Anno: 2012

  • Righi, Osservatorio Astronomico: le meraviglie del Sole al telescopio

    Righi, Osservatorio Astronomico: le meraviglie del Sole al telescopio

    Domenica 2 settembre a partire dalle ore 15.00 e fino alle ore 18.00 l’Osservatorio Astronomico del Righi apre le porte al pubblico.

    In programma l’osservazione del Sole al telescopio col nuovo filtro H-alpha che permette l’osservazione delle macchie e delle protuberanze solari e, in Aula Planetario, le animazioni “Viaggio fra i pianeti” (ore 15.30), “Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi” (ore 16.30), “Lo Zodiaco astronomico e i moti della Terra” (ore 17.30)

    Sarà quindi possibile visitare la cupola dell’Aula didattica-Planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio, per accedere alle quali è richiesto un contributo spese rispettivamente di 5 € e di 3 €.

    Entrambe le visite si svolgeranno tramite turni della durata di mezz’ora circa di max 30 persone per l’Aula didattica-Planetario e di max 15 persone per la cupola dell’Osservatorio. Non è prevista la prenotazione.

  • La musica metropolitana negli anni ’70: un nuovo linguaggio espressivo

    La musica metropolitana negli anni ’70: un nuovo linguaggio espressivo

    GenesisMi sembra che già dopo i primi articoli di questa rubrica, inizi ad apparire chiaro quanta importanza rivesta la storia – e dentro di essa la vitalità sociale – nel determinare quell’humus culturale indispensabile perché si formino le energie espressive nuove, quelle in grado di sconvolgere la tradizione, in nome di istanze di cambiamento, spesso radicali, tanto sul piano artistico/estetico quanto socio/politico.

    Più in generale possiamo dire che tra la seconda metà degli anni ’40 e la seconda metà degli anni ’70, il blues, il jazz, la canzone folk e rock – con tutte le loro specifiche ed appropriate sfaccettature – sono stati la più significativa fonte di “suono culturale” (quindi espressione vissuta autenticamente, non invenzione del mercato discografico, almeno in origine) che abbia accompagnato gli eventi e le vite di quegli anni. Ma l’urgenza di un linguaggio espressivo “nuovo” che riuscisse a rompere e superare un formalismo ormai ritenuto vuoto e ripetitivo non riguardò solo l’ambientazione – per così dire – “popolare-metropolitana”.

    Il filosofo T. W. Adorno, ad esempio, nel trattare di musica, estetica e società, sviluppava una riflessione e una polemica tutta interna alla musica e al mondo “colto”. D’altra parte nel 1908 A. Schoemberg pubblicò i “klavierstucke”, op.31, ritenuta la prima opera atonale del 1900. E proprio con Schoemberg (ma anche Malher, Webern, Berg, Stravinsky, Varèse, Stockausen, Cage, Xenakis, Pousser… limitandomi a pochissimi nomi) iniziò un’avventura espressiva e linguistica che – sviluppando le innovazioni ereditate dai compositori del XIX secolo – seppe coraggiosamente rompere con la tradizione, sconvolgendo le modalità di ascolto degli ultimi 300 anni.

    Un fronte molto ampio, quindi, (anche se non compatto) che partiva dalla musica colta per arrivare ai suoni metropolitani. Se quindi sul terreno sociale e politico si parlerà di beat-nik, mods, provos, hippies, figli dei fiori, di intellettuali radicali e di giovani politicamente impegnati; di freak, “indiani metropolitani” (variante italiana) e proletariato giovanile; di movimenti di protesta ed obiettori di coscienza; di avanguardie politiche e sindacali…, sul terreno culturale musicale troveremo le nuove “poetiche d’avanguardia”, il jazz – nelle varianti be bop (dalla seconda metà degli anni ’40) e free jazz (metà anni ’60) – il blues, il rock, la canzone di protesta e poi la canzone d’autore. Cioè, in pratica, i suoni che accompagnarono le azioni politiche di quegli anni, e in cui le generazioni più recenti si riconoscevano. Anzi, non di rado chi componeva quelle musiche e quei testi, partecipava attivamente al “movimento”.

    Una cosa, però, ritengo vada precisata. Le avanguardie appartenenti agli ambienti della “musica colta” svilupparono una ricerca ed un’intenzionalità espressiva che, radicalizzando sempre più i linguaggi e gli esiti compositivi, portò ad un progressivo isolamento. Si parlò di crisi della musica e del compositore contemporanei, di autoreferenzialità della musica contemporanea (un bel libro, “Autobiografia della musica contemporanea” racconta di questo dibattito).

    Tutto ciò non successe alle aree espressive che indico come “musica metropolitana” che arrivarono a dei notevoli riscontri di vendite discografiche. Caso mai, all’opposto, per la scena blues/rock/jazz/folk/cantautoriale, gli aspetti da evidenziare – in apparente contraddizione – mi sembrano due: da un lato una relativa e progressiva commercializzazione che porterà ad una parziale caduta di motivazione da parte degli autori/compositori, affiancata da una produzione discografica, scopertamente volta a cavalcare l’onda del successo commerciale; dall’altro la testimonianza di come qualità e successo di vendite abbiano potuto anche convivere. In Italia ne abbiamo avuto un chiaro esempio con i riscontri di vendite di gruppi come: Genesis, Pink Floyd, E.L.P, Jethro Tull (ma anche i nostrani: P. F. M, Banco del M.S., Osanna, Area ecc…), e poi, intorno alla metà degli anni ’70 quando la canzone d’autore (soprattutto F. Guggini, F. De Andrè, De Gregori, L. Dalla e via dicendo) piazzerà i propri “LP” in vetta alle classifiche (erano gli anni in cui il movimento di opposizione extraparlamentare raggiungerà i suoi livelli più alti – in quegli anni nascerà “Democrazia proletaria” e si presenterà alle elezioni).

    Gianni Martini

  • Depuratori, Liguria maglia nera: Italia condannata dall’Unione Europea

    Depuratori, Liguria maglia nera: Italia condannata dall’Unione Europea

    Gli impianti di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane sono inadeguati in molti centri urbani del nostro Paese. L’Italia ha violato le norme europee sulla raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane, non rispettando i tempi stabiliti per la loro applicazione. Lo ha sancito la Corte di giustizia europea emettendo una sentenza di condanna che obbliga la Repubblica italiana ad avviare al più presto le opere necessarie per mettersi in regola.

    Sono cinquanta i centri urbani con più di 10 mila abitanti che – a distanza di 14 anni dalla scadenza del termine previsto (il 1998) – non rispettano gli standard di legge sul trattamento delle acque reflue.
    Nella lunga lista di Comuni italiani inadempienti in materia di depurazione fognaria, la Liguria guadagna la maglia nera. I giudici europei, per quanto riguarda la nostra regione, indicano Albenga, Borghetto Santo Spirito, Finale Ligure, Imperia, Santa Margherita Ligure, Recco, Rapallo, Riva Ligure, Quinto.

    La Commissione europea è ricorsa contro l’Italia alla Corte di giustizia europea perché il nostro Paese finora non ha garantito “che le acque reflue provenienti da agglomerati con più di 10 mila abitanti siano adeguatamente trattate prima di essere scaricate in aree sensibili”. I giudici comunitari hanno dato ragione alla Commissione europea che nel 2009 avviò una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto delle norme in decine di Comuni italiani.

    La sentenza ribadisce l’obbligo per circa un centinaio di località (da Reggio Calabria e Trieste, da Rapallo a Capri, da Frascati a Porto Cesareo, da Cefalù a Ragusa) di avviare al più presto le opere necessarie per mettersi in regola con la direttiva Ue. Se così non sarà, la Commissione potrà avviare una nuova procedura d’infrazione, chiedendo questa volta allo Stato italiano di pagare delle multe.

     

    Matteo Quadrone

  • Cartiera 41: inaugura l’associazione che unisce arte e cucina

    Cartiera 41: inaugura l’associazione che unisce arte e cucina

    A Mele, nell’entroterra di Genova, ha sede un’associazione culturale che da oltre dieci anni si occupa di promozione di attività artistiche attraverso il connubio tra arte e cucina.

    Cartiera 41 è stata costituita nel 2002 ha sede all’Osteria della Cartiera, un ristorante realizzato nella storica cartiera del piccolo comune ligure, e venerdì 31 agosto alle 19.30 inaugura ufficialmente le nuove attività.

    Ogni venerdì si terranno nel locale serate musicali, e periodicamente anche esposizioni di arte contemporanea.

    L’associazione organizza anche corsi di formazione su vari ambiti: cucina e gastronomia, pittura, trucco cinematografico, informatica.

    Tutte le informazioni sull’associazione al numero 348 7862618 o all’indirizzo mail associazione@cartiera41.it.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Val Chiaravagna: la riqualificazione dell’area delle cave è a rischio

    Val Chiaravagna: la riqualificazione dell’area delle cave è a rischio

    La zona delle cave della Val Chiaravagna, una tra le numerose servitù a cui è sottoposto il Ponente genovese, dopo anni di mobilitazione dei cittadini attende ancora l’agognata riqualificazione con il definitivo superamento delle attività estrattive, il recupero ambientale e la trasformazione dell’area in un parco urbano. Oggi però, come denuncia l’Associazione Amici del Chiaravagna, un recente provvedimento della Regione Liguria, la Delibera di Giunta n. 1047 del 07/08/12 inerente le cave del Monte Gazzo ed il Terzo Valico, rischia di cancellare con un colpo di spugna, decenni di aspettative di risanamento.

    «Tale provvedimento è assolutamente disastroso per la val Chiaravagna e le valli limitrofe – dichiara l’associazione – E’ evidente l’intenzione di eliminare dei vincoli di tutela, faticosamente raggiunti in passato anche grazie all’incessante impegno della popolazione».
    Gli amici del Chiaravagna si riferiscono al piano territoriale di coordinamento paesistico (1990) con cui la Regione Liguria aveva sancito il superamento delle attività di cava. «A tal scopo era stato istituito con D.G.R. n. 8292 del 1.12.1994 uno specifico gruppo di lavoro – aggiunge l’associazione – ormai non più operativo da diverso tempo».
    Ma non solo, nel 1998 anche la Provincia di Genova, attraverso il piano di bacino del torrente Chiaravagna, dichiarava che “L’attività estrattiva non può proseguire oltre i termini fissati dall’art. 20 della L.R. n.63/93, tranne che per proroghe connesse alla redazione di progetti di revisione dei piani finalizzati ad una migliore sistemazione ambientale definitiva”. «Per la cava Gneo un nuovo progetto di coltivazione poteva essere ridefinito solo all’ interno dei limiti di coltivazione già autorizzati – sottolineano gli Amici del Chiaravagna – Per la cava Giunchetto erano ammesse solo modifiche che non comportassero aumenti di volume estraibile (ultima versione del Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava, Regione Liguria, 2008)».

    Vediamo nel dettaglio cosa prevede la delibera regionale del 7 agosto scorso “Approvazione Accordo di programma sui progetti relativi all’assetto definitivo delle cave del Monte Gazzo ed avvio della procedura di variante ai Piani territoriali regionali e PUC di Genova inerenti il Terzo Valico”.
    Il destino della zona della cave del Ponente genovese appare intrinsecamente legato alla realizzazione della contestata grande opera ferroviaria.
    il progetto definitivo “Terzo valico dei Giovi Linea AV/AC Milano Genova”, infatti, prevede che l’approvvigionamento dei materiali inerti per la realizzazione dell’opera avvenga, per quanto concerne il Comune di Genova, nelle cave della Val Chiaravagna. «A tale specifico scopo il progetto del terzo valico ferroviario comprende anche il progetto di adeguamento dell’asse viario posto a collegamento fra lo svincolo autostradale dell’Aeroporto, via Borzoli e via Chiaravagna, al fine di rinnovarlo pressoché integralmente, tramite la costruzione di tre nuove gallerie e l’allargamento quasi integrale delle esistenti tratte a cielo aperto, fino alla zona della cava Giunchetto, in modo che il consistente incremento del transito di veicoli pesanti non gravi ulteriormente sulla viabilità esistente, ad oggi palesemente inadeguata per caratteristiche geometriche», sottolinea la delibera regionale.
    La Regione ricorda che in data 21/12/2011 sono state sottoscritte delle apposite convenzioni, fra cui quella relativa alla val Chiaravagna che regola i rapporti fra la Regione Liguria, la Provincia di Genova, il Consorzio COCIV, il Comune di Genova, e le società Unicalce S.p.A e Cave Ghigliazza S.r.l.
    Questa convenzione, come spiega la delibera «Prevede un piano di coltivazione comune delle Cava Giunchetto e Cava Gneo al fine di consentire alle imprese, con l’ottenimento delle nuove autorizzazioni, la fornitura a COCIV degli inerti necessari per la costruzione del Terzo Valico e l’abbancamento di un quantitativo di materiale di circa 1.000.000 m³ per la riqualificazione della cava dismessa delle Vecchie Fornaci, posta in prossimità, attualmente esaurita e soggetta all’obbligo di riqualificazione, da destinarsi esclusivamente al deposito di parte del materiale di scavo proveniente dalle nuove gallerie, senza ulteriore asporto di materiale».
    «La Regione Liguria, in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 58 della l.r. 36/1997 e s.m., promuove la formazione di un Accordo di Programma, finalizzato ad approvare i progetti di coltivazione e sistemazione per le cave Giunchetto e Gneo, individuate per l’approvvigionamento del Terzo Valico Ferroviario e la sistemazione, tramite l’apporto di smarino proveniente dalla realizzazione delle gallerie, per la cava Vecchie Fornaci dal punto di vista urbanistico, ambientale paesistico e di autorizzazione all’attività estrattiva», afferma il provvedimento di Giunta.

    Per quanto riguarda il recupero ambientale dell’ex cava Vecchie Fornaci, gli Amici del Chiaravagna ritengono assurde le affermazioni della Regione «Ora si dice di volere riqualificare, quasi 25 anni dopo la chiusura, una delle poche cave della Liguria già gradonate e faticosamente rinverdite! Parliamo di un’area su cui è previsto un piano di recupero ambientale mediante accordo di programma per la realizzazione di un Parco dell’Area Carsica e per il mantenimento della biodiversità naturale, in considerazione del fatto che l’area del Monte Gazzo è sottoposta a stringenti vincoli imposti dall’essere riconosciuto quale Sito di Importanza Comunitaria».
    L’associazione aggiunge «Il Comune di Genova aveva chiesto che gli effetti dello scorporo dal piano cave diventassero operanti una volta raggiunto l’Accordo di Programma; nel 2005 sono stati effettivamente presentati i relativi piani di sistemazione ma sarebbe assurda, ed evidentemente contraria al recupero, una ulteriore ripresa di riporti». La sistemazione, secondo gli Amici del Chiaravagna «È solo un pretesto per ulteriori sfruttamenti legati ai movimenti di terra che annullerebbe 25 anni di riqualificazione delle vecchie Fornaci e, per giunta, non riqualificherebbe Gneo e Giunchetto. Ancora una volta, l’imposizione sui territori di scelte non condivise e di esigenze che non sono quelle dei cittadini sono foriere di stravolgimenti e devastazione. Fortunatamente la popolazione sta sempre più prendendo coscienza di questo stato di cose: dopo anni di silenziose sofferenze, oggi i cittadini vogliono capire e cresce la voglia di partecipare. È tempo per la politica di raccogliere questi stimoli e smetterla di imporre il saccheggio e la devastazione del territorio».

     

    Matteo Quadrone

  • Baratto a Genova: su Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”

    Baratto a Genova: su Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”

    barattoIn questi tempi duri e di crisi si parla spesso di economia: quanti conoscono davvero il significato di questa parola?

    Si può dire che esistano due forme di economia: quella di mercato, che ha nel suo fondamento il valore di scambio (o valore commerciale) di un prodotto, e quella del dono, legata al valore d’uso. Il valore di scambio è dato dal rapporto costi/ricavi ed è di fatto rappresentato dal prezzo, mentre il valore d’uso riguarda l’utilità di un prodotto, la sua capacità di soddisfare i bisogni delle persone che lo utilizzano.

    L’economia del dono è alla base del baratto: questa cosa non mi è utile, perciò la dono a te perché ti sia utile. Se tu in cambio vuoi darmi qualcosa che per te non è utile (ma che potrebbe esserlo per me), va benissimo. Altrimenti, ti faccio lo stesso il mio dono senza chiedere nulla in cambio.

    In sintesi, gruppi di persone che mettono a disposizione gli oggetti di cui non si servono più e li regalano a chiunque ne abbia bisogno.

    In questo senso, si è da poco creata una numerosa comunità su Facebook che si pone l’obiettivo di favorire questo genere di economia: il gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo, creato in Ticino a settembre 2011 da Salvatore Benvenuto e coordinato a livello nazionale da Donatella Piras, ha già raccolto numerosi membri in tutta Italia. L’ideologia alla base del gruppo è dare una “seconda vita” alle cose ed evitare che si accumulino nelle discariche oggetti ancora utilizzabili, promuovere il contatto tra persone ed evitare che il consumismo sfrenato porti ad acquistare più oggetti di quelli di cui si ha effettivamente bisogno.

    Parlando di “casa nostra”, il gruppo Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo – Liguria ha già superato i duemila membri.

    Cosa si regala in questi gruppi? Di tutto: mobili, libri, utensili di cucina, accessori per animali, per il giardinaggio e così via. Come funziona il gruppo? Sulla bacheca ogni utente scrive la propria richiesta di oggetti dei quali ha bisogno, oppure offerte di oggetti che non usa più. Quando avviene il contatto, la persona che riceve gli oggetti andrà a ritirarli a casa del proprietario. Non necessariamente un baratto, dunque: il concetto di dono disinteressato prevale su quello dello scambio, si può ritirare un oggetto senza donare nulla in cambio.

    L’unico requisito per partecipare, ovviamente, è essere iscritti a Facebook.

    Sul web sono moltissime le iniziative simili, che si occupano di favorire scambio e baratto tra persone: su Era Superba abbiamo parlato di Reoose, Persoperperso, il negozio Passamano a Bolzano e i numerosi swap party che si tengono a Genova e in molte altre città italiane.

    Marta Traverso

  • Genova: casting comparse per un film miniserie tv

    Genova: casting comparse per un film miniserie tv

    cinepresaVenerdì 31 agosto e sabato 1 settembre 2012 si terrà un casting per comparse che reciteranno in una miniserie tv, prodotta dalla Rai e diretta da Graziano Diana, ambientata negli anni Settanta e che verrà girata a Genova a settembre.

    Il casting si terrà presso la sede di Music for Peace in via Balleydier 60 (zona – San Benigno) con i seguenti orari: venerdì dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30; sabato dalle 14.00 alle 18.30.

    La ricerca è rivolta a uomini e donne dai diciotto anni in su. Obbligatoria la residenza nel comune di Genova.

    Si cercano in particolare un gruppo ragazzi diciotto/vent’anni che giocano a calcio, donne con capelli a tinte naturali, e in generale persone che non abbiano tatuaggi troppo visibili sul corpo.

    Alla selezione bisogna presentarsi con fotocopia di un documento d’identità.

    Per maggiori informazioni contattare castingenova@gmail.com.

  • Piante succulente di rapido accrescimento e propagazione

    Piante succulente di rapido accrescimento e propagazione

    Portulaca grandiflora della varietà splendensProseguiamo, in questa settimana, a descrivere l’ultima delle famiglie di succulente da noi prese in considerazione.

    Famiglia delle Portulacaceae: nell’ambito di questa famiglia, da ultimo, ci soffermeremo, in particolare, sulla Portulaca Grandiflora.
    Questa pianta è estremamente frugale, cresce dappertutto, anche nelle strade, nelle crepe tra l’asfalto ed il cemento. Non necessita di alcuna cura, di solito sopravvive per una sola stagione ma si propaga facilmente e spontaneamente via seme. E’ il tipico esempio di pianta utilizzabile nel “Guerrilla Gardening”, di recente diffusione. Questo fenomeno mira infatti a favorire, tramite un uso del verde e delle essenze spontanee, la colonizzazione, da parte delle piante, della città, soprattutto delle rotonde, delle aree spartitraffico e della scarpate neglette ed abbandonate.

    Portulaca grandiflora della varietà thellusonii

    Poche essenze vegetali si prestano meglio della Portulaca Grandiflora a tale fine. Essa è di rapido accrescimento, di facile propagazione, non richiede manutenzione e copre il terreno, nei lunghi ed assolati mesi estivi, di una miriade di fiori, semplici o doppi, coloratissimi che si stagliano brillanti e di varie tinte nella forte luce estiva.

    Neppure il neofita meno avvezzo avrà difficoltà nel coltivare questa pianta, il segreto principale è dimenticarsi di lei, unica regola non bagnarla troppo. Farà tutto da sola.

    Albuca

    In questi brevi articoli speriamo di essere riusciti a dare al lettore l’idea di quanto sconfinato e variegato possa essere l’universo vegetale delle succulente. Si passa infatti dalle piante striscianti, a quelle alte pochi centimetri fino, invece, alle cactacee di grandi dimensioni o a quelle alte qualche metro (ad esempio: l’Euphorbia candelabrum, di cui al nostro precedente articolo).

    La Crassula Falcata

    Che siano esse però più o meno grandi, di un tipo o dell’altro, l’apporto delle succulente sarà assolutamente determinante sia sulle terrazze che nei giardini. Spetterà al singolo la scelta della varietà più adatta alle sue esigenze ed al contesto in cui essa deve essere inserita. Per il neofita (ma anche per l’appassionato) esiste quindi un mondo vegetale a sé, del tutto particolare per esigenze, forme e colori e molto diverso dal concetto di “pianta” cui si è solitamente abituati.

    La Haworthia stellataCrasulacea

    Anche i più inospitali deserti, le lande più assolate o i picchi delle montagne sono infatti vivi. A ciò contribuiscono proprio centinaia e centinaia di particolari forme di succulente, dalle fogge più inaspettate, spesso ignote ai più e forse, a priori, persino difficilmente immaginabili.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • 32 anni fa moriva Franco Basaglia: il suo impegno continua

    32 anni fa moriva Franco Basaglia: il suo impegno continua

    Trentadue anni fa, il 29 agosto 1980, moriva lo psichiatra Franco Basaglia. Chiudendo i manicomi aveva affermato «Abbiamo dimostrato che l’impossibile può diventare possibile».

    La legge 180, sbocco e mediazione politica dell’azione di Basaglia, cancellando l’impostazione repressiva della psichiatria, ha dato un contributo fondamentale per lo sviluppo della democrazia e delle libertà nel nostro Paese. Ha posto fine a secoli di abusi nei confronti di migliaia di persone obbligate all’internamento nei manicomi, restituendo loro libertà e dignità. Proprio qui sta il valore centrale della legge 180: nella sua spinta liberatrice e nell’idea di società che include, che accoglie, che soccorre, in cui ogni essere umano ha piena cittadinanza – scrive Stefano Cecconi, Responsabile Politiche della Salute CGIL nazionale – E’ importante ricordare che il lavoro di Basaglia è stato “lavoro di gruppo”, e che prosegue: ancora oggi moltissimi operatori, associazioni di cittadini utenti e familiari sono impegnati per affermare il diritto alla salute mentale e a trattamenti sanitari sempre rispettosi della dignità della persona, come afferma la nostra Costituzione. Basti pensare alla campagna stopOPG per l‘abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

    Per quanto riguarda Genova, la gestione dell’assistenza psichiatrica appare sclerotica, tra dismissioni di importanti strutture per fare cassa – vedi gli ex manicomi di Quarto e Pratozanino – ed aste al massimo ribasso per l’affidamento dei pazienti.

    Sappiamo bene che la riforma Basaglia è positiva e ricca di successi ma non è ancora stata pienamente applicata: il diritto alla salute mentale non è garantito ancora su tutto il territorio nazionale. Si sono riaperte strutture residenziali molto simili ai vecchi ospedali psichiatrici e spesso sono i farmaci l’unica risposta al bisogno di cura. Questa situazione di abbandono di chi soffre e delle loro famiglie offre pretesti ai “nostalgici” del manicomio. Basta pensare ai disegni di legge contro la legge 180 presentati anche quest’anno in parlamento – continua Cecconi –  Certo i tagli al Servizio sanitario e al welfare aggravano la situazione, indeboliscono per primi i servizi territoriali: dai Dipartimenti di Salute Mentale ai servizi sociali, e producono nuove esclusioni e disagi. Per questo insistiamo con Governo e Regioni: bisogna investire per la salute mentale, garantire 24 ore su 24 la “presa in carico” delle persone e dei loro familiari nei servizi territoriali, con Centri di Salute Mentale accoglienti, servizi domiciliari e residenziali e per l’inclusione lavorativa, abitativa e sociale. Questo serve, non smantellare la 180 e tornare al manicomio, sarebbe un’incivile scorciatoia, che nega dignità e diritti a chi soffre di disagio mentale, e limita la libertà per tutti. Siamo convinti che il modo più giusto per ricordare Franco Basaglia sia continuare l’impegno per dimostrare ancora che “l’impossibile può diventare possibile”.

     

  • Servizio civile a Genova: bando nuovo per la primavera 2013

    Servizio civile a Genova: bando nuovo per la primavera 2013

    giovaniLa scorsa primavera era arrivata la prima notizia ufficiale, che in questi giorni è stata riconfermata dal Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, dopo i numerosi appelli di molti enti e associazioni del terzo settore: il bando di servizio civile 2013 si farà e riguarderà circa 15.000 aspiranti volontari in tutta Italia, grazie ai 40 milioni di euro del fondo per il 2013 e agli 83 milioni di euro già stanziati per il 2014. Una buona notizia, dopo che i recenti provvedimenti di spending review hanno cancellato due organismi molto importanti per chi si occupa di servizio civile, ossia la Consulta nazionale del servizio civile e del Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta.

    In questi giorni gli enti che vogliono presentare un progetto stanno ultimando le procedure entro la scadenza del 31 ottobre, ultimo giorno utile per presentare la loro candidatura ad accogliere i volontari. Non è dunque ancora possibile sapere quanti saranno i posti in Liguria e quali enti saranno coinvolti: dopo il 31 ottobre l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile selezionerà i progetti da ammettere nel bando, in base ai fondi e ai posti disponibili in ciascuna Regione.

    Una volta stabiliti i progetti definitivi, si presume che il bando per i ragazzi uscirà nella primavera 2013, in modo che l’avvio in servizio dei volontari possa partire a settembre.

    Si dovrà invece aspettare ancora qualche mese per conoscere l’esito del ricorso presentato da due ragazzi – uno di Milano e uno di Brescia – esclusi dal bando in quanto non cittadini italiani: il 21 e 22 novembre dovrebbero essere emesse le rispettive sentenze. Se il ricorso verrà accolto, il bando 2013 potrebbe dunque essere per la prima volta aperto a ragazzi stranieri.

    Marta Traverso

  • Dragaggi in porto ed esplosioni, continuano le proteste degli abitanti

    Dragaggi in porto ed esplosioni, continuano le proteste degli abitanti

    panorama del porto di genovaStop alle esplosioni nel porto di Genova per effettuare i dragaggi dei fondali. Lo chiedono all’unisono i comitati di zona di San Bernardo, Molo, Mura delle Grazie, Vigne, Sarzano, Santa Croce affiancati da Assest (associazione cittadini centro storico est), parrocchia di San Torpete ed Assoutenti Liguria che hanno organizzato per Lunedì 3 settembre alle ore 21, presso il convento di Santa Maria di Castello, un’assemblea pubblica per fare il punto sulla situazione e studiare nuove iniziative di protesta.

    Le polemiche proseguono ormai da oltre un mese, quando l’avvio dei lavori sorprese gli abitanti del centro storico e ancora non accennano a placarsi, nonostante le rassicurazioni dell’Autorità Portuale pronta, fin dal principio, a ribadire la totale assenza di rischi per persone o cose. «Bisogna abbassare i fondali per rendere possibile il passaggio di navi più grandi, non c’è altra soluzione che procedere con microcariche subacquee», aveva spiegato allora il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo.
    Il problema è rappresentato proprio dalle cariche esplosive – in totale saranno impiegati 120.000 kg. di mine e armi belliche per le opere di dragaggio dei fondali del bacino di Calata Gadda e zone limitrofe – che costringono i cittadini della città vecchia a vivere sotto un costante bombardamento prodotto da continue esplosioni, ovvero una ogni 15 minuti, secondo la tempistica prevista. Grazie alla mobilitazione dei residenti gli interventi nelle ore notturne sono stati interrotti ma, secondo i comitati, sarebbero aumentati nelle ore diurne per recuperare il tempo perso.
    La critica più pesante, però, è rivolta al “metodo” scelto dalle istituzioni (Autorità Portuale in primis ma anche il Comune di Genova) per informare o piuttosto, per meglio dire, non informare la popolazione. Nessuno degli abitanti delle zone interessate, infatti, ha mai visto un manifesto o un cartello che spiegasse cosa stava per accadere. In pratica nessuna campagna preventiva di comunicazione è stata messo in atto e nel frattempo le esplosioni hanno fatto vibrare case e arredi gettando nel panico le persone, preoccupate per la stabilità degli immobili e per gli eventuali danni conseguenti.
    Un volantino dei comitati, appeso per i vicoli del centro storico, recita «Ribelliamoci e organizziamoci» e chiede che vengano fermate le esplosioni «Fino a quando non saranno individuati sistemi di sbancamento meno invasivi». I residenti e i commercianti della città vecchia ribadiscono che «Occorre monitorare gli edifici per la sicurezza di oggi e di domani. Vogliamo che un gruppo di esperti indipendenti certifichi la non pericolosità per persone o cose e, nel caso malaugurato che gli edifici vengano danneggiati, bisogna che si provveda ad un adeguato risarcimento».

    Al fianco dei contestatori, come detto, si schiera anche Assoutenti. L’associazione dei consumatori invita i residenti che hanno subito danni materiali e esistenziali causati dalle microcariche «A documentarli facendo fotografie e richiedendo adeguati certificati medici. L’associazione mette a disposizione il proprio sportello e il proprio ufficio legale. Si tratta di una situazione che ha creato gravi pregiudizi alla popolazione residente e che pertanto deve essere sottoposta all’attenzione delle Autorità Pubbliche per svolgere gli accertamenti necessari, al fine di impedire la prosecuzione delle opere e domandare ristoro dei danni per immissioni. Assoutenti vi tutela depositando un esposto collettivo alla Procura della Repubblica per procurato allarme, disturbo al riposo delle persone e immissioni di rumore e vibrazioni».

    Da parte sua l’Autorità Portuale, oltre ad aver interrotto le esplosioni notturne, accogliendo così le richieste dei residenti, ha avviato un monitoraggio i cui risultati sono consultabili sul sito internet di Palazzo San Giorgio. Gli abitanti però non ci stanno e chiedono che le rivelazioni vengano effettuate da un ente terzo, non direttamente coinvolto nelle operazioni di dragaggio.

     

    Matteo Quadrone

  • Consorzio Sportivo Pianacci: concessione scaduta, attività a rischio

    Consorzio Sportivo Pianacci: concessione scaduta, attività a rischio

    Rischiano di fermarsi le attività del Consorzio Sportivo Pianacci di Genova Prà, attivo da molti anni e animato fino alla scorsa primavera da Carlo Besana, che si è dimesso a giugno in polemica con il Comune e con i cittadini del quartiere, in particolare dopo la bomba carta al Palacep dello scorso gennaio.

    «Noi gestiamo oltre 13 mila metri quadrati di area Pianacci in concessione dal Comune di Genova. Sarebbe normale, in un rapporto tra proprietario e concessionario, avere dei chiari punti di riferimento a cui rivolgersi anche nel caso di semplici problemi burocratici. (…) Noi svolgiamo una funzione come volontari e non possiamo impiegare le nostre energie per star dietro alle colpevoli carenze della burocrazia cittadina. Certo esistono alcune rare eccezioni, che mi fa piacere sottolineare, come quella dell’assessore Margini, sempre disponibile a darsi da fare, oppure l’assessore Vassallo che per la questione del supermercato è andato anche al di là delle sue competenze», aveva dichiarato l’ormai ex presidente del Consorzio nella nostra intervista.

    Ieri sul sito del Consorzio è stato pubblicato questo appello:

    Venerdì 31 agosto scade la concessione comunale, in uso al Circolo Pianacci, della cosiddetta Area Pianacci.

    Abbiamo sollecitato , via mail e con lettera raccomandata, la proroga della concessione , ma fino ad oggi, non ci è stato comunicato ancora nulla per iscritto.

    Siamo fiduciosi, ma se non riceveremo comunicazione scritta entro venerdì, dovremo necessariamente tenere chiusi i cancelli a partire da sabato 1 settembre, in quanto da quella data qualunque presenza e/o attività sarebbe considerata “abusiva”.

    La proroga della concessione e la stesura del successivo bando è in capo al Municipio VII Ponente.

    Stiamo parlandone con i soci per decidere le modalità di azione“.

    Entro domani, appunto venerdì 31 agosto, si conosceranno quindi le sorti definitive del Consorzio.

  • American o British english? Una questione di registro linguistico

    American o British english? Una questione di registro linguistico

    Tra il modello americano e quello britannico, per quanto concerne l’insegnamento della lingua inglese il nostro paese ha normalmente adottato come standard di riferimento il secondo, per ragioni di vicinanza politica, storica ed economica. La Gran Bretagna fa pur sempre parte della European Union nonostante non voglia abbandonare il British pound a favore dell’Euro e sebbene continui a mantenersi in una posizione di ‘ponte’ tra Europa e Stati Uniti.

    In regioni più vicine agli USA, quali il Giappone o l’America Latina, è invece normale che sia l’inglese americano a essere preso maggiormente in considerazione da insegnanti e studenti. A livello mondiale, tra l’altro, la potenza economica e militare statunitense ha avuto negli ultimi 60 anni un ruolo preponderante, con la conseguenza dal punto di vista linguistico di un crescente prestigio dell’American English rispetto alle altre varietà.

    In Italia, a scuola ascoltiamo dialoghi che fanno riferimento non solo alla pronuncia, ma più in generale alla cultura inglese. Quanti libri ancora presenteranno frasi di esempio molto British quali: “Would you like some tea?  Ci viene inoltre detto – perlomeno questa è stata la mia esperienza a scuola – che tra l’americano center e il britannico centre la seconda opzione è preferibile, oppure che “fare la doccia” si dice to have a shower e non to take a shower, come invece dicono nella terra di George Washington.

    La realtà è che attraverso i media e la Rete anche nell’inglese britannico stesso si stanno affermando molte forme americane: lo spelling del verbo equivalente al nostro “pubblicizzare” nel senso di “rendere pubblico”, ovvero to publicize, non farebbe più troppo scandalo in Inghilterra se preferito al più comune to publicise. Facendo un’analogia idrografica, potremmo paragonare l’American English all’Atlantico e il British English al Mediterraneo: per quanto entrambe impetuose, le acque dell’Oceano tendono ad avere la meglio ricacciando indietro quelle del nostro mare.

    La domanda tuttavia rimane: a quale modello dobbiamo fare riferimento? E se ne aggiunge un’altra: se noi siamo abituati al British saremo in grado di capire l’American? Come già accennato in altri articoli, per quanto ci riguarda dobbiamo scegliere uno dei due modelli ed essere coerenti. Se scriviamo utilizzando lo spelling britannico, dovremo farlo dal principio alla fine del nostro testo. Relativamente alla seconda questione, più il testo che leggiamo è di registro alto e meno evidenti sono le diversità tra British English e American English. Le differenze linguistiche tra un articolo del Washington Post e un editoriale del Guardian sono pressoché pari a zero. Diverso è invece il discorso se il registro è più basso, lasciando così spazio a espressioni gergali, colloquiali o tipiche di un determinato territorio o gruppo sociale. Per esempio, le diversità diventano certamente molto più marcate tra il testo di una canzone rap di Eminem e la popolare ballata irlandese The Irish Rover.

    Se da un lato si va comunque verso il modello di riferimento di uno World Standard English scritto specialmente in campi quali l’informazione, la politica, l’economia, la medicina e la scienza, dall’altro lo Spoken English, ovvero il parlato, presenta uno scenario molto più frammentato. Ne parleremo prossimamente. See you soon!

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Nun Te Reggae Più: tributo a Rino Gaetano al Pinelli

    Nun Te Reggae Più: tributo a Rino Gaetano al Pinelli

    Rino GaetanoIl Csa Pinelli festeggia i 12 anni di autogestione con una serata ricca di eventi sabato 1 settembre: a partire dalle 21.30 c’è la presentazione del nuovo libro di Alex Alesi “Cockney è bello”, racconti di vita skinhead, di movimento, immigrazione di piccoli bastardi degli anni ’80. «Volevo raccontare, soprattutto, chi stava ai margini della società, che spesso possedevano una grande ricchezza umana, un’elaborazione politica, un grande cuore, un meraviglioso coraggio, ma venivano discriminati in modo sprezzante, dai ben pensanti, esattamente come i ragazzi dell’East End di Londra» ha detto l’autore a proposito del libro.

    Dalle 23 in poi inizia invece la musica con il tributo a Rino Gaetano a cura dei Nun te Reagge Più, gruppo nato nel 2008 per omaggiare il grande artista calabrese scomparso nel 1981 ma ancora oggi apprezzato e ascoltato grazie alla lungimiranza e alla grande attualità dei temi trattati nelle canzoni.

    La band, composta da Gianpio Guerra (voce), Antonio Riccardo (sax e tastiere), Maurizio Zambino (batteria), Daniele Ognissanti (chitarre), Matteo De Padova (basso), ha all’attivo un  gran  numero di esibizioni dal vivo in tutta Italia ed è capace di coinvolgere il pubblico grazie all’atteggiamento scanzonato e al piacevole viaggio musicale tra i testi e la musica di Gaetano.

    A seguire dj set a cura di Rankin Fabio e Claudino Mod.

    L’appuntamento è alle ore 21.30 in Via Fossato Cicala, nel quartiere di Molassana.

  • Amici della bicicletta Genova: la Mobility Week 2012

    Amici della bicicletta Genova: la Mobility Week 2012

    Bciciletta in cittàOgni anno a settembre Genova, attraverso il Circolo Amici della Bicicletta, aderisce alla Settimana Europea della mobilità sostenibile: una settimana dedicata a promuovere metodi più sostenibili per spostarsi in città.

    Il programma è ancora in via di definizione, mentre sono già aperte le iscrizioni per una nuova edizione dell’iniziativa Mai provato a farlo in bici?

    In cosa consiste? Chi desidera può provare l’abituale percorso
    casa-lavoro in bicicletta per una settimana, dal 16 al
    22 settembre, nei giorni in cui si svolge la Mobility Week. Il percorso verrà descritto, raccontato e fotografato per contribuire a formare, insieme al Comune di Genova, il piano della ciclabilità urbana.

    Chi vuole partecipare può inviare una mail all’indirizzo adbge@libero.it.

    Sono inoltre aperte fino al 10 settembre le iscrizioni al concorso fotografico Bicicletta è, in collaborazione con con libreria Finisterre e Biblioteca Berio.