Anno: 2012

  • Sampierdarena, box in via Armirotti: storia di un progetto contestato

    Sampierdarena, box in via Armirotti: storia di un progetto contestato

    Un cantiere fermo da circa 6 mesi, un’area di 1200 metri quadrati che con l’arrivo delle prime piogge si è già trasformata in un acquitrino, il tutto circondato da palazzi, alcuni dei quali ultra centenari. Siamo nel cuore di Sampierdarena, in via Armirotti, una traversa di via Carlo Rolando, dove la costruzione di un’autorimessa su due piani interrati per complessivi 68 posti auto e di alcuni spazi in superficie destinati a verde attrezzato e parcheggio di uso pubblico, ha suscitato e continua a suscitare la preoccupazione degli abitanti visto che gli scavi insistono proprio sopra alla falda acquifera.
    I lavori e la conseguente alterazione della falda rischiano di compromettere la stabilità degli edifici di via Armirotti ma non solo, ad essere coinvolte sono anche le abitazioni che sorgono in via Currò, parte di via Rolando, via Agnese e via Storace. Un dedalo di strade che si snodano in una zona già ampiamente cementificata.
    Un cantiere sbucato dal nulla nell’ottobre 2011, come ricorda Angelo Olani, residente in un palazzo di via Armirotti che si affaccia sull’area «Di punto in bianco ci siamo trovati di fronte gli operai. Non sapevamo nulla del progetto approvato, nessuno si era premurato di informarci. Ne siamo venuti a conoscenza grazie ai cartelli di divieto di sosta affissi lungo la via una mattina di ottobre dell’anno scorso. E per i volantini che pubblicizzavano la vendita dei futuri box».

    Parliamo di un’area dismessa da almeno 20 anni. Un tempo qui sorgeva una carpenteria. In seguito, la parte che ospitava l’officina, è stata trasformata in box. La parte esterna, invece, dove si trovava un capannone, è rimasta abbandonata fino a quando non è stata acquistata dalla società Garaventa Spa, la quale alcuni anni fa ha presentato il progetto originario per la costruzione dell’autorimessa.
    Ma nel 2011 Garaventa Spa decide di abbandonare l’operazione. La proprietà ed il progetto vengono rilevati dalla Armirotti Park Srl, società con sede in via Ippolito D’Aste, costituitasi appositamente per realizzare l’intervento. I lavori partono il 17 ottobre 2011 con permesso di costruire n. 39 del 18 gennaio 2011 e dovrebbero concludersi il 17 ottobre 2014. La ditta esecutrice è la Gl Costruzioni Sas con sede a Montoggio. Da maggio 2012, però, gli operai non si sono più visti.

    «Siamo preoccupati perché sappiamo che nel sottosuolo passa acqua dappertutto – racconta Olani – Le memorie storiche del quartiere parlano chiaro: in questa zona, che ospitava orti e serre, a fine ‘800 scorreva un rivo incanalato che da via Currò scendeva fino alla piana di via Armirotti. Ed erano presenti anche due vasche per l’allevamento dei pesci».
    La vicina via Rolando si trova a 5 metri e poco più sul livello del mare. L’acqua, dunque, è una presenza costante nel quartiere e la falda acquifera è molto vicina al terreno.
    Negli anni ’60 c’è stato un inquietante precedente, come ricordano nitidamente alcuni anziani: per la forza dell’acqua è saltato addirittura il tetto di falda con il conseguente allagamento di via Armirotti. Occorre sottolineare che gli scavi prevedono di andare in profondità per almeno 7-8 metri.
    Le stesse relazioni idrogeologiche che accompagnano il progetto lasciano adito a qualche dubbio rispetto ai rischi che si possono riscontrare scavando nel sottosuolo di via Armirotti. Anche il progetto è tecnicamente complesso, proprio perché esiste la consapevolezza di dover fronteggiare una forte pressione dell’acqua.
    «Si parla di uno sbancamento di circa 15 mila metri cubi di terra da asportare, ovvero 700-800 camion che dovranno transitare per via Armirotti – spiega Olani – Una strada stretta a doppio senso e senza uscita. Inoltre bisogna considerare l’impatto ambientale sulle vie Armirotti, Currò, Rolando, Agnese, Storace, a causa di rumore, vibrazioni e polveri dei camion e betoniere». La paura è dovuta soprattutto allo sbancamento che sconvolgerebbe la naturale falda acquifera, oltre a creare una depressione nel sotto strada e alle fondamenta dei palazzi confinanti.

    Gli abitanti nell’ottobre 2011, appena avviati i lavori, si riuniscono in un comitato, raccolgono centinaia di firme e presentano un esposto al Municipio Centro-Ovest affinché verifichi il concreto impatto della prevista costruzione.
    A metà novembre si svolge un incontro al Matitone alla presenza dell’allora assessore all’Edilizia Privata, Giovanni Vassallo, del dottor Paolo Berio, dirigente della Direzione Sviluppo Urbanistico e Grandi Progetti del Comune, del Presidente di Municipio, Franco Marenco e di alcuni esponenti del comitato. Nell’occasione viene decisa l’attivazione di una commissione geologica di verifica del progetto.
    A dicembre il cantiere comincia le palificazioni ma la commissione dei geologi ancora non si è fatta sentire. Grazie alle pressioni del comitato, il 22 dicembre, il consiglio municipale approva all’unanimità un documento che chiede al Sindaco e agli assessori Vassallo e Farello, di rispondere alle istanze dei cittadini.

    «Il 19 ottobre abbiamo presentato formale richiesta all’ufficio Edilizia Privata del Comune per poter visionare tutta la documentazione relativa al progetto dell’autorimessa – ricorda Olani – La prima parte della documentazione ci è stata consegnata dopo oltre 2 mesi dalla richiesta, il 3 gennaio 2012. Ci siamo accorti, però, che mancavano le relazioni ed i monitoraggi più recenti».
    Eppure, da informazioni ricevute, prima dell’avvio dei lavori dovevano essere eseguiti ulteriori approfondimenti. «La seconda parte, quella più importante che comprende le ultime verifiche (relazione idrogeologica-geologica, relazione monitoraggio e percussioni, relazione salvaguardia strutture contenimento) è giunta nelle nostre mani solo il 10 gennaio 2012, un giorno prima dell’ultima riunione – continua Olani – Ma le carte erano intonse, come se nessuno si fosse preso la briga di leggerle. Per gli uffici comunali ormai la pratica era archiviata e l’intervento approvato. Il Comune fa sempre meno accertamenti, non dispone di un numero adeguato di tecnici in grado di seguire simili interventi, il suo ruolo è diventato quello di archivista, punto e basta».

    L’11 gennaio gli abitanti del quartiere partecipano all’ultimo incontro pubblico con Vassallo, il dirigente Berio, i geologi del Comune, il presidente del Municipio e alcuni consiglieri. «I geologi hanno minimizzato i nostri dubbi – ricorda Olani – rovesciando la lettura piezometriche del monitoraggio esistente sulla falda, cercando di dimostrare la scarsa pressione del terreno e dell’acqua, non tenendo conto in minima considerazione le memorie storiche. L’assessore Vassallo ci ha invitato a dimostrare il contrario con una nostra perizia tecnica. Abbiamo interpellato un ingegnere ed un geologo ma poi, per ragioni economiche, non siamo riusciti a realizzare una contro perizia».

    E così nel dicembre 2011 partono le palificazioni «In pratica è come se le avessero messe nel burro – ribadisce Olani – Infatti nel sottosuolo, per almeno 17-20 metri ci sono solo sabbia e ghiaia. Il terreno compatto si trova dopo i 20 metri di profondità. Per realizzare i box andranno sotto di circa 7-8 metri. Qui dovrebbero creare una base di drenaggio per contenere la nuova struttura. Noi come comitato abbiamo proposto una soluzione ragionevole con un intervento più contenuto: 1 piano interrato e 1 piano in superficie, in maniera tale da creare meno problemi. Ma la nostra proposta è caduta nel vuoto».
    «Hanno infilato i pali per le letture piezometriche nel terreno, scendendo ripettivamente fino a circa 20 metri e 24 metri di profondità – racconta Olani – Quando si sono stabilizzati a 5 metri, a livello della falda, hanno azionato una pompa che aspira circa 0.8 litri d’acqua al secondo per vedere in quanto tempo riuscivano a svuotare un tot di metri. Quando hanno fermato la pompa l’acqua si è alzata di 2 metri e mezzo in un solo minuto: questo fa comprendere quanta pressione ci sia nel terreno».

    La relazione geologica a corredo del progetto, datata da timbro comunale agosto 2011, in merito all’inquadramento geomorfologico ed idrogeologico, afferma «Il settore, pienamente inserito nel tessuto cittadino, risulta fortemente antropizzato tanto che l’intensa urbanizzazione ha di fatto completamente alterato quelli che erano i lineamenti morfologici originari».
    Per quanto riguarda la circolazione idrica sottosuperficiale «la presenza di depositi alluvionali (argille e limi, con presenza di lenti sabbioso-ghiaiose) interdigitali a depositi eluvio-colluviali provenienti dai versanti sovrastanti (anch’essi a matrice fine ma con variabili quantità di scheletro), poggianti entrambi su di un substrato dotato di una scarsa permeabilità secondaria per fatturazione, condiziona significativamente l’andamento della circolazione idrica sottosuperficiale».
    Poi la relazione aggiunge «Si può pertanto ipotizzare la presenza di una modesta circolazione idrica dovuta a contrasto di permeabilità sia all’interno dei depositi alluvionali e delle coltri di copertura, sia che a maggior profondità, tra quest’ultimi ed il substrato roccioso».
    Tesi confermata dalle letture del livello freatico nei piezometri installati nei fori di sondaggio «Le prove di pompaggio hanno evidenziato tempi di risposta nella variazione del livello piezometrico all’abbattimento mediante pompaggio e alla ricarica piuttosto brevi: 2-3 minuti per un primo abbassamento significativo di circa 5 metri – sottolinea la relazione – Mentre per abbattere il livello piezometrico di ulteriori 5 metri i tempi si dilatano fino a circa due ore a pompaggio costante (0.83 l/s). Tali informazioni connesse con i valori di permeabilità di detti terreni medio bassi consentono di ipotizzare una circolazione idrica sottosuperficiale profonda».
    Quindi i risultati evidenziano un repentino abbattimento del livello piezometrico di 5 metri in pochi minuti «Anche la fase di risalita del livello, interrotto il pompaggio, ricalca lo stesso modello – continua la relazione – una risalita repentina nei primi 3 minuti di circa 4,5 metri e di circa 6,5 metri».

    Quali sono le tappe che hanno portato all’approvazione del contestato progetto di via Armirotti?
    Il 4 maggio 2005 la parte privata (all’epoca Garaventa Spa) ha presentato istanza presso il Settore Edilizia Privata del Comune di Genova volta ad ottenere il permesso di costruire un autorimessa interrata per 67 posti auto.
    Il Settore Urbanistica e Parcheggi in data 20 settembre 2005, 2 ottobre 2007 e 13 ottobre 2008, ha espresso pareri favorevoli al progetto presentato in quanto coerente con la disciplina urbanistica di riferimento, evidenziando che la realizzazione dell’intervento sarà subordinata alla stipula di un’idonea convenzione con la Civica Amministrazione volta a disciplinare le modalità di realizzazione, gestione e fruizione dell’area destinata a verde pubblico attrezzato e parcheggio uso pubblico, nonché sull’istanza di recupero della superficie agibile.
    Il Settore Edilizia Privata-Ufficio Geologico il 10 novembre 2006 si è espresso con parere favorevole con prescrizioni attinenti sia all’inizio lavori sia alla fase esecutiva.
    Il 5 novembre 2009 con provvedimento di Giunta comunale n. 402, il Comune ha accettato l’atto di impegno sottoscritto il 5 maggio 2009 ed ha approvato la bozza di convenzione da stipularsi fra le parti.
    La Convenzione tra Comune di Genova e Garaventa Spa, volta alla realizzazione di un parcheggio e di verde attrezzato in servitù di uso pubblico, viene sottoscritta il 2 febbraio 2010.
    Gli interventi necessari alla realizzazione di verde e parcheggio sulla superficie di copertura della nuova costruzione dovranno essere realizzati dalla parte privata contestualmente all’autorimessa.
    «La parte privata si impegna a garantire la costante e gratuita fruizione pubblica indifferenziata delle menzionate aree destinate a verde pubblico attrezzato e a parcheggio di uso pubblico – sottolinea la convenzione del 2010 – e ad assumere tutti gli oneri di gestione nonché di manutenzione ordinaria e straordinaria».
    Ma in seguito aggiunge «Previa autorizzazione del Comune potrà essere consentito alla parte privata gestire il parcheggio pubblico mediante forme di fruizione pubblica indifferenziata a titolo oneroso qualora la Civica Amministrazione ritenesse tale forma di gestione più consona al soddisfacimento del pubblico interesse perseguito. Le tariffe massime per tale forma di gestione del parcheggio non potranno comunque eccedere i limiti massimi delle corrispondenti tariffe per l’utilizzo degli impianti di proprietà o gestiti dal Comune di Genova, ovvero per conto di esso».

    «In zona indubbiamente c’è necessità di parcheggi – conferma Lucia Gaglianese, abitante del quartiere e consigliere Pdl del Municipio Centro-Ovest – Ma questa non è una risposta adeguata. In sede di Municipio, l’amministrazione comunale ha ventilato l’ipotesi di destinare ai residenti, a titolo gratuito, i circa 12-14 posti auto previsti sulla superficie di copertura dell’autorimessa, però non esiste ancora un impegno ufficiale. Una nuova costruzione così impattante, comunque, non era necessaria. Sarebbe stato più ragionevole accogliere la proposta di riduzione del comitato. Inoltre, l’intervento che ha portato alla pedonalizzazione di via Rolando, doveva essere intrinsecamente legato alla demolizione della rimessa Amt di via Reti che avrebbe lasciato spazio a numerosi posti auto. Un’operazione di cui si parla spesso ma finora mai avviata».
    A destare preoccupazione è anche la futura apertura dell’area verde attrezzata «È solo un “contentino” per far tacere le contestazioni – sottolinea Olani – Chi si preoccuperà della cura e del controllo di questi spazi? Già oggi il quartiere, soprattutto di notte, vive i suoi problemi a causa della presenza di un circolo che crea disagio per gli schiamazzi e l’ubriachezza molesta dei frequentatori. Chi garantirà la sicurezza dei nuovi giardini?».

    Senza contare che allo stato attuale nel cantiere non si muove una foglia ed il rischio concreto è quello di ritrovarsi con un vero e proprio buco nero al centro della delegazione, chissà per quanto tempo.
    «Il gruppo di minoranza in Municipio Centro-Ovest (Pdl, Lega Nord, Lista Musso) a breve presenterà un documento per chiedere lumi sulla vicenda – conclude Gaglianese – Vogliamo capire quali sono le intenzioni dell’amministrazione».

    «Siamo fermi da aprile-maggio – conferma il direttore tecnico di cantiere, il geometra Mario Pullara – il problema è il ritardo nei pagamenti da parte del committente (Armirotti Park, ndr). Siamo in arretrato di almeno 2-3 mesi di stipendi. Il cantiere sicuramente non è ben visto dai residenti. In effetti, si tratta di una struttura impegnativa dal punto di vista tecnico. Andiamo a toccare una falda acquifera. Comunque c’è stato un attento monitoraggio sia precedente, sia in fase di esecuzione dei lavori. Capisco la preoccupazione delle persone ma in casi come questi è necessario provare a convivere e trovare la soluzione migliore per la ditta impegnata nei lavori e per gli abitanti. Non sono più in contatto con il committente ma da notizie ufficiose l’intenzione è quella di rescindere il contratto con la Gl Costruzioni Sas ed affidarsi ad altre ditte».

     

    Matteo Quadrone

  • Il grande fresco: Federico Sirianni in scena al Count Basie Jazz

    Il grande fresco: Federico Sirianni in scena al Count Basie Jazz

    Federico SirianniSabato 10 novembre 2012 (ore 21.30) va in scena al Count Basie Jazz Club di vico Tana il concerto – reading Il grande fresco, con Federico Sirianni (voce, chitarra ossidata, pianoforte), Guido Catalano (voce recitante) e Matteo Negrin (voce, chitarra classica, elettrica).

    Lo spettacolo cult nato a Torino che ha raccolto migliaia di fedeli appassionati è un riuscito incrocio tra poesia comica e canzone d’autore, un concerto reading in cui Federico Sirianni e Guido Catalano, supportati dal poliedrico chitarrista Matteo Negrin e da uno o più ospiti che animano a sorpresa ogni serata, affrontano, attraverso le parole, la musica, l’ironia e una vena sentimentale decisamente spinta, i temi più disparati della quotidianità.

    Ingresso 10 € + tessera Arci.

  • Music Line Talent Show: un corso per prepararsi a X-Factor e Amici

    Music Line Talent Show: un corso per prepararsi a X-Factor e Amici

    Negli ultimi anni i talent show televisivi sono diventati una vetrina per chi aspira a diventare famoso. Il partecipare come concorrenti a X-Factor, Amici o programmi analoghi è tuttavia subordinato al superamento di una serie di provini, casting e selezioni che valutano non solo le qualità artistiche del cantante, ma anche la sua “immagine” in rapporto al contesto televisivo.

    La scuola Music Line di Gianni Martini ha organizzato il corso Music Line Talent Show, rivolto proprio a coloro che hanno questa ambizione: il corso inizierà mercoledì 21 novembre e prevede un programma molto qualificato. Le normali lezioni di canto (che per questo corso si svolgeranno in forma individuale) saranno affiancate da lezioni di strumento (chitarra o pianoforte), teoria musicale, momenti di confronto ed esibizione collettiva e partecipazione a stage con insegnanti esperti in particolari settori: G. Martini (la professione del musicista), R. Tiranti (presenza scenica), S. Strano (immagine), V. Di Bella (l’esperienza di X Factor).

    Le iscrizioni sono aperte, per informazioni scrivere a info@musiclineweb.it o telefonare allo 010 8392500.

  • Centro storico: nuovo centro d’ascolto alla Maddalena

    Centro storico: nuovo centro d’ascolto alla Maddalena

    Nel laboratorio di Vico del Papa, nel cuore della Maddalena, nasce un nuovo centro di ascolto dedicato all’assistenza a donne vittime di violenza e famiglie in difficoltà. L’iniziativa è frutto dell’impegno dell’Associazione Oltre il Silenzio Onlus composta da volontarie, operatrici e professioniste, con la collaborazione del Municipio Centro Est.

    Il Centro di ascolto è un servizio gratuito – usufruibile dai cittadini il lunedì dalle ore 15:00 alle 17:00 e il mercoledì dalle 16:00 alle 18:00 – costituito da un gruppo di esperti, avvocati e psicologi che offrono volontariamente la loro professionalità per trovare soluzioni al disagio che affligge le donne maltrattate, i ragazzi che hanno subito atti di bullismo, le vittime di persecuzioni, di minacce, di stalking, di mobbing lavorativo, i genitori separati, le coppie in difficoltà, alla ricerca di un equilibrio che permetta a queste persone di affrontare i problemi quotidiani.

    «Grazie alla generosità e all’impegno dell’associazione “Oltre il Silenzio”– commenta Simone Leoncini, Presidente Municipio Centro Est- sorge un nuovo servizio nel centro storico. E’ importante che l’iniziativa nasca dall’impegno di un gruppo di donne e sia rivolta in primo luogo proprio alle donne. Il Laboratorio municipale di Vico del Papa, attivo soltanto da pochi mesi, sta accogliendo un crescente numero d’iniziative sociali e culturali e si sta affermando come importante spazio pubblico della Maddalena».

  • Fiorella Mannoia concerto 2012: Genova, Teatro Carlo Felice

    Fiorella Mannoia concerto 2012: Genova, Teatro Carlo Felice

    Fiorella MannoiaSabato 10 novembre 2012 il Teatro Carlo Felice di Genova è la prima tappa della ripresa di “Sud Tour”, che porta Fiorella Mannoia in giro per l’Italia a presentare il suo album di inediti uscito a inizio anno.

    Ad accompagnare Fiorella Mannoia la band composta da Carlo Di Francesco (percussioni, produttore artistico e arrangiamenti), Davide Aru (chitarra e arrangiamenti), Fabio Valdemarin (pianoforte), Luca Visigalli (basso), Diego Corradin (batteria), Arnaldo Vacca (percussioni), Andrea Pistilli (chitarra), Natty Fred e Kaw Dialy Mady Sissoko (cori), Fabrizio De Melis (viola/violino), Giuseppe Tortora (violoncello) e Mario Gentili (violino).

  • Cineforum Genova: la stagione di film al cinema America

    Cineforum Genova: la stagione di film al cinema America

    cinemaRiparte martedì 13 novembre 2012 la serie di proiezioni Cineforum Genovese presso la multisala America di via Colombo. Le proiezioni si terranno alle 15, 17.30 e 21.15 e sono riservate ai soci muniti di tessera.

    Questo il programma della rassegna.

    13 novembre: Cesare deve morire di  Paolo e Vittorio Taviani (Italia 2012)
    Shakespeare entra in carcere e ancora una volta si fa nostro contemporaneo.Il teatro però non cancella il carcere, né Shakespeare la colpa e la pena.
    Orso d’oro come miglior film al Festival di Berlino 2012.

    20 novembre: Melancholia di Lars Von Trier (Danimarca 2011)
    Lars Von Trier decide di offrire allo spettatore, in versione apocalittica, la sua visione delle sorti dell’umanità su questa Terra. Fantascienza catastrofica, sfrondata dell’azione spettacolare e ridotta a controparte esteriore degli stati psichici:un grande autore che questa volta evita di stupire a tutti i costi e racconta da par suo.

    27 novembre: Il primo uomo di Gianni Amelio (Italia 2011)
    Un’opera raffinata e umanissima, in grado di rivendicare l’importanza della memoria non solo personale ma collettiva, una memoria che deve essere adoperata come strumento d’indagine delle contraddizioni del presente. Dal testo di Camus, ricostruito a partire dal manoscritto rinvenuto sull’auto dove trovò la morte nel 1960.

    4 dicembre: Sette opere di misericordia di Gianluca e Massimo De Serio (Italia 2011)
    Cinema fatto di gesti, di sguardi, di silenzi più che di parole:rigore stilistico che riesce ad arrivare nel profondo e a farsi film difficile da dimenticare. Lo sguardo sempre curioso e investigativo di due documentaristi alla prima avventura nel cinema narrativo.

    11 dicembre: Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene (Italia 1968)
    Ricordi, visioni, ossessioni di un intellettuale pugliese di estrazione cattolica e piccoloborghese, di cultura decadentistica con inclinazioni verdiane. Si mette in scena, e in immagini, con una forte carica di ironia e autoironia, un farneticante furore barocco, uno sregolato umorismo irridente ora divertente ora allarmante.

    18 dicembre: A simple life di Ann Hui (Hong Kong 2011)
    Una lezione di compostezza e raffinata gestione dei sentimenti da un’instancabile osservatrice della vita umana, che tratta con grande delicatezza un tema importante quanto quello della compassione e, ancor più, della restituzione delle cure ricevute.

    15 gennaio: Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismaki (Finlandia 2011)
    Uno dei migliori Kaurismäki in assoluto, che trova ricchezza nella povertà, fa reagire con straordinaria nonchalance di fronte all’incongruo, mescola magistralmente anacronismo e attualità.

    22 gennaio: I colori della passione di Lech Majewski (Polonia 2011)
    Una meditazione stimolante e seducente sull’immagine e il racconto, la religione e l’arte.

    29 gennaio: I misteri del giardino di Compton House di Peter Greenaway (Gran Bretagna 1982)
    Racconto di figure in un paesaggio, commedia grottesca dell’assurdo: un film sull’arte e sul sesso, rappresentati entrambi come lavoro e subordinati agli interessi economici.

    5 febbraio: Umberto D di Vittorio De Sica (Italia 1952)
    Uno dei capolavori del cinema neorealista, il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale.

    19 febbraio: Faust di Aleksandr Sokurov (Russia 2011)
    Uno spettacolo che appaga l’occhio, un’opera d’arte potente e affascinante che ribadisce nel mentre la validità atemporale del racconto.
    Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2011

    26 febbraio: Cosa piove dal cielo? di Sebastián Borensztein (Spagna 2011)
    Film divertente e toccante, che mostra l’altro lato, quello positivo, di situazioni senza senso che capitano quotidianamente nel nostro pazzo mondo
    Marco Aurelio per miglior film e premio del pubblico al Roma Film Festival 2011.

    5 marzo: Cosmopolis di David Cronenberg (Canada 2012)
    Un dramma insistentemente claustrofobico che racconta le dinamiche di un mondo economico impermeabile alla realtà.

    12 marzo: Margin Call di J.C. Chador (USA 2012)
    La crisi del 2008 raccontata con la qualità del grande cinema di denuncia made in Usa.

    9 aprile: La guerra è dichiarata di Valérie Donzelli (Francia 2011)
    Una tragicommedia romantica, con al centro l’amore che, più che una favola, sembra davvero essere una ragione di vita.

    23 aprile: La pelle che abito di Pedro Almodòvar (Spagna 2011)
    Un mėlange appassionante di orrore e lirismo, che ha come nucleo centrale un vertiginoso e folle incubo della corporalità.

    7 maggio: L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo (Italia 2012)
    Una piccola opera grezza e autentica, visivamente straordinaria, capace di arrivare più lontano delle proprie aspirazioni.

  • Municipio Medio Levante: mozione per la trasparenza degli atti pubblici

    Municipio Medio Levante: mozione per la trasparenza degli atti pubblici

    Una mozione per chiedere maggiore trasparenza da parte dell’amministrazione pubblica, affinché sia possibile, per un normale cittadino, accedere agli atti amministrativi senza dover necessariamente affrontare un percorso tortuoso, in particolare quando essi riguardano progetti edilizi oppure sono riferibili all’ambito urbanistico.

    L’iniziativa parte dal Municipio Medio Levante, dall’esperienza del consigliere Sel-Lista Doria, Bianca Vergati, che ha personalmente constatato l’iter macchinoso a cui bisogna sottostare per poter visionare gli atti pubblici «Tanto che non è possibile figurarsi come possano riuscirci dei semplici cittadini che non ricoprano ruolo istituzionale o facciano parte di associazioni accreditate», sottolinea Vergati.
    Il documento approvato martedì sera dal consiglio del Municipio Medio Levante potrebbe diventare un modello anche per gli altri municipi, ed in senso ancor più ampio, rappresenta un prezioso invito alla trasparenza e all’ascolto, rivolto a tutti gli organi amministrativi.

    «Da molto tempo ci sono contestazioni e lamentele che sfociano in iniziative di singoli privati o comitati contro le decisioni dell’amministrazione in materia urbanistica. Le proteste sono purtroppo spesso motivate perché si compromettono salute, ambiente, beni pubblici, beni culturali e artistici o anche la semplice quotidianità. Le istituzioni devono perseguire il bene della collettività e questo fine va salvaguardato, anche a costo di decisioni impopolari o non condivise da tutta la cittadinanza. In ambito urbanistico si rileva che in più occasioni è stato invece privilegiato maggiormente l’interesse privato rispetto agli interessi della comunità».
    Questo l’incipit di una richiesta inviata dal consigliere Bianca Vergati alla Direzione Sviluppo Urbanistico e Grandi Progetti-Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizia, al Presidente del Municipio Medio Levante e al Gabinetto del Sindaco, al fine di rendere note tutte le difficoltà riscontrate per ottenere la visura relativa ad un progetto edilizio.

    Richiesta trasformatasi in mozione che continua così «Per evitare conflittualità “a posteriori” si ritiene dovere dell’amministrazione impegnarsi per semplificare l’accesso agli atti amministrativi e renderli davvero “pubblici”. Sempre nel pieno rispetto degli operatori e degli investimenti».

    «Oltre a tale sostanziale inaccessibilità per i cittadini, si constata che anche gli uffici del municipio non sono in grado di fornire informazioni, vuoi per eccesso di burocratizzazione, vuoi perché non se n’è sentita la necessità – precisa la mozione – Né quindi di far sì che si possa esercitare alcun controllo sistematico sui progetti di pertinenza del territorio municipale. Risulta, infatti, sovente disatteso “ il passaggio” dei progetti presso il municipio interessato».

    L’atto d’accusa del consigliere è preciso: gli enti più vicini alle istanze dei cittadini, oltre ad essere esclusi dal processo decisionale, non vengono neppure informati in maniera adeguata.
    «Un tempo gli uffici comunali preposti inviavano ad ogni municipio l’elenco di tutti i progetti che interessavano la zona – spiega Vergati – Attualmente, invece, visto che il parere dell’ente municipale non è vincolante, in pratica il municipio viene sistematicamente “bypassato”».

    Benché il parere del municipio non abbia “carattere vincolante” «Esso potrebbe avere comunque valenza positiva per la conoscenza del territorio, supportare il lavoro degli uffici, fornire osservazioni sui progetti e sugli oneri di urbanizzazione, senza per questo intralciare i tempi di approvazione – ribadisce Vergati –Sarebbe quindi più che opportuno rendere “obbligatorio” e puntuale tale passaggio “prima” dell’approvazione degli uffici e ovviamente, rendere in primis “obbligatoria l’informazione” degli uffici del municipio, nonché del consiglio in toto».

    Secondo la Direzione Sviluppo Urbanistico e Grandi Progetti il problema non sussiste perché esiste un’apposita procedura che consente ad ogni municipio di consultare i progetti edilizi. In realtà, forse per un vuoto nel passaggio informativo, vuoi per altri motivi, nella stragrande maggioranza dei municipi non è affatto semplice accedere agli atti, visto che gli stessi uffici spesso non sono a conoscenza delle procedura da seguire.

    «Dopo le mie pressioni – racconta Bianca Vergati – la Direzione Sviluppo Urbanistico e Grandi Progetti ha emanato un documento esteso a tutti i presidenti di municipio, proprio in materia di consultazione».
    Si tratta di una nota esplicativa del “percorso da seguire sulla procedura informatica per poter consultare i progetti edilizi”. La possibilità di consultazione, dunque, è stata ribadita dagli uffici comunali.
    Ogni municipio deve dotarsi di 1-2 dipendenti in possesso delle password informatici utili per accedere alla documentazione. Nel caso non avessero ancora provveduto, gli uffici comunali invitano i singoli municipi ad attivarsi in questo senso.

    «Ma i progetti che insistono sul territorio devono essere il più possibile pubblici – sottolinea il consigliere del Medio Levante – Numerosi interventi negativi (autorimessa di Boccadasse, via Puggia, Villa Raggio, solo per citarne alcuni) si sarebbero potuti evitare, grazie ad una maggiore trasparenza». In altri termini «Se gli uffici (municipali e comunali) funzionassero a dovere non ci troveremmo di fronte a questi casi – continua Vergati – il suo parere non sarà vincolante però il municipio si può attivare presso i cittadini aumentando la loro consapevolezza».

    Il risultato, almeno finora, non è stato dei più esaltanti «Durante l’ultima commissione municipale – ricorda Vergati – ai consiglieri è stato consegnato un elenco bimestrale di interventi edilizi minori (modifiche a verande, persiane, ecc.). Non era proprio quello che intendevo. Sembra una presa in giro. Ovviamente io mi riferisco ai progetti che hanno un impatto sul territorio, quelli che passano dalla Conferenza dei Servizi».

    Comunque sia «Speriamo che questo rappresenti un primo passo in direzione della trasparenza – conclude il consigliere – anche perché nel manifesto del programma del Sindaco Marco Doria per Genova si nomina tra le priorità, proprio la trasparenza e l’ascolto».

     

    Matteo Quadrone

  • San Fruttuoso: corsi di giardinaggio, potatura e apicoltura

    San Fruttuoso: corsi di giardinaggio, potatura e apicoltura

    Sono aperte le iscrizioni per le nuove edizioni dei corsi di giardinaggio, potatura e apicoltura allo Studio Tecnico del Verde di San Fruttuoso.

    Questo il programma.

    Corso di giardinaggio, inizio martedì 27 novembre:
    – 1 lezione: Botanica: gli organi delle piante, come bagnare e concimare, il terreno
    – 2 lezione: La luce, il fotoperiodo e la vernalizzazione, gli insetti e i funghi delle piante, i concimi gli antiparassitari
    – 3 lezione: L’acqua e l’irrigazione: prepariamoci un impianto di irrigazione
    – 4 lezione: Giardini storici e giardini contemporanei: a caccia di idee
    – 5 lezione: Progettiamo un giardino: spazi costruiti
    – 6 lezione: Progettiamo un giardino: materiali inerti e materiali vivi
    Costo 70 € + Iva

    Corso di apicoltura, inizio a gennaio 2013.
    Partiranno tre corsi paralleli, ciascuno con cadenza settimanale, da lunedi 7 gennaio ore 15/17 – mercoledi 9 gennaio ore 20/22 – lunedi 21 gennaio ore 18/20. Ciascun corso avrà cinque lezioni teoriche e due pratiche (queste ultime in luogo da definirsi e in data subordinata all’andamento climatico).
    Nell’iscrizione sono compresi:
    – i testi per seguire le lezioni
    – l’abbonamento annuale a una rivista apistica
    – la possibilità di partecipare a incontri mensili, eventi e seminari organizzati dall’associazione Apiliguria.
    Costo 50 € + Iva.

    Corso di potatura, inizio giovedì 17 gennaio:
    – due lezioni teoriche, con visione di filmati relativa alla potatura degli olivi e degli alberi da frutta.
    – due lezioni pratiche da 4 ore ciascuna: la prima in località Gavette (Molassana) dove verrà eseguita
    la potatura egli olivi, durante la quale tutti potranno provare ad eseguire l’intervento cesorio; nella seconda gli iscritti si potranno cimentare nella potatura degli alberi da frutta (peri, meli, susini, albicocchi…). Questa lezione si terrà presumibilmente tra i verdi prati di Borgo Fornari e potrà essere l’occasione per effettuare una piacevole giornata “fuori porta”, con pranzo al sacco.
    Costo: 100 € + Iva.

    Per maggiori informazioni e per iscriversi è possibile contattare Marco Corzetto (338 9514093, mcorzetto@inwind.it).

  • Teatro Carlo Felice Genova: in scena il musical “Via col vento”

    Teatro Carlo Felice Genova: in scena il musical “Via col vento”

    Foto d'epoca del Carlo FeliceVenerdì 9 novembre 2012 (ore 21.15) va in scena al teatro Carlo Felice il musical Via col vento, un evento di beneficenza a cura della compagnia teatrale del Lions Club della Spezia “Host” (tutto al maschile e in versione “en travesti”), per la regia di Massimo Ratti ed Elisa Romano.

    L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, è a sostegno di diverse onlus genovesi quali Airc, Associazione Gigi Ghirotti, Fondazione Banca degli occhi Melvin Jones e altre, alle quali sarà devoluto l’incasso dei biglietti.

    Per acquistare i biglietti è possibile rivolgersi alle seguenti onlus: “Abbraccio” di Don Orione (335 7537123), Airc (010 2770588), Angsa (329 1860226), “Antonio Lanza” (010 870067), Gigi Ghirotti (010 518362), Cepim (010 584529), Fidas (010 8314856), Fondazione Banca degli Occhi Melvin Jones (010 2461266), Fondazione Faritmo (010 355469), Serenamente Onlus (335 6303738).

  • Guido: il significato del nome italiano nell’inglese americano

    Guido: il significato del nome italiano nell’inglese americano

    Eventi recenti quali le devastazioni causate da Hurricane Sandy e le elezioni presidenziali del primo martedì di novembre  hanno riportato gli Stati Uniti sotto i riflettori. Sebbene in lento declino e destinati a essere affiancati – se non scalzati – dai BRICS (Brasil, Russia, India, China, South Africa), gli USA sono stati e sono ancora il punto di riferimento dell’Occidente e di diversi altri paesi.

    Hanno esportato – spesso con le cattive – il loro modello economico, ma non solo. Se l’inglese si è affermato come lingua franca globale, il merito è in primo luogo dell’Impero Britannico che ha piantato il seme dell’inglese in tutti e cinque i continenti, ma anche degli Stati Uniti, la superpotenza che ha dominato la scena internazionale a livello politico ed economico dal 1945 in poi.
    Oltre al capitalismo e alla lingua, gli USA hanno esportato la loro cultura. E’ impossibile racchiudere in un breve elenco i grandi esempi statunitensi dagli anni Cinquanta in poi in tema di diritti civili, letteratura, arte, cinema, scienza e tecnologia senza far torto a qualche illustre figura che verrebbe lasciata fuori. In campo linguistico, abbiamo citato la settimana scorsa Wiliam Labov, uno dei padri della sociolinguistica, e Noam Chomsky, non solo grande linguista ma anche attivista e politologo tra i più illuminati del nostro tempo.

    Oltre a questi modelli, però, gli Stati Uniti hanno esportato anche tonnellate di trash, ovvero “spazzatura”.  Non parlo ovviamente soltanto dei rifiuti in senso letterale, che tra l’altro in qualità di paese industriale gli USA hanno prodotto e continuano a produrre in grandi quantità. Con il trash portato al di là dell’Atlantico intendo anche la serie di film, telefilm e reality shows (ricordatevi se parlate in inglese di specificare il termine “shows”, altrimenti “reality” da solo vuole semplicemente dire “realtà”) che in italiano definiamo appunto “tv spazzatura”.

    Personalmente, non accendo la televisione in casa mia da un paio d’anni – la qualità della mia vita è migliorata di almeno cinque punti percentuali – ma cerco di seguire che cosa viene proiettato sui teleschermi giusto per non essere un totale pesce fuor d’acqua nelle conversazioni con amici e conoscenti su temi d’attualità. Scopro così che da qualche giorno è partita su MTV Italia l’ultima serie di Jersey Shore, il reality (show) principe nel presentare quanto di peggio in termini di stupidità l’essere umano sia in grado di produrre. Il cast di Jersey Shore è composto da otto giovani americani di origini italiane, che vengono seguiti dalle telecamere nelle loro scorribande diurne e notturne nel New Jersey, a Miami e a Firenze. Povero Renzi! Mi verrebbe da esclamare se non fosse invece impegnato in giro per l’Italia per la campagna elettorale…

    I protagonisti di Jersey Shore, quattro giovani uomini palestratissimi e quattro giovani donne truccatissime, sono ottimi esempi di individui che l’inglese americano definisce Guido (per i ragazzi) e Guidette (per le ragazze). Il termine Guido inizialmente veniva usato per designare in modo spregiativo gli italo-americani delle classi sociali più umili. In seguito si è evoluto, assumendo un significato più o meno equivalente al nostro “tamarro“: rimane quindi piuttosto lontano dall’essere un complimento.
    Questo è ciò che MTV propone: il fatto non stupisce, dato che quanto a programmi campioni di stupidità – vedi anche Jackass di qualche anno fa – cerca di giocarsela fino in fondo con Mediaset e RAI. Certo, a livello internazionale non fa onore all’immagine degli italiani essere associati a queste mal riuscite caricature dei gangster italo-americani di Goodfellas (“Quei bravi ragazzi”) di Martin Scorsese, già di per sé vagamente caricaturali nell’efferatezza dei loro crimini, esagerata quanto la loro passione per la cucina. “As far back as I can remember I always wanted to be a gangster,” esordiva nel film il protagonista interpretato da Ray Liotta (“Che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster”). “As far back as I can remember, I always wanted to be a Guido,” diranno invece su MTV.

    Daniele Canepa

  • Pegli, cinema Eden: il cantiere per la costruzione dei box è fermo

    Pegli, cinema Eden: il cantiere per la costruzione dei box è fermo

    Cinema Eden, PegliDopo tanto clamore, le luci dei riflettori si sono spente sulla vicenda del cinema Eden di Pegli. Oggi l’area del cantiere è deserta e i lavori per la costruzione di 68 box interrati sembrano essersi fermati… Che ne sarà dell’area?

    Nel giugno scorso la notizia dell’inizio ufficiale dei lavori e quindi della conseguente chiusura dello storico cinema di via Pavia (che sorge fra i palazzi dei primi del ‘900 che poggiano le antiche fondamenta a ridosso di un’importante falda acquifera) aveva suscitato lo sdegno degli abitanti del quartiere che erano scesi in piazza per difendere un luogo di aggregazione importante per il quartiere ponentino (in particolare nei mesi estivi grazie all’arena e alle proiezioni all’aperto).

    Il via libera a costruire era stato concesso già nel giugno 2011 dalla precedente amministrazione, poi un anno dopo sono comparse le prime ruspe…  «Non stiamo dormendo, siamo vigili – dice Antonella Oggianu del comitato no box cinema Edenabbiamo chiesto un incontro con l’assessore Francesco Oddone per verificare lo stato delle cose. Quel che è certo è che il cantiere attualmente è fermo, ma non sappiamo le motivazioni. Purtroppo non credo che la causa sia l’archiviazione e quindi lo stop definitivo… stiamo cercando di ottenere informazioni. La nostra paura è che da un momento all’altro possano tornare ruspe e operai, la ripresa degli scavi segnerebbe irrimediabilmente il territorio». 

    Tra gli obiettivi del comitato anche quello di salvare 12 platani di oltre 50 anni… «gli alberi sono salvi, per ora.»
    Alberi che erano stati definiti a inizio agosto in “condizioni precarie” dalla ditta esecutrice che richiedeva al Comune il via libera all’abbattimento. Via libera che non è ancora giunto grazie ad un vincolo di tutela.

    Nel frattempo è stata rinnovata la gestione delle sale della palazzina (ricordiamo che l’area è di proprietà dei frati di Finalpia)  alla Parrocchia San Martino che svolge attività per i boy scout e per i ragazzi del quartiere. E il futuro? «Il punto è che oggi il business per chi costruisce non è più redditizio come avrebbe potuto esserlo qualche anno fa – commenta il consigliere comunale Antonio Bruno (Fds) – ufficialmente la ditta non si tira indietro e si dichiara intenzionata a portare a termine i lavori, ma potrebbe anche essere una strategia per arrivare alla revoca del permesso a costruire da parte del Comune e ottenere quindi la possibilità di un risarcimento danni.» 

    Gabriele Serpe
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Daniele Franchi e Tropico del Blasco: concerti al Muddy Waters

    Daniele Franchi e Tropico del Blasco: concerti al Muddy Waters

    Muddy WatersUn ricco weekend di musica al Muddy Waters, locale di Calvari (via del Ramaceto 2), che ospiterà nei prossimi giorni i live di Daniele Franchi e di Tropico del Blasco.

    Si parte venerdì 9 novembre (ore 22) con il chitarrista genovese Daniele Franchi, che nel corso della sua carriera ha accompagnato cantanti come Zibba e Daniele Silvestri e ha calcato numerosi palchi con il suo progetto Daniele Franchi Trio. Nel corso della serata anche il live di Slim Luke & the Blues Walkers, il progetto solista di Slim Luke (a.k.a. Luca Canapa) nato nel 2010.

    Sabato 10 novembre (ore 22) è la volta di Tropico del Blasco, che suonerà insieme a Claudo “Il Gallo” Golinelli, il bassista di Vasco Rossi.

  • Recensioni ristoranti e locali a Genova: un progetto di blog

    Recensioni ristoranti e locali a Genova: un progetto di blog

    Ristorante sul mare a Genova NerviSe ne parla, ogni tanto. Le recensioni che troviamo online su ristoranti e locali sono davvero attendibili? Periodicamente sul web molte persone scatenano la polemica su Trip Advisor e simili, dove i titolari di attività commerciali vengono “accusati” di spacciarsi per utenti/clienti e pubblicare recensioni falsamente positive sui propri locali e falsamente negative sulla concorrenza. Chi gestisce questi siti web non ha infatti la possibilità di verificare a monte che l’utente in questione sia effettivamente un cliente del locale e stia scrivendo la sua opinione in buona fede.

    Al tempo stesso, il proliferare di food blogger e critici gastronomici 2.0 rende molto labile il confine tra recensione spontanea e “marchetta”, in quanto l’elevata visibilità che in questo periodo ha su Internet tutto ciò che è mangereccio porta i titolari di cui sopra a offrire vacanze e cene gratis in cambio di una recensione positiva.

    Per questa ragione è molto importante trovare spazi credibili, gestiti con sincerità da chi davvero mira a valorizzare i lati positivi di un territorio.

    Proprio per questa ragione una coppia di studenti genovesi ha deciso di aprire un blog per raccontare la loro esperienza in giro per ristoranti e locali. In “una tempestosa sera d’aprile” sul lungomare di Sturla – come raccontano loro stessi sul blog – chiacchierando con alcuni amici, hanno ascoltato una frase che si sente dire spesso sulla nostra città: a Genova non c’è niente, i locali sono pochi e sempre chiusi, eccetera.

    Per rispondere ai loro amici e in generale alla città, hanno deciso di lanciarsi in un progetto e creare uno spazio web dove mostrare il lato bello della Genova che mangia: nasce così E belesse de Zena.

    Abbiamo rivolto loro qualche domanda per capire meglio il progetto. Anzitutto, perché proprio un blog? «Questo strumento permette  di essere sempre raggiungibili da chi condivide le nostre passioni, sia come occasione d’interazione aperta a
    chiunque desideri comunicare con noi, encomiarci o anche solo insultarci. Ogni parola che scriviamo è indirizzata a quei zueni che periodicamente si domandano “Cosa facciamo stasera?”. Un blog non solo offre un’esperienza di lettura più ricca – con mappe, foto, video ecc – ma è anche, fatto forse più importante, gratuito sia per chi lo scrive sia per chi lo legge. Del resto, semmo zeneixi!».

    In merito a quanto detto sopra, abbiamo voluto sapere la loro opinione in merito alle recensioni fake su siti web turistici: Internet ha un ruolo di “amplificatore del passaparola” o rischia di essere un mero “contenitore di copia e incolla”? Ecco cosa ne pensano: «Ognuno di noi sa benissimo che la rete amplifica esponenzialmente la nostra capacità di comunicare; chi scrive falsità per secondi fini o riporta tali falsità senza alcuna verifica è un individuo moralmente deprecabile e, nei casi più gravi, legalmente perseguibile. La responsabilità ricade anche sul lettore, che dovrebbe sempre ricordare che ciò che circola sul web non è un’enciclica papale. Noi abbiamo già specificato, nelle “regole” del blog, che ciò che scriviamo è frutto di ripetute esperienze dirette e che invitiamo il lettore che abbia avuto esperienze differenti a smentirci pubblicamente, così da favorire un confronto autentico».

    Il blog è nato da poco e senza (almeno per ora) finalità commerciali: questo fa sì che molti titolari di locali e ristoranti ancora non abbiano preso consapevolezza del progetto, un aspetto che i due blogger stanno girando a loro vantaggio. «Riguardo i gestori dei locali che abbiamo recensito, apparentemente nessuno si è accorto della nostra esistenza. Se ciò, da un lato, è sicuramente un male, perché significa che nessuno di loro ha a cuore le sorti della propria attività, dall’altro il nostro anonimato fa sì che gli stessi ci trattino come normalissimi clienti, garantendo una maggiore attendibilità alle nostre recensioni, e che non ci accompagnino nel retrobottega per darci il resto in pizze da cinque dita sulla faccia. Siamo gli UFO sui vostri campi di grano!»

    Marta Traverso

  • Servizi socio-sanitari: il Comune chiede un confronto con la Regione

    Servizi socio-sanitari: il Comune chiede un confronto con la Regione

    SanitariIeri il consiglio comunale ha approvato un documento che chiede alla Regione l’apertura di un confronto ed il coinvolgimento del Comune in merito alla riorganizzazione dei servizi socio-sanitari. L’obiettivo è ottenere sul territorio adeguate compensazioni in termini di nuove strutture ambulatoriali a fronte della pesante riduzione di posti letto ospedalieri.

    La discussione era iniziata già la settimana scorsa con la mozione promossa dalla Lista Doria e presentata da tutti i gruppi di maggioranza, escluso il Pd. Ieri il documento, dopo l’integrazione con un emendamento condiviso da tutto il centrosinistra Pd incluso, è stato approvato con 27 voti favorevoli della maggioranza, Sindaco compreso e della Lista Musso, l’astensione dell’Udc, il voto contrario del Movimento 5 Stelle, mentre Pdl e Lega non hanno partecipato al voto.

    La mozione impegna la Giunta a formalizzare la richiesta di un’audizione del Comune davanti alla Commissione regionale sulla Sanità.

    Le valutazioni sul metodo seguito dalla Regione Liguria restano critiche però i toni risultano ammorbiditi rispetto alla prima versione. In questo senso, infatti, è stato bocciato con i voti contrari di Pd, Lista Doria e Sindaco, un emendamento del Movimento 5 Stelle che chiedeva alla Regione un cronoprogramma puntuale per la realizzazione delle Case della salute previste nelle aree dell’ex ospedale psichiatrico a Quarto, ex Coproma a Voltri, ex ospedale Martinez a Pegli, ex Mira Lanza a Teglia.

    Inoltre è stato respinto un ordine del giorno, sempre del Movimento 5 Stelle, con la richiesta di dirottare sul progetto dell’ospedale di Ponente i 54 milioni di euro di finanziamenti pubblici destinati al contestato progetto del Nuovo Galliera.

    Maggioranza spaccata anche in questo caso: a favore del documento hanno votato, infatti, Sel, Fds, Idv, insieme a M5S e Lega Nord, mentre si sono schierati contro Pd, Lista Doria, Sindaco, Pdl, Udc e Lista Musso.

    Infine, è stato approvato, questa volta all’unanimità, un ordine del giorno della maggioranza che chiede di mantenere nell’ex ospedale psichiatrico di Quarto il Centro per i disturbi alimentari, per il quale è già in fase di attuazione il programma di trasferimento a Marassi.

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Il Registro delle Opposizioni contro il telemarketing: è una farsa

    Il Registro delle Opposizioni contro il telemarketing: è una farsa

    Quante volte, all’ora di pranzo o all’ora di cena, squilla il telefono, proprio appena arriva sulla tavola un bel piatto di pastaciutta calda e pronta da gustare?
    Se poi all’altro capo c’è qualcuno o qualcuna che vuole venderci qualcosa, allora la cosa scoccia parecchio a parecchi che stanno all’apparecchio… Giochi di parole a parte sappiate che c’è un rimedio!

    Difatti: in conformità alle disposizioni del Decreto del Presidente della Repubblica n. 178/2010, a partire dal 31 gennaio 2011 gli Abbonati agli elenchi telefonici pubblici che non vogliono più ricevere chiamate dagli operatori di telemarketing per attività commerciali, promozionali o per il compimento di ricerche di mercato tramite l’uso del telefono, possono “opporsi” alle telefonate indesiderate iscrivendosi al Registro Pubblico delle Opposizioni.

    Ciascun Abbonato – sia persona fisica sia persona giuridica, ente o associazione – il cui numero telefonico è presente negli elenchi telefonici pubblici, potrà richiedere al Gestore l’iscrizione gratuita nel Registro Pubblico delle Opposizioni mediante le seguenti modalità: email, fax, raccomandata o via telefono.
    In teoria, ma molto in teoria e poco in pratica, non ci dovrebbe più scocciare nessuno. Eppure molte persone ci chiamano lamentandosi che gli scocciatori continuano imperterriti!

    La normativa statuisce che l’utente può comunicare allo scocciatore di turno di essere iscritto al registro delle opposizioni e quest’ultimo deve riattaccare senza fiatare. Ma allora a che cosa serve questo benedetto registro delle opposizioni?

    Praticamente a nulla, è la solita farsa all’italiana, mi si lasci dire. Sarebbe opportuno che l’utente subissato di telefonate (e iscritto al registro delle opposizioni) avesse un vero moto di ribellione: chiedere al venditore di qualificarsi (nome e cognome o qualunque altro elemento di facile identificazione) e fare denuncia querela alla Polizia Postale.

    Mandarli a quel paese non basta più. E si tornerebbe finalmente a tavola sereni. E come direbbe una vecchia pubblicità… Silenzio, parla Agnesi

    Alberto Burrometo