Categoria: Notizie

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  • Alluvione, Confesercenti e Ordine degli Ingegneri assistono le imprese coinvolte

    Alluvione, Confesercenti e Ordine degli Ingegneri assistono le imprese coinvolte

     

    Confesercenti ha dato un’immediata assistenza alle imprese coinvolte nell’alluvione.
    Nelle giornate di sabato e domenica l’apertura continua degli uffici in via Cairoli ha dato la possibilità a decine di aziende di conoscere immediatamente quali procedure seguire nell’immediato post–alluvione.

    I funzionari dell’associazione sono costantemente a disposizione degli esercenti che abbiano riportato danni alle proprie attività.

    L’impegno dell’associazione continuerà, naturalmente, nei prossimi giorni attraverso il costante lavoro di informazione ai numeri 348-2722489 e 010-2485120 e nelle sedi confesercenti del territorio, per la raccolta e la diffusione in tempo reale delle informazioni più urgenti, la ricezione e l’inoltro alla Camera di Commercio delle richieste di segnalazione danni, la richiesta alle autorità competente di agevolazioni, sospensioni fiscali, finanziamenti e tutte le altre misure necessarie al ripristino delle attività economiche.

    Anche l’Ordine degli Ingegneri di Liguria, nell’esprimere cordoglio per le vittime dell’alluvione, mette a disposizione le proprie competenze per tutti coloro che dovessero necessitare di un supporto tecnico professionale nella perizia dei danni subiti, con prestazione gratuita nell’immediato e, solo una volta ottenuto il risarcimento, un onorario calcolato al minimo e subordinato appunto all’ottenimento del risarcimento stesso.

    Le richieste dovranno essere inviate a alluvione2011@gmail.com o ingegneri.genova.alluvione2011@gmail.com, indicando nome, cognome, telefono, indirizzo e motivo della richiesta di supporto. Per informazioni, ing. Maurizio Michelini, cel. 335-8098459.

    A tal proposito Confesercenti, tramite i propri uffici, si rende disponibile a raccogliere ed inoltrare all’Ordine degli Ingegneri le segnalazioni di tutti coloro che non abbiano la possibilità di farlo direttamente via email.

  • Alluvione: milioni di danni, non ci sono soldi per ricostruire

    Alluvione: milioni di danni, non ci sono soldi per ricostruire

    Il Bisagno in pienaThe day after. La prima riflessione del giorno è amara: nonostante l’ordinanza del Comune che ha vietato l’utilizzo di mezzi privati per tutta la giornata di oggi, Genova è regolarmente trafficata dalle auto. Incoscienza? Menefreghismo? Difficile comprendere le motivazioni di chi questa mattina, come se niente fosse, ha acceso la propria auto e si è messo in viaggio per le vie della città.

    Ieri la tragedia, che ha riportato i genovesi a quei drammatici giorni del 1970, in cui i morti furono tre volte quelli che abbiamo perso ieri sotto la furia dell’acqua del Fereggiano. L’allerta 2 durerà sino alle 12 di domani, sulla città continua a piovere e l’anima di Genova è stracciata, infangata.

    Alle ore 12 con allerta 2 macchine in doppia fila si recano al panificio e al supermercato come se nulla fosse…

    Allerta 2… Livello 2… cosa significa?: Il livello  di allarme  meteo 2 è una cosa, stato di Allerta 2 è l’allerta massima… Insomma Genova tutta aveva sottovolatuto o frainteso il messaggio di pericolo. Il giorno 2 novembre l’amministrazione aveva chiesto di limitare l’uso delle auto, ieri come oggi nessuno ha dato ascolto. Vero anche che è stato commesso un errore di valutazione, evidentemente l’ira del cielo che si stava per riversare su Genova avrebbe meritato un coprifuoco, ma chiaro a dirlo dopo sono buoni tutti.

    La stessa Marta Vincenzi in questo senso ha fatto autocritica: “Sono stata criticata nei giorni scorsi e in altre occasioni simili per aver chiesto di evitare spostamenti e utilizzo delle auto, mi hanno additato di “terrorismo”, purtroppo il mio rimpianto è quello di non aver fatto abbastanza terrorismo“.

    Perché emettere solo oggi l’ordinanza (non rispettata) di divieto assoluto  di circolazione? Se era stato consigliato ai cittadini di restare a casa, come facevano a rispettare l’ordine i genitori dei bambini a scuola? Per carità, considerando il fatto che ieri intorno alle 13 la zona della Fiumara era trafficatissima con la gente intenta a fare shopping, è necessaria un’operazione di autocritica anche da parte nostra in qualità di cittadini.

    La tanto discussa decisione di tenere aperte le scuole è forse emblema di quanto una simile tragedia non fosse in previsione, e rispecchia anche la paura dei politici di prendere decisioni, timorosi degli attacchi di una popolazione, la nostra, che da sempre è abituata prima a criticare e poi a riflettere.. Questo ovviamente è un’aggravante e non una scusante per i nostri politici, purtroppo il dato di fatto dice che la ragazza deceduta era andata a prendere il fratello a scuola e la donna di 40 anni è stata sorpresa dall’acqua dopo essere andata a prendere il figlio a scuola. Questo, ripeto, è un dato di fatto e non vuole essere una critica o una colpevolizzazione gratuita, vero anche che le scuole sono un fondamentale punto di raccolta e di protezione, per cui… Detto ciò, proviamo a guardare avanti.

    Lunedì Genova alzerà la testa e riprenderà a vivere, ma lo farà con oltre 300 milioni di danni sulle spalle. Una cifra spaventosa che al momento nessuno può pagare. E quindi?

    Il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone: “In ginocchio tanti piccoli imprenditori che avevano investito in un  momento di crisi come questo. Noto con piacere la solidarietà di alcune banche, noi come Camera di Commercio abbiamo pochi soldi ma interverremo almeno per rimediare alle emergenze più difficili.” Da lunedì gli uffici Ascom sono a disposizione dei commercianti alluvionati.

    L’assessore al bilancio della Regione Pippo Rossetti: “Non servirà aumentare la tassa regionale sui carburanti, è necessaria una manovra urgente del governo”.

    Anche tralasciando le prime stime di danno a tanti zeri per il ripristino degli argini dei torrenti, per i danni ai singoli privati/appartamenti e a tutte le attività commerciali della città e limitandoci alle sole strade ed edifici pubblici, il “succo” non cambia: cinque milioni di danni per le strade, 20 scuole danneggiate (ma non inagibili) con un ulteriore danno di un milione di euro. Questi interventi, pari a circa 6 milioni, saranno a carico del Comune e alla domanda secca posta questo primo pomeriggio all’assessore Mario Margini “ci sono questi soldi?” lui ha risposto in modo chiaro e conciso: “No”.

    Tutto ciò mentre a Roma si parla di governo tecnico, le condizioni per assumere il controllo della situazione non ci sono, e non ci sono i soldi, neanche la metà di quelli che servirebbero. Soltanto gli interventi per una nuova messa in sicurezza degli affluenti del Bisagno raggiungono cifre impensabili in una simile situazione economica italiana e europea, questo fa paura, questo è l’ennesimo segnale di un mondo che sta cambiando in tutti i suoi aspetti, non solo climatici.

    La soluzione al momento non c’è, bisognerà aspettare di quantificare i danni causati dall’alluvione con maggiore certezza, ma certo è che sarebbe quantomeno anacronistico pensare che in una cassa segreta del Ministero del Tesoro esista un fondo miracoloso per le emergenze pronto all’uso per rimettere in piedi la città di Genova. Serviranno tasse speciali, manovre finanziarie, serviranno quindi decisioni importanti e veloci per restituire dignità alla nostra città.

    Non si tratta di demagogia avere la certezza matematica della totale assenza in questo momento a Roma di cervelli in grado di prendere in mano la situazione.

    Gabriele Serpe

    Foto di Daniele Orlandi e Giacomo Manca

  • Alluvione: la fragilità del territorio e le responsabilità dell’uomo

    Alluvione: la fragilità del territorio e le responsabilità dell’uomo

    Alluvione del 4 novembreIl bilancio ufficiale della devastante allluvione che ieri si è abbattuta sulla nostra città conta 6 morti, 4 donne e due bambini, i cui corpi senza vita sono stati tutti ritrovati nella medesima strada, via Fereggiano.

    E’ difficile il giorno dopo commentare una tragedia di queste dimensioni ma è necessario, senza entrare in polemiche pretestuose, fare alcune considerazioni.

    Eventi del genere accadono perchè concorrono almeno quattro fattori: la forza della natura, la mano dell’uomo, la responsabilità degli amministratori, il buonsenso e l’autoprotezione dei cittadini.

    Il territorio italiano, per morfologia e clima è storicamente da sempre soggetto a frequenti eventi idrogeologici intensi.

    La Liguria è una delle regioni più esposte: il 98% dei Comuni è infatti a rischio secondo il dossier Legambiente-Protezione Civile.

    Le ragioni, spiegano i geologi, sono la particolare conformazione geomorfologica, la cementificazione selvaggia che amplifica la fragilità di fondo e la mancata cura del territorio. Ma nonostante questo, denuncia il presidente dei geologi liguri Giovanni Scottoni, la Regione Liguria non dispone di un vero servizio geologico.

    Genova è una città cresciuta sopra diversi rii e torrenti, la cui criticità, sottolinea il WWF, deriva dal fatto di essere stati tutti “Cementificati, canalizzati e tombati”.

    Il rio Fereggiano, che ha causato una strage di innocenti, è da tempo considerato un torrente a rischio. Almeno dal 2006, all’epoca dell’ex responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

    Nel piano provinciale di difesa idrogeologica si legge “Il rio Fereggiano presenta un’elevata criticità idraulica nel tratto terminale tombinato a causa della grave insufficienza della sezione di deflusso“.

    Non si poteva intervenire di più a livello idreogeologico per evitare che straripasse ?

    Il Sindaco Marta Vincenzi, visibilmente scossa, durante la conferenza stampa di ieri ha spiegato “Per il Fereggiano abbiamo inaugurato a giugno la messa in sicurezza di un primo tratto del torrente che ha comportato la demolizione di quattro edifici che sorgevano sugli argini. Interventi che hanno evitato di aggiungere tragedia a tragedia”.

    Mentre per quanto riguarda il fiume Bisagno, sempre nel piano provinciale di difesa idrogeologica, si legge “La maggior criticità idraulica risulta essere il tratto compreso fra lo sbocco a mare e la confluenza con il rio Fereggiano, a causa della grave insufficienza del tratto terminale canalizzato e coperto”.

    E qui si comprende bene come il problema sia la mancanza di risorse finanziarie.

    Come ha spiegato il Sindaco infatti non è stata ancora realizzata un’opera fondamentale: lo scolmatore del Bisagno, una galleria di 6 Km in grado di intercettare le acque in piena e condurle fino al mare, perche la spesa da sostenere, circa 300 milioni, oggi non è disponibile.

    Soldi prima stanziati e poi ritirati dal Governo. Come ha ammesso un paio di giorni fa lo stesso Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

     

    Indubbiamente però i cambiamenti climatici hanno un peso preponderante: da alcuni anni le precipitazioni stanno assumendo un carattere “monsonico“, delle vere e proprie “bombe d’acqua”, come ormai le chiamano gli esperti, che si abbattono con un’intensità fortissima su una zona circoscritta, che purtroppo è impossibile individuare in anticipo.

    Ieri il pluviometro dell’Università ha rilevato 386 millimetri d’acqua tra la mezzanotte e il tardo pomeriggio, ma in gran parte concentrati tra le 10 e le 15.

    Non un record assoluto per l’area genovese (nell’ottobre del 1970 furono 948 millimetri in 24 ore; nel settembre del 1992 se ne rilevarono 429), ma pur sempre un fenomeno di una violenza impressionante.

    Su “La Stampa” Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, oggi scrive “Se quantità d’acqua di questo tipo si riversano in poche ore su una città fatta come Genova, collocata alla base di versanti apenninici da cui l’acqua si riversa improvvisa senza dare tempo di mettere in pratica efficaci piani di evacuazione in corso di evento, i disastri sono pressochè inevitabili“.

    Ma è stato fatto davvero tutto il possibile ?

    Marta Vincenzi ha dichiarato “E’ stato come uno tsunami, non potevamo fare di più“.

    E ha ricordato come tra le ore 12:00 e le ore 12:17 il livello del rio Fereggiano ha raggiunto i tre metri d’altezza arrivando così ad esondare prepotentemente gli argini.

    Poi ha aggiunto “Siamo di fronte a una modificazione del clima che non si era mai vista in precedenza (…) precipitazioni che ci devono far ripensare a tutto quello che sappiamo anche a livello di prevenzione. Comincio a credere che anche gli stessi piani di bacino siano da rivedere: dovremo ripensare a tutto, a cosa fare in caso di allerta, a come valutare le portate dei fiumi e le conseguenze di precipitazioni di una violenza impensabile fino a pochi anni fa“.

    Ma bisogna ribadire che non è da ieri che si verificano sul territorio italiano precipitazioni circoscritte di questa intensità.

    Probabilmente è un’urgenza non rinviabile mettere al più presto mano ai piani di bacino e occuparsi della manutenzione costante e puntuale dei corsi d’acqua cittadini.

    Perchè la soluzione per salvare vite umane dai cataclismi della natura, nell’anno 2011, non può essere solo la coscienza dei singoli cittadini, l’autoprotezione e un livello di allerta massimo che imponga il coprifuoco a una città intera.

    Matteo Quadrone

     

  • Sampierdarena, nell’ex area Enel nascerà un nuovo quartiere

    Sampierdarena, nell’ex area Enel nascerà un nuovo quartiere

     

    Un progetto di riqualificazione a Sampierdarena, un’area dismessa da tempo rinascerà infatti in tre anni, regalando anche un po’ di verde agli abitanti della delegazione.

    Parliamo dell’ex area Enel di via Pacinotti (vicino alla Fiumara), che si estende per 13.500 metri quadrati e dove sorgerà una nuova scuola materna, residenze, uffici, attività commerciali non gastronomiche, e una piazza pubblica.

    La nuova scuola ospiterà circa settanta bambini e prevederà strutture all’avanguardia sia dal punto di vista edilizio che da quello energetico.

    L’area è privata quindi l’operazione sarà realizzata con fondi privati.

    Ma grazie agli oneri di urbanizzazione, in parte reinvestiti sul territorio, sarà possibile la realizzazione dell’edificio scolastico, la riqualificazione del mercato rionale di via Dondero- via Salucci che oggi versa in stato di abbandono e l’allargamento della sezione stradale di via Salucci.

    All’interno del mercato sarà presente un compattatore per la spazzatura che renderà la struttura completamente autonoma nella gestione dei rifiuti e consentirà di eliminare i cassonetti dalla strada.

    Inoltre verranno rinnovati e incrementati i parcheggi della zona.

    Il progetto deve ancora passare al vaglio del Consiglio Comunale e quindi saranno possibili alcune modifiche. Una volta approvato, forse entro l’anno, dovrà essere portato a termine nel tempo massimo di 3 anni.

    Il Municipio Centro Ovest sottolinea come questa operazione sia stata ampiamente discussa con i cittadini.

    Ma non mancano alcune critiche, espresse dagli stessi abitanti: per esempio per quanto riguarda l’ulteriore modifica della viabilità, che potrebbe peggiorare la già caotica situazione di Sampierdarena; la possibilità di allagamento dei parcheggi che, essendo sotterranei, potrebbero finire come quelli della Fiumara, allagati non molto tempo fa; e infine un problema assolutamente non trascurabile, vale a dire quello dello smaltimento dell’amianto durante lo smantellamento delle costruzioni esistenti.

    Matteo Quadrone

  • Voci, il Festival Nazionale del Doppiaggio sbarca a Genova

    Voci, il Festival Nazionale del Doppiaggio sbarca a Genova

    Voci Festival doppiaggioLa più importante manifestazione nazionale dedicata al mondo del doppiaggio sbarca a Genova il 4 e 5 novembre, per un weekend ricco di appuntamenti tra musica, arte e spettacolo.

    Si parte venerdì 4 alle ore 16,  con la presentazione del film “Il profeta” di Jacques Audriad, spiegato e tradotto da Micaela Rossi e Anne Giaufret della Facoltà di Lingue di Genova e da dal direttore del doppiaggio italiano Rodolfo Bianchi, presso Cambi Caffè in vico Falamonica.

    Si continua poi con la presentazione del libro di Enrico Lancia, Massimo Gilardi e Fabio Melelli “Il doppiaggio nel cinema italiano”, che detta i momenti cruciali nella storia di questa arte spesso dimenticata.

    Gli eventi proseguono alle 18 alla Galleria Immagine e Colore, di vico del Fieno con l’inaugurazione della mostra che rimarrà in esposizione fino al 26 novembre: una raccolta di opere figurative in cui gli artisti (primi quindici classificati tra i partecipanti del concorso Io Doppio), danno la propria personale e creativa interpretazione del concetto del doppiare, non necessariamente legato al momento cinematografico e televisivo.

    Sabato 5 novembre alle 21 presso Casa Paganini in Piazza Santa Maria in Passione 34 nel Centro Storico di Genova, si tiene la serata di onore del Festival, il momento della premiazione dei tre artisti migliori del concorso Io Doppio che prevede anche la consegna della Targa Renato Castellani al ligure che si è contraddisto nel mondo dello spettacolo e della comunicazione; durante la serata momenti di spettacolo con il cabaret di Rino Giannini e Max Manfredi.

  • Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per sordiOggi più che mai musica e immagini sono una cosa sola, nessun artista si sognerebbe di fare un disco senza l’ausilio di un videoclip, questo perchè una canzone abbinata a una piccola storia acquista una carica comunicativa travolgente.

    Quando parliamo di videoclip intendiamo un’opera filmica breve che traduce in immagini un brano musicale, possiamo quindi affermare che si tratta di un’opera d’arte concepita per la trasmissione televisiva; video-clip, dove video sta per tv e clip sta per tagliare (dal verbo inglese to clip) proprio come un patchwork che unisce in unico prodotto cinema, fotografica, musical, tv pop art e danza.

    Non è soltanto immagine che accompagna la musica, può essere molto di più. Spesso si tende a dimenticare la valenza sociale che effettivamente ha ricoperto e ricopre tuttora il videoclip, che non di rado si fa tramite di messaggi socialmente importanti non solo per gli argomenti trattati nei testi delle canzoni, ma per le nuove sfide in cui si lancia.

    Pensare, ad esempio, ad un video-clip per persone sorde puo’ sembrare un ossimoro, una follia, ma non lo è; il primo progetto in tal senso è stato tutto “made in italy”, nel 2000 Subsonica e Bluvertigo avevano dato vita grazie al regista Luca Pastore e alla collaborazione con l‘Istituto dei sordomuti di Torino-Pienza, al progetto Zerovolume; primo esperimento di videoclip senza suoni che sfidando il media di supporto ossia la tv, cercava di travasare tutto il suono nell’immagine, come per un radiosceneggiato al contrario.

    “Non è una traduzione di un brano musicale in lingua dei gesti, ma una composizione ex-novo per non udenti che, per il totale del pubblico, acquista una nuova dimensione.” (dalla conferenza stampa di presentazione).

    Il videoclip è un gioco, un sogno, un incubo, una favola. Raramente è qualcosa di razionale, di evidente; è comunicazione di segni, per gesti, per simboli che appartengono a chiunque sia in grado di riconoscerli; quindi pur esistendo un mondo senza suoni, non esiste nessuno con cui non sia possibile cercare di comunicare.

    Certo, la sfida è senz’altro ardua, tanto che per ora quello di Subsonica e Bluvertigo è rimasto un esempio isolato, ma l’impegno e lo studio per comunicare la musica ai non udenti continua su più fronti. Dalle traduzioni simultanee dei concerti in immagini, sino alle nuove scoperte, come ad esempio “Vibrato”, il dispositivo che trasmette la vibrazione degli strumenti su cinque differenti pad: in questo modo le persone con problemi di udito possono rivivere la sensazione dell’ascolto musicale tramite il tatto. Questo perchè i sordi, specialmente quelli dalla nascita, sviluppano capacità uditive in altre parti del corpo, come appunto nei polpastrelli. E in effetti i polpastrelli sono membrane di pelle, né più né meno dei timpani. Un neonato probabilmente sente il mondo anche attraverso di essi, dovendo ancora imparare a codificare gli stimoli che gli arrivano, e solo successivamente i polpastrelli perdono questa loro capacità per lo sviluppo di altri organi uditivi.

    Serena Wich

  • ANNULLATO Hijackers on the Hip in concerto sabato 5 novembre al Checkmate

    ANNULLATO Hijackers on the Hip in concerto sabato 5 novembre al Checkmate

    Hijakers on the HipSabato 5 novembre al Checkmate Rock club di via Trebisonda, il concerto del gruppo Hijackers on the Hip.

    Da Piacenza con furore, la band si è formata nel 2007 e, dopo un valido e ben accolto demo, I Don’t Care, ha siglato un accordo con Alkemist Fanatix Europe che l’ ha portata ad incidere e pubblicare l’ album di debutto per la fiorentina Incipit Recordings.

    The Worst of raccoglie 10 tracce in cui i nostri si inchinano ai numi del rock ‘n’ roll – con varie “contaminazioni” garage, punk e blues – del passato e del presente: così, Rolling Stones, The Hives, Gluecifer, The Fuzztones, The Stooges, The Morlocks ecc. vengono triturati e shakerati ben bene in un mix al vetriolo. Musica senza tempo, dal sapore “antico” ma sempre attuale perché lontana da qualsivoglia tendenza modaiola.

  • Homeless in Italia, una ricerca sul fenomeno dei senza dimora

    Homeless in Italia, una ricerca sul fenomeno dei senza dimora

    Una persona è considerata senza dimora quando versa in uno stato di povertà materiale e immateriale, connotata dal forte disagio abitativo, cioè dall’impossibilità e/o incapacità di provvedere autonomamente al reperimento e al mantenimento di un’abitazione in senso proprio.

    Il fenomeno, che costituisce un elemento ricorrente di marginalità sociale nei paesi economicamente avanzati, è difficile da misurare ed è poco indagato.

    Per colmare tale lacuna informativa l’Istat, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD) e alla Caritas Italiana, ha aperto un nuovo fronte di ricerca finalizzato a delineare un quadro approfondito del fenomeno delle persone senza dimora e del sistema di servizi formali e informali ad esse destinati sul territorio italiano.

    E proprio oggi a Roma sono stati presentati i dati prodotti dalla prima fase della ricerca.

    Sono 727 gli enti e le organizzazioni che, nel 2010, hanno erogato servizi alle persone senza dimora nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta la rilevazione. Essi operano in 1.187 sedi ed ognuno eroga, in media, 2,6 servizi, per un totale di 3.125 servizi.

    Un terzo dei servizi riguarda bisogni primari (cibo, vestiario, igiene personale), il 17% fornisce un alloggio notturno, mentre il 4% offre accoglienza diurna.

    Molto diffusi sul territorio sono i servizi di segretariato sociale (informativi, di orientamento all’uso dei servizi e di espletamento di pratiche amministrative, inclusa la residenza anagrafica fittizia) e di presa in carico e accompagnamento (rispettivamente, 24% e 21%).

    I servizi di supporto ai bisogni primari hanno un’utenza annuale quasi venti volte superiore a quella dei servizi di accoglienza notturna e più che doppia rispetto a quelli di segretariato sociale e di presa in carico e accompagnamento.

    Gli enti pubblici erogano direttamente il 14% dei servizi, raggiungendo il 18% dell’utenza. Se ad essi si aggiungono i servizi erogati da organizzazioni private che godono di finanziamenti pubblici, si raggiungono i due terzi sia dei servizi sia dell’utenza.

    “I dati presentati oggi da ISTAT- commenta Paolo Pezzana, presidente della Fio.PSD – ci ricordano che nel Paese c’è una fascia importante e secondo la nostra esperienza crescente, di persone che non riescono a soddisfare con le loro risorse e capacità neppure i propri bisogni primari e che dunque dipendono letteralmente per la sopravvivenza dalle risorse della comunità in cui si trovano (per la Fio.PSD sono 60 mila). Sapremo quante e chi queste persone siano completando l’indagine nei prossimi mesi, ma sappiamo sin d’ora che la soddisfazione di tali bisogni assorbe la maggior parte delle energie dei servizi che alla grave emarginazione si dedicano. Il dato ci dice anche che nel nostro Paese la risposta pubblica, diretta o indiretta, arriva a coprire circa la metà del fabbisogno che tali servizi vanno ad integrare, il resto lasciato alla spontanea azione di enti ed organizzazioni private che agiscono la loro missione, senz’altro di pubblica utilità, senza legame con le pubbliche autorità.”

    La maggior parte delle realtà del nostro Paese sembra essere appiattita su un intervento di mero contenimento del fenomeno, legato all’emergenza ed all’assistenza primaria e non alla promozione di un effettivo tentativo di reinclusione sociale – aggiunge Pezzana – Quali risorse hanno a disposizione gli operatori, in larga parte professionali, impegnati in tali servizi, per dare un seguito ai percorsi che propongono alle persone, se i servizi di cui i loro sistemi sono dotati non offrono loro che risorse di “bassa soglia” o “primo livello” ? Come connotare la dimensione promozionale ed educativa dei percorsi che si propongono alle persone se il sistema non è configurato per questo?”

    L’impegno di Fio.PSD prosegue nella seconda fase della ricerca (www.ricercasenzadimora.it), che si svolgerà in tutta Italia a partire dal 20 Novembre e consisterà nello svolgimento di oltre 5000 interviste che mirano a definire numeri e profilo delle PSD presenti su territorio nazionale.

     

    Matteo Quadrone

  • La contaminazione culturale in cucina a Castello D´Albertis

    La contaminazione culturale in cucina a Castello D´Albertis

    Castello D'AlbertisNella splendida cornice di Castello D´Albertis si svolgono tre “non conferenze”da gustare comodamente seduti intorno a un tavolino, sorseggiando un tè o una birra accompagnati da stuzzichini dolci o salati.
    Ad ogni appuntamento, un “invitato” conversa con i presenti su di un tema o un argomento inerente l´uomo e le sue molteplici espressioni culturali ed artistiche.

    Il 10 novembre  a partire dalle 1730 è la volta di Andrea Perin con “Ricette scorrette. La contaminazione culturale in cucina”.

    Nella cucina, probabilmente più che in altri contesti, l´esperienza della mescolanza e dell´incrocio è una pratica consueta, una risorsa che accomuna tutti quelli che si mettono ai fornelli. Al di là delle tradizioni, spesso costruite, vi è normale ricevere stimoli e ricercare nuovi gusti. In questi anni, grazie all´arrivo di nuove persone e nuovi gusti da altri paesi, la pratica del meticciato alimentare è diventato più facile: chi non ha provato nuovi ingredienti e mischiato nuovi sapori? E i vecchi, si sono modificati o sono rimasti uguali a se stessi?

    Ingresso 6 euro, inclusa consumazione e ingresso al museo (la visita al museo può essere effettuata lo stesso giorno a partire dalle ore 15 oppure in altra data)

  • Genova: storie di canzoni e cantautori, lo spettacolo al Teatro Govi

    Genova: storie di canzoni e cantautori, lo spettacolo al Teatro Govi

    Teatro GoviSabato 5 Novembre 2011, alle ore 21.00 al Teatro Rina & Gilberto Govi di Genova Bolzaneto una serata dedicata alla musica d’autore genovese.  Ad aprire, la presentazione del libro “Genova: storie di canzoni e cantautori” di Andrea Podestà e Marzio Angiolani, gli stessi saranno i conduttori di un percorso che racconta gli autori e le canzoni di Genova e della Liguria.

    Partecipano alla serata Federico Sirianni, Giua, Federica Tassinari e i due premi Tenco 2011 Roberta Alloisio e Cristiano Angelini, una serata di musica e parole per viaggiare sulle note dei cantautori nostrani.

    Li accompagneranno: Loris Tarantino, Fabio Vernizzi, Rudy Perone.

  • Renzo Piano: come costruire la città del futuro

    Renzo Piano: come costruire la città del futuro

     

    Renzo PianoÈ urgente per il futuro dell’Europa mettere al centro della pianificazione le persone. Per superare la crisi bisogna partire da qui. È necessario rilanciare lo spazio pubblico in modo da consentire alle persone di incontrarsi, parlare e discutere”, esordisce così il Sindaco di Genova Marta Vincenzi introducendo la conferenza principale di Eurocities 2011, “Plannig for people“, svoltasi stamattina ai Magazzini del Cotone.

    Riappropriarsi di piazze, strade, aree dismesse e riqualificarli è un obiettivo urgente perchè le trasformazioni urbane introducono le trasformazioni economiche, questo il concetto sottolineato dal Sindaco.

    “Le città devono diventare dei laboratori di inclusione sociale, sono i luoghi dove trovare le giuste ricette per combattere la povertà e affrontare i temi più spinosi: lotta alla disoccupazione, inclusione dei migranti, risparmio energetico, creazione di spazi verdi – continua Vincenzi – Non c’è lotta all’esclusione che non passi attraverso la qualità del vivere, la sfida è non costruire più periferie e luoghi disumanizzanti”.

    E per quanto riguarda il ruolo degli amministratori pubblici e delle istituzioni Marta Vincenzi ha ribadito che “C’è bisogno di maggiore intervento pubblico e risorse adeguate per rilanciare il welfare delle città. Oggi virtuoso è ciò che non consuma e non spreca. Abbiamo già consumato suolo e risorse a sufficienza. Ma sono necessarie nuove regole perchè nessuno può affrontare da solo il problema dello sviluppo urbano”.

    Per Genova questa è un’occasione importante, fortemente voluta in questi anni. Presente in Eurocities da oltre vent’anni, dal 2003 è l’unica città italiana all’interno del comitato esecutivo dell’associazione che raggruppa 140 città di 36 paesi del mondo ed è impegnata a lavorare per una comune visione di futuro sostenibile nel quale tutti i cittadini possano godere di una buona qualità di vita.

    “Genova si colloca a pieno titolo nel dibattito europeo – dice orgogliosa Vincenzi – È la direzione giusta per una città che si vuole rinnovare. Avere un’idea di città è fondamentale, vuol dire essere attenti al luogo in cui si vive e ai suoi abitanti. L’urbanistica diventa così lo strumento che consente di poter vivere in maniera migliore nelle nostre città”.

    Poi è stata la volta di Renzo Piano, l’architetto genovese di fama internazionale, relatore principale della conferenza “Planning for people”:

    C’è una sorta di europeità delle città. Le città europee hanno un carattere in comune. Io mi sento profondamente europeo, italiano ma anche genovese. I genovesi infatti sono europei particolari, sono europei del Mediterraneo”.

    Gli aspetti più importanti dell’europeità si colgono quando si va lontano dall’Europa, quando si viaggia per lavoro, come l’architetto Piano:

    Citta e civiltà sono due parole con una medesima radice in diverse lingue. La città europea è una città in cui le diverse funzioni del vivere si confondono, si mescolano, nei medesimi luoghi. Si vive, ci si diverte, si mangia, si lavora negli stessi spazi. Questa è una città intesa come luogo di civiltà, di scambio e di crescita economica”.

    La città è un luogo complesso che manifesta una forte necessità di dialogo fra i suoi diversi aspetti. Uno di questi e l’usanza, tipica delle città europee, di inserire al loro interno i luoghi della cultura.

    La presenza dei luoghi della cultura è essenziale, sono elementi di qualità che rafforzano il ruolo della città come luogo di scambio e di civiltà. I luoghi della cultura devono essere aperti alla città e con il massimo dell’accessibilità. Le città devono restare fecondate dai luoghi della cultura. Intesi anche come luoghi d’incontro e occasione di condivisione”.

    Ma come si affronta il problema dell’inarrestabile crescita delle metropoli odierne, sempre più popolose e densamente abitate ?

    Le città non possono continuare a mangiare territorio. Oggi la crescita deve essere concepita alla luce del riuso delle zone intrappolate. Diventa necessario che le città crescano per implosione e non più per esplosione. Vale a dire provare a completare le città al loro interno”.

    Il problema più urgente con cui confrontarsi nel mondo attuale è però quello delle periferie, come sottolinea l’architetto:

    “Se fino a qualche anno fa il tema da affrontare era quello del destino dei centri storici, oggi il tema fondamentale è salvare le periferie. Le città e i centri storici sono fatti di persone e non solo di pietre. L’errore storico in particolare per quanto riguarda i centri storici è stato proprio quello di svuotarli dalle persone. Le periferie invece devono essere trasformate in città, bisogna urbanizzarle“.

    E per quanto riguarda Genova, come immagina il suo futuro ?

    Genova deve smettere di rubare spazio al mare ma deve terminare la sua crescita anche verso i monti. È necessario delineare un confine e crescere senza rubare ulteriori spazi alla natura che ci circonda anche in una città dalla geografia complessa come la nostra. Le possibilità ci sono, basta pensare alle diverse aree dismesse presenti all’interno dell’area cittadina. Bisogna partire da lì, dal recupero e dal riuso intelligente e virtuoso di quello che abbiamo già a disposizione”.

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Delitto di Matteotti, in scena sabato 5 novembre al teatro dell’Ortica

    Delitto di Matteotti, in scena sabato 5 novembre al teatro dell’Ortica

    Delitto di MatteottiSabato 5 novembre alle ore 21 al Teatro dell’Ortica in via Allende va in scena lo spettacolo “Il delitto Matteotti”, nel quale si ripercorrono gli ultimi giorni di Giacomo Matteotti, deputato socialista fatto rapire e uccidere dal regime fascista nel 1924.

    Gli attori saranno disposti tra il pubblico e la platea rappresenterà la Camera dei Deputati per rappresentare l’ultimo discorso di Matteotti del 30 maggio 1924 e la replica di Mussolini del 4 gennaio 1925.

    Tra i due interventi, sul palco, saranno portati in scena gli avvenimenti successivi al rapimento e all’assassinio del deputato socialista e i complotti dei mandanti.

    Lo spettacolo è realizzato dal Laboratorio Urticante, formato dagli studenti medi e universitari del Teatro dell’Ortica, una teatro sociale che aiuta gruppi di persone in situazioni di marginalità, focalizzando l’attenzione sulla formazione della persona, la costruzione di collettivi e l’intervento culturale.
     

  • Scarlet Diva in concerto al Dodo, il locale nel porticciolo di Nervi

    Scarlet Diva in concerto al Dodo, il locale nel porticciolo di Nervi

    Scarlet DivaDopo una lunga pausa di studio il gruppo Scarlet Diva,  composto da Matteo Maltecca (Voce, Pianoforte, Synth, Tastiere), Enrico Chiesa (Voce, Chitarre), Gianluca Benvenuti (voce, batteria) torna sul palco per presentare in anteprima i brani del prossimo disco. Il conceeto è fissato per sabato 5 novembre alle ore 2230 al Dodo, il locale nel porticciolo di Nervi di fronte alla piscina.

    La band è nata nel 20o6 con l’intento di creare musica facilmente accessibile senza mai essere banale, parlando con un linguaggio semplice, diretto e di chiaro impatto”, non solo viene preservata, ma ne esce anche rafforzata.

  • Rossomare, la mostra di Gianni Depaoli alla Galleria d’Arte Moderna

    Rossomare, la mostra di Gianni Depaoli alla Galleria d’Arte Moderna

    RossomareFino all’8 gennaio 2012 sono in esposizione alla Galleria d’Arte moderna di Nervi le installazioni di Food art e Organic Trash Art dell’artista contemporaneo Gianni Depaoli.

    Ambiente, rispetto per gli uomini e per gli animali, ecosostenibilità, biodiversità: queste le parole chiave dell’intervento reiterato di Gianni Depaoli, artista-imprenditore nel settore ittico, che dalla sua professione attinge consapevolezze e coscienza di cittadino e consumatore.

    Nel percorso tracciato con Milano per l’Expo 2015, Genova si occuperà, sul fronte del tema dell’alimentazione, del pesce e del mare: proprio in in questa direzione si muove la proposta della Galleria d’Arte Moderna di Genova, che oggi affida all’arte del Novecento , con le installazioni d’arte contemporanea di Gianni Depaoli e i dossier scientifici di Legambiente Liguria, il compito sociale di far riflettere sui temi attualissimi dell’ecosostenibilità alimentare e ambientale.

    Da martedì a domenica dalle 10 alle 19.

  • “1000 volte Pinocchio”: arriva a Genova la mostra sul burattino di Collodi

    “1000 volte Pinocchio”: arriva a Genova la mostra sul burattino di Collodi

    pinocchioMartedì 8 novembre alle ore 1730 inaugura “1000 volte Pinocchio”, una mostra che raduna edizioni di pregio, illustrazioni, oggettistica dedicate all’eroe di Collodi. Dalle prime illustrazioni a Sergio Tofano, Jacovitti, Bottaro , E. Luzzati. Pinocchio al cinema, nei fumetti, a teatro in TV e nella pubblicità.

    Dopo un lungo viaggio attraverso l’Italia, da Montecatini Terme per il Festival Internazionale FilmVideo, a Lucca in concomitanza del Salone Internazionale dei Comics, a Lecco e a Dervio per la Mostra Internazionale del Cinema d’Animazione, l’esposizione dedicata a Pinocchio arriva a Genova-Rivarolo, nella biblioteca Cervetto nel Castello Foltzer, dove rimarrà fino a l 7 dicembre.

    L’occasione per questa presentazione è duplice: la Biblioteca genovese festeggia infatti i suoi primi 10 anni di intensa attività, che ha visto una vivace partecipazione di giovani ed adulti del quartiere, e contemporaneamente il burattino di Collodi compie 130 anni di vitalissima presenza nei tanti territori della fantasia.

    La mostra raduna una ventina di grandi pannelli tematici e pure materiali difformi che vengono esposti in bacheche. Vi si racconta, in forma sintetica, le molteplici apparizioni del piccolo eroe di legno, senz’altro sulla carta stampata, ma pure in palcoscenico, sugli schermi cinematografici e televisivi. Ed ancora a reclamizzare consumi, a figurare nelle raccolte di francobolli e figurine, e naturalmente nei fumetti.

    Nel corso dell’evento si terranno alcuni incontri con le scuole ed una conferenza con proiezioni (il 22 novembre alle ore 17), del critico Claudio Bertieri che ha curato “1000 volte Pinocchio”, mettendo a disposizione il proprio archivio.

    Realizzata dalla Fondazione Mario Novaro di Genova, la mostra è aperta da lunedì a venerdì 9,00-13,00 /  14,00-19,00.