Autore: erasuperba

  • Emergency: casting per attori nel nuovo video dell’associazione

    Emergency: casting per attori nel nuovo video dell’associazione

    attori teatroSono aperte le iscrizioni per partecipare a un casting per comparse per il prossimo video di Emergency, che sarà girato a Cogoleto domenica 10 giugno.

    In particolare si cercano 50 comparse di ogni età (i minorenni dovranno essere accompagnati da un genitore).

    Le riprese saranno effettuate presso una spiaggia di Cogoleto, la convocazione è prevista per le ore 9 del mattino di domenica 10  ed è richiesta la disponibilità fino alle ore 18. E’ prevista un’ora di pausa oltre alle pause tecniche tra i vari ciak.

    Si richiede un abbigliamento consono a una giornata al mare (costume, pareo, ciabatte, telo mare, ecc.). Eventuale altro materiale accessorio sarà concordato con la produzione.

    Non è previsto compenso ma la produzione assicura la presenza nei
    crediti del prodotto finale. E’ prevista la regolare liberatoria per l’utilizzo all’immagine, pertanto sarà necessario presentarsi muniti di un documento di identità in corso di validità.

    Se interessati si prega di inviare la propria candidatura al seguente
    indirizzo e-mail: info@milanomultimediale.it o contattando la Sig.ra Valentina dalle 9:00 alle 19:00 al seguente numero telefonico 3294951911.

    Si precisa che una volta raggiunto il numero di comparse richiesto non potranno essere accettati ulteriori candidati.

  • Robot Festival 2012: bando di concorso per artisti digitali

    Robot Festival 2012: bando di concorso per artisti digitali

    arte digitaleIl tema della quinta edizione di roBOt Festival – rassegna che si svolge a Bologna ogni anno a ottobre ed è rivolta a tutti i pionieri delle arti digitali – è “i linguaggi del futuro”, ovvero la moltitudine di sistemi non verbali e multimediali che rendono possibile lo scambio di informazioni e quindi la competenza comunicativa, di ogni singola entità all’interno della rete globale interconnessa.

    Chi vuole partecipare al festival con la propria opera artistica può iscriversi entro domenica 24 giugno 2012 registrandosi al sito robotfestival.it.

    Il bando è riservato a progetti audio-video:
    – Installazioni
    – Video e animazioni
    – Performance
    – Fotografia
    – Design autoproduzioni

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione. A fine luglio saranno annunciati i nomi di coloro che parteciperanno all’edizione 2012 di roBOt Festival (26 settembre; 10 – 13 ottobre a Bologna).

  • La prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di Genova

    La prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di Genova

    Via GaribaldiSi è tenuta ieri alle 14 a Palazzo Tursi la prima riunione del Consiglio Comunale di Genova. Si è trattato di una seduta dai contenuti piuttosto formali, in cui destavano particolare interesse soprattutto l’elezione del Presidente del Consiglio e la presentazione delle linee programmatiche del Sindaco.

    La riunione si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto in Emilia e di due importanti personalità genovesi recentemente scomparse, l’ex consigliere comunale Bruno Delpino e il comandante partigiano Gino Campanella.

    Prima di entrare nel vivo dei lavori si è proceduto alla sostituzione – tecnicamente surroga – di tre consiglieri nominati assessori (Bernini, Crivello e Garotta) a causa dell’incompatibilità delle due cariche. Al loro posto sono subentrati i candidati non eletti che avevano ottenuto il maggior numero di voti all’interno della stessa lista. Ha presentato, invece, le proprie dimissioni Pierluigi Vinai, tornato alla Fondazione Carige dopo l’esperienza delle elezioni. Al suo posto è entrato in Consiglio Luigi Grillo.

    Al terzo punto dell’ordine del giorno si trovava l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale, una delle questioni che avevano animato il dibattito politico in questi ultimi giorni. Alla seconda votazione è stato eletto Giorgio Guerello, che aveva già ricoperto questa carica nel ciclo precedente. Sull’elezione di Guerello la maggioranza ha votato in modo compatto e ha capitalizzato anche due voti provenienti dall’opposizione (27 voti Guarello, 1 Putti e 13 bianche). Questo nonostante l’Idv avesse manifestato una forte irritazione per la mancata attribuzione di una carica ai propri eletti. La maggioranza per ora sembra essere solida, ma si muove su un terreno scivoloso, poiché, in mancanza di un supporto da parte dei tre consiglieri dipietristi, il suo vantaggio sull’opposizione si ridurrebbe a cinque voti (21 a 16).

    Già a partire dall’approvazione del bilancio potranno verificarsi i primi problemi, poiché il coordinatore regionale Giovanni Palladini ha già sottolineato la contrarietà del proprio partito all’ipotesi di un aumento dell’Imu sulla prima casa. Lo stesso Palladini aveva anche rifiutato l’offerta di una delle due vicepresidenze, che sono andate a Pier Claudio Brasesco (Lista Doria) e Stefano Baleari (Pdl). Il regolamento del Consiglio Comunale prevede espressamente che una vicepresidenza vada all’opposizione.

    La conclusione di questa prima fase di “composizione” del Consiglio è stata caratterizzata dal giuramento del nuovo sindaco Marco Doria e dalla presentazione della nuova Giunta comunale con la riconferma degli assessori già presentati una settimana fa. Doria aveva chiesto fin dal principio che gli assessori non accumulassero incarichi e si dedicassero in toto al lavoro in Giunta, generando immediatamente difficoltà e polemiche. Alcune di esse sono rientrate, per esempio quella sul caso Oddone, assessore allo sviluppo economico, che dopo le prime reticenze, ha scelto di dimettersi dalla presidenza di Datasiel, la società informatica della Regione Liguria. Resta invece sulle proprie posizioni Isabella Lanzone, che ha deciso di mantenere il proprio incarico presso l’Asl di Udine. La Lanzone sarà assessore part-time al personale, percependo la metà dell’indennità prevista.

    La seconda parte della riunione del Consiglio Comunale ha invece toccato aspetti più politici, con la presentazione da parte del sindaco delle “linee di indirizzo politico” della nuova amministrazione comunale. Come ha affermato lo stesso Doria, non si tratta ancora di un vero e proprio “Documento programmatico di legislatura”, che verrà presentato successivamente e sul quale vi dovrà essere una delibera del Consiglio, ma di un’analisi meno formale di tre aspetti: le questioni di fondo che il Comune di Genova deve affrontare; i valori che guideranno l’azione dell’amministrazione; le relazioni di quest’ultima con gli altri soggetti pubblici e privati.

    La prima questione di cui ha parlato il nuovo sindaco è stata ovviamente la crisi economica. Marco Doria è stato chiaro: «…per l’Italia, per Genova, per l’Europa e per gli Stati Uniti non si profilano dei tempi da sviluppo economico accelerato». Per questa ragione il Comune dovrà impegnarsi per promuovere lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, ma al tempo stesso salvaguardare quelle già presenti. Genova è e resta una città industriale e portuale, ma dovrà crescere anche in nuovi settori nei quali presenta grandi potenzialità, come l’high tech, il turismo e la cultura. Altrettanto chiaro è stato il sindaco quando ha riconosciuto che il Comune, in realtà, non possiede competenze specifiche in ambito economico-produttivo, ma che, tuttavia, potrà cercare di esercitare pressioni politiche sulle decisioni che vengono prese a livello nazionale e regionale su questo tema.

    La crisi però non è solo economica. È evidente la presenza di un’altrettanto grave crisi sociale e politica. Sul primo versante il nuovo sindaco ha richiamato i principi di equità e giustizia sociale espressi dall’articolo 3 della costituzione e ha sostenuto la necessità di continuare a dare risposte immediate alle difficoltà dei singoli. In questo senso Doria ha affermato di non voler ridurre i servizi ai cittadini nonostante l’esigenza di contenere la spesa pubblica. Al tempo stesso il primo cittadino ha anche richiesto un impegno da parte degli organi comunali e dei suoi membri nel dare un esempio di trasparenza e integrità. Doria ha parlato di cultura della legalità come strumento per ridare dignità alle istituzioni e per contribuire a generare un riavvicinamento tra cittadini e politica.

    Altro tema fondamentale nel discorso di Marco Doria è stato l’ambiente. In questo ambito il sindaco prevede un forte impegno del Comune nella messa in sicurezza del territorio. Vi è la volontà di risolvere i problemi alla radice con investimenti ingenti che verranno programmati nel lungo periodo. Questo intervento strutturale comporterà anche la ridefinizione degli stili abitativi e costruttivi che hanno dominato fino ad oggi. In particolare il sindaco ha fatto riferimento al Piano Urbanistico Comunale (PUC) su cui già aveva iniziato a lavorare la giunta Vincenzi e che verrà ripreso dalla nuova giunta, cercando di mettere fine all’eccessivo consumo del suolo pubblico.

    Infine si è parlato di relazioni tra istituzioni comunali e altri soggetti pubblici e privati. L’amministrazione deve affrontare problemi complessi e spesso non ha i mezzi per farlo da sola. Per esempio nell’erogazione di servizi assistenziali alle persone hanno acquisito un ruolo sempre più importante le associazioni e le onlus che operano in questo settore affiancando il Comune. Il sindaco ha quindi sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente questi soggetti sia nella lettura dei bisogni esistenti, sia nella progettazione degli interventi. La stessa proposta è stata avanzata per ciò che riguarda i rapporti con gli altri enti pubblici, in particolare Regione e autorità portuale. Infine, Doria ha espresso il preciso intento di migliorare il dialogo con il mondo dell’economia. Di fronte alle richieste delle imprese l’amministrazione deve essere più efficiente. «Non e necessario che la risposta sia sempre positiva, ma deve arrivare con tempi certi e con il massimo della chiarezza» ha detto il sindaco. Su questo punto il Comune dovrà impegnarsi per favorire l’attività imprenditoriale genovese.

    Da questa prima seduta emerge senza dubbio la consapevolezza della complessità delle sfide che il Comune di Genova dovrà affrontare, ma al tempo stesso si percepisce la volontà di proporre soluzioni strutturali destinate a risolvere alla radice i problemi. Per ora si tratta ancora di “linee di indirizzo”, ma già nei prossimi giorni con la presentazione del bilancio e con i primi provvedimenti potremo verificare verso quale direzione si orienterà le nuova amministrazione Doria.

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sporchi da morire: gli inceneritori ed i rischi per la salute dei cittadini

    Sporchi da morire: gli inceneritori ed i rischi per la salute dei cittadini

    Un film-progetto affronta uno dei temi più caldi con il quale la società civile deve oggi confrontarsi: la gestione dei rifiuti. Focalizzando l’attenzione sul fenomeno degli inceneritori, impianti che producono micro e nano-particelle altamente dannose – soprattutto a discapito delle generazioni future – come dimostrano le tante analisi internazionali, sottoscritte da numerosi scienziati, medici e ricercatori. Nonostante ciò, nel nostro Paese, tutti gli schieramenti politici si sono rivelati stranamente d’accordo nell’avallare la costruzione di queste strutture.

    Ma anche in Europa la situazione non è idilliaca: basti pensare all’inceneritore di Vienna, dall’aspetto colorato e quasi fiabesco, costruito proprio dentro la città. Comunque, nel vecchio continente, la tendenza principale è quella di non costruire più inceneritori, di produrre sempre meno rifiuti e di avviare una raccolta differenziata davvero capillare.

    Marco Carlucci, filmmaker indipendente, racconta il viaggio nel mondo delle nano-particelle e delle polveri sottili di Carlo Martigli, scrittore e giornalista, impegnato da sempre in inchieste scottanti. Il film, intitolato “Sporchi da morire”, nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative?
    Con questi interrogativi  in testa comincia la ricerca di Carlo A. Martigli, documentata dal film: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e l’Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come “invisibile inquinamento del nuovo millennio” e che riguarderà i nostri figli e le future generazioni.

    In Italia sono numerosi i politici – sindaci, assessori, consiglieri – che propongono all’amministrazione pubblica la soluzione miracolosa, rappresentata dalla costruzione di un inceneritore. Trovando sponda in altrettanti politici, ma anche illustri scienziati, i quali si prodigano nel tranquillizzare la popolazione che questi impianti non sono pericolosi per la salute. Oggi vengono addirittura nobilitati utilizzando il nome “termovalorizzatori”, termine bandito dalla Comunità Europea, perché ritenuto ingannevole.

    Gli inceneritori sono impianti che vengono utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti attraverso un processo di combustione che avviene ad alte temperature. Gli impianti di ultima generazione bruciano a temperature sempre più elevate. Proprio per quest’ultimo motivo i nuovi inceneritori sono ancor più pericolosi dei precedenti. Infatti più elevata è la temperatura di combustione, più sono piccole le dimensioni delle particelle emesse. Tutti i giorni le respiriamo e le ingeriamo: sono le polveri sottili (di dimensione micrometriche, ovvero del diametro medio compreso tra 10 e 1 micrometro) e le nano-particelle (ancora più piccole, con un diametro medio compreso tra 0,2 e 100 nanometri).

    In generale le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagli incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. Di solito le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e soprattutto degli inceneritori.

    Quindi l’attività di un inceneritore produce delle sostanze – polveri sottili e nano-particelle – di microscopiche dimensioni che s’insinuano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio ed anche attraverso l’apparato digerente, dato che le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti.

    Ma possibili alternative agli inceneritori – e quindi alla produzione di nano-paricelle e di polveri sottili – esistono per davvero. In altri Paesi ci sono dei modelli davvero significativi di gestione dei rifiuti come San Francisco, una delle città con la miglior raccolta differenziata al mondo o l’area della della Silicon Valey, simbolo dell’innovazione tecnologica e sempre più della green revolution. Anche in Italia esistono delle piccole “San Francisco” concreti esempi virtuosi di riciclaggio dei rifiuti basti pensare al paesino di Vedelago, in provincia di Treviso e il nuovo centro di riciclo di Colleferro, ironia del destino, sorto a pochi passi da un inceneritore. Queste strutture dimostrano che riciclare, non solo evita di inquinare l’ambiente con costi di gestione notevolmente più bassi, ma potrebbe creare migliaia di nuovi posti di lavoro.

    Sporchi da morire è un progetto italiano molto ambizioso e di ampio respiro internazionale grazie al coinvolgimento di esperti mondiali: il Professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”, il dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle patologie causate da nano-particelle; la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente, il biologo Prof.Gianni Tamino, Dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia, il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova, i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto e Barkeley, il sindaco di San Francisco Gavin Newson, il responsabile del Dipartimento Ambiente di San Francisco Jared Blumenfeld, i rappresentanti dell’IVS Francese – Dr. Calut e Dr. Laffont che sono i firmatari della più importante ricerca mondiale sul tema della pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti, il prof. Dick Van Steenis che ha mappato la ricaduta dell’inquinamento sui bambini inglesi e bloccato 16 progetti in costruzione, il Dr.Luft, l’Associazione Rescue Workers Detoxification e la 911 Police Aid Foundation che si occupano delle persone ammalatesi per le inalazioni di nano-polveri dopo il crollo delle torri gemelle (circa 170.000 casi già accertati), i rappresentanti dei comitati nazionali ed internazionali, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante del Movimento Decrescita Felice, Greenpeace Italia, e tanti altri.

    Un film-progetto al quale hanno già aderito migliaia di persone in tutto il mondo, tanto da essere certificato come il film con i titoli di coda più lunghi del mondo, i quali saranno presenti, grazie ad un piccolo contatore grafico, fin dai primi minuti del film.

    FILM : Sporchi da Morire – FIlthy to the core

    DURATA: 93 min

    REGIA: Marco Carlucci

    con: Paul Connett – Stefano Montanari – Carlo A. Martigli

    musiche: Hinkel, David Sabiu, Daniele Mazzoli

    Produzione e Distribuzione: CDPrimafilm

    sito ufficiale: www.sporchidamorire.com

    facebook: http://www.facebook.com/SporchiDaMorire

    twitter: http://twitter.com/#!/SporchidaMorire

    SPORCHI DA MORIRE: PRIMO MESE DI PROGRAMMAZIONE, DIECIMILA GRAZIE!
    Si conclude il primo mese di proiezioni con risultati entusiasmanti. Sono infatti oltre 10.000 gli spettatori che hanno visto “Sporchi da morire” di Marco Carlucci, grazie ad una distribuzione indipendente affiancata da una fitta rete di proiezioni organizzate da Cittadini, Associazioni e Comuni in tutta Italia. E questo è solo l’inizio a dimostrazione che è possibile un “nuovo modo” di produrre e distribuire progetti indipendenti attraverso circuiti paralleli e partecipativi.

    A Genova non è ancora stata organizzata la proiezione di “Sporchi da morire”, eppure anche nella nostra città, da alcuni anni, si parla del progetto Inceneritore: la visione del film potrebbe indurre interessanti riflessioni anche in coloro i quali, finora, difendono a spada tratta questi impianti.

    Per informazioni: tel. 3396477847 – proiezioni@primafilm.it
    SITO FILM: WWW.SPORCHIDAMORIRE.COM
    Sul sito web www.sporchidamorire.com è possibile compilare il modulo di richiesta proiezione.

     

    Matteo Quadrone

  • Vintage in Porto: bancarelle e baratto in Piazza delle Feste

    Vintage in Porto: bancarelle e baratto in Piazza delle Feste

    Sabato 30 giugno e domenica 1 luglio 2012 si terrà in piazza delle Feste al Porto Antico una nuova edizione di Vintage in Porto, la mostra mercato organizzata dall’associazione culturale VintaGe e dedicata all’abbigliamento, agli accessori e agli oggetti che non passano mai di moda. In programma due giorni ricchi di eventi tra concerti, spettacoli e molte bancarelle, allo scopo di valorizzare le tappe che hanno segnato la cultura Vintage attraverso mostre, eventi, concerti, workshop e dibattiti aperti al pubblico.

    Tutte le iniziative sono suddivise in 4 principali aree tematiche:
    1) Moda: una selezione di capi e accessori vintage appartenuti al secolo scorso, dedicati a tutti coloro che amano cercare nel passato la loro moda personale. In programma sfilate, concorsi di bellezza, workshop, lezioni di acconciatura, set fotografici.

    2) Arte: dalla Pop Art all’Arte Contemporanea con quadri, manifesti, stampe e libri. In programma mostre, installazioni e performance artistiche.

    3) Design: spazi, colori, linee e forme applicate dal dopoguerra ad oggi. In programma presentazione di progetti di giovani designer, mostre, esposizioni di auto e moto d’epoca.

    4) Musica: concerti, Dj set, corsi, esibizioni e gare di ballo, spettacoli.

    Nell’ambito delle due giornate si terrà anche un’ora dedicata al baratto: dalle 17.30 alle 18.30 di domenica 1 luglio si potrà portare vestiti, scarpe, borse, fumetti e molti altri oggetti da scambiare con le altre persone partecipanti. L’evento è a numero chiuso, perciò è necessario prenotarsi per tempo scrivendo una mail a swap@swapstore.it o telefonando al numero 392 6839302.

  • Istituto idrografico della Marina: alla ricerca di una nuova sede

    Istituto idrografico della Marina: alla ricerca di una nuova sede

    Il Forte San Giorgio di GenovaL’Istituto Idrografico della Marina, l’Organo Cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale, ospitato da 140 anni (la ricorrenza sarà il prossimo 26 dicembre) al Forte San Giorgio, è alla ricerca di una nuova sede. L’edificio in cui si trova attualmente,infatti, non garantisce più i requisiti necessari a un moderno stabilimento di lavoro, con immediate conseguenze proprio sul suo funzionamento.

    Ieri in consiglio regionale, Lorenzo Pellerano, consigliere della Lista Biasotti, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata a Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, per conoscere quali iniziative intenda assumere la Giunta per salvaguardare la presenza a Genova dell’Istituto Idrografico della Marina Militare e per individuare un sito adeguato per la nuova sede.

    L’I.I.M., un organo unico nel suo genere in Italia, conduce il rilievo sistematico dei mari italiani avvalendosi di navi idro-oceanografiche della Marina Militare appositamente attrezzate e di proprie spedizioni, valorizza e controlla i dati raccolti per organizzarli e finalizzarli alla produzione della cartografia e documentazione nautica, sia tradizionale sia in formato elettronico, e cura la diffusione delle informazioni nautiche in ambito nazionale e internazionale, per garantire la sicurezza della navigazione.
    Il presidente Burlando, pur sottolineando il lavoro che la Regione sta affrontando per trovare una soluzione alternativa al Forte, ha precisato che l’ultima decisione spetta alla Marina Militare stessa, che dovrà considerare la nuova collocazione dell’Istituto anche in base ai proventi derivanti dalla vendita di alcuni immobili di sua proprietà a Genova.

    Le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: il futuro villaggio tecnologico degli Erzelli e l’area delle ex lavanderie industriali adiacente ai Magazzini del Cotone. «Entrambe le soluzioni consentirebbero interessanti sinergie – sottolineaPellerano – l’importante è individuare velocemente un’alternativa».

    Agli Erzelli, dove sorgerà l’agognato polo tecnologico con aziende del settore, l’Università di Ingegneria, l’Istituto Idrografico potrebbe trovare una collocazione adeguata. «La Marina Militare dispone anche dell’Utnav – sottolinea il consigliere della Lista Biasotti – un organo che si occupa di progettazione navale. Quindi il collegamento con Ingeneria e la vicinanza con Fincantieri potrebbero permettere di realizzare sulla collina degli Erzelli un polo nautico di valore europeo dove formazione, ricerca e progettazione procedano di pari passo».

    L’altra soluzione è un’area adiacente ai Magazzini del Cotone, le ex lavanderie industriali: un’ipotesi che, spiega Pellerano «Oltre a essere stata accolta positivamente dalle rsu dell’Istituto, non solo consentirebbe positive sinergie con la Capitaneria di Porto e una maggiore vicinanza al porto e alle navi dell’ente, ma anche la possibilità di valorizzare e far conoscere alla città e ai visitatori del Porto Antico il patrimonio di tecnica e cultura che l’Istituto e la sua biblioteca custodiscono».

    «Il presidente Burlando ha risposto che dai colloqui avuti con la Marina Militare sembrerebbe che quest’ultima propenda per l’ipotesi Erzelli – continua Pellerano – Certo però sono necessarie alcune valutazioni di carattere economico, perchè questa soluzione appare particolarmente costosa».

    La Marina però dispone di alcuni immobili in città, in particolare a Punta Vagno e dalla dismissione di queste proprietà ricaverà le risorse economiche necessarie per trovare una nuova collocazione per l’Istituto Idrografico della Marina.

    «Mi auguro che l’intento di preservare un’eccellenza del nostro territorio come l’Istituto idrografico della Marina non sia solo una volontà della Regione Liguria, ma anche del nuovo sindaco di Genova sottolinea Pellerano – è fondamentale unire le forze per difendere le nostre competenze e salvaguardare il valore occupazionale che questo ente rappresenta. Per questo confido anche nella volontà del presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, di preservare l’Istituto trovando un accordo con gli altri enti».

    «Dopo l’open day del 21 giugno al Forte San Giorgio – conclude  il consigliere Pellerano – organizzato dall’Istituto per la giornata mondiale dell’idrografia, il prossimo 26 dicembre ricorrerà il 140esimo anniversario dell’Istituto Idrografico della Marina a Genova: credo che questa ricorrenza meriterebbe di essere celebrata proprio con l’individuazione di una nuova sede per l’Istituto, attraverso un accordo unanime tra tutti gli enti locali interessati, Regione, Comune e Autorità portuale. So che il direttore dell’Istituto idrografico, ammiraglio Liaci, e tutta la Marina, sono molto sensibili alla permanenza a Genova dell’ente: si tratta ora di riunirsi attorno a un tavolo e individuare la soluzione migliore».

     

    Matteo Quadrone

  • Parcheggi al posto del Cinema Eden: la mozione di Sinistra Europea

    Parcheggi al posto del Cinema Eden: la mozione di Sinistra Europea

    Non si placano le polemiche intorno alla costruzione di parcheggi al posto del Cinema Eden, una delle pochissime sale cinematografiche ancora attive fuori dal centro città. I lavori sono ufficialmente partiti lo scorso 28 maggio nonostante la protesta dei cittadini, culminata in una manifestazione che si è tenuta il 1 giugno.

    Questa la mozione di Sinistra Europea Genova, pubblicata sul loro sito web sinistraeuropeagenova.wordpress.com e che vede tra i suoi firmatari anche l’ex candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti.

    Qui il testo integrale della mozione, che pubblichiamo per diffondere sempre più la voce dei cittadini del quartiere di Ponente.

    premesso che è stato autorizzata la costruzione di 68 box in tre piani sotterranei sotto l’arena estiva del cinema Eden a Pegli;
    considerato che tale intervento prevede la chiusura per tutta la durata dell’intervento e forse anche nel futuro del cinema Eden, presidio culturale importante per la delegazione;
    considerate inoltre le legittime preoccupazioni dei residenti in ordine alla stabilità degli edifici prospicienti l’area;
    sottolineato come l’area oggetto dell’intervento contiene una pregevole area verde, in particolare 9 platani secolari;
    sottolineato inoltre come nel sottosuolo insista un piccolo corso di acqua;
    sottolineato infine come la circolazione nella zona sarà rivoluzionata per permettere ai mezzi pesanti di accedere all’area di cantiere congestionando la zona;
    ricordate le molteplici espressioni contrarie del Municipio e l’impegno assunto dalla precedente Giunta di esperire ulteriori sondaggi idrogeologici (a mia notizia mai effettuati), al fine di verificare la pericolosità dell’intervento;
    ricordati inoltre gli indirizzi contenuti nel nuovo Piano Urbanistico Comunale, nel regolamento del Verde Pubblico e Privato e, particolarmente, nel programma elettorale del Sindaco di Genova Marco Doria, che tendono a salvaguardare i territori e il verde pubblico e privato, evitare di consumare territorio, sviluppare la massima attenzione alla sicurezza idrogeologica;
    chiedono di sospendere i lavori in atto e approfondire gli argomenti espressi in premessa, al fine di avviare la procedura per la revoca del permesso a costruire.

    Firmatari: Antonio Bruno (Federazione della Sinistra), Paolo Gozzi (PD), Enrico Pignone, Pierclaudio Brasesco, Manuela Bartolini, Clizia Nicolella, Lucio Valerio Padovani, Marianna Pederzolli (Lista Doria), Gian Piero Pastorino, Leonardo Chessa (SEL), Andrea Boccaccio, Emanuela Burlando, Stefano De Pietro,Mauro Muscarà, Paolo Putti (Movimento Cinque Stelle).

    Marta Traverso

  • Trovare lavoro come System Administrator a Genova: incontro con Alid

    Trovare lavoro come System Administrator a Genova: incontro con Alid

    computerProseguono presso Informagiovani a Palazzo Ducale gli incontri della rassegna Gradinata Informagiovani. Dopo la buona riuscita dell’ incontro dello scorso maggio sulla professione di Web Designer, giovedì 14 giugno alle 17 si terrà un nuovo appuntamento in collaborazione con Alid, Associazione per le libertà informatiche e digitali.

    L’evento sarà sulla professione del System Administrator: dietro alle grandi web farm, alle sale piene di server, all’infrastruttura IT di un’azienda, c’è la figura del System Administrator. Il suo compito è occuparsi dei sistemi informatici, della sicurezza e delle infrastrutture necessarie a chiunque utilizzi un computer.

    L’Associazione per le libertà informatiche e digitali organizza insieme a professionisti ed esperti di web un incontro dedicato a chi vuole comprendere questa professione.

    L’incontro è a ingresso libero e sarà coordinato da Claudio Canavese di Alid.

  • Albaro: a Villa Raggio residenze, parcheggi e una piscina

    Albaro: a Villa Raggio residenze, parcheggi e una piscina

    Villa Raggio, AlbaroL’ennesimo bene pubblico vincolato finito in mano a privati, con il concreto rischio di uno stravolgimento della struttura edificata e del suo bellissimo parco, una storia che parte da lontano per approdare al solito destino. Parliamo di Villa Raggio, suggestiva dimora gentilizia sita nel quartiere di Albaro (via Pisa 56), che svolgeva una funzione pubblica, prima clinica per malati di tubercolosi, poi centro riabilitativo ortopedico e consultorio. Una villa donata oltre quarant’ anni fa da una famiglia torinese ad una precisa condizione: che fosse utilizzata a fini “socio-sanitari”.

    Purtroppo però la Regione, proprietaria della struttura, alcuni anni fa ha deciso di inserirla nel patrimonio immobiliare dell’Asl 3 da dismettere per fare cassa e, nonostante nel 2008 il Tar avesse accolto una richiesta di sospensiva della vendita, presentata dagli eredi della famiglia torinese proprio facendo riferimento al “vincolo di destinazione a fini socio-sanitari”, ciò non è stato sufficiente a fermare l’operazione.
    E così la villa, come molti altri immobili di tutta la Liguria – appartamenti, ex strutture ospedaliere, terreni – è finita nelle mani della società parastatale Fintecna che, tramite la sua controllata Valcomp due, si è occupata di trovare un acquirente per «un complesso immobiliare di elevata qualità con superficie lorda di tremila mq», come era possibile leggere nel 2010 sul sito web www.fintecnaimmobiliare.

    Oggi sono partiti i lavori seguiti dallo studio immobiliare Bagliani e per il complesso monumentaleche ancora conserva preziosi affreschi, statue sul colonnato del tetto e splendidi alberi nel parco – sono previste opere di ristrutturazione, cambio d’uso, frazionamento, ampliamento, sostituzione edilizia, realizzazione di piscina pertinenziale e parcheggi a raso.
    «Hanno predisposto un aumento dei volumi delle unità abitative fino a 20 – spiega Bianca Vergati, Sinistra Ecologia e Libertà, consigliere del municipio Medio Levante – la demolizione e ricostruzione della dependance, un’alterazione del tetto edificato antico». Come segnalato da alcuni cittadini «Una parte di pittura a piano terra, il cosiddetto “grottesco”, è già stata distrutta – continua Vergati – e c’è forte preoccupazione per l’intervento in atto sull’edificato antico e sul parco. All’interno, infatti, par di capire che conserveranno solo lo scalone. Aumenteranno l’attico e gli scantinati e da quest’ultimi ricaveranno gli appartamenti. Ma non solo, saranno realizzati 48 parcheggi a raso e una piscina nel parco della villa».

    A lasciare perplessi però è il modo in cui è stata concessa l’autorizzazione a costruire da parte del Comune di Genova, come spiega Andrea Agostini di Legambiente «La decisione degli uffici comunali è stata presa la mattina del 7 dicembre 2011 mentre si sapeva che nel pomeriggio sarebbe stato approvato il Puc (Piano Urbanistico Comunale) che per quell’area prevede una norma di salvaguardia. E ancora una volta a Genova vengono concessi permessi di costruire su beni vincolati».

    Villa RaggioVilla Raggio nelle cartografie del Puc licenziato dal sindaco Marta Vincenzi, infatti, è “rossa”, ovvero “elemento storico-artistico rilevante”, all’interno del Sistema delle ville e parchi storici di San Luca d’Albaro-Puggia (Norme di Conformità, Ambito di Conservazione), con disciplina paesaggistica puntuale a tutela dell’edificato antico e della conservazione del verde nell’originaria consistenza. Ed occorre sottolineare che anche nel Puc precedente Villa Raggio è tra i beni vincolati e salvaguardati.

    «I tecnici hanno autonomia rispetto agli organi politici – precisa Agostini – ma in questo caso una loro autorizzazione, concessa a poche ore da una decisione politica, contrasta nettamente con le linee dell’amministrazione. Tutto ciò francamente è paradossale».

    Inoltre il complesso monumentale di Albaro, come altre numerose ville storiche genovesi, è vincolato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria. Villa Raggio è sottoposta a vincolo di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, articolo 136 “Immobili ed aree di notevole interesse pubblico”, lettera a) “le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica”; e b) “le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza”.

    «Il vincolo è stato accertato anche nel permesso a costruire stilato dall’ufficio Approvazione Progetti del Comune – spiega Vergati – In tale permesso si cita il vincolo e si legge “visto il parere favorevole a condizione espresso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria”».

    La domanda da porsi, secondo il consigliere del municipio Medio Levante, è la seguente «Com’è possibile concedere un aumento di volumi e consentire lo stravolgimento del parco di Villa Raggio considerando l’esistenza del vincolo? In pratica non si comprende quale potere d’azione abbia quest’ultimo. A tale scopo ho chiesto alla Soprintendenza di verificare la conformità dell’intervento che si sta eseguendo su Villa Raggio».

    E con una punta polemica, Agostini aggiunge «Anche il parco dell’Acquasola è vincolato, eppure la Soprintendenza non è intervenuta. Abbiamo visto tutti come è andata a finire: la Cassazione ha confermato il sequestro del cantiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Europemobility: concorso video su studio e lavoro all’estero

    Europemobility: concorso video su studio e lavoro all’estero

    Il Centro Studi Cultura Sviluppo – CSCS, nell’ambito dell’iniziativa Europemobility Network, ha lanciato una nuova edizione del concorso per video Europemobility, che vuole far raccontare ai ragazzi la loro esperienza di studio o lavoro all’estero.

    Il concorso è aperto a chiunque, indipendentemente dall’età, dal livello di studi, dal settore produttivo e dalla nazionalità, purché abbia partecipato a un’iniziativa di mobilità come Erasmus Placement, Leonardo da Vinci, Youth in Action o a qualsiasi altro programma regionale o nazionale. Il video deve avere una durata compresa tra 1 e 3 minuti e dovrà essere caricato entro il 15 settembre 2012 sul sito di Europemobility.

    Una giuria selezionerà i primi tre classificati, che avranno in premio un viaggio a Parigi per partecipare alla cerimonia di premiazione, che si terrà il 22 novembre 2012 nell’ambito del Salon Européen de l’Éducation 2012. Il vincitore otterrà inoltre un premio in denaro di 500 euro, mentre l’autore del video più votato dagli utenti del sito avrà in premio un iPad.

  • Imu: la Cgil chiede di tutelare le fasce più disagiate

    Imu: la Cgil chiede di tutelare le fasce più disagiate

    Mantenere l’aliquota sull’abitazione principale al 4 per mille o, almeno, in caso di aumento, applicare tutte le detrazioni possibili per le fasce di popolazione più disagiate. Questa la richiesta che la Cgil Liguria insieme alle Camere del Lavoro ed al Sunia rivolge all’Anci Liguria (sezione ligure dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani).

    Il sindacato ribadisce che considera sbagliato il modo in cui il Governo ha ripristinato la tassazione sul patrimonio costituito dalla casa, perché «va distinto il possesso della casa di abitazione, per la quale tanti sacrifici sono stati fatti da molte famiglie e la disponibilità di un patrimonio immobiliare significativo che una parte di cittadini ha accumulato».

    «L’aumento delle aliquote sulla prima casa viene motivata, dagli enti locali che l’hanno annunciato, con l’esigenza di non ridurre i servizi sociali – sottolinea la Cgil – Non condividiamo il fatto che un aumento di tassazione sia usato semplicemente per mantenere il sistema di servizi così com’è e rivendichiamo che, se si intende procedere all’aumento, questa sia almeno considerata occasione per riorganizzare i servizi e riorientare la spesa (integrazione tra diversi settori di intervento, corretto rapporto tra regia pubblica e soggetti dell’impresa sociale e della cittadinanza attiva, ecc.)».

    La prima richiesta della Cgil quindi è che «l’aliquota sull’abitazione principale non venga maggiorata rispetto al 4 per mille; in ogni caso, ed a maggior ragione, se invece i comuni dovessero decidere diversamente, chiediamo che siano applicate detrazioni per fasce di popolazione più disagiate. In particolare il sindacato chiede di: equiparare all’abitazione principale la casa dell’anziano o disabile ricoverato in modo permanente in struttura residenziale; prevedere detrazioni per disabili o anziani non autosufficenti presenti nel nucleo familiare; parificare all’abitazione principale le “seconde case” assegnate in usufrutto ai figli o ai genitori anziani; assegnare un contributo ai cittadini in condizioni svantaggiate o con redditi Isee (Indicatore situazione economica equivalente) sino ad una certa soglia, maggiore nel caso si tratti di lavoro dipendente o pensione; esentare coloro che hanno subito danni dalle alluvioni dello scorso anno; adottare correttivi nell’applicazione dell’imposta sulle seconde case per incentivare l’affitto ed in particolare l’affitto a canone concordato, ed evitare per quanto possibile che l’aumento si traduca in aumento del canone stesso».

    E sulla questione Imu ieri è intervenuto anche l’assessore regionale al bilancio Pippo Rossetti che in una lettera all’Anci Liguria scrive «Chiedere ai pensionati, come fa il Governo,  che trasferiscono la propria residenza presso un ospizio, di pagare l’IMU come seconda casa è iniquo. Per questo come Regione chiediamo ai Comuni liguri di prevedere un’attuazione meno stringente dell’art. 13 del decreto salva Italia».

    «Chiediamo ai Comuni di prevedere l’applicazione del comma 10 dell’art. 13 che prevede la possibilità di considerare l’unità immobiliare, posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto, come abitazione principale. Pagando dunque molto meno». In questo caso, infatti, l’IMU da pagare verrebbe dimezzata passando dal 7,6 per mille al 4 per mille a condizione che l’abitazione non risulti affittata.

    L’iniziativa dell’assessore Rossetti fa seguito all’ordine del giorno approvato in consiglio regionale all’unanimità in cui si chiedeva al presidente e alla Giunta regionale di procedere in tal senso. «Non si può tollerare – conclude Rossetti – che gli anziani, ospiti in case per la terza età perché hanno dei problemi o non sono autosufficienti, siano vessati dovendo pagare 1500 o 2000 euro in più». Ammontano a circa 8.300 gli anziani ospiti in strutture liguri di ricovero permanente.

  • Mare chiuso: al Club Amici del Cinema il documentario sui migranti

    Mare chiuso: al Club Amici del Cinema il documentario sui migranti

    regiaMercoledì 6, giovedì 7 e venerdì 8 giugno 2012 (ore 21) il Club Amici del Cinema di Genova Sampierdarena ospita la proiezione del documentario Mare chiuso, di Stefano Liberti e Andrea Segre, che denuncia i respingimenti dei migranti libici che cercarono di approdare sulle coste italiane tra il 2009 e il 2010.

    Questo il tema del documentario, così come riportato sul blog ufficiale marechiuso.blogspot.it: “In seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi del 2009, le barche dei migranti intercettate in acque internazionali nel Mediterraneo sono state sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Molti dei respinti, circa 2000 persone, erano richiedenti asilo. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha recentemente condannato l’Italia per aver violato la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo“.

    La proiezione si svolge in concomitanza con l’edizione 2012 di Che Festival! a cura di Music for Peace, che ha luogo proprio in questi giorni nel quartiere di San Benigno.

    Le tre proiezioni saranno accompagnate rispettivamente da altrettanti eventi collaterali, con inizio un’ora prima del film (quindi ore 20):
    – mercoledì 6 giugno interventi dell’avvocato Alessandra Ballerini e di Enrico Frigerio, attivista del Gruppo Amnesty International di Genova, sul tema Respingimenti e diritti negati: la sentenza della Corte Europea.
    – giovedì 7 giugno incontro con alcune comunità straniere di Genova.
    – venerdì 8 giugno progetti di fotografia e documentario sociale con Diana Giromini (Torino) e Laboratorio (Genova).

  • Cannabis terapeutica: informazione e formazione per abbattere l’ignoranza

    Cannabis terapeutica: informazione e formazione per abbattere l’ignoranza

    Informazione, formazione, condivisione sono i tre elementi cruciali con cui provare a scardinare il muro di ignoranza che si trovano di fronte i pazienti che intendono curarsi con la cannabis terapeutica.

    Un’opportunità consentita dalla Legge italiana a partire dal 2007, quando il principio attivo (THC) della cannabis è stato inserito nella tabella II B, l’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di riconosciuto valore terapeutico, ovvero farmaci prescrivibili con semplice ricetta bianca non ripetibile. Con il decreto ministeriale del 18 aprile 2007 i cannabinoidi delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e trans-delta-9-tetraidrocannabinolo (Dronabinol) entrano nella tabella II B «Considerato che costituiscono principi attivi di medicinali utilizzati come adiuvanti nella terapia del dolore anche al fine di contenere i dosaggi dei farmaci oppiacei ed inoltre si sono rivelati efficaci nel trattamento di patologie neurodegenerative quali la sclerosi multipla». Il Ministero della salute, a partire da quella data, rende possibile utilizzarli nella terapia farmacologica.

    Peccato però che questa norma non sia mai stata pubblicizzata adeguatamente e chi voglia accedere a questa modalità di cura deve combattere contro mille ostacoli burocratici, resistenze da parte di medici ed Asl, risposte diverse a seconda della regione di residenza (tutta la trafila a cui sono sottoposti i pazienti è dettagliatamente descritta nella precedente inchiesta di Era Superba).
    Ieri, al centro sociale Terra di Nessuno del Lagaccio, si è svolto un incontro informativo alla presenza di realtà antagoniste provenienti da Torino (csoa Gabrio), Pisa (Osservatorio AntiPro), Bologna (Laboratorio AntiPro del Livello 57), Milano, Roma e Genova (associazione Pazienti Impazienti Cannabis). L’obiettivo è parlarne, far circolare l’informazione, mettere il sistema davanti all’evidenza del paradosso italiano – una cura consentita dalla legge ma praticamente inaccessibile alla maggior parte dei malati – per provare ad aprire uno spiraglio nell’opinione pubblica.

    Innanzitutto è stata sottolineata la differenza tra i farmaci derivanti dai cannabinoidi sintetici (in particolare il Nabilone), prodotti dall’industria farmaceutica, rispetto alle cosiddette infiorescenze femminili di cannabis, fiori coltivati in laboratorio, sterilizzati e sottoposti ad un minuzioso controllo per quanto riguarda qualità e sicurezza, realizzati appositamente per il Ministero della salute olandese. Entrambe le tipologie sono importabili grazie al Decreto Ministeriale dell’11 febbraio 1997, relativo all’importazione di farmaci esteri direttamente dal produttore da parte delle Farmacie del servizio sanitario pubblico.

    I derivati sintetici sembrano mostrare minore efficacia e maggiore incidenza di effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, oggi preferiti da molti pazienti. Nonostante ciò finora in Italia la maggioranza delle importazioni ha riguardato soprattutto un principio attivo sintetico, il Nabilone, in pratica thc puro ed il Sativex, uno spray sublinguale a base alcolica, prodotto dalla Bayern che negli ultimi tempi è stato approvato in molti paesi europei.
    La pianta di cannabis contiene al suo interno una settantina di principi attivi, l’unico stupefacente è il THC. Le ricerche portate avanti in questi anni hanno consentito di comprendere che l’azione degli altri cannabinoidi modulano l’effetto del THC e riducono gli effetti collaterali. Inoltre anche altri principi attivi, ad esempio il CDB, hanno interessanti proprietà terapeutiche. In paesi più tolleranti come l’Olanda, oggi si ragiona in direzione di una specializzazione delle coltivazioni dedicate all’uso medico: esistono, infatti, semi di canapa che garantiscono determinate percentuali di alcuni principi attivi che possono risultare utili per differenti patologie.

    Ma qual è l’ostacolo principale in Italia?
    Il problema è trovare medici disponibili a prescrivere la cannabis terapeutica. In tutta Italia sono solo poche decine i professionisti che decidono di farlo. Uno dei motivi per cui non prescrivono i derivati naturali è perché nel momento in cui un medico prescrive una cura simile, di conseguenza svaluta la sperimentazione sui farmaci cannabinoidi sintetici sviluppata anche dai ricercatori italiani. Oltre ad una motivazione  strettamente legata a notevoli interessi economici, ne troviamo un’altra, probabilmente più grave, perché riguarda la carenza di informazione in merito alle infiorescenze femminili di cannabis. Purtroppo in Italia la formazione rivolta ai medici è appannaggio esclusivamente delle case farmaceutiche e di enti autorizzati che non hanno alcun interesse nel veicolare le conoscenze sui prodotti naturali. Dall’altro lato non va dimenticato che spesso a livello regionale, i medici delle singole aziende sanitarie locali, non informati adeguatamente dai direttori sanitari, ignorano questa opportunità di cura.
    Le associazioni che si battono per il libero accesso alla cannabis terapeutica  – in prima fila Pazienti Impazienti Cannabis – hanno contattato medici e ricercatori olandesi per chiedere supporto, trovando subito disponibilità. Le ipotesi allo studio sono sostanzialmente due: stampare in lingua italiana il materiale informativo sui derivati naturali; promuovere seminari in Italia, alla presenza di esperti olandesi, affinché anche nel nostro Paese si possa parlare consapevolmente di cannabis terapeutica. L’obiettivo è quello di creare un nucleo di medici disponibili a condividere le informazioni con altri colleghi, in maniera tale da stimolare un circolo virtuoso puntando ad allargare progressivamente il numero dei professionisti coinvolti.

    I pazienti intendono rivendicare il fondamentale legame tra la pianta e la cura, al contrario delle case farmaceutiche che mirano ad isolare il principio attivo per produrre farmaci sintetici.
    Nelle varie proposte di legge regionali presentate in Italia, uno dei punti principali è proprio la richiesta di avviare una produzione italiana di cannabis a fini medici, sul modello olandese. Oggi è già tutto pronto perché nel nostro Paese esiste una coltivazione autorizzata, con alta concentrazione di THC, ai fini della ricerca. Sarebbe sufficiente individuare un laboratorio farmaceutico centrale, ad esempio lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, che grazie alle sue competenze potrebbe occuparsi della sterilizzazione e del controllo qualitativo del prodotto destinato alla fornitura per il Servizio Sanitario pubblico. Il percorso però deve essere necessariamente avviato da una regione che richieda un ordinativo di principio attivo per le esigenze dei suoi pazienti.

    E qui arriviamo ad un altro snodo centrale, ovvero l’attuale situazione delle leggi regionali. Oggi in due regioni, Puglia e Marche, una delibera sul tema cannabis terapeutica è già stata approvata ma anche qui si dovrà passare da una legge regionale. Purtroppo però, secondo Pazienti Impazienti Cannabis, le nuove norme invece di favorire, limitano l’accesso alla cura: la lista delle patologie interessate è assai scarna e comprende solo la sclerosi multipla e la terapia del dolore in ambito oncologico.
    Ma finalmente, pochi giorni fa, in Toscana, prima regione italiana, è stata approvata una vera e propria legge in merito. La legge regionale toscana è limitata – sottolinea Pazienti Impazienti Cannabis – ma comunque accettabile. Questo grazie all’intervento dell’associazione che ha convinto i consiglieri toscani a modificarne l’impostazione, precedentemente incentrata esclusivamente sulla terapia dolore. Il 2 Maggio è stata approvata però affinché non rimanga una legge vuota, puramente di indirizzo, sono previste delle delibere attuative. La Giunta ha garantito di impegnarsi con delibere che vadano in un senso di maggiore apertura, ma staremo a vedere quale sarà il risultato finale.

    In Liguria, dopo oltre un anno in naftalina, la proposta di legge regionale “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” – presentata per la prima volta il 7 marzo 2011 da Federazione della sinistra e Sinistra ecologia e libertà –  in questi giorni è stata nuovamente illustrata ed ora è pronta ad approdare in commissione sanità. Un passaggio fondamentale perché se davvero si riuscirà a trovare una formula ideale, questa legge potrebbe diventare il modello di riferimento per le altre regioni italiane.

    Quali sono le prospettive future ed i metodi di lotta possibili?
    In alcuni paesi europei (in particolare Spagna e Belgio) in questi ultimi anni, nonostante non siano mancate denunce ed arresti, è stato avviato il progetto dei Cannabis Social Club. Un modello che ha lo scopo di evitare che i consumatori di cannabis siano coinvolti in attività illegali e assicura che siano soddisfatti certi requisiti riguardanti la sicurezza e la salute pubblica. I Cannabis Social Club (CSC) sono delle associazioni registrate e senza fini di lucro, formate da persone adulte che consumano cannabis. I club possono essere istituiti legalmente in tutti i paesi dove la coltivazione per uso personale di quantitativi di cannabis è stata decriminalizzata. I Cannabis Social Club organizzano la coltivazione collettiva di un quantitativo di cannabis che è esclusivamente inteso per il consumo privato dei propri membri. I CSC si pongono un obiettivo politico, ovvero il cambiamento delle politiche sulle droghe, proponendo un alternativa al mercato nero. Ma non solo l’obiettivo è anche ragionare sul consumo consapevole e sull’abuso. Alla ricerca non di una liberalizzazione, bensì di una regolamentazione che consenta ai consumatori di usare la cannabis consapevolmente.

    In Italia, dal punto di vista legislativo, non esistono spiragli per avviare esperienze del genere. E però la presenza di numerosi pazienti che intendono curarsi con la cannabis – e già in passato lo hanno fatto assumendosi il rischio di auto prodursi la pianta medica – apre nuovi possibili scenari. Quindi nel nostro paese si profila la possibilità della nascita di associazioni simili rivolte però esclusivamente al livello medico. E la giurisprudenza potrebbe dare una mano, considerato che alcuni procedimenti giudiziari a carico di malati accusati di coltivazione illegale di cannabis, sono stati archiviati quando, prima del processo, sono riusciti a presentare le adeguate documentazioni mediche a sostegno dell’utilizzo terapeutico della pianta.
    La strada giudiziaria dunque appare una scorciatoia da percorrere per il riconoscimento dei propri diritti. E partendo da qui si potrà provare ad esercitare la necessaria pressione sulla politica affinché anche il Parlamento si occupi della questione. In Italia i pazienti sono gli unici pronti a rischiare. A seguire una linea di disobbedienza civile ove vi sia un principio certo: la coltivazione personale di un malato non è perseguibile dalla legge.

     

    Matteo Quadrone

  • La decrescita al tempo della crisi: incontro al circolo Arci Zenzero

    La decrescita al tempo della crisi: incontro al circolo Arci Zenzero

    soldi pubbliciDa cinque anni esiste a Genova il Movimento della decrescita felice, che ispirato dalle opere di Serge Latouche cerca di approfondire questo tema a livello territoriale promuovendo scambi di idee e buone pratiche quali il cohousing, la finanza etica, i gruppi di acquisto solidali.

    Iniziative che permettono di trovare modelli di sviluppo più compatibili con i principi di sostenibilità ambientale, equità, salvaguardia del benessere comune, limitazione del consumismo. Modelli molto utili anche nel periodo di crisi economica che stiamo attraversando.

    Per proporre scambi di idee e buone pratiche su questo argomento, il Movimento ha organizzato un evento che si terrà mercoledì 6 giugno al circolo Arci Zenzero (via Torti 35) sul tema la Decrescita Felice al tempo della crisi. La serata inizia alle 18:30, ci sarà un apericena e a seguire baratto di capi di vestiario, accessori, libri, dvd, ecc.

  • Cinema: l’ambiente al centro della rassegna Cinea “Il Filo di Gaia”

    Cinema: l’ambiente al centro della rassegna Cinea “Il Filo di Gaia”

    Torna anche quest’anno “Cinea Il Filo di Gaia”, la rassegna interamente dedicata al cinema ambientale, che giunge alla sua quinta edizione. L’iniziativa nasce da un progetto dell’Associazione Centro Culturale Carignano, che da dieci anni gestisce gli eventi presso il Centro Sivori di Genova, promosso dal Laboratorio Territoriale per l’Educazione Ambientale LabTer GreenPoint del Comune di Genova e dall’Assessorato all’Ambiente di Regione Liguria, con il supporto di ARPAL e la collaborazione del Festival Cinemambiente di Torino e Circuito Cinema Genova.

    Nel frattempo la Regione Liguria ha deciso di stanziare sei milioni di euro, provenienti dai fondi europei del programma operativo regionale, per sostenere l’innovazione tecnologica dell’emittenza televisiva ligure e delle sale cinematografiche e il passaggio al digitale terrestre. Destinatari del bando sono le emittenti televisive locali che intendono adeguare gli impianti alla tecnologia del digitale terrestre e le imprese di piccole e medie dimensione che esercitano proiezioni cinematografiche per adeguare gli impianti al passaggio a sistemi digitali in 3D e altri sistemi di nuova generazione. Il contributo sarà pari al 60% della spesa ammissibile che non può superare i 200mila euro.
    Le domande potranno essere presentate a Filse, la finanziaria regionale, dal 16 luglio all’8 agosto, attraverso la piattaforma “bandi on line”. Per favorire il più possibile le aziende il bando avrà una seconda apertura, già stabilita, dall’11 febbraio fino al 1 marzo 2013.
    Il bando sarà consultabile sul sito della Regione Liguria e sul sito della Filse.

    Tornando a Cinea Il Filo di Gaia, la rassegna ospiterà dal 5 al 8 Giugno 2012, in anteprima per Genova e la Liguria, un’ampia selezione del 15° Festival Cinemambiente (Torino, 31 maggio – 5 giugno 2012) consolidando così la pluriennale collaborazione con la maggiore manifestazione italiana sul tema.

    Un programma ricchissimo di cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi che affronteranno le tematiche più disparate: dalla Green Economy, con i suoi possibili modelli di sviluppo economico ai cambiamenti climatici; dai disastri ambientali, come quello avvenuto alla piattaforma Deepwater Horizon della compagnia britannica BP nel Golfo del Messico, al recupero del paesaggio, dal consumo consapevole alle felici sperimentazioni degli orti urbani in città.

    La manifestazione avrà inizio il 5 Giugno 2012, in concomitanza della Giornata Mondiale per l’Ambiente, il cui tema, proposto dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), è “Green Economy: ti riguarda?”. In occasione di questo importante appuntamento Cinea darà vita ad un evento speciale. Verrà infatti proiettato alle ore 20.30 in anteprima nei diversi capoluoghi di Provincia l’attesissimo film “La soif du Monde (The water we share)” di Yann Arthus-Bertrand, già autore di numerosi documentari quali “Home (la nostra terra)” e “La Terre vue du ciel” e quest’anno Presidente della Giuria del 15° Festival Cinemambiente di Torino.

    La proiezione avrà luogo contemporaneamente nei cinema Sivori di Genova, Il Nuovo di La Spezia, Il Centrale di Imperia e il NuovoFilmStudio di Savona con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sugli stili di vita consapevoli e sul grave problema delle risorse idriche. Yann Arthus-Bertrand ci guiderà così alla scoperta dell’elemento naturale da cui tutto è nato, sempre più minacciato dai cambiamenti climatici, in un viaggio attraverso venti paesi: dal Nord del Kenya fino alla Cambogia, passando per gli Stati Uniti e la Valle d’Aosta. Sempre in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente verrà inoltre effettuato un collegamento via skype da Genova alla premiazione 15° Festival Cinemambiente di Torino (31 maggio – 5 giugno 2012).

    La manifestazione proseguirà il 6 Giugno affrontando nuovi e possibili modelli di sviluppo economico e la tematica ormai avvalorata dei cambiamenti climatici. Si partirà alle ore 18.30 con il film Silent Snow di Jan van den Berg affrontando un viaggio nelle immense pianure artiche della Groenlandia dove incombe una minaccia silenziosa: l’inquinamento atmosferico causato dall’accumulo di residui di sostanze chimiche utilizzate in tutto il mondo.

    La serata proseguirà alle ore 20.30 con il cortometraggio Casus Belli di Yorgos Zois che racconta la storia di un carrello della spesa ricolmo tra le corsie di un supermercato seguito prontamente dalla macchina da presa che ne controlla minuziosamente ogni singola azione. A seguire verrà proiettato il lungometraggio Surviving Progress di Mathieu Roy, Harold Crooks. Dall’uomo di Neanderthal ai Maya, passando per i Sumeri e l’Impero Romano, la storia è contraddistinta da veri e propri crolli che hanno causato la distruzione di intere civiltà. E spesso il motivo principale è un rapido progresso tecnologico, in grado di sopperire nell’immediato ai bisogni primari, ma anche di compromettere ogni prospettiva futura: uno scenario in cui rientra perfettamente il mondo contemporaneo.

    Giovedi’ 7 Giugno 2012 la manifestazione proseguirà a partire dalle ore 16 con due film dedicati alle sempre più diffuse esperienze di orti urbani. Un modo autentico di recuperare il rapporto dell’uomo con la natura, con lo scorrere delle stagioni. In Le Jardin des Marveilles di Anush Hamzehian, ogni singolo ortaggio diventa, per le detenute del carcere della Giudecca di Venezia, un appiglio alla vita reale. Un modo per riconoscere nei doni della terra dei piccoli regali che la prigione trasforma in momenti di autentica poesia.

    La rassegna proseguirà alle ore 17.15 con Ortobello – Primo concorso di bellezza per orti di Marco Landini e Gianluca Marcon dove, al centro sociale per anziani Casa del Gufo, va in scena la prima edizione di un concorso di bellezza per orti.

    Tra i racconti scambiati sulla panchina, l’irrigazione e il lavoro della terra, a emergere è il rapporto dell’uomo con la natura e lo scorrere del tempo, che appassisce il primo e fa maturare la seconda e l’esperienza di un gruppo di anziani trasformata nel racconto di una memoria collettiva, pubblica e universale.

    Alle ore 18.00 verrà invece presentato il mediometraggio I morti di Alos di Daniele Atzeni. Alos è un paese della Sardegna cancellato da una catastrofe negli anni Sessanta raccontato attraverso i ricordi dell’unico sopravvissuto, l’anziano Antonio Gairo. Alos rappresenta le tante comunità di pastori sardi sconvolte dall’arrivo dell’industrializzazione negli anni del Boom. E la sua storia sembra quasi un racconto gotico, un giallo con colpevole: è la modernità, come sostiene il regista, ad aver ucciso paesi come Alos e la secolare cultura agropastorale della regione.

    Alle ore 18.30 seguirà il film Piccola Terra di Michele Trentini sulla riqualificazione di piccoli fazzoletti di terreno un tempo coltivati a tabacco in cui si gioca il destino, in controtendenza, di personaggi molto diversi tra loro. Seguirà alle ore 20.30 il film The Big Fix sull’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon della compagnia britannica BP in cui centinaia di migliaia di litri di petrolio si sono riversati nelle acque del Golfo del Messico, causando uno dei più gravi disastri ambientali di tutti i tempi.

    La giornata di venerdì 8 Giugno sarà invece dedicata, nella sua prima parte, al mondo animale e alla sua salvaguardia attraverso il cortometraggio Tous Les Hommes s’appellent Robert di Marc-Henri Boulier e Gypaetus Helveticus di Marcel Barelli.

    A seguire il cortometraggo Michael Pollan’s Food Rules di Marija Jacimovic, Benoit Detalle e il film Cafeteria Man affronteranno il tema dei consumi consapevoli e dell’educazione al cibo.

    La rassegna si chiude con due film che affrontano il delicato tema dei cambiamenti climatici mostrando, nel primo, Hungry Tide di Tom Zubrycki, la lenta scomparsa dello stato insulare dell’Oceania Kiribati.
    A seguire alle ore 20.30 Chasing Ice di Jeff Orlowski in cui il fotografo del «National Geographic» James Balog, scettico sui foschi scenari legati al cambiamento climatico descritti da tanti scienziati, decide di partire alla volta del Polo Nord alla ricerca di immagini che mostrino in modo lampante i danni provocati dal riscaldamento globale. Il risultato sarà un reportage tra i più letti nella storia della rivista, ma anche l’avvio dell’Extreme Ice Survey, il più importante progetto fotografico incentrato sui ghiacciai mai concepito.

    Per tutta la manifestazione verrà allestito presso il cinema Sivori un bookshop tematico a cura della libreria Bookin. La manifestazione è a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

    L’evento è stato realizzato con il sostegno di: Regione Liguria, ARPAL, Iren, Amiu, Also srl, I provenzali, Giuseppe Santoro srl Servizi Marittimi ed Ecologici. In collaborazione con: Circuito Cinema Genova, Festival Cinemambiente di Torino, Museo Nazionale del Cinema di Torino.
    Media Partner: Radio Babboleo e il portale Mentelocale.it
    Con la collaborazione di Comune di Savona, Comune della Spezia, Comune di Imperia