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  • Telethon: a Genova quattro progetti di ricerca su malattie genetiche

    Telethon: a Genova quattro progetti di ricerca su malattie genetiche

    Istituto Italiano di Tecnologia, robot
    foto di MassimoBrega-TheLighthouse

    Un tassello che si aggiunge alle eccellenze genovesi, in termini di ricerca scientifica e medica: Telethon – fondazione creata nel 1966 dal comico statunitense Jerry Lewis e nota in tutto il mondo soprattutto per le “maratone televisive” di raccolta fondi – ha destinato un finanziamento di 520.000 € a quattro laboratori di ricerca in Liguria.

    Sono tre gli enti coinvolti: l’Università di Genova, l’ospedale Gaslini e IIT. I fondi sono stati destinati dalla Commissione medico – scientifica, composta da 31 scienziati di fama internazionale (di cui 4 italiani) che annualmente valuta i progetti di ricerca pervenuti a Telethon e stabilisce collegialmente a chi assegnare i finanziamenti.

    In dettaglio, i curatori dei progetti finanziati sono:
    Fabio Benfenati, direttore sia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova sia del Dipartimento di Neuroscienze dell’IIT: in questa fase è coordinatore di un progetto, in collaborazione con l’Istituto San Raffaele di Milano, che studierà il ruolo del gene PRRT2 in un gruppo di sindromi infantili caratterizzate da epilessia e disturbi del movimento. Una parte del finanziamento è stata assegnata, per il medesimo progetto, anche a Federico Zara, che opera presso l’Istituto Gaslini.

    Pasquale Striano, che opera sia al Dipartimento di Neuroscienze dell’Università sia presso l’Istituto Gaslini: il progetto, a cura della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, riguarda il ruolo del gene FOXG1 e la sindrome di West. Si tratta di una rara forma di encefalopatia epilettica, che nei primi mesi di vita di un bambino si manifesta con la comparsa di spasmi epilettici e successiva regressione dello sviluppo psicomotorio.

    Laura Cancedda, che opera nel Dipartimento di Neuroscienze dell’IIT: un progetto coordinato dal Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pisa sul ruolo del gene MECP2 nella sindrome di Rett, una malattia neurologica che colpisce le bambine e porta loro a  un grave deficit motorio, cognitivo e comportamentale.

    Su tutto il territorio nazionale, Telethon ha finanziato per il 2013 38 progetti di ricerca sulle malattie genetiche, che coinvolgono 69 laboratori e i cui fondi complessivi sono 10,5 milioni di euro.

  • Genova curiosa: passeggiata serale in centro storico

    Genova curiosa: passeggiata serale in centro storico

    I palazzi del Centro Storico di GenovaVenerdì 26 luglio 2013 (ore 21) appuntamento a Castelletto per la conferenza itinerante serale in centro storico organizzata dall’associazione Genova Cultura.

    Tema della serata è Genova curiosa: si affronterà il tema delle antiche leggende tramandate da generazioni e degli intrighi ancora impressi nella memoria fra case e palazzi nobiliari genovesi.

    L’associazione organizza inoltre, nel pomeriggio di sabato 27 luglio in corso Italia, la presentazione del libro Il tasto G di Rossella Calabrò.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Estate di San Martino: concorso di poesia per la Gigi Ghirotti

    Estate di San Martino: concorso di poesia per la Gigi Ghirotti

    poesiaSono aperte le iscrizioni per il concorso di poesia inedita Estate di San Martino, organizzato da un gruppo di volontarie e il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione Gigi Ghirotti. Fondata a Genova nel 1984, la Onlus si occupa di assistere a casa i malati di tumore con lo scopo di lenire il dolore, curare i sintomi e dare aiuto psicologico e sociale al malato e ai suoi familiari.

    L’Associazione lo scorso anno ha assistito 1.900 malati a domicilio e 510 in Hospice, una struttura con 12 posti a Genova Bolzaneto e da 13 posti ad Albaro.

    Al concorso possono partecipare tutti i cittadini di qualsiasi età con opere inedite in lingua italiana, ispirate da uno dei seguenti temi:
    – Sez. A: “ Un amico/amica”
    – Sez. B: essere uomo /donna
    – Sez. C: tema libero
    – Sez. D: Essere giovani , sezione riservata a ragazzi fino ai 14 anni

    Ogni concorrente può partecipare con max 2 poesie per sezione (e max 30 versi a poesia): gli elaborati dovranno essere inviati in 4 copie scritte al computer – di cui una contenente nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero telefono, e-mail e frase “opera inedita e di mia creazione” – insieme all’offerta di almeno 15 € da destinare all’associazione. L’invio è entro sabato 31 agosto 2013 ad Associazione Gigi Ghirotti – “Concorso Estate di San Martino” – Corso Europa, 48/11 – 16132 Genova.

    Una giuria valuterà le opere pervenute, la premiazione si terrà in concomitanza con l’Estate di S.Martino il 9 novembre 2013 presso la Biblioteca Berio.

    Per ulteriori informazioni: alda.belletich@gigighirotti-genova.it – bruzbell@libero.it.

  • BikeRevolution: Maddalena, progetto per la mobilità sostenibile

    BikeRevolution: Maddalena, progetto per la mobilità sostenibile

    Biciletta a GenovaAbiti alla Maddalena? Conosci qualcuno che affitterebbe un fondo dove depositare delle bici? Quanto saresti disposto a spendere, al mese, per custodire la tua bici al sicuro?

    Queste sono alcune delle domande contenute nel questionario sulla mobilità sostenibile recentemente lanciato da Ama – Associazione Abitanti Maddalena in collaborazione con Yeast e Civ Maddalena. Un progetto nuovo, che insieme a molti altri sta contribuendo a far rivivere il quartiere. Sono due le finalità di questa prima fase: da un lato coinvolgere i cittadini tramite il questionario (soprattutto chi già si sposta abitualmente in bicicletta, e a Genova sono davvero tanti), dall’altro individuare proprietari di bassi disposti a concedere i locali per il deposito di biciclette.

    Così ci spiega Stefania Marongiu, ideatrice del progetto nonché membro di AMA e socia fondatrice di Yeast: «Vuole essere una “Revolution pedalante” che parte dagli stessi biker, ossia da noi e del nostro quartiere partendo dal problema che ci blocca maggiormente: portare la bicicletta a casa. Alla Maddalena molti palazzi sono senza ascensore e hanno molte rampe di scalini, spesso stretti. Nei portoni la bici non si può tenere, per strada ci sono pochissime rastrelliere e un alto rischio di furti o vandalismi. La soluzione sta nei “garage”: per questo abbiamo deciso di seguire una strada sostenibile, senza mega progetti degli o dagli enti locali. Abbiamo deciso di affittare in comunità alcuni bassi (ne abbiamo già individuati tre, stiamo trattando il prezzo e i lavori necessari), portando anche un beneficio indiretto: bassi affittati per scopi utili al quartiere e non tenuti chiusi o dati alla malavita. Partendo da un questionario vogliamo coinvolgere tutti e le idee di tutti, più bici ci saranno e meno costerà per tutti. A breve sarà operativa la “fase due”, su cui non anticipo nulla al momento ma che si chiamerà MobilitAMAci».

    bikeUna volta compilato il questionario (clicca qui per scaricarlo), la scheda va stampata e consegnata ai locali Glò Glò Bistrot (piazza Lavagna), Manena Hostel e Il salotto creativo (via ai 4 canti di San Francesco). Inoltre è possibile compilarlo direttamente online sul sito web di AMA.

    Nelle prossime settimane vi aggiorneremo sugli sviluppi futuri del progetto: in attesa, per qualunque informazione in merito, potete scrivere direttamente allo staff all’indirizzo bikerevolution.genova@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore – logo BikeRevolution a cura di Arkigena]

  • Costruire un forno in terra cruda: il corso di Terra! Onlus

    Costruire un forno in terra cruda: il corso di Terra! Onlus

    PaneCome costruire un forno in terra cruda con le proprie mani, ecologico, duraturo ed economico: questo il tema del corso che da lunedì 29 luglio a domenica 4 agosto Terra! Onlus propone presso la propria struttura La Tabacca (sulle alture del Parco Beigua) un corso per costruire in autonomia un forno utilizzando sabbia, terra e paglia.

    Il corso è tenuto dall’architetto Silvia Cama, che spiegherà anche come individuare il posto – casa o giardino – in cui ciascuno potrà posizionare il proprio forno. Ogni partecipante dovrà procurarsi i seguenti materiali: balla di paglia, sabbia da fiume, mattoni refrattari e terra argillosa.

    Nel corso della stessa settimana, i partecipanti che soggiorneranno a La Tabacca potranno seguire un laboratorio sugli orti sinergici, realizzare un impianto elettrico con materiali da recupero e cucinare prodotti locali.

    Per partecipare è necessario sottoscrivere la quota associativa a Terra! Onlus: info autosostentamento@terraonlus.it.

    Programma (è anche possibile partecipare ai laboratori senza campeggiare presso la struttura)

    Lunedì 29 luglio arrivo 9.00 – 11.00 a Genova Voltri.
    Appuntamento in via Camozzini, capolinea linea 1 o stazione ferroviaria di Genova Voltri.
    Sistemazione tende, presentazione campo e progetto Tabacca.
    Laboratorio: Formaggio

    Martedì 30 luglio
    Laboratori: Orto sinergico, pratica dell’orto sinergico (1° giorno) – Forno in terra cruda – Cucina naturale e Panificazione

    Mercoledì 31 luglio
    Laboratori: Orto sinergico, pratica dell’orto sinergico (2° giorno) – Energia, realizzare un impianto solare per l’elettricità utilizzando materiali di recupero (1°giorno) – Forno in terra cruda

    Giovedì 1 agosto
    Laboratori: Orto sinergico, pratica dell’orto sinergico (3° giorno) – Energia, realizzare un impianto solare per l’elettricità utilizzando materiali di recupero (2°giorno) – Forno in terra cruda

    Venerdì 2 agosto
    Laboratori: Energia, realizzare un impianto solare per l’elettricità utilizzando materiali di recupero (3°giorno) – Forno in terra cruda – Cucina naturale e Panificazione

    Sabato 3 agosto
    Laboratori: al mattino Disegniamo e coloriamo il nostro orto, nel pomeriggio Cucina naturale o Panificazione o Gita ai laghetti o al mare, festa serale

    Domenica 4 agosto Partenza
    Alle 18 incontro a tema con un ospite esterno, alle 21 musica.

  • Associazione Ponente che Balla: a Voltri un festival sulle diversità

    Associazione Ponente che Balla: a Voltri un festival sulle diversità

    voltri-passeggiataDa venerdì 26 a domenica 28 luglio 2013 l’associazione Ponente che balla animerà Genova Voltri per la sesta edizione festival TraVoltri dagli E20: si tratta di un’iniziativa che da alcuni anni si svolge in piazza Caduti Partigiani Voltresi, area che collega le vie interne del quartiere alla passeggiata a mare e che sarà oggetto di un’importante riqualificazione (leggi i dettagli del progetto su Era Superba).

    Il titolo di questa edizione è In-differenze, che pone dunque l’accento sul tema delle diversità: «Riteniamo che la diversità sia un valore per la societàAbbiamo preso spunto dall’attualità, dato che a Genova è stato approvato di recente il registro delle unioni civili – ci spiega Giorgio Puppo di Ponente che Balla – Il presidente della nostra Associazione è membro di Arcigay Approdo, pertanto abbiamo coinvolto l’associazione – insieme ad Agedo e Famiglie Arcobaleno – per uno dei dibattiti che si terranno durante l’evento. Più in generale, con “diversità” si può intendere qualsiasi realtà che crea modelli di vita e di sviluppo non convenzionali, anche per quanto riguarda la produzione e il consumo. Per esempio una delle associazioni con cui collaboriamo di più è Terra! Onlus».

    Il programma del Festival (leggi i dettagli in agenda eventi) prevede concerti a ingresso gratuito, apericena con specialità gastronomiche locali e momenti di dibattito: questi ultimi, a partire dalle 18, consistono rispettivamente in un confronto su unioni civili, matrimoni tra persone dello stesso sesso e omogenitorialità (sabato 27) e nel racconto di esperienze virtuose di consumo sostenibile e rispetto del territorio, fra cui la pesca-turismo (domenica 28). «Sono due temi distinti, ma non così lontani: la nostra società tende a proporre un’omologazione sia dei consumi, sia della vita sociale delle persone, generando spesso stereotipi e comportamenti basati su una scarsa informazione: lo scopo di questi due incontri è informare i cittadini sull’esistenza e l’operato di realtà del territorio e generare una discussione costruttiva, non polemica».

    In ultimo, ma non meno importante, l’obiettivo di Ponente che Balla attraverso questo evento è far conoscere Voltri ai genovesi: «uno dei nostri soci è architetto e ogni anno progetta un allestimento scenografico per decorare la piazza. In questo momento è un “non luogo”, utilizzato solo come passaggio ma che non offre alcun servizio ai cittadini: questi eventi costituiscono anche un modo per farla vivere e per ricordare la necessità di riqualificare lo spazio quanto prima»

    Marta Traverso

  • Donnedamare: flash mob in spiaggia contro la violenza

    Donnedamare: flash mob in spiaggia contro la violenza

    Genova, Corso ItaliaFino ad alcuni decenni fa la professione di gestore di stabilimento balneare non era un lavoro a tempo pieno: se ne occupavano i pescatori, chi lavorava sul mare ogni giorno, partendo con le barche e lasciando le mogli ad accogliere i clienti. Ancora oggi buona parte degli stabilimenti balneari (in Liguria ma non solo) è a gestione familiare e vive grazie a clienti affezionati che da venti, trenta, quarant’anni ogni anno rinnovano la loro presenza.

    Che ruolo hanno le donne imprenditrici del mareLe pari opportunità sono un tema di cui si discute molto, tanto che nel 2013 – Anno Europeo dei Cittadini – la commissaria europea per la Giustizia e i Diritti Fondamentali Viviane Reding ha esortato le donne ad aspirare posti di rilievo nelle aziende per cui lavorano. «Gli annunci sulle pari opportunità sono importanti ma spesso si scontrano con la realtà di donne che faticano a fare carriera lavorativa e si trovano costrette a conciliarla con i figli o i genitori anziani cui badare – ci spiega Bettina Bolla, presidente dell’associazione Donnedamare Un gestore di stabilimento balneare ha suggerito a noi donne di reagire alle azioni del Governo, in un settore già in difficoltà a causa dei problemi relativi alle concessioni demaniali (attualmente prorogate fino al 2020): per questa ragione nel maggio 2013 io e altre 12 titolari di stabilimenti abbiamo costituito l’associazione» 

    In questi giorni Donnedamare ha aderito a una nuova edizione di One Billion Rising, il flash mob sostenuto da Se non ora quando? che attraverso l’esecuzione collettiva di una coreografia manifesta l’opposizione contro la violenza sulle donne e il femminicidio: «Anche limitare o togliere il lavoro alle donne è una forma di violenza. Lo scorso 14 febbraio io e altre socie di Donnedamare abbiamo partecipato al flash mob nelle piazze: a Savona, alla presenza dell’On. Anna Giacobbe, ho lanciato l’idea di organizzare lo stesso flash mob sulle spiagge: questa settimana si stanno svolgendo vari flash mob in varie località italiane – Casalbordino, Lido di Camaiore, Jesolo etc – con una vasta partecipazione e il contributo volontario di scuole di danza o associazioni che hanno insegnato la coreografia ai clienti degli stabilimenti».

    Venerdì 19 luglio è la volta della Liguria: appuntamento a Varazze, Savona, Arma di Taggia e appunto Genova. Qui la coreografia Break the Chain sarà eseguita presso i bagni Roma di corso Italia gestiti da Laura Castello (ore 16), con la probabile presenza dell’Assessore Regionale al Turismo Berlangieri, in un evento patrocinato dal Comune di Genova – assessorato Pari Opportunità in collaborazione con il Municipio VIII Genova Medio Levante.

    Conclude Bettina: «La soddisfazione più grande è che lo staff di One Billion Rising ha pubblicato sul proprio sito web e pagina Facebook il nostro evento: inoltre, per l’edizione del 14 febbraio 2014 che avrà per titolo Rise for Justice, si sta già pensando a un flash mob estivo sulle spiagge a livello mondiale».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Cep, tagli al terzo settore: a rischio le attività del Centro Zenit

    Cep, tagli al terzo settore: a rischio le attività del Centro Zenit

    voltri-palmaroLa scorsa settimana, prima che in Consiglio Comunale si annunciasse la volontà di impedire i gravi tagli al Terzo Settore, è circolato via mail (e lo abbiamo ricevuto anche in redazione) un appello per scongiurare la chiusura del Centro Zenit: si tratta di una struttura aperta dal 1996 al Cep di Prà, che ogni anno accoglie circa 100 – 150 bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni per attività di doposcuola, gioco e (dove necessario) per gestire la relazione con le famiglie e con i servizi sociali.

    I tre educatori del centro, supportati periodicamente da tirocinanti e volontari di servizio civile, operano in sinergia con Arciragazzi, con le associazioni del territorio a partire dal Consorzio Pianacci, le scuole, la parrocchia e la comunità islamica (che in questo quartiere è la più numerosa di Genova).

    Dopo la seduta in Consiglio Comunale dello scorso giovedì, Daniela Matranga, responsabile del centro, sembra essere più ottimista: «Il Comune sembra aver compreso che i tagli al terzo settore sono una via non praticabile, poiché si tratta di un servizio fondamentale per la città, e hanno sottoscritto un impegno verbale a trovare le risorse necessarie: i primi riscontri dovrebbero arrivare in un paio di settimane, ma il timore è che – per dare nuovi fondi al sociale – qualche altro settore ne subirà il contraccolpo. Tuttavia è ancora presto per dire cosa accadrà e quali strategie si attueranno e ci permetteranno di continuare il nostro lavoro». 

    Come meglio precisato da Enrico Testino «servizi come quello fornito da Zenit sono presenti in tutti i quartieri periferici di Genova e sono un supporto importante per il Comune, che non ha le risorse per gestire direttamente questo tipo di attività. Tuttavia, i servizi di animazione sociale sono ritenuti meno prioritari rispetto a quelli di “accudimento”, verso i quali sono destinati principalmente i pochi fondi disponibili. La chiusura di Zenit o di servizi analoghi significadi fatto, che il Comune cessa di occuparsi delle sue periferieArrivare a luglio senza bilancio è una situazione nuova e al tempo stesso rischiosa: le attività del Centro non si possono interrompere, neanche per un breve periodo, perché rischia di incrinarsi il tessuto di relazioni sociali e fiducia che da anni rendono possibile l’operato nel quartiere».

    Inoltre, gli educatori e volontari del Centro Zenit si occupano anche, da circa due anni, della gestione della biblioteca Firpo: «circa due anni fa – spiega Daniela Matranga – il Comune ha annunciato di non avere più le risorse necessarie a tenere aperta la biblioteca. In quello stesso periodo noi eravamo alla ricerca di una nuova sede. Abbiamo unito le due esigenze reciproche e da allora operiamo sia come educatori sia come servizio bibliotecario: l’eventuale chiusura di Zenit cagionerebbe anche la sospensione delle attività in biblioteca, l’unica presente nel quartiere».

     

    Marta Traverso

  • Santa in Rock: due serate di musica e solidarietà

    Santa in Rock: due serate di musica e solidarietà

    santa-in-rockDue serate, che si svolgeranno a due mesi una dall’altra, per sostenere la musica dal vivo e la solidarietà in uno dei Comuni più suggestivi del Tigullio: la prima edizione di Santa in Rock – presentata ieri mattina in una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio, Porto Antico di Genova – si svolgerà il 28 luglio e 21 settembre presso l’Anfiteatro Umberto Bindi di Santa Margherita Ligure.

    Un evento che mette insieme due realtà associative molto presenti sul territorio di Santa, supportate dal Comune che ha avuto il ruolo di facilitatore nell’unire i loro obiettivi: Associazione Overjoy, che da circa un anno si occupa di organizzare eventi culturali a scopo benefico; Il Melograno, onlus fondata nel 2006 dal parroco Don Marco Torre e che ha creato a Santa 13 mini alloggi (35 – 40 mq) che per un periodo normalmente compreso tra i sei e i dodici mesi sono forniti in comodato gratuito a chi ha perso la propria abitazione, per concedere loro il tempo – in sinergia con i servizi sociali – di trovare una nuova casa.

    Sono due gli appuntamenti di Santa in Rock 2013: domenica 28 luglio va in scena Superstar, un concerto riadattato dal musical Jesus Christ Superstar (come spiega l’autore Matteo Merli in conferenza stampa, «ho imparato a cantare a undici anni ascoltando Carl Anderson, che allora interpretava Giuda») che vede sul palco 5 musicisti e 7 cantanti guidati da Roberto Tiranti.

    Sabato 21 settembre è la volta di Jam Burrasca, collettivo fondato nel 2009 a Milano da Franco Malgioglio che ha portato a esibirsi oltre 700 artisti più o meno noti: a Santa in Rock porteranno una reunion di oltre 50 artisti, tra cui molti nomi noti della musica italiana Anni Settanta.

    I biglietti per le due serate costano 25 € e 20 €, acquistabili online sul sito web di Overjoy o presso il negozio Genova Dischi (ex Orlandini) in piazza Soziglia, nel centro storico di Genova. Sarà inoltre possibile un tragitto in battello dal Porto Antico a Santa Margherita Ligure e ritorno al prezzo di 10 €.

    Marta Traverso

    [foto dell’autrice]

  • Maddalena: bando per locazione di immobili e attività culturali

    Maddalena: bando per locazione di immobili e attività culturali

    vicoli-centro-storico-edicolaA poche settimane dal rinnovato Patto per lo sviluppo della Maddalena vengono pubblicati, quasi in contemporanea, due bandi che riguardano il futuro del quartiere. Il primo, indetto dal Comune di Genova, ha per oggetto il finanziamento di progetti e interventi di carattere sociale e culturale. Il secondo, promosso da Ri.Genova Srl, riguarda la locazione di immobili a piano terra attualmente liberi.

    Osserviamo i bandi in dettaglio. Il Comune di Genova, in collaborazione con la Compagnia di San Paolo, è rivolto ad associazioni del terzo settore costituite da almeno sei mesi per svolgere un’attività che riguardi il Sestiere della Maddalena (delimitato tra via Garibaldi, via San Luca, via Orefici, via Macelli di Soziglia) ed eventualmente le aree limitrofe. Con “associazioni del terzo settore” si intendono associazioni culturali e di promozione sociale, associazioni di volontariato, organizzazioni non governative, comitati, fondazioni, imprese sociali, cooperative sociali, consorzi di imprese senza fini di lucro. Non è indispensabile avere sede fisica o legale alla Maddalena, purché il progetto presentato abbia luogo nel quartiere e – requisito preferenziale – le associazioni si uniscano in partenariato.

    Il progetto dovrà avere durata compresa tra 12 e 18 mesi e riguardare uno dei seguenti ambiti:
    1. Affermazione della cultura della legalità;
    2. Utilizzo e presidio dello spazio pubblico;
    3. Società plurale e rafforzamento delle reti di servizio;
    4. Attrattività, curiosità,ricerca e innovazione

    Il Comune si impegna a finanziare 8/10 progetti per un ammontare complessivo di 90.000 € (ogni proponente può chiedere un finanziamento minimo di 5.000 €). La domanda e tutto il materiale necessario va inviata all’Archivio Generale del Comune di Genova – piazza Dante 10 entro le ore 12 del 30 settembre 2013.

    Il bando riguardante la locazione è invece legato a quattro locali liberi a piano terra rispettivamente siti in vico del Duca (60 mq), piazza Posta Vecchia (40 mq), via Maddalena (150 mq) e via Posta Vecchia (140 mq). Il bando è rivolto a persone fisiche o giuridiche, associazioni e società di persone, che vogliano realizzare in questi spazi attività funzionali al rinnovato Patto di Sviluppo e – in particolare – che valorizzino la connessione della Maddalena come via che unisce il Porto Antico di Genova e il polo museale di via Garibaldi. Sul sito web di Ri.Genova è possibile visualizzare la planimetria dei singoli locali. La manifestazione di interesse può essere inviata entro le 17.30 del 16 settembre 2013 a Ri.Genova via posta, mail o fax: i recapiti sono via Peschiera 16 – 16122 Genova; 010 8403339 – ri.genova@arred.it.

  • Ponte Carrega, Valbisagno: i lavori di restauro presentati alla città

    Ponte Carrega, Valbisagno: i lavori di restauro presentati alla città

    Ponte CarregaIL PRECEDENTE

    4 novembre 2011: alluvione a Marassi e in Valbisagno, oltre al Rio Fereggiano esondano i torrenti che attraversano la zona di piazzale Adriatico, causando gravi danni. Un gruppo di abitanti del quartiere, insieme ad associazioni di volontariato, contribuisce ai lavori per ripulire la zona dal fango.

    Settembre 2012: il Comune di Genova presenta – nell’ambito del Piano delle città – una richiesta di finanziamenti europei per la messa in sicurezza del Bisagno e la riqualificazione della zona. In particolare si parla di un restringimento del letto del fiume in zona Gavette e dell’abbattimento di 5 ponti, tra i quali Ponte Carrega, allo scopo di creare una strada carrabile che favorisca l’accesso ai due centri commerciali di futura costruzione (ex Italcementi ed ex Officine Guglielmetti).

    Ottobre 2012: si costituisce l’Associazione Amici di Ponte Carrega, formata da alcuni dei volontari che un anno prima hanno collaborato al dopo-alluvione e che si pone come primo obiettivo una raccolta firme per scongiurare la demolizione del ponte.

    Dicembre 2012: oltre duemila firme vengono consegnate alla delegazione locale del Fai (Fondo Ambiente Italiano) a testimonianza dell’impegno dell’associazione per preservare lo storico ponte (costruito nel 1788) e opporsi alle iniziative di cementificazione del quartiere.

    Febbraio 2013: Ponte Carrega diventa Luogo del Cuore. Il progetto del Fai (avviato nel 2003) invita ogni anno i cittadini a segnalare i luoghi da loro più amati e dei quali ritengono importanti la tutela e la riqualificazione. Come ha scritto Fabrizio Spiniello  dell’associazione Amici di Ponte Carrega, inviando una mail alla nostra redazione, «su 10.173 monumenti segnalati al Fai il nostro ponte si è piazzato alla posizione numero 89. Nella classifica regionale è al quinto posto, mentre si piazza al primo posto assoluto nella classifica di Genova e provincia: questo è l’obiettivo più prestigioso che ci eravamo prefissati. In questo modo il nostro ponte può diventare tra i luoghi simbolo da proteggere e preservare anche per il Fai di Genova. Infine, la ciliegina sulla torta: nella classifica della categoria “ponti” il nostro si è classificato al secondo posto nazionale, davanti a “mostri sacri” come il Ponte Vecchio di Firenze, il Ponte di Rialto e il Ponte dei Sospiri di Venezia».

    IL PRESENTE
    ponte-carrega-valbisagno-lavori-volontari

    Venerdì 19 luglio 2013, nel programma del Festival teatrale dell’Antico Acquedotto, si svolgerà la presentazione alla città dei restauri di Ponte Carrega. Un’opera resa possibile grazie all’impegno dell’associazione, che in meno di un anno ha contribuito in larga misura a tenere alta l’attenzione sul quartiere, e al contributo di numerosi volontari. Come spiega Fabrizio Spiniello, «abbiamo chiesto al Municipio un mese per completare i lavori, ma abbiamo finito in 4 giorni. Il primo mattino si sono presentate circa 60 persone ad aiutarci, fra cui ragazzi degli Scout e dell’Acr e volontari che anche nel novembre 2011 hanno contribuito alla solidarietà di quartiere. Il Municipio ci ha fornito i permessi logistici, l’assicurazione e i materiali – guanti e pennelli – per lavorare. L’evento del 19 luglio sarà un momento di festa ma anche di denuncia, vogliamo far capire alla Civica Amministrazione che il territorio è nostro e vogliamo essere partecipi delle decisioni che lo riguardano. In merito alla costruzione dei due centri commerciali non è stata fatta alcuna consultazione popolare, se non una presentazione pubblica – lo scorso 11 luglio – dei progetti ormai già approvati. Progetti che si pongono in contraddizione con Agenda 21 (il programma per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile promulgato dall’Onu nel 1992, ndr) che ha visto la Valbisagno come progetto pilota per Genova: allora si parlava di valorizzazione delle aree verdi e dei luoghi storici come l’Antico Acquedotto, propositi che negli anni sono stati disattesi».

    Quello del 19 luglio è dunque un evento importante, ma al tempo stesso solo il punto di partenza per altre attività. L’associazione Amici di Ponte Carrega, oltre al prezioso contributo dei Fai, ha da subito coinvolto realtà locali e nazionali quali il Wwf ed enti di ricerca, con i quali a novembre 2013 organizzerà un convegno sul dissesto idrogeologico patrocinato da Wwf Italia: sede, programma e relatori sono ancora in via di definizione, ma si prevede anche il coinvolgimento di rappresentanti nazionali ed esteri, per confrontare la realtà genovese con quelle di altre nazioni. «Il nostro principale impegno è far capire che il dissesto idrogeologico si può risolvere in altri modi, che non prevedono il restringimento del letto del fiume né tantomeno la costruzione di nuove strade, ponti e centri commerciali». 

    Inoltre è attesa a giorni la risposta per la probabile futura sede dell’Associazione, una “casetta” di 300 mq di proprietà di Coopsette in salita Migliavacca: «Vorremmo renderla un’area di aggregazione aperta a tutta la cittadinanza, restituire al quartiere lo spazio verde che l’alluvione ha portato via e realizzare – per esempio – i progetti di orti urbani citati nel nostro manifesto costitutivo. Inoltre vorremmo che la casetta diventasse un polo di educazione ambientale e il punto di partenza per le escursioni al Parco delle Mura Orientali: un progetto che stiamo portando avanti con il Wwf e che vedrebbe coinvolti i forti Ratti, Richelieu e Santa Tecla. Ponte Carrega sarebbe, nella nostra ideale, l’ideale anello di congiunzione tra il Parco delle Mura Occidentali e il versante orientale».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Patto per Pré, un anno dopo: il punto sull’accordo fra Comune e comitati

    Patto per Pré, un anno dopo: il punto sull’accordo fra Comune e comitati

    centro-est-preCi eravamo lasciati a gennaio 2012 con la notizia della firma appena avvenuta del Patto per Prè da parte dei quattro comitati di quartiere Vivi Gramsci, La voce di Pré, Via di Pré l’orgoglio di Genova, La coscienza di Zena, con l’ex sindaco Marta Vincenzi e l’allora Assessore Francesco Scidone. Ma ad un anno e mezzo esatto dalla firma, che ne è stato del Patto? Le proposte presentate sono state realizzate e lo spirito con cui è stata sottoscritta la convenzione è stato rispettato? Su suggerimento di un nostro lettore, siamo andati in Via Pré per parlare con Armando Gallone, membro del comitato di quartiere Via di Pré, orgoglio di Genova.

    All’epoca della firma dell’accordo (diventato poi effettivamente operativo nel marzo 2012), i presupposti erano buoni: da un lato, l’amministrazione comunale si impegnava per il rilancio del quartiere, coinvolgendo i cittadini in varie iniziative ed eventi pubblici, ed incentivando gli esercizi commerciali mediante sgravi fiscali e vantaggi economici a trasferirsi in zona, dando vita anche in questo quartiere al cosiddetto Incubatore di Imprese. Dall’altro lato, le associazioni si sarebbero dovute impegnare a preservare in buono stato e in sicurezza (prevista, ad esempio, anche la presenza di un presidio di polizia fisso) il quartiere e organizzare iniziative per incentivare la partecipazione da parte anche di quei genovesi che non frequentavano abitualmente la zona. Tra le altre cose, era prevista l’apertura su Via Pré dell’ingresso di Palazzo Reale e degli altri edifici storici, con un accordo con l’Università di Genova. E poi, i controlli nelle abitazioni per sconfiggere la piaga dell’abusivismo e per aiutare chi è costretto a vivere in condizioni di disagio. Addirittura erano stati messi nero su bianco 24 punti essenziali, parte integrante del programma dell’amministrazione.

    Il patto per Pré, un anno e mezzo dopo

    mercato-comunale-gramsci-preUna cosa è certa, è fallita l’iniziativa dell’incubatore di imprese (in poco più di un anno abbiamo visto scappare da via Pré dopo una strenua resistenza diversi presidi commerciali che negli ultimi anni si erano distinti e avevano svolto attività importante per il quartiere); e qual’è la situazione per quanto riguarda i restanti punti sottoscritti nel Patto? All’epoca della firma, Marie Noelle Vardi, portavoce del comitato Via di Pré l’orgoglio di Genova commentava la sottoscrizione con entusiasmo ma con altrettanta esasperazione: dal 2004 chi vive nel quartiere si batte per raggiungere uno stato più dignitoso, senza essere ascoltato.

    Vardi metteva la pulce nell’orecchio, facendo notare che la firma, dopo anni di battaglie, arrivava proprio a ridosso delle elezioni. Ed è la stessa Vardi che, interpellata oggi, preferisce non rilasciare dichiarazioni, sostenendo di essere “fuori dalla faccenda”. Strano: sembra che la delusione per l’esito del Patto per Pré sia tale che anche le associazioni all’epoca più attive si siano ritratte (come Via Prè – Orgoglio di Genova) e abbiano preferito piuttosto dedicarsi ad altre attività –culturali, sociali, ecc.-, allentando i rapporti con il mondo politico.

    Armando Gallone, membro della stessa associazione di Vardi, ce lo conferma, ma ci tiene anche a sottolineare quanto in realtà la situazione del quartiere non sia più così grave come anni fa: «Nel corso del tempo, dopo la firma del Patto, abbiamo perso un po’ di entusiasmo e ci siamo staccati, scegliendo di occuparci di arte, organizzazione di mostre, manifestazioni, cultura. Per quanto mi riguarda, faccio parte dell’associazione di quartiere da quando mi sono trasferito ad abitare nei pressi di Via Pré: in quanto membro delle forze dell’ordine, sono arrivato a Pré nel 2004, all’epoca in cui alcuni alloggi erano stati assegnati a polizia e carabinieri, con il compito di presidiare la zona. Risiedendo nel sestiere, compreso tra la Commenda e Piazza dello Statuto, posso parlare con maggior cognizione di causa per quello di cui faccio esperienza quotidianamente: a mio avviso, in questa zona oggi come oggi non ci sono gravi problematiche.
    La situazione è cambiata molto rispetto al 2004, quando sono arrivato qui. Tra 2004 e 2009, infatti, la criminalità era alta e la situazione piuttosto invivibile. Un vero disastro: le diverse etnie “in lotta” tra loro, il degrado urbano, la delinquenza, la circolazione di droghe erano alcuni dei problemi più gravi. Poi, dal 2010 –fino alla firma del Patto nel 2012- la situazione si è appianata e c’è stato un cambiamento: certo, il degrado persiste, in parte, ma Via Pré è ben vivibile e accogliente. Raramente si legge di fatti di cronaca come furti, scippi, omicidi, risse che si verificano in zona (e quando se ne legge sui giornali non bisogna dimenticare che in parte si tratta anche di “montature” mediatiche ed esagerazioni folkloristiche, per far leva sul cliché popolare che vuole il quartiere come criminale e pericoloso). La maggior parte delle volte, ad esempio, i fatti criminosi sono compiuti in Via Balbi, ma per estensione si attribuiscono all’adiacente Pré».

    pre«Oggi, dunque, la situazione appare abbastanza tranquilla e, se ci sono ancora problematiche, si tratta di elementi comuni al 90% delle città italiane e che rientrano nelle difficoltà di gestione proprie delle grandi città. Se la situazione sia migliorata proprio grazie alla firma del Patto, non saprei dirlo. Di certo è stato un segno di svolta importante per la zona, e anche l’impegno bilaterale di amministrazioni e associazioni è stato di sicuro di giovamento. A ben vedere, tuttavia, non sembra che il Patto in sé sia stato un fattore così altamente discriminante per la ripresa della zona: pochi dei punti previsti sono stati toccati ed attuati, e per lo più non in toto ma solo parzialmente. Ad esempio, il caso dell’apertura degli ingressi dei palazzi storici di Via Balbi: non c’è, se non saltuariamente, in occasione di mostre o eventi specifici. Il presidio militare: non c’è, e non potrebbe nemmeno esserci. Non avrebbe senso impiegare forze militari per presidiare una zona (a bassa densità criminale) in cui i crimini che si riscontrano sono di lieve entità. Il presidio era stato richiesto, all’epoca, dalle associazioni di quartiere, ma si capiva da subito che questa non era una strada praticabile: anche qualora le amministrazioni avessero accolto la richiesta, si sarebbero soltanto acuite le tensioni in zona».

    «Altro problema, il più importante, quello dell’abusivismo che, lungi dall’essere sconfitto, rappresenta una piaga per Pré. I controlli non vengono effettuati, se non su segnalazione da parte di privati, anche se tutti sono ormai a conoscenza della situazione. Qui si vive ancora nel degrado, con oltre 30 persone in appartamenti miseri e piccolissimi, ma nessuno sembra avere interesse a combattere questa pratica, perché farlo vorrebbe dire dover smuovere molte altre questioni di carattere sociale, ma anche economico e politico. Infine, oltre all’abusivismo abitativo, anche quello commerciale: molti locali che si presentano come –ad esempio- lavanderie o esercizi di altro tipo, celano retrobottega pieni di alcolici e generi alimentari, venduti di contrabbando, a danneggiare l’economia degli altri commercianti della zona. E soprattutto, da poco si è aperta una nuova questione: dopo la chiusura da parte del Comune del campo nomadi di Bolzaneto, si è deciso che alle persone di etnia rom saranno assegnati nuovi alloggi tra quelli comunali, nel centro storico. In Via Pré ci sono una serie di alloggi destinati a questo scopo, che saranno occupati dai rom già a partire dal mese di agosto. E questo, è un mio personale parere, non potrà che accrescere lo scompiglio».

     

    Elettra Antognetti

  • FesTeatro di strada: musica, circo e spettacolo a Cornigliano

    FesTeatro di strada: musica, circo e spettacolo a Cornigliano

    Arte di Strada teatro attoriProsegue ancora oggi e domani – sabato 13 e domenica 14 luglio 2013 – il Festeatro di strada a Villa Bombrini: un evento curato dall’associazione Sarabanda in collaborazione con Società Per Cornigliano.

    In particolare nella serata di oggi (sabato 13 luglio) spettacolo musicale con Orchestra Cajon diretta da Marco Fadda e Marika Pellegrino (ore 21.15) e a seguire tutti gli artisti di FESTeatrodistrada sul palco per un Varietà esilarante (ore 22).

    Il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 5 €.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Constanza Rojas]

  • Welfare e Terzo Settore: il Comune prova a far tornare i conti

    Welfare e Terzo Settore: il Comune prova a far tornare i conti

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    Dopo la seduta monotematica della scorsa settimana dedicata alla sicurezza, anche la prossima convocazione in Consiglio comunale, secondo voci di corridoi spostata da martedì a giovedì pomeriggio per consentire la presenza dell’assessore Dameri, ha un solo, delicato tema all’ordine del giorno, ovvero il welfare e i fondi da destinare al variegato e vitale mondo del terzo settore, i cui rappresentanti presenzieranno in massa ai lavori dell’aula.

    Per la prima volta nell’attuale ciclo amministrativo, quello cioè che vede ai vertici di Palazzo Tursi Marco Doria, la discussione prenderà il via da una delibera di indirizzo di iniziativa consigliare, come previsto dall’art. 51 del Regolamento del Consiglio comunale di Genova. Una rarità per la Sala Rossa. Si tratta di un documento con cui i consiglieri, in questo caso bipartisan, mirano a porre dei paletti vincolati per la giunta circa la redazione del bilancio previsionale per il corrente anno che dovrebbe essere approvato prima della pausa estiva.
    Se, come probabile, la delibera di Consiglio dovesse ottenere la maggioranza, sindaco e assessori si troverebbero costretti a garantire al comparto del welfare, anche per il 2013, la stessa entità di fondi stanziati lo scorso anno, ovvero poco più di 40 milioni di euro. Una cifra che creerebbe non pochi problemi nella redazione definitiva del bilancio, considerato che rispetto al 2012 da Roma arriveranno 31 milioni in meno nelle casse di Tursi. Un buco che non sarebbe totalmente ripianato neppure con l’aumento di un punto percentuale sull’Imu. La giunta, dunque, si troverà di fronte a scelte molto delicate e, con ogni probabilità, sarà costretta a prendere provvedimenti poco popolari: ad esempio, il taglio degli extra per i dipendenti comunali che potrebbe garantire un tesoretto di circa 6 milioni di euro.«Si tratta – spiega Enrico Pignone, capogruppo Lista Doria – dell’ennesimo tentativo di riportare il dibattito politico all’interno della Sala Rossa. Le maggioranze forti che si sono succedute nei cicli amministrativi precedenti hanno fatto perdere incisività alle discussioni in assemblea. Ma, soprattutto per questioni sociali in cui non esiste necessariamente una contrapposizione partitica, è giusto che i problemi vengano affrontati pubblicamente in Consiglio. La Sala Rossa non può essere solo la valvola di sfogo per le proteste di cittadini e associazioni che ogni settimana assiepano le tribune, non sempre in maniera opportuna. Anche perché se non arrivano i trasferimenti dal governo non si può sempre addossare la colpa al sindaco e al Comune».

    Trattandosi di un provvedimento trasversale, la delibera non dovrebbe trovare troppi ostacoli al suo passaggio. Tuttavia, la discussione di domani servirà ai consiglieri per manifestare i propri intendimenti circa le iniziative concrete da intraprendere e i settori su cui abbattere la scure dei tagli. E qui si attendono scintille, anche all’interno della maggioranza. Da un lato, infatti, la posizione di parte del Pd che vede di buon grado l’inserimento di una logica concorrenziale nel mondo delle cooperative sociali e del terzo settore più in generale; dall’altra, la posizione della Lista Doria contraria a un sistema che rischierebbe di favorire sempre i soliti soggetti, magari già avvantaggiati dal punto di vista fiscale. Nel mezzo, o meglio, all’esterno, la protesta dei sindacati e del Forum del Terzo Settore che manifesteranno il proprio malessere.

     

    Consiglio Comunale: quali strumenti a disposizione dei consiglieri?

    La delibera di Consiglio è solo uno dei molteplici strumenti con cui i rappresentati dei cittadini genovesi stanno esercitando i propri compiti di controllo sull’operato dell’amministrazione.

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    Nelle scorse settimane, infatti, abbiamo più volte fatto riferimento a termini tecnici come articoli 54, articoli 55, ordini del giorno, emendamenti, interpellanze e mozioni. Lo abbiamo già fatto in altre occasioni, ma in una giornata come quella di oggi che vede il Comune impegnato in una scelta importante per il futuro della nostra città, ci sembra utile cercare di fare nuovamente chiarezza sulle iniziative che i consiglieri possono intraprendere all’interno della Sala Rossa.

    Andiamo con ordine, partendo da uno degli strumenti più sfruttati e che più volte abbiamo avuto modo di citare nei nostri articoli da Palazzo Tursi. Stiamo parlando degli articoli 54, ovvero le interrogazioni a risposta immediata che contraddistinguono, di norma, l’ora (anche nota con il termine anglosassone di question time) precedente i lavori ordinari dell’assemblea. Si tratta di chiarimenti su argomenti di attualità e di competenza dell’amministrazione comunale, richiesti da uno o più consiglieri in forma scritta ma illustrati oralmente, a cui fanno seguito le risposte degli assessori competenti, con possibilità di replica per i proponenti.  Uno strumento che spesso viene sfruttato dai consiglieri solamente per avere un po’ di visibilità in più, ma che, in realtà, è anche uno dei metodi più efficaci con cui i cittadini, tramite i propri rappresentanti in Sala Rossa, possono chiedere conto agli assessori competenti e all’amministrazione più in generale, di determinate problematiche che li riguardano e che interessano la vita della città.

    All’inizio di ogni seduta, il presidente può prendere o concedere la parola per brevi dichiarazioni su fatti recenti di particolare importanza. Inoltre, secondo il quarto comma dell’articolo 55, in apertura dei lavori è “sempre consentito al sindaco fare dichiarazioni di particolare importanza per la Civica Amministrazione” per un tempo massimo di 10 minuti. L’intervento del primo cittadino può essere preceduto dalle dichiarazioni di un rappresentante per ciascun gruppo consigliare, per un massimo di 5 minuti a testa. Una situazione che abbiamo visto poche settimane fa, in occasione della discussione sul Terzo Valico.

    Tecnicamente organizzate come gli articoli 54, le interpellanze sono atti a carattere ispettivo, domande rivolte a sindaco o giunta per conoscere i motivi o gli intendimenti della loro condotta in merito a un provvedimento o a un comportamento amministrativo.

    Da non confondersi con l’ordine del giorno della seduta, che indica appunto l’elenco degli argomenti in discussione durante una determinata convocazione, l’ordine del giorno inteso come iniziativa di uno o più consiglieri è un atto di indirizzo con cui si impegna l’amministrazione a intraprendere un determinato comportamento o azione di governo su un provvedimento in esame. Non comporta effetti giuridici immediati ma va piuttosto considerato alla stregua di un documento accessorio alla discussione in corso.

    A metà strada tra la delibera di indirizzo e l’ordine del giorno, si collocano le mozioni. Si tratta di proposte di deliberazioni, con cui i membri della Sala Rossa esprimono la propria posizione su argomenti di particolare rilevanza per spronare la discussione e/o impegnano sindaco e giunta al compimento di atti e all’adozione di iniziative di propria competenza su questioni cogenti.

    Tra le altre azioni a disposizione dei consiglieri avrete sicuramente letto più volte i termini emendamento e dichiarazioni di voto, di comprensione molto più immediata rispetto agli altri. Nel primo caso, si tratta di proposte di modifica dei documenti da deliberare, su cui, prima della votazione in aula, la giunta è chiamata a manifestare il proprio orientamento. È uno degli strumenti più utilizzati, insieme con gli ordini del giorno, come pratica ostruzionistica. Le dichiarazioni di voto, invece, altro non sono che l’illustrazione delle motivazioni che porteranno un gruppo consigliare a votare a favore o contro un determinato provvedimento; a essi, possono aggiungersi gli interventi di consiglieri che si dissocino dall’orientamento del proprio gruppo di appartenenza.

    Per il momento ci fermiamo qua, senza alcuna pretesa di essere stati esaustivi ma con la speranza di aver aiuto qualche lettore a districarsi tra i tecnicismi che caratterizzeranno la lunga giornata di oggi in quel di Palazzo Tursi.

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bando Arti Sceniche: gli spettacoli vincitori in anteprima

    Bando Arti Sceniche: gli spettacoli vincitori in anteprima

    Incontri, danzaMartedì 9 luglio 2013 (ore 18.30) nel porticato di Palazzo Ducale sono presentati in anteprima gli estratti dei Festival vincitori del bando Arti Sceniche 2013, promosso dalla Compagnia San Paolo di Torino.

    I Festival
    Lunaria Teatro: XVI Festival di una notte d’estate – Percorsi oltre il buio
    Associazione ARTU: Corpi urbani/Urban Bodies
    Rapallo Musica: XV Festival organistico internazionale “Armonie sacre percorrendo la terra di Liguria”
    Collegium Pro Musica: Festival internazionale di musica da camera “Le vie del Barocco”
    Echo Art: 22° Festival musicale del Mediterraneo
    Sarabanda: Circumnavigando

    Il bando ha assegnato complessivamente 4 milioni di euro per iniziative di teatro, musica e danza, dei quali circa 1 milione sono stati destinati a 10 rassegne e 6 stagioni teatrali delle Province liguri.

    I vincitori liguri del bando

    STAGIONI (totale:  € 810.000)
    Teatro dell’Archivolto, stagione 2013-14: € 260.000
    Teatro della Tosse, stagione “Questo spazio è di tutti”: € 230.000
    GOG – Giovine Orchestra Genovese, stagione 2013-14: € 195.000
    Teatro Cargo, stagione 2013-14: € 65.000
    Associazione S. Ambrogio, i concerti di San Torpete – VIII edizione: € 32.000
    Kronoteatro, stagione 2013-14: € 28.000

    RASSEGNE (totale: € 231.000)
    Lunaria Teatro, Festival in una notte d’estate: € 38.000
    Comune di Sestri Levante, Andersen Festival: € 35.000
    Rapallo Musica: € 30.000
    Comune di Perinaldo, Perinaldo Festival – VII edizione: € 22.000
    Associazione Collegium Pro Musica “Le vie del barocco” € 20.000
    Echo Art Genova 22° Festival musicale del mediterraneo € 20.000
    Comune di Monterosso al Mare, Nuove terre – Germogli di teatro a Monterosso € 18.000
    Associazione Culturale ARTU Genova Corpi Urbani/Urban Bodies € 18.000
    Sarabanda, Circumnavigando: € 15.000
    Levanto Festival Internazionale € 15.000

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)