Autore: erasuperba

  • Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    genova film festivalDal 2 all’8 luglio 2012 si terrà una nuova edizione del Genova Film Festival, organizzato come sempre dall’Associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Anche quest’anno è indetto un concorso per registi che vogliono partecipare con la propria opera, diviso in due sezioni: una nazionale (riservata ad autori italiani) e una, Obiettivo Liguria, riservata agli autori liguri.

    Per entrambe le sezioni sono ammesse opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, della durata massima di 45 minuti per la fiction e di 60 minuti per il documentario.

    L’anno di produzione delle opere presentate non dovrà essere anteriore al 1 Gennaio 2010.

    I partecipanti dovranno inviare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito ufficiale del Genova Film Festival) e un dvd con il proprio progetto al seguente indirizzo: Associazione Culturale DAUNBAILÒ – Via Tavella 10R – 16136 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita e ogni autore può partecipare con più opere, inviandole separatamente. La scadenza per l’invio dell’opera è il 15 aprile 2012 (sezione nazionale) e 1 maggio 2012 (sezione Obiettivo Liguria).

    Le giurie e gli spettatori del festival assegneranno i seguenti premi: Premio per la Miglior Opera di Fiction; Premio per il Miglior Documentario; Premio per la Miglior Colonna Sonora; Premio della Critica; Premio DAUNBAILÒ; Premio del Pubblico.

    La lista delle opere selezionate verrà pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione e gli autori delle opere selezionate saranno avvisati tempestivamente sulla programmazione della loro opera all’interno del Festival.

    Marta Traverso

  • Corte dei Conti: agenti non riconoscibili, democrazia sospesa

    Corte dei Conti: agenti non riconoscibili, democrazia sospesa

    In occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, avvenuta un paio di giorni orsono, il procuratore regionale Ermete Bogetti ed il presidente della sezione giurisdizionale Andrea Russo, hanno affrontato vari temi.

    Sicuramente tra le questioni più importanti menzionate dalla magistratura contabile ci sono l’istruttoria appena avviata per controllare la regolarità delle operazioni relative al polo tecnologico degli Erzelli, finanziato anche con soldi pubblici e l’inchiesta affidata alla Guardia di finanza circa l’utilizzo dei cospicui finanziamenti pubblici per il recupero di Forte Begato che da anni versa in stato di degrado. E ancora le indagini per accertare il danno erariale subito dallo Stato a causa del taglio degli alberi del parco dell’Acquasola nell’ambito del contestato progetto per il parcheggio sotto il parco storico cittadino.

    Ma particolarmente significativo è stato anche il passaggio relativo ai procedimenti avviati dalla procura per chiedere i danni materiali e di immagine ai poliziotti condannati per le violenze durante il G8 di Genova del 2001. In attesa dei giudizi definitivi della Cassazione per procedere contro gli imputati della Diaz e di Bolzaneto, il procuratore Bogetti ha ricordato che si potrebbero già istituire dei processi per quei casi che in sede civile hanno visto lo Stato risarcire alcuni manifestanti aggrediti e picchiati senza motivo.

    Peccato però che sia davvero arduo riuscire ad identificare gli agenti delle forze dell’ordine responsabili di azioni ingiustificate. Bogetti, ricordando l’esperienza torinese quando indagò su un funzionario impegnato in Valsusa durante una manifestazione No Tav, ha sottolineato <<Se si ammette che i singoli operatori non possano essere riconoscibili… vuol dire ammettere che si possa verificare una sospensione delle regole… che non può essere tollerata in uno Stato di diritto>>. Il procuratore ha suggerito un’alternativa <<Per rimediare a tale situazione, sempre che si voglia farlo, non occorrerebbero particolari o costosi strumenti. Sarebbe sufficiente una targhetta adesiva con numeri  o lettere ben visibili apposta sul casco e/o in un altro punto dell’equipaggiamento degli agenti appartenenti ai reparti anti sommossa>>.

     

    Matteo Quadrone

  • Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    Servizio civile verso lo stop definitivo: nessun progetto nel 2013

    «L’esigua disponibilità di fondi assegnati al servizio civile, notevolmente ridotti dalle manovre finanziarie degli ultimi anni, non permetterà, se non ci saranno nuove risorse, la partenza dei volontari nel corso del 2013». Con queste parole il Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi – che ha la delega per quanto riguarda il servizio civile – nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera ha sciolto ogni dubbio circa la difficile situazione in cui si trovano gli enti e i ragazzi che ogni anno beneficiano di questa opportunità.

    La dichiarazione arriva al termine di un periodo molto complesso, che ha portato alla messa a rischio anche per i progetti già in fase di avvio: da un lato la mancanza di fondi sufficienti per retribuire tutti i volontari, dall’altro una sentenza che impone l’apertura del bando anche agli stranieri, hanno portato a un blocco dell’avvio in servizio dei volontari e a partenze che saranno scaglionate per tutto il 2012.

    A oggi molti enti e molti ragazzi sanno che i progetti partiranno entro la fine del 2012, ma senza alcuna certezza precisa sulla data. Al momento il sito ufficiale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile pubblica di mese in mese l’elenco degli enti che possono avviare i progetti.

    Marta Traverso

  • Racconti per tutti i gusti: i mini concorsi di 80144 edizioni

    Racconti per tutti i gusti: i mini concorsi di 80144 edizioni

    La casa editrice 80144 edizioni è alla ricerca di nuovi autori e nuove storie per i volumi che pubblicherà nei prossimi mesi. Per questa ragione ha indetto una serie di mini concorsi letterari, con scadenze scaglionate nei primi mesi dell’anno.

    Di seguito i titoli e le tracce, con relativa scadenza. È ammesso un solo racconto per ogni traccia, da inviare entro la data prefissata all’indirizzo mail cosenuove@80144edizioni.it.

    Titolo 1: Storie da mare (racconti freschi per lettori da spiaggia) – scadenza 29 febbraio 2012
    Traccia: Fa caldo, così caldo che esci dall’acqua in cerca di brezza a riva. Con le mani impiastricciate di sabbia e di crema solare, è meglio stare lontani da tablet e cellulare. Con i piedi che sprofondano nella sabbia bollente raggiungi la sdraio, ti siedi guardando il mare e pensi che se avessi un surf oggi saresti incazzato nero. Lo pensi, sorridi e annusi l’aria ricca di salsedine mentre il telefonino tace, solo la risacca del mare si sente appena. Tutti i bambini sono a casa perché il sole picchia duro e così, sotto gli ombrelloni, è pace assoluta e tu realizzi che nulla potrà farti stare meglio. Invece no, ora hai scoperto questo libro e stai pensando che un bel racconto, tra un bagno e l’altro, può regalarti qualcosa in più: un sorriso, un brivido, una qualsiasi emozione. Non sai quanto hai ragione.

    Titolo 2 : Sei come la mia moto (storie d’amore tra uomini e motociclette) – scadenza 29 febbraio 2012
    Traccia: I motociclisti si somigliano tutti ma a loro non devi dirlo mai. Individualisti, solitari, fratelli di una stessa stirpe di antichi cavalieri, attraversano su due ruote il mondo diviso tra cielo e asfalto e tutto il resto non esiste. Casco e tuta sono l’elmo e l’armatura con cui affrontare i loro draghi: i camion. Le loro donne sono amanti da stringere a se soltanto quando il vero grande amore dorme in garage. Racconti che puzzano di benzina, scritti col vento in faccia per raccontare viaggi che forse non farete mai, sicuramente mai nello stesso modo, perché per un motociclista anche solo l’accensione è ogni volta unica.

    Titolo 3: Cerco casa – scadenza 31 marzo 2012
    Traccia: Vi siete mai imbattuti in situazioni imbarazzanti cercando una casa in affitto? Gli “inquilini” di questo volume sì. Chi direttamente, chi ispirato da fatti letti o sentiti in giro, Gli scrittori ospiti di Cerco casa racconteranno le loro storie lungo queste pagine. Racconti fatti di padroni di casa fuori da ogni logica umana, coinquilini forzati, toponomastica, sfratti e regole di condominio da leggere per prepararsi al peggio, soprattutto se ci si appresta a cercare casa.

    Titolo 4: Se il mondo finisce a dicembre non pago Equitalia. Racconti di ordinaria superstizione – scadenza 30 giugno 2012
    Traccia: Ogni tanto ci annunciano la fine del mondo, succede da millenni. I maya, Nostradamus e diversi altri profeti dimenticati ci hanno lasciato un bel carico di oscure previsioni di catastrofi, eppure siamo ancora qui, con tutti i nostri problemi quotidiani. Forse proprio così nasce la superstizione, dalla paura che un evento ancestrale, sconosciuto e incontrollabile possa influire sulla nostra vita. Ciò non impedisce, però, a molti di cadere vittime di improbabili credenze. Credenze che hanno assunto le forme di gatti neri, civette, scale e toccatine ai genitali, ce ne sono per ogni luogo e per ogni tempo. Quella che segue, tuttavia, non è un’indagine sulle origini della superstizione, ma una collezione di storie sul rapporto a volte esilarante e a volte tragico che la gente ha con la superstizione e con la sua terribile primogenita: la sfiga. Spendeteli questi dodici euro e buona lettura, che tra poco finisce tutto.

    Marta Traverso

  • Giovani architetti: concorso di idee per trasformare la città

    Giovani architetti: concorso di idee per trasformare la città

    Giovani idee per ridisegnare la città, 77 partecipanti, 18 progetti esposti. Sono i numeri finali del concorso lanciato dall’associazione di studenti di architettura, Architecture 4G,  con il patrocinio della facoltà di Architettura dell’Università di Genova e dell’Ordine degli Architetti del capoluogo ligure. Alla Loggia di Banchi, fino al 10 marzo, è possibile ammirare tutti gli elaborati.

    I temi proposti sono 4: le ex aree industriali e il waterfront di Multedo, l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, il centro storico (in particolare Maddalena, De Ferrari, Porto antico) e la sopraelevata.
    Gli ultimi due – centro storico e sopraelevata – hanno suscitato il maggiore interesse degli studenti che hanno lavorato suddividendosi in gruppi alla ricerca di soluzioni innovative, ma allo stesso tempo compatibili con la realtà urbana e l’effettiva fattibilità e sostenibilità delle proposte.

    Obiettivo del concorso era descrivere ed immaginare la città <<Guardando dove tutti gli altri non guardano, verso dettagli che ad altri appaiono invisibili, in modo tale da far emergere tutte le potenzialità inespresse>>, spiega l’associazione Architecture 4G.
    La mostra sarà l’occasione per confrontarsi con i professionisti del mestiere, ma non solo. La speranza infatti è che anche gli amministratori pubblici, attuali ma soprattutto quelli in corsa per guidare Palazzo Tursi, possano osservare con attenzione le idee dei giovani architetti e magari trarne spunto per il futuro.

     

    Matteo Quadrone

     

  • “Aprite quelle porte”: campagna Spi-Cgil per la dignità degli anziani

    “Aprite quelle porte”: campagna Spi-Cgil per la dignità degli anziani

    Aprire le strutture residenziali per anziani ai controlli, affinché sia possibile verificare le condizioni in cui vengono assistiti gli ospiti, accertare la qualità dei servizi e smascherare le eventuali “case di riposo lager” dove gli anziani subiscono maltrattamenti ed abusi. E’ questo il fine della campagna nazionale lanciata dallo Spi-Cgil ed intitolata “Aprite quelle porte. No alle case prigione per gli anziani”.
    Una campagna per il rispetto e la dignità delle persone anziane con cui il sindacato dei pensionati della Cgil chiede che le strutture siano aperte 24 ore su 24 ma anche per sollecitare tutti gli operatori del settore, i parenti e le istituzioni a segnalare i casi di violenze ai danni di chi vi risiede.

    <<C’è bisogno di una grande iniziativa sulle condizioni di vita nelle strutture residenziali per rimettere al centro i bisogni della persona e il diritto degli anziani ad essere assistiti e curati nel modo migliore – ha dichiarato il segretario generale Spi-Cgil, Carla Cantone – Queste strutture non possono essere considerate dei parcheggi per anziani in attesa del fine vita ma devono essere residenze in cui possano vivere un’esistenza dignitosa e il più possibile serena. Chiediamo a tutti di vigilare su eventuali casi di abusi e maltrattamenti e di segnalarli perché nel nostro paese non vi siano più case di riposo lager>>.
    Tutte le segnalazioni potranno essere inviate all’indirizzo mail apritequelleporte@spi.cgil.it oppure per posta presso la sede nazionale dello Spi-Cgil in Via dei Frentani 4/a 00185 Roma.

    La Liguria è particolarmente interessata dall’iniziativa considerato che notoriamente è la regione italiana con la maggiore presenza di persone anziane. Secondo i dati Istat riferibili al 1 gennaio 2011 la popolazione residente in territorio ligure con 65 anni di età raggiunge la considerevole quota del 26,7%. La media nazionale invece si attesta al 20,6%.
    Le strutture residenziali per anziani nel 2010 sono state utilizzate – come ospitalità temporanea o definitiva – da ben 13.959 utenti, 6.311 solo a Genova.
    Consultando la “Guida alle strutture residenziali e centri diurni in Liguria”, curata dalla Regione è possibile conoscere il numero delle strutture presenti sul territorio. In totale sono 273 così suddivise: Asl 1 Imperia 32; Asl 2 Savona 50; Asl 3 Genova 135 (di cui 87 solo nel capoluogo); Asl 4 Chiavari 33; Asl 5 La Spezia 23.

    <<La campagna “Aprite quelle porte. No alle case prigione per gli anziani” parte anche in seguito ad alcuni gravi episodi accaduti in Italia – spiega Anna Giacobbe, Segretaria generale Spi-Cgil Liguria – uno purtroppo ha interessato anche la Liguria, mi riferisco alla recente vicenda dei maltrattamenti presso la casa di cura Borea di Sanremo, comportamenti da codice penale che hanno fatto scalpore, rendendo evidente a tutti quanto sia necessaria un’azione di prevenzione per scongiurare il ripetersi di simili eventi>>.

    <<Il nostro intento è quello di affrontare a tutto tondo il tema delle condizioni di vita degli anziani all’interno delle strutture residenziali – continua Giacobbe – si tratta di una questione quotidiana che va al di là di particolari situazioni critiche. Con ciò voglio dire che determinati standard di qualità devono essere sempre garantiti. Soprattutto per quanto riguarda il livello di dignità personale ed i rapporti con il mondo esterno>>.

    <<Parliamo di strutture che non sono paragonabili alle case di riposo di un tempo – spiega Giacobbe – Oggi le residenze accolgono prevalentemente anziani in difficoltà con condizioni fisiche/mentali già compromesse>>. Persone a cui occorre assicurare il mantenimento di buoni livelli di socializzazione. Fondamentale in questo senso risulta il lavoro di associazioni come l’Auser, la stessa Spi-Cgil e molte altre, che svolgono attività di animazione all’interno delle strutture per anziani.

    <<Donano un po’ di sollievo agli ospiti, garantiscono il contatto con l’esterno e fanno opera di prevenzione rispetto allo svilupparsi di situazioni di criticità>>, afferma il segretario Spi-Cgil. Inoltre e non è un fattore secondario, alleggeriscono il carico di lavoro degli operatori. <<Secondo noi queste azioni devono trasformarsi in consuetudine>>, afferma Giacobbe.

    E non va dimenticata la difficile condizione di partenza in cui si trovano ad agire i lavoratori delle strutture residenziali.  <<Spesso il personale è insufficiente per affrontare la complessa gestione di ospiti così particolari, quali gli anziani – spiega Giacobbe – di conseguenza gli operatori sono sottoposti al fenomeno del burn out (un processo stressogeno che colpisce i lavoratori delle professioni d’aiuto,ndr). In un contesto simile è facile che possano svilupparsi comportamenti scorretti>>.
    Quindi diventa necessario sostenere attivamente tutti i soggetti che si occupano di curare gli anziani: i  lavoratori ma anche gli stessi famigliari dei pazienti.

    <<Le residenze sono sottoposte al controllo di Asl e Comuni, ma non basta – continua il segretario Spi-Cgil – Noi vogliamo introdurre una sorta di “controllo sociale” mediante la creazione di gruppi di famigliari e lavoratori>>.  Bisogna favorire queste aggregazioni perché <<Sono fondamentali anche per promuovere una cultura dei comportamenti corretti da adottare>>, sottolinea Giacobbe.

    Il numero degli anziani è destinato ad aumentare e <<Corriamo il rischio del ripetersi di un comportamento simile a quello verificatosi anni fa nel caso dei malati psichiatrici – denuncia Giacobbe – Ovvero che prevalga l’idea di nascondere alla vista gli anziani, rinchiudendoli in queste strutture>>.

    Il ricorso a farmaci, quali i sedativi, oppure a pratiche di contenzione, secondo la Cgil non deve diventare di uso comune. <<Sono necessari ben altri strumenti – afferma il segretario Spi-Cgil – innanzitutto ci vuole personale sufficiente in ogni struttura e poi bisogna aprire le residenze al maggior numero possibile di attività di animazione>>. L’azione delle associazioni infatti risulta cruciale soprattutto a favore di anziani soli, privi del supporto famigliare. <<La solitudine sia all’interno sia fuori da queste mura è sicuramente uno dei problemi più urgenti da affrontare>>, sottolinea Giacobbe.

    Nei mesi di aprile e maggio la Spi-Cgil ligure proporrà delle iniziative pubbliche per sensibilizzare i cittadini su questi temi e promuovere delle proposte concrete di intervento.

    Anche perché <<Nel prossimo futuro a causa dei tagli a livello nazionale potrebbe verificarsi una contrazione negativa a livello di posti disponibili nelle strutture residenziali – conclude il segretario Spi-Cgil – Tagli che ovviamente si ripercuoteranno sulla qualità dei servizi offerti>>.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

     

  • Cosa fare delle vecchie cabine telefoniche? Spazi di bookcrossing

    Cosa fare delle vecchie cabine telefoniche? Spazi di bookcrossing

    cabina telefonoBisogna essere assai creativi nonché rispettosi dell’ambiente per ideare nuove formule di recupero di spazi che finirebbero altrimenti abbandonati o dismessi: è il caso delle cabine telefoniche, ormai utilizzate da pochissime persone e che in molti Comuni stanno lentamente scomparendo.

    Da New York arriva una curiosa quanto interessante via per non rendere inutilizzati questi “pezzi di vita” che prima dell’avvento dei cellulari erano più che mai utili e preziose per tutti noi: riempirle di libri e trasformarle in aree per il bookcrossing. Un’idea dell’architetto John Locke che coniuga tre elementi importantissimi: cultura, recupero creativo, arredo urbano.

    Che ne pensate? Vi piacerebbe un progetto come questo anche a Genova?

    Marta Traverso

  • Gioco d’azzardo e scuola: no alla campagna “Giovani e Gioco”

    Gioco d’azzardo e scuola: no alla campagna “Giovani e Gioco”

    Attorno alla questione del gioco d’azzardo continuano a moltiplicarsi iniziative ed autorevoli denunce, a riprova che il fenomeno sta assumendo sempre maggiore interesse nell’opinione pubblica – e questo rappresenta senza dubbio un fatto positivo – ma allo stesso tempo è la conferma di quanto sia sempre più dilagante quella che viene considerata una vera e propria malattia, la cosiddetta ludopatia.

    L’allarme questa volta chiama in causa il mondo della scuola ed è stato lanciato da Associazione ligure pediatri, Coordinamento presidenti scuole della Provincia di Genova, Società italiana alcologia ed Assoutenti Liguria.
    A destare preoccupazione è la presunta campagna educativa dei Monopoli di stato “Giovani & Gioco” il cui obiettivo è introdurre tra i giovani il concetto di “gioco responsabile”. Secondo i promotori della mobilitazione – che mira a sensibilizzare i parlamentari liguri, le amministrazioni locali, il mondo della scuola e le pubbliche amministrazioni sulla gravità del fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardoquesta iniziativa più che rappresentare una misura di prevenzione, rischia di trasformarsi in una sorta di pubblicità mascherata. Sulla falsa riga degli spot ufficiali che scorrono quotidianamente sugli schermi tv delle famiglie italiane per promuovere il gioco “pubblico” (lotterie dello stato, lotto, superenalotto, bingo e scommesse sportive, giochi online, gratta e vinci, slot machine, ecc.) e trasmettere l’illusione che sia possibile “giocare responsabilmente”.

    Ma se per alcune persone il gioco rappresenta un passatempo per molte altre è fin troppo facile cadere in un vortice che in un brevissimo arco di tempo è in grado di trasformare l’ebbrezza del rischio in patologia. Un desiderio compulsivo difficile da tenere a freno, una “dipendenza senza sostanze” che si concretizza nel forte desiderio di provare le emozioni legate al gioco ed alla scommessa. Solo assecondando questo impulso il “malato di gioco” si sente meglio. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), la ludopatia (o gioco d’azzardo patologico) coinvolge il 3% della popolazione adulta, ovvero un milione e mezzo di italiani.

    Proprio a partire da questi presupposti nasce l’appello delle associazioni di medici e presidenti delle scuole, che si sono attivate al fine di far ritirare la proposta educativa dei Monopoli di stato “Giovani & Gioco”, prima che essa approdi anche in Liguria.
    <<In questo anno scolastico la campagna si sta effettuando nelle Regioni Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Lombardia a “favore” degli studenti delle scuole superiori – spiegano i promotori – ma il progetto è addirittura di estenderla agli studenti delle scuole medie>>.

    Il concetto di “gioco responsabile” che i Monopoli di Stato intendono trasmettere agli studenti, proprio non va giù alle associazioni, anche perché qui non parliamo di “gioco”, inteso nella sua accezione positiva, capace di stimolare menti e corpi dei bambini, bensì di gratta e vinci, lotterie e poker online.
    La campagna insomma, secondo i medici e i presidenti delle scuole genovesi <<Abbassa ulteriormente la guardia su un tema gravissimo come la dipendenza da gioco ed introduce in maniera ingannevole la teoria che un po’ di gioco fa bene come modello educativo e di crescita della personalità>>.

    Le associazioni chiedono che Prefetti Autorità di Pubblica Sicurezza <<dispongano maggiori controlli e interventi tesi a reprimere l’utilizzo di slot machine da parte di minori negli esercizi pubblici della regione>>. Infine sollecitano il Direttore Regionale Scolastico e l’Assessore Regionale all’Istruzione affinché <<sostengano una campagna di dissuasione del gioco d’azzardo (lotterie incluse)>>, perché stiamo parlando di <<un illusorio strumento di evasione dalla realtà e di facile arricchimento>> che spesso conduce persone normali alla rovina non solo economica ma anche affettiva.

     

    Matteo Quadrone

     

  • K.lit festival dei blog letterari: aperti due concorsi per artisti

    K.lit festival dei blog letterari: aperti due concorsi per artisti

    pittoreIl 7 e 8 luglio 2012 a Thiene (VI) si terrà la prima edizione del festival dei blog letterari, organizzato dal blogger Morgan Palmas.

    Non saranno conferenze, non saranno monologhi, sarà come entrare in un caffè letterario d’un tempo a sbirciare una chiacchierata informale sui temi caldi dell’attualità, intervallati da un turbinio di attività artistiche“: questa la missione delle due giornate, così com’è descritta sul sito ufficiale di K.Lit.

    A corredo del festival sono stati indetti due concorsi per artisti, entrambi gratuiti e con scadenza 31 marzo 2012. Il primo è rivolto a disegnatori per ideare il logo del Festival. I partecipanti potranno caricare la loro opera sul sito del festival entro la scadenza prefissata, e nel corso del mese di aprile le opere saranno condivise su vari social network: una giuria sceglierà il vincitore, che diventerà il logo ufficiale del festival. All’autore del logo vincitore sarà data in premio una crociera per due persone.

    Il secondo concorso è rivolto a fotografi, artisti visivi e artisti di strada, che avranno la possibilità di animare i due giorni del festival con le loro opere, secondo queste categorie: danza, teatro, musica, arti figurative e cinema. Le opere da caricare sul sito dovranno preferibilmente essere affini a uno dei sette temi del festival: editoria, diversità e abilità, infanzia e adolescenza, scuola e accademia, ambiente e società, uomo e donna, viaggi e cultura. I primi tre classificati avranno la possibilità di esibirsi durante il festival.

    Marta Traverso

  • Pazzi scatenati: un libro su usi e abusi dell’editoria in Italia

    Pazzi scatenati: un libro su usi e abusi dell’editoria in Italia

    Sabato 25 febbraio (ore 18) la libreria Booksin di vico del Fieno ospita la presentazione del libro-inchiesta di Federico di Vita sul tema delle piccole e medie case editrici, dal titolo Pazzi scatenati – usi e abusi dell’editoria italiana (Effequ editore).

    Il libro raccoglie una serie di interviste e testimonianze che svelano alcuni aspetti inediti e poco noti del lavoro di molte case editrici: la catena di contatti e interessi che (non) portano i libri di tanti editori in libreria, le difficoltà legate a promozione e distribuzione, lo sfruttamento di molti giovani laureati sotto l’apparenza di “stage” e/o “esperienze formative”.

    Marta Traverso

  • L’alieno: a Prà nasce una nuova associazione culturale

    L’alieno: a Prà nasce una nuova associazione culturale

    alienoSabato 25 febbraio il quartiere genovese di Prà si apre per una serata di musica e arte che festeggia la nascita di una nuova associazione culturale.

    L’alieno avrà sede in piazza Bignami 3 r e si propone come un luogo d’incontro per i giovani e per tutti coloro che si interessano di musica e arti visive, in particolare aspiranti autori che vogliono condividere la loro passione e le loro opere con gli altri.

    Nei locali dell’associazione saranno messi a disposizione dei soci i seguenti materiali:
    -risorse multimediali audio (CD)
    -risorse multimediali video (VHS e DVD)
    -fumetti e graphic novel
    -riviste fuori catalogo di fumetto, musica e fotografia
    -libri per approfondimenti tematici su street art, fotografia, musica

    L’inaugurazione di sabato prossimo (a partire dalle 18) sarà un open day aperto a tutti con aperitivo e Dj set. Nel corso dell’evento sarà possibile visitare il locale e diventare socio dell’associazione.

    Per maggiori informazioni si può contattare l’indirizzo mail lalienocity@yahoo.it.

    Marta Traverso

  • Ospedale Villa Scassi: l’Idv chiede di rivedere i tagli

    Ospedale Villa Scassi: l’Idv chiede di rivedere i tagli

    Un ordine del giorno, destinato a far discutere quando la prossima settimana approderà in aula. È quello presentato martedì in consiglio regionale dall’Italia dei valori – primo firmatario il  consigliere Stefano Quaini (presidente della Commissione Sanità) – e non siglato dal Partito Democratico.

    Considerato che a breve sarà pianificata la nuova organizzazione delle Strutture complesse e semplici da parte della Direzione Generale dell’ASL3, l’o.d.g. impegna la Giunta <<ad attivare a livello dell’ospedale Villa Scassi tutte le migliori sinergie cliniche e soluzioni organizzative sino a quando non sarà operativo un nuovo nosocomio>>. Tradotto si chiede di rivedere il progetto dei tagli previsti.

    E sì perché fin quando il famoso e sempre rinviato Ospedale del Ponente non sarà realizzato, secondo l’Italia dei valori, è necessario che l’ospedale di Sampierdarena non perda importanti strutture cliniche.
    Il “Villa Scassi” attualmente è sede di DEA di 1° Livello ed inoltre <<la divisione di Chirurgia vascolare e la Struttura semplice e Dipartimentale di Chirurgia toracica rappresentano realtà fondamentali per il trattamento di pazienti afferenti al DEA sia in regime di elezione che in regime di emergenza>>.

    <<ad oggi nessun atto formale individua il percorso che porterà alla costruzione dell’Ospedale del Ponente Genovese e pertanto di fatto l’Ospedale “Villa Scassi” rimane l’unico nosocomio di riferimento in questo raggio geografico per funzioni ed attività>>. In pratica il solo presidio rimasto sul territorio, in grado di dare risposte cliniche non solo a tutto il Ponente, ma anche a Valpolcevera e Valle Stura.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Cocacolla chiude per plagio: il web si mobilita contro la censura

    Cocacolla chiude per plagio: il web si mobilita contro la censura

    cocacolla blogPuò una lettera in apparenza innocua come la L provocare l’ultimo di una lunga serie di episodi di censura che stanno mobilitando il web?

    All’inizio di febbraio una nota azienda produttrice di un’altrettanto nota bevanda – di cui non faremo nomi per motivi di privacy – ha chiesto e ottenuto la chiusura di un blog italiano che parla di arte, design, lifestyle e temi affini. Il nome del blog è Cocacolla ed è nato nell’aprile 2010.

    Lo staff del blog ha ricevuto due lettere di diffida da parte della nota azienda: per non incorrere in una difficile e costosa battaglia legale, ha scelto di chiudere e cambiare nome al blog. Il delicato momento avrà luogo il prossimo 5 marzo, ma lo staff del blog è già pronto a ripartire con un nuovo nome per portare avanti il suo progetto. Non prima di aver denunciato la cosa sul web, un tam tam che da ieri pomeriggio si è diffuso a macchia d’olio sui blog e sui social network, creando su Twitter l’hashtag #supportcocacolla.

    Marta Traverso

  • Noi sotto questo cielo muto: ricordi ed esperienze dei detenuti

    Noi sotto questo cielo muto: ricordi ed esperienze dei detenuti

    Venerdì 24 febbraio alle ore 21.00 (con replica Sabato 25) debutta in Sala Dino Campana “Noi sotto questo cielo muto” di Simonetta Guarino e i detenuti della Casa Circondariale di Marassi, un laboratorio-spettacolo dei corsi di teatro de La Falegnameria della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse con la regia di Simonetta Guarino, interpretato dagli allievi del corso base di recitazione.

    <<“Noi sotto questo cielo muto” è il frutto di un laboratorio di scrittura teatrale che ho condotto nel Centro Clinico della Casa Circondariale di Marassi per i detenuti che partecipano al progetto A27 della Cooperativa “Il Biscione” – spiega Simonetta Guarino, autrice di testi per il teatro e per il cabaret, collabora con il Teatro della Tosse, il Teatro dell’Archivolto ed il Teatro Stabile – Abbiamo iniziato a raccogliere materiale di scrittura nel dicembre 2007 ed è nato in circa trenta incontri di due ore con i detenuti che, di volta in volta e in piccoli gruppi, improvvisavano insieme a me dialoghi e sviluppi drammaturgici>>.

    <<Il tentativo era di coniugare la rielaborazione di ricordi ed esperienze autobiografiche con la creatività e la fantasia per creare “un luogo libero del pensiero” all’interno di un ambiente coercitivo, asfittico e disperante – continua Guarino che da più di 25 anni conduce in Liguria laboratori teatrali per adulti e ragazzi e dal 2007 collabora  con la Cooperativa “Il Biscione” –  Parte del materiale raccolto è esperienza autobiografica, così come lo sono poesie e lettere. Gli attori e le attrici del corso di recitazione prestano, con sensibilità e delicatezza,voce e corpo alle parole di circa quaranta detenuti consentendo una legittima evasione di pensieri, rivendicazioni e fragilità>>.

     

     

     

     

     

  • Farmacia Serra di Voltri, quando la salute è 2.0

    Farmacia Serra di Voltri, quando la salute è 2.0

    Il loro blog è al nono posto della classifica ebuzzing dei blog a tema Salute. Hanno un canale di vendita e-commerce, oltre 400 amici su Facebook, quasi mille follower su Twitter, un profilo su Foursquare e sul loro canale YouTube spiegano ai genitori come usare un termometro wireless o un biberon autoriscaldante. Non solo: hanno da poco aperto una zona Wifi in cui chiunque navigare gratuitamente, e che a poche settimane dalla sua inaugurazione conta una media di 20/30 accessi giornalieri.

    Tutto questo appare molto più interessante se si pensa che stiamo parlando di una farmacia di Voltri. Abbiamo incontrato Edoardo e Maddalena Schenardi, titolari della Farmacia Serra.

    Cosa porta una farmacia apparentemente “di periferia” a diventare un punto di riferimento della comunicazione web?

    Tutto è nato per divertimento, il nostro interesse al web non è strettamente collegato al nostro lavoro, è qualcosa che si è evoluto man mano nel tempo. Senza dubbio essere presenti sul web porta via molto tempo e risorse, è un impegno costante perché se qualcuno ci chiede un consiglio o ci fa un’ordinazione dobbiamo essere tempestivi nel rispondere, il web non conosce sabati, domeniche né periodi di ferie. La ragione per cui ad esempio non ci siamo ancora iscritti a Pinterest è proprio il rischio di non avere il tempo sufficiente per gestirlo.

    La nostra presenza sul web non ci porta necessariamente ritorni sul lavoro: se una persona che vive dall’altra parte di Genova ci invia tramite Facebook le foto del figlio con i pidocchi – esempio di un fatto realmente avvenuto – e noi gli consigliamo quale prodotto usare, poi magari va a comprarlo nella farmacia sotto casa.

    Quello che però conta di più, e che ci spinge a farlo, è che Internet è un modo come un altro per parlare con la gente, esattamente come facciamo con i nostri clienti qui in farmacia. È un modo come un altro di lavorare. La cosa che più conta sul web è avere qualcosa da dire: se non ci divertissimo, non lo faremmo.

    Quali sono gli aspetti più interessanti della vostra presenza online?

    Noi abbiamo quattro figli, e attraverso la Rete abbiamo scoperto moltissimi prodotti che da ogni parte del mondo vengono ideati per agevolare i genitori. Spesso sono oggetti che le famiglie inventano in modo “casalingo”, sperimentano sui propri figli e poi brevettano e mettono in commercio: grazie a Internet possono venderli in ogni parte del mondo. Qui abbiamo prodotti importati da Stati Uniti, Nord Europa e così via, realizzati non da grandi aziende ma da genitori-designer, che noi stessi abbiamo testato sui nostri figli e poi messo in vendita. Il canale YouTube è nato proprio per questo scopo, perché mostrare in video come si usa un prodotto è molto più facile che spiegarlo.

    Non solo: proprio grazie a Internet abbiamo scoperto che non bisogna andare troppo lontano per trovare realtà interessanti. Sul web abbiamo scoperto LaitBaby, azienda genovese che commercializza prodotti per bambini: qui in negozio abbiamo in esposizione una culla trasparente, che consente ai genitori di avere sempre sotto gli occhi i movimenti del bambino. Senza Internet non avremo mai saputo della loro esistenza.

    È curioso che aziende genovesi che lavorano nello stesso ambito e potrebbero attuare dei progetti insieme non abbiano gli strumenti per sapere una dell’esistenza dell’altra: come mai secondo voi?

    È uno dei difetti di Genova: questa città ospita alcune delle personalità più interessanti del web, solo che a Genova nessuno lo sa. Noi stessi abbiamo avuto dei contatti da parte di molte persone provenienti da tutta Italia, abbiamo partecipato a numerosi eventi e blogger di fama nazionale hanno parlato di noi, ma un’analoga attenzione da parte dei genovesi è arrivata in un secondo tempo.

    Sarebbe bello che qualcuno organizzasse in modo stabile degli appuntamenti informali, tipo cene o aperitivi, perché ad esempio tutti i blogger genovesi possano incontrarsi anche di persona.

    Marta Traverso