Mese: Maggio 2012

  • Casting a Genova: cercasi attori per un cortometraggio su Rai Cinque

    Casting a Genova: cercasi attori per un cortometraggio su Rai Cinque

    regiaAttori cercasi per un cortometraggio che sarà girato a Genova nei giorni 25, 26 e 27 maggio e che sarà in gara per un concorso di Rai 5.

    Gli organizzatori non hanno divulgato informazioni circa soggetto e sceneggiatura del corto, perché questo prevede il regolamento del concorso, ma sono alla ricerca di persone che interpretino i seguenti ruoli:
    un uomo (35/40 anni , aspetto elegante)
    una donna (dai 35 anni in su, aspetto trasandato e “di strada”)
    una bambina (dai 2 ai 5 anni, molto carina)
    un uomo (papà della bimba, corporatura robusta e tatuato)
    una donna (sui 50/60 anni, aspetto comune, preferibilmente sovrappeso)
    ragazze (almeno una mora e una bionda, con abbigliamento e pettinature eccentrico e vistoso).

    Per partecipare è necessario inviare una mail a mondoscovazzo2002@yahoo.it con foto e curriculum.

  • Macchina del tempo: aeroporto di Genova, via alla privatizzazione?

    Macchina del tempo: aeroporto di Genova, via alla privatizzazione?

    IL PRECEDENTE

    10 maggio 2011: il Ministero del Tesoro ha dato il via libera alla privatizzazione del 60% di Aeroporto di Genova Spa, società che gestisce l’Aeroporto “Cristoforo Colombo” e attualmente controllata dall’Autorità portuale.

    Si disse: “Entro la prossima settimana sarà dunque aperta ufficialmente la gara per mettere in vendita le quote dell’aeroporto, che si chiuderà nel giro di 60-90 giorni: per partecipare all’asta è previsto un prezzo base di 30 milioni di euro (prezzo a base d’asta), in aggiunta alla disponibilità di investirne altri 43 milioni, come previsto da Enac. Si tratta di un progetto fortemente voluto dall’Autorità portuale, allo scopo di dare slancio all’aeroporto e trovare nuovi partner per sostenere il trasporto aereo da e verso il capoluogo ligure”.

    IL PRESENTE

    Ha senso definire tutto questo una privatizzazione fantasma? In un clima di rinnovamento politico come quello che Genova sta vivendo in questi mesi, sembra assurdo che il rilancio del trasporto aereo sia un tema di così scarso interesse per i media, le istituzioni e i partner economici. Un’assurdità rincarata da una condizione di luci e ombre che circolano intorno a questa situazione, a partire dal fatto che nessun esponente delle istituzioni sembra conoscere i dettagli della vendita.

    Comunque sia la gara indetta dopo il nulla osta dello scorso anno c’è stata, ma nessuno ha partecipato.

    Si prevede l’apertura di un nuovo bando entro giugno, mentre Regione, Camera di Commercio e Aeroporto hanno stanziato per i prossimi tre anni 7,5 milioni di euro (2.5 mln di euro annui) e la gestione dell’aeroporto ha annunciato un nuovo record di presenze: nei primi tre mesi del 2012 il numero di passeggeri sui voli di linea è aumentato del 5,3%, con un +6,3% sui voli internazionali.

    Marta Traverso

  • Elezioni Genova, Doria e Musso si sfidano al ballottaggio

    Elezioni Genova, Doria e Musso si sfidano al ballottaggio

    Enrico MussoDomenica 20 e lunedì 21 maggio Marco Doria ed Enrico Musso si sfideranno al ballottaggio per la poltrona di Palazzo Tursi. Genovesi, dunque, nuovamente chiamati al voto, una chiamata che, come abbiamo visto, non ha riscosso troppo successo nel “weekend” elettorale appena trascorso; l’affluenza alle urne è molto bassa, nella provincia di Genova al voto il 56,23% degli elettori contro il 62,66% del 2007.

    I due eterni colleghi, non solo per la corsa a Tursi ma anche nella vita di tutti i giorni presso la Facoltà di Economia di Genova, confermano la tendenza nazionale che premia i “professori politici”. Vicinissimo al colpaccio il Movimento 5 Stelle il cui candidato Paolo Putti si è reso protagonista di un avvincente testa a testa per il ruolo di sfidante.

    IL RISULTATO FINALE DEL PRIMO TURNO

    Marco Doria 48,4%, Enrico Musso 14,9%, Paolo Putti 13,9%, Pierluigi Vinai 12,6%, Edoardo Rixi 4,6%, Simonetta Saveri 1,23%, Giuseppe Viscardi 0,9%, Susy De Martini 0,8%, Orlando Portento 0,6%, Armando Siri 0,6%, Roberto Delogu 0,5%, Giuliana Sanguineti 0,3%, Simohamed Kaabour 0,2%

    DATI DEFINITIVI AFFLUENZA NEL COMUNE DI GENOVA

    Genova: 55,75% (61,75% nel 2007)

    Municipi:
    Ponente: 29.949 votanti 57,55%
    Medio Ponente: 27.853 – 56,42%
    Valpolcevera: 26.635 – 55,05%
    Centro Ovest: 28.446 – 55,17%
    Centro Est: 41.637 – 56,75%
    Bassa Val Bisagno: 35.566 – 51,95%
    Levante: 31.834- 57,11%
    Medio Levante: 30.740 – 54,06%
    Val Bisagno: 26.223 – 54,63%

  • Fiumi: associazioni ambientaliste contro la Regione Liguria

    Fiumi: associazioni ambientaliste contro la Regione Liguria

    Scrivono a nome delle realtà di tutta la Liguria, da Sanremo a Savona a Genova, dal Golfo Paradiso al Tigullio alla Spezia, sono 13 associazioni che chiedono alla Regione Liguria, con una lettera, di riformare o annullare le norme del “Regolamento regionale sulla tutela dei corpi idrici”, il quale riduce a soli 3 metri – rispetto ai 10 metri attualmente previsti dalla normativa nazionale – la “fascia minima di rispetto” dai corsi d’acqua entro cui è proibito edificare.

    «Considerato che il Regolamento è in contrasto con le leggi dello Stato – scrivono le associazioni – si diffidano anche Regione e Province dall’autorizzare interventi urbanistici o edilizi che si pongano in contrasto con le norme di legge nazionale (coperture di rii, realizzazione di discariche sopra tombinature di rii, realizzazione di interventi edilizi estranei alle esigenze di tutela ambientale ed idrogeologica all’interno della fascia minima di rispetto di 10 metri dalle sponde dei corsi d’acqua)».

    «Poichè tali interventi, qualora portati a termine, comporterebbero gravi ed irreparabili danni ambientali – sottolineano gli ambientalisti – i firmatari della lettera si riservano di presentare denuncia davanti alla competente Autorità giudiziaria».

    In particolare gli autori della lettera denunciano che alcune amministrazioni locali hanno manifestato l’intenzione di realizzare importanti discariche di inerti proprio a riempimento di vallette ed a copertura di rii (è il caso, solo per fare un esempio, del Rio Cortino a Sori).

    Ecco l’elenco dei firmatari: i comitati “Salviamo il paesaggio” di Genova, Savona, Sanremo, Golfo Paradiso, il comitato “Acqua Bene Comune” di Genova, l’Assemblea Beni Comuni, le associazioni “Stop al cemento” di Sestri Levante e Tigullio, “Stop al consumo di territorio” di La Spezia e Sarzana, “Memorie e progetti” di Pieve Ligure, il periodico “Creuze dei due Golfi”, la “Rete per la difesa del paesaggio del Golfo Paradiso e del Tigullio”, il “Comitato spontaneo tutela del territorio” e “Tuteliamo Zoagli”.

     

     

     

  • Attentato a Genova: gambizzato Roberto Adinolfi, ad di Ansaldo Nucleare

    Attentato a Genova: gambizzato Roberto Adinolfi, ad di Ansaldo Nucleare

    Roberto AdinolfiVolto coperto dal casco, sarebbero stati due uomini gli attentatori di Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, gambizzato questa mattina a Genova nel quartiere di Marassi in via Montello a pochi passi dall’abitazione di Adinolfi.

    Uno dei due attentatori era posizionato in attesa che la vittima uscisse di casa, l’altro – secondo quanto dichiarato dallo stesso Adinolfi – attendeva su uno scooter, utilizzato poi per fuggire senza lasciare traccia.

    Uscito di casa per recarsi al lavoro, intorno alle 8,30, Adinolfi è stato raggiunto tre colpi di pistola semiautomatica, uno dei quali lo ha colpito alla tibia destra. E’ stata la moglie del manager a chiamare il 118.

    Chi è Roberto Adinolfi? Nato a Salerno nel 1953 e laureato in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano, giunge a Genova nel 1975 per preparare la sua tesi di laurea, città che non lascerà più. Ha lavorato nel settore nucleare in Italia e all’estero, contribuendo alla progettazione degli impianti di Montalto di Castro e Trino Vercellese e di Superphenix, in Romania. Da aprile 2007 ricopre la carica di Amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, società del gruppo Finmeccanica.

    Con una nota arriva anche la condanna dei sindacati Cgil Cisl Uil di Genova e Liguria: «Auspichiamo che gli inquirenti facciano piena luce sull’accaduto e scovino al più presto i responsabili del vile atto del quale è stato vittima questa mattina a Genova l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, esprimiamo a lui e famiglia piena solidarietà e vicinanza. Cgil Cisl Uil condannano con fermezza ogni forma di violenza e ogni atto teso a destabilizzare l’ordinamento democratico del nostro Paese».

  • La Feltrinelli: gli eventi in programma nel mese di maggio

    La Feltrinelli: gli eventi in programma nel mese di maggio

    Libri ScaffaleMartedì 8 maggio

    ore 18  LA SEGRETA CAUSA DI MARIA MASELLA
    Di ritorno da un corso di aggiornamento, durato alcuni giorni, una donna trova il marito ucciso… Il commissario incaricato delle indagini si confronta con lei, in ripetuti incontri-scontri, cercando di far luce sul delitto. L’indagine diventa così una dialogo a due voci fra la moglie e il commissario, in un lungo percorso per appropriarsi della verità. È la nuova avventura del Commissario Mariani di Maria Masella, La segreta causa (Frilli Editore), che questa sera l’autrice presenta insieme a Riccardo Sedini (Giallomania).

    Giovedì 10 maggio

    ore 18 INCONTRO CON DEBORA VILLA
    Eccole qua le donne, confuse e felici, a scontare ancora il senso di colpa di Eva, la prima sfigata della Storia. Sopravvissute a Platone e Aristotele, che non riconoscevano loro neanche una qualità, alla favola del principe azzurro e perfino allamoda kamikaze dei pantaloni a vita bassa, arrivano fino a oggi, in un mondo dove non v’è più certezza, ovvero dove nessuno sa più chi deve fare cosa e soprattutto come. Debora Villa presenta Donne che corrono dietro ai lupi (Cairo). Uomini, mettetevi comodi! Intervengono Rafael Didoni, Francesca Micardi e Alessandra Torre.

    Venerdì 11 maggio

    ore 17.30 UN POMERIGGIO ALL’OPERA

    Nuovo incontro per il ciclo Appuntamento all’opera, collaborazione fra il Carlo Felice e la Feltrinelli di Genova. In questa occasione si parla di Cavalleria Rusticana, successo tanto esplosivo quanto inaspettato, sin dai tempi della prima rappresentazione, anche per lo stesso compositore Pietro Mascagni e che oggi vediamo per la regia di Andrea Camilleri e la realizzazione registica di Rocco Martelliti. Venerdì 11 insieme al consulente editoriale del Carlo Felice, Massimo Pastorelli, se ne parla con Rocco Martelliti, anche regista di Che fine ha fatto la piccola Irene (che in questaedizione sostituisce Pagliacci) e con Maria Dragoni, interprete della Signora Laura Spoto e Giovanna Casolla, interprete di Santuzza. Per i possessori Carta Più riduzioni sul biglietto.

    Lunedì 14 maggio

    ore 18  L’EUTANASIA DI UN POTERE DI MARCO DAMILANO
    Oggi, a vent’anni dall’inizio di Mani Pulite, è possibile finalmente provare a scrivere la storia politica della Prima Repubblica, di quella classe dirigente e della sua rovina. Lo fa MarcoDamilano, nel suo Eutanasia di un potere (Laterza), ripercorrendo le scelte dei protagonisti dell’epoca, da Craxi ad Andreotti, cogliendo le voci dei testimoni, da Antonio Di Pietro a Carlo De Benedetti. E ancora i giornali, le trasmissioni, i film, la satira, le canzoni che accompagnarono la rivolta; gli eroi, ibarbari, i suicidi, i gattopardi.Per capireperché la rivoluzione giudiziaria non sia stata accompagnata da un vero cambiamento politico e morale. Questa sera l’autore ce ne parla con Umberto La Rocca,direttore de Il Secolo XIX, Roberta Pinotti, senatrice PD e Luigi Zanda, vice Presidente Senatori PD.

    Martedì 15 maggio
    ore 18 UFFICIO DI SCOLLOCAMENTO
    Il primo Ufficio di Scollocamento è nato all’inizio del 2012 da un’idea degli autori di questo libro, Paolo Ermani e Simone Perotti (già autore di
    AdessoBasta): il lavoratore infelice e frustrato, che si sente un estraneo in gabbia, è anche poco produttivo, quindi aiutarlo a scollocarsi è un vantaggio per la collettività e un’occasione per lapersona, perchè cambiare rotta è indispensabile e urgente.I ntervengono gli autori

    Mercoledì 16 maggio
    ore 18  ACCANIMENTO DI STATO
    Eutanasia e accanimento terapeutico: in Italia resistenze culturali e religiose da una parte e convenienze politiche dall’altra fanno sì che la gestione di un evento che riguarda 600.000 persone all’anno, e, in ultima istanza, tutti, sia lasciata nell’incertezza e nell’ipocrisia. In Accanimento di Stato. Perché in Italia oggi è difficile anche morire, (Piemme) Paolo Cornaglia Ferraris, autore del bestseller Camici e pigiami,
    affronta la questione del rapporto tra Stato e cittadino di fronte alla morte, con interventi di Eugenio Scalfari, Umberto Veronesi e IgnazioMarino.

    Giovedì 17 maggio
    ore 18  BODY & SOUL DI MICHEL PETRUCCIANI
    Quando mi siedo alla tastiera mi sento libero come l’aria ha detto una volta Michel Petrucciani, il gigante alto unmetro e due centimetri che,
    grazie alla magia della musica, è uscito dalla gabbia del suo corpo di cristallo, fragile e malato, riuscend oa vivere più intensamentedi tanti normali. Michel Petrucciani – Body and Soul (Feltrinelli Real Cinema) è la favola di un uomo che con la forza del suo sorriso ha incantato papi e
    capi di stato, oltre a milioni di appassionati in ogni angolo del mondo; è la (troppo) breve storia di un musicista che ha vissuto ogni nota come
    fosse la più importante. Guido Festinese e PaoloBattifora introducono alla visione di alcuni estratti e contenuti speciali del film.

    Venerdì 18 maggio
    ore 18 UN PALCO PER L’OVRA
    Dal campione di pugilato Primo Carnera al commediografo Giovacchino Forzano, dallo scrittore e regista Mario Soldati al poeta Filippo Tommaso Marinetti, dal tenore Beniamino Gigli al giornalista Leo Longanesi, dall’attrice Elsa Merlini all’attore Osvaldo Valenti. Il rapporto fra il mondo della cultura e dello spettacolo e i più efficaci organismi repressivi del regime fascista, la polizia politica, conosciuta come Ovra, e il ministero della Cultura popolare, conosciuto come Minculpop, è il tema del nuovo libro dello storico del fascismo Sandro Antonini, Un palco per l’Ovra (De Ferrari).

    Lunedì 21 maggio
    ore 18 MARIO MONTI: C’ERAVAMO TANTO ILLUSI
    Senza dubbio il ritorno alla civiltà delle buone maniere dopo tanta sguaiataggine risulta un bel salto di qualità. Purtroppo si tratta semplicemente di far digerire all’intera societàuna curada cavallo che colpisce i deboli e gli indifesi; senza toccare minimamente il sistema dei privilegi che ha succhiato ogni linfa vitale dal corpo anemizzato del Paese. È la tesi di Pierfranco Pellizzetti nel suo Ci eravamo tanto illusi (Aliberti), che nella seratadel 21 l’autore presenta insieme al giornalista Ferruccio Sansa.

    Martedì 22 maggio
    ore 18 LA BUONA NOVELLA DI DON ANDREA GALLO
    Negli ultimi mesi si sta diffondendo un po’ ovunque una grande paura, per questa crisi inarrestabile, per l’incalzante mancanza di lavoro, e quindi per il futuro dei nostri giovani. Ma non dobbiamo farci prendere dal panico: la strada verso la soluzione c’è, ed è alla portata di tutti, anche se difficile da praticare. L’amatissimo prete del marciapiede ci prende permano e ci mostra la via, ci incoraggia, ci esorta a non arrenderci: è proprio questo aspetto concreto, pratico, tenace a far sì che il Don non sia un semplice Maestro, ma un vero Testimone. Perché alla fine, Dio non ci chiederà se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili. È La BuonaNovella (Aliberti), di don Andrea Gallo, la sera del 22 ospite insieme a Franco Monteverde (caporedattore la Repubblica, Genova).

    Mercoledì 23 maggio
    ore 18  LE MILLEVITE RACCONTATE DA SILVIA DI NATALE
    Uno zaino sulle spalle, sei mesi davanti e un intero paese da esplorare, la Colombia. Fra strade dissestate e carretteras infangate, colline coltivate a caffè, campi di coca, fiumi in piena e pendii a precipizio, Silvia Di Natalemette insieme una geografia multiforme intrecciando la storia dei luoghi con quella dei mille volti, delle Millevite (Feltrinelli) che incontra lungo il suo cammino. Folgorante libro di viaggio, ma anche riflessione sul senso del viaggiare, la sera del 23 maggio l’autrice presenta il suo libro insieme alla giornalista Silvia Neonato.

    Giovedì 24 maggio
    ore 18 LA TERRA ROSSA
    Un paese senza nome di quella parte di Calabria lambita dal fiume Petrace e battuta dallo scirocco che rende folli gli uomini. Terra
    Rossa (Rubettino), di Santo Gioffrè, racconta gli anni della breve vita di don Ciccio d’Alessandro (1890-1935), nobile e riccomedico, le cui azioni renderanno tragiche le esistenze di coloro che userà quasi fossero strumenti in suo possesso. E poi c’è la ‘ndrangheta che finisce di avvelenare una società impietrita da meccanismi di millenaria iniquità, congegnati per dare sempre più privilegi a chi già li ha. Nella serata del 24 l’autore è ospite insieme a Rita Rotella. In collaborazione con Associazione Città del Sole.
    Venerdì 25 maggio
    ore 18 L’ULTIMO ROMANTICO: MARIO VENUTI LIVE
    Romantico è chi reagisce alla razionalità con l’emotività, la fantasia e l’immaginazione. Il romantico cerca l’infinito, il desiderio del desiderio, lo slanci verso l’Assoluto, la spinta ad oltrepassare i limiti della realtà.” L’ultimo romantico (Sony) è il titolo del nuovo album di Mario Venuti
    che  suona alcuni brani dal vivo e incontra il pubblico.

    Lunedì 28 maggio

    ore 17.30 LETTORI CERCASI

    Un nuovo appuntamento per il gruppo di lettura Feltrinelli-Teatro della Tosse. Questo mese si legge Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Con Luigi Surdich (Università di Genova), Pietro Fabbri e i lettori a voce alta del gruppo di lettura.

    Martedì 29 maggio
    ore 18  LA FILOSOFIA E LA VITA SECONDO GIULIO SEVERINO
    In costante colloquio con i grandi classici del pensiero occidentale, la riflessione filosofica di Giulio Severino si distingue per l’originale capacità
    di coniugare l’esame filologico e analitico dei testi con l’impegno teoretico, ponendo in dialogo le dottrine del passato con i problemi del nostro tempo. Francesca Michelini e Roberto Morano, curatori del volume La filosofia e la vita (Morcelliana)  ne parlano insieme a PaoloBecchi, docentedi Filosofia del Diritto all’università di Genova e al giornalista Giuliano Galletta.

    Mercoledì 30 maggio
    ore 18  SONOHRA LIVE
    La storia parte da qui (Sony) è il nuovo album dei Sonohra, Luca e Diego Fainello, i due fratelli di Verona, vincitori dell’edizione 2008 del Festival di Sanremo nella categoria Giovani. Oggi sono cresciuti e così descrivono
    il loro primo singolo Si chiama libertà, contenuto nell’album: “La vita è un viaggio e la musica, nostra compagna fedele, le dà forma. Crescere prevede questo: nuovi orizzonti, la scoperta di nuove città, di nuove visioni e la conquista della libertà”.

    Giovedì 31 maggio
    ore 18  AUTODIFESA FINANZIARIA
    Autodifesa Finanziaria. Arrivare a finemese e vivere felici (Sagep) è il manuale di sopravvivenza dal quale apprendere le informazioni
    utili e pratiche per gestire la nostra personale relazione quotidiana col denaro. Oggi l’autore, Fabrizio Tubertini, è  ospite per spiegare ciò che serve quando si decide di comprare casa, di fare un investimento, di aprire un conto corrente o di pianificare il futuro finanziario nostro e dei nostri figli. Una volta appresi i rudimenti, è possibile approfondire argomenti più sofisticati, ma sempre in chiave semplificata e divertente, emuovere i primi passi verso una piena responsabilizzazione nei confronti del denaro.

    Tutti gli eventi sono a ingresso libero

     

  • A voce alta: concorso di poesia, musica e danza 2012

    A voce alta: concorso di poesia, musica e danza 2012

    Un concorso incluso nel programma del XVIII Festival Internazionale di Poesia di Genova, con l’obiettivo di promuovere l’interculturalità, favorire la riflessione sulla mobilità umana e l’autorappresentazione attraverso la produzione culturale dei giovani, nei campi della poesia, della musica e della danza.

    Parliamo del concorso “A voce alta” realizzato da un gruppo di studenti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Genova, con la collaborazione del Coordinamento Ligure Donne Latino Americane (COLIDOLAT), l’Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia (USEI) e l’Altra sponda dell’Adriatico (ASA), con il patrocinio e supporto dei seguenti Consolati a Genova: Consolato Generale dell’Ecuador, Consolato della Tunisia, Consolato Generale del Perù, Consolato On. dell’Albania, Consolato On. di Bolivia, Consolato On. di El Salvador.

    Il progetto è rivolto prevalentemente ai giovani di origine straniera, ma anche ai giovani italiani, che vogliono confrontarsi con il tema della migrazione e dell’interazione tra culture diverse, utilizzando il proprio talento e la propria creatività. La premiazione del Concorso si terrà a Palazzo Ducale, sabato 16 giugno 2012 alle ore 18:00.

    L’iniziativa nasce dalla riuscita esperienza del Concorso di Poesia Racconti e Testimonianze della Diaspora Ecuadoriana “Jorgenrique Adoum” per cittadini di origine ecuadoriana. Il progetto di quest’anno vuole essere un tentativo di favorire ed ampliare la partecipazione e lo scambio tra giovani di differenti origini, accomunati dal desiderio di confrontarsi, attraverso diverse forme artistiche, sul proprio percorso migratorio e sulla società nella quale vivono. L’auspicio è di promuovere una società nella quale tutti possano sentirsi partecipi e rappresentati.

    “A voce alta” si avvale del contributo della Banca Carige, Biblioteca Civica Berio, Biblioteca E. De Amicis – Comune di Genova, Comitato Unicef Genova, Centro Studi Medì, Libreria Book in The Casba, Pachamama Abbigliamento Artigianato Latinoamericano, Rivista “Mi Pais”, Agenzia Porto Sol Viaggi, Goya Nativo e SENAMI-Segreteria Nazionele del Migrante del Governo dell’Ecuador.

    Regolamento generale di partecipazione:

    1. Il Concorso è rivolto ai giovani tra i 12 ed i 30 anni di età compiuti entro il 31/03/2012, e che siano domiciliati in Italia.

    2. Il Concorso verrà articolato in tre sezioni:
    a) Prima sezione: poesia
    b) Seconda sezione: musica
    c) Terza sezione: danza
    3. L’iscrizione e i laboratori sono gratuiti.

    4. Per i partecipanti minorenni è necessaria una dichiarazione scritta nella quale il/i titolare/i della patria potestà autorizzi/no il candidato a partecipare al Concorso.

    5. Per ogni sezione si sceglieranno due vincitori (primo e secondo classificato).

    6. Gli elaborati dovranno trattare i temi della mobilità umana e dell’interculturalità.

    7. Il materiale potrà essere consegnato personalmente, spedito per posta ordinaria al seguente indirizzo:
    A Voce Alta Concorso
    c/o Pachamama
    Via Prè 125 r
    16126 Genova
    telefono: 0102789984

    o via posta elettronica all’indirizzo mail: avocealtaconcorso@gmail.com avocealtaconcorso@hotmail.com
    Il materiale dovrà essere: in formato word (per poesia); mp3, CD, via youtube includendo il link (per musica); DVD, file video o via youtube includendo il link (per danza).

    8. Gli elaborati dovranno essere consegnati in una busta, o inviati per posta elettronica, accompagnati da una scheda con le seguenti informazioni: titolo delle opere, nome, cognome, data e luogo di nascita del partecipante/i, domicilio, recapito postale, indirizzo di posta elettronica e numero di telefono. Per la sezione poesia i testi in formato word dovranno non essere firmati.

    9. Il materiale di partecipazione di tutte le sezioni deve pervenire entro, e non oltre, la data del: 16 maggio 2012
    Per gli elaborati consegnati a mano farà fede la ricevuta, per quelli spediti via posta ordinaria farà fede il timbro postale, e per quelli inviati tramite posta elettronica, l’avviso di conferma di lettura.

    10. I concorrenti possono partecipare ad una sola sezione.

  • Multedo, ex Fonderie Ansaldo: i commercianti sestresi smentiscono il Comune

    Multedo, ex Fonderie Ansaldo: i commercianti sestresi smentiscono il Comune

    Un comunicato del Comune innesca la miccia, i rappresentanti delle imprese del commercio smentiscono l’amministrazione di palazzo Tursi e rilanciano «L’accordo non c’è, noi siamo all’oscuro di tutto».
    Al centro della contesa le ex Fonderie Ansaldo di Multedo che, dopo anni di battaglie e contestazioni (leggi l’inchiesta), la settimana scorsa hanno ottenuto il via libera per la riqualificazione dell’area.

    Ecco il famigerato comunicato: «È stato siglato un protocollo d’intesa che impegna il Comune di Genova e le quattro società proprietarie delle aree (Panorama Genova, Tecnocittà, Talea, Coop Liguria) ad attivare le procedure necessarie per la riqualificazione del distretto delle ex Fonderie prevista dal nuovo Piano Urbanistico Comunale».

    «Con questa intesa – spiega il Comune – si chiude un contenzioso durato molti anni che ha visto numerosi ricorsi, concluso con a sentenza del Consiglio di Stato del 2003, passata in giudicato, che ha annullato le previsioni del Puc del 2000».

    Il comunicato recita ancora «In seguito all’accordo raggiunto lo scorso giugno con i rappresentanti dei Municipi Medio Ponente e Ponente, con gli esercenti e con i rappresentanti di associazioni di categoria e dei Centri Integrati di Via di Sestri Ponente e di Pegli è prevista la realizzazione di un complesso commerciale di dimensioni significativamente più ridotte rispetto a quanto previsto dal precedente piano urbanistico, poco più della metà, nel quale verrà trasferito il superstore coop attualmente operativo in via Merano».

    Sono queste le affermazioni che più fanno arrabbiare i commercianti e le associazioni di categoria, come spiega Agostino Gazzo, membro di Acom e del Civ di Sestri Ponente «Se non fosse imbarazzante e, permettetemi, di cattivo gusto per le imprese colpite due anni fa dall’alluvione, per le battaglie fatte in questi due anni da tutto il commercio sestrese e per i numerosi testimoni degli incontri avuti con il Comune, potremmo quasi capire e lasciar passare in silenzio certi pruriginosi bisogni elettorali figli di questo momento».

    «Ribadisco che se non fosse stato per il commercio sestrese la nascita di questo centro commerciale sarebbe passata in silenzio fino alla posa della prima pietra – sottolinea Gazzo – I numerosi incontri svolti l’anno scorso hanno tentato, non di accordarci, ma di salvare il salvabile. Certo, ci hanno poi spiegato che “il problema Fonderie” derivava da una vecchia amministrazione. Sorvoliamo sul fatto che, per non essere da meno, l’attuale amministrazione ha comunque avallato e dato i permessi per il nuovo insediamento commerciale in area Esaote e messo nel Puc insediamenti commerciali al posto di aree industriali, come ad esempio l’area Fincantieri».

    «Da questi incontri si era arrivati a fine giugno scorso con la possibile riduzione degli spazi commerciali dell’area di Multedo, da 12 mila a 6.500 metri quadrati – continua Gazzo – e la nostra richiesta di usare parte degli oneri di urbanizzazione per riqualificare il territorio sestrese, il rifacimento dell’area di via Merano ed un parcheggio in area Esaote ad uso del centro storico. Mi sembra corretto chiamarli “interventi di riequilibrio”. Ci eravamo alzati dalle sedie di Tursi con la promessa di risentirci a breve. Da allora è passato un anno di silenzio sul tema».

    «Apprendiamo ora, da alcuni giornali, che è stato siglato un accordo – conclude Gazzo – Come si fa a parlare di accordo? Cosa comprenderebbe? Capisco che ci siano necessità elettorali e che queste, spesso, portino a coprire le mancanze e gli errori generati da altri mettendo lo sporco sotto il divano. L’importante è che quel divano non sia il nostro».

    Il comunicato del Comune in effetti parla di «un complesso commerciale di dimensioni significativamente ridotte rispetto a quanto previsto dal precedente Piano Urbanistico Comunale, nel quale verrà trasferito il superstore attualmente operativo in via Merano», ma non si fa cenno alla reale superficie del centro commerciale e neppure all’accettazione totale o parziale delle richieste dei commercianti sestresi.

     

    Matteo Quadrone

  • Meeting Instagram: gli #igersgenova si incontrano al Porto Antico

    Meeting Instagram: gli #igersgenova si incontrano al Porto Antico

    fotografiaAnzitutto una premessa per chi non lo sa: Instagram è un’applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto e condividerle su numerosi social network (Facebook, Twitter, Foursquare, Flickr e così via), sia da dispositivi Apple come iPhone, iPad o iPod Touch, sia da quelli che supportano Android.

    Se anche tu sei un appassionato utilizzatore di Instagram, non puoi mancare al primo meeting genovese di chi ama e usa questa app: martedì 8 maggio alle 18, presso l’Isola delle chiatte al Porto Antico si terrà il primo Instameet genovese, per festeggiare gli oltre 5.000 scatti raggiunti con tag #igersgenova.

    Un’occasione per conoscersi, parlare di app, scattare foto della zona e trovare idee per il futuro del gruppo genovese.

    Per informazioni si può contattare l’indirizzo igersgenova@gmail.com oppure seguire su Instagram l’account Igersgenova.

  • Elezioni Genova 2012: chiusi tutti i seggi, exit-poll e proiezioni

    Elezioni Genova 2012: chiusi tutti i seggi, exit-poll e proiezioni

    Elezioni amministrative 6 maggio 2012I dati sull’affluenza alle urne parlano di circa 20.000 elettori in meno rispetto al 2007. Si attendono ancora i dati definitivi aggiornati al pomeriggio di oggi.

    Exit-poll e risultati in tempo reale:

    Ore 15:30 – Chiusi i seggi da mezzora. Le prime ipotesi diffuse da La7 danno Marco Doria tra il 57% e il 62%

    Ore 16:00 – Paolo Putti, secondo le medesime ipotesi di La7, si aggirerebbe intorno al 7%, Enrico Musso al 18% e Pierluigi Vinai al 14%

    Ore 16:09 – Prime proiezioni Rai su un campione del 5% (Centro Storico): Marco Doria 44,2%, Paolo Putti 14,9%, Enrico Musso 14,7%, Pierluigi Vinai 11,3%, Edoardo Rixi 5,7%, Susy De Martini 1,2%

    Ore 17:00 – Proiezioni aggiornate (campione 7%): Doria 46,5%, Musso 15,8%, Putti 14%, Vinai 10,8%, Rixi 5,2%, De Martini 1,1%

    Ore 17:20 – Paolo Putti: «Non ho mai badato più di tanto ai sondaggi ma mi aspettavo che la gente avesse voglia di cambiare ed impegnarsi in prima persona. Comunque vada sarà un successo: se la comunità si attiva, se si riappropria della voglia di fare politica. Durante la campagna elettorale abbiamo incontrato tante persone che ci hanno caricato di responsabilità – continua Putti – Mi hanno detto “ti votiamo però non ci deludere”. Ora sentiamo questa responsabilità sulle nostre spalle, c’è un po’ di ansia, non paura. Sia nel caso dovessimo andare al ballottaggio, ma anche in caso contrario, dovremo impegnarci per non deludere le loro aspettative…»

    Ore 17:30 – Campione del 15% dei seggi. Stabile Putti (14%), leggera flessione per Musso (15,4%) e leggero passo avanti di Doria (46,8%). Vinai sale all’ 11,5%, Rixi scende al 4,8%

    Ore 18:00 – Sale Musso al 16,1%. L’ultima proiezione vede Doria al 46%, Musso al 16,1%, Putti 13,9%, Vinai 11,9%, Rixi 5%

    Ore 18:15 – Settima proiezione Rai (20% dei seggi): Doria 46,1%, Musso 16,7%, Putti 13,3%, Vinai 12,3%, Rixi 4,7%, De Martini 0,8%

    Ore 18:40 – Doria 46,5%, Musso 16%, rimane un punto percentuale tra Putti (13,6%) e Vinai (12,6%)

    Ore 19:30 – Enrico Musso: «Mi aspettavo una percentuale leggermente migliore, intorno al 20%. Ad ogni modo è ancora tutto in bilico. Un eventuale ballottaggio sarà difficile da vincere, perché i voti da recuperare sono molti, ma non impossibile. Nel caso dovessi andare io e non il collega Putti, che stimo molto, chiederò l’aiuto di tutti i genovesi…»

    Ore 20:15 – 55% dei seggi: Doria 47,6%, Musso 15,9%, Putti 13,7%, Vinai 12,4%, Rixi 4,7%, Saveri 1,1%

    Ore 20:49 – 60% dei seggi: Doria 49,2%, Musso 14,4%, Putti 13,9%, Vinai 12,2%, Rixi 4,6%, Saveri 1,1%

    Ore 21:40 – 400 seggi su 653: Doria 48,9%, Musso 14,6%, Putti 13,8, Vinai 12,4%, Rixi 4,6%, Saveri 1,2%

  • EcoBike Courier: alla scoperta dei corrieri espressi in bicicletta

    EcoBike Courier: alla scoperta dei corrieri espressi in bicicletta

    Bicicletta in cittàIvan e Francesco sono due ragazzi genovesi che, alla faccia della crisi economica e dei problemi legati al precariato, si sono inventati un lavoro che – oltre alla sua originalità – è un modo per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente: nasce così a Genova EcoBike Courier.

    Com’è nata l’idea di diventare “corrieri in bicicletta”? Avete pensato subito di renderlo il vostro lavoro o c’è stato prima un passaggio “no profit”?

    EcoBike Courier nasce come idea nel 2010 e viene partorito nel dicembre 2011 con le prime consegne nel periodo natalizio. In questo periodo attraversiamo diverse fasi: il circuito Crea Impresa della Provincia, piano d’impresa, studio e molta documentazione sul settore e realtà simili.

    In cosa consiste la vostra attività? Quali requisiti bisogna avere per collaborare con voi?

    Il nostro core business sono le consegne. Gli elettrocorrieri sono al servizio di professionisti e aziende: recapitiamo plichi, documenti, materiale pubblicitario e piccoli colli, in modo veloce, sicuro e pulito. Inoltre abbiamo appena lanciato il servizio di ‘biciclette pubblicitarie’. Pubblicità errante, innovativa e molto apprezzata per la novità che propone.

    Per le prossime elezioni due liste di candidati consiglieri comunali hanno scelto Ebc come loro veicolo promozionale, così come alcuni commercianti hanno già prenotato le bici per promuovere le loro attività e i loro prodotti.

    Diteci almeno tre ragioni per cui la bicicletta è un mezzo di trasporto preferibile a quelli a motore.

    Crea reale benessere: i benefici sull’umore, sul fisico e sulla salute sono assoluti. Per spostamenti urbani è il mezzo più rapido: (trofeo tartaruga Legambiente). Economico (no benzina, bollo, parcheggio a pagamento, assicurazione).

    Genova è una città molto attiva sul fronte del movimento su due ruote, con progetti come Bike Sharing, il Club Amici della Bicicletta e realtà legate alle bici a pedalata assistita. Questo nonostante sia una città in apparenza “ostile” ai ciclisti a causa della sua conformazione geografica, spesso fatta di saliscendi. Come si spiega questo contrasto?

    Bike Sharing capitolo a parte. Il fatto che Genova non sia ciclabile è un luogo comune e un retaggio assurdo. Oggi mezzi come la bicicletta a pedalata assistita annullano il problema salite, mi piace sempre definirla ‘motorino da passeggio’. Piuttosto il problema è politico. Nulla o quasi viene fatto dall’amministrazione per favorire la ciclabilità. Esisterebbero interventi semplici e mirati che a costo praticamente nullo farebbero esplodere il movimento.

    Oggi più che mai si avverte l’esigenza di crearsi da soli il proprio lavoro, a fronte della difficile situazione in cui ci troviamo. Cosa vi sentite di consigliare a chi ha un’idea ma non sa da dove iniziare per svilupparla?

    Ricette non esistono. Avere il coraggio di assecondare la propria idea è però indispensabile. Se un giorno alzandoti dal letto senti che la lampadina si è accesa buttati, informati, studia, attaccati al telefono e condividi quello che fai. Fai rete e cerca, ci sono molte più persone di quelle che pensi pronte ad ascoltarti e ad aiutarti. Fai rete!

    Marta Traverso

     

  • Accogliere biografie sospese: concorso letterario sul disagio psichico

    Accogliere biografie sospese: concorso letterario sul disagio psichico

    Storie personali, storie immaginate, storie accadute veramente, cose che vorreste accadessero, cose che magari non accadranno mai. Storie dove al centro sta l’accoglienza di chi è in difficoltà, scoprire giorno dopo giorno come affrontare problemi legati a ciò che abbiamo dentro, talvolta ciò che è più prezioso.

    Accogliere biografie sospese vuole trovare racconti fatti di emozione e realismo, cercando di tracciare i contorni delle difficoltà, le gioie, gli orizzonti di chi si trova a supportare persone emotivamente provate e ha qualcosa da raccontare sul tema dell’inserimento eterofamiliare supportato di persone sofferenti di disagio psichico.

    “Accogliere biografie sospese” è organizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia “San Luigi Gonzaga” dell’Università degli Studi di Torino e dal Servizio IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti) dell’Azienda Sanitaria Locale TO3, in collaborazione con la Scuola Holden: per partecipare è necessario inviare un racconto di massimo 10 cartelle entro il 15 giugno 2012 all’indirizzo email servizio.iesa.collegno@gmail.com.

    Gli elaborati verranno valutati da una commissione: i migliori saranno pubblicati in un volume.

  • Il venditore di profumi, in scena al teatro Duse

    Il venditore di profumi, in scena al teatro Duse

    teatro palcoscenicoIl Teatro Duse ospita da martedì 8 a domenica 13 maggio “Il venditore di profumi”, lo spettacolo prodotto dall’ Associazione Teatro in Voce Teatro Laboratorio di Genova. 

    Perché Salomé istigata da Erodiade chiede a Erode la testa di Giovanni il Battista? Che cosa accomuna Salomé a Amleto? Che ruolo gioca Shadi, il mercante rispettato, frequentatore delle corti e dei potenti?

    Mario Bagnara prova a dare risposte a questi interrogativi attraverso il racconto di una vicenda che si svolge tutta nella fortezza di Macheronte, ai confini della Galilea, dove Giovanni il Battista è prigioniero per ordine di Erode Antipa, il quale mal ha sopportato le pubbliche invettive del Battista che avevano per bersaglio la sua vita privata. Al fianco di Erode, vive l’ambiziosa cognata Erodiade, che per seguirlo ha abbandonato suo marito; mentre la principessa Shaudat, prima moglie di Erode, sta organizzando un esercito per vendicare l’offesa ricevuta. In questo contesto d’intrighi, di vendette e di corruzione morale che spazio può rimanere per una storia d’amore?

    Quello di Bagnara è “teatro di parola” che trova la sua prima verifica nell’analisi creativa della messa in scena: poi, si apre il sipario e la parola passa agli spettatori.

    Orario 20.30, domanica ore 16

    Ingresso da 17 a 25 euro

  • Storia di Genova: le antiche porte della città

    Storia di Genova: le antiche porte della città

    Porta Sottana o dei Vacca, Genova

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento sulle antiche mura e la difesa della città – GuidadiGenova.it

    Pietre millenarie che raccontano una storia di antiche glorie, guardiane sentinelle poste a sbarramento di eserciti invasori, occhi di rigidi gabellieri veglianti sulle merci in transito: queste erano le porte di Genova, unici varchi aperti  in quella cinta invalicabile di mura che cingevano la città.

    La loro funzione è chiaramente descritta in una lapide sistemata  a Porta di S. Andrea (1161) o Soprana (per indicare la sua posizione dominante) che recita: “…sono difesa da uomini, circondata da mura mirabili e col mio valore respingo lontano le armi nemiche. Se porti pace è lecito toccare queste porte, se chiedi guerra ti allontanerai triste e vinto…”.

    A dispetto delle sua magnificenza, Porta Soprana ha subito numerosi offese come quella del 1576 quando fu destinata a casa in affitto o quando, durante la Rivoluzione Francese,  divenne area adibita alla ghigliottina e ai servizi del famoso boia, Samson, lo stesso che aveva decapitato Luigi XVI. A dispetto dello scempio operato intorno a essa  con la distruzione della collina di S. Andrea, della demolizione del convento, del carcere, del vecchio borgo dei lanaioli, del Rivo Torbido e, più recentemente, del quartiere di via Madre di Dio, rimane ancor oggi uno dei simboli più autorevoli della potenza genovese del passato.

    A lei si contrappone la coetanea  gemella porta di Santa Fede (dal nome della chiesa templare che sorgeva nei paraggi) o  porta Sottana (per distinguerla dalla sorella levantina), chiamata anche Porta dei Vacca, a partire dal XIII secolo, dal nome della famiglia che aveva dimora nella zona. Risulta molto diversa da quella originale per le modifiche apportate nel corso del tempo anche se recenti restauri hanno cercato di porvi rimedio.

    Scendendo verso il porto incontriamo porta Siberia (o Porta del Molo), oggi sede del Museo Luzzati, che deve il suo nome alle cibarie che attraverso di essa venivano portate ai magazzini della Ripa Maris. Realizzata su progetto dell’architetto Galeazzo Alessi (1512-1572), ispiratosi per la sua realizzazione alla Porta di San Miniato di Firenze (Michelangelo),  è una solida costruzione in pietra di Finale, una roccia ligure chiara che reca le tracce di conchiglie. Sul piazzale antistante, si innalzavano le forche per le impiccagioni  di quei condannati che dalle carceri di Sant’Andrea venivano condotti, lungo la salita del Prione,  fino al molo. Dai bastioni laterali della porta, che erano forniti di potenti cannoni, si dipartivano le imponenti mura di Malapaga così chiamate perché ospitavano le carceri per i debitori insolventi.

    Vi sono, poi, porte che si sono date al vagabondaggio e, lontano dalla loro sede originale, aspettano solo di raccontarvi la loro storia. La più irrequieta, cioè quella che ha viaggiato di più, è Porta Pila, dedicata alla Regina di Genova, la Madonna. Sita originariamente al termine dell’antica via Giulia (dove oggi Via XX Settembre incrocia via Fiume), elegante e maestosa, si narra fosse destinata alle fortificazioni di Porto Maurizio ma fu , infine, mandata a Genova per volere dei i Padri del Comune, tra il 1647 e il 1649. Nel 1891 si pensò di abbatterla insieme alla demolizione delle “Fronti basse” delle Mura Nuove ma,  grazie ad un provvido ripensamento, nel 1899, fu inserita nel bastione Montesano, alle spalle della piccola stazione di Brignole. Intorno al 1940, quando anche questo bastione venne abbattuto per l’ampliamento del nodo ferroviario, la porta si rimise in cammino verso la sua ubicazione definitiva che fu trovata tra i palazzoni di via Imperia. A memoria di questo peregrinare, rimane una lapide, scritta in latino, che riporta il racconto  dei suoi passati “traslochi”. Pare, però, che il suo errabondo cammino non sia ancora esaurito: esiste, infatti, un progetto per il suo spostamento  in Piazza Verdi, di fronte alla stazione.

    Sulle stesse Mura Nuove, ma a ponente, si ergeva la porta che dal faro prendeva il nome: Porta della Lanterna. Costruita tra il 1633 e il 1643 fu lasciata in pace fino al 1827 quando ne venne costruita  una più larga, a fornice doppio, a pochi centinaia di metri. Questi antichi varchi, infatti, prevedevano un solo accesso ed erano insufficienti al crescente traffico di persone e merci. Diventata, dunque, di intralcio alla viabilità, la porta seicentesca fu malamente distrutta, nonostante una petizione popolare con più di diecimila firme che ne chiedeva la salvaguardia; oggi rimane a ricordo solo una statua della madonna e l’iscrizione “posuerum me custodem”. La nuova porta ottocentesca ebbe sorte migliore: salvata dalla demolizione, quando fu spianato il colle di san Benigno, nel 1930, prese la via “dell’esilio” per essere collocata ai piedi della lanterna.

    Porta degli Archi, più antica delle precedenti perché facente parte delle mura cinquecentesche, anch’essa rivestita di pietra di Finale, faceva bella mostra di se all’altezza dell’attuale Ponte Monumentale. Per far posto alla nuova strada in costruzione (1892), Via Giulia, attuale via XX Settembre, fu spostata a Carignano ed inserita su un portello delle Mura delle Cappuccine, all’altezza dell’attuale via Banderali. Era conosciuta anche come Porta di Santo Stefano per la vicinanza con l’omonima chiesa e, ancora oggi, si fregia di una statua del santo, opera scultoria di Taddeo Carlone.

    Tra le porte che resistono al tempo vi è quella dell’Olivella, a lungo chiusa per la sovrapposizione delle mura cinquecentesche e poi riaperta, nel 1825, quando, su progetto di Carlo Barabino, venne risistemata l’area della spianata dell’Acquasola. Pur nascosta da pertinenze della ferrovia di Casella, sussiste anche la Porta di San Bartolomeo, unica  con ponte levatoio che veniva alzato per mezzo di contrappesi sferici e che deve il suo nome alla vicina chiesa. La porta successiva che possiamo incontrare proseguendo fino a via del Carso e poi continuando a destra lungo le antiche mura, è quella di San Bernardino, di cui si ricorda che, fino al 1896, restava chiusa dalle 21 alle 4 e mezza di mattina.

    Arrivando a Righi, troviamo la Porta delle Chiappe o di San Simone, a fianco dell’Osservatorio Astronomico, il terzo ed ultimo passaggio  dal lato est delle fortificazioni. A ponente,  si può cercare la porta di Granarolo, transito per l’antica strada proveniente da Begato, uno stretto passaggio con fornice in arenaria, sormontato da uno stemma marmoreo che, lasciata per anni in stato di abbandono, è oggi visibile solo dall’esterno, seguendo un ripido sentiero da via Ai Piani di Fregoso.

    Similmente è possibile ammirare la Porta degli Angeli, lungo la salita omonima, adito di una delle strade che collegavano Genova a Sampierdarena e alla Valpolcevera. Più centrale è la Porta di Carbonara, in cima alla via da cui prende il nome, di cui si intravvedono le tracce nel grande arco trasformato in deposito.

    Malasorte, invece, per la più occidentale delle entrate che si aprivano nella cinta muraria urbana trecentesca: la Porta di San Tommaso. Si trovava tra le attuali piazza Acquaverde e Piazza Principe e doveva la sua toponimia al monastero che sorgeva presso il Caput Arenae, di fronte al mare. L’antico complesso monasteriale è ricordato perché qui visse Santa Limbania, religiosa a cui sono legate leggende di fatti prodigiosi. Quando fu realizzata la ferrovia, l’accesso fu demolito ma, si dice, sono rimaste tracce sepolte nel tratto compreso tra la stazione metro e quella ferroviaria.

    Stessa sorte per la porta Aurea (da cui trae il nome il quartiere di Portoria) che, sita sul colle di Piccapietra,  fu spazzata via dalle sciagurate manipolazioni urbanistiche degli anni 50-60, insieme alle sue due torri a ferro di cavallo, già ridimensionate nel XVIII secolo. Analoga fine per la modesta Porta Romana, collocata all’imbocco di via San Vincenzo, la cui denominazione derivava dalla strada romana che, provenendo da vico Dritto Ponticello (attuale zona piazza Dante), proseguiva attraverso Via San Vincenzo fino a Borgo Incrociati. Stesso epilogo  per la Porta dell’Acquasola (posizionata al limite settentrionale della spianata),  per la Porta di Murtedo (ubicata alla cima della salita di santa Caterina davanti alla prefettura) e per la Porta di S. Agnese (situata presso la Piazza del  Vastato odierna Piazza dell’Annunziata).

    Perduta ogni traccia, anche, delle primitive porte carolinge, Porta San Pietro, a fianco della chiesa di San Pietro in Banchi, Porta di Serravalle, attuale zona via Tommaso Reggio, Porta di Castri, nella zona Sarzano-Santa Croce, che con la Porta Superana (porta Soprana) facevano parte di quella primitiva cinta muraria della città di cui si hanno notizie certe. Per concludere, ricordiamo che esistevano anche passaggi pedonali (portelli) come quello di S. Egidio o quello più famoso di Portello, cui si deve il nome della piazza fra le gallerie Bixio e Garibaldi.

     

    Adriana Morando
    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Italia: aumenta l’esportazione di armi, diminuisce la trasparenza

    Italia: aumenta l’esportazione di armi, diminuisce la trasparenza

    armiUn preoccupante incremento di autorizzazioni all’esportazione di armamenti verso le zone di maggior tensione del pianeta – dal Nord Africa al Medio Oriente fino al sub-continente indiano – un’inspiegabile sottrazione di informazioni riguardo alla tipologia dei materiali esportati e una serie di cifre che sono smentite dalle stesse tabelle allegate ai documenti ufficiali.

    Così denunciano la Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace – le due reti che rappresentano oltre un centinaio di associazioni nazionali – dopo aver analizzato il “Rapporto del Presidente del Consiglio sui lineamenti di politica del Governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento” per l’anno 2011, pubblicato nei giorni scorsi dall’Ufficio del Consigliere Militare del Governo.

    Nel Rapporto, a pag. 35, si ribadisce l’impegno di “continuare il dialogo con i rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG) interessate al controllo delle esportazioni e dei trasferimenti dei materiali d’armamento con la finalità di favorire una più puntuale e trasparente informazione nei temi d’interesse”.

    Il rapporto, secondo le associazioni, è stato reso noto con un forte ritardo e si caratterizza per un’ingiustificata mancanza di documentazione rispetto a quella fornita dagli ultimi Governi sulle tipologie di armamenti esportati e per diverse informazioni contraddittorie e inconsistenti.
    «Solo una parte minore delle autorizzazioni all’esportazione per l’anno 2011 è attribuibile al Governo Monti, ma la responsabilità delle mancanze e degli errori nei documenti presentati deve invece essere attribuita all’attuale Presidenza del Consiglio – commenta Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo – Dal “governo tecnico” ci aspettavamo maggior trasparenza e informazioni complete e precise in un rapporto di fondamentale importanza per le implicazioni sulla politica estera e di difesa del nostro paese».
    Dal Rapporto è scomparsa la Tabella 15 che negli ultimi anni, documentando i valori e le tipologie dei sistemi militari autorizzati verso i singoli paesi, forniva informazioni preziose per il controllo e la trasparenza delle politiche di esportazione militare.

    Quello che invece emerge con evidenza è che le operazioni più consistenti riguardano principalmente le aree al di fuori delle tradizionali alleanze del nostro paese. Solo il 36% delle autorizzazioni all’esportazione è verso i Paesi della Nato/Ue ed europei Osce (per un valore di 1,1 miliardi di euro), mentre oltre il 64% (per un valore di 1,959 miliardi di euro) è diretto verso paesi non inseriti in queste alleanze.
    «L’esportazione di armi italiane verso zone cariche di conflitti e di tensioni è inaccettabile, alimenta le guerre, accresce l’instabilità e minaccia la nostra stessa sicurezza – sottolinea Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – Governo e Parlamento devono intervenire per fermare questa vera e propria follia invertendo la tendenza degli ultimi anni».

    «Com’è possibile che il Parlamento non abbia ancora trovato il tempo per esaminare le Relazioni governative sulle esportazioni militari? – continua Lotti – Parliamo di armi che, come abbiamo visto nel caso della Libia e adesso in Siria (due paesi verso cui l’Italia ha esportato sistemi militari più di ogni altro paese europeo), vengono poi impiegate dai vari regimi per reprimere le popolazioni! A questa intollerabile “disattenzione”, si deve porre rimedio scongiurando innanzitutto che il decreto governativo in discussione proprio in questi giorni alla Camera e al Senato finisca per semplificare ulteriormente i trasferimenti internazionali di materiali militari».

    Inoltre il rapporto della Presidenza del Consiglio «Presenta una serie di imprecisioni che è difficile attribuire a meri errori tecnici», commenta Giorgio Beretta, analista della Rete Disarmo.

    L’elenco dei Paesi principali destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di prodotti per la difesa riporta (p. 27) nell’ordine, l’Algeria (477,5 mln di €), seguita da Singapore (395,28 mln. di €) e Turchia (170,8 mln. di €) mentre la Tabella n. 4 allegata a fine rapporto – tra l’altro incompleta – che visualizza graficamente le medesime autorizzazioni segnala al terzo posto l’India (259,41 mln di €): un paese dove – proprio durante la prigionia dei due marò italiani – il governo Monti ha autorizzato la partecipazione delle aziende di Finmeccanica al salone di prodotti militari Defexpo (New Delhi 29 marzo – 1 aprile).
    Sempre a p. 27 del Rapporto si legge chei principali acquirenti dei Paesi UE/NATO sono stati: Francia, Stati Uniti d’America, Germania e Regno Unito”, escludendo la Turchia che è stata il principale acquirente di armamenti italiani tra i paesi Nato.

    «Proprio queste contraddizioni tra i dati rendono ancor più necessaria la pubblicazione di quella tabella di dettaglio, introdotta dal Governo Prodi, per illustrare valori e le tipologie dei sistemi militari di cui era stata rilasciata l’esportazione», conclude Beretta.

    Nel Rapporto manca anche quest’anno la Tabella generale dei valori delle operazioni autorizzate agli Istituti di credito e non vi sono indicazioni che il Governo Monti abbia ripristinato nella più ampia Relazione al Parlamento anche la Tabella di “Riepilogo in dettaglio per Istituti di credito” che per anni ha riportato tutte le singole operazioni autorizzate alle banche: tabella che però è completamente sparita dalle Relazioni governative presentate al Parlamento dall’inizio di questa legislatura.
    «Sono documenti della massima importanza che hanno caratterizzato la Relazione italiana sulle esportazioni militari come una delle migliori in Europa per il livello di trasparenza», commenta Chiara Bonaiuti, direttrice dell’Osservatorio sul Commercio delle armi (Os.C.Ar.).

    In un momento in cui la magistratura indaga su diverse operazioni di compravendita di materiali militari e appaiono notizie di fondi illeciti e tangenti che coinvolgono i vertici delle maggiori aziende italiane, Bonaiuti sottolinea che «trasparenza, tracciabilità e collegialità nei controlli sono strumenti essenziali per prevenire casi di triangolazioni e di corruzione». Rete Disarmo chiede perciò che il Governo ripristini tutte le informazioni sulle transazioni bancarie che ai sensi della legge 185/1990 devono essere rese pubbliche.

    Infine il Rapporto non documenta le esportazioni di armi comuni da sparo, di cui l’Italia è uno dei maggiori produttori e esportatori mondiali, che sono vendute per uso “civile, sportivo, per la difesa personale e per corpi di polizia e di sicurezza cioè non specificamente dirette all’uso delle forze armate di altri paesi.
    «Una grave mancanza che negli anni scorsi ha favorito l’esportazione di armi italiane finite in Iraq o consegnate alla Pubblica sicurezza del colonnello Gheddafi – sottolinea Carlo Tombola di OPAL, l’Osservatorio sulle armi leggere di Brescia – E lo scorso anno, anche nel periodo delle rivolte della cosiddetta “Primavera araba”, dalla Provincia di Brescia sono state esportate “armi e munizioni” per un valore complessivo di 6,8 milioni di euro ai paesi del Nord Africa e oltre 11 milioni di euro ai paesi del Medio Oriente. Il Governo dovrebbe inoltre spiegare chi sia il destinatario di oltre 1 milione di euro di armi esportate da qualche azienda bresciana in Bielorussia tra aprile e giugno 2011, cioè pochi giorni prima che l’Unione Europea decretasse un embargo di armi verso il paese ex-sovietico a causa delle violazioni dei diritti umani e della repressione messa in atto dal regime del presidente Lukashenko».

    Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace invieranno al Presidente del Consiglio, Mario Monti, e agli uffici governativi compenti una richiesta formale per un “incontro urgente” sulle politiche delle esportazioni militari del nostro paese.
    «Riteniamo necessario – concludono Vignarca e Lotti – che il Governo, se davvero intende mantenere l’impegno espresso di favorire una più puntuale e trasparente informazione su questi temi, non deleghi questo compito agli uffici tecnici, ma si assuma la responsabilità politica di un confronto con le associazioni della società civile che rappresentiamo e che fin dagli anni Novanta sono state in primissima fila nel controllare e documentare le esportazioni di armamenti italiani».