Categoria: Notizie

Notizie di cronaca e cultura da Genova e provincia, news da tutto il mondo di economia, curiosità e tecnologia

  • Crowdfunding: i finanziamenti alla cultura nell’era del web

    Crowdfunding: i finanziamenti alla cultura nell’era del web

    Spese e debito pubblicoGli effetti dei tagli alla cultura sono sotto gli occhi di tutti: Pompei si sta sbriciolando, i musei rischiano la chiusura in molte città italiane (Genova, Napoli e Palermo), i teatri hanno sempre meno soldi e gli artisti non sempre trovano spazio che meritano.

    Che fare se i finanziamenti da parte di Governo ed enti locali sono sempre meno? Una soluzione è il finanziamento collettivo attraverso il web: se ciascuno investe una piccola somma in un progetto, e contribuisce a diffondere l’appello tramite i numerosi strumenti che la Rete offre a costo zero – a partire da mail e social network – si possono realizzare progetti culturali che non troverebbero spazio con i fondi tradizionali.

    Sono molti i siti web che radunano progetti artistici e culturali alla ricerca di finanziatori: un esempio è Produzioni dal basso, una piattaforma dove chiunque può far conoscere un progetto e attivare una raccolta fondi attraverso una sottoscrizione che parte dal sito stesso. Produzioni dal basso ha finanziato negli ultimi mesi la realizzazione di libri, documentari e festival.

    Marta Traverso

  • Angeli del fango: mostra in ricordo dell’alluvione del 4 novembre

    Angeli del fango: mostra in ricordo dell’alluvione del 4 novembre

    AlluvioneDopo l’aiuto prestato via web nei giorni successivi all’alluvione del 4 novembre, segnalando tramite la loro pagina Facebook tutte le emergenze in corso e tutte le zone della città in cui c’era bisogno di volontari, gli Angeli del fango hanno scelto di ricordare quei giorni in una mostra fotografica.

    Artisti e videomaker che hanno immortalato quanto successo in quel periodo sono presenti con oltre cento immagini nella mostra Fango sull’obiettivo, che viene inaugurata nello spazio incontri della Regione Liguria (piano terra, angolo con via Petrarca) martedì 31 gennaio alle 15 e rimarrà allestita fino a venerdì 10 febbraio con ingresso libero.

    Marta Traverso

  • “Galleria 44 Days”: cercasi fotografi entro il 18 febbraio

    “Galleria 44 Days”: cercasi fotografi entro il 18 febbraio

    “Galleria 44 Days” è il concorso fotografico promosso dallo staff della Galleria Studio 44. Ogni giorno verranno pubblicate sul sito della galleria (www.galleriastudio44.it) e sul blog internazionale di fotografia 591 Photography le immagini di un fotografo selezionato. Per partecipare non è necessario essere un artista professionista, è lo stesso Paolo Saccheri, referente dell’associazione e fotografo, a confermarlo: “Cerchiamo nuove visioni concentrandoci sull’immagine ed il suo perché piuttosto che sul come sono state realizzate”.

    Si tratta di una buona opportunità per fotografi e appassionati, il blog 591 Photography ha infatti un alto numero di visitatori al giorno ed è gestito da un gruppo internazionale di editors che pubblica fotografie provenienti da tutto il mondo. “Invitiamo tutti voi fotografi amici della 44 a fare la Vostra selezione e inviarla, nei termini sotto specificati, entro e non oltre sabato 18 febbraio 2012 all’indirizzo mail galleria_studio44@yahoo.it specificando nell’oggetto Galleria 44 Days”, si legge nella nota dell’associazione.

    Per partecipare:

    – inviare al massimo 5 fotografie
    – le foto devono essere ridimensionate 600 pixel minimo – 800 pixel massimo sul lato più lungo
    – i files devono essere consegnati in formato .jpg nominati col nome e cognome dell’autore e il titolo. Es.: “nome_cognome-titolo.jpg”
    – colore o B/N
    – soggetto libero
    – poche righe di testo che illustrino voi e il vostro lavoro (opzionale)

    L’inaugurazione del “Galleria 44 Days” è prevista per domenica 26 febbraio 2012.

  • Pietre di inciampo: progetto in memoria delle vittime del nazismo

    Pietre di inciampo: progetto in memoria delle vittime del nazismo

    Un essere umano si dimentica solo quando è dimenticato il suo nome”, questo il pensiero che ha ispirato la nascita delle “pietre di inciampo” – in tedesco “Stolpersteine” – un progetto creato nel 1993 dall’artista berlinese Gunter Demning e realizzato in vari Paesi europei in memoria delle vittime del nazionalsocialismo.

    Ieri mattina a Genova, in Galleria Mazzini, nell’ambito delle iniziative del “Giorno della memoria 2012”, si è svolta la cerimonia della posa della “pietra di inciampo” – organizzata da Comunità Ebraica di Genova, Goethe Institute, Centro Culturale Primo Levi, Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Municipio Centro Est – a ricordo della deportazione di Reuven Riccardo Pacifici, Rabbino Capo di Genova che fino all’ultimo ha difeso la comunità ebraica negli anni successivi alla promulgazione delle leggi razziali. Catturato il 3 novembre 1943 in Galleria Mazzini fu deportato ed ucciso ad Auschwitz l’11 dicembre 1943.

    Le “pietre di inciampo” hanno la forma e la dimensione di un sanpietrino, con una superficie di ottone che reca incise le informazioni identificative della persona alla cui memoria esse sono dedicate ed i luoghi e i tempi della sua persecuzione. La prima installazione di una “Stolpersteine” avvenne a Berlino nel 1996. Da allora più di 30 mila pietre di inciampo sono state collocate in tutta Europa. L’obiettivo è richiamare l’attenzione dei passanti con discrezione ma al contempo con grande forza evocativa.

    Le pietre di inciampo – collocate nei marciapiedi delle città in cui le vittime del nazionalsocialismo vivevano prima della deportazione – diventano così parte integrante del tessuto urbano, segnali che inducono a ricordare, ad interrogarsi, a riflettere su ciò che è stato.

     

    Matteo Quadrone

  • Federico Rampini, incontro a La Feltrinelli

    Federico Rampini, incontro a La Feltrinelli

    Federico RampiniMartedì 31 gennaio alle ore 18 presso la Feltrinelli Libri e Musica di Via Ceccardi si tiene l’incontro con lo Federico Rampini che presenta il suo nuovo saggio “Alla mia sinistra, lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me.

    Lo scrittore e giornalista genovese offre un’analisi dei mali che minacciano le nostre democrazie e vuole raccontare nel dettaglio tutti i fatti positivi e negativi che, fin da tempi lontanissimi nel corso della storia, hanno efficacemente contraddistinto il corso degli eventi nel quadro della politica, dell’economia, della cultura, della società.

    Rampini, da sempre uomo di sinistra, esprime tutta la rabbia e l’ orgoglio che prova per tutte le cose positive che non si sono potute realizzare quando la sinistra è stata alla guida dei Governi delle varie nazioni del mondo, e per tutte le cose negative che hanno concesso, invece, agli opposti schieramenti di destra di prenderne il posto giungendo a scelte sbagliate che hanno danneggiato in maniera determinante il susseguirsi degli eventi futuri in campo internazionale.

    Alla mia sinistra RampiniNel libro cerca quindi di tracciare  le possibili vie d’uscita attingendo dalle esperienze nelle nazioni emergenti vissute in prima persona dall’autore, dall’Asia al Brasile: perché non possiamo farci risucchiare in una sindrome del declino tutta interna all’Occidente.

    Un testo piacevole anche per chi non condivide le idee politiche di Rampini perché scritto in maniera raffinata, intensa e godibile.

  • Mediterranea, una generazione tra le sponde. Incontro con Amara Lakhous

    Mediterranea, una generazione tra le sponde. Incontro con Amara Lakhous

    Amara LakhousAmara Lakhous, scrittore algerino residente in Italia, partecipa  martedì 31 gennaio alle ore 17.45  ai grandi incontri di Mediterranea. Voci tra le sponde che si tengono a Palazzo Ducale.

    L’autore di Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio (Edizioni E/O 2006) e di Divorzio all’islamica a viale Marconi (Edizioni E/O 2010) approfondisce nelle sue opere il tema dell’identità, intesa come un progetto aperto e quello delle periferie come spazio di incontro, inclusione e fecondazione.

    Laureato in filosofia ad Algeri e in antropologia alla Sapienza, Lakhous vive a Roma dal 1995 e da tempo sta lavorando a un saggio intitolato Il caso della prima generazione degli immigrati musulmani in Italia.

  • Focaccia di Recco: arriva la certificazione di Indicazione Geografica Protetta

    Focaccia di Recco: arriva la certificazione di Indicazione Geografica Protetta

    Un riconoscimento lungamente atteso per una bandiera della gastronomia ligure, una tutela europea per un prodotto – la tipica “Focaccia di Recco con il formaggio” – che nel corso degli anni ha scavalcato i confini territoriali per esser conosciuto in tutto il mondo.

    Il Ministero delle Politiche Agricole ha approvato il “disciplinare” della “Focaccia di Recco con il formaggio”, il documento che ne regola ingredienti e metodologia di produzione. Entro due settimane “il disciplinare” – che consentirà alla specialità recchese di fregiarsi dell’Indicazione Geografica protetta – approderà a Bruxells per la definitiva certificazione dell’Unione Europea.

    Il titolo di Indicazione Geografica Protetta (IGP) viene riconosciuto a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica, dipende dall’origine geografica e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.
    Una volta ottenuta l’IGP scatterà il divieto assoluto per ristoranti, trattorie, supermercati, negozi, bancarelle, al di fuori della zona di produzione (Recco, Avegno, Camogli e Sori), di scrivere nei menù ed offrire focacce con formaggio “tipo Recco”. Pena l’intervento dell’antifrode.

    La certificazione IGP per la focaccia di Recco è un riconoscimento anche dei nostri sforzi a sostegno dell’iniziativa”, ha dichiarato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.
    Ma il merito di un risultato che valorizza la tipicità di un territorio, va dato soprattutto al “Consorzio Focaccia di Recco col formaggio”, 19 aziende con 24 punti vendita attivi nella zona di produzione, costituito nel 2005 proprio con l’obiettivo di conseguire la tutela europea.
    Una richiesta di protezione avanzata a causa della continua ed incontrollata diffusione della Focaccia di Reccoche troppo spesso ha disatteso i parametri di qualità strettamente legati alla tradizione del territorio ed all’esperienza dei focacciai che qui la producono”, si legge nel sito internet del Consorzio.

    Siamo molto soddisfatti perché il riconoscimento IGP è un obiettivo strategico per la politica di valorizzazione territoriale e produttiva della Liguria – aggiunge l’Assessorato all’agricoltura della Regione Liguria – in quanto la filiera economica di riferimento, oltre ad interessare tutti i panificatori-ristoratori dei territori interessati produttori di focaccia, coinvolge e sostiene anche i trasformatori ed i produttori di latte ligure”.

    E così dopo il riconoscimento IGP per le “Acciughe sotto sale del Mar Ligure”, un sostegno fondamentale per la filiera ittica regionale, un’altra certificazione europea garantirà la qualità di una specialità gastronomica ligure.
    Ma sono numerosi i prodotti che ancora attendono di essere tutelati dall’Unione Europea. Alcuni da lungo tempo, come i “Fiori di Sanremo”, con una disciplinare definita addirittura nel giugno 2002 e da allora in attesa di pubblica audizione. E poi il “Pesto genovese”, il “Carciofo spinoso d’Albenga”, ”l’Asparago violetto”, ”l’Amaretto di Sassello”, solo per citarne alcuni.

     

     

    Matteo Quadrone

  • “Ogni vita è grande”, il nuovo album di Alloisio a Palazzo Ducale

    “Ogni vita è grande”, il nuovo album di Alloisio a Palazzo Ducale

    Ogni vita è grande AlloisioMercoledì 1 febbraio a Palazzo Ducale alle ore 21 si tiene il concerto di Gian Piero Alloisio, in occasione dell’uscita del nuovo album “Ogni vita è grande”.

    Saranno presenti  tanti musicisti, attori, cittadini, per  interpretare ed ascoltare gli inediti di Umberto Bindi, i successi per Francesco Guccini e Giorgio Gaber, la Canzone per Carlo Giuliani, il rap del lavoro che non c’è, le ballate sull’Italia della televisione e della precarietà , l’Assemblea Musicale Teatrale, il “King” della Città Vecchia di Faber, Lele Luzzati e il “Tarocco del Musicista”

    E’ possibile acquistare i biglietti tutti i giorni nell’orario consueto di apertura della biglietteria di Palazzo Ducale (da mercoledì 25 gennaio) dalle 9 alle 18.30, il 1 febbraio la biglietteria rimarrà aperta fino alle 21.00

    Ingresso: 5€

  • Terremoto a Genova, ore 15,50: la terra trema ancora

    Terremoto a Genova, ore 15,50: la terra trema ancora

    Tremano gli appartamenti dei piani alti, scivolano gli oggetti dalle librerie e dagli scaffali, la terra ruggisce sotto i piedi di Genova. Una scossa forte per quelle che sono le abitudini e i ricordi dei genovesi, verificatasi intorno alle 15,50 e percepita in tutta la città. Anche mercoledì mattina la città si è svegliata con il terremoto, due episodi ravvicinati che ovviamente non interessano esclusivamente il genovesato, ma senza dubbio si tratta di un episodio raro dalle nostre parti.

    La terra ha tremato in tutto il nord Italia e tremano gli abitanti che ancora hanno negli occhi le terribili immagini dell’Aquila o di Fukushima. Le prime stime dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia parlano di un terremoto di magnitudo 5.4, con epicentro nella zona confine fra la provincia di Parma e Appennino tosco emiliano. L’ipocentro sarebbe di 60,8 chilometri.

    In direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile dell’Emilia Romagna, Demetrio Egidi ha dichiarato all’agenzia Adnkronos: “Stiamo facendo le verifiche per capire se si tratta della stessa faglia interessata dalla scossa di mercoledì scorso con epicentro nel reggiano. Quella delle 15.53 del pomeriggio è stata una scossa molto profonda ed è stata avvertita distintamente in un raggio fino a 100 chilometri“.

    Le prime scosse, nel veronese, già martedì sera alle 20.41 e alle 20.49, seguite da quella molto intensa (4.2 della scala Richter) alle 00.54, con epicentro tra i comuni Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Anna d’Alfaedo, di magnitudo 4,2 della scala Richter, e da repliche di lieve entità all’1,05 e alle 8,26 di ieri mattina.

    Poi era toccato all’Emilia, in corrispondenza dei comuni di Boretto, Poviglio, Brescello e Castelnovo di Sotto, Campegine e Gattatico, alle ore 9,06. Qui l’entità del sisma aveva raggiunto i 4,9 gradi della scala Richter provocando panico nella gente che si era riversata in strada senza, per fortuna, ulteriori conseguenze e dando adito all’ordine di evacuazione delle scuole, in via precauzionale.

    Il terremoto, avvenuto ad una profondità di circa 25-30 km, interessa quella zona in cui la placca Adriatica incomincia, a sud, ad innalzarsi all’altezza del Po per poi incunearsi sotto l’Appennino, e, a nord, spinge verso l’Europa per scorrere sotto le Alpi. Da ciò la conseguenza che il fenomeno è stato percepito dalla Val d’Aosta al Trentino, fino alla Toscana.

    Che l’Italia debba convivere con la minaccia di sismi incombenti, lo depongono le cronache di sempre e che anche la Liguria debba essere considerata una zona a rischio, lo testimonia il recente terremoto registrato in Val di Vara, tre mesi fa: ma in che misura circostanze esterne potrebbero influenzare il precipitare degli eventi?

    Nessuno è in grado di rispondere a questa domanda ma il continuo oltraggio dell’uomo alla natura “così in cielo così in terra”, che non è la nota preghiera cristiana, certo non contribuisce alla sua stabilità. Che anche il “fuori” abbia la sua importanza era una ferma convinzione di un bizzarro personaggio Raffaele Bendandi (1893-1979) il quale, pare, avesse la sorprendete capacità di predire tali eventi e che, pur morto, ha lasciato scritto che, il 5 ed il 6 aprile 2012, una nuova serie impressionante di sismi colpiranno l’intero pianeta, non esclusa l’Italia. Ci aspettano ben 103 di sue previsioni per gli anni a venire, previsioni fatte sulla convinzione che il movimento del sole e dei pianeti possano spostare le masse semiliquide che si trovano negli strati più profondi della terra.

    E, allora, spinti dalla curiosità non certo dal desiderio di proporre la profezia Maya bis, andiamo a vedere cosa succede al nostro astro. E’ di questi giorni, la segnalazione dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) e dal Solar Heliospheric Observatory (Soho) della Nasa e della Agenzia Spaziale Europea (Esa), di un’eruzione che ha portato ad una violenta tempesta solare come non si vedeva dal 2005 e, secondo una recente relazione (dossier di 145 pagine) eseguita per gli stessi enti dalla USA National Academy of Science (Accademia Nazionale di Scienze USA), ne è prevista un’altra, nel corso dell’anno 2012.

    Adriana Morando

  • Funkasso, Rewind e il tributo a Janis Joplin nel weekend del Bonfim

    Funkasso, Rewind e il tributo a Janis Joplin nel weekend del Bonfim

    The RoseVenerdì 27 gennaio al Bonfim si tiene il concerto dei Funkasso, una performance travolgente dinamica, dura e pura., in bilico tra il Blues, il vigore del Funky, il movimento della Dance e il rock.

    I Funkasso offriranno al pubblico oltre due ore di Dance non-stop, da Gloria Gaynor ai Bee Gees, da Elvis a Madonna, da Kool & The Gang a James Brown, con vestiti in pieno stile 70-80 tra parrucche Afro, pantaloni a zampa e occhialoni colorati.

    I Funkasso sono: Naim Abid  voce, Fabio Tassara basso, Roberto Martino chitarra, Massimo Marandino batteria

    Ad aprire la serata sarà il live dei genovesi Rewind.

    L’idea-forza dei giovanissimi e freschi di formazione Rewind è rispolverare evergreen del pop-rock italiano anni’70,’80 e‘90 dimenticati dalle nuove generazioni, e rivisitarli in versioni modern-rock bello tosto e tirato. Solida la sezione ritmica, rinforzata dall’uso di ben tre chitarre, due elettriche e una acustica, e “scafati e frontali”, seppur nemmeno ventenni, il frontman Luca Berogno e la frontgirl Dalila Muscarella.

    Imperdibile e tutto da ballare il loro medley “al fulmicotone” di Ho in mente te – Nessuno mi può giudicare – Fatti mandare dalla mamma – Gianna Gianna – Un’estate al mare.

    Inizio concerti h 2230, ingresso 8 euro

    Sabato 28 gennaio il locale di Nervi ospita il gruppo The Rose, che si esibisce in un tributo a Janis Joplin.

    La band porta la musica della leggendaria Dea bianca del rock e del blues in giro per tutta l’ Italia ed in Europa in locali e festival di gran prestigio, ed è la band tributo  a Janis Joplin più attiva in Italia.

    Il concerto dei The Rose è accompagnato da un suggestivo video con le immagini di Janis Joplin, con l’ intento di riportare il pubblico di oggi in quella magia degli anni ’60, e far riscoprire ed apprezzare la più grande icona femminile di quel periodo Janis Joplin. Il concerto dei The Rose è accompagnato da un suggestivo video con le immagini di Janis Joplin, con l’ intento di riportare il pubblico di oggi in quella magia degli anni ’60, e far riscoprire ed apprezzare la più grande icona femminile di quel periodo Janis Joplin.

    Dopo il concerto, Dj set di Marco Valenti.

    Inizio ore 2230, ingresso 8 euro

  • Carlo Maria Viganò: l’uomo allontanato dal Vaticano, voleva ordine nei conti

    Carlo Maria Viganò: l’uomo allontanato dal Vaticano, voleva ordine nei conti

    Ancora una volta gli “Intoccabili” di La7. Una nuova inchiesta provocatoria, un argomento “scottante”, un’altra casta di intoccabili, ecco gli ingredienti di un’indagine che ha messo in luce come gli interessi economici non risparmino nessuno, neppure coloro che, pur nella loro dimensione umana, dovrebbero avere obiettivi più metafisici, i religiosi e con essi la loro “casa” madre, la Città del Vaticano.

    In questo piccolo stato, che è il faro mondiale della cristianità dove si predica la carità, il rispetto, la moralità, parallelamente si tramano complotti di palazzo degni di veri “noir”, si corrompe e si è corrotti spinti dall’ambizione di maggior potere, si gioca disinvoltamente con il denaro (per la maggior parte donazione di credenti) con la disinvoltura dei più navigati brokers e, se si dimostra di essere troppo ligi, viene applicata la formula salva-faccia “promoveatur ut amoveatur” (ti promuovo per toglierti dalle scatole).

    E’ quello che sembra essere successo a Carlo Maria Viganò, nominato Segretario Generale del Governatorato del Vaticano, il 16 luglio 2009, organismo con potere esecutivo che gestisce tutti gli appalti, i lavori, gli Enti e le forniture della roccaforte della fede. Al momento dell’incarico il bilancio segnava un pesante passivo di circa 8 milioni di euro, legato a transazioni poco trasparenti, come quella che ha comportato una perdita di 2,5 milioni di euro in un sol giorno, e all’utilizzo di ditte “aficionadas” per appalti di ogni genere.

    Quando è stato rimosso dall’incarico, dopo solo poco più di un anno, il bilancio segnava un “più” di 34 milioni e 450 mila euro. Questo onesto prelato, figlio di imprenditori lombardi, con un’opera capillare e vigile su capitoli di spesa lievitati, su episodi di corruzione, sul riordino di magazzini caotici, su un impegno costante della trasparenza fa un lavoro immane di risanamento, procurandosi, per ovvi motivi, una miriade di nemici che lo attaccano con biechi bisbiglii di palazzo o con articoli “anonimi” come quelli comparsi su ”Il Giornale”.

    Con lettere inedite che, inequivocabilmente, dimostrano i fatti, l’arcivescovo Viganò relaziona il Papa circa lo stato “drammatico” della gestione delle cose dello stato e, successivamente, di questo attacco alla sua persona, palesando i suoi timori circa voci che parlano di una sua destituzione dal servizio. Questa coraggiosa denuncia insieme ai tagli drastici con cui ha portato avanti il suo operato, prova ne siano il risparmio di 850 mila euro sul giardinaggio, utilizzati per creare una piccola centrale termica, o il dimezzamento dei 550 mila euro del costo del presepe natalizio, hanno toccato interessi economici enormi e il paventato allontanamento diventa una realtà.

    Ancora una missiva, indirizzata al Presidente della Segreteria di Stato, Cardinale Bertone, dai toni duri in cui si chiede, tra l’altro, di poter dar conto del suo operato davanti agli organi preposti, come prevede il diritto canonico, e chiede conto della sua mancata nomina a Cardinale, come promesso, che “suona” come azione punitiva nei suoi confronti. Nonostante ciò, inesorabile arriva il suo trasferimento a Washington e la “promozione” a Nunzio Apostolico in USA, carica molto prestigiosa ma che ha il sapore di una beffa. In un ultimo disperato tentativo, il prelato si rivolge direttamente al Santo Padre ma senza esito e il 19 ottobre 2011, rispettando quel voto di obbedienza a cui sono legati i religiosi, parte per il nuovo incarico.

    Questi i fatti e i dubbi di correttezza, sollevati dall’inchiesta, che hanno suscitato un prevedibile vespaio con critiche durissime da parte del Vaticano, il quale ha già minacciato pesanti azioni legali a salvaguardia dell’onorabilità non solo dei religiosi ma anche di grandi nomi della finanza o del faccendiere di cui si parla nel servizio… Non si può non essere d’accordo che prima di infangare l’immagine di una persona bisogna essere estremamente cauti ma i documenti presentati, la testimonianza di un personaggio del mondo finanziario, debitamente oscurato, che denuncia la perdita di 15 milioni di euro in 10 anni, l’enorme risanamento di bilancio, le lettere inedite di Viganò e, non ultima, la repentina (assolutamente lecita) nomina a cardinale di Mons. Giuseppe Bertello, uno dei due sostituti dell’arcivescovo, sono fatti che paiono difficilmente inconfutabili: le insinuazione, le ambiguità, le illazioni sono un problema di opinione che ognuno risolverà secondo coscienza.

    Adriana Morando

  • Accademia di Belle Arti: no alla chiusura, i genovesi si ribellano

    Accademia di Belle Arti: no alla chiusura, i genovesi si ribellano

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiGenova non ci sta. Un comitato di sessanta cittadini si mobilita contro la possibile chiusura dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e del suo annesso museo.

    Era Superba ha recentemente intervistato il Direttore Giulio Sommariva, il quale ha confermato che per risanare il bilancio dell’istituto è stata decisa la vendita di trenta dipinti alla Fondazione Carige: una trattativa che dovrà concludersi in tempi brevi, dato che da marzo in poi non si assicura di poter pagare gli stipendi ai dipendenti dell’Accademia.

    Per evitare che il patrimonio del museo venga compromesso, sessanta genovesi – tra intellettuali, professionisti, docenti universitari e amanti dell’arte – hanno sottoscritto un appello affinché le istituzioni pongano la dovuta attenzione alle sorti dell’Accademia e del Museo. Una delle proposte di questo comitato è lanciare una sottoscrizione collettiva da parte di banche e aziende genovesi, perché contribuiscano a risolvere i problemi di bilancio di uno dei più importanti poli culturali della città.

    Marta Traverso

     

    INTERVISTA A  GIULIO SOMMARIVA, DIRETTORE DELL’ACCADEMIA

    Video di Daniele Orlandi

     

  • Segrete Tracce di memoria, la mostra a Palazzo Ducale

    Segrete Tracce di memoria, la mostra a Palazzo Ducale

    Porticato di Palazzo DucaleDal 27 gennaio al 12 febbario si tiene a Palazzo Ducale, nelle Antiche Carceri della Torre Grimaldina, la quarta edizione della mostra  Segrete Tracce di memoria a cura di Virginia Monteverde.

    L’inizio della mostra coincide con il Giorno della Memoria: anche quest’anno infatti, le celle della torre saranno il suggestivo scenario di un percorso tra arte e storia, che attraverso le immagini e le installazioni di sette artisti evoca la memoria della Shoah.
    Gli artisti di questa quarta edizione sono Stefano Bigazzi, Adriana Desana, Giuliano Galletta, Lory Ginedumont, Fabrizio Duillio Merkel, Max Parazzini, Marco Nereo Rotelli.

    Una parte della mostra quest’anno viene dedicata alla proiezione dei video girati nella Casa dello Studente di c.so Gastaldi a Genova, Lunariàna e Sabato, progetto ideato da Virginia Monteverde sui due monologhi di Matteo Rossi, con regia di Michele Vindimian e gli attori Daniele Pitari e Daniela Camera.

    Il secondo progetto è l’installazione Diversi tra i diversi, impuri tra gli impuri di Antonino Provenzano presidente dell’Associazione culturale Il Volto di Giano per ricordare e denunciare la persecuzione nei confronti degli omosessuali, fra i primi deportati nei campi di concentramento, fin dal 1933.

    Orario: 10-13/15-18 tutti i giorni, chiuso il lunedì

  • La favola dei blue jeans: dal porto di Genova agli Stati Uniti

    La favola dei blue jeans: dal porto di Genova agli Stati Uniti

    panorama del porto di genovaC’era una volta il “denim”, una solida tela in cotone, contrassegnata da robustezza ed adattabilità, grazie alla sua armatura a saia (disposizione diagonale dei fili), il cui nome sembra derivare da “Nimes”, città della Francia, in cui veniva intrecciato. Fin dal XV secolo, era usato in competizione col fustagno, prodotto nella città di Chieri (Torino) e che raggiungeva Genova per venire esportato o adoperato nella creazione di sacchi per vele o per teloni da copertura. Secondo alcuni, questo tipo di filato è stato impiegato, per primo, nella manifattura di pantaloni da lavoro, antesignani dei “Jeans”, primogenitura assegnata, da altri al bordatto ligure o vergatino, un tessuto, quadrettato, in cotone.

    Sta di fatto che, come narra  questa “favola”, un anonimo mercante genovese decide, alla fine dell’800, di inviare in America una partita di queste tele di colore blu (dalla tintura con indaco), e di sfruttarle per la confezione di tute e, soprattutto, di calzoni, caratterizzati da ampie e robuste tasche, molto richiesti dai cercatori d’oro.

    L’accoglienza favorevole dimostrata verso tale abbigliamento, spinge due attenti tessitori, Levi Strauss e Jacob Davies, non solo a produrre la tela di “Genes” (da cui Jeans) ma anche a chiederne il brevetto, nel 1874.

    Il cammino dei jeans verso la notorietà conosce, fino ai primi del ‘900, un periodo di “oscurantismo” che li confina tra la merce di “basso rango” ma con l’avvento, negli anni ’30, dei primi film sui cowboys, in cui i protagonisti li indossano insieme agli immancabili pistoloni, in atteggiamento da vero “macho” e quando James Dean, nel 1955, diviene un mito emblematico con la sua “Gioventù bruciata”, il loro uso si diffonde rapidamente tra i giovani americani, tanto da farne “l’uniforme” dei teenagers.

    Con la guerra, arrivano in Europa portati dai Marines, ma si deve aspettare fino al 1953, nel periodo post-bellico, perchè , grazie al basso costo, vengano assunti come “divisa” da giovani ribelli inglesi, i Teddy Boys, che li sfoggiano, sotto blazer scuri, con  modelli a sigaretta, orli rivoltati e aspetto consunto  o, più avanti, dai Capelloni che si affollano in mitiche piazze come quella di Tommaseo, a Genova.

    Contro questi simboli della contestazione giovanile, visti in molti casi come artefici di atti di delinquenza e di bravate censurabili, si scatena una vera battaglia denigratoria, a partire dal 1959, da cui non si salvano neppure i blue jeans che vengono proibiti perentoriamente dai Presidi, i quali non esitavano a rispedire a casa coloro che osano presentarsi così abbigliati, e sono fortemente esecrati dai capo-uffici, pubblici e privati, che non tolleravano nessuna deroga, in nome del contegno e del decoro.

    Ma come in ogni favola, arriva un principe salvatore, in questo caso un vero re dell’automobile,Gianni Agnelli, con impeccabili Jeans in perfetto stile “casual”, assicurando che possono essere indossati in molte occasioni, grazie ad un piacevole “senso di libertà”.

    Jesus Jeans

    Come una principessa risvegliata da un bacio, la moda dilaga già dal giorno successivo, sotto gli sguardi impotenti dei tutori del look, sia tra uomini che donne, queste ultime finalmente liberate dal talebano dictat religioso “e la donna non si metterà un indumento da uomo, perché chiunque fa tali cose è in abomino del signore (deuteronomio capitolo XXII)”.

    Merita citare, non proprio come esempio di morale conclusiva di una fiaba,  lo scalpore suscitato in quegli anni dall’immagine provocatoria di una nota pubblicità lanciata dal marchio “Jesus”, il quale campeggiava su un formoso lato B, accompagnato da un “caldo” invito: “chi mi ama, mi segua”.

    Adriana Morando

  • Registro imprese storiche: aperte le iscrizioni per il 2012

    Registro imprese storiche: aperte le iscrizioni per il 2012

    Via S.LucaDa oggi fino al 23 marzo sono aperte le iscrizioni per il Registro delle imprese storiche, istituito l’anno scorso per valorizzare le imprese ultracentenarie e che ad oggi conta 1.800 aziende italiane di cui ben 132 in provincia di Genova.

    Potranno candidarsi all’iscrizione le imprese ancora attive in tutti i settori che esercitano da almeno 100 anni (compiuti al 31 dicembre 2011) nello stesso settore merceologico. Le imprese della provincia di Genova che hanno il pedigree ultracentenario devono compilare e inviare la domanda, pubblicata sul sito www.ge.camcom.it, alla Camera di Commercio entro il 23 marzo 2012, corredandola con una breve relazione sulla vita dell’azienda e con eventuale documentazione e pubblicazioni sulle origini e la storia dell’impresa. I materiali possono essere trasmessi in formato elettronico.

    “Genova – commenta il presidente della Camera Paolo Odone – è la provincia d’Italia che ha avuto in prima battuta il numero più alto di imprese storiche registrate, segno di una forza imprenditoriale che dura nel tempo. Siamo sicuri che le imprese che hanno i requisiti per l’iscrizione sono ancora molte, e le invitiamo a contattare al più presto i nostri uffici”.