Anno: 2012

  • Per non dimentiCarlo: venerdi 20 luglio in Piazza Alimonda dalle ore 15

    Per non dimentiCarlo: venerdi 20 luglio in Piazza Alimonda dalle ore 15

    Ad ormai 11 anni dai tragici eventi del G8 genovese del 2001, il ricordo non muore ed i cittadini che hanno vissuto quelle terribili giornate, culminate nell’assassinio del giovane manifestante Carlo Giuliani, si ritrovano in Piazza Alimonda, per ricordare Carlo e tutti quelli che subirono le ingiustificate violenze da parte delle forze dell’ordine.

    Siamo testardi, pensiamo che continuare a fare memoria sia lo strumento per ottenere un giorno la verità – scrive il Comitato Piazza Carlo Giuliani – Perché dobbiamo riuscire a evitare che ciò che è accaduto continui a succedere.
    Per questa ragione invitiamo le associazioni e tutte le persone che in questi anni hanno capito quanto è importante la memoria, a venire il prossimo venerdì 20 luglio in piazza Alimonda. Ci saranno la musica, la poesia, le parole, il loro significato autentico, le parole che contano. Staremo con Carlo fino alle 17 e 25 e anche dopo.
    Ci regaleranno la loro musica: Luca Lanzi e Andreas Peterman (Casa del Vento), Alessio Lega e Marco Rovelli, Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones, Contratto Sociale GNU-Folk, Bricchigotti Lambicchi e Marco Chiavistrelli.

    Il giorno seguente, SABATO 21 LUGLIO 2012, ore 17 Teatro Garage, via Paggi 43 b è previsto invece l’incontro pubblico “DOPO LE SENTENZE, LA LEZIONE DI GENOVA 2001 Leggi superate, nuove norme da introdurre, riforme indispensabili: che cosa cambia (o dovrebbe cambiare) dopo la chiusura di alcuni dei principali processi. E una domanda: quanta giustizia si è fatta?”.

    Ne parliamo con Haidi Gaggio, Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani), Turi Palidda (Università di Genova), Emanuele Tambuscio
    (avvocato), Vittorio Agnoletto (ex portavoce Gsf). Conclude Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova), coordina il consigliere comunale Antonio Bruno.
    Alle ore 19,30 – cena al circolo Arci Lo Zenzero, via Torti 35 (raggiungibile a piedi dal Teatro Garage, 800 metri).
    Infine alle ore 21 sarà il momento della Fiaccolata da piazza Terralba alla scuola Diaz.

     

  • Volontariato in ospedale con i bambini: corso gratuito al Gaslini

    Volontariato in ospedale con i bambini: corso gratuito al Gaslini

    Avete mai pensato di fare attività di volontariato con i bambini ricoverati all’ospedale pediatrico Gaslini? ABIO Italia – Fondazione per il bambino in ospedale vuole avviare questo servizio presso il polo di Quarto a partire dal prossimo autunno, e per questo scopo ha organizzato un corso di formazione gratuito per preparare i volontari ad assistere i bambini nel modo migliore.

    Il corso partirà a partire da settembre 2012, non appena sarà raggiunto un numero minimo di 30 iscritti, e sarà composto da cinque lezioni:
    – un incontro informativo
    – un incontro di selezione – autovalutazione
    – lezioni su aspetti igienico-sanitari-comportamentali e importanza del gioco
    – seminario psico – motivazionale
    – 60 ore di tirocinio in ospedale.

    L’iscrizione è gratuita e deve avvenire via telefono presso la segreteria della Fondazione ABIO Italia Onlus, al numero 02 45497494.

  • Omaggio a Gaber e concerto di lirica barocca a Palazzo Rosso

    Omaggio a Gaber e concerto di lirica barocca a Palazzo Rosso

    Ingresso di Palazzo RossoWeekend di musica nei Musei di Strada Nuova di Genova: venerdì 20 luglio alle ore 21 nell’ambito dell’iniziativa “Musei fuori orario“, il cortile di Palazzo Rosso ospita un omaggio musicale a Giorgio Gaber a cura di Antonio Delpero.

    Cantautore e chitarrista genovese, classe 1960, si è esibito a Genova in occasione del Festival Internazionale di Poesia, oltre che in locali e teatri liguri, sia con il suo Omaggio ai Cantautori, con particolare riferimento a Giorgio Gaber, sia nei brani di sua stessa composizione.

    Un omaggio chitarra e voce di alcuni dei brani più significativi della carriera artistica del grande cantautore milanese, mixati a brani inediti di propria composizione.

    La scaletta prevede Timide Variazioni (G. Gaber), LOrgia: ore 22 secondo canale (G. Gaber), Suona chitarra (G. Gaber), Gioco di bambini: Io mi chiamo G (G. Gaber), Dove l’ho messa (G. Gaber), Le elezioni (G. Gaber), L’incompetente L’INCOMPETENTE (A. Delpero) Sogno in due tempi (G. Gaber), L’angiola di Pier (A. Delpero), Se ci avessi del denaro (A. Delpero), Tango del Desiderio (A. Delpero), Come farò a dirti… (A. Delpero), Falso contatto (G. Gaber) La stana famiglia (Gaber – Alloisio).

    Sabato 21 invece dalle ore 17.30 un altro appuntamento con la rassegna Musica! organizzata dalla Scuola Conte. Protagonista dell’esibizione la musica lirica, forma musicale che negli ultimi tre secoli è stata il più importante apporto della cultura musicale italiana a quella mondiale e che per molti decenni ha fatto da colonna sonora alla nostra società: musica colta e popolare al tempo stesso, canticchiata lavorando e celebrata tra velluti e ori nei grandi teatri.

    I compositori contemplati nel programma di questo appuntamento – pur con l´apertura dedicata a Mozart, genio assoluto della Musica, e la citazione di Gounod, grande compositore francese – costituiscono La Musica Lirica (Italiana) per eccellenza: Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi, Puccini, Cilea.
    A proporli, quattro giovani cantanti già avviati ad importanti carriere, accompagnati al pianoforte dal maestro Dennis Ippolito.

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Sampierdarena, i cittadini si mobilitano: raccolta firme contro il degrado

    Sampierdarena, i cittadini si mobilitano: raccolta firme contro il degrado

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925Una raccolta firme promossa dai cittadini per invocare una Sampierdarena migliore, un quartiere attivo e sicuro come quello che ancora ricordano gli anziani, dove si poteva passeggiare in libertà a tutte le ore, una delegazione brulicante di negozi, imprese e realtà sociali operanti sul territorio. Oggi purtroppo la situazione è cambiata radicalmente e Sampierdarena spesso viene dipinta come una periferia degradata a causa del proliferare di sale giochi/scommesse che attirano personaggi poco raccomandabili, della continua apertura di locali notturni e del conseguente abuso di alcolici, della presenza di un mercato del sesso a cielo aperto che, in particolare nella zona di San Benigno, è ormai un fenomeno endemico.

    Venerdì 20 luglio, dalle ore 17 alle 20 in piazza Settembrini, l’associazione di cittadini “Officine Sampierdarenesi, nata da pochi mesi, promuove una raccolta firme da inviare al sindaco Marco Doria, con delle richieste ben precise.

    Innanzitutto il ripristino dell’ordinanza contro la vendita di alcolici, una disposizione non rinnovata dalla nuova amministrazione comunale – come invece è avvenuto nel centro storico per la zona di Prè – in grado di suscitare un’indignazione popolare, cavalcata in maniera trasversale da tutte le forze politiche di destra e di sinistra, con il Municipio Centro-ovest che ha assunto una decisa posizione contro Palazzo Tursi «Adesso basta, richiamo ai loro obblighi istituzionali prefetto, questore e sindaco – tuona il presidente Franco Marenco – Ci dicano cosa hanno intenzione di fare per San Pier d’Arena. Chiuderla? Farla diventare un sobborgo? Il Municipio non permetterà che la negligenza di alcuni ed i diritti dei singoli avventori o di gruppi di ubriachi rissosi prevalgano sui diritti di una comunità sana come quella sampierdarenese che faticosamente sta cercando di rialzarsi. Non piacciono le ordinanze? Che si eseguano i normali controlli per far rispettare l’ordine e le regole di convivenza civile, frenare il degrado sociale ed urbano, ma che lo facciano adesso!».

    Poi la revisione degli estimi catastali al fine del calcolo Imu «Perché qui non vogliamo pagare come ad Albaro», spiega il presidente delle Officine Sampierdarenesi, Gian Franco Angusti.
    Ma l’associazione chiede anche di promuovere e rilanciare la rete del piccolo commercio, vitale per migliorare la vivibilità del quartiere «Non possiamo più assistere in silenzio alla chiusura dei negozi a causa dell’apertura di nuovi centri commerciali», sottolinea Angusti. E ancora i cittadini domandano a gran voce il completamento dei lavori in corso nella delegazione e immediati interventi nelle zone maggiormente degradate.

    «Parteciperanno persone qualunque e rappresentanti istituzionali –  conclude Angusti – la nostra è un’iniziativa bipartisan perchè i temi sui quali intendiamo attirare l’attenzione sono condivisi da tutti, senza eccezioni».

     

    Matteo Quadrone

  • Scossi dal sisma, solidarietà per i terremotati dell’Emilia a Sant’Olcese

    Scossi dal sisma, solidarietà per i terremotati dell’Emilia a Sant’Olcese

    San'OlceseNel weekend del 20-21-22 luglio il paese di Torrazza di Sant’Olcese, ospita “Scossi dal sisma”: tre giorni di musica gastronomia, calcio per raccogliere fondi da devolvere alle popolazioni emiliane colpite dal terremoto.

    Presso il circolo US ACLI Torrazza sono attivi stand gastronomici che offrono cibi e bevande per tutti i gusti,musica dal vivo con il concerto del Tropico del Blasco, band tributo a Vasco Rossi, lotterie, serate danzanti, karaoke  e un torneo di calcio con 8 squadre a sfidarsi nelle tre giornate.

    Per info marcobena@live.it . tel 346/4741725

  • Paolo Borsellino, strage di via D’Amelio: studenti in presidio

    Paolo Borsellino, strage di via D’Amelio: studenti in presidio

    paolo borsellinoOggi (19 luglio, ndr) ricorrono vent’anni dall’attentato di via D’Amelio, che uccise il magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta.

    Per ricordare questo evento oggi pomeriggio alle 17.00 nell’aula San Salvatore in piazza Sarzano si terrà un evento organizzato dagli studenti dell’Università di Genova in collaborazione con la testata “Il Fatto Quotidiano”.

    Nel corso dell’evento si terrà la proiezione del video “Due anni di stragi – Vent’anni di trattativa”, a cui seguiranno gli interventi di Francesco Pinto, presidente dell’Associazione nazionale magistrati Liguria, e di Ferruccio Sansa, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”.

  • Attentato Borsellino, oltre le celebrazioni un’eredità ignorata

    Attentato Borsellino, oltre le celebrazioni un’eredità ignorata

    Venti anni fa in Via D’Amelio, a Palermo, un’autobomba uccideva il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta. La  ricorrenza che oggi ci troviamo a vivere, per la sua bruciante attualità, è tutto fuorché serena. Non solo a causa delle indagini giudiziarie su quella travagliata stagione, che le procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta stanno portando faticosamente a termine; non solo perché la difficile situazione finanziaria costringerebbe il paese ad affrontare con ancora maggiore intensità, se è possibile, il problema delle risorse sottratte all’economia legale dalla criminalità organizzata; ma soprattutto perché lo Stato e la politica, dopo tanti anni, si accostano a questa commemorazione nella più totale impreparazione a farsi interpreti della sua profonda eredità morale.

    Ciò significa constatare con rammarico che, al di là del prevedibile teatrino di celebrazioni, corone di fiori, riconoscimenti, attestazioni di stima postume e discorsi commemorativi, a pochi, tra i rappresentanti delle istituzioni e quelli del popolo, viene spontaneamente riconosciuta l’autorità per esprimersi nel ricordo di Paolo Borsellino. A questa incombenza saranno certamente chiamati familiari, amici ed ex-colleghi di lavoro, alcuni dei quali, in effetti, sono oggi impegnati in politica oppure svolgono funzioni pubbliche nella magistratura. Ma al di là di questa cerchia c’è da dubitare che si possa dare per acquisita e metabolizzata la lezione storica di Falcone e del suo più caro amico. Anzi, sia tra gli attuali vertici dei partiti, sia tra le più alte cariche dello Stato, molti l’hanno colpevolmente, se non volutamente, ignorata.

    Certo in momenti come questi non c’è niente di più sgradevole che pretendere di farsi portavoce del vero pensiero e delle autentiche volontà dei morti, che chiamati in causa non possono più replicare. Ma è anche vero che sono state pronunciate parole talmente forti che oggi solo chi è in mala fede può far finta di non intendere. E sono state pronunciate con questa forza – in barba a chi dice che la magistratura dovrebbe fare il proprio lavoro in assoluto silenzio – proprio perché fossero udite anche da quelli che erano più distanti geograficamente, culturalmente o temporalmente; perché anche chi era troppo giovane per capire o troppo distante per compatire comprendesse che era richiesto anche a lui di non mettere la testa sotto la sabbia e di raccogliere il testimone.

    Ecco perché tutti abbiamo non solo il diritto, ma addirittura il dovere di confrontarci con l’esperienza di questi uomini; non di ripetere stancamente, ma di proseguire, rivedere, ampliare il senso del loro messaggio e della loro eredità storica. E questo – se necessario – anche contro l’inerzia dei governi e delle istituzioni.

    Nel 1989 Borsellino ebbe occasione di affrontare in pubblico il rapporto tra magistratura e politica e lo fece in un tono colloquiale ma non fraintendibile: «Ora, l’equivoco su cui spesso si gioca è questo. Si dice: “Quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non l’ha condannato: quindi quel politico è un uomo onesto”. Eh no. Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Vuol dire: beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire: “quest’uomo è mafioso”. PERO’ siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, ALTRI organi, ALTRI poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioè i consigli comunali o quello che sia, dovevano già trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi. Che non  costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti, perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza. […] Però c’è il grosso sospetto, che dovrebbe quantomeno indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia. Non soltanto essere onesti; ma APPARIRE onesti, facendo pulizia al loro interno da tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti».

    Questo commento, che si adatta con una attualità straordinaria, ad esempio, alla recente assoluzione dell’ex-ministro Romano da imputazioni di mafia, non ha lo scopo di scaricare nella metà campo della politica la palla delle responsabilità: piuttosto ha lo scopo di svegliare l’opinione pubblica. Borsellino qui sta dicendo che la gente, gli intellettuali, i giornalisti, la società civile, la politica, in una parola tutte le forze attive del paese non si devono accontentare di un ruolo passivo di fronte allo svolgimento dei procedimenti giudiziari: al contrario devono assumere un ruolo attivo attraverso la diffusione di un’esigente cultura della legalità e del sospetto che filtri e valuti le vicende che emergono nel corso dell’azione intrapresa dalla magistratura inquirente.

    In particolare, anche di fronte ad un’assoluzione possono comunque essere riscontrati:

    1. fatti non penalmente rilevanti ma passibili di altro tipo di condanna (sociale, morale, deontologica, ecc.);
    2. condotte sospette, opache, inquietanti o comunque non chiarite, che invitano alla diffidenza e a un più prudente distacco da chi le ha messe in essere.

    Il primo caso è quello della vicenda giudiziaria di Andreotti, riconosciuto colpevole di partecipazione mafiosa sino al 1980, ma prescritto per decorrenza dei termini. Il senatore a vita non ha fatto un solo giorno di carcere, né gli è stato comminato un solo euro di multa: ma la società civile doveva e poteva reagire molto tempo prima censurando compatta un fatto tanto grave, mettendo in discussione la permanenza di Andreotti in senato, esigendo l’allontanamento dall’ex-presidente del consiglio dalla vita attiva e soprattutto non invitandolo a partecipare a dibatti e talk-show come si fa con qualunque altro rispettabile cittadino.

    Il secondo caso esprime un punto di vista ancora più dirompente: per esigere dimissioni o sanzioni in alcuni casi basta un grosso sospetto. Prendiamo il caso di Dell’Utri, altro senatore in forte odore di mafia. Quando si venne a sapere che partecipò alle nozze di un mafioso (Jimmy Fauci) tenutesi a Londra con invitati legati al mondo della malavita e che il diretto interessato aveva spiegato di essersi ritrovato lì in mezzo perché invitato il giorno prima da un amico (Salvatore Cinà, anch’egli mafioso) che aveva incontrato casualmente ad una mostra dei Vichinghi nella capitale inglese, tutto questo sarebbe dovuto bastare per esigere provvedimenti: come minimo le dimissioni dalla carica di senatore in via cautelativa. Non perché non potrebbe darsi la circostanza che Dell’Utri abbia detto la verità: ma perché tale eventualità è troppo labile e il rischio di ritrovarsi un amico dei mafiosi tra i rappresentanti del popolo troppo grosso. Meglio un Dell’Utri che ritorna ad essere un privato cittadino, che correre il rischio di far perdere credibilità all’intero Parlamento.

    Invece, proprio perché non si è avuta questa attenzione, oggi la fiducia della gente verso il supremo organo di rappresentanza è ridotta al lumicino. Eppure le parole di Borsellino erano chiare: non basta essere onesti, occorre apparire onesti. Ciò significa che sarebbe necessario rivalutare quella che con termine spregiativo viene chiamata “cultura del sospetto”: non un clima di sfiducia reciproca, ma un’abitudine, costantemente esercitata, a mettere sotto esame le persone a cui sono affidate responsabilità e poteri nell’interesse pubblico. Non si tratta di assumere per principio che tutte le persone debbano essere disoneste: si tratta piuttosto di non farsi prendere in giro.

    Per questo Borsellino chiedeva l’aiuto della gente e della società civile, cercando di risvegliare l’attenzione sulla condotta degli amministratori pubblici, ben conscio del fatto che un magistrato lavora più facilmente laddove i cittadini sono più attenti ed esigenti, mentre avanza con difficoltà ed è destinato a non produrre effetti apprezzabili, se il suo operato è percepito come un’intrusione.

    Purtroppo, lungi dall’aver messo a frutto questa eredità, l’abbiamo costantemente ignorata. E oggi le mafie possono vantare un fatturato enorme. E le celebrazioni per il ventennale di Via D’Amelio sono affidate ad un Presidente della Repubblica, che mentre i magistrati cercavano la verità sulle stragi, si adoperava per evitare guai a un testimone poi indagato: e quando qualcuno ha chiesto spiegazioni, non solo Napolitano non si è preoccupato di rendere conto all’opinione pubblica del suo operato, ma ha sollevato addirittura un conflitto di attribuzione di fronte alla Consulta per ottenere che nessuno ascolti le sue telefonate. Il contrario esatto di quell’esigenza di trasparenza che Borsellino auspicava. E un pessimo modo per onorarne il sacrifico.

    Andrea Giannini

  • L’inglese prende in prestito e non restituisce

    L’inglese prende in prestito e non restituisce

    In ambito economico, la parola inglese loan definisce una somma di denaro che la banca presta a un cliente per poi farsela restituire – con gli interessi.
    In linguistica, il concetto di prestito è invece diverso. Con loanword – si può anche scrivere staccato, loan word – si indica una parola che proviene da una lingua di origine ed entra a far parte in pianta stabile della lingua che la riceve.

    Essendo venuto nel corso della sua storia a contatto con un grande numero di lingue e culture, l’inglese ha accolto una notevole quantità di loanwords.
    In campo giuridico e amministrativo, il francese, lingua del potere in Inghilterra tra il 1066 e la fine del XIV secolo, ha contribuito largamente con parole come court, “tribunale”, bailiff , “ufficiale giudiziario”, jury, “giuria”, marquis, “marchese”, ecc.

    Il contatto con l’India, ex-colonia imperiale, ha portato termini quali guru, usato anche in italiano e derivante dal sanscrito, oppure “catamaran”, parola di origine tamil, mentre taboo è una parola polinesiana.

    Le scoperte del Nuovo e Nuovissimo Mondo e di ambienti sconosciuti agli occhi degli europei hanno reso necessario affidarsi, in alcuni casi, alle lingue delle popolazioni locali per dare un nome ad animali, come kangaroo oppure koala, derivanti da lingue aborigene australiane, o piante, come nel caso di potato, dallo spagnolo patata, proveniente a sua volta da lingue di popolazioni centroamericane.

    Non necessariamente l’inglese ha accolto loanwords soltanto dalle ex-colonie.  Non tutti lo sanno, ma la parola robot è stata introdotta dallo scrittore ceco Čapek. Saffron, “zafferano”, è una parola di origine araba, mentre tycoon, “magnate”, deriva dal giapponese.

    Anche l’italiano ha contribuito all’arricchimento lessicale della lingua franca globale. La musica, l’arte e la cucina italiane hanno sempre suscitato fascino e ammirazione nei paesi di cultura anglosassone e una parte considerevole della terminologia specifica è penetrata nella lingua inglese.
    Non vi suonano forse familiari parole inglesi quali opera, maestro, tempo, andante, adagio? Non preoccupatevi, invece, se la vostra conoscenza dell’inglese è scarsa. Basterà invocare pizza, spaghetti o pasta e sarete in grado di ordinare del cibo scongiurando il pericolo di morire di fame!
    Purtroppo, oltre a queste gemme culinarie e culturali abbiamo esportato nella lingua inglese anche parole odiose, quali Mafia, Camorra,’Ndrangheta, fenomeni che ogni anno, come predetto da Leonardo Sciascia si spostano sempre più verso nord. In Liguria, basta leggere i giornali per vedere come il fenomeno mafioso sia ormai parte integrante della nostra realtà. Roberto Saviano, in “Gomorra”, illustra in realtà come la Camorra si sia già spinta molto più a nord, fino ad Aberdeen, porto importante della Scozia e quindi nel cuore dello United Kingdom.

    Tornando ad aspetti prettamente linguistici, è curioso notare come talvolta la stessa parola indichi in italiano e in inglese due cose diverse. E’ il caso di confetti. In italiano indica un tipo di dolce, mentre in inglese significa “coriandoli”… Non propriamente il massimo per la digestione.
    Attenzione poi alla parola stanza: in inglese si usa soltanto in ambito letterario, indicando una “strofa”. Se quindi vi trovate in un albergo a New York o a Londra, ricordate quindi di chiedere se hanno a disposizione una room (“stanza”, “camera”), a meno che non vogliate dormire avvolti nell’opera omnia di Shakespeare.

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Liguria, comuni ricicloni: la raccolta differenziata nel 2011 ha raggiunto il 30%

    Liguria, comuni ricicloni: la raccolta differenziata nel 2011 ha raggiunto il 30%

    Rifiuti raccolta differenziataSi è conclusa la settima edizione di Comuni Ricicloni, la campagna nata nel 1994 a cui aderiscono un numero sempre maggiore di Comuni, che vedono nell’iniziativa di Legambiente un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata, e più in generale un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti.

    L’iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, in collaborazione con Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata.

    I dati relativi alla Liguria dimostrano che il valore medio della raccolta differenziata si attesta al 30%, un buon risultato considerando il dato di partenza, ossia il 17% nel 2005: si registra così un incremento medio annuo di 3 punti percentuali. Sono 9 i Comuni che raggiungono e superano gli obiettivi di legge previsti per il 2011 (45%), quasi tutti localizzati nelle province di Savona, Imperia e Genova.
    Nella classifica dei Comuni Ricicloni compie un notevole balzo in avanti il Comune di Garlenda, con il 75,44% di raccolta differenziata, registrando un incremento di oltre il 51%, che consente di passare direttamente al primo posto dall’88° di solo un anno fa.
    Garlenda, e il Comune di Noli con l’72,81% di differenziata, sono dei veri e propri fuoriclasse, in grado di anticipare persino l’obiettivo del 65% che la legge pone per fine anno.

    I risultati dei quattro Capoluoghi di Provincia non sono ancora sufficienti ma tuttavia incoraggianti: al primo posto si colloca La Spezia con il 35,27%, al secondo Genova con il 30,99%, terzo posto per Imperia con il 24,53%, e in ultimo Savona con il 21,85%.

    Solo 9 comuni rientrano nell’obiettivo di raccolta differenziata –  il 45% sul totale dei rifiuti prodotti – del Testo Unico Ambientale (d.lg. 152/2006) e solo 2 di essi superano il 65%, valore da raggiungere entro il 31/12/2012

    «I dati dimostrano che bisogna ancora lavorare con le amministrazioni pubbliche per orientarle verso una “rivoluzione culturale”, qual e’ la raccolta differenziata», dichiara Stefano Sarti, Vicepresidente di Legambiente Liguria.

    «Il cammino è ancora lungo ma un dato è certo – dichiara Renata Briano, Assessore all’Ambiente della Regione Liguria – la percentuale di raccolta differenziata in Liguria è in costante aumento. Le iniziative messe in campo dalla Regione e la crescente sensibilità degli enti locali e dei cittadini costituiscono le principali spinte verso una gestione dei rifiuti più attenta e più consapevole. Migliorare si può e i buoni esempi sono lì a dimostrarlo: diversi, infatti, sono i Comuni liguri che hanno raggiunto risultati in linea con le realtà più virtuose a livello nazionale».

    «Questa manifestazione, che noi supportiamo da anni, ha come obiettivo quello di incoraggiare tutte le realtà comunali che si impegnano nella corretta gestione dei rifiuti di imballaggio – afferma Pier Luigi Gorani, dell’Area Rapporti col Territorio CONAI – La Liguria sta andando nella direzione giusta e in questo processo virtuoso, in cui il cittadino ha un ruolo centrale, CONAI si fa garante dell’avvio a recupero e riciclo dei materiali di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, plastica, legno e vetro) provenienti dalla raccolta differenziata e conferiti al Sistema Consortile».

    La conferenza è stata anche l’occasione per ribadire il supporto a favore del Comune di Monterosso, da parte di CONAI, per l’acquisto delle attrezzature per la raccolta differenziata nei luoghi pubblici del comune ed è un piccolo passo per il ritorno alla normalità, anche nel campo della raccolta e separazione dei rifiuti domestici, dopo la disastrosa alluvione del 25 ottobre 2011. Il riconoscimento a Monterosso fa parte di un’operazione di intervento straordinario promosso da Conai che ha consentito di erogare attraverso un protocollo di intesa firmato a novembre del 2011 con la Provincia della Spezia ed il gestore del servizio rifiuti Acam Spa, oltre 200 mila euro a favore del ripristino delle attrezzatture necessarie alla raccolta differenziata dei rifiuti.

  • Consiglio Comunale: ancora l’emergenza lavoro al centro del dibattito

    Consiglio Comunale: ancora l’emergenza lavoro al centro del dibattito

    Il dibattito in Consiglio Comunale è ripreso esattamente da dove si era interrotto due settimane fa, rimettendo al centro dell’attenzione le emergenze legate al mondo del lavoro. La seduta di ieri (17 luglio 2012) è stata dedicata in larga parte alla vicenda Lactalis e alle prospettive future – piuttosto incerte – per la Centrale del Latte di Fegino.

    L’assessore allo Sviluppo Economico Oddone, ha illustrato la situazione rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri Bruno, Anzalone e Grillo. La decisione della multinazionale francese di fermare la produzione di latte a Genova sembra essere del tutto irreversibile e inoltre le condizioni in cui questa chiusura avverrebbe sono a totale sfavore dei lavoratori (63 dipendenti diretti) e dell’indotto (circa 150 allevatori). La dirigenza del gruppo avrebbe espresso la propria ferma volontà di non mettere a disposizione il sito produttivo per il suo utilizzo da parte di possibili concorrenti. Questa presa di posizione porterebbe ad escludere l’ipotesi di ripristinare la produzione di latte facendo subentrare una cordata di imprenditori locali e del basso Piemonte alla multinazionale francese. Oltre al danno pare profilarsi anche la beffa. Lactalis starebbe infatti tentando di mantenere sul territorio genovese la distribuzione di latte proveniente da altri fornitori.

    Il sospetto nasce dall’affitto di una piattaforma logistica presso il mercato di Bolzaneto da parte di una società, l’AF Logistics, tra i cui clienti principali spicca proprio Lactalis. Quest’ultima, fino a questo momento, non ha dato alcun segnale di apertura nei confronti delle istituzioni liguri e genovesi, nemmeno dopo la richiesta congiunta da parte del Sindaco e Presidente della Regione di avere un incontro con i vertici francesi. Di fronte a questo silenzio preoccupante il Comune ha voluto rispondere con altrettanta durezza, garantendo che si tenterà in ogni modo di impedire a Lactalis di utilizzare proprio un mercato comunale per svolgere la sua distribuzione e soprattutto che non verrà consentita alcuna speculazione edilizia sull’area dove sorge il sito produttivo. «A’ la guerre comme a’ la guerre!» ha sentenziato Oddone.

    Ad ascoltare la relazione dell’assessore c’era un folto gruppo di lavoratori della Centrale del Latte, che è stato anche ricevuto dal responsabile dello Sviluppo Economico del Comune. A loro è stato ribadito l’impegno della Giunta a riassorbire la produzione dell’indotto e il maggior numero possibile di lavoratori, ma la situazione sembra quanto mai complessa.

    Accanto ai dipendenti della Centrale del latte in Sala Rossa c’erano anche i lavoratori della Piaggio Aero Industries, preoccupati per la posizione assunta dall’azienda in merito al trasferimento da Finale a Villanova d’Albenga. La Piaggio ha sottolineato che in assenza di una decisione chiara del Comune di Finale sulla riconversione delle aree in cui si trova lo stabilimento attuale, potrebbe far saltare l’accordo di programma. Ai capigruppo del Consiglio i lavoratori Piaggio hanno anche espresso una forte preoccupazione per i posti di lavoro, vista la mancanza di commesse fino al 2014.

    Queste questioni vanno ad aggiungersi a quelle già emerse in questi mesi: la riduzione del personale di AMIU Bonifiche, la vendita di Ansaldo e l’incertezza sul futuro di Iren Manutenzioni. Il già ridotto vigore industriale di Genova sembra affievolirsi ulteriormente giorno dopo giorno e il 2012 si sta configurando sempre di più come annus horribilis per l’economia di questa città.

    Non va molto meglio ai commercianti, anch’essi in difficoltà per il calo dei consumi che incide particolarmente sulla ripresa di quelle attività colpite dall’alluvione del 4 novembre 2011. In particolare in Consiglio si è affrontata la situazione dei negozianti del sottopasso Cadorna, ancora costretti a lavorare in sistemazioni provvisorie in Piazza della Vittoria e nei Giardini Caviglia. L’assessore Oddone ha voluto ribadire l’impegno della Giunta per una soluzione del problema in tempi rapidi, pur evidenziando che i lavori vanno svolti con il massimo rigore per evitare che si possano creare nuove situazioni di pericolo in caso di inondazioni e per la necessità di realizzare anche un accesso per disabili.

    L’altro tema caldo della seduta di ieri ha riguardato la dismissione dell’ex Ospedale Martinez di Pegli, sul quale hanno presentato una mozione il consigliere Gozzi del Pd (che è stato anche Consigliere Municipale nel Municipio VII Ponente) e il consigliere Bruno della Fds. Tale struttura, donata alla comunità genovese dell’omonima famiglia per l’assistenza sanitaria dei cittadini meno abbienti, dopo alterne vicende (ristrutturazioni e cambi di destinazione d’uso) verrà definitivamente dismessa e venduta. La Regione aveva promesso di costruire una nuova piastra sanitaria per gli utenti del Ponente genovese in un’area adiacente, ma nel protocollo d’intesa firmato nel febbraio 2012 dall’ex sindaco Vincenzi non ve n’è traccia. L’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo ha ammesso il dirottamento dei fondi per la piastra sanitaria ad altre finalità, suscitando un profondo malcontento tra i cittadini e i rappresentanti eletti del Municipio, che hanno anche emesso una diffida sulla vendita dell’ex ospedale. Nonostante ciò non è stata interrotta la cessione a terzi dell’immobile e dell’area circostante.

    La Giunta e l’intera aula consiliare (con voto all’unanimità) si sono espresse a favore della mozione, ponendosi in netta discontinuità con la precedente amministrazione, firmataria del protocollo d’intesa, e in contrasto con la decisione della Regione. Lo stesso Sindaco Doria ha evidenziato la necessità di ripensare la politica sanitaria, rimettendo al centro delle decisioni il cittadino.

    Non è passata invece la proposta di emendamento del consigliere Rixi, il quale aveva richiesto di modificare la mozione Gozzi-Bruno ponendo un vincolo sulla destinazione dell’area all’interno del Piano Regolatore Comunale perché restasse adibita al servizio sanitario. «Il Piano Regolatore è l’unico strumento che abbiamo per mantenere la destinazione ad uso sanitario della struttura» ha sostenuto il capogruppo della Lega, ma proprio sul PUC il Sindaco prevede di avviare una profonda riflessione nei prossimi mesi e a quell’occasione sono state rimandate tutte le decisioni in merito.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Jazz e Wine festival, musica e degustazioni a Cavi Borgo di Lavagna

    Jazz e Wine festival, musica e degustazioni a Cavi Borgo di Lavagna

    bicchiere vinoTorna anche quest’anno il Jazz & Wine Festival, manifestazione che unisce la buona musica alle degustazioni enologiche e all’ottima gastronomia di Cavi Borgo di Lavagna.

    Novità di questa edizione, la mostra “Libri incatenati” organizzata da Liberodiscrivere, che si snoda nei punti più impensabili del borgo, in cui i libri saranno “incatenati” agli alberi, alle panchine, ai pali della luce e saranno a disposizione di chiunque li vorrà leggere, per tutta la serata. Dalle ore 19 in via Milite Ignoto, gli autori che aderiscono alla manifestazione incontrano il pubblico.

    Inoltre operatori turistici e attività commerciali contribuiscono con le loro iniziative a creare l’offerta completa tipica del festival: prima dei concerti il pubblico potrà degustare l’aperitivo in zazz (ai Bagni Mignon ed al Bar Dasso) e le cene Jazz & Wine (nei ristoranti Giovanni, Mignon, Melograno, Cigno e Raieu), con un menù dedicato a prezzi convenzionati, cogliendo la piacevole opportunità per conoscere al meglio gli accoglienti bar e ristoranti della località.

    Si rinnova inoltre la collaborazione con i sommeliers dell’AIS, che tutte le sere del Festival, dalle 19 alle 21, in via Milite Ignoto, offrono una degustazione gratuita di vini provenienti da cantine ed aziende agricole liguri.

    Il programma del festival si apre giovedì 19 luglio con il Paolo Maffi Trio in un concerto duttile ed eclettico che spazia dal jazz alla musica afroamericana ed elettrica.

    La seconda serata, giovedì 26 luglio, è dedicata allo Spazio Autori ed alla mostra “Libri incatenati”. Il 2 agosto protagonista Paolo Jannacci in una performance intimistica, accompagnato alla chitarra da Luca Meneghello.

    Il giovedì successivo, 9 agosto, è la volta del batterista Fabio Capello ed il suo Quintetto.

    Infine il 16 agosto, a chiusura del festival, una serata dedicata al grande Natalino Otto, un reading jazzato nel centesimo anniversario della sua nascita.

  • Pontedecimo, ospedale Gallino: il rischio chiusura non è svanito

    Pontedecimo, ospedale Gallino: il rischio chiusura non è svanito

    SanitàSono passati ormai alcuni mesi, era l’autunno scorso, quando l’ospedale Gallino di Pontedecimo fu al centro delle polemiche per il paventato rischio dismissione del nosocomio, l’ultimo presidio ospedaliero superstite nell’area della Val Polcevera.
    La mobilitazione di cittadini e lavoratori evidenziò la fondamentale importanza dell’ospedale, mentre l’Asl 3 si affrettò a spiegare che si trattava solo di mere illazioni giornalistiche prive di fondamento.

    «È un ospedale che mantiene le sue funzioni di basespiegava ad Era superba, nell’aprile scorso, il direttore amministrativo dell’Asl 3, l’avvocato Piero Giuseppe Reinaudo – ed in questo momento non esiste nessuna ipotesi di chiusura e neppure di ridimensionamento». Si tratta invece di una revisione delle attività «In ragione di alcune evidenze cliniche alcune funzioni verranno riviste all’interno di uno schema complessivo».
    «Il Gallino comunque rimarrà aperto – precisava alcuni mesi fa Reinaudo – sia per quanto riguarda la chirurgia sia per quel che concerne la cardiologia».
    Ma il piano di riorganizzazione aziendale dell’azienda sanitaria locale genovese – è scritto nero su bianco nella delibera del 20 febbraio scorsoprevede una sola struttura complessa di chirurgia generale in luogo delle 4 presenti oggi.
    In pratica un drastico ridimensionamento delle chirurgie che, secondo i sindacati, significherà per i cittadini della vallata ma anche di tutto il ponente, poter contare solo sull’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.

    Oggi la preoccupazione per una possibile progressiva chiusura del Gallino, non è svanita: l’11 luglio scorso il sindacato autonomo Fials ha organizzato un’assemblea con i lavoratori per fare il punto della situazione. Inoltre «Abbiamo incontrato il comitato di cittadini sorto per difendere l’ospedale di Pontedecimo, alla presenza del presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni – spiega Mario Iannuzzi, segretario Fials Genova – L’obiettivo è non farsi trovare impreparati nel malaugurato caso l’azienda decidesse di accelerare i tempi e chiudere la struttura».

    Il sindacato Fials ha scritto una lettera indirizzata alla dirigenza dell’Asl 3 per chiedere chiarimenti in merito alla futura organizzazione del Gallino.
    «Vogliamo conoscere i piani di lavoro ed il “crono programma” relativi agli interventi in corso presso la struttura complessa di Chirurgia del Gallino – spiega Iannuzzi – Per quello che ci è dato a sapere dalla lettura degli atti aziendali, gli interventi in corso dovrebbero essere finalizzati alla realizzazione della sciagurata decisione Regionale e Aziendale di dismettere la Struttura Complessa Chirurgica per “sostituirla” con altra struttura».

    Ma di questa presunta “nuova struttura chirurgica”, sottolinea Iannuzzi «Non c’è alcuna traccia certa negli atti di questa Direzione Aziendale che non ha mai definito la natura del “nuovo servizio”. Abbiamo sentito parlare e letto sui giornali, di svariati progetti quali: Day Surgery chirurgico, ovvero “multidisciplinare”, ovvero ortopedico” e anche di un non meglio definito Day Hospital. L’Asl 3 non ha ancora chiarito quali specialità verranno mantenute in loco».
    Probabilmente il reparto verrà riorganizzato in funzione di day surgery, la cosiddetta “chirurgia in un giorno”, ovvero una divisione ospedaliera dedicata agli interventi di medio-bassa complessità con dimissione il giorno stesso dell’intervento.

    «Ribadiamo la nostra completa contrarietà a tale decisione che comporta, unitamente ad altri atti, un fortissimo ridimensionamento dell’offerta Chirurgica per i cittadini del Ponente Genovese e della Valpolcevera – ribadisce Iannuzzi – con inevitabile spostamento di risorse e di competenze sugli ospedali del Centro città, al punto da farci ritenere che sia in corso una precisa scelta di concentrare altrove l’intera offerta chirurgica di questa città penalizzando fortemente la popolazione interessata».
    La Fials sottolinea che l’intervento in corso di chiusura della struttura complessa di Chirurgia del Gallino «Coinvolge anche altri servizi – continua Iannuzzi – sale operatorie, ambulatori dell’area chirurgica, ecc. In tal senso è necessaria una chiara e precisa informativa sui programmi di attività che l’Asl 3 ha in mente per l’area coinvolta: sollecitiamo l’azienda a fornire, nel più breve tempo possibile, le informazioni richieste».

    Senza dimenticare che, sul futuro dei servizi sanitari, pende la spada di damocle rappresentata dalla spending review approvata recentemente dal Governo Monti che prevede il taglio di 18 mila posti letto in tutta Italia, circa 800 solo a Genova.

    «Il timore maggiore è suscitato dalle scelte che, Giunta regionale e Asl 3, dovranno inevitabilmente fare, quando il decreto legge diventerà esecutivo», conclude Iannuzzi.

     

    Matteo Quadrone

  • Fegino, centrale del latte: domani sciopero e assemblea pubblica

    Fegino, centrale del latte: domani sciopero e assemblea pubblica

    Domani dalle ore 10 alle ore 12 si svolgerà davanti alla sede della Centrale del Latte in p.za De Calboli 1 a Fegino l’assemblea dei lavoratori organizzata dalle Organizzazioni sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil.
    Al centro dell’incontro, al quale sono state invitate le istituzioni e i parlamentari liguri, si discuterà della grave situazione che pesa sullo storico sito produttivo genovese e delle iniziative di mobilitazione a sua difesa. Parmalat ha deciso nei fatti di chiudere lo storico sito produttivo genovese mettendo a rischio il futuro dei dipendenti e di tutti coloro che gravitano intorno alla filiera del latte della nostra Provincia.
    Per la stessa giornata è stato proclamato lo sciopero di tutto il personale della Centrale.

  • Notte Bianca a Prà: serata di giochi e musica a cura del Civ

    Notte Bianca a Prà: serata di giochi e musica a cura del Civ

    Prà, panorama e VteSe la Notte Bianca per antonomasia – quella che negli ultimi anni (secondo fine settimana di settembre) ha catalizzato l’intero centro & centro storico cittadino con un fittissimo calendario di appuntamenti e un’altrettanto fitta scia di polemiche – quest’anno molto probabilmente non si farà, ci pensano i comitati di quartiere a sfruttare le serate estive per attirare persone in zone di Genova normalmente meno battute.

    Un esempio è l’area ponentina di Prà, dove si terrà una speciale Notte Bianca nella serata di sabato 21 luglio organizzata dal Civ Le Botteghe del Borgo.

    Questo il programma: per tutta la giornata di sabato, a partire dalle 10 di mattina, saranno allestite bancarelle con prodotti tipici in via Fusinato e organizzati giochi per bambini in piazza Sciesa.

    Dalle 17.30 due appuntamenti in piazza: presso la Piazzetta delle Suore esibizione fitness M&B e Senza Pensieri, Trucca bimbi e Baby Dance, mentre presso Piazza De Cristoforis caccia al tesoro e arte per strada per tutti i bimbi a cura della P.A. Croce Verde Praese.

    La serata musicale inizia alle 20.30 in Piazza De Cristoforis, con il pianobar a cura dell’Associazione Agita il Coro, e in Piazza Sciesa con la Maratona Musicale in collaborazione con il Collettivo Burrasca.

    Da mezzanotte in poi spaghettata aglio olio e peperoncino gratis per tutti.

    Marta Traverso

  • Spianata Castelletto: ecco la mappa tattile per non vedenti

    Spianata Castelletto: ecco la mappa tattile per non vedenti

    GenovaDa domani (mercoledì 18 luglio) il Belvedere Montaldo, noto a tutti i genovesi come “spianata Castelletto“, sarà dotato di una mappa modellata a rilievo per le persone non vedenti. L’intento è quello di far si che anche chi non può utilizzare la vista possa “guardare” il panorama più caratteristico di Genova.

    Le colline del plastico sono state create grazie allo studio preciso delle altimetrie e sono segnati tutti i principali monumenti, i campanili di San Lorenzo e delle Vigne, la collina di Sarzano sino alla Lanterna e ai grattacieli di San Benigno.

    Questa mappa si aggiunge alle altre tre già presenti a Genova – due al Porto Antico, sul piazzale e nei pressi dei chioschi informativi, e una sul Mirador del Galata Museo del Mare –, nasce da un’idea di Lidia Schichter ed è stata realizzata per il Comune di Genova da Happy Vision, azienda leader in ambito accessibilità per non vedenti ma non solo.

    L’iniziativa, che fa parte del progetto “Cultura oltre i limiti” promosso dal Settore Musei del Comune di Genova, si inserisce in un più articolato programma di attenzione che il Comune sta riservando ai cittadini non vedenti. Da ricordare i percorsi tattili del Museo di Sant’Agostino e della Galleria d’Arte Moderna di Nervi, il “tavolo girevole” di Palazzo Bianco e la descrizione in caratteri braille sui calchi in ceramica esposti.inoltre, a supporto di alcune riproduzioni di vasi delle Collezioni civiche, è stato posizionato un tavolo girevole, appositamente pensato per i non vedenti e gli ipovedenti. I calchi in ceramica esposti hanno la descrizione in caratteri braille.