Autore: erasuperba

  • Agenzia dell’Entrate: trasferimento di proprietà e imposta di registro

    Agenzia dell’Entrate: trasferimento di proprietà e imposta di registro

    soldi pubbliciUna nostra lettrice mi ha posto qualche settimana fa un quesito interessante che può essere utile riportare qui perché sono convinto possa riguardare anche tante altre persone. Cerco di sintetizzare: “Io e mio marito abbiamo deciso di fare un divorzio congiunto dove concordavamo il trasferimento dell’intera proprietà dell’appartamento ove vivo e risiedo in capo a me; abbiamo anche stabilito la somma che mi avrebbe versato a tal fineVenivamo rassicurati dal nostro avvocato che quel tipo di operazione  era esente da qualsivoglia tributo. Poi è arrivata la doccia fredda: l’Agenzia delle Entrate mi invia richiesta di pagamento dell’imposta di registro...”

    Effettivamente corrisponde al vero quanto le ha detto l’avvocato, sempre che quest’ultimo abbia correttamente impostato la questione giudiziaria da un punto di vista formale.
    In altre parole, se l’avvocato nel ricorso depositato ha parlato in maniera esplicita di trasferimento di proprietà, nulla si può imputare all’Agenzia delle Entrate: quella è un’imposta di registro, certo, ma dovuta alla trascrizione che è elemento necessario ed inequivocabile per fare sì che i terzi, ovvero il mondo, venga a conoscenza di quel trasferimento di proprietà.

    Se l’avvocato avesse utilizzato altri termini in vece di “trasferimento di proprietà” (che ne so, “indennizzo”, “risarcimento”, “versamento forfettario” per esempio), per l’Agenzia delle Entrate sarebbe stato ben difficile emettere un avviso di pagamento come quello ricevuto dalla lettrice.
    Si noti bene, il pagamento viene richiesto in solido ad entrambi i coniugi: non importa chi paga, basta che si paghi la somma richiesta. Di solito si fa metà per uno e la pace è fatta, divorzio permettendo…

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Corso gratis di pittura ad acquerello alla Galleria d’arte Studio 44

    Corso gratis di pittura ad acquerello alla Galleria d’arte Studio 44

    pennelli-pittura-mostre-arte-d3L’associazione culturale Galleria Studio 44 propone per il secondo anno consecutivo un corso di acquerello nel suo spazio di vico Colalanza 12r, nel centro storico di Genova.

    Il corso inizierà martedì 5 marzo 2013 ed è articolato in 8 lezioni (ogni martedì dalle 21 alle 23) che termineranno il 30 aprile. La partecipazione è gratuita per i soci dell’associazione culturale (l’iscrizione a Galleria Studio 44 ha invece un costo di 25 €).

    Il corso sarà attivato al raggiungimento di dieci iscritti.

    Per info e iscrizioni si deve contattare Monica Gori all’indirizzo mail monica.gori.parmiggiani@gmail.com o al numero di cellulare 320 4550561.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Cortometraggi animati: serata di proiezioni allo Zenzero

    Cortometraggi animati: serata di proiezioni allo Zenzero

    cinema-registi-cortometraggi-filmMercoledì 27 febbraio 2013 (ore 21) Attilio Valenti presenta al Circolo Arci Zenzero di via Torti una proiezione di cortometraggi di animazione.

    Questi gli spettacoli in programma.

    Oto di Fusako Yusaki: opera inedita realizzata con le tecniche più avanzate unite alla manipolazione della plastilina;

    P.O.P. di Attilio Valenti e Roberto Davide Papini

    Illusion? di Frederic Bac

    La demoiselle et le violoncellist di Jean Francois Laduioine

    A chairy tale e Blinkity Blanc di Norman McLaren.

    Note su Attilio Valenti
    Negli Anni ’80 e ’90 è direttore di Incontri Internazionali con gli Autori di Cinema d’Animazione, festival competitivo a Genova. Collabora inoltre con Festival e manifestazioni in Italia e all’estero. Nel 2004 è co-direttore, co-sceneggiatore e responsabile del percorso didattico del laboratorio a Roma dove nasce POP che ottiene un premio al Festival del Cinema di Venezia nella sezione “Cinema e Cultura del Dialogo”.

    Dal 1984 al 2004 è Vice Presidente di ASIFA, l’Associazione Italiana degli Autori di Cinema d’Animazione.

    Attualmente collabora con Coop Liguria e Festival della Scienza, oltre che con alcune scuole liguri.

  • Bancomat e distributori di sigarette dentro le edicole votive

    rifugi-solidi-urbani-edicola-votivaIn un periodo turbolento di elezioni politiche italo-vaticane la situazione è confusa, la BCE spinge per un governo Monti che sostituisca questo Ratzinger  inviso ai mercati (a Porta Portese proprio non lo possono vedere), i giornali danno ampia eco a nuovi scandali e alla forte crescita di movimenti di protesta come Rivoluzione Papale e le Carmelitane anticasta del Movimento 5 Sorelle.

    Avere un unico presidente a capo dello Stato Italiano e Vaticano sarebbe forse la soluzione migliore, risolvendo alla base il problema delle ingerenze in politica dei cardinali, che diventerebbero direttamente ministri con poteri illimitati; come al solito questa tendenza è stata anticipata dal design urbano in cui sacro e profano vanno a braccetto mescolando profumo di Incenso firmato Calvin Klein.

    Le edicole votive che invadono la nostre città spesso falliscono, anche per la crisi del settore editoriale, e si pone il problema di come colmare questo vuoto che spaventa gli urbanisti, l’horror vacui del fashion che tormenta il futuro urbanistico del nostro Paese.

    Il problema di questi spazi è la loro collocazione disagevole, in quanto sono state progettate nel passato in maniera poco fruibile, essendo poste minimo a 3 metri di altezza rispetto al livello stradale.

    L’idea di collocarvi uno sportello bancomat, collegato direttamente con lo IOR, non è stata frenata da questo apparente disagio;  in tempi di crisi ritirare contante deve essere un’operazione  ben meditata e il fatto che per farlo bisognerà procurarsi una scala retrattile, scoraggerà i giovani a dissipare il loro esiguo patrimonio.  Nelle edicole più ampie verrà concessa l’abitabilità, diventeranno delle nicchie davvero glamour per abitare in modo minimalista la città e viverne il cuore pulsante, piccoli monolocali dall’atmosfera mistica, per una vita da monaco stilita ma piena di fashion style urbano.

    Le nuove edicole votive saranno un capolavoro di fantasia e di design innovativo, i distributori automatici di sigarette ivi collocati, saranno raggiungibili solo da impervie e pericolose scale a chiocciola, impedendo a bambini e anziani di salirci e limitando così il tabagismo tra le categorie più deboli.

    La strada è segnata, agli angoli delle nostre città caotiche, alzando gli occhi vedremo finalmente rivivere la bellezza antica, dopo un ritocco estetico degno di Clio Make Up, il cerone del glamour coprirà ogni difetto e il mascara del fashion style regalerà charme anche a queste strutture così datate; le edicole verranno così sostituite da opere di pubblica utilità, come abbiamo visto prima, oppure diventeranno lo spazio più chic per nuove installazioni artistiche,  giovani scultori metropolitani potranno mostrare le loro opere in condizioni di massima visibilità e a prova di atto vandalico.

    Il fashion è la religione del nuovo millennio e le nostre città si riempiranno di questi piccoli templi del glamour, sulla scia di maestri  del design mistico come Don Lurio e Suor Paola; la parola d’ordine sarà libertà di culto artistico, bandendo ogni rischio di integralismo estetico, unica eccezione sarà la Fatwa da lanciare contro la banalità, il cattivo gusto e le giacche di Oscar Giannino.

     

    Dottor Grigio

  • Rivarolo, Albatros: rischio chiusura per il teatro del quartiere

    Rivarolo, Albatros: rischio chiusura per il teatro del quartiere

    teatro albatrosIl Teatro Albatros di Rivarolo, storico punto di riferimento culturale per l’intera Val Polcevera, attraversa una nuova fase di difficoltà economica e si paventa l’ennesimo rischio chiusura.
    La storia dell’Albatros inizia oltre cinquant’anni orsono quando aprì i battenti come Dopolavoro per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Proprio per questo fu battezzato “Il Ferroviario”, mentre in seguito assunse il nome di “Teatro Albatros”.
    Dopo esser divenuta una sala teatrale di quartiere, al principio degli anni ’90 i locali di via Roggerone, grazie alla gestione di Totò Miggiano, si trasformarono in un tempio della musica rock alternativa: dal palco dell’Albatros, infatti, transitarono alcuni ottimi gruppi musicali italiani e stranieri.
    Nel 2000, però, il teatro venne chiuso per un anno. E già all’epoca si scatenò una mobilitazione unitaria di abitanti, negozianti e comitati. Grazie ad un fondo stanziato dalla Provincia di Genova, l’Albatros fu riportato in vita e la gestione passò per 10 anni al gruppo “Carrogê” che diede molto spazio al teatro dialettale. Infine, a partire dal 2011, un gruppo di volontari gestisce gratuitamente l’Albatros che, dopo un intervento di messa in sicurezza, è stato convertito in cinema.
    Ma nonostante tutti gli sforzi, per compiere un decisivo passo in avanti in grado di consentire la sopravvivenza dell’ultimo avamposto culturale di Rivarolo, sarebbe necessario l’aiuto delle istituzioni pubbliche, oppure il supporto di sponsor privati convinti ad investire nel suo rilancio.

    Viste le nuove preoccupanti voci che circolano in merito al destino dell’Albatros, i consiglieri di Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra del Municipio Valpolcevera, presentano un’interpellanza in merito.
    «Nel corso degli anni si è assistito ad un progressivo impoverimento dei locali adibiti a cinema e teatri a Rivarolo e non solo, con la conseguente perdita di un patrimonio culturale importante per il tessuto sociale – spiega il documento sottoscritto dai consiglieri – l’Albatros è rimasto l’unico Cinema-Teatro presente sul territorio e, pur essendo di proprietà di soggetti privati (Ferrovie dello Stato), riveste un ruolo di rilievo quale ultima struttura dotata di apparecchiature per la proiezione di film a Rivarolo».
    L’Albatros rappresenta «Uno dei pochi presidi artistici e culturali dei quartieri di Certosa e Rivarolo e dell’intera collettività della Val Polcevera ed è importante tentare di coadiuvare la programmazione e la funzionalità in generale della struttura», sottolinea l’interpellanza.

    Per tutti questi motivi, i consiglieri interpellano Presidente e Giunta del Municipio Valpolcevera «Sulla possibilità di una verifica dell’effettiva volontà dei soggetti titolari della proprietà di chiudere il teatro Albatros; sulle eventuali iniziative già intraprese o da intraprendere per sostenere l’attività dell’Albatros».

     

    Matteo Quadrone

  • Sala Dogana “Our Possession, Unseen”: i ragazzi dell’Accademia in mostra

    Sala Dogana “Our Possession, Unseen”: i ragazzi dell’Accademia in mostra

    sala-dogana-ducale-DILa nuova esposizione ospitata da Sala Dogana fino al 10 marzo, dall’evocativo titolo “Our Possession, Unseen” dà spazio questa volta ai ragazzi che studiano all’Accademia. A guidarli in un’esperienza di ricerca artistica legata profondamente al territorio è stata Simona Barbera, docente di installazioni multimediali presso l’Accademia ma soprattutto artista a sua volta. «Lavorare tenendo sempre presente l’idea di ambiente e con un occhio attento allo stato attuale delle cose, non rinunciando però agli aspetti della realtà legati al magico, alle sottoculture, a generi espressivi diversi come musica, cinema, fotografia, che entrano nell’arte in maniera underground – racconta – può spiegare il titolo del progetto che abbiamo realizzato».
    I ragazzi scelti per la mostra sono My Lothe, Ronny Faber Dahl, Federica Montrucchio, Sofia Desideri, Francesca Migone, Francesco Manias, Alice Porotto, Bjørnar Johnsen.

     

    Come hai scelto i ragazzi che partecipano all’esposizione con i loro lavori?

    «Io insegno all’Accademia con un corso-progetto, ciò significa che devo indirizzare i miei studenti nello sviluppo del loro percorso individuale; ho l’occasione di lavorare con ragazzi davvero giovanissimi, di 19-20 anni, a volte i percorsi maturano, a volte invece, per un fattore legato alla timidezza che crea problemi nell’esporsi di fronte a un pubblico, il lavoro non riesce a essere portato a termine. Quindi i ragazzi sono stati scelti nell’arco di due anni, e ho cercato di individuare i lavori più maturi, che hanno trovato una loro “via” e soprattutto un rapporto con la teoria critica. Abbiamo infatti lavorato moltissimo sullo sviluppo di temi e soggetti con riferimento alla società: chi è riuscito a seguire meglio questo percorso è stato scelto per formare questo primo gruppo. Probabilmente ce ne saranno altri».

    Come si riassume tutto questo nel titolo “Our possession, unseen”?

    «La frase ha più riferimenti. “Our” perché mi interessava l’idea di “unire” e “unirci” e mi sono ispirata a uno dei progetti più importanti a livello curatoriale – anche se io non sono esattamente una curatrice quindi mi pongo più da artista in questo senso – che è “When Attitudes Become Form” di Harald Szeemann (storica figura di curatore indipendente, n.d.r.) che rappresenta un importante manifesto curatoriale e un certo modo di stare insieme e lavorare in gruppo: quell’esempio mi ha portata a concepire quest’esperienza come una sorta di collettivo perenne. “Possession” in quanto abbiamo lavorato sulla questione legata al possesso relativamente al territorio, all’uso che si fa degli spazi, alla fruizione individuale che se ne ha, e in questo caso ci siamo posti in una dimensione di “dispossession” continua (esproprio, n.d.r.), cioè non poter abbracciare qualcosa che ci sfugge (“unseen”), a causa dell’urbanizzazione estrema da un lato, del degrado del paesaggio locale dall’altro. Devo dire che tantissimi studenti dell’Accademia hanno questa tensione verso una sorta di sconforto e rapporto conflittuale con gli spazi, più di altri. Per esempio i ragazzi norvegesi (degli otto selezionati tre sono appunto norvegesi che studiano qui) lavorano su altri aspetti più intimi e ancestrali, facendo emergere un rapporto col magico addirittura, e con le religioni alternative».

    Il lavoro ha riguardato anche il concetto di potere…

    «Ci sono dei lavori in particolare che contengono riferimenti precisi, per esempio quello sull’esondazione del Bisagno dello scorso anno sottolinea il fatto che il torrente, il cui nome in latino è bis amnis, cioè due fiumi, è stato soffocato da un’imposizione: la riflessione è stata su questo gioco di potere ma soprattutto sull’apprezzamento e non sfruttamento del territorio. Abbiamo preso in considerazione anche diverse teorie critiche come quelle di filosofi contemporanei quali Judith Butler o Giorgio Agamben sul concetto di biopolitica e controllo assoluto della società, e questo per noi si rispecchia moltissimo nel territorio».

    I “segmenti di natura” di cui parli si configurano quindi come elementi di contrapposizione al controllo esercitato dal potere ed esplicitato in ambito urbano?

    «Sì….in particolare c’è un momento secondo me, quando si decide di estraniarsi o trovare un luogo intimo, alternativo, che costituisce una scintilla che potrebbe determinare un vero cambiamento, una vera trasformazione nei rapporti tra esseri umani: il fatto di volerla cercare, di trovarla e fissarla su pellicola fotografica o altri supporti, è già un punto di partenza. Questi luoghi spesso e volentieri non sono ordinari e nel nostro paesaggio urbano sono completamente extraterritoriali.
    I temi si sono sviluppati man mano che si lavorava, ho badato fondamentalmente a portare tutta l’attenzione al “qui e ora”, a non indulgere a mitizzazioni, a non estraniare troppo il senso del lavoro in simbologie o gesti al di fuori del controllo o della coscienza legata al rapporto con la contemporaneità, cioè cosa siamo e dove viviamo».

    Cos’è la società d’esproprio cui ti riferisci?

    «È un concetto legato alla questione della biopolitica, su cui abbiamo insistito molto considerando l’idea di controllo sull’individuo a livelli sempre più capillari. Poi ci sono questioni legate al gesto e a come siamo costretti a dover limitare le nostre considerazioni o vie di fuga nella nostra società; soprattutto in questo caso era mio interesse principale – essendo ragazzi molto giovani – riuscire a mostrare qual è la via di uscita per un gesto creativo da parte di chi è così giovane e ha mille idee e un desiderio di incanalarle e dare loro forma. La cultura visiva contemporanea si allarga così tanto nelle sottoculture! Abbiamo molto lavorato e insistito per portarle fuori, perché poi sono quelle con cui hanno più confidenza».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Diego Arbore]

  • Culturability: bando per startup cooperative create da giovani

    Culturability: bando per startup cooperative create da giovani

    Soldi e Monete“Culturability, fare insieme in cooperativa” è il bando aperto dalla Fondazione Unipolis (la fondazione d’impresa del Gruppo Unipol) e rivolto a startup create da giovani nell’ambito della cultura e della creatività.

    Scopo del bando è offrire alle imprese selezionate (fino a un massimo di dieci) un contributo complessivo di 200.000 € e il supporto a un percorso di accompagnamento allo sviluppo delle loro idee, in particolare consulenza e assistenza specialistiche nel campo creditizio, legale, giuslavoristico e fiscale. Per ottenere il contributo i gruppi partecipanti dovranno costituirsi in impresa cooperativa.

    Requisiti per accedere al bando sono: età compresa fra i 18 i 35 anni compiuti; essere cittadini italiani (anche residenti all’estero) o stranieri (purché residenti in Italia); essere un gruppo composto da almeno 3 persone. I progetti ammessi possono essere completamente nuovi, oppure essere spin off di università, associazioni e organizzazioni non-profit o cooperative con sede in Italia, riconosciute e/o iscritte agli albi competenti.

    Le idee imprenditoriali presentate devono riguardare attività e progetti culturali e creativi, così declinati: arti visive, arti performative, patrimonio storico-artistico-architettonico, editoria (comprese le sue declinazioni multimediali,) industria musicale, radio-televisione, cinema e videogiochi, architettura, pubblicità e branding, design.

    Ogni progetto deve inoltre essere connotato dalle seguenti caratteristiche:
    1) promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani;
    2) avere un impatto sociale positivo, promuovere la coesione e favorire l’accesso alla cultura al maggior numero di persone possibile;
    3) costruire reti (territoriali e online) per attivare e incrementare l’interazione con soggetti terzi;
    4) ricercare forme innovative di progettazione, produzione, distribuzione e fruizione della cultura;
    5) essere economicamente sostenibili nel tempo, affinché l’impresa cooperativa si mantenga attiva ed efficiente nel lungo periodo.

    I partecipanti dovranno inviare il progetto entro il 30 aprile 2013 compilando il modulo di iscrizione e iscrivendosi alla piattaforma CivicLink, su cui dovranno essere caricati curricula dei proponenti e contenuto del progetto, corredato da immagini o video di presentazione.

    Una Commissione valuterà i progetti e selezionerà una prima rosa di progetti, i cui autori riceveranno una comunicazione entro il 31 maggio 2013. Nel corso del mese di giugno verranno effettuati incontri di informazione e formazione sui territori, ed entro il 31 ottobre ogni soggetto vincitore dovrà presentare un business plan definitivo della nuova cooperativa e inviarlo alla mail culturability@fondazioneunipolis.org: da qui verranno decretati i vincitori (da uno a dieci progetti) che saranno ufficializzati entro il 10 dicembre 2013.

     

  • Teatro Hop Altrove: rinviata la scadenza del bando, dubbi sul futuro

    Teatro Hop Altrove: rinviata la scadenza del bando, dubbi sul futuro

    teatro-hops-altrove-d3Il PRECEDENTE

    Novembre 2003: in piazzetta Cambiaso inaugura il teatro Hop Altrove, uno spazio che coniuga arte e gastronomia sito nel cinquecentesco palazzo Fattinanti Cambiaso. L’edificio è stato restaurato grazie a finanziamenti pubblici (circa 2 miliardi di lire) e privati (circa 270 milioni) e la direzione artistica del teatro è stata affidata al regista genovese Mario Jorio.

    Novembre 2010: dopo anni di chiusure e riaperture, parte un nuovo filone di attività per l’Hop Altrove, che riapre i battenti con la gestione di Giuseppe Varlese, conosciuto in città per essere il produttore della birra Bryton. La direzione aristica è stata invece affidata a Claudio Pozzani, che da anni porta a Genova nel mese di giugno il Festival Internazionale di Poesia, e che per questo spazio di pone l’obiettivo di un polo artistico a 360°, che oltre al teatro dia spazio a reading poetici, concerti ed esposizione di arte visiva.

    Maggio 2011: l’Hop Altrove chiude in anticipo la stagione, nonostante le 20.000 presenze raccolte. Sono due le principali difficoltà di questo nuovo corso del teatro: da un lato le difficoltà economiche e la carenza di fondi, dall’altro i primi segnali di cedimento dell’edificio (per saperne di più leggi il resoconto del nostro sopralluogo effettuato a settembre 2012).

    Luglio 2012: in piazza Cernaia si svolge un primo incontro pubblico per discutere sulla futura gestione del teatro, alla presenza dei neo Assessori Carla Sibilla (cultura) ed Elena Fiorini (legalità e diritti).

    Ottobre 2012: viene indetto un secondo incontro pubblico. Da qui verranno ricavate le linee guida per redigere un bando di gara e assegnare la futura gestione del teatro. Noi di Era Superba abbiamo partecipato: erano presenti numerosi cittadini, che hanno discusso – suddivisi in gruppi di lavoro – alla presenza dell’Assessore Elena Fiorini

    Dicembre 2012: il Comune di Genova indice un bando di gara per la gestione dell’Hop Altrove, che prevede per l’assegnatario una gestione di nove anni. La scadenza per presentare domanda è il 7 febbraio 2013.

    IL PRESENTE

    Fumata nera per l’Hop Altrove, almeno al momento: il bando di gara, previsto con scadenza 7 febbraio, è stato prorogato fino a giovedì 28 febbraio 2013. Ancora due giorni per presentare la domanda, un rinvio motivato da alcune modifiche “tecniche” – visibili nelle rettifiche pubblicate sul sito del Comune – ma soprattutto alla questione delle barriere architettoniche.

    Così si legge sul sito del Comune: “Il Comune di Genova si impegna ad affrontare il problema delle barriere architettoniche e a risolvere la criticità dell’accesso alla struttura del Teatro Altrove per le persone disabili“. Un passo avanti che sicuramente alleggerirà l’impegno economico di un eventuale vincitore del bando, investimento però che rimane molto alto. Simone, un nostro lettore che ha effettuato un sopralluogo presso il teatro lo scorso gennaio, ci scrive: «A mio modesto parere sarebbe necessario un investimento di almeno 150 mila euro per rimettere in piedi il locale, senza nessuna garanzia, praticamente un generoso regalo all’amministrazione pubblica…».

    Sono molte le realtà culturali della città, grandi ed emergenti, che potrebbero contribuire al rilancio di questa struttura. In particolare le numerose associazioni attive nel quartiere della Maddalena, che su un piano anche culturale stanno operando per la riqualificazione del territorio. Ma un importo così elevato per l’avvio dell’attività rischia di compromettere sul nascere qualunque iniziativa che possa coinvolgere l’Hop Altrove.

     

    Marta Traverso

  • Balla coi cinghiali 2013: concorso artistico “Provincia cronica”

    Balla coi cinghiali 2013: concorso artistico “Provincia cronica”

    poesia-poeti-scritturaAperte le iscrizioni per una nuova edizione del bando Provincia cronica, organizzato dalle associazioni AsapFanzine e Balla coi cinghiali.

    Il concorso è diviso in tre sezioni, aperte a tutti senza limiti di età e nazionalità:
    1) racconti inediti in lingua italiana, della lunghezza massima di 12.000 caratteri (spazi inclusi);
    2) poesie inedite in lingua italiana, senza limiti di lunghezza;
    3) fotografie a colori, da tre a cinque.

    Le opere dovranno vertere su uno dei seguenti temi: Temporali e rivoluzioni; Accadde a un concerto…; Le radici; Ticino; I denti; La mano.

    Gli elaborati vaanno spediti (insieme ai dati personali e a copia del bonifico di 10 €, quota di iscrizione) via posta a Redazione AsapFanzine (c.a. Roberto Conti) via D’Enricis, 17 – 28100 Novara oppure via mail a contirobe@hotmail.com entro il 15 maggio 2013.

    La premiazione si svolgerà durante il festival musicale Balla coi cinghiali, a Bardineto (Savona), sabato 24 agosto alle ore 16.30.

    I singoli premi (opere d’arte, strumenti tecnologici e prodotti tipici del territorio) saranno comunicati alla scadenza del bando: è previsto un premio per i primi tre classificati di ciascuna sezione, oltre a menzioni o premi speciali che saranno assegnati dalla giuria.

  • Ex mercato di Corso Sardegna: il 6 marzo la decisione definitiva

    Ex mercato di Corso Sardegna: il 6 marzo la decisione definitiva

    Ex Mercato di Corso SardegnaTrasferito il mercato ortofrutticolo a Bolzaneto il 26 ottobre 2009, la struttura coperta di Corso Sardegna rimane inutilizzata da quella data e in una situazione di degrado che si aggrava con il passare dei mesi. Tra le polemiche dei residenti, dei commercianti e della cittadinanza tutta, siamo andati a vedere cosa succede nel quartiere, per fare luce su una situazione sulla quale in questi anni è stato detto tutto e il contrario di tutto.

     

    UN PASSO INDIETRO: IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE
    Era il 2009, quando è stato presentato e approvato il progetto per la riqualifica della struttura mercatale di Corso Sardegna. Già esecutivo da tempo, si attende ancora la concessione per l’inizio dei lavori che, a detta dell’allora amministrazione, sarebbe dovuta arrivare già dai primi mesi 2010.
    Ecco quanto prevedeva il progetto iniziale: circa 250 posti auto in un parcheggio sotterraneo a rotazione interrato di due piani; due asili nido; una piazza sanitaria e distretti Asl; un edificio ad ospitare, tra le altre cose, una casa per studenti e una residenza con oltre 200 posti dislocati su 30 appartamenti, un 30% dei quali a regime agevolato; un teatro e dei giardini pensili per favorire l’aggregazione all’interno del quartiere e sfruttare al meglio gli spazi (25 mila metri quadri) della struttura, anche in base a quanto predisposto dal Piano Urbanistico Comunale del 2000. All’esterno sarebbero dovuti essere conservati i due grandi padiglioni annessi alla struttura mercatale centrale. Esborso previsto: 100 milioni di euro. I tempi di realizzazione? Tre anni dalla prima picconata, raccontava nel 2009 in un’intervista Marco De Eccher (della Rizzani-De Eccher, ditta che si è aggiudicata l’appalto), con la conclusione prevista nel 2012.

    Un’operazione di project financing, ovvero un progetto fondato su capitali privati ma con un ritorno pubblico, in una sorta di libero mercato controllato. La filosofia alla base della proposta era quella di realizzare servizi pubblici di rilevanza urbana, tra cui –oltre i già elencati- anche una sede dei vigili urbani, un centro sportivo, attività commerciali, insieme ad un’ampia dotazione di spazi liberi. Il tutto, in previsione di creare un centro polifunzionale, elemento di attrazione e di riferimento per l’intero quartiere.

     

    PIANO DI BACINO DEL BISAGNO, STOP ALL’ITER PROGETTUALE
    Niente di tutto ciò, però, ha ancora visto la luce. Gli stop sono stati tanti: prima, problemi di gestione tra Regione, Comune, privato (la Rizzani-De Eccher), come il mancato accordo economico tra società e Comune; poi le polemiche del Movimento 5 Stelle, che contestava la riduzione -da 17 mila a soli 5 mila- dei metri quadrati da adibire a verde pubblico. Nel settembre 2011 c’era stata la fuoriuscita di Asl dal progetto e il conseguente venire meno del suo contributo economico. L’allora sindaco Marta Vincenzi e l’assessore Margini avevano organizzato un incontro con la cittadinanza per rincuorare gli animi: il progetto si farà, dicevano all’epoca, ed entro la fine del mese di settembre si sarebbe dovuto procedere a chiudere la struttura per partire con i lavori veri e propri entro la fine del 2011. Poi, a novembre, l’alluvione, che ha dato lo stop definitivo ad un già burrascoso iter: nonostante la deroga arrivata dalla Provincia, che dava il “permesso oltre la normativa” di utilizzo dei due piani interrati, dalla Regione era arrivata la variante di salvaguardia che imponeva il rifiuto delle deroghe e lo stop dei lavori per la costruzione dell’autosilo interrato. L’intervento non era stato giudicato a norma con il piano di bacino del Bisagno, visto il rischio di esondazione del torrente poco distante, e la Regione aveva richiesto all’autorità di bacino uno studio di valutazione della compatibilità del progetto con le norme post-alluvione. Allora, inoltre, era stato avviato dal Comune il lavoro di pulizia, bonifica e derattizzazione (oggi al di fuori della struttura mercatale si possono ancora ravvisare cartelli che segnalano la derattizzazione in corso), affidato ad Amiu. Non sono mancate nemmeno le proteste dei commercianti, i soggetti che più si sentono danneggiati dal persistere dello stato di degrado e dalla creazione, dal 2010, di aree blu di parcheggio.

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    I PRIMI PASSI AVANTI
    Il 5 febbraio 2013, su iniziativa dei consiglieri Pier Paolo Brasesco, Guido Grillo e Matteo Campora la questione è stata riproposta in Consiglio Comunale per ottenere l’approvazione del programma urbanistico operativo, condizionato dal preventivo ottenimento dell’autorizzazione idraulica, in conformità ai nuovi parametri post-alluvione. In attesa dell’approvazione, la Rizzani-De Eccher, esasperata da un’attesa lunga quattro anni, minaccia di ricorrere alle vie legali, in una recente missiva indirizzata all’amministrazione genovese.
    Il presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno, Massimo Ferrante, racconta ad Era Superba: «Proprio in questi giorni l’autorità di bacino si è espressa sulla situazione di Corso Sardegna. Per parlare di queste novità è previsto un incontro tra vari soggetti (oltre a me, gli assessori regionali e comunali Briano, Bernini, Crivello, Fossati), per decidere il da farsi. Le opzioni che si prospettano a questo punto sono tre: ripartire con il progetto, in caso di via libera dell’autorità di bacino; cambiarne alcune parti, in ottemperanza alle nuove disposizioni; annullare tutto e ripartire da zero. Ci riuniremo il prossimo 6 marzo 2013 e in quella data prenderemo una decisione definitiva sulle sorti dell’ex mercato».

     

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    LE VOCI DEI CITTADINI
    Il C.I.V. di Corso Sardegna, guidato dal presidente Umberto Solferino, sta facendo pressioni. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione su un problema che rischia di passare in secondo piano, finendo per danneggiare i commerci: «Di recente abbiamo presenziato ad un incontro che si è svolto al Matitone, alla presenza degli assessori della nuova giunta, Bernini, Oddone, Crivello e dell’ingegnere responsabile dei lavori e abbiamo chiesto risposte concrete. Da anni il mercato, un tempo volano per l’economia di quartiere e di tutta la città, è abbandonato e nessuno tra coloro che ci rappresentano si prende la responsabilità di firmare per dare l’avvio ai lavori. Oggi è la sicurezza, ieri era l’amianto, o la non conformità al PUC, ma il risultato non cambia: il degrado avanza e noi, commercianti e residenti, stiamo subendo un grave danno per la vita non solo economica ma anche sociale. A quanto ci risulta, non ci sono problemi tecnici veri e propri che impediscono l’avvio del progetto. Nemmeno la questione del silos interrato è una scusante: si pensi ai parcheggi sotterranei di Piazza della Vittoria, anch’essa zona ad alto rischio. Proprio in questi giorni con Gabriella Minervini, direttore del dipartimento ambiente della Regione Liguria, abbiamo stabilito alcuni incontri per discutere la questione: c’è fermento, e noi siamo determinati a smuovere questa situazione, a non tollerare oltre».

    Elettra Antognetti

     

    IL RIEPILOGO: CRONOLOGIA DI UNA STORIA SENZA FINE

    2001-2002 –nasce l’idea del progetto per la riqualifica dell’area mercatale in Corso Sardegna, votato dai cittadini

    12 marzo/3 aprile 2007 – presentazione del progetto, approvazione in giunta e approvazione in consiglio

    2008 – gara d’appalto indetta dal Comune per la ristrutturazione vinta dalla Rizzani-De Eccher, unica ditta in lizza

    18 giugno 2009 – presentazione del progetto definitivo nella seduta di giunta

    26 ottobre 2009 – trasferimento definitivo del mercato di Corso Sardegna a Bolzaneto

    26 gennaio 2010 – costituzione del comitato per il controllo e la verifica dei lavori di ristrutturazione dell’ex mercato, su iniziativa di un gruppo di cittadini, con il sostegno del Movimento 5 Stelle

    13 aprile 2010 – MeetUp del Movimento 5 Stelle di Genova di protesta contro il progetto, non rispondente alle richieste dei cittadini di destinare il 75% della superficie al piano strada a verde pubblico. Espressione di perplessità circa tempistica e modalità della bonifica della copertura in amianto e dei lavori nel loro complesso, salvaguardia delle falde acquifere sotterranee, scarsa previsione di aree verdi, eccessiva cementificazione dell’area

    14 settembre 2011 – dopo mesi di stallo e due anni di blocco, dopo l’approvazione del progetto e l’assegnazione dell’appalto alla De Eccher, ex-sindaco Vincenzi e assessore Margini incontrano i cittadini per rassicurare: i lavori partiranno entro la fine dell’anno; entro fine mese la chiusura dell’edificio per permettere di procedere all’apertura del cantiere

    4 novembre 2011 – alluvione a Genova: duramente colpita la zona di San Fruttuoso e limitrofe, tra cui Corso Sardegna

    Anno 2012 – cambiano i parametri di sicurezza e sono introdotte nuove normative. I lavori del mercato sono bloccati, in attesa di ottenere l’autorizzazione idraulica e di stabilire se il mercato è situato nella “zona rossa” di alto rischio idrogeologico. Nonostante la deroga stabilità dalla Provincia per proseguire i lavori di costruzione dell’autosilo interrato, sottostante al mercato, la Regione rifiuta di procede senza la perizia dell’autorità di bacino. Si attendono le nuove disposizioni, che tardano. I lavori sono totalmente bloccati e la Rizzani-De Eccher minaccia la rinuncia all’appalto, chiedendo a Regione e Comune di rimborsarla dei danni subiti.

    Gennaio-febbraio 2013 –  il C.I.V. di Corso Sardegna si attiva per arginare il degrado, cercando un dialogo con l’amministrazione comunale e regionale. Si prospettano tempi di fermento nel quartiere.

    5 febbraio 2013 – si affronta ancora in Consiglio Comunale la questione di Corso Sardegna: in corso l’istruttoria per l’approvazione del programma urbanistico operativo, previo ottenimento dell’autorizzazione idraulica. Le nuove normative post-alluvione non consentono l’immediata chiusura della pratica senza la verifica del persistere di condizioni adatte ad operare
    11 febbraio 2013: previsto un incontro tra Briano (assessore regionale alle Politiche Ambientali), Bernini (Pianificazione e Attuazione Urbanistica, Comune di Genova), Crivello (Lavori Pubblici e Manutenzione), Fossati (Viabilità), Ferrante (presidente Municipio III Bassa Val Bisagno), rimandato a causa dell’emergenza neve

    6 marzo 2013 – fissato un incontro alle ore 15 tra i rappresentati Briano, Crivello, Fossati, Ferrante in via Fieschi, negli uffici di Briano, per prendere una decisione in base alle recenti disposizione date dall’autorità di bacino. In base all’esame delle disposizioni, le opzioni saranno: ripartire con il progetto già vigente; apportare modifiche al progetto oggi esecutivo; annullare il lavoro fatto fino ad oggi e ripartire.

  • Storia dell’arte: come si legge un’opera? Il libro di Anna Orlando

    Storia dell’arte: come si legge un’opera? Il libro di Anna Orlando

    Mostra fotograficaMartedì 26 febbraio 2013 (ore 17.45) nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale viene presentato il libro ARTunderstanding. Guardare l’arte di ieri e di oggi di Anna Orlando (Il Canneto Editore, 2013).

    Un testo che propone un innovativo metodo di approccio alla storia dell’arte incentrato sul confronto tra le opere di tutti i tempi: con oltre cento immagini a colori, il libro stimola nuovi processi di apprendimento, aiutando il lettore a inquadrare l’opera d’arte nelle sue coordinate spazio-temporali.

    Nel corso della presentazione intervengono con l’autrice:
    Mina Gregori, Presidente Fondazione Roberto Longhi
    Carla Sibilla, Assessore alla Cultura Comune di Genova
    Luca Borzani, Presidente Fondazione Palazzo Ducale
    Modera Renato Tortarolo.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Scrutini elezioni politiche 2013, provincia di Genova: i risultati

    Scrutini elezioni politiche 2013, provincia di Genova: i risultati

    Genova, panorama

    A livello regionale boom del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati (alla Liguria spettano 16 seggi) con il 32%, subito sotto la coalizione di centrosinistra con il 31% e il centrodestra al 23%. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica (alla Liguria spettano 8 seggi) centrosinistra al 33%, Movimento 5 Stelle 30% e centrodestra al 24%.

    Rimanendo invece sulla sola provincia di Genova, ecco i risultati definitivi lista per lista:

     

    SENATO DELLA REPUBBLICA (votanti 488.577, il 74,89% degli aventi diritto)

    – Coalizione centrosinistra, leader Pier Luigi Bersani: 35,2%

    Partito Democratico (Pd): 31,5%

    Sinistra Ecologia e Libertà (Sel):  3,3%

    Centro Democratico: 0,3%

    – Movimento 5 Stelle: 30,2%

    – Coalizione centrodestra, leader Silvio Berlusconi: 21,5%

    Popolo della Libertà (Pdl): 17,6%

    Lega Nord: 2,1%

    Fratelli d’Italia: 1,3%

    La Destra: 0,4%

    – Monti per l’Italia: 9,8%

    – Rivoluzione Civile: 1,5%

    – Fare, per fermare il declino: 0,9%

    – Partito Comunista dei Lavoratori: 0,6%

     

    CAMERA DEI DEPUTATI (votanti 522.773, il 75% degli aventi diritto):

    – Coalizione centrosinistra, leader Pier Luigi Bersani: 33,2%

    Partito Democratico (Pd): 29,5%

    Sinistra Ecologia e Libertà (Sel):  3,4%

    Centro Democratico: 0,2%

    – Movimento 5 Stelle: 32%

    – Coalizione centrodestra, leader Silvio Berlusconi: 20,5%

    Popolo della Libertà (Pdl): 16,6%

    Lega Nord: 2%

    Fratelli d’Italia: 1,3%

    La Destra: 0,4%

    – Monti per l’Italia: 10,3%

    Monti per l’Italia: 8,9%

    Unione di Centro: 1%

    Futuro e Libertà: 0,3%

    – Rivoluzione Civile: 2%

    – Fare, per fermare il declino: 1,1%

    – Partito Comunista dei Lavoratori: 0,6%

     

    dati Ministero dell’Interno

  • Comune di Genova: tagli ai consiglieri e riduzione delle spese

    Comune di Genova: tagli ai consiglieri e riduzione delle spese

    palazzo-tursi-D4Benché in questi mesi il tema dei costi della politica sia passato in secondo piano per far spazio alla campagna elettorale – di fatto non vi sono stati tagli al numero dei parlamentari e lo stesso vale per il numero dei consiglieri di molte regioni -, nelle amministrazioni locali qualcosa si sta già muovendo nella direzione della razionalizzazione.

    Il Comune di Genova ha messo in atto una serie di misure che hanno effettivamente contribuito e contribuiranno ad una riduzione delle spese non solo della “politica”, ma della stessa macchina comunale.

    Innanzitutto le normative in materia di contenimento della spesa avevano ridotto da 50 a 40 il numero dei consiglieri che con le elezioni comunali del 2012 hanno fatto il loro ingresso nell’Aula Rossa di Palazzo Tursi. A ciò si è aggiunta la decisione del Consiglio di ridurre da 7 a 9 il numero delle commissioni consiliari e di limitare a 6 il numero massimo di commissioni di cui può far parte un consigliere. Questo con l’obiettivo di risparmiare sui gettoni di presenza che i membri delle commissioni ricevono per ogni riunione.

    Il Consiglio Comunale, inoltre, è intervenuto per cercare di ridurre i costi dell’amministrazione, che, con i suoi 6500 dipendenti, rappresenta la più grande azienda della Liguria. Tra i primi atti approvati vi era stato un emendamento, presentato dall’IDV, in base al quale si era previsto un taglio di 1,8 milioni di euro per i premi ai dirigenti del Comune

     

    LA RIORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA

    A partire da quell’approvazione l’amministrazione ha avviato una complessa riorganizzazione dell’intera struttura comunale con l’obiettivo di razionalizzare ulteriormente i costi. Il primo passo ha riguardato proprio la ridefinizione degli incarichi dirigenziali, con una riduzione da 93 a 82 dirigenti del Comune. In particolare non sono stati rinnovati i contratti esterni, ad esempio per il Comandante dei Vigili urbani e il direttore del Personale.

    Questo processo ha portato con sé non solo una riduzione, ma anche una vera e propria redistribuzione dei più alti responsabili degli uffici comunali. La possibilità di contendere tutte le funzioni dirigenziali ha causato degli avvicendamenti non sempre trascurabili. Ogni direzione, infatti, differisce per fascia di appartenenza, la quale dipende soprattutto dalla complessità della struttura e dal numero di impiegati da gestire. Ciò significa che per alcuni dirigenti si è verificato uno spostamento in posizioni più importanti, mentre per altri in posizioni meno importanti. In passato questo meccanismo aveva anche provocato dei tentativi di “accaparramento” di dipendenti comunali per rafforzare il peso di una specifica direzione.

    La fase due di questa riorganizzazione della macchina comunale riguarda anche le posizioni organizzative dei funzionari posti nell’organigramma della struttura ad un livello immediatamente inferiore rispetto ai dirigenti. Si tratta di dipendenti comunali il cui numero è decisamente più elevato rispetto a quello dei dirigenti e ai quali spetta una retribuzione aggiuntiva tra i 6 e 9 mila euro all’anno. In questo caso non vi è un impegno votato da parte del Consiglio Comunale per la riduzione dei costi. Tuttavia lo stesso Sindaco ha richiesto che con questa operazione venisse perseguito l’obiettivo di realizzare un certo risparmio economico.

    Già nella scorsa amministrazione vi era stato un taglio tra i 500 e i 1.000 euro per i premi a queste figure ed era stato anche introdotto un meccanismo per rendere contendibili queste posizioni sulla base di un concorso interno al Comune. In linea di principio tutti i dipendenti comunali possono candidarsi per ricoprire questi ruoli.

    Il Comune di Genova, come molti altri governi locali, ha aperto la strada ad una profonda revisione della spesa all’insegna di una razionalizzazione intelligente ben diversa da un taglio indiscriminato. Tuttavia, è noto che le spese di Stato e Regione sono esponenzialmente più elevate rispetto a quelle dei comuni, ma, fino ad oggi, ben poco è stato fatto per ridurle. Non deve essere una caccia indiscriminata alle streghe, ma di un giro di vite che possa portare ad una maggiore trasparenza nelle procedure, ad un maggiore grado di competitività negli incarichi (con conseguente miglioramento delle competenze) e una riduzione degli sprechi.

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    Elezioni politiche 2013, Partito Preso: l’iniziativa genovese sul web

    elezioniMancano poche ore allo scadere della tornata elettorale: alle 15 di oggi chiudono i seggi e partirà lo spoglio che decreterà chi tra Pd, Pdl, Lista Monti, Movimento Cinque Stelle e le altre liste candidate sarà chiamata a guidare il nuovo Governo.

    Per gli indecisi dell’ultimo minuto, può venire in aiuto un sito web creato da tre studenti di Genova che cerca di mettere un po’ di ordine tra liste, candidati e programmi di queste elezioni politiche 2013.

    Partito Preso – creato da Guglielmo Cassinelli, Giacomo D’Alessandro, Gabriele Fusi – nasce con lo scopo di «avvicinare i giovani alla politica e incentivare un voto informato».

    In uno stile “minimal” sono presentati tutti i partiti attualmente in lizza: per ciascuno è possibile consultare il Manifesto programmatico e/o il programma elettorale completo, si possono leggere i nomi di tutti i candidati delle singole Regioni e si può inoltre sapere quali sono gli account social network ufficiali (Facebook, Twitter, YouTube) e quanti fan/follower/iscritti hanno.

    Un progetto che si associa a un’altra iniziativa di un gruppo di studenti di Genova, Politicometro, un sito web creato in occasione delle elezioni Comunali 2012 ma che sta seguendo anche le consultazioni nazionali.

    Dopo il voto, anche Partito Preso si occuperà di aggiornare i lettori sui risultati, con un focus sulle modalità di comunicazione di tutte le forze politiche, e in futuro vuole porsi come uno spazio pronto a svolgere lo stesso servizio in occasione di elezioni amministrative, referendum e altre campagne.

    Marta Traverso

  • Consultorio del Lagaccio: presidio socio-sanitario difeso dagli abitanti

    Consultorio del Lagaccio: presidio socio-sanitario difeso dagli abitanti

    sanita.lavoratoriNel popoloso quartiere del Lagaccio il consultorio di zona rappresenta un fondamentale presidio socio-sanitario, il cui ruolo a favore dell’utenza più fragile – bambini, madri, giovani, famiglie, italiani e stranieriè particolarmente apprezzato dagli abitanti. Parliamo di un luogo per sua natura deputato all’educazione sessuale, all’assistenza durante tutta la gravidanza, all’applicazione della legge 194 sull’aborto volontario, ma anche a dare sostegno, assistenza psicologica e legale nei momenti difficili della relazione di coppia. Inoltre, presso la “storica” struttura di via del Lagaccio (attiva fin dai primi anni ’80), opera il servizio di prevenzione del disagio e di medicina preventiva di comunità con competenza su 6 istituti comprensivi e 6 asili comunali; si svolgono corsi per l’allattamento, per il massaggio dei neonati, corsi per le coppie, pre-nascita e post-nascita.
    Senza dimenticare la presenza di numerose professionalità consolidatesi nel corso del tempo: una pediatra che garantisce le vaccinazioni per i bambini in età 0-3 anni, una puericultrice, una neuropsichiatra, due logopediste, due psicologhe (una delle quali lavora in collaborazione con il distretto sociale). I numeri confermano il prezioso lavoro svolto dal consultorio che, ogni anno, conta circa 1.300 accessi, 700 dei quali sono nuovi accessi.
    Oggi, però, i residenti del quartiere esprimono preoccupazione per una probabile riduzione del servizio. «A giugno andrà in pensione il medico pediatra – raccontano – mentre ginecologia-ostetricia, per lo stesso motivo, ovvero il pensionamento del medico, ha già chiuso il servizio». Di conseguenza «Gli utenti sono invitati a recarsi presso i locali della Foce dove l’Asl 3 è in fitto passivo, ma ancora per pochi anni – aggiunge un operatore del consultorio – Non è da escludere che, in futuro, l’Asl 3 decida di non rinnovare l’affitto e smantellare anche questi spazi».

    D’altra parte, occorre ricordare che Asl e aziende ospedaliere liguri si trovano alle prese con l’ennesimo taglio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, imposto dalla spending review. Sui quotidiani rimbalzano le cifre, non ancora ufficiali, che oscillano tra 150 e 60 milioni di euro in meno rispetto al 2012. Per l’Asl 3 ciò significa rinunciare, nell’ipotesi peggiore a 58, in quella migliore a 13 milioni di euro.
    «Consideriamo che il budget economico dell’Asl 3, in soli 3 anni, è passato da 920 a meno di 800 milioni di euro – sottolinea il rappresentante sindacale Uil, Emilio De Luca – Certo, nel mezzo ci sono stati tagli, accorpamenti e risparmi, ma è stata comunque una mazzata».

     

    sanita-ambulatorioLA STRUTTURA DEL LAGACCIO

    Il Consultorio del Lagaccio è inserito nel Distretto Centro (Distretto socio-sanitario 11) che copre un vasto territorio comprendente i Municipi Centro Est (Oregina, Lagaccio, Prè/Molo/Maddalena, Castelletto, Portoria) e Medio Levante (S.Martino, Albaro, Foce).
    «Per quanto riguarda l’assistenza consultoriale – spiega il direttore della rete dei consultori, la dott.ssa Angela Lidia Grondona – il Distretto Centro ha un polo forte alla Foce, in viale Brigate Partigiane, dove sono disponibili ginecologia, pediatria, ecografia, screening cervicale, ecc.; un polo in via Assarotti (neuropsichiatria, medicina preventiva di comunità, riabilitazione dell’età evolutiva); e poi il Consultorio del Lagaccio che, fin dal 1980, riveste un ruolo importantissimo per il quartiere. Presso questa struttura i cittadini possono contare sulla presenza di assistenti sanitari, medici scolastici, psicologi, neuropsichiatri, educatori e logopedisti. Inoltre offre un servizio di pediatria che raggiunge tantissimi utenti».

    I residenti del Lagaccio – secondo i dati del 2011 riportati nell’Annuario Statistico del Comune di Genova (2012) – sono 12858. Contando anche il quartiere di Oregina i residenti raggiungono quota 25420. Tra i quali risulta significativa la presenza di circa 3000 minori compresi nella fascia d’età tra 0 e 14 anni. Mentre i residenti nati all’estero sono 3263.
    Il consultorio di zona è diventato un punto di riferimento per le categorie più deboli – pensiamo, ad esempio ai cittadini in situazione di pesante disagio economico, oppure agli stranieri irregolarmente presenti sul territorio italiano – che in tale contesto, quasi familiare, possono godere di un’assistenza socio-sanitaria veloce, sicura ed efficace.
    Ma l’edificio che lo ospita, di proprietà dell’Asl 3, necessita di importanti quanto costosi lavori di ristrutturazione. «Anche la popolazione ha sempre espresso il desiderio che i locali fossero sistemati in maniera adeguata – aggiunge il direttore della Struttura Complessa Assistenza Consultoriale, Angela Lidia Grondona – A partire da questo presupposto l’azienda sanitaria ha avviato una riflessione sul da farsi».
    L’edificio di via del Lagaccio n. 9 è indubbiamente molto vecchio «Non si può definire fatiscente perché sono state eseguite le opere di manutenzione – sottolinea sindacalista Uil, De Luca – però occorrono ulteriori interventi. Il problema è puramente economico. Probabilmente per l’Asl 3 è più agevole vendere i locali piuttosto che metterli a posto».

     

    centro-est-pre-lagaccio-oreginaLA RIDUZIONE DEL SERVIZIO NEL QUARTIERE

    «In effetti a giugno il medico pediatra andrà in pensione – conferma la dott.ssa Grondona – Ma c’è ancora tempo per trovare una soluzione. Ad oggi il servizio è perfettamente funzionante».
    Per quanto riguarda ginecologia-ostetricia, invece «Il servizio è momentaneamente sospeso perché il medico ginecologo è andato in pensione – continua il direttore della rete dei consultori – In questo momento gli utenti sono stati indirizzati presso gli spazi di viale Brigate Partigiane alla Foce (Palazzo della Salute Pammatone)».
    Tuttavia, si tratterebbe solo di una situazione temporanea «La direzione aziendale mi ha personalmente espresso l’intenzione di mantenere la struttura– ribadisce Grondona – il Direttore generale dell’Asl 3, Corrado Bedogni, vuole rassicurare la popolazione: il Consultorio del Lagaccio sarà salvaguardato anche nel prossimo futuro, mi raccomando lo scriva».

    «Il presidio del Lagaccio per ora non chiude, però, è del tutto evidente l’intenzione di trasferire alcuni servizi in altri locali nella disponibilità dell’Asl 3 – racconta il rappresentante della Uil, De Luca – Per quanto riguarda pediatria, le ore del pediatra saranno spostate alla Foce, come già avviene per ginecologia-ostetricia».
    Insomma «Sposteranno tutto al Pammatone – aggiunge De Luca – Dove l’Asl 3 paga l’affitto e lo pagherà ancora per 2-3 anni. In seguito non sappiamo se l’azienda rinnoverà il fitto passivo».
    Eppure è riscontrabile una palese contraddizione rispetto alle scelte finora effettuate. «L’indirizzo dell’Asl 3, infatti, va in direzione di liberarsi dei locali in fitto passivo – continua il sindacalista – che rappresentano voci di spesa sostanziose, spesso ritenute eccessive». Vedi ad esempio il Punto Cup di via Canepari a Certosa per cui l’azienda sanitaria locale genovese non è più disposta a pagare l’affitto e, solo grazie alla collaborazione con il Municipio Valpolcevera – che ha individuato degli spazi di proprietà comunale da rendere disponibili per l’Asl 3 – sarà possibile scongiurare la perdita del servizio sul territorio.

    «Senza il ginecologo, senza il pediatra, cosa rimane nel quartiere? – si domanda retoricamente De Luca – Così risparmiamo senza badare all’aspetto sociale. Le conseguenze saranno ulteriori afflussi ai pronti soccorso degli ospedali, oggi sovraffollati. Quello del Lagaccio è un servizio fondamentale per numerose famiglie, ad esempio extracomunitarie, che non hanno il pediatra libera scelta e per le visite pediatriche si recano al Consultorio. Se trasferiamo il servizio alla Foce, le persone afflitte da problemi economici rinunceranno alla visita». Quando si effettuano tagli o accorpamenti bisogna offrire delle alternative ai cittadini, ricorda il rappresentante sindacale «In questo caso la Foce non rappresenta una risposta consona alle esigenze degli utenti».

    Il consigliere regionale Lorenzo Pellerano (Lista Civiche per Biasotti Presidente), ha depositato un’interrogazione in Regione Liguria, per chiedere delucidazioni sulla questione. «Recentemente ho visitato la struttura e non ho riscontrato particolari criticità in merito alla sicurezza dei locali o alla qualità del servizio offerto – spiega Pellerano – Il Consultorio del Lagaccio svolge la sua funzione in maniera egregia».
    «Diversi cittadini mi hanno manifestato tutta la loro preoccupazione nei confronti di un progressivo processo di “svuotamento” che non promette nulla di buono», sottolinea il consigliere che ha deciso di interrogare Giunta e Assessore alla Sanità «Per conoscere se sono fondate le indiscrezioni che circolano negli ultimi mesi ed effettivamente il Consultorio del Lagaccio è a rischio chiusura – scrive Pellerano – chiusura che comporterebbe gravi ricadute in termini di prevenzione ed assistenza sanitaria».
    Una riorganizzazione del sistema sanitario regionale, infatti «Non può che passare da un contestuale potenziamento dei servizi territoriali – conclude il consigliere regionale – Ogni ipotesi di ulteriore riduzione dei servizi resi dal Consultorio del Lagaccio non farebbe altro che contraddire questo orientamento di buon senso».

     

    municipio-centro-estIL MUNICIPIO CENTRO EST DIFENDE IL PRESIDIO DEL LAGACCIO

    Il Municipio Centro Est – non appena venuto a conoscenza del paventato rischio di riduzione dell’assistenza consultoriale al Lagaccio – si è mobilitato in difesa del presidio.
    «Formalmente l’Assessorato regionale alla Sanità ha affermato che, al momento, non è prevista alcuna ipotesi di chiusura – racconta Vincenzo Palomba, consigliere del Municipio Centro Est (Idv) – Sul quartiere il Municipio sta concentrando un notevole sforzo, tramite i suoi Ats, con l’aumento delle ore di educativa territoriale. Senza dimenticare le numerose realtà associative attive al Lagaccio. Insomma c’è un grande sforzo unitario di istituzioni e cittadini».
    In questo senso «Eliminare l’assistenza consultoriale, sarebbe una vera e propria contraddizione – aggiunge il consigliere Palomba – È una struttura di “trincea” perfettamente inserita nel contesto. È un’esperienza da esportare anche in altri quartieri, altro che chiudere. Non parliamo di strutture asettiche sul modello del Palazzetto della Salute alla Fiumara. Al contrario, i consultori sono ambienti quasi familiari, dove risulta più facile far emergere eventuali problematiche dei pazienti».

    Mercoledì 13 febbraio si è svolto un incontro tra l’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Claudio Montaldo, il Direttore generale dell’Asl 3, Corrado Bedogni, rappresentanti del Municipio Centro Est e lavoratori del consultorio.
    «C’è la disponibilità a trovare una soluzione – spiega l’assessore del Municipio Centro est, Maria Carla Italia – individuando un percorso che possa salvaguardare il presidio. Oltre ai servizi che eroga dal punto di vista medico, bisogna preservare quel prezioso rapporto, basato su una profonda fiducia, venutosi a creare tra operatori e popolazione residente. Il Consultorio del Lagaccio svolge funzioni fondamentali: medicina scolastica e riabilitativa, logopedia, pediatria, ecc. Se questi servizi verranno a mancare, il rischio è che la stessa utenza possa rinunciarvi – conclude l’assessore municipale, Maria Carla ItaliaOccorre valutare anche i costi sociali di determinate scelte, non esclusivamente quelli economici».

     

    LA RETE DEI CONSULTORI SOTTOPOSTA A RIORGANIZZAZIONE

    Il periodo di ristrettezze economiche che stiamo attraversando, inevitabilmente «Impone dei percorsi di riorganizzazione aziendale», conferma il direttore della Struttura Complessa Assistenza Consultoriale.
    «La razionalizzazione della rete dei consultori è in corso anche in altri distretti ma va in direzione dell’ammodernamento delle strutture e non della riduzione del servizio – precisa la dott.ssa Grondona – Per questo abbiamo trasferito i consultori in locali nuovi, magari all’interno dei Palazzi della Salute, dove possono integrarsi anche con altri servizi».
    Il consultorio di via Adamoli a Molassana, ad esempio «È stato trasferito presso l’Istituto Doria a Struppa in una sede funzionale rispetto a quella precedente, ubicata fuori dal quartiere, all’interno di un edificio fatiscente – aggiunge Grondona – Mentre quello di via Cordanieri a Cornigliano è stato sistemato alla Fiumara».

    «La Regione ritiene fondamentale il ruolo dei consultori che devono rimanere sul territorio quali strumenti operativi di prevenzione della salute femminile e di assistenza a famiglie, coppie e minori – continua Grondona – Presidi socio-sanitari che devono essere valorizzati e non ridimensionati».

    Infine c’è una buona notizia, visto che la prevista eliminazione della Struttura Complessa Assistenza Consultoriale, come da precisa richiesta regionale, è stata rimandata a data da destinarsi.
    «Ad oggi, Regione Liguria ed Asl 3 ci hanno assicurato che la struttura complessa sarà mantenuta», conclude la dott.ssa Angela Lidia Grondona. «L’azienda sanitaria locale genovese è riuscita a convincere la Regione a preservare l’attuale struttura organizzativa, ma solo per il 2013 – chiosa il rappresentante sindacale, Emilio De Luca – In futuro non sappiamo che cosa succederà».

     

    Matteo Quadrone