Autore: erasuperba

  • Associazione Ponente che Balla: a Voltri un festival sulle diversità

    Associazione Ponente che Balla: a Voltri un festival sulle diversità

    voltri-passeggiataDa venerdì 26 a domenica 28 luglio 2013 l’associazione Ponente che balla animerà Genova Voltri per la sesta edizione festival TraVoltri dagli E20: si tratta di un’iniziativa che da alcuni anni si svolge in piazza Caduti Partigiani Voltresi, area che collega le vie interne del quartiere alla passeggiata a mare e che sarà oggetto di un’importante riqualificazione (leggi i dettagli del progetto su Era Superba).

    Il titolo di questa edizione è In-differenze, che pone dunque l’accento sul tema delle diversità: «Riteniamo che la diversità sia un valore per la societàAbbiamo preso spunto dall’attualità, dato che a Genova è stato approvato di recente il registro delle unioni civili – ci spiega Giorgio Puppo di Ponente che Balla – Il presidente della nostra Associazione è membro di Arcigay Approdo, pertanto abbiamo coinvolto l’associazione – insieme ad Agedo e Famiglie Arcobaleno – per uno dei dibattiti che si terranno durante l’evento. Più in generale, con “diversità” si può intendere qualsiasi realtà che crea modelli di vita e di sviluppo non convenzionali, anche per quanto riguarda la produzione e il consumo. Per esempio una delle associazioni con cui collaboriamo di più è Terra! Onlus».

    Il programma del Festival (leggi i dettagli in agenda eventi) prevede concerti a ingresso gratuito, apericena con specialità gastronomiche locali e momenti di dibattito: questi ultimi, a partire dalle 18, consistono rispettivamente in un confronto su unioni civili, matrimoni tra persone dello stesso sesso e omogenitorialità (sabato 27) e nel racconto di esperienze virtuose di consumo sostenibile e rispetto del territorio, fra cui la pesca-turismo (domenica 28). «Sono due temi distinti, ma non così lontani: la nostra società tende a proporre un’omologazione sia dei consumi, sia della vita sociale delle persone, generando spesso stereotipi e comportamenti basati su una scarsa informazione: lo scopo di questi due incontri è informare i cittadini sull’esistenza e l’operato di realtà del territorio e generare una discussione costruttiva, non polemica».

    In ultimo, ma non meno importante, l’obiettivo di Ponente che Balla attraverso questo evento è far conoscere Voltri ai genovesi: «uno dei nostri soci è architetto e ogni anno progetta un allestimento scenografico per decorare la piazza. In questo momento è un “non luogo”, utilizzato solo come passaggio ma che non offre alcun servizio ai cittadini: questi eventi costituiscono anche un modo per farla vivere e per ricordare la necessità di riqualificare lo spazio quanto prima»

    Marta Traverso

  • Silos piazza Solari: l’iter si allunga, verifiche degli uffici comunali

    Silos piazza Solari: l’iter si allunga, verifiche degli uffici comunali

    san fruttuoso 1Si allungano i tempi per chiudere l’iter del contestato progetto per la realizzazione del maxi auto-silos a cinque piani in Piazza Solari a San Fruttuoso, pratica che un mese fa sembrava già cosa fatta. Il rischio idrogeologico in una zona iper cementificata rimane la discriminante fondamentale in grado di far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. La presenza di un rivo sotterraneo di cui si sono perse le tracce – come da sempre ricorda la “memoria storica” del quartiere – potrebbe cambiare radicalmente le carte in tavola. Adesso i tecnici di Palazzo Tursi sono chiamati a valutare questo elemento.
    La Commissione consiliare Territorio, svoltasi la settimana scorsa, ha aperto la porta ad un esito non scontato del procedimento: gli uffici comunali, infatti, stanno esaminando ulteriore documentazione – relativa agli aspetti geologici e di inquinamento ambientale – presentata dal Comitato Protezione Bosco Pelato e Residenti.
    «Lo strumento dell’assemblea pubblica in cui il Municipio Bassa Valbisagno ha invitato l’Istituto Contubernio D‘Albertis a rendere pubblico quel che c’era da sapere, con proiezioni e informazioni a disposizione dei cittadini, ha permesso che il dissenso trovasse modo di esprimersi – spiega Giuseppe Pittaluga, consigliere municipale Fds – In quell’occasione, tra gli argomenti sostenuti dagli abitanti, è emersa la testimonianza di un anziano sul corso d’acqua, il piccolo canneto e l’infanzia passata a pescar le rane. Proprio quel ricordo dai tratti bucolici dà origine all’elemento oggi fondamentale».
    In Commissione consiliare, soprattutto dopo il sopralluogo e maggiori approfondimenti, si percepisce una nuova sensibilità. È stato sufficiente che i consiglieri comunali si rendessero conto della realtà dei fatti per modificare un primo approccio che in generale pareva almeno possibilista riguardo al via libera ai lavori. Adesso all’orizzonte si profila l’opportunità di una scelta politica in controtendenza capace di decretare lo stop di un iter progettuale quasi concluso. Un precedente importante che farebbe scuola.

    Da parte sua l’Istituto Contubernio si è dichiarato pronto a richiedere i danni al Comune in caso di diniego delle autorizzazioni necessarie. Secondo loro il permesso a costruire sarebbe un atto dovuto vista la legittimità del progetto.
    Di parere opposto è il comitato che ritiene l’opera non conforme alle norme «Perché non è un parcheggio interrato visto che è fuori terra per oltre 7 metri e nella peggiore delle ipotesi anche per 15 – sottolinea l’avvocato Daniele Granaro – Il permesso di costruire non è un atto dovuto e il mancato rilascio non espone il Comune al risarcimento di danni».
    Chi, invece, è convinto che non si possa più tornare indietro è il vicesindaco Stefano Bernini «Noi abbiamo una responsabilità di continuità amministrativa. L’iter di questo progetto era ad un punto tale che non abbiamo potuto assumere un atteggiamento diverso e, sulla base degli elementi che abbiamo, possiamo agire solo su alcuni aspetti che possono mitigare l’impatto dell’opera»
    «Per il vicesindaco pare che sia consequenziale approvare e continuare le scellerate scelte dell’amministrazione precedente, dichiarando una continuità che vanifica speranze e progettualità del fantomatico “nuovo corso” che faceva della partecipazione civica alle scelte un cavallo di battaglia – sottolinea Pittaluga, presente alla Commissione consiliare di Palazzo Tursi – Secondo Bernini la faccenda “poteva essere chiusa lì”, all’interno del palazzo, senza avvertir chicchessia e ancora grazie che invece si sono resi disponibili. Come se questo fosse “bontà loro”».

    Oggi la situazione, alla luce della seduta di Commissione consiliare, è la seguente: «Fds, Sel, Idv, Lista Doria e qualche consigliere del Pd, oltre che M5s e il consigliere Pdl Guido Grillo, pare siano per un diniego a costruire in linea di massima – continua Pittaluga – A onor del vero il consigliere Claudio Villa ha addirittura chiesto un documento politico in cui si esprima l’inopportunità dell’opera». Dunque il fronte del no viene allo scoperto e annuncia la presentazione di un ordine del giorno. «Vedremo se il consiglio comunale riuscirà ad avere la meglio sul partito del cemento», conclude Pittaluga.

     

    Matteo Quadrone

  • Gezmataz, Rarenoise Night: concerto al Porto Antico

    Gezmataz, Rarenoise Night: concerto al Porto Antico

    musica-concerti-pianoforteLunedì 22 luglio 2013 nuovo appuntamento con Gezmataz Festival, la rassegna di concerti che da dieci anni si organizza in estate al Porto Antico. Questa sera è la volta di Rarenoise night, la serata dedicata all’etichetta anglo-italiana – con sede a Londra – dedicata al jazz di confine e ai contatti costanti con il gotha della musica internazionale d’avanguardia.

    Questa sera vedremo esibirsi sul palco della Piazza delle Feste i Mole Trio e gli italiani Berserk! (inizio concerto 21.30 costo biglietto 15 €).

    Due persone hanno inoltre avuto la possibilità di vincere biglietti gratis per il concerto, grazie al contest organizzato su Era Superba.

    Questi i prossimi appuntamenti di Gezmataz 2013: martedì 23 luglio Doc concert, mercoledì 24 Acs Trio.

    Infine a Palazzo Ducale prosegue fino a mercoledì 24 luglio la mostra fotografica Happy jazz: 10 anni di Gezmataz.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Teatro dell’Archivolto: il programma del cartellone 2013 / 2014

    Teatro dell’Archivolto: il programma del cartellone 2013 / 2014

    teatro-archivoltoSono già state presentate alcune anticipazioni dalla stagione 2013 / 2014 al Teatro dell’Archivolto, che dopo un anno di difficoltà economiche – in cui si è visto forte il grande sostegno dei genovesi grazie a una raccolta firme e a un flash mob – riprende le sue attività a partire da settembre.

    La campagna abbonamenti è già aperta, con la possibilità di usufruire di uno sconto per chi si abbona entro il 31 luglio (120 € anziché 135 € su dieci ingressi, anche più di una persona per singolo spettacolo – info 010 6592 220 e promo@archivolto.it).

    Questi i primi spettacoli in cartellone, Si parte fra settembre e ottobre (date ancora da definire) con Archivolto Viva, tre serate speciali a sostegno del Teatro con Claudio Bisio, Stefano Bollani, Neri Marcorè (fuori abbonamento)

    Il debutto è lunedì 28 ottobre con una nuova produzione Teatro dell’Archivolto, Spazi bianchi diretto da Giorgio Gallione dal testo di Paul Auster, con coreografie di Giovanni Di Cicco e musiche originali di Stefano Bollani. Un’altra opera di Auster, L’invenzione della solitudine sarà in scena il 22 e 23 novembre con Giuseppe Battiston, una co-produzione Teatro dell’Archivolto / Teatro Stabile di Genova sempre diretta da Gallione.

    Sabato 2 e domenica 3 novembre torna Ascanio Celestini con Discorsi alla nazione, in collaborazione con Teatro Stabile di Genova. Altri ospiti di prestigio saranno Gianrico Carofiglio con La manomissione delle parole (6 dicembre), Stefano Benni con Il poeta e Mary (13 dicembre) e La misteriosa scomparsa di W (17 – 18 gennaio, in scena Ambra Angiolini).

    A metà novembre si ripropone lo spettacolo di Giorgio Gallione Berlinguer. I pensieri lunghi, mentre il 23 gennaio arriverà il giornalista Federico Rampini che presenta Occidente estremo.

    Venerdì 29 novembre torna il consueto appuntamento La notte degli scrittori in collaborazione con Einaudi: ospiti di quest’anno sono Giancarlo De Cataldo, Carlo Bonini, Diego De Silva, Michela Murgia, Francesco Piccolo, Wu Ming. Altri scrittori che saranno presente all’Archivolto sono Massimo Carlotto (31 gennaio – 1 febbraio 2014) con Crime stories Daniel Pennac (11 marzo 2014) con uno spettacolo ispirato al suo ultimo libro Le journal du corp.

    Giovedì 6 febbraio 2014 va in scena Pinocchio di Babilonia Teatri, spettacolo nato da un laboratorio a cui hanno preso parte persone uscite dal coma. A seguire il nuovo spettacolo di Emma Dante Le sorelle Macaluso (14 – 15 febbraio) e infine – a marzo – Beatles Submarine con Neri Marcorè e la Banda Osiris (1 – 4 marzo) e Apocalisse con Ugo Dighero, costruito su tre racconti di Niccolò Ammaniti.

  • What’s up Genova: una rubrica online a servizio delle buone idee

    What’s up Genova: una rubrica online a servizio delle buone idee

    scrivere-scrittura-2Chi frequenta i social network sa che da qualche tempo circola su Twitter l’hashtag #genovamuore: si tratta di un’espressione nata in chiave provocatoria, ma che ha provocato di fatto un triste effetto boomerang, poiché molte persone lo hanno utilizzato per scrivere gli ennesimi lamenti & mugugni fini a se stessi sulla città.

    Al tempo stesso, tuttavia, sono nate anche iniziative di replica che hanno l’obiettivo di mostrare che a Genova esistono persone, associazioni, imprese e realtà che si impegnano per concretizzare progetti nuovi che diano un ritorno positivo anche alla città. Ne è un esempio, sempre su Twitter, l’hashtag #GenovaViva, ma anche la lodevole iniziativa di tre tirocinanti presso il Centro Informagiovani del Comune di Genova.

    Federico Zappone, Valentina Russo e Sabrina Bruzzone hanno infatti creato What’s up Genova?, una rubrica che vuole dare spazio alle realtà “giovani e attive” che quotidianamente incontrano nel loro lavoro. Anche noi di Era Superba siamo stati intervistati (l’articolo sarà online nelle prossime settimane sul sito web di Informagiovani), e abbiamo colto l’occasione per chiedere ai ragazzi qualche dettaglio in più sul progetto.

    «Il nostro progetto di tirocinio è legato a Genova Smart City: nello specifico, Sabrina si occupa di comunicazione e redazione web, Valentina della gestione banca dati e Federico degli eventi Gradinata Informagiovani (a cui ha partecipato anche Era Superba lo scorso 6 novembre, ndr). Abbiamo unito i tre filoni progettuali per dare vita a un prodotto “nostro”, che potesse fornire un contributo alle attività del Centro. Dopo un periodo di brainstorming abbiamo scelto di creare una rubrica per raccontare, ogni settimana, le esperienze di chi si è messo in gioco con un proprio progetto. Le prime “tappe” della rubrica hanno riguardato l’associazione Open Genova (qui il link alla puntata dedicata su What’s up Genova), il progetto Barcamper (qui il link alla puntata dedicata su What’s up Genova) e – queste ultime ancora da pubblicare – la rivista per iPad Goa Magazine e il Gruppo Giovani Riuniti. Con alcune di queste realtà siamo venuti in contatto durante gli incontri di stakeholder engagement, mentre di altri abbiamo scoperto l’esistenza tramite rassegna stampa».

    Qui trovate l’articolo di What’sUp Genova che racconta Era Superba.

    Chi vuole mettersi in contatto con i tre autori della rubrica, allo scopo di illustrare progetti e idee, può inviare una mail a scvinformagiovani@comune.genova.it.

    Marta Traverso

  • Acquisto biglietti via sms: Amt aggiusta il tiro

    Acquisto biglietti via sms: Amt aggiusta il tiro

    autobus-amt-1Dopo il nostro articolo sulle carenze del servizio di Amt per quanto riguarda l’acquisto biglietti via sms e l’anticipazione di un imminente cambio di rotta, ecco il comunicato diffuso oggi dall’ufficio stampa dell’Azienda Mobilità e Trasporti.

    Da oggi Amt Genova, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo ligure, offre ai suoi  passeggeri la possibilità di acquistare da cellulare e smartphone i biglietti ordinari solo rete urbana Amt, addebitando il costo direttamente sul credito o sul conto telefonico.

    Il servizio di Mobile Ticketing, disponibile per i clienti di Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind e 3 Italia, è realizzato in collaborazione con Netsize (azienda del gruppo Gemalto) e consente di acquistare il biglietto solo Amt inviando un semplice SMS, senza bisogno di operazioni di pre-registrazione o dell’utilizzo di una carta di credito.

    Amt dimostra di voler continuare ad investire su soluzioni innovative che permettano una migliore fruizione del trasporto pubblico locale e affianca questo servizio ad altre iniziative avviate già da tempo in materia di “infomobilità” (Infobus sms e web, Amt mobile, Amt App).

    Con il Mobile Ticketing non solo si semplifica l’acquisto, ma si risolve anche il problema della reperibilità dei biglietti, in qualsiasi luogo e momento, estendendo di fatto la rete di vendita a tutti i possessori di un telefono cellulare.

    La modalità di acquisto via sms con il credito telefonico è stata resa possibile dal decreto Digitalia, e gli operatori telefonici stanno progressivamente estendendo il servizio, dal momento che la formula riscuote ampio consenso nelle città in cui è già stata introdotta (Firenze, Bari e Savona).

    “Questa evoluzione del sistema semplifica molto la possibilità di acquistare il biglietto via sms da parte dei nostri clienti – precisa Livio Ravera amministratore unico di Amt – è un’opportunità che abbiamo sfruttato grazie all’evoluzione della tecnologia ed al supporto degli operatori telefonici. Oggi possiamo puntare a far crescere il numero degli acquirenti via sms, offrire loro un’ulteriore possibilità di acquisto, tenendo presente che abbiamo una rete di vendita tradizionale già molto estesa che conta circa mille punti su tutto il territorio. Con il biglietto facile via sms contiamo di avere uno strumento in più per agevolare la reperibilità dei titoli di viaggio anche nelle ore serali e nei giorni di festa”.

    “L’iniziativa di Amt si inserisce perfettamente tra le soluzioni smart che possono semplificare la vita dei cittadini – commenta Anna Dagnino assessore alla mobilità del comune di Genova –  E’ uno  sforzo che, con soddisfazione, vedo realizzato in questo caso anche nel trasporto  pubblico, servizio essenziale che, nonostante stia attraversando una difficile fase economica, non rinuncia all’innovazione”.

    L’acquisto del titolo di viaggio è semplice e immediato: prima di salire sull’autobus, è sufficiente inviare un SMS con il testo AMT al numero 4850209. Il biglietto arriva in pochi secondi via SMS e per 110 minuti dalla richiesta permette di viaggiare su tutte le linee Amt (esclusi Navebus e Volabus). Il costo è di 1.50 €, a cui si aggiunge il costo dell’SMS di richiesta (che può variare in funzione dell’operatore di appartenenza). La validazione è automatica e non è necessaria alcuna obliterazione.

    La transazione avviene attraverso i più avanzati standard di sicurezza, con una gestione criptata dei dati e una connessione diretta ai sistemi di tariffazione degli operatori.

    In caso di verifica è sufficiente mostrare al verificatore il biglietto ricevuto via SMS. L’azienda ricorda che fa fede l’orario di fine validità indicato sull’SMS ricevuto dal proprio operatore e che l’invio ritardato del messaggio, o fatto direttamente a bordo, può essere sanzionato come “timbratura a vista”.

    Questo servizio rende più semplice la vita dei viaggiatori, in particolare in orari serali, notturni o nei giorni festivi, risolvendo di fatto il problema della reperibilità. Permette inoltre di risparmiare il costo di esazione a bordo di € 1, applicato quando il titolo di viaggio viene comprato dall’autista.

    Le modalità di accesso al nuovo servizio di biglietto elettronico saranno promosse sugli autobus mediante avvisi e vetrofanie a bordo, con affissioni alle paline e alle pensiline di attesa, oltre che sul sito internet di Amt Genova.

  • Lavori sul rio Fegino: tensione alle stelle in assemblea pubblica

    Lavori sul rio Fegino: tensione alle stelle in assemblea pubblica

    Fegino. rio1Dopo un’ora di tensioni e toni accesi, in un clima a dir poco avvelenato, gli assessori si alzano dalla sedia e se ne vanno. L’assemblea pubblica ieri pomeriggio non è neppure cominciata: interrotta da fischi e grida della maggioranza più rumorosa tra i partecipanti, mentre una parte di cittadini, accorsi nel salone parrocchiale di Sant’Ambrogio di Fegino – forse troppo piccolo per accogliere tutti, visto che alcuni sono rimasti fuori – per la presentazione dei lavori sul rio Fegino, tornano a casa senza aver ascoltato una parola.

    Gli animi fin, dal principio, sono apparsi esasperati. In particolare quelli dei residenti di Borzoli che da mesi sono ai ferri corti con l’amministrazione comunale per la questione viabilità. L’assemblea, però, era stata convocata per discutere degli interventi di messa in sicurezza del torrente Fegino, alla presenza del presidente del Municipio Valpolcevera, Ioele Murruni e di molti consiglieri, del vicesindaco, Stefano Bernini, degli assessori comunali Gianni Crivello (Lavori Pubblici) e Anna Maria Dagnino (Traffico) e dell’ingegnere Stefano Pinasco (Direzione manutenzione infrastrutture e verde pubblico).

    Il confronto con gli abitanti – va detto – è tardivo, considerando che gli interventi sono già stati decisi, tuttavia neanche i rappresentanti istituzionali si aspettavano una simile accoglienza. La partenza non è delle migliori: l’ingegnere Pinasco si prodiga nell’illustrare i lavori ma la sua voce, senza l’ausilio di un sistema di amplificazione, non raggiunge i numerosi presenti. Poi, con l’aiuto del parroco, si provvede a recuperare microfoni e casse, però la situazione è ormai degenerata e, nonostante ripetuti tentativi, l’incontro finisce in un flop, senza aver trasmesso uno straccio di informazione utile. Le parole si perdono in una sala che rumoreggia sempre più e qualsiasi tentativo di dialogo – affinché sia possibile almeno mitigare l’impatto di lavori che per 2 anni interesseranno una zona perennemente congestionata da un forte traffico – naufraga miseramente.

    Il mantra è il solito, quello che contraddistingue un periodo particolarmente difficile per le casse comunali: “se ci fossero i soldi potremmo...ma visto che non ci sono bisogna arrangiarsi come si può.
    L’ingegnere Pinasco, nel marasma generale, riesce a ribadire un solo concetto «Dal punto di vista idraulico, l’amministrazione sta agendo correttamente». Ossia partendo con gli interventi da valle e risalendo, nonostante tra i residenti sia opinione comune che le criticità stiano a monte (come evidenziato nella nostra inchiesta).
    «Dal ponte di via Ferri verso la foce del torrente abbiamo già abbassato l’alveo di 1,5- 2 metri – sottolinea Pinasco – Se togliamo il “tappo” a monte e contestualmente non lo facciamo a valle non miglioriamo la situazione, anzi la peggioriamo. Certo, disponessimo delle risorse necessarie si potrebbe fare un appalto unico. Ma non le abbiamo. Dunque, siamo obbligati a partire da valle e via via abbassare il letto del corso d’acqua in direzione monte. La Provincia non autorizzerebbe interventi a partire da monte perché i Piani di Bacino lo vietano».

    Alcuni residenti di Borzoli, esasperati da anni di convivenza con il traffico di mezzi pesanti contestano lo scopo dei lavori che, a dir loro «Serviranno soltanto a migliorare il passaggio dei camion con l’allargamento del ponte di via Ferri, facendo un favore ai privati, mentre la sicurezza dei cittadini, evidentemente non interessa al Comune».

    Alla fine l’incontro si risolve in un nulla di fatto: vicesindaco e assessori, a questo punto, hanno gioco facile ad alzare i tacchi e andarsene. Così è impossibile continuare, la giustificazione è plausibile. I toni sono fin troppo coloriti anche fra gli stessi cittadini, divisi tra chi pensa che non far parlare gli altri sia un metodo profondamente sbagliato oltreché controproducente e chi, al contrario, ritiene di esser già stato preso in giro a sufficienza.
    Insomma un vero e proprio dialogo tra sordi che non serve a nessuno e chiama in causa tutti, ognuno per la sua parte di responsabilità. Non è la prima volta che capita in simili assemblee sul territorio. Questa volta, però, si è superato il limite: quello che emerge con maggiore evidenza è lo scollamento totale delle istituzioni dal territorio che dovrebbero rappresentare. Il clima avvelenato, probabilmente, è il frutto malsano di una politica che a tutti i livelli – dal locale al nazionale – è vista dai cittadini come il fumo negli occhi. Se davvero le istituzioni intendono riprendere il filo del discorso, innanzitutto occorre che esse recuperino la credibilità persa in questi anni, spesso segnati da una scellerata gestione della cosa pubblica.

     

    Matteo Quadrone

  • Festival musicale del Mediterraneo: anteprime a Villa Bombrini

    Festival musicale del Mediterraneo: anteprime a Villa Bombrini

    Antonella RuggieroDue serate di musica dal vivo a Villa Bombrini, nel quartiere di Genova Cornigliano, per vivere in anteprima la 22a edizione del Festival musicale del Mediterraneo: una manifestazione che l’associazione Echo Art, presieduta da Davide Ferrari, organizza ogni estate da.

    Venerdì 19 luglio ospiti Antonella Ruggiero e la Banda di piazza Caricamento, sabato 20 luglio è la volta di Paolo Bonfanti e il Gruppo operaio di Pomigliano D’Arco.

    Il Festival Musicale del Mediterraneo si terrà invece dal 6 al 15 settembre 2013 in varie location del centro storico di Genova, con un ricco programma di performance, spettacoli e workshop che toccheranno varie culture dei Paesi mediterranei.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Donnedamare: flash mob in spiaggia contro la violenza

    Donnedamare: flash mob in spiaggia contro la violenza

    Genova, Corso ItaliaFino ad alcuni decenni fa la professione di gestore di stabilimento balneare non era un lavoro a tempo pieno: se ne occupavano i pescatori, chi lavorava sul mare ogni giorno, partendo con le barche e lasciando le mogli ad accogliere i clienti. Ancora oggi buona parte degli stabilimenti balneari (in Liguria ma non solo) è a gestione familiare e vive grazie a clienti affezionati che da venti, trenta, quarant’anni ogni anno rinnovano la loro presenza.

    Che ruolo hanno le donne imprenditrici del mareLe pari opportunità sono un tema di cui si discute molto, tanto che nel 2013 – Anno Europeo dei Cittadini – la commissaria europea per la Giustizia e i Diritti Fondamentali Viviane Reding ha esortato le donne ad aspirare posti di rilievo nelle aziende per cui lavorano. «Gli annunci sulle pari opportunità sono importanti ma spesso si scontrano con la realtà di donne che faticano a fare carriera lavorativa e si trovano costrette a conciliarla con i figli o i genitori anziani cui badare – ci spiega Bettina Bolla, presidente dell’associazione Donnedamare Un gestore di stabilimento balneare ha suggerito a noi donne di reagire alle azioni del Governo, in un settore già in difficoltà a causa dei problemi relativi alle concessioni demaniali (attualmente prorogate fino al 2020): per questa ragione nel maggio 2013 io e altre 12 titolari di stabilimenti abbiamo costituito l’associazione» 

    In questi giorni Donnedamare ha aderito a una nuova edizione di One Billion Rising, il flash mob sostenuto da Se non ora quando? che attraverso l’esecuzione collettiva di una coreografia manifesta l’opposizione contro la violenza sulle donne e il femminicidio: «Anche limitare o togliere il lavoro alle donne è una forma di violenza. Lo scorso 14 febbraio io e altre socie di Donnedamare abbiamo partecipato al flash mob nelle piazze: a Savona, alla presenza dell’On. Anna Giacobbe, ho lanciato l’idea di organizzare lo stesso flash mob sulle spiagge: questa settimana si stanno svolgendo vari flash mob in varie località italiane – Casalbordino, Lido di Camaiore, Jesolo etc – con una vasta partecipazione e il contributo volontario di scuole di danza o associazioni che hanno insegnato la coreografia ai clienti degli stabilimenti».

    Venerdì 19 luglio è la volta della Liguria: appuntamento a Varazze, Savona, Arma di Taggia e appunto Genova. Qui la coreografia Break the Chain sarà eseguita presso i bagni Roma di corso Italia gestiti da Laura Castello (ore 16), con la probabile presenza dell’Assessore Regionale al Turismo Berlangieri, in un evento patrocinato dal Comune di Genova – assessorato Pari Opportunità in collaborazione con il Municipio VIII Genova Medio Levante.

    Conclude Bettina: «La soddisfazione più grande è che lo staff di One Billion Rising ha pubblicato sul proprio sito web e pagina Facebook il nostro evento: inoltre, per l’edizione del 14 febbraio 2014 che avrà per titolo Rise for Justice, si sta già pensando a un flash mob estivo sulle spiagge a livello mondiale».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • #VisitRiviera: concorso fotografico per raccontare la Liguria

    #VisitRiviera: concorso fotografico per raccontare la Liguria

    Il MareSono aperte fino all’8 settembre 2013 le iscrizioni a un contest fotografico aperto a tutti coloro che vogliono raccontare la riviera ligure, in particolare quella della Provincia di Savona.

    Il concorso #VisitRiviera è aperto gratuitamente a tutti coloro che possiedono un account Flickr: per partecipare è sufficiente iscriversi al gruppo Photo Contest Enjoy #VisitRiviera e pubblicarvi fino a tre fotografie. Le immagini dovranno essere in formato JPEG, di misura massima 2400 x 1600 pixel / 72 dpi, con orientamento orizzontale e contenere una didascalia con nome e cognome dell’autore, recapito telefonico / mail titolo della foto e luogo in cui è stata scattata.

    Una giuria selezionerà le immagini migliori e assegnerà i premi in palio:
    1. Weekend per 2 persone (3 gg e 2 notti) presso Loano2Village con trattamento di mezza pensione da utilizzarsi entro maggio 2014 (ponti e festività esclusi).
    2. Ingresso fino a 4 persone per un weekend da utilizzarsi entro giugno 2014 presso i Bagni Virginia di Loano, incluso servizio di due lettini e ombrellone (ponti e festività esclusi).
    3. Ingresso per 2 persone al Parco Acquatico “Le Caravelle” da utilizzarsi entro Settembre 2014.
    I nomi dei vincitori saranno comunicati entro fine settembre.

    La partecipazione al concorso autorizza la Provincia di Savona a utilizzare gratuitamente le immagini all’interno di eventuali pubblicazioni istituzionali di promozione turistica, cartacee e digitali, indicando la paternità dell’autore.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Work e Job, “lavoro”: le differenze fra le due parole inglesi

    Work e Job, “lavoro”: le differenze fra le due parole inglesi

    sicurezza-lavoro-edilizia-operai-DIGli studenti italiani alle prese con l’inglese commettono sovente l’errore di confondere l’uso delle parole work e job. È vero: entrambe significano “lavoro”, ma bisogna fare attenzione ai diversi contesti nei quali vengono usate.

    Partiamo prima di tutto da una distinzione morfologica: work può essere sia un sostantivo sia un verbo. Job, invece, è usato soltanto come sostantivo.

    Dal punto di vista del significato, con work s’intende “l’attività del lavorare”, non necessariamente collegata al fatto di ricevere uno stipendio. I have work to do today, “Oggi ho del lavoro da fare”, è un’affermazione che può essere fatta in ufficio, in magazzino o in fabbrica, ma anche a casa, con il significato di “faccende da sbrigare”. Al contrario, job si riferisce al lavoro inteso come “occupazione retribuita”. “What’s your job?” si può tradurre con: “Qual è la tua professione?”

    What a piece of work is man”, “L’uomo è una creatura suprema” è una delle innumerevoli espressioni introdotte da William Shakespeare nella lingua inglese; mentre work viene usato normalmente al singolare, è invece piuttosto frequente trovare il plurale jobs per indicare diversi tipi di professione o per parlare di “posti di lavoro”.

    “In Europa verranno persi 20 milioni di jobs nel settore industriale”, aveva predetto il filosofo ed economista belga Marc Luyckx Ghisi più di due decenni fa. Il suo appello cadde pressoché inascoltato perché si doveva fare business nell’immediato. Per colpa della scarsa lungimiranza di allora, ci troviamo oggi a fronteggiare la crisi della grande industria senza che si sia fatto alcunché per riconvertire la produzione e per preparare gli operai alla società della conoscenza, post-industriale, nella quale ci troviamo già in parte. D’altronde, vedendo casi come quello di ILVA Taranto, ci si chiede se valga davvero la pena avere un job che se da un lato dà la possibilità di portare a casa quanto serve per campare dall’altro mette a repentaglio quotidianamente la salute dei lavoratori. Credo che anche la gente di Sarroch avrebbe fatto volentieri a meno dei jobs e soprattutto dei veleni della Saras; i Moratti, proprietari dell’azienda, non commentano: le dichiarazioni si concentrano su ben altre questioni, il calciomercato dell’Inter su tutte … Una lista di priorità davvero ineccepibile!

    Tornando all’argomento con il quale abbiamo aperto, vi chiederete come possiamo definire il lavoro dello stagista: non sembra trattarsi di job visto che il malcapitato si reca in azienda pagando di tasca sua pranzo e trasporto e svolge le stesse mansioni di un normale impiegato senza ricevere un compenso. Il termine ancora non esiste, ma attendiamo fiduciosi la nascita di un nuovo Shakespeare che possa coniarlo … See you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Don Gallo vivo e vegeto: festa per gli 85 anni del prete genovese

    Don Gallo vivo e vegeto: festa per gli 85 anni del prete genovese

    Don GalloGiovedì 18 luglio è il compleanno di Don Andrea Gallo, il prete di strada avrebbe compiuto 85 anni. Per festeggiarlo e ricordarlo, a quasi due mesi dalla morte, la Comunità di San Benedetto al Porto organizza un pomeriggio / sera di festa.

    Si comincia alle 17 nella chiesa di San Siro, in centro storico, con la Messa dei diritti alla presenza di Don Luigi Ciotti: concelebrano Don Luigi Traverso, Don Federico Rebora, Don Armando Zappolini, Don Gianni Grondona, Don Alessandro Santoro.

    La sera Don Gallo vivo e vegeto al Palacep di Prà: una serata benefica con tantissimi ospiti, presentata da Carla Peirolero. Ingresso a offerta libera, il ricavato andrà a sostegno della Comunità San Benedetto.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • San Teodoro, aria inquinata: biossido di azoto dal porto e dalle auto

    San Teodoro, aria inquinata: biossido di azoto dal porto e dalle auto

    Di Negro mercato comunale e chiesaGli abitanti di San Teodoro – fortemente preoccupati per la loro salute – denunciano pubblicamente l’inerzia delle istituzioni di fronte al grave inquinamento atmosferico in zona. I cittadini, riunitesi nel Comitato Aria Pulita San Teodoro, hanno chiesto e ottenuto dalla Provincia di Genova i dati relativi alla qualità dell’aria nel quartiere. Ebbene, da essi emerge con totale evidenza il ripetuto sforamento di valori significativi, in particolare per il parametro del diossido di azoto (secondo la corretta nomenclatura, ma noto anche come biossido di azoto), che avrebbero richiesto immediate contromisure, di fatto mai attuate.

    Per gli altri inquinanti monitorati dalle centraline della rete provincialevia Buozzi, Corso Firenze e Caserma dei Vigili del Fuoco (via Albertazzi) – la situazione è migliore: alcuni (diossido di zolfo, monossido di carbonio) hanno sempre rispettato i limiti di legge; altri (benzene, ozono, polveri sottili) li hanno saltuariamente superati ma non ripetutamente come per il disossido di azoto e, soprattutto, con un trend decrescente negli ultimi anni.

     

    Le sorgenti di inquinamento nella zona: porto (navi, traghetti, riparazioni navali) e traffico veicolare

    Il quartiere di San Teodoro è inserito in un contesto soggetto a molteplici sorgenti di inquinamento atmosferico legate alla presenza del porto, a diverse attività industriali e al traffico veicolare.
    Per quanto riguarda le attività portuali le maggiori criticità sono generate dal Terminal Traghetti e dalla zona industriale. Tra ponte dei Mille e ponte Caracciolo è ubicata la movimentazione di traghetti e crociere. Dalle navi in arrivo, in partenza o ferme agli ormeggi, si alzano colonne di fumo nero che, con la complicità del vento di scirocco, si abbattono sulle abitazioni. In particolare, la questione dei fumi prodotti dai traghetti (nonostante sia diminuita la percentuale di zolfo presente nel combustibile) rappresenta da anni un nodo irrisolto.

    enel-DINell’area compresa tra Calata Gadda e il piazzale di Levante sono insediate un gruppo di aziende che si occupano di riparazioni e manutenzioni delle navi. Inoltre, in prossimità della Lanterna si trovano: la Centrale Termoelettrica Enel di Ponte San Giorgio che per produrre energia elettrica utilizza carbone, gasolio e olio combustibile a basso tenore di zolfo; il Terminal Rinfuse, società leader nella movimentazione di merce alla rinfusa che movimenta principalmente carbone, rottami, minerali, fertilizzanti, sabbie ecc.
    Senza dimenticare il traffico auto veicolare. Le strade che costeggiano il porto di Genova – via Gramsci, via Milano, via Bruno Buozzi e la strada sopraelevata via Aldo Moro (45000 transiti medi giornalieri), hanno un transito medio auto veicolare, leggero e pesante, molto elevato.

    Il Comitato Aria Pulita San Teodoro, dopo aver visionato i dati del monitoraggio della qualità dell’aria, il 20 giugno scorso ha scritto a Sindaco, Presidente del Municipio Centro Ovest, Commissario Straordinario della Provincia, Presidenti di Regione Liguria e Autorità Portuale e Comandante della Capitaneria di Porto, per sollecitare gli enti preposti a fornire puntuali informazioni ai cittadini – almeno ai fini dell’auto-protezione individuale – vista l’assenza di adeguati interventi.
    Il 5 luglio la Provincia ha risposto al Comitato «Dai dati delle postazioni della rete provinciale di qualità dell’aria di via Buozzi, Corso Firenze e Caserma dei Vigili del Fuoco, aggiornati a luglio 2012, risulta che nella postazione di via Buozzi ci sono ripetuti superamenti del limite annuale per la protezione salute umana del parametro diossido di azoto; nella postazione di Corso Firenze ci sono ripetuti superamenti del valore obiettivo per il parametro ozono».

     

    La relazione della Provincia

    centro-ovest-di-negroLa centralina di via Bruno Buozzi, nel periodo di osservazione dal 29 novembre 2006 al 31 luglio 2012, ha registrato, per il Diossido di azoto (NO2), il costante superamento del limite annuale per la protezione della salute umana fissato in 40 μg/m3 dalla normativa vigente (D. Lgs. 155/2010). I valori delle concentrazioni medie annuali sono ricompresi nell’intervallo tra 54,7 microgrammi per metro cubo (nel 2011) e 86,7 microgrammi per metro cubo (nel 2008).
    Inoltre, nel 2009, è stato superato per 33 volte il limite orario per la protezione della salute umana fissato in 200 μg/m3 (da non superare più di 18 volte per anno). Nel corso degli anni si sono registrati altri superamenti orari, pur rispettando la normativa vigente: 2007 (4 superamenti orari); 2008 (7); 2010 (4); 2012 (1).
    Per quanto riguarda il Benzene (C6H6), secondo i dati della Provincia, nel 2008 è stato superato il limite per la protezione della salute umana fissato come concentrazione media annua in 5 μg/m3 dalla normativa vigente. Dopo tale data il limite è sempre stato rispettato.

    La centralina di Corso Firenze, in merito al Diossido di azoto (NO2), ha registrato il superamento del limite annuale per la protezione della salute umana negli anni 2006, 2007 e 2008. Mentre non è mai stato superato il limite orario per la protezione della salute umana. Nel corso degli anni si sono registrati alcuni superamenti orari pur rispettando la normativa: 2007 (14).
    Desta maggiore preoccupazione il parametro dell’Ozono (O3): dai dati emerge il superamento del limite per la soglia oraria d’informazione alla popolazione fissato in 180 μg/m3 dalla normativa, negli anni 2006, 2007 e 2010. Mentre è sempre stato superato (escluso l’anno 2011) il limite previsto come valore obiettivo della concentrazione media massima giornaliera su 8 ore e fissata dalla normativa in 120 μg/m3.

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    «Il superamento del limite relativo al diossido di azoto è una criticità comune a tutte le postazioni da traffico – sottolinea il Commissario Straordinario della Provincia di Genova, Piero Fossati – Data la prevalente natura secondaria del diossido di azoto e dell’ozono gli interventi posti in essere per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico non sempre hanno permesso di conseguire gli effetti desiderati, per la riduzione di questi inquinanti che continuano a superare i limiti previsti dalla vigente normativa in moltissime città italiane e europee».
    Cecilia Brescianini, Direzione Ambiente, Ambiti Naturali e Trasporti Provincia di Genova, aggiunge «Il diossido di azoto è un inquinante primario ma anche secondario che proviene dall’ossidazione del monossido di azoto in atmosfera. Di conseguenza è più difficile da contrastare. Il problema non riguarda solo San Teodoro ma l’intera città. Anzi, per meglio dire è una questione nazionale. Lo sforamento del limite annuale si è verificato in diverse zone monitorate. Per esempio nel 2011 le seguenti postazioni hanno superato la soglia: via Buozzi, Corso Buenos Aires, Corso Europa, via Ronchi, Piazza Masnata, via Pastorino, via Molteni (Comune di Genova); Chiavari e Busalla per quanto concerne la Provincia di Genova».

    «Proprio per la complessità del fenomeno e la necessità di adottare interventi ad ampio raggio e sicuramente non esclusivamente a livello locale – si legge nella relazione della Provincia – ha indotto la Regione Liguria, così come altre regioni italiane, a fare richiesta di deroga temporale, così come previsto dalla normativa, per il rispetto dei limiti per le zone che ancora oggi superano i limiti di legge e per i quali tale conseguimento è molto difficoltoso».

     

    Il diossido di azoto

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    Il Diossido di Azoto è un gas di colore rosso bruno, di odore forte e pungente, altamente tossico ed irritante. In generale gli ossidi di azoto (NO, N2O, NO2 ed altri) sono generati da processi di combustione, qualunque sia il combustibile utilizzato, per reazione diretta tra l’azoto e l’ossigeno dell’aria ad alta temperatura (superiore a 1.200 °C). I processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento, motori a combustione interna quali quelli degli autoveicoli) emettono quale componente principale monossido di azoto (NO). Successivamente il monossido di azoto (NO), in presenza di ozono e di radicali ossidanti, si trasforma in diossido di azoto. La formazione diretta di NO2 dai processi di combustione è strettamente correlata agli elevati valori di pressione e temperatura che si realizzano all’interno delle camere di combustione dei motori.
    I fumi di scarico degli autoveicoli contribuiscono enormemente all’inquinamento da NO; la quantità di emissioni dipende dalle caratteristiche del motore e dalla modalità del suo utilizzo (velocità, accelerazione, ecc.). In generale, la presenza di NO aumenta quando il motore lavora ad elevato numero di giri (arterie urbane a scorrimento veloce, autostrade, ecc.).
    Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’uomo, gli ossidi di azoto risultano potenzialmente pericolosi per la salute. Il diossido di azoto presenta una tossicità fino a quattro volte maggiore di quella del monossido di azoto. Forte ossidante ed irritante, il diossido di azoto esercita il suo effetto tossico principalmente sugli occhi, sulle mucose e sui polmoni. In particolare tale gas è responsabile di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio: bronchiti, allergie, irritazioni, edemi polmonari che possono portare anche al decesso. I soggetti più esposti all’azione tossica sono quelli più sensibili, come i bambini e gli asmatici.
    Gli ossidi di azoto si possono ritenere fra gli inquinanti atmosferici più critici, non solo perché il diossido di azoto in particolare presenta effetti negativi sulla salute, ma anche perché, in condizioni di forte irraggiamento solare, provocano delle reazioni fotochimiche secondarie che creano altre sostanze inquinanti (“smog fotochimico”): in particolare è un precursore dell’ozono troposferico e della componente secondaria delle polveri sottili.

     

    L’auspicio degli abitanti: “migliorare la convivenza della città con il suo porto”

    Gru del portoLe istituzioni tendono a minimizzare, spesso allargando il problema all’intera città ma «La situazione di San Teodoro è particolarmente grave perché generata da diverse componenti – spiega Alberto Vezzoni referente del Comitato Aria Pulita San Teodoro – Il Gru del portotraffico auto veicolare (via Buozzi, via Milano, sopraelevata); il porto sia per la funzione passeggeri quindi navi e traghetti, sia per la funzione industriale ossia Centrale Enel, Terminal Rinfuse, riparazioni navali».
    A differenza del Ponente (Prà e Voltri), dove il tema della convivenza città-porto è da lungo tempo all’ordine del giorno, il quartiere di San Teodoro sconta un minore “peso” politico «Siamo inseriti nel Municipio Centro Ovest ma a volte ci sentiamo i fratelli minori di Sampierdarena», sottolinea Vezzoni.
    Eppure «La stessa Provincia di Genova ammette il problema – continua Vezzoni – riconoscendo che, rispetto ad altre zone, qui non c’è solo il traffico veicolare ma anche le navi: i colossi da crociera che stazionano ormeggiati con i motori accesi emettendo fumi; così come i traghetti in partenza che, soprattutto d’estate, ogni sera rilasciano dense colonne di fumi. Spesso si tratta di imbarcazioni delle Moby e Tirrenia, vecchie e inquinanti. Mentre i traghetti diretti in Tunisia, evidentemente più nuovi, rilasciano fumi ma in quantità nettamente minori. È del tutto evidente che ci sia una responsabilità a carico di alcune compagnie, tuttavia nessuno gliele contesta».

    Dunque, la presenza del porto esercita un’influenza significativa sull’inquinamento dell’aria «Per questo continuiamo a studiare il fenomeno – spiega Cecilia Brescianini – La Provincia ha partecipato al progetto europeo “Apice” che aveva tra i suoi obiettivi quello di valutare l’impatto del porto sull’inquinamento atmosferico nelle città portuali con particolare attenzione al contributo del particolato PM10 e PM2.5 (le cosiddette polveri sottili, ndr). In questo contesto si è stimato che le emissioni navali contribuiscono per il 10% del PM2.5 rilevato in città, le emissioni industriali per il 20%, le emissioni del traffico per il 45% le emissioni domestiche per il 5%».

    «Ma il 10% è l’incidenza media annuale? – si domanda Vezzoni – Perché sarebbe interessante rilevare qual è la stima nel periodo tra giugno e settembre quando, complice lo scirocco, l’incidenza potrebbe essere assai superiore. Io abito in via Milano, proprio di fronte alla partenza dei traghetti. Tutti i residenti di via Buozzi e della parte alta di San Teodoro, nelle ore serali, in particolare d’estate, sono costretti a chiudere le finestre per riuscire a respirare». Senza dimenticare la presenza della centrale dell’Enel che «Continua a depositare il carbone in aree esterne, agendo in deroga alla legge, senza che nessuno intervenga – aggiunge Vezzoni – Se aggiungiamo il traffico veicolare è facile tirare le somme: il diossido di azoto è l’inquinante che negli ultimi 6 anni ha sempre sforato il limite massimo. Ma in via Buozzi, secondo i dati che abbiamo potuto visionare, c’è stato anche il biennio terribile 2006-2008, in cui quasi tutti gli inquinanti superavano i limiti di legge. Poi, grazie al miglioramento dei motori delle automobili e a maggiori controlli, alcuni parametri sono rientrati. Non il diossido di azoto, però, che continua a preoccupare, come l’ozono in Corso Firenze».

    Infine c’è da menzionare anche l’inquinamento acustico causato dai generatori delle navi. In questo senso, le istituzioni rispondono che stanno lavorando all’elettrificazione delle banchine. Tuttavia, secondo Vezzoni «Ci stanno raccontando delle favole. Per elettrificare una banchina sono necessari oltre 4 milioni di euro. Solo per una singola unità navale. Per due, la cifra sale a 9 milioni. Inoltre, una nave da crociera necessita di un rifornimento di energia elettrica pari all’intero quartiere di San Teodoro. Quindi Enel, o un altro operatore, dovrebbe garantire una tale quantità di energia. Tutto ciò, francamente, risulta difficile da ipotizzare».

    Sul tema inquinamento atmosferico «Non c’è la giusta sensibilità e neppure la corretta trasparenza – continua Vezzoni – Se lei va a leggere il bollettino qualità dell’aria sul sito web della Provincia vedrà che spesso i dati relativi alla centralina di via Buozzi riportano la dicitura ND, ovvero non disponibili (in effetti è così, ndr). Il Commissario Fossati nella risposta al Comitato ha ribadito il carattere “pubblico” dei monitoraggi, liberamente consultabili. Inoltre, ha riconosciuto che i valori di via Buozzi sono abnormi, però, ha affermato “è quello che accade in tutta la città”. Ma questa non può essere una giustificazione per non intervenire in alcun modo».
    Per il Comitato Aria Pulita San Teodoro, invece, è necessario agire con alcune misure immediatamente attuabili «Innanzitutto studiando degli obblighi stringenti e facendoli rispettare a traghetti e navi da crociera affinché questi mezzi rilascino fumi inquinanti in misura minore. E poi è possibile installare delle barriere, ad esempio sulla sopraelevata, come quelle presenti in autostrada».
    Insomma, in qualche modo occorre occuparsi delle criticità per proteggere la salute dei cittadini. «La Provincia tende a sminuire ma li posso capire, d’altra parte sono un ente in via di smantellamento – conclude Vezzoni – Però, esiste anche il Comune che ha una responsabilità in questo senso. Eppure finora nessuno si è mosso. Neanche per informare i cittadini ed invitarli a prendere delle misure precauzionali di auto-protezione».

     

    Matteo Quadrone

  • Gestori telefonici, costi disattivazione: l’inganno arriva dall’alto

    Gestori telefonici, costi disattivazione: l’inganno arriva dall’alto

    bollette-speseQuesta settimana la rubrica la faccio fare ad un lettore… Francesco mi ha scritto una mail per raccontarmi il suo caso e, considerato che l’argomento è molto sentito da tutti voi (sono tante le email che giungono in redazione sui servizi dei gestori telefonici), ho ritenuto fosse utile riportarla qui:

    Buongiorno Alberto,
    ho letto il suo articolo e sono d’accordo con lei. Sono cliente Fastweb da 6 anni ormai. Ai tempi ho pagato 70 euro di attivazione e ora, una volta data la disdetta della linea, mi appresto a doverne pagare 95 di disattivazione. Ho sottoscritto un contratto da 45euro/mese e di anno in anno ho comunque appurato sempre piccoli aumenti o piccole spese in addebito che col tempo, hanno fatto lievitare questa cifra fino a 50 o 55 euro mese (tipo spese per invio cartaceo o contributi vari…), spese che i nuovi clienti all’inizio del contratto non pagano!! (politiche di discriminatorie della clientela – hai lo stesso servizio che si chiama nello stesso modo ma chi è nuovo lo paga meno e non per frutto di scontistica particolare). Ho chiamato l’Agcom e per loro tutto ok, devo pagare all’operatore le spese che sostiene per la chiusura del servizio e garantisce AGCOM che la cifra sia congrua!!! (andiamo bene)

    Si dovrebbe fissare un costo fisso di chiusura del servizio per qualsiasi operatore e non ivandolo oppure togliere completamente questa voce di spesa lasciando che siano gli operatori a recuperarla dai consumi. Ad oggi ogni operatore telefonico può fissare la cifra che vuole giustificandola come crede e ivandola… Può anche aumentarla, per esempio delegando ad una società esterna più costosa (ad es. una controllata) tale incombenza, rientrerebbe comunque nei costi giustificabili da AGCOM.
    Insomma per AGCOM, se Fastweb usa per disattivare un servizio utilizzando cavi in oro massiccio 18 karati allora è giustificabile far pagare 8000 euro di disattivazione?? La parola “giustificabili” in giurisprudenza è troppo generica e si presta a raggiri di ogni genere.

    Nel contratto che ho firmato nel 2006 i costi di disattivazione sono scritti nero su bianco 49+21 = 70 … mi chiedo cosa sia cambiato da allora per arrivare a 95 euro! Sono stato inoltre minacciato dagli operatori Fastweb che se non pago mi fanno una segnalazione come cattivo pagatore (quindi se chiedo dopo un prestito o mutuo mi vengono negati).

    Francesco

    Difficile non concordare con Francesco.

    Mi permetto due precisazioni:
    1. In sede di conciliazione presso i Co.re.Com. la difesa degli avvocati e/o funzionari di Fastweb è, più o meno la seguente: “L’AGCOM ci dà ragione….”
    2. Il sig. Francesco avrebbe potuto contestare l’aumento ingiustificato, quello sì, e nessuno gli poteva dare torto.

    Per concludere, ribadisco (non l’avessi mai detto) che le Authority italiane destano – quanto meno – alcune perplessità in relazione al loro essere terzi tra utente e gestori vari…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Gezmataz, jazz festival al Porto Antico: Era Superba regala due biglietti

    Gezmataz, jazz festival al Porto Antico: Era Superba regala due biglietti

    gezmataz-festivalNell’ambito del prestigioso Gezmataz Genoa Jazz Festival (qui il programma del festival), lunedì 22 luglio nella Piazza delle Feste del Porto Antico andrà in scena una full immersion dedicata a Rare Noise Records, etichetta discografica anglo-italiana dedicata al jazz “di confine” con sede a Londra e contatti costanti con il gotha della musica internazionale d’avanguardia.

    La serata live (qui il programma della serata) vedrà impegnati sul palcoscenico due formazioni
    gezmataz-piazza-feste-porto-anticodella scuderia Rare Noise, ovvero Molé Trio di Mark Aanderud, Hernan Hecht e Stomu Takeishi e Berserk!, formazione a cavallo fra il rock ed il jazz, dal cuore italiano, fortemente voluta da Lorenzo Esposito Fornasari, Lorenzo Feliciati e Gianluca Petrella, qui accompagnati da Eivind Aarset, Fabrizio Puglisi e Cristiano Calcagnile  e che ha appena dato alle stampe il disco d’esordio (clicca qui per ascoltare).

    L’inizio dei concerti è previsto per le 21:30 e il costo dei biglietti è di €15. Era Superba regala ai più attenti due biglietti omaggio per assistere alla serata. Il primo dei due biglietti andrà al più veloce di voi che ci risponderà a questa semplice domanda, inviandoci una mail a redazione@erasuperba.it con la risposta esatta e il proprio nome e cognome e recapito telefonico.

    Chi è quell’uomo considerato dai più il padre del jazz, nato a New Orleans nel 1877?

    Il secondo biglietto omaggio verrà messo in palio oggi pomeriggio in occasione della prima uscita ufficiale di #EraOnTheRoad. Seguiteci sui nostri canali social!