Tag: artisti

  • Artisti italiani in Austria: Genova aderisce al bando

    Artisti italiani in Austria: Genova aderisce al bando

    Genova ha aderito al bando CreArt (Rete delle Città per la creazione artistica), un progetto finanzito dall’Unione Europea che prevede una residenza artistica di due mesi in Austria, presso l’Atelierhaus Salzamt di Linz, un edificio storico ristrutturato nel 2009 che comprende con cinque monolocali per artisti internazionali in residence, quattro studi per artisti locali da Linz o Alta Austria e spazi espositivi.

    Scopo del bando è istituire un sistema di mobilità permanente creando una scambio di esperienze tra artisti provenienti da diverse tradizioni culturali in tutta Europa. Le città aderenti al progetto CreArt sono: Genova, Aveiro, Delft, Linz, Vilnius, Pardubice, Kaunas, Lecce, Kristiansand, Arad, Harghita, Valladolid.

    Il bando è rivolto ad artisti visivi nati o residenti in una delle città aderenti al progetto CreArt, di età inferiore ai 40 anni e in possesso di laurea o titolo equipollente (se il candidato non ha un diploma di laurea, la prova della capacità deve essere fornita tramite la sua carriera artistica).

    Si può presentare domanda compilando il modulo sul sito di CreArt e inviandolo entro il 25 febbraio 2013.

    Verranno selezionati otto artisti che soggiorneranno a Linz tra aprile e novembre 2013. L’organizzazione rimborserà le spese di viaggio (fino a 600 €), studio e alloggio gratuito. Inoltre, gli artisti riceveranno un rimborso di 1000 € al mese.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Spaesamenti: bando di concorso per grafica e fotografia

    Spaesamenti: bando di concorso per grafica e fotografia

    spaesamentiIn occasione della mostra Spaesamenti, aperta al pubblico presso Palazzo Doria Spinola fino al 31 gennaio 2013, gli organizzatori del Premio Skiaffino hanno aperto un bando di concorso per grafica e fotografia legato al tema della mostra.

    Il concorso è legato alla città di Camogli e riprende il tema della mostra, ossia l’abbinamento degli aforismi di Gualtiero Schiaffino (in arte Skiaffino) a immagini fotografiche, che in Spaesamenti sono state realizzate da Patrizia Traverso.

    Il bando è suddiviso in due sezioni: una aperta a tutti (senza limiti di età, né professione, né cittadinanza) e una riservata a studenti di grafica e illustrazione presso enti di formazione italiani. È possibile partecipare a ciascuna sezione individualmente o in gruppo e inviare fino a tre elaborati, realizzati in bianco e nero o colori e con qualunque tecnica.

    I partecipanti al concorso dovranno produrre una immagine, grafica o fotografica, documentante un luogo o
    un oggetto o un angolo del proprio ambiente di vita e illustrante con un nesso logico uno degli aforismi consultabili sul sito del Premio Skiaffino.

    Le opere dovranno essere inviate entro il 19 aprile 2013, insieme al modulo di partecipazione compilato e firmato, all’indirizzo: PREMIO SKIAFFINO “SPAESAMENTI”, c/o Feguagiskia’ Studios, via Crosa di Vergagni 3r, 16124 Genova.

    La Giuria sarà composta dai curatori del Premio Barbara Schiaffino e Ferruccio Giromini, dai fotografi Patrizia Traverso e Massimiliano Tappari, dal Vicesindaco e dall’Assessore alla Cultura della Città di Camogli Elisabetta Caviglia e Guido Risicato e dal responsabile dell’Ufficio Promozione Territoriale della Provincia di Genova Augusto Roletti.

    Per i vincitori di ciascuna sezione viene messo in palio un weekend per due persone a Camogli. Una selezione delle opere sarà esposta in una mostra pubblica nel corso del 2013 e riprodotta in una pubblicazione dedicata.

  • Sala Dogana ospita Mauro Panichella: lo scanner come pennello

    Sala Dogana ospita Mauro Panichella: lo scanner come pennello

    Il 2013 si apre in Sala Dogana con la personale di Mauro Panichella, in allestimento fino al 27 gennaio. Giovane artista di 27 anni, diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Genova, il suo percorso si snoda tra la natìa Albissola, Genova ed esperienze all’estero. In “Light, Flow, Threshold” lo strumento della sua ricerca artistica e del suo processo creativo è lo scanner, da lui utilizzato – con effetti sorprendenti – per dare vita alle sue opere. La mostra prosegue inoltre in altri due luoghi d’arte che hanno ospitato due ulteriori tappe del progetto: lo spazio espositivo A329, in Via Adamoli, e la galleria Unimediamodern Contemporary Art, nel centro storico.

    Come sei giunto all’utilizzo dello scanner e perché lo preferisci rispetto ad altre tecniche? Come arrivi alla definizione dell’immagine, a rendere la trasparenza nei soggetti scelti, che sembrano quasi immagini scientifiche?

    «Mi piace mettere in relazione l’arte con la natura e la tecnologia. La fotografia digitale lascia tanto spazio alla sperimentazione artistica, tuttavia le immagini che vediamo ogni giorno sono sempre più “etichettabili”, caratterizzate da filtri o effetti reimpostati, spesso ci si trova davanti a manierismi digitali. Per quanto possa sembrare strano, sono un appassionato della fotografia tradizionale, ed è proprio per questo che ho deciso di portare avanti il mio lavoro utilizzando un mezzo fotografico alternativo. Lo scanner mi permette di pormi in maniera fredda nei confronti del soggetto, come avviene nei laboratori scientifici. Nel mio lavoro la fotografia ha un aspetto prettamente documentativo, lascio che l’approccio spirituale del mio processo creativo si manifesti attraverso i miei lavori. Non sono un fotografo e tantomeno un videomaker, uso la fotografia e il video come mezzi linguistici».

    In che modo avviene la scelta dei soggetti da sottoporre all’azione dello scanner?

    «Ho iniziato lavorando sul mio corpo, di quella fase del mio lavoro è rimasta la componente dell’interesse anatomico e lo studio estetico dei tessuti epidermici. Ho trovato interesse nei celenterati e negli animali provenienti dal mondo marino per via della loro proprietà fotosensibile, ma sono in continua ricerca di soggetti, mi piace che sia una cosa naturale, spesso mi capita di trovarli casualmente per terra. Lo scorso settembre ho presentato all’atelier Tranzit di Bratislava un’installazione che ha come soggetto centrale il teschio di un grande uccello chiamato Nandù, trovato nel deserto, durante un viaggio nella Patagonia argentina».

    A dire il vero, l’idea che un animale morto sia steso, compresso, rigirato ai fini della creazione dell’opera, potrebbe essere percepita come un po’ disturbante. Ti sei mai posto il problema? E’ un effetto che cerchi, magari?

    «Premettendo che sono un amante della natura e che non ucciderei mai un animale solo per fargli una fotografia, non nego che lavorare con soggetti privi di vita sia un aspetto del mio lavoro che non va ignorato. Credo che questo fattore debba indurre chi osserva i miei lavori a un’ulteriore riflessione, quella sulla vita e il mondo al quale apparteniamo. Cerco di dare ai soggetti una dignità estetica, una sorta di cruda eleganza, un inquieto fascino, lo stesso che si prova visitando un museo di storia naturale».

    Perché un’esposizione organizzata in tre tempi e in tre luoghi?

    «L’evento è nato con l’approvazione da parte di Sala Dogana del mio progetto, in seguito Caterina Gualco mi ha offerto la possibilità di creare un secondo polo della mostra presso Unimediamodern. Vista la visibilità e l’importanza che l’evento stava acquisendo, ho seguito un consiglio prezioso e ho deciso di estendere ulteriormente il progetto organizzando un workshop. Grazie all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e ad A329 Contemporary Art ho trovato lo spazio e i mezzi per poterlo sviluppare».

    Il titolo è estremamente ermetico e suggestivo: luce, flusso, soglia…

    «Questi tre elementi, luce, flusso e soglia sono concetti ai quali la mia ricerca deve molto. La luce è quella indagatrice dello scanner, ma anche una componente indissolubile della vita, in un certo senso è attribuibile alla nascita. Il flusso è il movimento dello scanner, ma anche il quotidiano vivere delle creature e l’inesorabile avanzamento del tempo. La soglia è il vetro dello scanner, ma anche il confine labile che divide l’oggetto reale da quello virtuale e il punto che separa la vita dalla morte. Il concetto del trittico, in effetti, ha accompagnato spesso il mio lavoro, forse perché è il numero ideale per rappresentare un’azione: inizio-svolgimento-fine, luce-flusso-soglia. Questa mostra è una sorta di consacrazione del mio processo creativo, attraverso un’analisi sullo strumento stesso della mia ricerca».

    Un workshop con gli studenti dell’Accademia: come è andata?

    «E’ stata una bellissima esperienza, il workshop si è svolto all’interno dello spazio messo a disposizione da A329 Contemporary Art, un luogo ampio che possiede il fascino dello spazio industriale e le caratteristiche ideali per lavorare. Nei primi incontri ho cercato di dare ai ragazzi degli spunti mostrando loro alcuni esempi di spazi pubblici e il modo in cui sono stati sfruttati dagli artisti, ad esempio le grandi installazioni della Turbine Hall alla Tate Modern di Londra. Ho cercato di invitarli a invadere lo spazio che avevamo a disposizione e a non aver paura di esagerare. In seguito abbiamo studiato insieme come trasformare le idee in progetti e i progetti in realizzazione concreta. In questo modo ognuno ha sviluppato un percorso personale ispirandosi ai tre temi: luce, flusso e soglia».

    In quest’ottica, significa che credi nel lavoro di gruppo a livello artistico? Che il processo creativo possa avvenire in condivisione, acquistando forza?

    «Senza dubbio lavorare in gruppo a un progetto induce a riflettere su ciò che si sta facendo secondo parametri diversi, il processo di creazione perde la componente dell’intimità e del possesso lasciando spazio a quella del rapporto sociale e dello scambio d’idee. Molti studenti erano alla loro prima esperienza artistica e credo che lavorare in un gruppo sia stato molto importante per loro».

    L’uso dello scanner per creare un’opera forse è ancora insolito, ma ormai i supporti digitali, dallo strumento di partenza al software per la postproduzione, offrono un’intera gamma di sperimentazione e possibilità ancora inesplorate…. Mentre alcuni tuoi giovani colleghi dichiarano la morte della pittura, gli artisti maturi ribadiscono comunque l’imprescindibilità delle tecniche tradizionali. Tu cosa ne pensi?

    «I miei studi artistici sono di tipo pittorico, la pittura è una cosa più grande di quanto possa sembrare, non si manifesta solo attraverso la tela e il pennello, non è solo una tecnica artistica, è una cosa che diventa parte di te e ti permette di osservare il mondo come se avessi un senso in più. Non so se posso definirmi pittore, ma le mie scelte sono certamente influenzate dalla mia formazione. Non dichiaro la morte di niente, sarò nostalgico, ma per quanto mi riguarda, persino il rock’n’roll “will never die”».

    Tu parti dal contesto genovese ma ti sei misurato con la realtà internazionale tramite residenze d’artista ed esposizioni… Ti viene voglia di fuggire?

    «Per un artista è fondamentale fare delle esperienze all’estero. Confrontarsi con altre realtà è importante sia dal punto di vista formativo che da quello lavorativo. Vivere del proprio lavoro è difficile ovunque, credo che un artista abbia una responsabilità nei confronti del mondo in cui vive, questo non va dimenticato, anche nei periodi più scuri».

     

    Claudia Baghino

  • Concorso di pittura 2013: “Sogno” al Cantiere Campana

    Concorso di pittura 2013: “Sogno” al Cantiere Campana

    Il Teatro della Tosse si apre all’arte, con una mostra che sarà inaugurata ad aprile 2013 presso il Cantiere Campana, in occasione dello spettacolo Sogno di una notte di mezza estate di Tonino Conte e Guido Fiorato (in scena dal 4 al 17 aprile), che reinventa in modo originale scene e immagini shakespeariane, per giocare con le situazioni e i personaggi, con i temi e le indimenticabili figure che emergono dall’opera originaria.

    Gli artisti sono chiamati a inviare opere sul tema del sogno, che resteranno in mostra per tutta la durata delle repliche di spettacolo. Ciascuno può partecipare con una sola opera, in piena libertà stilistica e tecnica: tempera, olio, inchiostro, acrilico, vinile, acquarello, grafite, collage, fotografia e su qualsiasi supporto (tela, carta, legno, ferro, plastica, ecc.).

    Per partecipare è sufficiente inviare una fotografia a colori dell’opera di dimensioni non inferiori a cm. 12×18 entro il 18 marzo 2013 all’indirizzo promozione@teatrodellatosse.it (oggetto della mail: sogno).

    La partecipazione al bando è gratuita.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Galata Museo del Mare: mostra di arte dal Giappone

    Galata Museo del Mare: mostra di arte dal Giappone

    hokusaiAperta al pubblico fino a giovedì 31 gennaio 2013 la mostra che al Galata Museo del Mare interpreta l’arte del Giappone attraverso le opere di 63 artisti contemporanei.

    Titolo della mostra è La Grande Onda. Omaggio ad Hokusai, a cura di Adelinda Allegretti: oltre 80 opere realizzate ad hoc da artisti italiani e stranieri che operano nei diversi linguaggi visivi (pittura, scultura, computergrafica, ceramica, installazione) e che hanno rivisitato le opere di Hokusai tenendo conto del proprio stile e della propria ricerca.

    La mostra è allestita per tutto il percorso museale fino alla terrazza panoramica “Mirador” ed è possibile visitarla negli orari di apertura del museo.

    Artisti in mostra: Livia Balu (CH-Svizzera), Emanuela Battista (I), Ettore Battista (I), Raffaella Benetti (I), Eléonore Bernair (B-Belgio), Sergio Boldrin (I), Franco Bratta (I), Philippe Bruneteau (F-Francia), Regina Bucher (D-Germania), Agnese Cabano (I), Virginia Cafiero (I), LeoNilde Carabba (I), Fabio Castagna (I), Enrico Challier (I), Conte (I), Laurence Courto (F-Francia), Luigia Cuttin (I), Corrado de Ceglia (I), Elisa Donetti (I), Marianne Em¬menegger (D-Germania), Kenneth Engblom (S-Svezia), Beniamino Fabiano (I), Maria Fatjó Parés (E-Spagna), Sergio Fava (I), Feofeo (I), Monica Frisone (I), Annamaria Gagliardi (I), Anna Gatto (I), Alessio Gessati (I), Marco Giovanni Gianolio (I), Paolo Ielli (I), Antonella Iovinella (I), Iu¬kàri (I), Nadia Larosa (I), Lorella Lion (I), Maria A. Listur (RA-Argentina), Cristina Mantisi (I), Serafina Marranghino (I), Mauro Martin (I), Paola Mascherin (I), Mira Maria Meiler (A), Claudia Melotti (I), Nika! (PL-Polonia), Rosanna Orsini (I), Lucia Pasini (I), Mario Pasqualotto (E-Spagna), Amedeo Pedaletti (I), Gianmario Quagliotto (I), Lorenzo Quinn (I), Mariella Relini (I), Brigitta Rossetti (I), Maria Cristina Sammarco Pennetier (I), Matteo Seghezza (I), Martin Sendlak-Rinkwitz (D), Elisabetta Serafini (I), Patrizia Simonetti (I), Nancy Sofia (I), Mariagrazia Stoppa (I), Laura Tarabocchia (I), Roberto Tigelli (I), Elisa Traverso Lacchini (I), Laura Venturi (I), Elena Verri (I).

    La curatrice
    Adelinda Allegretti nasce a Roma nel 1969 e qui si laurea presso l’Università degli Studi “La Sapienza” in Storia comparata dell’arte dei paesi europei col Prof. Enzo Bilardello, affrontando una tesi di ricerca sul pittore italo-spagnolo Bartolomé Carducho, vissuto in Spagna a cavallo tra il 1500 ed il 1600.
    Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dal 1999 cura mostre in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia che all’estero. Nel 2004-2005 completa la sua formazione curatoriale frequentando il Master in “Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove torna nel 2007 in veste di Tutor del Master curatoriale in “Landscape Design”. Vive tra Roma e la provincia di Como.

  • EurHope Immagini dal futuro: concorso europeo di illustrazione

    EurHope Immagini dal futuro: concorso europeo di illustrazione

    fumettoSono aperte fino al 2 aprile 2013 le iscrizioni per la seconda edizione del concorso Eurhope – Immagini dal futuro indetto per il festival Smack Comics che si tiene ogni anno a Genova.

    Temi generali del concorso sono l’immaginazione e il futuro, concentrati in questa edizione sui modi di abitare il mondo, a partire dall’Europa e il suo territorio.

    Possono partecipare disegnatori residenti in Europa, individualmente o in gruppo, nati dopo il 1 gennaio 1978. Ogni concorrente potrà inviare un massimo di tre elaborati realizzati in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori, in formato quadrato e senza includere testi (fumetti o altre scritte).

    Le opere non dovranno essere spedite in originale, bensì in riproduzione cartacea (stampa digitale in formato cm 30×30) di alta qualità e in formato elettronico tiff o jpg in alta risoluzione (minimo 300 dpi) su cd-rom o dvd. Le opere dovranno essere inviate a Concorso di Illustrazione EurHope 2° edizione – 2013 Enrico Testino, c/o studio associato Graffigna & Ravaioli via XX Settembre 3/13, 16121 – Genova, Italia, entro e non oltre le ore 19 di martedì 2 aprile 2013.

    Per le migliori opere vengono messi in palio tre premi:
    1° classificato: 1.500 €
    2° classificato: 1.000 €
    3° classificato: 500 €

    Verrà premiata una sola opera per autore. I tre primi classificati verranno ospitati in albergo per la notte successiva alla cerimonia di premiazione e avranno un rimborso spese fino a un massimo di 200 €.

    Le opere selezionate verranno esposte in una mostra pubblica a Genova, in Palazzo Ducale e a Milano in WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine Animata e pubblicate in catalogo.

    Per maggiori informazioni info@smackcomics.it.

  • Conversazioni fotografiche: mostra all’atelier Spazio23

    Conversazioni fotografiche: mostra all’atelier Spazio23

    Giovedì 10 gennaio 2013 (ore 18.30) inaugura presso l’atelier Spazio23 in vico dietro il Coro della Maddalena la mostra Conversazioni fotografiche.

    Sono esposte fotografie di paesaggi naturali (Orietta Bay, Ilenio Celoria, Giovanna De Franchi, Roberto Montanari), urbani (Roberto Tricerri, Carlo Accerboni), reportage artistico d’attualità (Francesco Zoppi), architettura (Andrea Facco) scultura (Thomas Krueger), letterarie-surreali (Laura Accerboni, Piera Cavalieri).

    La mostra vuole rappresentare la fotografia contemporanea e i suoi diversi linguaggi che rispecchiano l’eterogeneità in cui viviamo. Sono rappresentate opere realizzate con tecniche antiche, che consentono una riproduzione dell’attualità creando effetti a volte metafisici, agli infrarossi, alla stampa in camera oscura, alla moderna stampa digitale variamente interpretata, bianco e nero e colore.

    L’esposizione rimarrà aperta fino a giovedì 31 gennaio 2013.

  • Genova, galleria d’arte en plein air: il progetto Vanuart

    Genova, galleria d’arte en plein air: il progetto Vanuart

    Immaginate Genova come un’immensa galleria d’arte a cielo aperto, dove in ogni momento dell’anno è possibile ammirare l’opera di artisti visivi, assistere a spettacoli di teatro e danza, ascoltare musica in numerosi angoli della città. Il tutto gratuitamente e senza vincoli di orari o date di apertura.

    Queste, in sintesi, le caratteristiche di Vanuart, un progetto che Sabrina Losciale ha proposto a Genova – città in cui si è trasferita da pochi mesi – dopo tre anni passati in Australia e Nuova Zelanda, «dove realtà di questo genere sono all’ordine del giorno». In quei Paesi infatti vi sono numerosi locali che hanno riadattato il retrobottega a laboratorio artistico, aperto a chiunque voglia utilizzarlo, che proiettano video e foto durante i concerti dal vivo, che accolgono attori di teatro che eseguono parte degli spettacoli che vengono rappresentati sul palcoscenico, e così via. Oppure vengono organizzati eventi come i party di Garret Street a Wellington (Nuova Zelanda), eventi con raccolta fondi devoluti a diverse attività di volontariato, dove artisti impegnati nella grafica, fotografia, video, musica possono dare libero sfogo alla loro creatività.

    L’obiettivo di Vanuart è realizzare a Genova un progetto analogo: per questo Sabrina si è messa alla ricerca di artisti specializzati in varie espressioni creative – arti visive, fotografia e video, danza, musica e teatro – per avviare un laboratorio permanente di creazione di opere e progetti. In secondo luogo, Vanuart mira alla costante collaborazione con negozi e locali, sia in attività sia in disuso, che potranno ospitare mostre ed eventi e beneficiare della visibilità da esse derivati. A breve sarà attivata una piattaforma web per agevolare le candidature spontanee di artisti, esercenti e persone che vogliono collaborare.

    Gli obiettivi sono tanti e ambiziosi: «Sarebbe bellissimo vivere la città di Genova come una costante galleria d’arte contemporanea open air, free e alla portata di tutti, con artisti che a rotazione si potranno mettere in luce su un palcoscenico urbano, a diretto contatto con le persone. Questa attività potrebbe sensibilizzare chi non è ancora del tutto appassionato all’arte e facilitare la condivisione della bellezza delle arti visive ed espressive, oltre che incentivare i nuovi artisti a produrre di più e a farsi conoscere in città. Infine i locali incrementeranno la loro visibilità, quindi una notevole pubblicità per loro, e i locali in disuso verranno riqualificati. Un motivo in più per venire a visitare il centro storico di Genova».

    Un’iniziativa non nuova per la nostra città: basti pensare a due eventi recentemente organizzati nel quartiere della Maddalena, le mostre Adotta un artista nelle botteghe storiche (a cura dell’associazione Colorinscena) e Guardare Maddalena in due botteghe in disuso (a cura dell’associazione Disorder Drama).

    Chi vuole partecipare al progetto può contattare Sabrina attraverso la pagina Facebook “Vanuart Project”.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Concorso arte contemporanea 2013: Galleria Studio 44, Multiplo

    Concorso arte contemporanea 2013: Galleria Studio 44, Multiplo

    La galleria d’arte e associazione culturale Studio 44 (vico Colalanza, adiacente a via San Luca) ha aperto le iscrizioni per un bando di concorso artistico internazionale volto a sostenere l’attività dell’artista vincitore attraverso un premio in denaro.

    Il concorso Multiplo 2013 prende il nome dall’omonima opera, che dovrà essere realizzata in tiratura limitata da ciascun partecipante.

    Chi vuole inviare la propria proposta deve scrivere una mail a multiplo2013@gmail.com con oggetto “Multiplo2013 – NOME COGNOME” entro il 15 gennaio 2013, contenente:
    – una sola immagine dell’opera (di qualsiasi tipo) di 1000px massimo sul lato più lungo, formato JPG, con nome file: NOME_COGNOME-Titolo.jpg;
    – breve nota biografica e descrizione del progetto / proposta artistica.

    È prevista una quota di iscrizione di 5 € (da inviare via Paypal o bonifico bancario).

    Una commissione deciderà l’artista vincitore, che dovrà fornire 50 stampe originali dell’opera (tipo e grandezza della stampa da definirsi), numerate da 1/50 a 50/50 e firmate dall’autore, da spedire o consegnare a mano alla Galleria.

    Il vincitore avrà un premio in denaro di 500 € per sostenere il suo lavoro / progetto artistico.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Bjcem e la Città di Ancona promuovono il bando di concorso di arte contemporanea in vista della 16ma edizione di Mediterranea – Biennale Giovani Artisti, un evento internazionale multidisciplinare che si svolgerà ad Ancona dal 6 giugno al 7 luglio 2013 e che prevede la partecipazione di oltre 250 artisti.

    Nata nel 1985, la Biennale si svolge ogni due anni in una città diversa del Mediterraneo concentrandosi su giovani artisti e creatori. Bjcem è una rete internazionale con più di 70 membri e partner provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa.

    Il bando è rivolto ad artisti visivi, registi, scrittori, musicisti, designer e ricercatori culturali di età inferiore ai 35 anni (ovvero nati dopo il 31 dicembre 1977) di qualsiasi nazionalità, che dovranno presentare un solo progetto specifico in relazione al tema di questa edizione – ERRORS ALLOWED (Gli errori sono ammessi) – e caricarlo secondo le istruzioni indicate sul sito www.bjcem.org.

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione. I progetti devono essere presentati entro il 27 gennaio 2013.

    Una commissione di curatori valuterà gli artisti, dando priorità a coloro che non hanno mai partecipato alla manifestazione. Gli artisti selezionati riceveranno una comunicazione entro metà marzo e saranno invitati a partecipare alla manifestazione e a presentare il proprio lavoro.

    L’organizzazione si farà carico della spedizione dei lavori, dell’assicurazione, dell’allestimento, della produzione di progetti site specific, di viaggi, vitto e alloggio e fornirà supporto per le eventuali richieste di visto. Non è previsto alcun compenso per gli artisti selezionati.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Elisa Boccedi: sogno e perversione in mostra alla MF Gallery

    Elisa Boccedi: sogno e perversione in mostra alla MF Gallery

    Elisa Boccedi è una giovane artista formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Genova. Modenese di nascita ma cresciuta tra Rapallo e Genova, si è laureata in decorazione ed è diplomata tatuatrice. Le sue opere sono attualmente esposte presso la MF Gallery di Vico dietro il Coro della Maddalena, raccolte in una mostra dall’inquietante e originale titolo “Paraphilia Onirica”: in essa Elisa illustra una serie di parafilie, ovvero perversioni di natura sessuale, le quali – filtrate attraverso la sua capacità immaginativa e interpretativa – entrano in una dimensione, appunto, onirica, dissociata dalla realtà: così, attraverso questo artificio, più liberamente lo spettatore approccia temi tanto difficili e controversi, e riflette su di essi.

    In questa mostra hai scandagliato il mondo delle parafilie: perversioni sessuali che vanno dalle più leggere al reato vero e proprio. Perché hai scelto questo tema, così difficile, e in che ottica l’hai affrontato?

    «È semplicissimo. Il sesso attira: siamo una generazione di depravati alienati. Quello che mezzo secolo fa era catalogabile come pornografia ora te lo vedi sparato sul cartellone della “Sloggi”. Per quanto possiamo dire di esservi “visivamente abituati”, il nostro “subconscio” (termine che aborro, qui lo utilizzo a mo’ di eufemismo) registra gli innuendo sessuali che tracimano da ogni dove, è ovvio.
    Quindi, tanto per esasperare la propensione sociale alla sessualità coatta, perché non occuparsi di un caso limite all’interno dello scabroso? La cosa si fa doppiamente intrigante per chi non registra l’orrore della dipendenza implicita all’interno delle parafilie. Però la mira finale è fare dell’abominevole, dell’inconcepibile un medium per innestare una reazione emotiva potente (positiva o negativa che sia me ne frega), che crei qualche tipo di ripercussione psicologica ed induca ad interpretare personalmente quello che si ha davanti agli occhi. Farsene un’opinione propria, insomma».

    Puoi spiegarmi la scelta del titolo, che associa l’onirico alla perversione?

    «Tutto ciò che denotiamo come gusti, preferenze, dipendenza, si genera e si sviluppa in un contesto mentale, in risposta a qualche tipo di stimolo esterno, inizialmente. Le mappe neuronali che codifichiamo in base alle nostre esperienze e alle reazioni di attrazione/repulsione innescate dalle suddette vanno a comporre il nostro quadro comportamentale. Questa è roba neuro-scientificamente provata. Pertanto anche la perversione può benissimo essere collocata all’interno di questo contesto (l’oceano della mente), e specificatamente nella zona off-limits, al di fuori di quella cosciente e diurna, soggetta al controllo razionale; la zona che più di tutte si può definire onirica per illogicità, insomma. L’allusione al sogno rimanda anche all’intento di smorzare un po’ l’audacia del tema, di renderla più appetibile agli occhi del pubblico, tramite l’uso di cromie accese, figure mostruose, fluttuanti, in pose iconografiche; in una parola: al di fuori di questa realtà».

    Le tue immagini mi ricordano un po’ Dalì, un po’ Odilon Redon e Gustave Moreau. C’è qualcosa della storia dell’arte che ti ha influenzata e ispirata o lavori slegata, almeno nelle intenzioni, dagli esempi?

    «Ottima osservazione! Apprezzo particolarmente tutti e tre gli artisti citati, anche se la mia sacra triade rimane quella composta da A. Kubin, F. Rops e A.Beardsley. In generale sono stata e rimango un’entusiasta estimatrice della corrente del Simbolismo, troppo immeritatamente soppiantata dal successivo Surrealismo. Ed è un peccato, perché ritengo che i simbolisti si siano spinti molto più in là dei surrealisti nello scandagliare le profondità mobili della materia mentale. Sogni, visioni, premonizioni, allucinazioni..il tutto nella sua integrità inscalfibile ed enigmatica (La Sfinge di Moreau, per ritornare alla tua citazione). Questo senza incorrere nel tentativo di dragare le imperscrutabilità della psiche dal loro imprescindibile mistero (con che mezzuccio poi: la castrante psicoanalisi freudiana!). Del resto, qualunque tipo di contaminazione mi affascina: dalla multiformità del pensiero indiano, alle malformazioni genetiche, alle malattie rare, agli ibridi e gli incroci, naturali e non. Amo i particolari, la carnalità viscerale: perdo ore a contemplare tavole anatomiche calcolando come poter trasformate una vertebra in una nave spaziale, una metastasi in un grappolo di crisantemi e così via…».

    Cosa riversi nel tuo lavoro? Quali elementi prendi dall’osservazione dell’esterno e quali da te stessa?

    «Ho un temperamento lunatico, ansioso, e la mia sensibilità è di tipo “nevrotico”. Quindi, ho sempre utilizzato l’espressione “artistica” (tra virgolette perché lo ritengo un aggettivo abbastanza controverso, oggigiorno) come mezzo propedeutico per il mantenimento di un (precario) equilibrio psichico. Peccato che, come tutte le “valvole di sfogo”, si sia innestato su di un processo circolare/ossessivo composto da: periodo di osservazione/arricchimento/saturazione-maturazione-rilascio. E via daccapo.
    Non percepisco una netta differenziazione tra interno ed esterno, tra me e gli altri e/o l’altro (per questo il mio umore è così mutevole). Tutto si fonde e si sfilaccia ai bordi, si mescola alle estremità, come se congiunto da suture invisibili in un gigantesco patchwork. Faccio ricorso pertanto all’ibridazione più sfrenata, nei miei lavori, nel tentativo di convogliare, almeno in parte, la suddetta impressione sensoriale (che, tengo a sottolineare, è sempre stata naturale e non conseguenza di assunzione di sostanze stupefacenti. Questo onde evitare una domanda fastidiosamente frequente)».

    Dici che nel tuo lavoro tendi a “immolare qualsiasi convinzione”. Tolte le convinzioni, cosa proietterà l’immagine? Dubbi, domande, paure?

    «Sì, riconosco che così estrapolata la frase ha un po’ un sapore da “idealista radicale riottosamente arroccata nella sua convinzione di dover immolare qualsiasi convinzione”. Così si ricade nel paradosso, che è poi ciò che della vita più mi diverte e che più mi piace puntualizzare. La coscienza della paradossalità potenziale presente in qualsiasi azione, pensiero, parola, per via di una limitazione biologica cerebrale a vedere solo un frammento di ciò che analizziamo. Non sono tanto contro le convinzioni in sé, quanto contro la mentalità che solitamente le regge, e mi riferisco a quell’impianto settoriale, categorizzante e sovente accusatorio (per autodifesa, ovvio) di molle lassismo e di accettazione rassegnata. Semplicemente: è noioso, è restrittivo, è costrittivo. Perché ridursi a languire in simili pastoie (il più delle volte tramandate, imposte e assorbite passivamente) quando l’unica libertà che ci è consentita, in definitiva, è quella di poter variare il nostro pensiero? Anche solo per il gusto di “andare contro”, senza aspettative: per puro esercizio ginnico mentale. La libertà di pensiero, credo, è soprattutto questo».

    Ti definisci interessata al “lato potenzialmente incontrollabile e distruttivo che ciascuno contiene”: come entra questo aspetto nella tua arte?

    «Diciamo che ha una valenza personale, introspettiva (se lo applico a me), e una sociale, di sensibilizzazione (se lo applico agli altri).
    Premetto che, per me, il termine “distruttivo” non assume alcuna connotazione negativa. Distruggere non significa annientare, bensì “smantellare”, ed è implicito che, fatta materia prima di ciò che si era precedentemente scomposto, se ne ricrei una nuova, differente, con qualche innesto o detrazione, magari. Sotto questa luce la distruttività e l’incontrollabilità non possono che procedere a braccetto, finché non interviene qualcosa, nel nostro pensiero, a frenarle».

    «Credo che ogni persona detenga la possibilità (non il diritto, a quanto pare) del pensiero individuale, condizione sfortunatamente divenuta oggigiorno tanto innaturale da necessitare uno sforzo abominevole per ribellarsi ad un’infinità di stratificazioni preconcette. Al fine di “smuovere” tale ribellione, non intendo adottare mezze misure. Mi avvarrò, finché mi sarà possibile e dentro i miei limiti, di temi volutamente scandalosi, che proprio per la loro controversia stimoleranno prima la curiosità, poi, si spera, il bisogno di interpretare (l’interpretazione è una giustificazione nei riguardi della nostra coscienza perplessa). In altre parole: il bisogno di sentire e di pensare. Questo è ciò che intendo dire quando mi riferisco al lato “potenzialmente distruttivo ed incontrollabile di ognuno”, seguito da un rinnovo».

    Come è avvenuta la tua formazione artistica?

    «Credo che la formazione artistica sia imprescindibile da un processo di crescita e sviluppo culturale, emotivo e psichico individuale, per formare il quale, oltre a una buona recettività di base, occorrono un gran numero e una varietà costante di stimoli. Per mia fortuna sono cresciuta in un ambiente dove questi non si lesinavano, e ciò, unito al fatto di essere sempre stata molto libera da vincoli e prassi da rispettare, si è rivelato fondamentale per lo sviluppo e l’alimentazione di tutto il mio mondo di immagini, che altro non sono poi, che l’incarnazione “visiva” di impressioni sottili.
    L’accademia di Belle Arti mi ha dispiegato la varietà delle tecniche, come rivestimento “poliedrico” al contenuto che macinavo da sempre».

    Le tue tecniche preferite?

    «Prediligo l’acquerello, gli inchiostri e le ecoline per la loro delicatezza traslucida che acquisisce forza e corposità a furia di velature (l’accanimento del labor limae!). La biro mi dà delle gioie nei ritocchi delicati e nei disegni formato mignon. Poi l’incisione, beh, è stata il mio battesimo accademico e avrà sempre un posto predominante nel mio cuore.
    Ma vario sempre, sperimento sempre. Prossimamente passerò a tecnica mista su tela, grande sfida».

    Parlando a livello pratico, quali trovi che siano le difficoltà per un giovane artista nel vivere del proprio lavoro, oggi?

    «La domanda non si pone, perché è effettivamente impossibile, ora come ora, qui, in Italia (non so poi all’estero come sia la situazione) per un giovane artista vivere del proprio lavoro. Di quelli che, come me, si occupano di lavori prettamente artigianali e per di più con un’impronta così marcatamente personale, non gliene frega (giustamente) a nessuno.
    Mi capitano occasioni per allestire mostre, partecipare a eventi (i più di autoproduzione), e alle volte pure delle commissioni che mi fan tirar su qualche soldo occasionale, e allora è una soddisfazione e un piacere (sempre occasionale, però).
    Non vedo come potrebbe essere altrimenti, innanzitutto per la situazione economica generale, ma anche per la più completa desensibilizzazione verso l’oggetto artistico in virtù di una concentrazione esclusiva su quello di fruizione immediata, facilmente reperibile e altrettanto facilmente rimpiazzabile. Questa è la necessità di mercato, questo è il caro consumismo che ci allatta al suo seno sempre più acido e sempre più misero (mi concedo una metafora quasi poetica, toh!)».

    «E’ deprimente e demotivante. Bisogna ingegnarsi, arrabattarsi, arrotondare con qualche lavoretto (se lo si trova), la competizione è altissima, i colpi bassi non si negano, è tutto uno sciacallaggio che mi ricorda un po’ il cadavere di un geco ricoperto di formiche che avevo trovato sul terrazzo da bambina. Non so, ho 25 anni e posso solo ringraziare quella buon’anima di mio nonno se sono economicamente indipendente. Magari mi butterò sul settore della comunicazione, appena avrò dato gli esami per i certificati di lingue che sto preparando. Oppure mi darò seriamente al tatuaggio, anche se lo sentirei più come un obbligo che come un interesse. Ma può anche benissimo darsi che mi scoglioni definitivamente di questo umanissimo mondo di “cane mangia cane” e vada a consumare i miei giorni venerando la Grande Dea (MahaDevi), nei campi crematori di Calcutta o di Tarapit. Chi vivrà vedrà».

     

    Claudia Baghino

  • Museo Luzzati: Pinocchio, bando di concorso per illustratori

    Museo Luzzati: Pinocchio, bando di concorso per illustratori

    Pinocchio mostra LuzzatiIn occasione della mostra Pinocchio – Biennale 2012 il Museo Luzzati indice la prima edizione di un concorso internazionale di illustrazione sul tema “Pinocchio e il Viaggio”, volto a premiare le migliori illustrazioni che interpreteano la storia di Pinocchio sotto il segno del viaggio, inteso in una delle sue innumerevoli accezioni: come atto di spostarsi da un luogo ad un altro, come itinerario immaginario, come ricerca interiore, come metafora della vita.

    Possono partecipare al concorso, in forma strettamente individuale, illustratori italiani e stranieri. Le illustrazioni potranno essere realizzate in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori su tavole di dimensioni massime cm 30 x 30. Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Le opere dovranno essere spedite al Museo Luzzati entro il 30 marzo 2013 insieme alla scheda di partecipazione, che può essere richiesta inviando una mail a catalogazione@museoluzzati.it.

    Per le migliori opere saranno messi in palio:
    1° premio € 1.200 con il contributo d Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio
    2° premio € 500 con il contributo di Centro Latte Rapallo – Latte Tigullio
    3° premio: 1 valigetta in legno Faber-Castell da 120 matite colorate acquerellabili Albrecht Durer (valore €395)

    Le opere vincitrici saranno inoltre esposte in occasione della mostra Pinocchio Biennale 2014. A discrezione della giuria potranno essere assegnati ulteriori riconoscimenti ed eventuali premi.

  • Bando Movin’up 2012: giovani artisti italiani all’estero

    Bando Movin’up 2012: giovani artisti italiani all’estero

    Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla XIV edizione di Movin’Up, un bando rivolto a giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che sono stati ammessi o invitati all’estero da istituzioni culturali, festival, enti pubblici e privati per attività quali concorsi, residenze, seminari, workshop, stage, produzioni e/o co-produzioni artistiche.

    I settori artistici ammessi al bando sono: arti visive, architettura, design, grafica, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, scrittura.

    Scopo del bando è promuovere il lavoro degli artisti italiani in ambito internazionale, consentendo loro di avere reali opportunità di crescita artistica e professionale: a questo scopo, Movin’up mette in atto un finanziamento per la copertura parziale delle spese di viaggio e/o soggiorno e/o attività artistica nella città straniera ospitante.

    La scadenza per iscriversi è il 31 gennaio 2013 tramite candidatura online sul sito www.giovaniartisti.it. Verranno prese in considerazione solo le domande per attività all’estero con inizio compreso tra il 1°gennaio e il 30 giugno 2013

    [foto di Constanza Rojas]

  • Celle Arte Giovani: mostra di Alex Raso, inaugurazione

    Celle Arte Giovani: mostra di Alex Raso, inaugurazione

    Mostra fotograficaDomenica 16 dicembre 2012 (ore 16) presso la sala consiliare del Comune di Celle Ligure inaugura una mostra personale che fa parte del progetto di laboratorio culturale Celle Arte Giovani, nato nel 2003 allo scopo di promuovere la creatività di artisti tra i 18 e i 35 anni in tutte le sue espressioni.

    Il progetto si compone di eventi di vario genere – mostre, performance, workshop etc – che vengono realizzati anzitutto in una web gallery presente sul sito www.celleartegiovani.it, allo scopo di presentare e promuovere la produzione artistica di giovani emergenti, sulla quale gli artisti possono candidarsi per un’esposizione online di loro opere (scelte da una commissione e suddivise per genere) e i più meritevoli anche in mostre “fisiche” come quella che si inaugura oggi.

    La mostra Sinistro e mal d’estro dell’illustrazione e grafico savonese Alex Raso resterà aperta al pubblico fino a giovedì 20 dicembre (orario 17-19). Nel corso della cerimonia di inaugurazione l’artista farà una performance: sulle note del violino di Luca Pesenti e del contrabbasso di Elena Duce Virtù, realizzerà un’opera usando delle lamette da barba, proiettandone le immagini su muro e in diretta sulla piattaforma web CreaTV.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Plastic Passion, via Luccoli: mostra collettiva per l’Africa

    Plastic Passion, via Luccoli: mostra collettiva per l’Africa

    Venerdì 14 dicembre alle ore 17.30 inaugura presso Plastic Passion – negozio di calzature e galleria d’arte in via Luccoli – la mostra collettiva Artist’s foot for Orthopaedics onlus”.

    L’esposizione sarà aperta al pubblico al secondo piano del negozio, uno spazio dove artisti genovesi e non possono proporsi per esporre gratuitamente le loro opere.

    A questa mostra hanno cooperato 26 artisti genovesi, che hanno realizzato un art book e che esporranno fino al 2 gennaio 2013 le loro tele, fotografie e sculture.

    Il ricavato della vendita dell’art book e delle opere sarà devoluto al progetto Aiutiamo l’Africa a camminare di Orthopaedics Onlus, un’associazione nata nel 1998 che riunisce medici di varie specializzazioni che operano come volontari nei Paesi in via di sviluppo.

    Gli artisti che parteciperanno alla collettiva sono: Angela Mambelli, Viviana Milan, Isabella Consigliere, Giordano Fabio, Giorgio Facco, Silvia Bevilacqua, Davide Di Donna, Paola Rando, Gian Luca Groppi, Fabio Lombrici, Gregorio Giannotta, Alberto Valgimigli, Mauro Marcenaro, Daniela Signorini, Malgorzata Bochniarz-Ròzanska, Amanta Strata, Roberta Milanesi, Rosanna Vio, Maria Grazia Blandino, Michela Rossini, Andrea Muyat, Sacha Salvador, Alessandro Olmi, Andrea Morini, Giancarlo Contu e Cristiano Baricelli.