Anno: 2012

  • Sottopasso Cadorna: la riqualificazione deve ancora partire

    Sottopasso Cadorna: la riqualificazione deve ancora partire

    Non è ancora terminata la lunga odissea del sottopasso Cadorna, devastato dall’alluvione del 4 novembre del 2011 e da allora mai più ripristinato e messo in sicurezza. A farne le spese, prima di tutto, gli operatori commerciali che lì sotto lavoravano, costretti a peregrinare ospitati sotto tensostrutture, prima in piazza della Vittoria ed ora nei giardini Caviglia.
    Eppure, proprio quando il mandato dell’ex sindaco Marta Vincenzi stava giungendo al termine, i negozianti erano riusciti a strappare un accordo con il Comune e speravano di risolvere, nel più breve tempo possibile, una situazione ormai divenuta insostenibile, come ricorda il loro portavoce, Maurizio Brancaleoni «Era tutto pronto potevamo iniziare con i lavori per ripartire a settembre ed invece siamo intrappolati nella burocrazia. Assistiamo al palleggio tra Comune ed Aster ed intanto noi andiamo avanti in perdita».
    Nel frattempo già tre attività, sottolinea Brancaleoni, hanno deciso che da agosto smetteranno di lavorare sotto i tendoni «Dobbiamo pagare l’affitto e le utenze senza guadagnare abbastanza per coprire le spese. Non siamo messi bene. So che i nostri architetti ed i dirigenti di Tursi si stanno incontrando, non c’è altro tempo da perdere il Comune deve fare presto».

    La vicenda questo pomeriggio è tornata in consiglio comunale grazie all’interrogazione a risposta immediata (art.54) presentata dai consiglieri Francesco De Benedictis (Idv) e Matteo Campora (Pdl).
    «Sono passati 8 mesi dall’alluvione e tutto tace – afferma Franco De Benedictis, consigliere Idv – Il sottopasso è ancora oggi sbarrato. I negozianti sono costretti a lavorare sotto i tendoni presso i giardini Caviglia di Brignole, un luogo che, come sappiamo bene, specie nelle ore serali diventa rifugio di sbandati e non garantisce la necessaria sicurezza alle attività commerciali. I ritardi nell’esecuzione dei lavori sembra siano dovuti al mancato accordo fra i soggetti coinvolti nella riqualificazione ovvero Aster, l’assessorato competente e gli uffici tecnici comunali».
    I commercianti registrano un drastico calo nelle vendite inoltre, come sottolinea De Benedictis «Per questa soluzione provvisoria pagano ogni mese 200 euro di affitto, altrettanti per il servizio delle guardie giurate ed 80 euro per l’elettricità. Vogliamo avere delucidazioni per quanto riguarda i costi dell’intervento di riqualificazione e soprattutto i tempi necessari».
    Senza dimenticare che occorrerebbe pensare anche ad un accesso adeguato per i disabili, perché «Queste persone hanno tutto il diritto a transitare per il sottopasso», conclude il consigliere Idv.

    «Il 19 marzo 2012 è stato firmato un protocollo d’intesa fra l’amministrazione comunale ed il Comitato Cadorna – aggiunge Campora, consigliere Pdl – I commercianti si sono impegnati ad anticipare le spese di progettazione ed esecuzione dei lavori che poi verranno scalate dal canone d’affitto che viene versato al Comune. La promessa era di riaprire il sottopasso in breve tempo. Così non è avvenuto ed il protocollo è stato disatteso. Esiste la volontà di rendere effettiva questa intesa? Quali sono i tempi? Inutile dire che è un periodo particolarmente difficile per il piccolo commercio e diverse imprese non riescono più ad andare avanti sotto i tendoni. Se non si procede in maniera spedita i negozianti saranno costretti a dover chiudere bottega e avremo altri lavoratori a spasso».

    Ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Oddone, che ha difeso l’operato dell’amministrazione «Noi non vogliamo lasciare soli i lavoratori. Il protocollo firmato dalla precedente amministrazione ha piena validità. Oltre all’impegno di anticipare le spese, l’intesa prevedeva che fossero gli stessi operatori commerciali a redigere la progettazione dei lavori. Il progetto preliminare dei loro architetti è stato trasmesso al Comune all’inizio di luglio. Insieme ad Aster abbiamo effettuato dei sopralluoghi per studiare gli opportuni accorgimenti che permettano un intervento con il minor costo possibile, considerato che comunque queste risorse economiche poi verranno scalate dai canoni d’affitto».
    L’assessore assicura che Palazzo Tursi è impegnato sulla questione «Sappiamo che la situazione attuale non è sostenibile – afferma Oddone – Però allo stesso tempo non possiamo realizzare un intervento di riqualificazione senza prima essere cautelati in maniera adeguata dai rischi alluvionali. I lavori dovranno rispettare i provvedimenti regionali (quindi l’apposita variante di salvaguardia per le aree alluvionate della ValBisagno, ndr) e le norme del Piano di bacino del Bisagno, come recentemente modificate, per garantire l’incolumità di tutti i cittadini».
    Infine, per quanto riguarda l’accessibilità per i diversamente abili, l’assessore non nega che la questione sia inclusa nell’accordo però si tratta di «Un’operazione complicata ed indubbiamente costosa».
    De Benedictis ha replicato «Vediamo di fare in modo che tutti gli operatori commerciali siano messi nelle condizioni ideali per svolgere la loro attività lavorativa. L’accesso al sottopasso resta un diritto delle persone disabili e occorre trovare una soluzione».
    «Riuscire a riaprire il sottopasso Cadorna prima del 4 novembre 2012 sarebbe un segnale importante – conclude Campora – Invito l’assessore a tenere aggiornato il consiglio in merito all’avvio e alla prosecuzione dei lavori».

     

    Matteo Quadrone

  • Alpette Rock Free Festival, ecco l’alternativa al Balla coi Cinghiali

    Alpette Rock Free Festival, ecco l’alternativa al Balla coi Cinghiali

    Il 26-27-28-29 luglio, ad Alpette (TO), ha luogo ARFF 2012, ovvero l’Alpette Rock Free Festival, festival musicale – gemello del noto Balla Coi Cinghiali di Bardineto – che arriva quest’anno alla nona edizione; l’Associazione Culturale ToLocals, insieme al laboratorio di comunicazione Dunter, propone un evento culturale a 360 gradi, con quattro giorni di attività artistiche, performance e musica per uno spettacolo rigorosamente gratuito voluto con grande forza dagli organizzatori e dal pubblico, nonostante le crescenti difficoltà organizzative.

    Quest’anno ARFF si candida ad accogliere molti orfani – liguri e non – di Balla coi Cinghiali, che è stato annullato per quest’estate. Ne abbiamo parlato con Salvatore Perri, direttore artistico del festival: «In primis ci dispiace molto aver ricevuto la notizia della dipartita di BCC per questo 2012 – dice Salvatore – BCC è diventato ormai un punto di riferimento per gli amanti della musica live italiana e la voragine che ha creato non può destare che un grande dispiacere. Molte persone facenti parte dello staff di ARFF, ogni anno, immancabilmente, si dirigono tra gli Appennini di Bardineto a metà AgostoAlpette Rock Free Festival e Balla Coi Cinghiali sono gemellati da uno stile che ha caratterizzato gli ultimi anni della fruizione musicale italiana. Una fruizione ritornata alle origini, basata non esclusivamente sul contenuto musicale, ma sulla voglia di voler vivere un festival in tutte le sue sfaccettature. Dal campeggio, al sole, alle montagne e una voglia di giocare a fare Woodstock senza però essere troppo nostalgici. Ci siamo conosciuti proprio per questa attitudine comune e ormai da anni ci supportiamo per mantenere alta questa tipologia di progettazione artistico-musicale. Siamo certi che Balla tornerà e il suo Cinghiale sarà più testardo che mai. Noi li aspettiamo a braccia aperte».

    Oggi realtà consolidata, ARFF è nato nel 2004 con dimensioni molto più piccole, come evento organizzato tra amici, crescendo anno dopo anno: «Tutto è cominciato una domenica settembrina di ormai 9 anni fa in un piazzale, sull’asfalto, senza un palco. Suonavano gruppi di amici davanti a qualche decina di persone. Negli anni la voglia di mettersi in gioco e provare a professionalizzarci ci ha portato a costruire un evento su più giorni che avesse come spirito imprescindibile la gratuità. Oggi, nel 2012, lo spirito è rimasto intatto e il pubblico è aumentato a dismisura. Ormai i passaggi sono di 2000 persone per ogni serata. E se pensiamo che Alpette è un comune di 200 abitanti a 1000 metri s.l.m. per noi questi sono risultati sensazionali. Per quanto riguarda il numero degli artisti coinvolti, quest’anno ci aggiriamo intorno ai 30, ai quali bisogna aggiungere ancora gli scrittori e i registi che, per la prima volta, avranno a disposizione un proprio spazio per esprimersi e aumentare l’offerta culturale». Andare avanti e offrire uno spettacolo di più giorni in una situazione economica critica che penalizza in primis la cultura è a un tempo ammirevole e arduo, e le difficoltà non mancano; per una volta però si può registrare la presenza positiva delle istituzioni. Racconta Salvatore: «Sai, lo scorso anno abbiamo avuto enormi problemi di progettazione dovuti a mancanze di tipo economico. Abbiamo quindi chiesto alle nostre community una cosa chiara e semplice: “Ma tu ci credi in ARFF?”. La risposta è stata strabiliante. Il pubblico si è mosso, ha reagito e ha supportato il Festival organizzando iniziative culturali, serate benefit, donazioni online e molto altro ancora», dimostrazione di quanto positivamente la gente risponda alle iniziative culturali e artistiche, soprattutto quando si tratti di eventi ricorrenti che entrano nel cuore degli appassionati e diventano appuntamenti irrinunciabili.

    «Il vero motivo che ci spinge ad andare ancora avanti è proprio quello di voler ringraziare, più che mai, chi ci ha dimostrato questo grande affetto. Senza di loro, Alpette Rock Free Festival non esisterebbe più. Per quanto riguarda il supporto dalle istituzioni invece, è doveroso ringraziare la Camera di Commercio di Torino, il Comune di Alpette e la Fondazione CRT che hanno creduto nell’idea di progetto culturale permettendoci ancora una volta di esserci».           

    L’edizione di quest’anno prevede, oltre ai concerti, una serie di attività durante l’arco di tutte le 4 giornate: «Attività di yoga e meditazione al mattino, sonorizzazioni elettroniche all’interno del Planetario, l’apertura straordinaria dell’Osservatorio Astronomico per la visione del Sole, presentazioni di libri (Mao, Fabrizio Vespa, Marco Peroni, Rocco Sciarrone), salotti con gli artisti a cura di Rockerilla, proiezioni di videodocumentari e moltissimo altro ancora. Vi aspettiamo dal 26 al 29 Luglio. Sarete i benvenuti. L’unica regola qui è quella di rispettare il paese e i suoi abitanti. Di darsi una mano vicendevolmente per mantenere “pulito” il Festival. Ci piace pensare che (e questo è il motto di ARFF, n.d.r.): “Qualcosa Accadrà. E sarà incredibile”».

    Per tutti gli aggiornamenti si possono consultare la pagina Fb dell’evento e il sito dell’Associazione Culturale tolocals.com.

     

    Claudia Baghino
    [foto di Constanza Rojas]

  • Mondomare festival: musica, incontri e teatro a Lavagna

    Mondomare festival: musica, incontri e teatro a Lavagna

    Banda di piazza CaricamentoIl Teatro dell’Archivolto organizza anche quest’anno Mondomare festival appuntamento giunto ormai alla settima edizione: due giorni di musica, incontri e spettacoli a Lavagna.

    Il programma dell’evento prevede sabato 21 luglio dalle ore 18.30 nel suggestivo Sottoporticato Brignardello, un incontro con il filosofo e giornalista Armando Massarenti, che presenta il suo libro “Perché pagare le tangenti è razionale ma non vi conviene”. Massarenti utilizza la filosofia per esplorare le dinamiche della quotidianità. Responsabile del supplemento culturale La Domenica del Sole 24 Ore, nello scorso febbraio ha dato il via al dibattito su cultura e sviluppo con la pubblicazione del manifesto “Per una costituente della cultura”, tema sui cui tornerà anche durante l’incontro, che sarà condotto dalla giornalista del Corriere della sera Erika Dellacasa.

    Si prosegue alle ore 20.30 nei Giardini della Torre con Eugenio Allegri, in un’anteprima speciale, una prima lettura pubblica del copione dello spettacolo dedicato a Enrico Berlinguer che aprirà la stagione 012_013 del Teatro dell’Archivolto. Berlinguer fu un uomo estremamente riservato, caratterizzato da una sobrietà quasi antica, e allo stesso tempo capace di esercitare uno straordinario carisma e di bucare lo schermo televisivo come nessun altro politico prima di lui. Ripercorrendo la sua biografia, si apre davanti ai nostri occhi uno spaccato di storia italiana con le sue contraddizioni, le sue tragedie e le sue speranze, in un’epoca in cui utopie e ideologie sembravano ancora possibili.

    La serata si chiude in piazza Marconi con il jazz di Eva Cortés accompagnata da Pepe Rivero (pianoforte), Mauro Gargano (contrabbasso) e Michele Salgarello (batteria). Spagnola, originaria dell’Honduras, con cinque dischi all’attivo, è una frequentatrice abituale dei palcoscenici europei, dalla Francia alla Scandinavia, dal Portogallo alla Russia, ma è stata anche ospite del famoso Blue Note di New York. Per la capacità di fondere nelle canzoni che compone jazz, flamenco e ritmi caraibici è considerata la regina del Latin Jazz

    Nella giornata di domenica 22 luglio l’ospite d’eccezione è il regista Enrico Casarosa, che alle ore 18.30 nell’Auditorium Campodonico presenta il suo cortometraggio d’animazione “La Luna” – per cui ha ricevuto la candidatura agli Oscar 2012 – e il video che ne documenta la realizzazione, “The making of La Luna”. Originario di Lavagna, Enrico Casarosa si è trasferito negli Stati Uniti negli anni ’90 per seguire il suo percorso nel mondo dell’animazione. Dal 2002 lavora alla Pixar, dove ha partecipato come story artist a film come “Cars”, “Ratatouille” e “Up”. Il suo cortometraggio, il primo diretto da un italiano prodotto dalla Pixar, uscirà in Italia il 5 settembre come prologo del film “Brave”. E’ la storia di un bambino alla scoperta del segreto della sua famiglia e racchiude in sé l’atmosfera del mare della Liguria.

    Alle ore 21 ai Giardini della Torre un’anteprima del monologo di Giorgio Scaramuzzino “Dentro gli spari. Una storia di mafia”. Tratto dal libro “Io dentro gli spari”  di Silvana Gandolfi, Premio Andersen 2011, è la storia di Santino, un bambino di 7 anni, cresciuto in un piccolo paese della Sicilia, in un ambiente in cui regna l’omertà. Sfuggito per miracolo a un agguato mafioso in cui vengono uccisi il padre e il nonno, troverà il coraggio di ribellarsi e testimoniare contro i killer. Un messaggio di riscatto e una presa di coscienza nel ventennale della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

    Il festival si chiude in Piazza Marconi alle ore 22 con il concerto della Banda di Piazza Caricamento Ri-Ciclo Music, un progetto di Davide Ferrari e Hicham Lahyani all’insegna del divertimento e dell’ecologia. Un’iniziativa a basso impatto ambientale, in cui il pubblico sarà invitato a pedalare su biciclette che, collegate a uno speciale sistema di alimentazione (, produrranno l’energia sufficiente ad amplificare il concerto. Anche le sonorità dei nuovi brani proposti hanno in sé delle sonorità “riciclate”, grazie all’utilizzo di strumenti originali, creati dai musicisti con materiale di recupero preso dalla strada.

    Tutti gli eventi di Mondomare festival sono a ingresso libero.

  • Pegli, ex ospedale Martinez: la piastra poliambulatoriale è necessaria

    Pegli, ex ospedale Martinez: la piastra poliambulatoriale è necessaria

    La piastra poliambulatoriale prevista nell’area adiacente all’ex Ospedale Martinez di Pegli, dopo mesi di animate discussioni all’interno del consiglio regionale, torna al centro dell’attenzione grazie ad un’interpellanza, presentata dai consiglieri Paolo Gozzi (Pd) e Antonio Bruno (Fds), che sarà discussa oggi a Palazzo Tursi.
    «Abbiamo deciso di chiedere al Sindaco ed alla Giunta una presa di posizione, decisa, in favore di un’opera che era già finanziata e che riteniamo imprescindibile ed essenziale per il nostro territorio», spiegano i due promotori. Parliamo di un progetto presentato pubblicamente e dato per certo, di cui era già stato diffuso il disegno definitivo e addirittura il cronoprogramma dei lavori.

    «In più occasioni pubbliche, ed in particolar modo durante diverse sedute del Consiglio di Municipio Ponente, l’Assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo ed i Direttori dell’Asl3 Genovese avevano sempre dichiarato che i fondi ex art. 71 per la realizzazione della Piastra del Martinez erano vincolati a tale finalità e che ogni eventuale modifica avrebbe dovuto essere autorizzata dal Ministero della Sanità – spiega Paolo Gozzi – Inoltre, l’Assessore Montaldo aveva affermato più volte che l’edificio dell’ex Ospedale Martinez non sarebbe stato “cartolarizzato” e venduto se non dopo aver consegnato, alla popolazione locale, la Piastra Poliambulatoriale del Martinez operante nel pieno dello proprie funzionalità».
    Ma nel febbraio scorso Regione Liguria e Comune di Genova hanno firmato un protocollo d’intesa che individua il sito di Villa Bombrini a Cornigliano quale area sulla quale sarà realizzato l’ospedale unico del Ponente e, contestualmente, stabilisce quali sono e quali saranno le Piastre Poliambulatoriali site sul territorio genovese. Le piastre sanitarie citate sono quella di Voltri (area ex Coproma-Tecsaldo), di Teglia (area ex Mira Lanza), di S.Fruttuoso–Corso Sardegna (area ex Mercato Ortofrutticolo) e di Quarto (nell’ambito del processo di riorganizzazione dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico).
    Mentre non viene per nulla menzionata la Piastra di Pegli, scatenando così le giustificabili preoccupazioni della popolazione pegliese in merito all’intenzione della Regione Liguria di escludere dal piano di costruzione delle piastre poliambulatoriali sul territorio genovese quella prevista nell’area adiacente all’ex Ospedale Martinez.

    «Il progetto per la realizzazione della Piastra Poliambulatoriale del Martinez è stato da tempo completato e sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale il 31 gennaio 2012 – scrivono Gozzi e Bruno nell’interpellanza – Lo stesso giorno il Consiglio Comunale di Genova ha approvato e portato a compimento definitivo il percorso circa le opere afferenti la Piastra Poliambualtoriale del Martinez anche dal punto di vista urbanistico, definendo opportunamente che tale area è dedicata alla destinazione d’uso di tipo socio- sanitario per potervi realizzare le opere afferenti il progetto a suo tempo approvato dal Municipio. Tali lavori avrebbero dovuto prendere avvio entro la fine dell’anno 2011 e concludersi entro il 2013».
    L’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo, invitato presso il Consiglio del Municipio Ponente alla seduta del 16 marzo 2012 «Ha confermato il differimento, a data da definirsi, della realizzazione dell’opera, come del resto già comunicato in sede di Consiglio Regionale, fornendo anche comunicazione circa l’utilizzo dei fondi per altri interventi e l’avvenuta cessione ad ARTE dell’edificio già Ospedale Martinez, in vista di un’alienazione – continua l’interpellanza – Nella stessa sede l’Assessore ha fornito la disponibilità ad individuare soluzioni di carattere precipuamente finanziario che consentano di ritornare su tale decisione, già adottata in sede di Giunta Regionale e ribadita nella convenzione stipulata con il Comune di Genova».
    Nonostante questo impegno non si è registrato alcun ripensamento da parte regionale ed anzi «È stato approvato, con deliberazione ASL, un cronoprogramma di dismissione ed alienazione dell’immobile dell’ex Ospedale Martinez da effettuarsi entro il 2014 – precisano i consiglieri – Nel medesimo documento, peraltro, la stessa ASL evidenzia le criticità “connesse alla necessità di acquisire e/o realizzare spazi alternativi in cui trasferire le attività dell’ASL ivi ubicate”».

    «Nella seduta di lunedì 13 febbraio il Consiglio del Municipio VII Ponente ha assunto una posizione unanime di forte critica nei confronti della decisione, evidenziando le forti ricadute negative che la stessa avrà sul territorio del Ponente», sottolinea Gozzi.
    «La popolazione pegliese assomma a circa 33.000 abitanti ai quali vanno aggiunti altri 8mila residenti praesi che insistono sullo stesso potenziale bacino di utenza territoriale – spiega Gozzi – Ciò costituisce un ragguardevole e consistente nucleo di cittadini che giustifica ampiamente la realizzazione di una piastra poliambulatoriale di facile e comodo utilizzo».
    Non realizzarla, secondo il consigliere Pd, equivale ad una scelta politica inaccettabile «La Piastra di Pegli si inserisce in un disegno complessivo di equilibrio territoriale e di equità, in cui era stato deciso che, sul territorio del Ponente, si sarebbero affiancate alla Piastra di Villa de Mari in Prà-Palmaro, le altre due strutture di Voltri e di Pegli. Il venir meno di quest’ultima determinerebbe un pesante squilibrio territoriale di un servizio essenziale quale è quello sanitario». Oggi, infatti, la piastra sanitaria di Villa de Mari, posta lungo l’Aurelia in posizione logistica oggettivamente critica e carente di spazi per posteggi, spesso risulta sovraffollata e subissata dalle richieste di prestazioni sanitarie territoriali degli abitanti dell’intera zona di Prà.

    «Con alterne vicende, una prima parte di stanziamenti ex art. 71, erano stati utilizzati per la realizzazione degli attuali ambulatori inseriti ai piani terra dell’edificio con accesso da via Pegli – sottolinea l’interpellanza – in questo contesto, assume particolare gravità la cessione dell’edificio ex Ospedale Martinez, ove al momento sono svolti alcuni servizi propri di una piastra ambulatoriale, senza che sia contemplata la costruzione della nuova struttura poliambulatoriale prevista nell’area adiacente l’ex Ospedale stesso».
    Per i motivi sopra citati, i Consiglieri Paolo Gozzi (Pd) ed Antonio Bruno (Fds) «Chiedono l’impegno al Sindaco e alla Giunta ad attivarsi affinché la piastra poliambulatoriale dell’ex Ospedale Martinez venga ricompresa nel piano sanitario della Regione Liguria».

    Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’interpellanza.

     

    Matteo Quadrone

  • Studio Storie: apre a Genova la scuola di scrittura di Sergio Badino

    Studio Storie: apre a Genova la scuola di scrittura di Sergio Badino

    Sergio BadinoA margine della nostra intervista di qualche mese fa, Sergio Badino lo aveva preannunciato: “Sto progettando l’apertura di una scuola di scrittura“.

    Dopo il successo del corso Professione sceneggiatore all’Accademia Ligustica di Belle Arti, che quest’anno ha raggiunto la sua quarta edizione, a settembre 2012 inaugurerà la scuola di storytelling, sceneggiatura e scrittura Studio Storie.

    La sede è Corso Solferino 8/3 e il primo corso attivato (in orario serale, a partire dal prossimo autunno) verterà sul tema “Costruire una trama: dall’idea alla sinossi“.

    Per tutte le informazioni sui corsi si può contattare Sergio Badino al numero 340 6456634 o all’indirizzo mail info@studiostorie.com.

    Marta Traverso

  • L’emozione di essere in Liguria: bando di concorso per video

    L’emozione di essere in Liguria: bando di concorso per video

    L’Agenzia Regionale per la promozione turistica In Liguria (Agenzia in Liguria) ha indetto un concorso per video allo scopo di promuovere l’immagine turistica del territorio e favorire l’arrivo di turisti nella nostra regione.

    Tema del concorso è realizzare video di durata massima novanta secondi che trasmettano con un approccio inedito e originale emozioni ed esperienze vissute in Liguria, i cui destinatari siano potenziali turisti italiani e provenienti dall’estero. Il contenuto dei video potrà rappresentare un aspetto dell’offerta turistica ligure (mare, gastronomia, arte e cultura, borghi ecc) oppure le sue diversità del paesaggio (costa, entroterra, montagna, ecc).

    I video potranno contenere anche contenuti multimediali quali musica, computer grafica, elaborazioni 3D, e così via. Qualora i video presentino parti vocali in italiano, dovranno essere inseriti sottotitoli in inglese (viceversa, se le parti vocali sono in lingua straniera, sottotitoli in italiano).

    I video vanno caricati sul portale Zooppa.it nella sezione dedicata al concorso entro il 1 ottobre 2012.

    L’agenzia In Liguria utilizzerà tutti i video pervenuti sui suoi canali web (il portale www.turismoinliguria.it, social media, blog) e per i primi due classificati è prevedibile anche la diffusione offline.

    I video ritenuti migliori dalla giuria si spartiranno un montepremi complessivo di 19.000 $ (da convertire in euro), così suddiviso:
    – miglior video: 6.000 $
    – secondo classificato: 5.000 $
    – terzo classificato: 3.500 $
    – quarto classificato: 2.000 $
    – quinto classificato: 1.500 $
    – menzione d’onore: 1.000 $

  • Superbirra, birre italiane e dal mondo al Porto Antico di Genova

    Superbirra, birre italiane e dal mondo al Porto Antico di Genova

    Bicchieri birraUn evento per gli amanti della birra, con oltre 80 tipi di birre artigianali provenienti da tutto il mondo e introvabili nella grande distribuzione.

    Questo e molto altro nella terza edizione di “Superbirra – Birre buone italiane e dal mondo”, fiera ospitata nella piazza delle feste del Porto Antico di Genova da venerdì 20 a domenica 29 luglio.

    Per oltre una settimana sono in programma degustazioni di birre artigianali, in bottiglie, alla spina, laboratori per conoscere la loro composizione e il metodo di produzione, riconoscerne i diversi sapori, scoprirne i tipi di produzione, le provenienze,  e scoprire i migliori abbinamenti con i cibi.

    In più,  gli incontri con alcuni dei produttori e la musica dal vivo. Ospite d’onore della manifestazione il genovese Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, uno dei più grandi esperti di birra italiani. Dabove darà vita a laboratori di degustazione, per cogliere tramite il naso e le papille gustative i molteplici aromi e i sapori che le birre sanno regalarci.

    Quattro i concerti in programma:

    Mercoledi 25 luglio

    Federico Sirianni & Gnu Quartet. Un cantautore pluripremiato e un quartetto che ha seminato collaborazioni con i maggiori artisti italiani s’incontrano per dare vita a uno spettacolo originale dove la canzone d’autore, il rock e la musica da camera si intrecciano.  “Nella prossima vita” è il risultato del loro incontro, il nuovo disco di Federico Sirianni realizzato in stretta collaborazione con gli Gnu Quartet, che ne hanno curato gli arrangiamenti. Il disco è in uscita nel prossimo autunno, ma il concerto estivo presenterà in anteprima il progetto per poi trasformarsi in vero e proprio tour.

    Giovedì 26 luglio

    Alberto Malnati big-gift quartet (jazz /fusion quartet) Il nuovo quartetto di Alberto Malnati nasce dalle ceneri del big-gift quintet, formazione di All-stars ( S.Everett, A. Pozza, S. Guazzo, F. Reggio) che Malnati aveva riunito alla fine degli anni 90 per il suo primo disco da band leader. Il nuovo big gift annovera alcuni dei più bravi musicisti della nuova generazione genovese come il brillante chitarrista Max Currò, il virtuoso Marcello Picchioni al piano ed il bravissimo Folco Fedele alla batteria ed è caratterizzato da sonorità più elettriche e da una ricerca ritmica con suggestioni funky -jazz e jungle.

    Sabato 28 luglio

    Bluesalicious  (jump blues & Swing band). I Bluesalicious hanno un repertorio variegato che spazia dal jump blues al jive, dallo swing al boogiewoogie e si presta sia ad un pubblico di appassionati ascoltatori che ad uno di sfrenati bellerini Jive. In due ore di show porteranno gli ascoltatori indietro nel tempo. All’epoca di Albert Ammons e Pete Johonson, di Louis Prima e Louis Jordan, Nat King Cole e Big Joe Turner fino allo scatenato swing di Ray Charles, in un viaggio carico di passione e ottima musica!

    Domenica 29 luglio

    Hard beat trio (Latin-Funk- Jazz Trio). Band attiva dal 2009, Annovera alla batteria il fuoriclasse statunitense Rob Lopez , il brillante hammondista Luca Dell’Anna e il dinamico Alberto Malnati al basso, i tre passano con estrema disinvoltura dalla rilettura di classici standards in puro stile hard bop a grooves funky e ritmi latin. La pulsione swingante di Lopez e Malnati sorregge alla perfezione l’arrembante hammond di Dell’ Anna in una performance carica ed intensa.

    Tutti i giorni dalle ore 19 alle ore 00.30, ingresso libero

  • Palco sul mare 2012: concerti gratis in Riviera, il programma

    Palco sul mare 2012: concerti gratis in Riviera, il programma

    Concerto musica liveTorna anche quest’anno Palco sul mare, la rassegna di concerti e spettacoli di cabaret che ogni estate anima le località della riviera ligure di Ponente e Levante con spettacoli gratuiti e a pagamento. L’evento, giunto alla 17a edizione, avrà quest’anno ospiti di spicco come la Pfm e i Gnu Quartet, per otto serate che si avvincenderanno dal 20 luglio al 24 agosto.

    Questo il calendario completo.

    Venerdì 20 luglio, Levanto (piazza Cavour)
    Cabaret: Onda di Risate con Stefano Chiodaroli
    Spettacolo gratuito
    Il comico ha avuto il riconoscimento della prima edizione di Onda di Risate, istituito dal Festival in collaborazione con il Consorzio Turistico Occhioblu Levantoinforma.

    Lunedì 23 luglio, Genova (Arena del Mare)
    Genova Contest Band: Coffee & Cigarettes, Paolo Traversa, Doremiflo, Overoots.
    Spettacolo a pagamento (5 €).
    Quattro band liguri i cui generi variano tra rock, pop, blues e musica d’autore. Il pubblico e una giuria voteranno la band vincitrice.

    Mercoledì 25 luglioGenova (Arena del Mare)
    Ut, l’anima prog dei New Troll.
    Spettacolo a pagamento (primo settore 15 € – secondo settore 12 € – Tribuna 10 €).

    Giovedì 26 luglioGenova (Arena del Mare)
    Pfm, esecuzione integrale del concerto con Fabrizio De Andrè del 1979.
    Spettacolo a pagamento (primo settore 32 € – secondo settore 28 € – Tribuna 25 €).

    Martedì 31 luglio, Recco (lungomare)
    Seriamente comici: Francesco Rizzato – Arturo Di Tullio- Eugenio Chiocchi
    Spettacolo gratuito.

    Martedì 14 agosto, Arenzano (piazza Rodocanachi)
    Premio Gruppi de Sâ, riservato ad artisti liguri: Giua e Armando, Corsi Rebis, Cristiano Angelini.
    Spettacolo a pagamento (8 €).

    Mercoledì 15 agosto, Moneglia (piazza Caduti di tutte le guerre)
    Gnu Quartet
    Spettacolo gratuito.

    Venerdì 24 agosto, Zoagli (piazza XXVII Dicembre)
    Premio Via del Campo 2012: Andrea Celeste Quartet
    Spettacolo gratuito.

    Tutte le serate avranno inizio alle 21.30 e si terranno anche in caso di pioggia.

  • Regione Liguria: al via il piano per gli acquisti verdi

    Regione Liguria: al via il piano per gli acquisti verdi

    Un piano regionale per gli acquisti verdi che consente di coniugare le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica con gli obiettivi di programmazione di acquisti, che tengano conto dei criteri ambientali legati all’uso delle risorse naturali, ai processi produttivi, all’utilizzo dei prodotti e allo smaltimento dei rifiuti.
    Questo il provvedimento presentato stamattina dalla Regione Liguria. In pratica uno strumento operativo di politica ambientale studiato per favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e di servizi a ridotto impatto ambientale, agendo sulla domanda pubblica.

    Grazie alla partecipazione come partner al progetto europeo Life+ GPPinfoNet e come capofila al progetto europeo Promise, il dipartimento ambiente della Regione Liguria ha sviluppato negli ultimi anni diverse iniziative formative e di sensibilizzazione sul tema del Green Public Procurement (GPP), ossia degli Acquisti Verdi Pubblici, accompagnando gli enti locali in un percorso di crescita verso la sostenibilità ambientale.
    Il piano costituisce un’importante tappa di questo percorso, in quanto offre proprio agli enti pubblici un utile supporto nelle loro attività di programmazione e di monitoraggio degli acquisti verdi.
    Il piano, realizzato dalla società in-house Liguria Ricerche con il contributo tecnico della società Punto3, è previsto da una legge regionale ed è in linea con il Piano di Azione Nazionale e con la normativa europea sul tema del GPP.

    La Liguria è tra le prime Regioni italiane ad aver adottato non solo una normativa specifica, ma anche un modello di piano per gli acquisti sostenibili dal punto di vista ambientale «Favorire una domanda pubblica più attenta alla tutela delle risorse naturali vuol dire spingere il mercato a crescere nella direzione della ricerca di una continua innovazione e promuovere una cultura ambientale più consapevole e più rispettosa del mondo in cui viviamo», sottolineano gli assessori all’ambiente e al Bilancio, Renata Briano e Pippo Rossetti.

  • Piergiorgio Colombara, a tu per tu con il celebre scultore genovese

    Piergiorgio Colombara, a tu per tu con il celebre scultore genovese

    Piergiorgio Colombara, artista genovese, è in attività dalla fine degli anni settanta; ha al suo attivo numerose personali e collettive sia in Italia sia all’estero, e una recente partecipazione alla Biennale di Venezia nel 2009. A Genova ha esposto l’ultima volta nel 2011 presso il Palazzo della Borsa con una mostra intitolata “La sala delle grida”. L’abbiamo incontrato nel suo studio dove abbiamo parlato del suo lavoro, circondati dalle sue opere, disegni, collages, e sculture leggere e dorate.

    Come è emersa in te l’esigenza di fare scultura?
    Io ho studiato architettura quindi c’è sempre stato in me un interesse per la forma e lo spazio. Non mi interessava fare l’architetto, ma lo studio dell’architettura, e questo studio me lo sono portato dietro poi nella mia ricerca e nel mio lavoro. Anche nelle mie prime sculture lo spazio è sempre molto importante.

    Come si è evoluta negli anni la tua ricerca? E inoltre, è una ricerca interiore che prende forma visibile nell’opera, o il primo spunto viene dall’esterno?
    Io cerco di dare forma all’interno, a ciò che vivo internamente; è una scultura che – così come i miei disegni e i collages – parte da elementi come il tempo, la memoria. Sto attento alla poetica delle forme e dei contenuti.

    Scultura, disegni, collages sono binari paralleli?
    Sono binari paralleli da sempre; i grandi disegni poi possono sfociare in sculture, ma nascono autonomamente.

    Quando un’opera è sottoposta al pubblico, a meno che l’artista non sia lì ad illustrarla a ogni singolo spettatore, la fruizione avviene attraverso la sensibilità personale e l’individualità di ognuno, quindi possono esserci tante interpretazioni quante sono le persone che guardano l’opera. Tu credi che l’arte vada spiegata? E se qualcuno vedesse in un tuo lavoro qualcosa di lontano o opposto a ciò che volevi esprimere?
    Libertà assoluta. Si possono mettere certi paletti, ma molto generali, e io tendenzialmente non spiego mai… tecnicamente sì, ma sul significato no, non l’ho mai fatto.

    Che materiali prediligi e come li lavori?
    In scultura ho lavorato, fino al 2000, materiali come ottone, rame, ferro, piombo, cera. Io faccio il modello e poi lo porto in fonderia, dove il lavoro va avanti insieme al fabbro. Da questo vanno escluse le cose piccole che invece faccio qui in studio. Fino al 2000-2001 avevo già fatto opere in bronzo ma in maniera sporadica (una molto grande per esempio quando avevo vinto un concorso a Venezia): da allora invece ho cominciato a lavorarlo in modo più sistematico, utilizzando prevalentemente questo materiale.

    La suggestione di certe superfici dorate mi ricorda le “cascate d’oro brunito” di Baudelaire… c’è qualche eco di letteratura, poesia o musica nei tuoi lavori?
    Sì, da sempre. Io amo molto anche cinema e teatro, quindi grande attenzione alle sceneggiature, tant’è vero che quando faccio delle installazioni sono sempre molto teatrali. Mi interessa come viene fuori l’opera, ma soprattutto come dialoga con lo spazio; non si può fare sempre un’installazione perché ci vogliono determinate condizioni, ma quando è possibile a me interessa stravolgere lo spazio. Per esempio in occasione di una mostra che avevo fatto alla Permanente a Milano avevo trasformato il grande spazio espositivo bianco, asettico, di 500 metri quadrati, in una grande quinta teatrale nera, dove ho collocato tutte le opere. Anche lì la cosa più importante per me è stato stravolgere lo spazio e farlo diventare un’altra cosa.

    A tal proposito, due tematiche che tratti sono la “assenza-silenzio” e la “memoria-spazio”. Puoi spiegarle?
    La memoria-spazio è una memoria atemporale, non solo mia. Entrano dentro il mio lavoro le fascinazioni delle architetture medievali per esempio. Il silenzio invece è per esempio in queste sculture degli ultimi dieci anni in cui non c’è corpo: il corpo se ne è andato, rimane solo l’involucro, la veste, quindi il silenzio. E c’è la memoria di quello che poteva esserci dentro. La vita, l’assenza della vita. Tutti questi elementi sono presenti nella mia ricerca fin dall’inizio.

    Dalle opere di piccolo formato alle installazioni ambientali: in quale dimensione ti trovi più a tuo agio?
    Per me non ci sono differenze: se l’opera piccola è felicemente realizzata, si può realizzare anche quella grande. Le uniche differenze sono di tipo tecnico, nei materiali, ma l’equilibrio che c’è nel piccolo c’è anche nel grande. E poi dietro ogni opera c’è una riflessione, un lungo percorso che dura a volte mesi, dal progetto all’opera finita.

     

     

     

     

     

     

    Secondo te cosa manca a Genova per favorire gli artisti contemporanei?
    Intanto mancano grosse gallerie e grossi mercati; negli anni sessanta e settanta ci sono state gallerie importanti a livello nazionale e non solo. Realtà di quel tipo sono trainanti per l’interno e per l’esterno, ma se non ci sono questi punti fermi in una città, ecco che viene meno tutto il giro. Poi c’è un problema di mentalità, non c’è mentalità del rischio, quindi quando va bene l’autore in questa città sopravvive, oppure se ne deve andare. O altrimenti sta qui ma lavora fuori; io lavoro molto con gallerie di Milano. Ho lavorato molti anni con gallerie di qui ma il risultato è stato sempre piccolo. Le istituzioni adesso fanno quello che possono, ma in passato non hanno mai brillato. Chi ha fatto il lavoro sono sempre state le gallerie private. Adesso che non ci sono soldi poi è ancora più difficile. Per come è oggi a livello mondiale, il contemporaneo diventa remunerativo solo se si fanno grosse strutture, con grandi impegni e collaborazioni tra pubblico e privato; ci sono anche dei pericoli, perché ciò a cui stiamo assistendo è che l’arte contemporanea di alto mercato è solo mercato. Sono operazioni commerciali internazionali in cui si fanno alzare le quotazioni di un artista, ma l’arte non è quello.

    L’annosa questione su cui si interrogava già Duchamp… 
    Duchamp in questo è stato eccezionale, il negativo è stato decenni di piccoli “duchampini”… comunque scrittori e critici ultimamente stanno scrivendo su giornali e libri circa le cose che non vanno nell’arte contemporanea, del fatto che il mercato è diventato preponderante e che siamo vicini alla moda, al lancio di un autore come fosse il lancio di un prodotto.

    Parlando di pubblico invece, forse qui ha pochi strumenti critici per capire l’arte contemporanea.
    Qui a Genova sì, però ci sono molte realtà in Italia che manifestano un enorme interesse per il contemporaneo, dove ci sono collezionisti che fanno a gara per comprare… mi vengono in mente Torino, Reggio Emilia, ma ci sono tante altre realtà, anche piccole.
    Purtroppo spesso l’arte contemporanea si è ridotta a un territorio d’elite, e questo è un errore; certo che i collezionisti e i critici capiscono, ma la massa con cui entrare in contatto è più grande.

    Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Zero Festival 2012: nuova edizione al Parco Tigullio di Lavagna

    Zero Festival 2012: nuova edizione al Parco Tigullio di Lavagna

    Concerto musica liveDa giovedì 26 a sabato 28 luglio appuntamento con l’ottava edizione di Zero Festival, tre giorni in scena al Parco Tigullio di Lavagna organizzati dall’associazione Binario Zero.

    Questo il programma dei concerti, tutti a ingresso gratuito.

    Giovedì 26 luglio
    La Spiegazione, “Tecnomaleducazione” di genere indie
    Fish Bones, note scatenate per veri intenditori di rockabilly
    Lo-fi sucks, il post-rock più fulmineo della Liguria
    Selton, dal Brasile una band dal sapore un po’ beat e un po’ pop.

    Venerdì 27 luglio
    Checkmate, alternative rock “spettinato”
    The Wavers, un’esperienza imperdibile per chi vuole cavalcare le onde del rock
    The Scala’s Big 9, che hanno esordito nell’ultima edizione di Balla coi Cinghiali
    Zibba + Raphael + Bunna (Africa Unite)

    Sabato 28 luglio
    Paolo Saporiti, cantautore
    Seele Brennt, improvvisazione e istinto per una giovane band tutta da scoprire
    Drink to me, elettronica e pop per una delle più seguite indie band italian
    Civil civic, chitarre e synth dall’Australia.

  • Fontanbury Free Festival Rock a Moconesi

    Fontanbury Free Festival Rock a Moconesi

    Batteria piattoSabato 21 luglio si balla sui bricchi della Valfontanabuona grazie al Fontanbury Free Festival Rock.

    A partire dalle ore 18, in via Casella 6 a Moconesi alto, musica live, stand gastronomici, concerti, apertura speciale del museo del videogioco, vendita parmigiano pro terremotati e altre iniziative.

    Tra i protagonisti della serata:

    -La maschera di cera, paladini del prog rock dell’ultimo decennio,  si tratta di un ricercato ensemble di musicisti in cui rivive la totale dedizione artistica tipica degli anni settanta. Varcati i confini nazionali ed europei, sono arrivati al loro quarto disco, sotto la produzione di Franz di Cioccio.

    Bosio con il loro pop contaminato in cui genuinità e spontaneità hanno la meglio. Il loro primo album in uscita, “L’abbrivio”, promette essere un caso unico nell’attuale panorama della musica indipendente italiana.

    -LinFante, giovane ed arrabbiato folker cremonese, di madre belga e padre arbëreshë, interpreta con chitarra ed armonica le frustrazioni del suo tempo: amore e odio, partire o restare, essere o come vorrei essere. Appoggiato dall’etichetta milanese “noiseville”, ha recentemente diviso il palcoscenico con artisti affermati quali Zen Circus e Bob Corn.

    Vico dell’amor perfetto, la macchina del tempo ci riporta sul finire degli anni settanta, quando le sonorità prog e la ricercatezza dei testi, prerogativa del rock di quegli anni, incontravano le novità wave del momento. Oscuro progetto underground, i Vico rappresentano una quinta dimensione musicale che oscilla fra poesia metropolitana e danza vorticosa.

    A rappresentare il levante, i vincitori del concorso fontanbury di questo 2012: Admal dalla Valfontanabuona, Alkaseltzer da Uscio, The Jukebox da Chiavari. In più il dj set di Tot en tanz.

  • Terzo Valico: assemblee con le famiglie che dovranno lasciare le proprie case

    Terzo Valico: assemblee con le famiglie che dovranno lasciare le proprie case

    Gli abitanti di Fegino, costretti ad abbandonare le proprie case per lasciare spazio ai cantieri del Terzo Valico, sono stati i primi ad essere convocati in assemblea da Comune e Municipio Val Polcevera, per fare il punto della situazione ed offrire loro il sostegno delle istituzioni locali.

    Parliamo di una dozzina di famiglie che hanno partecipato alla riunione con i rappresentanti del Cociv (il concessionario dei lavori), di Palazzo Tursi, Regione Liguria e Municipio, mentre oggi pomeriggio sarà la voltà di altre 12 famiglie residenti a Pontedecimo, in particolare nella zona di via Pieve di Cadore.

    «Abbiamo voluto avvisare gli abitanti per dare vita ad un confronto sereno – spiega il vice sindaco, Stefano Bernini – L’impegno del Comune è quello di affiancare le famiglie nel percorso di avvicinamento agli espropri».

    Il tentativo è quello di evitare, sul territorio genovese, i momenti di tensione che si stanno vivendo in questi giorni in Basso Piemonte. Fra Serravalle Scrivia ed Arquata, infatti, prosegue la mobilitazione dei cittadini impegnati in blocchi stradali che, almeno finora, hanno impedito gli espropri.

    I tempi comunque non sono strettissimi «Gli espropri dovrebbero essere operativi entro 1 anno e quindi esistono i margini temporali per fare le cose con la trasparenza necessaria – aggiunge Bernini – Ovviamente le persone sono preoccupate però bisogna sottolineare che non abbiamo trovato nessuna opposizione». 

    E se davvero gli interessati non si opporrano agli espropri, ciascuno di loro intraprenderà un percorso individuale per trovare una soluzione. I proprietari avvieranno con il Cociv le trattative sul valore degli immobili da espropriare, mentre per tutti quelli che dovranno lasciare la propria abitazione (proprietari o inquilini) è previsto anche un indennizzo economico fissato dalla legge regionale.

    Ma in Val Polcevera l’avvicinarsi del fatidico momento degli espropri, non consente a tutti di dormire sonni tranquilli «L’amministrazione comunale parla di 1 anno di tempo per realizzare gli espropri a Genova – spiega Davide Ghiglione, consigliere di Rifondazione Comunista del Municipio Val Polcevera e militante del movimento No Terzo Valico – Nel Comune di Ceranesi, invece, secondo le informazioni che abbiamo ricevuto dal sindaco, gli espropri potrebbero partirè già a fine agosto-inizio settembre».

    «Le assemblee promosse da Comune e Municipio Val Polcevera, in realtà sono degli incontri privati – afferma Ghiglione – parlano di trasparenza però alcuni consiglieri municipali, ad esempio il sottoscritto, non ne sapevano nulla. Bisogna rispettare tutte le posizioni, anche quelle contrarie. In questo caso, invece, mi sembra ci sia l’intenzione di fare le cose di nascosto. Oggi noi saremo presenti per entrare in contatto con le persone interessate dagli espropri. Vogliamo capire se qualcuno ha intenzione di opporsi per valutare le future azioni». 

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Attori cercasi: casting per film di produzione spagnola

    Attori cercasi: casting per film di produzione spagnola

    Villa BombriniMartedì 17 luglio 2012 dalle ore 14.00 fino alle 19.00 Villa Bombrini a Genova Cornigliano ospita un nuovo casting per un lungometraggio che verrà girato a Genova. Il titolo del film è Ti offro da bere, la regista è Ilaria Gambarelli e la pellicola è prodotta dalla casa di produzione spagnola Aretusa Films.

    Per il casting si cercano attori e attrici con le seguenti caratteristiche:
    – 4 uomini intorno ai 35 anni
    – 3 donne intorno ai 35 anni
    – 1 donna cantante intorno ai 35 anni
    – 1 uomo e 1 donna intorno ai 65 anni
    – 1 bambina intorno ai 10 anni
    – 1 ragazza intorno ai 20 anni.

    I candidati possono presentarsi direttamente con il curriculum e una foto o inviarli preventivamente via mail a aretusafilms@gmail.com. Non é necessaria esperienza previa nel cinema.

  • Expò Alta Val Trebbia: a Loco di Rovegno dal 20 al 22 luglio

    Expò Alta Val Trebbia: a Loco di Rovegno dal 20 al 22 luglio

    canestrelloDopo il successo delle passate edizioni, torna anche quest’anno l’ Expo Alta Val Trebbia, una vetrina che ha l’obiettivo di promuovere i prodotti e le attività turistico-ricettive della vallata.

    Da venerdì 20 a domenica 22 luglio nel Bosco della Giaia a Loco di Rovegno, sono presenti gli espositori della valle suddivisi  in quattro differenti aree tematiche:

    – produttori gastronomici nella sezione “I Nostri sapori”, dove è possibile conoscere e degustare i moltissimi prodotti del territorio (dai rinomati canestrelli ai funghi, miele, ortaggi, olio, birra);

    – attività produttive/commerciali e strutture ricettive della vallata;

    – enti e istituzionali: i Comuni dell’Alta Val Trebbia, le Istituzioni della Provincia di Genova ed anche i Comuni e le Istituzioni della Provincia di Piacenza;

    – attività sportive, coordinate dal “Comitato Sport Alta Val Trebbia”, che trovano nella Val Trebbia il luogo ideale per la fruizione di numerosi sport all’aperto: mountain bike, orienteering, equitazione, trekking a piedi e a cavallo, pesca, kayaking, canoying.

    Tutti i giorni sono in programam attività collaterali, come i laboratori artistici per grandi e piccini, una dimostrazione di pesca alla trota (domenica 22), musica, comicità e spettacolo pirotecnico.

    Nei giorni della manifestazione i Volontari del Soccorso Alta Val Trebbia allestiscono anche un punto ristorazione con le specialità della Valle a Km 0.

    Orari della manifestazione
    Venerdì 20 luglio 1o- 22
    Sabato 21 luglio 10 – 22
    Domenica 22 luglio 10 – 19