Anno: 2012

  • I candidati alle primarie rispondono alle domande poste dall’Uaar

    I candidati alle primarie rispondono alle domande poste dall’Uaar

    A meno di una settimana dalle primarie, i candidati sindaco del centrosinistra hanno risposto ai quesiti sul rapporto Istituzioni Pubbliche – Chiesa, posti dalla sezione genovese dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

    <<Siamo consapevoli che la laicità delle pubbliche istituzioni rappresenti soltanto un aspetto nella gestione di un Municipio, ma rappresenta un punto fondamentale sulla base del quale è possibile valutare l’indipendenza della pubblica amministrazione dal potere clericale, una misura della effettiva separazione tra Stato e Chiesa come prescritto dalla Costituzione – scrive in una nota la sezione genovese dell’Uaar – Con il proposito di fornire ulteriori elementi di valutazione nella scelta del proprio candidato agli elettori del centrosinistra che domenica 12 febbraio si recheranno alle urne per eleggere con le primarie il loro candidato sindaco, il circolo UAAR di Genova ha proposto ai candidati un questionario attinente la laicità delle istituzioni>>.

    L’unica a non aver risposto è stata Roberta Pinotti. <<Nonostante ci abbia annunciato due volte una risposta al questionario, nulla è pervenuto, lo spazio delle sue risposte rimane quindi vuoto – conclude l’Uaar – Il circolo UAAR di Genova non parteggia per nessuno dei candidati, non dà indicazioni di voto e lascia al giudizio dei lettori interessati agli argomenti proposti la valutazione delle risposte fornite>>.

    Di seguito le domande con le relative risposte:

    – E’ favorevole alla verifica della destinazione d’uso delle proprietà immobiliari riconducibili alle confessioni religiose al fine del pagamento dell’imposta comunale sugli immobili? Cosa ne pensa dell’esenzione per le attività “non esclusivamente commerciali” di cui godono le confessioni religiose?

    Angela Burlando: Sono favorevole alla verifica della destinazione d’ uso finalizzata al pagamento dell’ ICI.

    Marco Doria: Ho avuto modo di esprimermi sul tema. Sono assolutamente favorevole a una verifica puntuale delle destinazioni d’uso degli immobili riconducibili alle confessioni religiose al fine del corretto pagamento dell’imposta comunale sugli immobili. Esiste una chiara ambiguità della normativa nazionale che deve essere al più presto modificata e intendo sollevare il problema con la massima forza. Tale ambiguità consente di non pagare imposte sugli immobili dovute: ciò non è accettabile per ragioni di equità e anche, dato il momento, per ragioni di assoluta necessità della finanza pubblica.

    Andrea Sassano: Sono favorevole alla verifica della destinazione d’uso delle proprietà immobiliari delle confessioni religiose al fine di un corretto pagamento dell’imposta comunale. Penso inoltre che la definizione “non esclusivamente commerciale” sia ambigua e che il legislatore dovrebbe cambiarla.

    Marta Vincenzi: Sono talmente favorevole alle verifiche delle destinazioni d’uso che le ho sempre fatte e continuo a farne (esempio: contenzioso con Maristi, Parrocchia di Boccadasse, Parrocchia di San Siro di Nervi)
    In relazione alla esenzione per gli immobili non esclusivamente commerciali delle confessioni religiose, ribadisco quanto già espresso in altra occasione: dovrebbe essere consentito ai Comuni di definirne lo stato reale alla luce della conoscenza del territorio, piuttosto che limitarsi ad applicare una norma ambigua.

    In Liguria le legge regionale obbliga il comune a finanziare l’edilizia di culto consegnando alle Chiese il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria. Ne è a conoscenza? Il Comune di Genova nel 2011 ha corrisposto 106.904,92 euro alle confessioni religiose quali quote dei contributi per oneri di urbanizzazione secondaria riscossi nel 2010. Lo sa che l’Arcivescovo di Genova nell’ultima richiesta ha dichiarato un numero di fedeli superiore al numero degli abitanti di Genova? In un periodo di ristrettezze economiche, non pensa che questi soldi potrebbero essere diversamente utilizzati? E’ disponibile ad adoperarsi affinché venga modificata tale legge regionale?

    Angela Burlando: Credo che sia necessaria una chiarezza legislativa in modo da evitare incomprensioni. Conosco bene la legge regionale. Ne ero al corrente. Mi pare strano che un arcivescovo si esponga a critiche fornendo dati di cui si può facilmente riscontrare la non veridicità.

    Marco Doria: Sono a conoscenza del problema. Credo che sia opportuno ragionare sulla legge regionale (sulla cui applicazione naturalmente bisogna essere assolutamente attenti, come peraltro deve essere per tutte le norme vigenti) e su sue eventuali modifiche.

    Andrea Sassano: Sono a conoscenza di quanto il Comune di Genova nel 2011 ha corrisposto alle confessioni religiose per oneri di urbanizzazione secondaria. Non sapevo invece che il Cardinale Bagnasco avesse dichiarato un numero di fedeli superiore agli abitanti di Genova. Penso che quei soldi potrebbero essere utilizzati diversamente indipendentemente dal fatto che la nostra città stia vivendo una pesante crisi. Si, sono disponibile ad impegnarmi per modificare la legge regionale.

    Marta Vincenzi: La chiesa dichiara il numero dei fedeli dell’arcidiocesi di Genova. L’arcidiocesi comprende anche altri Comuni e non solo Genova. Ovviamente sono a conoscenza della Legge Regionale. In quanto alla ripartizione del contributo, adottiamo un criterio proporzionale in base al peso percentuale delle varie confessioni religiose sul totale che in parte prescinde dal numero puntuale dei fedeli dichiarati, ma tiene conto, come è nelle intenzioni del legislatore regionale, del peso che hanno sul territorio. La mia opinione su un diverso utilizzo di queste risorse, finché c’è la legge, non ha rilevanza di concretezza. Se potessi, la cambierei.

    – Sebbene non sia possibile verificare la cifra esatta, i dati finora disponibili mostrano che lo Stato Italiano, sotto diverse voci, finanzia la Chiesa Cattolica con oltre 6 miliardi di euro all’anno (http://www.icostidellachiesa.it). In un momento di crisi in cui sono richiesti enormi sacrifici ai cittadini, non crede che alcune voci debbano essere riviste? In particolare, quale è il suo parere sulla modifica della legge sull’8×1000 per destinare alle Religioni solo la quota esplicitamente espressa?

    Angela Burlando: Sì, credo proprio che vadano rivisti alcuni punti della legge relativa all’ 8X1000. Credo che alla Chiesa debba andare solo la quota esplicitamente espressa.

    Marco Doria: Penso che sia opportuno rivedere in generale tutti i finanziamenti erogati dallo stato al fine di procedere nel modo più chiaro e trasparente. Sono assolutamente favorevole a destinare alle Religioni solo la quota 8×1000 esplicitamente espressa come a loro destinata.

    Andrea Sassano: Penso che lo Stato italiano spenda troppo per la Chiesa Cattolica e che vada modificata la legge sull’8×1000. Questo è tanto più urgente quando ai cittadini italiani vengono richiesti sempre maggiori sacrifici ai fini del risanamento dei conti dello Stato.

    Marta Vincenzi: Sono d’accordo.

    – Cosa ne pensa del finanziamento comunale alle scuole paritarie come alternativa a quelle statali attuato in molti Comuni d’Italia?

    Angela Burlando: Per esprimere un parere devo conoscere bene le ragioni che determinano la scelta del finanziamento. Non mi sento di fare una valutazione generica.

    Marco Doria: Ritengo in via generale che ci si debba attenere al dettato costituzionale per quanto riguarda i finanziamenti alla scuola privata. Per quanto riguarda le realtà comunali non escludo a priori che possano esserci situazioni in cui scuole paritarie svolgono azione di effettiva supplenza e quindi possano ricevere finanziamenti. Obiettivo della pubblica amministrazione deve però essere quello di creare un sistema di scuola pubblica che possa rispondere pienamente alla domanda dei cittadini. Non si tocca la libertà per soggetti privati di istituire scuole e istituti di educazione “senza oneri per lo Stato” (art. 33 Costituzione).

    Andrea Sassano: Penso che i soldi pubblici debbano essere investiti nella scuola pubblica, e che vada rispettata la Costituzione in base alla quale le scuole private e paritarie hanno diritto ad esistere le loro attività ma senza oneri per lo Stato.

    Marta Vincenzi: Il Comune di Genova non prevede finanziamento alle scuole paritarie come alternativa a quelle statali.
    Limitatamente alle scuole infanzia per i bambini da tre a sei anni, è previsto un contributo alle scuole paritarie convenzionate, laiche e religiose, per il consolidamento di un sistema educativo integrato; tale sistema ci permette di mantenere un’offerta posti nei servizi per l’infanzia pari al 100% dei bambini da tre a sei anni residenti a Genova.

    – L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l’UNICEF ha denunciato questa situazione). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa? E’ disponibile a sostenere finanziamenti comunali per progetti didattici ed educativi a sostegno degli studenti dell’ora alternativa?

    Angela Burlando: Sì, ritengo utile istituire un osservatorio sull’ ora alternativa. Bene per i progetti didattici a sostegno degli studenti che non seguono le lezioni di religione.

    Marco Doria: Favorevole all’osservatorio. Per quanto riguarda i finanziamenti comunali dovrei verificare la reale disponibilità di risorse considerando la drammatica situazione di settori quali AMT e servizi sociali (per fare esempi eclatanti) che attirano la mia attenzione in via prioritaria.

    Andrea Sassano: Credo che sia utile in qualche modo verificare il rispetto dei diritti di genitori e studenti all’ora di alternativa alla religione, anche attraverso un Osservatorio. Sono d’accordo che il Comune finanzi per quanto è di sua competenza progetti didattici ed educativi a sostegno dell’ora alternativa.

    Marta Vincenzi: Ritengo improprio l’intervento dei Comuni in ambiti di competenza dello Stato, che spesso agevolano la deresponsabilizzazione di ampi settori della pubblica amministrazione centrale.

    – E’ stata di recente inaugurata la sala del Commiato presso il cimitero di Staglieno, l’unica disponibile in tutta Genova. Occorrerebbe avere più spazi da adibire a “sala del Commiato”: non solo nelle zone cimiteriali ma anche vicino ai luoghi in cui si è vissuto (ad es. preparando allestimenti su richiesta in sale presso centri civici, sociali, sportivi). Quale è il suo parere?

    Angela Burlando: Sono d’ accordo sull’organizzazione di altre sale di Commiato in luoghi in cui la persona deceduta abbia vissuto. Mi sembra del tutto normale che ciò avvenga.

    Marco Doria: Favorevole in linea di principio. Valuterei però come amministratore caso per caso la fattibilità di proposte specifiche.

    Andrea Sassano: Aver inaugurato la Sala del Commiato presso Staglieno è stato un risultato molto importante, di cui va dato atto all’attuale amministrazione. Si può vedere come allargare questa iniziativa.

    Marta Vincenzi: Si. Intanto, nel mio mandato, sono riuscita a fare la Sala del Commiato. E’ un inizio.

    A Genova è stato istituito il registro del Testamento Biologico. E’ sua intenzione mantenerlo? E’ disponibile ad impegnarsi per favorire una legge nazionale che lo renda valido opponendosi a quella liberticida in discussione in Parlamento?

    Angela Burlando: Sì, credo proprio che il registro del Testamento biologico debba essere mantenuto.

    Marco Doria: Ritengo il testamento biologico un fatto di grande civiltà. Intendo mantenere il Registro e intendo impegnarmi per favorire una legge nazionale degna di un paese civile, radicalmente opposta a quella in discussione in parlamento.

    Andrea Sassano: Sono favorevole ad una legge nazionale che renda valido il testamento biologico e che cancelli definitivamente quella in discussione in Parlamento.

    Marta Vincenzi: Si. L’ho istituito e intendo mantenerlo. Sono d’accordo perché si arrivi a una legge nazionale

    – I matrimoni civili a Genova sono circa il 60% del totale. I cittadini possono utilizzare a prezzi accessibili solo la Sala Matrimoni di Corso Torino, in tempi contingentati ed orari ristretti. Come già avviene in altri Comuni, sosterrà l’ampliamento dell’orario ai giorni festivi e la riduzione delle tariffe presso le sale prestigiose messe a disposizione dal Comune?

    Angela Burlando: Sono favorevole a rendere meno costose le sale prestigiose in cui celebrare matrimoni. Mi pare anche giusto utilizzare le stesse a prezzi più accessibili, valutando i costi effettivi del personale impiegato.

    Marco Doria: Non intendo complicare ad alcuno la possibilità di sposarsi. Per quanto riguarda i prezzi delle sale prestigiose messe a disposizione dal Comune credo però che sia giusto che si paghino, parendomi un modo non sbagliato di incrementare le scarse risorse a disposizione dell’ente locale.

    Andrea Sassano: Sono favorevole che i matrimoni civili si possano svolgere anche in sale di prestigio del Comune, a tariffe contenute e in orari non contingentati.

    Marta Vincenzi: Le risorse umane ed economiche del Comune purtroppo attualmente non lo consentono.

    – In alcuni Comuni e/o circoscrizioni di altre città è stato istituito il registro delle coppie di fatto. Qual è la sua opinione a proposito? E’ disponibile ad istituirlo anche a Genova e ad adoperarsi per una legge nazionale?

    Angela Burlando: L’ istituzione del registro delle coppie di fatto è un punto importante del mio programma. Sì, sono d’ accordo nell’ istituirlo.

    Marco Doria: Sono favorevole al registro delle coppie di fatto. Intendo istituirlo a Genova e intendo adoperarmi per una legge nazionale in merito.

    Andrea Sassano: Sono disponibile ad istituire il Registro delle copie di fatto. Credo che occorra una legge nazionale.

    Marta Vincenzi: Si sono convinta dell’utilità di tale Registro. Si deve lavorare sia per l’istituzione del Registro su base comunale che per una legge nazionale. Con rammarico ho dovuto constatare nel mio mandato che non c’era una maggioranza convinta in Consiglio Comunale per approvare tale iniziativa. Avrei corso il rischio di una sconfitta e di uno strascico di molte polemiche. Spero si ponga con chiarezza il tema nella prossima campagna elettorale e, soprattutto, che Genova città dei diritti produca un Consiglio Comunale all’altezza delle nuove sfide della civiltà.

    Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici e in orario di lavoro, benedizioni, visite pastorali, messe natalizie e pasquali, inviti da parte dei superiori a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio, esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Tutto questo anche se non esiste più la religione di Stato, e senza considerare esigenze di chi professa altre religioni e men che meno i cittadini atei e agnostici. Si impegna a rendere liberi dalla religione gli uffici pubblici e ad evitare la presenza di membri della Chiesa Cattolica ad ogni cerimonia ufficiale laica?

    Angela Burlando: Gli argomenti che ponete debbono essere analizzati singolarmente, non tutti insieme. Ci sono occasioni di invito di autorità religiose che non possono essere ignorate per un discorso di buona educazione. Cerimonie religiose ( messe pasquali e natalizie) devono essere organizzate fuori dall’ orario di ufficio. Non credo che si possa evitare la presenza di membri della Chiesa in occasioni di cerimonie pubbliche.
    Credo che il buon senso oltreché il protocollo, possa fornire consigli idonei ad ogni circostanza.

    Marco Doria: La domanda mette insieme questioni diverse. Sono per un approccio laico al tema proposto lasciando che le iniziative religiose siano promosse dalle Chiese. Non ho pregiudizi e contrarietà in generale alla presenza di membri della Chiesa Cattolica a cerimonie ufficiali. Valuterei, nei limiti delle mie competenze, quando tale presenza è opportuna.

    Andrea Sassano: Avendo una concezione laica delle Istituzioni penso che la religione debba stare fuori dagli spazi pubblici, che in quanto tali sono di tutti, di chi crede come di chi non crede. Sono meno d’accordo sulla questione di non invitare membri della Chiesa a cerimonie ufficiali del Comune. La Chiesa è comunque parte della società in cui viviamo, espressione di valori che si possono non condividere ma che nella nostra società sono presenti e con cui occorre dialogare.

    Marta Vincenzi: Negli uffici pubblici del Comune non ci sono simboli religiosi imposti già da tempo. Nelle cerimonie laiche non sono presenti membri della Chiesa. Cio’ non vale per le cerimonie dedicate ai santi patroni o quando venga richiesto espressamente come nel caso di benedizioni di lapidi dalle famiglie interessate o dai promotori o da privati che inaugurano opere o in situazioni dove una parte della cittadinanza gradisca anche una cerimonia religiosa. In questi casi si segue un protocollo del cerimoniale che e’ previsto dalle regole della Repubblica Italiana. Personalmente invito frequentemente anche gli esponenti di altre confessioni presenti in città.
    E’ un fatto culturale delicato e non risolvibile con misure impositive. Si deve procedere con rispetto di tutti e anche tenendo conto della tradizione.

    – Qual è il suo parere sulla costruzione della moschea a Genova? Come risponderebbe ad eventuali analoghe richieste di altre confessioni religiose?

    Angela Burlando: Il rispetto delle diversità è un mio preciso convincimento. Gli islamici hanno diritto a pregare nella loro moschea.
    Appartenenti ad altre religiose ugualmente possono, come loro, costruire la propria chiesa. Chi non crede, ha diritto al rispetto degli altri ma non può pretendere che scompaia dal mondo ogni forma di religione.

    Marco Doria: Sono favorevole alla costruzione della moschea a Genova. Risponderei positivamente ad eventuali analoghe richieste di altre confessioni religiose, “senza oneri per il Comune”.

    Andrea Sassano: Sono favorevole alla costruzione della moschea. La libertà di religione è riconosciuta dalla Costituzione italiana.

    Marta Vincenzi: Ovviamente positivo. Spero di essere giunta alla conclusione di un percorso importante di piena collaborazione con la Comunità Islamica genovese. Abbiamo già risposto positivamente a diverse richieste e continueremo a farlo.

  • La settima arte “incontra” le Donne del Sud al Multisala America

    La settima arte “incontra” le Donne del Sud al Multisala America

    Donne del sud del MondoIn occasione della mostra Donne del sud del mondo,  visitabile fino al 30 marzo 2012 al Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo, la Multisala America di via Colombo 11 ospita giovedì 9 febbraio alle 21 il primo appuntamento cinematografico con Il destino del nome di Mira Nair (Leone d’oro a Venezia nel 2001 con Monsoon Wedding), tratto dall’omonimo libro di Jhumpa Lahiri.

    Un film sulla memoria, sull’identità, sulla necessità che ognuno di noi ha di essere e diventare libero mantenendo comunque saldo il rapporto con le proprie radici.

    Protagonisti una famiglia indiana nell’arco di due generazioni, il suo percorso e le sue difficoltà di adattamento in un paese straniero cui fa da sfondo una fotografia sgargiante, tipicamente indiana, che accompagna lo spettatore lungo il cammino dolce e amaro di una famiglia che cresce e si forma secondo le dure regole del destino.

    La proiezione – a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – sarà preceduta da un aperitivo equo solidale nella Bottega di Via Galata 120 a partire dalle ore 19.

  • Italia Nostra: cento sentinelle segnaleranno i rischi per i beni comuni

    Italia Nostra: cento sentinelle segnaleranno i rischi per i beni comuni

    Chiesa S.DonatoCreare una rete di cittadini attivi sul territorio, pronti a segnalare criticità e situazioni di pericolo per l’ambiente, il paesaggio ed il patrimonio culturale della città. Questo l’obiettivo della campagna lanciata sabato dalla sezione genovese dell’associazione Italia Nostra in occasione dell’assemblea ordinaria dei soci.

    Il 2012 segna l’avvio di una fase dedicata a far sì che Italia Nostra – anche attraverso l’uso dei nuovi sistemi di comunicazione – diventi più visibile ed aumenti in maniera esponenziale il suo radicamento a Genova.
    Una delle attività principali sarà proprio l’organizzazione e la formazione di un centinaio di “sentinelle” che rappresenteranno gli occhi dell’associazione in ogni angolo della città. Cittadini che sapranno come agire e a chi rivolgersi  per denunciare eventuali rischi a danno dei beni comuni, in maniera tale da intervenire prima che sia troppo tardi.

    Tra i temi che quest’anno vedranno impegnata in prima fila Italia Nostra, ovviamente non può mancare il nuovo Piano Urbanistico Comunale.
    <<Sicuramente presenteremo delle osservazioni al Puc – spiega la sezione genovese di Italia Nostra – ma sarà interessante vedere quale sarà l’evoluzione del Piano Urbanistico Comunale, a seconda dell’amministrazione che si insedierà a Palazzo Tursi dopo le elezioni>>.
    Ma anche sul fronte della questione mobilità <<Siamo pronti a dire la nostra – continua la sezione genovese di Italia Nostra – a maggior ragione perché sembra che l’amministrazione sia intenzionata ad aggiornare il Piano Urbano della Mobilità>>.

    Infine continuerà la battaglia – che ha già visto schierata Italia Nostra nei mesi scorsi – contro la nuova strada che il Comune vuole realizzare a Sant’Ilario. Il tracciato, secondo le ultime ipotesi, dovrebbe attraversare parte dei terreni dell’Istituto agrario Marsano mettendo a rischio – questo il parere di ambientalisti, di una parte degli abitanti e della Scuola – l’integrità del podere Costigliolo, proprietà del Marsano, inserito da Italia Nostra fra i “paesaggi sensibili”. Ma non solo, secondo il comitato del no, nonostante i vincoli urbanistici esistenti, il progetto della nuova strada potrebbe favorire un’ulteriore cementificazione della collina di Sant’Ilario.

     

     

    Matteo Quadrone

  • “Sopravvivere alla crisi”: Mario Deaglio a Palazzo Ducale

    “Sopravvivere alla crisi”: Mario Deaglio a Palazzo Ducale

    Porticato di Palazzo DucaleMario Deaglio, economista e docente di politica economica all’Università di Torino, è il protagonista del primo incontro di “Sopravvivere alla crisi”, in programma oggi alle ore 17.45 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.

    Si tratta di un ciclo di incontri che affronta le grandi questioni legate alla crisi economica analizzando le cause, cercando di comprendere le responsabilità di una speculazione finanziaria senza regole, illustrando la diversità di condizioni tra Occidente e nuove economie emergenti e infine ipotizzando delle possibile soluzioni.

    Mario Deaglio ha approfondito temi legati alla struttura delle economie occidentali: la distribuzione del reddito, l’economia sommersa, il risparmio e la globalizzazione. Ha collaborato con The Economist, Panorama, Il Secolo XIX. Ha diretto Il Sole 24 Ore ed è editorialista economico de La Stampa.

    Il ciclo di incontri è curato da Luca Borzani e Lorenzo Caselli. In collaborazione con Fondazione Edoardo Garrone e Fondazione Ansaldo.

  • Omsa in tour: le operaie licenziate si raccontano a teatro

    Omsa in tour: le operaie licenziate si raccontano a teatro

    omsaLa scelta di mettere in scena il precariato non è nuova ai lavoratori che contro la propria volontà dicono addio al monotono posto fisso.

    Il primo esperimento era stato del team di San Precario, che nel 2005 si era intrufolato nientemeno che alla Settimana della Moda milanese, introducendo i capi della (fasulla) stilista giapponese Serpica Naro (acronimo di San Precario, ndr).

    Da alcuni mesi sono nate le Brigate Teatrali Omsa, formato da un gruppo di operaie della nota azienda, che a marzo chiuderà lo stabilimento di Faenza per delocalizzare gli impianti nella più economica Serbia. Una scelta che ha fatto indignare molte persone, dando vita a una forma di boicottaggio via Facebook di tutti i prodotti Omsa.

    Il Teatro dei due mondi ha creato uno spettacolo che sta facendo il giro d’Italia, complice la recente maggiore sensibilizzazione sul tema, che grazie alla rete è tornato alle orecchie della gente: lo spettacolo teatrale si chiama Licenziata! e racconta la reale situazione delle 230 operaie molto meglio di quanto non potrebbero fare una manifestazione di piazza organizzata dai sindacati, un convegno, un sit in davanti a un qualche ministero. È tramite la cultura che si veicolano i messaggi più importanti.

    Marta Traverso

  • Dodici idee geniali in dodici minuti: concorso per idee sul web

    Dodici idee geniali in dodici minuti: concorso per idee sul web

    startup ideaAd aprile si terrà a Perugia una nuova edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, una rassegna di eventi dedicata a celebrare le mille facce di questa professione, con un occhio di riguardo a tutte le forme di citizen journalism e giornalismo online che si stanno sviluppando attraverso il web.

    Per questa ragione Luca Conti, blogger ed esperto di social network, si è fatto promotore della prima edizione del concorso Future12: nei giorni del Festival sarà possibile assistere alla presentazione di dodici progetti innovativi in fatto di media, social network e apps d’informazione, e ciascun ideatore avrà dodici minuti per far conoscere la sua proposta.

    Per candidarsi a Future12 è necessario inviare una breve descrizione del progetto e il proprio curriculum (età, nazionalità, città di residenza, esperienze professionali, social media link) entro il 29 febbraio 2012 all’indirizzo mail future12@journalismfestival.com.

    Tutte le presentazioni saranno trasmesse sulla webtv del Festival e i progetti selezionati saranno pubblicati sul sito ufficiale. Gli autori dei progetti ritenuti di particolare interesse saranno invitati come speaker nell’ambito dell’edizione 2013 del Festival.

    Marta Traverso

  • Il quadro più costoso del mondo: “I giocatori di carte” di Cezanne

    Il quadro più costoso del mondo: “I giocatori di carte” di Cezanne

    Lo Stato del Qatar ha acquistato in un’asta il celebre dipinto del pittore francese Paul Cezanne “I giocatori di carte”, conservato al Musée d’Orsay di Parigi.

    250 milioni di dollari, questa la cifra versata, superiore rispetto al precedente record fatto registrare per un dipinto di Jackson Pollock, venduto a 140 milioni di dollari nel 2006.

    “I giocatori di carte” è una delle opere più belle realizzate da Cezanne, dipinto tra il 1890 ed il 1895, negli ultimi anni della vita dell’artista francese.

  • Ebook, gratta e vinci e scommesse: le novità del paniere Istat 2012

    Ebook, gratta e vinci e scommesse: le novità del paniere Istat 2012

    ebookEbook e relativi dispositivi di lettura, gratta & vinci, scommesse sportive. Con queste e altre aggiunte all’inizio del 2012 il paniere Istat conta 1.398 voci, ossia 1.398 beni o servizi che sono entrati a far parte a pieno titolo dei consumi quotidiani degli italiani.

    Il gratta e vinci e le scommesse denotano una (tristemente nota) speranza di risollevare tutta e subito la propria situazione economica, un sogno che è sempre esistito a prescindere dalla crisi: un recente sondaggio del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha stimato che quattro italiani su dieci giocano d’azzardo.

    Discorso a parte lo merita la lettura digitale: secondo l’agenzia di statistica sono diventate parte integrante delle nostre abitudini quotidiane attività come comprare e scaricare ebook, leggerli su appositi dispositivi (a partire dal Kindle di Amazon, sbarcato nel mercato italiano a dicembre) e utilizzare computer di ultima generazione come gli Ultrabook, i notebook ultrasottili.

    Il fatto che l’Istat abbia ritenuto di aggiungere gli ebook al paniere indica che – complice forse anche la novità rappresentata dagli ebook rispetto alla “poco digitale” mentalità italiana – gli italiani non sono affatto un popolo che non legge. Anzi, la possibilità di avere un lettore che non pesa quanto un libro, può contenere al suo interno centinaia di testi e permette di collegarsi a Internet per approfondire quello che si sta leggendo o condividerlo con altri, è un segnale del fatto che la lettura ha un valore a prescindere dal suo supporto fisico.

    Marta Traverso

  • La faccia tosta di Antonio Razzi: “Le mie Mani Pulite”

    La faccia tosta di Antonio Razzi: “Le mie Mani Pulite”

    Antonio Razzi e Silvio BerlusconiPresentato l’ultimo “capolavoro” dell’on. Antonio Razzi, dal titolo (che è tutto un programma) “Le mie mani pulite”:  moderatore Silvano Moffa, capogruppo di Popolo e Territorio, ex Iniziativa Responsabile, presenti esponenti illustri come il fu Presidente del Consiglio e il critico d’arte per eccellenza Vittorio Sgarbi oltre ad una nutrita schiera di parlamentari.

    Fin qui niente di anomalo se non fosse che “ l’onorevole “ in questione è salito alle glorie della cronaca per dichiarazioni “poco onorevoli” carpitegli da una telecamera nascosta. “Il clima che si è creato intorno alla mia persona non riflette la realtà dei fatti”, dice l’autore “sentivo la necessità di spiegare alla gente…” .

    Lungi da me voler fare il solone e sputare sentenze perché, ne son certa, ognuno ha i propri scheletri nell’armadio, ma come io faccio un atto di fede sulle sue mani pulite, Lei lo faccia sulle mie orecchie che, le assicuro prive di cerume, ci sentono benissimo e le sue dichiarazioni erano inequivocabili, sia sul perché sia sul come. Con un briciolo di dignità avrei cominciato col dimettermi e, se mi fosse venuta l’ispirazione direttamente dalla musa Calliope, avrei scritto “Il Cavaliere della sala a semicerchio”.

    Re Artù è facilmente individuabile, i Paladini pure, c’è anche la “tavola”, a gradoni, un desco su cui tutti “mangiano” e, stante alle cronache, pure parecchio. Non manca neppure Lancillotto che vedrei ben impersonato dall’onorevole Scilipoti che, eroe improvvisato, è partito, lancia in resta, per salvare il regno (normalmente si chiama c..o).

    Una bella favola moderna in cui avrebbe trovato posto anche la pornostar Vittoria Risi, presente all’incontro, che avrebbe ben rappresentato la nobile regina Ginevra. Il sorriso amaro che mi viene spontaneo è dovuto alla misera opinione che ha di noi. Ci crede tutti imbecilli? Lo sappiamo, gli italiani sono un po’ campanilisti:  si attaccano al partito, alla squadra di calcio, alla città di pertinenza, alla religione e difendono questi valori anche davanti ai più lampanti controsensi ma, tra noi, qualcuno è rimasto in grado di ragionare con la propria testa e giudicare obiettivamente, poco influenzabili dalla miriadi di facce toste (di ogni schieramento politico) che cercano di imbonirci con delle “panzane” che non crederebbe neppure il più sprovveduto degli incapaci.

    Ben Le si adatta, non me ne voglia, il modo di dire che individua in un volto, completamente consumato dal fuoco, la mancanza di emotività di personaggi par suo che, volutamente ciechi, si ostinano a non vedere l’abisso che li separa dai disagi quotidiani presenti nella nostra società. In questa sarabanda di nipotine orientali, di case regalate, di tangenti miliardarie, di furti da record, mi ritorna in mente l’immagine di una donna anziana che ho visto, con vera dignità, rovistare tra gli scarti di un supermercato e che è la realtà di un paese messo in ginocchio da un esercito di sanguisughe.

    Onorevole se la ricorda una certa sua frase “ io il 14 dicembre ho pensato a li cazzi mia, sennò mi fottevano la pensione” … e adesso vorrebbe pure i proventi di un libro che spero, gli amanti come me della buona lettura, non comprino mai?

    E’ per questo suo profondo pensiero “assolutamente” in linea con l’azione di rigore dell’attuale governo che ha ricevuto l’encomio dei presenti e una prefazione importante come quella dell’ex presidente? Qualcuno ha commentato con un’unica frase “Che orrore”.  L’orrore vero è che misfatti, contemplati dalle legge come reati, non trovino la giusta punizione perché la “casta “ si trincea dietro lo scudo protettivo dei suoi veti, gli stessi che un referendum popolare aveva abrogato. E la chiamano democrazia…

     

    Adriana Morando

  • “Midsummer. Una commedia con canzoni” in scena al Teatro Cargo

    “Midsummer. Una commedia con canzoni” in scena al Teatro Cargo

    MidsummerVenerdì 10 febbraio alle ore 21, il Teatro Cargo di Genova Voltri ospita “Midsummer. Una commedia con canzoni”, l’acclamata pièce di David Greig che ha ottenuto un clamoroso successo internazionale.

    Helena è un avvocato elegante e di successo, ma vagamente insoddisfatta e infelice. Bob è un uomo insignificante, che un tempo sognava di fare il musicista di strada e ora gravita ai margini della malavita di Edimburgo. Si incontrano una sera in un bar e, ubriachi fradici, finiscono a letto. Per entrambi la cosa termina lì. Ma quando, il giorno dopo, si incontrano di nuovo, scoprono di provare qualcosa l’uno per l’altra.

    La loro insolita storia d’amore è musicata da alcune canzoni scritte dal genio dei Ballboy, Gordon McIntyre, interpretate in scena dagli stessi attori. Sullo sfondo la presenza romantica e inconfondibile di Edimburgo, la terza protagonista dell’opera.

    Uno spettacolo divertente, tenero, ironico, profondo e gentile, scritto dal più quotato drammaturgo della scena contemporanea inglese, David Greig, e tradotto dal celebre critico teatrale, giornalista e anglista Masolino D’Amico.

    Nel ruolo di Helena, la pluripremiata Manuela Mandracchia, attrice che ha a lungo lavorato con Ronconi e Avogadro; in quello di Bob, l’intenso Christian Di Domenico.

    La regia è di Gianpiero Borgia, premio nazionale della critica teatrale 2010 per lo spettacolo Come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente.

    PREZZI: Intero € 14, Ridotto € 11, Ridottissimo € 9

    PRENOTAZIONI: tel. 010/694240 – 010 694029 promozione@teatrocargo.it / happyticket.it / genovateatro.it

    TEATRO DEL PONENTE: Piazza Odicini, 9 Genova Voltri


  • Cibio, la fiera del gusto e del benessere al Porto Antico

    Cibio, la fiera del gusto e del benessere al Porto Antico

    CibioDal 3 al 5 febbraio torna ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova Cibio, la fiera del gusto e del benessere dedicata agli alimenti di qualità con riguardo ai prodotti tipici delle regioni italiane ed un settore riservato alle produzioni biologiche.

    Oltre alla presenza dei produttori con i loro stands espositivi, che proporranno pane, pasta, miele, olio, vino, formaggi, verdure e frutta, ma anche tisane, olii essenziali e prodotti per la cosmesi, la fiera tratterà anche dei temi riguardanti il turismo enogastronomico ed ambientale, le strade del vino, gli itinerari turistici, eventi, agriturismi, tutto rivolto ad una valorizzazione del territorio.

    Il tutto con un occhio di riguardo per la cultura dell’alimentazione, con dimostrazioni, esibizioni, incontri, dedicati a particolari prodotti con degustazioni e presentazioni al pubblico ed alla stampa da parte dei singoli produttori e degli esperti.

    Ecco il programma delle degustazioni gratuite della Fiera, da prenotarsi direttamente sul posto con anticipo rispetto all’inizio.

    VENERDI 3 FEBBRAIO

    Ore 17.00: I vini Bianchi del Nord Italia – Az Alvise Amistani, Az Ag Ganaghello, Az Ag Marengo Vini

    Ore 19.00: Il Barbera nella sua terra con Salumi / Carni / Formaggio con Az Ag Ca d’Tantin Barbera d’Asti Sup, Vigna Monte Doro Barbera DOC, Cantine Astesane Barbera d’Asti Sup.

    SABATO 4 FEBBRAIO

    Ore 11.00: Olio Extravergine : Degustazione di tre Extravergine col produttore. Relatore Vice Presidente ONAOO Prof. Marino Giordani Degustazione e assaggio con pane casareccio. Abbinamento con due Riesling

    Ore 13,00: Tre Spumanti Tre Territori con il Crudo e Culatello di Parma. Relatore Moreno Babbini – Spumante Cruasè Az. Rebollini Gebriele, Metodo Classico Pas dosé Pinot Nero O.P. Az. Rebollini Gebriele Cartizze

    Ore 15.00: Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con il Parmigiano Reggiano “Acetaia La Tradizione” soc. Coop. Relatore Prof. Marino Giordani Vini: Az Ag. La Mercarecia Colpodifulmine ( Syrah ) e Cuordileone (Sang. Syrah )

    Ore 17.00: La Bonarda dell’Oltrepo Pavese con il salame di Varzi di Angelo De Domenici: Az Ag Rebollini, Az Ag Faravelli., Az Ag Cadel Ge

    Ore 18.00: Piemonte con i Formaggi di: Perrone Capra – Gorgonzola e le Capre della Selva Romanesca. Relatore Riccardo Collu Delegato ONAF Genova – Relatore Prof. Marino Giordani – Abbinamento con tre Barbera D.O.C.

    DOMENICA 5 FEBBRAIO

    Ore 11.00: Metodo Classico e Salumi piemontesi. Relatore Moreno Babbini: Metodo Classico Cantine Astesane, Metodo Classico Ca del Ge, Metodo Classico Rosè “ Cruasè “ Az Rebollini

    Ore 13.00: La Mozzarella campana e i Formaggi del Caseificio San Stè. Vini : I Prosechi di Amistani – Relatore Riccardo Collu Delegato ONAF Genova – Relatore Prof. Marino Giordani

    Ore 15.00: Formaggi delle Isole Italiane Sardegna (Isolabiologica ) e Sicilia ( Centroformaggi ) Relatore Riccardo Collu / Marino Giordani Vini in abbinamento Bonarda Vend. Tard. / Malvasia Pass. / Pelaverga

    Ore 16.30: Il Vino e il legno Caratteristiche di tre vini affinati in legno 1 vino Bianco e due rossi. Relatore Prof. Marino Giordani / Moreno Babbini

    Ore 17.30: Ostriche e Millesimato Metodo Classico Mill. Ostricheria del Gagge e Az Rebollini

    Ingresso libero e degustazioni gratuite

    Orari: venerdì e sabato h  10/21 – domanica h 10/20.

  • Lou Dalfin, concerto alla sala Chiamata del Porto

    Lou Dalfin, concerto alla sala Chiamata del Porto

    Lou DalfinSabato 4 febbraio alla sala Chiamata del Porto, di fronte alla Lanterna, si tiene il concerto dei Lou Dalfinband nata nel 1982 come gruppo folk rock nato per dare nuova linfa alla tradizione musicale dell’Occitania, regione compresa tra Alpi, i Pirenei, il Mediterraneo e l’Atlantico Francese contraddistinta da una lingua comune.

    Inizialmente la band proponeva una “line-up” acustica (ghironda, fisarmoniche, violino, plettri, clarinetto, flauti)  brani  tipici del repertorio popolare dell’Occitania. In un secondo periodo il sound si è evoluto, e si è contaminato di quelle sonorità rock, jazz, reggae che ora contraddistinguono la band.

    Tra i riconoscimenti più importanti ottenuti dalla band, c’è sicuramente il Premio Tenco, vinto nel 2004 per il miglior album in dialetto.

    Nel corso degli anni la band ha solcato i palchi di alcuni tra i più importanti festival di musica world in Europa: La Notte della Taranta in Salento, il Tradicionarius di Barcellona, Les Nuits Atypiques di Langon e l’Estivada di Rodez e ha pubblicato più di 10 album.

     

  • Ti tengo d’occhio: il progetto che denuncia i siti web inaccessibili

    Ti tengo d’occhio: il progetto che denuncia i siti web inaccessibili

    Un sito per spingere le persone ad “aprire gli occhi”, uno spazio web per denunciare pubblicamente programmi e siti inaccessibili, in particolare per gli utenti non vedenti. Qualunque cittadino è invitato a collaborare segnalando siti e programmi chesul fronte dell’accessibilitàpresentano carenze o sono del tutto inadempienti. Parliamo del progetto “Ti tengo d’occhio” (www.titengodocchio.it) nato da un’idea di Vincenzo Rubano, studente diciassettenne non vedente dell’Istituto “Costa” di Lecce.

    Da sempre detesto le applicazioni ed i siti Web che non interagiscono correttamente con gli Screen Readers (letteralmente “lettore dello schermo”, un’applicazione software che identifica ed interpreta il testo mostrato sullo schermo di un computer, presentandolo ad un utente affetto da handicap visivo tramite sintesi vocale o attraverso un display braille) o, per dirlo in altri termini, che non sono accessibili – spiega Vincenzo – Nel mio piccolo ho sempre cercato di interagire con gli sviluppatori per segnalare i deficit nell’accessibilità dei loro programmi e/o siti Web, ottenendo più o meno “audience” a seconda della loro disponibilità a rendere i propri prodotti più accessibili per noi non vedenti“.

    Tutto è partito dal sondaggio M’illumino di meno…ma ci “vedo” di più, lanciato sul web dallo stesso Vincenzo quasi un anno fa, il 18 febbraio 2011. Nell’ambito della giornata del Risparmio Energetico, promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su Rai Radio 2, in cui i cittadini sono invitati a contribuire alla creazione del silenzio energetico, spegnendo simbolicamente le luci ed usufruendo di fonti rinnovabili, l’istituto “Costa” ha partecipato con l’iniziativa ideata da Vincenzo.

    Visto che la categoria dei non vedenti, per motivi di forza maggiore, non può accorgersi delle luci che si spengono in casa, per strada o nelle piazze, ho pensato ad un modo originale per far partecipare all’iniziativa di Radio 2 anche tutte le persone che sono nelle mie condizioni – spiega Vincenzo nel suo spazio web, www.titengodocchio.it –  Il 18 febbraio 2011, alle ore 18, anziché spegnere una luce, ho “acceso” questa pagina sul web con un sondaggio. Il questionario è rimasto “acceso” fino al 4 marzo ed era relativo all’uso delle nuove tecnologie (computer, internet, social network, ecc.) da parte dei non vedenti“.

    “Spesso mi sento chiedere, con stupore, come sia possibile che un ragazzo non vedente possa utilizzare il pc, il web ed i servizi ad esso connessi o addirittura imparare a programmare nei linguaggi Html, Php, Css, Sql, ecc. – continua Vincenzo – La mia idea, quindi, vuole sfatare questa cattiva convinzione e dimostrare che vi sono molte persone che, pur non disponendo dell’uso della vista, sono assolutamente in grado di “vedere” un monitor! Partendo da questo presupposto, stiamo cercando allora di “accendere” l’attenzione pubblica sul delicato problema dell’accessibilità ai siti web e ai programmi per computer. Abbiamo quindi chiesto ai non vedenti di esprimere un personale “consiglio” da dare a programmatori e progettisti per far sì che da oggi in avanti non si trascuri più questo importante aspetto“.

    Il sondaggio ha riscosso notevole successo ed ha evidenziato le carenze dei siti italiani. In particolare l’86% degli intervistati ritiene che l’accessibilità universale – vale a dire siti e programmi uguali per tutti – sia un approccio migliore rispetto a quello tradizionale che prevede l’uso di prodotti concepiti specificatamente per i non vedenti. E soprattutto il 62% ritiene che siano più della metà del totale, i siti italiani che necessitano di aggiustamenti per essere davvero accessibili.
    Grazie all’incoraggiamento ricevuto dai partecipanti al sondaggio, Vincenzo si è spinto oltre e, come racconta “ho deciso di fare di più, di alzare il tiro tenendo d’occhio programmi e siti inaccessibili“.

    Nasce così l’osservatorio “Ti tengo d’occhio” e la relativa “lista nera” contenente l’elenco di programmi e siti web che sono stati testati e trovati poco o per nulla accessibili.
    Il primo sito bacchettato è quello dell’Istat, in particolare per quanto riguarda la compilazione del censimento online. La versione on-line del questionario è raggiungibile inserendo in una pagina del sito www.censimentopopolazione.istat.it il codice fiscale dell’intestatario ed una password alfanumerica, “entrambi riportati sulla prima pagina del questionario cartaceo“, sottolinea Vincenzo.

    In primo luogo, per ottenere la password necessaria per compilare la versione on-line del questionario, occorre chiedere aiuto ad un vedente – spiega Vincenzo – infatti la password è riportata sulla prima pagina del modulo cartaceo, non certo una forma accessibile per una persona non vedente. Una volta ottenuta la password ed eseguito il login, però, le difficoltà non sono finite! Accedendo al sito, infatti, ci si può accorgere facilmente che non tutto è stato strutturato come dovrebbe essere. Ci sono etichette non associate correttamente con i campi del modulo (e ciò significa che gli screen readers hanno difficoltà a leggere correttamente l’etichetta del campo che si sta compilando) e, ancora peggio, ci sono dei campi che non possono essere compilati, perché del tutto invisibili agli screen readers. Da non vedente, insomma, è impossibile compilare on-line il questionario!“.

    In questa situazione, dunque, le uniche possibilità a disposizione di un non vedente sono la compilazione del questionario in forma cartacea “chiedendo un occhio in prestito” (luogo comune utilizzato da noi non vedenti per indicare la richiesta di aiuto ad un vedente) o l’utilizzo del servizio di assistenza disponibile presso gli uffici del proprio comune di residenza – continua Vincenzo – Due alternative che, comunque, sono ben più scomode di una compilazione on-line!“.

    Questa inaccessibilità, come tutte le altre, non è che una vera e propria discriminazione – conclude Vincenzo – Ma essa è ancora più grave, se consideriamo che per garantire ai non vedenti la possibilità di compilare il questionario on-line alla pari dei vedenti, non è bastata neanche una legge (la cosiddetta “Legge Stanca”)“.

    L’Istat era perfettamente a conoscenza del problema – precisa Vincenzo – fin dalla pubblicazione della procedura di compilazione del questionario on-line, infatti, sono state indirizzate alla dirigenza dell’ente alcune denunce del problema. E nonostante ciò, nessuno ha mosso un dito per rimediare ad un “orrore” che non avrebbe dovuto neppure verificarsi!“.
    Matteo Quadrone

  • Free Shots in concerto al Teatro Hop Altrove

    Free Shots in concerto al Teatro Hop Altrove

    Teatro Hop altroveSabato 4 febbraio alle ore 22.00 al Teatro Hop Altrove in  Piazzetta Cambiaso 1 si esibiscono i  Free Shots , un gruppo genovese  swing, reggae, dance e pop nato nel l’ottobre 2010.

    La vocalist Giuditta interpreterà canzoni di vario genere in versione acustica accompagnata da Fabio e Luca con chitarra , basso e ukulele e dalle ritmiche di Simone alle percussioni.

  • Storia di Genova: il Borgo degli Incrociati

    Storia di Genova: il Borgo degli Incrociati

    borgo incrociati

    La Storia di Genova, Borgo Incrociati – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Il Borgo degli Incrociati e’ un antichissimo borgo medievale sviluppatosi sul confine est della citta’. Il nome “Incrociati” deriva da un’antica chiesa che si trovava a pochi passi dall’ingresso della strada dalla parte della stazione Brignole e che venne demolita i primi del Novecento.

    Il vecchio ponte di Sant’Agata, che in origine contava ben 28 arcate e che nel medioevo venne costruito sui ruderi di un ponte romano, collegava questa chiesa con quella di Sant’ Agata nell’attuale San Fruttuoso vecchia. Borgo Incrociati, infatti, prima della costruzione dell’ultimo tratto di via Canevari, affacciava sul Bisagno, il ponte raggiungeva direttamente le abitazioni e l’ultimissimo tratto e’ oggi ancora visibile fra le case del borgo.

    Negli anni trenta la struttura della zona era ancora ben diversa da quella che possiamo ammirare oggi. Anche dopo la demolizione della chiesa, infatti, poco prima del tunnel che si collega alla Stazione, sorgeva un archivolto (ancora oggi in buono stato) attraverso il quale si giungeva in un’ampia piazza, in minima parte ancora riconoscibile. La piazza, denominata appunto “dell’Archivolto”, venne sacrificata durante la costruzione di corso Monte Grappa.

    Nei primi quarant’anni del secolo scorso Borgo Incrociati fu il borgo delle donne: sostavano fuori dai portoni, vestivano lunghi abiti neri con i capelli raccolti, vendevano frutta di stagione e in inverno profumatissime caldarroste (le famose “rustie”). All’interno degli appartamenti il matriarcato aggiustava le tomaie delle scarpe e si adoperava in lavori di cucito e di pellame. Tenevano le porte di casa sempre aperte e per 5/10 centesimi di lira riparavano le scarpe dei passanti. Queste instancabili madri di famiglia erano famose in citta’ anche per una “bizzarra” particolarita’: sotto gli abiti neri non portavano le mutande, per poter fare i propri bisogni restavano in piedi, allargavano le gambe e si liberavano negli angoli del borgo. Bisognava lavorare, non c’era tempo da perdere…

     

    Lungo la via degli Incrociati c’era il barbiere, diverse latterie ed osterie, il carbonaio (che vendeva carbone, patate e cipolle) e i vecchi antiquari (si chiamavano repessin e vendevano ogni genere di usato).

    borgo incrociati
    Il “landun” di Borgo Incrociati

    Gli uomini durante il giorno si vedevano poco, erano in citta’ a lavorare e uscivano la sera per bere nelle osterie. Si puo’ attraversare ancora oggi, all’altezza della fermata degli autobus, il celebre “landun”, un piccolo tunnel dove gli uomini ubriachi si nascondevano dalle mogli e terminavano le loro bevute.

    Gli anni 50/60 furono gli ultimi anni di splendore per il Borgo degli Incrociati. Lo storico bar Mangini divenne il punto di ritrovo per eccellenza degli sportivi genovesi, tifosi e calciatori. La domenica dopo le partite i calciatori di Genoa e Samp usavano fermarsi al bar per una bevuta e per discutere con i tifosi. Fu proprio in quel periodo che Marcello Lippi, ex ct della Nazionale e ai tempi libero della Sampdoria, conobbe la sua attuale moglie, che lavorava nella pescheria di famiglia a pochi passi dal bar.

     

    Ringraziamo per le preziose testimonianze Lina e Remo Toffan

     

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