Anno: 2012

  • “E’ stato così”, Sabrina Impacciatore in scena al Teatro della Tosse

    “E’ stato così”, Sabrina Impacciatore in scena al Teatro della Tosse

    Sabrina ImpacciatoreIl Teatro della Tosse ospita dal 28 febbraio al 2 marzo la prima nazionale dello spettacolo “E’ stato così”, dalla regia di Valeria Pinasco con Sabrina Impacciatore.

    Il testo, tratto da un romanzo  dal romanzo di Natalia Ginzburg racconta le confessioni di una moglie dolorosamente lucida dopo aver ucciso il proprio marito.
    Con un linguaggio semplice e insieme carico di pathos, i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola destinata a smarrire inesorabilmente la propria esistenza.

    Teatro della Tosse – Piazzetta Negri 4

    Inizio spettacoli ore 21

    Ingresso Intero 18 euro

  • Condanna penale e permesso di soggiorno: va valutata anche la situazione familiare

    Condanna penale e permesso di soggiorno: va valutata anche la situazione familiare

    Sentenza del TribunaleUn permesso di soggiorno non rinnovato perché il migrante si era macchiato del furto di tre taniche di benzina. Un errore che poteva costare caro ad un cittadino di nazionalità albanese che nel febbraio dello scorso anno aveva visto rigettare la sua richiesta di rinnovo dell’autorizzazione a soggiornare nel nostro Paese.

    La Questura di Genova respinse la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato affermando che <<la condanna penale riportata dall’istante risultava ostativa all’ingresso e alla permanenza nel territorio nazionale, rientrando tra i reati previsti dall’art.380 c.p.p>>.

    Ma il migrante non si era dato per vinto e aveva presentato ricorso al Tar della Liguria. Quest’ultimo respinse il ricorso ritenendo che <<la gravità dei delitti commessi precluderebbe ex lege l’accoglimento dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno>>.

    L’avvocato del protagonista decise di impugnare la sentenza sostenendo che l’unico precedente penale a carico del suo cliente (relativo al furto di tre taniche di benzina) non doveva essere considerato così grave da giustificare il mancato rinnovo del titolo di soggiorno. Inoltre, con un’apposita memoria difensiva depositata nell’ottobre 2010, il legale dimostrò come il cittadino straniero avesse avviato le pratiche per esercitare il diritto al ricongiungimento familiare nei confronti della propria moglie.

    Una recente sentenza del Consiglio di Stato (07.02.2012, n. 668) ha annullato il pronunciamento del Tar.

    La condanna riportata in sede penale può essere ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno, tuttavia <<La legittimità del provvedimento negativo adottato dal Questore va valutata anche alla stregua di quanto disposto dall’art. 5, comma 5, del decreto legislativo n. 286/1998 a seguito della modifica apportata dall’art. 2, comma 1, d.lgs. 8 gennaio 2007, n.5, secondo il quale “nell’adottare il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale”>>, si legge nella sentenza.

    Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso perché <<Dal momento che l’appellante aveva esercitato il diritto al ricongiungimento familiare con la propria moglie e tale situazione familiare aveva rappresentato in sede di osservazioni al preavviso di rigetto, va condiviso il motivo con il quale l’appellante censura la sentenza di primo grado per non avere proceduto a una valutazione complessiva incentrata, oltre che sulla condanna penale riportata, anche sui suoi legami familiari – scrivono i giudici della Terza Sezione del Consiglio di Stato – stante anche che il reato per il quale era stato condannato, ovvero il furto di tre taniche di benzina, non appare di particolare gravità>>.

    E così il migrante otterrà il rinnovo del permesso di soggiorno e potrà portare a termine il ricongiungimento familiare.

     

    Matteo Quadrone

  • Benzina: negli ultimi due mesi un aumento di 5,50 euro per un pieno

    Benzina: negli ultimi due mesi un aumento di 5,50 euro per un pieno

    <<Nel corso dell’ultimo anno i costi dei carburanti sono cresciuti in maniera incredibile, il rincaro è stato pari all’equivalente della spesa alimentare di un mese per una famiglia media – scrivono in una nota Federconsumatori e Adusbef – Ma il bilancio degli aumenti risulta impressionante anche guardando semplicemente agli ultimi due mesi. Il costo della benzina, passando da 1,71 di gennaio a 1,82 della media giornaliera, ha determinato un aumento di 5,50 Euro per ogni singolo pieno, pari a 132 Euro in termini annui>>.

    <<In alcune zone, però, la benzina è venduta a ben oltre tale soglia – denunciano i consumatori – In molte regioni, anche a causa dell’aumento delle accise regionali, il prezzo si attesta a 1,90 Euro al litro, comportando aggravi in questo caso di ben 9,50 Euro al litro e 228 Euro in termini annui. Ricadute sempre più pesanti, che incidono fortemente non solo sui costi dei rifornimenti di carburante, ma anche sulla spesa in generale, per l’aumento dei costi di trasporto e di produzione>>.

    Federconsumatori e Adusbef chiedono di <<Intervenire urgentemente sulla tassazione, cresciuta in maniera incredibile nel corso dell’ultimo anno: applicando l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta. Strumento in grado di riequilibrare la tassazione, estremamente importante e necessario soprattutto alla luce delle gravi tensioni a livello internazionale che incidono sull’aumento del petrolio; non facendo scattare l’ulteriore aumento dell’IVA da settembre 2012, che avrebbe effetti micidiali sui carburanti, sui prezzi dei beni e sul potere di acquisto delle famiglie>>.

  • “I musicisti hanno gli occhi belli”: incontro con Maria Grazia Tirasso e i Theatralis

    “I musicisti hanno gli occhi belli”: incontro con Maria Grazia Tirasso e i Theatralis

    Intervista a Maria Grazia Tirasso e al gruppo TheatralisUna scenografia semplice: da una parte una poltrona, un tavolino con alcuni libri, fogli sparsi per terra su un tappeto; dall’altra, sedie e leggii a evocare la sala prove di un gruppo musicale. Sul palco idealmente diviso in due, entra in scena la Musica: cinque amici che si riuniscono per provare. Chi ha portato da mangiare, chi è in ritardo, chi comincia ad accordare il proprio strumento. Si lanciano battute e scherzano in un’atmosfera completamente rilassata. A breve distanza, entra in scena la Parola: sprofondata nella poltrona una figura femminile, avvolta in un vaporoso scialle bianco e turchino, osserva il gruppo provare.

    I musicisti hanno gli occhi belli: il loro sguardo sembra che veda la forma della musica. I loro occhi incontrano gli occhi degli altri ed è come se l’armonia che esprimono fosse un abbraccio”. Comincia così lo scontro Parola-Musica, che poi è il cuore dello spettacolo portato in scena il 25 e 26 febbraio al Teatro Garage per la regia di Maria Grazia Tirasso con i Theatralis (Francesco Nardi – piano, Barbara Ludovico – violoncello, Eleonora Pacifico – flauto, Alessandra Poggi – canto, Andrea Poggi – chitarra).

    Abbiamo seguito la prova generale e chiacchierato con la regista e con Francesco Nardi, autore delle musiche insieme ad Andrea Poggi. Proprio Francesco racconta come è nata casualmente l’idea dello spettacolo: «Invito Maria Grazia ad una delle nostre prove e dopo un po’ che ci ascolta comincia ad estraniarsi e a scrivere. Alla fine della prova chiude gli appunti e ci chiede se vogliamo fare uno spettacolo con lei». Aggiunge Maria Grazia: «Assistere alle prove, siano esse teatrali o musicali, non è cosa per tutti, è riservata più che altro agli addetti ai lavori, così mi sono detta, perché non allargare al pubblico questa possibilità? Di lì l’idea di uno spettacolo in cui la musica si alternasse alla parola, in un avvicendarsi di momenti ironici ad altri più seri. Ai musicisti ho chiesto la massima naturalezza e il massimo relax come se fossero realmente nella loro sala prove, cosa assolutamente non facile».

    Ma come si è arrivati al titolo “I musicisti hanno gli occhi belli”? «Io non so perché i musicisti hanno gli occhi belli – risponde Maria Grazia- so che una delle cose che ho scritto quella fatidica sera era questa. Mi è uscita così. Credo che esprima l’idea dell’armonia che ho visto nel loro gruppo. Mi è capitato di vederla anche in gruppi di attori: non è indispensabile, ma davvero se c’è fa la differenza».

    Francesco: «Per noi Theatralis l’armonia è fondamentale, l’abbiamo assunta a nostro valore fin dalla costituzione del gruppo, intendendola non solo come armonia del suono, ma anche e soprattutto come armonia tra le persone che producono questo suono. Le musiche che portiamo sul palco sono musiche originali scritte da noi e individuano un’altra caratteristica, che si evince anche dal nostro nome, che è la nostra affinità con l’esperienza teatrale: abbiamo scritto per vari spettacoli brani che qui riproponiamo riadattati o rivisti con l’aggiunta delle parole al canto».

    E ancora Maria Grazia sull’evolversi, in scena, dell’opposizione Parola-Musica: «Il mio personaggio a un certo punto vacilla, si rende conto che è sbagliato creare una contrapposizione tra linguaggi che sono diversi in partenza, sebbene entrambi parlino ai sentimenti».

    Intervista ai Theatralis

    Riguardo poi al personaggio-Parola che lei stessa interpreta: «All’inizio avevo pensato a semplici interventi miei, quasi una chiacchierata; poi andando avanti questo ruolo si è definito, diventando un personaggio, che all’inizio si contrappone alla Musica, per poi avvicinarsi sempre di più, andando verso la pacificazione. Ci sono alcuni momenti in cui compie delle incursioni nel mondo della Musica, come quando racconta una favola usando gli strumenti musicali come personaggi, sfruttandoli a proprio vantaggio per mettere avanti la Parola. Non a caso dopo questa parte c’è la prima canzone con le parole, ed ecco che le due cominciano a compenetrarsi».

    Nello spettacolo il contrapporsi delle due “sfidanti” è supportato, oltre che dalla divisione ideale del palco, dall’alternarsi tra i pezzi recitati dalla Parola e quelli suonati dalla Musica. Provando e riprovando sono scaturite le idee migliori a proposito. Racconta Francesco: «Mentre stavamo provando, Andrea (Poggi, chitarra) ha avuto un’intuizione straordinaria: rimanere fermi immobili quando la musica si interrompe». E si va avanti così, tra pezzi strumentali, brani cantati e passaggi parlati, mentre l’iniziale antitesi si tramuta via via in una crescente armonia.

    A fine spettacolo, un meraviglioso assolo di piano chiude la diatriba: «Il mio personaggio fa un’estrema arringa -conclude Maria Grazia- utilizzando le ultime parole da “Confesso che ho vissuto” di Neruda, poi si avvicina allo strumento e lo fa suonare, con quattro note che sanciscono di fatto la pace, perché Francesco si siede e sviluppa tutto un tema su quelle note».

    Altre collaborazioni in vista nel futuro? «Idee ce ne sono tante –dice Francesco- specialmente grazie al fatto che noi lavoriamo a stretto contatto con il teatro. Intanto il prossimo appuntamento dei Theatralis è a maggio con “Canto alla luna” (uno spettacolo della compagnia teatrale Le Fusa, regia di Giovanna Vallebona), che debutterà proprio qui al Teatro Garage».

     

    Claudia Baghino

  • Grandi Stazioni, cantieri di Genova: gli operai della Dec in sciopero

    Grandi Stazioni, cantieri di Genova: gli operai della Dec in sciopero

    Avevamo anticipato nelle scorse settimane la difficile situazione dei cantieri di Principe e Brignole, con le prime aziende che avevano deciso di abbandonare il cantiere dopo aver imposto le ferie forzate ai lavoratori.

    Oggi una ventina di dipendenti dell’impresa edile Dec sono scesi in sciopero, dal dicembre 2011 i lavoratori non percepiscono lo stipendio e il tanto atteso incontro richiesto dai sindacati con la committenza (Ferrovie) non è ancora stato concesso.

    Questo pomeriggio a partire dalle ore 14.00 in via De Amicis davanti al cantiere edile situato nelle adiacenze della stazione di Genova Brignole, i lavoratori effettuano un presidio di protesta.

  • Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    genova film festivalDal 2 all’8 luglio 2012 si terrà una nuova edizione del Genova Film Festival, organizzato come sempre dall’Associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Anche quest’anno è indetto un concorso per registi che vogliono partecipare con la propria opera, diviso in due sezioni: una nazionale (riservata ad autori italiani) e una, Obiettivo Liguria, riservata agli autori liguri.

    Per entrambe le sezioni sono ammesse opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, della durata massima di 45 minuti per la fiction e di 60 minuti per il documentario.

    L’anno di produzione delle opere presentate non dovrà essere anteriore al 1 Gennaio 2010.

    I partecipanti dovranno inviare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito ufficiale del Genova Film Festival) e un dvd con il proprio progetto al seguente indirizzo: Associazione Culturale DAUNBAILÒ – Via Tavella 10R – 16136 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita e ogni autore può partecipare con più opere, inviandole separatamente. La scadenza per l’invio dell’opera è il 15 aprile 2012 (sezione nazionale) e 1 maggio 2012 (sezione Obiettivo Liguria).

    Le giurie e gli spettatori del festival assegneranno i seguenti premi: Premio per la Miglior Opera di Fiction; Premio per il Miglior Documentario; Premio per la Miglior Colonna Sonora; Premio della Critica; Premio DAUNBAILÒ; Premio del Pubblico.

    La lista delle opere selezionate verrà pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione e gli autori delle opere selezionate saranno avvisati tempestivamente sulla programmazione della loro opera all’interno del Festival.

    Marta Traverso

  • Paolo Hendel in scena al Politeama Genovese

    Paolo Hendel in scena al Politeama Genovese

    Paolo HendelMercoledì 29 febbraio il teatro Politeama Genovese ospita Molière a sua insaputa, uno spettacolo di Leo Muscato con il comico Paolo Hendel.

    L’esilarante comico toscano interpreta un improbabile Molière, accetta l’invito della trasmissione televisiva A sua insaputa. Convinto di partecipare a una serata celebrativa e promozionale della sua opera, questo buffo Molière non sa ancora che in quel programma, una specie di Serata d’Onore surreale che ospita illustri personaggi del passato e del futuro, accadranno eventi singolari al limite del paradossale.

    In un turbinio comico di equivoci e fraintendimenti, la serata ben presto assume i connotati dell’inquisizione: la sua vita privata, la sua opera, le sue grottesche idiosincrasie, sono analizzate, scandagliate, vivisezionate.

    L’ingenuo Molière prova a giustifi carsi, ma la conduttrice (una strana fi gura mefi stofelica, con bizzarri abiti contemporanei e un’anacronistica parrucca seicentesca) non gli dà tregua. Sadica e soave, chiama in causa una sequela di bizzarri opinionisti e giornalisti con nomi desueti tipo Argante, Orgone, Alceste, Cleante, Tartufo che gli sproloquiano i testi delle sue commedie.

    Moliere a sua Insaputa

    Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo 2 – Tel 010 8393589

    Inizio spettacoli ore 21

    Durata: 1 ora e 30 ore senza intervallo

    Prezzi: da € 17 a € 25 + prevendita

  • Zelig Lab on the Road al Checkmate Rock Club

    Zelig Lab on the Road al Checkmate Rock Club

    CheckmateMercoledì 29 Febbraio sul palco del Checkmate in occasione dell’appuntamento fisso settimanale con lo Zelig Lab on the Road, saranno ospiti speciali della serata i Mancio e Stigma, ovvero i famosi EMO di Zelig.

    Una parodia esilarante  sul “ mondo degli emo”, questi adolescenti  androgini  con lunghe frange sugli occhi, molti piercing sul corpo e con un anima depressa.

    L’evento si inserisce nella consueta programmazione settimanale del circolo di via Trebisonda, che ogni mercoledì, fino a maggio, ospita con il laboratorio spettacolo dei ragazzi dello Zelig Lab e del N.O.I, capitanati da Daniele Raco.  Tra i comici presenti,  Enzo Paci, Andrea Bottesini, Maurizio Lastrico, Antonio Ornano, Stefano Lasagna, Mario Tarallo, Luca Bondino, Marco Ferrari, I Beoni Alessandro Squillace e Andrea Carlini, Simone Repetto, Sergio De Cesare, Lorenzo Malvezzi.

    Info e prenotazioni 347/0448995

    Ingresso con tessera Arci, 10 euro con consumazione.

  • Corte dei Conti: agenti non riconoscibili, democrazia sospesa

    Corte dei Conti: agenti non riconoscibili, democrazia sospesa

    In occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, avvenuta un paio di giorni orsono, il procuratore regionale Ermete Bogetti ed il presidente della sezione giurisdizionale Andrea Russo, hanno affrontato vari temi.

    Sicuramente tra le questioni più importanti menzionate dalla magistratura contabile ci sono l’istruttoria appena avviata per controllare la regolarità delle operazioni relative al polo tecnologico degli Erzelli, finanziato anche con soldi pubblici e l’inchiesta affidata alla Guardia di finanza circa l’utilizzo dei cospicui finanziamenti pubblici per il recupero di Forte Begato che da anni versa in stato di degrado. E ancora le indagini per accertare il danno erariale subito dallo Stato a causa del taglio degli alberi del parco dell’Acquasola nell’ambito del contestato progetto per il parcheggio sotto il parco storico cittadino.

    Ma particolarmente significativo è stato anche il passaggio relativo ai procedimenti avviati dalla procura per chiedere i danni materiali e di immagine ai poliziotti condannati per le violenze durante il G8 di Genova del 2001. In attesa dei giudizi definitivi della Cassazione per procedere contro gli imputati della Diaz e di Bolzaneto, il procuratore Bogetti ha ricordato che si potrebbero già istituire dei processi per quei casi che in sede civile hanno visto lo Stato risarcire alcuni manifestanti aggrediti e picchiati senza motivo.

    Peccato però che sia davvero arduo riuscire ad identificare gli agenti delle forze dell’ordine responsabili di azioni ingiustificate. Bogetti, ricordando l’esperienza torinese quando indagò su un funzionario impegnato in Valsusa durante una manifestazione No Tav, ha sottolineato <<Se si ammette che i singoli operatori non possano essere riconoscibili… vuol dire ammettere che si possa verificare una sospensione delle regole… che non può essere tollerata in uno Stato di diritto>>. Il procuratore ha suggerito un’alternativa <<Per rimediare a tale situazione, sempre che si voglia farlo, non occorrerebbero particolari o costosi strumenti. Sarebbe sufficiente una targhetta adesiva con numeri  o lettere ben visibili apposta sul casco e/o in un altro punto dell’equipaggiamento degli agenti appartenenti ai reparti anti sommossa>>.

     

    Matteo Quadrone

  • Verso la città metropolitana: proposta di Statuto. Incontro a Palazzo Tursi

    Verso la città metropolitana: proposta di Statuto. Incontro a Palazzo Tursi

    Lunedì 27 febbraio 2012 alle ore 17,30 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi   si svolge il dibattito organizzato dal Centro Culturale La Maona: verso la città metropolitana: proposta di Statuto.

    In base alle norme volute dal Governo Monti, le elezioni del nuovo Consiglio Provinciale, in scadenza naturale, sono state sospese, mentre si preannuncia la nomina di un commissario governativo che avrà il compito di  guidare il passaggio delle funzioni e del personale dalla provincia verso i comuni, o verso la regione.

    E’ quindi un periodo di svolta per gli enti locali, ed è necessario un dibattito per capire come affrontare questi cambiamenti.

    Il dibattito parte dal presupposto che in questa fase di riorganizzazione, si deve evitare di utilizzare lo stesso modello in tutte le città metropolitane, perchè ognuna di esse ha una storia precisa e a sè,  il che richiede anche uno statuto modellato sulle sue peculiarità e un’organizzazione condivisa dalle singole popolazioni locali.

    In più, una città portuale deve affrontare il tema centrale, dell’organizzazione del proprio scalo affrontando problematiche che non riguardano le città di terraferma; ma anche che ogni porto ha caratteristiche sue proprie, il che richiede normative calibrate.

    Un altro possibile errore da evitare è che resti inalterato il rapporto nell’uso delle risorse erariali tra il centro del Paese e le città, oggi chiaramente squilibrato a favore del primo: tale  disparità infatti non consente alle città portuali e ai singoli porti di adeguare alla necessità le reti infrastrutturali e la qualità dei servizi collettivi, deprimendo la loro forza contrattuale nei confronti delle città portuali concorrenti.

    Porteranno i saluti: Marta Vincenzi, Sindaco del Comune di Genova, Giovanni Grimaldi, presidente La Maona, Mario Bottaro, direttore Bj Liguria Business Journal. Presenterà la relazione sulla proposta di statuto Stefano Monti Bragadin, docente, Università di Genova. Seguirà un dibattito cui parteciperanno: Giovanni Marongiu docente Università di Genova, Giorgio Guerello, presidente del Consiglio Comunale di Genova, Luigi Merlo, presidente dell’Autorità Portuale, Edoardo Rixi, consigliere regionale, Mauro Avvenente presidente del Municipio VII. Moderatore Franco Monteverde, direttore La Maona.

    Foto Daniele Orlandi

  • Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    «L’esigua disponibilità di fondi assegnati al servizio civile, notevolmente ridotti dalle manovre finanziarie degli ultimi anni, non permetterà, se non ci saranno nuove risorse, la partenza dei volontari nel corso del 2013». Con queste parole il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi – che ha la delega per quanto riguarda il servizio civile – nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera ha sciolto ogni dubbio circa la difficile situazione in cui si trovano gli enti e i ragazzi che ogni anno beneficiano di questa opportunità.

    La dichiarazione arriva al termine di un periodo molto complesso, che ha portato alla messa a rischio anche per i progetti già in fase di avvio: da un lato la mancanza di fondi sufficienti per retribuire tutti i volontari, dall’altro una sentenza che impone l’apertura del bando anche agli stranieri, hanno portato a un blocco dell’avvio in servizio dei volontari e a partenze che saranno scaglionate per tutto il 2012.

    A oggi molti enti e molti ragazzi sanno che i progetti partiranno entro la fine del 2012, ma senza alcuna certezza precisa sulla data. Al momento il sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile pubblica di mese in mese l’elenco degli enti che possono avviare i progetti.

    Marta Traverso

  • Racconti per tutti i gusti: i mini concorsi di 80144 edizioni

    Racconti per tutti i gusti: i mini concorsi di 80144 edizioni

    La casa editrice 80144 edizioni è alla ricerca di nuovi autori e nuove storie per i volumi che pubblicherà nei prossimi mesi. Per questa ragione ha indetto una serie di mini concorsi letterari, con scadenze scaglionate nei primi mesi dell’anno.

    Di seguito i titoli e le tracce, con relativa scadenza. È ammesso un solo racconto per ogni traccia, da inviare entro la data prefissata all’indirizzo mail cosenuove@80144edizioni.it.

    Titolo 1: Storie da mare (racconti freschi per lettori da spiaggia) – scadenza 29 febbraio 2012
    Traccia: Fa caldo, così caldo che esci dall’acqua in cerca di brezza a riva. Con le mani impiastricciate di sabbia e di crema solare, è meglio stare lontani da tablet e cellulare. Con i piedi che sprofondano nella sabbia bollente raggiungi la sdraio, ti siedi guardando il mare e pensi che se avessi un surf oggi saresti incazzato nero. Lo pensi, sorridi e annusi l’aria ricca di salsedine mentre il telefonino tace, solo la risacca del mare si sente appena. Tutti i bambini sono a casa perché il sole picchia duro e così, sotto gli ombrelloni, è pace assoluta e tu realizzi che nulla potrà farti stare meglio. Invece no, ora hai scoperto questo libro e stai pensando che un bel racconto, tra un bagno e l’altro, può regalarti qualcosa in più: un sorriso, un brivido, una qualsiasi emozione. Non sai quanto hai ragione.

    Titolo 2 : Sei come la mia moto (storie d’amore tra uomini e motociclette) – scadenza 29 febbraio 2012
    Traccia: I motociclisti si somigliano tutti ma a loro non devi dirlo mai. Individualisti, solitari, fratelli di una stessa stirpe di antichi cavalieri, attraversano su due ruote il mondo diviso tra cielo e asfalto e tutto il resto non esiste. Casco e tuta sono l’elmo e l’armatura con cui affrontare i loro draghi: i camion. Le loro donne sono amanti da stringere a se soltanto quando il vero grande amore dorme in garage. Racconti che puzzano di benzina, scritti col vento in faccia per raccontare viaggi che forse non farete mai, sicuramente mai nello stesso modo, perché per un motociclista anche solo l’accensione è ogni volta unica.

    Titolo 3: Cerco casa – scadenza 31 marzo 2012
    Traccia: Vi siete mai imbattuti in situazioni imbarazzanti cercando una casa in affitto? Gli “inquilini” di questo volume sì. Chi direttamente, chi ispirato da fatti letti o sentiti in giro, Gli scrittori ospiti di Cerco casa racconteranno le loro storie lungo queste pagine. Racconti fatti di padroni di casa fuori da ogni logica umana, coinquilini forzati, toponomastica, sfratti e regole di condominio da leggere per prepararsi al peggio, soprattutto se ci si appresta a cercare casa.

    Titolo 4: Se il mondo finisce a dicembre non pago Equitalia. Racconti di ordinaria superstizione – scadenza 30 giugno 2012
    Traccia: Ogni tanto ci annunciano la fine del mondo, succede da millenni. I maya, Nostradamus e diversi altri profeti dimenticati ci hanno lasciato un bel carico di oscure previsioni di catastrofi, eppure siamo ancora qui, con tutti i nostri problemi quotidiani. Forse proprio così nasce la superstizione, dalla paura che un evento ancestrale, sconosciuto e incontrollabile possa influire sulla nostra vita. Ciò non impedisce, però, a molti di cadere vittime di improbabili credenze. Credenze che hanno assunto le forme di gatti neri, civette, scale e toccatine ai genitali, ce ne sono per ogni luogo e per ogni tempo. Quella che segue, tuttavia, non è un’indagine sulle origini della superstizione, ma una collezione di storie sul rapporto a volte esilarante e a volte tragico che la gente ha con la superstizione e con la sua terribile primogenita: la sfiga. Spendeteli questi dodici euro e buona lettura, che tra poco finisce tutto.

    Marta Traverso

  • Diario di un somaro, in scena al teatro dell’Archivolto

    Diario di un somaro, in scena al teatro dell’Archivolto

    Diario di un somaro “Diario di un somaro” è uno spettacolo che si mischia a una bizzarra lezione, trasformandosi in confessione, gioco e ricordo, tratto dal romanzo di Daniel Pennac.

    Si raccontano le riflessioni, gli incubi e le convinzioni pedagogiche di un ex alunno, poi insegnante, poi scrittore, che non ha dimenticato né rimosso i primi inciampi e scontri con l’esperienza scolastica.

    L’esperienza scolastica è rievocata sul palco attraverso il punto di vista degli ultimi della classe, dei ragazzi “difficili” che guardano il mondo con gli occhi del somaro, salvo poi, magico evento, trasformarsi da mostruosi rospi testoni in insegnanti sensibili, anomali e lungimiranti.

    Con comicità, dolcezza e slanci di ribellione Pennac/Scaramuzzino esplora così, dal di dentro, la scuola con le sue potenzialità e contraddizioni, usando lo “stare in cattedra” come un palcoscenico zeppo di episodi buffi e aneddoti toccanti, canzoni bislacche e racconti fantastici, che svelano una sete di sapere, di conoscere e di crescere che continua ad animare, contrariamente ai più pessimistici luoghi comuni, i ragazzi e gli educatori di ieri e di oggi.

    Teatro dell’Archivolto – Piazza Modena 3 – tel 010 412135

    Orario spettacoli h 21

    Biglietti intero 20 euro / ridotto 18 euro/ ridotto studenti 7,50 euro

  • Pagare le tasse con opere d’arte e beni culturali: si può fare

    Pagare le tasse con opere d’arte e beni culturali: si può fare

    Lo sapete che è possibile pagare le tasse cedendo allo Stato opere d’arte e beni culturali di interesse pubblico? Lo ha “ricordato” direttamente l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 17/E del 20 febbraio 2012, si tratta infatti di una legge dell’agosto 1982 che permette ai cittadini italiani di adottare una soluzione alternativa per il pagamento delle proprie pendenze fiscali, ovvero la cessione di opere di autori viventi o la cui esecuzione risalga ad epoca inferiore al cinquantennio, ma anche beni culturali in genere come ad esempio gli archivi o singoli documenti dichiarati di notevole interesse storico (a norma dell’art. 36 del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409).

    Tali disposizioni si applicano esclusivamente alle entrate tributarie dello Stato e il pagameto delle imposte attraverso le opere d’arte è consentito solo tramite il modello F24 che dovrà essere presentato esclusivamente presso l’agente della riscossione competente in base al domicilio fiscale del proponente la cessione, che, sulla base delle informazioni trasmesse dall’Agenzia delle entrate, verifica l’effettiva spettanza del credito.

    Oltre a rappresentare un’opportunità per i contribuenti, la norma in questione merita di essere sottolineata in un periodo storico come questo dove le risorse a disposizione dello Stato per l’investimento e l’acquisto di opere di grande valore storico, artistico e culturale sono esigue. Anzi, spesso per i beni non vincolati si assiste al procedimento contrario, dove è il pubblico che per ottenere liquidità ricorre a dolorose privazioni (con annesse svalutazioni) a favore del privato.

    Ovviamente lo Stato dovrà essere interessato all’acquisizione, mentre le condizioni ed il valore della cessione di beni culturali sono stabiliti con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali di concerto con il Ministro delle finanze. Due rappresentanti dei Ministeri compongono infatti la commissione che ha il compito di valutare le richieste dei contribuenti e costituisce dunque il presupposto operativo necessario alla fattiva applicazione della legge.

    Ma perché dal 1982 ad oggi sono stati pochissimi i casi in cui questo procedimento ha avuto luogo? Innanzitutto perché poco pubblicizzato, ma non è da trascurare la responsabilità politica, ovvero l’incapacità di valutare eventuali proposte dei contribuenti: la commissione è rimasta inattiva fino al decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali dello scorso 30 marzo 2010.

    Ciò nonostante dal giorno del decreto a tutto il 2011 l’unica opera accettata dallo Stato è stata una tela di Alberto Burri, altre 4 richieste sono state respinte, alcune sono ancora in corso di valutazione. Molto poco se si pensa a tutto il patrimonio artistico privato del nostro Paese. Sarà sufficiente la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate per far conoscere agli italiani questa possibilità?

  • Storia di Genova: villetta Di Negro e il Museo di Arte Orientale

    Storia di Genova: villetta Di Negro e il Museo di Arte Orientale

    Villetta Di Negro

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    Guardo con occhi sognanti le offerte esposte nella vetrina, tentatrice, di un agenzia di viaggi: parlano di mete lontane e paradisi esotici, forse gli stessi che Colombo immaginava cercando la Cina e finendo in America ma, lungi da imbarcarmi su traballanti caravelle, preferisco cercare un angolo di Oriente che, con poca fatica e altrettanto poca spesa, posso trovare in un cantuccio verde della nostra città. Nel quartiere di Portoria guardando a monte, lasciata alle spalle l’elegante Piazza Corvetto, si può scorgere il parco di Villetta Di Negro, al cui interno, celato da una flora rigogliosa, è ubicato il Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone.

    Varcati i cancelli del parco, voluto agli inizi dell’Ottocento da Gian Carlo Di Negro, tortuose salite si snodano lungo un percorso su cui si incontrano, in un chiaro- scuro disegnato dalla vegetazione, sassose grotte, cascatelle artificiali, intimi pergolati e aerei ponticelli che aggettano su pozze colorate da pesci rossi. Su, in alto, dove la collina spiana, da un belvedere corredato da panchine, lo sguardo spazia sui tetti della città fino alla Lanterna che si erge, solitaria, sul molo.

    Qui, tra la quiete rotta solo da un’eco lontana del traffico, non troviamo fantasmi errabondi ma tenere coppiette in cerca di discrezione o scanzonati scolari, “bigiatori” per un giorno, che godono di un luogo dove fino al 1802, anno in cui fu acquistato dall’omonimo marchese, si ergeva il bastione cinquecentesco di Luccoli, ormai smilitarizzato.

    Sulla vendita della collina, fissata in 22 mila lire, gravava l’impegno di fondare e sovvenzionare un centro botanico che vi avesse sede per almeno 6 anni. Smantellata l’antica roccaforte, dunque, su progetto dell’architetto Carlo Barabino, fu costruita una palazzina neoclassica, in posizione panoramica, che venne circondata da un grande giardino all’inglese.

    Dopo il decesso del nobile (1857), la proprietà passò nuovamente nelle mani del Comune con varie destinazione d’uso, fino al 1942, quando l’edificio abitativo venne distrutto nel corso di un bombardamento.

    Mentre il Marchese Di Negro passeggiava lungo i viali della sua nuova dimora, nasceva ad Arenzano Edoardo Chiossone (21 gennaio 1832), pittore ed incisore: cugino del più noto David, medico, filantropo e autore di numerose commedie di successo, giovanetto, approdò all’Accademia Ligustica delle Belle Arti dove si distinse per le sue pregevoli incisioni su rame, conservate, oggi, nel Museo Nazionale di Roma.

    La litografia, la nascente fotografia e, argomento non trascurabile per un genovese, l’amore per il “denaro” lo portarono ad operare presso la Banca Nazionale del Regno d’Italia, a cui seguì una specializzazione a Francoforte e un soggiorno in Inghilterra. Il suo interesse, a dispetto dei malpensanti, era rivolto alla creazione di banconote “perfette” e quindi non falsificabili: questo suo lavoro non sfuggì ai giapponesi che erano impazienti di allinearsi sugli standard occidentali, dopo i venti di innovazione portati dalla rivoluzione del 1868, per cui, al fine di diffondere una moderna immagine della finanza giapponese di Stato, fu chiamato a fondare e a dirigere, a Tokio, l’Officina Imperiale di carte-valori.

    Profondo cultore dell’arte giapponese, divenne un importante raccoglitore di opere d’arte grazie al fatto che l’impoverimento di molte famiglie aristocratiche, dovuto alla guerra, aveva messo sul mercato opere di inestimabile valore. Alla sua morte (Yokohama, 11 aprile 1898), pur lontano, si ricordò della sua patria e dell’Accademia Ligustica, “mia madre in arte”, a cui lasciò la sua collezione. Fu così che 96 grandi casse, con all’interno 15 mila reperti preziosi, giunsero al porto di Genova, senza spese di trasporto e di dogana, per essere accolti nei locali del Palazzo dell’Accademia in Piazza De Ferrari, dove venne allestito un primo museo, inaugurato il 30 Ottobre 1905 alla presenza di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia.

    Smantellato, durante la guerra, riprese a “vivere” nel luogo dove abbiamo lasciato le macerie dell’antico palazzo Di Negro. Grazie ad un progetto di Mario Labò, infatti, al loro posto venne costruito un sobrio e razionale edificio che ricorda l’essenzialità delle case nipponiche e nel quale questi inestimabili manufatti trovarono la loro sede definitiva (1971).

    Statue bronzee cinesi e giapponesi insieme ad elmi, maschere, campane, accolgono il visitatore all’inizio di un percorso circolare che si snoda lungo le cinque gallerie a sbalzo, poste ai lati del salone. In questo cammino armi e armature di samurai, smalti cloisonné, ceramiche, lacche, specchi, porcellane, piccoli stupa (tabernacoli a forma di pagoda), bodhisattva dorati (essere vivente, sattva, che aspira all’Illuminazione, bodhi), stampe policrome, strumenti musicali, costumi, tessuti, inrô a scomparti (astuccio), paraventi decorati, strumenti musicali, tessuti, monete, bronzistica, dipinti su carta e seta (dal XI al XIX sec.) etc, si susseguono in un rincorrersi di stupore e di ammirazione.

    Un mondo di arte che si rinnova, di volta in volta, per le esposizioni cicliche a cui sono sottoposte le opere per una migliore conservazione e che si arricchisce, a marzo, maggio, giugno, di celebrazioni particolari in analogia alle feste che si svolgono in Giappone, rispettivamente la “Festa delle bambine, delle bambole e dei fiori di pesco”, “la Festa dei maschietti, delle carpe volanti e dei fiori di Iris”, “la Festa delle stelle e dei desideri”.

    Questo autentico salto nel tempo del periodo Meiji (periodo del regno illuminato) ci dona una pausa di autentico relax Orientale prima di riaffrontare il frenetico e caotico andirivieni del mondo Occidentale.

     

    Adriana Morando