Autore: erasuperba

  • Competitività e occupazione: bando per piccole e medie imprese

    Competitività e occupazione: bando per piccole e medie imprese

    soldi pubbliciNell’ambito del Programma Operativo Regione Liguria “Competitività regionale e occupazione” cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) la Regione Liguria ha emanato un bando per favorire l’innovazione delle imprese localizzate sul territorio ligure, rafforzarne la competitività all’interno del sistema produttivo regionale e contribuire all’acquisizione di competenze e strumenti che ne favoriscano lo sviluppo.

    Possono presentare domanda di agevolazione micro, piccole e medie imprese localizzate sul territorio ligure che esercitano attività diretta alla produzione di beni e/o servizi, singole e associate, anche in forma cooperativa e consortile iscritte al registro delle imprese e attive al momento di presentazione della domanda. Non possono invece presentare domanda i Raggruppamenti Temporanei di Impresa.

    Il bando finanzia investimenti relativi alle seguenti tipologie di iniziativa:
    1. innovazione tecnologico-produttiva
    2. innovazione organizzativa
    3. innovazione commerciale
    Il costo totale dell’investimento agevolabile non può essere inferiore a 30.000 € e gli investimenti devono essere realizzati entro 12 mesi dalla data di ricevimento del provvedimento di concessione dell’agevolazione. L’impresa deve apportare un contributo finanziario pari ad almeno il 25% dei costi ammissibili.

    L’agevolazione è concessa secondo le seguenti forme e modalità:
    – contributo a fondo perduto la cui misura – per le spese d’investimento – varia dal 10% al 30% della spesa ammessa in funzione della dimensione del beneficiario e della localizzazione dell’iniziativa e per le spese di consulenza è determinata nella misura del 50% dei costi sostenuti;
    – un aiuto in de minimis, consistente in un contributo a fondo perduto, nella misura del 30% della spesa ammessa.

    Le domande di ammissione ad agevolazione devono essere redatte esclusivamente on line accedendo al sistema “Bandi on line” dal sito internet www.filse.it dal 4/7/2012 al 31/7/2012.

  • Genova Film Festival 2012: aperte le iscrizioni ai workshop

    Genova Film Festival 2012: aperte le iscrizioni ai workshop

    regiaSono aperte le iscrizioni per i due workshop gratuiti che si terranno a Genova in concomitanza con la 15a edizione del Genova Film Festival. Per partecipare è necessario inviare una mail all’indirizzo workshop@genovafilmfestival.org.

    Questi i due seminari in calendario.

    Martedì 3 Luglio ore 16
    Come si produce un film indipendente
    condotto dal produttore e regista spagnolo Lluis Miñarro

    Domenica 8 Luglio ore 16
    Luci e Ombre – lighting workshop
    condotto dal direttore della fotografia Luca Massa

    Nella mail di iscrizione è necessario specificare se si vuole partecipare a uno o entrambi i seminari e allegare un breve curriculum.

  • Passo della Scoffera: raccolta firme contro la chiusura dell’ufficio postale

    Passo della Scoffera: raccolta firme contro la chiusura dell’ufficio postale

    In località Scoffera, frazione del Comune di Davagna, entroterra di Genova sulle alture della Valbisagno, divampano le polemiche per la paventata chiusura dell’ufficio postale di zona.

    I residenti, preoccupati per la sparizione di quello che ritengono un presidio essenziale, si sono organizzati in un comitato locale ed hanno avviato una raccolta firmeoltre 400 quelle già raccolte – per scongiurare che ciò accada. Anche se gli indizi lasciano pensare che il destino sia ormai segnato considerato che il servizio, prima ridotto a 3 giorni alla settimana, da circa un paio di mesi, addirittura si limita ad una sola apertura settimanale, nella giornata di sabato.

    Quindi nel prossimo futuro, per svolgere qualsiasi semplice operazione postale, i cittadini dovranno necessariamente recarsi a Bargagli, Torriglia o Davagna. Con gli inevitabili disagi, ad esempio per gli anziani, dovuti a spostamenti spesso non agevolati da un adeguato servizio dei mezzi di trasporto pubblico.

    Un volantino, che circola in questi giorni per la vallata, spiega «Gli abitanti di Scoffera sono indignati e sperano che l’ufficio postale non chiuda i battenti. Vogliamo far presente che nella piazza dove sorge l’ufficio postale, non a caso, negli ultimi anni sono stati aperti un supermercato, una macelleria, un bar, un tabacchino, un panificio, un ristorante, tutti locali molto frequentati anche da chi proviene dai paesi vicini».

    La preoccupazione, infatti, coinvolge anche gli esercizi commerciali della zona come ricorda la titolare del Supermercato Piccola Baita «Qui al Passo della Scoffera abbiamo creato un centro vitale, con diversi negozi che, nonostante le difficoltà, intendono tenere le serrande aperte. Certo però, se davvero chiuderanno l’ufficio postale, per noi sarà un colpo tremendo perchè a morire sarà tutto il tessuto commerciale, visto che i cittadini saranno costretti a fare la spesa nelle altre località della vallata».

    «Noi lotteremo affinché rimanga aperto un servizio pubblico utile per chi paga le tasse – spiega Adelma Mantelli, una delle promotrici della mobilitazione – La raccolta firme che stiamo portando avanti sarà recapitata al Direttore delle Poste di Genova ed alle istituzioni interessate. Vogliamo che l’ufficio postale non venga chiuso».

     

    Matteo Quadrone

  • Festa della Repubblica, 2 giugno: apertura straordinaria dei musei

    Festa della Repubblica, 2 giugno: apertura straordinaria dei musei

    Ingresso di Palazzo RossoDomani – sabato 2 giugno 2012 – si celebra come ogni anno la festa della Repubblica, che quest’anno sta mobilitando varie discussioni sul web e non solo, soprattutto sull’effettiva necessità di spendere denaro per la parata militare quando si dovrebbero aiutare le persone colpite dal terremoto in Emilia o destinare comunque i fondi per iniziative pacifiche. Un esempio in questo senso è la petizione Lavoro non bombe a cura del sito Tavole della pace.

    Tornando in ambito locale, la festa è comunque l’occasione per contribuire a rilanciare altri aspetti della società, come la cultura.

    Questi i musei genovesi che effettueranno apertura straordinaria nella giornata del 2 giugno.

    Musei di Strada Nuova dalle 10 alle 19; Museo di Storia Naturale “G. Doria” dalle 10 alle 19; Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce dalle 10 alle 18.30; Museo del Risorgimento dalle 10 alle 19 con ingresso gratuito; Museo di Archeologia Ligure e Grotta dell’Archeologia dalle 10 alle 19; Castello D’Albertis dalle 10 alle 19; Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna dalle 10 alle 19; Musei di Nervi – Wolfsoniana dalle 10 alle 18; MU.Ma – Galata Museo del Mare dalle 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18); MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè dalle 10 alle 19; Museo del Tesoro e Museo Diocesano dalle 15 alle 18; Palazzo Verde dalle 11.30 alle 19.30; Emporio-museo Viadelcampo29rosso dalle 10 alle 19.

    Gli altri Musei civici resteranno chiusi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Regione: al via il sostegno ad imprese e famiglie in difficoltà

    Regione: al via il sostegno ad imprese e famiglie in difficoltà

    Prende forma l’intesa siglata un mese tra il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando ed Equitalia per andare incontro alle esigenze delle micro e piccole imprese e dei cittadini in difficoltà nel pagare i debiti.

    Oggi la Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, una delibera che recepisce i contenuti dell’accordo che diventa immediatamente operativo. L’obiettivo è quello di intervenire per attenuare il disagio di migliaia di famiglie debitrici, in stato di difficoltà economica e sociale, individuando alcune iniziative a supporto dell’imprenditorialità ligure. Da oggi sono operativi gli “sportelli amici” presso le sedi di Equitalia in ciascuna delle 4 province liguri che avranno il compito di informare e supportare l’imprenditore nell’analisi delle problematiche e nell’attivazione delle misure necessarie. L’attività degli sportelli sarà svolta in rete con le Camere di Commercio e le associazioni regionali di categoria delle imprese e dei consumatori che diffonderanno in modo capillare l’iniziativa.

    Nei prossimi giorni, dopo la firma della convenzione con le banche, sarà attivo un fondo di garanzia, del valore di 3 milioni di euro, rivolto alle micro e piccole imprese liguri a garanzia dei mutui con un importo massimo di 25.000 euro, stipulati con le banche. Il fondo dovrà essere applicato in via prioritaria alle imprese che ne faranno richiesta, in situazioni di difficoltà economica con il pagamento per degli oneri nei confronti di Equitalia, dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. L’intesa prevede inoltre l’avvio di procedure per agevolare il pagamento dei crediti che le aziende vantano nei confronti della pubblica amministrazione o del sistema sanitario regionale. Una volta certificato il credito il fornitore potrà scegliere se ottenere il pagamento dovuto nei tempi dell’amministrazione o se rivolgersi direttamente alle banche con cui verranno stipulati degli accordi per ottenere subito la liquidazione scontata della somma. Inoltre, a seguito delle richieste delle associazioni dei consumatori, sono allo studio forme di garanzia bancarie, anche per tutelare le famiglie più bisognose alle prese con i debiti.

  • Forte Tenaglia: una casa famiglia e spazi verdi per i cittadini

    Forte Tenaglia: una casa famiglia e spazi verdi per i cittadini

    «Una struttura nata per la guerra che diventa luogo di pace dove offrire spazi per l’aiuto, l’accoglienza e la formazione, restituendo alla memoria storica e alla fruizione sociale un bene altrimenti destinato alla rovina e alla perdita», così recita lo slogan del progetto dell’associazione onlus La Piuma “Forti/e insieme”, che già a partire dal nome intende rivolgersi alle persone nel senso più ampio possibile, nel lodevole tentativo di recuperare uno dei forti della nostra storica cinta muraria.
    Parliamo del Forte Tenaglia (nella quasi totalità dei documenti storici ritrovati il nome è senza dubbio al singolare “Tenaglia” e la strada che vi ci conduce si chiama “Via al Forte Tenaglia”, tuttavia, all’inizio della campagna di recupero avviata da “La Piuma”, con la pulizia del Forte dalla vegetazione infestante, è tornata alla luce sul pilastro d’ingresso del ponte levatoio una targa di marmo nella quale è scritto “Forte Tenaglie”) – risalente al 1600, abbandonato all’inizio del ‘900 e bombardato nella Seconda Guerra Mondiale – sulle alture di Sampierdarena, dietro il cimitero della Castagna, comodamente raggiungibile con i bus 66 e 38. Un luogo circondato dal verde, accessibile a tutti ma nonostante ciò, sconosciuto ai più. Qui troveranno spazio una casa famiglia, 2 alloggi per donne in difficoltà, ma pure una fattoria didattica, un giardino pubblico, laboratori per giovani studenti.

    La Piuma nasce nel 2004 come gruppo di preghiera per poi diventare associazione onlus nel 2006, 15 soci fondatori che sentono la necessità di uno strumento per realizzare progetti rivolti alle persone e all’ambiente, da 4 anni gestisce una casa famiglia su base professionale che accoglie bambini e un Fondo di Solidarietà con cui si accompagnano alcune famiglie facendo fronte alle loro emergenze economiche.
    Attualmente i soci sono 65 (tutti volontari) e per trovare una sede più adatta allo sviluppo delle sue iniziative, sia quelle realizzate che quelle ancora “nel cassetto”, l’associazione – presentando un progetto molto ambizioso – nel 2011 ha ottenuto la concessione pluriennale del Forte Tenaglia.

    «Per noi questa è “una magnifica follia” – spiega Emilio Parodi, legale rappresentante dell’associazione – Nasce dal desiderio di restituire un bene comune, un patrimonio della nostra storia ormai dimenticato, a tutti i cittadini genovesi. Un luogo dove poter realizzare le attività della Piuma rivolti alle persone, in particolare i bambini ma non solo, con esperienze che permettano, attraverso il contatto con la natura e la conoscenza delle realtà che essa offre, di imparare a condurre una vita più rispettosa dell’ambiente».

    Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il progetto.
    Nella parte superiore del forte, le cui mura risalgono al 1600, la cosiddetta Casa del Telegrafo, un’area circoscritta e potenzialmente molto riservata, costituita da un edificio su due piani interamente da ristrutturare, sorgerà una casa famiglia professionale dove una coppia accreditata con il Comune accoglierà fino a 5 bambini, due piccoli appartamenti che ospiteranno donne in difficoltà già seguite dal fondo solidarietà della Piuma ma anche genitori aspiranti adottivi/affidatari dei bambini e poi un salone polifunzionale dedicato agli incontri di sensibilizzazione sulle tematiche dell’affido e dell’adozione.
    La parte inferiore, la vera struttura fortificata con le mura implementate nel 1800, sarà destinata alla parte per il pubblico: spazi verdi, curati ed attrezzati; area picnic; una Fattoria Socio-Didattica orientata agli animali domestici e da cortile, per dare ai bambini la possibilità di conoscerli e vivere un’esperienza a diretto contatto con loro. La Fattoria sarà anche un luogo dove gli animali possano diventare strumento attivo nella crescita della persona: con essa si potranno sviluppare anche tutti quei progetti di “sostegno” quali ad esempio la pet therapy e l’onoterapia. E ancora spazi per laboratori rivolti ai giovani e alle scuole di ogni ordine e grado; spazi per le feste. Verrà così offerto alle persone, alle famiglie, ai visitatori un luogo straordinario per i suoi valori culturali, ambientali e paesaggistici ed un’occasione unica per il fatto di poterne fruire a pochi minuti dalla città e dal quartiere di Sampierdarena.
    «Tutte attività che La Piuma ha in mente da alcuni anni ma che non potevano tradursi in realtà per la mancanza di un luogo adeguato – sottolinea Parodi – Oggi l’abbiamo trovato».

     

    «Nel 2009 abbiamo chiesto all’Agenzia del Demanio della Liguria la disponibilità di Forte Tenaglia – racconta il responsabile dell’associazione – ottenendo la concessione per un anno a condizione di occuparci della pulizia e bonifica del forte e delle aree attigue, da rifiuti vari, da cespugli, arbusti e vegetazione infestante. In questo modo il Demanio ha potuto verificare le nostre potenzialità. Nel giro di un solo anno l’associazione ha avuto una crescita improvvisa, passando dai 15 soci fondatori agli attuali 65. E si sono aggiunti a noi professionisti in vari settori, architetti, ingegneri, giuristi, ecc., che sono rimasti affascinati dalla nostra idea di valorizzare un patrimonio accessibile e poco conosciuto, mettendo a disposizione, volontariamente, le loro competenze. Così nel 2010 abbiamo ottenuto un altro anno di concessione. Nel frattempo abbiamo realizzato un progetto preciso e dettagliato, grazie all’aiuto dei professionisti sopracitati e nel 2011 il Demanio ha deciso di concederci il Forte Tenaglia per 19 anni, il massimo previsto. Una concessione strettamente vincolata alla realizzazione del progetto».

    Quest’ultimo è stato strutturato in lotti ed aree in modo da poter procedere passo dopo passo, in base ai finanziamenti che arriveranno e secondo un percorso di recupero logico e funzionale.
    L’area 1, la prima che sarà realizzata, è quella della Casa del Telegrafo. La casa famiglia, infatti, rappresenterà un presidio fisso in grado di trasformare il Forte Tenaglia in un luogo abitato, attrezzato anche per accogliere i visitatori che, già oggi, l’associazione accompagna nelle visite guidate al forte.

    Il progetto “politicamente” è stato avvallato, manca solo il giudizio tecnico «Attualmente è all’esame della Conferenza dei Servizi – spiega la dott.ssa Eliana Pastorino, dirigente Filse, volontaria dell’associazione – mentre la Sovrintendenza, visto che si tratta di un bene storico vincolato, ha già dato il suo assenso, adesso aspettiamo la risposta definitiva dal Comune. A quel punto, una volta avviati i lavori, tutto diventerà più facile, anche richiedere ulteriori finanziamenti. L’alternativa al nostro progetto, d’altra parte, è che il Forte Tenaglia rimanga una cattedrale nel deserto, destino che, purtroppo, accomuna altri forti della nostra cinta muraria».

    «Il totale della spesa, per poter rendere la struttura abitabile, è stato quantificato in circa 650 mila euro – continua Pastorino – Noi pensiamo di sostenere un prestito fino a 300 mila euro e attraverso le nostre iniziative (feste, cene, attività con donazioni, sottoscrizione soci, proventi 5×1000) contiamo di arrivare a 400 mila euro in totale di autofinanziamento. Le restanti risorse, circa 250 mila euro, le abbiamo chieste alle fondazioni bancarie e siamo in attesa di risposte».
    «La Conferenza dei Servizi dovrebbe decidere entro l’estate – sottolinea Pastorino – se le fondazioni ci appoggeranno è ipotizzabile che i lavori partano nell’autunno 2012».

    «Il primo obiettivo è la casa famiglia – conclude Parodi – ma il progetto vuole avere un più ampio respiro, deve essere un recupero destinato a tutta la cittadinanza e non un restauro fine a se stesso. Oltre a restituire ai residenti uno spazio verde a pochi metri dalla città, vogliamo fornire uno strumento utile alle persone grazie alle attività didattiche, culturali, di sensibilizzazione che svolgeremo all’interno del forte».
    «Alla fine avremo un luogo ideale per l’accoglienza dei minori – aggiunge Pastorino – uno spazio pubblico verde accessibile a tutti, pensiamo alle opportunità che potrà offrire ai più giovani, agli studenti di Sampierdarena e San Teodoro ma non solo, a tutti i bambini della città».

     

    Matteo Quadrone

  • Prima luce: bando di concorso fotografico e mostra in Sala Dogana

    Prima luce: bando di concorso fotografico e mostra in Sala Dogana

    Entro il 15 giugno 2012 è possibile iscriversi al concorso fotografico “Prima Luce”, riservato a fotografi under 35 (nati dopo il 22/07/1977) e organizzato dall’associazione culturale Profondità di Campo. Scopo del concorso è una mostra collettiva in Sala Dogana, spazio dedicato alla creatività giovane a Palazzo Ducale, che ospiterà le migliori opere selezionate da una giuria.

    Al concorso sono ammessi tutti i progetti che, partendo dalla fotografia, si sviluppino utilizzando i suoi diversi e molteplici linguaggi: dall’analogico al digitale, dal bianco e nero ai colori, dalla stampa tradizionale alle composizioni fotografiche, dai video alle installazioni artistiche al fotoritocco. Il tema del concorso è libero. Ogni progetto deve raccontare una storia o sviluppare un tema preciso, definito dal concorrente stesso e indicato nella scheda di partecipazione.

    Ogni concorrente può partecipare con un solo progetto. Il progetto potrà essere composto da una o più fotografie, dovrà avere una dimensione minima di m 1 di larghezza e una dimensione massima complessiva di m 2,5 x 2,5. Il tema scelto potrà quindi essere sviluppato attraverso una sola fotografia di grande formato, oppure attraverso una serie di fotografie, una composizione, un’installazione, un video o altro.

    Per partecipare è necessario inviare la scheda di iscrizione compilata e firmata, con immagini descrittive o bozzetto del materiale fotografico, all’indirizzo mailfestival@profonditadicampo.com indicando nell’oggetto “iscrizione Prima luce”.

    La premiazione del concorso e la contestuale inaugurazione della mostra avranno luogo giovedì 12 luglio 2012 alle ore 18.00. La mostra sarà aperta dal 12 al 22 luglio, dal martedì alla domenica con orario 15-20.

    [foto di Diego Arbore]

  • Il diritto di essere bambini: la storia di Iqbal raccontata dai ragazzi

    Il diritto di essere bambini: la storia di Iqbal raccontata dai ragazzi

    Uno spettacolo teatrale realizzato dai ragazzi della “Compagnia dell’amor distratto” – gruppo formatosi presso la scuola elementare Maria Mazzini nel 2003, sotto la guida della maestra Enrica Origo, attualmente i suoi componenti frequentano le scuole medie e superiori, sono cresciuti facendo teatro insieme – con il sostegno dell’Associazione Almamusica, per raccontare “La storia di Iqbal Masih“, il coraggioso bambino pakistano ucciso il 16 aprile 1995, all’età di dodici anni, per essersi liberato dalla schiavitù ed aver denunciato al mondo intero il lavoro schiavizzato di centinaia di migliaia di bambini, facendo calare a picco le vendite dei tappeti.

    Iqbal, venduto dai genitori ad un mercante di tappeti e incatenato al telaio dall’età di quattro anni, riuscì a scappare a dieci anni e, grazie all’aiuto del BLLF (Fronte di liberazione dal lavoro schiavizzato) e del suo fondatore Ehsan Khan, si mise in salvo. Da allora non smise di agire insieme ad Ehsan per salvare centinaia di bambini dalle fabbriche di mattoni e di tappeti fotografandoli di nascosto e mandando le foto ai giornali. Presto tutto il mondo venne a conoscenza di lui e del lavoro schiavizzato. Nel novembre del 1994 parlò in Svezia alla conferenza internazionale sul lavoro minorile e poi negli USA a Boston, in occasione del Premio assegnatogli dalla Reebook, “Young in action”. Pochi mesi dopo il viaggio, il giorno di Pasqua, mentre andava in bicicletta nei pressi del suo paese, Muridke, una raffica di colpi di arma da fuoco lo uccise. In America avrebbe potuto fermarsi a studiare, grazie al premio di 15 mila dollari che ricevette, ma volle tornare in Pakistan per salvare altri bambini.

    Un gruppo di ragazzi racconta la sua storia, per ricordare il suo esempio e il suo coraggio, richiamando l’attenzione sulla realtà inaccettabile del lavoro schiavizzato dei bambini. Si tratta di una narrazione corale attraverso l’azione che si svolge in uno spazio centrale, con gli spettatori disposti ai lati come testimoni.

    Lo spettacolo, presentato per la Storia in piazza al Munizioniere di Palazzo Ducale il 14 aprile 2011 e poi nelle scuole, verrà replicato il 3 giugno prossimo a Genova nel chiostro di Santa Maria di Castello alle ore 21 per il sindacalista pakistano Ehsan Khan, leader del BLLF (Fronte per la liberazione dal lavoro schiavizzato), che salvò Iqbal dalla schiavitù e che accusò la “mafia dei tappeti” del suo omicidio.

    Il 4 e il 5 giugno altri due spettacoli con altre due compagnie di bambini verranno rappresentati per lui, questa volta nel teatrino della scuola Maria Mazzini che verrà dedicato ad Iqbal.

    Ehsan Khan sarà a Genova dal 3 al 6 giugno, invitato dai bambini e dai ragazzi, per parlare ai più piccoli e a tutti i cittadini di Iqbal e della lotta contro il lavoro schiavizzato che il BLLF sta conducendo da molti anni. L’incontro con la cittadinanza sarà lunedì 4 alle ore 17 a S.Maria di Castello.

    Attualmente non esiste in Italia una sede di BLLF e l’occasione offerta dalla presenza del suo fondatore, potrebbe essere propizia per prendere accordi affichè ne nasca una, magari a Genova.

    L’iniziativa promossa da Associazione S.Maria di Castello, scuola Maria Mazzini, Circolo didattico di Castelletto è sostenuta da Amnesty International Liguria, CoGeDe, Teatro della Tosse Fondazione Luzzati, PiDiDa, Almamusica, Arci Trasta Barabini, ReMida e molti altri.

  • Ecofeste: in Liguria un marchio per gli eventi a impatto zero

    Ecofeste: in Liguria un marchio per gli eventi a impatto zero

    La Regione Liguria – Dipartimento Ambiente e la Fondazione Muvita hanno da poco creato il marchio Ecofesta per certificare gli eventi più sostenibili che si svolgono nel territorio regionale: si tratta di fiere, festival o iniziative che vengono organizzate tenendo conto di un maggiore rispetto dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile e della promozione di buone pratiche per uno stile di vita a impatto zero.

    Qualche esempio: il marchio Ecofesta può essere assegnato a eventi la cui organizzazione tiene conto di una corretta gestione dei rifiuti, del km zero nella scelta dei prodotti gastronomici, di una riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, della scelta di materiali riutilizzabili o biodegradabili e così via.

    Tutti gli eventi che rispondono a questo marchio godranno della visibilità attraverso i canali di comunicazione di Ecofesta, sostegno e convenzioni particolari per l’acquisto dei materiali, la presenza di referenti dei Centri di Educazione Ambientale del territorio che svolgeranno attività di educazione ambientale durante gli eventi stessi. La Regione ha infatti coinvolto la propria rete di 20 centri di educazione ambientale (CEA), di cui 4 provinciali e 16 afferenti a Parchi e Comuni, coordinati del Centro Regionale di Educazione Ambientale (CREA-ARPAL).

    Il sito ecofeste.org propone un calendario dettagliato degli eventi che hanno ottenuto il marchio e offre agli organizzatori la possibilità di farne richiesta.

    Marta Traverso
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Festa della Repubblica: Tavola della pace lancia la petizione “Lavoro non bombe”

    Festa della Repubblica: Tavola della pace lancia la petizione “Lavoro non bombe”

    Non si sopiscono le polemiche sulla Festa della Repubblica del 2 giugno e relativa parata militare ai Fori Imperiali. Dopo i tragici eventi dell’Emilia Romagna devastata dal terremoto e nonostante il popolo del web ed alcune forze politiche (dall’Idv a Sel, Rifondazione, Verdi, Lega, ecc.) abbiano lanciato un appello al Capo dello Stato affinchè annullasse la parata militare a Roma, Giorgio Napolitano ha risposto che la manifestazione si farà «Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo ai morti, al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati».

    «Rispettiamo la volontà del Presidente della Repubblica – spiega Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – ma ci permettiamo di osservare che: se deve essere una parata sobria è necessario che i militari rivedano il programma e riducano le spese. I dati diffusi dal Ministero della Difesa si riferiscono alla Parata programmata prima del terremoto. Ora quel programma va rivisto altrimenti è solo l’ennesima presa in giro. C’è un modo concreto per farlo: lasciare in caserma tutti i carri armati e i mezzi militari; ridurre significativamente il numero dei militari che dovranno sfilare ai quali, peraltro, è stata negata anche la diaria (come a dire che quando si deve tagliare qualche spesa si comincia sempre dalle persone)».

    Inoltre Lotti sottolinea che «Nessuno sa quale sia il costo reale di questa Parata. Ufficialmente il Ministero della Difesa, che si è affrettato a dire che i soldi della Parata sono già stati quasi tutti spesi, parla di una stima che va da 2,6 a 2,9 milioni di euro. Perché si parla di stima e non di costo reale? L’anno scorso il Ministro La Russa rispondendo ad una interrogazione parlamentare aveva indicato un costo di 3 milioni di euro. In realtà la spesa nel 2011 è stata di ben 4,398 milioni. Quale sarà il costo finale di quest’anno? Perché il Parlamento non chiede il rendiconto dettagliato delle spese?».

    Dal Ministero della Difesa però, spiegano che la massima parte dei finanziamenti previsti per la parata siano stati già effettivamente spesi e dunque non siano più recuperabili. Ed in merito alla sobrietà chiesta dal Capo dello Stato, il Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola spiega «Non sfileranno mezzi, non sfileranno cavalli, le Frecce Tricolori rimarranno negli hangar, militari e non saranno ridotti di oltre il 20% dopo che già erano stati predisposti tagli», ma la Festa della Repubblica, anche in forma più leggera, è confermata.

    Ma secondo la Tavola della pace c’è anche un aspetto che ha del paradossale «Pochi sanno che il tema della Parata 2012 è “Le Forze Armate, al servizio del Paese”spiega Lotti –  Ma se le Forze Armate sono al servizio del Paese perché pretendono di farsi pagare ogni servizio di protezione civile? E’ già successo all’inizio dell’anno per l’emergenza neve quando l’esercito chiamato dai sindaci a collaborare ha risposto: “se volete il nostro aiuto dovete pagare”. Questa assurda pretesa rischia di diventare la regola se verrà approvato il disegno di legge delega per la revisione dello strumento militare presentato in Parlamento dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola. La norma è contenuta nell’articolo».

    La domanda retorica che si pone la Tavola della pace è «A che ci serve spendere più di 23 miliardi di euro per mantenere in vita un apparato elefantiaco di 190.000 uomini che quando devono portare soccorso alla popolazione pretendono di essere pagati?».

    «Il terremoto del 29 maggio ci ha dato un altro terribile scossone – continua Lotti – E’ tempo di rivedere il modo in cui spendiamo i nostri soldi». Per questo la Tavola della pace lancia un appello intitolato “Lavoro non bombe” «Quello che vogliamo è il lavoro, non le bombe. Il lavoro ci da la vita, le bombe ce la tolgono. Il lavoro crea sicurezza, le bombe la distruggono. Vogliamo che i nostri soldi siano spesi per creare dignità e lavoro, non per comprare altre bombe. Senza lavoro non c’è pace né giustizia. Milioni di persone in Italia non hanno un lavoro dignitoso. Milioni di persone nel mondo vivono nella miseria sotto l’incubo delle bombe. Bisogna cambiare strada. Tagliare le spese militari per liberare risorse, investire sui giovani, sul lavoro e lo stato sociale. Questo chiediamo alla politica e alle istituzioni. Per ritrovare un po’ di pace, per uscire dalla crisi insieme, più liberi ed eguali».

    Tutti i cittadini sono invitati a firmare la petizione sul sito www.perlapace.it oppure su www.facebook.com/LavoroNonBombe.

    «La parata militare del 2 giugno è inutile e costosa e tanto più inutile oggi, dopo il terremoto in Emilia Romagna – gli fa eco la campagna Sbilanciamoci! – I soldi risparmiati annullandola potrebbero essere usati per aiutare la popolazione colpita, piuttosto che per esibire armi e mezzi militari. Con gli stessi soldi spesi per la parata militare si possono garantire, nella prossima settimana, i soccorsi di emergenza (tende, viveri, medicinali, ecc) ad oltre 5 mila persone. È irresponsabile spendere tanti soldi per far sfilare carri armati e blindo, mentre gli stessi fondi potrebbero essere investiti per aiutare le popolazioni. La Repubblica va celebrata aiutando chi ora soffre a causa del terremoto e non sfoggiando armi e mezzi militari.

     

    Matteo Quadrone

  • Pegli, cinema Eden: venerdì 1 giugno corteo contro la chiusura

    Pegli, cinema Eden: venerdì 1 giugno corteo contro la chiusura

    PegliLunedì scorso (28 maggio 2012, ndr) sono iniziati i lavori che porteranno entro i prossimi tre anni alla costruzione di un parcheggio al posto del Cinema Eden di Genova Pegli. Per la precisione 68 box su tre piani interrati. Una notizia che ha scatenato molte polemiche da parte degli abitanti della zona e in particolare del Comitato per la difesa del sottosuolo del cinema Eden (legalmente costituito il giorno 30/ 7/ 2008).

    Il cinema Eden è dotato sia di una sala “chiusa” sia di un cinema all’aperto e costituisce una delle pochissime sale cinematografiche ancora attive nel Ponente genovese. Entrambe le sale rimarranno chiuse almeno per i prossimi tre anni.

    Anche l’impatto ambientale del progetto desta molte preoccupazioni: saranno infatti tagliati tutti gli alberi circostanti, in particolare nove platani piantati oltre 50 anni fa.

    Così spiega il Comitato: “La profondità dello scavo per i tre piani dei box si avvicinerà all’altezza dei palazzi che lo circondano molto da vicino. Ricordiamo i crolli, sempre a Pegli, a causa di lavori di sbancamento per la costruzione di box privati in Via Dagnino, con crepe inquietanti che ancora spaventano, e che, dal novembre 2009, sono rimaste identiche a sé stesse. Poco più in alto e poco più in basso rispetto alla zona in cui si scaverà ci sono due pozzi: da quello a sud – ad una distanza di circa una ventina di metri – ancora oggi si può prendere acqua, ma i carotaggi dell’impresa dicono che non ci sono falde acquifere preoccupanti. Ricordiamo il previsto sottopasso al passaggio a livello, sempre a Pegli in via De Nicolay, che, per l’acqua sottostante non valutata in precedenza, si è sublimato in un muro permanente per la circolazione di automobili e persone“.

    Attraverso il web si stanno diffondendo le ragioni della protesta, che culmineranno in un corteo che partirà da piazza Bonavino venerdì 1 giugno alle 17.30.

    Queste le motivazioni diffuse attraverso il social network Facebook: “Box Eden: dopo i box in via Sabotino, piazza Rapisardi, piazza Immacolata, via della Maona, Villa Rosa,via Dagnino (con frana) altri disagi e pericoli in vista per Pegli:
    1) di natura idrogeologica;
    2) di stabilità per i problemi ai quali andranno incontro gli 8 edifici che incombono a piombo sull’area di scavo;
    3) per l’ambiente: scompariranno 12 platani quasi centenari di alto fusto, quale prova di amore per il verde, nel periodo della nidificazione;
    4) idrici: l’acqua della falda dove andrà a finire?
    5) per i posteggi: quelli di via Pavia e della parte bassa di piazza Bonavino scompariranno.

    Dolente nota anche per la viabilità: per anni i camion e le betoniere diretti al cantiere percorreranno via Ungaretti, via Salgari, via Rizzo, via Martiri della Libertà per arrivare in via Pavia, percorrendo in senso inverso il tratto dal supermercato all’incrocio di via Pavia con una preoccupante inversione di marcia.

    …e in caso di emergenze? Il traffico veicolare troverà comunque ostacolo per la presenza di un semaforo previsto per regolare l’entrata/uscita ai box, situata in via Pavia, unica via che permettere di raggiungere tutte le zone a monte (quartiere Giardino, Pegli 2, via Vespucci).

    Che ne sarà del traffico? Tutto questo avverrà nonostante il Municipio VII Ponente per ben tre volte abbia dato parere negativo alla costruzione, nonostante molti appartenenti al consiglio comunale abbiano presentato varie interpellanze e in più di un’occasione si siano dichiarati pubblicamente contrari, nonostante quanto accaduto in via Dagnino sia testimonianza della fragilità del territorio!

    Ancora una volta, per il vantaggio e le speculazioni di pochi, si ignorano le giuste preoccupazioni di una intera comunità.

    Per informazioni sulla manifestazione si può scrivere all’indirizzo mail effemmebi@tiscali.it.

    Marta Traverso

  • Metti in mostra i tuoi peccati: concorso al Teatro della Tosse

    Metti in mostra i tuoi peccati: concorso al Teatro della Tosse

    Il Teatro della Tosse ha organizzato una mostra sul tema dei peccati capitali che verrà allestita a luglio 2012 presso la Sala Anita Garibaldi (passeggiata di Nervi). La mostra Vizi d’arte raccoglierà le opere di artisti quali Tonino Conte, Gregorio Giannotta, Luigi Ferrando, Paola Rando, Andrea Corbetta e Paola Ratto.

    Per questa occasione è stato indetto un concorso per artisti, che mette in palio proprio l’esposizione dell’opera all’interno della mostra: per partecipare al concorso Metti in mostra i tuoi peccati si può inviare una sola opera, in piena libertà stilistica e tecnica e realizzata su qualsiasi supporto.

    È sufficiente inviare una fotografia a colori dell’opera in formato digitale di dimensioni non inferiori a cm.12×18 (formato Jpeg almeno 200 e max 300 dpi) all’indirizzo promozione@teatrodellatosse.it entro il 22 giugno 2012.

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

  • Liguria, lavoratori Sanità: i contratti part-time devono essere difesi

    Liguria, lavoratori Sanità: i contratti part-time devono essere difesi

    Un problema spinoso che coinvolge migliaia di lavoratori liguri del comparto sanità – parliamo dei dipendenti di Asl ed aziende ospedaliere con contratti part-time – ieri è stato al centro di un intervento del gruppo dell’Italia dei Valori che ha presentato in consiglio regionale una mozione in merito.

    «Alcune Asl Liguri hanno revocato indiscriminatamente molti contratti part-time esistenti – spiega il presidente della commissione sanità e consigliere IDV, Stefano Quaini – noi riteniamo ragionevole che tale discussione riparta dalla terza commissione consiliare, tenendo presenti i diritti di quei lavoratori che grazie alla legge 662 del 1996 decidono di intraprendere questo percorso».
    La questione riguarda tutta la Liguria perché di fatto manca una regia complessiva che guidi le scelte delle singole aziende sanitarie locali e dei presidi ospedalieri che, di conseguenza, agiscono come corpi a sé stanti.

    Tutto scaturisce dal Decreto Brunetta sulla pubblica amministrazione, risalente al 2008 (Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”), che in pratica ha trasformato l’inquadramento part-time dei dipendenti da diritto individuale a diritto negoziabile. In altri termini quello che prima era un diritto del lavoratore, oggi è diventata una concessione discrezionale dell’azienda. E nel comparto sanitario la conseguenza è stata la sospensione di molti contratti part-time. Gli unici a salvarsi sono stati i dipendenti che avevano ottenuto il contratto prima del 2008, mentre tutti gli altri sono dovuti passare attraverso la rinegoziazione con gli enti interessati.

    «Chi sceglie questo rapporto di lavoro guadagna consapevolmente la metà dello stipendio e accetta di rinunciare ad avanzamenti di carriera – sottolinea Quaini – ma spesso lavora con maggior entusiasmo perché questa tipologia contrattuale va a salvaguardare l’esigenza personale di conciliare l’attività lavorativa con le proprie necessità di tipo personale e familiare».
    Infatti ad accedere a questa tipologia di contratto sono in maggioranza donne, neo mamme o comunque con bambini piccoli, oppure persone con familiari che necessitano di assistenza.

    «Le singole aziende si sono comportate in maniera diversa – spiega Mario Iannuzzi, del sindacato autonomo Fials – secondo l’interpretazione prevalente della legge, le revoche dei contratti part-time devono essere degli atti mirati. Per quanto riguarda Genova, l’Asl 3 ha prorogato i contratti fino al 2015, quindi non esistono particolari criticità. Ma i nuovi contratti sono comunque rigidi e l’azienda ha ampia facoltà di decidere a quali figure professionali concedere il part-time e quale tipologia di part-time utilizzare. I problemi maggiori riguardano invece il Galliera ed il San Martino. Al Galliera non c’è stato nessun accordo sindacale e l’azienda ha revocato alcuni part-time. I lavoratori hanno fatto ricorso al giudice che però ha dato loro torto. Al San Martino, l’azienda con il maggior numero di lavoratori part-time, la proroga è in scadenza ed i contratti dovranno essere rinegoziati».

    Secondo il presidente della Commissione Sanità, nell’area genovese la situazione più critica è quella dell’ospedale San Martino, dove molti contratti sono stati revocati, mentre all’ospedale Gaslini occorre approfondire il quadro attuale ed in generale «È necessario fare chiarezza con l’obiettivo di ottenere un’uniformità di vedute su tutto il territorio».
    Certo la questione è delicata, come ricorda Iannuzzi, perché «Da una parte le aziende del comparto sanitario, grazie a questi contratti possono risparmiare risorse, però allo stesso tempo, in regime di blocco di assunzioni, hanno bisogno di diminuire il ricorso a queste tipologie contrattuali visto che non possono recuperare nuovo personale dall’esterno».

    «La normativa europea stimola a perseguire questo tipologia contrattuale – continua Quaini – ed esiste una sufficiente giurisprudenza che ha dato ragione ai lavoratori di altre regioni italiane che, nonostante la difficile fase economica, si sono adeguate alle direttive europee».
    «Almeno in una parte dei casi è necessario un attento riesame per mantenere valido questo strumento di tutela individuale – conclude Quaini – Grazie al nostro intervento la discussione è stata riaperta ed avverrà un passaggio significativo in commissione Sanità per approfondire una tematica di importanza vitale per molti lavoratori».

     

    Matteo Quadrone

  • Che cos’è il Consiglio Comunale: competenze, regole e funzioni

    Che cos’è il Consiglio Comunale: competenze, regole e funzioni

    Consiglio Comunale di GenovaQuesto articolo rappresenta per Era Superba – e per me – l’inizio di una nuova esperienza. Con l’occasione delle recenti elezioni comunali e l’insediarsi di un nuovo Consiglio Comunale, abbiamo pensato di creare “Liberi Tursi“, una nuova rubrica dedicata alle attività del Consiglio comunale. L’idea nasce dalla sensazione che ciò che avviene all’interno dell’organo istituzionale per definizione più vicino ai cittadini non sia, in realtà, così chiaro alle persone. Si sa che il linguaggio della politica e della burocrazia risulta spesso di difficile lettura per i non addetti ai lavori, ma talvolta neppure il mondo dell’informazione è sufficientemente attento a trattare questi temi con la dovuta chiarezza. Per questa ragione abbiamo concepito la nostra nuova rubrica come un servizio per i lettori; un nuovo strumento per cercare di raccontare con trasparenza i problemi di cui si discuterà nel Consiglio genovese e per spiegare le decisioni prese dai politici locali e i loro effetti sulla cittadinanza.

    Per iniziare ad occuparci di questo argomento abbiamo pensato che fosse utile creare innanzitutto uno schema di riferimento che fornisse a noi e ai soprattutto ai lettori “le lenti” giuste per comprendere e interpretare le scelte degli organi di governo comunali. Quali sono questi organi? Come si organizzano? Chi ne fa parte? Quali competenze hanno? Cosa possono decidere? Queste sono solo alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta in questo primo articolo di “Liberi Tursi”…

     

    ORGANIZZAZIONE E COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI COMUNALI 

    Leggi, statuti e regolamenti definiscono l’organizzazione e la composizione del governo comunale. In particolare la legge 142 del 1990 ha definito i suoi tre principali organi: consiglio, sindaco e giunta. Vediamoli nel dettaglio.

    Il Consiglio Comunale è un organo assembleare il cui numero di membri è stato recentemente modificato dalla legge finanziaria del 2010, con l’obiettivo di contenere la spesa pubblica. I consiglieri genovesi, che in precedenza erano 50, sono stati ridotti a 40. Quest’organo rimane in carica cinque anni, a meno di una variazione di almeno ¼ della popolazione (nel caso di fusioni, incorporazioni di più comuni o distacco di una frazione di essi) o di dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri. Il consiglio può anche essere sciolto per violazioni della costituzione o delle leggi, per gravi motivi di ordine pubblico e infiltrazione mafiosa. Altre ragioni “più politiche” che ne possono comportare lo scioglimento sono: le dimissioni del sindaco, una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco stesso e la mancata approvazione del bilancio.

    All’interno dell’assemblea si possono formare dei gruppi consiliari formati da consiglieri dello stesso orientamento politico. I capigruppo costituiscono la Conferenza dei capigruppo, il cui ruolo è quello di coordinare e programmare i lavori all’interno del Consiglio.

    Come avviene nel Parlamento nazionale si possono anche formare delle commissioni che, ad esempio, compiono una prima ricognizione su un tema di cui l’assemblea deve occuparsi. Le commissioni possono anche effettuare delle indagini su determinati fatti o episodi e svolgere funzioni consultive e di controllo.

    Il Sindaco è il colui che dà impulso e dirige l’azione del governo comunale. Dal 1993 (legge 81 del 1993) viene eletto direttamente dai cittadini e nomina la propria giunta, potendo anche rimuovere gli assessori, senza la necessità di richiedere alcuna approvazione da parte del Consiglio. Ciò evidenzia che il sindaco riveste una posizione di chiara supremazia rispetto agli altri soggetti. Tuttavia egli può essere sfiduciato con una mozione motivata e sottoscritta da almeno 2/5 dell’assemblea e approvata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri (votazione per appello nominale).

    Infine vi è la Giunta, ovvero l’organo esecutivo comunale di cui fanno parte gli assessori (che non possono essere contemporaneamente consiglieri) e lo stesso sindaco. I membri della giunta collaborano con il “primo cittadino” alla definizione delle politiche e a presentarle all’interno del consiglio.

    Un’ultima figura rilevante è quella del Presidente del Consiglio comunale, il quale dirige i lavori dell’assemblea e la convoca. Non è quindi il Sindaco a coordinare il Consiglio perché a partire dal 1993, si pensò di distinguere in modo più netto esecutivo da assemblea.

     

    MATERIE DI COMPETENZA

    Questo punto è di cruciale importanza, perché spesso i mezzi d’informazione attribuiscono in modo un po’ confuso la responsabilità di alcuni provvedimenti a soggetti in realtà poco o per nulla competenti in materia. Ciò crea una certa confusione sulle funzioni e i compiti propri dell’amministrazione comunale. Cerchiamo di fare chiarezza su questo punto.

    Innanzitutto il Consiglio approva il bilancio annuale e previsionale e il rendiconto di gestione del comune. Molto importanti sono anche le competenze sul piano urbanistico (piano regolatore, piani attuativi di regolamenti edilizi, concessioni edilizie) e sulla manutenzione di strade, piazze e giardini. A livello ambientale il comune si occupa dello smaltimento dei rifiuti e del controllo del livello d’inquinamento (acquifero, acustico, atmosferico). Inoltre gestisce i trasporti pubblici locali in collaborazione con la provincia, disciplina la circolazione stradale e garantisce il rispetto delle norme sul traffico (vigili urbani).

    Gli organi di governo del comune si occupano anche di sviluppo economico e di attività produttive, in particolare regolando il rilascio di licenze per negozi, vigilando sul rispetto delle norme che riguardano i prezzi al consumo, il funzionamento dei mercati comunali e gli orari delle attività commerciali.

    Un’altra area di competenza è quella dei servizi alla persona e alla comunità. In questo ambito non rientra tanto la sanità, che è soprattutto in mano alle regioni e allo stato, bensì i servizi sociali e assistenziali. All’amministrazione comunale è stata attribuita una sempre maggiore responsabilità anche nella soppressione o aggregazione di istituti scolastici di livello inferiore a quello secondario. Infine vi è una competenza che riguarda i beni e le attività culturali, basti pensare ai musei e alle biblioteche civiche.

    Nonostante questo elenco delle competenze comunali non sia del tutto completo, si nota immediatamente la loro specificità. Si deve quindi riconoscere che l’azione del governo locale definisce soprattutto alcuni aspetti di dettaglio, dovendo mantenersi all’interno di una disciplina più generale dettata soprattutto dagli organi dello Stato e dalle regioni. È quindi oltremodo importante verificare quando certi atti dipendano direttamente dalla volontà dei comuni e quando, invece, si tratti di un’applicazione di regole sovraordinate.

     

    TIPI DI ATTO NORMATIVO

    Cosa “produce” un Consiglio Comunale? Innanzitutto sgombriamo il capo da un primo possibile equivoco: il Consiglio non approva leggi, bensì regole. Queste possono essere di diverso tipo. Al loro interno rientrano innanzitutto gli statuti, nei quali sono contenuti i principi dell’ordinamento comunale (Statuto del Comune di Genova). Scendendo di grado troviamo i regolamenti che hanno come obiettivo quello di definire più nel dettaglio il funzionamento di certe attività come, ad esempio, l’edilizia, la polizia urbana, nonché l’organizzazione degli uffici amministrativi e lo stesso funzionamento del Consiglio (Regolamenti del Comune di Genova). Su altre situazioni complesse gli organi comunali producono degli atti di carattere generale che prendono appunto il nome di piani o programmi. I più noti sono senza dubbio i piani regolatori, ma ne esistono molti altri che riguardano le opere pubbliche e la gestione del territorio. Chiaramente negli ambiti di propria competenza il comune non si limita a definire degli orientamenti generali, ma si spinge anche nel dettaglio con una serie di atti amministrativi che riguardano la singola situazione, la singola persona o un singolo bene. Questi atti permettono di dare attuazione alle linee generali determinate dagli organi di governo ordinando, vietando o autorizzando ad esempio la costruzione di un edificio o impedendo la circolazione del traffico in un dato luogo per un certo periodo.

     

    POSSIBILI SVILUPPI

    La recente modifica dell’assetto delle Province, avvenuta per effetto dei tagli alla spesa pubblica voluti dal Governo Monti, coinvolge direttamente i consigli comunali. A questi ultimi viene assegnato il compito di eleggere i dieci membri del nuovo Consiglio Provinciale, ma, cosa più importante, al comune verranno trasferite entro il 31 dicembre la maggior parte delle funzioni provinciali. La Provincia di Genova, per esempio, è già stata commissariata con l’obiettivo di traghettarla al suo nuovo assetto. Lo sviluppo, ancora abbastanza incerto, di questa riforma comporterà un cambiamento di grande rilievo per i comuni italiani, e avrà sicuramente delle ripercussioni importanti sull’attività dei suoi organi, che vedranno aumentare i propri compiti e le proprie responsabilità.

     

    Nonostante la lunghezza di questo primo articolo sono molte le cose che si potrebbero ancora dire sull’organizzazione e il funzionamento di un’amministrazione comunale, ma vale la pena farlo mano a mano che procederemo con il resoconto delle sedute del Consiglio comunale. La sfida è proprio questa: avvicinare le istituzioni locali ai cittadini. Una sfida che lo stesso Comune di Genova – come molti altri – sta cercando di affrontare, creando all’interno del proprio sito web molti strumenti, per rendere più trasparente la propria attività. Crediamo che questa sia la via giusta e, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire a rafforzarla.

    Buona lettura a tutti.

    Federico Viotti

  • Cinema video e spot: la Liguria è il set ideale

    Cinema video e spot: la Liguria è il set ideale

    In arrivo, con la bella stagione, in Liguria, molte produzioni audiovisive che utilizzeranno location sparse in tutto il territorio regionale. In questi giorni Genova Liguria Film Commission sta fornendo assistenza a diversi progetti.

    Domani, nel Levante, si concluderanno le riprese del documentario “Welcome in Liguria” che andrà in onda su Arte, la prestigiosa rete televisiva culturale franco tedesca, girato a Camogli, Chiavari, Cinque Terre e Moneglia.
    Anche il nuovo spot pubblicitario Auto Lancia è ambientato in Liguria. La produzione Hub di Torino ha scelto come set Varazze, Noli, il Porto Antico di Genova e Villa Serra di Comago. La Jaguar ha puntato invece Capo Noli per un servizio fotografico.

    Ciak genovesi e rivieraschi anche per il programma televisivo “L’Italia di Dove” (Dove Tv) al Porto Antico , nella città vecchia, a Boccadasse , a Genova, e a San Fruttuoso, Portofino, Abbazia della Cervara di Santa Margherita Ligure, Camogli.
    Sempre in diversi angoli del capoluogo ligure e al Cineporto, Rai 5 ha ambientato in questi giorni le riprese della trasmissione “Tutto in 48 ore”.
    Nei prossimi mesi, tra giugno e agosto, sono in programma le riprese di due lungometraggi. Mentre si attende la conferma da una importante produzione internazionale tedesco-americana dedicata al grande violinista genovese Niccolò Paganini.