Autore: erasuperba

  • Concorso musicale per band emergenti: Indipendente Mente

    Concorso musicale per band emergenti: Indipendente Mente

    musica-concerti-pianofortePer festeggiare i suoi 35 anni di carriera e in occasione della pubblicazione del nuovo album Frankenstein, il MEI organizza un contest dedicato a Enrico Ruggeri: cantautori e band sono invitati a realizzare la cover di uno fra i suoi brani più noti, a scelta dalla discografia del cantautore.

    Sono ammessi tutti i generi musicali: le 12 canzoni migliori saranno inserite in una compilation digitale, 4 artisti potranno esibirsi nella serata di premiazione e il vincitore potrà suonare al Mei 2.0, a Faenza dal 27 al 29 settembre 2013.

    La scadenza per partecipare è il 5 settembre 2013: il brano dovrà essere inviato tramite Soundcloud o link analogo a mei@materialimusicali.it

    In giuria: Enrico Ruggeri, Giordano Sangiorgi, Fabio Gallo e altri giornalisti e operatori del settore.

  • Londra, Chelsea Flower Show: esposizione di landscape design e giardinaggio

    Londra, Chelsea Flower Show: esposizione di landscape design e giardinaggio

    chelsea flower showQuesta settimana parleremo del Chelsea Flower Show di Londra. Per chi è appassionato di botanica e per gli addetti ai lavori, questa è l’Esposizione di giardinaggio e di “landscape design”. Essa si tiene ogni anno a Londra, a fine maggio (l’edizione 2013 tra il 21 ed il 25), ed espone il meglio della produzione di piante, le novità in campo botanico ed i progetti dei più noti paesaggisti al mondo. Consiste, nel Regno Unito che è da sempre ed in assoluto il Paese più appassionato del “verde”, in una enorme esposizione che caratterizza ed influenza, per alcuni giorni, la vita sociale di Londra. Secondo gli esperti, il Chelsea Flower Show non è paragonabile con le italiane, chelsea flower showseppure celebri, Euroflora di Genova, “I tre giorni per il Giardino del Castello di Masino”, “Orticola” dei giardini Indro Montanelli a Milano e neppure con il famoso, francese “Festival Internazionale dei Giardini di Chamount-sur-Loire”. Per dare un’idea dell’incidenza sulla vita della città, all’edizione dello scorso anno si sono recate oltre duecentomila persone e ciò nonostante il costo del biglietto non sia proprio abbordabile (si parla di alcune decine di Sterline per una permanenza di poche ore). Ospiti fissi all’inaugurazione sono i Membri della Casa Reale inglese, da sempre appassionati di botanica e patrocinatori di questa manifestazione. L’esposizione si svolge negli oltre quattro ettari e mezzo di giardini dell’antico e chelsea flower showsplendido Royal Hospital di Chelsea ed è il palcoscenico tanto per i progettisti che per l’“high society” inglese ed internazionale. Il “dress code” di molti ospiti è impeccabile: con signore dagli incredibili cappellini colorati ed a tema floreale. In questa sede vengono presentati i progetti più avveniristici in tema di “landscape design”, qui si espongono nuove varietà di fiori, erbacee perenni e si decidono i trend futuri in tema di paesaggistica, sia essa minimalista, neobarocca o di pura fantasia. Da questa esposizione sono poi passati molti dei più acclamati, moderni progettisti, provenienti dall’Inghilterra, dall’Olanda, dall’Italia e da tutto il resto del Mondo. Nonostante gli anglosassoni rivendichino una sorta di supremazia in fatto di giardini, sono, chelsea flower showin generale, ben propensi alle novità ed assai democratici nelle valutazioni degli stranieri presenti alle loro manifestazioni. Chi merita vince, qualunque sia la sua provenienza geografica. Ottenere una menzione od una Medal a questa esposizione (per la Gold ricordiamo quest’anno quella al Trailfinders Australian Garden by Fleming’s (Best Show Garden)), concessa attraverso il vaglio di una attenta e preparatissima giuria, equivale ad entrare nella Storia del Giardinaggio …ed avere una quasi certa e brillante carriera internazionale di fronte a sé… Alcuni partecipanti alle precedenti esposizioni progettano infatti oggi giardini in ogni angolo del mondo: da quello del resort ecocompatibile in Africa, a qualche terrazza verde a New York, alle isole artificiali di un emirato fino alle storiche balze di celebri parchi persi nella campagna toscana… chelsea flower showQuest’anno il Chelsea Flower Show ha poi celebrato il suo centesimo anniversario, dimostrando che l’esposizione non solo è più che mai viva ma che sa anche evolversi nel tempo ed autocelebrarsi con un’ironia tutta britannica. In proposito, ho letto qualche giorno fa, su un quotidiano inglese, che quest’anno, nell’Olimpo del giardinaggio, sono stati persino ammessi i tanto criticati “gnomi da giardino”… Si tratta di una eccezione del tutto eccezionale ovviamente, ma tant’è essi hanno potuto varcare i, finora, impenetrabili cancelli… Queste sculture ornamentali, come qualunque altra creatura mitologica dai colori vistosi, sono infatti sempre state, chelsea flower showdall’anno di fondazione ossia dal 1913 fino all’edizione attuale, rigorosamente bandite dalla manifestazione. Gli organizzatori devono avere, in fondo, pensato che se se ne è avvalso Philippe Starck in collaborazione con Kartell, progettandoli inizialmente proprio per un famoso hotel londinese… avrebbero, forse, potuto “cedere” anche loro… In fondo poi bisognava anche un po’ “smitizzare”, con ironia tutta inglese, la centesima edizione dello storico Show… Da buoni inglesi, essi poi non sottovalutano mai il lato commerciale di ogni loro attività e per celebrare l’esposizione si sono persino avvalsi di locandine non proprio caratterizzate dal tradizionale “aplomb” britannico. Di certo non penseresti di vederle abbinate ad una antica ed “aristocratica” esposizione di giardini! chelsea flower showTuttavia la peculiarità del mondo anglosassone sta proprio in questo: l’eccellenza mescolata alla quotidianità. In un antico castello puoi infatti trovare un preziosissimo mobile antico affiancato ad una cesta di vimini o alle cose di tutti i giorni, un Pari del Regno che pota, in logori abiti da giardino, i cespugli tra i visitatori (un po’ increduli!) del suo Palazzo e quindi visitare una manifestazione che mira e tocca l’indiscussa eccellenza in cui si mescolano esperti da tutto il mondo, reali, appassionati da ogni dove e migliaia di persone qualsiasi. Tutti, alla pari, si “strapperanno” letteralmente di mano, l’ultima giornata della manifestazione, le piante dagli stand della manifestazione che volge al termine… Ogni anno, Londra e le sue vie si trasformano così in una colorata fiumana di persone che, a piedi, in bicicletta o con ogni altro mezzo possibile, portano via con sé, visibilmente “trionfanti”, una pianta ibridata proprio quell’anno o un pezzetto di quella che, sui giornali di settore ma anche sui quotidiani internazionale del giorno successivo, diventerà la Storia del Giardinaggio.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    video-omofobiaDa venerdì 14 giugno 2013 una nuova installazione permanente al Museo di Villa Croce a Genova: si tratta del video Questo è amore – This is love, presentato a Palazzo Ducale in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia 2013.

    L’evento di inaugurazione vede la presenza dei relatori:
    Francesca Biasetton (Artista e Calligrafa);
    – Ilaria Bonacossa (Curatrice delle Attività Espositive di Villa Croce);
    – Luca Borzani (Presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura);
    – Carla Sibilla (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova);
    – Nicla Vassallo (Professore Ordinario di Filosofia Teoretica)

    Ingresso libero fino a esaurimento posti.

    Guarda il video.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Nodo ferroviario Genova: lavori fermi, imprese e residenti in difficoltà

    Nodo ferroviario Genova: lavori fermi, imprese e residenti in difficoltà

    Fegino. nodo ferroviarioPerché le Ferrovie dello Stato (oggi Società per Azioni, ndr) – pur non disponendo del denaro necessario – avviano la realizzazione di grandi opere? È lecita la domanda che si pongono residenti e commercianti del quartiere di Fegino (del quale ci siamo occupati ieri, a proposito della messa in sicurezza dell’omonimo torrente) di fronte all’impasse degli interventi per la realizzazione del Nodo ferroviario genovese, fermi al palo ormai da alcuni mesi (anche se le Ferrovie ufficialmente smentiscono e parlano di “forti rallentamenti”, ndr).
    Per la conclusione dei lavori si parla di almeno un anno di ritardo rispetto al crono programma annunciato: fine del 2017, anziché fine 2016. La causa? La situazione di difficoltà economica che attanaglia le imprese appaltatrici dell’opera, riunite nel consorzio Eureca.

    Da fine 2012 è in corso un contenzioso tra i committenti, ovvero Rfi, Italfer (società di Ferrovie dello Stato S.p.A.) ed il consorzio, in merito ai costi degli interventi. Le ditte rivendicano un corrispettivo più alto, rispetto alla cifra con la quale era stato assegnato l’appalto. Secondo le notizie circolate, si tratta di una richiesta aggiuntiva di circa 150 milioni di euro. Non proprio noccioline.
    Attualmente il confronto prosegue alla ricerca di un’intesa tra le parti in causa ma, nel caso non si riuscisse a raggiungere un compromesso, la conseguenza potrebbe essere la rescissione del contratto, con un ulteriore allungamento dei tempi.
    «Mi auguro davvero che il cantiere del Nodo non si fermi (anche se a dire il vero è già fermo, ndr) perché si tratta di un’opera fondamentale per spostare quote di traffico su ferro – ha dichiarato una settimana fa l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita – Bisogna lavorare tutti per trovare in tempi brevi una soluzione».

    I residenti, che per lunghi mesi hanno sopportato i disagi del cantiere, oggi sono increduli. «Dopo un avvio in pompa magna, adesso è praticamente tutto bloccato – racconta Franco Traverso, abitante e portavoce del Comitato per la riqualificazione di Fegino – gli operai delle imprese impegnate nel Nodo ferroviario sono in cassa integrazione. Così, oltre al danno, c’è pure la beffa: i lavori sono fermi ormai da mesi, mentre gli ammortizzatori sociali li paghiamo noi cittadini. Vorrei sapere che senso ha tutto ciò».
    Angelo Spanò, ex consigliere provinciale dei Verdi, aggiunge un’amara constatazione: «In questa città non si riescono a realizzare neppure le opere condivise da tutti, come il Nodo, come si fa a parlare di Gronda e Terzo valico, interventi così divisivi?».

    La “roggia” di via Evandro Ferri

    Fegino. nodo ferroviario1Il cantiere del Nodo si affaccia su via Evandro Ferri, la strada che attraversa il quartiere di Fegino. Sotto il selciato, perpendicolare al rio Fegino, scorre l’antica “roggia” (canale artificiale, proveniente generalmente da un corso d’acqua più ampio, per l’irrigazione o per altri usi, nrd) che dalla località Barabini di Trasta conduce l’acqua in direzione di Cornigliano. La storica roggia, che serviva le realtà artigianali e agricole della zona, è stata interrotta all’altezza del torrente e deviata nel suo letto.
    Questa modifica, secondo alcuni abitanti, è la causa dei frequenti allagamenti in via Ferri e Corso Perrone. «La parte di via Ferri è stata parzialmente sistemata – spiega Traverso – Va dato atto all’ex presidente del Municipio Valpolcevera, Gianni Crivello, di aver capito l’importanza della roggia». Infatti, nel 2011, lungo la strada sono stati realizzati 3 bocchettoni che, in caso di evento alluvionale, dovrebbero servire a smaltire le acque.
    Ma i lavori per la grande opera rischiano di compromettere il vecchio canale sotterraneo. Chi conosce la storia del quartiere esprime timore, come ricorda Traverso «All’interno dell’area di cantiere c’è una zona che un tempo ospitava i truogoli comunali. E qui sotto scorre la famosa roggia. Ebbene, proprio in corrispondenza dei truogoli, sorgerà uno dei due piloni che reggeranno il nuovo cavalcavia ferroviario. Questa struttura creerà dei problemi – conclude Traverso – Noi abbiamo chiesto di realizzare un canale che conduca le acque direttamente dentro al torrente Polcevera».

    La nuova stazione dei Carabinieri: ancora un’incognita

    Il secondo pilone del nuovo cavalcavia, invece, rimpiazzerà l’attuale caserma dei carabinieri di via Ferri che sarà demolita. I carabinieri saranno trasferiti in un grande edificio in corso di realizzazione presso un’area FS adiacente alla stazione ferroviaria di Rivarolo (sempre nell’ambito del potenziamento del Nodo genovese): anche questo intervento, da almeno un anno  subisce continui ritardi, dovuti a ripetute interruzioni dei lavori. Oggi è tutto nuovamente fermo ed è visibile solo uno scheletro perennemente circondato dai ponteggi. L’intenzione è quella di realizzare una stazione unica dei carabinieri per Rivarolo, Pontedecimo e Bolzaneto. Con la conseguente perdita dei presidi territoriali nei singoli quartieri.

    Rivarolo. nuova stazione carabinieriRivarolo. nuova stazione carabinieri1

     

     

     

     

     

     

     

    La partecipazione mancata

    Gli abitanti ricordano che, quando l’intervento è partito «Le Ferrovie ci avevano fornito delle garanzie – spiega Traverso – Anche le istituzioni, tramite la creazione dell’Osservatorio sui lavori del Nodo, voluto dall’ex presidente del Municipio Val Polcevera, Gianni Crivello, ci avevano rassicurato».
    L’Osservatorio, però, si è rivelato una vera e propria beffa (come è successo con il suo omologo sulla Gronda): «Ci siamo riuniti una volta soltanto e mai più», sottolinea Traverso.
    Da alcuni mesi la comunicazione con le Ferrovie si è interrotta. E pure il dialogo con il Municipio è diventato difficile. «Una volta a Fegino c’era la sede del Pci e sapevi di poter contare sull’ascolto di qualcuno – conclude Traverso – Oggi per avere un colloquio con l’attuale presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni, abbiamo dovuto mandare una raccomandata. E ancora attendiamo risposta».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    marassi-bassa-valbisagno-corso-de-stefanisLo scorso gennaio il Municipio III Val Bisagno ha aperto un bando per progetti rivolti ai giovani, finalizzato a rilanciare il quartiere e al tempo stesso valorizzare il grande impegno che ragazzi e ragazze genovesi hanno messo in campo dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, a partire dal gruppo Angeli col fango sulle magliette.

    Il bando è stato vinto dall’associazione di promozione sociale Il Moltiplicatore, che sta avviando un progetto di banca del tempo per giovani: «Da un evento tragico, quale è stato l’alluvione, si è riscontrata una straordinaria partecipazione dei giovani. Il nostro progetto, seppur “piccolo” rispetto ad altre realtà cittadine, ha voluto valorizzare proprio questo aspetto: la possibilità per i ragazzi di dedicare parte del loro tempo ad attività utili per il territorio in cui vivono, studiano o lavorano» ci spiega Ica Arkel, una dei curatori del progetto.

    Cos’è una banca del tempo? Si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro, i cui componenti sono chiamati correntisti, ma che invece del denaro mettono a disposizione tempo, disponibilità e competenze. La banca attiva sinergie con associazioni del territorio o progetti specifici, e i correntisti hanno la possibilità di versare parte del loro tempo nei progetti scelti, e ottenere in cambio beni o servizi. L’associazione Il Moltiplicatore ha attiva una propria banca del tempo – chiamata Giratempo – dal 2006 presso la Casa delle Donne in Salita del Prione, in due scuole genovesi (a Murta e San Teodoro) e dal 2010 presso la sede del Municipio III in piazza Manzoni.

    Il progetto Nascono i fiori, nella sua prima fase di attuazione, prevederà il coinvolgimento di 100 giovani tra i 18 e i 30 anni che saranno impegnati per 40 ore: dieci di formazione e trenta di attività, che potranno svolgersi nell’ambito della riqualificazione di aree verdi, progetti di interesse sociale e collaborazione con altre associazioni del territorio, fra cui per esempio Nonsoloparole per il riciclo dei tappi o il Teatro dell’Ortica (l’elenco aggiornato delle associazioni partecipanti è consultabile sul sito). In cambio i giovani riceveranno un voucher da spendere nei negozi del quartiere che hanno subito danni durante l’alluvione: «I ragazzi hanno l’opportunità di ricevere un piccolo guadagno, non in denaro ma sotto forma di buono acquisto, allo scopo di rivitalizzare il circuito economico del quartiere e sostenere quelle attività commerciali che dopo l’alluvione hanno avuto le maggiori difficoltà. Lo scopo del progetto – una volta che sarà terminata questa prima fase – è creare nel quartiere una banca del tempo per giovani che operi in maniera stabile».

    Infine, a conclusione di questa prima fase di progetto verrà realizzato uno spettacolo presso il Teatro dell’Ortica in concomitanza del 4 novembre 2013 (dunque a due anni dall’alluvione), durante il quale alcuni volontari porteranno sul palco la loro esperienza.

    La ricerca è ancora aperta, per candidarsi è sufficiente mandare una mail a info@nasconoifiori.it.

    Marta Traverso

  • Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    fotografia-concorso-foto-DIFestival Circulations è l’evento che ogni anno raduna a Parigi i migliori fotografi d’Europa e che nella scorsa edizione, tenutasi a Bagatelle Park, ha visto la presenza di 43 artisti e 28.000 spettatori: la terza edizione si terrà dal 7 febbraio al 16 marzo 2014 presso Centquatre, uno spazio culturale multidisciplinare.

    Sono aperte le selezioni per partecipare, la scadenza è 21 settembre 2013: saranno ammessi al Festival 20 fotografi da tutta Europa, senza limiti di età, che rappresentino opere contemporanee senza vincoli di tema o tecnica.

    Per iscriversi è necessario inviare all’indirizzo Fetart Chez Picturetank – 19 rue Bisson – 75020 Paris il seguente materiale:
    modulo di iscrizione compilato e firmato
    – portfolio (max 15 foto 21 x 29.7 cm)
    – curriculum artistico (1.000 / 1.500 battute)
    – testo di presentazione delle opere
    – quota di partecipazione di 5 €, da pagare tramite Paypal o assegno.

    Una giuria selezionerà le opere in base a qualità artistica e rilevanza del progetto fotografico. I partecipanti selezionati riceveranno una comunicazione entro novembre 2013 e le istruzioni per inviare le loro opere in alta definizione agli organizzatori. Gli artisti dovranno pagare personalmente le spese di viaggio e alloggio durante il periodo del Festival, oltre che l’iscrizione all’associazione organizzatrice (quota 60 € annuali).

    Per maggiori informazioni scrivere a candidature@fetart.org.

    [foto di Diego Arbore]

  • Superare il doublespeak: comunicare, condividere e comprendere

    Superare il doublespeak: comunicare, condividere e comprendere

    microfono-radio-speaker-voce

    Come abbiamo visto nella puntata precedente, con il termine composto inglese Doublespeak si definisce il “dire senza dir nulla” al fine di fuorviare l’ascoltatore, nascondere la realtà a volte cruda e spiacevole dei fatti e arrivare in alcuni casi a capovolgere la verità.

    Ecco quindi che in campo economico si parla di spending review invece che di “tagli indiscriminati”, mentre in politica estera vanno di moda le peacekeeping missions, le missioni di pace, conosciute anche dalle popolazioni che le subiscono come “vere e proprie azioni di guerra”, le quali costano ogni anno anche al nostro paese tante morti inutili e diversi miliardi di Euro nonostante – minuscolo irrilevante particolare – tali missioni siano ripudiate dall’Articolo 11 della nostra Costituzione.

    Fingiamo invece di fare ciò che gran parte dei mass media non fanno quasi mai, ovvero andare nella direzione opposta del Doublespeak senza usare mezzi termini.

    Partiamo dal campo della gestione dei rifiuti con il “termovalorizzatore”, nel quale proditoriamente è stata inserita la parola “valore”, dal significato rassicurante, per addolcire la descrizione di un impianto che in realtà è un inceneritore. Non è un caso che chi è a favore di questo tipo di impianti preferisca usare il primo termine. Matteo Renzi, per esempio, non li ritiene nocivi alla salute, mentre il suo avversario (o mentore?) Berlusconi piazzerebbe un bel termovalorizzatore vicino agli ospedali, forse per permettere ai malati di svolgere delle salutari sessioni di inalazioni respirando, invece che l’eucalipto, parte del vapore prodotto nell’incenerimento dei rifiuti.

    Spostando l’attenzione verso il mondo del lavoro, si sta facendo strada il termine inglese placement, ancora poco noto e quindi sufficientemente elusivo, in affiancamento alla parola francese stage, la quale ormai nella percezione collettiva condensa il concetto di “periodo di lavoro gratuito in azienda con la flebile quanto illusoria speranza di arrivare dopo mesi a strappare un contratto sottopagato precario”. Un mio amico, giustamente, la definisce: “schiavitù dei giorni nostri”.

    A proposito di stage, è bene chiarire alcuni punti prettamente linguistici. La pronuncia corretta della parola che utilizziamo in italiano per indicare un periodo in un’azienda è alla francese e fa rima con garage, la quale già da tempo fa parte del nostro vocabolario.

    Anche in inglese esiste il termine stage, ma la pronuncia è diversa in quanto facente rima con page (“pagina”) o age (“età”). Essa ha principalmente due significati. Il primo è “palco”: All the world’s a stage, (“Tutto il mondo è un palcoscenico”) scriveva William Shakespeare, mentre il secondo è “fase”, “tappa”. Per esempio, possiamo affermare: Our relationship is going through a difficult stage (“la nostra relazione sta attraversando una fase difficile”) oppure The Giro d’Italia is a stage race (“il Giro d’Italia è una corsa a tappe”). Se vi rivolgerete a un interlocutore anglofono usando la parola stage come traduzione di “tirocinio”, non verrete compresi. Dovrete invece parlare di internship oppure, come detto, di placement.

    Tornando al Doublespeak, sarebbe interessante verificare la reazione dell’opinione pubblica se fosse esposta alla nuda verità piuttosto che intontita con giri di parole astrusi e fuorvianti. E’ ora che i mezzi di comunicazione chiamino le cose con il loro nome. Potremmo a tale riguardo coniare un nuovo termine: Monospeak, oppure Unispeak: parlare per comunicare davvero… Quale preferite? See you!

     

    Daniele Canepa

      

  • Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    pino-petruzzelliSono sempre più numerose le esperienze di agricoltura sostenibile, biologica e di rinnovamento: singoli contadini o aziende agricole fanno scelte di questo tipo per garantire prodotti di maggiore qualità e distribuiti su distanze ravvicinate, nella logica del km zero.

    A questo tema è dedicato un incontro a cura di Aiab, l’associazione ligure dei produttori biologici, che giovedì 13 giugno (ore 19.30) è ospite ai Giardini Luzzati per la tavola rotonda Ricominciamo dal km0: un’altra idea di progresso.

    Sarà presente l’attore Pino Petruzzelli, che ha portato a teatro uno spettacolo intitolato proprio Chilometro zero.

    A seguire aperitivo vegan za cura del Collettivo Babette e concerto live di Matteo Castellano.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    claudio-pozzani-d1Genova, 16 giugno 2013? No: Dublino, 16 giugno 1904. Eccezionalmente anche quest’anno il 16 giugno il capoluogo ligure si trasforma nella capitale irlandese per festeggiare il Bloomsday, in attesa dell’anniversario dei centodieci anni che si festeggeranno nel 2014.
    Genova si veste a festa per celebrare a suo modo (e in parallelo con Dublino) la giornata di Leopold Bloom, il protagonista del romanzo Ulysses di James Joyce: una serie di eventi musicali e reading si svolgeranno in giro per tutta la città, in location particolari e scelte appositamente per l’occasione, ognuna delle quali si ricollega al testo dello scrittore irlandese. L’evento si svolge all’interno del Festival Internazionale di Poesia (leggi il programma completo), in programma dal 16 al 23 giugno. I fedeli apostoli di Joyce sparsi per tutta Genova (e non solo) si stanno preparando ad affrontare quella che più che una giornata dedicata al capolavoro letterario di Joyce sembra una maratona: si parte alle 9 e si finisce alle 24, girando la città, riproducendo il percorso che svolge Bloom nel romanzo e rileggendo l’opera intera. Sulle tracce di Leopold, della moglie Molly e del giovane Stephen Dedalus, 16 ore di letture non-stop in oltre 20 luoghi della città, in cui gli amanti dell’autore dublinese correranno all’impazzata da Palazzo Reale, al Museo Luzzati, fino a Staglieno, con una pausa ristorante alla Douce Patisserie di Piazza Matteotti.

    Il Bloomsday si inserisce ormai da consuetudine in apertura del Festival genovese di poesia, voluto e organizzato da Claudio Pozzani, poeta e artista di fama mondiale (sempre attivo e impegnato a intessere contatti internazionali: proprio nei giorni pre-Festival si trovava in Ecuador) e dai natali genovesi: «Il Bloomsday esiste nel Festival da sei anni –racconta Pozzani-, con un successo crescente sia di lettori che di pubblico. È stato voluto da me e dal Prof. Bacigalupo, in un ottimo esempio di collaborazione dal basso. La collaborazione dei gestori dei luoghi è fantastica, soprattutto quest’anno che l’evento cade di domenica e nessuno di loro ha voluto rinunciare ad essere presente».

    Altra occasione di approfondimento (questa volta però extra-Festival, ma sempre rivolta a tutti gli appassionati joyciani): lunedì 27 maggio, a partire dalle 11.30 alle 17.30 alla Biblioteca di Lingue (Piazza Santa Sabina, 2) si svolgerà un confronto-dibattito dal titolo Tradurre Ulysses di James Joyce, incentrato proprio sul confronto tra varie traduzioni (l’ultima, del 2013) del libro e organizzato dal Dipartimento di Lingue e culture moderne dell’Università degli Studi di Genova. Anche la partecipazione di studiosi illustri: Sara Sullam da Milano, Enrico Terrinoni da Perugia e Elisabetta d’Erme da Trieste.

    GENOVA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA, edizione 2013

    Il Festival Internazionale di Poesia di Genova è organizzato dall’associazione genovese Parole Spalancate, un’equipe di persone con diverse professionalità che portano avanti un progetto culturale, in un momento storico in cui questo tipo di attività richiede sforzi economici e capacità di reinventarsi. La manifestazione presenta anche quest’anno un calendario fitto di incontri, reading, spettacoli e concerti, con poeti, artisti, intellettuali da tutto il mondo: Kashmir, Tunisia, Marocco, Palestina, Irak, Libia, Siria, Libano, Bosnia, Grecia, Ecuador, Canada, Mali, Armenia, Haiti sono solo alcuni dei paesi coinvolti nell’evento.
    Ripercorriamo un po’ di storia, con l’aiuto del direttore Pozzani: «L’idea nasce nel 1994, anche perché allora non c’erano grandi festival di poesia (e neanche di letteratura) in Italia, dopo la fine di MilanoPoesia e Castelpoerziano. La prima edizione era itinerante e lunga 22 giorni: la poesia non è mai stata così popolare, ma tutti se ne abbeverano senza riconoscerne i meriti, dalla pubblicità alla politica, alle altri arti».

    E anche quest’anno le cose sono state fatte in grande: all’interno della diciannovesima edizione, due giornate (21 e 22 giugno) dedicate al Festival Voix Vives di Sète: un festival itinerante che coinvolge El Jadida (Marocco), Toledo (Spagna) e appunto Genova. Prima a Lodève, poi a Sète (entrambi nella Francia meridionale), da quest’anno Voix Vives arriva nella nostra città, grazie ai buoni rapporti di collaborazione che proseguono da oltre 15 anni tra l’equipe genovese e quella del Festival Voix Vives. Sono previsti una serie di spettacoli nel parco di Villetta Di Negro fresco di restyling e pronto ad accogliere i visitatori. Un nuovo approdo per il Festival, che cerca in questo modo di coinvolgere anche quei luoghi della città che restano solitamente un po’ più nell’ombra, ma che meritano di essere riscoperti: così, gli organizzatori vogliono contribuire alla crescita culturale della città, aprendo anche questo nuovo spazio di Villetta di Negro (uno dei parchi cittadini più grandi e sicuramente uno dei più centrali e strategici) all’arte e la cultura. Dopo l’inizio col Bloomsday, l’inaugurazione vera e propria del 17 giugno avrà come padrino per questa edizione Alessandro Haber, che proporrà al pubblico un percorso poetico composto da letture di brani di vari autori. Da non perdere anche il reading-concerto di Greg Lake, sì proprio lui: il Lake degli Emerson Lake & Palmer, nonché fondatore dello storico gruppo, leggenda del prog anni ’70, King Crimson. Greg Lake approderà a Genova il 21 giugno per il suo spettacolo nella suggestiva location di Palazzo Ducale, nel Cortile Maggiore, per parlare della sua esperienza ed esegue dal vivo alcuni suoi brani e testi entrati nella storia della musica moderna. Perché, come è ovvio, la musica è anche poesia, e viceversa, due straordinari mezzi di comunicazione: chi meglio di un musicista del calibro di Lake può svelarci il legame profondo che le accomuna?

    Oltre 100 eventi gratuiti: il programma è raddoppiato, in tempi in cui molti preferiscono dimezzare. Questa la sfida del Festival, che porta a Genova le eccellenze della cultura contemporanea internazionale, e che riesce a declinare così bene poesia, musica, teatro, e tutte le forme di espressione artistica.

    «Il festival è come una tela vuota che ogni anno riempiamo di colori fatti di idee e poeti – conclude Pozzani- quest’anno l’immagine guida è un apriscatole che apre una scatola piena di parole e lo slogan “parole spalancate, menti aperte”. Non vuole essere una vetrina di autori che vengono a presentare i propri libri oppure un evento in cui la poesia sia in secondo piano rispetto ad altre attività commerciali. Qui la poesia è mostrata nella sua veste più diretta, dalla voce degli stessi autori provenienti da tutto il mondo, senza filtri».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Rio Fegino, messa in sicurezza: mancano soldi per interventi a monte

    Rio Fegino, messa in sicurezza: mancano soldi per interventi a monte

    Fegino. rio. passerella abusiva1A breve partiranno i lavori per la realizzazione del nuovo ponte di via Ferri e la messa in sicurezza – parziale – del rio Fegino, in Val Polcevera, uno dei corsi d’acqua nostrani che desta maggiore preoccupazione perché, più di una volta (l’ultima nell’ottobre 2010), ha causato disagi e danni a persone e cose. Ma gli interventi previsti fanno già discutere gli abitanti di quello che un tempo era un borgo di campagna, ospitante decine di botteghe artigiane circondate da vasti appezzamenti di terreno coltivati, progressivamente trasformatosi – con l’avvento dell’industrializzazione – nell’ennesimo quartiere periferico soffocato da innumerevoli servitù.
    La gara da 1 milione e 366 mila euro si è conclusa ai primi di maggio e l’appalto se l’è aggiudicato l’impresa edile Edil due s.r.l. di Sestri Ponente “…con un’offerta al ribasso del 37% – scrive “Il Secolo XIX” (09/05/2013) – assicurando di riuscire ad eseguire le opere richieste utilizzando 926 mila euro complessivi”. Stiamo parlando dell’adeguamento idraulico del ponte di via Ferri sul rio Fegino e del primo tratto di rio a monte del ponte stesso.
    Dagli uffici comunali spiegano che a valle si è già intervenuti in due fasi, l’ultima circa 2 anni fa: dal ponte di via Ferri in direzione della confluenza del rivo nel torrente Polcevera. «Solitamente si parte dalla foce per poi risalire il corso d’acqua – aggiunge Sergio Abbondanza, segretario dell’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello – Adesso dobbiamo adeguare il ponte per permettere di alzarlo e raddoppiare le carreggiate. Inoltre, abbasseremo l’alveo del rio a partire dal ponte di via Ferri in direzione monte fino all’altezza del traliccio dell’Enel (poco prima del ponte ferroviario di via Borzoli)».
    In pratica la vecchia struttura sarà demolita e ricostruita a fianco, in versione più alta e più larga. «Garantiremo il mantenimento del doppio senso di marcia – assicura il segretario dell’assessore ai Lavori Pubblici – realizzando prima il nuovo ponte dove sarà spostato il traffico veicolare. Dopodiché abbatteremo il vecchio».
    Il progetto contempla ben 2 anni di lavori – con i conseguenti disagi per la viabilità – ma pare che la ditta vincitrice della gara si sia impegnata a garantire tempi più ristretti che lo stesso assessorato ai Lavori Pubblici ritiene «Impossibili da rispettare».

     

    RIO FEGINO, DIGHE GALANO, RIO FIGOI: LE CRITICITÀ SONO A MONTE

    I principali affluenti del torrente che attraversa Fegino sono il rio Figoi, che scende dal versante montuoso di Borzoli e due rivi minori: il Galano ed il Bordello che declinano dalla costiera di Fegino per poi ricongiungersi a valle di Salita Pianego e confluire nel rio Fegino nei pressi dei Giardini Montecucco.
    La presenza di tre antiche digheuna lato Borzoli, sopra quello che fino ad una cinquantina di anni fa era il Lago Figoi (dove oggi si trova l’impianto sportivo comunale) e due sul versante di Fegino, lungo il rio Galano – garantiva il regolare deflusso delle acque.
    La zona tra Borzoli e Fegino ha sempre fatto i conti con i numerosi ruscelli che corrono sia in superficie che nel sottosuolo. Una costante dell’intera Val Polcevera. Il buon senso di una volta ha partorito soluzioni lungimiranti, quali il sistema di dighe che, storicamente, ha svolto egregiamente il proprio ruolo. Oggi, però, tali strutture sono circondate da foltissima vegetazione spontanea e necessitano di adeguata manutenzione. Le fotografie documentano, in maniera inequivocabile, come il tutto sia pressoché abbandonato a se stesso, in attesa di periodi più floridi.
    «A monte non siamo più intervenuti – conferma l’assessorato ai Lavori Pubblici di Palazzo Tursi – Ad eccezione di un intervento di somma urgenza dopo l’alluvione del 4 ottobre 2010». Lavori per lo sgombero del trasporto vegetale dagli invasi delle dighe Galano e Figoi: circa 22 mila euro per una pulizia sommaria realizzata in una decina di giorni. Poi più nulla.

    Fegino.diga Galano2Borzoli. diga Figoi1

     

     

     

     

     

     

     

    Tornando al rio Fegino, la popolazione non sembra convinta della bontà delle prossime operazioni. «Così non risolveranno un bel niente!– accusa Franco Traverso, residente e portavoce del Comitato per la riqualificazione di Fegino – La messa in sicurezza riguarderà solo la prima parte del torrente su via Borzoli, pressappoco fino all’altezza dell’impresa Alpitel. Il tratto più importante, quello che occorre sistemare con urgenza, non sarà toccato».
    In merito all’allargamento del ponte, secondo gli abitanti, esso è utile soprattutto per migliorare la viabilità dei mezzi pesanti. Sono note, infatti, le difficoltà di circolazione dei camion che quotidianamente transitano per via Ferri e via Borzoli.
    Ai fini della protezione dal rischio idraulico «Abbiamo chiesto di ripristinare la ringhiera di protezione sull’argine del torrente, ma non sappiamo se saremo ascoltati», sottolinea Traverso.
    A destare preoccupazione, in particolare nei commercianti, sono anche le inevitabili ripercussioni sul traffico veicolare, durante l’esecuzione dei lavori. «Il Comune sta ragionando su quest’aspetto? – si domanda Maurizio Braga del Comitato spontaneo per Borzoli e Fegino, proprietario di un forno in Salita al Lago – Prima di dare il via agli interventi almeno dovrebbero confrontarsi con noi».

    Fegino. rio. passerella abusiva2Risalendo il rio Fegino in direzione Borzoli, la situazione, già a vista d’occhio, appare pericolosa. Una foltissima vegetazione riveste il letto del torrente e deborda addirittura dagli argini. In poche centinaia di metri sono presenti 3-4 passerelle che, in caso di piena, rischiano di trasformarsi in dighe artificiali. In particolare una di queste, un vero e proprio ponte con un franco idraulico di neppure mezzo metro, situato dinanzi alla ditta Euro Blinda. «È una struttura palesemente abusiva che va immediatamente eliminata – spiega Franco Traverso – Noi lo abbiamo segnalato agli uffici competenti ma finora nessuno è intervenuto».

     

    Salendo ancora, nei pressi dei Giardini Montecucco e Salita al Lago – alla confluenza degli affluenti nel rio Fegino – il quadro non migliora. Soprattutto il rio Figoi, capace di causare pesanti devastazioni nell’ottobre 2010, necessita di una messa in sicurezza. O perlomeno di una costante pulizia.
    «Il corso d’acqua non è curato, in particolare a monte – spiega Braga – in caso di forti piogge scendono massi, arbusti e tronchi d’albero. È qui che dovrebbero intervenire, piuttosto che a valle. Sono anni che non si esegue alcuna manutenzione, neppure sui 2 rivi che scendono dalla costiera di Fegino, il Galano e il Bordello».

    Borzoli. diga Figoi2Borzoli. rio Figoi3

     

     

     

     

     

     

     

    In cima a Salita al Lago, a fianco della “creuza” di via Burlo, costruzioni lasciate a metà sono l’impronta del tentativo di cementificazione a due passi dal rivo. I lavori, fortunatamente, sono stati bloccati. Ora rimane lo scempio di edifici abbandonati a se stessi, forse nella speranza di una futura approvazione dell’intervento.
    «Il cantiere è stato sequestrato e da oltre 1 anno è abbandonato», sottolinea Maurizio Braga. Non c’è un cartello e nessun controllo sull’area, recintata ma facilmente accessibile da chiunque. È evidente il tentativo di speculazione edilizia per realizzare nuove residenze, in pratica con le fondamenta sull’acqua, dove anni orsono sorgeva un antica casa di pietra dotata di mulino.

    Borzoli. Salita al Lago2Borzoli. Salita al Lago1

     

     

     

     

     

     

     

    Chi sperava in un secondo lotto di lavori – perlomeno sulla parte a monte del rio Fegino –  rimarrà deluso. «Ad oggi sono esclusi altri lavori – risponde Sergio Abbondanza, segretario dell’assessore ai Lavori Pubblici – Purtroppo non ci sono risorse sufficienti. Dobbiamo spiegarlo ai cittadini. I no, magari se motivati, possono anche essere accettati dalla popolazione». Confermando così l’intenzione del Comune di organizzare un momento informativo con i cittadini.
    Il refrain è sempre lo stesso: i soldi sono quelli che sono. Ovvero sempre meno.
    «Venerdì scorso si è svolto un incontro con il Municipio Ponente – racconta Abbondanza – A Sestri Ponente si sta formando un gruppo di volontari che hanno manifestato la volontà di occuparsi della manutenzione di alcuni rivi minori della zona. Stiamo cercando di capire come coordinarci per fare sistema – conclude il segretario dell’assessore Gianni Crivello – Questa potrebbe essere una soluzione anche per i quartieri di Fegino e Borzoli. L’unico modo per affrontare e risolvere i problemi del territorio, passa da una stretta collaborazione tra istituzioni e cittadini».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Contratti dual, luce e gas: come difendersi dalle cattive sorprese

    Contratti dual, luce e gas: come difendersi dalle cattive sorprese

    notte-luce-arti-visive-arte-RMDue settimane fa abbiamo parlato dei contratti “dual” di somministrazione di energia elettrica e di gas. Siamo stati raggiunti da diverse telefonate e mail di commercianti che, per il loro tipo di attività (focaccerie, panetterie e ristoranti) hanno concluso contratti di quel tipo credendo di risparmiare tanto denaro… In particolare, mi voglio soffermare su un caso limite, quello di una focacceria che ha stipulato un contratto “dual” soltanto in apparenza.

    Difatti, un addetto Sorgenia si è recato nei locali del malcapitato utente in due fasi successive, vendendo prima il contratto di fornitura di energia elettrica e poi di gas. E qui scatta il primo allarme, il primo alert, ovvero il primo momento in cui bisogna drizzare le antenne: leggete quello che firmate, soprattutto perché spesso, nel caso di due contratti separati, non è da escludersi la sovrapponibilità dell’uno sull’altro.

    Orbene, il Nostro ha sottoscritto due contratti, le cui condizioni sono scritte sotto ai fogli firmati, intendo dire non sul retro, ma sotto, all’interno della cartellina che contiene le veline (non quelle televisive) contrattuali.

    Secondo alert: chiedete una copia di ciò che dovreste firmare e leggetevela con comodo a casa vostra, per guardare la partita di calcio c’è sempre tempo! Se non vogliono consegnarvela, peggio per loro, non procederete alla sottoscrizione.

    Sorgenia inizia così la doppia fornitura, seppure in due distinti momenti, e spedisce doppia puntuale (più o meno) bolletta. Ad un certo punto, sorge un contenzioso di natura contrattuale per quanto attiene la fornitura di energia elettrica e via col rondò di lettere e di conseguenti avvocati che si succedono senza dare un punto di riferimento al Nostro…

    La fornitura di gas procede regolarmente, ma per quanto attiene all’energia elettrica il Nostro cambia gestore. Dopo anni di silenzio, Sorgenia stacca il gas! Incredibile ma vero! Cosa, tra l’altro, illecita.

    Questa storia, al di là della richiesta per i danni subiti da parte della Focacceria, porta a fare alcune considerazioni conclusive:

    1. L’utente medio è spesso ingenuo ed i gestori (anche di telefonia) ne approfittano;
    2. Proprio per questo insisto sempre sul fatto che sia necessario leggere con la massima attenzione ciò che si sta sottoscrivendo;
    3. Gli esercizi commerciali per loro natura non sono considerati consumatori, ma “professionisti”, però allorquando la contrattualistica delle utenze e le condizioni contrattuali siano in tutto e per tutto identica a quella di un privato, allora, i rapporti sono assimilabili a quelli propri dei consumatori, con conseguenze giuridiche non di poco conto: una per tutte quella del Foro competente in caso di controversia. Nel caso di rapporti con un soggetto definito consumatore, è quello della residenza di quest’ultimo.

    Aggiornamento, 13 Giugno 2013:

    Per dovere di cronaca, ci teniamo a precisare che, come comunicato dal nostro lettore, Sorgenia dopo sei giorni ha riattivato la fornitura di gas.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Musagete: concorso letterario per racconti brevi, romanzi e poesie

    Musagete: concorso letterario per racconti brevi, romanzi e poesie

    scrivere-scrittura-2Sono aperte fino a sabato 29 giugno 2013 le iscrizioni alla terza edizione del premio letterario Il Musagete, a cura dell’omonimo istituto culturale di Calabria e Basilicata.

    Il concorso è suddiviso in sei sezioni:
    Sez. A – Poesia inedita in lingua italiana, da uno a tre testi a tema libero (max 50 versi ciascuna)
    Sez. B – Poesia inedita in dialetto, da uno a tre testi a tema libero (max 50 versi ciascuna)
    Sez. C – Racconto inedito, un solo testo a tema libero (max 10 cartelle)
    Sez. D – Opera inedita, silloge poetica (da 25 a 50 brani) o antologia di racconti / romanzo / saggistica (da 40 a 150 cartelle) o testo teatrale (max 70 cartelle)
    Sez. E – Libro edito nei tre anni precedenti la scadenza del bando, che si tratti di poesia, racconti, romanzo o saggistica
    Sez. F – Giornalismo, articolo pubblicato nei tre anni precedenti la scadenza del bando.

    È richiesto un contributo di partecipazione di 15 € per ogni sezione (conto corrente postale 78525367 intestato a Bonifacio Vincenzi – via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima CS). Le opere dovranno essere inviate in quattro copie all’indirizzo Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata – C/o Bonifacio Vincenzi – Via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima (CS).

    Premi: i primi classificati di ogni sezione riceveranno una targa artistica, un diploma e un’opera d’arte di un artista calabrese. Fra questi sei vincitori, saranno scelte due opere che avranno rispettivamente 300 €.

  • Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Monumento di QuartoMercoledì 12 giugno 2013 (dalle ore 18) un’occasione per camminare lungo la passeggiata a mare del Levante genovese e conoscere persone nuove.

    Le amministratrici della pagina Facebook Cosa facciamo oggi a Genova?, che quotidianamente segnalano eventi in città, hanno infatti deciso di organizzare un walking aperitivo aperto a tutti.

    L’appuntamento è alle 18 a Puntavagno, corso Italia, e il percorso si snoderà lungo Boccadasse e Vernazzola, fino al Monumento di Quarto.

    Al termine, aperitivo light per tutti i presenti.

    Per info contattare Valeria al numero 347 8283998.

  • Mercato di corso Sardegna, la proposta: spazi gratis alle startup

    Mercato di corso Sardegna, la proposta: spazi gratis alle startup

    mercato-corso-sardegna-9Premessa: chi scrive abita a due passi dal mercato di corso Sardegna.

    Ieri ho letto e condiviso sui social network l’articolo di Elettra Antognetti, che venerdì scorso ha visitato la struttura e ascoltato il nuovo appello del CIV affinché il Comune prenda una decisione definitiva sulla struttura.

    Un breve riepilogo, per chi non conosce la vicenda. Corso Sardegna, nel quartiere di Marassi, ospitava il mercato ortofrutticolo di Genova, spostato nell’ottobre 2009 a Bolzaneto. Da allora lo spazio è chiuso e in stato di abbandono, nonostante siano stati svolti numerosi incontri (l’ultimo a marzo 2013) con le istituzioni per definirne le sorti future. Un tema delicato, che rientra nei progetti urbanistici per il quartiere e in particolare sul nuovo piano di bacino del Bisagno.

    Sono stati molti i temi in oggetto: l’ipotesi di un parcheggio interrato – fortemente contestata – è stata abbandonata dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, mentre restavano aperte le opzioni di spazi verdi e nuove attività commerciali, un centro sportivo e un distretto Asl.

    Un piano tuttavia non più praticabile, anche a causa del ricorso presentato al Tar da parte di Rizzani – De Eccher, l’azienda di Udine che ha ottenuto l’appalto dei lavori. La necessità impellente, come sottolineato venerdì scorso dal presidente del CIV, è di attuare un tavolo di lavoro per capire come rimodulare il progetto e quali soluzioni possono essere adottate in tempi brevi.

    «Stiamo parlando di una superficie di 22 mila metri quadrati in piano, a Genova: una situazione più unica che rara, e che tuttavia è abbandonata al degrado da troppo tempo».

    Tornando all’articolo di ieri, in risposta su Twitter è giunta la proposta di Caterina Ottomano, che gestisce l’account Sos via Garibaldi e centro storico.

    Da qui una serie di spunti e segnalazioni, cui si sono aggiunte altre persone, per segnalare analoghi esempi virtuosi in altre città d’Italia e d’Europa. I am Italy ci segnala due casi nel nostro Paese: a Milano ci sono i Magazzini Raccordati, un’area di 30.000 mq che costeggia i binari della Stazione Centrale, costruita negli anni Trenta e attualmente in stato di abbandono: lì un comitato di quartiere (Gruppo Ferrante Aporti – Sammartini, dal nome delle due vie antistanti i Magazzini) si impegna a organizzare periodicamente eventi e iniziative culturali e di interesse sociale.

    Inoltre a Palermo, nei Cantieri Zisa, un ampio movimento di cittadini, associazioni, artisti e operatori culturali ha creato un percorso di gestione condivisa di questo spazio, un’area industriale dismessa che comprende 23 capannoni.

    Citando l’estero, S28Mag ci racconta un’esperienza a Cluj, in Romania, dove l’ex Fabrica de Pensule (2.500 mq) oggi ospita 40 studi d’artista, 5 gallerie di arte contemporanea e 10 organizzazioni culturali.

    Gli esempi da citare potrebbero essere molti di più. La proposta appare interessante e per questo la condividiamo volentieri. Ci sono tuttavia alcune criticità da considerare, a partire da: chi paga? La concessione gratuita di uno spazio non può prescindere i lavori di ristrutturazione, che nel caso del mercato sono più che necessari e prevedono tempi e costi di realizzazione assai onerosi. Il crowdfunding può essere una soluzione?

    Inoltre: com’è possibile sapere quanti e quali sono gli spazi dismessi che si potrebbero riutilizzare, dove si trovano, e se la proprietà è pubblica o privata? A questi temi si è interessato lo scorso anno il WWF, che nel maggio 2012 ha lanciato la campagna Riutilizziamo l’Italia: una mappatura degli spazi in degrado, per individuare proposte concrete di riconversione, progetto legato a un altro denominato Stop al consumo di territorio.

    Proprio alcuni giorni fa il WWF ha presentato i primi dati raccolti dalla campagna: sono state raccolte 575 segnalazioni in tutta Italia, le cui caratteristiche sono sintetizzate in un report, e da cui partiranno entro i primi mesi del 2014 una serie di proposte concrete da inoltrare ai Ministeri competenti.

    Un tema senza dubbio più ampio di quello di un singolo ex mercato genovese, ma che potrebbe avere ricadute importanti (ce lo auguriamo) anche nel nostro territorio.

    Marta Traverso

  • Lavoro, imprese e innovazione sociale: un bando per nuove idee

    Lavoro, imprese e innovazione sociale: un bando per nuove idee

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DISono aperte le iscrizioni al bando A new social wave: rigenerare innovazione sociale, rivolto ad aziende ed enti che sono impegnate in progetti di imprenditoria sociale. Ovvero: progetti di creazione d’impresa a partire da organizzazioni di altro tipo, già esistenti, quali altre imprese di varia natura e dimensione, istituzioni pubbliche, soggetti non profit.

    Scopo del bando è selezionare quattro idee di impresa sociale a contenuto innovativo, che saranno presentate in occasione dell’11 Workshop sull’impresa sociale che si terrà a Riva del Garda (TN) il 12 e 13 settembre 2013.

    Criteri di ammissione:
    – essere un’organizzazione privata, non controllata da altri soggetti esterni, pubblici o privati;
    – prevedere un vincolo alla destinazione degli utili o alla disponibilità del patrimonio;
    – dichiarare in maniera esplicita di perseguire obiettivi di interesse generale (riferiti a una comunità e/o specifici gruppi sociali);
    – prevedere forme di coinvolgimento dei portatori di interesse (attraverso la partecipazione societaria, l’informazione o la rendicontazione sociale).

    La partecipazione dovrà essere accompagnata da un formulario di presentazione che contenga i seguenti dettagli (max 2000 battute per ogni campo):
    A. Chi siamo, cosa facciamo (campo non soggetto a voto)
    B. Breve descrizione dell’idea (campo non soggetto a voto)
    C. Il problema da risolvere (voto da 1 a 10)
    D. Elementi di innovazione e di sostenibilità (voto da 1 a 10)
    E. Risorse di rete e accompagnamento (voto da 1 a 10)
    F. Occupazione creata (tipologia e profili) (voto da 1 a 10)

    Le iscrizioni dovranno essere inviate sul sito di IdeaTre60, previa registrazione, entro il 30 giugno 2013.

    Il concorso è promosso da Iris Network (Trento) e The Hub Rovereto.

    Una giuria valuterà i progetti e selezionerà i quattro finalisti. Durante il workshop di Riva del Garda, le quattro imprese presenti parteciperanno a una sessione di lavoro, discutendo le loro idee alla presenza di facilitatori ed esperti del settore.

    Al termine verrà scelto il vincitore, che avrà in premio:
    – strumentazione tecnologica per il supporto presentazione (ipad + minivideoproiettore)
    – partecipazione di 2 referenti del progetto vincitore a un acceleration program, programma intensivo di accompagnamento della durata di 16 ore (due giornate di lavoro) presso la sede di The Hub Rovereto (comprese spese di viaggio, vitto e alloggio)
    – un anno di membership virtuale presso The Hub.

    [foto di Diego Arbore]