Autore: erasuperba

  • Corso Italia, cimento invernale: uno sport che fa bene alla salute

    Corso Italia, cimento invernale: uno sport che fa bene alla salute

    Genova, Corso ItaliaI Nuotatori del tempo avverso sono un’associazione attiva da molti anni, che organizza i cimenti invernali in numerose spiagge della Liguria.

    Il prossimo appuntamento in calendario è domenica 3 marzo (ore 10) per il bagno a mare in corso Italia.

    Alle 15 in programma al Galata Museo del Mare la conferenza Cimenti invernali: etnomedicina del mare, alla presenza di esponenti del mondo accademico genovese che da tempo si stanno occupando di una ricerca scientifica su questo argomento.

    Lo studio dei cimenti invernali è infatti parte delle ricerche di Etnomedicina presso l’Università di Genova: una disciplina che usa la scienza per verificare e recuperare quello che appare non convenzionale, integrare l’antico e il moderno per una nuova e superiore sintesi.

  • Giulia D’Arrigo, Videoscrittori: “Cris”, alla ricerca di una storia

    Giulia D’Arrigo, Videoscrittori: “Cris”, alla ricerca di una storia

    Un tema che esce dal tuo racconto è quello dell’invisibile… Chi sono per te gli invisibili?

    Gli invisibili sono tante persone che vivono ai margini della città, persone che normalmente non si vedono. Io lavoro come operatrice sociale in una casa alloggio per malati di AIDS; ho avuto quindi la fortuna di entrare in contatto con molti di loro e ascoltare le loro storie… Quindi per me non esistono più invisibili… Ci sono solo persone.

    Dici che lo scrittore deve essere curiosi come un bambino… Cosa attira la tua curiosità e come riesci a soddisfarla?

    I dettagli, un sorriso… oppure uno scorcio tra un vicolo e l’altro nel centro storico… Parto da un dettaglio e costruisco una storia.

    Il racconto finisce parlando di una borsa da riempire… Nella tua borsa che cosa ci hai messo dentro?

    Ho cercato di mettere l’entusiasmo, il sorriso, la curiosità e la passione per quello che faccio. Tanta voglia di imparare dalle persone che ho intorno e ogni giorno continuo a riempirla e rimarrà sempre spazio per altri viaggi. Di ogni persona che incontrerò ruberò un piccolo pezzetto. E’ una borsa pesantissima, ma è un peso bellissimo da portare.

     

    A cura di Marcello Cantoni

    CRIS – di Giulia D’Arrigo

    giulia-darrigo-videoscrittori– Cris, l’economia non gira al ritmo dei tuoi problemi. Serve una storia!

    La voce dell’editore all’altro capo del filo non ammette repliche. Riaggancio ed accelero il passo, confondendomi tra la folla. Genova al mattino va di fretta, soprattutto quando piove. La gente sgomita, gli ombrelli branditi come armi, nessuno ha tempo da perdere. Neanche io ne avrei. Mi serve un’idea che mi porti via da una quotidianità noiosa, da un posto di impiegato di cui non mi importa nulla. Una storia di successo, su cui volare via come su un aeroplanino di carta. Attraverso piazza De Ferrari, la pioggia è insistente, quando una figura intralcia il mio cammino. Procede lentamente, rivoli d’acqua colano dai capelli lunghi sul volto stanco, consumato. Gli occhi hanno il colore del cielo d’agosto, stonano col suo aspetto trasandato. Uno dei tanti invisibili. Mi chiede una sigaretta. Gliela porgo ed accelero il passo.

    Quella sera, quando esco, è ancora lì. Nonostante la penombra ne distinguo la figura un po’ curva. Alza una mano per salutarmi. In settimana lo incontro tutti i giorni. Non mi ferma più, ogni mattina lascio una sigaretta, ogni sera scambiamo un saluto. La sua presenza diventa una costante, come il profumo della friggitoria di Sottoripa o gli spruzzi della fontana quando tira vento. Chissà come si chiama. Io non credo sia lo stile a fare di un uomo uno scrittore, ma la curiosità. Lo scrittore è il bambino che si spinge oltre il divieto del papà, per vedere cosa c’è dietro la curva. Quell’uomo senza nome ha riacceso una curiosità spenta da anni, tra le ceneri di un lavoro monotono. Un giorno gli offro da bere.

    – Mi serve una storia.

    Scoppia a ridere. Mentre fuma dice che sono un pazzo, non ce l’ha una storia per me. Ma da allora beviamo insieme ogni giorno. Non vuole dirmi il suo nome, mi racconta che è un viaggiatore. Dorme sotto le stelle da una vita, i compagni di viaggio che descrive, incontrati in giro per il mondo, sembrano usciti da una fiaba. Parla di distese di sabbia, boschi, grandi città, senza dire un nome. È stato ovunque ed in nessun luogo. Un giorno mi mostra il suo bagaglio. Due borse, una piena di oggetti, l’altra vuota.

    – A che cosa serve?

    – Le persone quando partono per un viaggio portano con loro un sacco di cose, per sentirsi a casa. Io porto una borsa vuota per ricordare che ogni viaggio servirà a riempirla. A portare con me volti, parole, profumi e ricordi dei luoghi che ho visitato. Senza una borsa vuota è inutile viaggiare.

    Mi piace quella frase, gli chiedo se posso raccontare un po’ di lui nella mia storia. Alza le spalle, dice che è un uomo come tanti. Il lunedì successivo, quando torno al lavoro, non c’è. Non lo vedo neanche nei giorni a venire. Forse è partito per un altro viaggio, dall’altra parte del mondo o dietro l’angolo. Inizio a buttare giù la storia, così quando chiama l’editore ho qualcosa da dire. La intitolerò “La borsa vuota”. Come quella che, da allora, porto con me tutti i giorni, insieme alla mia valigetta di impiegato.

  • Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    teatro palcoscenicoSabato 2 marzo 2013 (ore 21) al Teatro dell’Ortica il Gruppo Limpido – Banda Kurenai porta in scena l’anteprima di My name, spettacolo scritto e diretto da Raffaella Russo e interpretato da Carlo Strazza.

    Nata nel 2008 come costola dell’associazione Gruppo Limpido, Banda Kurenai è una compagnia indipendente che costruisce i propri spettacoli intorno a uno spazio neutro, dando priorità al corpo e alla voce dell’attore prima che alle scenografie eclatanti e agli effetti speciali.

    Il nome è ispirato al romanzo La banda di Akasusa del giapponese Premio Nobel Yasunari Kawabata, che narra le vicende di una banda (appunto la banda Kurenai) dedita al teatro e ai piccoli crimini: in particolare, Yumico e i suoi compari sono soliti lasciare bigliettini in giro per la città con l’annuncio delle rappresentazioni.

    La compagnia forma “attori non convenzionali” ed è formata da Raffaella Russo (regista e formatrice teatrale), Carlo Strazza (attore), Anna Russo (organizzazione) e Davide Aloi (parte tecnica).

    Banda Kurenai aderisce a TILT teatro indipendente ligure, di cui condivide lo spirito emerso dall’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso. Così spiega Raffaella Russo, nel commentare la situazione del teatro genovese: «TILT è nato dalla consapevolezza di come sia più utile e fruttuoso collaborare. Io credo che TILT possa fare molto proprio in virtù di questa bella parola: collaborazione. Non è per niente facile, anzi. A tratti è scoraggiante, le difficoltà sono in agguato ovunque: non trovare uno spazio adeguato alla Vetrina Tilt 2013 è una cosa che, francamente, non dovrebbe accadere. Una proposta come quella di TILT andrebbe ascoltata con maggiore attenzione non solo dalle istituzioni, ma anche e soprattutto dai grandi teatri genovesi».

    Tema dello spettacolo My name, che dopo l’anteprima all’Ortica sarà ospitato sabato 9 marzo al festival NIN di Sarzana.

    L’attore come un’ombra si muove dentro uno spazio aldilà del tempo… come un’ombra danza, illumina, corre e scontra corpi, scontra vite, scontra le sue stesse ombre e tutto ciò che lui non è, non è stato, non sarà. Perché così ha deciso.

    Una voce accompagna il pubblico e lo invita a osservare l’attore sul palco come un animale da documentario, come un esperimento… un nome che non sarà mai pronunciato, una vita che non sarà spiegata, un personaggio senza una storia.

    Info e prenotazioni: 010 8380120.

  • Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    Le Club, Sampierdarena: baratto, riciclo creativo e laboratori

    barattoNello spiegare le attività di Le Club, Alessandra Cecchini racconta che «è iniziato tutto quasi per “gioco” ed eccoci qui a gestire telefonate, prenotazioni, mail… Sono davvero felice che Genova risponda».

    Nata nel 2010 a Sampierdarena (la sede è in vico del Bozzolo, vicino al capolinea del bus 18), l’associazione fa parte del circuito nazionale Turispot e si occupa di organizzare serate musicali e attività culturali, con un particolare occhio di riguardo a baratto e riciclo creativo.

    A questo scopo, l’associazione organizza per sabato 2 marzo un mercatino dell’usato presso la propria sede: un’occasione per conoscere le attività di Le Club, sottoscrivere la tessera 2013 e partecipare a incontri e laboratori. La tessera annuale costa 15 €, di cui 10 per l’iscrizione vera e propria e 5 saranno devoluti a un’altra associazione (scelta di volta in volta dagli organizzatori) per sostenerne l’attività.

    I partecipanti al mercatino possono portare vestiti, scarpe, accessori femminili, maschili e per bambini, oggettistica e mobili, insomma ogni genere di prodotto che desiderano barattare. Sono inoltre in programma laboratori di riciclo creativo a cura di Atelier Riciclabò Design.

    Il mercatino si ripeterà ogni primo sabato del mese.

    Inoltre ogni socio può proporre idee o iniziative, in particolare sul tema del riciclo e della green economy, che saranno valutate e realizzate dall’associazione.

    Un modo per liberarsi di ciò che non si usa più e al tempo stesso contribuire alle attività del quartiere. Per informazioni 348 9035504 o leclub.genova@libero.it.

  • Peripheria, Genova: i progetti per Santa Tecla e villa Pallavicini

    Peripheria, Genova: i progetti per Santa Tecla e villa Pallavicini

    villa-pallavicini-pegli-d6Il Comune di Genova, nell’ambito del programma Smart City, aderisce all’iniziativa europea Periphèria che ha come scopo quello di promuovere una migliore vivibilità e accessibilità degli spazi pubblici all’aperto, mediante l’impiego di nuove tecnologie informatiche. Ogni città-partner deve innanzitutto scegliere uno tra i cinque ambienti urbani previsti dal programma Periphèria (quartieri, strade, piazze, municipio, parchi e musei), successivamente individuare un’area di intervento, che prende il nome di “arena”, e sviluppare una proposta utilizzando le potenzialità della tecnologia e di internet per la connessione di persone, servizi, oggetti.
    Oltre all’Italia, uniche adesioni Genova e Milano, partecipano altri 4 paesi europei: Portogallo, Grecia, Germania e Svezia.

    Genova ha deciso di puntare su parchi e musei e ha individuato come aree d’azione villa Pallavicini a Pegli e il Forte di Santa Tecla sulle alture di San Martino. Il progetto genovese (in collaborazione con il Comune di Atene e di Palamela, Alfamicro, Politecnico di Milano, Università di Malmo) prende il nome di “Museo e Parco Smart”.

    IL PROGETTO, MAGGIO 2012

    L’adesione ufficiale del Comune di Genova a Peripheria è arrivata nel maggio dell’anno scorso. Cerchiamo di ripercorrere quanto è accaduto sino ad oggi.
    Per conoscere l’opinione dei cittadini sui luoghi da riqualificare, si è in un primo momento sollecitata la compilazione di un questionario online, che ha permesso di raccogliere alcuni contributi anonimi. Le informazioni hanno aiutato l’amministrazione a individuare le zone di maggiore interesse e a definire meglio attività e interventi da realizzarsi in queste aree. Il questionario è stato a disposizione dei cittadini dal 29 maggio al 14 settembre 2012. In base agli esiti, si è poi deciso di concentrarsi in particolare su alcune opzioni: dall’installazione di strumenti per la sicurezza e l’informazione turistica, al risanamento delle aree verdi della villa e del forte.

    villa-pallavicini-pegli-d7Per quanto riguarda Villa Pallavicini, Periphèria si inserisce nel percorso di recupero e ristrutturazione, con diverse proposte. Fino ad ora, ad essere state attuate sono: l’inserimento di telecamere anti-vandalismo e di un sistema di videosorveglianza; la creazione di un’isola wifi (già funzionante nel museo e nel piazzale, da estendersi al parco e all’orto); il posizionamento in corrispondenza dei siti più rilevanti del parco (lago, arco, ecc.) di QR-code per collegarsi a pagine web con informazioni sulla villa; la creazione di una app geo-referenziata che permette di reperire informazioni su questi siti e ripercorrerne i percorsi storici. Inoltre, altri QR-code sono già stati predisposti anche per le sale interne della villa, ma non tutte sono oggi operative dal momento che sono in corso lavori di ristrutturazione. Le nuove tecnologie dovrebbero permettere uno snellimento e una maggiore velocità anche nell’inserimento di nuovi dati e nell’ampliamento delle informazioni (storiche, architettoniche, artistiche) a disposizione.

    Per quanto riguarda invece Forte Santa Tecla, si è pensato di unire la riqualifica del forte (col recupero delle sue funzioni originarie di difesa e monitoraggio della zona) a quella delle aree verdi. La ristrutturazione si inserisce all’interno di una disputa burocratica più antica tra Comune e demanio civile: proposte di recupero del sistema dei forti genovesi erano già state avanzate, ma non saranno attuate fin quando la proprietà dei forti passerà all’amministrazione comunale (che ne ha fatto richiesta con decreto legislativo n.85/2010 per il “trasferimento agli Enti Territoriali di beni demaniali nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione”, e ha richiesto l’autorizzazione al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali di avviare i lavori per la fruibilità pubblica). Gli interventi oggi ultimati sono: il recupero dall’area verde e la messa in sicurezza della zona; l’inserimento di giochi “intelligenti” per bambini, pensati per stimolarne la fantasia, la creatività e l’interazione; l’uso di telecamere a infrarossi, utilizzabili anche di notte; l’apertura alle nuove tecnologie (QR-code e isola wifi free). Anche qui, come nella Villa, è stata inserita una bacheca informativa per turisti e visitatori. In più, la presenza della sede dell’associazione di volontariato di protezione civile Associvile consente una migliore tutela del territorio e la prevenzione contro incendi boschivi (si pensi ai recenti incendi di grandi dimensioni che hanno interessato le colline genovesi nel settembre 2009, colpendo un territorio compreso tra Nervi, Quarto, Marassi, Quezzi). Anche la cinta muraria, all’interno del progetto, è di grande interesse: il complesso della cinta è una delle componenti fondamentali dell’immagine della città, sia storica che contemporanea.

    I fondi stanziati dall’UE per la città di Genova sono pari a 178.698 €.

    Forte di Santa Tecla

    Il metodo di realizzazione è quello dei “living labs“, o “laboratori viventi”: si tratta di momenti di confronto tra cittadini, istituzioni e aziende per costruire ipotesi progettuali nelle aree identificate dal Comune e favorire il dialogo tra i soggetti interessati. A Genova, per quanto riguarda l’area del Forte, il ciclo di living labs è partito ufficialmente il 5 ottobre 2012, al circolo ricreativo Cianderlin, in cui rappresentanti dell’amministrazione, di associazioni, e privati cittadini si sono incontrati per discutere i progetti e vagliare le proposte. Questo incontro era stato però anticipato da un altro, svoltosi al Municipio Medio Levante e riservato a operatori comunali, municipali (il forte, pur di competenza del Municpio Bassa Val Bisagno, per la sua particolare collocazione geografica interessa anche quello di Medio Levante e Valle Sturla) e associazioni. Questo, allo scopo di creare una sinergia tra i soggetti coinvolti e perfezionare le proposte, prima di presentarle alla cittadinanza.

    Lo stesso per quanto riguarda la situazione di Villa Pallavicini: anche qui, il primo incontro ufficiale (a Pegli, nel luglio 2012) era stato anticipato da una convocazione di addetti dell’amministrazione e associazioni, per mettere a punto i vari progetti. Ad oggi, non esiste un vero e proprio calendario di incontri o un ciclo di living labs: il Comune ha coinvolto attivamente i vari municipi di riferimento, i quali operano come interfaccia tra amministrazione e cittadini, raccogliendo le proposte dei singoli, interagendo con i comitati di quartiere.

    Abbiamo chiesto alla Direzione Città Sicura del Comune di Genova come procedono i lavori per quanto riguarda progetto Periphèria: «La nostra idea era quella di migliorare la fruizione delle due aree prescelte, di grande prestigio per la nostra città ma oggi lasciate al degrado. Grazie alla collaborazione di municipi, associazioni privati e cittadini, molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare, e il sostegno di tutte le parti è importantissimo. Siamo soddisfatti del nostro operato, ma non nego che ci siano state –e ci siano tuttora- delle difficoltà e degli stop: questioni burocratiche, vincoli paesaggistici, architettonici, problemi demaniali, e altro, non ci permettono di procedere velocemente come vorremmo. Si pensi al caso di Villa Pallavicini: da tempo premiamo per la creazione dell’isola wifi nel parco, ma ci è vietato inserire cavi nel giardino, per non danneggiare la bellezza del sito e per ora siamo fermi al Museo e al piazzale antistante. Oppure si pensi al forte di Santa Tecla: abbiamo realizzato una recinzione –che funziona anche da panchina- utilizzando le pietre trovate in loco, dal momento che non è permesso utilizzare materiali diversi per non deturpare l’area. Noi non demordiamo e procediamo un passo alla volta: ora, ad esempio, lavoriamo –insieme a un’associazione di bikers genovesi- al recupero di vecchi percorsi che, dall’area di Santa Tecla, si snodano tra i sentieri verso il Levante e la valle dello Sturla. E poi, sempre al forte, ci piacerebbe creare delle piattaforme per attività sportive, ad esempio per il tiro con l’arco, in modo da richiamare sempre più persone. Stiamo solo aspettando l’ok dal genio civile, cui abbiamo già avanzato apposita richiesta».

     

    Elettra Antognetti

  • Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    Genova Film Festival 2013: aperto il bando di concorso

    cinema-provini-castingCome ogni anno apre il bando per il Genova Film Festival 2013, che raggiunge la 16a edizione e si svolgerà dal 1 al 7 luglio ed è organizzato dall’associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Il concorso è suddiviso in due sezioni: una Nazionale (per autori residenti in Italia) e Obiettivo Liguria, dedicata agli autori liguri.

    La partecipazione è aperta ad opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, realizzate dopo il 1 gennaio 2011 e della durata massima di 45’ per la fiction e di 60’ per il documentario.

    Le opere dovranno pervenire in DVD, accompagnate
    dalla scheda di iscrizione compilata e firmata, entro il 15 aprile 2013 all’indirizzo Segreteria e Archivio del Genova Film Festival – Palazzo Ducale – Piazza Matteotti 9, 16123 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita.

    La giuria assegnerà i seguenti premi:
    – Premio per la Miglior Opera di Fiction
    – Premio per il Miglior Documentario
    – Premio per la Miglior Colonna Sonora

    Oltre ai premi della giuria ufficiale verranno assegnati i seguenti riconoscimenti:
    – Premio della Critica, assegnato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Ligure
    – Premio DAUNBAILÒ, assegnato dall’Organizzazione del Festival
    – Premio del Pubblico attribuito mediante votazione popolare

    Il montepremi e la lista delle opere che saranno proiettate verranno segnalati sul sito Internet del Festival.

  • Casinò a Pegli: la protesta sveglia il Comune che blocca l’apertura

    Casinò a Pegli: la protesta sveglia il Comune che blocca l’apertura

    slot-house-bailammeAlla fine il Comune è riuscito a trovare il modo per rinviare, almeno per ora, l’inaugurazione della più grande sala giochi della città nei locali dell’ex Bailamme in via Ronchi 66 fra Pegli e Multedo. Dopo le proteste dei cittadini e l’iniziativa CASI-NO della comunità di Don Gallo (manifestazione in programma oggi alle ore 18 davanti al locale), è arrivata la decisione, già anticipata ieri nel corso della nostra diretta twitter da palazzo Tursi,  presa congiuntamente dall’assessorato allo Sviluppo Economico insieme all’assessorato Legalità e Diritti: «Vi sono delle irregolarità edilizie di cui non è stata richiesta la sanatoria – conferma a margine del Consiglio Comunale l’assessore Fiorini – e da questa istruttoria risulta che non sono presenti i posteggi, che devono essere presenti sulla base dell’articolo 17 del PUC, e inoltre, ex articolo 1 della legge regionale 17, va richiesta l’autorizzazione sindacale che può essere rilasciata solo se sussiste una distanza da alcuni luoghi sensibili come le scuole e i centri di aggregazione giovanile».

    Un provvedimento, quindi, che potrebbe essere solo temporaneo. In realtà, spiega l’assessore Fiorini, bisognerà vedere se la situazione è sanabile, capire se vi sono gli spazi per creare questi posteggi e se vi è una distanza sufficiente dai luoghi sensibili citati in precedenza. «Se questa sala fosse ubicata in un’area in cui non fosse consentita l’apertura, va da se che non sarebbe possibile».

    Ma come si spiegano le tempistiche di questo intervento del Comune all’ultimo minuto? È forse una risposta un po’ tardiva dovuta soprattutto all’inaspettata crescita della protesta? L’assessore Fiorini risponde sostenendo che in effetti «non c’era stata alcuna domanda e questa sala aveva iniziato un iter quando ancora questa Giunta non si era insediata». 

    Una situazione che conferma la debolezza degli enti locali nell’impedire la proliferazione di attività che possono comportare un grave rischio sociale. «C’è una normativa nazionale piuttosto ampia – spiega l’assessore – della quale l’ANCI aveva chiesto una modifica proprio per consentire maggiori poteri di intervento ai Comuni». Questi ultimi, però, hanno addirittura perso la possibilità di intervenire sugli orari di apertura a causa del decreto sulle liberalizzazioni, potendo adesso intervenire solo attraverso il PUC. «Per quanto riguarda le nuove aperture – conclude Fiorini – noi abbiamo un tavolo comune con la Questura e quindi la nostra direzione delle attività produttive riceve tutte le richieste di apertura aggiornate e siamo in grado di effettuare un controllo maggiore».

    Tuttavia il vicesindaco Bernini ieri ha  evidenziato la necessità di una nuova regolamentazione in materia e ha ammesso che l’autorizzazione per queste attività, rilasciata dalla Questura, dovrebbe essere sottoposta al vincolo del Piano Urbanistico Comunale, ma di fatto ciò non avviene.

    Le speranze erano state riposte nell’ormai noto decreto Balduzzi, ex ministro della Sanità, in cui inizialmente erano presenti norme particolarmente rigide sul tema delle sale gioco, ma che ha finito per essere profondamente ridimensionato e ammorbidito anche per ciò che riguarda i poteri da attribuire ai comuni su questa materia.

     

    Federico Viotti

  • Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Genova 2013: programma e idee cercasi, incontro alla Berio

    Suq Festival a GenovaVenerdì 1 marzo 2013 (ore 17) la Sala Chierici della Biblioteca Berio ospita un incontro pubblico a ingresso libero con Suq Genova: chiunque può partecipare per contribuire con idee, proposte e adesioni alla 15a edizione del Festival delle Culture, che si svolgerà dal 13 al 24 giugno 2013 al Porto Antico.

    L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. La partecipazione della cittadinanza e delle associazioni è molto importante, per portare avanti il Festival nonostante le molte incertezze economiche. Chi non può partecipare ma desidera inviare la propria idea può scrivere a festival@suqgenova.it.

    Nel corso dell’incontro saranno inoltre presentate le iniziative gratuite a cura del Suq, che si svolgeranno nei prossimi mesi. Questo il programma:

    Cooperamiamoci: una serie di incontri, laboratori e attività artistiche nelle Scuole della Liguria sul tema dell’educazione alla mondialità e del dialogo tra popoli e culture. L’iniziativa culminerà durante il Festival 2013 nell’evento Student’s Bazar.

    L’intercultura va a scuola e all’Università: i linguaggi teatrali e artistici incontrano le nuove generazioni per l’educazione alla non violenza e all’incontro tra i popoli.

    Suq e Università, incontro in città: dialoghi, incontri e letture sulla città e per la città con la partecipazione di esponenti del mondo accademico e delle istituzioni. Tutti gli incontri si terranno alla Loggia della Mercanzia di piazza Banchi alle ore 17.
    – 6 marzo, Dentro e fuori
    Dinamiche di inclusione ed esclusione negli spazi urbani. Valeria Ottonelli, don Virgilio Colmegna, Simone Leoncini, Sergio Rossetti, Giovanni B. Pittaluga
    – 20 marzo, La casa e la strada
    L’intreccio degli spazi pubblici e privati nella mappa della città. Ferruccio Pastore, Paola Dameri, Andrea Torre
    – 9 aprile, Centro e Periferia
    Appendici degradanti o nuovi luoghi di aggregazione urbana? Davide Papotti, Maria Luisa Gutierrez-Ruiz, Cristina Notarangelo
    – 17 aprile, Dimensione di genere in città
    Gisella Bassanini, Annalisa Marinelli, Silvia Neonato
    – 8 maggio, Il mercato e la città
    Marco Aime, Ilda Curti, Carla Sibilla, Lucy Ladikoff, Carla Peirolero, Giacomo D’Alessandro
    – 15 maggio, Naturale e Costruito
    Nuove configurazioni territoriali. Antida Gazzola, Costanza Pratesi, Mario Paternostro
    – 22 maggio, Lo sport e la città
    Bruno Barba, Fabrizio De Meo, Pino Boero, Domenica Canchano

    Il coro delle badanti: incontri e lezioni di canto gratuite rivolte in modo particolare alle badanti e alle persone da loro accudite. Gli incontri si tengono a partire dall’11 marzo 2013, ogni lunedì ore 15-17 in Villa Piaggio (corso Firenze 24).

    Nonne nanne: antichi saperi e nuove cittadinanze si incontrano. Ninne nanne e favole in molte lingue da scambiarsi e da imparare per poi offrirle al pubblica in una festa-evento finale. Incontro ogni giovedì dalle 16 alle 18, a partire dal 14 marzo, presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14).

  • Il Knot Garden: giardino londinese nel primo museo di giardinaggio al mondo

    Il Knot Garden: giardino londinese nel primo museo di giardinaggio al mondo

    Knot Garden 01Come abbiamo detto la scorsa settimana, il Knot Garden, delle cui caratteristiche generali abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo, è sito nella parte centrale del giardino. Esso è stato creato nel 1980, nello stile del periodo (dalla metà del cinquecento alla metà del seicento circa) in cui vissero i Tradescant, dall’allora Presidentessa del Garden Museum la Marchesa di Salisbury. La nobildonna trasse ispirazione dai progetti che stava, all’epoca, predisponendo presso la propria, splendida tenuta di Hatfield House nello Hertfordshire, dove intendeva realizzare incredibili ed intricati Knot Garden ed aiuole ornamentali.

    La Knot Garden 02storia dei Tradescant è poi strettamente legata a quella di questa spettacolare tenuta di campagna (una delle più ampie di Inghilterra): il più anziano dei due giardinieri era stato infatti, da giovane, alle dipendenze di Robert Cecil, primo Conte di Salisbury, proprio presso la succitata proprietà.
    La realizzazione del Knot Garden è stata inoltre attuata tramite l’impiego di specie introdotte in Gran Bretagna dai Tradescant o fatte crescere da loro nel giardino di Lambeth, purtroppo scomparso molto tempo addietro.
    Una peculiarità del giardino consiste nel fatto che le attuali giovani piante del museo sono state tutte donate da vivaisti di ogni parte del Paese. Oggi il piccolo parco è poi abilmente ed attentamente curato da un folto gruppo di volontari sotto la guida di un esperto orticultore che cambia di anno in anno e del Capo del

    Dipartimento di Orticultura del Museo.Knot Garden 03
    Dalla visita si evince che vi è un costante impegno a mantenere questo importante giardino in perfette condizioni, non solo per il suo significato storico ma anche per il suo notevole contributo nel portare colore e vita in questo piccolo angolo nel centro di Londra nonché per il semplice piacere dei suoi visitatori.
    Non ricevendo il giardino del museo alcun contributo pubblico e non disponendo di lasciti o donazioni, la sua sussistenza dipende interamente dal denaro proveniente dalla vendita dei biglietti di accesso all’esposizione, dai proventi del piccolo ma suggestivo negozio, della “tea room” in stile

    Knot Garden 04shabby chic” e dalle donazioni dei benefattori. Gli oneri di gestione e mantenimento del complesso sono, infatti, piuttosto elevati, tenuto anche conto che il solo costo di un bulbo di tulipano di specifiche varietà dell’epoca dei Tradescant costa oltre una sterlina. Nel giardino ne sono però impiegate, collocate e curate svariate centinaia, unite a mille altre bulbose, rizomatose ed erbacee perenni, ovviamente oltre a cespugli e piccoli alberi!
    Knot Garden 05

    La prossima volta che capitate a Londra, fate quindi un salto in questo piccolo museo, sito quasi di fronte alla Houses of Parliament e definito dalla stampa londinese “One of London’s best small museums”. La vostra visita vi permetterà di contribuire al mantenimento di un angolo di verde nel centro cittadino e, al di là del piacevole percorso, vi farà comprendere, in tema di rapporto uomo-natura e tutela del Paesaggio, quali sia l’approccio, la sensibilità e lo spirito di una Nazione.

                                                                                                                                                                                     .

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Bic Liguria: imprenditoria giovanile e incubatori d’impresa

    Bic Liguria: imprenditoria giovanile e incubatori d’impresa

    centro-panoramica-2Dagli anni ottanta gli incubatori rappresentano uno dei principali strumenti per il sostegno alla creazione d’impresa, soprattutto giovanile, e per lo sviluppo di imprese già esistenti nel territorio. Con il tempo il contesto in cui questi incubatori erano nati si è  profondamente modificato e dal 2005 in avanti il BIC Liguria ha deciso di puntare sulle start up fortemente innovative. Grazie al progetto UNITI, sono stati realizzati diversi spin off universitari ad alto contenuto tecnologico che rappresentano uno dei fiori all’occhiello dell’imprenditoria genovese.

    In questo periodo di crisi però anche le aziende che fanno parte dell’incubatore sono diminuite, infatti da una media di 60 aziende incubate negli ultimi anni si è scesi a circa 45. A queste imprese l’incubatore fornisce un insieme di servizi di supporto per la fase di avvio dell’attività, non solo dal punto di vista logistico, ma anche per la realizzazione dei business plan (un documento che definisce il progetto imprenditoriale e i suoi dati economici), per la comunicazione e il marketing e per la pianificazione dell’attività aziendale.

    Il processo di incubazione dura dai tre ai cinque anni, ma cosa accade quando queste imprese escono dal BIC e iniziano a competere sul mercato? Secondo i dati che ci ha fornito il dott. Pietro De Martino, direttore del BIC Liguria, sono circa 400 le aziende fuoriuscite dall’incubatore ancora oggi attive sul territorio e tali aziende sono state in grado di generare nuova occupazione.
    Tuttavia, esiste una certa diffidenza nei confronti delle attività incubate, troppo deboli, secondo alcuni, per reggere il peso della competizione. Per migliorare la loro efficacia anche nella fase post-incubazione il BIC ha deciso di rendere estremamente rigido il processo di selezione: «Laddove c’è una selezione alta afferma De Martino – la percentuale di successo cresce». Negli anni passati un imprenditore poteva anche trovare nell’incubatore una soluzione meramente logistica a costi ridotti, mentre oggi l’ammissione di un progetto è subordinata a molti altri aspetti, ad esempio la compagine societaria, la coerenza dei profili, l’idea d’impresa collegata allo sviluppo del territorio. Si tende a concentrare l’offerta dei servizi dell’incubatore alle  imprese fortemente innovative e tecnologiche.

    “Ci sono poi delle aziende – aggiunge De Martino – che abbiamo aiutato all’esterno, che non sono transitate dall’incubatore. Rappresentano, anzi, il numero maggiore degli interventi fatti”. Dal 2003 ad oggi il BIC ha supportato infatti la creazione di più di 1500 microimprese sul territorio ligure – di cui l’80% a Genova – che rappresentano il tessuto delle nostra economia.

     

    LA PAROLA AGLI IMPRENDITORI

    denaro-economia-crisi-DIMatteo Santoro è uno dei due soci fondatori di Camelot, la prima start up del progetto UNITI creata nel 2009. «All’inizio dell’attività non avere costi fissi ha un certo peso. afferma Santoro Il BIC è stato molto comodo per questo e per il fatto di poter usufruire di spazi conferenza e sale riunioni per incontrare clienti e collaboratori».

    Camelot, in un certo senso, sul mercato c’è già da anni, nonostante continui ad essere ospitata dal BIC. Infatti, i 30.000 euro che il progetto UNITI aveva messo a disposizione per l’avvio della start up erano sati sufficienti solo per coprire i costi iniziali. Per questo i due giovani imprenditori hanno scelto di farsi finanziare direttamente dal mercato proponendo subito i propri prodotti ai potenziali acquirenti: «Siamo andati a cercare con la valigetta chi volesse comprare da subito». Avere alle spalle la struttura del BIC ha permesso a questa impresa di ridurre le proprie spese e puntare tutto su ricerca e sviluppo.

    «Ma – afferma Santoro – l’impresa ha successo non sulla base del contenitore in cui la si mette; funziona se è buona l’idea». Quindi un incubatore può essere importante per permettere la crescita di un progetto, ma la bontà dell’idea e del modello di business sono la vera chiave del successo.

    Lo sa bene Michele Zunino, un altro giovane imprenditore genovese che ha fondato la propria azienda, Netalia, al di fuori dell’incubatore. «Le aziende – ci spiega Zunino – devono avere un modello industriale molto ben dettagliato. È deviante il concetto secondo il quale i giovani pensano di poter diventare miliardari con una app». Anche se il BIC consente di ridurre le spese aziendali, i suoi servizi hanno comunque un costo. Per questo Zunino sottolinea che «Non si può fare l’imprenditore senza soldi». Il fondatore di Netalia è scettico verso le misure adottate dai recenti governi per incentivare l’imprenditoria giovanile come la cosiddetta Srl semplificata, che permette a giovani under 35 di creare una propria attività con un capitale sociale di 1 euro.  «Il fatto di permettere l’esistenza di società sottocapitalizzate non serve».

    Anche Santoro vede un pericolo in questa cultura della facile auto-imprenditorialità: «Quando una cosa è di moda diventa anche un po’ fighetta, ma l’imprenditore oggi nelle prime fasi, quando ha un’idea e la vuole portare sul mercato, si fa un discreto mazzo, seleziona il personale e fa anche le pulizie pur di andare avanti».

     

    Federico Viotti

    [foto di Diego Arbore]

  • Carpooling: usare meno l’auto e rispettare l’ambiente

    Carpooling: usare meno l’auto e rispettare l’ambiente

    autostrada-galleriaSono numerose le modalità alternative per gli spostamenti quotidiani, che permettono di risparmiare sul carburante e al tempo stesso rispettare l’ambiente.

    Su Era Superba ci dedichiamo spesso a questi argomenti, perché i genovesi si mostrano sempre più sensibili a questo tema: sono molti coloro che hanno scelto la bicicletta, i veicoli elettrici (auto e moto) e addirittura i percorsi a piedi per andare a scuola o al lavoro.

    Un’altra soluzione in questo senso è il car pooling, fenomeno nato nei Paesi anglosassoni e “ufficializzato” in Italia nel 2009 grazie a un accordo con la società Autostrade per l’Italia, che su alcune tratte ha fissato una riduzione del pedaggio autostradale per le auto che viaggiano in car pooling.

    In cosa consiste? Un gruppo di persone che deve compiere la stessa tratta decide di viaggiare con un solo mezzo, alternandosi nella guida e dividendo le spese di viaggio. L’auto è messa a disposizione da un componente del gruppo (o da più di uno, a turno): il vantaggio è evidente, se si pensa che molte automobili – progettate per avere fino a 5 occupanti – sono di fatto utilizzate da una sola persona alla volta.

    Le persone che scelgono questo servizio possono essere compagni di studio o colleghi di lavoro, ma anche chi deve recarsi in altre città o all’estero e cercano persone con cui condividere il viaggio. A questo scopo esistono apposite piattaforme web che agevolano il contatto tra potenziali co-guidatori. Le due più utilizzate in Italia sono carpooling.it e BlaBlaCar, cui abbiamo chiesto i dati sui loro iscritti di Genova.

    Carpooling.it gestisce le richieste di passaggio da e per Genova, e ha registrato nel 2012  un incremento rispettivamente del 55,47% (da Genova) e del 46,26% (per Genova). Per le prossime 8 settimane sono già attive 582 offerte di passaggio da Genova verso altre città e 570 offerte da fuori in direzione di Genova. Daniela Mililli, country manager Italia di carpooling.it, ha inoltre specificato che “Saremmo felici di cooperare con le istituzioni locali e offrire gratuitamente il nostro servizio per potenziare un uso più intelligente delle auto, anche a Genova“.

    I dati relativi a BlaBlaCar presentano invece Genova come l’ottava città italiana per utilizzo di carpooling, con richieste di viaggi sia per altre città italiane, sia per l’estero.

    Marta Traverso

  • Trasparenze digitali: concorso fotografico sulla montagna

    Trasparenze digitali: concorso fotografico sulla montagna

    MontagnaSono aperte le iscrizioni per il concorso fotografico Trasparenze digitali, a cura della sezione di Sestri Ponente del Cai (Club Alpino Italiano) in collaborazione con il circolo culturale 36° fotogramma.

    Il titolo del bando si richiama alla trasparenza della pellicola di celluloide, un tempo utilizzata per le fotografie e le diapositive. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

    È possibile inviare fino a quattro immagini in formato .jpg (dimensioni massime 1.600 x 1.200 pixel e peso non superiore ai 2 Mb) che richiamino tutti gli aspetti paesaggistici, naturalistici, sportivi, ricreativi, culturali e di civiltà umana legati alla montagna. L’invio va effettuato attraverso il sito di Cai Sestri Ponente o recandosi di persona in sede, via Galliano 16/4 aperta il martedì e il venerdì dalle 21 alle 22.

    La scadenza per l’invio delle foto è martedì 7 maggio 2013. Una giuria selezionerà cinque immagini classificate, i cui autori vinceranno alttettanti buoni acquisto per articoli sportivi presso il negozio Longo di Genova Rivarolo, così ripartiti:
    1° premio: 300 euro
    2° premio: 200 euro
    3° premio: 100 euro
    4° premio: 50 euro
    5° premio: 50 euro

    La premiazione si svolgerà presso la sede del Cai venerdì 7 giugno 2013 alle ore 21.00, con una proiezione pubblica delle immagini.

  • Capire l’esito del voto italiano attraverso la stampa e la lingua inglese

    Capire l’esito del voto italiano attraverso la stampa e la lingua inglese

    Silvio Berlusconi, elezioni 2013No time to wallow in the mire. “Non c’è tempo per sguazzare nel fango,” cantava il grande Jim Morrison in uno dei pezzi che hanno fatto la storia dei Doors e della musica in generale. A quanto pare, invece, nonostante le lancette corrano inesorabilmente, sembra che l’Italia politica debba continuare a crogiolarsi nel pantano. Questa perlomeno è l’analisi che emerge dai maggiori quotidiani italiani e, suppongo, dai telegiornali – dico “suppongo” perché come già avevo scritto da tempo mi rifiuto di informarmi tramite la tv.

    Sfogliando le principali testate del mondo anglo-sassone, emerge un quadro analogo. Le parole che dominano gli articoli sulla politica italiana sono “deadlock”, “gridlock” e “stalemate”, vale a dire “stallo”. Il tono dei vari The Times, The Guardian, Washington Post, New York Times è il solito nei confronti dell’Italia, ovvero tra il divertito e il vagamente paternalistico. È vero, ragioni per cui farci prendere in giro dal mondo ne abbiamo molte, ma non sarebbe male se queste colonne della stampa mondiale iniziassero a vedere non solo la pagliuzza – o il covone di fieno – nell’occhio italiano e si sforzassero di vedere più chiaramente la trave nell’occhio britannico/statunitense, leggasi “fallimento del sistema economico e sociale capitalista imposto a tutto l’Occidente negli ultimi decenni”. L’American dream di cui abbiamo sentito parlare per anni si è infatti lentamente trasformato in un nightmare, cioè un incubo, e non è un caso che proprio da lì sia partita una crisi economica diffusasi a macchia d’olio a livello internazionale.

    Tornando all’aspetto linguistico, la parola stalemate, in origine usata nel mondo degli scacchi e inserita invece nel contesto della politica, costituisce un esempio di metafora. Con essa si intende l’uso di parole ed espressioni legate a concetti “concreti” per comprendere e chiarire altri concetti più “astratti”. Quasi tutti hanno giocato almeno una volta nella vita a dama o a scacchi e sanno che cosa succede quando si arriva a una situazione di stallo. Il dominio concettuale della politica è invece più ingarbugliato e meno accessibile alla gente comune. Per questo motivo, per spiegare le situazioni che si creano nel contesto politico – più “astratto” – si ricorre ad analogie con situazioni della vita quotidiana, in questo caso una partita di scacchi,  più “concrete”.

    Avremo ancora modo di tornare sul ruolo fondamentale delle metafore: esse non solo rendono più comprensibile – o a volte più poetico – il nostro linguaggio, ma ci aiutano anche a comprendere a livello concettuale la realtà che ci circonda. Parole e pensieri sono strettamente collegati tra loro e ci portano ad agire in un senso piuttosto che in un altro. In sintesi, il nostro destino è il frutto di parole, pensieri e azioni. Iniziando a pensare in modo diverso e parlare in modo diverso, arriveremo anche ad agire in modo diverso.

    Sforzandomi di avere un punto di vista meno superficiale rispetto ai nostri quotidiani, ritengo che ciò che è emerso da queste elezioni non sia affatto uno stallo. Non c’è stagnazione, non c’è wallowing in the mire. Al contrario, è emersa tanta voglia di cambiare le cose. Milioni di giovani si sono alzati per far ascoltare la propria voce, non considerata da tempo. Negli scacchi, dopo uno stalemate di solito si rigioca la partita e sono sicuro che la prossima volta il risultato sarà ben diverso: checkmate, scacco matto, con buona pace di chi voleva sguazzare ancora un po’ nella palude… Bye bye!

     

    Daniele Canepa

  • The Summit: film sul G8 di Genova, anteprima al cinema America

    The Summit: film sul G8 di Genova, anteprima al cinema America

    g8-carlo-giulianiGiovedì 28 febbraio 2013 (ore 21) il Cinema America ospita l’anteprima di The Summit, film documentario sul G8 diretto da Franco Fracassi e Massimo Lauria e distribuito da Minerva Pictures.

    Tema del film
    Il film parte dal vertice che si è tenuto nel 2001 a Genova per raccontare, non tanto l’accaduto, ma perché sono avvenute certe cose. The Summit lavora su due piani. Da una parte quello dell’inchiesta, per capire perché la polizia si è comportata in questa maniera, perché una parte dei manifestanti ha devastato la città e chi gli ha permesso di farlo, chi erano davvero i black block e che legami avessero con le forze dell’ordine e perché proprio a Genova fossero successe queste cose. Dall’altra parte, la contestualizzazione dell’accaduto, spiegando che quello non era il primo vertice in cui accadevano gli scontri, era dal ’99 a Seattle che ad ogni vertice internazionale c’erano pestaggi. Spesso ci si dimentica che a Genova si dovessero incontrare gli otto capi di Stato più importanti del mondo, per decidere questioni fondamentali per il pianeta. Il film s’interroga su questo. In agenda c’era la discussione sull’annullamento del debito per i paesi del terzo mondo, il protocollo di Kyoto, la globalizzazione: sono stati questi temi, importanti e delicati, a trasformare Genova in un campo di battaglia. Gli scontri non sono stati tra manifestanti italiani e polizia italiana, ma tra chi voleva un modello di pianeta e chi ne voleva un altro. E lì a Genova si è svolta la battaglia finale.

    Su trentacinquemila poliziotti, almeno cinquemila erano agenti stranieri. Solo settecento appartenevano all’FBI ed erano lì per proteggere Bush. Quando si parlava dei black block infiltrati, si sono sempre prese in considerazione solo le forze dell’ordine italiane. Invece, dalle testimonianze raccolte tra gli infiltrati, parlavano tutti tedesco, francese, olandese, inglese ma non italiano.

    Al termine della proiezione si svolgerà un incontro-dibattito con il pubblico. Saranno presenti i due registi insieme a Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliani; Antonio Bruno, consigliere comunale di Genova, portavoce di Cambiare si può e membro del Comitato Verità e Giustizia per Genova; Giovanni Mari, caposervizio a Il Secolo XIX che era tra le strade di Genova nei giorni del G8; Daniele Damiani ed Emanuela Massa di Amnesty International, circoscrizione Liguria; Don Andrea Gallo.

  • Registro coppie di fatto a Genova: passi avanti verso l’approvazione

    Registro coppie di fatto a Genova: passi avanti verso l’approvazione

    unioni-civili-gay-prideIl 1 ottobre 2002 si è costituita a Genova la sezione locale di Arcigay, che raccoglie l’esperienza di realtà attive sul territorio a partire dagli anni Settanta e che si pone l’obiettivo di promuovere i diritti lgbt attraverso servizi di assistenza, momenti di aggregazione e attività culturali. Un’associazione che in questi anni ha organizzato numerose iniziative, soprattutto in ambito culturale (spettacoli teatrali, conferenze, visite guidate, mostre etc), allo scopo di promuovere la visibilità e favorire l’aggregazione di persone lgbt, sia fra loro sia con la cittadinanza.

    Uno degli impegni più forti è la costituzione di un registro delle coppie di fatto: un obiettivo annunciato già da Marta Vincenzi in occasione del Gay Pride (giugno 2009) e dichiarato esplicitamente nel programma elettorale di Marco Doria.

    Abbiamo incontrato Ostilia Mulas e Federico Caprini Acquarone, rispettivamente presidente e consigliere di Arcigay, per sapere come sta procedendo la questione: «Fin dalla costituzione di Arcigay abbiamo aperto un dialogo con le istituzioni locali, che nel tempo hanno iniziato a considerarci come loro interlocutori, tanto da poter dire che siamo conosciuti più dalle istituzioni che dai cittadini. Attualmente siamo in ottimi rapporti con l’Assessore Elena Fiorini, che ci ha assicurato che il percorso è già avviato e si sta provvedendo a tutti i passaggi necessari per approvarlo. Sono due le nostre richieste: l’attestato anagrafico, regolato da un Decreto del Presidente della Repubblica Cossiga nel 1989 e che certifica la “convivenza affettiva”, ovvero quella non necessariamente di coppia (può essere tra parenti, amici etc); il registro unioni civili, che certifica simbolicamente lo stato di coppia ma pone un riconoscimento ufficiale delle famiglie e dà un segnale forte allo Stato, perché si acceleri l’iter per l’approvazione di una legge su questi temi. Inoltre, l’Assessore si è dichiarata favorevole a un’eventuale adesione del Comune di Genova alla Rete Re.A.Dy, nata nel 2006 e che raduna le amministrazioni locali che ne condividono la carta d’intenti».

    Sono inoltre in programma molte iniziative sul territorio: in questo periodo ogni domenica si svolge un cineforum al Mare di Note a Voltri, mentre nei prossimi mesi si prevedono altre attività in collaborazione con i Municipi e una mostra di arte contemporanea nella Giornata della Memoria 2014.

    Nel raccontare il percorso di questi undici anni, è evidente che il 2009 sia stato “l’anno dello spartiacque” di Arcigay Approdo, per tre ragioni. Anzitutto il 27 giugno di quell’anno Genova ha ospitato il Gay Pride, un evento che ha segnato una grande partecipazione della cittadinanza: «Ho partecipato a numerosi Pride in diverse città italiane, ma mai come a Genova ho visto una così grande presenza della folla ai lati della strada, che assisteva e partecipava al corteo. Quella giornata è stata un vero e proprio regalo alla città», racconta Ostilia Mulas.

    Il 2009 è stato anche l’anno della nuova sede di Arcigay, che da corso Torino si è spostata negli attuali locali di vico Mezzagalera: qui è stato potenziato il servizio del telefono amico (aperto ogni giovedì dalle 21 alle 23) e attivato lo sportello legale, curato da Damiano Fiorato e Daniele Ferrari (aperto ogni primo giovedì del mese dalle 14.30 alle 16.30) e che si occupa di consulenza gratuita su ogni forma di discriminazione, in famiglia, sul lavoro e con una particolare attenzione agli immigrati che vengono a vivere a Genova. «Sono servizi che portiamo avanti grazie al contributo dei nostri soci, che hanno frequentato un corso per abilitarsi a svolgere i servizi di assistenza, ma abbiamo bisogno di un numero sempre maggiore di volontari. In particolare vorremmo dei referenti per informare le persone sui diversi gruppi attivi sul territorio: oltre ad Arcigay Approdo esistono Arcilesbica, Pangender, Agedo e Famiglie Arcobaleno. Il nostro obiettivo è formare un solido coordinamento sul territorio fra tutte queste realtà, per promuovere insieme i valori che ci accomunano».

    Infine, ma non meno importante, è stata approvata in quell’anno la legge Regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, nell’ambito di un più ampio progetto di Rete Regionale anti-discriminazione (che comprende anche la tutela di  immigrati, disabili, persone di altre religioni etc): un organismo che metta in rete le diverse realtà che agiscono sul territorio ligure e ne monitori le attività.

    Marta Traverso