Anno: 2012

  • Bordighera Art Festival 2013: bando di concorso artistico

    Bordighera Art Festival 2013: bando di concorso artistico

    Sono aperte le selezioni per la prima edizione del Bordighera Art Festival, un’estemporanea artistica dedicata alla valorizzazione dell’arte emergente che si terrà dal 19 al 23 giugno 2013.

    È possibile iscriversi in una o più delle seguenti sezioni: pittura, scultura, grafica e poesia.

    Le selezioni sono aperte dal 1 settembre 2012 al 4 marzo 2013 e sarà possibile inviare fino a tre opere.

    Per partecipare al concorso bisogna essere maggiorenni e presentare opere originali e libere da diritti. L’iscrizione avviene registrandosi al sito bordighera.art-festival.eu e caricando un’immagine per ciascuna opera, un’autobiografia lunga fino a 300 battute e una descrizione delle opere presentate in concorso ( massio 120 battute per ogni opera).

    Requisiti delle opere.

    Pittura: opere dipinte con tecnica ad olio, acrilico, tempera, tecniche miste e vari tipi di inserti; potranno misurare al massimo cm.70 x 100 e al minimo cm. 30x 40, escluse le cornici.

    Grafica: tutte le tecniche di grafica finalizzata alla stampa, quali calcografie tratte da matrici metalliche (bulini, puntesecche e acqueforti) e xilografie tratte da matrici lignee; potranno misurare al massimo cm.70 x 100 e al minimo cm. 30 x 40, escluse le cornici.

    Scultura: misura massima di cm. 50 su ciascuna delle tre dimensioni.

    Poesia: lunghezza massima di 36 righe, comprese le eventuali righe bianche tra una strofa e l’altra.

    Una giuria selezionerà gli artisti finalisti, che verranno contattati preventivamente: le opere finaliste saranno 100 dipinti, 50 sculture, 100 opere grafiche e 100 poesie, che saranno pubblicate in un catalogo in lingua italiana e inglese.

    Per ogni settore verranno scelte le tre opere vincitrici, che riceveranno premi in denaro.

    Premi Sezione Pittura
    Primo Premio: € 3.000 il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Scultura
    Primo Premio: € 3.000, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Grafica
    Primo Premio: € 3.000, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 2.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 1.000 e una copia del catalogo

    Premi Sezione Poesia
    Primo Premio: € 1.500, il Trofeo BordigherArtFestival e tre copie del catalogo
    Secondo Premio: € 1.000 e due copie del catalogo
    Terzo Premio: € 500 e una copia del catalogo

    Premi Estemporanea “Un angolo di Bordighera”
    Primo premio: € 1.500, il Trofeo BordigherArtFestival e una copia del catalogo
    Secondo premio: € 1.000 e una copia del catalogo
    Terzo premio: € 500 e una copia del catalogo

    Tutte le opere selezionate per l’Estemporanea , che si svolgerà nel corso del Festival, rimarranno all’Organizzazione che le devolverà alla “Croce Rossa Italiana” Sezione di Imperia.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Diritto alla casa: sgomberi e nuove occupazioni, un’estate calda

    Diritto alla casa: sgomberi e nuove occupazioni, un’estate calda

    Via dei Giustiniani casa occupataI caruggi genovesi, ormai da mesi, sono diventati l’epicentro della lotta per il diritto alla casa. L’azione di collettivi antagonisti e gruppi riconducibili all’area anarchica, resosi protagonisti dell’occupazione di alcuni edifici pubblici disabitati, ha permesso di evidenziare efficacemente la scandalosa gestione degli spazi abitativi nella nostra città, come d’altra parte sottolineano i numeri ufficiali. Genova risulta piena di case vuote, sono almeno 25 mila le abitazioni non occupate, secondo i sindacati degli inquilini, proprietà di enti pubblici, religiosi e privati. Eppure centinaia di persone sono senza un tetto o non possono permetterselo.

    Il blitz delle forze dell’ordine con relativo sgombero dello stabile di proprietà del Demanio al civico n. 19 di via dei Giustiniani, eseguito su ordine della Procura della Repubblica il 7 agosto scorso, è stato un fulmine a ciel sereno dopo un’occupazione che perdurava da quasi un anno senza creare particolari tensioni (vedi l’inchiesta di Era Superba) ed anzi, al contrario, suscitando l’apprezzamento di alcuni vicini di casa grazie allo svolgimento di una serie di attività autogestite completamente gratuite rivolte al quartiere, quali un corso di italiano per stranieri, una palestra, uno spazio dedicato ai bambini. La risposta non si è fatta attendere e nel giro di poche ore sono seguite due nuove occupazioni: un palazzo cinquecentesco di piazza delle Vigne, proprietà di Arte; sei appartamenti di proprietà comunale in vico Untoria nel Ghetto del centro storico (precedentemente occupati dal collettivo Aut Aut 357 e poi liberati quando è stato pubblicato il bando per l’assegnazione degli alloggi).

    Il palazzo al civico n. 4 di piazza delle Vigne, un edificio storico inserito nella lista dei Rolli, da anni risulta vuoto e abbandonato a se stesso. Una situazione simile a quella del civico n. 19 di via dei Giustiniani, dichiarato inagibile nel lontano 2006 per realizzare alcuni interventi di ristrutturazione, in concreto mai portati a termine ed infine, a partire dall’ottobre 2011, recuperato e messo in sicurezza dai nuovi occupanti. Oggi, per quanto riguarda la dimora cinquecentesca di piazza delle Vigne, si ipotizzano svariate destinazioni ed una futura fruibilità pubblica.
    «Tutti i progetti ipotizzati intorno al palazzo di piazza delle Vigne non hanno nessuna reale utilità sociale – sottolineano gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 – Risibile l’ipotesi ventilata dai giornali della costruzione al suo interno di un museo del cioccolato (!). Crediamo che siano più importanti le abitazioni per chi ne ha bisogno e la prosecuzione delle attività e dei laboratori attivi in via dei Giustiniani».
    Vladimiro Augusti, amministratore unico di Arte, dalle colonne de “La Repubblica” ha affermato «Si tratta di un patrimonio che intendiamo restituire alla città. A breve partirà il piano di ristrutturazione: è in corso la gara d’appalto ed entro settembre verranno assegnati i lavori, finanziati interamente dallo Stato. In ballo ci sono 5 milioni di euro per riportarlo ai fasti di un tempo – aggiunge Augusti – Siamo preoccupati per gli affreschi ed il patrimonio artistico da preservare. Lancio un appello agli occupanti affinché non provochino danni». Ma gli attivisti di via dei Giustiniani 19 non ci stanno e replicano «Strano che non l’abbiano preservato in questi ultimi quindici anni, in cui, come al solito, si sono preoccupati solo della facciata (500 mila euro per il restyling, secondo “La Repubblica”). Chiunque può venire a vedere lo stato di degrado e incuria in cui giace l’edificio, anche solo attraverso la mostra fotografica allestita ogni giorno in piazza delle Vigne. Non c’è nessun danneggiamento in atto, peggio di loro non possiamo fare».

    L’occupazione dei sei appartamenti al civico n. 3 di vico Untoria invece, ha generato un iniziale quanto comprensibile stupore, considerato che a stretto giro di posta si procederà all’assegnazione degli alloggi. Un bando contestato dagli occupanti, i quali spiegano le ragioni della loro azione «Abbiamo occupato perché siamo tutti senza una casa, da quando, Martedì 7 Agosto, le autorità genovesi hanno deciso di sgomberarci dalla casa occupata di via dei Giustiniani 19. Occupiamo perché non possiamo permetterci un affitto e perché riteniamo giusto e legittimo non pagarlo nel momento in cui decine di migliaia di spazi, abitativi e non, vengono lasciati vuoti e inutilizzati dalle amministrazioni pubbliche, dalla Chiesa e da ricchi privati di vario genere per mantenere alti i livelli del mercato immobiliare. La lotta per la casa non si esaurisce con le occupazioni di qualche antagonista: a breve in molti dovranno scegliere come organizzarsi di fronte alla crisi e alla miseria che avanza. Se condurre una vita di stenti e sacrifici o iniziare a non pagare, non pagare più per arricchire i soliti. Ci auguriamo di essere presto solo alcuni tra i tanti, al loro fianco».
    Gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 ribadiscono di essere perfettamente consapevoli dell’esistenza del bando di concorso per l’assegnazione degli alloggi «I proprietari, Ri.Genova ed il Comune, diranno che rubiamo le case ai poveri, che ostacoliamo un progetto sociale, un esempio concreto di sana gestione della “cosa pubblica”. Non è così. Abbiamo letto il bando e abbiamo capito le reali intenzioni del Comune e di Ri.Genova su questo edificio e sulla generale riqualificazione di questa fetta di centro storico. Abbiamo capito che per la giunta Doria, quella dell’amministrazione partecipata, la giunta vicina ai cittadini, per avere “diritto” ad una casa bisogna, sostanzialmente, non essere poveri. Di fatto bisogna avere tutte quelle garanzie sociali che da anni stanno venendo meno come un lavoro fisso e un reddito stabile. È necessario non avere debiti con Equitalia o enti affini, non aver subito sfratti per morosità (proprio nella città che ne presenta, con il 73%, la più alta percentuale d’Italia); meglio ancora essere una coppia etero e un nucleo familiare tradizionale».
    In effetti, come conferma Giovanni Giudice, amministratore delegato di Ri.Genova, al “Corriere Mercantile”«Queste case non sono destinate alle fasce sociali protette, ovvero i cittadini con redditi molto bassi bensì alle fasce sociali medio basse, cittadini che non hanno possibilità di accedere al libero mercato perché non guadagnano abbastanza ma allo stesso tempo non possono godere delle case destinate a chi ha reddito sotto i 18 mila euro». Di conseguenza, le condizioni per accedere al bando – che rimarrà aperto fino al 14 settembre – sono diverse da quelle previste per le case comunali e di Arte. Gli alloggi di vico Untoria, infatti, sono destinati a giovani coppie sotto i 38 anni, con un lavoro e senza sfratti per morosità alle spalle, non proprietari di appartamenti e con un reddito fra i 18 ed i 36 mila euro.

    Tali criteri di assegnazione, secondo gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 «Evidenziano uno scollamento dalla realtà sociale fatta di precarietà, disoccupazione, indigenza e la volontà di escludere una buona fetta di popolazione con bisogni e necessità urgenti, dettati proprio da quelle condizioni materiali e umane non considerate prioritarie dal Comune. Il quartiere del Ghetto, oggi presentato come una delle zone buie del centro storico, in mano al degrado, allo spaccio e alla criminalità, con un’altissima percentuale di immigrati, dovrebbe subire quella serie di interventi urbanistici tipici ormai di moltissimi centri cittadini d’Europa e nota come gentrification: rimessa a nuovo estetica, innalzamento dei prezzi immobiliari e commerciali, espulsione dei suoi storici abitanti e comunità popolari ed inserimento di nuove fasce di popolazione abbienti per rimodellarne il volto. Non vi sarà alcun posto, nel Ghetto del futuro, per chi lo vive, lo anima e lo valorizza con la sua presenza – aggiungono gli occupanti – Piuttosto diventerà una vetrina chic per i turisti, con la sua particolarità storica mantenuta solo di facciata, abitato da manager e ricchi con pruriti alternativi. Un processo di questa portata non si realizza da un giorno all’altro. Non sarebbe possibile, oggi, alzare di molto il valore immobiliare reale di questo quartiere. E soprattutto, nessun ricco vi si inserirebbe, ora. Ecco il perché di un bando simile. Inserire una fascia di popolazione intermedia che contribuisca a modificare a poco a poco la realtà sociale, spostando progressivamente i poveri lontano dal centro e ammassandoli nelle periferie. Noi rifiutiamo di accettare la completa distruzione della comunità umana, del carattere popolare dei quartieri che ancora la conservano – concludono gli ex abitanti di via dei Giustiniani 19 – Pensiamo che solo i rapporti reali e concreti della gente che li abita possano valorizzarli e renderli vivi».

     

    Matteo Quadrone

  • Expò della Valfontanabuona: una settimana di eventi a San Colombano Certenoli

    Expò della Valfontanabuona: una settimana di eventi a San Colombano Certenoli

    Salumi e formaggiTorna anche quets’anno l’Expò della Fontanabuona, manifestazione giunta alla 28esima edizione che propone una settimana di mercatini, mostre, dibattiti, musica, spettacoli, visite guidate e degustazioni alla scoperta della Fontanabuona, di tutte le altre vallate dell’entroterra e del Tigullio.
    A San Colombano di Certenoli si inizia il 25 agosto con una giornata dedicata al Comune di Casarza Ligure; domenica 26 agosto si celebra la Giornata della Cultura, lunedì 27 agosto la grande protagonista della giornalaè la Val Graveglia, martedì 28 agosto è la Giornata dedicata all’acqua. Mercoledì 29 agosto una serie di iniziative dedicate alla Val d’Aveto e al legno, giovedì 30  la giornata con protagonista il Comune di San Colombano Certenoli, venerdì 31 la giornata dedicata alla Fondazione Carige con il convegno di presentazione del marchio DE.CO.
    L’Expò si chiude con la Giornata del Comune di Chiavari e della sedia chiavarina prevista sabato 1 settembre, mentre domenica 2 settembre la giornata vede i temi dell’olio d’oliva e del benessere al centro di una serie di eventi.
    L’Expò inizia sabato 25 agosto e prosegue fino a sabato 2 settembre. Apertura  nei giorni feriali dalle 16 alle 23; sabato e domenica dalle 10 alle 23. Sabato 1 settembre dalle 16 alle 23. Domenica 2 settembre dalle 10 alle 22. L’ingresso gratuito. E’ previsto anche uno spostamento tra il parcheggio dell’Area 1 e l’Area 2 attraverso il sentiero campestre in ardesia o con il trenino navetta gratuito disponibile ogni giorno.
    Ecco il programma completo della manifestazione:

    AREA 1: Spazio polifunzionale – Spazio sportivo – Spazio degustazioni – Padiglione Cucina&convegni

    AREA 2: Cappella di San Lorenzo – P.le San Lorenzo – Padiglione Arti & Mestieri – Lascito Cuneo – Giardini del Lascito Cuneo – Palestra

    Tutti i giorni:

    Dal lunedì al sabato dalle ore 16.15: Mercatino degli agricoltori con vendita diretta (Area 1)

    Prove tutti i giorni (anche in notturna) di moto, mini-moto, quad e dumbaghi a cura di Motoracing – Carasco (Spazio sportivo – Area 1)

    Fattoria didattica con esposizione di avicoli ed altri animali, vendita di prodotti e animali e lotteria a premi (Spazio sportivo – Area 1)

    Attività dimostrative di arti e mestieri (Padiglione Arti&Mestieri – Area 2)

    Esposizione e scuola di pizzo al tombolo a cura dell’Associazione culturale Bella Nina di Rapallo (Saletta di P.le San Lorenzo – Area 2)

    Attività ludiche con giochi per bambini a cura di Fondazione Carige – Progetto giovani (Spazio esterno Pad. G – Area 1)

    Attività ludiche con giochi per bambini a cura dei giovani della Croce Rossa Italiana di Cicagna (Spazio sportivo – Area 1)

    Mostre

    Mostra permanente di antichi mestieri presso il Museo Contadino, con

    Il laboratorio del calzolaio, il torchio, il frantoio ed il mulino.

    A cura degli “Amici del Lascito Cuneo” (Lascito Cuneo – Area 2)

    Mostra “Piero Solari, scultore, mostra rievocativa a vent’anni dalla scomparsa” a cura della Civica biblioteca Lascito Cuneo e dell’Istituto di Studi Liguri sezione Tigulia con il Patrocinio del Comune di S. Colombano Certenoli (Lascito Cuneo – Area 2)

    Mostra “L’Epopea delle nuove strade, il 50° della strada di Romaggi” (Lascito Cuneo – Area 2)

    Mostra “I Volti dei Cristi nell’artigianato artistico ligure” a cura di Ezio Garbarino (Cappella S. Lorenzo – Area 2)

    Mostra “Le più belle del reame, sposalizio tra sedia chiavarina e ardesia fontanina” (Palestra – Area 2)

    Sabato 25 agosto: Giornata inaugurale e del Comune di Casarza Ligure

    Ore 10.15 Cerimonia inaugurale con sorpresa

    Ore 16.00 Mostra delle attività presenti nel Consorzio “Non solo mare” in collaborazione con il Comune di Casarza Ligure (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 17 Laboratorio per tutta la famiglia a cura della Cooperativa Sociale “Lo Sfero onlus” (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Ore 17 “Battesimo della sella: a cavallo degli equini” a cura della Fattoria “Silverado” di Valbrevenna (Via Patrania)

    Ore 17 Distribuzione di “Friscieu tradizionali” a cura dell’A.S.D.Carvai (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 19 Degustazione della cucina tradizionale genovese a cura del Comitato Promotour Orero (Padiglione Cucina & Convegni – Area 1)

    Ore 20.30 Distribuzione dei “veri cuculli”. A cura del Gruppo “Marco e i suoi Angeli” da Castagnelo di Lorsica (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 21.15 Serata dedicata all’emigrazione in Sudamerica: Tango a cura dell’Ass. Culturale Tango Libero Levante con esibizione del maestro Paolo Russello (P.le S. Lorenzo – Area 2)

    Pranzo e cena a cura della Pro Loco di Uscio fra le specialità “I Batolli al pesto”

    Domenica 26 agosto: Giornata della Cultura

    Ore 10 Apertura stand

    Ore 10.15 Visita guidata con bus navetta alla chiesa di Roccatagliata (partenza presso punto info Area 1)

    Ore 11.30 S. Messa presieduta dal Rev. Don Emilio Iozzelli (Cappella San Lorenzo – Area 2)

    Ore 15 Distribuzione di crepes a cura del Comitato ”la Casetta” di San Colombano Certenoli a favore del Comitato Assistenza Malati del Tigullio (Spazio degustazioni – Area 1)

    Ore 17 Laboratorio per tutta la famiglia a cura della Cooperativa Sociale “Lo Sfero onlus” (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Ore 17 Inaugurazione mostre: “Piero Solari, scultore, mostra rievocativa a vent’anni dalla scomparsa” e “L’Epopea delle nuove strade, il 50° della strada di Romaggi” (Lascito Cuneo – Area 2)

    Ore 17 “Battesimo della sella: a cavallo degli equini” a cura della Fattoria “Silverado” di Valbrevenna (GE)

    Ore 17 Distribuzione di frittelle di mela a cura dell’A.S.D. Carvai (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 17 Scuola di cucina: “Antiche salse liguri al mortaio” pinoli con maggiorana e prescinsêa, antiche agliate dei naviganti genovesi e dei tabarchini a cura di Giancarlo Marabotti (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 18 Dimostrazione di cani da tartufo a cura dell’ Ass.ne Cacciatori San Colombano C Certenoli (Via Patrania)

    Ore 19.30 Degustazione di prodotti della cucina tradizionale genovese a cura del Comitato Promotour Orero (Padiglione Cucina & Convegni – Area 1)

    Ore 21.15 Sfilata di abiti da sposa a cura di Vallelunga – laboratorio artigianale (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 21.15  Saggio di ginnastica artistica e ritmica a cura delle A.S.D. Riboli di Lavagna (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Pranzo e cena a cura della Pro Loco di Uscio fra le specialità “Lasagne al forno”

    Lunedì 27 agosto: Giornata della Val Graveglia

    Ore 16 Apertura stand

    Ore 16.15 Apertura Mercatino agricolo della Val Graveglia a cura della Pro Loco Val Graveglia (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 17 Presentazione Progetto Innolabs:  l’ Anello del Monte Caucaso ed altre iniziative dell’Assessorato alle Politiche abitative ed edilizia, lavori pubblici della Regione Liguria, con la partecipazione dell’Assessore Giovanni Boitano ed i Sindaci del territorio interessato (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 18 Distribuzione di specialità fontanine a cura della Pro Loco di Moconesi Fontanabuona (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale genovese a cura della Pro Loco Val Graveglia (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 20.30 Distribuzione di dolci della tradizione genovese a cura di A.S.D. Riboli di Lavagna (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 21.15 “Giovanissimi in concerto” con il gruppo” IN-CANTANDO” della Scuola della voce della Società Filarmonica Città di Chiavari, cura della maestra Sara Nastos in collaborazione del Centro Italiano femminile di Chiavari (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Cena a cura dei Comitati riuniti di Coreglia Ligure fra le specialità “Risotto mare e monti”

    Martedì 28 agosto: Giornata dell’Acqua

    Ore 16 Apertura stand

    Ore 16.15 Banco di assaggio delle acque per un consumo consapevole. Esperienza di confronto fra “l’acqua del brunzin” e le acque in bottiglia di diverse marche. A cura di Fondazione AMGA ed IREN acqua gas (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 16.30 Convegno Progetto Sigma For Water: “La valorizzazione dell’acqua, una risorsa per lo sviluppo integrato e la crescita della competitività della Fontanabuona” a cura dell’Agenzia di Sviluppo GAL Genovese (Padiglione Cucica&Convegni – Area 1)

    Ore 17.45 Visita guidata con bus navetta al Mulino e alla dimostrazione della battitura del grano in loc. Barbarasco di San Colombano Certenoli. A seguire rinfresco a cura del ristorante “Inosteria” di Calvari. (partenza presso punto info Area 1)

    Ore 17.30 Testaroli al pesto ed alla nutella a cura della Pro Loco di San Colombano Certenoli (Spazio degustazioni – Area 1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale con “Il tagliere toscano” a cura di Vino Bollicine e… di Zoagli (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 21 Intrattenimento musicale del Duo “Augas” musica d’autore con Silvia Pellas, voce e Mauro Franceschini voce e pianoforte. Produzione “Il Mio Canto Libero” (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 21.15 “Oriano Castelli & Prospettiva Acustica in concerto” Viaggio nella canzone d’autore a cura della Pro Loco di San Colombano Cert. e dell’A.S.D. Carvai (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Cena a cura dell’Unione Sportiva Calvarese sezione Bocce fra le specialità: “I ravioli di Romaggi”

    Mercoledì 29 agosto: Giornata della Val d’ Aveto e del Legno

    Ore 16 Apertura stand

    Ore 16.15 Santo Stefano in vetrina con le sue frazioni e attività

    Degustazioni, dimostrazioni e antichi mestieri – (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 16.30 Convegno “Boschi liguri: una risorsa economica ed ambientale da gestire insieme” a cura dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Liguria e del Parco Naturale Regionale dell’Aveto (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 16.30 Laboratorio di pittura creativa su ardesia, legno e tela a cura della Pro Loco di San Colombano Certenoli (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 17 Visita guidata con bus navetta alla Casa Natale di Amedeo peter Giannini (Fondatore della Banca D’America) ad Acerreto di Favale di Malvaro e visita e degustazione al laboratorio artigianale della Pasticceria Galletti di Ortigaro di Favale di Malvaro, in collaborazione con l’Amministrazione comunale (partenza presso punto info Area 1)

    Ore 19 Distribuzione di “focaccine” dolci e salate. A cura del Gruppo “Le donne di Sori” (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale con “Il tagliere toscano” a cura di Vino Bollicine e… di Zoagli (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 20.30 Distribuzione dei “veri cuculli”. A cura del Gruppo “Marco e i suoi Angeli” da Castagnelo di Lorsica (Spazio degustazione – Area 2)

    Ore 21 Intrattenimento musicale del Trio “Caustica”, storiche rock songs in versione acustica – voce Martina Saladino, chitarra Matteo Zangrandi,

    voce e pianoforte Mario Franceschini. Produzione: “Il Mio Canto Libero”

    (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Ore 21.15 Commedia Dialettale “A meza giurnâ de festa”, tre atti brillanti in dialetto genovese di Pierpaolo Ferrari e Giovanni Moliner a cura del Gruppo teatrale di Coreglia Ligure (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 21– 00.30 Grande esibizione indoor di motociclismo e premiazione a cura di Motoracing – Carasco (Spazio sportivo – Area 1)

    Cena a cura della A.S.D. Valfontanabuona fra le specialità “Cima alla genovese”

    Giovedì 30 agosto : Giornata del Comune di San Colombano Certenoli

    Ore 16 Apertura stand

    Ore 16.15 Visita guidata con bus navetta presso “Cian Panigà’’ in Val Cichero, seguirà rinfresco a cura degli agriturismi della zona e concerto di piffero e fisarmonica che continuerà presso i giardini del Lascito Cuneo. In collaborazione con il Comune di San Colombano Certenoli e gli Amici del Lascito Cuneo (partenza presso Punto info Area 1)

    Ore 16.45 Scuola di cucina a cura dello chef di Mare in Italy Alessandro Dentone: cucinare il pesce (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 18 Scuola di cucina: “Antiche salse liguri al mortaio” salsa genovese, salsa marinara e salsa maionese agli aromi a cura di Giancarlo Marabotti (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 19 Distribuzione di “focaccine” dolci e salate. A cura del Gruppo “Le donne di Sori” (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale genovese a cura dell’azienda “Bollicine”  di Cicagna (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 20.30 Distribuzione di dolci della tradizione genovese a cura di A.S.D. Riboli di Lavagna (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 21.15 Concerto di musica classica con Quartetto d’archi in collaborazione con la Pro Loco di Uscio (Cappella di S. Lorenzo – Area 2)

    Cena a cura della Pro Loco San Colombano Certenoli fra le specialità “Minestrone alla fontanina”

    Venerdì 31 agosto: Giornata dedicata alla Fondazione Carige

    Ore 16 Apertura stand

    Ore 16 Laboratorio di pittura creativa su ardesia, legno e tela a cura della Pro Loco di San Colombano Certenoli (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Ore 16.15 Visita guitata con bus navetta all’Oratorio di Croce di Orero, alla chiesa di Sant’Ambrogio di Orero, a seguire degustazione dei formaggi del nuovo caseificio “La Costa” di Orero, in collaborazione con il Comitato Promotour Orero (partenza presso punto info Area 1)

    Ore 16.30 Convegno di presentazione del marchio DECO: Fondazione Carige e A.N.C.I. Liguria sostengono i prodotti tipici locali. Saranno presenti il Cav. Ing. Flavio Repetto, Presidente di Fondazione Carige ed il Dott. Pierluigi Vinai, segretario Generale di A.N.C.I. Liguria (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    16.45 Scuola di cucina a cura dello chef di Mare in Italy Alessandro Dentone: cucinare il pesce (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 17.30 Laboratorio per ragazzi: Scuola Arti e Mestieri a cura del Centro Anidra di Borzonasca (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Ore 18 Distribuzione di “Panini con la luganega di Pian dei Ratti” a cura del Comitato parrocchiale di San Michele di Soglio – Orero (Spazio degustazione – Area 1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale genovese a cura dell’azienda “Bollicine”  di Cicagna (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 21.00 Rappresentazione teatrale “U zeneize in te-e scôe” a cura delle scuole primarie della Valfontanabuona, del Cultore della “lingua” genovese Bruno Minardi e delle insegnanti dell’Istituto comprensivo di Cicagna (P.le S. Lorenzo – Area 2)

    Ore 21.15 Sfilata di abiti per bambini a cura della ditta Lulami S.r.l. (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Cena a cura della Pro Loco Moconesi Fontanabuona fra le specialità “Pasta alla PeperAnita di Moconesi Alto”

    Sabato 1 settembre: Giornata del Comune di Chiavari e la sedia chiavarina

    Ore 16 Apertura stand

    Ore 16.15 Visita guidata con bus navetta al laboratorio artigianale F.lli Levaggi di Chiavari per vedere la costruzione della vera sedia chiavarina a seguire rinfresco in collaborazione con il Comune di Chiavari (partenza presso punto info Area 1)

    Ore 16.30 Pinzini uvetta o salsiccia a cura della ASD Carvai (Spazio degustazioni – Area 1)

    Ore 17 Laboratorio per bambini e ragazzi: Le forme e colori della natura diventano arte a cura del Centro Anidra di Borzonasca (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Ore 18 Presentazione ufficiale del nuovo modello di sedia chiavarina “Romana” a cura della ditta F.lli Levaggi di Chiavari (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale genovese a cura dell’azienda “Bollicine”  di Cicagna (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 20 Distribuzione di tris di “testaieu” con farina di grano, mais e castagna, a cura della Conca degli ulivi di Leivi (Spazio degustazioni – Area 1)

    Ore 21.15 Commedia dialettale della Compagnia teatrale “Quelli de inna votta” di Carasco con lo spettacolo “In tu sentè da vurpe” (P.le San Lorenzo – Area 2)

    Pranzo e cena a cura dell’Associazione Cacciatori di San Colombano Certenoli, fra le specialità “Polenta con il sugo di cinghiale”

    Domenica 2 settembre: Giornata dedicata all’olio d’oliva ed al benessere

    Ore 10 Apertura stand

    Ore 10.30 Giornata benessere a cura di CNA. Dimostrazioni e prestazioni gratuite di massaggi, cure estetiche  e acconciature. (Padiglione Cucina&Convegni -Area 1)

    Ore 11.30 S.Messa presieduta dal Rev. Don Emilio Iozzelli (Cappella San Lorenzo – Area 2)

    Ore 15 Distribuzione di crepes a cura del Comitato ”la Casetta” di San Colombano Certenoli (Spazio degustazioni – Area 1)

    Ore 15.30 Visita guidata con bus navetta all’antico cimitero valdese a Castello di Favale di Malvaro ed al Santuario di N.S. del Rosario, seguirà rinfresco a cura dell’Amministrazione comunale di Favale di Malvaro (partenza presso punto info Area 1)

    Ore 16.30 “Grande Anguriata” a cura della ASD Carvai (Area 2)

    Ore 17.00 Laboratorio per ragazzi: Scuola Arti e Mestieri a cura del Centro Anidra di Borzonasca (Piazzale S. Lorenzo – Area 2)

    Ore 18.00 Degustazione guidata di olii extra vergini di oliva a cura del “Gruppo Assaggiatori del Levante Ligure”. Saranno graditi per gli assaggi campioni di olii dei produttori locali (Spazio polifunzionale – Area1)

    Ore 19.30 Degustazione della cucina tradizionale genovese a cura dell’azienda “Bollicine” di Cicagna (Padiglione Cucina&Convegni – Area 1)

    Ore 21 Cerimonia di chiusura con accompagnamento musicale con premiazione del Miglior stand e Miglior cucina (Spazio polifunzionale – Area 1)

    Pranzo e cena a cura dell’Associazione Cacciatori di San Colombano Certenoli, fra le specialità “Fritto misto genovese con funghi porcini”.

  • Festa del Sole nella spiaggia di Multedo – ANNULLATA

    Festa del Sole nella spiaggia di Multedo – ANNULLATA

    Percussioni africane

    Sabato 1 settembre nella spiaggia di Multedo torna la Festa del Sole, uno degli appuntamenti di punta della musica reggae in Liguria.

    A partire dalle 16 si esibiscono Torreggae da Torre del Greco, Aliroots da Livorno, i genovesi Cuffa Sound,  Rino Sisma di Chiavari, Rasta Al da Genova e Bomboletta e Gonzo da Recco

    In più, artisti di strada, giocolieri, percussioni brasiliane con Bloco Ja E’, corso di danze e persussioni afro con Waly Tourè e Jean Ndiaye, banchetti di artigianato, gastronomia con focaccia al formaggio, specialità romagnole e frutteria

    L’ingresso è gratuito

    La Festa del Sole è stata annullata a causa delle mancate autorizzazioni da parte del municipio Voltri, Prà, Pegli, vigili urbani e autorità portuale. Ecco il comunicato degli organizzatori Benedetto Lamanna e Alessandro Galbusera dell’associazione Radicicaballanu :

    «Una gentile funzionaria dell’Autorità Portuale ci ha telefonato dicendoci che il suo Ente su parere negativo del Municipio di Voltri Pra Pegli e della locale sezione dei vigili urbani con dispiacere doveva negare l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione. I motivi ci saranno inviati in via formale a mezzo lettera. Pare ci siano problemi legati alla viabilità. Da tenere presente che la pratica, svolta con la gentile assistenza del Comando del Matitone dei vigili urbani,  ci era valsa i complimenti per la precisione con cui era stata eseguita. Ci siamo messi in contatto con l’Ufficio del vice sindaco Stefano Bernini per capire se c’è ancora una possibilità di svolgimento della festa. Gruppi e cantanti da contattare per il dietro front, una credibilità messa a dura prova da un Municipio che mai ci ha aiutato a ‘fare’. Una bruttissima figura per la città. Pensiamo di rivolgerci a un legale per tutelare gli interessi economici e l’immagine della nostra Associazione».“

     

  • Val Polcevera, ex Mira Lanza: tra storia dell’industria e futuro dell’area

    Val Polcevera, ex Mira Lanza: tra storia dell’industria e futuro dell’area

    Tracce del glorioso passato industriale della Val Polcevera tuttora rimangono intatte e richiamano alla mente immagini di una città operosa e vitale che oggi stentiamo a riconoscere. A Rivarolo i segni dell’industrializzazione sono ancora evidenti ma le amministrazioni locali succedutesi nel tempo, purtroppo prive di una visione lungimirante, non sono state capaci di ipotizzare un futuro per le numerose aree produttive dismesse. Al contrario, queste sono spesso divenute dei buchi neri, simboli di incuria ed abbandono.

    Emblematico il caso dell’ex stabilimento Mira Lanza, i cui prodotti rappresentano un pezzo importante della storia dell’industria chimica dei detergenti nel nostro Paese.

    Tutto parte negli anni ‘70 dell’800 quando «La L. Bottaro e C., società per azioni con un capitale di ben 2 milioni di lire che ha tra i suoi soci fondatori esponenti del mondo armatoriale e commerciale genovese come Erasmo Piaggio e banche e finanziatori milanesi e di origine tedesca, decide di costruire uno stabilimento a Rivarolo (in zona Teglia, ndr) che produce candele steariche, acido solforico e sapone diventando negli anni ’80 la principale azienda del settore – spiegano Sara De Maestri e Roberto Tolaini nel libro “Storie e itinerari dell’industria ligure” (De Ferrari, 2011) – nel 1888 la Bottaro si trasforma in Stearineria Italiana con sede a Milano e con capitale prevalentemente nelle mani di azionisti milanesi ma la presidenza resta in mano a Piaggio».
    Da una superficie iniziale di 14 mila metri quadrati lo stabilimento cresce inglobando altre aree e fabbricati. Nel contempo anche l’occupazione aumenta passando dalle 30 unità del 1874 alle 600 del 1895. La produzione dei saponi viene incrementata orientandosi su quelli marmorati, bianchi e verdi, d’oleina, di palma e gialli uso inglese, mentre quella di acido solforico raggiunge 20 mila quintali annui.
    Nel 1903 un incendio colpisce il reparto di produzione candele steariche rendendo inutilizzabili anche i locali adibiti alle macchine e alla distillazione «La stearineria è posta in liquidazione e rilevata da una nuova società sempre controllata dai Piaggio, la Stearinerie Italiane, di cui sono amministratori delegati Giuseppe Piaggio e Giuseppe Bafico, che la ricostruisce ampliandone gli impianti e dotandola di macchinari moderni».
    In un contesto che vede l’espansione dell’economia italiana «I Piaggio organizzano la fusione con un’altra grande impresa del settore, la Società anonima Stearinerie e Oleifici Lanza di Torino le cui origini risalgono al 1832». Nasce così la Unione Stearinerie Lanza con stabilimenti a Rivarolo Torino e Roma «Quello di Rivarolo viene ulteriormente ampliato acquisendo un’area confinante di circa 3500 metri quadrati». Purtroppo nel 1912 un altro incendio distrugge quasi completamente i reparti stearineria, fabbricati, macchinari e scorte. Ma anche in questo caso la ricostruzione è rapida «Già nel 1913 con macchinari moderni lo stabilimento di Rivarolo supera i livelli di efficienza precedenti».
    Nel mercato sono presenti diversi operatori sia esteri che italiani e, dopo una fase di aspra concorrenza nel settore candele e saponi, nel 1924 la Unione Stearinerie Lanza e la veneta Fabbrica di candele di Mira (VE) si fondono in una nuova società, la Mira Lanza, con sede a Genova, 40 milioni di capitale e azionisti come la Banca Commerciale Italiana. Contestualmente oltre ai siti produttivi Mira Lanza si dota di depositi in tutta Italia per creare una rete di distribuzione nazionale dei propri prodotti. «Si producono saponi per tutte le esigenze, da quelli per il bucato a quelli per gli indumenti fini, alle paste per lavare e sgrassare, a quelli destinati all’industria meccanica e tintoria. Alla fine degli anni ’20 la Mira Lanza occupa nei suoi stabilimenti poco meno di 1400 addetti».

    Durante la seconda guerra mondiale vengono chiusi gli stabilimenti di Torino, Napoli e Cornigliano, mentre quello di Rivarolo insieme a quello di Mira vengono potenziati con la meccanizzazione delle tecniche di confezionamento del sapone. «È in questi anni caratterizzati dalle difficoltà di approvvigionamento che Mira Lanza investe maggiormente in ricerca avvicinandosi con il Miral al sapone sintetico in polvere. Gli anni successivi vedono la trasformazione del mercato dei detergenti con la comparsa della lavatrice e dei detersivi a base di tensioattivi frutto della ricerca di laboratorio, prodotti dalle grandi multinazionali. Mira Lanza si adegua al cambiamento tecnologico modernizzando la produzione adesso orientata verso saponi per toilette incluso il palmo live, dentifrici, creme e detergenti liquidi come Calinda e Lip».
    L’azienda si espande ed intorno a metà anni ’50 a Mira e Rivarolo sono occupati circa 2200 lavoratori. Grazie a brillanti campagne pubblicitarie che usano sistematicamente i nuovi mezzi di comunicazione, emblematico il cartone di Calimero, Mira Lanza riesce a competere con i grandi gruppi esteri e nel 1968 detiene il 26% del mercato nel comparto detersivi e saponi.
    Nel 1964 però, mentre vengono avviate nuove linee di prodotti come shampoo o crema da barba, lo stabilimento di Rivarolo viene chiuso a causa «Dell’esaurimento della falda freatica sottostante, risorsa fondamentale per i processi produttivi e soprattutto per l’impossibilità di un’ulteriore espansione in una zona fortemente urbanizzata in cui Mira Lanza è circondata da altri importanti insediamenti industriali e commerciali come l’Oleificio Gaslini (demolito nel 2005, l’area ancora spetta di essere recuperata, ndr) e i Magazzini del Caffè». Alla fine del decennio i Piaggio decidono di cedere la proprietà. Dopo vari passaggi di mano, nel 1999 lo stabilimento di Mira e i suoi marchi storici entrano a far parte del gruppo Reckitt Benckiser. Quando in Val Polcevera le attività cessano, la fabbrica è affittata a diverse imprese che successivamente la lasciano, in vista di un intervento di riconversione. Ma nonostante diversi progetti di recupero succedutesi nel tempo, il più significativo quello che prevedeva l’inserimento di una struttura ospedaliera (il famoso ospedale di vallata, ndr), l’area ex Mira Lanza è rimasta vuota per decenni. Molti edifici sono stati demoliti, mentre quelli rimasti in piedi versano in stato di grave degrado.

     

     

     

     

     

     

     

    Finalmente nel marzo 2012, sotto il mandato dell’ex sindaco Marta Vincenzi, il consiglio comunale ha dato il via libera alla riqualificazione dell’area, ben 38 mila metri quadrati, attualmente proprietà della milanese Tank sgr. Adesso, affinché le intenzioni si trasformino in interventi concreti, sarà necessario sottoscrivere un nuovo accordo di pianificazione con i soggetti interessati.
    L’ostacolo che fino ad oggi ha impedito di recuperare gli immensi spazi dell’ex fabbrica di detersivi era la sua destinazione ad uso sanitario decisa dalla Regione, in accordo con Comune ed Asl 3, in vista della futura realizzazione dell’ospedale di vallata per il Ponente e la Val Polcevera. Formalmente questo vincolo è stato conservato dal 2003 fino al 2009, ma in quest’arco di tempo nulla si è mosso e l’ex fabbrica Mira Lanza è rimasta abbandonata, tranne per un certo periodo caratterizzato dall’occupazione abusiva da parte di un gruppo di migranti costretti a vivere in condizioni disumane. Nel 2009 gli scenari sono mutati radicalmente: la Regione ha individuato Villa Bombrini a Cornigliano come sede del nuovo ospedale del Ponente ed il Comune ha iniziato ad immaginare come recuperare gli spazi dell’ex Mira Lanza. Contatti informali sono stati avviati con la proprietà e così è nato un primo progetto.
    A Teglia sorgeranno un palazzo della salute di tremila metri quadrati – una delle 4 piastre sanitarie previste dall’intesa raggiunta nel febbraio scorso tra Comune e Regione – una nuova fermata della ferrovia metropolitana, case e parcheggi. Ma si parla anche di volumi commerciali, probabilmente per rendere più allettante ed economicamente sostenibile l’investimento, in merito ai quali sono emerse le perplessità dei residenti che chiedono un’attenta verifica sull’opportunità di realizzare strutture di medie e grandi dimensioni, già ampiamente presenti in zona.
    Per quanto riguarda gli alloggi, una quota sarà destinata alle fasce sociali più deboli. C’è da sottolineare però che non si dovrebbe trattare di vera e propria Edilizia Residenziale Pubblica ma piuttosto di edilizia sociale a canone moderato. E probabilmente in questo senso si poteva fare qualcosa di più. Nel 2010, un concorso di giovani architetti, Europan 10, cofinanziato dall’amministrazione comunale, propose un progetto di recupero per i siti di Begato- Diamante e l’area ex Mira Lanza. Le adesioni furono moltissime da tutta Europa, 41 i lavori pervenuti e numerosi quelli menzionati come meritevoli. Un’esperienza dalla quale sarebbe utile recuperare alcuni spunti.
    La riqualificazione seguirà le linee tracciate dal nuovo Puc che per il distretto di trasformazione locale 3.03 prevede come condizione irrinunciabile la realizzazione di una piastra sanitaria con superficie agibile non inferiore a mq 3000. L’obiettivo della trasformazione è la riconversione dello stabilimento ex-Mira Lanza in via Rivarolo, per la realizzazione di un nuovo polo multifunzionale, servito dalla nuova fermata ferroviaria di Ge-Teglia. Tra le funzioni ammesse, le principali sono residenza, servizi pubblici, direzionale, esercizi di vicinato, connettivo urbano, parcheggi pubblici e privati. Le funzioni complementari, invece, sono terziario avanzato, servizi privati, infrastrutture di interesse locale. Infine il Puc aggiunge «L’organizzazione delle attività commerciali nel Distretto, laddove determini la costituzione di un polo integrato con i servizi pubblici e gli spazi pubblici, consente l’inserimento di medie strutture di vendita, tra le quali una sola di generi alimentari, quest’ultima esclusivamente se derivante da trasferimento di attività della stessa tipologia e merceologia esistente nell’ambito dello stesso Municipio».
    La Val Polcevera attende con impazienza soprattutto la piastra ambulatoriale, vista la carenza di servizi sanitari sul territorio. Ma anche la stazione metropolitana è un decisivo passo avanti per migliorare i collegamenti in una zona, quella di Teglia, da sempre tagliata fuori dal trasporto pubblico.

    Sul muro che circonda l’area sono comparsi dei cartelli che preannunciano la futura riqualificazione ad operà della società Aragorn real estate advisor, ma i tempi sono ancora lunghi, come conferma il vicesindaco Stefano Bernini «La proprietà deve ancora formalizzare la sua proposta. Finora le soluzioni ipotizzate, almeno a livello informale, non sono accettabili perché comprendono troppi spazi commerciali. Per il Comune è imprescindibile la presenza di una piastra ambulatoriale». Come ribadito dallo stesso Piano Urbanistico «A settembre si partirà con la discussione delle osservazioni al Puc – conclude Bernini – Questa sarà l’occasione per sciogliere i dubbi sul destino dell’area ex Mira Lanza».

     

    Matteo Quadrone

  • Alberto Bogo e Andrea Lionetti, Extreme Jukebox: l’horror made in Genova

    Alberto Bogo e Andrea Lionetti, Extreme Jukebox: l’horror made in Genova

    Uno ha l’aria spensierata di un ragazzo del liceo (assetato di sangue e heavy metal?) e si compiace nel catalizzare su di sé l’attenzione, l’altro è più taciturno e schivo ma quando parla è caustico e snocciola perle di sarcasmo. Si presentano così il regista e lo sceneggiatore del film Extreme Jukebox, un horror slasher tutto italiano e soprattutto genovese.

    Alberto Bogo e Andrea Lionetti, entrambi di Genova, ci raccontano la loro prima fatica cinematografica che per ora non vedrà la luce nelle sale ma che sarà presentata a diversi festival. «Il prossimo autunno tenteremo questa strada e valuteremo i primi riscontri. Il passo successivo, almeno nelle previsioni attuali, sarà quello di bussare alla porta di case estere come la Troma» ci spiega Alberto.

    Tra i due c’è una certa intesa, questo è innegabile, e nel chiedere da quanto tempo si conoscono è proprio Andrea a prendere la parola: «La prima volta che ho visto Alberto eravamo all’università. Aveva i capelli platinati e stava cercando di ingaggiare un’amica per il ruolo di Cappuccetto rosso in un cortometraggio horror». Purtroppo (?) il cortometraggio non è mai stato realizzato ma quel che è certo è che la passione di Alberto per il genere non è un’infatuazione del momento. «Tra me e Andrea è immediatamente nato un sodalizio all’insegna dell’amore per la musica e dell’acquisto compulsivo di CD».

    Insieme i due hanno selezionato il cast di Extreme Jukebox e il risultato è una congerie di personaggi, nella vita oltre che sul set, provenienti un po’ da tutta Italia e noti anche all’estero. In questa sede, e per volontà stessa degli intervistati, preferiamo dare spazio soprattutto a chi solo tecnicamente è stato dietro le quinte, svolgendo in realtà un lavoro prezioso per le riprese del film. E’ bene precisare, a onor del vero, che vi recitano personaggi (molto diversi tra di loro ma entrambi famosi) del calibro di Pino Scotto e Maurizio Lastrico.

    «Innanzitutto, ci teniamo a ringraziare Trevor Sadist (cantante dell’omonimo gruppo I Sadist, famosi in tutta Europa e con numerose partecipazioni al Gods of Metal, tra le manifestazioni più importanti per il genere in Italia, ndr). Con la Nadir Studio ha appoggiato e sostenuto il film, permettendoci di usarla come location per alcune scene. Anche Rossiglione, da cui Trevor viene, è stata sfruttata in più occasioni proprio per i suoi scorci americani. Possiamo dire che si è cercato di costruire un personaggio adatto alle sue caratteristiche fisiche e da questo sforzo creativo è nato il killer dei boschi Jona Ferzick…» ci spiega Alberto. E Davide chiosa così: «Peraltro, quando gli abbiamo parlato di uccidere diverse persone si è subito entusiasmato».

    Un altro elemento degno di nota del cast è Terence Holler, cantante degli Eldritch. Il suo gruppo è famoso nel mondo e riconosciuto come seconda band metal del nostro Paese dopo i Lacuna Coil.

    «Qualche tempo fa Terence ci ha contattato per girare un documentario sulla sua vita che per ora resta un progetto. Da quel momento è comunque nata un’amicizia e nella fase in cui io e Andrea ci siamo scervellati sulle “facce” da usare abbiamo pensato a lui per la parte della rockstar carismatica». Terence è toscano e proprio in Toscana gestisce una ditta di ferro battuto: il metal probabilmente è stata una naturale conseguenza o una sorta di predestinazione, chissà. Il 16 agosto verrà girata l’ultima scena nella villa toscana di sua proprietà, «un party rock pieno di sangue e ragazze» a detta di Bogo.

    Nella carrellata di attori e membri dello staff da menzionare ci sono di sicuro Guglielmo Favilla e Alex Lucchesi (già presenti nel film Eaters), conosciuti a un festival e subito incuriositi dalla sceneggiatura nonché dai dialoghi scritti apposta per loro.

    «C’è poi un lungo elenco di tecnici tutti indispensabili per l’apporto che hanno dato al film e ai quali ci sembra doveroso dare il meritato spazio: Jacopo Guastamacchia e Davide Battaglia sono miei cari amici, reduci da un’esperienza con una webTV», dice Davide,«Il primo è operatore e direttore della fotografia mentre il secondo ha sfruttato il suo talento nella pittura per le scenografie».

    «Grazie alla varietà di location e unendo le loro capacità si è cercato di realizzare un film certamente economico ma con l’ambizione di essere percepito il più possibile come un prodotto di qualità. Cerchiamo di differenziarci dai low budget che hanno di solito una o al massimo due location. Inoltre il film ha, è vero, una venatura essenzialmente heavy metal ma la colonna sonora abbraccia tutto il rock e sono numerose le citazioni, in primo luogo scenografiche» precisa Alberto, che di più sulla trama non vuole aggiungere.

    E le maschere, a partire da quella del killer, a quale mente contorta devono la loro origine? «Alla mia» sorride Andrea «anche se la realizzazione concreta è stata opera di Davide».

    Insomma, un lavoro corale in cui ruoli e gerarchie sono subordinate per una volta al raggiungimento del risultato finale. Per concludere, coerentemente con l’approccio bizzarro di questa intervista, parliamo dei protagonisti. «Alessio Cherubini è un attore interessante, un volto da cinema americano mentre Elisabetta Loi è una bellezza particolare. In questo percorso (che è ormai cominciato da un anno circa, ndr) hanno dimostrato un impegno straordinario e grande dedizione al ruolo. Evitiamo auguri di ogni genere per un pizzico di scaramanzia ma li ringraziamo sinceramente».

    Per maggiori dettagli sul film vi rimandiamo al link del trailer, quello della pagina facebook di Extreme Jukebox e della Duble Production, casa di produzione su cui vi potete informare a vostro rischio e pericolo…!

    Come detto, scene del film non sono ancora disponibili anche se gentilmente Alberto ci ha fatto vedere qualche scampolo senza audio. Non vi anticipiamo nulla ma personalmente siamo stati emotivamente colpiti, forse anche per il contesto: lo studio di Alberto Bogo, un santuario di poster e miniature horror da vero intenditore. Il tutto rigorosamente a tende e finestre serrate. Per qualche istante il sole si è eclissato ma ancora una volta abbiamo avuto la sensazione che questi ragazzi non si siano improvvisati nella loro impresa. Attendiamo di vedere se le attese saranno soddisfatte.

    Michele Archinà 

  • Terzo Valico: un primo bilancio tra espropri respinti e momenti di riflessione

    Terzo Valico: un primo bilancio tra espropri respinti e momenti di riflessione

    Oltre cento espropri respinti, una sempre più diffusa partecipazione e capacità organizzativa, questo il primo bilancio della lotta contro l’alta velocità ferroviaria a Genova ed in basso Piemonte.
    Tra la metà di luglio e ferragosto i tecnici del Cociv hanno provato ad entrare in possesso dei terreni che dovranno lasciare spazio a cantieri e mezzi pesanti ma ovunque le popolazioni locali si sono schierate in difesa dei propri territori«A Serravalle, Arquata, Gavi, Borgo Fornari, Pontedecimo, Trasta, Fegino, Campomorone e Isoverde nemmeno un lembo di terra è stato portato via – sottolinea il movimento No Tav-Terzo Valico – Si è messo in moto un meccanismo di solidarietà che va oltre il motivo per cui si stava in strada riscoprendo una socialità che alcuni avevano dimenticato, condividendo le proprie informazioni in un processo di crescita costante».
    È così che nasce un vero e proprio movimento popolare che, dal basso «Reclama il proprio diritto a difendere il territorio e la salute da chi vorrebbe monetizzarli come una qualsiasi risorsa economica».
    Almeno per il momento si tratta di una vittoria su tutta la linea ma la tregua non sarà lunga «Da oggi si riparte con la normale attività dei comitati, le iniziative sul territorio, le migliaia di volantini, le assemblee, nell’attesa di mostrare nuovamente in piazza quanto siamo cresciuti e determinati, finché questo progetto non sarà definitivamente richiuso in un cassetto».

    Stasera alle ore 21 presso il circolo ARCI – Casa del Popolo di Isoverde (Via Cavenna 68r) verrà proiettato il film “Fratelli di TAV” e a seguire dibattito.
    Parliamo di una video-inchiesta sull’impatto del “Treno ad Alta Velocità” lungo la penisola italiana.
 Il megaprogetto del treno che dovrebbe unire l’Italia all’Europa si è apparentemente fermato in Val di Susa, ma le tratte Roma/Napoli, Bologna/Firenze, Milano/Bologna sono state inaugurate o lo stanno per essere. Ma a caro prezzo.
    In Italia, ovviamente, in un affare da milioni di euro ci ha messo lo zampino la criminalità organizzata che, oltre ad aggiudicarsi i lavori, sfrutta il sistema di appalti e subappalti tipico dell’edilizia pubblica italiana degli ultimi quarant’anni. Lo stesso sistema utilizzato per la ricostruzione post terremoto del 1980 in Irpinia. L’operazione è stata ulteriormente facilitata da quando sono stati introdotti i famigerati “General Contractors”.

    Nel filmato, in cui si alternano contributi video raccolti in tutta Italia a interviste, spiccano le testimonianze di Claudio Cancelli (ingegnere, docente del Politecnico di Torino), Ferdinando Imposimato (ex giudice istruttore di molti processi importanti tra cui il delitto Moro, Presidente onorario della cassazione ed autore del libro “Corruzione ad Alta Velocità”), Ivan Cicconi (economista e scrittore, autore di “Storia futura di Tangentopoli” e “Le Grandi Opere del Cavaliere”), Lorenzo Diana (senatore, Commissione Antimafia Democratici di Sinistra), Andrea Cinquegrani (giornalista, direttore de “La Voce della Campania”), Simona Baldanzi (scrittrice, autrice del libro “Figlia di una vestaglia blu”), insieme ai racconti di decine di persone “comuni”, in vario modo toccate dal passaggio del T.A.V.

    Un’analisi scomoda che svela, senza fare sconti a nessuno, quali inquietanti “dettagli” siano sepolti tra cemento e binari sotto ogni tratto di ferrovia che viene – molto lentamente ed a costi esorbitanti – portato a termine.
 Sorprendente è lo scenario che si dipana analizzando l’impatto che questa “Grande Opera” esercita sui territori che attraversa, in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari. Altrettanto sorprendenti – quanto esemplari – le proteste delle popolazioni che quell’impatto, inevitabilmente, subiscono. “Fratelli di TAV” combina l’ appassionato racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti stretti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica – rapporti anch’essi ad “Alta Velocità” – che accompagnano la realizzazione del T.A.V. in Italia.

     

    Matteo Quadrone

  • Scuola di fotografia d’arte alla Galleria Satura

    Scuola di fotografia d’arte alla Galleria Satura

    Aprono da oggi le preiscrizioni alla Satura art GalleryScuola Nazionale Superiore di Fotografia che si terrà in autunno presso la sede dell’associazione culturale Satura in piazza Stella.

    La presentazione ufficiale dei corsi, che saranno tenuti da Roberto Villa, si terrà sabato 15 settembre alle 16.

    Il corso è suddiviso in cinque sessioni e una lezione introduttiva:
    – il lavoro del fotografo: lezione introduttiva alla Fotografia d’Arte
    – il fotografo sul set cinematografico (5 lezioni)
    – il fotografo in teatro (5 lezioni)
    – il fotografo e la fotografia di Still-Life (5 lezioni)
    – il fotografo e la fotografia di bellezza e di ritratto (5 lezioni)
    – il fotografo e la fotografia di nudo (5 lezioni)

    Le lezioni si terranno di sabato, e a seconda del numero di iscritti potranno essere ripetute anche in tre sessioni (mattutina – pomeridiana- serale).

    Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 010 2468284 negli orari di segreteria (dal martedì al sabato dalle ore 15:30 alle ore 19:00) o scrivere a info@satura.it.

    Nel corso delle lezioni le realizzazioni fotografiche dei corsisti verranno selezionate e raccolte sia per esposizioni sia per l’invio a tutte le testate fotografiche on line e non.

  • La musica strumento delle idee: la canzone a tema sociale e la chitarra distorta

    La musica strumento delle idee: la canzone a tema sociale e la chitarra distorta

    Nella scorsa uscita abbiamo riportato una rapida – e per forza di cose incompleta – panoramica, da cui emerge un dato certo: il modello socio-economico che vede negli Stati Uniti la potenza egemone, entra in crisi; dietro i sorrisi a denti bianchi, mostra un altro volto.

    Se la crisi del 1929 riguardò soprattutto il fattore economico (contribuendo indubbiamente a dare uno “scrollone” alle coscienze), ora – siamo nella prima metà degli anni ’60 – i giovani e gli ambienti intellettuali muovono al “sistema” una critica radicale: dal modo di produrre al modo di consumare, dalla sessualità alla religione, dall’economia alla sociologia, dall’organizzazione del lavoro alla politica, dal mondo della finanza ai “valori” ritenuti ipocritamente eterni come famiglia, patria, stato, lavoro, fede, educazione, onestà, scuola… tutto viene messo in discussione.

    Si inizia a dire dei “no”, dei “basta”, e non si tratta più di pochi intellettuali visionari e isolati. Si era arrivati al punto di rottura: se i padri pensavano che i figli avrebbero dato continuità al mondo da loro costruito…beh…si sbagliavano! Dopo aver incubato per circa 30 anni ed essersi alimentata di tutte le brutture, le ingiustizie e gli orrori del mondo capitalistico-borghese, ora l’urlo della protesta trova la bocca da cui uscire.

    Le università sono in fermento. Certo, a Berkeley la mobilitazione riguarda principalmente l’opposizione alla guerra in Vietnam, ma ben presto si toccherà tutto l’arco dei temi sopra citati, nella determinazione di voler essere testimonianza e azione politica per costruire un possibile futuro diverso. L’Europa si muoverà parallelamente, avendo soprattutto in Francoforte, Parigi, Berlino, centri propulsori del pensiero filosofico radicale. E la musica? La musica si nutrì e crebbe in questo clima di rottura creativa e presto divenne uno strumento straordinario delle nuove idee di cambiamento.

    Dalle periferie degradate delle principali metropoli americane, arrivò con il blues e il jazz, il suono carico di rabbia e di voglia di riscatto delle comunità nere. Dall’altra parte, Joe Hill, Woody Guthrie e poi Bob Dylan e la comunità di artisti del Geenwich village, quartiere bohèmien di New York, proponevano una canzone attenta ai temi sociali, legata alla tradizione popolare americana e in parte al blues rurale. Questi componenti incontrarono uno snodo fondamentale. Come spesso succede, i giovani sono attratti dalle novità, soprattutto tecnologiche. Ebbene, i giovani delle metropoli americane fecero proprie le nuove sonorità che – quasi in sordina – stavano uscendo: sto parlando della possibilità di suonare una chitarra elettrica e poi di amplificare il suono, e poi il suono “distorto” e la possibilità di elaborare/filtrare/manipolare il suono. E proprio la chitarra elettrica distorta – un suono quindi sgradevole, acido, brutto, “sbagliato” – riuscirà ad esprimere al meglio, con il suo “ruggito”, la rabbia dei giovani delle metropoli. Il rock e la chitarra divennero il simbolo, forse più significativo, di quella parte di gioventù che “era contro”.

    Gianni Martini 

  • Urto Music Contest 2012: bando di concorso per band emergenti

    Urto Music Contest 2012: bando di concorso per band emergenti

    Concerto musica liveSono aperte fino al 15 novembre 2012 le selezioni per il bando di concorso rivolto a band emergenti Urto Music Contest 2012, a cura dell’associazione SBS “Stanno Bene in Salute” in collaborazione con la Da-Records Snc.

    Il concorso è suddiviso in quattro categorie:
    – Band
    – Band con età media dai 16 anni in su che propongono pezzi propri
    – cantautori & interpreti
    – cantautori & interpreti dai 16 anni in su che propongono pezzi propri.

    Per partecipare è necessario compilare il modulo d’iscrizione (scaricabile dal sito www.urtomusicontest.com), versare una quota di iscrizione, 25 € per i cantautori & interpreti e 50 € per le band e caricare il proprio brano sul sito del contest. Il brano può essere edito, inedito, in lingua italiana, dialettale o straniera.

    Gli artisti partecipanti accederanno alla seconda fase, nella quale potranno esibirsi dal vivo davanti a una giuria, in audizioni che si terranno dal 19 al 21 dicembre presso lo Scalo Rock The Station Club a Forma (Latina). Quaranta artisti partecipanti saranno scelti per far parte della compilation del contest, che uscirà in digitale attraverso la LABEL.

    Coloro che nelle tre serate passeranno il turno si esibiranno nella finale del 22 dicembre: il vincitore avrà in premio un contratto discografico.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Imparare Sicuri: campagna per il diritto alla sicurezza nelle scuole

    Imparare Sicuri: campagna per il diritto alla sicurezza nelle scuole

    Quest’anno Cittadinanzattiva festeggia i dieci anni della campagna nazionale “Imparare Sicuri”, che si pone come obiettivo scuole più sicure ed una maggiore consapevolezza e conoscenza da parte dei cittadini sul tema della sicurezza e dei rischi naturali.
    A 10 anni di distanza è d’obbligo un bilancio dei risultati raggiunti e di quanto ancora resti da fare per garantire il diritto alla sicurezza ed alla salute nelle scuole italiane.

    Grazie alla presenza quotidiana nelle scuole e alle iniziative concrete che da dieci anni realizza, la Scuola di Cittadinanzattiva può contare su una rete di circa 2.000 scuole fidelizzate e attive sulla sicurezza; su 1.617 scuole monitorate da oltre 1.700 cittadini addestrati, su 1.000 scuole che hanno prodotto e concorso al Premio delle Buone Pratiche con 1.201 progetti, sulle oltre 5.000 scuole che ogni anno partecipano alla Giornata della sicurezza, sul coinvolgimento attivo di oltre un milione di studenti ogni anno e centinaia di migliaia tra personale della scuola e genitori, su più di 100 formatori/animatori.
    L’educazione al benessere e a corretti stili di vita, il contrasto al vandalismo e al bullismo, la prevenzione del tabagismo, il risparmio energetico, l’educazione stradale, la contraffazione dei farmaci, l’uso consapevole e sociale delle tecnologie, la conoscenza teorica e pratica dei rischi naturali, la prevenzione dei rischi a scuola, a casa, sulla strada, sono alcuni dei temi trattati in questi anni.

    In 10 anni sono state portate a termine altrettante Indagini annuali su scala nazionale: sulla sicurezza degli edifici scolastici, 4 sulla conoscenza e percezione del rischio sismico, 2 sui comportamenti violenti a scuola, 1 sul tabagismo a scuola.
    La Scuola di Cittadinanzattiva è ente accreditato dal 2005 presso il Ministero dell’Istruzione per la formazione al personale della scuola e agli studenti. Nel 2011 ha stipulato un Protocollo triennale con Il Ministero per la promozione della cultura della sicurezza, della salute, della cittadinanza attiva nelle scuole. Si avvale di decine formatori/animatori presenti sul territorio nazionale.

    «Celebrare i 10 anni della Campagna IMPARARESICURI aggregando intorno al tema della sicurezza gli attori del sistema, per noi vuol dire anche difendere il servizio scolastico pubblico, i principi sui quali si fonda e la centralità che esso rappresenta per le comunità locali e nazionale – spiegano i promotori sul sito www.cittadinanzattiva.it – Quest’anno l’appuntamento più importante è previsto il 20 settembre a Roma quando sarà presentato il X Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici».

  • British or American, that is the question…

    British or American, that is the question…

    Ogni anno negli Stati Uniti si celebra l’Independence Day per ricordare il 4 luglio 1776, giorno nel quale gli Stati Uniti d’America proclamarono la loro indipendenza dalla corona britannica. Ovviamente questa data ha una grande importanza dal punto di vista storico e politico, in quanto nel mondo anglosassone si venne a creare uno scenario nel quale le potenze di riferimento erano diventate due, l’Inghilterra e la giovane nazione statunitense, ex-colonia inglese. Il 1776 ha però anche delle conseguenze linguistiche, in quanto l’inglese britannico e l’inglese americano iniziarono a sviluppare delle differenze ortografiche, lessicali e fonologiche.
    Nel 1828 Noah Webster, scrittore e linguista americano, pubblicò il suo primo dizionario di inglese americano, tentando di semplificare lo spelling riducendo il divario tra grafia e pronuncia presente nell’inglese. Per questa ragione oggi abbiamo differenze ortografiche tra American English e British English in parole quali:  center (AmE) / centre (BrE);theater (AmE) / theater (BrE);  color (AmE) / colour (BrE); neighbor (AmE) / neighbour (BrE); advertize (AmE) / advertise (BrE).

    Allo stesso modo, sono emerse gradualmente, seppure in maniera limitata, alcune differenze lessicali. In inglese britannico, “ascensore” si dice lift, mentre in inglese americano la parola usata è elevator. “Biscotto” è normalmente biscuit in British English e cookie in American English. “Camion” – parola che abbiamo preso in prestito dal francese e non dall’inglese – si dice lorry in inglese britannico e truck in inglese americano… La lista comprende anche altri termini.

    L’uso del verbo to take in espressioni come: to take a shower (“farsi la doccia”) è più tipico dell’inglese statunitense, mentre Oltremanica è più comune to have a shower. Anche la parola americana movie, diffusasi a livello internazionale tanto quanto la sua corrispettiva britannica film, è americana

    Delle differenze di pronuncia parleremo quando ci occuperemo in modo più dettagliato dello Spoken English, l’inglese orale. Per quanto riguarda la grammatica invece, le divergenze sono sfumate e tutto sommato trascurabili. Per citarne solo un paio, in British English si usa il tempo verbale Present Perfect Simple con avverbi di tempo quali just (“appena”) o already (“già”), mentre in inglese americano si preferisce in questi casi il Simple Past. Una frase come “Sono appena arrivato” diventa quindi:  I have just arrived (BrE) / I just arrived (AmE). Alcuni paradigmi dei verbi irregolari possono registrare delle diversità, come il participio passato di to get, che ègot in inglese britannico e gotten in inglese americano.

    In conclusione, se esistono queste differenze, a quale standard dobbiamo fare riferimento? Quello americano o quello inglese? Dobbiamo scegliere flat o apartment quando stiamo parlando di un appartamento? Oppure scrivere color o colour? E’ più corretto l’inglese britannico o quello americano? La risposta è che a livello mondiale sono accettati entrambi, ma noi in quanto studenti di inglese dobbiamo scegliere un solo modello (senza dimenticarci che ne esiste anche un altro), per un fatto di coerenza e anche perché facendo così siamo più agevolati nello studio. Tradizionalmente, per vicinanza geogrrafica e storica, in Italia l’insegnamento nelle scuole tende a seguire il British English. Vale comunque la pena di dare una risposta più articolata nelle prossime puntate. See you!

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Palco sul Mare festival: Andrea Celeste Quartet in concerto a Zoagli

    Palco sul Mare festival: Andrea Celeste Quartet in concerto a Zoagli

    Andrea CelesteLa 17esima edizione di Palco sul Mare Festival si chiude quest’anno venerdì 24 agosto a Zoagli con il Premio Via del Campo in tour 2012 assegnato ad Andrea Celeste,  cantante e compositrice dalla vocalità sofisticata e inconfondibile che esplora le atmosfere jazz-soul senza tralasciare quell’immediatezza che contraddistingue la musicalità pop.

    Il quartetto di Andrea Celeste, composto da Alessandro Collina al piano, Pietro Martinelli al basso e Andrea Marchesini alla batteria, propone al pubblico  un repertorio variegato, che spazia dai  brani inediti tratti dall’album di debutto “My reflection” a quelli del repertorio internazionale di Milton Nascimento, Burt Bacharach,  George Gershwin a Steve Wonder.

    Il Comitato Gianni Tassio ha riconosciuto quest’anno il Premio Via del Campo in tour 2012 ad Andrea Celeste  per la sua incredibile capacità di emozionare attraverso una voce che, nonostante la sua giovane età, si sintonizza sulle frequenze dell’anima. Il jazz ed il soul in Italia sono generi di nicchia, come del resto la canzone d’autore e per proporre un certo tipo di musica occorre preparazione, impegno e talento: tutte qualità che Andrea ha pienamente dimostrato di possedere.

    Il concerto è gratuito e inizia alle 21.30

  • Anni 60/70: gli eventi storici alimentano lo sdegno… e la cultura

    Anni 60/70: gli eventi storici alimentano lo sdegno… e la cultura

    In questa rubrica si è cercato di indagare il senso di “mancanza di novità” che ha contraddistinto questi ultimi 15/20 anni. “Mancanza di novità” va qui inteso come assenza di un “suono”, una musica rappresentativa del periodo, “voce” del periodo storico. E per diventarlo non è sufficiente la personalità musicale di qualcuno. Piuttosto occorre che questo “qualcuno” dia voce ed emerga dalla vitalità storico-sociale del periodo considerato. Per cercare di suffragare questa tesi si è preso in considerazione l’arco di tempo anni ’60/’70, che invece ha avuto un suo “suono”… eccome!

    Ma ci sono volute vicende culturali/politiche/sociali che, segnando profondamente il tempo, hanno spinto molti a formare una voce che dicesse “basta” e l’arte penso che trovi il suo senso più autentico proprio nell’urgenza di esprimere la necessità di un cambiamento.

    Nel 1949 – a conclusione di un lungo periodo rivoluzionario- venne proclamata la nascita della Repubblica popolare cinese, guidata da Mao Tse Tung, evento che fece riaccendere in tutto il mondo nuove speranze per un mondo migliore (…e subito procurò nuove illusioni…). E poi non possiamo dimenticare fatti che suscitarono una grande emozione a livello internazionale, diventando immediatamente un simbolo di libertà, soprattutto per le giovani generazioni. All’inizio degli anni ’50 in tutti gli Stati Uniti venne imposto un clima da caccia alle streghe, il cui responsabile operativo fu J. McCarthy, incaricato di stanare ovunque oppositori e “nemici dell’America”. Era quindi sufficiente un minimo di apertura culturale e di impegno intellettuale per essere considerati “comunisti” e finire sotto processo. La vicenda dei coniugi Rosemberg, arrestati nel 1951, accusati, processati e giustiziati nel 1953 con l’accusa di essere spie dell’Unione Sovietica, suscitò internazionalmente grande sgomento. Nel 1963, a Saigon, un monaco buddista, per protestare contro la guerra, si bruciò in piazza. Nel 1965 ci fu a Washington la prima grande manifestazione (30000 persone) contro la guerra in Vietnam.

    Nel 1966 Mao Tse Tung, per conservare il potere, lanciò la “rivoluzione culturale”: almeno per un decennio, decine di migliaia di giovani in tutto il mondo mostreranno nelle manifestazioni di piazza il “libretto rosso” delle guardie rosse cinesi. Nel 1967 ci fu un colpo di stato militare in Grecia e l’uccisione in Bolivia di Ernesto “Che” Guevara, eroe rivoluzionario, amato da tutta la gioventù internazionale impegnata nelle lotte civili e politiche. Nel 1969 un altro giovane, Jan Palach, si arse vivo in Cecoslovacchia, per protestare contro l’invasione sovietica.

    Sempre in quegli anni suscitarono grande indignazione gli scandalosi governi filo-fascisti del Sudafrica e della Rhodesia, che imponevano un regime segregazionista (indicato con il termine “aparthaid”, figlio del colonialismo) contro chi quelle terre le aveva abitate da sempre. E poi ancora le violente rivolte scoppiate negli Stati Uniti, a seguito degli omicidi politici dei fratelli Kennedy, Martin Luther King e Malcom X; l’apprensione internazionale per il susseguirsi di esperimenti nucleari a fini bellici; la strage alle Olimpiadi di Monaco del 1972; la prima crisi petrolifera del 1973 a seguito dei conflitti arabo-israeliani.

    Infine, il sanguinoso colpo di stato in Cile -guidato dal generale Pinochet– finanziato e pilotato dalle multinazionali americane con il placet del governo degli Stati Uniti, resosi “necessario” per il potere capitalistico, perché in Cile nel 1970, per la prima volta a livello internazionale, si era insediato un governo socialista, arrivato al potere con le elezioni democratiche e non con una rivoluzione armata!!! Questo fatto, intollerabile per i potentati industriali (e politici) americani, andava stroncato. E così fu. Ma lo sdegno e le proteste sul piano internazionale furono enormi.

    Ecco, tutti questi fatti, politicamente gravissimi (limitandomi a considerarne solo alcuni fra i più importanti), vennero, per così dire, contrappuntati da eventi culturali o di costume che da un lato riflettevano e dall’altro amplificavano il senso di disgusto nei confronti del (finto) “quieto vivere” della società borghese che, dietro la ricerca e l’ostentazione del benessere economico, nascondeva un vuoto interiore, coperto da comportamenti ipocriti e falsi e da un’educazione bigotta e repressiva. Vediamo, sempre in sintesi, questi eventi.

    Nel 1937 il quadro di P. Picasso “Guernica” esprimendo artisticamente l’orrore della guerra suscitò una grandissima emozione. Nel 1955 il poeta americano Allen Ginsberg lesse per la prima volta in pubblico “Urlo”, poesia di impatto emozionale devastante che costituì fonte d’ispirazione in tutto il mondo per altri testi di denuncia (val la pena di ricordare che “Dio è morto”, canzone-manifesto di Francesco Guccini cantata dai Nomadi nel cantagiro del 1967- e brutalmente censurata- iniziava dicendo: “Ho visto la gente della mia età andare via…” e che una poesia di Riccardo Mannerini, inserita dai New Trolls– con la revisione/elaborazione di F. De Andrè- nel loro album “Senza orario senza bandiera”, apriva dicendo: “Ho veduto….” (entrambi gli incipit devono evidentemente a Ginsberg qualcosa….).

    Nel 1957 uscì “On the road”, romanzo di Kerouac, esponente di punta con Ginsberg, Corso e Ferlinghetti della “Beat Generation”. Anche altri libri e film rivestirono un ruolo decisivo nell’alimentare e rendere culturalmente rilevante la critica radicale al “sistema” (per usare una parola in voga all’epoca). Vediamo alcuni titoli: nel 1955 e nel 1964 escono due libri fondamentali di Marcuse, “Eros e civiltà” e “L’uomo ha una dimensione”; nel 1967 il situazioni sta Guy Debord pubblica “La società dello spettacolo”; un altro situazioni sta Vanegham, pubblicherà “Manuale del saper vivere a uso delle nuove generazioni”. E poi i libri rivoluzionari di W. Reich, fondamentali per la liberazione sessuale. Importanti anche film come “Il laureato” (1967) e musical come “Hair” e “Jesus Christ Superstar” di cui usciranno successivamente anche i film.

    Vorrei ricordare anche due testi importanti per l’animata riflessione estetica e musicale che si conduceva in quegli anni. Si tratta de “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”di W. Benjamin e “Filosofia della musica moderna” di T. V Adorno, esponente di punta della scuola di Francoforte, di cui occorre almeno nominare un altro libro importante: “Minima moralia”.

    Gianni Martini

  • Torre Embriaci: il progetto di ristrutturazione del Fai ancora non parte

    Torre Embriaci: il progetto di ristrutturazione del Fai ancora non parte

    Un gioiello del centro storico che in altre realtà sarebbe valorizzato a dovere, nella nostra città rimane colpevolmente escluso dai circuiti turistici nonostante esista, ormai da anni, un ambizioso progetto di riqualificazione. Parliamo dell’ultima torre medioevale di Genova, Torre degli Embriaci che sovrasta la chiesa di Santa Maria di Castello dall’alto dei suoi 43 metri, costruita a metà del XII secolo, avrebbe tutte le carte in regola per diventare un simbolo della città, invece, da lungo tempo, è abbandonata al suo destino. Eppure sarebbe sufficiente un’adeguata ristrutturazione per restituire questo patrimonio comune ai cittadini genovesi e consentire ai visitatori foresti l’opportunità di ammirare la città vecchia dalla sommità dell’edifico.

    «La costruzione della torre è legata al nome del celebre Guglielmo Embriaco che, assieme alla flotta di Primo di Castello, si distinse nella conquista cristiana di Gerusalemme del 1099 – spiega il sito www.fosca.unige.it (fonti per la storia della critica d’arte) – Originariamente identificato come domus con torre della famiglia Embriaci, il palazzo venne ceduto ai Cattaneo (1514) quando il ceppo originario, mitico erede delle imprese crociate, non aveva più l’autorevolezza di Guglielmo Embriaci conquistatore di Gerusalemme. Nel 1583 fu acquistato da Giulio Sale che lo ristrutturò due anni dopo, secondo i canoni contemporanei (rolli del 1588/2 e 1599/3). Dopo il 1607 il palazzo passò a Gio. Francesco Brignole I (doge nel 1635 – 1637) che vi apportò le trasformazioni leggibili nella fisionomia attuale. Oltre ad una quadratura esterna, di cui rimangono pochi segni, vi sarebbero ancora affreschi attribuiti ad Andrea Ansaldo. Nel 1616 si verificò il primo intervento di sopraelevazione, a partire dal 1680 inizia il progressivo declino della costruzione che rimase proprietà dei Brignole Sale fino al 1869, anno in cui passò ai Melzi d’Eril».
    Dell’intero complesso, la cui leggibilità architettonica fu compromessa alla fine del XIX secolo con la suddivisione in unità abitative indipendenti, l’elemento più monumentale rimane la torre «La massiccia struttura in grossi blocchi di pietra bugnata, alta 41 metri, presenta sottili feritoie nelle cortine murarie per l’illuminazione e alla sommità è coronata da una triplice cornice di archetti pensili sempre più aggettanti».
    Torre Embriaci è l’unica sopravvissuta ad un’ordinanza del 1196 che impose la riduzione dell’altezza di tutte le torri cittadine. Il podestà Drudo Marcellino, infatti, ordinò che nessuna torre potesse superare l’altezza di 80 palmi (circa 20 metri) «Mentre le altre torri (ben 66 in tutta Genova fino al XIII secolo, 33 alla fine del XV secolo) vennero mozzate, una lapide posta alla sua base ricorda che la Torre degli Embriaci, alta 165 palmi, fu risparmiata, forse in ricordo delle gloriose imprese di Guglielmo Embriaco in Terrasanta».

    Il Fai (Fondo Ambiente Italiano) in tempi recenti ha manifestato il suo interesse ad investire nel recupero di un monumento che, senza i necessari interventi di ristrutturazione, rischia di scivolare nell’incuria, ma si è dovuto arrestare di fronte ad insormontabili intoppi burocratici e contenziosi tra i vari proprietari.

    Il problema principale è rappresentato dall’eccessiva frammentazione: la torre, infatti, è parte integrante del Palazzo Brignole Sale (al civico 5 di piazza degli Embriaci), suddiviso tra tanti inquilini privati ed una piccola porzione di proprietà comunale. Di conseguenza per salvarla, occorre che i proprietari – privati e Comune di Genova – decidano di donare la torre al Fondo Ambiente Italiano.

    «Purtroppo la situazione rimane in una fase di stallo e tuttora non sussistono le condizioni per poter intervenire – spiega il capo della delegazione genovese del Fai, Sonia Cevasco Asaro – Noi siamo sempre disponibili a portare avanti il progetto di riqualificazione a fini turistici di Torre degli Embriaci , un luogo storico, a pochi passi dall’area del Porto Antico e del Museo del Mare, che potrebbe essere aperto al pubblico diventando un museo fruibile a tutti».
    Il progetto del Fai parte da molto lontano, come ricorda Cevasco «A distanza di anni dalla presentazione della nostra proposta nessuno è stato in grado di fornirci delle risposte concrete. All’epoca avevamo calcolato anche un’ipotesi di spesa ma oggi, a distanza di tempo, le condizioni sono mutate».
    Nel 2008 si parlava di un investimento di circa 700 mila euro per affrontare il restauro e la messa a norma dell’immobile ai fini della sua fruibilità. Il progetto prevede il recupero delle parti degradate – soprattutto i conci delle facciate, in parte compromessi – l’allestimento di nuovi accessi diretti alla struttura, l’installazione di un ascensore, l’adeguamento degli impianti, la realizzazione di un’illuminazione esterna ed interna.
    Purtroppo non è stato possibile avviare nessuno di questi interventi a causa di un imbarazzante silenzio – da parte dell’amministrazione comunale e dei proprietari privati, i quali più volte, almeno a parole, hanno manifestato la loro disponibilità a donare la torre al Fai, ma non sono mai passati ai fatti – intorno all’unica opportunità per restituire alla città uno dei suoi monumenti più significativi. Attualmente è stato paventato il rischio di un ripensamento definitivo da parte del Fai, stufo di non trovare collaborazione, ma il Fondo Ambiente Italiano smentisce «Non abbiamo intenzione di rinunciare al progetto – conclude Sonia Cevasco – siamo infatti convinti si tratti di un investimento intelligente, in grado di generare un non trascurabile indotto per la città».

     

    Matteo Quadrone