Autore: erasuperba

  • Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    Baratto, orti urbani e fai-da-te: la pagina Facebook Vicini di rete

    vicini-di-reteÈ online da pochissimi giorni una pagina Facebook tutta genovese e dedicata (citiamo testualmente dalla descrizione) al «parlare, scambiare, mettere in comune competenze, per darsi una mano, chiedere consiglio e per vedere se qualcuno te lo presta». Si chiama Vicini di Rete e pubblica quotidianamente consigli su frutta e verdura di stagione, cibo e oggetti da barattare, produzione di cosmetici e detersivi fai da te.

    Gli iscritti sono al momento qualche decina, ma molto attivi nello scambiarsi opinioni e consigli: tra i primi articoli troviamo – per fare alcuni esempi – le istruzioni per autoprodurre detersivo da lavatrice, i consigli su quali verdure e fiori sono più adatti per l’orto casalingo, idee su prodotti da barattare.

    Si tratta di un’iniziativa tra l’online e l’offline molto simile ad altre già realizzate sul territorio, tra cui il gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo. I potenziali destinatari sono persone che vivono nella stessa città (magari nello stesso quartiere), hanno interessi e stili di vita comuni e sono iscritte a Facebook. Si parte dal cliccare un mi piace sulla pagina, si cominciano a commentare e condividere i primi post e si finisce – spesso – a incontrare di persona gli altri iscritti, per un baratto o momenti conviviali decisi insieme.

    Un progetto interessante, che come tanti altri sembra avere l’obiettivo di esprimere il lato positivo dei social network: creare discussioni e occasioni di incontro che non siano solamente legate alla tastiera e allo schermo del pc o del tablet, ma fornire un ulteriore incentivo affinché le persone continuino a parlarsi e confrontarsi come è sempre avvenuto, ossia “di persona”.

    In attesa di vedere quali sviluppi prenderà questa pagina, chi ha uno stile di vita coerente con quello raccontato qui può già iscriversi a Vicini di rete e raccontare le proprie buone pratiche.

  • Casa ecologica: un’abitazione di paglia sulle alture di Voltri

    Casa ecologica: un’abitazione di paglia sulle alture di Voltri

    autocostruzione paglia 2Un’antica casa rurale in località Campenave, alture di Voltri, sarà rimessa a nuovo grazie alla tecnica di autocostruzione con la paglia, mentre al suo fianco sorgerà una nuova abitazione, questa volta interamente costruita con balle di paglia pressata.
    L’idea è dell’associazione ambientalista Terra! Onlus che ha ricevuto in donazione “La Tabacca”questo il nome del casolare, probabilmente legato ai vecchi proprietari dediti alla coltivazione del tabacco – da parte di uno psichiatra di Torino, Angelo Grillo, sensibile alle tematiche ecologiche. E così sbarca in Liguria, per la prima volta, un modello di costruzione – ma pure di vita – che ha fatto proseliti in diverse parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa (Francia, Inghilterra). La filosofia di fondo è quella dell’autosostentamento, ossia un metodo per progettare e gestire i paesaggi in cui vive l’uomo, senza modificare l’ecosistema naturale.

    La Tabacca, immersa nei castagneti della zona «Diventerà, in parte sede dell’associazione e dei corsi, in parte sarà adibita ad abitazione privata dove andremo a vivere io ed un’altra persona – spiega Giorgia Bocca, responsabile locale di Terra! Genova – Lo spazio collettivo è dedicato a coloro i quali vorranno partecipare e condividere il progetto con noi».
    La ricostruzione vera e propria partirà nel 2014, tuttavia «Abbiamo già iniziato a pulire e piantare alberi», sottolinea Bocca. La casa si sosterrà autonomamente grazie all’agricoltura sinergica di ortaggi e frutta, l’installazione di pannelli solari e la realizzazione di sistemi per il recupero dell’acqua piovana.
    autocostruzione pagliaL’elemento fondamentale, però, resta la paglia. Un materiale economico e sostenibile che non produce rifiuti e non consuma energia, dotato di un ottimo isolamento acustico e termico. Insomma, l’ideale per risparmiare. In tempi di crisi l’esperienza si fa ancora più appetibile, come conferma Bocca «C’è sempre più interesse nei confronti dell’autocostruzione perché i vantaggi sono evidenti: costi ridotti, rispetto dell’ambiente, condivisione di conoscenze».

    Sabato 13 luglio ore 18 presso l’attuale sede di Terra! Onlus in via Soliman 7 a Sestri Ponente si svolgerà un incontro aperto a tutte le persone interessate con la presenza di Aria Famigliare (associazione rete italiana autocostruzione famigliare che si occupa di rendere possibile la realizzazione di edifici in autocostruzione in modo sicuro e legale) e Edilpaglia (associazione nazionale che diffonde le tecniche costruttive che utilizzano le balle di paglia come materiale da costruzione, insieme ad altri materiali naturali quali calce e argilla).

    Il progetto ha l’obiettivo di «Mettere in pratica, attraverso la sperimentazione, alcuni dei pilastri della nostra mission – racconta Bocca – sfruttare al minimo le risorse naturali e ridurre la propria impronta ecologica, ma anche promuovere la condivisione e le relazioni sociali. Parliamo di valori un tempo presenti nella comunità e che oggi si stanno smarrendo, mentre noi intendiamo recuperarli».
    Terra! Onlus Genova, infatti, promuove la conservazione della natura, della biodiversità, della salute umana e la protezione dell’ambiente, proponendo progetti specifici di agricoltura locale, orti famigliari e collettivi per provvedere al proprio auto-sostentamento alimentare, compostiere collettive e riqualificazione del verde a scopi sociali.

     

    Matteo Quadrone

  • Radici: a Savignone il primo festival dell’entroterra ligure

    Radici: a Savignone il primo festival dell’entroterra ligure

    Savignone, Valle ScriviaDa venerdì 12 a domenica 14 luglio 2013 si svolge a Savignone, nell’entroterra genovese in Valle Scrivia, la prima edizione di Radici – Festival dell’entroterra: un evento organizzato dall’Associazione Culturale Dagghe De Dub e dedicato alla riscoperta del territorio, dei suoi prodotti tipici e delle sue tradizioni.

    In questi tre giorni sono previste numerose attività: musica dal vivo, degustazioni, escursioni a piedi o in bicicletta nel Parco Antola, laboratori per bambini (leggi il programma completo). La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, a eccezioni degli eventi serali che sono accessibili sottoscrivendo la tessera all’Associazione Culturale.

    Lo spazio sarà accessibile solo a piedi o tramite servizio navetta da Savignone, sarà inoltre possibile campeggiare liberamente e gratuitamente nell’area della colonia.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Viaggi e vacanze, offerte last minute e agenzie: ecco le regole base

    Viaggi e vacanze, offerte last minute e agenzie: ecco le regole base

    voli-aereoporto-aereo-ryanair-DITempo di vacanze, per chi può permetterselo. Tempo di telegiornali che, per distogliervi da ciò che accade nel mondo, mandano in onda servizi sulle vacanze, live dal casello autostradale, arriva un’auto stracarica con canoe, gommoni, costumi ed il giornalista che chiede: “quest’anno mare, eh?”. Lungimirante.
    Dettagli a parte, in questa calda estate di crisi, le offerte di viaggio si moltiplicano… e quindi anche le truffe.
    Di solito sono i cosiddetti last minute a creare imbarazzi, vuoi per il poco tempo che si ha per decidere, vuoi perché i prezzi sono davvero (all’apparenza) allettanti.

    Ricordiamo alcune regole basilari:
    1. La vacanza deve essere relax e distacco dallo stress quotidiano, non un ulteriore motivo di… sangue marcio: questo vi deve sempre guidare; l’istinto spesso ci becca, ma a volte vi fa deragliare;
    2. Se scegliete un’agenzia di viaggi, recatevi presso persone serie e preparate; tenete presente che l’agenzia di viaggio non risponde per i ritardi di aerei o per malservizi vari che vi possono capitare; in altre parole, l’agente di viaggio risponde del suo operato solo fino ad un attimo prima che partiate (salvo errori di prenotazione, ovviamente….)
    3. Se acquistate un viaggio on line, leggete con cura maniacale le condizioni di viaggio prima di pigiare i vari “OK” che vi portano di videata in videata ma forse non vi portano alla meta dei vostri sogni.
    4. Se desiderate recarvi all’estero, verificate tutte le normative in termini di bagagli, onde non avere rogne al momento del check in.
    5. Se qualcosa va storto durante la vacanza, i reclami o le richieste danni vanno fatti quanto prima, benchè la responsabilità civile da vacanza rovinata, essendo essa di tipo extracontrattuale, abbia una prescrizione di 5 anni.

    Cari lettori, come vedete, ho il vizio delle prescrizioni, ma putroppo quelle sono spesso il sale dell’immenso mare del diritto…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    Piazza Sarzano, l’inaugurazione del nuovo mercato rionale

    mercato-sarzano-8Inaugurato oggi, giovedì 11 luglio, il mercato di Piazza Sarzano, nell’omonimo quartiere, a ridosso del Museo di Sant’Agostino, tra la Facoltà di Architettura e la storica Via di Ravecca. Il complesso commerciale sorge proprio a ridosso del Pozzo di Giano, da cui prende il nome il consorzio costituito dalle cinque aziende genovesi che hanno finanziato e costruito la struttura mercatale, con investimenti privati. Il nuovo mercato, che trova spazio all’interno di una struttura in ferro battuto e rame, completa l’architettura della piazza, che fa parte delle zone del centro storico genovese sottoposte a restyling. La realizzazione di questo progetto, avviato negli anni scorsi con un bando del Comune di Genova, aveva subito negli anni vari rallentamenti. Finalmente ecco l’inaugurazione tanto attesa, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti del CIV del quartiere.

    E a Sarzano, per festeggiare l’evento, non si sono fatti mancare niente: musicisti e vernissage fotografico con foto in bianco e nero della piazza e del quartiere in tempi antichi; pranzo in piazza tutti insieme, con riso, pesto, frutta e vino, tutto offerto dai commercianti. Grande l’affluenza, sopra le previsioni, e buona l’accoglienza che i genovesi hanno riservato al nuovo mercato.

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    All’interno del mercato, cinque banchi in cui sarà possibile acquistare carne, salumi e formaggi, frutta e verdura, pesce fresco, prodotti alimentari vari, rispettivamente nei banchi dei Fratelli Brocada, Luca e Cristina – Salumi e Formaggi, Trentini Frutta, Paolo e Riccardo, e infine Drogheria Gamalero. Molti di loro, già presenti all’interno del Mercato Orientale di Via XX Settembre, hanno optato per il trasferimento qui, in pieno centro storico. L’intento è quello di ritornare al passato, creando un clima tradizionale, e rievocando l’atmosfera delle vecchie botteghe di paese e drogherie, di cui una volta Genova era piena ma che sono state le prime a soccombere di fronte all’avvento della grande distribuzione.

    I festeggiamenti di questa mattina hanno dato inizio a un nuovo corso per il quartiere, da mesi in attesa di avere il suo mercato: una festa che ha coinvolto tutto il circondario, nell’entusiasmo generale. Già il giorno precedente l’inaugurazione, durante i preparativi e l’allestimento degli stand, gruppi di curiosi si avvicinavano un po’ increduli, ma contenti per l’imminente apertura.

    L’iter che ha portato all’inaugurazione del mercato è stato travagliato (Era Superba ne ha documentato tutte le fasi nei mesi scorsi) e l’apertura effettiva sembrava ormai un miraggio (da ultimo, l’inaugurazione, fissata per il 6 giugno scorso, era stata poi posticipata ulteriormente a causa di un inconveniente: le porte di una cella frigo, di dimensioni sbagliate, da sostituire).

    Persistono le perplessità di alcuni: chi dice che il mercato, di per sé, non servirà a molto e non attirerà acquirenti in zona, visto che la piazza resterà ZTL, inaccessibile ai non residenti; chi sostiene, poi, che il mercato rionale finirà per danneggiare le piccole botteghe, le pizzerie, i forni, i fruttivendoli della zona, che già risentono della crisi (in Via di Ravecca chiusure improvvise e fondi sfitti si alternano, a dire il vero, a repentine aperture di esercizi e nuove gestioni di locali). Poco più di un mese, il 4 giugno, era stato inaugurato anche un nuovo discount, proprio davanti all’area in cui sorge il mercato, per cercare di dare slancio all’economia e rendere Sarzano una zona di commercio e di approdo per gli abitanti dei vicoli e non solo. Resta da vedere se il mercato, una volta operativo, metterà tutti d’accordo e convertirà anche gli attuali detrattori. Non resta che attendere. Per ora, non ci si può che rallegrare per questa ultima, tanto attesa, conquista.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

     

  • Go eventi: una pagina Facebook a sostegno della musica dal vivo

    Go eventi: una pagina Facebook a sostegno della musica dal vivo

    musica-concerti-chitarra-elettricaChi lavora o si diletta in ambito artistico ormai sa bene che i social network sono un fondamentale canale di visibilità a costo zero: tuttavia, facendo l’esempio della musica dal vivo, permangono criticità che rendono molto difficile trovare luoghi e occasioni in cui esibirsi. Da un lato perché i locali che ospitano band e cantautori non hanno spesso la possibilità (o la volontà) di pagare un cachet adeguato, dall’altro perché il sistema di autorizzazioni e permessi è ancora oggi molto complesso.

    A questo scopo è stata avviata una raccolta firme per una nuova legge sulla musica dal vivo, lanciata sulla piattaforma web Change.org da Stefano Boeri, ex Assessore alla Cultura di Milano della Giunta Pisapia. In parallelo, sono sempre più numerose le iniziative a livello locale per “fare rete” tra gruppi, cantautori e detentori di spazi dove suonare.

    Un’iniziativa interessante è quella di Enrico Chiesa e Gianluca Benvenuti degli Scarlet Diva, che ci hanno contattato per raccontare il progetto Go Eventi: una pagina Facebook (accessibile qui) dedicata alla promozione di band professionistiche ed emergenti e al contatto con i locali per l’organizzazione di serate.

    L’idea del progetto – come ci spiega Enrico Chiesa – è nata perché «a Genova ci sono moltissimi gruppi ed artisti in genere ed è un’ottima officina di talenti, ma spesso ci si scontra con la dura realtà dei locali e degli eventi che lasciano pochi spazi ai giovani, sopratutto per chi non ha molta esperienza e non riesce a ritagliarsi uno spazio per farsi ascoltare o esprimere la propria arte. Il progetto è ancora alla fase iniziale, ma abbiamo all’attivo un forte legame con Emergenza Festival e con le band non genovesi che si sono esibite. Per esempio i vincitori, gli Ordinary People, hanno partecipato al nostro primo evento, che si è svolto a Ceranesi lo scorso 6 luglio».

    Come funzionerà Go Eventi? Il contatto con le band da un lato e con gli organizzatori / ospiti dall’altro porterà alla creazione di pacchetti di 2, 3, 4 gruppi a serata, una formula analoga a quella delle agenzie di booking. «I locali che ospitano musica dal vivo hanno, come esigenza principale,  che le band portino pubblico e di conseguenza incassi (se il concerto è gratuito, anche solo incassi derivati dal bar). Esistono band che hanno un forte seguito, mentre altre – magari giovani e con meno esperienza – non potrebbero riempire i locali quanto i titolari vorrebbero. Per questo abbiamo l’idea dei pacchetti: unire a una band “forte” altre emergenti, così che il pubblico della prima faccia da traino alle altre».

    L’adesione a Go Eventi da parte delle band è gratuita, con in più la possibilità di guadagnare sugli eventuali cachet. L’obiettivo più ambizioso degli organizzatori – che all’attivo hanno anche uno studio di registrazione, Diva Studio – sarà la realizzazione di un festival targato Go Eventi con la presenza di tutti gli artisti che hanno fatto parte del progetto.

    Marta Traverso

  • Un palcoscenico fra terra e mare: teatri uniti contro la crisi

    Un palcoscenico fra terra e mare: teatri uniti contro la crisi

    Ingresso Teatro della TosseOtto realtà attive a Genova nell’ambito dello spettacolo dal vivo si uniscono per trovare sinergie comuni, sfruttare gli stessi canali di comunicazione e fronteggiare il periodo di crisi: questo, in brevissima sintesi, il progetto Un palcoscenico fra terra e mare presentato alcuni giorni fa e che ha per capofila il Teatro della Tosse.

    Un progetto appena avviato, che – come spiegato nel comunicato stampa di presentazione – «nasce dalla reciproca stima tra queste diverse realtà e dalla compatibilità del lavoro svolto (…) L’intenzione è di presentarsi al territorio come un insieme organico con lo scopo di ampliare il pubblico e aumentare la diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo, condividendo le proprie risorse. Inoltre, sempre nell’ottica di una riduzione dei costi si vuole iniziare a progettare e co-produrre eventi da inserire nelle rispettive programmazioni». Proprio il concetto di “fare rete” è assai presente nelle realtà culturali cittadine, come dimostrano portali istituzionali quali GenovaTeatro, l’adesione a iniziative internazionali come Creative Cities e i primi passi verso una consulta regionale dello spettacolo dal vivo.

    Chi fa parte di Un palcoscenico fra terra e mareIl teatro del centro storico aderisce con la rassegna La Tosse d’estate, che proprio in questi giorni porta in scena ai Giardini Luzzati lo spettacolo Il gran bazar delle Mille e una Notte. A esso si uniscono il Teatro Cargo di Voltri con Teatri e paesaggi (progetto che si svolge a Bogliasco) e il Teatro Garage di San Fruttuoso con la rassegna estiva di cabaret Ridere d’agosto… ma anche prima, giunta alla 23a edizione.

    Teatro di strada e danza con Circumnavigando Festival (la prossima edizione si terrà dal 20 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014) e Corpi Urbani / Urban Bodies a cura dell’Associazione ARTU (7-14 settembre tra Genova e Finale Ligure). Musica dal mondo con il Festival musicale del Mediterraneo e gli spettacoli all’aperto di Lunaria Teatro con il Festival In una Notte d’estate (11 luglio – 16 agosto 2013). C’è infine anche spazio per eventi non genovesi come Aria Festival, attivo dal 2007 a Vernazza.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Love, non solo amore: in inglese sportivo significa anche zero

    Love, non solo amore: in inglese sportivo significa anche zero

    bandiera-inglese-londra-DIL’articolo della scorsa settimana gli ha portato fortuna: ce l’ha fatta Andy Murray a riportare il trofeo di Wimbledon in Gran Bretagna. L’ultimo tennista britannico a trionfare sul prato verde del Centre Court era stato Fred Perry – sì proprio lui, quello delle t-shirt – nel lontano 1936.

    Il punteggio a favore dello scozzese al termine della finale contro il serbo Novak Djokovic, è eloquente: tre set a zero o, come si dice in inglese, three sets to love.

    Love? Ma come: non voleva dire “amore”? In effetti, quest’ultimo è generalmente il significato più comune, ma love è anche una delle tante traduzioni possibili del numero zero in inglese. Nel caso del tennis, l’origine della parola è nel francese l’oeuf, l’uovo, la cui forma ricorda quella dello zero.

    Il termine non è però applicabile a tutti gli sport. Se si parla di un match di calcio, per esempio, 1-0 si legge one nil. Chi ancora conserva qualche vago ricordo del liceo noterà l’assonanza nil / nihil: quest’ultima è una parola latina con il significato di “niente”.

    Apro una piccola parentesi amarcord che si lega a questo discorso. Una decina d’anni fa mi trovavo in un piccolo stadio inglese ad assistere a una partita di League Two, più o meno la nostra ex Serie C2, alla quale era presente come panchinaro nella squadra ospite Paul “Gazza” Gascoigne, noto per essere tanto un talentuoso calciatore in campo quanto uno sciagurato bevitore nei pub di tutto il mondo. La squadra di casa vinceva uno a zero e il pubblico, per punzecchiare Gascoigne, iniziò a cantare: “Gazza, Gazza what’s the score” (“Gazza Gazza qual è il punteggio”). Da burlone qual era, egli si alzò e rispose: “One nil”. Caspita, pure Gascoigne, che parla un inglese incomprensibile anche ai suoi parenti più stretti, dimostrò così di avere una qualche infarinatura di latino. Forse lo aveva studiato nelle nottate romane quando giocava nella Lazio; in fondo sembra che bere qualche bicchiere aiuti a imparare le lingue straniere…

    Spostandoci dallo sport al cinema, come leggere allora Agent 007? Né lovenil. In questo caso, così come quando si vuole comunicare un numero di telefono, 0 si legge oh (pronunciato all’incirca “ou”). James Bond è quindi double oh seven. A proposito: che la smettano di produrre ulteriori seguiti dei film sull’Agente 007. Ci provano in ogni modo, ma di attori che ne impersonino lo spirito come Sean Connery non si è mai trovato e non si troverà più nessuno: né l’attuale interprete Daniel Craig né Pierce Brosnan e nemmeno Roger Moore,  la cui espressività era così ricca che una volta fu definito “uomo capace di riassumere tutte le emozioni umane nel movimento di un sopracciglio”.

    Esiste anche il termine zero, usato in matematica e per indicare la temperatura. The temperature dropped to zero degrees, “la temperatura è scesa a zero gradi”.

    Per concludere, l’ultima traduzione nella quale potete incappare è nought – è possibile anche lo spelling naught. Plans that come to naught, “programmi che non raggiungono nessun risultato”, cantavano i Pink Floyd in una delle loro canzoni capolavoro, Time.

    Noughts sono anche gli zeri nei numeri milionari o miliardari. Si tratta di quei noughts che sono sempre numerosi nelle cifre dell’acquisto di cose inutili e dannose, come i cacciabombardieri in uno Stato la cui Costituzione ripudia la guerra. Riguardo a quanti siano gli zeri quando si parla invece di educazione, sanità e cultura, la risposta la dà Gazza Gascoigne in latino: nihil, in omaggio a Pompei che crolla insieme al livello culturale della nostra Italia … See you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • In territorio nemico: il romanzo collettivo presentato a Genova

    In territorio nemico: il romanzo collettivo presentato a Genova

    in-territorio-nemicoGiovedì 11 luglio 2013 il centro sociale Zapata e Aut Aut 357 organizzano un evento all’aperto in via Balbi, nella piazzetta antistante la Biblioteca Universitaria di Genova: Vanni Santoni – fondatore del sito web e metodo di narrazione Scrittura Industriale Collettiva – presenta In territorio nemico, romanzo scritto da 115 autori sul tema della Resistenza.

    «I partigiani stanno per tornare nella letteratura italiana e perdio sono armati fino ai denti (oltre che supportati dal sangue di 114 scrittori e dall’acciaio di 1 industria pesante)»

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    Lagaccio, vico Cinque Santi: muro pericolante, appello dei cittadini

    lagaccio, muro pericolante in vico 5 santiUn altro muro può crollare. Con queste parole Enrico Testino, promotore della rete Voglio la Gavoglio del quartiere Lagaccio e membro del Direttivo del Consorzio Pianacci, ha lanciato un allarme sul web per sensibilizzare le istituzioni su una questione che si trascina da ormai diversi anni.

    Dopo paura e disagi conseguenza del crollo in via Ventotene, i cittadini del quartiere vogliono evitare un nuovo cedimento, tra l’altro a pochi metri di distanza. Si tratta di un piccolo muro lungo circa 100 metri in vico chiuso dei 5 Santi, una strada stretta fra gli alti palazzi e compresa fra via Ponza e via Sapri. La situazione non è certo paragonabile alla gravità di quanto accaduto in via Ventotene, in cattive condizioni ci sarebbe infatti solo la parte alta e non l’intera parete di sostegno, ma la messa in sicurezza immediata eviterebbe di correre inutili rischi.

    «Un altro muro che può crollare – scrive Testino nella sua lettera aperta – anzi, già crollato in due punti. Sopra a dei giardini di abitazioni private. “Modello” via Dassori. C’è qualche scusa per chi non interviene? Sono convinto della buona fede di tutti ma è evidente… che qualcosa di grave sta accadendo nella gestione della città.» Testino prende infatti spunto da questo disagio per aprire ad una riflessione sul rapporto fra cittadinanza attiva e istituzioni.

    «Un muro che già 4 anni fa portammo, come gruppo di cittadini, all’attenzione degli Assessori di allora (oggi cambiati) e della pletora di tecnici comunali competenti (molti dei quali ancora, senza soluzione di continuità, sono oggi al lavoro in Comune) – racconta Testino – Nessuno dei referenti istituzionali di allora seppe porre rimedio al pericolo, pur con alcuni anni di lavoro davanti. Nessuno degli attuali amministratori ha saputo porci rimedio, pur con un anno di lavoro alle spalle».

    La lettera integrale “Scacco da matti”

     

  • Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    Teatro Cargo: crollo del cornicione, stagione a rischio

    teatro-cargoIl Teatro Cargo sta per compiere vent’anni. La compagnia è infatti nata nel 1994 e dal 2002 ha sede nello spazio di piazza Odicini a Genova Voltri, animando il quartiere con spettacoli di alto livello, progetti teatrali e culturali esportati nel resto della città, in Italia e all’estero, e dal 2010 anche con la riqualificazione del Teatro di Villa Duchessa di Galliera. Un importante traguardo per il principale spazio culturale del Ponente cittadino, tuttavia oscurato da una situazione di degrado che al momento non trova spiragli di risoluzione.

    Riepiloghiamo. Lo scorso 19 giugno Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo di Genova Voltri, comunica sul suo profilo Facebook il crollo del cornicione, pubblicando una foto della facciata (vedi immagine sotto) e un appello: «confidiamo che gli Enti Locali preposti ripristinino subito la sicurezza visto che abbiamo trovato uno sponsor che decora la (squallida) facciata e a settembre vorremmo inaugurare le nostre consuete attività».

    cargo Il cedimento, dovuto a infiltrazioni d’acqua presenti da molto tempo e mai riparate, rischia di compromettere la prossima e ventesima stagione teatrale del Cargo. Abbiamo contattato Laura Sicignano per conoscere gli sviluppi della situazione, a quasi un mese dall’accaduto: «Al momento nulla è stato risolto. Un privato si è offerto di mettere il cornicione in sicurezza ma la normativa lo vieta, in quanto ogni attività di manutenzione deve essere stabilita con una gara pubblica, non sarebbero possibili nemmeno prestazioni di volontariato. Secondo la Convenzione che abbiamo sottoscritto, è previsto che le opere di manutenzione straordinaria (come appunto la riparazione del cornicione e della facciata) siano a carico della Civica Amministrazione: i tecnici del Comune hanno fatto un sopralluogo, ma al momento non abbiamo comunicazioni ufficiali né sulle tempistiche né sulla natura degli interventi necessari. Se le infiltrazioni fossero state controllate prima, il lavoro sarebbe stato più semplice da gestire e meno oneroso: di fatto ora sarebbe necessario un lavoro strutturale, lungo e costoso, ma che non possiamo sostenere perché tra due mesi deve ripartire la stagione teatrale. L’urgenza di questi giorni è fare un “tappullo”, usando un’espressione genovese, più semplice ed economico e che ci dia la possibilità di riaprire senza ritardi. La presenza dei calcinacci davanti al teatro, con il passare dei giorni, sta peggiorando la situazione perché sporcizia e spazzatura si accumulano: un problema non solo per noi, ma per la Biblioteca che ha sede in piazza Odicini e per tutti coloro che abitano il quartiere».

    cargo2 La caduta del cornicione ha dunque interrotto il progetto di restauro della facciata, per il quale era già stato individuato lo sponsor (nell’immagine, pubblicata da Laura Sicignano su Facebook, il rendering del progetto): «Una Consigliera Comunale si è attivata e sta lavorando affinché la situazione venga risolta quanto prima, anche perché ci si avvicina ad agosto e ogni attività durante l’estate subisce rallentamenti. Noi, nel frattempo, stiamo lavorando come se dovessimo ripartire a settembre, anche se le difficoltà sono tante. Se il cornicione fosse crollato a Palazzo Tursi o in un teatro del centro, probabilmente sarebbe già stato riparato: noi prendiamo i soldi con il contagocce, mentre ad altre realtà cittadine sembra che tutto sia dovuto. I cittadini di Voltri sono elettori proprio come chi vive in altri quartieri, hanno gli stessi diritti, la periferia non deve essere un pretesto per considerare “cittadino di serie B” chi vi abita».

    La disparità nella ripartizione dei fondi è un problema sollevato da molte realtà teatrali genovesi, a partire da quelle indipendenti come Tilt, con una domanda spesso ricorrente: Perché produzioni e compagnie che ottengono riconoscimenti fuori Genova faticano a essere “profeti in patria”? Una questione che riguarda anche il Cargo: mentre la raccolta firme per Donne in guerra sta raccogliendo sempre più adesioni, lo spettacolo Scintille (scritto da Laura Sicignano, in scena domenica 14 luglio al Porto Antico) è stato selezionato per la quinta edizione di Face A Face – Parole d’Italia per le scene di Francia e il prossimo 19 settembre sarà rappresentato all’Istituto Italiano di Cultura di New York in occasione dell’anno della cultura italiana negli Stati Uniti.

    Marta Traverso

  • Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Bottiglie vinoSono aperte le iscrizioni per la XIV edizione di Spirito di Vino, concorso internazionale per vignette e illustrazioni indetto ogni anno durante la manifestazione Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia.

    Scopo del bando è disegnare vignette satiriche sul tema del vino: ogni partecipante può inviare fino a tre opere realizzate con qualsiasi tecnica e di dimensione 30×40 cm (orientate dunque in verticale). Il concorso è diviso in due sezioni: una per i vignettisti di età compresa tra 18 e 35 anni, una per gli over 36.

    Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2013 via mail a spiritodivino@mtvfriulivg.it o via posta all’indirizzo Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia – Via del Partidor 7 33100 Udine. Una giuria composta da nomi illustri del panorama satirico italiano selezionerà 30 vignette per ciascuna sezione che saranno esposte all’interno di una mostra allestita per l’occasione.

    Durante la manifestazione Friuli Doc (Udine 16-20 settembre 2013) verranno premiati i primi tre classificati di ciascuna sezione con 75 bottiglie di vino (1° premio), 50 bottiglie (2° premio) e 25 bottiglie (3° premio).

  • Biblioteca Berio, stop estivo all’apertura serale: un aperitivo

    Biblioteca Berio, stop estivo all’apertura serale: un aperitivo

    biblioteca-berio-1Mercoledì 10 luglio 2013 è l’ultima sera di apertura della Biblioteca Berio, che dall’aprile 2010 ha inaugurato il servizio serale prolungando l’apertura fino alle 23 nei giorni di martedì e mercoledì.

    Non si tratta di uno stop definitivo, ma di una pausa estiva (si riprenderà il regolare orario dal 15 settembre): tuttavia è la prima volta che il servizio viene interrotto durante l’estate. Per questa ragione al Berio Cafè si è deciso di organizzare un evento – aperitivo alla presenza di coloro che hanno usufruito dell’apertura serale e per ringraziare i dipendenti che negli anni lo hanno reso possibile.

    Dalle 18 alle 21 si svolge dunque Mi piace la Berio aperta di sera. Come si legge sia nella newsletter del Berio Cafe sia sull’evento Facebook, «Quest’anno viene comunicata, per la prima volta, una sospensione di due mesi: la decisione ci preoccupa per il significato e soprattutto perché ci lascia il dubbio che l’esperienza possa essere interrotta definitivamente».

    In programma aperitivo a 3,50 € con la barman Hilary del locale Virgo Club.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Biblioteca Universitaria di Genova: un trasferimento lungo quindici anni

    Biblioteca Universitaria di Genova: un trasferimento lungo quindici anni

    archivio-libri-scrittura-D1Un sogno destinato a rimanere tale, complici prima la difficoltà di reperire risorse poi la disorganizzazione e la carenza di personale. Parliamo della nuova e prestigiosa sede della Biblioteca Universitaria di Genova, presso l’ex hotel Colombia di piazza Acquaverde di fronte alla stazione Principe, appena sopra alla storica via di Prè, a due passi dalla via Balbi degli studenti. Uno scrigno della memoria finora pressoché vuoto e sempre inaccessibile al pubblico nonostante sia quasi pronto.
    Un investimento da 26 milioni di euro a carico dello Stato, tra acquisto (nel 1999) e restauro della struttura in stile liberty, 13 mila metri quadrati su cinque piani (più due sotterranei) che dovrebbero ospitare oltre 650 mila volumi – di cui almeno 200 mila “a scaffale aperto” dunque a libero accesso – nella più grande biblioteca della Liguria che, nonostante il nome, a livello amministrativo dipende direttamente dal Ministero dei Beni Culturali.
    L’idea originaria è particolarmente ambiziosa, ossia realizzare un polo culturale, dotato di diverse anime: una pubblica, una universitaria ed una di conservazione, visto che racchiuderà in sé la memoria di Genova, compreso il lascito Edoardo Sanguineti, una collezione di circa 25 mila libri che il poeta ha voluto donare alla città. Inoltre, nella struttura troveranno spazio un ristorante all’ultimo piano, una caffetteria ed un bookshop al piano terra, una sala convegni nell’ex salone da ballo, una mediateca nel piano ammezzato.

    Principe ex hotel Colombia. nuova biblioteca universitariaDa quindici anni si parla del progetto e viene annunciata l’imminente apertura della nuova sede, ma immancabilmente – tranne sporadiche quanto temporanee inaugurazioni per mostrare a pochi fortunati lo splendore delle sue sale – le porte della biblioteca rimangono chiuse, lasciando fuori i cittadini.
    Nel 2012, dopo lungo lavoro ai fianchi del Ministero per ottenere lo sblocco dei fondi, i lavori di restauro sono finalmente terminati. Ad oggi, luglio 2013, mancano gli arredi interni – fondamentali per rendere fruibile il materiale librario – mentre i volumi iniziano a traslocare ma solo nei sotterranei dell’ex hotel Colombia, adibiti a magazzino.

    LE RACCOLTE INACCESSIBILI PER GLI UTENTI

    Dunque, il trasferimento, almeno di una parte di volumi (in particolare la sezione moderna e gli acquisti dal 2000 in poi), è in atto. Tuttavia l’operazione «È gestita con iniziative estemporanee che allontanano dall’obiettivo principale di una biblioteca, ovvero rendere al più presto fruibili le raccolte librarie all’utenza – spiega una bibliotecaria – C’è un evidente deficit di organizzazione. I libri, seppur lentamente, si stanno spostando dalla vecchia sede di via Balbi al nuovo magazzino. Però, non si sa quando effettivamente il materiale sarà accessibile per i lettori».

    archivio-libri-scrittura-D3Nonostante ciò, i lavoratori auspicano che per l’autunno 2013 sia possibile attivare la fruizione del materiale documentario, con un’apertura perlomeno parziale. «Dobbiamo studiare la modalità con le poche forze che abbiamo a disposizione, anche perché, inevitabilmente, ci sarà una fase in cui dovremo garantire l’apertura di entrambe le sedi», sottolinea un’altra bibliotecaria.
    Il futuro rimane un’incognita e le notizie arrivano con il contagocce. Era Superba ha provato a chiedere lumi (tramite mail e telefonate) alla Direzione dei Beni Culturali della Liguria, presieduta dall’arch. Maurizio Galletti, senza ottenere risposta.

    In ballo c’è anche il destino del Fondo Sanguineti. «La traslazione è avvenuta circa 2 anni e mezzo fa – raccontano i lavoratori che preferiscono rimanere anonimi – Eppure, attualmente su circa 25 mila volumi complessivi soltanto 3000 sono stati presi in carico dalla biblioteca universitaria». Gli altri rimangono inscatolati in qualche magazzino, chissà dove, con una gestione del trasferimento che appare alquanto improvvisata.

    GLI ARREDI INTERNI

    Principe ex hotel Colombia. nuova biblioteca universitaria.1Come detto in precedenza, affinché la nuova sede sia davvero funzionale, sono necessari gli arredi interni: innanzitutto le scaffalature per disporre i volumi appunto “a scaffale aperto”, secondo la vocazione di una biblioteca che sia eminentemente “pubblica”, poi tavoli, sedie, armadi, ecc.
    Per la fornitura degli arredi si è svolta una gara di appalto da circa 2,7 milioni di euro ma, secondo voci interne, una ditta non vincitrice ha presentato ricorso. Di conseguenza, fin quando non si risolverà il contenzioso giudiziario – e conosciamo i tempi lunghi di simili vicende – la situazione è pressoché bloccata.
    Nel frattempo, come racconta una bibliotecaria «Per il magazzino abbiamo riutilizzato le scaffalature della sede di via Balbi. Il problema è che mancano le scaffalature portanti, quelle fondamentali per organizzare le sale di lettura e consultazione».

    LA CARENZA DI PERSONALE

    La disorganizzazione è indissolubilmente legata alla carenza di forza lavoro. Complessivamente, i dipendenti della biblioteca universitaria sono una cinquantina. Meno di una ventina di essi, però, lavorano come servizio al pubblico. Decisamente troppo pochi per l’idea di polo culturale che è stata illustrata in questi anni.
    «Noi vorremmo che fossero attuate nuove immissioni – spiegano i lavoratori – circa 2 anni fa abbiamo firmato il fabbisogno di personale, indicando la quota di lavoratori mancanti, in base alle piante organiche del’epoca. Oggi siamo messi peggio. Siamo una cinquantina tra uffici amministrativi, back office (catalogazione, ecc.) e servizio al pubblico, mentre dovremmo essere come minimo 80. C’è assolutamente bisogno di forza lavoro, almeno sotto forma di tirocini e stage».

    «L’insufficienza della forza lavoro è un problema nazionale legato a precise scelte politiche – afferma Carlo Brizzi, rappresentante della Cgil-Fp Beni Culturali che, insieme a tutte le altre sigle sindacali, è scesa in piazza sul finire di giugno allo scopo di ribadire l’importanza del settore (e dei suoi lavoratori) per il sistema Paese – In questi giorni finalmente ci confronteremo con il Ministro Bray».
    Il sindacalista spiega: «La Legge Brunetta ha stabilito una fase di ricognizione degli organici che ha portato ad un taglio della forza lavoro del 20%. Il risultato è la pubblicazione degli organici nazionali, dai quali emerge con evidenza una carenza nella cosiddetta 3° area (funzionari) e nella 2° (tecnici), mentre nella 1° area, quella dei servizi ossia il livello più basso, c’è un esubero di 272 unità. Secondo la norma dell’ex ministro della Funzione Pubblica finché non saranno appianati gli esuberi, tramite qualche forma di mobilità o accompagnamento al pensionamento, non sarà possibile procedere a nuove assunzioni. È un vero e proprio paradosso, ci vorranno almeno altri 4-5 anni e nel frattempo tutto è bloccato. Noi abbiamo chiesto l’eliminazione della 1° area. Infatti, servono soprattutto funzionari e tecnici di supporto».

    GLI SPAZI DA AFFIDARE AI PRIVATI

    Un lussuoso ristorante all’ultimo piano, la caffetteria, il bookshop, la mediateca, la sala convegni: sono tanti gli spazi che nelle migliori intenzioni dovrebbero essere dati in affidamento a privati. Oggi, però, con la crisi che non accenna ad allentare la sua morsa, esistono imprenditori pronti a rischiare nel rilancio della zona grazie al volano della biblioteca?
    Per il momento non lo sappiamo perché, a quanto pare, non è stata bandita alcuna gara. Eppure, l’affidamento degli spazi è un’operazione fondamentale per coprire i costi di gestione di una simile struttura.
    «Di collaborazione con i privati si parla ormai da anni – confermano i lavoratori della biblioteca – il progetto originale prevedeva il coinvolgimento attivo della città per rivitalizzare l’area di Principe. Anche il Comune ed altre istituzioni dovrebbero collaborare, magari utilizzando le sale dell’ex hotel Colombia per presentazioni, incontri, dibattiti pubblici».
    Insomma, per far decollare definitivamente il progetto ci vuole la sinergia di diversi soggetti. D’altra parte, una volta che si è concretizzato un investimento così significativo, sarebbe stupido e controproducente tornare indietro. «Per questo siamo convinti che, prima o poi, la nuova sede vedrà la luce – concludono i dipendenti – anche se i tempi rimangono un mistero».

     

    Matteo Quadrone

  • Lavorare all’Oktoberfest di Genova: al via le selezioni

    Lavorare all’Oktoberfest di Genova: al via le selezioni

    Bicchieri di birraSono aperte le selezioni per lavorare all’Oktoberfest 2013 di Genova, che si terrà dal 12 al 22 settembre in piazza della Vittoria ed è organizzato dalla Birreria HB con il patrocinio del Consolato Generale Tedesco di Milano.

    Sono previste circa 30 posizioni lavorative per giovani under 25: tra le mansioni previste portabirra, spillatori, sparecchiatori e allestitori. Sono gradite eventuali esperienze pregresse nel settore della somministrazione.

    I colloqui si terranno presso la Birreria HB – via Bocciardo, Palazzo della Borsa – nelle giornate di giovedì 11 – 18 – 25 luglio 2013 (ore 16-18)

    Sarà necessario portare un curriculum con foto allegate. Per maggiori informazioni contattare la Birreria al numero 010 542988.

    Ricordiamo inoltre che sono aperte le iscrizioni al concorso grafico per il logo di Oktoberfest: la scadenza per inviare la propria candidatura è lunedì 22 luglio 2013.