Autore: erasuperba

  • Greg Lake a Genova, intervista alla storica voce dei King Crimson

    Greg Lake a Genova, intervista alla storica voce dei King Crimson

    greg lakeMeticoloso e facile al nervosismo durante le prove, trascinatore sul palco, affabile, scherzoso e gentile con tutti i fan dopo il concerto. Greg Lake, ospite del Festival Internazionale di Poesia di Genova, si è presentato così al pubblico genovese in visibilio. “Il suo perfezionismo in fase di allestimento è indicativo della sua serietà e di quanto desiderasse una buona riuscita del concerto”, osserva uno degli organizzatori della manifestazione. E a giudicare dalla piccola folla che si è ammucchiata a fine per scattare una foto o avere un autografo su un album (magari in vinile), i tanti fan accorsi sono stati pienamente soddisfatti della performance di questa leggenda vivente della musica prog degli anni Settanta, membro dei King Crimson e successivamente di Emerson, Lake & Palmer.
    L’evento ha rappresentato un’ottima opportunità per parlare con Lake della scena musicale oggi in rapporto al passato e della sua relazione con l’Italia, in particolare con la Liguria.

     

    Pensa che per una band emergente sarebbe possibile oggi avere successo proponendo una musica elaborata e complessa come la vostra?

    «Non ho la sfera di cristallo per conoscere il futuro, ma sinceramente penso di no. L’epoca del rock è finita: è un fatto e bisogna accettarlo. Analogamente al periodo d’oro del cinema di Hollywood, anche il rock’n’roll ha avuto un picco a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, per poi conoscere una flessione. Ciò non significa che la grande musica non esisterà mai più: emergeranno altri artisti, in altre forme, sicuramente diversi da noi, perché nonostante le imposizioni del music business la musica e l’arte in generale parlano direttamente all’anima degli esseri umani e si trasmettono soltanto da persona a persona».

    In quale modo la musica ha segnato la sua generazione?

    «Il rock non è stato solo un movimento musicale, ma una vera rivoluzione culturale sotto diversi punti di vista. Per fare un semplice esempio, oggi è abbastanza comune parlare d’amore. Le giovani generazioni parlano abitualmente di amore per le persone, per il nostro pianeta e per la natura, ma quando ero ragazzo io parlare pubblicamente di questo sentimento era quasi un tabù. A un certo punto, però, arrivarono i Beatles con All you need is love, e in breve love, l’amore, si prese lo spazio che gli spettava, nella musica ma anche più in generale nella società e nella nostra cultura».

    Parlando del nostro paese, qual è il suo rapporto con l’Italia?

    «Per un artista è impossibile non amare l’Italia. In qualunque luogo si vada in Italia e dovunque ci si volti a guardare si è circondati da questi meravigliosi palazzi, quadri e sculture. Voi siete italiani, ci vivete dentro tutti i giorni e forse siete talmente abituati a questa bellezza da non farci caso, ma per chi come me proviene da un paese come l’Inghilterra ogni volta è una gioia venire qui, in un paese così ricco di tesori storici».

    C’è sempre stato un intenso feeling tra i grandi personaggi della letteratura inglese e la Liguria. Shelley è morto a Lerici, Byron ha vissuto a Genova e anche Dickens l’ha celebrata in alcuni suoi scritti. Anche lei ha un rapporto privilegiato con la nostra regione?

    «Sono quarant’anni che vengo qui. Di questo posto amo tutto: l’aria, il clima, il mare (tema caro a Lake, non a caso il concerto era iniziato con la lettura del testo di Pirates, ndr), la cucina – il cibo qui è davvero meraviglioso! E poi, adoro Portofino. La prima volta che ho avvistato dal mare questo piccolo villaggio mi sono stropicciato gli occhi e ho detto ad alta voce: “Ma questo posto esiste davvero?” Non riuscivo a crederci… Quindi, ripeto, non è difficile capire le ragioni per cui un inglese ritorni in questi luoghi con così tanto piacere».

     

    Daniele Canepa e Giuliano Nervi

  • Voix vives: percorsi poetici a Villetta Dinegro

    Voix vives: percorsi poetici a Villetta Dinegro

    villetta-di-negro-2Sabato 22 giugno 2013, nel programma del Festival di Poesia, si svolge a Villetta Di Negro l’evento Voix vives: due giorni di percorsi poetici nel parco alle spalle del centro città, che ospita anche il Museo di Arte Orientale.

    Alle ore 23 percorso notturno con i poeti Antonio Carletti, Alberto Nocerino Rossella Majore Tamponi. Una camminata di un’ora e mezza che permette di raccontare del marchese Gio. Carlo Di Negro, della sua Villetta e del suo giardino, appena rinnovato, dei personaggi storici e letterari di cui ospita i
    busti in bronzo e in marmo.

    Leggi il programma completo del Festival di poesia, che termina domenica 23 giugno.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    pechakucha-6Un format nato in Giappone, diffuso in tutto il mondo e che da poco più di un anno è di casa anche a Genova, trovando una collocazione fissa nei Giardini Luzzati.

    Sto parlando del Pechakucha Night, evento giunto alla sesta edizione che prevede la presentazione pubblica di progetti secondo un modello standard, 20 slide in 6 minuti. Ieri sera (giovedì 20 giugno 2013) si è svolta la sesta edizione, preceduta dal concerto di Lorenzo Malvezzi, che ha visto alternarsi 12 progetti legati all’arte, all’associazionismo e all’imprenditoria.

    Si è partiti proprio con gli ospiti della serata: con la prima slide, una foto storica dell’area che oggi ospita i Giardini Luzzati, Marco Montoli ha raccontato l’impegno dell’associazione Il Ce.Sto per rivalutare quest’area del centro storico. I Giardini sono anche il “quartier generale” dell’associazione VintaGe – che si impegna da alcuni anni a promuovere la cultura vintage e la prossima settimana sarà al Porto Antico per la terza edizione di Vintage in Porto (martedì 25 saremo alla conferenza stampa e vi racconteremo maggiori dettagli) – e di GecoEco, startup che promuove la green economy e la mobilità sostenibile attraverso il noleggio e la riparazione di bici elettriche.

    A seguire Manena Hostel: tre ragazzi rimasti senza lavoro, che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato (e trovato) alla Maddalena uno spazio idoneo per aprire il primo ostello del centro storico, inaugurato lo scorso novembre a due passi da via Garibaldi. Uno spazio che da subito ha creato una sinergia con Y.E.A.S.T. per i loro progetti di scambio internazionale: Monica e Stefania, tra un bagno nelle bolle di sapone e una t-shirt di solidarietà ai manifestanti di Gezi Park, hanno illustrato le diverse iniziative dell’associazione. Scambi di una o due settimane finanziati dall’Unione Europea, gli eventi artistico-gastronomici DeGustibus e un imminente progetto di mobilità sostenibile in collaborazione con l’associazione Abitanti della Maddalena.

    Passando all’arte è il turno di Vanuart, che illustra le numerose mostre e iniziative proposte in varie zone della città. Proprio grazie all’associazione fondata da Sabrina Losciale si sono conosciuti gli artisti Cri EcoAlessandro Gatti e Federico Patrone, che insieme hanno dato vita al progetto Interazioni, una serie di performance che vedono la commistione di diverse discipline artistiche. Proprio durante uno dei loro primi eventi il sopranista Andrea Giambelli, che accompagnava il trio, è stato “notato ” ingaggiato da una compagnia teatrale di Copenaghen per uno spettacolo che si terrà ad agosto.

    I brani del cantautore Federico Giacobbe si accompagnano alle altre presentazioni della serata. Francesco Rotta, ideatore di cruciverba e giochi di brain training, illustra il suo progetto rivolto ai ristoranti, per creare giochi ad hoc sulle tovagliette di carta. Oimemì, negozio aperto al Carmine lo scorso dicembre che vende t-shirt, pezzi unici realizzati da artisti genovesi o provenienti da ogni parte del mondo.

    Infine due progetti giunti dalla Calabria e da Milano. Pixel è ideato da tre architette calabresi e prevede la riqualificazione dei container come unità abitative, mentre Ivan è un poeta avanguardista che dal 2003 gira l’Italia e il mondo per realizzare performance di poesia viva. Nelle giornate di oggi e domani Ivan sta operando alla Maddalena: come spiega Luca Curtaz, presidente dell’associazione Abitanti della Maddalena «Ivan sta eseguendo dei ritratti poetici di abitanti, esercenti e passanti della Maddalena. L’azione è in atto su serrande di commercianti che hanno dato la loro disponibilità, Luca il fruttivendolo e Beatrice Giannoni ceramista, e sulla palizzata del cantiere dell’asilo in costruzione in vico della Rosa. sono ritratti poetici di persone della Maddalena. Lui presta la sua opera gratuitamente, con il supporto di AMa e Civ Maddalena».

    Marta Traverso

  • Festival Asalto, Saragozza: bando di concorso per artisti

    Festival Asalto, Saragozza: bando di concorso per artisti

    artista-bigben-londra-DIAperto un nuovo bando per artisti che consentirà di partecipare al Festival Asalto di Saragozza, che si svolgerà nella cittadina spagnola dal 7 al 14 settembre 2013 e prevede l’allestimento dell’intera città come spazio artistico en plein air..

    Sono ammessi al concorso artisti singoli o in collettivo, di qualsiasi nazionalità e di età superiore ai 18 anni, che realizzino opere con qualsiasi genere e tecnica (murales, installazioni, nuove tecnologie, etc).

    Per candidarsi si dovrà inviare entro il 15 luglio 2013 all’indirizzo mail join@festivalasalto.com il modulo di partecipazione, tre immagini a presentazione del portfolio e una descrizione del progetto in lingua inglese.

    Gli artisti selezionati avranno spesati i costi di viaggio, vitto, alloggio e allestimento.

    [foto di Diego Arbore]

  • Le piante aromatiche più adatte per la terrazza o il balcone

    Le piante aromatiche più adatte per la terrazza o il balcone

    salvia-officinalisQuesta settimana forniremo qualche suggerimento su quali piante aromatiche sia possibile coltivare in cassette ed in vasi, in spazi limitati, sui balconi e sulle terrazze.
    In generale, va detto che, per le piante da frutto, le verdure ed affini, i migliori risultati si ottegono senza dubbio nella terra piena. Nulla può infatti essere paragonato ad un orto, dove le piante sono ben esposte al sole, possono affondare nel terreno le radici e svilupparsi liberamente. Tuttavia, una scelta attenta delle varietà e delle loro tipologie permette di rosmarinoottenere, anche in spazi ridotti e molto esposti (ad es: una terrazza assolata) risultati eccellenti. E’ infatti interessante notare che queste essenze garantiscono, su terrazze, balconi e persino in cassette sulle finestre, riscontri ottimi, sia da un punto di vista della produzione alimentare che da sotto un profilo prettamente estetico. Se ben combinate la varietà delle foglie, i colori delle piccole infiorescenze ed il loro portamento arbustivo, permettono di realizzare contenitori variopinti e variegati che uniscono, al piacere del risultato della produzione casalinga, un indubbio aspetto decorativo.
    timoIn tema di piante aromatiche, possiamo menzionare, oltre alle abituali basilico, origano, erba salvia, rosmarino, le meno note e diffuse erba cipollina, peperoncini, prezzemolo, finocchio selvatico, cappero, erba luisa, maggiorana, timo, mirto
    In particolare, durante l’estate, suggerisco proprio la coltivazione degli spesso assai sottovalutati peperoncini. Esistono molte differenti varietà di questa pianta, esse differiscono sia nella forma del frutto (rotondeggiante, appuntito, più o meno bitorzoluto) che nella sua colorazione (dal giallo cappero-salinapiù o meno intenso, all’arancione, al rosso vivo, fino al viola-bluastro). Il peperoncino è poi caratterizzato dall’estrema semplicità colturale. Saranno infatti sufficienti una esposizione al sole, una innaffiatura nei momenti di siccità ed una eventuale concimazione per ottenere ottimi risultati: le piante si sviluppano molto alla svelta e senza problemi. Importante è scegliere bene la varietà adatta al contesto ed al contenitore in quanto le dimensioni dei cespugli sono molto diverse a seconda delle specie, potendo variare da poche decine di centimetri fino al metro o metro e mezzo. Le infiorescenze sono poco mirtoappariscenti ma molto numerose, con fiori piccoli, a forma di stella bianchi. I frutti sono abbondantissimi, colorati e restano a lungo sulla pianta anche dopo la loro completa maturazione. Si possono infatti raccogliere o lasciare, come elemento decorativo, sui rami dell’arbusto fino al tardo autunno.
    Al di là del peperoncino, tutte le essenze aromatiche sopra menzionate, possono poi essere combinate tra loro creando vasconi di medie dimensioni, esteticamente ed olfattivamente interessanti. In estate infatti queste piante producono infiorescenze, magari peperoncini di calabrianon molto appariscenti, ma numerose e decorativamente rilevanti. Si spazia infatti dal blu intenso del rosmarino, al violetto della salvia, al bianco puro con pistilli screziati di viola del cappero, al bianco metallico del mirto, fino al rosa del timo
    A parte le piante più note su cui non ci soffermiamo, una particolare menzione merita la pianta del cappero. Quest’ultimo cresce spontaneo in natura, negli anfratti e nelle fessure dei muri, in terreni aridi ed inospitali. E’ pianta estremamente frugale e, per ottenere risultati adeguati, deve essere lasciata crescere spontaneamente e libera di svilupparsi e di adattarsi all’ambiente. Cresce anche da seme ma esso deve essere piantato seguendo una procedura piuttosto complessa, che non garantisce sempre risultati certi. Per questo finocchio-selvatico1suggeriamo l’acquisto ed il più semplice impianto di piccoli cespugli già coltivati. Una volta posizionato in loco, il cappero produce fioriture abbondantissime e quasi esotiche che scintillano nella luce del sole estivo. I frutti sono, come noto, commestibili. Se si coglie il bocciolo prima della fioritura si avranno i capperi cui siamo usualmente abituati e più comuni. Se invece si stacca il seme, dopo la fine della fioritura e la maturazione, si avranno grosse bacche verdi, contenenti semini dal gusto più marcato. Mescolato al mirto dalle foglie scure, a cespugli di rosmarino ed a disordinarti ciuffi di finocchietto selvatico, il cappero permette di ottenere insiemi articolati e cromaticamente vari. I colori delle foglie varieranno infatti dal verde più chiaro (finocchietto) a quello più intenso (mirto), le fioriture si susseguiranno nel tempo, con piccole infiorescenze nei toni del bianco e dell’azzurro, con l’eccezione del caratteristico giallo-verdastro degli ombrelli fioriti del finocchietto. Un insieme inusuale che dimostra che anche le piante aromatiche, se ben scelte e combinate tra loro, possono validamente competere con insiemi (spesso banali o troppo colorati) di gerani, tageti, petunie ed altre annuali estive.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Smart City: cos’è e quanto ne sappiamo? Un convegno a Villa Serra

    Smart City: cos’è e quanto ne sappiamo? Un convegno a Villa Serra

    villa-serra-di-comago-d5Venerdì 21 giugno 2013, a partire dalle 15, Villa Serra di Comago ospita un convegno sul tema Genova e Hinterland: dalla città metropolitana alla Smart City.

    Un incontro per guardare oltre la crisi e disegnare insieme il futuro dei nostri territori: stimato che 4 italiani su 5 non hanno mai sentito parlare di Smart City, è fondamentale avviare un confronto su questo tema, anche in prospettiva dell’abolizione delle Province e l’avvento della Città Metropolitana.

    Tra i relatori il Consigliere del Municipio Levante Walter Vassallo, esperto policy e coordinatore progetti europei; Gloria Piaggio, segretario generale dell’Associazione Genova Smart City ; Michele Vianello, direttore a Venezia del Parco Scientifico Vega.

    Leggi il programma del convegno.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Palazzo via Maritano: nuovo progetto, ancora troppo impattante

    Palazzo via Maritano: nuovo progetto, ancora troppo impattante

    via-ortigara-edilizia-begato-d2La rivisitazione progettuale della nuova costruzione prevista tra via Ortigara e via Maritano (presentata il 24 maggio scorso in sede di Conferenza dei Servizi in Seduta Referente) non soddisfa i cittadini e neppure il Municipio Valpolcera.
    L’intervento edilizio – nonostante la riduzione di 1 piano e del numero di alloggi (da 55 a 50, come previsto da una delibera di Giunta comunale del 31 gennaio) – rimane pur sempre troppo impattante per una zona soffocata dalla cementificazione selvaggia.
    Ieri il consiglio municipale della Valpolcevera ha approvato un documento di osservazioni (con i voti favorevoli di Pd, Sel, Fds, Idv, Lega; Pdl assente, Udc astenuto, M5S e Gruppo Misto contrari) che riconosce ai progettisti lo sforzo di ridurre sia il numero degli alloggi sia l’impatto visivo, tuttavia, ribadisce: «… l’edificio che si costruirà in via Maritano, per poter essere considerato accettabile nel contesto, dovrebbe avvicinarsi al profilo del manufatto precedente e quindi dovrebbe essere ancora ridotto almeno di un ulteriore piano, eventualmente ricollocando le unità abitative rivalutando gli spazi accessori e di servizio».

    D’altra parte, il Municipio aveva già espresso all’unanimità parere contrario (ma non vincolante) al progetto in commissione consiliare (19 ottobre 2012) e successivo consiglio (25 ottobre 2012). Ma la richiesta principale, ovvero «… realizzare un’opera non eccedente i volumi di altezza del precedente edificio già demolito, riprendendo lo sky line di tale costruzione (32 alloggi)», in definitiva non è stata accolta.

    «La rivisitazione del progetto è un tentativo di migliorare le cose, anche se insufficiente – spiegano i residenti – I consiglieri municipali hanno fatto quello che potevano, nei limiti delle loro competenze. Lo stesso impegno, purtroppo, non possiamo riconoscerlo a Comune e Regione. Forse è mancata la volontà di valutare attentamente alcuni aspetti. In particolare, in sede di Conferenza dei Servizi, i tecnici di Spim hanno giustificato la presenza di almeno 50 appartamenti quale condizione essenziale per continuare a mantenere il finanziamento regionale che, in caso contrario, verrebbe meno. Nell’accordo per l’attuazione del Programma Locale per la casa esistono alcuni vincoli, ma questo passaggio non è stato esplorato in maniera adeguata. Probabilmente una maggiore collaborazione tra amministratori comunali e regionali avrebbe consentito di ottenere un risultato più vicino alle nostre aspettative, ossia al massimo una trentina di unità abitative».

    Senza dimenticare che «Il Comune da solo mette sul piatto quasi 6 milioni di euro – concludono i residenti – È una cifra significativa e secondo noi occorre un’attenta analisi dei costi/benefici di un simile intervento. Parte di queste ingenti risorse potrebbero essere impiegate per sistemare altri alloggi pubblici della zona, oggi sfitti perché versano in cattivo stato, come ha sottolineato il comitato del quartiere Diamante».

    Il margine di tempo per provare a rivedere nuovamente il progetto si assottiglia sempre più. La conferenza dei Servizi in Seduta Deliberante, infatti, dovrebbe svolgersi entro la fine di agosto. In tale occasione sarà presa la decisione finale in merito all’intervento di edificazione nell’area tra via Ortigara e via Maritano.
    Gli abitanti nei prossimi giorni si incontreranno per organizzarsi e manifestare, come sempre in maniera civile, il loro dissenso.

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Crevari Invade 2013: programma del festival di musica e solidarietà

    Crevari Invade 2013: programma del festival di musica e solidarietà

    Crevari InvadeMusica dal vivo, focaccette e solidarietà: questa la formula di Crevari Invade, festival che si svolge ogni estate nella sede ANPI di Campenave e che quest’anno spegne 21 candeline.

    La prossima edizione si terrà da venerdì 21 a domenica 23 giugno e vedrà alternarsi sul palco alcune band della città. Questo il programma dei concerti: venerdì One Night Band, Born in the Sixties e Deriva; sabato SconVoltri, Audio80 e Lele delle Scimmie; domenica Madame Blague e No Man Eyes.

    Per capire come si è evoluto nel tempo il festival, ho posto alcune domande allo staff: «Crevari Invade è nato come festa di paese, per portare qualcosa di diverso in una periferia che vent’anni fa non offriva (e probabilmente non offre) grandi occasioni. Dopo i primi anni, un po’ in sordina, oggi Crevari Invade è diventata un’occasione per passare del tempo assieme, ascoltare musica, gustare le focaccette e una birra con un occhio di riguardo alla solidarietà. Ogni anno scegliamo un’iniziativa benefica a cui destinare il ricavato, cercando soprattutto di impegnarci “localmente” affinché possa essere condivisa e fruibile da più persone possibili: il nostro ultimo impegno si formalizzerà fra pochi giorni, con la consegna di un ecografo per il reparto di neonatologia dell’ospedale Evangelico di Voltri. Non lo si può definire né un “festival musicale” e neanche una “sagra”: è l’insieme di queste cose, un equilibrio in cui ogni aspetto gioca la sua parte».

    Un evento che si basa sul volontariato, con l’impegno dello staff e il contributo degli abitanti del quartiere e di alcune associazioni, tra cui Onde Sonore di Arenzano che contribuisce al service musicale: «Non riceviamo (meglio, non chiediamo) nessun tipo di finanziamento. Cerchiamo di fare tutto con le nostre forze: se ci è rimasto un po’ di fondo cassa dagli anni precedenti si parte con quello, altrimenti ognuno contribuisce come può. Da sempre riceviamo supporto logistico da parte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Sezione di Crevari, che ci ospita gratuitamente nei suoi locali presso i quali organizziamo la manifestazione».

    Marta Traverso

  • Il Cantiere: corso di scrittura creativa al Parco di Portofino

    Il Cantiere: corso di scrittura creativa al Parco di Portofino

    Portofino, levante di GenovaLa casa editrice Marcos y Marcos presenta il progetto Il Cantiere. Canzoni che diventano storie, un corso di scrittura creativa che si svolgerà al Parco di Portofino (Mulino del Gassetta) da venerdì 28 a domenica 30 giugno 2013.

    Tengono il corso un cantautore (Federico Sirianni), uno scrittore (Bruno Osimo) e un editor (
    Claudia Tarolo
    , cofondatrice di Marcos Y Marcos).

    Obiettivo del laboratorio è trarre racconti brevi e narrazioni dalle canzoni. I partecipanti al corso potranno leggere i loro elaborati durante il Premio Bindi 2013, a Santa Margherita Ligure dal 5 al 7 luglio 2013.

    Il prezzo del corso è 320 €, di cui 15 come quota di iscrizione all’Associazione Letteratura Rinnovabile. La quota comprende due pranzi al Mulino del Gassetta, due aperitivi e gli spostamenti interni. Con una quota aggiuntiva di 70 € sarà possibile alloggiare due notti all’ostello Istituto Colombo di Santa Margherita Ligure.

    Il laboratorio partirà al numero minimo di 10 partecipanti. Info e iscrizioni corsi@marcosymarcos.com – 02 29515688.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • L’esame di inglese ai politici italiani: errori, gaffe, promossi e bocciati

    L’esame di inglese ai politici italiani: errori, gaffe, promossi e bocciati

    Beppe GrilloSiamo a giugno ed è tempo di pagelle ed esami di maturità. Come se la cavano le personalità italiane più influenti con la lingua inglese? Passerebbero l’anno? Giudicando dai casi che ho preso in esame, il livello di preparazione sembra alquanto carente.

    Partiamo dal nostro ex massimo rappresentante, Silvio Berlusconi. La pronuncia alquanto singolare di United States  (lui li chiama Iunai Steis) non è certo un buon biglietto da visita, ma Silvio prosegue imperterrito trasformando anche but in buzz e and in av … Se a queste sommiamo la sua idea che Google sia in realtà Gogol (chissà, forse è un involontario omaggio all’omonimo scrittore russo)  possiamo desumere che quando parlava dell’importanza delle tre I (inglese, informatica, impresa) il Berlusca stesse pensando a se stesso e a un imminente ritorno tra i banchi di scuola, magari nella classe di Maristella, la compìta maestrina di campagna diventata Ministro della (D)Istruzione. Fail (“bocciato”).

    Meglio non fa il fido scudiero Ignazio La Russa, il quale, durante una conferenza stampa internazionale, dopo aver lasciato gli ultimi rimasugli delle sue unghie sugli specchi, non è in grado di mettere insieme più di cinque parole inglesi e deve infine cedere la parola a un collaboratore. D’altra parte, da un uomo che ha battezzato i suoi figli con i nomi di Geronimo e Apache ci si poteva aspettare che si esprimesse nella lingua di Sitting Bull, “Toro Seduto”, e non in quella di Buffalo Bill e del Generale Custer. Bocciato in inglese, ma promosso in cultura Sioux.

    Un po’ meglio, ma non troppo, se la cava Beppe Grillo, che in modo stentato riesce a comporre qualche frase di senso compiuto in un’intervista all’emittente CNBC. Rimandato.

    Passano l’esame di inglese, invece, Mario Monti ed Enrico Letta. E’ evidente che chi si esercita costantemente in una lingua straniera raggiunge ottimi risultati. I due, frequentatori assidui del blindatissimo, inavvicinabile e ultra-elitario gruppo internazionale Bilderberg, mostrano una buona padronanza dell’inglese. Promossi.

     

    Spostando l’attenzione all’ambito sportivo, per gli allenatori italiani sembra essere di moda – e di aiuto al portafogli – emigrare all’estero. E’ il caso del coach di basket Ettore Messina, entrato nello staff tecnico dei leggendari Los Angeles Lakers nel 2011-2012: il suo inglese è eccellente. Promosso.

    Non benissimo, invece, fece Carlo Ancelotti qualche anno fa: alla prima conferenza stampa da manager del Chelsea Football Club esordì con un I’m joke (letteralmente: “Sono scherzo”), anziché I’m joking (“Sto scherzando”), che fece sorridere i giornalisti presenti. A onor del vero, da quella conferenza stampa il suo inglese è via via migliorato. Promosso.

    In ultimo, non poteva mancare Giovanni Trapattoni. I suoi interventi in un italiano improbabile sono stati per anni fonte d’ispirazione per la trasmissione televisiva comica Mai Dire Gol. E’ stato però all’estero che l’allenatore milanese si è davvero scatenato; in Germania, al termine di una conferenza stampa passata alla storia, affermò: “Ich habe fertig,” che tradotto letteralmente dal tedesco significherebbe: “Io ho pronto” oppure “Io sono terminato”. In Irlanda, dove attualmente allena, si è distinto per la frase: “No say the cat is in the sac when you have not the cat in the sac.” Nell’ilarità generale, l’interprete è andata vicina allo svenimento … Come spiegare ai giornalisti: “Non dire gatto se non l’hai nel sacco?” Inutile sottolineare che pronunciata nel modo in cui è stata formulata da Trapattoni la frase non ha alcun senso. Tuttavia, i presenti sembravano aver compreso, forse grazie alla spontaneità del mitico Trap, a riprova del fatto che la comunicazione è fatta all’ottanta per cento di comunicazione non verbale. Promosso.

    See you!

     

    Daniele Canepa

  • Limpido Festival: Teatro Garage, cinque giorni di spettacoli

    Limpido Festival: Teatro Garage, cinque giorni di spettacoli

    Teatro GarageDa giovedì 20 a lunedì 24 giugno 2013 il Teatro Garage di Genova San Fruttuoso ospita LimpidoFestival, una rassegna di spettacoli a cura di Gruppolimpido.

    Fil rouge degli spettacoli (leggi il programma) sarà la vita e i metodi poco convenzionali per attraversarla.

    Ogni giorno in scena diverse rappresentazioni, che saranno poi replicate tutte insieme nella giornata di domenica 23 giugno. L’ultima sera, lunedì 24, sarà ospite la compagnia teatrale galiziana Maricastana.

    Gruppolimpido fa parte di Tilt Teatro.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    limpido

     

  • Servizi di rete, Enel: guadagnare due volte sullo stesso servizio

    Servizi di rete, Enel: guadagnare due volte sullo stesso servizio

    enel-energia-elettrica-DIDopo la pubblicazione dell’articolo della scorsa settimana, siamo stati letteralmente subissati di telefonate che ci chiedevano a vario titolo alcuni chiarimenti di natura comportamentale in caso di contenzioso con un gestore che fornisce energia elettrica e/o gas.

    Voglio citare due esempi che maggiormente ricalcano situazioni tipo.

    Il primo caso ce lo segnala la signora Monica, la quale acquista una casa e poi la cede in comodato d’uso a sua zia; quest’ultima entra convinta di potere attivare contratti di fornitura di energia elettrica e gas senza problemi. E invece non è andata così.
    Il vecchio proprietario ha lasciato un debito nei confronti di GDF Suez, la quale, essendo titolare dei due punti vendita (luce e gas) non ne vuole sapere di ripristinare il tutto, a meno che la signora Monica non saldi il dovuto; quanto è il dovuto? “Eh, signora, non glielo possiamo dire per privacy…” Ora, fossimo in un paese normale certe cose nemmeno verrebbero pensate, ma in Italia tutto è possibile.
    E così si scopre che:

    1. la normativa AEEG prevede che, per il libero mercato, l’azienda titolare del punto di fornitura, può decidere in totale autonomia se continuare a distribuire o meno luce e/o gas. Ora, voi vi chiederete: ma che razza di normativa è questa? E’ quella accettata dalle associazioni di consumatori che poco fanno per tutelare davvero i cittadini.

    2. nel caso di Monica, il vecchio proprietario ha lasciato la residenza in quell’immobile e quindi, paradossalmente, GDF Suez, da un punto di vista giuridico non ha tutti i torti, se non fosse per l’esistenza di una raccomandata che spiega tutto e chiede lo sblocco della situazione. Sarà dunque compito di Monica recarsi presso il comune e notiziare dell’irreperibilità del piantadebiti di turno.

    Il secondo caso, capitato a molti utenti domestici, è un’altra situazione negativa, però mi dà ragione di quanto sostengo da anni.

    Enel Energia inserisce nelle proprie fatture la voce “Servizi di rete“. Evviva la trasparenza, potremmo dire…
    Difatti, essa altro non è che il pagamento “del passaggio di energia attraverso i fili del distributore“; in parole povere, i gestori che operano nel libero mercato debbono pagare una sorta di affitto dei fili o delle tubature al “proprietario”.
    Orbene, – nei casi di specie – il venditore è Enel Servizio Elettrico. Ciò significa che Enel Energia paga ad Enel Servizio Elettrico l’affitto per il passaggio dell’energia attraverso i fili di proprietà di quest’ulitma, ribaltandone il costo sull’utente finale, non sappiamo se aumentato oppure no.

    Questo spiega in maniera inequivocabile il motivo per cui molti distributori del mercato tutelato si siano buttati anche nel libero mercato, un modo comodo per guadagnare due volte sul medesimo servizio.

    Col beneplacito di AEEG ed associazioni di consumatori.

    AMEN.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Ex Convento Santi Giacomo e Filippo, via Assarotti: il punto sui lavori

    Ex Convento Santi Giacomo e Filippo, via Assarotti: il punto sui lavori

    cantiere-lavori-santi-giacomo-filippo-2Il complesso dell’ex Monastero dei Santi Giacomo e Filippo è uno dei molti edifici storici di Genova. Sorto nel 1224 in quello che poi è diventato il centro nevralgico della città –tra Via Serra e Via Assarotti, a due passi da Piazza Corvetto-, la struttura storica ha subito nel corso del tempo un processo di degrado e abbandono, venendo sempre più lasciata a se stessa. Soprattutto negli ultimi decenni. Pensare che si parla di una superficie di 6569 metri quadri in pieno centro rimasti inutilizzati. Nel settembre 2009, finalmente, è stato indetto un bando per l’assegnazione dell’appalto per la ristrutturazione del complesso e la sua riconversione in centro direzionale e residenziale, con annesso park interrato fino a -5.

    Vinto il concorso (da CODELFA spa), assegnati i lavori (a un’associazione temporanea di impresa formata da SIBILLASSOCIATI S.r.l., Studio PESSION Associato, Studio MARTIGNONE e Associati, Studio Tecnico Ronzoni Associati, Arch. Sonia Segimiro) e iniziati effettivamente nell’aprile 2010, questi sarebbero dovuti essere terminati in “915 giorni”, come si legge proprio all’ingresso del cantiere che affaccia su Via Assarotti. Circa due anni e mezzo: entro la fine del 2012/inizio 2013 i lavori sarebbero dovuti essere conclusi. E invece a che punto siamo?

    La struttura

    Di origine medievale, la pianta originaria del convento era costituita da un chiostro a forma irregolare, articolato su quattro livelli. Una parte delle volumetrie è crollata nel corso degli anni (durante la Seconda Guerra Mondiale, nel corso dei bombardamenti che hanno colpito duramente la zona, radendo al suolo parte dei giardini dell’Acquasola), mentre la struttura restante ha conservato la sua fisionomia originaria, costruita in pietra e mattoni con volte affrescate (con decorazioni anche di interesse storico, come ad esempio gli affreschi di Paolo Gerolamo Piola, nella Sala Capitolare, datati 1700). Il tutto è vincolato ai sensi dell’art.157 del D. Lgs 22/01/2001 n. 42, sulla salvaguardia dei bene architettonici e archeologici di interesse pubblico.

    Il progetto

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    Il progetto prevede la demolizione e la ricostruzione di parte delle due ali (nord e ovest) delle quattro che definiscono lo spazio aperto del chiostro ed il completo restauro di quelle sud ed est. Negli spazi aperti sul lato nord, l’autorimessa interrata su cinque livelli, previa realizzazione nella struttura originaria di paratie in cemento armato e tiranti perimetrali. La ristrutturazione è curata dalla società San Bartolomeo, partecipata al 55% (tramite Tono 2) da Spim spa, società di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà esclusiva del Comune di Genova, e al 45% dalla società privata S.Bart srl, di cui sono socie le società Torre Elah srl e il Gruppo Valle.

    I lavori sono articolati in 5 lotti:

    Lotto 1, autorimessa interrata: circa 145 box, in un park che scende di 5 livelli sottoterra. L’autorimessa sarà divisa in una parte pertinenziale, riservata a lavoratori e residenti del complesso, e in una parte a libera commercializzazione. Sulla copertura della autorimessa verrà realizzato un piazzale carrabile, con accesso dalla Via Assarotti, pavimentato in lastre di arenaria e finito con verde pensile.
    Lotto 2, ala nord: con affaccio sulla copertura della autorimessa verso nord e sul cortile centrale verso sud, qui la realizzazione di 6 livelli d’uso, con piano terra direzionale e i soprastanti a destinazione residenziale.
    Lotto 3, ala ovest: demolizione di parte della costruzione esistente e ricostruzione con inserimento di struttura metallica di sostegno, solai, copertura integrale.
    Lotto 4, ala est: su Salita San Bartolomeo degli Armeni, la ristrutturazione della struttura, con modifiche interne ai vari piani e restauro delle volte al piano terra, al piano primo e secondo. Il progetto prevede la destinazione a residenza ai piani 2, 3, 4 e direzionale ai piani terra e primo, con accesso principale da Salita San Bartolomeo.
    – Lotto 5, esterno: sistemazione a verde del cortile centrale porticato. Inoltre, la sistemazione di aree limitrofe al complesso, non di proprietà del committente ma inserite nel progetto (ad esempio, lo spazio pedonale di accesso al porticato al piano terra, dal lato degli uffici direzionali Iren e dell’ala est su Salita San Bartolomeo.

    Il progetto non ha mancato di suscitare, già nel 2009 e 2010, le proteste di molti, che ne denunciavano la ristrutturazione sconsiderata e la profonda trasformazione cui l’edificio – dall’alto valore storico e architettonico – sarebbe andato incontro. Ad esempio, suscitava scalpore che l’oratorio al piano terra, con affreschi di valore, venisse destinato a ospitare un ufficio aperto al pubblico di Iren. O ancora che si andasse a mettere le mani su un bene simile con l’obiettivo di trasformarlo in parcheggio: business che non muore mai – come ci dimostrano recenti e meno recenti investimenti genovesi – ma che di certo non rende giustizia al valore dell’edificio.

    Oggi la situazione qual è? Il cantiere è aperto e non sembrano esserci grandi criticità, nonostante il tutto dovesse essere già ultimato. Noi, visto il ritardo nella consegna del nuovo complesso, siamo stati sul posto per verificare con i nostri occhi: di certo l’inaugurazione del nuovo centro direzionale non sarà imminente, ma i lavori proseguono di buona lena. Non resta quindi che attendere la chiusura del cantiere, nella speranza che dell’ex convento non rimanga ai posteri soltanto il ricordo dei libri di storia…

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    ghettup-tvIL PRECEDENTE

    Giugno 1985: inaugura nel centro storico di Genova – prima in via San Lorenzo, successivamente a Palazzo Imperiale – la galleria d’arte Leonardi V-Idea, creata da Rosa Leonardi con l’obiettivo di ospitare mostre e iniziative di sperimentazione di video arte (la V del nome della galleria sta appunto per video). La prima mostra è una personale dei GMM (Giovanotti Mondani Meccanici), un collettivo nato nel 1984 e considerato pioniere nella video e computer art in Italia, in anni in cui l’utilizzo dei computer non era così diffuso come oggi.

    Febbraio 2010: in vico Croce Bianca apre GhettUp Casa di Quartiere, uno spazio che fa parte di un più ampio progetto sociale denominato ToGhettoToghether. A seguito di un bando del Municipio Centro Est per i Contratti di quartiere (progetti di riqualificazione di zone urbane in forte degrado), una rete di associazioni guidate dalla Comunità San Benedetto al Porto hanno attivato cinque progetti di riqualificazione del Ghetto, finanziati con 7,5 milioni di euro da Regione e Ministero delle Infrastrutture, uno dei quali è appunto la Casa di Quartiere.

    Qui si svolgeranno attività di vario tipo, gratuite e aperte a chiunque voglia partecipare: corsi di italiano per stranieri, sportello di accoglienza e tutela legale, servizi rivolti alle transessuali che lavorano nel quartiere e la creazione di un laboratorio televisivo e di un giornale di strada.

    IL PRESENTE

    A tre anni dall’apertura della Casa di Quartiere, come procedono i vari progetti che vi trovano spazio? Incontro alcuni membri del comitato di redazione di Ghettup Tv a Palazzo Ducale, in occasione di una loro mostra al Festival di poesia che sarà visibile fino a domenica 23 giugno nella sala Spazio 42Rosso – Cortile Maggiore.

    Come mi spiegano Alexandru Teodorescu e Mostafa Aatif (quest’ultimo autore del testo che vedete in foto, ndr), membri del comitato di redazione, «La tv è solo una delle molte attività che si fanno nella Casa di Quartiere: è nato come laboratorio aperto a tutti di ripresa e montaggio video, soprattutto abitanti del quartiere o persone che lo frequentano per lavoro, a partire dalle transessuali e da chi frequenta la moschea. Non ci piace definirla una “tv di quartiere” intesa come “quartiere – Ghetto”, ma piuttosto un progetto per raccontare tutti i quartieri del mondo. Tra le persone che hanno frequentato i laboratori si è creato un nucleo fisso di persone, curiosamente tutte di nazionalità diverse, che sono diventati il comitato di redazione: ognuno di noi svolge professioni diverse, ma ci riuniamo periodicamente per trovare nuove idee e spunti per i video, con il coinvolgimento attivo di tutte le persone che frequentano la Casa. La tv è autogestita e autofinanziata, disponiamo ancora delle attrezzature acquistate con il primo finanziamento di GhettUp e talvolta realizziamo video su commissione, che promuovono attività culturali, sociali e di impegno civile e che ci permettono di avere piccole sovvenzioni. Inoltre tutto il software che utilizziamo è open source, collaboriamo in questa direzione con Lanterna Digitale».

    Il progetto di GhettUp Tv, che per il momento ha video disponibili solo su YouTube e Vimeo, ma avrà presto un suo sito web, è organizzare in futuro nuovi laboratori per portare nuove persone a conoscere le attività della Casa. In questo senso è fondamentale la collaborazione di Leonardi V-Idea: a coordinare le attività del comitato di redazione è Gianfranco Pangrazio, figlio di Rosa Leonardi. «La mostra qui a Palazzo Ducale espone sia video di GhettUp sia di Leonardi V-Idea – mi racconta Alessandra Visentin L’intento di Rosa era dare spazio ad artisti italiani molto noti all’estero ma quasi per nulla conosciuti nel nostro Paese, come appunto i GMM, ma anche di portare a Genova opere di artisti stranieri. La video arte negli ultimi trent’anni ha avuto infatti un fortissimo sviluppo all’estero, ma assai minore in Italia. Il lavoro di Rosa Leonardi – morta nel giugno 2002 – continua idealmente a GhettUp Tv: portare un’alternativa alle tv commerciali, proprio come lei ha voluto dare valore a forme d’arte alternative e sperimentali».

    Un progetto che non si pone affatto in concorrenza con le emittenti televisive locali e nazionali, quanto piuttosto come un’alternativa: «Chi partecipa a GhettUp Tv propone un tema che desidera documentare “dall’interno”, tendiamo a scegliere quegli argomenti che i media non approfondiscono o che toccano da vicino gli interessi sociali del quartiere. Un esempio è Back Home, una sorta di “sotto-associazione” di GhettUp creata da un gruppo di ragazzi senegalesi che hanno deciso di raccontare com’è veramente la vita in Italia, per evitare l’immagine falsamente positiva che porta moltissime persone a emigrare qui convinti che ci sia un elevato grado di ricchezza e benessere».

    Marta Traverso

  • Teatro dell’Archivolto: la nuova stagione, musica e cena in piazza

    Teatro dell’Archivolto: la nuova stagione, musica e cena in piazza

    teatro-archivolto-2Non si fermano le attività del Teatro dell’Archivolto di Genova Sampierdarena, che nonostante la crisi ha potuto contare sull’appoggio degli abitanti del quartiere e di numerosi sostenitori: sono state raccolte oltre 7.000 firme a sostegno del teatro, nella petizione per scongiurare la chiusura.

    Oggi, mercoledì 19 giugno (a partire dalle 19), il Teatro presenta la stagione 2013/2014 e apre la campagna abbonamenti: tutto questo avviene in una serata di musica, danze, cibo e baratto in piazza Modena.

    Pina Rando e Giorgio Gallione presentano i prossimi spettacoli, a seguire ci sarà la sagra urbana all’aperto con gli abitanti della zona e chiunque vorrà partecipare.

    Nel corso della serata sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento alla nuova stagione a un prezzo ridotto, 120 € per dieci ingressi.

    Tutto questo avviene anche con il sostegno morale delle istituzioni: nella seduta del Consiglio Comunale di ieri (martedì 18 giugno) uno dei punti all’ordine del giorno riguardava proprio la sorte del Teatro. È infatti passato all’unanimità l’impegno congiunto di Comune e Regione per pianificare un’azione di ricerca fondi, che potranno provenire da eventuale contributo di finanziamenti europei o ministeriali o da sponsor privati.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)