Categoria: Notizie

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  • Premio Andersen 2013: bando di concorso per fiabe inedite

    Premio Andersen 2013: bando di concorso per fiabe inedite

    premio andersenAGGIORNAMENTO! Il bando è stato prorogato fino a lunedì 29 aprile 2013

    Il Comune di Sestri Levante ha indetto il bando di concorso per fiabe inedite nell’ambito della 46^ edizione del Premio “Hans Christian Andersen – Baia delle Favole”, che si svolgerà dal 6 al 9 giugno 2013.

    Il concorso è suddiviso in quattro sezioni in base all’età dei partecipanti:
    1) Scuola materna, da 3 a 5 anni: in gruppo
    2) Bambini, da 6 a 10 anni: individuale o in gruppo
    3) Ragazzi, da 11 a 16 anni: individuale o in gruppo
    4) Adulti, dai 16 anni in su: individuale

    I partecipanti possono inviare una o più fiabe inedite a tema libero in sei copie, della lunghezza massima di tre facciate e con la possibilità di inserire immagini o illustrazioni. Possono partecipare opere in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola.

    La partecipazione è gratuita per le prime tre sezioni, mentre per gli Adulti è previsto un contributo di 16 €.

    Le opere vanno presentate entro il 15 aprile 2013 attraverso il sito del Premio Andersen.

    Una giuria esaminerà le fiabe e decreterà i vincitori. Questi i premi in palio:
    1) Scuola maternadiploma e 1.000 €
    2) Bambini: diploma e 1.000 €
    3) Ragazzi: diploma e 1.000 €
    4) Adulti,: diploma e 3.000 €

    La Giuria assegnerà inoltre il Trofeo “Baia delle Favole” a un’opera particolarmente significativa nell’ambito della produzione per l’infanzia. L’autore della migliore fiaba in lingua straniera vincerà un fine settimana a Sestri Levante per due persone.

    La proclamazione ufficiale dei vincitori e la premiazione avverranno a Sestri Levante sabato 8 giugno 2013.

  • Pratozanino, ex ospedale psichiatrico: l’Asl 3 dovrà pagare multa e affitto

    Pratozanino, ex ospedale psichiatrico: l’Asl 3 dovrà pagare multa e affitto

    «Siamo certi che la sanità pubblica ligure sia in buone mani?», si domanda il segretario genovese del sindacato autonomo Fials, Mario Iannuzzi, dopo aver letto la recente delibera – la n. 35 del 21 gennaio 2013con la quale l’Asl 3 ha approvato l’accordo integrativo con Fintecna Immobiliare s.r.l., modificativo del contratto di comodato, sottoscritto il 18 settembre 2008 tra Valcomp Due s.r.l. e Asl 3, in merito agli immobili siti nell’ex ospedale psichiatrico di Pratozanino a Cogoleto.

    In sostanza, il documento sancisce che l’azienda sanitaria genovese dovrà corrispondere a Fintecna Immobiliare s.r.l. la somma di 220 mila euro a titolo di ristoro per il ritardato rilascio degli immobili di proprietà della stessa società di emanazione statale.

    Stiamo parlando di spazi ancor oggi utilizzati per attività sanitarie: i padiglioni 13, 34, 16, 10, l’area antistante a quest’ultimo occupata da unità abitative prefabbricate e la vasca a monte del compendio per l’approvvigionamento idrico-antincendio dei padiglioni 7 e 9.

    Inoltre, l’accordo integrativo prevede il pagamento di complessivi 18 mila euro al mese di affitto a carico dell’Asl 3, per i beni immobiliari sopracitati.

    «Mentre si attende l’esito della “trattativa” che definisca l’onere per l’affitto che lazienda sanitaria locale genovese dovrà pagare a Quarto sulle sue ex proprietà e mentre è ancora vivo il ricordo per la mega multa da 1.500.000 euro pagati dalla precedente amministrazione aziendale per i ritardi nella consegna degli immobili ceduti, confermiamo il dubbio: è tutto così “normale”?», aggiunge il segretario Fials, Mario Iannuzzi.

    Ma a destare sconcerto è l’intera gestione del patrimonio immobiliare. Con la delibera n. 36 del 21 gennaio 2013 «L’Asl 3 ci manda a dire che è andata dal notaio in compagnia della Regione Liguria, di ARTE, della Fintecna-Valcomp e di altri soggetti per sistemare faccende del 2007/08 relative alla “cartolarizzazione” ed ai “proventi derivati dalla dismissione del patrimonio immobiliare …” – spiega Iannuzzi – Si sono, infatti , rese necessarie alcune “integrazioni e precisazioni”».

    In pratica , nell’ambito dell’operazione di dismissione del patrimonio immobiliare messa in atto da Regione Liguria e azienda sanitaria genovese tra 2007 e 2008, risultano trasferiti alcuni beni erroneamente indicati come di proprietà dell’Asl 3, ed in particolare: nel Comune di Cogoleto: il Padiglione 18 di Pratozanino, iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Cogoleto al foglio 14, mappale 173, sub.3); i reliquati di terreno iscritti al Catasto Terreni del Comune di Cogoleto al foglio 17; nel Comune di Genova: il piccolo appartamento uso portineria sito in Genova, Via Don Vincenzo Minetti civico numero 8 (otto), iscritto al Catasto Fabbricati del Comune di Genova.

    «In forza dei successivi atti di trasferimento sopra citati, i sopraelencati immobili sono stati trasferiti a cascata prima ad “A.R.T.E.”, poi ad “S.C. Liguria in liquidazione” ed, infine, a “Valcomp Due S.r.l.”, ora “Fintecna Immobiliare S.r.l.” – spiega il documento – Asl 3 non risultava essere legittimata al trasferimento dei suddetti beni immobili, in quanto non ne era proprietaria».Di conseguenza «Il Primo Atto di Provenienza e, a cascata, tutti quanti i successivi atti di trasferimento, limitatamente ai beni immobili sopra elencati, non hanno prodotto effetti reali», sottolinea la delibera.

    La Direzione Generale dell’Asl 3 conclude «…di prendere atto (…) di riservarsi di autorizzare con separato provvedimento le eventuali spese di redazione e registrazione dell’atto di cui trattasi, non quantificabili a priori».

    «Attendiamo fiduciosi di conoscere la conclusione e le spese di questa sconcertante vicenda – spiega il segretario Fials, Mario Ianuzzi – Correttamente sottolineiamo come la questione non si possa ascrivere all’attuale Direzione Generale della ASL 3. Di certo però qualche responsabilità ricade sull’Istituzione regionale, sulla sua Giunta e sul suo Assessorato. La Dirigenza della ASL 3 che in allora portò avanti questa operazione ci risulta comunque puntualmente riciclata in posti di grande responsabilità in altre Aziende del sistema sanitario cittadino e Ligure».

    «Questo “incidente immobiliare” sarà senz’altro tutto frutto del caso e della fatalità – conclude Iannuzzi – Ma come dare torto a chi afferma che la gestione della sanità pubblica a Genova e in Liguria non sembra esattamente in buone mani?».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Daniele Orlandi]

  • Grimmland: Michela Murgia e Marcello Fois a Villa Bombrini

    Grimmland: Michela Murgia e Marcello Fois a Villa Bombrini

    grimm archivolto genovaMartedì 29 gennaio 2013 (ore 18) a Villa Bombrini, Genova Cornigliano, gli scrittori Michela Murgia e Marcello Fois sono protagonisti di C’era una volta… oggi!, un reading-incontro dedicato alla fiaba.

    L’evento è promosso da Goethe-Institut Genua, Teatro dell’Archivolto e Società per Cornigliano nell’ambito del progetto GrimmLand, che celebra il bicentenario della pubblicazione delle fiabe dei Fratelli Grimm.

    Con questo input Marcello Fois e Michela Murgia hanno scritto due racconti che ruotano attorno a silenzi, bugie e sensi di colpa: “Certe favole si capiscono troppo tardi” è il titolo del testo di Marcello Fois, “Volpish e Volpolina” quello di Michela Murgia. I due autori leggeranno i racconti e dialogheranno insieme alla giornalista Donatella Alfonso sull’importanza della dimensione fiabesca nel proprio lavoro di scrittori e in generale nella vita di ciascuno di noi.

    In occasione di questo reading / incontro, negli spazi di Villa Bombrini sarà inaugurata la mostra “C’era una volta… oggi”, che resterà visitabile sino al 28 marzo 2013: immagini forti, lontane dalla tradizionale e spesso consolatoria rappresentazione delle fiabe, a opera di alcuni giovani illustratori italiani e tedeschi. Accompagna la mostra il contributo audio di Grimm Remix: Matteo Caccia legge le nuove interpretazioni delle fiabe dei Grimm scaturite dall’interazione con gli utenti di twitter.

    Ingresso libero.

  • F-35, Rete Disarmo sfida la politica: quali sono le priorità del Paese?

    F-35, Rete Disarmo sfida la politica: quali sono le priorità del Paese?

    Caccia f35«Vogliamo parlare degli F-35, tornati al centro della discussione anche politica? Bene! Facciamolo allora seriamente con chi, come le organizzazioni che promuovono la campagna “Taglia le ali alle armi”, da tempo diffonde sulla partecipazione italiana al progetto di super-caccia dati ed analisi che puntualmente vengono poi confermate». Questa è la sfida lanciata dalla Rete Italiana per il Disarmo ai candidati premier e ai partiti delle coalizioni che si presentano alle elezioni politiche ormai prossime.

    Dopo gli interventi, le dichiarazioni di vari leader negli ultimi giorni e una continua crescita del fronte del no ai cacciabombardieri nell’opinione pubblica «Il disagio ed il nervosismo del Ministero della Difesa sono palesi – spiega il coordinatore della Rete, Francesco Vignarca –  Tanto che l’Aeronautica Militare ha convocato in fretta e furia nella FACO di Cameri stampa e televisioni, per cercare disperatamente di portare ragioni all’acquisto inutile e costoso degli F-35». Ma i dati diffusi e riportati dai media, soprattutto sulla parte occupazionale «Confermano in realtà quanto sostenuto dalle nostre campagnesottolinea Vignarca i sempre ricordati 10.000 posti di lavoro non saranno “nuovi” ma solo ricollocazioni dalle vecchie linee Eurofighter, quelli sicuri negli stabilimenti di Cameri non arrivano nemmeno alle 2000 unità mentre per i restanti si parla fumosamente di “indotto”».

    «Chi garantisce che i complessivi diecimila posti non siano a tempo e magari impieghino il personale non pienamente? Mai si definisce per quanto dureranno tali contratti: stiamo parlando di una spesa di acquisto di oltre 13 miliardi e più di 40 miliardi per il gestione e mantenimento in tutto il ciclo di vita degli aerei: sono soldi sensati per un ritorno così misero?», si domanda don Renato Sacco, parroco nel novarese, da sempre attivo nei movimenti locali che si oppongono al caccia JSF.

    Il punto, però, è soprattutto politico «La Difesa anche ieri ha ripetuto ancora come unica giustificazione all’acquisto il fatto che gli F-35 sarebbero indispensabili , senza approfondire il merito  – commenta Massimo Paolicelli di Rete Disarmo – Ma indispensabili per chi e per cosa? Nessuno si prende la briga di dire quale sia il modello di difesa di questo Paese e quali dovrebbero essere compiti che rendono così fondamentali questi cacciabombardieri d’attacco».

    Perché, allora «Indispensabili sono anche le pensioni degli esodati, indispensabili sono i fondi e i materiali per le scuole (invece i genitori devono portare persino la carta igienica), indispensabili dovrebbero essere i soldi che garantiscono la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (invece messo in discussione) – denuncia la Rete Disarmo – per molte famiglie indispensabili sono i fondi di sussidio e sussistenza per persone con disabilità ma su tutto questo, causa penuria di soldi pubblici, si taglia senza problemi e senza alcuna possibilità di replica. Cosa è dunque davvero indispensabile per i cittadini e le famiglie di questo Paese?».

    «In questi anni di campagna più di una volta abbiamo chiesto un confronto sui numeri e sui dati al Ministero della Difesa ed anche negli ultimi mesi al Ministro-Ammiraglio Di Paola, il quale ce lo ha sempre negato – conclude Francesco Vignarca – forse perché sanno che i dati da noi pubblicati sono più completi e realistici: lo si è visto ad esempio sui costi di acquisto, che il Segretariato Generale della Difesa ha dovuto ritoccare verso l’alto rispetto alle prime stime arrivando alle cifre da sempre riferite da noi. Lo si vede anche ora per quanto riguarda i posti di lavoro: ma è dunque possibile prendere una decisione così problematica per la spesa pubblica senza una discussione seria sugli obiettivi e senza partire da dati realistici?». 

    Per questo motivo la Rete Italiana per il Disarmo interroga la politica e chi entrerà nel prossimo Parlamento «Prima di decidere se dobbiamo davvero comprare gli F-35 è fondamentale domandarci come vogliamo che sia costruita la difesa di questo paese e ancora di più quali vogliamo che siano le priorità per l’Italia e per i suoi cittadini».

  • Liguria: nel 2012 inflazione record, imprese in ginocchio

    Liguria: nel 2012 inflazione record, imprese in ginocchio

    Prezzi alle stelle in Liguria, a confermarlo è l’ultima rilevazione dell’Osservatorio regionale dell’artigianato su dati Istat 2012. L’inflazione in Liguria nel 2012 è risultata più elevata della media italiana: lo scorso anno nella nostra regione è aumentata del 3,3% contro la media italiana del +3%. Se la passano peggio solo la Basilicata (+4,4%), la Calabria e il Trentino Alto Adige (entrambe +3,6%).

    «Dal 2007 a oggi abbiamo assistito a una parabola ascendente nei prezzi al consumo in Liguria – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Nonostante l’aumento sia diffuso a livello nazionale, nella nostra regione l’inflazione è progredita con un passo decisamente più sostenuto rispetto al resto d’Italia. Questo fattore ha avuto pesanti conseguenze sulla capacità di spesa delle famiglie con inevitabili ripercussioni sulle micro e piccole imprese, schiacciate tra l’incudine dell’aumento dei prezzi da parte dei fornitori e dal calo della richiesta del consumatore finale». I comparti di spesa dove i prezzi sono aumentati di più sono stati quello delle spese per l’abitazione, tra cui acqua, elettricità e combustibili (+7,1%), dei trasporti (+6,7%) specie per il caro carburanti.

    «Un’inflazione ridotta e stabile è la conditio sine qua non per la crescita delle imprese – spiega Grasso – Queste impennate dei tassi impediscono alle aziende una pianificazione precisa della propria attività, rendendo dubbi gli investimenti, per esempio in nuovi macchinari e impianti di produzione. Un’inflazione o una prospettiva di inflazione elevate contribuiscono a creare un clima di incertezza dato che le variazioni nel valore del denaro impediscono preventivi precisi di entrate e uscite. Di conseguenza, le aziende corrono ai ripari diventando molto più caute».

    Guardando i dati degli ultimi cinque anni, il tasso di inflazione in Liguria è risultato leggermente inferiore alla media italiana nel biennio 2007-2008 (in particolare nel 2008 si è riscontrato un +2,9% contro il 3,3%). «La mazzata è arrivata nel 2009 – commenta Grasso – quando, dopo una temporanea diminuzione del livello dei prezzi dovuta alla crisi, il processo inflattivo è ripreso».
    La Liguria nel 2009 si è attestata su tassi medio-alti (0,8%) per poi iniziare una parabola ascendente tra il 2010 e il 2012, quando l’inflazione è schizzata, in un paio d’anni, dall’1,4 al 3,3%.

     

    [Foto di Diego Arbore]

  • Socialab TTT: come usare i social media per promuovere un evento?

    Socialab TTT: come usare i social media per promuovere un evento?

    Il primo impatto nella partecipazione a un evento di questo tipo sta nell’interessante (e apparente) contrasto fra il tema – social network, web, nuove tecnologie e forme di comunicazione – e la location: i Saloni delle Feste di Palazzo Imperiale, un Rollo di classe AA, nelle stanze che fino all’anno scorso ospitavano la sede di Liguria Style.

    Un palazzo costruito nel XVI secolo ma ritenuto troppo moderno dai “contemporanei”, come mi racconta il proprietario Raul Bollani, che in questi giorni ospita anche la mostra FlatOopolis di Isadora Bucciarelli, bellissime opere ispirate al racconto Flatlandia di Edwin Abbott Abbot e al film Metropolis di Fritz Lang (visitabile fino a lunedì 4 febbraio).

    Il terzo appuntamento di Socialab TTT – che si è svolto sabato 26 gennaio in contemporanea a Genova, Lecce, Milano, Roma e Bologna – è l’occasione per discutere su come utilizzare i social network nell’organizzazione di un evento. Prima, per farlo conoscere e stimolare il più alto numero possibile di partecipanti interessati; durante, per raccontare quanto sta avvenendo a chi non è presente; dopo, per fare il punto su com’è andato l’evento e mettere ordine nei feedback di chi vi ha preso parte.

    Al dibattito hanno partecipato tre realtà genovesi: Promoest, azienda specializzata nell’organizzazione di eventi congressuali, che ha illustrato l’uso dei social network in un contesto professionale; Suq Genova, uno degli eventi più noti del panorama cittadino che quest’anno giungerà alla 15a edizione; Associazione Il Ce.Sto, che da pochi mesi si sta impegnando nella riqualificazione dei Giardini Luzzati.

    Un dibattito ricco di spunti e suggerimenti, a partire da alcune domande. Ha senso creare un “evento” su Facebook, se poi chi clicca su Partecipa non si presenta? Un evento gratuito è di qualità inferiore rispetto a un evento a pagamento? Quanto è importante la comunicazione sul web e i social network per un’azienda o associazione che organizza eventi?

    Il dibattito pone l’accento sulle difficoltà per aziende e associazione di dedicare risorse (soprattutto economiche) per formare e retribuire una o più persone che si occupino esclusivamente della comunicazione. Più in generale, la comunicazione è vista ancora come un bene accessorio, di cui si può fare a meno rispetto a necessità ritenute più urgenti. Se è vero che un evento ben comunicato ma poco interessante non “vale la candela”, è altrettanto vero che la capacità di organizzare iniziative che portino valore aggiunto al territorio e alle persone va di pari passo con la capacità di trasmettere e far conoscere questi valori. In che modo? Comunicandoli con ogni mezzo possibile, inclusi i social network.

    Il prossimo evento di Socialab TTT si svolgerà a marzo, poche settimane dopo le elezioni, e riguarderà il legame tra comunicazione e politica. Partecipare agli eventi e iscriversi all’associazione offre l’opportunità di conoscere persone che a Genova lavorano nell’ambito della comunicazione, o che utilizzano il web per creare valore intorno alle proprie attività offline: incontri che portano nuovi spunti e stimoli per affrontare meglio il nostro lavoro.

    Marta Traverso

  • Dispensa: concorso fotografico sulla cucina consapevole

    Dispensa: concorso fotografico sulla cucina consapevole

    cucina vegLa sezione di Genova di Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) – in collaborazione con i blog Ricette Veg e Cucina Consapevole e il negozio La Formica – ha indetto un bando di concorso fotografico in vista della XII Settimana per la Prevenzione Oncologica, in programma tra il 16 e il 24 marzo 2013.

    Tema del concorso è l’alimentazione consapevole, stimolare la conoscenza e la curiosità rispetto agli ingredienti e i prodotti che utilizziamo normalmente in cucina: i partecipanti sono chiamati a fotografare la dispensa, il frigo o il carrello della spesa, caratterizzati dalla presenza di almeno una varietà di cereali, per un confronto d’idee e di abitudini su quali ingredienti devono esserci in una sana alimentazione e secondo.

    Il concorso è aperto a chiunque e non è prevista quota di partecipazione. Per partecipare è necessario compilare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito di Lilt Genova) e inviarla con la foto all’indirizzo mail info@legatumori.genova.it entro venerdì 8 marzo 2013.

    Le immagini possono essere scattate con fotocamere professionali, semiprofessionali o tablet/cellulari, purché abbiano una risoluzione adeguata alla stampa.

    Una giuria valuterà le immagini e gli autori delle foto selezionate riceveranno in premio un buono spesa settimanale di prodotti biologici per la casa e dalla terra presso La Formica, da ritirarsi entro il mese di aprile 2013.

  • Gog Genova: concerto di Viktoria Mullova al Carlo Felice

    Gog Genova: concerto di Viktoria Mullova al Carlo Felice

    viktoria mullovaProseguono i concerti della stagione 2012/2013 della Gog, Giovine Orchestra Genovese.

    La serata di lunedì 28 gennaio 2013 vede esibirsi al Teatro Carlo Felice Viktoria Mullova, accompagnata dal Matthew Barley Ensemble, per un concerto dal titolo The Peasant Girl: il progetto musicale che punta a unire brani di diversa provenienza, dal repertorio classico al gypsy al jazz. Tra gli autori dei brani che verranno eseguiti, Béla Bartók, Weather Report, John Lewis/Bratsch, Zoltán Kodály e Youssou N’Dour.

    Viktoria Mullova non si esibiva in un concerto della Gog da otto anni.

    Biglietti acquistabili presso Uffici G.O.G. Galleria Mazzini, 1/1a dal lunedì al venerdì 10-16.

  • Greenpeace a Genova: ecco le bollette Enel sporche di carbone

    Greenpeace a Genova: ecco le bollette Enel sporche di carbone

    A Genova Greenpeace è entrata in azione: i volontari del gruppo locale hanno recapitato nelle case dei genovesi le “vere” bollette Enel, realizzate dall’associazione ambientalista, al fine di mostrare ai cittadini quanto costa realmente – in termini economici e sanitari – la produzione elettrica a carbone del principale gruppo energetico italiano. Centomila bollette in tutto, sporche di carbone, la fonte più dannosa per il clima e la salute dell’uomo, da Sabato 26 gennaio 2013 saranno recapitate presso le abitazioni di altrettante famiglie italiane.

    «Si parla molto della crisi economica che attanaglia il Paese, ma nessuno parla di un’azienda controllata in maggioranza dallo Stato, che con il carbone provoca all’Italia quasi due miliardi di danni ogni anno: soldi che ovviamente non compensa e non rifonde» dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

    «Il danno economico è solo un aspetto materiale, ancorché rilevante, della questionecontinua Boraschi – Le centrali a carbone Enel causano una morte prematura al giorno in Italia e danni enormi al clima e all’ambiente. È ora che la politica si assuma qualche responsabilità: è il Governo, a nominare il management. Noi chiediamo che il prossimo esecutivo azzeri i vertici attuali, già responsabili del piano nucleare, e cambi radicalmente la rotta dell’azienda».

    I dati pubblicati da Greenpeace sulle centomila “bollette sporche” sono estratti da uno studio commissionato dall’associazione all’istituto di ricerca indipendente SOMO. I dati principali – in riferimento alle emissioni del 2009stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte attesi.

    Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni – costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.

    «Enel non è solo una bolletta che arriva nelle case di molti italiani – spiega l’associazione ambientalista – È una vera e propria tassa. Se si dividono i danni economici causati dalla produzione a carbone di Enel per il numero delle famiglie italiane, si scopre che la scelta di quella fonte energetica costa circa 75 euro l’anno a nucleo familiare. Molto più di quanto costino gli incentivi alle rinnovabili, che non uccidono il clima, non fanno ammalare le persone e sostengono invece occupazione, crescita e ambiente».
    Greenpeace chiede a Enel di «Dimezzare la produzione elettrica da carbone da qui al 2020 e di portarla a zero al 2030, investendo contemporaneamente in fonti rinnovabili per compensare la perdita di produzione».

    Le “bollette sporche” che Greenpeace distribuirà nel Paese sono parte della campagna IoNonViVoto.org, attraverso la quale l’associazione ha già raccolto la richiesta di 45 mila cittadini che si dichiarano indisponibili a dare mandato politico a chi non si impegnerà a contrastare le fonti energetiche fossili e a promuovere le fonti rinnovabili. Tra i politici che hanno risposto a Greenpeace e ai cittadini Vendola, Di Pietro, Maroni, Puppato e Bonelli si sono detti favorevoli a cambiare i vertici di Enel.

  • Giorno della memoria 2013: “La tregua”, reading a Palazzo Ducale

    Giorno della memoria 2013: “La tregua”, reading a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaDomenica 27 gennaio 2013 è il Giorno della Memoria.

    Il Centro Culturale Primo Levi organizza insieme a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura un reading pubblico e collettivo di La tregua di Primo Levi. Dalle 8 di oggi, chiunque può recarsi a Palazzo Ducale con una copia del libro e leggerne una parte: è sufficiente mettersi in coda e ognuno leggerà il passo seguente a quello di chi lo precede. L’evento si concluderà una volta terminata la lettura dell’intero romanzo. Non è necessaria la prenotazione.

    L’evento riprende l’iniziativa analoga svoltasi lo scorso anno, con la lettura collettiva di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

    Un modo non soltanto per ricordare le tragiche vicende della Shoah e per riflettere sul passato, ma un’opportunità per progettare un futuro di tolleranza e di pace senza dimenticare gli orrori della nostra storia recente.

  • Videogame Design Days 2013: creatori di videogiochi a Ingegneria

    Videogame Design Days 2013: creatori di videogiochi a Ingegneria

    videogiocoLa Facoltà di Ingegneria di Genova ospita una nuova edizione dei Videogame Design Days, manifestazione dedicata a incontri e conferenze sulla promozione dell’arte e progettazione dei videogiochi, con la collaborazione di professionisti del settore di Genova e in Italia.

    Tema di quest’anno sono i serious games: videogiochi ‘seri’ che non si limitano a intrattenere l’utente, ma hanno l’obiettivo di dargli qualcosa in più oltre al semplice divertimento: insegnargli qualcosa, stimolare o affinare certe competenze.

    Saranno presenti i titolari di due aziende di videogiochi a Genova, Daniele Benegiamo di UNAgames e Federico Fasce di Urustar, che si impegnano per portare il made in Italy sul mercato videoludico mondiale attraverso i canali di sviluppo indipendente, e lo scrittore ligure Marco Vallarino, che ha progettato e realizzato da solo un videogame sui vampiri.

    Momento principale dell’evento è il Global Game Jam, gara che si svolge in contemporanea in tutto il mondo sullo sviluppo di un videogame in 48 ore, che vede Genova come unica sede del nord Italia (le altre due nazionali sono a Roma e a Catania). Alla competizione partecipano giovani progettisti, sviluppatori e appassionati provenienti da ogni parte d’Italia, che si impegneranno per due giorni consecutivi, confrontandosi nella realizzazione di un videogioco su un tema comune.

  • Piccole e medie imprese: 28 gennaio giornata di mobilitazione

    Piccole e medie imprese: 28 gennaio giornata di mobilitazione

    «Nel 2012 in Italia, circa ogni minuto, un’impresa ha chiuso i battenti: un anno difficilissimo culminato con una pressione fiscale record ed un altrettanto grave crollo dei consumi e del reddito reale disponibile, tornato ai livelli di 27 anni fa». È questo l’allarme lanciato da “Rete Imprese Italia”, in occasione della presentazione della giornata di mobilitazione prevista per lunedì 28 gennaio nelle maggiori città italiane: a Genova l’appuntamento è alle 10,30 alla Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, in via XX Settembre.

    «In questo paese manca da troppo tempo una politica industriale coordinata e con obiettivi chiari e precisi – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria – Per questo abbiamo appoggiato convintamente anche sul nostro territorio la proposta di Rete Imprese Italia promossa a livello nazionale».

    «La prossima legislatura rappresenterà l’ultimo appello per rimettere in moto l’economia e il paese intero – continua De Luise è evidente che, se non tagliamo anzitutto la spesa, non ci sarà mai la possibilità di diminuire la pressione fiscale. Ed è altrettanto palese che, se non verranno previste misure concrete per lo sviluppo tali da ridare ossigeno anche alle migliaia d’imprese di Genova e della Liguria non riusciremo mai a ripartire e a bloccare disoccupazione, aumento della povertà, crollo del pil e impennata del debito pubblico».

    “La politica non metta in liquidazione le imprese. Rete Italia non farà sconti”, è lo slogan.

    Questo, invece, il programma della manifestazione genovese:

    introduzione ai lavori del presidente di turno di “Rete Imprese Italia” Carlo Sangalli, in collegamento da Roma;
    intervento dei presidenti provinciali di Confesercenti e delle altre associazioni di categoria aderenti a “Rete Imprese Italia” (Ascom, Confartigianto e Cna);
    spazio libero per gli imprenditori presenti all’iniziativa per rappresentare le difficoltà che quotidianamente incontrano nei rapporti con fisco, banche, burocrazia.

    Obiettivo dell’iniziativa è quello di focalizzare l’attenzione dei futuri membri di Governo e Parlamento, nonché gli enti locali, sulla vera e propria emergenza nazionale attraversata dal mondo delle piccole e medie imprese, così come emerge dai dati presentati da “Rete Imprese Italia”: pressione fiscale di oltre il 56% per i contribuenti in regola, burocrazia che richiede ad ogni impresa 120 adempimenti fiscali e amministrativi all’anno, sistema del credito che nell’ultimo anno ha ridotto di 32 miliardi l’erogazione di finanziamenti alle aziende, chiusura di un impresa al minuto nel 2012.

     

    [Foto di Diego Arbore]

  • VintaGe, shopping e cultura: associazione, fiere ed eventi a Genova

    VintaGe, shopping e cultura: associazione, fiere ed eventi a Genova

    vintage«Dal 28 al 30 giugno 2013 si terrà nella Piazza delle Feste la quarta edizione di Vintage in Porto, che quest’anno celebra i 50 anni di “Please please me”, primo album dei Beatles». Con queste parole le fondatrici di VintaGe anticipano a Era Superba il contenuto della prossima edizione dell’evento, che da due anni si svolge con successo al Porto Antico (oltre 10.000 presenze nelle prime tre edizioni) e che le ha portate a creare un’associazione che fonde nel nome la parola “vintage” e la sigla della città di Genova.

    È Elena Tortora, presidente dell’associazione nata un anno fa e che conta circa un centinaio di soci, a spiegare i dettagli del progetto: «Vintage in Porto è stato il primo grande evento a Genova che veicola la cultura vintage: il termine è un attributo riferito a ogni oggetto, icona o personaggio prodotto oltre il ventennio precedente a quello in cui siamo, attraverso i quali possiamo riflettere sulla nostra storia. Ogni edizione è stata dedicata a un tema specifico: siamo partite dagli anni ’20/’30 (giugno 2011), poi gli anni ’40/’50 (ottobre 2011), infine un evento dedicato ai jeans (giugno 2012). Sono presenti espositori di Genova e provenienti da altre città, in vari settori: abbigliamento, design e musica, fino a raduni di chi ancora possiede auto e moto d’epoca. Si tengono inoltre concerti, laboratori per adulti e bambini e molto altro».

    Incontro Elena, Micol e Carolina ai Giardini Luzzati, dove è in preparazione il primo evento realizzato in collaborazione tra VintaGe, SwapStore e l’associazione Il Ce.Sto: giovedì 31 gennaio 2013 si svolgerà Fifty’s Party Vintage, serata a ingresso gratuito dedicata agli anni ’50 che prevede un baratto di abiti e oggetti vintage (per partecipare prenotarsi entro oggi, venerdì 25 gennaio, al 392 6839302) e il concerto dei Roll Drive, tribute band del rock ‘n roll anni ’50. La serata sarà inoltre l’occasione per illustrare i progetti 2013 di VintaGe.

    Un secondo evento ai Luzzati si terrà ad aprile 2013: «faremo un mercatino vintage, negli stessi giorni in cui in piazza Matteotti si svolge il mercato dell’antiquariato. La giornata conterrà inoltre un’anteprima della prossima edizione di Vintage in Porto, sarà infatti dedicato ampio spazio ai Beatles. La collaborazione con i Giardini Luzzati è nata perché c’è una comune condivisione di valori, vogliamo aiutarli nel progetto di riqualificazione del centro storico. Il legame con la filosofia swap deriva invece dal fatto che anche il vintage promuove la cultura del recupero e del riuso: gli oggetti “di una volta” erano di maggiore qualità e durevoli nel tempo, mentre oggi la tendenza dominante è “usa e getta”».

    Infine Vintage in Porto 2013, che per la prima volta durerà tre giorni anziché due. Il tributo ai Beatles si svolgerà in collaborazione con l’Associazione Beatlesiani Italia (che ha sede a Brescia), con il primo fan club genovese dei Beatles con le tribute band genovesi, a partire dai Reunion. Durante Vintage in Porto 2013 si terrà inoltre il raduno nazionale del Fiat Club 500 (domenica 30 giugno) e il raduno regionale del Lambretta Club Liguria.

    VintaGe vuole diventare nel tempo una piattaforma per chiunque a Genova ama e si occupa di vintage: non solo attività commerciale che vendono prodotti di questo genere, ma anche artisti e semplici appassionati. Chiunque può iscriversi all’associazione e proporre idee e progetti. Per contatti si può inviare una mail a info@vintageinporto.it.

    Marta Traverso

  • Giulia Gragnani: è di Genova la campionessa del mondo di tip tap

    Giulia Gragnani: è di Genova la campionessa del mondo di tip tap

    Tip-tapUna notizia curiosa, forse un po’ di nicchia, ma interessante per chi almeno una volta ha guardato i film con Fred Astaire e Ginger Rogers e ha pensato che quel tipo di danza fosse morto con loro.

    Il tip tap (anzi, la denominazione ufficiale è tap dance) esiste ancora ed è praticato da molti bambini e ragazzi, anche nella nostra città. Non solo: in questo settore Genova vanta un’eccellenza, perché proprio da qui proviene la vincitrice del campionato del mondo di tap dance, che si è svolto a Riesa (Germania) lo scorso dicembre, con 14 Nazionali e più di 1.000 atleti partecipanti.

    Si chiama Giulia Gragnani e ha ottenuto il primo premio con la sua squadra di 24 membri nella categoria “Formations Adult 1”, con la coreografia Avengers. Solo uno dei tanti premi ottenuti dalla Nazionale italiana nelle diverse categorie del campionato, che hanno visto sfidarsi bambini, ragazzi e adulti. «Tra i più di mille atleti di 14 Paesi, è stata grande la soddisfazione di rappresentare anche la mia città natale: Genova. Spesso mi sento fuori luogo ad affermare che sono campionessa in un’arte di cui la maggior parte dei genovesi non conosce l’esistenza: spero che i nostri successi possano essere da stimolo per chi vuole ancora dedicare se stesso all’arte, sapendo che dedizione e sacrificio sono il vero talento di chi vuole eccellere».

    Proprio Giulia – che studia danza dall’età di 5 anni e ha scoperto il tip tap guardando il film Mary Poppins – ci racconta la storia della tap dance: «Il tip tap si è creato combinando elementi stilistici della clog dance – la danza degli zoccoli dei contadini irlandesi – con ritmi e percussioni africane. Verso la metà del XIX secolo, durante il flusso migratorio dall’Europa all’America, gli emigrati irlandesi non rinunciarono al loro ballo natale che venne contaminato dalle percussioni degli schiavi africani, dando così origine alla Tap Dance. Il periodo di massima fioritura è stato tra il 1900 ed il 1955, quando molte orchestre – soprattutto jazz – includevano tra i propri elementi dei ballerini di tap. Inoltre molti artisti sono diventati famosi grazie al cinema e alla televisione: Fred e Ginger, Gene Kelly, Shirley Temple e così via».

    Quali sono le sue caratteristiche? «L’originalità di questa danza consiste nel fatto che il Tap Dancer è contemporaneamente ballerino e musicista: il danzatore indossa lo strumento musicale a percussione, le scarpe con inserti sulla punta e sul tacco della scarpa, chiamati claquettes, che servono a rendere il suono più marcato e udibile e si possono acquistare nei negozi di abbigliamento da danza. La tendenza di oggi è la contaminazione tra le danze, perciò nel tip tap sono stati introdotti movimenti del moderno, dell’hip hop, della danza contemporanea: ciò che resta e rimane caratteristico, solo del tap è la varietà ritmica che si riesce a creare con i suoni delle scarpe».

    Se volete conoscere da vicino questa disciplina, potrete vedere Giulia Gragnani e Romina Uguzzoni (l’altra genovese vincitrice dei Mondiali) sul palco del Teatro di Cicagna domani sera (sabato 26 gennaio, ndr) con lo spettacolo I got Rhythm, la Storia del Jazz.

    Marta Traverso

  • Legalità in Val Polcevera: il Municipio chiede un incontro pubblico

    Legalità in Val Polcevera: il Municipio chiede un incontro pubblico

    Una mozione su legalità e sicurezza in Val Polcevera – proposta da tutti i gruppi consiliari del Municipio Valpolcevera ed approvata all’unanimità impegna la Giunta ad organizzare un incontro pubblico con le autorità competenti (Procuratori della Repubblica, Questore, Sindaco, Assessore a Legalità e Diritti, forze dell’ordine, polizia municipale), aperto alla partecipazione delle realtà associative operanti sul territorio, per confrontarsi sulle criticità connesse a questi temi e provare ad affrontarle tramite un percorso condiviso.

    Un appuntamento già previsto nell’autunno 2012 ma purtroppo posticipato, causa problemi organizzativi.

    «Lo stato di povertà, già presente in forma più accentuata tra i migranti, è in aumento anche tra i cittadini italiani – sottolinea la mozione del Municipio Valpolcevera – E l’esasperazione, spesso legata a tale disagio, può essere fonte di crimini che vengono commessi da soggetti non dediti abitualmente a svolgere attività criminose».

    «Il solo presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine può non essere sufficiente e rischia di creare uno stato di sicurezza “esasperato e blindato” – continua la mozione – In ogni caso, la scarsità di risorse umane assegnate alle forze dell’ordine, spesso dichiarata attraverso i mass-media, non consentirebbe un presidio totale del territorio».

    Per queste ragioni i guppi consiliari sottoscrittori del documento, impegnano Presidente del Municipio e Giunta: «Ad organizzare un incontro specifico sui temi di legalità e sicurezza con le autorità competenti e le associazioni che si occupano a vario titolo di disagio sociale – conclude la mozioneal fine di reperire i dati statistici e le informazioni necessarie a comprendere l’effettiva portata del fenomeno criminale in Val Polcevera; a richiedere un maggior presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine; ad intervenire, dove possibile e con le misure di propria competenza, per ridurre le cause del disagio sociale che spesso sono la causa della devianza, soprattutto quella minorile e giovanile in generale e quella legata a situazioni di povertà ed esclusione sociale; a programmare sull’argomento un incontro pubblico aperto alla cittadinanza».

     

     

    Matteo Quadrone