Anno: 2012

  • Elezioni Amministrative: sconti per i viaggi su aerei, treni e navi

    Elezioni Amministrative: sconti per i viaggi su aerei, treni e navi

    Ferrovia di NerviIn vista delle elezioni ecco le principali condizioni relative alle agevolazioni di viaggio che saranno applicate a favore degli elettori che si recheranno a votare presso il comune di Genova.

    AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI CON IL MEZZO AEREO
    La legge prevede una agevolazione di viaggio nella misura del 40% per l’acquisto di un biglietto aereo di andata alla sede elettorale di iscrizione e ritorno, solo per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40.00 euro per il viaggio di andata e ritorno.

    Tale agevolazione, però, sarà valida solo per i voli Alitalia e Air One per le classi di prenotazione Y, B, M, H, K, V, T, N, S, Q, X. Sono escluse le tratte in continuità territoriale, le tariffe promozionali e le tratte in code share con altri Vettori (inclusa Air One Smart Carrier).

    Si ricorda che l’elettore dovrà presentare al check-in e/o all’imbarco la tessera elettorale o in mancanza di essa, per il solo viaggio di andata, una dichiarazione sostitutiva ai sensi degli articoli 46 e’ 48 del T.U. n. 445/2000; al ritorno l’elettore dovrà comunque esibire la tessera elettorale recante la data di votazione. I documenti di viaggio hanno un periodo di validità di sette giorni antecedenti la data delle elezioni e sino a sette giorni successivi. Per ulteriori informazioni si può contattare direttamente Alitalia.

     

    AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI FERROVIARI
    Le agevolazioni di Trenitalia sono consultabili sul sito www.trenitalia.com>Area Clienti>Condizioni di trasporto>Elettori.

    In breve, per gli elettori residenti in Italia vengono rilasciati biglietti ferroviari nominativi di seconda classe, di andata e ritorno, con l’applicazione della riduzione del 60% sulle tariffe regionali n. 39 e regionali con applicazione sovrareglonale (39/AS) e del 70% sul prezzo Base previsto per tutti gli altri treni del servizio nazionale (Alta Velocità Frecclarossa e Frecciargento, Frecciabianca, Eurostar Italia, Intercity, Interclty notte ed Espressi) e per il servizio cuccette.
    L’agevolazione non è valida in prima classe, nel livelli di servizio Executlve, Business e Premium, nel servizi vagone letto e nelle vetture Excelsior.

    Lo sconto non è cumulabile con altre riduzioni e/o promozioni, ad eccezione delle agevolazioni previste a favore dei ciechi, mutilati ed invalidi di guerra o per servizio e dei possessori di Carta Blu, che mantengono comunque il diritto all’agevolazione del viaggio per l’accompagnatore. I biglietti con le riduzioni di cui sopra sono rilasciati dietro esibizione della tessera elettorale e di un documento d’identità. Unicamente per il viaggio di andata, è ammessa l’autocertificazione, che deve essere presentata esclusivamente al personale di biglietteria, ma per il viaggio di ritorno, in ogni caso, è necessaria anche la timbratura apposta dal seggio elettorale sulla tessera elettorale. Il periodo di utilizzazione dei biglietti è di venti giorni. Il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 28 aprile 2012 e quello di ritorno oltre il 17 maggio 2012. In caso di ballottaggio il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 12 maggio 2012 e quello di ritorno oltre il 31 maggio 2012.

    Per gli elettori residenti all’estero  nei treni Italia -Svizzera ed Italia -Austria è prevista l’emissione di un biglietto a tariffa Italian Elector (viaggi internazionali da/per l’Italia) con riduzione sul percorso Trenitalia del 70% sulla tariffa AdultJStandard. Sui treni delle Società Elipsos (Spagna-Italia) e Trans Veolia Transdev (Italia-Francia) non viene riconosciuta la predetta agevolazione. Per i treni Germania Notte (treni diretti notturni che collegano Germania e Italia), nel caso di acquisto presso stazioni ed agenzie delle Ferrovie tedesche, viene rilasciato per il percorso estero un biglietto a data aperta e senza sconto elettori, mentre per il percorso italiano viene emesso dal personale di bordo Trenitalia, su presentazione dei documenti elettorali, un biglietto di andata e ritorno con applicazione delle condizioni previste per i viaggi in servizio interno.

     

    AGEVOLAZIONI PER I VIAGGI VIA MARE
    Le agevolazioni sono applicabili solo su navi del gruppo Tirrenia (Tirrenia, Caremar, Siremar, Toremar e Saremar) e prevedono una riduzione del 60% sulla “tariffa ordinaria”. L’agevolazione, che si applica in prima e seconda classe (poltrone, cabine, passaggio ponte), ha un periodo complessivo di validità di venti giorni e viene accordata dietro presentazione della documentazione elettorale e di un documento di riconoscimento. Nel viaggio di ritorno dovrà essere esibita la tessera elettorale, recante il timbro della sezione.

     

    AGEVOLAZIONI AUTOSTRADALI
    L’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (AIS.CAT.) ha comunicato l’adesione delle Concessionarie autostradali alla richiesta di gratuità del pedaggio, sia all’andata che al ritorno, per i soli elettori italiani residenti all’estero, che verrà accordata secondo le consuete modalità, su tutta la rete nazionale, con esclusione delle autostrade controllate con sistema di esenzione di tipo “aperto”, sia per il viaggio di raggiungimento del seggio sia per quello di ritorno.

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • “La cucina dei Tabarchini”, le tradizioni culinarie dei pegliesi di Tabarca

    “La cucina dei Tabarchini”, le tradizioni culinarie dei pegliesi di Tabarca

    Tabarca, colonia pegliese
    L'isola di Tabarca, antica colonia pegliese

    Venerdì 20 aprile si tiene un uovo appuntamento del ciclo “I Venerdì da Compagna a-e Vigne”, dedicati alla presentazione di libri d’eccellenza riguardanti Genova e la Liguria, col volume di Sergio Rossi “La Cucina dei Tabarchini” (Sagep Editori), interessante itinerario storico-etno-gastronomico fra Genova, l’Africa e la Sardegna attraverso i secoli.

    Il libro celebra la storia dei pegliesi-genovesi che nel ’500 si stanziarono sullo scoglio di Tabarca, per poi, in seguito, trasferirsi nell’isola di San Pietro e di Sant’Antioco. In tutti questi spostamenti, subendo varie contaminazioni, i pegliesi (ormai tabarchini) portarono nel baule la loro tradizione, sia culturale che culinaria.

    Un vero unicum nella storia: oggi chi va a Calasetta e Carloforte, centri vitali delle isole di Sant’Antioco e di San Pietro, scopre che la lingua ufficiale parlata è il genovese e, nei ristoranti, oltre al tonno, sono da degustare pesto, focaccia, farinata, cascà e bobba.

    La cucina dei Tabarchini, Sergio RossiL’appuntamento è fissato alle ore  17 presso la fontana del Barchile di Campetto, per poi proseguire a piedi  fino alla Sala dell’Angelo del Chiostro della Basilica delle Vigne dove si tiene l’incontro con l’autore e la presentazione del suo libro, corredata da interessanti filmati e preceduta da una breve introduzione storica sulla basilica stessa.

    Al termine,  rinfresco a base di” vin gianco” e “fugassa”

    Per informazioni 010-2469925 o 349-6042603

  • Tirrenia: l’Europa blocca la privatizzazione, tutto da rifare?

    Tirrenia: l’Europa blocca la privatizzazione, tutto da rifare?

    Una Nave Tirrenia a GenovaQuella che il ministro Passera agli albori di marzo definiva una «sensazione forte» oggi, come sappiamo, è diventata realtà: la Commissione Europea  ha respinto le procedure per la privatizzazione di Tirrenia, la compagnia di navigazione statale commissariata nel 2008. Nella stessa occasione il ministro disse anche che in caso di bocciatura ci saremmo trovati ad affrontare un «bel problema». A distanza di un mese eccoci qua, il bel problema è servito.

    La lettera con cui l’Antitrust UE ha respinto l’iter di privatizzazione del colosso statale è stata recapitata al Ministero il 15 marzo scorso con la motivazione di un rischio monopolio dei mari tra continente e Sardegna, motivazione più che sensata se si considera che gli armatori presenti nella cordata Cin (Compagnia italiana di navigazione) che vinse un anno fa la gara d’appalto sono: Marinvest (che fa capo al gruppo dell’armatore Gianluigi Aponte e controlla Grandi navi veloci e Snav), Grimaldi Group (che fa capo a Manuel Grimaldi) e Moby (guidata da Vincenzo Onorato).

    Dopo l’immediata dipartita del gruppo di Aponte, in questi giorni ha abbandonato la nave anche il gruppo Grimaldi, in parole povere, per l’Alitalia del mare è tutto da rifare. Sciolta la Cin Vincenzo Onorato di Moby dovrebbe restare in sella, rientrerà in campo attraverso la Onorato Partecipazioni srl e tra i nuovi soci ci saranno il fondo di private equity Vsl Palladio Finanziaria (che si occupa di shipping e logistica) e il fondo Versi. In attesa di entrare nella cordata anche la società di navigazione spagnola Balearia e il gruppo Tomasos, oltre alla Regione Sardegna sin dal principio molto attenta all’evolversi della situazione.

    «La procedura avviata dall’Antitrust della Ue – ha commentato oggi Maruska Piredda, consigliere Idv della Regione Liguria – ha giudicato irregolare la gara di assegnazione e ha stabilito la restituzione di 496 milioni di aiuti di Stato da parte dei nuovi proprietari. Questo ha spinto Gianluigi Aponte e gli armatori Grimaldi a uscire dalla partita. A oggi della cordata Cin rimane solo Vincenzo Onorato, della Moby Lines, che detiene il 40% della nuova società. Il resto del pacchetto azionario dovrebbe essere suddiviso tra fondi di investimento e non ancora definiti operatori del settore dello shipping».

    «Con l’uscita di due soci su tre dalla cordata– continua Piredda – aumentano le preoccupazioni sul futuro occupazionale degli oltre 500 lavoratori della sede di Genova, tra personale navigante, circa 450 persone, e i 58 amministrativi».

    Ora il quadro societario va ridisegnato in fretta, il termine della proroga del contratto del commissario straordinario Giancarlo D’Andrea scade il 21 giugno.  «Il timore – dice Piredda – è che venga attuata l’ipotesi dello “spezzatino” delle rotte, su cui già l’Ue si era espressa negativamente nei confronti di Cin».

  • Electropark: Make Your Sound! Concorso di musica elettronica

    Electropark: Make Your Sound! Concorso di musica elettronica

    Musica elettronicaL’associazione culturale genovese Forevergreen.fm, che si occupa di organizzare eventi a favore di artisti emergenti nel campo musicale e delle arti visive, ha indetto in collaborazione con Sala Dogana (Palazzo Ducale) la prima edizione del concorso di musica elettronica ELECTROPARK: make your sound!

    Il bando è rivolto a studenti universitari e/o appassionati di questo nuovo media di produzione musicale (Dj, studenti di musica o produzione musicale, studenti di facoltà universitarie interessate alle tecnologie e all’elettronica), di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che potranno essere scelti per una performance l’1 e il 2 giugno 2012 nello spazio del Ducale. Nel corso di queste due giornate si terranno infatti workshop e dimostrazioni live sulle tecniche di produzione musicale di ultima generazione, sulle nuove tecnologie e strumenti per la produzione sonora.

    È ammesso al concorso qualsiasi progetto focalizzato sulla produzione di musica elettronica tramite software o qualsiasi tipo di strumento tecnologico o elettronico. Il materiale (biografia, recapiti, descrizione e foto del progetto, almeno un file audio) andrà inviato entro il 30 aprile 2012 tramite la mail makeyoursound@forevergreen.fm o via posta a Associazione culturale musicale Forevergreen FM – Via Monte Fasce 72 – 16133 Genova.

    Entro il 20 maggio 2012 tra i partecipanti saranno scelti 5 finalisti in base ai voti ricevuti su pagina dedicata facebook “Forevergreen Fm” e sito di riferimento www.forevergreen.fm. A seguire, una giuria composta da esperti, dai presentatori dei workshop e dagli organizzatori dell’evento sceglierà il vincitore.

    Il vincitore avrà diritto a:
    – una targa celebrativa
    – un’esibizione di un’ora durante la serata del 2 Giugno in apertura alle performance dei dj e producer ospiti della serata;
    – un’esibizione all’interno del Forevergreen Festival 2012.

  • Con-Trasta la Tav: manifestazione dei cittadini della Val Polcevera

    Con-Trasta la Tav: manifestazione dei cittadini della Val Polcevera

    Venerdì 20 Aprile il Comitato “Proteggiamo Villa Sanguineti” formato da famiglie e maestre della scuola – messa in pericolo dall’apertura dei cantieri del Terzo Valico – organizza la manifestazione “CON-TRASTA la Tav“: concentramento ore 16 presso la Scuola Villa Sanguineti in via dei Molinussi a Fegino, ore 17 in Piazza Rismondo a Bolzaneto

    «Il 27 marzo negli uffici del Matitone abbiamo incontrato le istituzioni per riuscire a chiarire alcuni semplici ma per noi vitali “particolari” – scrive il Comitato – i dettagli del cantiere che sarà aperto vicino alla scuola in quanto tutti noi viviamo nelle zone limitrofe; l’impatto ambientale che tale cantiere, associato a molti altri che sono già aperti o apriranno a breve, avrà sulla nostra valle e le nostre vite dal punto di vista sanitario; come intendono procedere tali istituzioni, per quanto riguarda la nostra scuola. Dalla riunione siamo usciti ancora più incerti soprattutto per quanto riguarda la scuola. Le istituzioni si sono impegnate a fornirci i dati ma a tutt’oggi non abbiamo in mano nulla. Il futuro della scuola e dei nostri bimbi è legato ad uno studio fatto dall’Arpal che dovrebbe simulare (avete letto bene, SIMULARE) l’impatto che il cantiere avrà su di loro. Se non potranno convivere cantiere e scuola quale soluzione verrà adottata??? Le istituzioni non l’hanno detto!!! Ma se la scuola non potrà stare accanto al cantiere come si può permettere alle nostre abitazioni di starci!!! A queste domande non è stata data risposta, anzi ci è stato detto, con un po’ di arroganza, che TUTTI i cittadini approvano le loro decisioni. E’ il momento di far capire che non è proprio così…»

  • Brignole, viale Caviglia: lavori per realizzare posti moto e auto

    Brignole, viale Caviglia: lavori per realizzare posti moto e auto

    Il Comune sta studiano la possibilità di realizzare in viale Caviglia, tra piazza Verdi e piazza della Vittoria, 250 posti per mezzi a due ruote e circa un’ottantina di posti auto, ricavati sacrificando una parte dei giardini. I parcheggi per le moto dovrebbero essere gratuiti mentre quelli destinati alle automobili saranno probabilmente soggetti al sistema “Blu area” vigente in tutto il centro cittadino.

    Una trasformazione che si rende necessaria in un’area strategica, interessata dalla prossima apertura della stazione della metropolitana di Brignole (dovrebbe entrare in funzione a luglio), ma non solo, a pochi metri infatti sono in procinto di partire i lavori per il restyling della stazione ferroviaria di Brignole che cancelleranno i pochi spazi moto presenti nelle immediate vicinanze. Di conseguenza diventa fondamentale garantire maggiori aree di sosta per parcheggi di interscambio rispetto a quelli attualmente disponibili.

    Inoltre, considerando la semipedonalizzazione dell’adiacente piazza Colombo, un nuovo parcheggio consentirebbe anche di rilanciare le attività commerciali della zona.

    C’è però un “piccolo” problema, per il momento non ancora risolto dal Comune. Nell’area dei giardini di viale Caviglia infatti, oggi si trovano costretti a lavorare sotto tendoni provvisori, gli operatori commerciali che prima dell’alluvione del novembre scorso erano ospitati nel sottopasso Cadorna. Nonostante vari incontri con l’amministrazione comunale la questione non ha ancora trovato una soluzione e i commercianti lanciano l’ennesimo grido d’allarme «I progetti per i negozi sono già pronti, pagheremo noi i lavori di ristrutturazione che poi ci saranno dedotti dagli affitti. Tutto questo è scritto nero su bianco in accordo con il Comune ma mancano ancora le firme di alcuni assessori per poter finalmente partire e, nel giro di tre mesi, tornare a svolgere la nostra attività con maggiore serenità. Ma evidentemente in periodo elettorale gli esponenti politici sembra non abbiano “tempo da perdere”…».

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Florarte, al via la tredicesma edizione ad Arenzano

    Florarte, al via la tredicesma edizione ad Arenzano

    Florarte ArenzanoDal 21 al 25 aprile Villa Negrotto Cambiaso di Arenzano ospita la tredicesima edizione di Florarte, una mostra dove i fioristi creano splendide composizioni floreali ispirandosi ciascuno all’opera di un artista e di un quadro: colori, profumi, forme si fondono in un’alchimia speciale dovuta anche al luogo speciale dove la mostra viene  allestita, la serra  monumentale del  Parco Negrotto Cambiaso di Arenzano.

    Florarte è un evento unico nel suo genere, in cui l’arte  si confonde con i fiori e l’uno esalta l’altro: una manifestazione che nel corso degli anni si è ampliata fuori dai confini preziosi della serra verso il parco storico di Villa Negrotto Cambiaso e il paese.

    E’ divenuta  un mezzo per richiamare l’attenzione sulla necessità di promuovere  e tutelare il giardino storico e quanto esso rappresenta in tutti i suoi aspetti: natura, arte, storia, ecologia e tutela dell’ambiente, biodiversità, turismo e cultura divengono i temi basilari della manifestazione, ormai estesa a tutto il giardino con la mostra mercato florovivaistica di qualità, con laboratori, spettacoli, concerti a tema, con il percorso dell’arte che  penetra anche nel castello e, inarrestabile, giunge al paese, al mare.

    Il 2012 l’esposizione è dedicata al maestro Agenore Fabbri ed è collegata alle ceramiche di Eliseo Salino e Angelo Biancini nel Santuario del Bambino di Arenzano.

    Inaugurazione 20 aprile 2012 ore 17.00
    21 e  22 aprile,  –  4 ed. Mostra mercato floro-vivaistica di qualità, laboratori, eventi
    orario continuato dalle 10 alle 19
    23-24-25 aprile, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19
    Ingresso libero.
    Informazioni presso IAT – Arenzano Tel .+390109127581

  • Festival della Scienza 2012: aperto il bando per animatori

    Festival della Scienza 2012: aperto il bando per animatori

    Festival della ScienzaCome ogni anno, gli organizzatori del Festival della Scienza, che si svolgerà tra il 25 ottobre e il 4 novembre 2012, aprono le loro porte ai giovani e indicono un bando alla ricerca di animatori e animatori scientifici.

    Che cosa faranno queste figure e quali sono i requisiti richiesti?

    L’animatore scientifico ha un ruolo fondamentale all’interno di mostre e laboratori dove, grazie alle sue conoscenze e alle buone capacità relazionali e comunicative, illustra i contenuti e accompagna gruppi di visitatori.
    Requisiti:
    – essere studente universitario, laureato, dottorando.
    – buone conoscenze scientifiche per gli studi effettuati o per una passione coltivata autonomamente.
    – esperienze pregresse nel campo dell’animazione (anche non scientifica) con bambini e ragazzi in età scolare e/o adulti.
    – disponibilità a lavorare durante tutti gli 11 giorni del Festival.
    – comprovate capacità di relazione con il pubblico.

    L’animatore, utilizzando le sue buone capacità organizzative e relazionali, si occupa dell’accoglienza del pubblico presso mostre, laboratori ed eventi sponsor, degli aspetti organizzativi di conferenze e spettacoli, della gestione dei flussi e fornisce indicazioni e informazioni sul programma e sui luoghi del Festival supportando il visitatore nell’organizzazione del proprio percorso.
    Requisiti:
    – essere maggiorenne diplomato, studente universitario o laureato.
    – esperienze lavorative pregresse a contatto con il pubblico in occasione di mostre/fiere/convegni o nel campo della sicurezza in occasione di eventi pubblici.
    – disponibilità a lavorare durante tutti gli 11 giorni del Festival.
    – capacità di problem solving.
    – comprovate capacità di relazione con il pubblico.

    È possibile candidarsi sul sito animatori.festivalscienza.it entro il 23 maggio. Le selezioni verranno fatte a partire dal mese di luglio. Per diventare animatori, a seguito del superamento della selezione, è necessario partecipare ad una formazione obbligatoria. La mansione è retribuita, ma per chi viene da fuori Genova non sono previste agevolazioni per vitto e alloggio nè la copertura delle spese di viaggio.

    Per diventare animatori, a seguito del superamento della selezione, è necessario partecipare ad una formazione obbligatoria.
    La mansione è retribuita. Non sono previste agevolazioni per vitto e alloggio nè la copertura delle spese di viaggio.

  • Vivi il museo: gli eventi per conoscere l’Accademia di Belle Arti

    Vivi il museo: gli eventi per conoscere l’Accademia di Belle Arti

    Accademia Belle ArtiL’associazione Amici dell’Accademia Ligustica di Belle Arti Onlus ha lanciato la campagna di eventi Vivi il Museo, che per tutto il 2012 proporrà appuntamenti di arte, cultura e gastronomia allo scopo di valorizzare e promuovere il Museo dell’Accademia Ligustica e sostenerlo economicamente.

    Questo il programma completo degli eventi:

    Giovedì 19 aprile, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Un inedito sposalizio
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’opera inedita di Luca Cambiaso.

    Venerdì 20 aprile, ore 10.00-12.30 (ingresso libero)
    Giornata di studi
    Appuntamento interamente dedicato alla storia del dipinto inedito di Luca Cambiaso e al suo restauro, presieduto da esperti del settore.

    Sabato 21 e domenica 22, ore 14.30-18.30
    Apertura straordinaria del Museo
    Seguiranno altre aperture straordinarie.

    Sabato 5 maggio, ore 17.00
    Didattica Musicale – Bach

    Giovedì 10 maggio, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il Seicento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire il Seicento attraverso gli occhi di Valerio Castello.

    Sabato 19 maggio, ore 17.00
    Didattica musicale – Mozart

    Giovedì 31 maggio, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Vita di Chiesa
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’arte sacra.

    [Pausa estiva]

    Giovedì 20 settembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il Settecento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire il Settecento attraverso gli occhi di Anton Raphael Mengs.

    Sabato 29 settembre, ore 17.00
    Le anime dell’arte. Primo appuntamento
    Aneddoti e pettegolezzi sui grandi pittori e committenti dell’Accademia raccontati da Mauro Pirovano.

    Sabato 20 ottobre, ore 17.00
    Le anime dell’arte. Secondo appuntamento
    Aneddoti e pettegolezzi sui grandi pittori e committenti dell’Accademia raccontati da Mauro Pirovano.

    Sabato 27 ottobre, ore 17.00
    Didattica musicale – Beethoven

    Giovedì 8 novembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il corpo
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire le valenze del corpo nell’arte.

    Giovedì 22 novembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. L’Ottocento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’Ottocento attraverso gli occhi di Tammar Luxoro.

    Sabato 24 novembre, ore 17.00
    Didattica musicale – Debussy

    Martedì 27 novembre, ore 18.00
    La tavola nella storia. Primo appuntamento
    L’arte di apparecchiare la tavola secondo la moda russa.

    Martedì 4 dicembre, ore 18.00
    La tavola nella storia. Secondo appuntamento
    L’arte di apparecchiare la tavola secondo il gusto francese.

    Giovedì 6 dicembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il Novecento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire il Novecento attraverso Antonio Discovolo.

  • Irene Lamponi e il suo Teatro Onirico Politico

    Irene Lamponi e il suo Teatro Onirico Politico

    Irene Lamponi«Le persone, troppo semplicisticamente, pensano che la sola connessione tra la parola “politica” e la nostra realtà siano i partiti e la classe politica. Certamente e purtroppo questi ne fanno parte, ma la politica, per me, non si esaurisce con le promesse dei nuovi sindaci e i cartelloni elettorali, la politica è parlare della realtà, della verità e di come la gente vive facendo in modo che quello che adesso non le piace non succeda più». Irene Lamponi, attrice, veneziana di nascita e di formazione, vive a Genova dove presenta il suo Teatro Onirico Politico, un progetto teatrale interessante a partire dal titolo…

    Teatro Onirico Politico: di che cosa si tratta?
    L’idea di avviare questo progetto parte dalla necessità di unire due ambiti che spesso sono pensati come distanti e non si contaminano tra loro. Per me il sogno e la politica sono due fattori importantissimi della vita, perché essi stessi permeano la vita di ognuno di noi quotidianamente. Tutto è politico e tutto è sognabile. Il teatro, che per me è il mezzo con cui parlo alle persone, deve poter unire questi due fattori raccontando fatti strettamente legati alla nostra vita politica e sociale attraverso un mondo delicato che fa parte del meraviglioso. Il teatro Onirico Politico vuole scardinare l’idea che parlare di politica e cronaca dei nostri giorni in teatro voglia dire fare solamente teatro di narrazione slegato da un teatro di regia. Credo sia interessante riunire in una sola creazione la forza del messaggio politico a quella dell’incanto e del gioco.

    Il titolo sul tuo sito recita “Un Teatro Onirico Politico per non perdere la tenerezza”. Cosa significa?
    Per me significa poter parlare di cose importanti, come giustizia, corruzione, movimenti degli indignati, razzismo e molti altri temi generalmente crudi, ma attraverso lo sguardo di un bambino. I bambini non sono assolutamente buoni, ma riescono a meravigliarsi. Sono in grado di capire perfettamente la realtà senza lasciare da parte il sogno. “Un Teatro Onirico Politico per non perdere la tenerezza” significa appunto questo.

    Il tuo progetto si svolge nell’ambito dell’attività della Compagnia Altroquando, associazione nata per divulgare spettacoli ideati da giovani che non trovano spazio altrove e che non hanno enti di riferimento. La mancanza di punti di riferimento o comunque il disinteresse degli enti istituzionali possono far perdere occasioni e talenti. Pensi che stia succedendo questo? Quanto pesa questa lacuna a cui in qualche modo cercate di sopperire?
    Il disinteresse delle istituzioni verso i nuovi talenti, giovani che non solo fanno teatro ma che vogliono dedicarsi all’arte e alla cultura, è disgustoso. Gli appoggi ai giovani mancano a mio avviso quasi completamente. Solo il fatto che in Italia la parola “giovane” si usi per attori e registi quarantenni è imbarazzante. Ovviamente questo stato di cose pesa tantissimo sulle realtà indipendenti che lavorano a livello professionale ma non hanno nessun tipo di aiuto. Io penso che realtà come quella del Teatro Valle a Roma, o del Teatro Coppola a Catania, oppure la novità di oggi del Teatro Garibaldi a Palermo e di molti altri posti che in tutta Italia sono stati occupati da giovani che richiedono il diritto alla cultura, sia un segno che parla da solo.

    Quali sono le difficoltà quotidiane del fare teatro?
    Per quanto riguarda me, io ho scelto di intraprendere un percorso indipendente, creando lavori che portino la mia firma. Intraprendere un percorso così non comprende solo un lavoro attoriale, ma anche un lavoro sulla regia e sulla scrittura e sulla promozione di me stessa, e quindi è molto impegnativo. Ci sono difficoltà economiche, difficoltà di gestione del lavoro che devo saper organizzare senza l’appoggio di una produzione o di un teatro. La mia è una scommessa che sono sicura di poter portare avanti.

    Credi che il teatro possa continuare a essere un mezzo adatto a parlare alle persone?
    Penso che il teatro, come tutto il resto, sia cambiato e che a volte non sia per niente lento, ma sia invece un bello schiaffo in faccia, soprattutto il teatro fatto da compagnie e artisti emergenti. Il teatro continuerà a parlare alle persone se saprà rinnovarsi e spero che questo continui ad accadere.

     

    Claudia Baghino

  • Eddy Romano in concerto a La Claque

    Eddy Romano in concerto a La Claque

    Edmondo RomanoSabato 21 aprile Edmondo Romano presenta al pubblico de La Claque “Sonno Eliso”, il primo lavoro di composizione della trilogia dedicata alla comunicazione tra diverse realtà: in questo caso la dualità maschile – femminile.

    Il lavoro presenta due parti speculari: il fulcro tematico è l’incontro – scontro tra l’uomo e la donna da sempre alla ricerca di un equilibrio tra l’essere insieme e l’essere separati alla ricerca di un equilibrio interiore.

    Il polistrumentista a fiato scrive da circa vent’anni per numerose formazioni (Avarta, Orchestra Bailam, Eris Pluvia) e collabora con artisti italiani di diversi ambiti (cinema, teatro e musica), presenta il cd prodotto da Eden in collaborazione con Pivio e Aldo De Scalzi per Creuza, distribuzione Felmay/Egea al quale hanno preso parte numerosi musicisti tra cui Ares Tavolazzi, Mario Arcari, Marco Fadda, Elias Nardi, Alessio Pisani, Kim Schiffo, Roberto Piga, Fabio Vernizzi, Riccardo Barbera.

    Le note di copertina sono di Paolo Fresu.

  • Storia di Genova: Quinto al Mare

    Storia di Genova: Quinto al Mare

    Quinto, Genova

     La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Il quartiere di Quinto al Mare (poco più di 8.000 abitanti) come lo vediamo e conosciamo oggi, prese forma a partire dagli anni 50 del secolo scorso, quando venne avviata una massiccia espansione edilizia terminata nel decennio successivo con la costruzione di Corso Europa a monte dell’Antica via Romana e della napoleonica Aurelia a mare.

    Come accaduto per i quartieri di Quarto dei Mille e Sestri Ponente, Quinto deve il nome alla collocazione sulla Via Aurelia antica di epoca romana (ad Quintus Milium – quinto miglio dalla città di Genova). La via romana attraversava Genova perpendicolarmente al torrente Bisagno e al torrente Sturla (i ponti di S.Agata in Borgo Incrociati e quello detto appunto “romano” di via delle Casette a Sturla ne sono testimonianza), era l’asse di accesso alla città da Levante lungo i borghi di Nervi, Quinto, Quarto e Sturla. A prova della sua importanza, in molti testi medievali veniva indicata con l’appellativo di Strada. L’attuale Via Antica Romana di Quinto conserva tratti di quell’antichissimo asse di vitale importanza per il commercio e le comunicazioni.

    Gran parte della storia di Quinto al Mare si concentra fra codesta strada e il mare. Eh già, il mare… Scontato evidenziare quanto la presenza del mare abbia segnato la vita di questa terra e delle genti che nella storia l’hanno abitata. Testi storici evidenziano la tradizione marinara di Quinto in più di un’occasione; sin dal Medioevo il borgo fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei saraceni provenienti dal nord africa e dalle tante imbarcazioni di pirati che riuscivano più facilmente a raggiungere le coste dei borghi limitrofi, piuttosto che tentare di penetrare nel porto di Genova. Per questo motivo venne eretta un’imponente fortezza a difesa delle abitazioni, che rimase in piedi sino ai bombardamenti inglesi del 18esimo secolo. Ulteriore conferma della tradizione di questa terra, negli anni in cui la flotta della Repubblica di Genova era fra le più potenti ed attrezzate del mondo, la quasi totalità degli abitanti maschi del borgo erano arruolati sulle navi genovesi.

    Inoltre, secondo l’ipotesi di alcuni storici, fu proprio Quinto a dare i natali a Cristoforo Colombo; il navigatore genovese sarebbe nato in una villa nella zona a monte dell’attuale corso Europa, in località Terra Rossa, alle pendici del monte Moro, in cui avrebbero abitato i familiari. Si sa, pero’, quante tesi e ipotesi ci siano su questo tema, il più delle volte contraddittorie. Colombo è rappresentato in un affresco nella chiesa di San Pietro situata sulla via Antica Romana.

    Durante il periodo napoleonico il borgo conobbe le prima trasformazione in seguito ai lavori per l’apertura dell’Aurelia a mare (oggi SS1). Nei primi decenni del novecento era diventato sede di due importanti opifici, oltre che di un grande molino granario, e di diversi frantoi per la produzione dell’olio. E quando nel 1926 fu annesso alla Grande Genova, l’economia agricola del borgo aveva appena conosciuto la spinta dello sviluppo “industriale”, con il conseguente aumento della popolazione e la costruzione di nuove abitazioni.

    Tutto ciò rese insufficiente lo scalo della stazione imponendo il suo ampliamento mediante lo spostamento a monte della linea ferroviaria. (A ricordo della vecchia sede ferroviaria resta solo una galleria all’inizio di via Gianelli oggi adibita ad autofficina…)

    Foto e video di Daniele Orlandi

    QuintoQuinto

  • Ci vuole ben altro: rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia

    Ci vuole ben altro: rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia

    “Ci vuole ben altro”, è il titolo scelto per il nuovo rapporto dell’associazione Antigone che fa il punto sulle ultime visite dell’osservatorio nazionale nelle carceri italiane. I numeri confermano, senza possibilità di smentita, che la legge Alfano sulla detenzione domiciliare del 31 dicembre 2010 e la famosa svuota-carceri del governo Monti(che estendeva ad un anno e mezzo il periodo di pena residuo convertibile in detenzione domiciliare e che cercava di limitare gli arresti con traduzione in carcere per fatti non di particolare allarme criminale), entrata in vigore il 31 dicembre 2011, non sono servite ad arrestare il fenomeno del sovraffollamento.

    A fronte di una capienza regolamentare di 45.742 posti a fine 2010 i detenuti erano 67.961. Un anno dopo nonostante la legge Alfano si proponesse di ridurre di 8 mila unità la nostra popolazione carceraria, i detenuti erano 66.897. «Giusto mille in meno», sottolinea Antigone. Ma anche il decreto del nuovo ministro Severino non sortisce gli effetti sperati infatti al 13 aprile 2012 i detenuti arrivano a 66.582, solo 312 in meno.

    Ciò nonostante 5.533 detenuti sono usciti grazie alla detenzione domiciliare. Come mai allora, se davvero c’è stato un calo, questo non si rileva? «Innanzitutto perché la parte della legge sulle “porte girevoli” ha iniziato a non funzionare – spiega Antigone – Gli arresti con conduzione in carcere sono ripresi. Nel novembre 2011 i detenuti entrati dalla libertà in carcere sono stati complessivamente 6.679. Sono scesi a 5.784 nel dicembre del 2011, ancora scesi a 5.211 nel gennaio del 2012. Poi a febbraio è iniziata la risalita con 5.278 ingressi, divenuti addirittura 6.174 a marzo 2012».
    «Inoltre le persone uscite con la detenzione domiciliare sono persone che sarebbero comunque uscite ordinariamente con altra misura alternativa già in vigore – precisa Antigone – e in ogni caso molte sarebbero ormai fuori per fine pena».

    Ma l’introduzione di questo beneficio ha influito negativamente sull’andamento delle altre misure alternative. «Prima dell’approvazione dell’indulto del 2006 oltre 23.000 persone erano in misura alternativa – spiega Antigone – Mai così tante. Con l’indulto questo numero si è praticamente azzerato, riprendendo subito dopo la sua lenta crescita».
    Alla fine del 2006 le persone in misura alternativa erano 5.933, 7.179 alla fine del 2007, 10.220 alla fine del 2008; 13.416 alla fine del 2009, 18.435 alla fine del 2010. Alla fine del 2011 il numero si ferma a quota 19.239, segnando un forte rallentamento nella crescita.
    «Si può ipotizzare da un lato che nell’ultimo anno il carico di lavoro per tribunali ed assistenti sociali dovuto alla nuova norma abbia ridotto le risorse per l’applicazione delle altre alternative alla detenzione – continua Antigone – Dall’altro è prevedibile che si tenda sempre più a concedere questo nuovo beneficio, più “sicuro” ad esempio dell’affidamento in prova, che si applica ad un residuo pena più breve, e fortemente sostenuto dal legislatore. Insomma, a causa delle nuove norme diventa probabilmente più difficile accedere alle vecchie alternative alla detenzione».
    Nel frattempo la durata media della custodia cautelare è in crescita ed aumenta anche la lunghezza delle pene comminate.

    In realtà l’impatto più significativo lo ha avuto la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che nell’aprile del 2011 ha sancito il dovere dei giudici italiani di disapplicare le norme presenti nella legge Bossi-Fini che prevedevano l’arresto per l’inottemperanza all’obbligo di allontanamento del Questore per l’extracomunitario non in regola coi documenti. Gli stranieri erano 24.954 il 31 dicembre del 2011 e sono diventati 24.123 il 31 marzo 2012. 831 detenuti in meno, quasi la totalità della decrescita dell’ultimo anno.

    Mentre un’altra area su cui sarebbe necessario intervenire per dare respiro alle carceri, è quella relativa ai reclusi per reati legati alla droga. «Il 36% dei detenuti è dentro per aver violato la legge Fini-Giovanardi sulle droghe – ricorda Antigone – Molti tossicodipendenti si trovano in prigione per aver commesso reati contro il patrimonio finalizzati a procurarsi sostanza stupefacenti. Va messa mano a questa legge ideologica, bacchettona, demagogica ed anti-economica».

     

    Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione carceraria, la regione con il più alto tasso di sovraffollamento è la Puglia (188%), seguita da Lombardia (174%) e Liguria (168%).
    La media nazionale si attesta su un preoccupante 145%, ovvero con oltre 145 detenuti ogni 100 posti, l’Italia è il paese più sovraffollato d’Europa.
    Ma secondo Antigone il dato è falsato perché apparentemente la capienza dei nostri istituti in questi anni è cresciuta. «Dal 2007 al 2012 parrebbe che l’Italia abbia aumentato la capienza delle sue carceri di 2.557 posti – spiega l’associazione – I primi effetti del piano carceri del governo? Assolutamente no. In effetti si tratta semplicemente del fatto che, negli stessi istituti, si stipano sempre più detenuti, trasformando in celle tutti gli altri spazi, a scapito di spazi comuni indispensabili per la vivibilità degli istituti. Nelle carceri c’è sempre meno spazio, ma sulla carta la loro capienza aumenta».

     

    Il numero dei decessi negli istituti penitenziari si conferma sostanzialmente analogo rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel primo trimestre del 2012 sono morti in carcere 35 detenuti ai quali vanno aggiunti i due decessi all’interno delle camere di sicurezza della questura di Firenze.

    «Di questi 17 si sono suicidati (uno dei quali nella caserma di Firenze), 5 sono morti di malattia e per 15 di loro le cause sono ancora da accertare –precisa Antigone – Il triste primato spetta al carcere di Marassi con i suoi 5 decessi (1 per suicidio, 1 per un “incidente” mentre inalava il gas dal fornelletto, 1 trovato morto nel sonno, 1 per soffocamento mentre mangiava), seguito da Regina Coeli con tre morti (un detenuto del centro clinico deceduto per malattia, uno colpito da infarto e un ultimo stroncato forse da “overdose”). Il più giovane a togliersi la vita aveva 21 anni, era italiano ed è morto a San Vittore, incensurato, era accusato di molestie sessuali ai danni di minorenni e aveva denunciato più volte di aver subito violenze dagli altri detenuti».

    Nel corso del 2011 si sono registrati complessivamente 186 decessi di cui 66 per suicidio, 23 per cause da accertare, 96 per cause naturali e 1 per omicidio. Nel 2010 i numeri erano stati leggermente più contenuti: 170 i decessi, di cui 65 per suicidio.

     

    Un altro fronte sul quale occorre intervenire al più presto è quello del lavoro penitenziario, un elemento fondamentale del trattamento e strumento privilegiato di reinserimento sociale, può essere svolto o alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria o di soggetti terzi, come prescrive il nostro ordinamento.

    «In questi primi mesi del 2012 si confermano i drastici tagli di spesa previsti dall’amministrazione – spiega Antigone – sia per pagare le mercedi dei detenuti alle loro dipendenze, sia per sostenere le imprese o cooperative che li assumono».
    In pratica il budget previsto per il lavoro dei detenuti è calato dai 71.400.000 euro del 2006 ai 49.664.207 euro del 2011.

    Nel medesimo periodo la percentuale di detenuti lavoratori (dipendenti dall’amministrazione carceraria o di imprese/cooperative) rispetto al totale della popolazione carceraria è passata dal 30% del 2006 al desolante 20% del 2011.

    «Questi importi però sono al lordo di euro 4.648.112, ossia il budget annuale di copertura previsto dalla legge 193/2000 – continua Antigone – la cosiddetta legge Smuraglia, varata nel 2000 proprio per incentivare il lavoro dei detenuti in esecuzione penale, prevedeva benefici fiscali e contributivi per quelle cooperative sociali e aziende che avessero assunto persone in esecuzione della pena. Nel 2011 tale budget, ridotto a € 2.065.827 a causa degli esuberi del precedente anno, si è esaurito prima della fine dell’anno e le aziende interessate hanno dovuto rinunciare, in tutto o in parte, agli sgravi e spesso sono state costrette a terminare il rapporto di lavoro con il detenuto/lavoratore».
    Nel 2012 non si è provveduto al rifinanziamento previsto dalla legge e la Direzione generale dei detenuti del Ministero della Giustizia si è limitata a stanziare 2 milioni di euro destinati ai soggetti – imprese e cooperative – rimasti esclusi dal beneficio nel corso del 2011.
    A febbraio 2012 la Commissione Bilancio della Camera, per mancanza di copertura finanziaria, ha bloccato la proposta di legge 937, “Norme per favorire il lavoro dei detenuti”, presentata nell’ottobre 2011 e che puntava all’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro, in esecuzione della pena o in misura alternativa, attraverso sgravi fiscali alle imprese che li avessero assunti.

    «L’ovvia conseguenza di tutto ciò è che molti saranno i detenuti che continueranno a perdere il lavoro e molte le cooperative sociali che saranno costrette anche a chiudere non potendo più contare su tali sgravi», sottolinea Antigone.
    Lo stesso Ministro della Giustizia, Paola Severino ha affermato «Dopo dieci anni di applicazione della legge e di iniziative di eccellenza, si è costretti a rinunciare all’unico, vero ed efficace incentivo che ha permesso concreti processi di reinserimento sociale».
    «Per molti detenuti il lavoro rappresenta l’unica fonte di reddito, non avendo alle spalle famiglie capaci di sostentarli – conclude Antigone – e quindi l’unico modo per poter acquistare tutto ciò che l’Istituto non offre, come francobolli per scrivere ai familiari, sigarette, sapone, capi di vestiario, ma anche alimenti».

     

    Matteo Quadrone

  • “The End”, spettacolo di Babilonia Teatri all’Archivolto

    “The End”, spettacolo di Babilonia Teatri all’Archivolto

    Babilonia Teatri The EndVenerdì 20 e sabato 21 aprile il teatro dell’Archivolto ospita al compagnia Babilonia Teatri, che presenta lo spettacolo “The End”.

    I Babilonia Teatri sono uno dei gruppi più innovativi e radicali della scena italiana: nel 2007 hanno vinto il premio Scenario per made in italy, nel 2009 il premio Speciale Ubu grazie con il loro teatro pop / rock / punk scandagliano il malessere della nostra società.

    In questo spettacolo affrontano un argomento di cui oggi si cerca di non parlare, occultato da una perenne corsa alla giovinezza: la fine della vita. Un evento drammatico a cui l’uomo non riesce ad approcciarsi nel giusto modo, come se non riuscisse ad accettarne l’esistenza.

    Nel momento in cui ci troviamo a diretto contatto con la morte tornano a galla in modo dirompente le nostre paure. Il buon senso o senso comune non servono più a nulla. Non basta sapere che la vita ha un ciclo, che i propri genitori invecchiano, che ammalarsi è possibile. Non basta neanche la visione consolatoria che la religione ci offre. La morte rimane tale. Uno spettro scuro di cui abbiamo infinitamente paura. In modo estremamente tragico. In modo estremamente comico.

    Inizio spettacoli ore 21

    Ingresso 20 euro

  • Passamano: a Bolzano un negozio dove non serve il denaro

    Passamano: a Bolzano un negozio dove non serve il denaro

    BolzanoSi è mai visto un negozio nel centro città, aperto e in piena attività, che in vetrina non ha nulla da vendere? Un negozio dove non serve il denaro per “comprare”? A Bolzano hanno avuto un’idea niente male, il primo negozio che scambia e regala senza vendere nulla…  Sabato scorso ha infatti inaugurato “Passamano“, dove nessun oggetto in esposizione richiede un pagamento in denaro per essere portato a casa e chiunque può mettere a disposizione qualcosa di proprio che non utilizza più. Nessuna banconota, salvo la possibilità di lasciare offerte volontarie per il pagamento delle spese della struttura (affitto e bollette).

    “Passamano” è gestito da volontari, nessuno di loro riceve compenso. L’idea nasce dal movimento internazionale “Transition Town” fondato dall’inglese Rob Hopkins che si pone come obiettivo finale quello di proporre soluzioni creative per rifiutare la logica della compravendita e proporre un’alternativa al consumismo e allo spreco.

    In un periodo difficile per l’economia occidentale, dove teorie come quelle della “decrescita serena” di Serge Latouche trovano sempre maggiori consensi fra economisti e intellettuali di tutto il mondo, l’iniziativa dei ragazzi di Bolzano si pone come esperimento interessante e provocatorio. I bolzanini più maligni commentano sul web “non durerà più di qualche mese”, eppure la notizia sta facendo il giro dell’Italia e attira curiosi e idealisti da ogni parte dello Stivale.

    Non si tratta di vero e proprio baratto, perché chi prende un oggetto da “Passamano” non è obbligato a cederne uno in cambio. Certo, se tutti prendono e nessuno porta, il gioco finisce subito… Per questo il destino dell’iniziativa è in mano alle persone, ai clienti, ai partecipanti in qualsiasi modo li si voglia chiamare.

    Oltre a porsi come punto di riferimento per lo scambio di oggetti a costo zero, il “non negozio” di Bolzano vuole essere anche un laboratorio condiviso con chiunque volesse dare il proprio contributo in termini di tempo, disponibilità e collaborazione. Per questo “Passamano” mette a disposizione una biblioteca con sala riunioni da 30 posti a sedere e proiettore per serate e incontri tematici. Obiettivo dichiarato, infatti, è quello di diventare vero e proprio info point su temi come consumo consapevole, riciclo e riutilizzo, eco villaggi, animalismo, cucina vegetariana e vegana, turismo responsabile e diritti umani… oltre, ovviamente, a fornire informazioni e approfondimenti sulla teoria economica della decrescita e sul movimento Transition Town.

     

    Aggiornamento, 15 giugno 2012: Il giocattolo sembra già mostrare qualche crepa, purtroppo. Riceviamo la nota di “Transition Bolzano“, il gruppo animatore del progetto “Passamano” comunica infatti di aver preso le distanze dall’attività svolta nel negozio di via Rovigo 22 in quel di Bolzano: «Noi ideatori e fondatori del progetto Passamano comunichiamo che le attività che si svolgono nel negozio messo a nostra disposizione in via Rovigo a Bolzano non rappresentano  più i principi dell’iniziativa originaria.  Il proprietario del negozio, infatti, ha spontaneamente cambiato le regole principali, prendendo il controllo esclusivo nella gestione del progetto e di fatto escludendo contemporaneamente gli altri fondatori e gran parte dei partecipanti. Il progetto nasce all’interno del gruppo informale “Transition Bolzano” con l’intenzione di portare avanti principi tesi alla creazione di una città più partecipativa, sostenibile e resistente alle crisi. […] Ora su alcuni oggetti scelti vengono concordate le offerte, riproponendo così schemi comuni di mercato che sono legati esclusivamente al denaro[…]»