Mese: Febbraio 2012

  • Quarto, belvedere Capo San Rocco: una terrazza in cemento sulla scogliera

    Quarto, belvedere Capo San Rocco: una terrazza in cemento sulla scogliera

    Capo San Rocco a Genova QuartoQuesta sera presso la US Quarto di via V Maggio viene presentato alla cittadinanza il progetto del belvedere di Capo San Rocco che prevede la realizzazione di una terrazza panoramica sul mare in uno degli angoli più affascinanti di Genova, il promontorio naturale che separa la spiaggia di Priaruggia dai bagni Europa di Quarto.

    Un’opera di cui si parla già da diversi anni, promossa dal Municipio Levante e dai cittadini di Priaruggia per riqualificare quella parte di scogliera oggi utilizzata come deposito/cimitero di barche e, purtroppo, anche come bagno pubblico per animali domestici.

    Così si legge sul sito di Massimo Alfieri, dal 2009 assessore del Municipio Levante con deleghe all’assetto del territorio, allo sviluppo economico ed al turismo: “[…] una cosa molto semplice, in pietra, in modo da non essere troppo aggredita dal salino e dai marosi che in quel punto sanno essere particolarmente potenti. Qualche panchina, una fontanella, una rampa per far accedere al terrazzamento anche da coloro che non hanno la nostra fortuna di poter camminare con le proprie gambe o per le mamme che portano in giro i loro frugoletti. Stop. Al resto ci penserà la natura, straordinaria, comprendendo alla vista dal Monte di Portofino a Boccadasse. Sono certo diventerà uno dei punti panoramici più belli di Genova.

    Il progetto prevede la realizzazione di una terrazza in cemento rivestita in pietre di Luserna, profonda 12 metri e lunga 17, un progetto interno al Comune datato 2003 che in extremis ha sostituito quello dell’architetto Francesco Salvagno a cui il Municipio Levante aveva chiesto una consulenza: “Mi era stato chiesto un progetto e gratuitamente avevo presentato delle proposte che fossero in linea con la guida programmatica del Comune – dichiara l’architetto Salvagno – poi all’improvviso è tornata in auge la vecchia proposta elaborata dai tecnici del Comune nel 2003, proposta che a mio avviso presenta non pochi punti oscuri. Non vorrei, però, che si pensasse che io abbia il dente avvelenato dopo il rifiuto del progetto, non è così. Parlo come cittadino di Quarto e, quindi, come persona direttamente interessata al belvedere di Capo San Rocco.

    L’idea di Salvagno era quella di evitare l’utilizzo del cemento preferendo un terrazzamento composto da doghe in legno per evitare un impatto eccessivo con l’ambiente circostante. Il Comune, soprattutto Aster che è chiamata a dare un parere a Tursi prima dell’approvazione dei progetti, ha preferito fare marcia indietro per gli eccessivi costi di manutenzione legati all’utilizzo del legno: “In pietra la manutenzione costa meno? Eppure l’esempio di via Montani poche curve più avanti dice il contrario, l’elemento in cemento è stato divelto dalla forza del mare e in quel caso i costi sono molto elevati, sicuramente una spesa maggiore rispetto ad una manutenzione annuale che avrebbe richiesto al massimo la sostituzione di qualche doga. E poi – prosegue l’architetto – rimanendo in tema di manutenzione… non comprendo la scelta del posizionamento dei lampioni sul margine dello sperone roccioso, proprio dove l’onda sale e ricade: saranno da rimuovere e sostituire alla prima mareggiata!

    A proposito di danni da mareggiata, viene subito da pensare alla passeggiata di Voltri, in quel caso le doghe in legno hanno immediatamente ceduto alla violenza delle onde e non sono certo mancate le polemiche… “Si è vero, però a Voltri le onde arrivano dirette, a Priaruggia invece la terrazza sorgerà su un promontorio roccioso e le onde non avrebbero impattato direttamente sulle terrazze.

    La realizzazione della terrazza costerà alle casse di Tursi circa 150.000 euro e, una volta iniziati i lavori, i tempi per l’ultimazione saranno relativamente brevi. I beati viandanti potranno godere dello spettacolo naturale posando su 4 panchine con vista a ponente e a levante e rinfrescarsi nei mesi più caldi grazie ad una fontana di acqua potabile a ridosso della strada.

    Di una cosa possiamo esser certi, capo San Rocco diventerà uno dei luoghi più frequentati della zona perchè, come ha scritto Aldo Cazzullo sulle pagine del Corriere della Sera, per i genovesi il paradiso è sempre da qualche parte nella loro città.

     

    Gabriele Serpe

  • Coma Stereo in concerto a La Claque

    Coma Stereo in concerto a La Claque

    Coma StereoLa band Coma Stereo torna in Italia per presentare il terzo disco, brani sempre più curati nello stile, nella composizione e nella scelta dei suoni.

    La band proviene da Maribor, in Slovenia, ed è stata formata nel 2003. Nel giro di due anni è arrivata alla sua attuale line-up, con un demo e una serie di concerti. Come preludio il gruppo ha suonato aprendo per A Silver Mt.Zion Orchestra And Tralala Band, Tena Novak, Damo Suzuki dei Can, Blownpaperbags.

    La band trae le sue influenze dai film di fantascienza anni ‘70, da band come At The Drive In, Yage, Silver Mt Zion, Tangerine Dream, Sonic Youth e Small Mammals.

    Ad oggi hanno pubblicato tre dischi completi, un EP (per Marsiglia Records) e sono presenti su svariate compilation. Il loro live si basa su una potente sezione ritmica e le interazioni tra le oscillazioni spacey dei synth e le iper riverberate armonie di chitarra.

    In apertura le speranze rumorose dei Seele Brennt, che si esibiscono per la prima per disorderdrama. Band genovese nata nel 2010, si contraddistingue per una forte tendenza all’improvvisazione e alla ricerca del “suono”. Già dalle prime registrazioni amatoriali emergono le influenze di Sonic Youth, Radiohead, Einsturzende Neubauten, Beautiful, Marlene Kuntz, Nick Cave ed altri gruppi che rientrano nella scena alternativa europea ed americana.

    Giovedì 1 marzo ore 2230

    La Claque, vico San Donato 9, angolo Vico dei Biscotti. Genova Centro Storico

    Info e biglietteria 010 2470793

    Inizio ore 2230
    Ingresso : 7 €

  • Bed and Breakfast Day, sabato 3 marzo soggiorno gratis per tutti

    Bed and Breakfast Day, sabato 3 marzo soggiorno gratis per tutti

    Bed and Breakfast a Genova
    B&B "A Magiun" in via Montecucco

    A Genova come nel resto dell’Italia sabato 3 marzo è la giornata dedicata ai Bed&Breakfast, alloggi due e paghi uno… Eh si, perché chi prenoterà per il weekend avrà la notte di sabato gratis nelle 13 strutture genovesi che hanno aderito all’iniziativa “B&B Day” promossa dal portale italiano bed-and-breakfast.it.

    Per i turisti in visita a Genova (non si escludono eventuali genovesi intenzionati a scappare dalla propria abitazione per un weekend con la scusa “amore, scendo un attimo a comprare le sigarette”) ecco l’elenco con indirizzo e contatto dei B&B che aderiscono al B&B Day genovese:

    Bed&breakfast Benôit in piazza di Fossatello 1/11 (per info: 392 2375742)

    Creuza De Maa in via Francesco Sivori 2B-int. 7 (010 211489 – 328 7119587)

    B&B Sextum in via Fabio Da Persico 2/2 (340 4213274)

    A Magiun via Montecucco 13 (010 6975484 – 328 4654422)

    Il Ciottolo in passo dell’Acquidotto 4 (339 4793645)

    Bed & Breakfast Del Centro in via di San Lorenzo 4 (010 2472906 – 329 0621106)

    La Rosa Dei Venti in via Cesare Dattilo 10 (333 3942827)

    La Funicolare in via Marco Polo 12/9 B (010 2724635 – 349 5470958)

    L’Oasi in via Loano 23 b (010 665358 – 392 7457383)

    Columbus Village Bed & Breakfast in Via XX Settembre 26 (010 8692029)

    Sopra I Tetti in via San Luca 11/8 (010 2477191 – 335 266094)

    Genua Domus in salita santa maria della sanità 42 (010 8310052 – 349 4167224)

    À L’Opéra in via XXV Aprile 8 (010 8933759 – 389 4805805)

    A livello nazionale sono più di 2 mila i bed and breakfast che sabato offrono una notte gratuita, un’occasione per scoprire un modello di ricettività alternativo che ormai da qualche anno registra un seguito sempre crescente.

     

  • Ricette e Cocktail – La cucina di Era. Nuova puntata alla Trattoria Lupo

    Ricette e Cocktail – La cucina di Era. Nuova puntata alla Trattoria Lupo

    Trattoria LupoContinua il viaggio di Era Superba tv alla scoperta dei migliori ristoranti genovesi e delle ricette tipiche più succulente.

    La nuova puntata della rubrica “Ricette & Cocktail, la cucina di Era” è all’Antica Trattoria Lupo di vico delle Monachette, un ristorantino ubicato all’inizio del dedalo di vicoli che si incrociano vicino alla stazione Principe.

    Lo chef del ristorante propone una gustosa ricetta per preparare i ravioli di pesce e ci racconta tutti i segreti del mestiere, delle preparazioni e delle curiosità legate all’arte della ristorazione.

    Buona visione…e buon appetito!

     

  • Le Fotopagine, finissage della mostra di Patrizia Traverso

    Le Fotopagine, finissage della mostra di Patrizia Traverso

    Via GaribaldiMercoledì 29 febbraio presso il Bookshop dei Musei di Strada Nuova di Palazzo Tursi in via Garibaldi si tiene il finissage della mostra di Patrizia Traverso

    Dalle ore 18 reading itinerante, all’interno della mostra,  tratto dal libro “Preferisco leggere” di Patrizia Traverso, un viaggio fotografico che racconta la passione per la lettura, il modo in cui essa diventa parte della nostra vita quotidiana.

    Una vera e propria dichiarazione d’amore alla letteratura attraverso le fotografie di Patrizia Traverso, in cui il lettore diventa protagonista e personaggio delle storie.

    Un’occasione per rivedere la mostra “Foto pagine”, ospitata dal Bookshop dei Musei di via Garibaldi, per ascoltare e leggere le citazioni che la fotografa genovese ha scelto per le sue immagini, per interagire e riflettere sul rapporto tra fotografia, lettura e scrittura.

    Ingresso libero

  • Wanted Primo Maggio: concorso per giovani band emergenti

    Wanted Primo Maggio: concorso per giovani band emergenti

    band musicaSono aperte fino al 15 marzo 2012 le iscrizioni alla II edizione di Wanted Primo Maggio, concorso organizzato dall’associazione Metrodora grazie alla collaborazione tra Audiocoop Piemonte e Audiocoop Liguria, che permette alla band vincitrice di esibirsi il 1 maggio all’Hiroshima Mon Amour di Torino, al Festival delle Periferie di Genova, al Miscela rock Festival di Torino e al Supersound di Faenza.

    Possono partecipare singoli o gruppi musicali italiani e non, purché residenti in Liguria, di tutti i generi musicali (escluse le cover) che non abbiano mai pubblicato un CD con Major discografiche.

    Gli artisti dovranno inviare all’indirizzo mail wanted1maggio@metrodora.net il materiale necessario: 2 brani in formato mp3, testi, cv artistico, scheda tecnica, foto e documenti di identità validi. Non ci sono quote di iscrizione.

    Una giuria valuterà i brani pervenuti e gli 8 artisti/band che otterranno i punteggi maggiori si esibiranno dal vivo presso il teatro Hops il 4 o il 12 aprile. Da questa serata sarà scelto il vincitore.

    Marta Traverso

  • I libri e la rete, Ledita incontra i blogger genovesi al Berio Cafè

    I libri e la rete, Ledita incontra i blogger genovesi al Berio Cafè

    BloggerVenerdì 2 marzo alle 17 il Berio Café ospita i book-bloggers di Ledita che presentano il loro libro La lettura digitale e il web. Lettori, autori ed editori di fronte all’ebook .

    Un incontro per discutere e approfondire il rapporto tra i libri e la rete, un tema utile tanto al lettore incuriosito dalle possibilità della lettura digitale quanto al professionista, l’editore, l’autore, il libraio, il blogger, che si trovano a vivere i mutamenti dell’editoria.

    Cosa cambia nelle abitudini di lettura di chi sceglie di leggere un ebook? In che modo l’editoria affronta i cambiamenti che il digitale porta con sé? Qual è il ruolo del web nel determinare queste trasformazioni?

    Raccontando l’esperienza di 11 bookbloggers che in soli due mesi sono riusciti a produrre un libro di qualità e di successo, Ledita vuole rispondere a questi e altri interrogativi aprendo le sue riflessioni a tutti i blogger interessati.

    Prosegue al BerioCafè – dichiara Paolo Vanni, direttore del locale- un percorso di incontri/confronti per mettere insieme storie e opinioni sul web , sulla sua influenza nella vita di tutti i giorni, sul suo utilizzo in chiave di crescita e di scambio. Dopo la forte attenzione suscitata
    dall’appuntamento dedicato a face book ” si può vivere senza face book?” l’evento del 2 marzo vuole dare volto e voce ai blogger perché raccontino come un blog possa diventare attività editoriale vera e propria”.

    L’evento sarà proiettato in streaming su www.ustream.tv/user/leditaGE e sarà raccontato live su Twitter con l’hashtag #leditaGE.

    Verrà inoltre redatto uno storify dal vivo che sarà poi messo a disposizione di tutti.

    Ingresso libero

     

    I Libri e la rete

     

     

  • Castelletto, Valletta San Nicola: orti comuni e spazi ricreativi per il quartiere

    Castelletto, Valletta San Nicola: orti comuni e spazi ricreativi per il quartiere

    Valorizzare gli spazi presenti in città, trasformando il territorio “abbandonato” in orti e giardini per migliorare la vita dei residenti. È questa la proposta che il “Comitato Le Serre” – con il sostegno di alcune tra le più conosciute associazioni ambientaliste – ha illustrato venerdì 24 durante un’affollata assemblea pubblica cittadina, presso il nuovo auditorium della Parrocchia San Nicola di Castelletto.

    <<Il tema centrale era quello di chiamare i cittadini a condividere un’idea di impiego della Valletta San Nicola dietro l’Albergo dei Poveri a favore del quartiere e della città intera, visto che ormai il Comune ha deciso di non avvalersi più delle serre in cui per decenni venivano ospitate le specie arboree che poi andavano ad adornare giardini e aiuole – scrive il comitato in una nota – Una splendida occasione per dimostrare che è possibile elaborare, tutti insieme, un modello di gestione sostenibile del territorio basato sull’organizzazione di spazi ricreativi e di riaggregazione sociale>>.

    Allo scopo di rendere più concreto il “progetto” il “Comitato le Serre” ha invitato associazioni e comitati che hanno già realizzato e con successo, iniziative simili in città, quali ad esempio il Giardino dell’Erba Voglio del quartiere di San Teodoro, i giovani che coltivano gli Orti sul Porto nelle fasce dei frati della Madonnetta di Castelletto, gli Amici dell’Orto Botanico di corso Dogali. Ma anche esperienze virtuose come quella del CertOlio che venne realizzato in anni recenti, in cui volontari e bambini delle scuole erano stati chiamati per raccogliere le olive e farne olio grazie a quattro splendidi ulivi dell’Oasi del Chiostro, nei pressi della fermata della metropolitana a Certosa.

    Ma forse si tratta solo di un sogno perché <<Nonostante il nuovo piano urbanistico cittadino recentemente adottato ne preveda una conservazione a verde, la Valletta rimane pur sempre di proprietà dell’Istituto Brignole che la potrebbe quindi utilizzare a fini cementificatori e di ritorno economico>>.

    Ma il Comitato ha affermato di confidare che <<Grazie anche al Comune possano essere poste le condizioni per una riappropriazione naturale della Valletta da parte del quartiere, per un modello di gestione condiviso e sostenibile – si legge nel comunicato – come d’altronde già aveva inteso fare Emanuele Brignole, grande benefattore e fondatore dell’Albergo dei Poveri, quando nel suo testamento dispose che la Valletta e i terreni circostanti rimanessero a servizio dei poveri e della città>>.

    Il dibattito ha dato modo ai cittadini di esporre le proprie idee circa l’utilizzo dell’area <<Attività condotte da associazioni che lavorano a sostegno delle persone con disagi psichici, orti comuni e vendita di piante e prodotti, aree verdi con percorsi e aree per famiglie e anziani, strumenti di finanziamento come progetti europei e altri ancora>>.

    Insomma, il contributo da parte dei cittadini c’è stato, come si auguravano gli organizzatori, così come l’adesione numerosa di coloro che si sono detti interessati ad essere informati delle attività del Comitato e degli sviluppi che l’iniziativa potrebbe avere in un prossimo futuro.
    <<Sia gli organizzatori sia gli abitanti che sono accorsi numerosi, pur riconoscendo le difficoltà che ci sono nel realizzare il “sogno”, si sono detti congiuntamente fiduciosi di veder sbocciare presto un progetto che riqualifichi l’area , conservandone l’interesse storico artistico che presenta, ma mantenendone la funzione di polmone verde, riacquisendola come bene comune al servizio del quartiere e della città – conclude la nota – L’affluenza numerosa, ai limiti della capienza dell’auditorium, e l’interesse dimostrato nel dibattito hanno confermato le aspettative del Comitato che adesso dovrà impegnarsi per porre le condizioni perché il “sogno” si realizzi>>.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Fotografare l’artigianato tipico ligure: un laboratorio al Gal

    Fotografare l’artigianato tipico ligure: un laboratorio al Gal

    fotografiaDal 20 marzo al 29 maggio 2012 si terrà il corso a cura di Agenzia Gal Genovese, in collaborazione con l’associazione culturale Contrasto, intitolato Il Profilo della Materia – Fotografare l’Artigianato Artistico: scopo del progetto è valorizzare l’artigianato tipico dell’entroterra genovese attraverso una serie di reportage fotografici, composto di lezioni teoriche a cura dei docenti Canon Italia (orario serale, 20.30 – 22.30) e uscite collettive per la pratica (ogni sabato).

    Le attività didattiche saranno suddivise tra corso per principianti, corso intermedio e corso avanzato.

    Il materiale prodotto da allievi e docenti sarà utilizzato da Gal Genovese per il suo archivio e in esposizione per eventi, mostre e produzioni culturali.

    Per informazioni sul corso contattare il numero 339 7452119.

    Marta Traverso

  • Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio: iscrizioni aperte

    Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio: iscrizioni aperte

    Sabato 17 marzo 2012 il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ospita la quarta edizione del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio, che come ogni anno ospita professionisti, dilettanti e appassionati che si cimentano in nuovi e originali modi di preparare il cibo per antonomasia della cucina genovese.

    I concorrenti saranno in tutto 100, selezionati in base e due criteri: la data di iscrizione e la provenienza geografica (50 liguri, 25 dal resto d’Italia e 25 dall’estero).

    La giuria è formata dal Presidente dell’Associazione Palatifini e da trenta giudici fra ristoratori, degustatori e giornalisti enogastronomici.

    È possibile preiscriversi sul sito dell’associazione Palatifini. Per informazioni contattare l’indirizzo mail info@pestochampionship.it.

    Marta Traverso

  • Il clima del futuro, incontro con Luca Mercalli a Palazzo Ducale

    Il clima del futuro, incontro con Luca Mercalli a Palazzo Ducale

    Luca MercalliLuca Mercalli, climatologo e presidente della Società Metereologica Italiana partecipa mercoledì 29 febbraio al secondo incontro del ciclo Come cambia la Terra, organizzato a Palazzo Ducale.

    Partendo dalle lunghe serie storiche di dati meteo e dai modelli fisici per la formulazione di scenari climatici, lo studioso afferma che è necessario e urgente un cambiamento per non dover affrontare emergenze inedite.

    Mercalli ha fondato e dirige la rivista Nimbus. Durante gli ultimi vent’anni ha testimoniato e spiegato la crisi climatica ed energetica in oltre mille conferenze per il grande pubblico e seminari per la scuola e l’università.
    Tra i suoi libri più recenti: Le mucche non mangiano cemento (Sms 2004), Filosofia delle nuvole (Rizzoli 2008), Che tempo che farà (Rizzoli 2009) e Viaggi nel tempo che fa (Einaudi 2010).

    In collaborazione con Codice – Idee per la Cultura e Fondazione Edoardo Garrone.

    Palazzo Ducale, piazza Matteotti

    Inizio ore 1745

    Ingresso libero

  • Olimpiadi Londra 2012: rischio boicottaggio a causa di uno sponsor pericoloso

    Olimpiadi Londra 2012: rischio boicottaggio a causa di uno sponsor pericoloso

    Tutti ormai conoscono l’immane tragedia avvenuta nel 1984 nella città indiana di Bhopal.

    Nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984 quaranta tonnellate di isocianato di metile (MIC) fuoriuscirono dallo stabilimento della Union Carbide India Limited (UCIL) di Bophal, consociata della multinazionale americana Union Carbide, specializzata nella produzione di pesticidi. La nube tossica causò oltre ventimila morti – i dati ufficiali del governo indiano parlano di 8.000 vittime nei primi tre giorni e 15.000 nei mesi ed anni successivi a causa di malattie e deformazioni – ma il disastro ambientale non si è mai fermato vista l’assenza di interventi di bonifica. Sono 500 mila le persone tuttora malate e solo una piccola parte di loro è stata risarcita.

    Lo scrittore indiano Indra Sinha, nel 2004, ricordò così quella terribile notte <<Quando scattò l’allarme tutti scapparono portandosi dietro vecchi, bambini nelle culle, ammalati, vacche e cani. La gente moriva mentre gli escrementi colavano loro dalle gambe, il gas lacerava le pupille, ulcerava i polmoni>>.

    Nel giugno 2010, dopo 26 lunghissimi anni scanditi da proteste, sit-in, marce di centinaia di chilometri, sette imputati tutti indiani – oggi settantenni, all’epoca dirigenti di medio-alto livello dello stabilimento della Union Carbide – sono stati condannati da una Corte indiana a due anni di carcere ed al pagamento di circa 2.000 dollari di multa. Una sentenza beffa anche perchè i colpevoli sono stati immediatamente scarcerati dietro una cauzione di meno di 500 dollari.

    Inoltre al processo non c’era il maggiore indiziato, ovvero Warren Anderson, l’ex presidente della Union Carbide che non è mai stato estradato dagli Stati Uniti.

    Nel 2001 la Dow Chemical acquistò la Union Carbide ma si è sempre rifiutata di ereditare i debiti legali della società ed ancora oggi opera liberamente in India con alcune consociate.

    <<La Dow Chemicals ha rilevato la Union Carbide pagandola 10,3 miliardi di dollari. La condanna per i responsabili fu pari al massimo previsto di due anni di carcere e 100.000 rupie (circa 2000 dollari) di multa, una cifra che è stata giudicata irrisoria dagli attivisti e dalla società civile. I condannati sono stati scarcerati dietro una cauzione inferiore ai 500 dollari e hanno pure presentato appello. Non vi è nemmeno l’intenzione di risanare il territorio. Ed è sconvolgente scoprire che dopo 27 anni, la zona non sia ancora stata ripulita e migliaia e migliaia di persone stiano ancora subendo le conseguenze della tossicità dell’acqua e del terreno della zona colpita>>, così scrivono in un accorato appello le organizzazioni internazionali di Yoga e della Cultura Indiana: International Yog Confederation (IYC); The World Community Of Indian Culture & Traditional Disciplines, Italy; World Movement for Indian Fine Arts; World Movement for Yoga and Ayurveda; C.U.I.D.Y. Confederazione Ufficiale Italiana Di Yoga.

    <<EBBENE, LA DOW CHEMICALS SARÀ’ LO SPONSOR DELLE OLIMPIADI DI LONDRA DEL 2012!! Tutta la Yoga Community è fortemente contraria al coinvolgimento della Società con i Giochi Olimpici che dovrebbero iniziare nel mese di luglio e ha chiesto il ritiro della Dow Chemicals, la società responsabile di una delle peggiori violazioni dei diritti umani di questa generazione, esprimendo l’angoscia della nazione per la più grande tragedia industriale del mondo – continua l’appelloMa gli organizzatori delle Olimpiadi di Londra 2012 sembra non intendano eliminare la Dow Chemical come sponsor dallo stadio principale. Come può il mondo rimanere in silenzio su questa offesa ai diritti umani? La gente dovrebbe essere libera di godersi i Giochi Olimpici di Londra 2012 senza questa eredità tossica sulla loro coscienza. Non è cambiando nome che si possono cancellare i danni tremendi su vittime innocenti>>.

    <<Le vittime di Bhopal hanno bisogno del sostegno di tutta l’umanità, il denaro che si spende per la sponsorizzazione dovrebbe andare alle vittime dell’UNION CARBIDE come risarcimento per il crimine commesso nei loro riguardi concludono le Organizzazioni – Vi prego di sostenerci come potete in ogni Paese e chiedete al vostro Governo di boicottare le Olimpiadi di Londra 2012. Non mandate le vostre squadre, i vostri campioni, se gli organizzatori non rifiutano la DOW come Sponsor, e riscattino quest’assassinio del genere umano, con un giusto risarcimento alle vittime. Si deve prendere coscienza del dolore di chi ha sofferto e il Comitato Olimpico LOCOG, organizzatore dei giochi, dovrebbe esaminare la questione. Si è parlato anche di alcuni atleti indiani che minaccerebbero di boicottare l’evento, in memoria dei connazionali toccati dalla tragedia. La DOW CHEMICAL deve essere rimossa dalla sponsorizzazione delle Olimpiadi oppure il mondo intero dovrebbe boicottare le Olimpiadi di Londra 2012>>.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Genova: il 17 marzo è la Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie

    Genova: il 17 marzo è la Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie

    <<Vorrei prestarvi i miei occhi per aiutarvi a toccare da vicino la vergogna delle mafie perché nessuno può sentirsi estraneo a questo problema>>, così dice commossa Alessandra, giovane campana, figlia di una vittima di mafia, in rappresentanza delle migliaia di familiari che giungeranno a Genova il 17 marzo in occasione della diciassettesima “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” promossa da Libera – 1600 gruppi nazionali ed una miriade di realtà locali – Avviso Pubblico (Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie), in collaborazione con la Rai Segretariato Sociale e Rapporti con il pubblico, con il patrocinio di Comune e Provincia di Genova, Regione Liguria, Provincia di Savona e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

    La “Giornata della memoria e dell’impegno” ricorda tutte le vittime innocenti della mafia e rinnova il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Tradizionalmente si svolge il 21 marzo, quest’anno a Genova sarà anticipata a sabato 17 marzo per favorire la massima partecipazione di quanti arriveranno da ogni parte d’Italia. Ci sarà una marcia con partenza da Piazza della Vittoria e arrivo nell’area del Porto Antico. Dal palco saranno letti gli oltre 900 nomi di vittime della mafia, semplici cittadini, magistrati giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici ed amministratori locali, morti perché con rigore e coerenza hanno compiuto il loro dovere. Ma da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime impossibili da conoscere e da contare, perché le mafie provocano anche morti sul lavoro, vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico di armi e stupefacenti, della criminalità dei rifiuti.

    Il 21 marzo si replica in centinaia di piazze, strade e scuole di tutto il Paese, dove i presidi di Libera, associazioni, scout, movimenti, studenti, comunità ecclesiastiche, si raduneranno per rileggere quell’interminabile elenco.

    <<Il primo diritto di una persona è essere chiamato per nome – afferma don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – a Genova ricorderemo a voce alta tutti i nomi delle persone innocenti uccise dalle mafie perché abbiamo la responsabilità ed il dovere di trasmettere la memoria. Ma questo impegno riguarda ogni area del Paese e deve essere continuo, 365 giorni all’anno>>.

    <<Libera quest’anno ha scelto Genova in segno di stima e riconoscenza verso quanti in questo territorio realizzano iniziative concrete che attraverso l’incontro accrescono la consapevolezza delle persone – continua don Ciotti – dall’altro lato perché era giusto puntare l’attenzione su una regione che purtroppo è stata interessata da alcuni episodi riconducibili alla presenza invasiva delle mafie>>.

    <<Genova è una porta d’Europa, storicamente è sempre stata una realtà accogliente pronta ad aprire la porta agli altri – spiega don Ciotti – Oggi però questa porta la dobbiamo sbattere in faccia alla criminalità organizzata>>.

    Il 17 marzo non parliamo di un corteo, di una manifestazione, nel senso classico del termine <<Sarà un abbraccio collettivo a centinaia di padri, madri, figli, intere famiglie che hanno perso delle persone care –racconta don Ciotti – perché, come mi ha detto Saveria Antiochia, madre di Roberto, un agente di polizia che scortava il vicequestore di Palermo, Antonino Cassarà, entrambi uccisi il 5 agosto 1985, “Quando ti ammazzano un figlio è come se sparassero anche a te>>.

    Nel capoluogo ligure giungeranno migliaia di persone che <<Chiedono soltanto una cosa, pretendono che il Paese si impegni con una forza ancora maggiore nella ricerca di verità e giustizia – conclude don Ciotti – il 70% dei familiari delle vittime infatti non conosce fino in fondo la verità. Occorrono meno parole e più fatti>>.

    <<L’appuntamento genovese è preceduto da un importante percorso di coinvolgimento – ricorda Matteo Lupi, referente regionale di Libera – oltre 100 iniziative promosse su tutto il territorio regionale tra incontri nelle scuole, cineforum, dibattiti e convegni>>.

    Il presidente della Regione Claudio Burlando ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa <<In una regione come la nostra che fino a poco tempo fa sentiva distante da sé questo fenomeno. Oggi abbiamo preso atto che invece è assai vicino. Ho seguito con ammirazione l’incredibile lavoro svolto da don Ciotti nelle scuole liguri. Noi avevamo il dovere di sostenere questo impegno>>.

    Poi ha aggiunto <<In Liguria, a Genova in particolare, è prevista la realizzazione di grandi opere infrastrutturali. Sappiamo bene che inevitabilmente si scateneranno appetiti attorno a queste opportunità, anche da parte delle organizzazioni criminali che cercheranno di infiltrarsi e lucrare il più possibile. Ma secondo me si tratta di opere pubbliche fondamentali per la regione ed io intendo difenderle. Non può esistere una contrapposizione tra investimenti e legalità. La risposta non può essere quella di non fare. Un Paese che ragiona così è destinato a fare poca strada. Al contrario le opere pubbliche vanno portate avanti ma è necessario un controllo capillare sul territorio onde evitare pericolose infiltrazioni>>.

    <<Inoltre voglio lanciare un invito a Libera affinché ci aiuti a ragionare e lavori fianco a fianco con noi per trovare la maniera migliore per utilizzare i beni confiscati alle mafie – ha concluso Burlando – Il centro storico, penso ad esempio alla zona della Maddalena dove si trovano alcuni locali confiscati alle organizzazioni criminali, è il terreno ideale per un tentativo di rinascita che prenda spunto proprio dall’insediamento di nuove attività in questi spazi liberati dalla presenza mafiosa>>.

    Infine, il Prefetto di Genova, Francesco Antonio Musolino, ha ribadito <<Dobbiamo usare gli occhi di Alessandra e di tutti i familiari delle vittime per prendere coscienza della gravità di un problema che coinvolge l’intero Paese. Grazie a loro abbiamo una testimonianza diretta di tragiche vicende accadute in altri luoghi, lontani da noi. Ma bisogna fare attenzione perché se non ci attiviamo a dovere con il massimo impegno corriamo il rischio di vivere situazioni simili anche in Liguria>>.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Briscola, due atti in lingua genovese al teatro Garage

    Briscola, due atti in lingua genovese al teatro Garage

    BriscolaSabato 3 e domenica 4 marzo alla Sala Diana del Teatro Garage la Compagnia Piesintöa presenta Briscola una commedia in genovese surreale, divertente, intrigante, scritta dall’autore ligure Plinio Guidoni nell’estate del 1989.

    La storia si svolge sui tavoli di un bar dell’angiporto genovese dove due personaggi, affiancati da un barista e una prostituta, giocano una partita a briscola.

    I misteriosi avventori suscitano i sospetti del barista che li crede implicati in un giro di droga. Da qui ne nasce susseguirsi di azioni e reazioni imprevedibili ed avvincenti.

    Il gioco (così come la vita), mette in scena rapporti provvisori, effimeri, mutabili, dove l’incomunicabilità tra gli individui, alimentata dalla paura, dal malessere, dal disagio origina personaggi apparentemente  in cerca di qualcosa o qualcuno, in verità in cerca di se stessi.

    La difficoltà di relazione, anche tra i sessi, rimarca la paura di affrontare l’esistenza.

    Le due coppie si contrappongono e il realismo della quotidianità si incontra e si scontra con il mistero, a tratti si confondono creando un’atmosfera carica di inquietudine, dove si sfida la solitudine dell’uomo.

    Teatro Garage

    Via Paggi 43 b – Ge San Fruttuoso

    Orario spettacoli: sabato 3 marzo ore 21, domenica 4 marzo ore 17

    Biglietti: 12 euro intero, 9 euro ridotto

  • Rapporto Unicef: i ragazzi genovesi sono malati di solitudine

    Rapporto Unicef: i ragazzi genovesi sono malati di solitudine

    <<Malati di solitudine>>, questa la diagnosi impietosa ma puntuale di Franco Cirio, presidente provinciale dell’Unicef, sui ragazzi genovesi, espressa in occasione della presentazione dei dati del rapporto “Sulla condizione dell’infanzia nel mondo 2012”.
    Il tema di quest’anno sono i “Figli della città”. Oltre il 43% dei bambini al mondo vive nelle aree urbane. In Italia siamo al 68%. Lontano però dalle punte del 92% dell’Argentina o dell’85% della Francia, per restare in Europa.

    A Genova la situazione è particolare, come ha spiegato lo psicologo Marco Ventura <<La contiguità di quartieri borghesi, operai, benestanti, ad alto tasso d’immigrazione rende ancora più problematica una situazione di disagio che è planetaria. La confusione fra bisogni reali e bisogni indotti, facilitata dalla perdita dei valori, mette i ragazzi ancora più a rischio>>.

    Il rischio nascente è il gioco. Le scommesse on-line sono la nuova frontiera del disagio giovanile, in prospettiva ancora più pericolosa dell’abuso degli alcolici, che complice una sottocultura nazionale diffusa, ha scalzato il pericolo droga.
    Ecco che riemerge la solitudine. Internet non è il male, come non è lo è la tv. Lo è l’uso sbagliato e bulimico. Induzione al gioco e alla pornografia sono i pericoli che i ragazzi corrono. Per questo famiglia, scuola, istituzioni devono collaborare.
    <<Eppure a Genova siamo all’avanguardia mondiale – ricorda Cirio – Abbiamo 44 punti di incontro grazie alla collaborazione delle biblioteche provinciali e comunali. Abbiamo attrezzato via Fiasella, come prima strada di spazio liberato, per il gioco creativo. Ma manca la partecipazione. I ragazzi sembrano muti>>.