Anno: 2012

  • Orlando Portento – Elezioni Comunali Genova

    L’INTERVISTA A ORLANDO PORTENTO

     

    – LINEE GUIDA DEL PROGRAMMA ELETTORALE

    Lavoro e sviluppo:

    Bisogna rilanciare lo sport: l’unico baluardo che può salvare i ragazzi più disagiati. Realizzare palestre, piscine, campi da tennis in ogni quartiere. «Perché solo ad Albaro possono giocare a tennis? Anche i giovani di Begato o del Cep hanno il diritto di giocare a tennis». Inoltre le attività sportive creano un notevole indotto e quindi nuovi posti di lavoro.

    Trasporto Pubblico:

    Il sindaco in primis può recuperare risorse eliminando gli sprechi. Oggi il 70% degli utenti non paga il biglietto. «Io propongo di reintrodurre la figura del vecchio bigliettaio». Una presenza fisica in grado di dare un senso di sicurezza a cittadini ed autisti. Inoltre in questo modo, finalmente, tutti pagherebbero il biglietto. Senza dimenticare la creazione di nuovi posti di lavoro.

    Grandi opere:

    Occorre partire dai piccoli interventi che si possono e si devono realizzare subito. Per il momento le grandi opere possono aspettare.

    Servizi:

    La priorità del Comune deve essere la manutenzione di strade, scuole, campi sportivi.                                                                                                        Oggi la polizia municipale si occupa solo di fare multe agli automobilisti. Al contrario è necessaria una presenza costante degli agenti municipali sul territorio per garantire la sicurezza dei cittadini.

     

    – LA BIOGRAFIA

    Ex calciatore, in un secondo tempo preparatore tecnico della Sampdoria, è autore e personaggio televisivo. Nel 1979 entra nell’emittente radiofonica Genova Sound, successivamente approda come show man e cabarettista nelle emittenti locali Telenord e Telegenova. Collabora anche con Walter Chiari e Paolo Valenti e arriva a condurre varie trasmissioni per la Rai. Animo polemico e combattivo, è stato spesso allontanato dal piccolo schermo per comportamenti “sopra le righe”. È stato sposato dal 2005 al 2009 con la showgirl Angela Cavagna.

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  • Orlando Portento, intervista con il candidato sindaco di “Portento per Genova”

    Orlando Portento, intervista con il candidato sindaco di “Portento per Genova”

    Orlando PortentoAbbiamo incontrato Orlando Portento, personaggio televisivo che ha lavorato per emittenti locali e nazionali, noto per la sua verve polemica, ha deciso di partecipare in prima persona alla competizione elettorale come candidato sindaco della lista “Portento per Genova”.

    Qual è l’esigenza che ti ha spinto a compiere questo passo?

    Io a dir la verità ho sempre fatto politica combattendo le ingiustizie nei mondi che ho frequentato, ovvero quello calcistico e quello televisivo. La decisione di candidarmi a sindaco all’inizio è stata una provocazione: vedere lo sfacelo provocato da ladri e corrotti e ascoltare le falsità del Robin Hood di Sant’Ilario (Beppe Grillo, ndr) mi hanno spronato a partecipare in prima persona per dire e fare cose di una semplicità estrema che però i politici non dicono e soprattutto non fanno. Io parlo di sicurezza, manutenzione, decoro della città, la gente ha bisogno di interventi in questo senso. Ho detto ai miei potenziali elettori che se entrerò in Consiglio a Palazzo Tursi ci sarà il terremoto ogni giorno. In caso contrario dovranno prendermi a calci nel culo. Entrare lì dentro deve essere un’esperienza allucinante. Gente di qualunque colore politico che non si fa il minimo scrupolo a partecipare per 1 minuto ad una commissione e rubare 100 euro. Per quale motivo queste persone devono avere dei privilegi: entrare gratis allo stadio, al cinema, andare a fare la spesa con l’auto blu? Se non partiamo da una pulizia generale non abbiamo nessuna speranza di cambiare la situazione.

    Cosa ne pensi della proliferazione di liste civiche in questa competizione elettorale?

    Marco Doria ha chiesto ai cittadini di non votare le piccole liste. Il loro obiettivo è fagocitarci. Io ho risposto che vorrei 500 liste di cittadini e, se ognuna di queste prendesse 500 voti, i grandi partiti sarebbero rovinati. Però ci sono alcuni movimenti senza senso mentre altri sono finti perchè si appoggiano ai grandi partiti politici.

    La mancanza di lavoro è un problema nazionale ed il sindaco non ha un ampio raggio d’azione in questo senso, ma secondo te quale potrebbe essere la vocazione futura, in termini di sviluppo e crescita economica, della nostra città?

    Il sindaco può fare tutto, se vuole. Ma le risorse dove si prendono? Innanzitutto tagliando il 50% degli stipendi di alcuni “papponi” che lavorano in Comune. Parliamo di gente, direttori generali e altre figure dirigenziali che guadagna 200-300 mila euro all’anno. Se noi diamo una bella sforbiciata alle buste paga di questi signori, recuperiamo 1 milione e mezzo di euro all’anno. Con questo denaro possiamo rilanciare lo sport che per me è un elemento fondamentale. Lo sport è l’unico baluardo che può salvare i ragazzi più disagiati. Bisogna realizzare palestre, piscine, campi da tenns, in ogni quartiere. Perchè solo ad Albaro possono giocare a tennis? Anche i giovani di Begato o del Cep hanno il diritto di giocare a tennis. Inoltre le attività sportive creano un notevole indotto e quindi nuovi posti di lavoro.

    Invece in merito alle Grandi opere, qual è la tua opinione?

    Occorre partire dai piccoli interventi che si possono e si devono realizzare subito. Per il momento le grandi opere possono aspettare. Oggi ad esempio la polizia municipale di cosa si occupa? solo di fare multe agli automobilisti. Al contrario è necessario una presenza costante degli agenti municipali sul territorio per garantire la sicurezza dei cittadini. È importante poter passeggiare tranquilli per le strade anche a mezzanotte, queste sono le cose che la gente chiede ai politici.

    Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, come si può fare per migliorare l’efficienza del servizio?

    Il sindaco in primis può recuperare risorse eliminando gli sprechi. Oggi il 70% degli utenti non paga il biglietto. Io propongo di reintrodurre la figura del vecchio bigliettaio. Una presenza fisica in grado di dare un senso di sicurezza a cittadini ed autisti. Inoltre in questo modo, finalmente, tutti pagherebbero il biglietto. Senza dimenticare la creazione di nuovi posti di lavoro.

    Il Comune gestisce diversi servizi essenziali per i cittadini, secondo te quali sono le priorità che devono essere mantenute in mano pubblica?

    La priorità del Comune deve essere la manutenzione di strade, scuole, campi sportivi. L’amministrazione comunale deve assumersi le sue responsabilità. Oggi i giardini e le aiule della città sono un vero e proprio schifo. Perchè queste aree verdi sono curate solo dove vivono i miliardari? Inoltre mi piacerebbe che il sindaco non trascorresse otto ore chiuso nel suo ufficio. Il sindaco deve uscire e girare per le strade incontrando la gente. Infine 5 anni di mandato sono troppi. La giusta misura potrebbe essere 2 anni e mezzo, non di più, in caso contrario si verifica un inevitabile attaccamento alla poltrona…

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

  • Certosa: corteo dei cittadini contro il degrado della Val Polcevera

    Certosa: corteo dei cittadini contro il degrado della Val Polcevera

    Sabato 14 aprile alle ore 15:30 il Comitato liberi cittadini di Certosa ha organizzato una manifestazione, con partenza dall’area ex Fillea, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul degrado della vallata.

    I cittadini scendono in strada per chiedere la riqualificazione dell’area ex Fillea e delle aree verdi; per dire NO all’inceneritore di Fegino-Borzoli, al trasferimento del CUP di Certosa; per difendere la scuola Villa Sanguineti; per discutere di Gronda e Terzo valico; contro la deliquenza e le infiltrazioni mafiose.

  • La Mezza Maratona di Genova: 4000 corridori nel cuore della città

    La Mezza Maratona di Genova: 4000 corridori nel cuore della città

    Sopraelevata di GenovaDomenica 22 Aprile andrà in scena l’ottava edizione della Mezza Maratona di Genova, gara agonistica internazionale su strada organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Podistica Peralto Genova con l’approvazione della Federazione Italiana di Atletica Leggera e il patrocinio del Comune di Genova.

    Un evento la cui organizzazione, ogni anno, richiede nove mesi di lavoro… «Ogni edizione facciamo un passo avanti per quanto riguarda i numeri. L’ anno scorso abbiamo raggiunto i 3000 iscritti – racconta il presidente dell’associazione Peralto Mauro Semonella – quest’anno raggiungeremo i 4000 corridori, un risultato che ci rende orgogliosi. Il mio entusiasmo è invariato rispetto a quando anni fa decidemmo di intraprendere l’avventura, la Mezza Maratona di Genova la sento un po’ come la mia creatura..L’obiettivo è quello di riuscire il prossimo anno a far entrare la gara nel Campionato Nazionale Master di mezza maratona.»

    Anche quest’anno in programma tre gare; oltre alla Mezza, ecco i percorsi ridotti di “Corri Genova” (11,5 km) e “Family Run” (3,5 km), quest’ultimo interamente dedicato al centro storico. La Mezza Maratona avrà un percorso di 21 chilometri con partenza dal Porto Antico e un tracciato che attraversa il centro storico (da Caricamento sino a via Cairoli, via Garibaldi e piazza De Ferrari), via XX Settembre sino alla Foce (corso Buenos Aires, via Casaregis) e tutta corso Italia sino a Boccadasse per poi svoltare e raggiungere Sampierdarena (Lungomare Canepa) passando per la sopraelevata, andata e ritorno.

    «La Mezza Maratona offre l’opportunità praticamente irripetibile di percorrere la sopraelevata a piedi – continua Mauro Semonella – un po’ come i trenini speciali nei grandi parchi divertimento… da lassù è possibile ammirare la bellezza della città, che spesso percorrendo la strada in auto non riusciamo a cogliere in tutti i suoi particolari… Sarà sicuramente una sensazione meravigliosa per tanti genovesi. Mi piace anche ricordare che quella di Genova è una delle pochissime Mezze Maratone cittadine che rimangono in centro; solitamente si parte dal centro e si finisce nelle più lontane periferie; noi pensiamo che sia molto più bello vivere la corsa nel cuore della città.»

    Tutti gli atleti devono essere pronti alla partenza fissata alle ore 09.30. Alle 09.25, invece, partirà la corsa handbike per i diversamente abili con le carrozzelle spinte a mano e capaci di raggiungere una velocità di punta di 30 km/h.

    Alle corse potranno partecipare atleti italiani e stranieri tesserati per Società affiliate alla Fidal e a Federazioni straniere affiliate alla IAAF, atleti italiani (di pari fascia d’età Master Fidal) tesserati per gli Enti di Promozione Sportiva (Sez. Atletica) e cittadini italiani e stranieri provvisti del “cartellino di partecipazione gara”, nel rispetto di quanto previsto all’art. 12/4, limitatamente alle fasce d’età corrispondenti alle categorie Amatori e Master (da 23 anni in poi).

    Il tempo verrà rilevato tramite appositi chip che verranno consegnati ai partecipanti e la classifica completa sarà disponibile la sera stessa della gara sul sito internet www.lamezzadigenova.it. Premi in denaro per i migliori piazzamenti. Per ulteriori informazioni contattare info@lamezzadigenova.it, per iscriversi scrivere direttamente iscrizioni@lamezzadigenova.it.

  • Mostra filatelico numismatica alla Fiera di Genova

    Mostra filatelico numismatica alla Fiera di Genova

    Mostra filatelico numismaticaSabato 14 e domenica 15 aprile torna come ogni anno alla Fiera di Genova la tradizionale mostra Filatelico Numismatica organizzata dall’Associazione Filatelico Numismatica La Lanterna e Studio Fulcro con il patrocinio della Federazione Società Filateliche Italiane.

    La rassegna, giunta alla sua 30esima edizione, si rivolge a tutti i collezionisti e gli amanti di francobolli, monete, carte da collezione, ma anche stampe, libri antichi e tanti oggetti curiosi e rari.

    Oltre cento gli espositori presenti all’interno del padiglione C, dove nei due giorni si possono scambiare, vendere o acquistare pezzi singoli o intere collezioni filateliche e numismatiche, cartofilia, scripofilia, schede telefoniche, stampe, libri antichi e piccoli oggetti da collezione. La manifestazione offre assistenza filatelica e numismatica ai meno esperti e un angolo dedicato alla consulenza di prestigiosi esperti.

    Per l’occasione sabato 14 aprile, grazie alla partecipazione delle Poste Italiane, viene presentato l’annullo speciale del 100° anniversario del naufragio del transatlantico Titanic avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912.

    Fiera di Genova, piazzale Kennedy

    Orario: sabato dalle 9 alle 18, domenica dalle 9 alle 14. Ingresso gratuito.

    Per info: tel. 010.5701567

  • Storia di Genova: i Truogoli di Santa Brigida e l’antico monastero

    Storia di Genova: i Truogoli di Santa Brigida e l’antico monastero

    Piazza dei Truogoli di Santa Brigida

    La Storia di Genova, articoli e video su GuidadiGenova.it – Vai all’approfondimento sul Sestiere di Pré

    “Superba ardeva di lumi…Genova…  dal suo  arco marmoreo di palazzi” (Giosuè Carducci), edifici, come dice l’ode citata, eburnei, imponenti, che incombono granitici su quell’antica “via Nuova” (via Balbi)  che i nobili Durazzo e Balbi, insediatisi nel quartiere nel XVII secolo, vollero a monte dell’angusta via di Pré, per dotare le loro ricche dimore di un agevole sbocco viario verso  il ponente.

    Tra queste solenni residenze s’incuneano angusti viottoli che scendono ripidi e tortuosi verso il porto o s’inerpicano,  in salita, verso il monte tra un affastellarsi di case sovrapposte. L’attuale aspetto è il risultato di quel rimaneggiamento edilizio ottocentesco che intrappolò,  nei loro intricati meandri, piccole creuze nella cui toponomastica riecheggia il glorioso passato della Repubblica Marinara e dei suoi domini:  via di Famagosta, di Montegalletto, salita di Balaclava, di Montebello, tutte nate da un unico sentiero: salita Santa Brigida.

    Lasciata, dunque, l’ampia piazza del Vastato (l’attuale piazza della Nunziata) e  procedendo in direzione della Stazione Principe, percorrendo  quella  “Strada delli Signori Balbi”, ricchi banchieri genovesi,  si giunge in quel tratto di via dove un dimesso “stendardo”, che ben poco ha di storico, ci annuncia di essere giunti nel luogo dove, il 24 marzo 1403, l’arcivescovo di Genova, Pileo de Marinis, pose la prima pietra di quel monastero che dalla santa prese il nome. Sulla destra, un sottopasso, seguito da una scalinata, da accesso ad una piccola piazzetta dove il tempo sembra essersi fermato: le facciate, completamente rinnovate, di tipiche case medievali,  che sembrano gioire dei loro nuovi  vestiti gialli e rossi, fanno da cornice ai vecchi truogoli (gli antichi lavatoi di Santa Brigida), approvvigionati , da una fonte detta Bocca di Bove, un angolo di silenzio dove tendendo l’orecchio pare ancora  di percepire il garrulo chiacchiericcio delle allegre lavandaie.

    Sulla vetusta tettoia, brillante di restauro, si specchia una preziosa edicola, unico ornamento di spicco nell’essenzialità della piazza. A sinistra, un solido arco, antico ingresso del monastero,  continua in un dedalo di vicoli, ricchi di storia,  che s’inerpicano in alto, scalando la collina, fino in Corso Dogali.

    Sono questi i luoghi dove giunsero, provenienti dalle turbolente alture di Sarzano, le monachelle agostiniane con l’intento di costruire una chiesa e di dedicarla alla santa, Brigida, di cui seguivano la regola (la regola dell’Ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida  è un’integrazione, in 27 capitoni,  di quella di Sant’Agostino).

    Appartenente alla famiglia reale svedese, Brigida (1303-1373), sposa giovanissima del nobile Ulf Gudmarsson e madre di 8 figli, alla morte del marito  si spogliò dei suoi beni  per darsi a una vita di fede. In uno dei tanti pellegrinaggi, fatto a piedi o a dorso di un mulo, giunse a Genova dove trovò ospitalità, per qualche mese, nell’abbazia di San Gerolamo di Quarto, in attesa di imbarcarsi per Roma, ospitalità che certo non ricambiò se, come narra la leggenda, dall’alto del Peralto, volgendo gli occhi verso la città ne abbia vaticinato la completa rovina.

    Truogoli di Santa BrigidaIl monastero brigidino di Genova aveva una caratteristica peculiare:  era pensato per una “coabitazione”, seppur rigorosamente separata, tra  frati e suore, entrambi di clausura, il che impose la costruzione di passaggi labirintici che ci danno conto delle  future creuze. Oltre alla chiesa  vi erano stanze, dormitori, mense, biblioteche per i religiosi, laboratori ed officine per gli operai, nonché ampi spazi esterni  come campi ed orti: una costruzione enorme, che occupavano quasi l’intero poggio. Era inevitabile che una così prossima contiguità fosse fonte di tentazioni e che, nel tempo, desse adito a malevoli sospetti, cui cercò di porre rimedio, nel 1600, Papa Clemente VIII, il cui  intervento, atto a porre fine all’ “onta” rappresentata dal convento “misto”,  si concretizzò, nel 1606, con la dipartita  dei poveri fraticelli. Rimaste sole in tanto spazio, le suore misero in vendita i loro terreni, la cui cessione permise, due secoli dopo, la costruzione di via Balbi.

    Ma i guai non erano finiti: alla fine del settecento, in linea con le idee giacobine che giungevano dalla vicina Francia, molti ordini religiosi furono soppressi e molti possedimenti confiscati tra cui quello conventuale di santa Brigida: tutti gli edifici furono riadattati ad uso abitativo, stessa sorte che  toccò alla chiesa, demolita per fare posto a tre palazzotti  conosciuti come “palazzi Dufour”, dal nome del casato del compratore. Prima di questa triste fine subì  la “vergogna” di essere  adibita, prima, ad officina di un fabbro e, successivamente, trasformata in filanda.  Dell’antica abbazia rimane solo l’arco d’ingresso, una colonna, una finestra, un muro, un residuo di affresco sotto un’arcata, tracce nascoste che potete trovare, dopo un’attenta ricerca, tra le ombre dell’intreccio dei vicoli.

     

    Adriana Morando

  • Cabaret burlesque, ultima serata a La Claque

    Cabaret burlesque, ultima serata a La Claque

    Eve la PlumeVenerdì 13 aprile La Claque ospita l’ultimo appuntamento con Cabaret Burlesque: dopo oltre 3 anni lo show saluta il locale in via San Donato con una serata speciale.

    Per l’occasione sono presenti tutti i protagonisti di questi tre anni di Burlesque e per l’occasione Eve La Plume, recude dai successi televisini su Sky e Mediaset, presenta un nuovo spettacolo pensato  per il pubblico genovese.

    Lo spettacolo scritto e diretto da Elisa D’Andrea, ospita anche Alessandro Barbini Silver Boy, Susanna Gozzetti Coco La Nuit e Cecilia Vecchio Lola BB Blond.

    Il pubblico viene preso per mano e trasportato indietro nel tempo alle atmosfere degli anni ‘40 dalla Burlesque’s Band (Federico Sirianni “The Cook”, Roberto Nappi Calcagno “The Hook”, Paolo Marasso “The Look”, Federico Branca Bonelli “Il Ragazzetto”).

    Un pianoforte, un contrabbasso, la batteria e una tromba che ricreano le note di pezzi culto che vanno dai primi anni del novecento fino agli anni settanta

    La serata inizia allle 19.30 con un aperitivo burleque e presentazioni abiti vintage di Betty Page Boudoir e dj set di Liza Chic, per poi proseguire con lo spettacolo alle ore 22.30.

     

  • Piazza Fossatello: i commercianti protestano per la presenza dei cantieri

    Piazza Fossatello: i commercianti protestano per la presenza dei cantieri

    Prendete il Centro storico, nei giorni di festa, quando il flusso di turisti per i vicoli è maggiore, aggiungete un cantiere che sta mettendo a soqquadro la pavimentazione costringendo alla temporanea cancellazione dei dehors di alcuni locali, il risultato finale sono le proteste dei commercianti, appoggiati dalle associazioni di categoria Confesercenti ed Ascom, le quali denunciano una situazione critica per i negozi.

    Accade in Piazza Fossatello, uno dei principali varchi d’accesso per i visitatori che si recano nel centro storico, ma i disagi coinvolgono anche via Ponte Calvi.

    «Il 26 marzo scorso senza che nessuno ci avesse avvisato, appena una settimana prima di Pasqua, in via Ponte Calvi hanno cominciato a bucare la pavimentazione – spiega il titolare della storica Pasticceria Liquoreria Marescotti – Siamo nella zona più turistica della città eppure nessuno ha pensato di pianificare i lavori in un periodo diverso».

    Parliamo infatti di un intervento che pare non essere urgentissimo, sottolineano i negozianti, avviato da Genova Reti Gas per adeguare la rete alle normative europee. Probabilmente la scelta di avviare i lavori proprio in un momento cruciale dell’anno, non è stata la più sensata.

    I commercianti, preoccupati per le ripercussioni negative sulle loro attività, chiedono al Comune un incontro, alla presenza dei responsabili del cantiere, per trovare una soluzione che mitighi i disagi nella zona.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Porta la sporta 2012: come fare la spesa senza sacchetti di plastica

    Porta la sporta 2012: come fare la spesa senza sacchetti di plastica

    Da sabato 14 a domenica 22 aprile 2012 in tutto il territorio italiano avrà luogo la quarta edizione della campagna “Porta la Sporta“, attiva dal 2009 e che ha lo scopo di far crescere nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale circa tutte le alternative possibili ai sacchetti usa e getta.

    Rifiuta, riduci, riusa e ricicla sono le quattro parole chiave di questa iniziativa, che sta raccogliendo sempre più adesioni in tutta Italia: tra i principali partner ci sono WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum e il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

    Come partecipare? I singoli cittadini possono partecipare in prima battuta evitando di prendere per una settimana sacchetti monouso di qualunque materiale e utilizzando invece per i propri acquisti tutte le tipologie di borse, zaini o scatole riutilizzabili più volte. Una volta sperimentato che è possibile si può passare a farlo tutto l’anno. Anche scuole, associazioni e attività commerciali possono contribuire all’iniziativa sensibilizzando a usare materiali alternativi rispetto alle sporte monouso.

    Perché questa campagna? Riducendo drasticamente l’usa e getta, scegliendo prodotti fabbricati in maniera sostenibile che consumino meno energia, a basso impatto di imballaggio e che possano essere facilmente riparati e riciclati i cittadini manderanno alla politica un forte segnale di volontà di cambiamento. Partire da un oggetto di uso comune  come il sacchetto di plastica può diventare il punto d’inizio di una serie di comportamenti responsabili che tocca anche altri ambiti della vita quotidiana.

    Marta Traverso

  • “The musical cube”, improvvisazione teatrale al teatro Instabile

    “The musical cube”, improvvisazione teatrale al teatro Instabile

    Rubik TeatroDa anni ormai gli attori della compagnia Rubik Teatro si alternano sui palcoscenici genovesi proponendo al pubblico  irresistibili sketch comici di improvvisazione assoluta.

    La compagnia torna con un nuovo spettacolo “The musical cube” , in programma venerdì 13 aprile alle 21 al Teatro Instabile di via Cecchi, 19 r .

    Due presentatori sgangherati, sei giocatori/attori che si sfidano in una gara senza esclusione di colpi fra il cantato e il recitato,  quattro spettatori scelti a caso tra il pubblico che decretano il miglior performer, un musico a lanciare le basi musicali senza pietà nel mettere in difficoltà i giocatori con brani che variano dalla lirica al jazz, dal coro alpino al teatro Kabuki, dall’opera rock, fino ai nostri musicarelli anni Sessanta, al canto gregoriano e tanto altro: quuesti gli ingredienti del musical -spettacolo.

    Un po’  Broadway, un po’ San Remo, un po’ reality: chi ha riso fino alle lacrime nel 2010 con l’improvvisazione dello spettacolo “The cube”, non può assolutamente perdersi “The musical cube” e i suoi sei personaggi in cerca della vittoria a colpi di note e storie create sul momento.

    Ingresso: 7 euro

    Riduzioni per: soci Superbasko, giornalisti, Giochi corsari, Corte dei ratti

  • Rivivere gli anni Ottanta, una festa a tema al Berio Cafè

    Rivivere gli anni Ottanta, una festa a tema al Berio Cafè

    Berio Cafè“Per chi c’era e vorrebbe tornarci, per chi non li poteva soffrire ma è disposto a ripensarci, per chi non li ha mai vissuti e muore dalla curiosità di sapere cosa succedeva in quegli anni”.

    Per tutte queste ragioni il Berio Cafè (all’interno della Biblioteca Berio, via del Seminario) apre le sue porte nel pomeriggio e nella serata di venerdì 13 aprile per rivivere l’epoca degli anni ’80 in una festa a tema.

    Questo il programma della giornata:

    15.30 – Torneo di Forza 4 e Cubo di Rubik, gioco libero con Risiko, Bocce, Monopoli, Hotel, Crack, Visual Game e il mitico Subbuteo.

    16.30 – Merenda Pane Nutella Estathè, proiezione partita di calcio Spagna ’82: Italia – Germania.

    18.30 – Proiezione filmati – film, pubblicità, musica, trasmissioni televisive . Chi vuole può continuare a giocare!

    20.30 – Cena con menù anni ottanta: grissini con prosciutti , tagliatelle prosciutto cotto, panna e piselli, abbuffata di vitel tonnè con patate al forno (costo euro 15,00 vini esclusi)

    21.30 – Concerto del cantautore Jocelyn Pulsar, da Forlì – ironia e malinconia in salsa pop acustica, presentazione album “Aiuole spartitraffico coltivate a grano”

    23.30 – Si balla! dj set “80 music”

    Per l’occasione all’interno del Berio Cafè sarà allestita una piccola mostra di oggettistica anni ’80.

    Prenotazioni e informazioni allo 010 5705416

    festa anni 80 Berio Cafè

  • Celivo, a maggio ripartono i corsi di introduzione al volontariato

    Celivo, a maggio ripartono i corsi di introduzione al volontariato

    celivoCelivo ha aperto le iscrizioni per una nuova tornata dei suoi corsi di introduzione al volontariato, che si terranno nella sua sede di piazza Borgo Pila (accanto al Teatro della Corte) il 10, 15 e 17 maggio 2012.

    Il corso si propone di informare, orientare e accompagnare tutti i cittadini interessati a conoscere e/o entrare nel mondo del volontariato, che potranno scoprire gli aspetti fondamentali dell’attività volontaria, i settori di intervento delle organizzazioni di volontariato (socio-assistenziale, sanitario, educativo – formativo, culturale, protezione civile, ambientale, ricreativo, difesa e tutela degli animali, sportivo, tutela e promozione dei diritti) e fare un colloquio conoscitivo per essere inseriti in una delle tante attività volontarie presenti sul territorio genovese.

    Questi i contenuti dei tre incontri del corso:
    1° incontro (10 maggio, ore 17.30-19-30): aspettative dei partecipanti, approfondimento sulla figura del volontario (motivazioni, valori, gratuità prestazioni, tipologia servizio, etc);
    2° incontro (15 maggio, ore 17.30-19-30): “mappa” del volontariato genovese (n° organizzazioni di volontariato della provincia di Genova, dislocazione sul territorio, settori di intervento, n° volontari, attività, destinatari, etc.);
    3° incontro (17 maggio, ore 17.30-19-30): proiezione video sul volontariato, illustrazione e consegna degli strumenti (Bacheca del Volontariato, Banca Dati, Colloqui di Orientamento individuali, etc.).

    Per partecipare occorre essere maggiorenni: l’iscrizione avviene scaricando dal sito di Celivo la scheda di iscrizione e consegnandola al centro. Numero massimo partecipanti: 25. I corsi saranno attivati con un numero di iscritti pari o superiori a 10.

    La partecipazione al corso è gratuita.

    Per maggiori si può contattare Celivo a celivo@celivo.it o al numero 010 5956815.

  • Via Bocciardo, i cittadini chiedono una riduzione dell’Imu

    Via Bocciardo, i cittadini chiedono una riduzione dell’Imu

    La crepa nel muro di via BocciardoGli inquilini di via Bocciardo, dal 4 dicembre fuori casa a causa dei danni strutturali provocati alla loro abitazione dai lavori di scavo per dei box interrati, non sanno come comportarsi in merito al pagamento dell’acconto Imu – da versare entro il 16 giugno 2012 – perché il Comune non ha ancora approvato il regolamento Comunale per l’applicazione del tributo e la Delibera Consigliare di determinazione delle aliquote e detrazioni, che devono essere adottati contestualmente al Bilancio di previsione, il cui termine è stato differito al 30 giugno prossimo.
    I cittadini chiedono giustamente di poter usufruire di una riduzione della tassa sulla prima casa.

    Questo il testo della mail finale degli inquilini di via Bocciardo

    Spett. le Comune di Genova, in relazione a quanto rispostomi dall’Ufficio Ici (leggi in calce), vorrei chiedere:
    dopo aver dato un permesso di costruire (o distruggere) su una zona a vincolo idro/geologico/paesaggistico; dopo aver buttato fuori di casa 8 famiglie; dopo averle lasciate al loro destino di homeless

    non vi sembrerebbe “carino” poter approvare questo famoso Regolamento prima della data fissata per l’acconto IMU onde far sì che venga approvata una riduzione per quei poveri diavoli fuori di casa che devono pagare la tassa su un bene del quale non stanno beneficiando e del quale probabilmente non beneficeranno più e non per cause da loro dipendenti?
    Su! Fate uno sforzo…riunite il Consiglio Comunale e fate una bella riunione! Immagino che gli assessori saranno sfiniti da questa corsa elettorale, ma sono convinta che possano trovare un piccolo spazio per questo! Cosa ne dite?

  • Val Polcevera e Valle Scrivia: quale futuro per i servizi sanitari?

    Val Polcevera e Valle Scrivia: quale futuro per i servizi sanitari?

    I servizi sanitari sul territorio vanno riducendosi di pari passo con l’esigenza, improcrastinabile, di razionalizzare la spesa e far quadrare i conti della Asl 3. Ma, soprattutto per le aree più decentrate, i cittadini si domandano quali siano gli orientamenti dell’azienda sanitaria locale, considerando che negli ultimi anni hanno assistito impotenti ad un inesorabile processo di erosione dell’offerta sanitaria, prima con la scomparsa progressiva degli ospedali e oggi attraverso la riduzione delle prestazioni e degli orari di apertura all’utenza di alcune strutture ambulatoriali, con gli inevitabili disagi che ciò comporta.
    La Val Polcevera e la Valle Scrivia – rispettivamente 63 mila e 23 mila residenti – sono due aree particolarmente colpite da questo fenomeno.

    Ne abbiamo parlato con il direttore amministrativo della Asl 3, l’avvocato Piero Giuseppe Reinaudo, per cercare di comprendere qual è l’orientamento dell’azienda sanitaria locale in merito all’assetto futuro dei servizi in aree periferiche.
    «L’Asl 3 persegue una linea precisa, quella di utilizzare il più possibile gli spazi disponibili di nostra proprietà – spiega Reinaudo – al contempo limitando al minimo il ricorso a locali in affitto».

     

    L’EX OSPEDALE CELESIA A RIVAROLO

    Partiamo da Rivarolo, dove fino a gennaio 2006 gli abitanti del popoloso quartiere potevano contare su un ospedale vero e proprio, il Celesia. Una struttura in buone condizioni, ristrutturata alcuni anni fa, con a disposizione un ampio parcheggio gratuito – un elemento non trascurabile – che garantiva una facile accessibilità all’utenza.
    Oggi all’interno del Celesia troviamo, nell’ala destra uffici ed ambulatori tra i quali oculistica, dermatologia, radiologia, centro prelievi, cup, medicina dello sport e del lavoro, il dentista e uno psicologo per le adozioni. Mentre nel padiglione a valle sono ospitati 25 pazienti della Rsa mantenimento.

    «Per l’ex ospedale Celesia è previsto un potenziamento della residenzialità – racconta Reinaudo – con la realizzazione di un secondo nucleo di Rsa per ulteriori 25 pazienti».
    Inoltre nella struttura di Rivarolo verranno trasferiti dei servizi non destinati al pubblico, ovvero alcuni uffici amministrativi.
    «Questi spazi verranno sfruttati maggiormente – spiega Reinaudo – l’intenzione è quella di valorizzare a dovere l’intera struttura».

    In effetti a partire da gennaio sono in corso alcuni lavori all’interno del padiglione a valle del Celesia, in particolare al terzo piano (dove un tempo c’era il reparto medicina con 50 posti letto), per trasformarlo completamente in struttura residenziale.
    Ma il cantiere si inserisce in un progetto più ampio, come indicato nel cartello di esecuzione lavori (per una spesa complessiva di 700 mila euro), che prevede la trasformazione dell’ex ospedale in struttura poliambulatoriale e residenzialità.
    Quindi per quanto riguarda gli ambulatori, la Asl 3 ha intenzione di aumentarli?
    «Per adesso rimangono quelli che sono – afferma il direttore amministrativo – la nostra intenzione è utilizzarli al meglio e se possibile aggiungere altre specialità».

    Nel frattempo il servizio di radiologia è stato eliminato per essere accorpato con quello dell’ospedale Gallino di Pontedecimo, un brutto colpo per i cittadini e non solo. Radiologia infatti svolgeva un servizio utile anche per gli ospiti della Rsa mantenimento. Con l’ampliamento della struttura residenziale questa operazione appare un controsenso, anche se Reinaudo afferma che «Non esiste connessione clinica tra Rsa e radiologia. I pazienti residenziali non acuti non hanno bisogno di alcune prestazioni specialistiche». E però a partire da aprile gli anziani, anche nel caso di una semplice ecografia, dovranno essere trasportati fino a Pontedecimo.

     

    L’OSPEDALE GALLINO A PONTEDECIMO

    Qui tutto ruota attorno alla questione dell’ospedale Gallino, alcuni mesi fa al centro delle polemiche e delle vigorose proteste dei residenti per una paventata chiusura della struttura, in pratica l’unico ospedale ancora presente nella vallata (il Pastorino di Bolzaneto infatti, chiuso negli anni ’90, oggi è stato anch’esso riconvertito in Rsa).

    «È un ospedale che mantiene le sue funzioni di base – sottolinea Reinaudo – ed in questo momento non esiste nessuna ipotesi di chiusura e neppure di ridimensionamento».
    Si tratta invece di una revisione delle attività «In ragione di alcune evidenze cliniche – precisa Reinaudo – alcune funzioni verranno riviste all’interno di uno schema complessivo».
    Le trasformazioni previste al Gallino hanno suscitato timori nei cittadini della vallata, «Questo è comprensibile – spiega Reinaudo – probabilmente l’azienda sanitaria non ha comunicato in maniera sufficiente sul territorio, le proprie intenzioni».

    Detto questo, allo stesso tempo, secondo il direttore amministrativo Asl 3 «Non possiamo partire dall’ipotesi che un ospedale sia una sorta di “monade” a prescindere dal contesto in cui è inserito. In altri termini non può rimanere sempre uguale a se stesso. Dal punto di vista sanitario questo è un presupposto inconcepibile».

    «Il senso delle nostre operazioni non va in direzione di un depotenziamento – continua Reinaudo – piuttosto possiamo parlare di una revisione secondo criteri di efficienza clinica».
    «Il Gallino comunque rimarrà aperto, questo occorre sottolinearlo – afferma Reinaudo – sia per quanto riguarda la chirurgia sia per quel che concerne la cardiologia».
    Ma il piano di riorganizzazione aziendale della Asl 3 – è scritto nero su bianco nella delibera del 20 febbraio scorso – prevede una sola struttura complessa di chirurgia generale in luogo delle 4 presenti oggi.
    In pratica un drastico ridimensionamento delle chirurgie che, secondo i sindacati, significherà per i cittadini della vallata ma anche di tutto il ponente, poter contare solo sull’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.

    «Questo non vuol dire che il Gallino perderà la chirurgia – ribatte Reinaudo – il reparto verrà invece riorganizzato in funzione di day surgery» In pratica, come dice la parola stessa, “chirurgia in un giorno”, sarà una divisione ospedaliera dedicata agli interventi di medio-bassa complessità con dimissione il giorno stesso dell’intervento.

    E anche cardiologia – almeno per ora – manterrà le sue funzioni. Su questo punto il problema è più complesso perché il Gallino sconta l’assenza della sala di emodinamica e Reinaudo è tranchant «Continuare ad insistere con cardiologia è inutile dove non c’è l’emodinamica. O si porta un ospedale a un tale livello per cui è in grado di rispondere a tutte le esigenze dei pazienti oppure è meglio rivedere le sue funzioni e potenziare quelle strutture che forniscono una risposta complessiva».
    Ovvero un ospedale che garantisce l’intero ciclo di cura, come il Villa Scassi di Sampierdarena.

    Sempre in attesa del famoso ospedale “di vallata”, oggi denominato “del Ponente”, perché se prima il previsto nuovo presidio avrebbe dovuto fornire risposte alle esigenze della Val Polcevera, allo stato attuale, con la riduzione dei presidi sanitari anche nel ponente genovese – da Cornigliano a Voltri – dovrà garantire un servizio efficiente ad un numero, assai superiore, di cittadini.

     

    LA VALLE SCRIVIA

    Anche in Valle Scrivia la situazione appare difficile e – nonostante a parole si parli di un potenziamento dei servizi sul territorio – oggi di fatto si assiste ad una diminuzione del numero di prestazioni sanitarie. L’ultimo disservizio, in ordine di tempo, è la chiusura, a partire dal 1° marzo, dei Consultori di Busalla, Montoggio, Casella e Campomorone.
    Inoltre, come denuncia la Uil, la riduzione degli specialisti dagli Ambulatori di Borgo Fornari (Comune di Ronco Scrivia) – in particolare Cardiologia, Ortopedia e Odontoiatria – produce come unico effetto il disagio per gli abitanti della valle che, a causa delle lunghe attese, sono costretti a peregrinare per ottenere i servizi di cui hanno bisogno.

    Ma quali sono attualmente i presidi sanitari attivi in Valle Scrivia? Sono 3, il già citato poliambulatorio di Borgo Fornari, l’ex Ospedale Frugone di Busalla che ospita alcuni ambulatori specialistici e, sempre a Busalla, i locali di Piazza Malerba «Spazi poco adeguati alle nostre funzioni – precisa Reinaudo – e non di proprietà della Asl 3» dove oggi si trova il Cup, un ambulatorio infermieristico e poco altro.

    Proprio l’ex ospedale Frugone, smantellato a poco a poco tra le vivaci proteste degli abitanti, rappresentava fino a qualche anno fa il presidio di riferimento per l’intera Valle Scrivia mentre oggi offre un servizio a dir poco scadente, una sorta di “ultima spiaggia” per chi proprio non ha la possibilità di recarsi in strutture più attrezzate a Genova o in Basso Piemonte, ad esempio presso l’ospedale di Novi Ligure.
    Il servizio di Radiologia, uno dei pochi ancora attivi al Frugone, come sottolinea la Uil, è stato ridotto sia in termini di personale che di apertura all’utenza. In questo modo, sostengono all’unanimità tutte le sigle sindacali, si favoriscono esclusivamente le strutture private convenzionate presenti in vallata e le fughe in Basso Piemonte, con le conseguenti spese per la Regione Liguria.

    «La presenza dei servizi sanitari sul territorio è determinata dalla relazione tra 3 fattori – afferma Reinaudo – la vastità della zona interessata, il numero dei residenti ed il costo complessivo dell’erogazione dei servizi. Il problema si aggrava in quelle aree, come ad esempio la Valle Scrivia, dove la popolazione residente non è poi così numerosa ma al contempo è distribuita su un territorio ampio».

    Comunque anche per questa zona periferica, come spiega il direttore amministrativo, sono in corso di studio ma per ora rimangono solo sulla carta, alcuni progetti di potenziamento «Ad esempio vorremmo realizzare un centro di cure primarie, in accordo con i medici di base, in maniera tale da fornire un servizio intensivo durante tutto l’orario diurno. E ancora immaginiamo la costruzione di una sorta di ospedale di comunità per un livello di bassa intensità di cura, non per pazienti acuti, in particolare cure di mantenimento per pazienti dimessi da altri ospedali».

     

    «Oggi, rispetto al passato, è cambiato il concetto di ospedale – continua Reinaudo – Prima la qualità di una struttura ospedaliera dipendeva quasi esclusivamente dalla professionalità di medici e operatori sanitari. Inoltre il livello di cura non era specialistico come quello odierno, senza considerare l’evoluzione tecnologica ed i costi sempre più alti per l’acquisto e la manutenzione di attrezzature indispensabili».

    Una volta la chiave di lettura era soprattutto geografica ed in base a questa valutazione si predisponevano i presidi sanitari sul territorio, allo stato attuale invece «L’ospedale è intrinsecamente legato al concetto di intensità di cura – conclude Reinaudo – e per questo motivo puntiamo a rafforzare le strutture che davvero possono fornire una risposta a tutte le esigenze».

    Insomma delle scelte sono inevitabili e l’eccellenza che consente cure adeguate ad un livello di intensità medio-alta – per i costi e per le professionalità specialistiche richieste – non può essere garantita dappertutto.

     

    Matteo Quadrone

  • Etsy, il sito dedicato agli amanti del fai da te

    Etsy, il sito dedicato agli amanti del fai da te

    Etsy14 milioni di visitatori al mese da 150 paesi nel mondo, oltre 13 milioni di prodotti venduti e una crescita che non conosce crisi: tutto questo è Etsy, il sito on line nato nel 2005 che ospita i venditori di qualsiasi oggetto fai da te.

    Qui si possono trovare vestiti, scarpe, cinture, piatti, vasi, oggetti in legno, ceramiche e così via tutti rigorosamente fatti a mano dagli artigiani del tempo libero.

    Il sito Etsy nasce il 18 giugno 2005 da un’idea di Robert Kalin Chris Maguire e Haim Schoppik, cui si aggiunse successivamente Jared Tarbell; dopo due anni passa da 170.000 dollari a 1,7 milioni di fatturato, con 325.000 utenti registrati e 50.000 venditori: una crescita esponenziale che da quel momento non ha conosciuto flessioni.

    Nel corso del 2008 il valore delle merci vendute attraverso Etsy si attesta tra i 10 e i 13 milioni di dollari al mese mentre nel 2010 la community si aggira sui 5 milioni di utenti, con 724 milioni di visite mensili al sito fino a raggiungere i dati attuali, che contano come già accennato oltre 14 milioni di visitatori e13 milioni di prodotti venduti. Una crescita che ha del sorprendente, che è stata raccontata nel 2012 in “Handmade Nation“, nazione fatta a mano, il documentario di Faythe Levine che descrive nei loro atelier “una generazione di nuovi creatori .

    Aprire un negozio Etsy è più facile a farsi che a dirsi, e costa veramente poco. Il sito poi è stato pensato per tutti, anche per chi con i computer non ha grande dimestichezza; ogni produttore ha un proprio profilo e sfrutta il meccanismo della community per farsi votare e seguire dagli utenti. Gli introiti del sito derivano dai 20 centesimi per ogni annuncio pubblicato, e dal 3,5 % sul prezzo finale della compravendita.

    Una valida alternativa per gli amanti del fai da te e per gli artigiani, che in questo momento storico di crisi possono vendere agevolmente i propri prodotti on line dando libero sfogo alla propria creatività. A guadagnarci è anche l’ambiente, perché spesso vengono utilizzati materiali da riciclo e vengono preferite materie naturali.

    Anche per i compratori i vantaggi sono intuibili: i prezzi sono spesso concorrenziali e svincolati dai costi che solitamente gravano sui prodotti venduti dalle grandi aziende. In più chi compra è in contatto diretto con chi ha realizzato l’oggetto e lo scambio diventa meno virtuale.

    Non a caso Etsy è diventato negli ultimi anni uno dei principali fornitori mondiali di prodotti per arredare e abbellire la casa, anche perchè consente ai compratori di ricevere oggettti unici, originali e mai standardizzati.