Autore: erasuperba

  • Bruno Morchio: il nuovo romanzo “Il profumo delle bugie”

    Bruno Morchio: il nuovo romanzo “Il profumo delle bugie”

    bruno morchioMartedì 20 novembre (ore 18) presso l’ex mercato del Carmine avrà luogo la presentazione del romanzo “Il profumo delle bugie” di Bruno Morchio, uscito alcune settimane fa per Garzanti.

    Si tratta del primo romanzo in cui Bacci Pagano – celebre personaggio nato dalla penna dello scrittore genovese – non è presente, così come si assiste a un “abbandono” del genere noir che lo ha reso famoso, lasciando spazio a una vicenda familiare ambientata nei quartieri “bene” di Genova.

    Questa la trama di “Il profumo delle bugie”.
    La famiglia D’Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica, continuamente accresciuta grazie all’attività immobiliare e a solide relazioni con i poteri forti del luogo, a cominciare dai politici. Su tutti, nell’ampia villa con vista sul mare dove risiedono i D’Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Egli ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, e a lui viene affidato il risanamento di un’area industriale dismessa. Intanto crescono le tensioni fra Edoardo e i figli: il padre di Francesco, medico insicuro e nevrotico, e la sorella appena tornata da un lungo soggiorno in India. Sono proprio le donne, in casa D’Aste, ad avere un ruolo centrale negli equilibri e nelle faide familiari: la moglie di Edoardo, anziana e malata; sua nuora Rosita, che non essendo «nata bene» resta per sempre un corpo estraneo al clan; e soprattutto Dolores, la fidanzata di Francesco, con la sua leggerezza e la forza seduttiva della sua giovinezza e della sua sensualità. Sarà lei a scardinare l’ipocrisia che ha sempre regolato i rapporti familiari e a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo, nell’arco di poche settimane – raccontate attraverso il punto di vista dei tre uomini della dinastia – che conducono a un Natale decisivo per la vita di tutti.

    L’incontro sarà moderato dalla giornalista Laura Guglielmi, con letture di Laura Addino ed Eleonora Carpi e accompagnamento musicale di Bacci del Buono.

    Ingresso libero.

  • Molassana, piscina della Sciorba: contenziosi legali e gestione nel limbo

    Molassana, piscina della Sciorba: contenziosi legali e gestione nel limbo

    In attesa della risoluzione dei contenziosi legali – tra ricorsi al Tar e contro ricorsi al Consiglio di Stato – la gestione della piscina della Sciorba rimane nel limbo e così le società di nuoto si stanno arrangiando come meglio possono per affrontare i problemi che affliggono l’impianto comunale di Molassana.

    Finiti i tempi delle sovvenzioni pubbliche, le strutture sportive genovesi sono in difficoltà (vedi la situazione delle piscine di Multedo e Nervi) e solo attraverso l’affidamento a realtà in grado di garantirne una gestione economicamente sostenibile, possono tornare a svolgere il ruolo di centri di riferimento per il quartiere.

    La gara per la piscina di Molassana, però, si è trasformata in una diatriba tra le due cordate in corsa: da una parte quella guidata dalla società “Asd Genova Nuoto” che da anni svolge le sue attività nel complesso della Sciorba; dall’altra la cordata con a capo la società “Ginnastica Andrea Doria”.
    L’impianto viene assegnato all’associazione sportiva dilettantistica Genova Nuoto ma nel gennaio 2012 il Tar, accogliendo il ricorso delle società concorrenti, annulla la gara. A questo punto sarebbe dovuta subentrare la Ginnastica Andrea Doria ma un contro ricorso al Consiglio di Stato ha rimesso in discussione l’intera vicenda, bloccando di fatto la situazione.
    «Abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato – spiega Mara Sacchi, presidente della Genova Nuoto – A luglio c’è stata la sentenza. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni. Fino ad allora nulla si muove e continuiamo ad arrangiarci come prima».

    Nel frattempo la gestione di Sportingenova è stata prorogata fino a marzo 2013. Sarebbe meglio dire la “non gestione” visto che la società del comune è in liquidazione.
    Attualmente piove all’interno della piscina coperta, come conferma il presidente Sacchi «Le infiltrazioni d’acqua rappresentano la criticità maggiore ma i problemi sono tantissimi. Ovviamente Sportingenova non può permettersi alcun lavoro». In queste condizioni, neppure le società che quotidianamente lavorano alla Sciorba, intendono accollarsi ingenti spese correndo il rischio di un investimento a perdere.
    «La piscina ha più di 20 anni e avrebbe bisogno di una manutenzione straordinaria – precisa Sacchi – In occasione della nuova gara il capitolato dovrà tenere conto di tutti i costi necessari per sistemare l’impianto».

    Se a breve non si supererà questo empasse, ad esser danneggiate non saranno solo le società di nuoto – che continueranno a non poter offrire il ventaglio completo delle loro attività, con la conseguente diminuzione del numero di iscritti – ma sarà l’intero universo dello sport genovese a perdere credibilità.

     

    Matteo Quadrone

  • Meno rifiuti più benessere: 10 mosse verso una società del riciclo

    Meno rifiuti più benessere: 10 mosse verso una società del riciclo

    Rifiuti raccolta differenziata“Meno Rifiuti- Piu’ Benessere in 10 mosse”, questo lo slogan di un documento condiviso con cui l’Associazione Comuni Virtuosi, Italia Nostra e Adiconsum si rivolgono direttamente al mondo della produzione e della distribuzione per sollecitare 10 azioni attuabili nel breve e medio termine per alleggerire l’impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta.
    Insieme ai promotori c’è un folto gruppo di enti locali (tra cui i comuni di Lucca, Lecco, Perugia, Trento, Pesaro, le provincie di Lecco e Avellino, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania), associazioni nazionali e locali (Greenaccord, Fare Verde, MDF- Movimento Decrescita Felice, Slow Food Italia , Cittadinanzattiva, Altroconsumo e l’Associazione Borghi Autentici d’Italia) e singoli cittadini, che hanno sottoscritto il documento condiviso o firmato la petizione, condividendo la necessità che le evidenze nazionali e globali sulla produzione di rifiuti, richiedano delle soluzioni tempestive.

    L’iniziativa partecipa alla Settimana Europea per la riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre), un evento che mette al centro della pubblica attenzione l’esigenza di ridurre drasticamente la quantità dei rifiuti, aumentare la produzione eco-compatibile, allungare la vita dei prodotti e promuovere consumi attenti e responsabili.

    Secondo le stime della Banca Mondiale la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico dei paesi emergenti porterà nei prossimi 10-15 anni ad un raddoppio dei rifiuti solidi urbani attualmente prodotti che ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate circa e dei relativi costi di gestione.

    «Nonostante il fatto che il Rapporto Banca dati sulla raccolta differenziata 2011, registri come dato positivo un calo del 1,88% dei rifiuti prodotti rispetto al 2010 la gestione dei rifiuti in Italia presenta ancora grossi elementi di criticitàscrivono i sottoscrittori del documento – Ben difficilmente riusciremo ad arrivare all’obiettivo del 65 % di Raccolta differenziata (già conseguito e superato da altri paesi europei) se l’aumento annuo del livello di RD continuerà ad attestarsi su percentuali modeste come l’incremento del 2,27 % avvenuto nel 2011 rispetto all’anno precedente. La percentuale di raccolta differenziata, secondo i dati del rapporto, passa infatti dal 33,26% del 2010 al 35,5 % del 2011».

    In Europa occupiamo il 20° posto su 27 Stati membri e rientriamo tra i 12 paesi della classifica che hanno basse performance di gestione dei rifiuti a causa di:

    – politiche deboli o inesistenti di prevenzione dei rifiuti,
    – assenza di incentivi destinati ad evitare la messa in discarica e, di conseguenza,
    – uno scarso sfruttamento del riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti e
    – l’inadeguatezza delle infrastrutture.

    L’Italia conferisce in discarica ancora quasi il 50% della sua produzione totale di rifiuti che ammonta a 15 milioni di tonnellate. Proprio per non aver provveduto a bonificare grande parte delle nostre 255 discariche di rifiuti illegali e incontrollate, nel rispetto di una sentenza del 2007 della Corte di giustizia Europea, rischiamo ora di dover pagare una multa da 56 milioni.

    «Questo contesto nazionale richiede un forte bilanciamento “a monte” nello sviluppo dei processi di produzione industriali che sono responsabili della quantità e qualità dei prodotti che vengono immessi in commercio nel rispetto del principio della responsabilità estesa del produttore – sottolineano i promotori dell’appello –  Dobbiamo diventare i primi della classe in Europa lavorando intensamente sulla prevenzione e sulla produzione eco compatibile per creare velocemente le condizioni affinché l’Italia diventi una “Società del riciclo” . L’industria del riciclo viene riconosciuta come uno degli assi portanti della green economy capace di creare un’occupazione 10 volte maggiore rispetto allo smaltimento in discarica e all’incenerimento».

    «Le 10 mosse, che non si ritengono esaustive, sono state ispirate a esempi e soluzioni che hanno permesso ad altri paesi europei di raggiungere migliori tassi di riciclo e una minore produzione di imballaggi – continua la nota – In quanto a produzione di imballaggi a livello pro capite, anche se il dato è riferito a qualche anno fa, siamo classificati al terzo posto in Europa. Per quanto riguarda gli imballaggi in plastica le proposte sono in linea con le considerazioni espresse recentemente dal commissario europeo per l’Ambiente Janez Potočnik che indica due principali obiettivi che l’Europa deve raggiungere nella gestione della plastica: la riduzione del suo conferimento in discarica e la sostituzione del recupero energetico con quello meccanico, oggi fermo, in media, al 24%».

    Ecco le 10 mosse:

    1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili;
    2) Ridurre il peso degli imballaggi con l’eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all’imballaggio superflui e mettere in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido;
    3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette sleeves e l’uso di additivi, coloranti e composti esterni.
    4) Ottimizzare l’impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente.
    5)Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile)
    6)Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine.
    7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso.
    8 ) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-ricicloriprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.
    9) Nei punti vendita della GDO: eliminare l’imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l’ortofrutta introducendo soluzioni riutilizzabili.
    10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa e all’adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all’uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta.

    «Una produzione eco-compatibile non potrà che portare benefici a cascata anche ai comuni che non raggiungeranno entro il 31 dicembre 2012 il 65% di percentuale di raccolta differenziata (Art. 205 D D.Lgs. 152/2006) – conclude la nota – e alle regioni italiane che non sono vicine all’obiettivo del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti di carta, legno, plastica e vetro in termini di peso (Imposto dalla Direttiva 2009/08/CE recepita dal D.Lgs 152/2006 all’Art. 181 entro il 2020)».

    Maggiori approfondimenti e l’elenco completo delle Associazioni, Enti Locali e Comitati Civici che hanno sottoscritto il documento sono disponibili sul sito dell’Associazione Comuni Virtuosi.

    http://www.comunivirtuosi.org/index.php/component/content/article/50/1848-meno-rifiutipiu- benessere

    La pagina dedicata all’iniziativa con il testo completo del documento condiviso e delle 10 mosse, link alla petizione e alle adesioni http://www.comunivirtuosi.org/index.php/component/content/article/50/1848-meno-rifiutipiu- benessere

    Il link alla petizione http://www.comunivirtuosi.org/index.php/meno-rifiuti?view=petition&id=49

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Corso di teatro a Genova: incontri liberi a Sturla con Fiona Dovo

    Corso di teatro a Genova: incontri liberi a Sturla con Fiona Dovo

    Teatro GarageAttivo dal 2005, il Teatro delle Formiche è una realtà creata da Fiona Dovo (attrice e autrice teatrale) che ha all’attivo spettacoli e rappresentazioni a Genova e su tutto il territorio nazionale.

    Da un paio di settimane il Teatro ha aperto un corso di teatro decisamente atipico: non si basa su una vera e propria “iscrizione” e non c’è obbligo di frequenza, ma sono serate libere a cui chiunque può partecipare nei tempi e modalità che preferisce. Gli incontri di questo “percorso parateatrale” si svolgono a Sturla (via Nino Franchi 4r) tutti i lunedì a partire dalle 21.

    Fiona Dovo basa il suo corso su due metodi di apprendimento: il primo riguarda le costellazioni familiari, un campo di applicazione della psicologia che si basa sulla risoluzione dei propri conflitti interiori grazie alla rappresentazione improvvisata di una situazione. Il secondo è il metodo Meisner, chiamato così in onore del suo ideatore Sanford Meisner, che porta l’attore a immedesimarsi completamente nel suo personaggio, improvvisando scene con altri attori come se fosse il personaggio stesso a viverle.

    Per informazioni contattare il numero 338 4242378.

  • Precariato, Vigili del fuoco: ad un anno di distanza nulla è cambiato

    Precariato, Vigili del fuoco: ad un anno di distanza nulla è cambiato

    Mercoledì scorso a Genova, in occasione dello sciopero organizzato dalla Confederazione europea dei sindacati, sono scesi in piazza anche i vigili del fuoco per protestare contro i tagli del ministero degli Interni e contro la riforma pensionistica del ministro Fornero.

    Nel capoluogo ligure, come in altre città, hanno partecipato al corteo anche i vigili del fuoco discontinui che, solo a Genova, sono alcune centinaia. Moltissimi ma purtroppo ancora quasi invisibili. Indispensabili, perché senza di loro molti comandi non potrebbero restare neppure aperti. La situazione dei discontinui è resa ogni giorno più grave a causa dei continui tagli ministeriali e dalla completa mancanza di rispetto nei tempi di pagamento dei loro stipendi.

    «Circa 30 mila vigili del fuoco discontinui sono chiamati in Italia a sopperire alle ormai croniche mancanze di organico dei diversi comandi dislocati in tutta la penisola – spiega Maruska Piredda, consigliere regionale Idv e presidente dell’Alvip (Associazione lavoratori vittime del precariato) – svolgendo non un ruolo di ausilio nelle gravi emergenze, come invece dovrebbe essere, ma di completamento degli organici dei colleghi stabilizzati».

    «Sono precari “sui generis” – spiega Luca Infantino, responsabile Cgil vigili del fuoco – Parliamo di lavoratori senza nessun tipo di contratto, neppure a termine».
    Il loro unico contratto è infatti rappresentato dalla telefonata che ricevono dall’ufficio personale quando vengono chiamati in servizio. Non esiste una normale struttura contrattuale – come siamo abituati a conoscere – bensì solo dei regolamenti che sanciscono i compiti e i doveri dei lavoratori. I diritti infatti si contano sulle dita di una mano.
    L’assicurazione – per quanto riguarda molteplici aspetti – non tutela i pompieri discontinui in maniera paritaria rispetto ai loro colleghi stabili. E anche per quanto riguarda la salute, le carenze sono notevoli.

    «Lo scorso 29 dicembre, insieme al presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, abbiamo portato all’attenzione del ministro degli Interni Cancellieri l’annoso problema dei vigili precari – sottolinea Piredda – All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni dei discontinui. Purtroppo, a quasi un anno di distanza, non abbiamo visto un seguito significativo nelle sedi istituzionali competenti».

    Al contrario, con l’aumento dell’età pensionabile introdotta dalla riforma Fornero «Sempre più vigili del fuoco stabilizzati sono costretti a rimanere operativi, anche oltre la soglia dei sessant’anni, perché non è prevista la loro sostituzione con colleghi più giovani – continua il consigliere Idv – Gli stessi vigili stabilizzati chiedono a gran voce che, almeno parte dei colleghi discontinui, vengano assunti in pianta stabile nell’organico del corpo».

    Ma dal ministero degli Interni, ancora non è arrivata nessuna risposta.

    Da anni la musica non cambia «E oggi anche molti discontinui iniziano ad avere i capelli bianchi, continuano a percepire lo stipendio con ritardi che superano i tre mesi, a lavorare nella più assoluta precarietà e con dispositivi di protezione individuale insufficienti o logori – conclude Piredda – Tutto questo accade nella più assoluta indifferenza del governo e dei partiti che lo sostengono».

     

    Matteo Quadrone

  • Giffoni Film Festival 2013: bando di concorso per il manifesto

    Giffoni Film Festival 2013: bando di concorso per il manifesto

    Aperte le selezioni per il bando internazionale per la creazione dell’immagine rappresentativa del tema della 43esima edizione del Giffoni Experience “Forever young”, che si svolgerà dal 19 al 28 luglio 2013.

    Il concorso è aperto a persone di età superiore ai 16 anni (singolarmente o in gruppo), che siano studenti di materie inerenti a grafica, design e comunicazione visiva, professionisti del settore, esperti o semplici appassionati.

    I partecipanti dovranno inviare un’immagine a tecnica libera, ispirata al tema “forever young”, entro il 10 gennaio 2013 all’indirizzo mail foreveryoung.giffoni@gmail.com, unitamente ai propri dati e alla liberatoria per i diritti d’autore.

    Una giuria selezionerà le immagini pervenute e comunicherà i vincitori entro il 31 gennaio 2013.

    Questi i premi in palio al primo classificato: 2.000 €, ospitalità completa a Giffoni Valle Piana per 3 giorni e stampa dell’immagine sul Manifesto utilizzato per la 43esima edizione del Festival.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Festival dell’Eccellenza al Femminile 2012: il programma

    Festival dell’Eccellenza al Femminile 2012: il programma

    festival eccellenza femminile 2012Da lunedì 19 a domenica 25 novembre 2012 torna a Genova la VII edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile, la più grande manifestazione di genere in Italia ideata e diretta da Consuelo Barilari.

    Un ricco programma di eventi che porterà a Genova spettacoli teatrali, reading e conferenze sul tema della donna, e che quest’anno si arricchisce con la formula del Festival diffuso Genius Loci, che coinvolgerà tutto il centro storico di Genova. Ampio spazio anche al teatro, con Premio Ipazia e un ricco calendario di spettacoli al Museo di Sant’Agostino con la presenza di note attrici italiane quali Chiara Muti, Elisabetta Pozzi, Galatea Ranzi, Lunetta Savino, Amanda Sandrelli.

    Il programma del Festival si articola in 80 eventi e 200 ospiti, che culminano con l’assegnazione del Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile, che verrà dato alla poetessa Maria Luisa Spaziani a alla cardiologa greca Maria Aronis.

    L’accesso agli spettacoli avviene tramite l’acquisto dei singoli biglietti o della Card cumulativa al costo di 40 € (info 010 8540845).

    Questo il programma dettagliato del Festival.

    Lunedì 19 novembre – Museo di Sant’Agostino
    ore 17: inaugurazione (seguirà apericena alle 19.30)
    ore 18: conferenza-spettacolo La costruzione del femminile, con Eva Cantarella e Margherita Rubino
    ore 20.30: spettacolo teatrale Lei dunque capirà di Claudio Magris, con Daniela Giovannetti

    Martedì 20 novembre
    ore 17 (Loggia di Banchi): Le donne nella storia della città
    ore 17.30 (Teatro della Corte): Giocasta e le altre con Galatea Ranzi
    ore 18 (piazza Banchi): inaugurazione festival diffuso Genius Loci e percorso musicale itinerante per le vie del centro storico
    ore 19 (Museo di Sant’Agostino): conferenza Didone nella musica
    ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Didone, con Chiara Muti

    Mercoledì 21 novembre
    ore 15.45 (Palazzo Ducale): Specchio delle mie brame, tavola rotonda
    ore 16.30 (Loggia di Banchi): Il silenzio uccide, incontro con Iaia Caputo
    Ore 18 (piazza Posta Vecchia): Le Beatrici, spettacolo di Stefano Benni
    Ore 18 (Museo di Sant’Agostino): Il paradosso dell’amore, conferenza
    Ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Clitennestra o del crimine, spettacolo con Amanda Sandrelli

    Giovedì 22 novembre
    ore 10.30 (Camera di Commercio): Esiste una medicina per le donne?
    ore 16 (piazza Posta Vecchia): Le donne nella storia della città, conferenza
    ore 16.30 (Loggia di Banchi): Per un’altra idea di mondo, con Laura Puppato e Lunetta Savino
    ore 18 (piazza Posta Vecchia): Le Beatrici, spettacolo di Stefano Benni
    ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Medea, spettacolo con Lunetta Savino

    Venerdì 23 novembre
    ore 16 (Fiera di Genova): inaugurazione Lady Truck, imprese eccellenti al femminile
    ore 17 (Palazzo Tursi): Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile
    ore 18 (piazza Posta Vecchia): Caina, spettacolo teatrale
    ore 18 (Facoltà di Lettere): I giovani e nel futuro, conferenza
    ore 19 (Villa Lo Zerbino): aperitivo premio Ipazia
    ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Giuliana De Sio: ritratto di donna e di artista

    Sabato 24 novembre
    Ore 16 (Museo di Sant’Agostino): Quali prospettive per uscire dalla crisi teatrale?
    Ore 16.30 (Loggia di Banchi): Progetto generazioni future. Un’economia per l’ambiente e il territorio
    Ore 17.30 (Museo di Sant’Agostino): Premio Ipazia, rappresentazione dei testi finalisti e premiazione
    Ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Cassandra, incontro con Massimo Fini ed Elisabetta Pozzi
    Ore 21 (Museo di Sant’Agostino): Cassandra o del tempo divorato, spettacolo di e con Elisabetta Pozzi

    Domenica 25 novembre
    Ore 17 (Loggia di Banchi): Contro la mafia perché donne
    Ore 18 (Museo di Sant’Agostino): La Medea, conferenza
    Ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): La memoria di Medea, spettacolo con Dora di Mauro

  • Foce: concluso il restyling di Piazza Palermo

    Foce: concluso il restyling di Piazza Palermo

    In Piazza Palermo, nel cuore della Foce, sono conclusi gli importanti interventi di restyling che, secondo amministrazione comunale, consentiranno alla piazza di tornare ad essere un fondamentale luogo di aggregazione sociale per la cittadinanza e soprattutto per i bambini del quartiere e delle scuole circostanti.

    I lavori di riqualificazione, eseguiti da Aster, hanno riguardato la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde. Inoltre sono stati realizzati: un percorso pedonale interno con la disponibilità di alcune panchine; due spazi gioco per bambini circondati da pavimentazione morbida e ampliati rispetto al passato. Otto diversi varchi permetteranno di accedere all’aiuola centrale. L’illuminazione sarà garantita dalle lampade al led.

    L’inaugurazione dell’aiuola centrale della piazza avrà luogo martedì 20 novembre, alla presenza del presidente del Municipio, Alessandro Morgante e dei rappresentanti del Comune. La manifestazione inizierà alle ore 14:30 con un laboratorio e una serie di giochi studiati ad hoc per i bambini. Alle 15:30 si terrà la cerimonia inaugurale per poi festeggiare insieme la “rinascita” della Piazza a partire dalle 16, con un rinfresco. In caso di maltempo l’inaugurazione si terrà all’interno della scuola elementare Barrili.

    Il restyling della piazza migliora l’estetica ed aumenta la fruibilità di uno spazio cruciale per il territorio. Ma lo spostamento di alcuni banchi del mercato nella vicina via Montesuello genera delle perplessità da parte degli stessi ambulanti e dei negozianti. I banchi, infatti, nella nuova posizione “oscurerebbero” i negozi di via Montesuello. «Noi abbiamo cercato di individuare la migliore soluzione possibile per non scontentare nessuno – afferma il presidente del Municipio Medio Levante, Alessandro Morgante – via Montesuello rappresenta la naturale prosecuzione del mercato di Piazza Palermo e non credo che gli ambulanti abbiano avuto problemi dal punto di vista commerciale. Abbiamo disposto i banchi su una sola fila e non lungo entrambi i marciapiedi, proprio per consentire un adeguato accesso alla zona».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Flessibilità dell’orario di lavoro: dal part-time all’aspettativa

    Flessibilità dell’orario di lavoro: dal part-time all’aspettativa

    Come ho descritto nel precedente articolo, il mercato del lavoro italiano, confrontato con la maggior parte dei paesi europei, risulta essere caratterizzato da una bassa flessibilità e da una grande disparità tra lavoratori precari e lavoratori a tempo indeterminato. E per quanto riguarda la flessibilità dell’orario di lavoro, in che situazione si trova il nostro paese?

    Il miglioramento della flessibilità dell’orario di lavoro è considerato dall’Unione europea come uno degli elementi chiave per ottenere gli obiettivi della strategia di Lisbona attraverso la quale si vuol rendere l’Unione “la più competitiva e dinamica economia basata sulla conoscenza del mondo”. Ogni quattro anni la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro conduce un’indagine sulle imprese europee relativa all’orario di lavoro e all’equilibrio tra professione e vita privata. Vengono prese in considerazione diverse tipologie di flessibilità: orario flessibile, part-time e lavoro straordinario.

    1. ORARIO FLESSIBILE

    L’orario flessibile, nella sua forma più semplice, permette ai lavoratori di variare l’inizio e la fine della giornata lavorativa secondo le proprie esigenze ma entro certi limiti e senza variare il numero totale giornaliero di ore lavorate. Un meccanismo più sofisticato, la cosiddetta “banca ore”, consente invece di accumulare ore che possono essere utilizzate per ottenere maggiore flessibilità giornaliera o per godere di periodi di riposo retribuito aggiuntivi rispetto alle ferie. Dall’indagine emerge che più della metà (56%) delle aziende europee con più di 10 dipendenti attua qualche tipo di accordo sull’orario flessibile. Alcune aziende utilizzano il meccanismo della “banca ore” per ottenere interi giorni di riposo supplementari, altre utilizzano lo stesso meccanismo ma solo per ottenere ore di permesso supplementari e altre ancora consentono ai lavoratori di variare l’orario di lavoro giornaliero ma senza la possibilità di accumulare ore. Il nostro paese si trova poco sotto la media europea con una percentuale del 49% ma purtroppo le modalità di flessibilità maggiormente utilizzate sono quella più rigide visto che solo il 15% delle aziende utilizza il meccanismo della “banca ore” per ottenere interi giorni di riposo supplementari contro una media europea del 29%. Siamo al pari della Lituania e peggio di noi fanno solo Malta, Cipro e Bulgaria e siamo ben lontani dalla Finlandia dove addirittura il 66% delle aziende utilizza questo meccanismo.

    2. PART-TIME

    Un’altra forma di flessibilità è il lavoro part-time che viene utilizzato dal 67% delle aziende europee. Questa tipologia di lavoro è particolarmente diffusa in Olanda (91% delle aziende), ma anche in Belgio, Germania, Svezia e Regno Unito (circa 80% delle aziende) e, in metà della aziende nelle quali è applicato, coinvolge più del 20% del personale. Il nostro paese è in media con il resto dell’Unione relativamente alla percentuale di aziende che prevedono il lavoro a tempo parziale, ma, laddove applicato, coinvolge una percentuale esigua di lavoratori.

    3. LAVORO STRAORDINARIO

    Infine, per quanto riguarda il lavoro straordinario, in media nei paesi dell’Unione europea il 35% delle aziende compensa le ore di straordinario economicamente, il 23% le compensa con ore di permesso supplementare, il 37% attua entrambe le forme di compensazione e il 4% nessuna. Nel nostro paese la forma di compensazione maggiormente utilizzata è quella economica (67%), ennesimo dato che conferma la rigidità dell’orario di lavoro nelle nostra aziende.

    Un’ulteriore forma di flessibilità, anche se decisamente più “estrema” rispetto alle precedenti, è rappresentata dall’aspettativa. In Italia vi sono notevoli differenze nella regolamentazione di questo strumento di flessibilità in quanto essa dipende dai contratti collettivi nazionali. Ad esempio per i lavoratori metalmeccanici sono necessari dieci anni di anzianità aziendale per poter richiedere al massimo sei mesi di aspettativa. In questo caso l’Italia è indietro anni luce rispetto ai paesi europei più avanzati: in Finlandia è possibile farne richiesta una volta ogni 5 anni se si lavora da almeno 10 anni e si è lavorato per almeno tredici mesi per lo stesso datore di lavoro, mentre in Francia sono sufficienti 6 anni di carriera lavorativa e 36 mesi di anzianità aziendale.

    Insomma, più flessibilità e meno precarietà. Non è un caso che i paesi che stanno soffrendo meno la crisi siano quelli che meglio hanno interpretato le linee guida della strategia di Lisbona… Passi significativi in questa direzione porterebbero in Italia non solo una migliore qualità della vita per i lavoratori, ma anche benefici alle aziende.

    Giorgio Avanzino
    [foto di Diego Arbore]

  • Potatura, ars topiaria: i suoi impieghi nel giardino

    Potatura, ars topiaria: i suoi impieghi nel giardino

    ars topiaria knotMolte altre essenze, oltre a quelle menzionate nel precedente articolo, si adattano però con grande successo all’impiego nell’“ars topiaria”.
    Nella tecnica in esame viene talvolta, ad esempio, utilizzato l’agrifoglio che unisce, alle foglie coriacee, verdi scure, l’attrattiva, nelle diverse stagioni, di piccole infiorescenze tra il bianco, il giallastro ed il verdognolo e delle bacche rosse.
    Nel giardino mediterraneo si possono, invece, anche impiegare, potate nelle forme più diverse, mirto, westringea, poligala, lavanda, al limite la stessa bounganvillea, e tutte quelle varietà che ben sopportino le frequenti potature, necessarie per mantenere, nel tempo, regolari le forme prestabilite.

    ars topiaria knot 1Queste specie presentano, unita alla duttilità dell’impiego nell’“ars topiaria”, il vantaggio di produrre anche infiorescenze, più o meno vistose, che completano l’insieme, determinando un completo variare, a seconda delle stagioni, del risultato finale.
    In uno dei precedenti articoli, avevamo già accennato, per esempio, all’utilizzo di alcune particolari varietà di azalee, potate secondo schemi ben delineati ed in modo regolare (anche se tendono, di per sé, a crescere in modo omogeneo), nel Paul Getty Museum di Los Angeles.
    Durante il periodo della fioritura, l’incidenza cromatica dei fiori modifica qui completamente l’insieme. Si passa, infatti, da un intricato “nodo” verde scuro, frutto della vegetazione, ad un elaborato ed irregolare “ghirigoro” dai colori allegri e brillanti.
    Nel caso, invece, di utilizzo di sculture vegetali in mirto, santolina, lavanda o in analoghe essenze, caratterizzate da un limitato sviluppo vegetativo, il risultato complessivo sarà completamente differente da quello sopra descritto.

    ars topiaria fioriture

    In questo caso, le opere ottenute saranno, infatti, caratterizzate da una altezza limitata, si svilupperanno soprattutto in orizzontale ma non per questo saranno meno rilevanti, sotto un profilo estetico, incidendo sempre sul paesaggio e sul giardino in modo determinante.
    Gli inglesi, in particolare, realizzano spesso complesse ed intricate figure “a nodo”, dette per l’appunto “knot”, che riproducono disegni tratti dal mondo della simbologia, dell’architettura, degli animali, dell’araldica o che raffigurano le iniziali dei proprietari dei parchi o dei sovrani, in quel momento regnanti.
    Ho infatti visto simili realizzazioni, talvolta di grandi dimensioni ed estensione e letteralmente composte di centinaia (o migliaia!) di piante, arrivare a costituire, in un tutt’uno fra loro, intricati e sconfinati intrecci orizzontali, di assai limitato sviluppo vegetativo verticale.

    In tali opere è ovviamente poi semplice, come spesso accade, introdurre differenti varietà di piante, dalle diverse colorazioni delle foglie, con la possibilità di ottenere infinite combinazioni cromatiche ed intrecci molto elaborati e diversificati.

    Paul Getty Museum 4Paul Getty Museum 2

                                                                           Per massimizzare il risultato, i progettisti optano spesso per l’inserimento, tra i vari filari di pianticelle, del ghiaietto o di varie tipologie di pietrisco oppure collocano e fanno crescere nei parterre piante annuali, tuberose o bulbose, che variano in base alle stagioni.

    ars topiaria L'Oreal

    A seconda del genere e del colore di pietrisco e di piante inserite, il risultato complessivo risulterà, durante il corso dell’anno, completamente differente e varierà notevolmente mediante semplici cambiamenti periodici, adattandosi al passare delle stagioni. Quando l’insieme è ben studiato ed armonizzato al contesto ed al giardino, il disegno finale potrà essere davvero spettacolare. Anche l’acqua può utilmente completare il progetto, “rispecchiando” e valorizzando le opere a verde così realizzate o sostituirsi alla terra ed al ghiaietto, tra i filari di piante.
    ars topiaria L'Oreal 1

    In Italia, un recente esempio di progettazione, a metà strada tra un “roof garden” e l’impiego di piante di ridotte dimensioni, collocate secondo schemi che ricordano, pur differenziandosene per l’assenza di specifiche esigenze di potatura, l’“ars topiaria”, si può vedere a Milano. L’opera, come si evince da queste ultime fotografie, consiste in uno spettacolare (e stupefacente per la sua collocazione sul tetto di uno stabile e tra altri edifici moderni) parterre, realizzato in stile “barocco”, da un noto Studio di progettazione, presso la sede italiana de L’Oreal, su di un terreno della profondità di soli diciotto centimetri!

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

     

  • Rischio idrogeologico: stop opere inutili per salvare l’Italia

    Rischio idrogeologico: stop opere inutili per salvare l’Italia

    Rinunciando ad alcune inutili grandi opere pubbliche dai costi elevatissimi e dagli impatti ambientali enormi – per esempio il progetto del ponte sullo stretto di Messina – possiamo recuperare risorse necessarie e urgenti per la tutela e la sicurezza del territorio. «Chiediamo al Governo il coraggio di scegliere», Questo l’appello lanciato da Legambiente.

    «La prima grande opera pubblica necessaria al Paese è la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico in Italiascrive Legambiente –  La mancata prevenzione ci è costata, solo dall’ottobre 2009, oltre 1 milione di euro al giorno, senza contare la drammatica perdita di vite umane, di affetti e di beni personali».

    Il Governo, evitando di continuare a investire in alcuni grandi interventi infrastrutturali in via di realizzazione, potrebbe disporre da subito di circa 10 miliardi di euro, (derivanti da previsioni di spesa e non da impegni, che quindi si possono rinviare), da destinare alla prevenzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico.

    «Via la TAV Torino-Lione ed ecco 5.623 milioni di euro; via l’autostrada Tirreno-Brennero ed eccone altri 1.430. Cancellando anche la Orte-Mestre recuperiamo ben 1.428 milioni di euro mentre rinunciando definitivamente al Ponte sullo Stretto possiamo ottenerne altri 250. Aggiungiamo pure i 711 milioni previsti per la realizzazione dell’autostrada Cisterna Valmontone e del corridoio autostradale Roma-Latina, ed otteniamo ben 9.442 miliardi di euro», spiega il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza.

    «Chiediamo che queste risorse sostengano l’attuazione del Programma nazionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio, proposto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare – continua l’associazione – Vista l’entità degli investimenti necessari e l’urgenza delle azioni da mettere in campo, condividiamo e sosteniamo la proposta del Ministro Corrado Clini alla Commissione Europea, di derogare al patto di stabilità la spesa prevista per gli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico».

    «Il territorio e i fiumi italiani hanno oggi più che mai bisogno di una concreta ed efficace politica di tutela ambientale, di prevenzione e mitigazione del rischio e di un’alleanza di tutti i soggetti portatori d’interesse: le imprese, gli enti competenti, gli esperti, le università, gli enti di ricerca, i soggetti professionali e le amministrazioni locali, con l’obiettivo comune di avanzare proposte d’intervento anche al fine di ottenere e indirizzare le risorse necessarie – conclude Legambiente – Un’intesa su cui costruire un processo di partecipazione e condivisione che individui gli interventi prioritari e quelli di medio periodo e ne garantisca una corretta attuazione, con l’obiettivo di coniugare la mitigazione del rischio idrogeologico con la tutela ambientale».

    Hanno aderito:

    Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente

    Graziano Delrio, presidente Anci e sindaco di Reggio Emilia

    Enrico Rossi, presidente Regione Toscana

    Luca Mercalli, climatologo, metereologo

    Ilaria Borletti Buitoni, presidente FAI

    Franco Iseppi, presidente TCI

    Mario Tozzi, geologo CNR

    Gianvito Graziano, presidente Ordine dei Geologi

    Leopoldo Freyrie, presidente Consiglio nazionale degli architetti

    Andrea Sisti, presidente Ordine nazionale dottori agronomi e forestali

    Firma anche tu!

     

     

     

    Foto di Diego Arbore

  • Ossi di seppia: concorso di poesia ad Arma di Taggia

    Ossi di seppia: concorso di poesia ad Arma di Taggia

    Sono aperte le iscrizioni per il 19° premio nazionale di poesia inedita Ossi di seppia, che viene indetto ogni anno dal comune di Taggia.

    Il concorso è rivolto ad autori di poesie inedite, che dovranno inviare da un minimo di tre a un massimo di sei testi (con piena libertà di tema, metrica e numero di versi).

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione.

    I testi posso essere inviati entro il 2 gennaio 2013 secondo due modalità: in formato cartaceo a Segreteria del Premio Ossi di Seppia – Comune di Taggia, via San Francesco 441 – 18018 Arma di Taggia (Im) oppure via mail a ossidiseppia21secolo@yahoo.com.

    Una giuria valuterà le poesie e pubblicherà quelle dei quattro autori più meritevoli in un’antologia, che sarà edita a spese del Comune di Taggia.

  • Trasparenza società partecipate: i libri mastri ancora non si vedono

    Trasparenza società partecipate: i libri mastri ancora non si vedono

    Passi avanti in direzione della trasparenza. Per fortuna qualcosa si muove, merito di consiglieri municipali e comunali che credono fermamente nell’importanza di avere libero accesso a dati e informazioni, al fine di una reale comprensione delle questioni e per fornire ai cittadini un’informazione il più corretta e dettagliata possibile.
    In merito ai progetti edilizi che passano, o per meglio dire, spesso non passano dagli uffici dei 9 municipi genovesi, abbiamo ricordato la mozione promossa dal consigliere Bianca Vergati, approvata dal Municipio Medio Levante.

    In ambito comunale, invece, vogliamo riportare l’attenzione su un emendamento, proposto dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, accolto quale parte integrante di un ordine del giorno presentato dal consigliere Guido Grillo (Pdl) in Sala Rossa, lo scorso 25 settembre. L’o.d.g. chiedeva alla Giunta di relazionare sulle attività delle aziende partecipate, bilanci alla mano e con la presenza dei responsabili amministrativi.

    «Noi abbiamo chiesto di aggiungere alla parola “bilanci” la parola “libri mastri” – spiega il consigliere del Movimento 5 Stelle, Stefano De Pietro – perché crediamo sia fondamentale poter analizzare i contenuti. Rispetto ai bilanci, infatti, i libri mastri consentono di visionare la contabilità nella sua interezza. Finora, proprio per questo motivo, erano gelosamente custoditi da sguardi indiscreti»
    In contabilità, il libro mastro è il registro sul quale sono annotate con rigorosa precisione tutte le operazioni contabili, di solito separate per conti e sottoconti, con i riferimenti alle entrate o uscite, ai dati degli intestatari, date e quant’altro.

    La Giunta ha accettato parzialmente la mozione di Grillo escludendo l’emendamento sui libri mastri a causa del presunto problema tecnico dovuto alla stampa di migliaia di fogli. «Hanno iniziato ad arrampicarsi sugli specchi – precisa De Pietro – trovando scuse poco plausibili».

    La mozione emendata va comunque in votazione e viene approvata dalla maggioranza dei votanti (17 favorevoli, 13 contrari, 7 astenuti). Il consigliere De Pietro sottolinea che «forse qualcuno neppure ha capito cosa stava votando», ma tant’è il risultato non cambia e la Giunta è impegnata a portare in sede di commissioni consiliari i libri mastri delle società partecipate del Comune di Genova. Una vera e propria rivoluzione in termine di trasparenza se l’impegno verrà mantenuto come impone la prassi.

    Qualche giorno dopo, però, in occasione della prima commissione sulla Spim – l’azienda partecipata del Comune che gestisce il patrimonio immobiliare – i mastri non arrivano. Sono richiesti, l’assessore al bilancio Miceli adduce la solita motivazione «Poi s’inventa la riservatezza, poi che un odg è meno cogente di un emendamento – aggiunge De Pietro – forse pensava che fosse solo folclore e che nessuno avrebbe insistito, ma così non è. Sull’insistenza, fornisce dei files che nulla hanno a che fare con i mastri, è in evidente difficoltà, combattuto tra la necessità di difendere la propria posizione e l’obbligo che deriva dalla votazione in consiglio».
    Il giorno dopo il Movimento 5 Stelle fa partire una mozione al Sindaco firmata da molti consiglieri e successivamente una richiesta di elencare tutti i software in uso per la contabilità delle aziende controllate. Finora non è arrivata nessuna risposta.

    «I cittadini hanno diritto di sapere come vengono amministrate le società partecipate – ribadisce De Pietro – vogliamo capire a chi sono andati i soldi, quanti e con quali modalità sono stati spesi. Nei bilanci i dati sono aggregati ed è difficile la loro completa comprensione. Ci dicono “dovete fidarvi”. Ma senza trasparenza la fiducia si può anche togliere».

     

    Matteo Quadrone

  • Prescrizione tributi e cartelle esattoriali: attenzione alla scadenza

    Prescrizione tributi e cartelle esattoriali: attenzione alla scadenza

    Ai tempi del governo Berlusconi tanto si è parlato di prescrizione, prescrizione breve, prescrizione del reato, ecc. ecc. In quel caso, però, si trattavo di diritto penale:  la prescrizione di un reato è il tempo entro il quale il colpevole deve essere condannato; se passa quel tempo previsto (prescritto, per meglio dire) dalla legge, l’imputato può passarla liscia anche se palesemente colpevole.

    Da non confondere con un altro tipo di prescrizione e non sto certo parlando di quella del medico di famiglia… Mi riferisco alla prescrizione dei tributi e delle cartelle esattoriali (Equitalia, tanto per capirci).

    Innanzitutto, precisiamo che la prescrizione è il termine entro il quale un ente pubblico può richiedere il pagamento di un tributo ad un cittadino; scaduto quel termine, il diritto a riscuotere muore senza se e senza ma.

    Voglio qui di seguito fare alcuni esempi utili ai nostri lettori.

    Innanzitutto, la cartella esattoriale è il mezzo con il quale i concessionari (uno è Equitalia…) riscuotono, quali intermediari, cifre relative a tasse, tributi, sanzioni etc. dovute allo Stato e ad enti pubblici, previdenziali e/o assicurativi.
    Per tale motivo non si può dire che esista un termine di prescrizione proprio della cartella. Il termine di prescrizione esiste, ma è diverso a seconda del tipo di tributo oggetto dell’iscrizione a ruolo.

    In linea generale si può affermare che il termine di prescrizione della cartella (ovvero il termine entro il quale la cartella deve essere notificata) segue quello del tributo riscosso.

    Volendo aiutare il consumatore – lettore, a titolo di esempio:

    Multe relative al codice della strada e sanzioni amministrative in genere: il termine di prescrizione e’ di cinque anni dalla data dell’infrazione. La corretta notifica del verbale (atto precedente la cartella) interrompe il termine facendolo ripartire, pertanto la prescrizione della cartella e’ di cinque anni dalla notifica del verbale (codice della strada art.209 e legge 689/81 art.28);

    Tributi locali (Ici, Tarsu, Tia, Tosap, Imposta comunale sulla pubblicità e diritto pubbliche affissioni): cinque anni è l’attuale termine che riguarda la prima notifica degli avvisi di accertamento, con emissione delle cartelle esattoriali nei successivi tre anni. Esso parte dalla fine dell’anno di riferimento;

    Bollo auto: il termine di prescrizione è in pratica di quattro anni, perchè cade alla fine del terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento.

    Canone RAI: la prescrizione è quella ordinaria, 10 anni dalla scadenza.

    Dopo di ciò potete andare dal medico e chiedere la prescrizione per un ansiolitico e da un mobiliere perchè vi occorrerà un armadio enorme per contenere tutte le ricevute dei pagamenti effettuati, ovvero l’unico vero modo per dimostrare di avere pagato un tributo che vi viene richiesto indebitamente.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Babel: a Palazzo Ducale festival di editoria e musica indipendente

    Babel: a Palazzo Ducale festival di editoria e musica indipendente

    NerviIn contemporanea con il festival L’altra metà del libro, Palazzo Ducale ospita anche Babel, un “festival Off” organizzato da Habanero, che si svolgerà interamente nella Sala del Munizioniere e il cui programma è costituito da reading e concerti live.

    Venerdì 16 novembre

    ore 16 – Alice Banfi e Oreste Pivetta

    ore 17 – Vasile Ernu

    ore 22 – Gianni Miraglia

    ore 22.30 – Alessandro Raina | Amor Fou

    ore 23.30 – Il pan del diavolo

    Sabato 17 novembre

    ore 16.30 – Wu Ming 2

    ore 20.30 – Don Andrea Gallo

    ore 21.30 – Nicolai Lilin

    ore 22.30 – Simone Lenzi | Virginiana Miller

    ore 23.30 – L’orso

    ore 24 – Dente

    Domenica 18 novembre

    ore 15.30 – Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) e Andrea Bruno con Marco Philopat

    ore 16 – Marco Philopat

    ore 17.30 – Nick Kent.