Anno: 2012

  • Terzo Valico, i No Tav denunciano: disinformazione sull’opera

    Terzo Valico, i No Tav denunciano: disinformazione sull’opera

    Ferrovia di Nervi«Intendono zittire il movimento ma non ci riusciranno. Noi vogliamo discutere di Terzo Valico e trasmettere una corretta informazione. Questo fa paura. Nel passato abbiamo chiesto la disponibilità di spazi per assemblee pubbliche e riunioni a parrocchie, pubbliche assistenze, teatri. A volte ci sono stati concessi, altre volte no. Negli ultimi tempi, invece, continuano a boicottarci, rifiutandosi di ospitarci. Dietro a questi atteggiamenti di chiusura si nascondono evidenti interessi di natura politica». Così Davide Ghiglione, esponente dei No Tav Terzo Valico e consigliere (Rifondazione Comunista) nel Municipio Valpolcevera, spiega le ragioni dei manifestanti che si sono ritrovati ieri a Trasta, davanti ai cancelli del campo base, dove alloggeranno centinaia di operai provenienti da fuori Genova (altro che positive ricadute occupazionali sul territorio!).

    «Di Grandi Opere sui giornali se ne parla solo per dire che sono indispensabili, per chi poi? – denunciano i Comitati NoTav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde – è ora di ricordare ai genovesi e alla popolazione tutta che per 10 anni vivranno in un cantiere al dolce sapor mortifero di amianto».

    L’occasione è stata propizia per una passeggiata tra Fegino e Trasta, in via Castel Morrone, per osservare da vicino una trivella installata di recente che sta già effettuando alcuni sondaggi.

    Ma soprattutto i comitati No Tav Terzo Valico hanno lanciato la manifestazione di Sabato 17 novembre quando un grande corteo sfilerà per le strade della Val Polcevera: partenza dalla stazione ferroviaria di Bolzaneto alle ore 14; da qui i manifestanti si muoveranno in direzione Certosa.
    «Il progetto Tav Genova-Milano passerà per la Val Polcevera – denunciano gli organizzatori – e significherà devastazione ambientale e salute compromessa: una galleria di 39 chilometri dove è appurata la presenza di rocce contenenti fibre di amianto; decine di cave sparse fra le province di Genova e Alessandria ospiteranno lo “smarino”; gli scavi delle gallerie prosciugheranno sorgenti e provocheranno frane; il passaggio di oltre 500 camion al giorno per le strade della Val Polcevera stravolgerà la circolazione, la vivibilità, la salute».
    Il 17 novembre, per sostenere la protesta, arriveranno anche dal Piemonte: previsti pullman speciali con partenza da Alessandria e fermate a pozzolo Formigaro, Novi Ligure, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Borgo Fornari, mentre dalla Val Lemme sono previste carovane di automobili.

    Sul fronte degli espropri pare ci siano alcune novità «Comune di Genova e Cociv (il consorzio di imprese incaricato della realizzazione dell’opera) stanno convocando gli espropriati – conclude Ghiglione – per impostare, con ognuno di loro, una trattativa economica privata. Evitando il rischio di contestazioni. E ottenendo con maggiore facilità, facendo leva sull’offerta, il consenso degli interessati».

    Inevitabilmente, però, il percorso si rallenta «E questo per noi è un fatto positivo», sottolinea Ghiglione.
    Anche perché ad agosto 2013 scadrà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Ciò vuol dire che il Cociv – se entro quella data non riuscirà a concludere tutti gli espropri – sarà costretto a rifare tutta la procedura. «Quindi i tempi si allungheranno – conclude l’esponente No Tav – complicando i piani di questi signori».

     

    Matteo Quadrone

  • Architetture Sospese, Castello di Nervi: la mostra di Guardavaccaro

    Architetture Sospese, Castello di Nervi: la mostra di Guardavaccaro

    Guido GuardavaccaroVerrà inaugurata sabato 17 novembre alle 17 la mostra “Architetture Sospese – Gli spazi urbani come luoghi interiori”, dell’architetto genovese Diego Guardavaccaro. L’esposizione, allestita nelle sale del Castello di Nervi e visitabile fino al 28 novembre presenta esclusivamente opere pittoriche, a tecnica mista e realizzate su supporti differenti, dalla tela classica agli mdf, pannelli di fibra di media densità. Il tutto è stato organizzato e reso possibile grazie al patrocinio del Municipio Levante, che ha inserito la personale dell’artista nell’ambito dell’iniziativa “Incontriamoci al Castello di Nervi”, rassegna di mostre, esposizioni e conferenze su arte, letteratura e storia.

    Genovese, classe 1971, Guardavaccaro mostra fin da ragazzo una particolare predisposizione per il disegno che sfocia, fin da quando è ancora giovanissimo, nella produzione di soggetti di grafica pubblicitaria per aziende regionali e di scenografie per emittenti televisive. Laureato con lode in Architettura all’ateneo genovese, si dedica alla libera professione e all’attività di docente di grafica. Il tutto corredato da numerose esperienze all’estero. L’approccio pittorico vero e proprio è, invece, più recente e risale al 2010 quando Guardavaccaro realizza alcune tele che, per una serie di coincidenze fortunate, nell’estate dell’anno successivo animano una personale, allestita alla Bocconi di Milano

    «L’idea della mostra nasce dalla mia passione verso l’architettura e la composizione del tessuto urbano -spiega Guardavaccaro- ovvero elementi in grado di trasformare gli spazi e i luoghi in espressione di stati d’animo, emozioni. Volti, ricordi, aspettative, delusioni vengono associati: è il caso di A un passo da lì, quadro copertina della mostra, che rappresenta la forza di volontà capace di far sopravvivere e superare momenti duri e difficili. Ogni quadro ha una sua storia, forte e vera, è portatore di ricordi, lacrime e sorrisi, e rappresenta la fotografia di una particolare situazione interiore, e per questo è unica e irripetibile, associata sempre a un luogo. Rappresentazione del costruito, raffigurazione del sentimento: ovvero spazi urbani come luoghi interiori».

    Di formazione cosmopolita e con alle spalle una serie di esperienze lavorative internazionali, dalla Cina a Parigi, Guardavaccaro non rinnega le origini genovesi e il legame con la città che l’ha plasmato. Con “Architetture Sospese”, l’artista non fa altro che rendere omaggio a Genova e celebrare il paesaggio in cui si è formato. Ciò che risulta decisamente controcorrente è la scelta dell’architetto di prendere in considerazione un tipo di architettura “interiore” proprio in una città con una storia urbanistica particolare e tristemente nota per la sua “cementificazione selvaggia”, iniziata qualche decennio fa. La direzione intrapresa dall’artista è più che attuale. Essa non si discosta dalle tendenze dell’architettura contemporanea, sempre più attenta ai percorsi di sostenibilità e al rispetto dell’essere umano nella sua dimensione emotiva, e celebra quegli stessi valori che hanno ispirato non a caso anche la Biennale di Architettura 2012 di Venezia, curata dall’architetto britannico David Chipperfield. I suoi lavori -evanescenti, quasi inconsistenti- sfidano le leggi della fisica e scompongono la materia, in un processo di decostruzione che sembra non avere fine. Non a caso, Materia e Decostruzione è proprio il nome del suo blog (http://visualart.over-blog.it/).

    «In tutte le opere è presente il legame forte e indissolubile che ho con questa città», dice Guardavaccaro. «Vento e mare plasmano il colore, determinandone l’energia e il movimento: Genova mi accompagna in ogni mio quadro, sempre».

    Elettra Antognetti

  • Basta morti sulle strade: flash mob di Salva i ciclisti

    Basta morti sulle strade: flash mob di Salva i ciclisti

    Bciciletta in cittàSu Era Superba abbiamo parlato più volte delle numerose iniziative che a Genova e in Italia cercano di sensibilizzare sulla mobilità sostenibile, e di conseguenza su una maggiore sicurezza nelle strade per chi sceglie di spostarsi a piedi o in bicicletta.

    Domenica 11 novembre l’ennesima vittima della strada: una ragazza di Lodi è morta mentre andava in bicicletta, investita da un Suv che ha poi trascinato il suo corpo per 200 metri. A seguito di questo evento, il movimento #salvaiciclisti ha organizzato un flash mob nazionale, dove pedoni e ciclisti di ogni città si radunino per chiedere maggiore sicurezza.

    Anche Genova ha aderito all’iniziativa con una biciclettata simbolica che partirà venerdì 16 novembre alle 18 da Via Garibaldi, sostenuta dal gruppo Anemmu in bici a Zena.

  • Lavoro e studio all’estero: scambi internazionali con Yeast

    Lavoro e studio all’estero: scambi internazionali con Yeast

    EuropaAvete mai pensato di fare un’esperienza all’estero? Le opportunità sono tantissime, dal più noto Erasmus per gli studenti universitari fino a Leonardo (stage e tirocini) ed Erasmus Placement (dedicato agli imprenditori), fino a scambi internazionali che hanno soprattutto come scopo l’integrazione di culture e competenze differenti. Il tutto rientra in Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea rivolto ai giovani.

    Per far conoscere tutte queste opportunità, tre ragazzi genovesi hanno dato vita all’associazione Yeast (acronimo di Youth Europe Around Sustainability Tables, in italiano traducibile anche con “fermento, lievito”), il cui slogan è Ti manderemo a quel Paese.

    Potete incontrarli sabato 17 novembre presso Manena Hostel, alla Maddalena, nel corso della festa per l’inaugurazione. Lì sarà possibile sottoscrivere la tessera annuale (10 € per ragazzi dai 18 ai 25 anni, 15 € per over 25) e avere informazioni su tutte le opportunità.

    Iniziamo a raccontarvi qualcosa di loro. Yeast nasce per agevolare la mobilità dei cittadini europei e ispirare un senso di “cittadinanza attiva” attraverso scambi internazionali che promuovano l’educazione non-formale e quella del saper fare. Scopo di Yeast è far conoscere il territorio ligure all’estero e al tempo stesso portare a Genova ragazzi provenienti da diversi Paesi europei.

    I primi progetti attivi sono legati al programma “1.1 Youth Exchange”, uno scambio di 10-15 giorni con 5 giovani di età compresa tra i 18-25 anni e un group leader senza limite d’età, legati a una tematica specifica: natura, ambiente, imprenditorialità giovanile, cittadinanza europea,cittadinanza attiva, teatro, fotografia, sport ecc.

    A livello locale, saranno invece organizzati eventi culturali (serate eno-gastronomiche, guidate, workshp, conferenze etc), momenti di formazione e consulenza sulle opportunità offerte dall’Europa, e incontri mirati a promuovere i talenti e le creatività individuali di giovani genovesi (es. educatori, cucina vegana, artigianato, liuteria, recitazione, pittura, ecc).

    I ragazzi di Yeast sono in partenza per Cipro a fine mese e… porteranno con loro alcune copie di Era Superba e della guida Genova e dintorni!

    Marta Traverso

  • Museo Galata: Liguria terra di santi, naviganti e cassintegrati

    Museo Galata: Liguria terra di santi, naviganti e cassintegrati

    Un saldatore a lavoro, di Roberto Manzoli“Liguria terra di santi, naviganti e cassintegrati”, questo il titolo volutamente provocatorio per un incontro che mette al centro le problematiche del lavoro, in programma venerdì 16 novembre dalle ore 16 alle 18, presso l’auditorium del Galata Museo del Mare, organizzato dal movimento Fratelli e Fratellastri che chiama a raccolta i lavoratori delle aziende liguri direttamente coinvolti dalla crisi, rappresentanti istituzionali e politici, con l’obiettivo di creare una nuova via di cooperazione.

    «Siamo al termine di un anno di transizione, iniziato all’insegna dell’austerity imposta dalla profonda crisi economica che ha investito tutta la società occidentale – scrive il movimento in una nota – Non è stata risparmiata la nostra comunità che ha visto drammaticamente aumentare il tasso di disoccupazione ed indigenza. Siamo continuamente investiti da notizie sconfortanti sulla tenuta della nostra economia, costretta spesso a rispondere a leggi di mercato imposte da lobbies di potere. Le nostre imprese, sia piccole che medio-grandi, sono costrette a fronteggiare questa crisi sacrificando i lavoratori oppure costringendoli a immensi sacrifici».

    «Il titolo vuol mettere in evidenza un problema sempre più grave – spiega Stefano Ajduk di Fratelli e Fratellastri – I dati Istat per la Liguria parlano di una crescita della cassa integrazione ordinaria e straordinaria».
    La cassa integrazione è uno strumento che viene richiesto dall’azienda «Ma quello che dovrebbe essere un ammortizzatore sociale, in attesa del rilancio dell’attività lavorativa, spesso e volentieri diventa l’anticamera della chiusura dell’azienda – racconta Ajduk – senza offrire alcuna prospettiva futura ai lavoratori».
    Il problema riguarda grandi aziende ma pure aziende medio-piccole «È una catena di Sant’Antonio che coinvolge tutto il territorio», sottolinea l’esponente di Fratelli e Fratellastri.

    La crisi, in alcuni casi, è diventata la scusa per tagliare personale. Purtroppo sono tanti gli esempi «La multinazionale Ericsson dal 2005 ad oggi ha aperto diverse finestre di incentivo all’esodo – continua Ajduk – Gli occupati sono passati dai 1100 della vecchia “Marconi” agli attuali 700. Ed ora sono a rischio altri 94 posti di lavoro. Di questo passo l’azienda verrà svuotata di figure lavorative primarie».

    E poi c’è la questione della delocalizzazione, sempre più in voga quale risposta all’esigenza di risparmiare sulla forza lavoro. Emblematico è il caso della Lincoln Electric di Serra Riccò che ha deciso di spostare la produzione in Polonia .

    «Bisogna fare una riflessione concreta – afferma l’esponente di Fratelli e Fratellastri – Non esistono altri strumenti oltre la cassa integrazione? Forse c’è stato un abuso nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. In molti casi vengono richiesti semplicemente per risparmiare, magari perché diminuiscono le commesse. Ad esempio la società Call&Call, con sede a Cornigliano, legata al network di call center che svolgono attività di assistenza e vendita in outsourcing: solo a Genova ci sono 78 persone in cassa fino a dicembre. Ma una volta esaurite le risorse economiche i lavoratori andranno in disoccupazione e per loro sarà difficile trovare una ricollocazione sul mercato del lavoro».

    Di tutti questi temi si parlerà venerdì 16 novembre dalle ore 16 alle 18 presso il Galata Museo del Mare.

    I relatori inviatati a intervenire sono:
    -­‐ Stefano Ajduk (movimento Fratelli e Fratellastri)
    -­‐ Angela Burlando (membro Partito Socialista Italiano)
    -­‐ Paolo Putti (consigliere comunale Movimento 5 Stelle
    -­‐ Lavoratori delle aziende liguri in difficoltà

    Il dibattito sarà moderato da Scandar Ayed membro Fratelli e Fratellastri

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Roberto Manzoli]

  • Daniel Pennac: il nuovo libro “Storia di un corpo” alla Feltrinelli

    Daniel Pennac: il nuovo libro “Storia di un corpo” alla Feltrinelli

    daniel pennacGiovedì 15 novembre (ore 18) alla libreria Feltrinelli si terrà un incontro con Daniel Pennac in occasione della presentazione del suo ultimo libro Storia di un corpo (Feltrinelli). Insieme all’autore interviene Giorgio Gallione, direttore artistico del Teatro dell’Archivolto.

    Pennac sarà inoltre ospite del festival L’altra metà del libro, che si svolge a Palazzo Ducale dal 16 al 18 novembre.

    Questa la trama del romanzo.

    3 agosto 2010. Tornata a casa dopo il funerale del padre, Lison si vede consegnare un pacco, un regalo post mortem del defunto genitore: è un curioso diario del corpo che lui ha tenuto dall’età di dodici anni fino agli ultimi giorni della sua vita. Al centro di queste pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dell’io narrante che ci accompagna nel mondo, facendocelo scoprire attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l’odore dell’amata tata Violette, il sapore del caffè di cicoria degli anni di guerra, il profumo asprigno della merenda povera a base di pane e mosto d’uva. Giorno dopo giorno, con poche righe asciutte o ampie frasi a coprire svariate pagine, il narratore ci racconta un viaggio straordinario, il viaggio di una vita, con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie: orgasmi potenti come eruzioni vulcaniche e dolori brucianti, muscoli felici per una lunga camminata attraverso Parigi e denti che fanno male, evacuazioni difficili e meravigliose avventure del sonno.

  • Festival della Scienza 2012, dati e presenze: incontro con Manuela Arata

    Festival della Scienza 2012, dati e presenze: incontro con Manuela Arata

    Festival della Scienza 2012Durante l’interclub dei Rotary Genova Sud Ovest e Genova San Giorgio, la presidente del Festival della Scienza Manuela Arata ha esposto in anteprima i risultati ufficiali dell’ultima edizione. «Da Genova – ha detto Manuela Arata – è partita una rivoluzione culturale. Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro che dura da 10 anni. Genova ha le caratteristiche giuste per ospitare questo evento: in città c’è una predisposizione unica verso le conoscenze tecniche».

    Nonostante la crisi che ha colpito anche il festival, nonostante un budget che è tornato a essere quello delle prime edizioni, l’edizione 2012 si è chiusa con molti segni positivi. È stata superata la duemilionesima visita, la Piazza delle Feste al Porto Antico ha registrato 23.000 visitatori, il numero degli scienziati invitati è cresciuto notevolmente e sono stati 5271 gli animatori scientifici arrivati da tutta Italia. «Questi sono dati che danno un cambiamento profondo. Sapere dagli scienziati che per loro è un orgoglio essere invitati al festival è una consapevolezza che lascia il segno».

    L’edizione di quest’anno del festival è stata dedicata all’Europa, prima di sapere che, proprio nel 2012, l’Europa avrebbe poi vinto il premio Nobel. Le flessioni, che tutti potevano aspettarsi da questa decima edizione, non ci sono state. Il festival ha registrato 11 giorni di eventi, oltre 350 eventi, 49 mostre interattive, 103 laboratori, 18 spettacoli e 37 eventi speciali per un successo di pubblico riconosciuto da tutti. Il Festival ha chiuso con il 10% in più di visitatori, per un totale di 225.000 visite complessive, 40.000 visualizzazioni delle conferenze in streaming on demand e un incremento del 10% di visitatori sul sito web.

    La prossima edizione sarà l’edizione del compleanno e vedrà la bellezza come parola chiave, «perché nella scienza c’è tantissima bellezza». Il messaggio che, in chiusura di intervento, ha lanciato Manuela Arata è forte: «Se c’è l’idea di fare di Genova una città culturale sui temi della scienza, allora facciamolo! Il Festival della Scienza ha lo scopo profondo di animare un territorio che sappia fare inncovazione».

     

    Valeria Abate
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Why? Club: venerdì concerto del gruppo Doremiflo e dj set

    Why? Club: venerdì concerto del gruppo Doremiflo e dj set

    Why ClubVenerdì 16 novembre è in programma un altro appuntamento con la musica live al Why? Club (ex Paips) di Genova Nervi: il concerto della band Doremiflo.

    Il gruppo propone cover pop rock italiane e internazionali, dai Negramaro ai Muse, dalla Nannini ai Depeche Mode, e ancora Cranberries, Skunk Anansie ma anche proprie canzoni inedite, scritte e arrangiate da Flo (voce e chitarra) insieme agli altri componenti  Andrea Manca,  Ebe Rossi, Marco Barilari, Marco Giannetto.

    Inoltre la band propone tutte le iniziative in corso per l’autoproduzione e promozione del nuovo disco “DoremiFlo” che conterrà 10 brani inediti e 1 remix, arrivati alla maturazione e totalmente arrangiati in saletta e sul divano di casa!

    A seguire dj set fino alle 4 del mattino. Ingresso libero

    Per informazioni Why? Club @ex-paips

    Genova Nervi via oberdan 211/r – 348 8974389 – 340 0021151 – why.clubinfo@gmail.com

  • Concorso letterario “Un libro fatto a mano”: iscrizioni aperte

    Concorso letterario “Un libro fatto a mano”: iscrizioni aperte

    LibroAperte le iscrizioni per partecipare al concorso letterario Un libro fatto a mano, organizzato dalla Libreria Libro Più di Genova Pontedecimo, con il Patrocinio del Municipio V Valpolcevera.

    Il bando è indirizzato a tre fasce d’età:
    1) adulti maggiorenni;
    2) adolescenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni;
    3) bambini dai 6 agli 11 anni.

    Scopo del concorso è compilare per intero un quaderno, realizzato anche a più mani con qualsiasi tecnica (poesia, fumetto, grafica, pittura ecc), completamente a mano oppure al computer. Il quaderno potrà essere a tema libero oppure riguardare la traccia Da Lucy a Hillary Clinton.

    Gli autori dovranno far pervenire all’organizzazione una busta contenente i dati significativi dell’autore (nome, cognome, indirizzo e data di nascita), il titolo dell’opera partecipante, la dicitura: eseguito a mano dall’autore delle opere contenute” e l’approvazione di un genitore o insegnante nel caso di un minore. I quaderni dovranno risultare anonimi.

    Il quaderno dovrà essere consegnato o spedito alla Libreria Libro Più (via Guido Poli 4r, 16164 Genova) entro il 28 gennaio 2013.

    La premiazione è prevista il 21 marzo 2013, giornata nazionale della poesia. I premi saranno costituiti da coppe, targhe, libri, piccoli oggetti d’arte oppure buoni acquisto.

  • Rivarolo, Piazza Pallavicini: un progetto per il riscatto del quartiere

    Rivarolo, Piazza Pallavicini: un progetto per il riscatto del quartiere

    Natale in piazza a RivaroloUn’opportunità di cambiamento attesa da tanto tempo, in un quartiere bistrattato, congestionato dal traffico, ampiamente cementificato soprattutto in collina, che ha subito quasi in silenzio il progressivo depauperamento dei servizi sanitari, senza alcuna contropartita in cambio. Parliamo di Rivarolo, in Val Polcevera, dove è prevista la riqualificazione di Piazza Pallavicini, il cuore del quartiere, in cui è ospitato il polo scolastico “Ugo Foscolo”, la fermata dei mezzi di trasporto pubblico, al suo fianco si trova la sede della storica Croce Rosa e si imbocca via Celesia, la più antica strada della delegazione.

    Per il resto la piazza è circondata dal degrado: la splendida Villa Pallavicini – proprietà del marchese Cattaneo Adorno – giace in condizioni disastrose ed ultimamente il piazzale antistante è stato adibito a parcheggi privati; una luccicante sala per il gioco d’azzardo, la cui apertura è stata contrastata con forza dagli abitanti, si mostra in bella vista, a pochi metri dalla scuola. Mentre un distributore automatico di bevande aperto 24 ore su 24 è l’unico locale che si affaccia su quello che dovrebbe essere il fulcro di Rivarolo. È evidente la carenza di spazi di socializzazione soprattutto per bambini e anziani. La presenza di alcune panchine e dei pochi alberi superstiti, consente ancora di chiamarla piazza, ma attualmente la sua funzione principale è quella di parcheggio pubblico. Animata solo in occasione di festività o momenti di solidarietà, quando, almeno per un giorno, torna a svolgere quello che dovrebbe essere il proprio ruolo.
    Questo, purtroppo, è il destino che accomuna fin troppi spazi pubblici genovesi. Il compito delle istituzioni è trovare il modo per rivitalizzare i diversi centri storici che caratterizzano la nostra città policentrica. Quindi, ben venga questa operazione che parte da un’esigenza ancor più significativa: favorire la mobilità dei pedoni, in particolare le persone diversamente abili.

    IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

    Il progetto comunale, promosso dall’assessorato a Legalità e Diritti, guidato da Elena Fiorini, nasce con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche. I fondi previsti per la realizzazione, circa 96 mila euro, sono stanziati appositamente a questo scopo.
    L’intervento, che sarà eseguito in un unico lotto funzionale, consiste principalmente nell’adeguamento dei marciapiedi insistenti su Piazza Pallavicini ed il suo contorno, mediante la realizzazione di rampe con pendenza massima dell’ 8%. Inoltre è prevista la messa in sicurezza di tutti i percorsi pedonali che saranno rivisti in modo tale da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie, garantendo loro l’utilizzabilità diretta delle attrezzature dei parcheggi e dei servizi.
    In pratica, marciapiedi più larghi e fruibili da tutti, anziani, disabili e mamme con le carrozzine dei bebè, oltre ad un adeguato ripensamento degli attraversamenti pedonali.
    L’occasione è propizia per effettuare una completa riorganizzazione di tutta la piazza, rendendola maggiormente godibile per gli abitanti. Il progetto, infatti, ipotizza una nuova utilizzazione degli spazi grazie alla realizzazione – nell’area antistante il polo scolastico Ugo Foscolo – di un giardino con giochi per bambini.
    Oggi, però, quest’area è abitualmente occupata dalle automobili. Complessivamente i posti auto sono una sessantina (considerando Piazza Pallavicini, la zona taxi di fronte alla fermata degli autobus e l’angolo tra la piazza e l’inizio di via Celesia). Dopo l’intervento si ridurrebbero a meno di una trentina.
    Ed è questo il punto che ha già suscitato le maggiori critiche dei cittadini, espresse in tutta evidenza durante l’affollata assemblea pubblica – organizzata dal Comitato di Rivarolo per esporre il progetto e recepire suggerimenti migliorativi – svoltasi martedì sera nei locali della Croce Rosa.

    IL PARERE FAVOREVOLE DEL MUNICIPIO VALPOLCEVERA

    Il progetto, scaturito dagli uffici comunali, viene visionato presso la II Commissione “Bilancio, Assetto del Territorio, Sviluppo Economico, Tutela Ambiente, Interventi Manutentivi e Viabilità su Base Locale” del Municipio Valpolcevera, il 24 ottobre scorso. Il giorno seguente il consiglio municipale, all’unanimità, esprime parere favorevole.
    Come spiega il presidente del Municipio, Iole Murruni «Ci è sembrata un’occasione da non gettare al vento, per la riqualificazione della piazza. Abbiamo avuto poco tempo per ragionarci sopra ma, d’altra parte, se non avessimo votato a favore, rischiavamo di perdere il finanziamento e non potevamo permettercelo. L’idea dell’abbattimento delle barriere è un obbligo morale per l’amministrazione pubblica. Partendo da questo presupposto possiamo migliorare la vivibilità del territorio e di conseguenza la percezione di sicurezza degli abitanti. La carenza dei parcheggi è un problema reale. In questi casi occorre un po’ di elasticità. Cercheremo di salvaguardare gli interessi di tutti. Capiamo la preoccupazione dei commercianti della vicina via Celesia che temono di veder diminuire il loro giro d’affari. Per questo cercheremo di inserire dei posti auto a rotazione, oltre a ricavare, in altre aree attigue, nuovi parcheggi a disposizione dei cittadini».
    Davanti alla scuola nascerà uno spazio con i connotati tipici del giardino pubblico. «Ovviamente andrà arredato, l’ipotesi è di installare dei giochi per bambini – continua il presidente – Una spesa di cui dovrà farsi carico il Municipio Valpolcevera e, considerando la penuria di risorse economiche, non sarà un’impresa semplice. Noi proponiamo di realizzare un giardino dalle dimensioni più contenute, in maniera tale da non lasciarlo vuoto».
    Mentre per risolvere il problema dei posti auto «Esiste l’opportunità di ricavare dei parcheggi nell’area dell’ex capolinea del 53 (la zona del vecchio passaggio a livello ferroviario, in pratica dietro a via Pallavicini, ndr) – spiega Murruni – Attualmente è una porzione di territorio degradata, già utilizzata a questo scopo, senza alcuna regolamentazione. A breve, nelle immediate vicinanze, sorgerà la nuova caserma dei carabinieri e l’ingresso sarà proprio dalla strada che porta all’ex capolinea del 53. Quindi, anche la sicurezza, sarebbe garantita. È un discorso che andrà affrontato con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato. Inoltre, la palazzina che ospitava la Polfer, recentemente è stata abbattuta, quindi sarà possibile rimediare ulteriori posti auto che potrebbero essere destinati in parte a parcheggio di interscambio ed in parte a rotazione».
    Il Municipio Valpolcevera quando ha espresso parere positivo al progetto ha posto come priorità politica e sociale la creazione di un avamposto della Polizia Municipale nei locali del polo scolastico di Piazza Pallavicini, quale risposta all’esigenza di sicurezza e controllo, manifestata dalla popolazione del quartiere.
    «All’interno del complesso scolastico esiste un locale, quella che un tempo era l’abitazione dell’ex custode, attualmente inutilizzato – sottolinea Murruni – La Giunta municipale ha stanziato una somma per ristrutturarlo e destinarlo ai vigili urbani che potrebbero garantire un presidio significativo».

    Inoltre il Municipio si è riservato di fare alcune osservazioni. Innanzitutto «la necessità che il Comune di Genova, vista l’eliminazione di molti parcheggi già carenti in Rivarolo, avvii una sinergia con Ferrovie dello Stato per l’utilizzo a parcheggio delle due aree indicate nel progetto come di proprietà FS».
    Parliamo degli spazi sotto le arcate del ponte ferroviario: uno in via Pallavicini adiacente alla fermata degli autobus diretti a Certosa, l’altro in via Pisoni. Proprio quest’ultima, soggetta frequentemente ad allagamenti, dovrebbe essere interessata «da un apposito intervento in grado di risolvere questa problematicità». E ancora «la necessità di inserire un impianto acustico e un percorso per i non vedenti nelle lanterne semaforiche di incrocio tra Piazza Durazzo Pallavicini e Ponte Polcevera; che sia presa il considerazione la possibilità di una adeguata illuminazione della Piazza Durazzo Pallavicini, ritenendo opportuno l’impegno da parte della Civica Amministrazione affinché venga potenziata la medesima; di diminuire lo spazio riservato alle merci sito in Via Croce Rosa civ. 1, a favore di parcheggi auto a zona disco».

    Durante l’assemblea di martedì 13 sono emerse anche altre preoccupazioni. In primis molti abitanti considerano la zona di Piazza Pallavicini “off limits” per mamme, bambini ed anziani, anche nelle ore diurne. La causa è la mal frequentazione di un luogo divenuto, ormai da anni, ritrovo di giovani e meno giovani che ciondolano in lungo e in largo, senza nulla da fare tutto il giorno. Indubbiamente, il verificarsi di alcuni episodi di micro criminalità, in particolare legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, ha complicato la situazione. E si può comprendere la paura di chi abita nei palazzi che si affacciano sulla piazza e dei genitori che la attraversano con i bambini al seguito. Nello stesso tempo, però, questo non deve diventare il motivo di un colpevole immobilismo. Il comitato di Rivarolo, nato su iniziativa spontanea dei cittadini, da circa 2 anni lotta affinché l’immagine del quartiere muti radicalmente. Piccoli passi, per carità, ma importanti «Ci siamo occupati del teatro Albatros, di via Vezzani, abbiamo portato avanti diverse iniziative – hanno spiegato in assemblea – Il nostro sogno è quello di riportare la gente in piazza. Se il quartiere è più vivibile tutti ci guadagnano».

    Le critiche dei fautori di una stretta legalitaria non si sono fatte attendere «Abbiamo 100 mila euro e allora spendiamoli in sicurezza, in video sorveglianza! Gli agenti hanno paura a girare per la piazza e via Celesia. Chi l’ha mai visto il poliziotto di quartiere?».
    Inevitabili le contestazioni dei commercianti «Se togliete 40-50 posti auto per noi sarà davvero dura resistere e tenere le serrande aperte – sottolineano all’unisono – Siamo il tessuto vitale della società ma così non ci aiutate, così ci uccidete».
    Inoltre è emerso il disappunto perché il progetto non prevede la riqualificazione della vicina via Celesia. Ed il timore di veder partire i lavori, senza prima vedere realizzati concretamente i nuovi presidi di vigili urbani e carabinieri. Molti dubbi suscita anche la futura manutenzione dell’area per bambini «Chi garantirà la pulizia del giardino pubblico? Così rischiamo di lasciarlo in mano ai soliti frequentatori».

    Per fortuna non sono mancati i giudizi positivi. «Gli spazi vuoti e abbandonati diventano luogo di chi li occupa, come è accaduto finora alla piazza. Bonificare la zona creando degli interessi per la gente è un fatto positivo. L’errore sta nel non frequentare gli spazi pubblici. Bisogna riappropriarsi della piazza». E ancora «Via Celesia deve tornare ad essere un borgo. Pedonalizzarla sarebbe la soluzione migliore. La piazza è il primo passo della riqualificazione del quartiere. Da qualche parte bisogna pure cominciare …».

    Infine, alcuni abitanti, rivolgendosi ai rappresentanti del Municipio presenti all’assemblea – tra gli altri il presidente Iole Murruni, l’assessore Patrizia Palermo e diversi consiglieri di maggioranza e opposizione – hanno chiesto perché il progetto non è stato presentato ai cittadini in precedenza, ma solo adesso, ormai a giochi fatti. Insomma, rivendicando quello che poteva essere un vero processo di partecipazione.
    Il presidente Murruni ha provato a spiegare che purtroppo non è stato possibile, visto che lo stesso Municipio ha avuto ben poco tempo per visionarlo e soprattutto, se non avesse espresso parere positivo, il finanziamento si sarebbe volatilizzato.
    «È un discorso che a posteriori si può affrontare – spiega Murruni – Ma sappiamo che le competenze del Municipio sono limitate, il nostro parere non è neppure vincolante e spesso siamo addirittura scavalcati. L’intenzione è quella di condividere il progetto. Giovedì pomeriggio alle ore 15:30 è previsto un incontro con i tecnici comunali ed il progettista presso i locali municipali di via Reta a Bolzaneto. Auspichiamo che le nostre osservazioni e quelle degli abitanti possano essere accolte positivamente».
    Per quanto riguarda la tempistica dell’intervento «Sicuramente ci sarà un passaggio in commissione consiliare del Comune e poi partirà l’iter progettuale – conclude Murruni – i tempi, comunque, non saranno brevi».

     

    Matteo Quadrone

  • Il Padrino di F.F.Coppola, l’America italiana fra stereotipi e attualità

    Il Padrino di F.F.Coppola, l’America italiana fra stereotipi e attualità

    New YorkNon è un caso che il titolo dato al reality show di MTV che segue le vicende di otto giovani italo-americani sia Jersey Shore. Lo stato del New Jersey, infatti, e la città di New York, hanno assistito a un fortissimo movimento migratorio di italiani che all’inizio del XX secolo hanno affrontato la traversata dell’Oceano Atlantico per cercare fortuna sul Nuovo Continente.

    Nel New Jersey si trova Ellis Island, l’isolotto che per decenni ha rappresentato il varco d’ingresso in terra statunitense. Qui milioni di immigrati si sottoponevano alle visite mediche e all’identificazione da parte delle autorità locali, che stabilivano chi aveva il permesso di rimanere sul suolo americano e chi doveva invece essere rimpatriato – spesso per motivi di salute – sulla medesima nave con la quale era arrivato.

    Nel film The Godfather Part II, il giovanissimo Vito Andolini, un bambino di nove anni orfano di padre ucciso in Sicilia da un signorotto mafioso, approda proprio a Ellis Island, dove viene registrato come Vito Corleone, suo paese d’origine. Da lì inizierà la sua ascesa verso il potere per arrivare al ruolo di “Padrino”, figura rispettata e temuta all’interno della comunità italiana di New York. La serie di film di Francis Ford Coppola sul Godfather è diventata una leggenda del cinema e alcune frasi dei film sul Padrino sono entrate nell’inglese corrente, la più celebre delle quali rimane: “I’m gonna make him an offer he can’t refuse” (“Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare”), dove “gonna” sta per la forma contratta tipica del parlato e più informale di “going to”.
    A pronunciarla è Don Vito – interpretato dal fenomenale Marlon Brando – il quale promette al suo protetto, il cantante Johnny Fontane, che persuaderà un produttore cinematografico riluttante a dare a Johnny la parte di protagonista in un film hollywoodiano. Se non avete visto il film, vi consiglio di affrettarvi a farlo. Se invece ve lo siete già gustato, probabilmente ricordate i metodi molto efficaci grazie ai quali Corleone riesce a convincere il produttore.
    Le figure di Don Vito e di Johnny rappresentano due stereotipi – ahinoi – ricorrenti di italo-americani: il mobster, noto anche come gangster, e il crooner, il cantante dal sorriso irresistibile, il capello brillantinato e la voce suadente. Se Corleone è un personaggio fictional, ovvero appartenente alla fantasia, Alphonse “Al” Capone, “Don” Carlo Gambino e John Gotti sono stati assolutamente reali.

    Allo stesso modo, è probabile che Mario Puzo, scrittore di The Godfather, si sia ispirato alle vicende di Frank Sinatra per il personaggio di Johnny. Infatti, sembra che “The Voice” nei momenti più bui della sua carriera abbia cercato l’appoggio di diverse personalità influenti tra le quali anche alcuni italo-americani di spicco, sebbene i suoi eventuali rapporti con affiliati alla malavita non siano mai stati chiariti. Figlio di Natalina Garaventa, originaria di Lumarzo nell’entroterra genovese, Sinatra è passato comunque alla storia per le sue doti di cantante e di attore – la sua performance in From Here to Eternity gli valse l’Oscar.

    Osservando il flusso di giovani italiani spinti oggi a emigrare dalla crisi economica, ma soprattutto da decenni di amministrazione disastrosa – giorni nostri compresi – del Belpaese, le parole di The Voice in New York New York, suonano fortemente attuali: “Start spreading the news, I’m leaving today, I want to be a part of it New York New York” (“Iniziate a diffondere la notizia, parto oggi, voglio esserne parte, New York, New York”). Un sincero e caloroso saluto agli italiani che si sono dovuti trasferire all’estero.

    Daniele Canepa

  • Stile Artigiano: fashion, beauty e wellness al Palazzo della Borsa

    Stile Artigiano: fashion, beauty e wellness al Palazzo della Borsa

    modaDa giovedì 15 a lunedì 19 novembre si svolge a Palazzo della Borsa una nuova edizione di ‘Stile artigiano – Fashion, Beauty, Wellness‘, evento organizzato da Confartigianato e Liguria Style dedicato a piccole e medie imprese liguri nei settori della moda e del benessere.

    La giornata di giovedì 15 sarà dedicata alle spose con l’evento ‘Wedding Day‘, condotto da Enzo Miccio.

    Venerdì 16 moda e cosmetica, con la collaborazione di Andrea Amara (fashion stylist di X-Factor) e le studentesse dell’Istituto professionale ‘Duchessa di Galliera’.

    Sabato 17 è dedicato alla fotografia, alla presenza di Beatrice Bertolino (Miss Muretto 2012) e La Pina di Radio DeeJay.

    Domenica 18 è la volta delle acconciature, per una serie di eventi presentati dalla conduttrice televisiva Lorena Bianchetti.

    Lunedì 19 infine il tema ‘Giovani: scuola, formazione e lavoro’ e la selezione ligure per partecipare al concorso internazionale Hair Ring Cosmoprof 2013.

  • Serafina addio: chiude la bottega storica di Canneto il Curto

    Serafina addio: chiude la bottega storica di Canneto il Curto

    Tra i vari odori che escono da botteghe e negozi lungo i vicoli adiacenti Via San Lorenzo e, mescolandosi l’uno con l’altro, salgono per le vie stuzzicando le narici e l’appetito dei passanti, verrà presto a mancare il buon profumo di conserve, sughi e sottoli della storica bottega di gastronomia di Via Canneto il Curto “Serafina”.

    È infatti questione di giorni la chiusura definitiva, dopo quasi quattro decenni di attività e di presenza nel tessuto commerciale dei caruggi: causa, come facilmente intuibile, la crisi, che ha assottigliato sempre più clientela e introiti di “Serafina” fino a costringere la titolare, Concetta Barsamele, a prendere il mese scorso la decisione di chiudere. L’emporio, i cui prodotti sono tutti lavorati interamente a mano, è aperto dal 1977: la sua chiusura significa la perdita di un pezzo di storia e tradizione della città. Siamo andati a trovare Concetta nel suo negozio…

    Come si è arrivati all’agonia degli ultimi tempi?

    «Non c’è lavoro, di conseguenza la gente spende meno soldi. Di sicuro la situazione è stata resa anche più ostica da realtà grandi, come Eataly, che dirottano il flusso turistico. Il cliente storico invece, che ci conosce da sempre e sa come lavoriamo, continua a venire da noi, ma il reale problema di fondo è quello economico: Genova è in miseria, e l’acquisto presso il mio negozio, che non fornisce beni di primissima necessità, semplicemente è una delle prime voci a essere cancellate dalla lista».

    Mentre parlavamo con Concetta, alcune persone, residenti o negozianti, sono entrate per salutarla e hanno detto la loro prima di uscire. Ciò che traspare dalle loro parole è che nei dintorni molte altre piccole realtà commerciali si trovano in una condizione di crescente sofferenza e temono il peggioramento della situazione, quando non il fallimento.
    Secondo alcuni commercianti della zona, chiedere aiuto alle istituzioni non porta a nulla: «È inutile – dicono – siamo in tanti in questa situazione e non ci sono certo soldi da investire per aiutare noi, non ce ne sono per gli ospedali, figuriamoci se ce ne sono per noi».

    A questo proposito abbiamo interpellato l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova, Francesco Oddone: «Siamo assolutamente consapevoli della situazione di difficoltà. Riguardo alle cosiddette botteghe storiche, che stanno a metà tra commercio e turismo e sono parte integrante della cultura enogastronomica, intendiamo creare un circolo virtuoso allargando la platea di questi negozi. Oggi sono soltanto una quindicina, ma potrebbero essere molti di più – ovviamente devono rispondere ai requisiti necessari per soddisfare la caratteristica di “bottega storica” – e si potrebbero creare veri e propri percorsi enogastronomici. Dal punto di vista prettamente economico, purtroppo la situazione è quella che è, di certo non ci sono soldi da mettere a disposizione per salvare il singolo esercizio commerciale, e non sarebbe nemmeno giusto, ma auspichiamo l’integrazione di tutti gli esercizi nei Civ di quartiere, che sono uno strumento molto utile e importante, in grado di trattenere clientela».

    Sulla concorrenza spietata di grandi nomi come Eataly, Oddone si esprime così: «È vero, simili realtà fanno una concorrenza troppo forte al piccolo negozio, ma non si tratta solo di Eataly, possiamo citarne altri come Fiumara. Abbiamo anche visto però che nel lungo periodo questi grossi contenitori impoveriscono in qualche modo il quartiere, negando il rapporto di fiducia e conoscenza venditore-cliente, e comunque sono oggettivamente non fruibili da un certo tipo di pubblico, perché, facciamo un esempio, l’anziano che fa fatica a muoversi non parte certo dal centro storico per andare fino a Fiumara, preferisce scendere sotto casa dove conosce tutti e ha tutto a portata di mano. Vogliamo che non si aprano altri centri commerciali ma si valorizzi il tessuto commerciale già presente nei quartieri».

    Serafina

     

     

     

     

     

     

     

    Per “Serafina” i problemi grossi sono cominciati due anni fa, quando l’attività ha smesso di fare ricavi e ha cominciato ad andare in perdita: «Mi sono detta di tenere duro, che l’anno dopo sarebbe andata meglio, invece quest’anno è andata anche peggio. Io non ho capitali da parte, e quello che avevo mi è servito in questi due anni: ecco che mi ritrovo costretta a chiudere». La decisione definitiva un mese fa: «È una scelta dolorosa, io qui ho investito tutta la mia vita». Concetta infatti lavora qui fin dal 1979, inizialmente accanto alla prima proprietaria Serafina (da cui il nome del negozio) e successivamente rilevandone l’attività ma mantenendo il nome, nonché la qualità dei prodotti. Negli anni infatti l’emporio è comparso su pubblicazioni nazionali e internazionali tra cui Gambero Rosso, edizioni Slow Food e varie guide gastronomiche e turistiche italiane, inglesi, francesi e tedesche. Quello di Concetta è un lavoro certosino, che richiede passione e grande capacità: «Io sono un’artigiana iscritta all’Albo e alla C.N.A.. Questo non è un mestiere che si impara in un attimo, per diventare davvero bravi ci vogliono anni».

    In questi anni ha fatto appello alla C.N.A. (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) e ottenuto un finanziamento tramite la Coarge (Cooperativa Artigiana di Garanzia della Provincia di Genova), ma non è bastato: «Io non polemizzo su questo, ma mi arrabbio perché sembra che nessuno capisca che realmente siamo in crisi. Non ti vengono incontro in alcun modo, ovvio che poi si finisca per chiudere: ti arriva da pagare l’Inps, l’Iva, e devi pagare tutto e subito, se ritardi scatta la mora o la sanzione; se io dichiaro di aver guadagnato meno di ventimila euro in un anno partono i controlli fiscali, che vengano, io non ho soldi nascosti né capitali all’estero, vivo di quello che guadagno qui dentro, e se qui dentro non sto guadagnando, non posso fare altro che chiudere».

    All’amarezza per l’esperienza personale si aggiunge il timore di un futuro grigio per i vicoli in cui i negozi dovessero chiudere uno dietro l’altro causa crisi: «Forse la zona di Canneto non è ancora degradata come altre, ma se continuiamo così tempo un anno e vedrete».

    Questo novembre il negozio compie 35 anni, ma invece di esserci una festa o una promozione speciale per i clienti, tutto quello che rimane sono gli scaffali mezzi vuoti e un’insegna scritta a mano che annuncia a tutti l’imminente chiusura. Così entro Natale un pezzo di storia di Genova se ne va per sempre.

     

    Claudia Baghino
    [Foto di Diego Arbore]

     

  • Precari, cervelli in fuga e giovani “choosy”? No, grazie

    Precari, cervelli in fuga e giovani “choosy”? No, grazie

    futuroMercoledì 14 novembre 2012 (ore 19.30) il Circolo Arci Belleville di vico Calvi ospita un incontro a cura di Officine Corsare, circolo torinese che ha dato vita alla campagna nazionale Voglio restare.

    Nata in protesta alla frase del Ministro Elsa Fornero sui “giovani schizzinosi” (che ha dato vita all’espressione choosy), e più in generale alla mancanza di investimento sul lavoro e sulle nuove generazioni, Voglio restare è un appello ai giovani che ambiscono a rimanere in Italia e scommettere sul loro Paese.

    Scopo dell’incontro è far nascere al Belleville una sezione genovese del movimento.

  • Primarie centrosinistra 2012: candidati e programmi su Politicometro

    Primarie centrosinistra 2012: candidati e programmi su Politicometro

    elezioniDomenica 25 novembre si vota a Genova e in tutta Italia per le primarie del centrosinistra (e non primarie del Pd, come erroneamente si sente dire).

    I cinque candidati alla guida della coalizione sono Pierluigi Bersani, attuale segretario del Pd; Matteo Renzi, Sindaco di Firenze; Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà; Laura Puppato, consigliere regionale del Pd in Veneto; Bruno Tabacci, assessore al Bilancio del Comune di Milano e fondatore di Alleanza per l’Italia.

    Per smascherare verità e bugie nelle dichiarazioni dei candidati è ripartito il progetto di Politicometro, sito web creato da un gruppo di studenti genovesi per monitorare quanto i candidati raccontano e promettono durante comizi, interviste e dibattiti.

    I criteri del termometro sono gli stessi delle ultime elezioni comunali: cinque parametri, da vero a balla colossale passando per abbastanza vero, mezzo e mezzo e balla.

    Un ulteriore strumento per chi desidera votare e vuole orientarsi nella scelta: i seggi saranno aperti domenica 25 novembre dalle 8 alle 20 (eventuale ballottaggio la domenica successiva), per votare è necessario sottoscrivere l’appello Italia Bene Comune e iscriversi all’Albo degli elettori presso gli uffici elettorali del proprio Municipio, versando un contributo di almeno due euro.