Mese: Maggio 2013

  • Instant messaging in inglese: le formule magiche e talvolta astruse

    Instant messaging in inglese: le formule magiche e talvolta astruse

    sms“Text me” è l’equivalente di: “Mandami un messaggino”, “Mandami un SMS”, “Inviami un messaggio” Sì, perché in inglese si chiama text-messaging la pratica di pigiare i tasti – oppure il touch screen – alla velocità della luce sul mobile phone, ossia il cellulare, per comunicazioni scritte istantanee.

    La generazione dei miei genitori si stupisce della rapidità con cui i giovani muovono il thumb, il dito pollice, per comporre gli SMS, ma d’altra parte il mondo della comunicazione viaggia veramente alla velocità della luce e gli oggetti tecnologici diventano autentiche estensioni dei nostri corpi. A questo proposito e a proposito delle implicazioni della tecnologia in fatto di privacy si è anche espresso (minuto 17’:30” ) Stefano Rodotà, l’uomo che più o meno tutti gli italiani meno la carica dei 738 volevano al Quirinale… E infatti hanno vinto i 738 (soltanto per ora, per fortuna) che hanno votato King George.

    Tornando agli SMS e in generale al fenomeno dell’instant messaging, diffusosi con programmi come Skype e Messenger e quindi con i social network, esso è argomento di studio da parte dei linguisti perché si configura come varietà linguistica particolare, caratterizzata dalla brevità e dalla “compressione” di significato in pochi o addirittura un simbolo solo: pensate ad alcuni condensati quali @ oppure #.

    Per quanto riguarda gli SMS, torno indietro di qualche anno a quando – sembra già preistoria – erano i text messages l’avanguardia della comunicazione scritta in tempo reale. Mi ricordo in particolare di uno dei primi messaggi che ricevetti una quindicina d’anni fa da un amico inglese. “b ther in 1min. cu.” Mentre cercavo di decifrare quest’accozzaglia alfanumerica, vedo spuntare il mio compare all’angolo della strada. Solo allora ho capito che il suo SMS scritto per esteso sarebbe stato: I’ll be there (b ther) in one minute (in1min). See you (cu), che in italiano significa: “Sarò lì tra un minuto. Ci vediamo.” Insomma, nei momenti che io avevo impiegato nel dispendio di preziosa energia cerebrale per capire, lui era già arrivato. Pazienza, avevo imparato qualcosa: “Tutta arte che entra,” si direbbe più o meno in genovese.

    Nel tempo ho imparato diverse altre formule magiche dell’inglese dell’instant messaging, alcune delle quali esse sono diventate comuni anche in italiano, tramite la pubblicità o i media. Alcuni esempi sono: 4u = for you; 2moro = tomorrow; ur = your /you are /  you’re; its = it is;  ill / ull = I will / you will e così via.

    Non sono soltanto i madrelingua inglesi ad aver coniato queste abbreviazioni. Senza andare lontano pensate ai nostri: c6, ki6, x te, ci ved stas, e tante altre.

    I puristi della lingua storcono il naso, invece personalmente vedo di buon occhio il cambiamento. Prima di tutto perché da sempre la lingua si evolve in tutte le sue forme seguendo lo sviluppo della storia. In una società in cui è possibile scriversi in tempo reale tra la Terra del Fuoco e la Siberia, è perfettamente naturale che la comunicazione scritta si avvalga di simboli e di strategie che consentano una trasmissione del messaggio nel più breve tempo possibile. Forse dovremmo porci delle domande relativamente al nostro modo di vivere frenetico che ci porta a comunicare altrettanto freneticamente, ma questo è un altro discorso.

    Francamente, anziché disgustato, sono ammirato dalla creatività umana che si esprime attraverso nuove forme di comunicazione e linguaggio per rimanere in linea con lo spirito del tempo… Cu !

     

    Daniele Canepa

  • Le figlie di Mami Wata: Nigeria, film sulla tratta delle donne

    Le figlie di Mami Wata: Nigeria, film sulla tratta delle donne

    cinemaGiovedì 9 maggio 2013 (ore 15-18) una proiezione a cura dell’Associazione Umwomen Liguria e il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.

    Nell’aula magna della Facoltà sarà proiettato il documentario Le figlie di Mami Wata di Giuseppe Carrisi, sul tema della tratta delle donne nigeriane in Italia. Ogni anno arrivano in Europa circa 6.000 donne e ragazze nigeriane a scopo di sfruttamento sessuale, ridotte in schiavitù e obbligate a prostituirsi per pagare il debito contratto con i trafficanti, pari a 30-60 mila €.

    Sarà presente la protagonista del film Isoke Aikpitanyi.

    La proiezione sarà replicata anche domani (venerdì 10 maggio ore 17.30, ndr) al Centro Civico Buranello di Sampierdarena.

  • Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Mostra fotografica[AGGIORNAMENTO: il bando è stato prorogato al 7 luglio 2013]

    L’associazione culturale Ideattiva di Catania ha indetto un concorso per fotografi e videoartisti sul tema Spazio creativo & territorio da salvaguardare, con lo scopo di realizzare opere ispirate alla salvaguardia del nostro mondo interiore ed esteriore.

    Il concorso è aperto ad artisti di età superiore ai 18 anni, e di ogni nazionalità. Prevede due sezioni: Young (18/35 anni); Senior (over 36). Ciascun artista potrà partecipare con una sola opera (durata max del video 7′), che dovrà essere accompagnata da un pensiero scritto che ne illustri il concetto (max 400 battute).

    Per partecipare è necessario inviare entro venerdì 31 maggio 2013 l’opera con descrizione, il cv artistico e la scheda di partecipazione alla mail segreteria.ideattiva@gmail.com.

    Entro i primi giorni di giugno saranno comunicati gli artisti selezionati per la mostra collettiva, che dovranno pagare la quota di iscrizione di 25 € e inviare tramite posta l’opera ad Associazione Culturale “Ideattiva” via Lineri n.12 95122 Catania. Verrà poi scelto, nella cerimonia di premiazione del 4 agosto, un artista vincitore che avrà in premio il soggiorno in una “casa d’artista” per due settimane a Berlino, la visibilità gratuita per 30 giorni sul sito dell’associazione, lo spazio espositivo– Galleria d’arte moderna di Paternò – per una mostra personale.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Erzelli, il punto con il vicesindaco Bernini sul trasferimento di Ingegneria

    Erzelli, il punto con il vicesindaco Bernini sul trasferimento di Ingegneria

    ericsson-erzelli-d6La strada verso quella che qualcuno ha ribattezzato “Silicon Valley alla genovese” sembra finalmente giunta a una svolta decisiva. Non dovrebbe, infatti, tardare ancora molto il fatidico sì da parte dell’Università di Genova per il trasferimento della Facoltà di Ingegneria sulla collina degli Erzelli. Il nuovo Parco tecnologico, dunque, potrebbe presto diventare anche scientifico, come d’altronde previsto nel progetto originario di riqualificazione di questo angolo di Ponente, un tempo relegato a deposito di container per l’attività portuale.

    Ad oggi, negli oltre 400 mila metri quadrati destinati all’hi-tech trova già posto la nuova sede di Ericsson che, a breve, sarà affiancata da Siemens. Terminata questa seconda palazzina in direzione Sestri, i lavori potranno concentrarsi sulla direttiva di Cornigliano, per la realizzazione degli uffici di Esaote, che dovrebbero terminare entro il 2015: così facendo, i due rami del ferro di cavallo attorno agli Erzelli sarebbero completati. Ma, nel frattempo, il vicensindaco del Comune di Genova, nonché assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, è convinto che possano partire anche i cantieri per l’Università.

    Il suo ottimismo è motivato soprattutto dall’esito dell’ultimo fruttuoso incontro con il rettore Deferrari, a fine aprile, in cui si è giunti sostanzialmente alla definitiva pianificazione delle questioni finanziare, grazie anche allo sbloccamento da Roma dei 15 milioni di euro previsti per la realizzazione dei laboratori di Ingegneria.

    «Con il rettore – spiega Bernini – abbiamo affrontato alcune questioni fondamentali. La più corposa riguarda la logistica e quindi tutta la problematica legata ai trasporti, che è stata studiata da un gruppo di lavoro creato ad hoc che ha fornito tutte le necessarie risposte alle esigenze dell’Università, sia a breve che a lungo termine».
    Nell’immediato la questione riguarda l’ottimizzazione del collegamento su gomma, ovvero tramite autobus, tra la stazione ferroviaria di Cornigliano e gli Erzelli: un primo potenziamento che, interessa la linea 5, è già attivo su via Melen, la cui nuova viabilità con pendenze ridotte e angoli di curva smussati consentirà il transito di mezzi da Amt da 18 metri. Dall’altro lato della collina, invece, oltre all’avvio dei primi cantieri per la realizzazione delle zone verdi, stanno procedendo i lavori su via dell’Acciaio: una volta terminati, si potrà introdurre una nuova linea circolare Sestri – Erzelli – Cornigliano.

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    Per quanto riguarda il futuro, il punto focale è rappresentato dalla realizzazione della famosa funivia che dovrebbe collegare il polo scientifico-tecnologico con la nuova stazione ferroviaria di Calcinara, già concordata con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e con l’aeroporto, il cui progetto è già stato presentato alla Comunità Europea per la richiesta di finanziamento. Ai piedi della collina, dunque, dovrebbe sorgere un posteggio multipiano che diventerebbe il centro intermodale dei trasporti, sul modello di interscambio presente ad esempio a Milano Famagosta: fermata dell’autobus, treno destinato a diventare metropolitana di superficie, e stazione della funivia, in collegamento diretto con la collina da un lato e l’aeroporto dall’altro.

    «Un’altra questione affrontata con l’Università è stata principalmente di ordine giuridico, dal momento che l’Ateneo ha chiesto al professor Onida una valutazione pro veritate su una serie di questioni legali riguardanti la compravendita di immobili. Mi risulta, però, che le conclusioni in proposito siano state consegnate in questioni giorni e, quindi, dovremmo essere davvero molto vicini al traguardo».

    La nuova sede di Ingegneria Navale

    In realtà, sul piatto c’è ancora un punto piuttosto spinoso che riguarda il tanto chiacchierato destino del corso di Ingegneria navale. Qui le forze in gioco sono molteplici: oltre alla ben nota richiesta lanciata dal Comune di La Spezia, bisogna considerare la proposta avanzata da Fincantieri di inglobare la vasca navale all’interno della nuova palazzina direzionale, che si sposterà dall’attuale sede di via Cipro a Sestri. Quest’ultima soluzione è anche quella vivamente caldeggiata da Bernini perché avvierebbe una forte integrazione tra Università e Fincantieri, in un ideale continuum con il vicinissimo polo scientifico-tecnologico di Erzelli, unendo la fase progettuale a quella produttiva, senza dimenticare le eventuali opportunità di collaborazione che potrebbero aprirsi con le aziende committenti delle varie realizzazioni navali.

    «Cerchiamo con tutte le forze di evitare lo spostamento di sede alla Spezia – tiene a sottolineare il vicesindaco – perché riteniamo si tratti di un’operazione poco produttiva: anche dal fatto di studiare insieme nascono e crescono le competenze perciò è opportuno che una facoltà non sia spantegata in giro per la regione. Inoltre, nella sistemazione spezzina, benché all’interno dell’arsenale, vi sarebbero diversi limiti per la realizzazione di stage produttivi, mentre a Sestri, studenti, ricercatori e professori si ritroverebbero assolutamente nel vivo della cantieristica navale».

    Infine, un rapido sguardo a un’altra tematica che potrebbe riguardare gli Erzelli da vicino e già da molto tempo tiene banco in città: vale a dire, la tanto attesa realizzazione del nuovo ospedale di ponente. «Nell’incontro tra Asl, Comune di Genova e Regione Liguria – racconta Bernini – si è deciso di realizzare uno studio di fattibilità approfondito che metta a confronto i due siti in cui l’ospedale potrebbe trovare posto, ovvero l’area di villa Bombrini e gli Erzelli. In questa seconda ipotesi, l’ospedale verrebbe realizzato in una zona di proprietà pubblica confinante con quella del Parco scientifico tecnologico e potrebbe godere del nuovo sistema di trasporto integrato di cui abbiamo già parlato. Da queste valutazioni tecniche, logistiche, urbanistiche e funzionali arriverà la decisione di comune accordo tra le istituzioni coinvolte».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Fare volontariato a Genova: la ricerca della Lega Tumori

    Fare volontariato a Genova: la ricerca della Lega Tumori

    unione-mani-solidarietaSono tante le opportunità a Genova per fare volontariato, negli ambiti più vari. In aggiunta al servizio di coordinamento offerto da Celivo, le associazioni periodicamente attivano una campagna di ricerca che sfrutta sempre più la viralità dei social network.

    Raccogliamo oggi l’appello della sezione genovese di Lilt – acronimo di Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – costituita nel 1946 e molto attiva sul territorio anche e soprattutto tramite eventi di sensibilizzazione sulla prevenzione; incontri informativi nelle scuole (in particolare sull’alimentazione corretta e sugli negativi effetti di fumo, alcol e dipendenze); supporto ai pazienti che stanno affrontando la terapia, complementare a quanto viene svolto negli ospedali; supporto ai familiari, che possono avere ospitalità presso la casa d’accoglienza presso l’Ospedale San Martino; servizio di ambulatorio presso la sede di via Caffaro, offrendo al pubblico la possibilità di effettuare visite di controllo e prevenzione in ambito ginecologico, dermatologico, dietologico, nutrizionale, urologico.

    Volontari-LILT-Genova-01-01Aspiranti attori, ballerini, educatori, esperti di comunicazione, sartoria e bricolage, si legge nel comunicato. Ci facciamo spiegare da Marcella Tubelli, che per Lilt si occupa di comunicazione ed eventi, qual è l’impegno di Lilt sul territorio:  «Principalmente siamo presenti nell’Ospedale San Martino, all’interno dell’ex Ist di Genova con un punto informativo e una base operativa, e come supporto all’attività dell’Hospice Maria Chighine con un gruppo di volontari specializzati nello stare accanto ai pazienti ricoverati presso questa struttura. Nella zona limitrofa all’Ospedale (corso Europa) è inoltre situato il nostro centro di accoglienza, “Casa Amici“, che ospita chi viene da lontano per effettuare terapie o esami o deve assistere un familiare ricoverato».

    Genova è inoltre una città molto attiva dal punto di vista della prevenzione: la collaborazione più fiorente con Lilt è quella di Nicole Provenzali e Marilisa Bombonato, che sia attivano sia sul web con ricetteveg sia tramite corsi e incontri tramite Cucina consapevole«Abbiamo cercato di comunicare l’importanza della prevenzione a partire dalla tavola, per trovare un modo più vicino a tutti di raccontare cosa e come approcciare il mondo del cibo in una maniera istruita e divertente. Nicole e Marilisa ci hanno aiutato a trovare formule coinvolgenti come il concorso di Ricette dello scorso anno o il concorso fotografico della appena passata edizione. La risposta è stata positiva, a dimostrazione del fatto che parlare di prevenzione può essere divertente e giocoso se fatto nella maniera giusta. Inoltre, attraverso i social network e il nostro sito internet raccontiamo così la quotidianità della nostra associazione, teniamo informati tutti su nuove iniziative, ma raccontiamo anche le storie dei nostri volontari, le loro esperienze, per arrivare a parlare anche delle novità della ricerca oncologica».

    Per diventare volontari ci si può recare nella sede di via Caffaro o in quella dell’ex Ist, oppure contattare l’associazione via mail info@legatumori.genova.it o telefono 010 2530160.

    Marta Traverso

  • Porto, Torre Piloti: Genova in lutto dopo lo schianto della Jolly Nero

    Porto, Torre Piloti: Genova in lutto dopo lo schianto della Jolly Nero

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    Terminata la costruzione nel 1997, la Torre dei Piloti era la sede del Corpo Piloti del Porto di Genova. Il Molo Giano già dal primo dopoguerra è sempre stato la sede del Corpo per la sua posizione strategica che permette la visuale aperta su tutta l’area portuale. Alla fine degli anni ’80, con l’ampliamento delle banchine, la visuale si riduce e diventa quindi necessario il progetto per la costruzione di una nuova sede per il Corpo che migliorasse le condizioni di lavoro e soprattutto facilitasse le operazioni di controllo del traffico marittimo portuale. Viene progettato quindi un edificio con due corpi distinti, sospesi in acqua su pali di fondazione. Il primo, più basso a forma di “l”, destinato agli alloggi di servizio, il secondo – la torre di controllo alta 50 metri – dove si insedia la zona operativa con le varie apparecchiature di supporto.

    Il fusto della torre era in cemento armato e gli uffici operativi dotati di sistema VHF per l’ascolto simultaneo dei canali di soccorso e di uso portuale, di stazione meteo oceanografica automatica e di impianti AIS (Automatic Identification System) per la copertura dell’intera area portuale.

    LA CRONACA DAI SOCIAL

    Fotografie

     

     

     

     

    I video

    Il cordoglio e le domande

     

     

     

     

     

     

  • Teatro e territorio: laboratorio in Valle Scrivia, iscrizioni aperte

    Teatro e territorio: laboratorio in Valle Scrivia, iscrizioni aperte

    Savignone, Valle ScriviaIniziano questa sera (mercoledì 8 maggio 2013, ore 18.30-20.30) e proseguiranno fino a ottobre – con pausa estiva luglio/agosto – gli incontri del laboratorio Teatro e Territorio che si svolgonopresso i locali ANSPI della Parrocchia di San Bartolomeo di Vallecalda.

    Il laboratorio, ideato dal Teatro dell’Ortica in collaborazione con i Comuni di Ronco Scrivia e Savignone, sarà condotto da Elisabetta Granara del Gruppo di Teatro Campestre.

    Gli incontri sono rivolti ad allievi dai quattordici anni in su, non per formare degli attori ma per riflettere su un tema comune, ovvero il legame con il territorio, in questo caso la Valle Scrivia, in un contesto creativo e privo di giudizio, come è quello del teatro, fondato sulla comunicazione tra persone e la condivisione di esperienze. Al termine dei quindici incontri verrà realizzato uno spettacolo, per presentare al pubblico i risultati del lavoro svolto.

    Per i residenti nei Comuni di Savignone e Ronco Scrivia e per gli studenti dell’Istituto Primo Levi il laboratorio è gratuito. Per i residenti negli altri Comuni è prevista una quota mensile di 20 €. Info e iscrizioni info@teatrortica.it o 340 7315297.

  • Iren, il Consiglio Comunale chiede di non modificare l’assetto dell’azienda

    Iren, il Consiglio Comunale chiede di non modificare l’assetto dell’azienda

    Consiglio Comunale a Palazzo Tursi aula RossaC’era una volta l’Amga, l’Azienda Municipalizzata Gas e Acqua, una controllata del Comune che negli anni ha raggiunto dimensioni notevoli, diventando la seconda realtà industriale di Genova dopo Ansaldo Energia. La fusione con altre aziende comunali per la distribuzione di acqua e gas ha portato alla nascita di Iren, di cui il Comune di Genova controlla una quota pari al 16%. Un patrimonio che il Consiglio Comunale ha voluto proteggere approvando all’unanimità un emendamento, presentato da Pd, Lista Doria e Sel, che impedisce una modifica dell’assetto aziendale preliminare al trasferimento di alcune attività dal capoluogo ligure a Torino, Reggio Emilia e Parma. Come ha sottolineato lo stesso consigliere Vassallo illustrando il documento «L’emendamento va a modificare radicalmente un punto di un allegato sui principi generali di assetto organizzativo», aggiungendo poi che «le aziende che sono a Genova devono obbligatoriamente restare a Genova».

    La modifica apportata genererà ripercussioni anche sugli altri comuni azionisti. Infatti tutti i Consigli Comunali che dispongono di una quota Iren stanno procedendo all’approvazione di un nuovo statuto che dovrebbe rendere più efficiente e competitiva l’azione dell’azienda sul mercato. Tuttavia il testo finale deve essere uguale per tutti i comuni rendendo di fatto necessario che tutti approvino lo stesso documento.


    Il Sindaco Doria, intervenendo sull’argomento, ha chiarito la volontà dell’amministrazione di procedere ad una revisione dello statuto, affermando che quello attualmente in vigore «non garantiva un’integrazione ottimale delle risorse ed era macchinoso». Con l’approvazione dell’emendamento gli altri comuni dovranno riavviare una non facile discussione, che in altri casi, in particolare a Torino, ha creato forti tensioni anche all’interno della maggioranza.

    iren-gasAlla base di tutto il processo di revisione dello statuto vi è una critica alla gestione aziendale degli ultimi anni, che è stata chiara anche nel discorso del Sindaco, il quale ha affermato: «Iren è un’impresa importante, ma non posso dire che abbia avuto un andamento soddisfacente negli ultimi anni». In particolare preoccupa l’amministrazione il pesante indebitamento e la perdita di valore delle azioni passate da un valore di 1,60 euro a 0,60 euro.

    Il nuovo statuto di Iren è orientato quindi ad ottenere due grandi cambiamenti soprattutto riguardanti la gestione dell’azienda. La governance non sarà più legata alla dimensione territoriale, sulla base della quale veniva determinata la scelta dei manager. Verrà inoltre eliminato il consiglio direttivo creando invece la figura dell’amministratore delegato a cui si affiancheranno un presidente un vicepresidente con importanti deleghe operative. Ciò significa dare alla dirigenza di Iren un assetto più imprenditoriale; un vertice snello in grado di prendere decisioni senza cedere al ricatto delle lottizzazioni, che ogni realtà locale aveva fatto pesare in passato.

    No a rifiuti dal Lazio e al trasferimento di Ingegneria Navale

    In apertura di seduta sono stati affrontati due importanti argomenti. In primo luogo è stato presentato un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a esprimere parere negativo sull’accordo tra Regione Liguria e Regione Lazio per smaltire 400 tonnellate di rifiuti al giorno, provenienti da quest’ultima regione, per far fronte alla chiusura della discarica di Malagrotta. Una posizione appoggiata all’unanimità da tutti i partiti del Consiglio e che prevede un immediato chiarimento con la Regione.

     

    Infine il Consiglio Comunale ha espresso la propria contrarietà anche all’ipotesi di trasferimento della Facoltà di Ingegneria Navale a La Spezia. Nel testo approvato con il voto favorevole di 30 consiglieri su 35 si legge: «l’economia del mare genovese non può vedere messo il suo prestigio nazionale ed internazionale attraverso la perdita di un tassello fondamentale […] quale il corso di Ingegneria Navale, pena l’indebolimento della capitale italiana dello shipping e del settore intero a livello nazionale».

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Muddy Waters: i concerti della settimana nel locale di Calvari

    Muddy Waters: i concerti della settimana nel locale di Calvari

    Muddy WatersDa mercoledì 8 a sabato 11 maggio 2013 il Muddy Waters, locale nell’entroterra del Levante genovese (Calvari – San Colombano Certenoli) ospita il consueto programma di musica dal vivo, con possibilità di cenare.

    Mercoledì 8 maggio (ore 20.30) cena e spettacolo di burlesque a cura Centro Duende Laboratorio Teatro Cantero. L’evento si ripete ogni due settimane, sempre di mercoledì.

    Giovedì 9 maggio (ore 22.30) concerto live di Funky Barudda, un gruppo di ispirazione funk/jazz.

    Venerdì 10 maggio (ore 22) tocca a Nicola e la sua banda, un concerto aperto dal cantautore chiavarese Matteo Mugnai.

    Infine, sabato 11 maggio (ore 22.30), i Munfloyd si esibiscono in un tributo ai Pink Floyd.

  • Autorità per i Servizi Pubblici Locali: organo indipendente da potenziare

    Autorità per i Servizi Pubblici Locali: organo indipendente da potenziare

    palazzo-tursi-D9L’Autorità per i Servizi Pubblici Locali (ASPL) è un organo tecnico autonomo che svolge funzioni di regolazione, controllo e monitoraggio dei servizi erogati alla cittadinanza dal Comune di Genova – direttamente o mediante società partecipate – operando con indipendenza di giudizio e di valutazione. Nonostante sia sorta ormai quasi 4 anni orsono – nel luglio 2009 – l’ASPL rimane una “perfetta sconosciuta” per la maggioranza dei genovesi.
    Nate sulla scia di esperienze straniere «Le autorità indipendenti segnano il passaggio dallo stato imprenditore allo stato regolatore e, quindi, del tramonto del modello di intervento pubblico dirigistico nell’economia, ponendo così fine a (croniche) incapacità amministrative», scrive E. Casetta nel suo “Manuale di Diritto Amministrativo”. La loro istituzione, inoltre, deriva dalla forte spinta europea alla creazione di un mercato unico, affinché quest’ultimo sia retto da autorità amministrative svincolate dagli indirizzi politici nazionali e dai gruppi mono e oligo-polistici, sia pubblici che privati.
    Ogni Stato dell’Unione Europea resta libero di scegliere in quale maniera configurare tali soggetti all’interno del proprio ordinamento e come ripartire e coordinare le loro competenze. «È quindi possibile che lo Stato decida di predisporre un sistema di autorità amministrative sui diversi livelli di governo, statale, regionale e locale, dando vita a una rete capillare che sia trait d’union tra le esigenze europee e i livelli di governo più bassi, vicini alla cittadinanza – spiega in un recente articolo la dott.ssa Giulia Bellotto – La Costituzione italiana, in particolare dopo la Riforma del Titolo V ex l.cost. 3/2001, non è d’ostacolo all’istituzione di autorità indipendenti a livelli sub-statali. In tal senso, infatti, hanno legittimamente provveduto Regioni (es. la Regione Veneto con l’istituzione del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) e Comuni (es. Comune di Genova con l’Autorità dei servizi pubblici locali)».

    L’Autorità per i servizi pubblici locali di Genova non differisce totalmente dagli altri esempi di soggetti locali finalizzati al controllo e alla gestione dei servizi pubblici, definiti generalmente “Agenzie” – quali l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma o l’Agenzia per i servizi pubblici locali del Comune di Torino – tuttavia «L’esperimento genovese è quello che merita maggiore attenzione, avendo esso compiuto quel passo ulteriore, anche formale, di fregiarsi del titolo di “autorità indipendente” e di farsi carico anche delle implicazioni sostanziali di indipendenza che a questo titolo seguono», scrive la dott.ssa Bellotto.
    I suoi membri sono “nominati nei rispettivi ruoli dal Consiglio Comunale, con la maggioranza dei 2/3 dei consiglieri, tra cittadini e cittadine dotati/e di riconosciuta professionalità e competenza”, a seguito di una procedura a evidenza pubblica, ex art. 4 Regolamento per la costituzione ed il funzionamento dell’ASPL, allegato alla d.C.c. n. 77/2008 del Comune di Genova istitutiva dell’ASPL. I membri restano in carica cinque anni e, a differenza delle altre autorità indipendenti locali sopra citate “non decadono con la conclusione del ciclo amministrativo dell’Amministrazione che li ha nominati/e”, ex art. 5 Regolamento citato.

    IL RUOLO DELL’ASPL, IL LAVORO SVOLTO

    L’attività dell’ASPL si sviluppa essenzialmente in tre aree distinte: quella inerente i contratti di servizio e le carte dei servizi; quella relativa a vigilanza, trasparenza e controllo della qualità delle prestazioni erogate; quella afferente ai rapporti con gli utenti e con le rispettive associazioni rappresentative. Nell’ottica di un rapporto diretto tra Autorità e cittadino, il sito web www.aspl genova.it – attivato nel 2010 – permette all’utente di segnalare i disservizi riscontrati nell’erogazione delle prestazioni effettuate dal Comune di Genova o dalle società partecipate.
    Nella Relazione annuale 2012 dell’ASPL si legge «L’attenzione alle carte dei servizi ha determinato per Genova un sicuro primato. L’ASPL ha controllato e approvato 24 carte dei servizi, relativi a tutti i principali settori dei servizi pubblici locali. La carta dei servizi, a Genova, è divenuta ciò che il legislatore vuole che sia: non un documento di bei proponimenti ma di nessun impatto pratico (come generalmente è ancora in molte realtà), bensì un atto d’impegno avente valore giuridico, nel quale il gestore si assume obbligazioni il cui inadempimento deve comportare responsabilità e sanzioni».
    Il controllo di qualità è la mission principale dell’ASPL, anche a seguito delle recentissime disposizioni legislative che obbligano i Comuni ad organizzare, attraverso appositi organi, un efficiente ed effettivo controllo sulla qualità dei servizi pubblici locali.
    «A Genova questo controllo si fa almeno dal 2009, attraverso un organo indipendente che, lavorando con gli strumenti e con l’ottica caratteristica delle Authorities, può offrire all’amministrazione utili elementi di valutazione, soprattutto per l’individuazione delle criticità che emergono dalla gestione dei servizi pubblici locali – scrive il presidente dell’ASPL, il dott. Alberto Maria Benedetti, nella Relazione annuale 2012 – Il controllo indipendente ha un valore aggiunto rispetto al normale controllo interno, effettuato cioè da soggetti aventi rapporti di dipendenza con l’amministrazione: esso, infatti, garantisce che chi controlla sia del tutto al di sopra delle parti e privo di qualunque conflitto di interesse, potendosi così presumere che i risultati di questo controllo siano più genuini».
    La trasparenza è l’altro valore che ha ispirato ed ispira l’attività dell’ASPL «Occorre fare in modo, soprattutto attraverso un saggio utilizzo di tutti gli strumenti di comunicazione oggi disponibili, che il cittadino abbia facile e libero accesso a tutti i dati normativi, finanziari, contabili, programmatici che gli consentono di verificare e controllare l’attività della pubblica amministrazione – si legge nella Relazione – I siti internet (sia quello del Comune che quelli dei gestori di pubblici servizi) debbono essere facilmente consultabili e completi di tutti i dati (con particolare riferimento a quelli relativi ai bilanci) di cui il cittadino utente può necessitare. Su questo versante, molto è stato fatto, ma molto rimane ancora da fare: gli utenti, ad esempio, debbono poter inviare reclami e segnalazioni nei modi più diversi, potendo contare su una gestione organizzata dei reclami che consenta di trarre da questi utili indicazioni per il miglioramento del livello qualitativo dei servizi (mentre, spesso, i reclami dei cittadini finiscono nel dimenticatoio). L’ASPL nel corso del 2013 verificherà proprio la gestione di questi reclami da parte degli erogatori dei servizi, anche chiedendo ai cittadini che li hanno inviati se si sono sentiti soddisfatti o meno dalle risposte ricevute».
    Le “best practices” per fortuna non sono mancate e, anche per il 2012 «L’ASPL ha provveduto a segnalare le migliori pratiche che, grazie ad un’attività capillare di raccolta dati, ha potuto rilevare nell’ambito della gestione dei servizi pubblici locali – spiega ancora la Relazione – queste rappresentano non solo un vanto per chi le ha ideate e implementate, ma anche un modello da esportare in altre realtà cittadine simili a quella genovese».

    amt-autobus-trasporto-pubblico-locale«L’Autorità fa un lavoro complesso che non sempre è destinato al grande pubblico – spiega il dott. Alberto Maria Benedetti, presidente dell’ASPL – svolge attività di consulenza, raccolta dati, controllo qualità, avvia procedimenti e pratiche istruttorie, ecc. Inoltre, abbiamo creato un sito web all’interno del quale raccogliamo le segnalazioni dei cittadini in merito ai disservizi relativi ai servizi pubblici forniti dal Comune di Genova o dalle sue società partecipate (Amt, Amiu, Aster, ecc.). Gli utenti trovano con facilità l’opportunità di attivare le competenze dell’Autorità. Ogni singola segnalazione è gestita dal nostro funzionario e, dopo uno screening iniziale, viene inviata al soggetto competente, accompagnata dalla richiesta di spiegazioni/giustificazioni. L’utente può seguire sul sito l’andamento della pratica ed avere informazioni sulle segnalazioni presentate da altri utenti. Qualora la segnalazione evidenzi un problema di interesse trasversale per la cittadinanza, l’ASPL può decidere di aprire un procedimento».

    «In effetti non siamo molto conosciuti dai genovesi – riconosce Benedetti – infatti, stiamo studiando alcune iniziative per diffondere l’esistenza del sito. Va ampliata la platea degli utenti. Detto ciò, considerata la scarsità di risorse economiche dell’amministrazione comunale, è difficile promuovere l’Autorità. Per questo contiamo molto sulla collaborazione con i consiglieri comunali che hanno manifestato disponibilità e le associazioni dei consumatori. Finora l’opportunità di segnalare i disservizi è stata utilizzata da un ridotto numero di persone».

    Nel corso del 2012 sono pervenute all’ASPL 36 segnalazioni da parte di cittadini che – avvalendosi della procedura attivata sul sito dell’Autorità – hanno chiesto l’intervento degli organi competenti per la soluzione dei problemi di cui sono stati testimoni.
    Le segnalazioni più frequenti hanno riguardato problematiche attinenti le manutenzioni di strade, marciapiedi e verde pubblico, lo stato dei parcheggi (sanzioni e penali), casi di sosta effettuata fuori dalle aree riservate, veicoli/motocicli abbandonati, rubinetti rotti delle fontanelle, malfunzionamento dell’illuminazione pubblica, servizio di igiene ambientale con particolare riferimento alla raccolta differenziata, errata fatturazione per il servizio idrico.

    L’ASPL? UNA PERFETTA SCONOSCIUTA

    palazzo-tursi-aula-rossa-d14Non sono solo i cittadini ad ignorare l’esistenza dell’ASPL. Pure i consiglieri e la Giunta di Palazzo Tursi hanno le idee confuse. Un episodio emblematico è avvenuto qualche tempo fa, quando il Movimento 5 Stelle ha proposto al Consiglio Comunale la realizzazione di un “registro pubblico delle lamentele” – ispirato al modello portoghese – all’interno della discussione sul Regolamento sulle società partecipate.
    «La nostra proposta è stata bocciata per pochissimi voti senza che nessuno, né della Giunta, né degli uffici, né degli altri gruppi politici, abbia fatto notare che sul sito dell’ASPL tale cosa esiste già», spiega il consigliere del M5S, Stefano De Pietro.
    Qualche settimana dopo l’iniziativa dei 5 Stelle, l’Autorità ha illustrato in commissione consiliare la Relazione annuale sulle sue attività. «I componenti dell’ASPL hanno sottolineato come il Comune stia dando poca pubblicità all’esistenza dell’organo indipendente di controllo racconta De Pietro – Oltre allo scarso interesse dell’amministrazione, anche la mancanza di personale complica il loro lavoro».
    Secondo il consigliere del Movimento 5 Stelle, il servizio di segnalazione dei disservizi gestito dall’ASPL «È sicuramente utile. Ma il sito è ancora iniziale e va migliorato. Ad esempio, sono assenti un criterio di classificazione delle “lamentele” e relative etichette utili per individuarle e suddividerle per argomenti, facilitando la ricerca, lo scambio trasversale di informazioni e favorendo così la maggiore trasparenza possibile. Comunque sia il registro delle segnalazioni rappresenta un passo avanti in questa direzione. Resta da verificare quanto la presenza dell’Autorità possa influire sui veri processi decisionali del Comune e delle sue aziende controllate».
    Il problema risiede anche nella mancanza di adeguata forza lavoro «Il nostro organico dovrebbe prevedere la presenza di 3 funzionari – sottolinea il presidente Benedetti – ma in realtà possiamo contare solo su 1 funzionario che si occupa di istruire le pratiche e su 2 persone in segreteria che svolgono attività d’ufficio».
    In questo senso occorre potenziare l’ASPL «Sennò la nostra attività sarà direttamente proporzionale alla ristrettezza di personale – aggiunge Benedetti – È da molto tempo che chiedo di rinforzare l’Autorità se davvero vogliamo che svolga quel fondamentale ruolo di controllo per cui è nata. Parliamo di un’azione di controllo esercitata da un’autorità indipendente (noi non siamo dipendenti del Comune di Genova), utile all’amministrazione per capire i malfunzionamenti della macchina comunale».
    Finora, con limitate forze disposizione, l’organo di controllo «Comunque ha svolto la sua funzione – continua Benedetti – E spesso abbiamo dato fastidio a qualcuno, perché il controllo dà sempre fastidio».
    Come si legge nel Regolamento per la costituzione ed il funzionamento dell’ASPL “Il Consiglio comunale definisce uno specifico stanziamento, nell’ambito del bilancio di previsione, finalizzato al funzionamento dell’Autorità”.
    «Adesso non ho i numeri sotto mano, però, il costo complessivo della struttura non supera i 150 mila euro all’anno – afferma Benedetti – Occorre fare delle scelte. Il Comune vuole conservare l’Autorità oppure la ritiene una spesa inutile? Nel primo caso è necessario rinforzarla. In caso contrario, tanto vale eliminarla».

    QUALE FUTURO: POTENZIARLA O ELIMINARLA?

    palazzo-tursi-de-pietro-stefano-M5S-D«Visto che l’Autorità esiste noi vogliamo pubblicizzarla – spiega il consigliere De Pietro – Io personalmente ho disegnato un logo, sul sito del Movimento 5 Stelle (www.genova5stelle.it) si può trovare il banner con il link al sito www.aspl genova.it, al quale è legato il motto “Segnalare è meglio che Brontolare”, per attivare una campagna promozionale affinché tutti i cittadini possano conoscere l’ASPL e sfruttare l’opportunità offerta dal registro delle segnalazioni dei disservizi».
    Secondo De Pietro, il servizio va potenziato «Sono necessarie almeno 4-5 persone che seguano esclusivamente il registro. Il sito web deve diventare l’unico punto di ingresso per i cittadini, dove confluiscano tutte le segnalazioni, per poi essere distribuite ai vari organi di controllo specifici, in modo che l’ASPL possa sempre avere il polso della situazione».
    Ma una parte del Consiglio Comunale non rema nella stessa direzione. Anzi, al contrario pare intenzionata a voler eliminare l’Autorità. «Con l’approvazione del Regolamento sulle partecipate, il Comune intende creare un organismo di controllo in seno alle medesime aziende controllate – spiega De Pietro – insomma, un gruppo di lavoro interno e di conseguenza non indipendente, che potrà esercitare solo un controllo “addomesticato”. In questo senso, secondo alcuni, l’Autorità rappresenterebbe un inutile doppione da cancellare».

    Eppure a ben vedere, il Regolamento sulle partecipate è stato approvato dal Consiglio Comunale con un emendamento della Lista Musso – appoggiato dai voti favorevoli e trasversali di Movimento 5 Stelle, Sel e Lista Doria – che attribuisce specifici poteri di controllo all’ASPL.
    «Il Regolamento sulle partecipate dà forza ai poteri dell’Autorità – conferma Benedetti – in particolare in merito al controllo di qualità». Per quanto riguarda l’ipotesi di formare un organismo di controllo interno, il presidente dell’ASPL è tranchant «Sarebbe una spesa inutile. L’Autorità garantisce un’azione indipendente e bisogna sfruttarla al meglio. Senza dimenticare che l’organo di controllo interno esiste già: è il Consiglio Comunale che vigila sulle sue aziende partecipate».
    Le ultime notizie sembrano confermare un atteggiamento schizofrenico di Palazzo Tursi. Venerdì 3 maggio i quotidiani locali hanno annunciato che la Giunta avrebbe intenzione di riportare in Consiglio Comunale due delibere già approvate in aula con alcune modifiche non condivise dall’esecutivo. Una è la delibera sulle tariffe integrate treno più bus. L’altra delibera è appunto quella relativa al Regolamento sulle società partecipate, approvata con l’emendamento della Lista Musso che, secondo l’assessore al Bilancio Franco Miceli, sarebbe in contraddizione con l’emendamento presentato dalla Giunta ed anch’esso approvato dal Consiglio.
    «L’autonomia del Consiglio Comunale va rispettata e salvaguardata – afferma il consigliere Enrico Musso, firmatario dell’emendamento nel mirino (Corriere Mercantile 03-05-2013) – per quanto riguarda il Regolamento sulle partecipate, non c’è nessuna contraddizione tra i due emendamenti che sono stati approvati. Il fatto di aver attribuito più poteri all’Autorità, sottraendoli alla Giunta, può non piacere a quest’ultima, ma non crea alcun conflitto».
    «Il fatto che l’Autorità possa esercitare un controllo indipendente – conclude De Pietro – evidentemente suscita fin troppo fastidio».

     

    Matteo Quadrone

  • Trovare lavoro come ingegnere: workshop day all’Università

    Trovare lavoro come ingegnere: workshop day all’Università

    strade-progetti-lavoro-opere-dMercoledì 15 maggio 2013 (ore 10-13) l’Università di Genova ospita presso l’aula magna B1 della Scuola Politecnica – Ingegneria (via all’Opera Pia 15A) un Workshop Day per neolaureati e studenti di ingegneria.

    Nel corso dell’incontro sarà possibile dialogare con i responsabili aziendali di Accenture, Siemens e Altran per conoscere i profili maggiormente ricercati, le opportunità professionali offerte, le prospettive di carriera previste per i neoassunti, i criteri di selezione.

    L’evento è organizzato in collaborazione con la Scuola Politecnica – Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova e Cesop Communication.

  • I dieci anni del Buridda: no allo sgombero, protesta a oltranza

    I dieci anni del Buridda: no allo sgombero, protesta a oltranza

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Ottobre 2011: alcune aste pubbliche indette dal Comune di Genova vanno deserte, bloccando così la vendita di parte del patrimonio immobiliare necessaria a dare sollievo alle casse dell’ente pubblico. Tra questi, l’edificio di via Bertani (in cui un tempo vi era la Facoltà di Economica) dove dal 2003 è attivo il laboratorio sociale Buridda: uno spazio di 5.600 metri quadrati con una base d’acquisto di 7.800.000 €.

    Novembre 2011: ufficializzato il trasferimento del Buridda in piazza Cavour, nei locali dell’ex mercato del pesce. Promotore di una regolarizzazione di questo e degli altri centri sociali presenti in città è Don Andrea Gallo, che si è fatto tramite tra i gestori dei centri e il Comune affinché sia firmato un protocollo d’intesa che ne regolarizzi le attività.

    La firma del protocollo è fondamentale sia per ufficializzare l’occupazione degli spazi e le attività che in essi si svolgono, sia per garantire (soprattutto sul piano economico) gli opportuni lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza.

    Ottobre 2012: in piazza Cavour un primo passo verso il trasloco, con l’inaugurazione di un’area adibita a palestra per arrampicata. Si tratta dell’unico spazio attualmente agibile nell’area ex mercato, in attesa dei lavori che renda disponibile anche il resto.

    Dicembre 2012: un anno dopo la firma del protocollo d’intesa, abbiamo chiesto ai gestori dei centri sociali genovesi di fare il punto sulle promesse mantenute, soprattutto dopo il cambio di Sindaco e Giunta.

    Luciano, che opera nel Terra di Nessuno a San Teodoro, ci spiega che «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Febbraio 2013: mentre le trattative appaiono in stallo, si discute circa il futuro dell’area del Mercato del pesce. L’ipotesi più probabile è un trasferimento a Bolzaneto, dove già si trova da alcuni anni il mercato ortofrutticolo un tempo sito in corso Sardegna.

    IL PRESENTE

    Sgomberare il Buridda senza garanzie sulla nuova sede: questa è la voce circolante da qualche tempo, una comunicazione ufficiosa giunta dal Comune secondo cui la Procura ha già disposto – entro brevissimo tempo – l’allontanamento di chi gestisce lo spazio per indire una nuova vendita pubblica, senza attendere l’ufficialità del trasloco in piazza Cavour né la disponibilità immediata di un’eventuale altra sede temporanea.

    Da pochi giorni è stata creata la pagina Facebook Un polpo al cuore, nata per celebrare i dieci anni del Buridda e per sostenere lo stato di assemblea permanente deciso dallo staff. Inoltre Antonio Bruno, consigliere comunale di Federazione della Sinistra, ha presentato un’interrogazione per capire lo stato delle cose.

    Trascriviamo parte del messaggio con cui i quattro centri sociali di Genova si sono uniti per far fronte a questa emergenza: «Dieci anni di occupazione dell’ex Facoltà di Economia in via Bertani 1 hanno saputo restituire alla città spazi unici per la libera espressione, la creatività e l’aggregazione. (…) Il successo e il coinvolgimento della cittadinanza in questo percorso confermano la pratica dell’autogestione quale necessità e strumento in grado di garantire la libera fruizione degli spazi senza alcuna esclusione o limite di accesso. (…) Il Comune intende vendere l’immobile di Via Bertani 1 per coprire parte del suo enorme buco di bilancio; da subito il Laboratorio Buridda si è detto disponibile al trasferimento in altra sede se adeguata e se non avesse comportato l’interruzione delle attività che quotidianamente vivono in quegli spazi. (…) Per raggiungere tale obiettivo oggi il Comune blocca un percorso iniziato sei anni fa, ritrattando le condizioni raggiunte rispetto alla totale assegnazione del mercato del pesce (…). Ribadiamo che finché non avremo uno spazio adeguato alle nostre attività non cederemo il passo».

    Questo venerdì (10 maggio 2013, ndr) si svolge inoltre al Buridda Minimo Vol. 5, un evento dedicato alla musica e alle autoproduzioni artistiche. Un’occasione ulteriore per sostenere lo spazio e conoscere le ragioni della protesta dalla viva voce di chi da dieci anni mantiene attiva – grazie a eventi come Critical WineCritical BeerIf the bomb falls e altri – una delle realtà culturali più produttive in città.

    Marta Traverso

  • Take… Action: concorso video, uno spot contro i tumori del sangue

    Take… Action: concorso video, uno spot contro i tumori del sangue

    pellicolaSono aperte fino a venerdì 31 maggio 2013 le iscrizioni alla terza edizione di Take… Action!, bando di concorso per videomaker, indetto da BolognAIL, sezione bolognese dell’Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma ONLUS, e promosso da AIL nazionale.

    Requisiti per partecipare è avere età compresa tra i 18 e i 35 anni: si dovrà realizzare uno spot (durata max 1 minuto) di sensibilizzazione sulla lotta ai tumori del sangue.

    Lo spot dovrà affrontare uno dei seguenti temi:
    ricerca scientifica: l’importanza della partecipazione a sostegno della ricerca scientifica, del miglioramento della qualità della vita dei pazienti, del progresso nella cura e nella guarigione;
    comunicazione, marketing sociale e fundraising: promuovere le campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’Associazione AIL.

    Una giuria valuterà efficacia del messaggio e originalità nello stile del prodotto. Il vincitore potrà:
    essere presente sul set in un progetto della DUEA film, la casa di produzione del regista Pupi Avati (senza però alcuna retribuzione o rimborso spese).
    – (se studente laureando o neolaureato presso l’Università di Bologna) avere una borsa di studio retribuita di sei mesi presso la redazione di FlashVideo.it del Progetto Giovani del Comune di Bologna.

    La premiazione avverrà il 20 giugno 2013 all’Auditorium DARvipem (Dipartimento delle Arti Visive Performative e Mediali) in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma.

    I video selezionati saranno utilizzati da AIL per le sue campagne di sensibilizzazione.

  • Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiMartedì 7 maggio 2013 (ore 11.30) inaugura all’Accademia Ligustica di Belle Arti la mostra collettiva Non infortunArti, che presenta le opere vincitrici del bando di concorso artistico a cura della direzione regionale Liguria di Inail organizzato lo scorso autunno.

    Alla cerimonia di inaugurazione partecipano Alessandra Lanza (Direttore Regionale INAIL Liguria) e Raimondo Sirotti Presidente dell’Accademia Ligustica.

    La mostra è aperta al pubblico da martedì a venerdì, ore 14.30-18.30, fino al 24 maggio 2013.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Archivio dei Movimenti a Genova, foto e documenti sugli anni 60 e 70

    Archivio dei Movimenti a Genova, foto e documenti sugli anni 60 e 70

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    «Un’associazione per raccogliere le testimonianze orali, documenti e quant’altro possa servire a tramandare l’esperienza del ‘68, con il femminismo, le lotte operaie e la lotta armata, e tutto ciò che si è manifestato come forma di “antagonismo” e di spirito sovversivo negli anni ‘60/’70». Questa è l’Associazione per un Archivio dei Movimenti, raccontata attraverso le parole di uno dei suoi fondatori Giuseppe Iose Varlese. L’Associazione, nata a Genova nel marzo 2009, sotto la presidenza di Paola De Ferrari, si occupa di censire, raccogliere, archiviare il patrimonio (fondi documentari e materiale fotografico) prodotto nella Liguria degli anni ’60-’70 dai vari movimenti politico-sociali-culturali, fino ai giorni nostri: conservati spesso da privati, protagonisti e testimoni di quel periodo, o da associazioni politiche e affini, i documenti sono confluiti da ormai 4 anni negli archivi dell’Associazione.

    Dall’ottobre 2010, inoltre, l’Associazione ha creato, in collaborazione con la Biblioteca Civica Berio, il servizio archivistico di consultazione di documenti ARCHIMOVI: grazie a questo servizio è possibile reperire i fondi documentari raccolti dall’Associazione e consultarli. Un bene culturale, un bene comune nato dalla collaborazione tra privati e Enti pubblici, per la fruizione da parte di tutta la comunità. Per non dimenticare.

    ASSOCIAZIONE PER UN ARCHIVIO DEI MOVIMENTI E ARCHIMOVI

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    Si tratta di un’Associazione nata nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di amici, ex militanti del ’68 e della stagione calda dei movimenti  di  Genova. Lo scopo, quello di raccogliere e mantenere la memoria degli avvenimenti dell’epoca: fondi documentari, materiale grafico e fotografico dei movimenti politico-sociali a Genova e in Liguria dagli anni ’60 in poi sono entrati a far parte dell’Archivio e sono oggi consultabili all’interno dei locali della Biblioteca Civica Berio, presso il fondo archivistico ARCHIMOVI. Quest’ultimo è un servizio della Biblioteca, che dal 2010 si occupa della raccolta, l’ordinamento e la conservazione delle testimonianze storiche già contenute nell’archivio dell’Associazione, integrate con quelle di proprietà della Biblioteca Berio e con le donazioni da parte di privati. Il tutto è a disposizione del pubblico degli studiosi o di semplici curiosi. ARCHIMOVI nasce dalla volontà di salvaguardare dall’oblio e dall’azione del tempo la memoria del ’68 e delle battaglie civili di quegli anni: per questo, una serie di documenti per permettere a ciascuno di formarsi una coscienza storica personale e di valutare un complesso periodo della storia nostrana, con echi a livello mondiale. Al  progetto partecipano anche la Fondazione Palazzo Ducale e la Soprintendenza Archivistica per la Liguria, con la sponsorizzazione della Compagnia Portuale Pietro Chiesa. Nella gestione dell’Archivio, l’Associazione svolge un ruolo primario, non solo permettendo l’approccio al materiale documentario, ma anche con l’organizzazione di gruppi di studio, ricerca e valorizzazione culturale.

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    Perché un archivio dei movimenti a Genova? Terra della Resistenza, Genova -e la Liguria intera- ha avuto un ruolo attivo sia ai tempi delle contestazioni sessantottine che negli anni successivi. Così la presidentessa dell’Associazione, Paola De Ferrari: «Il servizio ARCHMOVI è un bell’esempio di sinergia tra enti pubblici, come la Berio, e soggetti privati, quali siamo noi soci dell’Associazione: prima del nostro progetto, a Genova non c’era niente di simile. Mentre noi seguiamo le fasi di reperimento e di valutazione dei documenti, lo staff della Berio si occupa della catalogazione e dell’inserimento sul database Aleph dei volumi. Qui, possono essere reperiti da chiunque sia interessato, e grazie ad Aleph si viene immediatamente ricollegati alla nostra Associazione. Anche se non è possibile prendere in prestito i libri e i documenti (tutti esemplari storici e spesso unici), si può fare richiesta di consultazione e accedere in breve tempo al materiale, sotto la supervisione dei bibliotecari e presso i locali della Berio che ci sono stati messi a disposizione. Prima i locali erano inutilizzati, e così abbiamo svolto anche il servizio –oltre a quello storico, di ripristino di fondi che giacevano dimenticati nelle cantine e negli archivi- di rimettere in funzione uno spazio prima abbandonato».

    Oggi, l’Associazione dispone di oltre 40 fondi e conta più di un centinaio di libri, tutti risalenti al secondo dopoguerra, con particolare attenzione per il periodo dal ’68 agli anni ’80, fino a tempi più recenti. Continua Paola: «Ci occupiamo non solo di storia passata ma anche –soprattutto!- del presente. La storia contemporanea è quella che ci interessa, ma riteniamo che per comprenderla sia necessario ripercorrere prima le nostre radici: per questo, per arrivare ad occuparci –come facciamo- di G8 o delle contestazioni successive, o ancora degli sviluppi di internet e ai problemi conseguenti (dagli hacker ad Anonymous, con la conseguente creazione di nuova etica), pensiamo che sia giusto prima conoscere la storia da cui veniamo che, pur essendo relativamente recente, resta spesso conosciuta solo in modo superficiale».

    Foto  archiviomovimenti.org
    Foto archiviomovimenti.org

    I FONDI E I PROGETTI

    Tra gli oltre 40 fondi -passati, presenti e futuri- raccolti dall’Associazione possiamo ricordare il fondo “Generazioni di donne”, creato nel maggio 2012, quando una serie di libri sono stati raccolti dall’omonimo gruppo “Generazioni di donne” e donati ad ARCHIMOVI. Il gruppo è nato anch’esso nel 2009, dall’incontro di un gruppo di donne che tra gli anni ’70-’80 hanno condiviso l’esperienza del Coordinamento Donne FLM – Federazione Lavoratori Metalmeccanici e che, con questo progetto, organizzano incontri di riflessione su temi ancora attuali come donne e lavoro, corpo e sessualità, prostituzione. Dallo scorso gennaio, poi, ARCHIMOVI sta seguendo un nuovo progetto: si tratta del fondo “CSOA Emiliano Zapata”, suddiviso in tre gruppi di documentazione e consistente di vari faldoni, manifesti, raccolte di numeri di Lotta Continua e del Manifesto, appunti opuscoli, volantini e molto altro. Il fondo raccoglie gran parte della produzione degli ultimi tre decenni di gruppi politici degli anni ‘70 e documenti prodotti dagli anni ’80: la catalogazione non è ancora stata ultimata, a causa della gran mole di testi e documenti a disposizione, che hanno dilatato l’archiviazione.

    Tra gli altri progetti, quelli video: attualmente sono stati prodotti due documentari, e un altro è in fase di ultimazione. Il primo è stato quello di Gianfranco Pangrazio, “Genova, autobiografia del sessantotto. Prima parte: le occupazioni studentesche, la Chicago Bridge”, presentato ufficialmente in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio, il 14 ottobre 2010, e basato su interviste originali ai protagonisti dell’epoca, coinvolti sia nelle contestazioni studentesche che in quelle della fabbrica Chicago Bridge. E poi ancora, presentazioni di film (l’ultimo, “Terramatta”, in Sala Sivori) e di libri (come la presentazione dell’ebook di Carola Frediani a Palazzo Ducale sul caso Anonymous). Un’attività a tutto tondo, che il prossimo settembre sfocerà anche in un maxi-evento (con concerti, convegni, e altro), in occasione del quarantennale del golpe cileno.

     

    Elettra Antognetti