Anno: 2012

  • Diversamente abili: al via il corso di vela organizzato da Assonautica

    Diversamente abili: al via il corso di vela organizzato da Assonautica

    Il 21 aprile, nel porto antico di Genova, partirà il corso di vela per persone con disabilità motoria, organizzato dall’Assonautica provinciale in collaborazione con il Centro velico interforze e l’Assocazione Sapello di Prà.

    L’obiettivo del corso, interamente gratuito, è quello di incrementare le capacità di coordinamento motorio, orientamento ed equilibrio dei partecipanti, migliorandone al tempo stesso l’autostima e le capacità relazionali.

    Alla prima edizione del corso, che prevede un totale di 6 incontri e 15 ore di navigazione e si è appena concluso, hanno partecipato 4 giovani fra i 20 ed i 40 anni. Al termine, gli allievi sono andati a bordo senza accompagnatore.

    «La barca a vela è una società in miniatura dove ciascuno mette in atto le proprie capacità per dare forza alla vita di un gruppo, la cui forza alla fine è superiore alla somma delle forze dei singoli – commenta il presidente dell’Assonautica provinciale Fabio Pesto – ecco perché i benefici che le persone a ridotta capacità motoria possono avere dalla vela non sono soltanto fisici ma anche psicologici. Per questo vorremmo dare continuità a questo tipo di iniziative, nella convinzione che la passione per il mare debba essere un’opportunità per tutti».

  • Il distretto culturale della Maddalena: una risorsa per la città

    Il distretto culturale della Maddalena: una risorsa per la città

    Venerdi 20 aprile 2012 si terrà alla Loggia della Mercanzia (piazza Banchi) e al Teatro Hops (piazzetta Cambiaso) un convegno indetto da Arci Liguria, in collaborazione con il Patto per lo Sviluppo della Maddalena, per presentare pubblicamente il progetto MAED – MaddalenaMediterranea, vincitore del Bando Generazione Creativa della Compagnia di SanPaolo: scopo di questa giornata è discutere sul tema della cultura quale strumento di riqualificazione urbana e di sviluppo economico e turistico del Sestiere della Maddalena.

    Questo il programma della giornata.

    Mattina: Loggia di Banchi

    9.30 Apertura dei Lavori

    9.45 Carlo Testini (ARCI Nazionale): BJCEM – La biennale dei giovani artisti del Mediterraneo

    10.00 Laura Fornara (Compagnia di San Paolo): L’impegno della Compagnia per il sestiere della Maddalena

    10.30 Davide Traverso (ARCI Liguria): Il progetto Maed/Maddalena Mediterranea

    11.15 Francesca Guida (ECCOM): La cultura nei processi di trasformazione urbana: successi e fallimenti delle strategie culturali.

    11.45 Claudio Oliva (Patto di sviluppo della Maddalena): Il Patto e il distretto culturale della Maddalena

    12.15 Visita guidata della Maddalena

    Pomeriggio: Teatro Hops

    14.00 Gavino Maresu (Docente Corso di Perfezionamento in “Turismo culturale per lo sviluppo dei territori”, Fondazione E. Garrone e Unige) : Turismo e accoglienza: binomio inscindibile

    14.30 Francesca Motta (Libera prossionista Settore Turismo), Laura Rossi (Phd Unige): Il sestiere della Maddalena: primi risultati dell’indagine sul campo

    15.00 Rappresentanti del CIV della Maddalena

    15.40 Farida Simonetti (Direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola) – intervista video

    16.00 Enrico Fravega (Job Centre/Creative Cities Genova): La creative industry e lo sviluppo locale

    16.30 Anna Positano (Associazione culturale Disorderdrama): Guardare| Maddalena : un progetto tra topografia e fotografia

    17.00 Chiusura dei lavori

  • Sussurri, fotografie di Martina Massarente a Palazzo Rosso

    Sussurri, fotografie di Martina Massarente a Palazzo Rosso

    Sussurri di Martina MassarenteL’auditorium dei Musei di Strada Nuova di Palazzo Rosso ospita dal 21 aprile al 27 maggio un altro appuntamento di GenovaFotografia:  la mostra fotografica di Martina Massarente “ Sussurri”.

    La giovanissima fotografa usa con sapienza la camera oscura per indagare l’identità femminile, grazie alla complicità affettiva e intellettuale di un gruppo di giovani donne e alla profonda conoscenza della complessa tradizione iconografica e letteraria novecentesca sul tema, in particolare di Henrik Ibsen, uno dei più noti autori teatrali nordici.

    Daniel Nevoso, poeta e scrittore teatrale, a partire dalle idee di Martina e dalle sue modalità di lavoro, ha dato voce ai personaggi immortalati. Simboli, emblemi di sentimenti, di storie, di caratteri che rivelano la complessità delle sfumature dell’individuo scorrono accanto alle fotografie costituendone un suggerimento espressivo che il lettore può meditare e confrontare con le proprie esperienze personali.

    L’inaugurazione della mostra è fissata per venerdì 20 aprile alle ore 17.30 insieme agli autori e con Elisabetta Papone, direttrice del centro di documentazione per la storia, l’arte, l’immagine di Genova, ideatrice e responsabile di GenovaFotografia, Franco Sborgi, docente di storia dell’arte contemporanea all’ Università di Genova, Paola Valenti, ricercatrice dell’ Università di Genova e Fabrizio Fazzari di Sagep Editori

    SUSSURRI – FOTOGRAFIE DI MARTINA MASSARENTE

    Testi di Daniel Nevoso
    Apparati critici di Franco Sborgi, docente ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova; Alessandra Piatti, dottoranda presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova
    Installazione sonora: Matreska – Gruppo Artistico
    Stampe fotografiche: Top Market
    Con la partecipazione delle attrici della “Pinguicola sulle vigne”: Dorotea Lauciello, Federica Lùgaro, Barbara Martinoli, Luisa Martinoli

    Catalogo: Sagep Editori (60 pagine, 14 euro)
    Cura editoriale: Fabrizio Fazzari

    Da 21 aprile al 27 maggio, inaugurazione il 20 aprile alle ore 17.30

    Info: da martedì a giovedì ore 9 – 19; venerdì ore 9 – 23; sabato e domenica ore 10 – 19
    ingresso libero

  • Raccolta differenziata: il progetto pilota di Sestri Ponente e Pontedecimo

    Raccolta differenziata: il progetto pilota di Sestri Ponente e Pontedecimo

    Quasi 4 anni fa, Il 30 aprile 2008, con una delibera di giunta veniva adottato il Protocollo d’Intesa siglato tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni Amici del Chiaravagna, Italia Nostra e Legambiente Liguria per il “monitoraggio della progettazione, conduzione e finalizzazione del Progetto di Raccolta differenziata di tipo domiciliato già realizzati o da realizzarsi nei Municipi 6 (Medio Ponente) e 5 (Valpolcevera) nel 2007/2008 ed alle proposte di sviluppo nel territorio comunale”.

    Il famoso “progetto pilota” – così denominato perché avrebbe dovuto rappresentare l’apripista di un nuovo modello di gestione del ciclo dei rifiuti da estendere su tutto il territorio comunale – era partito da meno di un mese (il 28 marzo 2008) nel quartiere di Pontedecimo (progetto di Amiu) e sarebbe stato avviato da lì a breve (26 maggio 2008) nel quartiere di Sestri Ponente (progetto voluto dalle associazioni).

    Premessa: alla fine del 2007, Genova, contrariamente al resto delle città del nord Italia, era immobilizzata al di sotto di un imbarazzante 15% di raccolta differenziata (RD).
    Contro questa tendenza, ma in particolare contro la prospettiva assai concreta di mandare la “rumenta” prodotta dall’intera città a bruciare in un inquinante tradizionale inceneritore a griglia (unica soluzione proposta dalla precedente giunta Pericu), le Associazioni scelsero di ribellarsi opponendo a tale scelta quella di un ciclo integrato dei rifiuti basato principalmente sull’attuazione di decise politiche di RD, secondo i sistemi più avanzati.

    IL PROGETTO INIZIALE

    il 16 Aprile del 2007 le Associazioni, con il sostegno del Municipio Medio Ponente, presentarono una proposta preliminare di Progetto, volutamente sviluppata in collaborazione con una delle Società più esperte del settore, la Società IDECOM srl, che già da tempo operava in esperienze analoghe.
    Il preliminare di Progetto venne acquisito dalla nuova Sindaco Marta Vincenzi, che lo affidò, dal punto di vista gestionale, al neo Assessore alla Città Sostenibile/ Ciclo dei Rifiuti, Carlo Senesi.
    Dopo anni di duro confronto con Comune e AMIU ma senza la possibilità di un confronto diretto, alle associazioni non parve vero poter finalmente instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni.
    Furono organizzati alcuni incontri pubblici con gli abitanti delle due aree interessate nell’ambito di una campagna informativa, progettata da IDECOM, che venne attuata in maniera efficace, almeno nella fase di lancio, ma non altrettanto nella fase di mantenimento.
    Insomma, a metà 2008 si erano create le premesse necessarie perché cittadini ed enti pubblici potessero lavorare nella piena collaborazione per il raggiungimento del migliore risultato possibile.
    Il Protocollo prevedeva anche “un Tavolo di Coordinamento”, composto da Comune e Associazioni, AMIU, Municipi Valpolcevera e Medio Ponente, Ecosportello comunale e IDECOM, il cui «Compito … [era] quello di monitorare l’andamento dei progetti in questione e di valutare eventuali proposte di modifica per ciò che riguarda la loro organizzazione e pianificazione»; era previsto che fosse predisposto «un sistema di monitoraggio puntuale di tipo qualitativo e quantitativo realizzato, di comune accordo, dai tecnici AMIU e IDECOM». Infine «Verrà valutato anche l’andamento dei costi associati alle attività di raccolta differenziata (mezzi e personale) che verranno comunicati periodicamente da AMIU». Purtroppo questi impegni – nonostante le continue sollecitazioni delle associazioni – non vennero mai realizzati.

    Secondo i promotori del progetto solo un sistema di raccolta spinto come quello porta a porta avrebbe permesso di recuperare il tempo perduto con innegabili vantaggi economici sia per le casse comunali sia per quelle di AMIU.

    Innanzitutto consentendo al Comune di non dover più pagare le penali previste dalla ecotassa regionale; senza dimenticare altri importanti vantaggi: la diminuzione dei costi della raccolta grazie ai contributi CONAI; il prolungamento della vita operativa della discarica di Scarpino; la diminuzione dell’impatto ambientale ottenuto attraverso la riduzione del traffico veicolare necessario per il trasporto della frazione residua dei rifiuti in discarica e grazie all’ abbattimento delle dannose emissioni o eluati derivanti dalla frazione umida. Infatti, per la prima volta a Genova, oltre a carta e cartone, plastica, vetro, alluminio e metalli, veniva raccolto in modo differenziato anche il rifiuto organico di provenienza domestica, condizione essenziale perché la RD fosse veramente efficace. Questa frazione, da sola, rappresenta almeno il 30% in peso degli scarti prodotti in ambito urbano da famiglie, ristorazione, mercati, rete distributiva ed è caratterizzata da una elevata quantità di acqua e da un elevato peso specifico.

    L’organizzazione della RD, in particolare a Sestri Ponente – nelle migliori intenzioni mai tradotte in realtàdoveva essere di tipo cosiddetto domiciliarizzato o porta a porta. Per attuarla Amiu avrebbe dovuto rimuovere i grandi contenitori stradali per la raccolta indifferenziata e sostituirli con appositi singoli contenitori destinati a ciascuna utenza o se necessario per più utenze (ad esempio in spazi condominiali). Ma a causa delle scelte imposte da Amiu, entrambi i Progetti, che dovevano essere di tipo prevalentemente porta a porta, diventarono in larga parte di prossimità. Infatti, la distribuzione sul territorio dei contenitori di colore diverso per ciascuna classe merceologica venne stabilita, in quasi tutti i casi, in base alla densità abitativa del circondario, invece di procedere ad un’assegnazione per ogni unità abitativa monofamiliare o condominiale prescelta, come chiedevano le associazioni.
    E così in alcune aree furono raggruppati anche 20 contenitori, creando degli anomali “atolli ecologici”, con conseguenti problemi di occupazione del suolo pubblico, di accesso ai contenitori più interni, di sporcizia e odori ai danni delle abitazioni limitrofe.

    RISULTATI

    In vista delle imminenti elezioni amministrative per l’elezione del nuovo sindaco, ci sembra utile ricordare questa esperienza – lasciata colpevolmente languire nel corso del tempo e mai estesa in tutta la città – diffondendo i dati sui risultati raggiunti, raccolti in una relazione finale a cura delle associazioni.

    Il Progetto di Sestri Ponente e Pontedecimo alla fine del 2009 interessava un totale di 6.783 famiglie, composte da 17.243 cittadini (circa 2,8% della popolazione genovese stimata a 611.171 nel gennaio 2009), a cui si devono aggiungere 34 diverse attività commerciali ed artigianali, anch’esse coinvolte nella differenziazione dei loro scarti. Il peso di queste attività, in particolare la loro produzione di materiali post consumo (MPC) normalizzato in abitanti equivalenti, non è mai stato oggetto di valutazione da parte di AMIU.

    A fine del 2009in entrambi i quartieri e in base alle stime AMIU – la RD si assesta al 44,3 %, come media annuale, contro il 22%, raggiunto nel frattempo nel resto della città. In pratica, in tempi rapidissimi, il nuovo sistema ha permesso di raddoppiare la percentuale di RD.
    A questo valore occorre aggiungere la RD realizzata grazie agli ECOVAN ed ECOCAR che hanno operato nelle aree pilota, alle raccolte differenziate realizzate presso le farmacie e con gli “Staccapanni” della Caritas presenti nelle aree pilota. Anche le isole ecologiche, in particolare quella di Pontedecimo, più vicina alla zona pilota, hanno intercettato parte della RD effettuata nelle aree pilota.
    «Conteggiando queste ulteriori raccolte differenziate (legno, tessuti, rifiuti urbani pericolosi, farmaci, pile) – spiegano le associazioni – è possibile che il valore più corretto di RD nelle aree pilota fosse già il 50%».

    Con conseguenze notevoli anche in termini economici: in pratica nei primi due anni il progetto pilota ha permesso al Comune di risparmiare 44.219 € di ecotasse regionali, mentre il contributo CONAI – se tutte le frazioni fossero state nella prima fascia di qualità – avrebbe potuto essere pari a 271.763 € .
    Si stima che questo contributo possa coprire il 30% dei costi della raccolta differenziata.
    Quindi – considerando il risparmio della ecotassa regionale e il contributo CONAI – una tonnellata di scarti differenziati potrebbe valere 88,52 € che AMIU si troverebbe a risparmiare nei propri bilanci.

    «Se le percentuali si avviassero verso valori pari ad almeno il 65%, i costi scenderebbero proporzionalmente – sottolineano le associazioni – e diventerebbero allora assolutamente comparabili con quelli dei sistemi di raccolta a campana, con il vantaggio che, accanto a percentuali di quantità di RD superiori, si raggiungerebbero anche analoghi livelli di qualità finalizzata al riciclo».
    Ma il contributo CONAI non è l’unico ricavo derivante dalla scelta di realizzare una raccolta differenziata spinta e di qualità.
    Una tonnellata di rifiuto urbano, dopo essere stato ben compresso, prima di essere messo a discarica, occupa un volume di 0,67 metri cubi. Quindi il progetto pilota di Sestri e Pontedecimo, durante l’intero periodo esaminato, ha fatto risparmiare almeno 2.391 metri cubi di volume di discarica, aumentando la vita utile della discarica; inoltre la frazione umida non messa a discarica grazie al progetto (1.353 tonnellate, in circa 19 mesi) riduce, in proporzione alla sua quantità, i costi, nei decenni a venire, che deriverebbero dalla presenza degli eluati generati dal rifiuto “tal quale”, dannosi per l’ambiente.
    Un ulteriore guadagno è quello derivante dal risparmio di gasolio e dall’usura motori e freni dei 238 camion (portata 15 tonnellate ciascuno) che si sarebbero dovuti arrampicare fino a Scarpino e tornare indietro.
    Infine, gli evitati costi di smaltimento dei materiali riciclati che sono destinati ad aumentare (100-120 € a tonnellata?) con l’entrata in funzione di impianti per il trattamento finale a caldo (gassificatore o inceneritore) della frazione residua.

    QUALITA’

    Nell’ottobre 2009, le analisi merceologiche – commissionate da AMIU a IDECOM – delle diverse frazioni di MPC raccolte in modo differenziato a Sestri e Pontedecimo hanno permesso di valutarne la qualità in base alla percentuale di frazione giudicata estranea rispetto al materiale separato (carta, vetro, plastiche riciclabili, ecc.). Il contributo che CONAI assegna ai Comuni, a parità di quantità, è commisurato alla presenza, nei diversi materiali raccolti, di frazioni estranee: minore è questa frazione, maggiore è l’entità di contributo CONAI erogato al Comune.
    In entrambi i quartieri la percentuale maggiore di frazioni estranee (21% Sestri e 32% Pontedecimo) riguarda la raccolta differenziata di plastiche e lattine: le principali frazioni estranee sono carta e giocattoli di plastica. Nella scala delle contaminazioni segue la frazione organica, in cui i contaminanti (2,7 – 3,6%) sono in prevalenza sacchetti di plastica all’interno dei quali sono stati messi i sacchetti di carta dati in dotazione per la raccolta dell’organico. La frazione più pulita in assoluto è il vetro, in cui le principali fonti di contaminazione (0,6 -0,4%) sono tappi e coperchi di plastica e metallo, ma che pesano poco, vista l’alta densità del vetro.
    «La qualità delle frazioni raccolte è risultata ottima per il vetro, buona per l’umido, accettabile per la carta, pessima per la plastica, ma può migliorare con una adeguata comunicazione che riduca i conferimenti sbagliati», sottolineano le associazioni.

    «Siamo riusciti a dimostrare che è possibile fare una raccolta differenziata di qualità finalizzata al riciclo – spiega Enrico Pignone, Amici del Chiaravagna – Per questo abbiamo chiesto al Comune di individuare, all’interno del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), delle aree da destinare a imprese ed aziende che si occupano di gestione e trasformazione dei rifiuti perché riteniamo esista la concreta possibilità di sviluppare la filiera del riciclo/riuso dei materiali, in grado di creare anche nuovi posti di lavoro, ma la nostra proposta finora è caduta nel vuoto».

    COSA NON SI E’ RIUSCITI A DIFFERENZIARE?

    Le analisi merceologiche effettuate sulle frazioni conferite nei cassonetti per il residuo indifferenziato hanno permesso di capire quale tipologia di rifiuti i residenti nelle aree pilota non hanno voluto o potuto differenziare. Ebbene, nel 2009, nei cassonetti dell’indifferenziato di Pontedecimo e Sestri, c’erano ancora grandi quantità di scarti riciclabili (dal 68,2 al 79,4%).
    Questi dati dimostrano che all’origine – l’83,5% degli scarti di Pontedecimo e l’88,7% di quelli di Sestri – sono potenzialmente riciclabili in quanto imballaggi, carta e cartoni, scarti compostabili, tessuti e oggetti per l’abbigliamento.
    «Parliamo di un sistema industriale dove non si può improvvisare nulla – sottolinea Enrico Pignone – Prima di avviare una raccolta differenziata spinta occorrono analisi cicliche sui cassonetti della raccolta indifferenziata. In maniera tale da comprendere i reali bisogni dell’utenza nella varie aree della città e predisporre le contromisure necessarie. Se ad esempio in una zona la maggiore quantità di rifiuti è legata ad una determinata tipologia, è necessario mettere a disposizione un sufficiente numero di contenitori destinati alla raccolta di quella particolare frazione».

    CONCLUSIONI

    «La prima proposta che abbiamo fatto ad AMIU e Comune era di estendere il Progetto almeno all’intera area dei due Municipi interessati – spiega Enrico Pignone – inoltre era necessario investire in direzione di una più decisa e convincente campagna di comunicazione a sostegno delle iniziative».
    Ma purtroppo nessuna di queste sollecitazioni venne presa in considerazione dalle istituzioni che dimostrarono, in questo modo, di non credere fino in fondo al progetto.

    Secondo le associazioni una percentuale variabile di famiglie nelle aree pilota (tra il 25 e il 35%) ha evitato, del tutto o quasi, di impegnarsi nella raccolta differenziata.
    «Per ridurre le sacche di “evasione” si doveva intervenire imponendo ai soggetti renitenti il pagamento di una TIA maggiorata – sottolineano nella relazione finale – mentre era possibile sperimentare forme di contributi economici (sconti sulla TIA, biglietti dell’autobus, ecc.) proporzionali alla quantità di scarti speciali, elettronici, pericolosi e ingombranti conferiti dai cittadini agli Ecovan, Ecocar e alle Isole Ecologiche».

    «Per rilanciare il progetto è necessario tornare alla domiciliariazzazione – spiega Enrico Pignone – attraverso l’eliminazione di tutti i grandi cassonetti per la raccolta indifferenziata ancora presenti nell’area e la loro sostituzione con contenitori per utenti singoli e condominiali di dimensioni adeguate».
    In pratica i contenitori per la RD verrebbero assegnati ad uno o più condomini il cui numero civico è riportato sui contenitori mentre l’individuazione di una figura responsabile (ad esempio l’amministratore del condominio) a cui riportare anomalie e “benemerenze” evidenziate dagli operatori AMIU, renderebbe maggiormente affidabile la gestione responsabile “a cura” di tale gruppo di utenza.
    «il condominio che conferisce meno scarti indifferenziati, paga una TIA scontata, chi conferisce più scarti indifferenziati, paga di più – continua Enrico Pignone – in maniera tale da responsabilizzare i cittadini che, anche in termini economici, otterrebbero dei benefici da una RD eseguita a regola d’arte».
    Senza dimenticare che analoghi sconti sulla TIA andrebbero applicati anche alle attività commerciali coinvolte nella RD.

    Ma purtroppo la situazione è ben diversa e a distanza di 4 anni dall’avvio dei progetti, questi ultimi restano fermi al palo. Un timido tentativo è stato fatto – tra l’altro senza un’adeguata informazione ai cittadini – esportando in altri quartieri la raccolta dell’umido, ma i risultati sono stati insoddisfacenti.
    Oggi a Genova la raccolta differenziata si attesta al 32%, ben al di sotto dei limiti di legge.
    Ma per il futuro chiunque amministrerà la città dovrà assolutamente e riprendere le fila di un discorso interrotto troppo bruscamente.
    «La nostra esperienza rappresenta uno spunto significativo ora sta alle istituzioni raccogliere il messaggio e provare a ripartire da un progetto colpevolmente troncato a metà – conclude Enrico Pignone – Bisogna finalmente sfatare il luogo comune per cui la raccolta differenziata costerebbe troppo. Questo perché finora è stata concepita come un sistema parallelo alla raccolta indifferenziata. Ovvero come fossero due filiere distinte e di conseguenza due spese che si sommano. In realtà, come noi predichiamo da anni, un’organizzazione funzionale dovrebbe prevedere la completa eliminazione della raccolta indifferenziata a favore della sola raccolta differenziata di qualità».

     

    Matteo Quadrone

  • Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    googleNella sezione “jobs” di Google è stato pubblicato un annuncio di lavoro che in poche ore ha già fatto il giro del mondo. Il colosso americano “padrone” del web cerca un disegnatore full time per la realizzazione dei “doodle” celebrativi che il mototre di ricerca dall’ormai lontano 1998 dedica ai grandi anniversari.

    Sono richiesti “senso dell’umorismo, amore per i fatti storici e capacità artistiche immaginative”, “un’esperienza professionale di almeno 4 anni” e, ovviamente, la disponibilità a trasferirsi a tempo pieno nella sede di Mountain View. “Avrete a disposizione la miglior piattaforma del mondo per mostrare le vostre abilità stilistiche, il senso dell’umorismo e l’amore per l’arte, la storia e l’immaginazione. Da Giulio Verne a Pacman, avrete le redini del nostro logo  in mano, e potrete spaziare liberamente…”

    Inizialmente il logo di Google, uno dei più famosi al mondo, veniva modificato dalla stessa azienda americana raramente e solo in occasione di eventi speciali (Natale, Olimpiadi ecc…). Poi le mutazioni sono diventate sempre più frequenti, sempre più sofisticate e sempre più multimediali corredate di animazioni e video. Solo lo scorso anno Google ha prodotto 260 loghi. Da qui la necessità di allargare il team di creativi.

  • Montale i topi gli amori e gli ebook: incontro a Books in the Casba

    Montale i topi gli amori e gli ebook: incontro a Books in the Casba

    books in the casba via preGiovedì 19 aprile alle ore 17.30 la defunta libreria Books in the the Casba (via Pre 137-139r) si apre ancora una volta alla poesia e letteratura, per un incontro dedicato ai testi digitali. Montale, i topi, gli amori e gli ebook è il titolo del reading-perfomance del poeta e scrittore Francesco Forlani, introdotto dalla cover band montaliana U geene & the occasions, che presenta l’abbonamento a se stesso, con reading tratto dal suo libro elettronico ‘Turning doors – la Veranda di Montale‘. Primo e-book della collana “Abbonamento allo scrittore” della casa editrice genovese Quintadicopertina, “Turning Doors” è romanzo ambientato in una città invasa dai topi, sulle orme di Clizia e del suo rapporto con il poeta genovese.

    In una libreria abbandonata si leggeranno libri immateriali, ma che sarà possibile avere grazie a t-shirt poetiche con QR-code incluso (a cura di Magliette Fresche). Apripista dell’evento è il laboratorio defunto bib(h)icante, trasformato per una sera in U geene & the occasions, una cover band montaliana che darà vita alla giocosa performance-omaggio “cercasi clizia disperatamente”.

    L’autore
    Francesco Forlani, nato a Caserta nel 1967, a sette mesi, vive tra Parigi e Torino. Ha collaborato e collabora a riviste come “Baldus” (Milano), “Atelier du Roman” (Parigi), “News from the Republic of letters” (Boston) “Reportage”; è stato direttore artistico, dal 1995 al 2000, del magazine “Paso Doble” (Parigi); attualmente dirige la rivista letteraria “Sud”. Ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano: “Autoreverse”, Edizioni Ancora del mediterraneo. “Métromorphoses”, Ed. Nicolas Philippe, 2002; “Manhattan Experiment”, “Il manifesto del comunista dandy”, “Blu di Prussia”, con le Edizioni La Camera Verde di Roma. Traduttore dal francese, di diversi autori fra cui Fernando Arrabal, Lakis Proguidis, François Taillandier, Philippe Muray, Louis Ferdinand Cèline, Blaise Cendrars, ha tradotto con Alessandra Mosca, “L’insegnamento dell’ignoranza”, di Jean-Claude Michèa, Edizioni Metauro, 2005. Presente in Rete come redattore del più im¬por¬tante blog letterario, “Nazione Indiana”. Poeta, cabarettista e performer, è autore insieme a Sacha Ricci e Sergio Trapani dell’operetta “Do you remember revolution”, vincitrice nel maggio 2004 del festival multimediale “Norapolis” di Metz. Ha portato in scena (Torino, Milano, Bologna, Napoli, Caserta, Lerici) l’operetta “Patrioska” ed è in corso di preparazione il nuovo spettacolo, “Cave canem”. Ha da poco pubblicato il suo penultimo romanzo, “Chiunque cerca chiunque”, senza editori e con tiratura limitata di 200 copie. Conduttore insieme a Marco Fedele del programma radiofonico, “Cocina Clandestina” fa parte della nazionale scrittori “Osvaldo Soriano Football Club” (maglia numero sedici) di cui è uscita nel giugno 2010 l’antologia , “Era l’anno dei mondiali”, (Rizzoli-Corriere della Sera)

    U geene & the occasions, già collettivo defunto Bib(h)icante, sono Paola Malaspina, Donald Datti, Fabrizio Venerandi e Gianluca Seimandi. Attivi dal 1999 sono specializzati in letture polivocali dal vivo. Hanno anche letto al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, al Foyer del Teatro della Tosse, al Teatro Duse, alla Biennale di Venezia, al festival di poesia d’Alta Quota.

  • Laboratorio di scrittura creativa alla libreria Falso Demetrio

    Laboratorio di scrittura creativa alla libreria Falso Demetrio

    libreria falso demetrio genovaDall’idea allo scaffale di libreria: giovedì 26 aprile inizia alla libreria Falso Demetrio, in via San Bernardo, un laboratorio di scrittura creativa a cura di Claudio Bagnasco.

    Avere un’idea per un romanzo non basta; o, perlomeno, è solo un punto di partenza. Occorrono talento, tecnica, pazienza, modestia… Avere qualche dritta giusta per l’invio del manoscritto agli editori, poi, non guasta di certo. Di tutto questo e di molto altro si parlerà nella nuova edizione del laboratorio di scrittura creativa in otto incontri ideato e condotto dallo scrittore genovese.

    Questo il programma degli otto incontri:

    1) Giovedì 26 aprile
    Presentazione del laboratorio. Qualche numero. E qualche mito da sfatare. Che cos’è la scrittura creativa. Perché siamo qui? Quanto si scrive, quanto si pubblica, quanto si legge. Scrittori si nasce? Si diventa?

    2) Giovedì 3 maggio
    Su alcuni misteri editoriali. Le figure professionali dell’editoria. L’editoria a pagamento. La vita di un libro dal dattiloscritto alla libreria. Come spedire un testo a un editore: norme da seguire, errori da non commettere. La figura dell’editor, del correttore di bozze e dell’agente letterario.

    3) Giovedì 10 maggio
    Ho avuto un’idea! E ora cosa ne faccio? Ma è davvero una buona idea? Come trasformare un’idea in narrazione. Centro e contorno. Luoghi, tempi, azione, personaggi: la mappa della narrazione.

    4) Giovedì 17 maggio
    La coerenza. Coerenza tematica, etico-psicologica, stilistica: le tre bussole della narrazione. Ovvero: bisogna sapere sempre ciò che si sta dicendo, quale punto di vista si è adottato per dirla, quale voce si è scelta per dirla.

    5) Giovedì 24 maggio
    I personaggi. Le schede biografiche. Coerenza relazionale e diversificazione. Personaggi principali, personaggi secondari. Personaggi statici, personaggi dinamici.

    6) Giovedì 31 maggio
    I dialoghi. In ogni battuta una nuova informazione. Contro la ridondanza. I tempi del dialogo. Le inquadrature. Dialoghi e controdialoghi. Antidoti all’egemonia del verbo ‘dire’.

    7) Giovedì 7 giugno
    Tecnica e stile. Che cos’è la tecnica? Che cos’è lo stile? Come si può migliorare il proprio stile? L’officina dello scrittore: strumenti e trucchi. Il raggiungimento di una cifra stilistica.

    8) Giovedì 14 giugno
    Saper leggere, sapersi leggere. E altro. Saper leggere criticamente. Sapersi leggere criticamente: saper correggere, sfrondare,
    cassare, chiudere. Che cos’è il dibattito culturale: luoghi e protagonisti. Bibliografia minima.

    Il corso si terrà ogni giovedì alle 18.30 alle 20 dal 26 aprile al 14 giugno. Per informazioni sui costi del laboratorio e per iscriversi occorre inviare una mail all’indirizzo info@alessandratralerighe.it.

  • La Provincia arriva al capolinea, oggi ultima seduta del Consiglio

    La Provincia arriva al capolinea, oggi ultima seduta del Consiglio

    Palazzo Doria SpinolaE’ giunta l’ora x. Da domani giovedì 19 aprile la Provincia di Genova, come organo politico, cessa di esistere. Si conclude il mandato di assessori, consiglieri e del presidente Alessandro Repetto.

    Rimagono invariate le competenze dell’Ente sul territorio e gli uffici restano attivi regolarmente, anche se il futuro dei dipendenti (circa 1200) al momento continua ad essere è incerto. Ovviamente nessuno perderà il posto di lavoro, si parla da tempo di un graduale passaggio sotto Regione e Comune, ma ad oggi nessuno di loro ha ricevuto notizie certe e la situazione è ancora poco chiara.

    Prima del definitivo scioglimento, oggi è prevista nel salone di Palazzo Doria Spinola l’ultima seduta del Consiglio provinciale eletto nel 2007. All’ordine del giorno le ultime tre pratiche da archiviare: Fondazione Muvita, Stazione Unica Appaltante e  Città Metropolitana.

    Per quanto riguarda l’istituzione del famoso Ente unico Comune e Provincia, l’assessore Agostino Barisione presenta al Consiglio un documento programmatico. Il cammino che potrebbe portare all’istituzione della Città Metropolitana di Genova, inutile dirlo, è lungo e ancora avvolto nella nebbia. I proclami di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto dello scorso settembe sono serviti a poco, rimane la legge dello Stato per il riordino delle autonomie locali fresca di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (8 giugno 1990!) e tante tante parole al vento. Molto dipenderà dalla linea che deciderà di intraprendere il nuovo sindaco di Genova anche se, come disse il presidente della Regione Claudio Burlando qualche mese fa, “…se non si è fatto nulla in tutti questi anni ci sarà pure un motivo”.

    La Fondazione Muvita, invece, è il centro di animazione scientifica della Provincia con sede ad Arenzano. Si tratta del primo centro in Italia interamente dedicato al rapporto tra uomo, energia e clima, propone percorsi didattici e laboratori per giovani e adulti alla scoperta della “macchina climatica”, delle varie fonti di energia, dei temi del risparmio e dell’efficienza energetica. Il Presidente Repetto propone l’allargamento della compagine sociale con conseguenti modifiche statutarie.

    L’ultima votazione del Consiglio riguarda la convenzione con la Prefettura di Genova, i comuni e gli enti del territorio per la gestione associata della stazione unica appaltante provinciale, l’ufficio provinciale che si occupa per conto dei piccoli comuni di contratti di appalto per lavori, forniture e servizi con lo scopo di “rafforzare la prevenzione contro le infiltrazioni criminali negli appalti pubblici”,  l’accordo è stato siglato il 6 febbraio scorso e il voto del Consiglio è una formalità.

     

     

  • “La vita è sogno – Il cinema, la fabbrica dei sogni” mostra alla Sala Dogana

    “La vita è sogno – Il cinema, la fabbrica dei sogni” mostra alla Sala Dogana

    Premio Fedriani 2012
    L'opera vincitrice di Giulia Coppola “Sala multimediale”

    L’Associazione Culturale Sergio Fedriani, dedicata al pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese esponente emerito del disegno poetico e surreale, organizza ogni anno un concorso per giovani artisti, nato con l’obiettivo di dare spazio a figure emergenti nei campi della produzione figurativa fantastica.

    Dopo le edizioni dedicate all’illustrazione, alla grafica incisoria, alla scenografia, alla pittura e alla grafica umoristica, quella del 2012 è dedicata al tema “Il cinema, la fabbrica dei sogni” ed è stata vinta da Giulia Coppola di Saronno con l’opera “Sala multimediale”, seguita da Fausto Montanari di Genova con “Direttamente al cinema” e da Claudia Palmarucci di Tolentino con “Viaggio sulla Luna”.

    Tutte le opere dei vincitori, insieme a quelle di altri premi speciali come Nicoletta Montemorra da Gorizia con  “Fast Foot” “Cinema, libertà di sognare” di Mattia Riami da Oriago di Mira (VE), “Cinema” di Amanta Strata da Savignone (GE), sono in esposizione alla Sala Dogana di Palazzo Ducale dal 22 aprile al 6 maggio.

    Fausto Montanari, Direttamente al cinema
    Il secondo classificato Fausto Montanari con "Direttamente al cinema"

    L’inaugurazione della mostra e le premiazioni  si tengono sabato 21 aprile alle ore 18.

    In mostra e in catalogo sonopresenti opere di Sergio Fedriani, dei premiati, dei segnalati e dei finalisti Marta Alacevich, Giacomo Aliprandi, Aura Aste, Elisa Boccedi, Andrea Bodon, Giulia Boschetto, Roberto Brundu,Gruppo Mori , Christian Imbriani, Fulvio Ioan, Priscilla Jamone, StefanoMaestrelli, Silvia Magnani, Valentina Marra, Giorgia Marras, Maria Chiara Montagna, Bianca Montanari, Selene Pittaluga, Roberto Sitta, Elena Taddia, Marisa Ventura, Paolo Claudio Zadra.

    Premio “Sergio Fedriani” 2012

    mostra concorso di opere figurative

    “La vita è sogno – Il cinema, la fabbrica dei sogni”

    Claudia Palmarucci, Viaggio sulla Luna
    La terza classificata Claudia Palmarucci con Viaggio sulla Luna

    Sala Dogana, Palazzo Ducale

    dal 22 aprile al 6 maggio 2012
    dal martedì alla domenica ore 16.00-19.00

    inaugurazione sabato 21 aprile, ore 18.00
    ingresso libero

  • Carta di Pisa: trasparenza e legalità grazie al nuovo codice etico

    Carta di Pisa: trasparenza e legalità grazie al nuovo codice etico

    Un codice etico per gli amministratori locali, per contrastare le infiltrazioni mafiose, rafforzare trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione, eliminare alla radice qualsiasi conflitto d’interesse.
    Parliamo della “Carta di Pisa”, dal nome della prima città italiana a sottoscrivere il codice, promosso da Avviso Pubblico – la rete nazionale degli enti locali per la formazione civile contro le mafie – e redatto da una commissione di esperti (amministratori locali, docenti universitari, funzionari P.A.) in un modello unico adattabile a tutti gli enti.

    Lo scorso 28 febbraio il codice etico è stato presentato ufficialmente alla Camera dei Deputati. Fino ad oggi, oltre alla Provincia di Pisa, hanno aderito 3 Comuni: Certaldo (FI), Quarrata (PT), Giovinazzo (BA) e Vittoria (RG).
    Si tratta di uno strumento utile che può essere adottato semplicemente con un atto di Sindaco o del presidente della Provincia o della Regione, con una delibera di giunta o consiglio, ma anche da un singolo consigliere. Un sistema concepito in modo da evitare lungaggini burocratiche e raggiungere immediatamente lo scopo prefisso.
    L’amministratore locale, sottoscrivendo il codice, si impegna a rispettare alcune regole in materia di trasparenza, conflitto d’interessi, nomine in enti e società municipalizzate, finanziamento dell’attività politica, ecc.

    Di seguito, in sintesi, i punti più importanti:

    Trasparenza
    L’amministratore si impegna a garantire una piena trasparenza patrimoniale fornendo, tramite la pubblicazione su internet nel sito dell’amministrazione, i dati relativi alle attività professionali svolte, ai redditi, agli incarichi ricevuti, nonché ai potenziali conflitti di interesse.

    Divieti
    L’amministratore non può accettare per sé, congiunti, familiari o affini regali eccedenti la cifra massima di € 100 annui per ogni soggetto che effettua il dono. Inoltre non sarà accettato alcun tipo di vantaggio o altra utilità che sia indirettamente riconducibile a prestazioni erogate da chi ha rapporti di natura contrattuale con l’ente.

    Conflitto d’interesse
    In caso si realizzino situazioni di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l’amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.

    Cumulo
    L’amministratore deve adeguarsi nel più breve tempo a qualsiasi regolamentazione in vigore volta a limitare il cumulo dei mandati politici, evitando strategie dilatorie volte a posticiparne l’applicazione.

    Restrizioni successive all’incarico
    Nei 5 anni successivi alla cessazione del suo mandato, l’amministratore non può svolgere attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività.

    Finanziamento attività politica
    L’amministratore non può accettare alcuna forma di sostegno e di finanziamento irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto della sua attività politico-amministrativa; deve rendere pubbliche con cadenza annuale tutte le fonti di finanziamento politico regolare; deve astenersi dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno alla propria attività politica da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione (appaltatori, fornitori, ecc.), o che hanno domandato od ottenuto provvedimenti da essa nei 5 anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali l’amministratore abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria.

    Confronto democratico
    L’amministratore deve dimostrare la più ampia disponibilità nei rapporti con i cittadini nel favorire l’accesso alle informazioni e favorendo l’esercizio e la salvaguardia dei loro diritti.

    Promozione del codice etico e della partecipazione popolare alla vita amministrativa
    L’amministratore deve incoraggiare la diffusione del presente Codice e promuovere la sensibilizzazione ai principi in esso contenuti di cittadini, personale, mezzi di comunicazione.

    Rendicontazione della propria attività
    L’amministratore deve dare conto – attraverso la presentazione e la pubblicazione con cadenza almeno annuale di un documento relativo alle attività svolte – del rispetto degli obblighi del Codice e descrivere la corrispondenza tra obiettivi assunti alla base della sua azione e risultati ottenuti.

    Rapporti con i cittadini
    L’amministratore deve rispondere diligentemente a qualsiasi ragionevole richiesta dei cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile; deve incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità.

    Rapporti con l’amministrazione
    L’amministratore deve opporsi a ogni modalità di reclutamento del personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e su scopi diversi dalle esigenze del servizio; deve ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego; inoltre deve usare e custodire le risorse e i beni assegnati dall’Amministrazione con oculatezza e parsimonia, contrastare gli sprechi e divulgare le buone pratiche in tutti i settori della Pubblica Amministrazione.

    Nomine in enti, consorzi, comunità e società pubbliche o partecipate
    L’amministratore deve condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione dei soggetti da nominare al presente Codice.

    Rapporti con i mezzi di comunicazione
    L’amministratore deve rispondere in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi ragionevole richiesta di informazioni da parte dei mezzi di comunicazione per quanto riguarda l’esercizio delle sue funzioni

    Rapporti con l’autorità giudiziaria
    In presenza di indagini relative all’attività dell’ente l’amministratore deve assicurare la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria, fornendo, anche se non richiesta espressamente, tutta la documentazione e le informazioni utili all’attività degli inquirenti e assicurando analoga collaborazione da parte degli uffici.

    Sanzioni in caso di inadempimento
    In caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Codice l’amministratore sarà sanzionato (dal richiamo formale fino alla revoca della nomina).

  • Who? Proposte ed idee per il futuro di Genova con Doria, Vinai e Musso

    Who? Proposte ed idee per il futuro di Genova con Doria, Vinai e Musso

    Palazzo Cattaneo della voltaVenerdì 20 aprile alle ore 17.45 Janua organizza presso Palazzo Cattaneo Della Volta un tavolo di lavoro con i candidati sindaco Marco Doria, Enrico Musso e Pierluigi Vinai.

    L’iniziativa, intitolata “Who? Proposte ed idee per il futuro di Genova“, è promosso da Janua, organizzazione di Think Tank indipendente presieduta da Luca Marchesi e ospita i candidati sindaco Marco Doria, Enrico Musso e Pierluigi Vinai che si confrontano con i giovani genovesi ed i membri del comitato scientifico di Janua Alberto Maria Benedetti, presidente Autorità per i Servizi Pubblici Locali del Comune di Genova, Maria Silva, responsabile Sviluppo progetto Erzelli e Gianni Testino, presidente della Società Ligure di Alcologia.

    Il dibattito è finalizzato alla discussione di un programma istituzionale comune su quattro temi di interesse generale per Genova. Quattro punti fondamentali per il futuro della Città da anteporre ai singoli programmi politici e da realizzare a prescindere dal risultato delle elezioni.

  • Tasse più alte d’Europa, evasione fiscale da record: cercasi Robin Hood

    Tasse più alte d’Europa, evasione fiscale da record: cercasi Robin Hood

    Spese e debito pubblicoC’era una volta, in un paese lontano lontano, un sovrano che vessava il suo popolo mandando emissari a riscuotere oboli altissimi, affamando così la brava gente. Ma un bel giorno tornò dal mare un principe che, radunati un gruppo di valorosi aiutanti, si nascose nel fitto della foresta e da lì cominciò a prendere d’assalto gli emissari del re, rubando il loro denaro per restituirlo ai poveri.

    Ovviamente questa è la storia di Robin Hood, ma a ben vedere si tratta di una storia incredibilmente attuale. Ci sono governanti cattivi, tasse alte e un popolo in difficoltà: insomma, è l’Italia di oggi. Ecco, non è un caso se una delle storie più popolari e antiche della nostra cultura parla sostanzialmente di politica fiscale: la Storia dell’uomo occidentale, se vogliamo, è essenzialmente una storia di tasse. Il principe Giovanni di Robin Hood è lo stesso che nel 1215 concesse ai baroni inglesi la Magna Charta, che impediva al Re di imporre nuove tasse senza l’autorizzazione del Consiglio (la futura Camera dei Lord del Parlamento inglese). Ma anche la formazione del Sacro Romano Impero, la Riforma protestante, la Rivoluzione Francese e quella Americana furono tutti eventi in cui il problema della tassazione fu il primo motore del corso della Storia.

    Anche oggi in Italia il problema fiscale è centrale. Per anni, e soprattutto nel recente passato, lo abbiamo affrontato a modo nostro: cioè con il pragmatismo e la morale cattolica, che sono elementi fondanti della nostra cultura. Il cattolicesimo, infatti, imporrebbe una condotta di vita piuttosto dura, improntata al sacrificio e alla castità: e proprio per questo motivo si da per scontato che non possa essere perseguita con successo dalla maggior parte delle persone. Nella realtà, quindi, pochi riescono davvero a porgere l’altra guancia e a non desiderare la donna d’altri: e questi, di solito, sono quei santi che spiccano, per l’appunto, nel nostro popolo fatto anche di navigatori e poeti. Insomma, in Italia la regola è eccezionalità, mentre la costante trasgressione si condanna in pubblico, ma è normale pragmatismo in privato. Se le tasse sono alte, il problema non si affronta: si aggira.

    L’evasione fiscale ebbe la sua consacrazione e il suo sdoganamento ufficiale grazie all’ex-Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che in una conferenza stampa del 17 febbraio 2004 dichiarò: «Se lo Stato mi chiede il 50 e passa per cento, sento che è una richiesta scorretta, e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato».

    Oggi i tempi sono cambiati. Monti ha dichiarato pubblicamente, e non senza una qualche nota polemica rivolta proprio alla “linea politica” del suo predecessore, che sono gli evasori a mettere le mani nelle tasche degli Italiani. La gente poco a poco sta prendendo consapevolezza della gravità del fenomeno (120 miliardi all’anno è il mancato introito per le casse pubbliche stimato dalla Corte dei Conti); l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli a tappeto; il super-computer “Serpico”, a quanto pare, comincerà ad incrociare i dati dei contribuenti per scovare situazioni sospette. Insomma, sembra che sia cominciata la battaglia per riportare il fenomeno dell’evasione, sul lungo periodo, a percentuali in linea con quelle degli altri paesi europei.

    Eppure il problema dell’elevata pressione fiscale resta. Oggi in Italia, a chi le tasse le paga, lo Stato prende 55 centesimi per ogni euro guadagnato: un valore che non ha eguali al mondo, andando a superare persino quello dei paesi scandinavi, che però offrono i migliori servizi pubblici che si conoscano.

    Da noi, al contrario, l’enorme percentuale di gettito fiscale alimenta una spesa pubblica folle, deprime i consumi, spaventa l’investitore straniero e strangola l’economia. Se ne rendono conto tutti, non solo il Berlusconi del 2004, il quale non avendo alcuna cultura politica, ma essendo dotato in abbondanza di una beata ingenuità e di una spiccata propensione ad aggirare le leggi, era entrato nell’argomento come un elefante in cristalleria, proponendo, da uomo di Stato, di soprassedere a piacimento alle regole dello Stato (cosa che, tra l’altro, lui faceva già da tempo).

    Ma il problema non può essere se pagare le tasse o evaderle: la legge va rispettata comunque. Ciò non toglie che dovremmo chiedere leggi che, per una norma di elementare buon senso, abbiano un senso e si possano effettivamente rispettare. Nel paragone tra l’Italia di oggi e la storia di Robin Hood c’è solo un fattore che manca: è Robin Hood stesso, vale a dire l’eroe. Ma quella è solo una leggenda. Nella realtà gli Inglesi fecero tutto da soli: cioè si ribellarono.

    E in altri momenti della Storia ci furono re che persero la testa. Oggi fortunatamente sono “in voga” metodi più civili; ma il principio, quello di lottare per poter sottostare a delle leggi giuste anche e soprattutto in materia fiscale, resta. Nel corso della Storia è qui che è maturato il grado di civiltà di un paese. Se riuscissimo a perdere l’abitudine di fare leggi per il gusto di aggirarle, grida manzoniane che suonano bene a rileggerle, ma che sono sempre disattese nella vita reale, saremmo costretti a imparare a fare quello che come collettività non abbiamo mai fatto: affrontare i problemi. Fedeli al detto “calati iuncu ca passa a china” (calati giunco che passa la piena), siamo bravissimi ad aggirare gli ostacoli. Ma prenderli di petto è un’altra cosa. E anche se molti non avranno la più pallida idea di come questo si possa fare, in realtà esiste già un modo ben collaudato, che non comporta appendere la gente a testa in giù in Piazzale Loreto: benvenuti nel magico mondo della democrazia.

     

    Andrea Giannini

  • George Harrison: al Corallo la biopic diretta da Martin Scorsese

    George Harrison: al Corallo la biopic diretta da Martin Scorsese

    george harrisonGiovedì 19 aprile 2012 alle ore 20,30 il Cinema Corallo (Carignano, via Innocenzo IV 13 r) ospita in anteprima e in proiezione unica il documentario di Martin Scorsese che vuole essere un tributo a George Harrison e ai Beatles, dal titolo George Harrison – Living in the material world.

    Grazie a immagini rare o del tutto inedite e alle testimonianze dei suoi amici più cari e dei familiari (tra cui anche Paul McCartney, Ringo Starr, Eric Clapton, Yoko Ono, Tom Petty, Ravi Shankar, Phil Spector), il regista ricostruisce vita e opere del cantante e chitarrista, una delle più carismatiche personalità musicali del XX secolo. Il film è stato coprodotto e realizzato dalla moglie di George, Olivia Harrison, e dal figlio Dhani.

    Personaggio contradditorio, spirito libero fra il mistico e il rock’n’roll, Harrison è stato autore e chitarrista magistrale e dalle “retrovie” dei Beatles ha scritto alcune delle loro canzoni più belle. Something, Here comes the sun, Taxman, The inner light, Within you without you, While my guitar gently weeps sono solo alcune delle più belle pagine dei Beatles che portano la sua firma, pagine che proseguono con la pubblicazione, in seguito allo scioglimento della band, di alcuni album capolavoro come il celebre All things must pass. Scorsese ci conduce così attraverso un viaggio musicale e spirituale, in bilico tra sacro e profano, nella mente e nell’anima di uno dei più talentuosi artisti della sua generazione.

    Per prenotare un posto all’anteprima si può contattare il numero 010 583261 oppure 010 8687408.

  • Daniele Franchi Trio in concerto a La Claque

    Daniele Franchi Trio in concerto a La Claque

    Daniele Franchi TrioDaniele Franchi è un giovane chitarrista genovese, sulla scena dall’età didiciotto anni: inizia  accompagnando artisti del calibro di Daniele Silvestri diplomandosi a pieni voti al CPM di Milano.

    Negli anni successivi calca numerosi palchi italiani con la band Zibba&Almalibre, aprendo concerti di Jack Bruce, Gary Husband e Robin Trower.

    Con Zibba partecipa al Premio Tenco all’Ariston di Sanremo, trasmesso su Rai2, ed al programma televisivo di Serena Dandini e Dario Vergassola“Parla con Me” su Rai3.

    Attualmente si esibisce con il Daniele Franchi Trio composta da Davide Medicina al basso ed Andrea Tassara alla batteria proponendo un repertorio sofisticato tra il blues e il rock.

    Fresco di uscita è il suo primo cd da solista Free Feeling, che ospita artisti come Paolo Bonfanti, Ray Scona, Sean Carney, Francesco Piu.

    Il gruppo di Daniele Franchi si esibisce venerdì 20 aprile alle 22.30 a La Claque in via San Donato.

  • Amianto, centro operativo regionale mesoteliomi: rischio chiusura

    Amianto, centro operativo regionale mesoteliomi: rischio chiusura

    Ieri in Consiglio regionale si è discusso del futuro del Centro operativo regionale (COR Liguria) del registro nazionale Mesoteliomi correlati all’esposizione ad amianto.

    Un tema particolarmente sensibile in Liguria dove le patologie amianto-correlate rappresentano un triste primato: per questo non è pensabile assistere ad un progressivo impoverimento delle strutture in grado di studiare un problema che ci riguarda da vicino, fondamentali per aiutare il paziente al riconoscimento dell’origine ambientale e/o lavorativa di questo tipo di malattia.

    Il principale fattore di rischio nel mesotelioma è l’esposizione all’amianto: la maggior parte di questi tumori riguarda infatti persone che sono entrate in contatto con tale sostanza sul posto di lavoro. L’amianto è pericoloso per la salute poiché le fibre che lo compongono, oltre mille volte più sottili di un capello umano, possono essere inalate e danneggiare le cellule mesoteliali provocando in alcuni casi il cancro.

    Considerando le molte realtà produttive presenti in Liguria che in passato hanno utilizzato tali cancerogeni, nei prossimi anni è stimato un forte picco del mesotelioma (il tempo di latenza è di alcune decine d’anni). Ora più che mai dunque è necessario essere attrezzati per poter fornire le risposte  adeguate.

    Il centro, istituito nel 1994 presso il Servizio di epidemiologia ambientale dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (IST) di Genova, ha l’obiettivo di studiare il mesotelioma ed i suoi determinanti; produrre e divulgare tempestivamente i dati di incidenza, sopravvivenza ed eziologia del mesotelioma nei pazienti residenti nella Regione Liguria; collaborare con tutte le strutture scientifiche, amministrative, giudiziarie e previdenziali per lo studio, la cura ed il riconoscimento di questo tumore professionale.

    Da tempo però a guidare la struttura, un’eccellenza regionale, è rimasto solo un medico responsabile, il dott. Valerio Gennaro, ed il centro non è nelle condizioni ottimali per proseguire il lavoro intrapreso in questi anni. E le carenze a livello di organico si fanno sentire «Si è verificata una graduale diminuzione delle risorse ed ora è a rischio la soppravvivenza del centro – lancia l’allarme il dott. Gennaro – A giugno, quando scadrà il contratto dell’unica biologa “strutturata”, si chiude».

    A portare la questione al centro del dibattito è stata un’interrogazione a risposta immediata, primo firmatario il consigliere Idv Stefano Quaini, presidente della commissione regionale Sanità, in merito al mantenimento dell’attività di eccellenza del centro operativo regionale.

    «Lo scopo della nostra interrogazione è fare chiarezza sul futuro del COR Liguria, centro di fama internazionale come dichiarato dalla IARC, ed avere garanzie sul mantenimento degli standard di eccellenza del centro, da tempo in carenza di risorse umane ed economiche con conseguente impoverimento e riduzione della capacità scientifica e di intervento – spiega Stefano Quaini – Ritenendo fondamentale per la nostra regione l’attività epidemiologica e di ricerca, così come oltretutto prevede la normativa nazionale, intendiamo sostenere con la nostra azione politica il ruolo e le potenzialità sociali e sanitarie oltre che scientifiche di questa realtà, ridotta ai minimi termini ma fondamentale sia in termini di archivio e mappatura della patologia che di analisi e prevenzione per i malati di domani».

    «La lezione “amianto e mesotelioma” ci fornisce elementi cruciali in termini di un’efficace politica di prevenzione primaria – continua Quaini – per evitare l’insorgenze anche di moltissime altre malattie non direttamente collegate all’amianto ma correlate ad altri fattori di rischio, quali ad esempio inquinamento ambientale (atmosferico e idrico), esposizione a campi elettromagnetici, spesso sottovalutate nonostante l’elevata diffusione e il persistente aumento di incidenza.

    «Italia dei Valori si è sempre impegnata e ha posto al centro della propria agenda politica la tematica dell’inquinamento ambientale da amianto, come dimostra anche un ordine del giorno presentato dall’onorevole Paladini rivolto a tutela dei lavoratori di Ferrania – conclude Quaini – Su questo tema ci incontreremo con i vertici regionali INAIL all’inizio della prossima settimana per cercare di trovare una soluzione rapida all’intera vicenda, portando avanti l’istanza dell’inserimento di Ferrania tra le aziende beneficiarie degli atti di indirizzo secondo il decreto Damiano».

    L’assessore competente, Claudio Montaldo, ha manifestato l’intenzione di impegnarsi affinché venga mantenuto un servizio strategico per la Regione Liguria.

     

    Matteo Quadrone