Anno: 2012

  • Palazzo Verde Genova: dai dinosauri alla tutela dell’ambiente

    Palazzo Verde Genova: dai dinosauri alla tutela dell’ambiente

    IL PRECEDENTE

    Novembre 2011: ha da poco inaugurato ai Magazzini dell’Abbondanza di via del Molo Palazzo Verde (noto anche come “Museo della Rumenta”), uno spazio che – come da comunicato ufficiale del Comune di Genova – si pone l’obiettivo di “sensibilizzare i cittadini genovesi sui temi ambientali e che permetterà di rivisitare il concetto di “rifiuto” mettendo in evidenza come lo stesso sia cambiato attraverso le epoche (…) un centro studi con sezioni di laboratorio e di didattica sarà di stimolo a produzioni artistiche ma soprattutto alla divulgazione di buone pratiche sul concetto di rifiuto e sul suo superamento (prevenzione, riduzione, rifiuti zero)“.

    A pochi metri dal museo, in piazza Cavour, viene inaugurata la scultura Rumentosauro, realizzata dall’artista belga Serge Van De Put utilizzando gomma di vecchi pneumatici dismessi e un cumulo di metalli “accartocciati” nella pancia del dinosauro, il cui peso corrisponde al peso medio dei rifiuti che ogni cittadino produce in un anno.

    IL PRESENTE

    Novembre 2012: a poco più di un anno dall’inaugurazione, Palazzo Verde non ha ancora trovato un vero e proprio spazio nel patrimonio museale cittadino. A differenza di quanto riportato sul sito web dei musei di Genova e sul relativo materiale informativo, il museo non ha un vero e proprio orario di apertura ma è accessibile solo in occasione di mostre ed eventi in esso organizzati (ultimo in ordine di tempo, Palazzo Verde è stata una delle sedi del Festival della Scienza).

    Lo spazio ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento sulla sostenibilità ambientale, un tema che sta prendendo sempre più campo non solo nei piccoli comportamenti quotidiani ma anche nell’economia locale nel suo insieme: progetti virtuosi come quello della raccolta differenziata a Bogliasco, Sori e Pieve Ligure mostrano come sia possibile per le amministrazioni locali orientarsi in un’ottica di sostenibilità e al contempo di risparmio (anche se per Amiu c’è ancora molta strada da fare), mentre la green economy anche in Liguria sta influenzando lo sviluppo dell’economia locale.

    Marta Traverso

  • Malika Ayane Ricreazione: album e concerto al Politeama

    Malika Ayane Ricreazione: album e concerto al Politeama

    malika ayaneMartedì 13 novembre 2012 la cantante Malika Ayane si esibisce al teatro Politeama Genovese per una tappa del suo “Ricreazione tour“, che la porta in giro per l’Italia a presentare il suo terzo album dall’omonimo titolo.

    “Ricreazione” è uscito nell’estate 2012 ed è stato aperto dal primo singolo “Tre cose“.

    L’album arriva dopo l’esordio nel 2008 con l’album Malika Ayane prodotto dall’etichetta Sugar – da cui sono stati estratti i primi singoli Sospesa e Come foglie (cantata a Sanremo 2009 con Gino Paoli e scritta da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro) e dopo il secondo album del 2010 Grovigli (da cui il brano Ricomincio da qui, Sanremo 2010).

  • Fegino, Centrale del latte: quale destino per i lavoratori?

    Fegino, Centrale del latte: quale destino per i lavoratori?

    Ormai è trascorso più di un mese dall’ultimo giorno di produzione della Centrale del latte di Fegino, era il 5 ottobre scorso, quando dalla storico stabilimento uscì l’ultima bottiglia di latte genovese. Da allora, dopo mesi di mobilitazioni, assemblee, cortei e sincera solidarietà ai lavoratori espressa da tutta la cittadinanza, è calato il silenzio.

    Venerdì scorso i 63 dipendenti in cassa integrazione straordinaria si sono riuniti in assemblea e chiedono alle istituzioni di essere informati: vogliono sapere se esiste un’alternativa concreta, rispetto all’ipotesi prospettata a suo tempo da Parmalat-Lactalis, che consenta il riutilizzo delle aree e la ricollocazione di lavoratori.

    La proprietà, per il sito di Fegino, ha proposto di trasformarlo nell’ennesimo centro commerciale ma Regione Liguria e Comune di Genova – contrari a questa tipologia di insediamento nella zona – sono alla ricerca di una soluzione differente.

    «Secondo l’accordo raggiunto al Ministero del Lavoro con l’azienda, entro il 30 novembre i lavoratori devono fare domanda di ricollocazione: 20 nella struttura logistica (un magazzino di smistamento nel Mercato Ortofrutticolo di Genova-Bolzaneto che la società ha promesso di mantenere) e 6 in altri stabilimenti Parmalt-Lactalis presenti in Italia – spiega Michele D’Agostino, segretario della Uila-Uil Genova – Prima di quella data, però, vogliamo sapere se ci sono altre proposte per Fegino. Le istituzioni locali hanno bocciato l’ipotesi del centro commerciale. Adesso aspettiamo che presentino un progetto alternativo. Si sono presi tempo fino a metà novembre. Ci dicano se esiste un’altra soluzione. Se il sito di Fegino sarà destinato a qualche attività produttiva vogliamo essere coinvolti».
    Se da parte di comune e regione entro il 20 novembre non arriverà una nuova convocazione della proprietà e dei sindacati per discutere le prospettive future del sito, sono pronte a partire nuove iniziative di protesta.

     

    Matteo Quadrone

  • Sciopero europeo contro l’austerità: il 14 novembre Genova si ferma

    Sciopero europeo contro l’austerità: il 14 novembre Genova si ferma

    Mercoledì 14 novembre la CES – Confederazione europea dei sindacati – ha indetto una giornata di mobilitazione contro le politiche di austerità. Per la prima volta uno sciopero generale organizzato dal movimento transnazionale sindacale, sostenuto da alcuni movimenti sociali e partiti politici, ferma l’Europa.

    «Da molti anni il movimento sindacale europeo deplora le misure di austerità. Esse trascinano l’Europa nella stagnazione economica, fino alla recessione. Il risultato: blocco della crescita e disoccupazione in continuo aumento. I tagli a salari e protezione sociale sono attacchi al modello sociale europeo e aggravano disuguaglianze ed ingiustizia sociale – recita il comunicato della CES – L’Europa ha un debito sociale, non esclusivamente monetario. E’ stata promessa una ripresa che non è mai avvenuta. 25 milioni di europei non hanno lavoro. In alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile oltrepassa il 50%. Il senso di ingiustizia è diffuso e lo scontento sociale sta crescendo».

    Per partecipare alla mobilitazione con gli altri sindacati europei, la CGIL ha indetto uno sciopero generale nazionale di quattro ore, con manifestazioni in più di 100 città italiane. «Non si deve più aspettare a contrastare la politica di austerità e rigore che l’Europa impone a tutti gli stati – ha affermato il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso – La mobilitazione della Ces è un appuntamento molto importante per rispondere alle politiche di austerità che creano disoccupazione e peggiorano le condizioni di vita di milioni di persone in tutta Europa. Bisogna rispondere subito cambiando le politiche».

    «Genova sta attraversando una fase recessiva che sembra non voler più terminare, con l’apertura quotidiana di nuovi stati di crisi scrive la Camera del Lavoro Metropolitana di Genova – Nessun comparto è escluso, nemmeno quello pubblico, falcidiato dai continui tagli alle risorse dei trasferimenti statali. Anche i consumi hanno subito una forte contrazione, trend che difficilmente nel breve periodo potrà invertire la tendenza. Del resto i dati parlano chiaro: un tasso di disoccupazione vicino all’8 per cento. 9 mila posti di lavoro persi tra il 2010 e il 2011. 9 milioni di ore di cassa integrazione nel solo 2011 con circa 4.750 lavoratori coinvolti. Una percentuale del 30 per cento di giovani che non trova una occupazione e solo il 14 per cento degli assunti hanno contratti a tempo indeterminato. Industria, Porto, commercio, turismo, scuola, ricerca, comunicazioni, servizi alla persona, sanità, trasporti, credito, edilizia, aziende partecipate, sono tutte realtà della nostra città che, o sono in crisi, o sono in fase di riorganizzazione con l’unico risultato di ridurre il personale e non garantire prospettive».

    Sciopero generale europeo del 14 novembre: a Genova 8 ore di sciopero e due cortei.
    Concentramento partecipanti ore 9.00:
    – Corteo Ponente: Terminal traghetti Via Milano (davanti alla Coop); – Corteo Levante: Giardini stazione Brignole lato Piazza della Vittoria;
    – Manifestazione conclusiva in piazza De Ferrari ore 10.30.

    Anche i COBAS Confederazione dei Comitati di Base indicono per il 14 novembre lo sciopero generale dell’intera giornata per tutte le categorie, invitando a parteciparvi oltre a tutti i lavoratori/trici «Gli studenti, i disoccupati, i giovani senza lavoro e coloro che vogliono impedire al governo di continuare a colpire chi ha sempre pagato, salariati, pensionati, precari, disoccupati, settori popolari, piccolo lavoro “autonomo” – spiega  Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBASNulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, banche, gruppi finanziari e industriali, mentre le ruberie delle caste politiche raggiungono il parossismo. E’ ora che la crisi sia pagata da chi l’ha provocata e che ha continuato ad arricchirsi anche in questi anni! Scenderemo in piazza insieme all’Europa che lotta per dire NO al governo, alla distruzione di scuola, sanità e servizi sociali, alla chiusura delle fabbriche, ai licenziamenti, alla cancellazione dei diritti del lavoro, al blocco dei contratti e degli scatti, all’aumento dell’orario per i docenti, al concorsaccio per i precari, alla deportazione degli insegnanti “inidonei”».

    14 nov 2012 SCIOPERO GENERALE COBAS – La SCUOLA SCIOPERA – concentramento in Piazza Caricamento ore 9

    Aderisce anche la Fials Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità che si oppone tanto all’esecutivo guidato da Mario Monti, quanto alla Regione Liguria amministrata da Claudio Burlando «Le misure del Governo delle Aziende e delle Regioni sono sotto gli occhi di tutti: in sanità riduzione di oltre 18.000 posti letto che a Genova significa tagli per 500 posti letto con cancellazione dei servizi sanitari e sociali – denucia la segreteria di Genova – Ai lavoratori della sanità il Governo, le Regioni e le Aziende vorrebbero imporre un ulteriore blocco dei contratti che potrebbe estendersi al 2018 con la cancellazione perfino della striminzita mancia della indennità di vacanza contrattuale. L’insieme degli interventi conferma e inasprisce il blocco alle assunzioni, la riduzione degli organici, le norme su mobilità, esuberi, cassa integrazione e licenziamenti anche nel pubblico impiego con l’aggiunta del tentativo di riduzione dei diritti sociali (104, sgravi fiscali ecc).  Il taglio al welfare è strutturale e prevede “step” di interventi semestrali e annuali. In questo contesto in campo sanitario la Regione Liguria perpetua sconsideratamente politiche che inaspriscono le già gravissime sperequazioni tra una parte e l’altra di questa città negando l’unica opera seria e necessaria, ovvero la costruzione dell’Ospedale di Ponente. Proprio questa mancata scelta ha provocato i tagli di ieri e inasprito quelli di oggi. Le scelte “strategiche” di ieri diventano, per la Regione, la carta straccia di oggi. L’idea è quella di tagliare comunque senza riguardo ai servizi, ai cittadini e alle esigenze dei territori. Esattamente come sta facendo il Governo».

    14 novembre 2012 – Concentramento ore 9:00 – Brignole, lato Piazza della Vittoria

     

  • Rapallo: mostra internazionale dei Cartoonist 2012

    Rapallo: mostra internazionale dei Cartoonist 2012

    Come ogni anno Rapallo ospita la mostra internazionale dei Cartoonist, evento di grande rilievo per gli appassionati di fumetti e che quest’anno celebra quattro ricorrenze importanti: i 40 anni della mostra, i 60 anni di carriera del suo fondatore Carlo Chendi (sceneggiatore Disney), i 20 anni del premio U Giancu – vinto negli anni da autori noti come Hugo Pratt, Quino, Altan, Bruno Bozzetto, Milo Manara, Sergio Bonelli e altri – e i 30 anni di Martin Mystere.

    La mostra  organizzata dall’Associazione Culturale Rapalloonia! è ospitata fino a domenica 25 novembre 2012 presso l’Antico Castello sul Mare.

    L’omaggio a Carlo Chendi si esprime con la realizzazione integrale, dalla sceneggiatura, ai disegni, fino alle pagine stampate, del fumetto Zio Paperone mecenate per forza, con i disegni di Giorgio Cavazzano, pubblicato nel 1993 su Topolino n°1964, che con le sue 1.063.000 copie sancì un record assoluto di vendita.

    Come ogni anno, l’evento celebra ogni sfaccettatura del fumetto: dai personaggi alle scuole ai singoli autori, liguri e non. Per il 40° anniversario saranno esposte alcune tavole della primissima edizione della Mostra (primo evento in assoluto legato al mondo dei Comics a esporre originali) e la collezione di disegni autografi del “ristorante dei fumetti” U Giancu, che si trova a San Massimo sulle colline alle spalle di Rapallo.

    La mostra è aperta con ingresso gratuito sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30. Chiusa gli altri giorni della settimana.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Galleria Studio 44 cerca artisti per la mostra Take Away

    Galleria Studio 44 cerca artisti per la mostra Take Away

    A dicembre 2012 la Galleria Studio 44 (vico Colalanza) inaugura la mostra collettiva Take Away, aperta a tutti i soci.

    A questo scopo è possibile consegnare le opere che faranno parte dell’esposizione, seguendo un breve regolamento:
    – i partecipanti devono essere soci della associazione culturale Galleria Studio 44 (o possono eventualmente associarsi sottoscrivendo al costo di 25 € la tessera annuale di socio ordinario)
    – portare fino a due opere bidimensionali (dimensioni 80×80 cm) oppure due opere scultoree (dimensioni base 40×40 cm).

    Le opere saranno accettate in ordine di iscrizione fino a esaurimento spazi, entro sabato 24 novembre 2012. La mostra verrà inaugurata sabato 1 dicembre (ore 18) e resterà aperta al pubblico fino a sabato 22 dicembre.

  • Strategia della tensione e Movimento di protesta: gli “anni di piombo”

    Strategia della tensione e Movimento di protesta: gli “anni di piombo”

    Bologna, strage stazioneSarebbe interessante disporre di uno studio che mettesse in relazione, cronologicamente, fatti sociali particolarmente significativi per il loro impatto sulla società civile, sui meccanismi di “presa di coscienza” – da un lato – e nascita di “progetti espressivi” – dall’altro – per esplicitare ciò che stiamo sostenendo: la sorprendente esplosione di creatività in momenti storici di grandi trasformazioni.

    Negli anni ’70 le intenzioni di rinnovamento e l’impatto della contestazione attraversarono tutta la società italiana, senza risparmiare conseguentemente alcuni segmenti particolari. Oltre al mondo cattolico – come si è visto nella scorsa uscita – l’onda del dissenso invase terreni fino ad allora impermeabili ai movimenti sociali. Ad esempio, l’esercito. L’obiezione di coscienza raggiunse livelli mai visti prima di allora. Ci fu anche un “movimento dei soldati” spesso indicati come “compagni in divisa”, frutto diretto di concezioni anti militariste e pacifiste condivise da tutto il movimento.

    Poi, le “forze dell’ordine”, soprattutto la polizia e la finanza che videro nascere anche un movimento sindacale, una rivista, con poliziotti (ricordo un certo Fedeli…) che si impegnarono per un rinnovamento, attestando decisamente il loro antifascismo e la fedeltà ai valori repubblicani e democratici. E poi ancora apparati istituzionali come la magistratura, nel cui ambito presero vita organismi di orientamento politico diverso, come “Impegno Costituzionale” e “Magistratura Democratica”, presenti su tutto il territorio nazionale.

    Anche professioni dalle rilevanti implicazioni sociali, come i medici o gli insegnanti espressero, attraverso organizzazioni e associazioni di categoria (come “Medicina Democratica” e “CGIL – scuola”), una consapevolezza critica circa il ruolo e la funzione del loro lavoro, impensabile fino a 10 anni prima. D’altra parte questa presa di coscienza critica radicale, che poneva alla classe politica domande altrettanto radicali, nella direzione di una profonda azione riformatrice (a parte il movimento extraparlamentare che, almeno fino al 1977, pensava/sognava/sperava di poter “fare la rivoluzione…) era la conseguenza di un’insofferenza sempre più profonda nei confronti dei valori cardine della società borghese.

    Come si è visto, gravi e significativi fatti internazionali svolsero un ruolo di primaria importanza nel “risveglio delle coscienze”, ma anche alcune specifiche vicende italiane (oltre a quelle già sinteticamente riportate) contribuirono a dare uno scrollone violento alla condizione di “torpore coscienziale”, figlio del consumismo e della manipolazione – appunto – delle coscienze in cui viveva il popolo italiano. Mi sto riferendo, ad esempio, a tutti i loschi intrighi – quintessenza del potere che, in quanto tali, ben difficilmente potranno essere eliminati – che hanno costituito il “dietro delle quinte” della vita quotidiana degli italiani. Intrighi pericolosi, dove la finanza più spregiudicata e le mafie incontra(va)no politici senza scrupoli, preoccupati solo di mantenere i loro privilegi, funzionali al mantenimento di un ordine politico, sociale, economico che risultava sempre più lontano dagli interessi delle classi popolari e lavoratrici che, con le grandi lotte sindacali del 1969, avevano chiaramente espresso l’intenzione di non voler essere meramente un muto ingranaggio del sistema produttivo.

    Intrighi ancora più pericolosi furono tutti quelli che portavano la firma della “strategia della tensione”, di matrice golpista e fascista che, a colpi di feroci attentati cercarono di fermare ciò che era già in atto: l’avanzata politica/partitica di tutta l’area della sinistra. Questo rappresentava evidentemente un concreto pericolo per tutta la borghesia capitalistica, soprattutto per quella più “atlantica”, terrorizzata dal fatto che l’Italia potesse – a fronte di una vittoria delle sinistre – entrare nell’area di influenza sovietica.

    E così, dal 12 dicembre del 1969 (non a caso lo stesso anno delle lotte sindacali) fino al 1980 con le stragi di Bologna e di Ustica, passando per le bombe sul rapido Palermo-Torino (1970) e quelle di Piazza della Loggia e treno Italicus (entrambi i fatti sono del 1974, anno del referendum sul divorzio) fu un drammatico stillicidio, con centinaia di morti, senza mai poter arrivare agli effettivi mandanti. E in riferimento ad una intensa attività golpista (motivata come baluardo contro l’avanzata del comunismo, in difesa dei “veri” e “sani” valori dell’occidente) non si possono non ricordare i tentativi di golpe guidati rispettivamente dal generale De Lorenzo, nel giugno del 1964 (abortito sul nascere) e dal principe fascista Valerio Borghese.

    Un settimanale “L’Espresso”, fu in prima linea in quegli anni, nel denunciare questi fatti; connivenze che toccavano scandalosamente anche il Vaticano, con squallidi personaggi come il puttaniere Cardinale Marcinkus; sigle come la “P2”, la “rosa dei venti”, il “Sifar”, sconosciute alla gente normale, ma responsabili – per usare una metafora gaberiana – della peste, della cancrena della società italiana.

     

    Gianni Martini

  • Unioni civili: è partito il percorso per l’istituzione del registro

    Unioni civili: è partito il percorso per l’istituzione del registro

    È partito il percorso che porterà all’istituzione del Registro delle Unioni Civili per regolare tutte le forme di convivenza fra due persone che non accedono volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio.
    La settimana scorsa, infatti, i rappresentanti delle associazioni che a diverso titolo si occupano di famiglia – dal Forum Ligure Associazioni Familiari di ispirazione cattolica alle Famiglie Arcobaleno dei genitori omosessuali – si sono seduti attorno allo stesso tavolo, convocati dall’assessore comunale a Legalità e Diritti, Elena Fiorini.
    Un’occasione unica per confrontarsi e capire le ragioni degli altri, senza pregiudizi. Il primo appuntamento di una lunga serie perché il cammino è appena all’inizio. Alla riunione hanno partecipato le associazioni: Arcigay, Forum Associazioni Familiari, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Alpim, Aiaf, Anspi, Bethel, Equality Italia, Genova-Gaya.

    Ovviamente le posizioni rimangono distanti ma l’obiettivo è il medesimo «Migliorare la vita delle nostre famiglie e dei nostri figli pur partendo da punti di vista diversi – commentano le Famiglie Arcobaleno Il muro contro muro è generato soprattutto dalla mancanza di conoscenza. Quindi ben venga l’apertura di un tavolo comune».

    Un giudizio positivo arriva dal Forum Ligure Associazioni Familiari «L’esperienza è stata davvero utile, il confronto è fondamentale. Anche noi siamo contro le discriminazioni ma crediamo che non sarà con un registro che potranno essere sconfitte».

    Particolare soddisfazione è espressa dall’Arcigay Genova «Il programma politico presentato dalla lista Doria sarà rispettato, siamo lieti di constatare la coerenza dell’amministrazione comunale – spiega Ostilia Mulas, Presidente Arcigay Genova l’Approdo – Nonostante le posizioni diametralmente opposte, giudichiamo positivo aver avuto la possibilità di parlarci e conoscerci meglio. La strada del dialogo, per quanto impervia, è l’unica che possa fa cadere gli steccati ideologici e liberarci da pregiudizi che non migliorano la vita di nessuno di noi».

    Il Comune di Genova con l’istituzione del Registro delle Unioni Civili e degli strumenti attuativi «Vuole segnare una differenza politica e culturale significativa – conclude Mulas – Auspichiamo che i comuni italiani che lavoreranno in questo senso siano sempre più numerosi in modo da spingere il Legislatore nazionale a non lasciare ancora senza protezioni e tutele un grande numero di coppie e famiglie (ricordiamo la presenza di 100.000 minori coinvolti, secondo i dati ISTAT)».

     

    Matteo Quadrone

  • Genoa e Sampdoria: i progetti di beneficenza per l’Africa

    Genoa e Sampdoria: i progetti di beneficenza per l’Africa

    Lunedì 12 novembre 2012 (ore 18) la libreria Feltrinelli di via Ceccardi ospita la presentazione del libro Sotto una Lanterna Africana di Freddie Del Curatolo, dedicato ai progetti benefici delle squadre di calcio Genoa e Sampdoria in Africa: tre anni fa a Malindi, in Kenya, è stata fondata la prima scuola calcio rossoblu in Africa, mentre lo scorso luglio a Watamu, a pochi chilometri da Malindi, il Sampdoria Club Bogliasco crea all’interno dell’orfanotrofio Happy House una scuola di calcio blucerchiata.

    I progetti vengono raccontati insieme all’AD del Genoa Alessandro Garbano, all’AD della Sampdoria Rinaldo Sagramola, alla scrittrice Emilia Marasco, all’allenatore di calcio Riccardo Botta e all’editore Antonello Cassan.

    Ingresso libero.

  • Laboratorio Teatro del Benessere: prima lezione gratuita

    Laboratorio Teatro del Benessere: prima lezione gratuita

    Teatro GarageL’Associazione culturale Bambù ha organizzato un Laboratorio Teatro del Benessere, che si terrà a partire da lunedì 12 novembre con cadenza settimanale (ore 21.15-23-15) presso la sede di Associazione Meridiana, via Casaregis 38/3.

    Questa sera si terrà la prima lezione gratuita, rivolta a chi vuole conoscere meglio gli aspetti del laboratorio: destinatari sono gli adulti che desiderano avvicinarsi alla recitazione come strumento di sviluppo della creatività individuale, puntando dunque sul benessere della persona (inteso come un’armonia scaturita il dialogo interiore tra corpo, mente, spirito) come obiettivo primario rispetto all’apprendimento di una tecnica e alla realizzazione di uno spettacolo.

    Il laboratorio verrà condotto da Serena Carbone, attrice e formatrice professionale.

    Per informazioni e iscrizioni 349 5812163 -acbambu@live.it.

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Andrea Facco

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Andrea Facco

    Andrea Facco è un giovane cantautore genovese nato e cresciuto a Genova. Formatosi presso alcuni dei più noti chitarristi genovesi, ha cominciato a comporre le prime canzoni a tredici anni, sia nella musica sia nei testi, e nel frattempo ha imparato a suonare – da autodidatta – diversi strumenti etnici tra cui uno che ama moltissimo e che oggi è presente in tutti i suoi brani: il bouzouki: «L’ho visto suonare in televisione una volta da Mauro Pagani, che poi ho avuto anche l’onore di conoscere di persona – dice – allora avrò avuto nove o dieci anni e ho detto “io devo suonare quello strumento” appena ne ho sentito il suono».

    Si esibisce in pubblico dall’età di quindici anni, partecipando a concorsi musicali (tra cui Sanremo Web ’09), trasmissioni televisive, spettacoli teatrali, serate nei locali (tra cui le serate genovesi dello Zelig Lab on The Road), e collaborazioni con importanti nomi del panorama artistico nazionale.
    Con un timbro di voce limpido e profondo che ricorda moltissimo Faber, Andrea racconta: «Quando hanno cominciato in troppi a farmi notare la somiglianza ho cercato di trovare una mia identità, musicalmente parlando, anche perché le corde vocali sono quelle, non è che posso cambiarle!». Inoltre ha dovuto sostenere il confronto, non semplice, con la tradizione cantautorale genovese, di cui riconosce l’influenza, così come si ispira anche alle sonorità del folk, soprattutto irlandese.

    Oltre a creare brani, Andrea crea anche strumenti musicali: è infatti laureato liutaio alla Civica Scuola di Liuteria di Milano, e specializzato nella costruzione di strumenti a corda a pizzico antichi ed etnici. Così racconta la sua passione: «Ho tentato di costruire il mio primo bouzouki a tredici anni, non sapendo niente di liuteria… suonava, ma era orribile! Quando ho saputo che a Milano esisteva una scuola apposta, ho fatto tutte le superiori aspettando di potermi iscrivere là per diventare mastro liutaio».

    Andrea FaccoAndrea Facco: voce, bouzouki
    Giulio Gaietto: basso
    Enrico Bovone: percussioni, cajon
    Giulia Capurro: cori

     

     

     

  • Corso gratis di fotografia: “Guardami, come ideare un progetto”

    Corso gratis di fotografia: “Guardami, come ideare un progetto”

    Segnaliamo un nuovo corso gratuito di fotografia a cura dell’associazione Mass – Maddalena Art & Street Spaces, che come sempre si terrà negli spazi di piazza Cernaia.

    Il titolo è “Guardami. Come ideare un progetto fotografico” e sarà tenuto da Giulia Ticozzi, fotografa e photoeditor de Il Post. Non tutte le storie sono uguali. Che storia raccontare? Quali i possibili modi per guardare attraverso una macchina fotografica? Quali le sequenze e i ritmi del racconto?

    Il workshop si terrà per quattro giovedì consecutivi (15-22-29 novembre, 6 dicembre) con orario 18-20 e sarà a partecipazione gratuita. Quattro ricette per raccontare storie con la fotografia.

  • Teatro Genova: “Edipo tiranno”, prima nazionale alla Corte

    Teatro Genova: “Edipo tiranno”, prima nazionale alla Corte

    Teatroi della CorteVa in scena fino a domenica 2 dicembre lo spettacolo “Edipo tiranno“, ispirato all’omonima tragedia di Sofocle e che ha debuttato al Teatro della Corte lo scorso venerdì 9 novembre.

    Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Genova ed è Marco Sciaccaluga nella versione italiana di Edoardo Sanguineti, con l’interpretazione degli attori Eros Pagni (il Coro) e Nicola Pannelli (Edipo.)

    In Edipo tiranno Sofocle racconta la tragedia dell’uomo che spinge la sua ansia di conoscenza fin dentro l’oscurità del fato e dell’assurdità del vivere, mettendo in discussione ogni regola, ogni legge, ogni potere. Scritto probabilmente nel 430 a.C., Edipo tiranno ha la struttura di un’inchiesta poliziesca che comincia quando tutto è già avvenuto in maniera indipendente dalla volontà del protagonista: l’uccisione del padre Laio per una banale disputa; l’assunzione del potere a Tebe che egli ha liberato dall’incubo mortale della Sfinge; il matrimonio con la madre Giocasta che da lui ha avuto quattro figli-fratelli; l’illusione di poter essere padrone del proprio destino. Infine, Edipo scoprirà con sgomento che il colpevole è lui stesso, ma anche che la sua vera colpa è stata innanzitutto quella di aver voluto sapere.

  • Liguria, costi burocrazia: quinto posto in Italia per spesa pro capite

    Liguria, costi burocrazia: quinto posto in Italia per spesa pro capite

    Con una spesa di 150 euro pro capite, relativa al personale per “funzioni generali di amministrazione di gestione e di controllo nei comuni”, la Liguria si piazza al 5° posto in Italia per l’incidenza delle spese per abitante, dietro le province autonome di Trento e Bolzano, la Sicilia e la Basilicata . È quanto emerge dall’analisi elaborata dall’Ufficio studi di Confartigianato su dati Sose-ministero dell’Economia che ha misurato l’incidenza degli sprechi del mal funzionamento degli enti locali e ha calcolato il possibile recupero di risorse finanziarie.
    «A livello nazionale si calcola che la spesa in eccesso per il personale delle burocrazie comunali ammonti a oltre 1,4 miliardi di euro – spiega Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria – In Liguria la spesa per il mantenimento della macchina burocratica è di 243 milioni di euro all’anno e si è calcolato un risparmio eventuale di 83 milioni, cioè 51 euro per abitante». Dal calcolo elaborato prendendo come riferimento l’ipotetico adeguamento della Liguria alla media delle quattro regioni più virtuose (Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e Puglia) emerge un possibile risparmio sulla spesa per la burocrazia dei Comuni liguri del 34,1%. «Dallo snellimento dell’apparato burocratico – commenta Costi – sarebbe possibile recuperare risorse per esempio da dedicare alla riduzione della tassazione sulle imprese e all’offerta di welfare locale che oggi, con i tagli della spending review, è decisamente sotto adeguato rispetto alle richieste della popolazione».

    Per quanto riguarda l’indice di qualità di welfare locale – che comprende per esempio i servizi sociosanitari e quelli per l’infanziala Liguria si colloca all’11° posto in Italia e, insieme al Piemonte, presenta caratteristiche simili alle regioni del Centro-Sud, lontanissima dalle più virtuose Emilia, Valle d’Aosta e Lombardia, ai primi posti della classifica nazionale.
    «L’offerta di servizi di welfare locale – sottolinea Costi – è legata a doppio filo anche all’imprenditoria, specialmente quella femminile. Più servizi sono offerti a supporto delle famiglie e più le donne hanno possibilità di inserirsi attivamente nel tessuto imprenditoriale ed economico. Oggi più che nel passato, visto il restringimento dei nuclei familiari e la presenza in essi di anziani da seguire, è diventato pressoché indispensabile un supporto alle donne e alle famiglie in generale, come è dimostrato anche dalla forte presenza di colf e badanti, circa 872 mila quelle regolari in Italia e 30mila solo in Liguria, la regione più anziana d’Europa».
    In questo periodo segnato dai tagli «Riteniamo sia necessario recuperare risorse colpendo le sacche degli sprechi e delle inefficienze – conclude Costi – con il duplice beneficio di una macchina burocratica più snella e servizi che meglio rispondano alle esigenze delle famiglie e delle imprese».

  • Tenerife, Spagna: l’isola delle Canarie al largo del Marocco

    Tenerife, Spagna: l’isola delle Canarie al largo del Marocco

    Si può viaggiare in Europa ma in realtà essere nello stesso tempo lungo le coste africane? Si può essere ai piedi di un vulcano innevato e allo stesso tempo disteso su una spiaggia tropicale? Basta recarsi a Tenerife, una delle principali isole delle Canarie, situata al largo delle coste del Marocco e del Sahara Occidentale.

    Arrivai sull’isola una mattina limpida di agosto, un caldo secco ad accogliermi e una vista sull’oceano in cui si potevano scorgere altre isole, disposte come pianeti su un ipotetico universo. La prima cosa da fare una volta scesi dall’aereo (senza dimenticare il ritiro dei bagagli), è noleggiare un’auto, l’isola si può girare tranquillamente anche in un solo giorno e la brevità degli spostamenti e il prezzo del carburante consentono comodità e risparmio. L’isola è percorsa lungo tutto il suo perimetro da una veloce superstrada che collega le principali città e paesi.

    Il mio albergo si trovava a sud e precisamente a Playa de las Americas, la parte più turistica e moderna di Tenerife, sorta grazie alla costruzione di grandi strutture alberghiere negli anni 80. La zona infatti era abitata solo da turisti di ogni parte del mondo, soprattutto britannici, questo spiega la presenza di numerosi pub inglesi, scozzesi e irlandesi lungo le vie del paese. A onor del vero non ho trovato questa parte meridionale dell’isola molto caratteristica, ma mi sono consolato con le splendide spiagge bagnate dall’oceano, lunghe e sabbiose con il sole caldo fin dalle prime ore del mattino. Sono le più belle ed attrezzate dell’isola, composte da pietre vulcaniche ma anche da finissima sabbia probabilmente importata dal vicino deserto del Sahara.
    Proseguendo lungo la superstrada si arriva poi a Santa Cruz, una città non particolarmente bella e molto industriale dove però si distende una delle spiagge più affascinanti dell’isola, la Playa de Las Teresitas, una distesa di sabbia del deserto con palme e piccoli bar dove mangiare pesce con pochi euro. L’affitto del lettino con l’ombrellone non supera i 10 euro per due persone, una giornata al mare diventa davvero economica rispetto ai costi che ben conosciamo nel Mediterraneo.Spostandosi in direzione Santa Cruz de Tenerife, la capitale, ci si trova di fronte a una costa arida e secca sempre accarezzata da una piacevole brezza. Durante il tragitto si incontra alla spiaggia del Medano, patria dei surfisti ma soprattutto del kitesurf.

    A mio parere la parte nord è sicuramente la più bella dell’isola ed è anche la più caratteristica essendo abitata da gente locale. Grazie a un clima più piovoso si presenta verde e rigoglioso e molto più accogliente rispetto al sud. Puerto de la Cruz è la principale città della zona settentrionale, si affaccia sull’oceano sovrastata dal vulcano che osserva minaccioso ogni cosa che accade. La città è un groviglio di vicoletti che sfocia verso il mare dove centinaia di persone fanno la fila per tuffarsi dagli enormi scogli o per prendere il sole sulle nere spiagge vulcaniche. Lungo la passeggiata di Puerto de la Cruz sorgono i laghi Martianez, un complesso di piscine costruite a strapiombo sul mare dove ci si può abbronzare su un lettino per la modica cifra di 4 euro, fare il bagno nelle enormi vasche tutte rigorosamente riempite di acqua dell’oceano che grazie a un sistema idrico d’eccezione entra attraverso appositi canali.

    Le piscine sono un complesso creato dall’architetto Cesar Manrique, originario delle Canarie, circondate da un enorme muraglione sul mare, è possibile osservare da vicino le enormi onde oceaniche infrangersi senza il pericolo di essere bagnati, tutto questo grazie alla conformazione del muro creato per reggere anche le mareggiate più potenti. All’interno si possono trovare diverse piscine, dalle più piccole per i bambini a quelle per adulti con giochi d’acqua e percorsi subacquei. L’acqua è molto fredda poiché arriva direttamente dal mare ma dopo i primi bagni risulta molto tonificante!

    Sempre a Puerto de la Cruz si trova Loro Parque, uno delle oasi naturali più belle d’Europa, al suo interno, si possono trovare animali di ogni specie, dalla Tigre bianca alle scimmie più rare, tartarughe giganti, rettili e uccelli di ogni tipo e provenienza, mentre durante la visita ci si può fermare in orari prestabiliti ad assistere agli spettacoli delle orche, dei delfini e dei leoni marini. L’attrazione principale del parco sono però i pappagalli, presenti in oltre 3000 specie , in particolare dentro una vasta area coperta da una rete che permette di vederli in libertà e ammirarli a pochi centimetri di distanza e in piena sicurezza grazie alla presenza degli ornitologi del parco.

    Ritornando verso Playa de la Americas in direzione sud, ecco la costa ovest, scenari naturali spettacolari, tra cui la località di Los Gigantes, una piccola località dove si trovano le enormi scogliere laviche tra le più grandi al mondo, arrivano infatti fino a 800 metri di altezza sul livello del mare. Si possono osservare sia dal mare che dalle località vicino e per i temerari si può arrivare in cima per provare i brividi delle vertigini.

    Un discorso a parte merita la meraviglia del Teide, il monte più alto di Spagna e di tutto l’Atlantico,  inoltre è  il terzo vulcano attivo più grande del mondo. Con i suoi 3717 mt. domina l’isola e,  nonostante non si verifichino eruzioni da un centinaio di anni, il calore delle rocce riscontrato a 3400 mt. dimostra che l’attività del vulcano è ancora in corso.

    Le strade interne dell’isola convergono tutte verso il Parco naturale del Teide, patrimonio dell’UNESCO uno dei parchi più belli e visitati del mondo. Il paesaggio è arido con sembianze tipicamente desertiche, ai bordi della carreggiata si possono incontrare cactus e sabbia che si alza a formare piccoli vortici. Salendo di altitudine tutto cambia e il verde inizia a essere più presente, la vegetazione passa dalle piante grasse ai pini, la temperatura si abbassa tanto da pensare a tratti di trovarsi in qualche vallata delle Dolomiti… ma salendo mi sono trovato di fronte uno degli spettacoli più belli della mia vita.

    Le montagne di pietre laviche che si trovano ai bordi della strada si alternano in maniera poco omogenea, si passa infatti da montagne che superano i due metri di altezza a dislivelli di tre o quattro metri. L’ambientazione ideale per qualche film horror o girone dantesco!

    Diego Arbore