo tema. Quello che per altri è teatro -afferma Armando Punzo- per noi, per questi spiriti liberi, è vita negata.

    DA MARTEDI’ 13 A DOMENICA 18 DICEMBRE

    “Idiota”

    IdiotaLa sua ambiguità sociale sta nell’essere lo scemo del villaggio sino ad un certo punto. Parla con noi perché non può farne a meno. Un idiota,  che va sull’altalena, mangia, rovista tra i rifiuti e intanto continua a parlare, perché gli piacciono le persone, perché non vuole star solo. Perché siamo i primi che incontra appena sceso dal treno e non sa stare zitto. Ha qualcosa di importante da dirci. Parla di sé e di quelli che ha incontrato. Riscoprire il bambino, “l’idiota”in ciascuno di noi, è lo scopo tanto etico quanto-estetico di Carmen Giordano e del suo duttile collaboratore in uno spettacolo capace di stregare il pubblico. Fremiti, paure e stupore, saggezza e passione, rendono il messaggio mite e puro di questo fraterno Idiota, attuale e universale per segni teatrali e suggestioni emotive: uno dei capolavori della letteratura mondiale felicemente “tradito” da una giovane regista.

    SABATO 31 DICEMBRE

    “Tarocchi Bazar giocando al Mercante in Fiera”

    Tarocchi bazarScegli una carta, conosci il futuro. Il Papa, la Fortuna, la Luna, l’Appeso, la favola degli arcani, l’uomo che vuole strappare i veli al destino. Storia antica, quella dei tarocchi: fonte di molteplici ispirazioni artistiche, prezioso mezzo di divinazione, ma anche “ingegnoso strumento del diavolo” – li bollò San Bernardino all’inizio del Quattrocento – “per spingere sulle vie del peccato le anime elette che si sono votate a Dio”. Peccato o no, il fascino delle carte è immutato nei secoli e si rinnova anche sul palcoscenico e nella rivisitazione del gioco del “Mercante in Fiera”, che vedrà i 22 arcani maggiori protagonisti assoluti di un percorso immaginario attraverso un labirinto di luoghi e trame da comporre insieme agli spettatori. La sorte assegnerà le carte, rivisitate per l’occasione nei Collages di Tonino Conte, mentre lo spettacolo farà il resto, assegnando punti o penalità, elargendo fortune o mettendo ostacoli alla buona sorte. Come attraverso uno specchio deformante i personaggi dei Tarocchi, vestiti da attori storici e nuovi del Teatro della Tosse, offriranno al pubblico le proprie storie se non per divinare il futuro, almeno per vincere il gioco.

     

     

     

  • Storia di Genova: fra i monti e il mare c’è la funicolare

    Storia di Genova: fra i monti e il mare c’è la funicolare

    La funicolare di Granarolo
    La particolare orografia che stringe Genova tra mare e ripide alture, consegna alla città un territorio avaro di spazi e “faticoso” da vivere. Saliscendi continui superabili, spesso, solo con ardue scalinate o anguste erte, hanno spinto, gli organi preposti, a realizzare mezzi come le funicolari che, in sedi dedicate, fuori dal traffico cittadino e non inquinanti, offrono un prezioso servizio pubblico.
    La più antica è quella di Sant’Anna che da via Bertani scende a Portello. In 2 minuti copre un dislivello di 54m su un percorso di 370m. Prima dell’elettrificazione, era azionata da un sistema di contrappesi ad acqua: una vettura, zavorrata con un cassone pieno d’acqua, scendeva per forza di gravità, trascinando l’altra in alto. All’arrivo si svuotava il cassone e il ciclo riprendeva.
    La linea, a binario unico, doppio solo nella zona centrale per l’incrocio delle vetture, venne costruita nel 1891 e corre, per un ampio tratto, su un viadotto con arcate in pietra.
    Coetanea di questa è la funivia, o ancora meglio, la ferrovia a cremagliera di Granarolo, che dal Lagaccio, a lato dell’ex hotel Miramare, sale al capolinea dove i passeggeri vengono accolti da una struttura in stile liberty (oggi, si ferma in via Bari per restauro). L’impianto sfrutta il principio per cui una ruota dentata, applicata alla vettura, ingrana con i denti di una guida, trasformando il moto rotatorio in moto lineare, fu realizzato da privati, tra il 1898 e il 1901, lungo un percorso di 1136m e un dislivello di 194m. Questa“tranvia a dentiera”deve il nome al neologismo derivato dal francese “cremaillère” e, ancor prima, al latino “cremaculum”e al greco antico”kremaster”.
    Di maggiori dimensioni è la funicolare Zecca-Castellaccio che, superando un dislivello di 278m su un percorso di 1428m, raggiunge Righi sulle alture della città. Nasce nel 1895, su un progetto di due svizzeri, residenti a Genova, per conto delle FEF di Kerns e prevedeva due impianti distinti: il primo, in galleria, tra largo Zecca e la chiesa di San Nicola, il secondo allo scoperto fino al Righi. Tra i due tratti si effettuava il trasbordo dei passeggeri. In servizio dal 1912, negli anni 1963-1965 i due tronchi furono uniti per meglio servire le nuove aree abitative. Delle 7 stazioni, meritevole di sosta è quella della Madonnetta per vedere un presepe permanente con statuine della scuola del Maragliano. A corollario dei mezzi che salgono e scendono ci sono gli ascensori pubblici ma, questa è un’altra storia.
    di Adriana Morando
  • Shopping on line: le nuove regole dell’Unione Europea

    Shopping on line: le nuove regole dell’Unione Europea

    Shopping on lineUna nuova direttiva sui diritti dei consumatori europei è stata adottata dal Consiglio dei ministri Ue il 12 ottobre. L’obiettivo della normativa è quello di tutelare maggiormente che effettua acquisti on line su siti nazionali ed europei, e di dettare regole comuni più chiare per le imprese che vendono i propri prodotti su internet. I governi avranno due anni per attuare le norme a livello nazionale.

    L’obiettivo è quello di aumentare la trasparenza e ad evitare costi a sorpresa per i consumatori: per questo è stato introdotto l’obbligo per il venditore di indicare il prezzo finale, e i costi aggiunti in un secondo momento saranno a totale carico del venditore.

    Le nuove norme cancellano anche le caselle di selezione pre-impostata quelle che, per esempio si trovano nei siti per l’acquisto dei biglietti aerei, o che vengono usate per offrire opzioni aggiuntive come l’assicurazione di viaggio o il noleggio auto. Allo stato attuale i consumatori devono deselezionare le caselle per non acquistare i servizi extra, ma con la nuova direttiva questi box spariranno.

    Un altro punto riguarda la restituzione della merce: prima della direttiva il consumatore poteva rimandare la merce entro una settimana dalla data del contratto, da ora in poi i tempi si allungano a 14 giorni.

    Introdotta anche la possibilità di essere rimborsati dell’intero prezzo del prodotto nelle 2 settimane successive alla restituzione della merce.

    La nuova normativa ha esteso il diritto di recesso dal contratto di acquisto anche alle aste on line: i consumatori potranno avvalersi di un modulo di recesso europeo standard, da utilizzarsi sia per gli acquisti porta a porta che per quelli su internet.

    La consegna della merce dovrà avvenire al massimo entro 30 giorni dalla stipula del contratto; in caso contrario l’acquirente potrà annullare l’ordine, e gli eventuali danni durante il trasporto saranno pienamente a carico del venditore.

    Dovranno essere più chiare anche le informazioni circa l’acquisto di contenuti digitali, la loro compatibilità con hardware e software e le eventuali limitazioni. Si potrà recedere dall’acquisto di beni digitali come musica, film o programmi software, ma solo prima di iniziare il processo di download.                                                                                                                                                                                                                                                                          Infine il costo per il pagamento con carta di credito non potrà superare la spesa che grava sul commerciante per l’offerta di tali mezzi di pagamento.

    Manuela Stella

    Illustrazione di Chiara Spanò

  • Ciocofantasy 2011, due giorni dedicati al cioccolato a Cornigliano

    Ciocofantasy 2011, due giorni dedicati al cioccolato a Cornigliano

    CioccolatoSabato 22 e domenica 23 ottobre si tiene a Genova, a Villa Bombrini di Cornigliano in via Muratori, una manifestazione dedicata al cioccolato di alta qualità: due giorni di degustazioni, esibizioni, creazioni artistiche in cioccolato, spettacoli e cabaret, vendita diretta. L’ingresso è gratuito.

    Ecco il programma dell’evento:

    SABATO 22 OTTOBRE

    Ore 10  Apertura stands degustazione e vendita prodotti in cioccolato di alta qualità fino alle ore 23

    Ore 10.30 Inaugurazione della manifestazione con autorità.

    Ore 13 – 18 Giochi cioccolatosi, spettacoli e truccabimbi Percorso interattivo a tema Horror con animatori in costume

    Ore 15  Inizio dell’esibizione e lavorazione a tema Horror per “Chef Chocolatier” che  terminerà domenica 23 con premiazione finale.

    Ore 15 – 18.30 Il Centro di Formazione Artistica di Luca  Bizzarri Presenta “Una giornata da paura”, spettacolo di “dolce Paura” per bambini

    Ore 18.30 – 19.30  due truccatrici  prepareranno dei volontari del pubblico per una “Sfilata di Ciocozombi”. Il miglior “zombi” della serata verrà premiato da una giuria di registi specializzati in film horror.

    Ore 21  Alessandra Gessa presenta “Dopping”,  uno spettacolo di Comicità, danza e musica Horror conAlessandro Bergallo , Alessandro Barbini, e la Compagnia di Danza Cadmium/Mood-Hervè Sika di Parigi.

    Ore 23 Spettacolo Burlesque a tema Horror con la Compagnia Cabaret- Burlesque

     

    DOMENICA 23 OTTOBRE

    Ore 10  Apertura stands degustazione e vendita prodotti in cioccolato di alta qualità fino alle ore 23.00

    Ore 13- 18 Giochi cioccolatosi, spettacoli e truccabimbi Percorso interattivo a tema Horror con animatori in costume

    Ore 15 Inizio dell’esibizione e lavorazione a tema Horror per “Chef Chocolatier” con premiazione finale.

    Ore 15 – 18 Spettacolo “Una giornata da Paura” per bambini

    Ore 18.30 – 19.30  due truccatrici prepareranno dei volontari del pubblico per una “Sfilata di Ciocozombi”. Il miglior “zombi” della serata verrà premiato da una giuria di registi specializzati in film horror.

    Ore 20  Estrazione tra i presenti delle opere artistiche in cioccolata.

  • Teatro Garage, gli spettacoli della stagione 2011/2012

    Teatro Garage, gli spettacoli della stagione 2011/2012

    Teatro GarageEcco la programmazione del Teatro Garage di Genova, via Paggi 43 /b (quartiere di San Fruttuoso, vicino piazza Martinez).

    Biglietteria 010.51.07.31, ufficio 010.51.14.47 – 010. 899.49.76

    L’ingresso a tutti gli spettacoli costa 12 euro intero, 9 euro ridotto.

    L’inizio degli spettacoli è nei giorni feriali alle 21, alla domenica alle ore 17

    2012

    SABATO 7 (h 21) E DOMENICA 8 GENNAIO (h 17) 2012

    “Un tango per Roxanne

    Un tango per Roxanne

    La storia di una ragazza come tante che viene affascinata dal tango e vuole diventarne una protagonista.

    La vicenda inizia a San Telmo,  tanta gente per strada… Turisti e bancarelle, poi, su un lato, due ballerini iniziano la loro performance. Ballano un primo tango e chiedono un’ offerta, poi iniziano un secondo ballo e una ragazza rimane affascinata dal loro ballare.

    Cambio improvviso di luci, il tempo si ferma e si entra nei sogni di Roxanne che immagina se stessa mentre balla con il suo principe  azzurro. Finito il sogno, ci si ritrova nella realtà della strada. Roxanne esce di scena con la zia.

    Cambio di  scena, ma siamo sempre a Buenos Aires. La zia e Roxanne vanno in milonga. Si siedono e osservano le coppie che ballano. Un uomo la invita e succede il patatrac: lui è un maleducato e la riporta  presto a sedere perché Roxanne non sa ballare. La ragazza si mette a piangere ma poi un altro signore gentile la fa ballare e con gentilezza riesce a fare i primi passi. Da qui in avanti la giovane  Roxanne, tornata in Europa, decide di  continuare a danzare, dopo tante disavventure e sogni ad occhi aperti ecco che nasce una nuova grande ballerina.

    Ingresso 12 euro, ridotto 9

     

     

     

     

    2011

    SABATO 22 OTTOBRE – DOMENICA 23 OTTOBRE

    “Quattro volte Ligeia morì”

    Quattro volte Ligeia morìLo spettacolo si presenta in quattro parti, due la prima sera e due la seconda sera. Due appuntamenti legati da un filo conduttore: l’amore visionario e ossessionato di Poe per quell’ideale di donna che una volta nella sua vita ebbe modo di incontrare e quindi di perdere prematuramente. Questo è quanto il poeta descrive, in forma di visione, incubo, ossessione e amore sublime, nei suoi quattro racconti tutti dedicati alle donne. Quattro mini spettacoli quindi, quattro donne protagoniste, ma un unico modello rappresentato da una sola attrice. In scena ci sarà anche Poe ad incarnare le sue stesse manie e ad interagire con la protagonista, rendendo così la lettura, già ricca di atmosfere e suggestioni, ancora più inquietante. E con questa lettura scenica a puntate, si cerca di far emergere, senza risparmiare le atmosfere macabre che lo contraddistinguevano, Poe e il suo ideale di perfezione e  di passione.

     

    SABATO 5 NOVEMBRE

    “Ritorno a Orani”

    Ritorno a OraniLo spettacolo realizzato dai testi di Bruno Rombi sulla vita di Costantino Nivola è un omaggio all’artista sardo, composto da due atti unici, legati tra loro dalla musica e dalla proiezione di immagini delle opere di Nivola.  Nel primo atto, “ Ritorno ad Orani”, gli attori rievocano vicende della storia umana e personale dell’artista e della sua famiglia, in una luce circoscritta che li definisce come ombre. Le parole dello stesso Nivola, di sua madre e della moglie, mettono in luce i rapporti, a volte anche conflittuali, tra l’artista e i suoi famigliari.  Il secondo atto, la lettura al leggio del poema “A Costantino Nivola” ha lo scopo di mettere maggiormente in evidenza e di ripercorrere i momenti più significativi della vita dell’uomo oltre a far conoscere l’ opera dell’artista. La storia dell’uomo si intreccia a quella dell’artista, nella ricerca di una propria identità che ha realizzato lontano dalla terra natia, ma senza staccarsene mai affettivamente.

     

    DA VENERDI’ 11 A  DOMENICA 13 NOVEMBRE

    “Io, Giacomo Leopardi”

    Io, Giacomo LeopardiLa messa in scena dello spettacolo parte dall’analisi  degli accadimenti pubblici e privati scava nei sentimenti più profondi dell’uomo, mettendone in luce i dubbi, le  speranze, le paure, il desiderio di vivere nonostante tutto. Due attori-narratori introducono al clima storico politico di fine ‘700, per soffermarsi sulle vicende di   Monaldo e Adelaide. Di tanto in tanto si liberano del ruolo di narratori, per diventare i personaggi. Un terzo attore, seduto alla scrivania, a parte, diventa il personaggio Giacomo Leopardi.

    Il lavoro non ha la pretesa di essere esaustivo dell’opera e della vita, quanto soffermarsi sulle  sofferenze di un uomo, che, in anticipo di almeno un secolo, mette a nudo  quel “ male di vivere” caro a tanta letteratura del ‘900.

     

    SABATO 19 NOVEMBRE – DOMENICA 20 NOVEMBRE

    “Cenere”

    All’interno di “Cenere”, Marco Rinaldi, narra con uno stile colloquiale, alcuni episodi meno conosciuti della resistenza. Tra momenti, a volte toccanti, a volte drammatici, altre volte conditi da allegria, la narrazione ci porta a rivivere le vicende con naturalezza, come se le ascoltassimo da un vecchio amico seduto con noi al tavolino di un bar. una storia di speranze, sogni, riscatto, amori. Amore per la libertà. “Cenere” è un viaggio nel mondo e nella vita della lotta partigiana in Liguria, il tutto affrontato senza moralismi né forzature, ma con empatia e condivisione. Il metodo affrontato dai tre autori è quello della narrazione teatrale, linguaggio che hanno perseguito componendo uno speciale ipertesto didascalico.

     

    VENERDI’ 25 NOVEMBRE

    “Foriamo i Filitri!”

    Foriamo i filtriIl filo conduttore che lega musica e teatro è la crescita, fisica e psicologica, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, raccontato nelle più svariate sfaccettature. L’illusione e il sogno, l’ambizione e la delusione… L’amore che si rivela ben lontano da come viene raccontato nelle canzoni pop, che assume le caratteristiche dei cibi preconfezionati (Io amo le favole in cui lei molla il principe e si innamora del cavallo… da “Io amo”). Passando attraverso lo spettro dell’anoressia, del disagio nei confronti di un mondo che sembra avere ben chiari ritmi, leggi e confini. Ritmi a cui l’adolescente, ormai divenuto uomo, non riesce a sottostare, e allora è necessario studiare come aggirare l’ostacolo. La nostra sveglia suona, è giunta l’ora di sfilare le maschere, dal cervello alla bocca nessun pit-stop! Così recita la canzone che da il titolo allo spettacolo. “Foriamo i filtri!” è un esperimento di commistione e sinergia fra musica e teatro. Il concerto del cantautore genovese Gabriele Serpe, è infatti arricchito dalla presenza sul palco di attori e attrici, protagonisti di dialoghi e monologhi scritti dallo stesso cantautore. Un “mix” che ha catturato l’attenzione del pubblico sin dalle primissime apparizioni nei teatri del capoluogo ligure.

     

    SABATO 26 OTTOBRE – DOMENICA 27 OTTOBRE

    “Donne ovvero storie e altre storie”

    Donne ovvero storieIl racconto che diviene memoria del percorso di lotta per l’emancipazione femminile, le emozioni e i risvolti privati di un confronto tutto al femminile liberamente tratto da La Valigia, di Laura Guidetti e Ivano Malcotti.

    Anni di lotta delle donne per la conquista della dignità ci consegnano il compito di evitare che il corpo femminile ridiventi fonte di discriminazione. Per un’Amministrazione pubblica ciò significa promuovere una armoniosa convivenza tra uomini e donne, sostenere le occasioni di dialogo e riflessione, trovare strumenti originali per rimuovere gli ostacoli che ancora oggi impediscono ai valori della pari dignità trai sessi di mettere radici nel tessuto civile del nostro paese.

     

    SABATO 3 DICEMBRE – DOMENICA 4 DICEMBRE

    “Lettere da lontano”

    Lettere da lontano “Lettere da lontano  – Parole e musica del distacco”  parla di emigrazione, con un occhio a quella storica ligure ma anche a quella contemporanea di chi è arrivato e continua ad arrivare nella nostra regione. L’allestimento unisce diverse forme espressive – parola, musica, immagini – a partire da materiale storico: lettere e diari di emigranti italiani del 900 e testimonianze attuali. Una parte importante dello spettacolo infatti è dedicata alle storie “vissute” che il pubblico ha inviato. a realizzazione si affida principalmente alla parola che è supportata da altre forme espressive – immagini e musiche dal vivo – che concorrono in ugual misura al conseguimento del risultato artistico. La regia si propone di offrire uno spaccato di vita descrivendo personaggi di spiccata umanità in cui prevalgono sentimenti come la speranza in una vita migliore, la paura della novità e l’attaccamento alle radici.

     

    SABATO 10 DICEMBRE – DOMENICA 11 DICEMBRE

    “Vai che sei forte”

    Vai che sei forteLo spettacolo comincia con la proiezione di uno spot  promozionale del tipo Welcome to, che riguarda i forti di Genova,realizzato come se un “sistema forti” esistesse veramente, dalle immagini infatti, si evince, per esempio, la possibilità di soggiornare a forte Begato, noto anche per il suo ristorante, per poi tuffarsi nella natura e non solo. A pochi passi si trova uno dei parchi gioco più belli d’Europa il forte Sperone, da evidenziare anche il museo di forte Castellaccio e l’orto botanico di forte Crocetta.

    Comicità e teatro civile per una divertente e amara riflessione sul degrado dei forti genovesi, visti con gli occhi di un promoter turistico costretto a millantarne lo stato di assoluta floridezza.

     

    VENERDI’ 16 DICEMBRE – SABATO 17 DICEMBRE

    “La prova generale”

    La prova generaleUna commedia divertente e surreale ambientata negli anni ’70: una famiglia piccolo-borghese   attende il ritorno del figlio dal lavoro… pare una comune scena familiare, ma non è proprio così. L’autore, osservatore acuto della contemporaneità di quegli anni, ci offre un eccentrico e vivace spaccato familiare.

    L’attenta lettura delle singole battute ci ha consentito di ricostruire i caratteri dei personaggi in scena che si rivelano allo spettatore con tutti i loro pregi e difetti, i loro desideri e le loro ambizioni, le loro manie e grettezze, suscitando sensazioni di commozione ed incredulità,  risate a crepapelle e turbamento.

  • Teatro della Tosse: corsi di recitazione stagione 2011/2012

    Teatro della Tosse: corsi di recitazione stagione 2011/2012

    Corsi recitazione TosseSono ancora aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di teatro de La Falegnameria del Teatro della Tosse, un progetto di laboratori studiato per svelare agli appassionati i segreti dei mestieri del palcoscenico, lavorando insieme ad attori, registi, scenografi, costumisti… ai veri protagonisti dello spettacolo dal vivo.

    Il 29 ottobre inizia il primo modulo del Corso base di recitazione intitolato “Dal naso al cielo” e condotto da Enrico Campanati con Amedeo Romeo, necessario per poter prendere parte alle due fasi successive che saranno con Simonetta Guarino ed Enrico Campanati. La respirazione e l’emissione della voce, l’espressività corporea, il rapporto con l’altro e con lo spazio: in questa prima fase gli esercizi di base e di approfondimento delle tecniche dell’attore insieme all’improvvisazione saranno utilizzati come lavoro preparatorio per la creazione di un gruppo in grado di affrontare il pubblico nei moduli successivi. Nella prima parte gli allievi incontreranno in un fine settimana intensivo Amedeo Romeo e in seguito lavoreranno con Enrico Campanati.

    Prima formazione – “Dal Naso al cielo” dal 22/10 al 21/12 condotto da Enrico Campanati con Amedeo Romeo Un primo modulo di avvicinamento alle tecniche della recitazione. 10 incontri (34 ore) sabato 22 e domenica 23/10 dalle 16,00 alle 21,00 e tutti i mercoledì dalle 19,30 alle 22,30.

    CORSI 2011-12 Da più di vent’anni il Teatro della Tosse è uno dei simboli della rinascita del centro storico genovese. La Tosse in questi anni ha svolto un lavoro prezioso dal punto di vista culturale e sociale, diventando un importante polo di aggregazione cittadino. Oltre all’attività tradizionale della stagione adulti e ragazzi, il Teatro della Tosse ha affiancato altre offerte artistico – culturali, che sono diventate nel corso del tempo la cifra distintiva del suo lavoro. La Claque arrivata al suo quarto anno è un esempio della volontà di esplorare campi sempre diversi.

    Tra queste iniziative ci sono ovviamente i corsi di teatro de la Falegnameria, che da anni coinvolgono un pubblico curioso, eterogeneo e di ogni età. I corsi di teatro de la Falegnameria sono un appuntamento ormai tradizionale del Teatro della Tosse e hanno lo scopo di avvicinare gli allievi al teatro e al suo linguaggio svelandone le diverse professionalità.

    Quest’anno i corsi affronteranno la recitazione, la messinscena (la costruzione di scene e costumi) e la danza, inoltre si rinnovano altri percorsi come quello per i bambini e il gruppo di lettura Feltrinelli / Teatro della Tosse.

    Quest’anno il corso di recitazione sarà su due livelli e condotto dall’attore e regista Enrico Campanati con la collaborazione di Amedeo Romeo e Simonetta Guarino: un gruppo di allievi seguirà un percorso didattico base articolato in modo progressivo che da una prima fase propedeutica porterà a due spettacoli, uno in teatro e l’altro itinerante nella miglior tradizione del nostro teatro. Un secondo gruppo formato dagli allievi delle scorse stagioni o da quanti supereranno un colloquio-provino con il docente lavorerà nel livello avanzato a una versione teatrale de Il processo di Kafka con scene e costumi realizzati dal corso di messinscena curato da Paola Ratto e Bruno Cereseto.

    Al corso di recitazione classico si affiancano due nuovi corsi più monografici, uno molto originale e imprevedibile curato da Alessandro Bergallo che condurrà gli allievi dalla scrittura del testo alla messa inscena sul palco de La Claque; l’altro sarà un primo avviamento alla dizione e lettura a voce alta condotto da Pietro Fabbri e Amedeo Romeo.

    Si rinnova per il secondo anno consecutivo il gruppo di lettura Feltrinelli/Teatro della Tosse curato da Pietro Fabbri. Dopo il successo della scorsa stagione torna il corso interamente dedicato ai bambini condotto da Pietro Fabbri, Bruno Cereseto e Paola Ratto che insegnerà ai più piccoli i segreti degli spettacoli teatrali.

    Infine tornano a grande richiesta i seminari di fine settimana, momenti di apprendimento intensivo con Enrico Campanati che ne condurrà quattro e Francesca Della Monica che ne curerà uno sul gesto vocale.

    Parallelamente al corso base di recitazione sarà possibile seguire un corso di osservazione astronomica condotto da Marina Costa e Walter Riva per avvicinare gli allievi alla comprensione del cielo e delle sue tradizioni mitologiche.

    I corsi sono a pagamento (tranne quelli indicati). Per info su costi e modalità rivolgersi a Pietro Fabbri 0102487011.

    Sono previste delle agevolazioni: i possessori di un abbonamento Tosse hanno diritto allo sconto del,10%. Chi più spende meno spende: se l’allievo si impegna fin dall’inizio a seguire interamente un corso a più moduli potrà godere di un maxi sconto sull’ultimo modulo! Chi segue più di due seminari avrà diritto allo sconto del 20% sui successivi (Sconti non cumulabili con altre promozioni)

  • Opening collettivo delle gallerie d’arte di Genova: gli artisti e le installazioni

    Opening collettivo delle gallerie d’arte di Genova: gli artisti e le installazioni

    Per i non appassionati o per i più distratti le gallerie d’arte del centro storico probabilmente sono quasi invisibili. Strette nelle pieghe dei caruggi, si affacciano sulla strada con angusti ingressi o ripide scale, quando addirittura non rimangono nascoste ai primi piani di antichi edifici provvisti di spessi portoni. Solo alcune espongono sobrie insegne verticali. Generalmente aprono solo alcune ore durante la giornata, talvolta esclusivamente su appuntamento. Tutto cambia in occasione dell’Opening collettivo autunnale. Per un giorno, queste gallerie aprono tutte contemporaneamente e restano aperte fino a mezzanotte. Man mano che si fa buio, le loro luci illuminano i vicoli, mentre il via vai di visitatori che entrano ed escono aumenta e quando si entra si è accolti dal vociare delle persone che a piccoli crocchi osservano, chiacchierano, e commentano le opere esposte.

    L’associazione START Genova riunisce le gallerie d’arte moderna e contemporanea del centro cittadino. Curiosando tra le varie gallerie abbiamo parlato con artisti e galleristi di arte, scelte, vita, esperienze, impressioni, opere.

    Alla Pinksummer di Palazzo Ducale le tre artiste islandesi che compongono il collettivo Icelandic Love Corporation espongono una grande ruota fatta di legno intagliato, calze di nylon e fonti luminose, che rappresenta il ciclo femminile in relazione alle fasi lunari. Le galleriste hanno contattato il trio dopo averne seguito il lavoro e le performances (in una performance eseguita a Copenhagen in occasione di una mostra sul cambiamento climatico hanno mangiato sushi di balena vestite di pelliccia come atto di denuncia dei crimini umani contro la natura). “Ci è piaciuto molto il loro modo di lavorare e di saper fondere l’aspetto lavorativo con gli altri aspetti della vita. Quando siamo andate a vedere il loro atelier una di loro aveva avuto da poco un bambino che era lì tranquillamente con noi nel corso dell’incontro e passava dalle braccia di una a quelle dell’altra, mentre discutevamo di lavoro bevendo un tè” racconta Francesca Pennone.

    Riguardo all’aderenza dell’arte alla realtà, la gallerista dice “noi amiamo molto il lavoro che non sia eccessivamente didascalico e diretto, o di troppo facile lettura, ma l’opera è comunque sempre legata al contesto storico, politico, sociale, economico che si sta vivendo. Poi il risultato può essere più o meno visionario, più o meno astratto, e la ricezione dell’opera è diversa a seconda del pubblico: quello generalista e meno formato è attratto da lavori immediatamente coinvolgenti, meno da opere più concettuali che magari generano la sensazione di non capire. Per questo noi cerchiamo sempre di accompagnare la comprensione delle opere”. Lavorare in gruppo non è mai semplice, specie se si tratta di mettere insieme ispirazioni artistiche per farle confluire in un’opera finita: “Abbiamo idee diverse ma collaboriamo sempre, facciamo dei brainstorming, discutiamo molto” raccontano le tre artiste. “Per noi l’ideale è che le persone pensino con la loro testa e scoprano le emozioni che provano di fronte alle nostre opere”.

    Alla UnimediaModern di Piazza Invrea invece la gallerista Caterina Gualco ospita una tranche della rassegna di Maria Rebecca Ballestra, organizzata in cinque diverse sedi espositive: “Di solito prima di fare una mostra devo conoscere bene l’artista, in questo caso non è stato così, sono stata affascinata dall’idea del progetto, che prevedeva una sinergia tra pubblico e privato con lo snodarsi della mostra in luoghi diversi (Villa Croce, Castello d’Albertis, Sala Dogana, UnimediaModern, Genoa Port Center), e dai temi affrontati dall’artista, certo dolorosi, senza speranza in qualche modo (Rebecca tratta problematiche quali consumo di risorse naturali, cambiamenti climatici, manipolazioni transgeniche, diritti umani, sperequazioni sociali) però io sono convinta che la Bellezza abbia un ruolo molto importante che è quello di portarci la voce del “luminoso”. Sono sei lavori, uno per esempio ci mostra luoghi di potere temporale e spirituale sommersi dalle acque o dalle nuvole, uno è sul cibo geneticamente modificato, un altro sulle pandemie che potrebbero invadere il mondo. Iil pubblico dimostra moltissimo interesse sia per gli argomenti trattati sia per il modo in cui vengono trattati”.

    Alla Guidi&Schoen di Vico Casana lo spazio espositivo accoglie un’installazione sonora interattiva, “Inside Outside”: settanta sfere di vetro soffiato trasparente pendono dal soffitto a diverse altezze, appese a fili in nylon. Ciascuna accoglie un piccolo altoparlante da cui si dipana il cavo audio che una volta a terra si unisce agli altri in un fascio che corre verso la parete. Gli altoparlanti, collegati a microfoni piazzati all’esterno della galleria, in strada, trasmettono i rumori che vengono da fuori. L’effetto è straniante: il cicaleccio confuso si fa suono singolo appena ci si accosta ad una sfera, mentre lo sguardo vaga su queste bolle che brillano alla luce di piccoli faretti, uniche fonti luminose. Una piccola selva di fiori alieni che bisbigliano.

    È stata la morfologia stessa dei vicoli a suggerire l’idea agli artisti Roberto Pugliese e Tamara Repetto, spingendoli ad alterare i confini noti attraverso la messa in relazione dello spazio esterno con quello interno, portando il mondo fuori dentro la galleria. “Durante i sopralluoghi siamo stati colpiti dalla grande attività acustica che caratterizza i vicoli” dice Roberto, “le sfere sono realizzate a mano, quindi ognuna diversa dall’altra e con una risonanza diversa. Sono micromondi acustici a sé stanti che insieme danno vita all’installazione. Le persone sono incuriosite e attratte dall’aspetto estetico ma soprattutto da quello sonoro, perché i suoni decontestualizzati e proposti in questo modo vengono considerati in maniera totalmente diversa”.

    Le mostre nelle ventiquattro gallerie restano in allestimento per un periodo medio di un mese.

    di Claudia Baghino

    Foto di Daniele Orlandi

  • Biblioteca Berio: gli eventi culturali del mese di ottobre

    Biblioteca Berio: gli eventi culturali del mese di ottobre

    Biblioteca BerioEcco tutti gli eventi della Biblioteca Berio della seconda età di ottobre.

    LUNEDI’ 17 OTTOBRE

    -H 1730 Presentazione della 60° Stagione del Teatro Stabile di Genova. Relatore: Aldo Viganò (Critico teatrale e cinematografico)

    MARTEDì 18 OTTOBRE

    -H 1730  Incontro  “La salute della donna: strategie per la prevenzione del tumore al seno”. Nell’ambito della Campagna Nastro Rosa Interventi di  Andrea Puppo (S.C. Ginecologia Oncologica – IST Genova, Presidente LILT – Sez.ne Genova) , Andrea Imperiale (Responsabile Diagnosi Senologica –  Poliambulatorio Palazzo della Salute, ASL3 Genovese), Luciano Canobbio (U.O.S. Oncologia Medica, ASL3 Genovese, Presidente Comitato Regionale Ligure LILT), Daniele Friedman (Direttore Semeiotica Chirurgica – Chirurgia senologica, A.O. San Martino). Incontro informativo a cura di specialisti finalizzato a fornire  informazioni sulla prevenzione del tumore al seno, sui primi sintomi della malattia, la sua diagnosi, la sua evoluzione e le cure che si utilizzano attualmente. Possibilità di effettuare una visita senologica gratuita

    MERCOLEDI’ 19 OTTOBRE

    -H 1730 Incontro “Buono, Equo & Solidale: viaggio alla scoperta delle squisitezze del mondo”. Curiosità sugli alimenti provenienti da tutto il mondo . Presentazione libro  “Nuvole di drago e granelli di cous-cous”. Ricette facili di un gastronomade senza frontiere  Vittorio Castellani – Ed. A.Vallardi. Interventi:  Pietro Bellantone (PR di EventidAmare )  Vilma Cortesogno (Responsabile settore Educazione al Consumo di Coop Liguria)  Vittorio Castellani (Giornalista “gastronomade”). In occasione della settimana dedicata da Coop Liguria alla sensibilizzazione del commercio equo-solidale, alla Berio interviene Vittorio Castellani, in arte Chef Kumalé, che alterna attività di studio e ricerca sulle cucine del mondo con quella di comunicazione e organizzazione di eventi etno-gastronomici, raccontando delle varie culture incontrate nei suoi innumerevoli viaggi.

    GIOVEDI’ 20 OTTOBRE

    -H 17 Ciclo di Incontri  Demenza e malattia di Alzheimer – I Incontro – “Decisioni sanitarie nel demente”. Relatore: Franco Heriquet (Pres. Ass. Gigi Ghirotti), moderatore  Paolo Viarengo (Giudice sez. Famiglia Tribunale di Genova)

    VENERDI’ 21 OTTOBRE

    -Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Adagio e Curioso 2011 – Inaugurazione Mostra “…Che l’Italia unita intera / sorga al fine a libertà”: personaggi, storie, atmosfere risorgimentali riemergono da pagine e documenti originali della Biblioteca Berio.Orari da lunedì e venerdì 14.00-18.00 – martedì e giovedì 9.00-13.00 mercoledì 9.00-18.00. Chiuso festivi

    SABATO 22 OTTOBRE

    H 9-1830 Ottobre piovono libri. Mercatino di San Frumenzio. Per l’intera giornata, nel giardino della Biblioteca: mercatino, mostre, laboratori, letture, attività, visite guidate. Il mercatino nasce nel 2007 per “mettere in circolo” parte dei libri che vengono donati alla Berio dai cittadini ed esposti nel giardino della Biblioteca per l’intera giornata. I libri che a qualcuno non servono più, o che non sono stati “amati”, trovano così nuova vita, passando ad un nuovo lettore. La piccola offerta libera in denaro che viene lasciata per acquisire il libro scelto, servirà a finanziare progetti mirati.

    DOMENICA 23 OTTOBRE

    -H 11-13 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Conferenza “Da cereali e frutta, nuovi alimenti sani e naturali”. Un progetto europeo di sostenibilità e innovazione. Relatore: Fabio Fava (Università di Bologna)

    -H 18/20 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Nuove sfide della ricerca sui materiali compositi”. Relatori: Luigi Nicolais (Università Federico II di Napoli), Saverio Russo (Università di Genova)

    LUNEDI’ 24 OTTOBRE

    Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “La salute dalla medicina molecolare. Alla scoperta di un nuovo metodo diagnostico”. Relatrice: Carla Ferreri (CNR Area di Ricerca di Bologna) Berio e Associazione Festival della Scienza

    MARTEDI’ 25 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre. Conferenza “I corpi minori. Piccoli (e importanti) attori del Sistema Solare” Relatore: Alberto Cellino (Primo Ricercatore dell’INAF, Osservatorio Astronomico di Torino).

    -H 17 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Adagio e Curioso 2011 – Conferenza “Cosa c’è sotto i nostri piedi? Geologia urbana a Genova”. Interventi: Marco Firpo e Maria Cristina Bonci (Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse dell’Università di Genova). I relatori, attraverso le conoscenze acquisite durante le loro ricerche, accompagneranno gli ascoltatori alla scoperta del mondo sotterraneo sopra il quale è sorta Genova e nel tempo vi si è ampliata. Parleranno di morfologie ormai scomparse, di fondali marini e degli animali che vi abitavano, di stratigrafie, di rocce e di sedimenti per descrivervi l’evoluzione del paesaggio costiero genovese negli ultimi cinque milioni di anni.

    MERCOLEDI’ 26 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “ABC…L come latte!”

    -H 16 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “La scienza in Italia negli ultimi 150 anni”. Miti da sfatare e ostacoli della scienza italiana. Relatore: Angelo Guerraggio (Università Insubria di Varese)-H 18/20 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre. Conferenza “Centenario della superconduttività: conquiste e delusioni”

    -H 21  “Rose tra i libri”. Il fascino del ricamo alla Berio. Incontro-Spettacolo “Musica e Poesia”. Cenni di storia del punto croce intervallati da letture di testi letterari e dall’esecuzione di brani musicali sul tema delle “arti femminili”
    GIOVEDI’ 27 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Conferenza “Che cos’è il global warming?”. Clima e riscaldamento globale spiegati ai ragazzi. Relatore: Antonello Provenzale (CNR Torino)

    -H 1430 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Adagio e Curioso 2011 – Laboratorio “Rileghiamo”. Visita guidata al Laboratorio di Legatoria della Biblioteca Berio per scoprire come è fatto un libro, provare a smontarne i fascicoli e a ricucirli, preparare i piatti, il dorso, le sguardie, vedere in funzione rifilatrici e presse.

    -H 15 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Il mesotelioma maligno: dagli errori del passato alle necessità del futuro”. Relatrice: Francesca Pentimalli (Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano, Avellino.

    -H 18/21 Nell’ambito della Campagna Nastro Rosa “Aperitivo in rosa”. La Lega Italiana per la Lotta ai Tumori di Genova propone un aperitivo solidale per raccogliere fondi destinati all’acquisto di un nuovo ecografo. Il dott. Andrea Puppo (Presidente Lega Tumori Genova) presenta l’iniziativa e un bilancio della Campagna Nastro Rosa che si conclude Nel corso della serata, alle 18:30 e – in replica – alle ore 20:00 verrà presentato un estratto del format “i 7 vizi capitali®” di Francesca Isola (attrice) e Laura Strazzeri (consulente e coach); sette irresistibili personaggi femminili alle prese con gli eterni buoni propositi, si avventurano nel mondo dell’astrologia e della mitologia alla ricerca delle corrette abitudini di vita. Per partecipare all’evento è richiesto un contributo di 10 euro

    VENERDI’ 28 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Mente, musica e bambino”. Relatori: Alessandro Antonietti (Università Cattolica di Milano), Andrea Apostoli (Musicista), Carlo Proietti (Docente Conservatorio Niccolò Paganini Genova), Danilo Spada (Università San Raffaele Milano).

    SABATO 29 OTTOBRE

    H 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00 Convegno “Vedi come da indi si dirama l’oblico cerchio che i pianeti porta”. Introduzione: Lucia Bellizia (Presidente Apotélesma), relatori  Giancarlo Ufficiale, Giuseppe Bezza, Gabriele Ruscelli, Marco Fumagalli, Gabriele Vanin

    H 15 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Adagio e Curioso 2011 – Laboratorio “Alla scoperta del libro antico”. Alla scoperta dei tesori nascosti della Biblioteca Berio, tra pergamene medievali, codici miniati, raccolte di stemmi, primi libri a stampa. Dalla pergamena alla carta, dai codici miniati ai primi libri a stampa, per toccare con mano l’opera di amanuensi, miniatori, tipografi e incisori e capire, grazie al confronto tra il libro di oggi e i suoi antenati, che cosa è rimasto e che cosa è cambiato. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia saranno presentati anche libri e documenti originali del Risorgimento per vedere da vicino i libri che hanno fatto gli Italiani.

    DOMENICA 30 OTTOBRE

    -H 10/18 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre Mostra “La vita delle isole: guardare il piccolo per capire il grande”. Natura ed evoluzione in mondi in mezzo al mare – Laboratorio “Indovina la sostenibilità”

    -H 16 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Medicina di genere: presente o futuro?”. Curarsi tenendo conto delle differenze. Relatore: Antonello Provenzale (CNR Torino)

    -H 18/20 Conferenza “Matematica in relax”. Relatore: Maurizio Codogno (System Architect Telecom Italia).

     LUNEDI’ 31 OTTOBRE

    -H 11 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “La scienza in campo. Un dribbling tra la fisica”. Relatori: Nicola Ludwig (Università di Milano) ePaolo Colombo

    -H 16 Festival della Scienza 2011 – 150 e oltre – Conferenza “Il contributo degli ecclesiastici italiani alle scienze fra XIX e XX secolo. Vita e opere di religiosi dediti alla scienza”. Relatore: Sergio Pagano (Vescovo; Membro Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa).

     

     

     

  • Greenpeace: “Allarme inquinamento per il Santuario dei Cetacei”

    Greenpeace: “Allarme inquinamento per il Santuario dei Cetacei”

    La balena biancaCiao sono una balena. No, non una signora un po’ avanti negli anni che, tra il calo ormonale, una certa pigrizia per l’attività fisica e continui peccati di gola, si contorce come una serpe per calarsi in abiti impossibili il cui unico vantaggio è l’etichetta con una taglia in meno.

    Sono proprio una balena, quelle per cui la costa ligure era chiamata dai romani “Costa balaenae” e dove nuoto beata insieme ai miei cugini i delfini a cui Portofino,”Portus delphinii”, deve il nome. Ti voglio presentare alcune specie della nostra famiglia: io sono una balenottera comune (Balaenoptera physalus), vicino a me puoi vedere il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeuruleoalba), il sempre più raro delfino comune (Delphinus delphis) ed infine il maestoso capodoglio (Physeter macrocephalus).

    Viviamo nel Mediterraneo, in un’area protetta chiamata ”il Santuario dei Cetacei” che, grazie ad una collaborazione tra Francia (Costa Azzurra e Corsica), Principato di Monaco e Italia (Liguria, Toscana e nord della Sardegna), ha visto la luce nel 1999. Devo dire che mi sentivo a casa. Certo i pericoli sono sempre in agguato: incontri accidentali con imbarcazioni nautiche o con grandi reti ma l’inquinamento non l’avevo proprio considerato.

    Così mi sono ritrovata a Genova, davanti al maestoso Palazzo Ducale, in compagnia degli amici di Greenpeace. Ero un po’ rigida in quell’involucro di cartapesta, il sorriso era quello di convenienza ma il cartello “cerco casa” faceva il suo effetto. Per completare la scenografia, i miei amici in tuta arancione hanno appeso striscioni alle finestre del palazzo della Regione con la scritta “Santuario inquinato, ora basta!” e si sono incatenati a dodici bidoni con la scritta “danger”. Perché? Per l’inquinamento da metalli pesanti, composti di idrocarburi aromatici, residui organici pullulanti di batteri fecali e tante altre sostanze tossiche che sono state riscontrate in ben 5 punti della costa ligure: Vado Ligure presso la foce del Segno, Cogoleto in corrispondenza della nota Stoppani , porto commerciale genovese presso l’Ilva, foce del Magra, bacino del porto della Spezia.

    Ma il problema non è solo il mio: pensa a cosa metti in tavola quando ti nutri con i miei coinquilini, i pesci, o cosa ti scivola sulla pelle quando ti godi un bagno ristoratore nei caldi giorni estivi. Allora, sei d’accordo con me? Bisogna fare qualcosa perché un’ incantevole santuario non si trasformi in un lugubre cimitero.

    Adriana Morando

  • Le magie di un artista praghese in mostra al Museo Sant’Agostino

    Le magie di un artista praghese in mostra al Museo Sant’Agostino

    Libro Pop UpLa prima mostra in Italia dedicata all’artista praghese Vojtěch Kubasta: un viaggio alla scoperta dei capolavori di questo artista ancora poco conosciuto a livello mondiale, capace di rivoluzionare la storia della grafica e dell’illustrazione.

    Le sue opere più conosciute sono i libri pop up, in cui architetture di castelli, città e luoghi incantati balzano magicamente fuori dalle pagine, ma l’intera collezione in esposizione al Museo di Sant’Agostino raggiunge livelli di altissima qualità ed inventiva.

    La mostra è aperta da martedì a venerdì dalle 9 alle 19, il sabato e domenica dalle 10 alle 19.

  • Inaugura Palazzo Verde, un centro per l’educazione ambientale

    Inaugura Palazzo Verde, un centro per l’educazione ambientale

    Magazzini abbondanzaMercoledì 19 ottobre inaugura alle 1730 il Palazzo Verde, ai Magazzini dell’Abbondanza in via del Molo 65.

    Un centro di informazione ed educazione sull’ambiente, con laboratori, corsi e postazioni multimediali il cui obiettivo  è quello di sensibilizzare le persone, in particolare i più giovani, sul tema del risparmio energetico.

    Nello stesso edificio avrà sede anche l’Archivio Museo della Stampa.

  • Maria Rebecca Ballestra, l’artista ligure racconta le sue opere

    Maria Rebecca Ballestra, l’artista ligure racconta le sue opere

    Maria Ballestra, Changing PrespectiveNell’ambito della rassegna START di ottobre, che vede l’apertura collettiva delle gallerie d’arte del centro genovese, abbiamo intervistato Maria Rebecca Ballestra, artista ligure che presenta un percorso espositivo intitolato “Changing perspectives” e articolato in cinque sedi (Villa Croce, Castello d’Albertis, Sala Dogana, galleria Unimedia Modern, Genoa Port Center).

    Tu viaggi e hai viaggiato molto, e dal viaggio, dal contatto con altre culture e altri luoghi trai gli elementi per le tue opere. Il viaggio inteso come strumento di conoscenza e l’arte come strumento di espressione: può essere una sintesi della tua ricerca artistica?
    Direi assolutamente di sì. Il viaggio è l’elemento fondamentale di tutto il mio lavoro e anche della mia vita personale in quanto è stato occasione per me di relativizzare la mia appartenenza culturale, la mia storia, per raggiungere una circolarità dello sguardo e spostare il mio punto di vista sulla realtà. L’arte è stato un mezzo di conoscenza e un mezzo per trasmettere, suggerire delle riflessioni. I miei lavori sono progetti site specific, quindi temporanei, e rappresentano l’intenzione di non presentare un prodotto che invada lo spazio e il tempo, ma di offrire un mezzo per suggerire appunto riflessioni su tematiche che ci riguardano tutti come cibo, energia, cambiamenti climatici e così via.

    A volte c’è una percezione comune dell’arte come qualcosa di slegato dalla realtà. Invece i tuoi lavori sono strettamente connessi a temi sociali, alla realtà che viviamo, a situazioni di urgenza che ci riguardano, esempi: il consumo folle di risorse naturali, i cambiamenti climatici, le manipolazioni transgeniche, i diritti umani, le sperequazioni sociali…. sono tutti temi importantissimi e più che mai attuali. Sembra tuttavia che niente possa cambiare il trend negativo che va avanti basato su equilibri di potere dettati dal denaro: l’impressione è che sarà il pianeta stesso a fermarci prima o poi. In un quadro simile, la tua opera è una semplice testimonianza di un destino ineluttabile o c’è un germe di speranza che qualcosa cambi?
    Nelle mie opere fino ad adesso la mia voleva essere solo un’osservazione. Nel momento in cui stanno avvenendo cose così gravi, spesso noi perdiamo tempo secondo me a parlare di tutt’altre cose, come politica o conflitti di religione, che per quanto siano importanti passano in secondo piano rispetto a urgenze come il cibo ad esempio. A breve tempo cibo, risorse energetiche e cambiamenti climatici saranno le problematiche principali di tutta l’umanità.

    Fino a quest’ultimo progetto non c’era alcun germe di speranza né di soluzione, anche perché i miei lavori non vogliono esprimere giudizi morali, se l’uomo vuole autodistruggersi va bene, l’importante è che ne sia cosciente, e secondo me non lo siamo. Poi durante l’esperienza di “Changing Perspectives” ho iniziato una collaborazione con degli scienziati e questo ha portato le mie ultime opere a essere più positive e possibiliste, considerando la possibilità che l’uomo sia la soluzione all’uomo stesso, e guardando alla scienza e all’arte come possibili risposte ai danni che l’uomo sta creando all’ecosistema e a se stesso.

    I tuoi lavori sono dislocati qui a Genova in 5 sedi espositive diverse: Villa Croce, Castello d’ Albertis, Sala Dogana, galleria Unimedia Modern, Genoa Port Center. Perché un percorso espositivo dinamico?
    Per varie ragioni. Innanzitutto ho sempre avuto difficoltà nel mio lavoro derivanti dal fatto di non limitarmi a un’estetica e a un sistema precisi, e nel tentativo di capire a quale dei luoghi del sistema dell’arte volevo appartenere mi sono sempre chiesta “perché devo lavorare solo con la galleria o solo col museo, o perché devo comunicare solo al sistema dell’arte, perché non posso comunicare a tutti?”.

    Il mio è stato un percorso sempre trasversale, a Parigi collaboro con una galleria che rappresenta il mio lavoro, però gran parte delle mie opere si sviluppa come interventi urbani site e contest specific, a volte in collaborazione per esempio con associazioni umanitarie, quindi trasversali al mondo dell’arte, o in collaborazione, come ultimamente è successo, con la scienza. Perciò volevo una mostra che illustrasse i vari luoghi e aspetti dell’arte, quindi: al Museo delle culture del mondo di Castello d’Albertis c’è l’opera fotografica realizzata durante i miei viaggi, che testimonia l’approccio alle culture diverse e il tentativo di comprenderle; in Sala Dogana c’è la documentazione dei progetti site specific, esauriti nel luogo e nel tempo in cui sono stati realizzati; la galleria Unimedia Modern rappresenta il luogo della vendita, che è tanto importante quanto i luoghi dove l’arte si fa e si conserva; Villa Croce è il luogo istituzionale, è il museo d’arte contemporanea; il Genoa Port Center è un altro luogo non legato all’arte ma rappresentativo di una realtà importante della città che è il porto, e qui ci sarà un’opera realizzata in collaborazione con uno scienziato, quindi di nuovo un’apertura diversa alla città, al di fuori del mondo dell’arte.
    Le tue opere sono “site specific projects“. Ci spieghi di cosa si tratta?
    I site specific projects sono progetti pensati appositamente per i luoghi che li accolgono, quindi hanno senso all’interno di un contesto che può essere aperto, chiuso, urbano, museale, e così via. Possono essere anche contest specific projects, cioè legati al contesto, per esempio a una comunità, a un villaggio, a una città, e time specific quando sono legati al tempo, quindi a una durata definita che coincide con il percorso di realizzazione o di visibilità.

    Per quanto riguarda il tuo pubblico, raccogli reazioni diverse a seconda del paese in cui esponi?
    Assolutamente sì. È molto importante considerare il fatto che il senso dei site specific projects si esaurisce nel contesto per cui sono creati, quindi per esempio un lavoro che ho fatto in India, realizzato in un villaggio ai limiti del deserto del Rajasthan e ispirato alla desertificazione che ha tanto peso su agricoltura e allevamento del luogo, aveva un determinato senso in quel paese ma ne assume uno diverso in un altro. Le mie opere però cercano di toccare problematiche globali che riguardano l’uomo in quanto specie, con l’intento di arrivare a tutti, in qualsiasi contesto l’opera venga portata. Universalità della tematica, universalità di pubblico, questa è la visione. Da qui nasce anche il mio interesse di comunicare a tutti gli strati sociali e non solo agli addetti ai lavori del mondo artistico.

    di Claudia Baghino

  • Marco Goldin porta a Genova Monet, Van Gogh e Gauguin

    Marco Goldin porta a Genova Monet, Van Gogh e Gauguin

    Marco Goldin
    Marco Goldin, curatore

    Il 12 novembre apre a Palazzo Ducale la mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”, attesissima per il livello di eccellenza delle opere esposte, e soprattutto per il prestito epocale del celeberrimo “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” di Gauguin, concesso dal Museo di Boston per la quarta volta soltanto nella sua storia, e solo per la seconda in Europa. Oltre a opere dei due grandi artisti cui la mostra dedica il titolo, saranno esposti nomi del calibro di Friedrich, Turner, Monet, Kandinsky, Hopper, Rothko. Abbiamo incontrato Marco Goldin, curatore della mostra.

    Per quale motivo scegliere Genova per ospitare questa mostra?
    Abbiamo firmato un primo contratto biennale con Palazzo Ducale e il programma biennale è stato dedicato a due temi centrali per Genova, il primo è il Mediterraneo (con la mostra fatta tra 2010 e 2011), il secondo è il tema del viaggio, e Genova è la città in Italia che meglio di ogni altra avrebbe potuto ospitare una rassegna dedicata all’idea del movimento, del viaggiare.

    Siete riusciti a portare “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” di Gauguin, che non era quasi mai stato spostato dalla sua sede a Boston, fino a Genova. Come avete fatto? Come si dispiegano le forze per ottenere un pezzo così straordinario?
    Un lavoro di rapporti, confidenze, fiducia nei miei confronti da parte del museo di Boston, col quale collaboro personalmente da diversi anni; loro hanno prestato e stanno continuando a prestare alle mostre che faccio molti quadri importanti. È stato un lavoro diplomatico ai fianchi, perché era già un azzardo anche solo pensare che questo prestito potesse andare a buon fine.

    Quando ho messo in piedi questo progetto sul viaggio (oltre due anni fa) ho pensato subito a questo quadro, ho coltivato per qualche mese l’ambizione di chiederlo. Poi ho pensato di non farlo perché mi sembrava una cosa troppo complicata, l’avevano concesso in Europa una sola volta in un secolo -quindi questo dà già il senso dell’eccezionalità del prestito- ed era stato circa dieci anni fa in una mostra dedicata a Gauguin nella Polinesia, prodotta dal museo di Boston insieme al Grand Palais di Parigi e che poi è andata a Boston, quindi un’occasione molto speciale, poi non è stato più concesso in Europa e solo un paio di volte negli Usa.

    Per molti mesi ho accantonato l’idea fino a che, un po’ più di un anno fa, ho detto “ci provo” e sono cominciati alcuni viaggi a Boston, anche per altri quadri che mi servivano (qui alla mostra di Palazzo Ducale ci saranno, del Museo di Boston, due quadri di Monet – un ponte giapponese e una versione delle ninfee – e un meraviglioso quadro di Van Gogh a Auvers, uno degli ultimissimi dipinti dell’artista olandese). Poi loro sono venuti in Italia all’inaugurazione della mostra “Mediterraneo”, e insomma, il mio proposito è diventato realtà.

    Contano il rapporto di fiducia e naturalmente anche poter rischiare dal punto di vista economico per un prestito assolutamente oneroso: la sola assicurazione ci costa 300.000 euro, il quadro ha un valore di 300 milioni di euro, non ho mai avuto un quadro così costoso in tutta la mia attività, e ci costa circa 200.000 euro farlo venire qui, per il trasporto speciale, la scorta armata che lo seguirà da Boston all’aeroporto di New York, una cassa speciale di 6 metri per contenerlo. Ci ha aiutato uno dei due principali sponsor della mostra, Unicredit, che ha aderito alla mia richiesta di aiutarci a pagare le spese di trasporto e assicurazione.

    Come prendono forma le vostre mostre? Viene prima l’idea, il tema, o può a volte essere un’opera a suggerire il dipanarsi del filo rosso su cui si imposta la mostra?
    Le mostre che curo nascono sempre da un pensiero, molte volte da un’emozione. Alcune sono nate dentro di me viaggiando, molto spesso quando visito dei musei per dei prestiti specifici per una mostra che sto organizzando, guardando opere di altra natura che magari non c’entrano niente con la mostra, nascono emozioni diverse, nascono prime pagine di appunti. Ho quaderni che riempio, quando giro per il mondo, con piccoli pezzi di poesie, sensazioni davanti a un quadro, o davanti a paesaggi lontani da quelli della mia terra. Quindi ci sono tante cose che crescono anche così, improvvisamente, inaspettate e da queste nascono mostre. Progetti allo stato embrionale ne ho tanti in questi fogli sparsi, poi bisogna però rendere concreti questi progetti, certo l’idea è determinante, ma poi la concretizzazione avviene attraverso i prestiti delle opere, e questo è l’aspetto veramente complicato.

    Il motivo conduttore dell’esposizione è il viaggio, naturalmente non solo materiale, spaziale, ma anche e soprattutto interiore. Il viaggio interiore è qualcosa che richiede coraggio e grande onestà con se stessi, qualcosa che oggi spesso si fugge. Si preferisce guardare fuori. La mostra culmina nel climax della stanza buia in cui campeggia “Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo”: sono i quesiti assoluti, quelli che hanno accompagnato tutta la storia dell’uomo con la loro forza dirompente. Pensa che il tema della mostra riuscirà a portare lo spettatore, oltre la mera fruizione estetica, a guardarsi dentro?
    Questa è sempre stata la mia ambizione come curatore – c’è chi anzi mi accusa di portare il visitatore troppo verso questo aspetto – anche con gli spettacoli che scrivo e che da tanti anni ormai portiamo in giro nei teatri italiani. Per me è importante, e vedo che la gente reagisce benissimo a questo tipo di approccio rispetto all’arte, portare lo spettatore in contatto con la propria anima più profonda.

    Direi che questa mostra dedicata al tema del viaggio lo fa in misura straordinaria, forse tra tutte le mostre che ho fatto non ce n’è un’altra che più di questa possa arrivare a toccare quel punto segreto, profondo, lontano che mette in contatto la nostra quotidianità col tempo primo del mondo. Per me questa è veramente l’ambizione massima, anche perché mi piace molto lavorare su una sorta di grande intreccio, di grande armonizzazione tra la parola, l’immagine, la musica, anche il pensiero filosofico sicuramente. Io credo che la gente abbia molta voglia di questo, e che la semplice nozione di carattere accademico non sia sufficiente.

    Gli storici dell’arte si possono forse accapigliare su un’unghia marrone o gialla di Veronese, di Tintoretto, di Rembrandt, sono però temi che possono interessare non dico nemmeno a tutti gli storici dell’arte, forse a una parte. Io credo invece che la pittura debba essere detta e raccontata in un modo che deve assolutamente essere comprensibile per le persone; chi fa il mio mestiere ha un compito straordinario che è quello di porgere la Bellezza alle persone che vengono a vedere le mostre, con un linguaggio piano, chiaro, semplice, fluente e questo si fa non soltanto parlando della tecnica dei pittori, dei movimenti artistici, delle successioni nella storia dell’arte, tutto importantissimo ovviamente, ma tutto ciò dev’essere mescolato per far sì che le persone vadano ad incontrare le cose e non se ne sentano respinte.

    Nel 2010 la cultura (musei, teatri, musica, cinema) ha generato valore per 40 mld di euro in Italia, a fronte di un investimento da parte dello Stato di 1,5 mld (dati Repubblica). Sono più i biglietti venduti per il teatro che per il calcio. (Con la differenza che la cultura produce non solo ricavi ma anche valore sociale. I paesi del Nord Europa hanno moltiplicato gli investimenti nella cultura in risposta alla crisi, sapendo che a lungo termine tali investimenti pagheranno). Cosa pensa del fatto che qui ci si ostini a considerare istruzione e cultura come uno dei primi campi (un’opzione) cui tagliare fondi invece che come un bene imprescindibile?
    Be’ la risposta è ovvia per chi fa il mio mestiere e per chi crede fermamente, anche mettendoci denaro proprio, in una visione della cultura aperta, libera, di confronto, di nuova conoscenza, quindi la posizione a me, come a tantissime persone, pare assurda. Come giustamente detto, la cultura non produce soltanto un valore che è sociale, che è arricchimento delle persone, che è incontro, che è conoscenza, ma produce anche ricchezza economica, quindi non arrivo a comprendere fino in fondo perché ci sia questa diabolica necessità di andare a tagliare sempre e soltanto questo aspetto della nostra vita.

    Una miopia assoluta credo, i dati però sono sotto gli occhi di tutti, quindi è difficile immaginare -se non secondo l’antica logica per cui per la politica la cultura sia qualcosa che non interessa- perché ci sia questa situazione, perché in realtà ormai lo vediamo tutti, il teatro piace, la musica piace, i festival che si fanno ovunque, dalla filosofia, alla scienza, alla storia sono sempre pieni di decine di migliaia di persone, le mostre pur in un momento di difficoltà continuano a essere punti di attrazione, i musei pure, anche se in Italia forse avrebbero bisogno di una rilucidatina (però speriamo che prima o poi ci si possa arrivare).

    Purtroppo non possiamo che constatare questa situazione con la speranza che presto si possa effettivamente cambiare registro. Non so nemmeno se si guardi al breve termine: tutte le ricerche delle università, Bocconi in testa, hanno dimostrato che la ricaduta economica di un avvenimento culturale sul territorio è molto importante, e in effetti sentiamo levarsi le voci delle varie associazioni di categoria che chiedono con forza che le città possano predisporre degli eventi culturali. Questi hanno una durata di quattro, cinque mesi, ciò vuol dire che quasi metà dell’anno è occupata da un evento che può richiamare tante persone che devono mangiare, dormire, acquistare… Quindi non è una visione miope solo in prospettiva, ma anche nell’immediatezza.

    Certo senza programmazione non si fa assolutamente nulla. Una mostra come quella che apriremo fra poche settimane ha avuto bisogno di oltre due anni di lavoro, quindi non si può pensare di fare tutto nel giro di due mesi. Le mostre, soprattutto quando sono di questo livello, hanno bisogno di un tempo lungo di preparazione e bisognerebbe fare una cosa che purtroppo in Italia non si fa mai: programmare. Questa è una cosa che la stessa politica mostra di fare in modo piuttosto labile, è una tradizione italiana da sempre, non sto parlando di destra o sinistra. Non abbiamo proprio questa cultura.

    Ricordo un aneddoto personale che si è ripetuto infinite volte quando una quindicina di anni fa iniziai a fare esposizioni di carattere internazionale, quindi a fare i primi giri nei musei europei e americani. Ero sconosciuto ovviamente, e venivo da una cittadina di provincia, insomma tutte le condizioni peggiori per iniziare a fare questo lavoro, e avevo l’aggravante di essere italiano, una cosa che tutti quelli che fanno il mio mestiere vivono sulla loro pelle: essere italiano vuol dire che non garantisci la necessaria serietà nel lavoro e soprattutto che ti trovavi a fare le richieste di prestito per un quadro anziché i due, tre anni prima canonici nel mondo internazionale, magari cinque, sei mesi prima, e ti dicevano “il solito italiano che non è capace di programmare”. Purtroppo è un aspetto che ci contraddistingue e mi pare che ancora adesso sia così.

    Il quadro generale in Italia è desolante attualmente. Chi è giovane e guarda davanti a sé vede un futuro che definire incerto e aleatorio è un eufemismo. Molti ci consigliano di fuggire all’estero, ma è un consiglio che, nemmeno troppo implicitamente, racchiude la convinzione che non ci sia speranza alcuna. Lei cosa direbbe a proposito?
    Credo di avere un buon osservatorio perché rappresentando una realtà abbastanza importante nel mondo dell’organizzazione delle mostre (anche se siamo una piccola azienda, quindici persone che lavorano con me) riceviamo decine di richieste ogni mese per venire a lavorare con noi. Effettivamente gli sbocchi per i giovani, penso anche al campo della cultura in senso generale, non sono molti. Servirebbe la possibilità di far aprire piccole cellule, piccole società, piccole realtà che possano fare questo tipo di lavoro. È difficile, però bisogna provarci.

    di Claudia Baghino

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