Tag: giovani

  • “Angeli col fango sulle magliette” finalista al premio www

    “Angeli col fango sulle magliette” finalista al premio www

    Angeli col fango sulle magliette è la pagina Facebook creata da un gruppo di ragazzi genovesi durante l’alluvione del 4 novembre 2011, per segnalare lo stato degli eventi e favorire la mobilitazione dei volontari che hanno contribuito al recupero delle zone danneggiate. Un progetto che non si è fermato, ma è attualmente attivo in un’iniziativa di riqualificazione del verde pubblico: il 4 novembre 2012, a un anno dall’alluvione, sono iniziati i lavori di recupero delle aiuole di via Fiume e via XX Settembre e sulla piattaforma dell’associazione Open Genova è stato creato un laboratorio intitolato Dai diamanti non nasce niente, alla ricerca di collaborazioni e proposte per portare avanti manutenzione e restyling di questi spazi verdi.

    In parallelo a tutto questo, la pagina è stata segnalata come finalista del Premio WWW, concorso dedicato alla creatività digitale indetto ogni anno dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”: un premio simbolico nei contenuti ma importante nella sostanza, perché conferisce grande visibilità a iniziative che attraverso Internet sviluppano nuove forme di comunicazione e socializzazione.

    In particolare, la pagina è finalista nella sezione Charity, dedicata ai progetti di associazioni e o enti non profit che hanno sviluppato progetti di accesso e utilizzo delle nuove tecnologie e dei social network in maniera attiva e partecipata, per creare una nuova cultura del volontariato civico.

    I progetti finalisti sono stati valutati da due giurie, composte da addetti e professionisti del settore, mentre la votazione per decretare i vincitori è a opera degli utenti stessi del sito: è possibile votare entro le ore 18 di mercoledì 23 gennaio 2013 registrandosi al sito del premio WWW e recandosi alla sezione “Charity”.

    [foto di Marta Traverso]

  • Università di Genova: workshop gratis alla Facoltà di Architettura

    Università di Genova: workshop gratis alla Facoltà di Architettura

    Da lunedì 21 a venerdì 25 gennaio 2013 la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova apre al pubblico per Gennaio 2125. Storia e storie di design, cinque giorni di workshop e conferenze gratuiti, punto di partenza di un percorso che ha lo scopo di rafforzare il legame tra Ateneo e città e far conoscere gli spazi del centro storico che ospitano gli studenti di architettura e design.

    Questo il programma.

    Lunedì 21 gennaio
    10.30, Aula Benvenuto: Il design in Liguria con Enrico Gollo, presidente ADI Liguria;
    14.30, Aula Benvenuto: Piccolo Blu con Marta Delfino, graphic designer e Massimo Schiavon, cantautore;
    16.30, Aula 4L: La mente ama: come vediamo il mondo con Alessandro Bertirotti, antropologo.
    17.30, Aula Benvenuto: Design per la cooperazione: esperienze e prospettive con Paola Gambaro ed Elena Rosa, Università degli Studi di Genova;
    19.00, Aula Benvenuto: Lancio workshop Design Sociale con Carlo Vannicola, Università degli Studi di Genova.

    Martedì 22 gennaio
    9.30, Lab MAC: Architettura per la gente, tra la gente, con la gente con Massimo Corradi, Università degli Studi di Genova;
    11.30, Aula Benvenuto: Esperienze di spazio teatrale con Guido Fiorato, scenografo all’Accademia Ligustica di Belle Arti;
    14.30, Aula Benvenuto: Marketing & green economy con Marco Fedeli, docente di Marketing ed Economia Aziendale;
    14.30: Aula 0A: Workshop: Design Sociale con Carlo Vannicola, Università degli Studi di Genova;
    14.30, Aula 6E: Dal tronco all’oceano con Gianpaolo Ferrari, autocostruttore.

    Mercoledì 23 Gennaio
    9.30, Aula Benvenuto: Arti visive e musica. Rapporti e ibridazioni nelle avanguardie storiche e nella contemporaneità con Paolo Bolpagni, storico dell‘arte, Mirco Marchelli, artista e Giovanni Battista Martini, architetto;
    10.30, Aula Mediterranea: Confronti culturali e pratiche di convivenza nei quartieri genovesi con Giuliano Carlini, Università degli Studi di Genova;
    11.30, Aula Benvenuto: Progettare le riviste di design con Mario Piazza, direttore della rivista Abitare;
    14.30, Aula Benvenuto: Present Futures 2 – Autorship con Patrizia Ranzo, Università degli Studi di Napoli, Gilberto Corretti, ISIA Firenze e Anna Spadoni, avvocato;
    14.30, Aula 4D: Workshop: Design Sociale con Carlo Vannicola, Università degli Studi di Genova;
    15.30, Aula 5H: Giù le mani da Internet: i diritti umani e i (pre)potenti della terra con Andrea Vian, Università degli Studi di Genova.

    Giovedì 24 gennaio
    10.30, Aula Benvenuto: Internoitaliano con Giulio Iacchetti, designer e Silvia Robertazzi, direttrice Casamica e AtCasa.it;
    14.30, Aula San Salvatore: La città densa con Philippe Daverio, storico dell’arte.

    Venerdì 25 gennaio
    9.30, Aula Benvenuto: Gli indicatori collettivi ed ecologici per l’analisi socio-territoriale con Matteo Colleoni, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale all’Università degli Studi Milano Bicocca;
    14.30, Aula 4H: Lettura delle immagini con Sandro Iovine, fotografo;
    14.30, Aula Benvenuto: conferenza di chiusura Design Sociale con Carlo Vannicola, Università degli Studi di Genova.

  • Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    Servizio civile nazionale: bando 2013 dopo le elezioni?

    IL PRECEDENTE

    Gennaio 2012: la Corte di Cassazione esamina il caso di un ragazzo nato in Pakistan, che vive in Italia da 15 anni ma non ha potuto fare domanda per il servizio civile nazionale, non essendo in possesso della cittadinanza: il  ricorso di Shahzad Sayed è stato accolto con una sentenza che ha definito “discriminatoria” l’esclusione di ragazzi non italiani dal bando.

    Nelle motivazioni della sentenza si legge che “l’uso del termine “cittadino“, previsto tra i requisiti necessari per l’accesso al servizio civile nazionale, va inteso non con riferimento al soggetto munito di cittadinanza ma al soggetto che appartiene in maniera stabile e regolare alla comunità e che in quanto tale può vedersi esteso anche a lui il dovere di difesa della patria, quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale ex articolo 2 della Costituzione“.

    Il Ministro Andrea Riccardi (con delega alla Cooperazione internazionale e l’Integrazione) ha presentato a sua volta un ricorso dopo pochi giorni, per evitare che il bando fosse invalidato e venisse impedito l’avvio del servizio civile per i volontari già selezionati dai colloqui.

    FEBBRAIO 2012: se il ricorso del Ministero ha reso possibile l’avvio in servizio dei volontari, l’inizio di tutti i progetti sul territorio nazionale viene scaglionato nel corso dell’anno, perché la scarsità di fondi impedisce di retribuire con regolarità i volontari.

    APRILE – AGOSTO 2012: nel corso dei mesi si alternano voci su un possibile stop definitivo al bando di servizio civile, a causa dei finanziamenti sempre più esigui ai progetti. A giugno l’Assessore Regionale alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi comunica ufficialmente che non uscirà alcun bando per il 2012, mentre è molto probabile l’apertura di un nuovo bando nella primavera 2013.

    31 OTTOBRE 2012: scade il termine per gli enti che vogliono presentare progetti di servizio civile in vista del bando nazionale 2013.

     

    IL PRESENTE

    Il 2012 è trascorso senza che sia stato emesso alcun bando di servizio civile nazionale, per la prima volta da quando è stato istituto con la legge 64 del 2001.

    Si prevede l’apertura di un bando ad aprile 2013, ma non ci saranno certezze fino a dopo le elezioni del 24-25 febbraio e l’insediamento del nuovo governo. Questo per due ragioni, come ci spiega Sandra Bettio, responsabile Arci Servizio Civile Genova: «La sentenza dello scorso anno obbliga l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ad ammettere al prossimo bando anche cittadini stranieri, senza attendere la modifica della legge. Inoltre si dovrà attendere il risultato delle elezioni politiche, per capire da chi sarà composto il nuovo governo e quali saranno le intenzioni per sostenere il servizio civile».

    La campagna elettorale è in pieno svolgimento, ma nessun movimento politico ha inserito esplicitamente nel programma il sostegno al servizio civile (le uniche iniziative in merito sono da parte di singoli parlamentari). A questo scopo Arci Servizio Civile ha preparato un appello dal titolo Un’alleanza per il futuro, da sottoporre ai candidati e ai membri del futuro governo, una volta che sarà insediato. Temi chiave dell’appello, sottoscritto in un convegno dello scorso dicembre a Firenze, sono:
    1- servizio civile accessibile a tutti coloro che vogliono partecipare (eliminare dunque i requisiti di accesso, a partire da quello di cittadinanza);
    2- modificare la legge per garantire un impegno finanziario stabile da parte dello Stato, per evitare che di anno in anno i fondi per il servizio civile subiscano variazioni sostanziali;
    3- lo Stato deve farsi promotore della difesa della patria con mezzi non militari, come previsto dalla legge istitutiva del servizio civile, in particolare stanziando adeguati fondi per ogni forma di difesa civile, rispetto a quelli per la difesa miliare;
    4- promuovere la difesa della patria e la cittadinanza attiva quali obiettivi principali del servizio civile, che deve essere anzitutto un’esperienza di educazione alla pace e alla non violenza.

    L’unica certezza in merito è invece per il bando regionale, ossia un bando che esula dal servizio civile nazionale ma viene stabilito in base alle leggi di ciascuna Regione sul tema. Il bando della Liguria è da poco stato pubblicato ed è stato presentato un invito agli enti che vogliono aderire al progetto. A differenza del bando di servizio civile nazionale, i bandi regionali sono aperti anche a ragazzi minorenni (studenti delle scuole superiori), con cittadinanza non italiana e – caso unico in Liguria – con precedenti penali.

     

    Marta Traverso
    [foto di Roberto Manzoli]

  • Giorno della Memoria 2013: bando di concorso per studenti

    Giorno della Memoria 2013: bando di concorso per studenti

    Giornata della memoriaIn occasione del Giorno della Memoria 2013 la Regione Liguria ha indetto una nuova edizione del bando di concorso per studenti delle scuole superiori sul tema Raccontare l’Olocausto.

    È possibile partecipare con poesie, racconti, interviste, articoli giornalistici, quadri, sculture, rappresentazioni teatrali, che dovranno sviluppare la seguente traccia: “L’istituto Jad Vashem di Gerusalemme per la Memoria della Shoah ha insignito doversi italiani del titolo di “Giusto fra le Nazioni”. Spiega il significato di questa onorificenza e documentati su alcuni di loro, illustrando la loro opera e il contesto nel quale hanno agito“.

    Gli elaborati dovranno essere inviati per posta, a cura degli istituti scolastici di appartenenza, entro il 31 maggio 2013 all’indirizzo: Presidenza del Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria – Ufficio Gabinetto, via Fieschi 15 – 16121 Genova.

    Il bando mette in palio quindici borse di studio da 1.500 € ciascuna, destinate agli elaborati più meritevoli. I vincitori parteciperanno, inoltre, a un viaggio nei luoghi della Shoah accompagnati da una delegazione di consiglieri regionali.

  • Val Bisagno: bando per associazioni e progetti con i giovani

    Val Bisagno: bando per associazioni e progetti con i giovani

    Torrente BisagnoIl Comune di Genova ha aperto un bando per finanziare associazioni e progetti che coinvolgono i giovani, da destinare a realtà che operano nei Municipi Bassa e Media Valbisagno, ossia le zone colpite dall’alluvione del novembre 2011: i finanziamenti previsti sono per un importo massimo di 22.250 € per ciascun Municipio.

    Possono fare domanda associazioni che presentino progetti capaci di coinvolgere giovani e prevedano dei tutor, su varie attività: banca del tempo, cura degli spazi verdi, riordino dei luoghi alluvionati, progetti per la comunità e le fasce fragili. I progetti dovranno durare quattro mesi e coinvolgere ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni, italiani e non, residenti nel Comune di Genova. I ragazzi individuati per partecipare al progetto dovranno essere presenti alle iniziative per almeno il 75% della durata e riceveranno un rimborso di 300 €.

    Le domande per i finanziamenti possono essere presentate entro le ore 12 di lunedì 21 gennaio 2013, in busta chiusa al Comune di Genova – Archivio Generale e Protocollo, piazza Dante 10. Requisito per fare domanda è essere associazioni di promozione sociale costituite da non meno di 24 mesi e iscritte da almeno 12 mesi nel registro/albo nazionale o regionale di riferimento. Il materiale da portare è scaricabile dal sito del Municipio (www.municipio4mediavalbisagno.comune.genova.it).

    Scopo dell’iniziativa è coinvolgere i ragazzi, soprattutto quelli che non appartengono a nessun tipo di associazione, nella vita della propria comunità e nella cura dei luoghi in cui vivono.

    I progetti dovranno essere avviati entro 60 giorni dall’individuazione delle associazioni vincirici del bando e avranno durata sino al completamento dell’attività prevista, entro e non oltre il 31 ottobre 2013.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Bjcem e la Città di Ancona promuovono il bando di concorso di arte contemporanea in vista della 16ma edizione di Mediterranea – Biennale Giovani Artisti, un evento internazionale multidisciplinare che si svolgerà ad Ancona dal 6 giugno al 7 luglio 2013 e che prevede la partecipazione di oltre 250 artisti.

    Nata nel 1985, la Biennale si svolge ogni due anni in una città diversa del Mediterraneo concentrandosi su giovani artisti e creatori. Bjcem è una rete internazionale con più di 70 membri e partner provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa.

    Il bando è rivolto ad artisti visivi, registi, scrittori, musicisti, designer e ricercatori culturali di età inferiore ai 35 anni (ovvero nati dopo il 31 dicembre 1977) di qualsiasi nazionalità, che dovranno presentare un solo progetto specifico in relazione al tema di questa edizione – ERRORS ALLOWED (Gli errori sono ammessi) – e caricarlo secondo le istruzioni indicate sul sito www.bjcem.org.

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione. I progetti devono essere presentati entro il 27 gennaio 2013.

    Una commissione di curatori valuterà gli artisti, dando priorità a coloro che non hanno mai partecipato alla manifestazione. Gli artisti selezionati riceveranno una comunicazione entro metà marzo e saranno invitati a partecipare alla manifestazione e a presentare il proprio lavoro.

    L’organizzazione si farà carico della spedizione dei lavori, dell’assicurazione, dell’allestimento, della produzione di progetti site specific, di viaggi, vitto e alloggio e fornirà supporto per le eventuali richieste di visto. Non è previsto alcun compenso per gli artisti selezionati.

    [foto di Constanza Rojas]

  • èAfrica: bando di concorso per fotografi e videomaker

    èAfrica: bando di concorso per fotografi e videomaker

    Donne del sud del MondoSono aperte le iscrizioni per partecipare al bando di concorso fotografico e video èAfrica, rivolto a giovani artisti europei dai 18 ai 35 anni, con ottima conoscenza della lingua inglese.

    Ogni artista può candidarsi solo in una delle due sezioni e deve presentare un progetto creativo che abbia come punto di partenza l’ospedale di Tosamaganga in Tanzania, raccontando la storia di una o più persone che da quell’ospedale sono passate o che lì lavorano, si curano, aspettano.

    Al termine della selezione verranno selezionati due video artisti e tre fotografi che andranno in Tanzania per la realizzazione del progetto.

    Per partecipare ogni artista deve presentare:
    – portfolio (almeno un video o almeno 20 scatti fotografici);
    – modulo di partecipazione;
    – curriculum
    – progetto creativo che descriva ciò che si vuole realizzare sul campo (max 2000 battute spazi inclusi).

    Il materiale va inviato entro il 15 marzo 2013 tramite il sito www.mediciconlafricacuamm.org/contest. La selezione verrà effettuata nella sede di Medici con l’Africa Cuamm entro il 29 marzo 2013, i vincitori saranno contattati sia via e-mail sia via raccomandata A/R.

    Il workshop dato in premio si terrà a Tosamaganga nel corso di maggio 2013 e prevede 5 giornate di formazione e realizzazione del proprio progetto artistico, a partire dall’analisi e discussione dell’idea fino alla realizzazione vera e propria. Assicurazione, visto e viaggio saranno offerti dagli organizzatori. A ogni artista inoltre
    verrà dato un attestato di frequenza.

  • Liceo D’Oria: alcune proposte per cambiare la scuola

    Liceo D’Oria: alcune proposte per cambiare la scuola

    liceo d'oriaQuando frequentavo il liceo mi è stato insegnato che non dovevo studiare per prendere 6, quanto piuttosto per prendere 8, meglio ancora per prendere 10. Di rado è capitato che qualcuno provasse a trasmettere un concetto differente: studiare non per un voto (o meglio, non solo per un voto), ma per imparare cose che ancora non si sanno, per sviluppare capacità di analisi e spirito critico, per imparare a lavorare in gruppo e confrontarsi con gli altri.

    Questi i temi di cui si è parlato questa mattina al liceo classico D’Oria, durante l’assemblea di istituto. “Come possiamo ripensare la nostra scuola?”, è il punto di partenza dell’incontro, così descritto dalla rappresentante degli studenti Maddalena.

    Un’assemblea viva e partecipata, dove studenti e professori presenti hanno discusso e messo sul piatto proposte concrete per migliorare la loro istruzione nel quotidiano.

    Il tutto è partito da un video di Sir Ken Robinson, dal titolo Il paradigma dell’educazione, che potrete vedere in coda all’articolo: il nostro sistema educativo distingue gli studenti in accademici (con formazione classica e che conoscono le nozioni loro trasmesse) e non accademici (privi di formazione classica): i primi sono comunemente ritenuti ” studenti brillanti”, i secondi no.

    Il nuovo paradigma scolastico dovrebbe valorizzare da un lato interessi, attitudini, creatività del singolo, dall’altro capacità di lavorare in gruppo dando rilievo ai punti di forza di ciascuno, nell’ottica di quello che viene chiamato pensiero divergente. Lo studioso J.P. Guilford definisce questo concetto come la “capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni per un dato problema”. Esempio: quanti modi ci sono di utilizzare un comune fermaglio per la carta? (almeno 200, secondo i teorici).

    All’assemblea sono stati mostrati due esempi di applicazione concreta del pensiero divergente. Massimo Chiesa, direttore artistico del Teatro della Gioventù (che con alcune scuole superiori di Genova ha attivato il laboratorio “Innamorarsi del teatro“), ha raccontato di come l’amore per il teatro abbia compensato una carriera scolastica poco brillante: “Non bisogna per forza essere creativi a tutti i costi, ma si può e si deve essere meno “ingabbiati” e più liberi nel proprio modo di rapportarsi con l’arte e lo studio“.

    Tobia Lorenzani e Jacopo Sterlocchi sono due dei quattro fondatori di FreeFutool, un quaderno di appunti stampato in 50.000 copie e distribuito gratuitamente agli studenti universitari di Genova, Torino e Milano, un progetto che si autofinanzia attraverso la pubblicità posta nella parte inferiore di ogni foglio. “Durante l’università abbiamo iniziato a fare il “gioco della startup“: ogni giorno, ognuno di noi aveva il compito di inviare una mail agli altri con unidea. FreeFutool era una di queste idee: noi soci abbiamo quattro specializzazioni diverse – finanza, marketing, management e design – e ognuno di noi sfrutta al massimo questa sua competenza, in relazione con le competenze degli altri“.

    Più grandi di pochi anni degli studenti che li ascoltano, questo è il loro consiglio: “L’Italia è, dopo la Germania, il Paese europeo più florido di startup: si tratta di aziende, ma prima ancora sono idee. Quello che voi ragazzi dovete fare è dare valore alla vostra curiosità: da qui nasce la voglia di imparare cose nuove, di confrontarvi, da qui derivano le idee“.

    Idee che vengono presentate oggi dagli stessi studenti, in un’assemblea cui hanno assistito il preside e alcuni insegnanti. Qualche esempio? Leggere il giornale in classe e discuterne, dare maggiore rilievo all’ora di educazione civica (accorpata a storia e raramente svolta), fare un giorno di autogestione al mese in cui gli studenti possono preparare un argomento (non necessariamente scolastico) da esporre agli altri, analizzare opere letterarie, filosofiche e di storia alla luce dell’attualità, e così via.

    Il passo successivo, come sottolineato dai rappresentanti di istituto del D’Oria, sarà applicare alcune di queste proposte a partire dall’anno scolastico in corso e coinvolgere anche altre scuole della città.

    Questo il video di Ken Robinson che ha ispirato l’incontro di oggi.

    Marta Traverso

  • Video Festival Città di Imperia 2013: bando di concorso

    Video Festival Città di Imperia 2013: bando di concorso

    pellicolaIl VideoFestival Città di Imperia è un evento organizzato dall’Associazione “Officine Digitali” in collaborazione con il Comune di Imperia – Assessorato alla Cultura.

    Il Festival è riservato ai registi professionisti e ai videomaker, ed è anche attiva una sezione a parte per le scuole.

    Si può concorrere con una o più opere a tema libero, senza alcuna quota di partecipazione. Il Festival è articolato nelle seguenti categorie:
    Registi professionisti divisa in sezione Film, Documentario e Animazione & Grafica;
    Amatori divisa in sezione Lungometraggi, Cortometraggi, Documentari, Animazione & Grafica, Videoclip;
    Scuole senza sotto-distinzioni;
    Internazionale, riservata unicamente ad autori esteri e divisa in  sezione Film, Documentario e Animazione & Grafica;
    Explorer, divisa in sezione Documentario Turistico e Documentario Naturalistico;
    Fil…mare, per documentari sul mare.

    I partecipanti dovranno inviare un Dvd con i materiali entro il 14 gennaio 2013 a Direttore Artistico Sig. Fiorenzo Runco Video Festival Città di Imperia Strada Colla, 18 – 18100 Imperia.

    Il festival e la premiazione si svolgerà dal 23 al 27 aprile 2013 presso l’Auditorium della Camera di Commercio.

  • Centro storico, ostruzionismo e degrado: si ferma la musica in Via Pré

    Centro storico, ostruzionismo e degrado: si ferma la musica in Via Pré

    Via BalbiQuesta volta vince il mugugno genovese… Il progetto P.U.M.A. chiude per problemi di convivenza con i condomini di Vico Pace nel cuore del sestiere di Pré. Dopo più di due anni di presidio sul territorio, una valida realtà associativa che opera a pochi passi da Via Pré, in Vico San Cristoforo, è costretta a cedere di fronte alle difficoltà incontrate nello svolgere la propria attività. L’ostruzionismo messo in atto da alcuni abitanti degli stabili adiacenti ha infatti reso impossibile, per l’associazione, portare avanti l’attività nei termini in cui era stata originariamente concepita.

    P.U.M.A. (Presidio Urbano Musiche Attuali) è un progetto nato nel gennaio 2010 ad opera di volontari provenienti da una precedente esperienza associativa in ambito musicale (il gruppo informale poi costituitosi in associazione culturale “VoLùmia”), e messo in pratica tramite la partecipazione ad un bando per l’assegnazione dei locali – di proprietà del Comune – siti in Vico San Cristoforo; dopo la vittoria del bando, gli associati hanno speso tempo ed energie nei lavori di allestimento dei locali per renderli adatti all’attività musicale: da allora ad oggi, P.U.M.A. ha messo a disposizione della collettività una sala prove con relativa strumentazione, ha organizzato eventi live, ha promosso la cultura musicale cittadina sia negli spazi assegnati dal bando sia presso diversi locali genovesi, fungendo da luogo di aggregazione e ponendosi come obiettivo primario quella riqualificazione del territorio che, partita da Piazza delle Erbe, ha lentamente coinvolto varie zone della Maddalena, non arrivando ancora, però, alla zona di Via Pré, dove P.U.M.A. si configura quindi come avamposto: «Attraverso P.U.M.A. offriamo le nostre capacità ed energie maturate sul campo in anni di eventi live, per poter venire incontro ad altri musicisti conoscendo già le loro esigenze, orientandoci al mondo della produzione e fruizione artistica e culturale» ci diceva il presidente Renato Campanini nella nostra intervista di giugno scorso all’associazione in piena attività.

    A distanza di qualche mese, le cose non sono andate come sperato: non è bastato il fatto che – grazie alla presenza di P.U.M.A. sul territorio – siano venute meno situazioni di profondo degrado a rendere sopportabili, per alcuni condomini, le due ore serali di prove musicali. E il climax di questa situazione di insofferenza è stato raggiunto il 15 novembre, quando tali vicini hanno sollecitato l’intervento della polizia municipale per eseguire i rilievi fonometrici. Abbiamo ricostruito l’accaduto con Renato Campanini, presidente dell’associazione.

    In breve, cosa è successo la sera del 15 novembre?

    «Giovedì 15 novembre è venuto a suonare un gruppo, mai visto e conosciuto, che diceva di aver trovato la nostra sala su internet. Strano: in una città dove tutti si conoscono, specialmente musicisti, non era ancora capitato che un gruppo non fosse venuto per passaparola. Comunque lunedì 12 mi prenotano la sala per giovedì 15 dalle 21 alle 23. Il giovedì è sempre stato libero, quindi concordo le prove nella speranza che vengano come gruppo fisso (visto che dobbiamo ancora rientrare dei costi). Giovedì mi chiamano 10-15 minuti prima delle prove per avere conferma, rimango lusingato dalla serietà con la quale si sono preoccupati, fino alle 21 ho il turno al lavoro, quindi faccio aprire la sala un mio socio che abita in via Balbi. Al momento siamo a conoscenza delle prove io, il gruppo, e il mio socio. Verso le 21:30-21:40 mi avverte il mio socio che il gruppo sta suonando a dei volumi imbarazzanti, al che mi reco al più presto per farli abbassare o smettere. Arrivo lì per le 22 e, mentre faccio per aprire la porta e dirgli di abbassarsi, giunge la polizia municipale dicendo che ha fatto i rilievi (prima alle 20:30 circa e poi durante le prove) e che ovviamente stiamo sforando i limiti di legge.
    La responsabilità in questi casi è del Presidente, quindi mi viene presentato un verbale con 1032 euro di ammenda. Mi viene fatto presente che altre volte i tecnici erano venuti ad effettuare i rilevamenti ma non avendo riscontrato alcuna attività rumorosa non avevano redatto alcun verbale. Mi viene inoltre comunicato che il lunedì è stata chiamata la municipale perché c’erano informazioni circa delle prove che si sarebbero svolte il giovedì stesso dalle 21 in poi. Il gruppo, senza che dovesse saper niente di quanto stava avvenendo nel frattempo, smette di suonare molto prima dell’orario concordato (non mi era mai successo), appena la municipale va via. Lascio al lettore le deduzioni che impone la logica».

    La municipale è stata chiamata dai condomini: come funziona l’attività di rilevazione dei volumi? È qualcosa che loro fanno normalmente e spesso? O solamente se vengono chiamati?

    «Il cittadino può richiedere un rilievo fonometrico per la verifica del rispetto dei limiti di rumore della Classificazione Acustica. Il procedimento si attiva inviando una segnalazione. Le misurazioni si effettuano all’interno delle abitazioni, quindi occorre potersi accordare con i vigili per il sopralluogo, il disturbo si rileva dove la gente vive o lavora. Il rilievo avviene in due momenti distinti, quello durante il quale viene misurato il livello di fondo, con il rumore “naturale” dello stabile in questione, e quello effettuato durante l’attività rumorosa; attraverso un calcolo si ottengono i valori differenziali che indicano “quanto” l’attività rumorosa influisca sul luogo preso in esame, questi valori devo rientrare all’interno di specifiche previste dalla legge».

    In linea di massima cosa richiedeva il bando?

    «Il bando richiedeva l’attuazione di attività ed iniziative finalizzate all’aggregazione sociale del territorio contribuendo al risanamento sociale, alla frequentazione ed alla rivitalizzazione della zona; le attività proposte dovevano coprire almeno 4 giornate nella settimana».

    Frame dal Live Studio con Volumi CriminaliFrame dal Live Studio con Volumi Criminali

     

     

     

     

     

     

     

    Il municipio ovviamente sapeva che ci avreste suonato. In quest’ottica, non ha mai preso contatti coi condomini per avvisare o fare presente che vi si sarebbero tenute delle prove?

    «Quando ci siamo inseriti noi (giunta Vincenzi, n.d.r.) i condomini semplicemente non c’erano ancora, se non all’ultimo piano: si tratta di un condominio dell’A.R.T.E. e l’assegnazione degli alloggi è stata effettuata gradualmente tramite dei bandi. Appena arrivati abbiamo fatto un giro per informare gli esercenti e gli abitanti di zona sulle attività che avremmo svolto».

    Quanti giorni e a quali ore suonavate? Com’era la zona quando vi siete insediati e com’è adesso?

    «A pieno regime la sala svolgeva attività musicale per 3-4 giorni a settimana per 2 ore al giorno, di norma le attività terminavano al massimo entro le 10-11 di sera. Appena arrivati la zona si presentava chiaramente degradata: venivano trovate regolarmente feci (soprattutto umane), siringhe, vomito, cocci di vetro, stagnole usate per assumere il crack e così via: lo spaccio e il consumo di eroina e altre droghe pesanti avveniva a qualunque ora del giorno, oltre che di notte capitava più frequentemente durante l’orario della pausa pranzo. Il “pattuglione” composto da forze dell’ordine e militari che gira periodicamente dovrebbe garantire una sicurezza molto più alta del risultato che ottiene: lo spaccio e il degrado in Via Pré non è cambiato di una virgola, in compenso il tipico gestore straniero di minimarket è terrorizzato da quello che potrebbe capitargli se venisse colto a vendere una birra in una bottiglia di vetro dopo le 8 di sera. La sicurezza è un’illusione: ho visto più volte coi miei occhi chiedere i documenti a turisti col trolley a distanza di 20 metri da chi, con una stretta di mano, scambiava banconote con una pallina di cellophane. Grazie all’azione di presidio ultimamente abbiamo trovato solo un po’ di sporcizia e lo spaccio (limitatamente a vico san Cristoforo) è notevolmente diminuito, la situazione è ancora mediocre ma rispetto all’inizio la differenza è notevole».

    Locandina VolumiaQualche residente ha mai manifestato interesse verso quello che facevate, venendo a vedere, a chiedere?

    «Praticamente all’inizio tutti erano curiosi, alcuni ci hanno aiutato materialmente più volte (capitava magari di pulire insieme con la candeggina il sangue per terra o di fare piccoli lavori di manutenzione), altri ragazzi hanno partecipato e partecipano alle attività. Per fare un esempio: quando qualcuno passa dal vicolo ci si saluta e quando siamo noi a passare sono gli esercenti a salutarci: sembra un dettaglio ma in una città di mugugnoni come Genova è un gran bel risultato».

    Un focus sulla difficoltà di convivenza con gli abitanti della zona e dello stabile cui è pertinente il locale: quali difficoltà si sono palesate e come sono state gestite, qual è stato l’atteggiamento dei vicini nei vostri confronti per tutto questo periodo?            

    «Siamo stati subito accolti molto ben volentieri da tutti (a parte un personaggio un po’ particolare che aveva partecipato al bando per l’assegnazione ed era stato scartato in quanto non aveva i requisiti, ma si tratta di un episodio ridicolo): il vicinato, gli esercenti e la comunità intorno tutt’ora ci sostengono. Il rapporto coi condomini di Vico Pace 10 si è progressivamente degradato; dapprima tollerando a mala pena la nostra presenza, poi impedendoci attivamente di svolgere le attività: dispetti, biglietti, messaggi, scenate, gavettoni, interruzione di corrente (che ci ha causato diversi danni alla strumentazione) e così via. Il nostro comportamento è sempre stato orientato verso la disponibilità, venendo incontro alle esigenze di tutti: abbiamo fornito a tutti i nostri contatti, modificato gli orari, implementato l’insonorizzazione etc. L’atteggiamento dall’altra parte è stato di totale chiusura, una frase che mi è stata detta al telefono con uno di questi condomini, e che mi ricorderò sempre, è “io con te non ci parlo”, come se non avessimo lo stesso loro diritto di stare lì. Per fortuna questo comportamento è tenuto solo dai condomini, gli altri abitanti e vicini ci sostengono anche e non solo perché hanno visto il miglioramento progressivo della situazione in strada».

     

    IL COMMENTO DEL MUNICIPIO CENTRO EST

    Riguardo all’insostenibile rapporto con i condomini abbiamo interrogato anche il presidente di Municipio Simone Leoncini, il quale si rammarica del ritardo con cui è stato contattato dall’associazione: «Loro hanno vinto il bando con l’amministrazione precedente. La giunta è insediata da giugno, ma purtroppo io sono stato contattato dai componenti dell’associazione soltanto dopo la multa, quando ormai la situazione coi vicini era, a detta loro, irreparabile. Forse il loro errore è stato questo. Se ci avessero chiamati prima, avremmo potuto organizzare, tempo fa, un incontro e cercare di mediare: non ci era stato detto che la situazione fosse così critica. D’altronde noi riceviamo lamentele continue da ogni parte sui rumori, perché molti abitanti del centro storico non ritengono la movida e la musica alternative accettabili allo spaccio e al degrado, e rivendicano il diritto di poter riposare in silenzio alla sera. Il centro storico ha, secondo me, un carattere ambivalente: da una parte è luogo d’elezione per le attività aggregative e culturali, dall’altra purtroppo la morfologia del territorio, la conformazione dei vicoli, fanno sì che anche il piccolo rumore rimbombi e si amplifichi».

    L’impegno del Municipio, giunti a questo punto, è quello di affiancare l’associazione nella conversione dell’attività, come confermato anche da Campanini.

    Frame dal Live Studio con Volumi CriminaliFrame dal Live Studio con Volumi Criminali

     

     

     

     

     

     

     

    Come si è posto il Municipio nei vostri confronti? Ci troviamo nella situazione in cui il Comune interrompe, attraverso un suo organo, un’attività che esso stesso ha approvato, attraverso tali provvedimenti purtroppo si finisce per mostrare più tolleranza per spaccio e prostituzione che per un po’ di musica, il che lascia a dir poco perplessi….      

    «Il Municipio nella persona del Presidente Leoncini si è reso conto che la situazione relazionale con i condomini non fosse più risanabile, ha giustamente reputato poco utile ora un colloquio con loro in prima persona, si è interessato a trovare nuove realtà/associazioni per poter mandare avanti il presidio e si è mostrato disponibile ad una rivalutazione dell’abbattimento del canone che altrimenti impedirebbe la sopravvivenza e l’autosostentamento di qualunque attività non lucrativa. La municipale non ci sta (per ora) imponendo di interrompere niente, più sottilmente ci ha posto delle condizioni per il proseguimento dell’attività musicale che di fatto non la consentono; mi ha presentato una multa salatissima che allo stato attuale mi dà come unica prospettiva la chiusura. Ciò nei fatti si traduce con una interruzione, d’accordo, ma sappiamo come il legalese e il burocratese siano lontani dai rapporti di causa ed effetto che governano la realtà. Probabilmente chi ha seguito questa pratica la notte dorme come un bambino: io no. I paradossi burocratici non spaventano più, ormai ognuno di noi potrebbe raccontarne uno, quasi come se fosse un aneddoto. Sono quelli reali e causati dal comportamento delle persone che mi preoccupano seriamente, alla fine la legge è fatta dagli uomini, in quanto imperfetta sta agli stessi applicarla. È paradossale quando un commerciante straniero in Via Pré viene multato perché si è dimenticato di esporre un’etichetta con un prezzo mentre a 20 metri c’è qualcuno che sta espletando i suoi bisogni fisiologici in strada; è paradossale  quando sento lamentarsi per le sigarette per terra mentre a 10 metri una ragazza vomita in un angolo con una stagnola in mano; è paradossale quando un’attività che ha stimolato e migliorato un pezzo di quartiere viene obbligata a chiudere per un disturbo personale; è paradossale quando il cittadino preferisce il silenzio dell’eroina al suono di uno strumento».

    Nonostante la disponibilità e l’atteggiamento positivo di Leoncini, «io non sono così pessimista, c’è stato un problema, certo, ma non è che chiudano, semplicemente cambieranno le attività svolte. Io ho anche suggerito soluzioni per proseguire l’attività corrente, sono stati loro a ritenerle impraticabili», resta l’amarezza per le energie profuse e l’investimento purtroppo andato perso: «Solo di materiale abbiamo speso circa 4 mila euro – dice Campanini – la spesa più importante che abbiamo sostenuto però è stata quella dell’affitto mentre eseguivamo i lavori, a cui si devono aggiungere i costi burocratici, la corrente, i trasporti etc… il totale si aggira sugli 11 mila euro, messi ovviamente di tasca nostra e che, allo stato delle cose, non riusciremo mai più a recuperare. Al termine della concessione il Comune acquisisce le opere eseguite (nel nostro caso l’insonorizzazione) senza alcun tipo di riconoscimento economico».

     

    Locandina VolumiaIL DESTINO DI P.U.M.A.

    Perché vi ritenete costretti a chiudere o cedere ad altri?              

    «Se potessimo ignorare il contesto insostenibile che si è sviluppato in questi mesi, potremmo affermare che nessuno ci sta tecnicamente costringendo a chiudere, ma che più precisamente le condizioni poste ci impediscono di continuare l’attività musicale, elemento sul quale si sviluppa la quasi totalità di attività previste dal progetto. L’integrazione con altre realtà associative a questo punto diventa obbligatorio e non più facoltativo: c’è la necessità di mantenere economicamente sostenibile lo spazio, cosa che è venuta a mancare senza il meccanismo micro economico dell’attività musicale».

    Si sono tenute due riunioni: quali soluzioni sono state individuate?       

    «Confrontandoci con soci, volontari, associati e cittadini interessati che hanno partecipato alle riunioni, sono venute fuori un po’ di idee di cui bisogna ancora valutare il grado di sostenibilità economica. Tra quelle più particolari posso anticiparvi:
    – gruppi di lettura per stranieri di libri in italiano “book-club” (l’attività verrà organizzata da docenti di italiano con formazione specifica verso l’insegnamento agli stranieri) + book-crossing.
    – laboratorio di riciclo creativo: inventare un riuso attraverso utensili di semplice utilizzo e l’impiego di oggetti anche di scarto».

    Avete organizzato una serata al Checkmate per la raccolta fondi: finalità della raccolta e modalità di partecipazione alla causa per chi volesse darvi una mano. 

    «Abbiamo organizzato un evento che prevede, nella prima parte, una jam session a cui parteciperanno diversi artisti nostri amici noti nel panorama underground genovese e, nella seconda, un dj set un po’ rock/alternativo, sicuramente differente da quanto ci si è ormai abituati ad ascoltare in giro.
    Abbiamo fatto un po’ di conti e tra la multa (1032 €) e altre spese dobbiamo raggranellare una cifra intorno ai 2400 euro circa, questo solo per poter andare in pari con i costi vivi e i danni ricevuti. Si può facilmente immaginare che per una realtà associativa non lucrativa delle nostre dimensioni una cifra del genere sia fantascienza. La finalità della raccolta è ben poco allettante, perché non si tratta di costruire o proporre qualcosa di nuovo o che non esista ancora, bensì di riparare a un danno ricevuto.
    Per partecipare alla causa per ora è sufficiente venire all’evento di sabato 22/12/2012 presso il Checkmate in Via Trebisonda (dietro Piazza Tommaseo), chi volesse potrà offrire un contributo anche di tipo economico (se vuole) o di visibilità della nostra situazione attraverso i media, i social network. Sicuramente ciò di cui avremo bisogno nell’immediato futuro (a parte i soldi per la multa) sarà la costituzione di una nuova e più ampia rete di associazioni e gruppi informali interessati all’utilizzo degli spazi».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bando Movin’up 2012: giovani artisti italiani all’estero

    Bando Movin’up 2012: giovani artisti italiani all’estero

    Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla XIV edizione di Movin’Up, un bando rivolto a giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che sono stati ammessi o invitati all’estero da istituzioni culturali, festival, enti pubblici e privati per attività quali concorsi, residenze, seminari, workshop, stage, produzioni e/o co-produzioni artistiche.

    I settori artistici ammessi al bando sono: arti visive, architettura, design, grafica, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, scrittura.

    Scopo del bando è promuovere il lavoro degli artisti italiani in ambito internazionale, consentendo loro di avere reali opportunità di crescita artistica e professionale: a questo scopo, Movin’up mette in atto un finanziamento per la copertura parziale delle spese di viaggio e/o soggiorno e/o attività artistica nella città straniera ospitante.

    La scadenza per iscriversi è il 31 gennaio 2013 tramite candidatura online sul sito www.giovaniartisti.it. Verranno prese in considerazione solo le domande per attività all’estero con inizio compreso tra il 1°gennaio e il 30 giugno 2013

    [foto di Constanza Rojas]

  • Celle Arte Giovani: mostra di Alex Raso, inaugurazione

    Celle Arte Giovani: mostra di Alex Raso, inaugurazione

    Mostra fotograficaDomenica 16 dicembre 2012 (ore 16) presso la sala consiliare del Comune di Celle Ligure inaugura una mostra personale che fa parte del progetto di laboratorio culturale Celle Arte Giovani, nato nel 2003 allo scopo di promuovere la creatività di artisti tra i 18 e i 35 anni in tutte le sue espressioni.

    Il progetto si compone di eventi di vario genere – mostre, performance, workshop etc – che vengono realizzati anzitutto in una web gallery presente sul sito www.celleartegiovani.it, allo scopo di presentare e promuovere la produzione artistica di giovani emergenti, sulla quale gli artisti possono candidarsi per un’esposizione online di loro opere (scelte da una commissione e suddivise per genere) e i più meritevoli anche in mostre “fisiche” come quella che si inaugura oggi.

    La mostra Sinistro e mal d’estro dell’illustrazione e grafico savonese Alex Raso resterà aperta al pubblico fino a giovedì 20 dicembre (orario 17-19). Nel corso della cerimonia di inaugurazione l’artista farà una performance: sulle note del violino di Luca Pesenti e del contrabbasso di Elena Duce Virtù, realizzerà un’opera usando delle lamette da barba, proiettandone le immagini su muro e in diretta sulla piattaforma web CreaTV.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Cornigliano, progetto YEPP: l’impegno dei giovani per il quartiere

    Cornigliano, progetto YEPP: l’impegno dei giovani per il quartiere

    Cornigliano
    Promosso in Italia dalla fondazione piemontese Compagnia di San Paolo, il progetto YEPP approda prima in Piemonte (dal 2003 a Torino Mirafiori, Porta Palazzo, Falchera, poi nelle Langhe e nel cuneese) e poi arriva in Liguria nel 2007. Quattro i siti principali nella nostra regione: oltre a Cornigliano, nello spezzino e nel savonese, ad Albenga e Loano. L’esperienza di Genova fa parte della cosiddetta fase 2 di YEPP, ovvero di “diffusione e replicabilità”, dopo la fase di sperimentazione avviata nel 2001. Peculiarità del progetto è quella di essere realizzata sempre in aree geograficamente limitate, in modo da essere più efficace.

    Non tutti sanno che è attivo a Cornigliano, ormai dal 2007, un progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Si chiama progetto YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme), un’iniziativa nata nel 2001 per volontà di fondazioni internazionali (tra le altre, l’associazione INA della Freie Universität di Berlino e NEF, Network of European Foundations), presente in vari paesi europei, tra cui Belgio, Bosnia Herzegovina, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia e Slovacchia.

    Oggi, a cinque anni di distanza dalla presentazione del progetto per Cornigliano, sono pochi i genovesi che sanno che cosa sia di fatto questo YEPP e quali siano nello specifico le sue attività. Eppure l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, ben 15 associazioni del Ponente, dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica.

    Abbiamo incontrato il coordinatore di YEPP Cornigliano, Ferdinando Barcellona, e Giulia Cassinelli, dell’Associazione La Stanza. Proviamo a fare luce su come opera YEPP e sui progetti che realizza.

     

    I PIANI OPERATIVI

    Come ci racconta Ferdinando Barcellona, «obiettivo del progetto è non tanto quello di lavorare per i giovani, quanto di lavorare con i giovani». Per questo, anche YEPP  Cornigliano ha realizzato dal 2007 tre Piani Operativi, l’ultimo dei quali sarà ultimato tra poco. Si tratta di programmi in cui enti pubblici (Comune di Genova e Municipio VI Medio Ponente), le 15 associazioni locali e i ragazzi di Cornigliano propongono nuovi progetti da realizzare.
    I finanziamenti sono stanziati da Regione Liguria e dalla Compagnia di San Paolo.

    Dai documenti ufficiali di YEPP Cornigliano, risulta che nel 2008 i costi per le linee progettuali ammontavano a € 103.913.10; per coprirli, la rete ha ricevuto un contributo di € 20.000 da parte della Regione Liguria e di € 83.913,10 dalla Compagnia di San Paolo. Anche per l’anno successivo si parla più o meno delle stesse cifre: un totale di € 100.138, di cui € 24.000 stanziati dalla Regione e il resto dalla Compagnia di San Paolo. Per l’ultimo piano 2011-2012, invece, la Regione non ha emesso finanziamenti. Come di dice lo stesso Ferdinando Barcellona: «I Piani operativi in questi anni sono stati finanziati prevalentemente dalla Compagnia di San Paolo. Abbiamo poi effettuato attività di fundraising con la partecipazione a due bandi della Regione Liguria nel 2008-2009. Inoltre, il Municipio e la Società per Cornigliano sostengono YEPP attraverso l’utilizzo di spazi in modo gratuito. In questo momento, a conclusione del piano 2012, siamo in fase di valutazione e a breve ridefiniremo nuovi obiettivi per il prossimo anno».

     

    I PROGETTI

    Ad essere attualmente attivi sono 4 progetti su 5: Lavorare Stanka?, Tank TV, Villaggio di YEPP, Cornigliano Mon Amour. Youth Bank, sperimentata nel 2009, al momento non è attiva, ma l’intenzione è di riprenderla nel 2013. Tutte le attività sono svolte presso l’Infopoint di Cornigliano. Ecco i progetti, in dettaglio:

    “Lavorare Stanka?” è rivolto ai giovani (16-28 anni) del quartiere, lavoratori o in cerca di occupazione. Il progetto prevede la creazione di un apposito spazio di ascolto, il Job Club, in cui i ragazzi discutono “inter pares” di lavoro: i coordinatori sono un gruppo di giovani che aiuta i coetanei a entrare in contatto con le realtà lavorative del Ponente.

    Inoltre, YEPP promuove anche un progetto multimediale a livello internazionale, l’Empower Media Network. A Cornigliano, in particolare, è stata creata Tank Tv, web tv per la realizzazione di video e photostory, con l’obiettivo finale di sviluppare una vera tv di comunità. L’iniziativa è aperta ai ragazzi dai 16 ai 25 anni che amano le nuove tecnologie: grazie a un laboratorio multimediale dotato di attrezzature, gratuito e aperto a tutti, i ragazzi imparano a creare cartoni animati, cortometraggi e documentari sul loro quartiere. Molti di loro, grazie al progetto, partecipano a contest regionali, nazionali e internazionali. Gli spazi per le registrazioni sono situati presso il CEL Torretta di viale Narisano che, assieme alla Cooperativa sociale Incontro (tra le associazioni partner), ha reso possibile la realizzazione del progetto.

    Il “Villaggio di YEPP” è un’iniziativa che promuove il supporto giovanile attraverso la creazione di un “contenitore di sogni”, uno spazio aperto e libero in cui i ragazzi possono trascorrere del tempo, interagire con adulti e coetanei, condividere esperienze e ascoltarsi.

    Come detto, nel 2009-2010 è stato attivato il progetto Youth Bank che, prendendo spunto da altre iniziative europee, finanzia le iniziative promosse dai giovani, per migliorare la vivibilità nella comunità e ridurre il disagio giovanile. Ad oggi, non è più attivo.

    Ponte di Cornigliano
    Le Associazioni coinvolte nel progetto YEEP Cornigliano: Gruppo temporaneo di lavoro per la trasformazione delle aree ex-acciaieria ILVA, Compagnia teatrale Waltersteiner, Circolo Merlino Scacchi Ponente, Fondazione Sorriso Francescano, Comitato Genitori e Anziani Campi, Associazione La Stanza, Cooperativa Incontro – CELTorretta, Consorzio soc. Agorà – Educativa Territoriale Medio Ponente, Connsorzio Soc. Agorà – AGA Ponente, Associazione ARCI Genova (ora fuoriuscita), ARCI Uguaglianza, Associazione Arciragazzi, Gruppo Scout Genova 56, Associazione italo- latino americana “Fratelli nel Mondo”, Polisportiva Cornigliano ’79, Associazione “Oltre Frontiere”.

    Altra iniziativa è Cornigliano Mon Amour, festival di Arti di strada e Cultura Hip Hop. Nel primo Piano Operativo il progetto era stato diviso per aree tematiche: identità e quartiere (“Mon Amour nel tempo”) e integrazione (“Mon Amour nel mondo”). Dal 2012 si è deciso di accorpare il tutto sotto la più generale area “cittadinanza”. I giovani di Cornigliano sono stati interpellati direttamente e hanno deciso di loro iniziativa di dare vita a un progetto che avesse a che fare con la musica, in particolare rap e hip hop. Così sono nati vari workshop permanenti di musica, scrittura di testi rap, fotografia, ecc., guidati sia da giovani che da figure professionali. Tutto il lavoro svolto durante l’anno sfocia poi nel grande evento estivo, il festival Cornigliano Mon Amour, che ormai da cinque estati, nel mese di luglio, porta nel quartiere gruppi locali e artisti hip hop come Tormento (ex Sottotono), Uochi Tochi, Emis Killah.

    Non solo Cornigliano, dunque: creato per ridare slancio al quartiere, l’evento oggi è importante per tutta Genova. «Ormai il festival è diventato un appuntamento nazionale per gli amanti dell’hip hop – ci racconta Giulia Cassinelli dell’associazione La Stanza, che partecipa all’organizzazione dell’evento – e questo è stato possibile grazie al nostro impegno e al sostegno di YEPP, che ha ci permesso di dare continuità alla manifestazione». Ad esclusione della prima edizione, organizzata ai Giardini Melis, e della terza a villa Bombrini, dal 2009 il festival si svolge alla Valletta Rio S.Pietro, zona simbolo di degrado urbano. La scelta è in linea con l’ideologia YEPP di riqualifica delle zone “a rischio” e delle aree verdi, proseguita alla Valletta con l’iniziativa degli Orti Sinergici.

    È giusto, quindi, sfatare molti del luoghi comuni su Cornigliano. A dispetto della fama ormai guadagnata, è un’area che sta provando sul serio, da anni, a riqualificarsi e darsi nuove opportunità. Ancora troppo spesso, però, gli stessi corniglianesi fanno fatica a entrare in contatto con le associazioni attive sul territorio e a cercare un dialogo con esse. Interpellando gli stessi abitanti di Cornigliano, infatti, ci si scontra con un numero elevato di persone che ancora ignorano l’esistenza del progetto YEPP dopo 5 anni di attività… La carenza di riflettori intorno a YEPP accomuna anche le altre associazioni che fanno parte della sua rete: progetti sempre più importanti non solo per il Ponente ma per tutta Genova, che tuttavia non hanno la visibilità che meriterebbero.

    ASSOCIAZIONE “LA STANZA”

    In questa rete opera la già citata associazione La Stanza. Fondata nel 2004, senza fini di lucro, libera, apolitica, apartitica, con lo scopo di promuovere (inter-)cultura e solidarietà attraverso la creazione di uno spazio aperto sul territorio, in cui poter esprimere sogni e bisogni. Nata dall’incontro della sociologa Maddalena Bartolini (oggi Presidente della Commissione per le Pari Opportunità e le Politiche Giovanili) e l’artista Francesca Traverso, da qualche anno le fondatrici hanno passato il testimone alla stessa Giulia Cassinelli e a Marco Maello. Sorta all’interno dei giardini Melis, oggi La Stanza è ospitata (come YEPP) dai locali dell’Infopoint di Cornigliano, nell’attesa che i lavori di Villa Serra vengano ultimati. In particolare, essa realizza laboratori per chiunque voglia cimentarsi nelle varie arti dell’hip hop, e ha il merito di aver lanciato nuovi talenti, come il gruppo genovese dei Santa Alleanza. Nata come lavoro volontario, oggi l’associazione si sostiene con i finanziamenti provenienti da YEPP – San Paolo elargiti in misura diversa a tutte e 15 le associazioni aderenti, molte delle quali non potrebbero vivere altrimenti.

    Da qui, l’importanza del progetto YEPP, che permette a piccole realtà indipendenti come questa di realizzare progetti che abbiano una continuità temporale. Proprio quest’ultimo è l’elemento necessario in una realtà complessa come quella di Cornigliano. E se fino ad ora di YEPP, de La Stanza e delle altre piccole unità che agiscono nel quartiere si sa poco è perché, come ci racconta Giulia: «Quello che ci interessa sono i progetti. Sì, la parte di comunicazione è carente, ma a nostra discolpa possiamo dire che siamo più concentrati sui progetti e sulle persone che sull’attività di promozione. In fin dei conti, a noi interessa esserci per il nostro quartiere…».

     

    YEPP – Youth Empowerment Partnership Programme
    Via San Giovanni D’Acri 6 (nei locali di Infopoint Cornigliano e CGIL)
    Genova Cornigliano – Municipio VI Medio Ponente
    Web:  http://www.yepp.it/genova / Facebook: http://it-it.facebook.com/pages/Yepp-Genova-Cornigliano/

     

    Elettra Antognetti

  • Gruppo Matreska: collettivo artistico di poesia, teatro e fotografia

    Gruppo Matreska: collettivo artistico di poesia, teatro e fotografia

    Gruppo MatreskaNonostante ci siano ancora molte persone convinte del contrario, Genova è una città dal grande fermento artistico: ne sono la prova i numerosi progetti ideati da giovani creativi della città per sostenere la loro arte e quella di loro coetanei, esperti in varie discipline della cultura.

    Un esempio è Gruppo Matreska, fondato nel 2011 dalla fotografa Martina Massarente e dal poeta e autore teatrale Daniel Nevoso. Artisti molto attivi sul territorio genovese, hanno dato vita a questo gruppo con lo scopo di promuovere iniziative e culturali a Genova, delle quali curano in toto la direzione artistica e gli aspetti gestionali e organizzativi.

    Il nome deriva dalla celebre bambola russa, le cui caratteristiche (bambole una dentro l’altra, via via sempre più piccole) riprendono anche il “metodo” attraverso cui il gruppo seleziona progetti e collaboratori, che agiscono di fatto come tanti anelli di una catena: “dato un argomento e un riferimento artistico di base (fotografia, teatro, danza, etc), ciascun artista invitato alla collaborazione dovrà strettamente attenersi al lavoro del successivo, affinché il risultato finale possa essere omogeneo e connesso con l’obiettivo finale del progetto complessivo“.

    Al momento sono due le opere realizzate dal gruppo: lo spettacolo teatrale Martin di Daniel Nevoso, selezionato nel bando  del Teatro della Tosse per compagnie emergenti Pre-visioni, e Sussurri, mostra fotografica di Martina Massarente che si è svolta a Palazzo Rosso lo scorso maggio.

    Per conoscere i due artisti, le loro attività e i progetti futuri potete recarvi domani (venerdì 28 dicembre, ndr) alle 21 presso la Libreria Falso Demetrio di via San Bernardo, dove Martina e Daniel presentano il loro libro fotografico-poetico Sussurri, edito da Sagep. Il testo ripercorre – attraverso immagini fotografiche e testi poetici a cura dei due artisti – le opere oggetto dell’omonima mostra.

    Saranno presenti, oltre agli autori, l’editor di Sagep Fabrizio Fazzari e l’attrice Umberta Coglio.

    Marta Traverso

  • Concorso artistico 2013: i giovani per riqualificare Savona

    Concorso artistico 2013: i giovani per riqualificare Savona

    Il Comune di Savona ha pubblicato il bando di concorso A m’arcord truelove rivolto a giovani artisti dai 18 ai 30 anni, che potranno creare un progetto che valorizzi il territorio comunale, con particolare attenzione alle zone periferiche della città, agli spazi urbani insoliti e limitrofi.

    Ogni artista può partecipare singolarmente o in gruppo, purché il progetto sia inedito. Non ci sono limiti di stile, mezzo e tecnica artistica (installazioni, pittura, scultura, teatro, danza, video, web, foto, etc).

    La scheda tecnica del progetto (completa di studio di fattibilità e preventivo) dovrà pervenire entro il 30 gennaio 2013 all’Ufficio rotocollo del Comune di Savona, unita alla domanda di partecipazione (scaricabile dal sito del Comune) e al curriculum dei partecipanti.

    Una commissione valuterà i progetti in base ai criteri di valore artistico, fattibilità e attinenza al bando: il progetto vincitore sarà premiato in occasione di un’iniziativa pubblica organizzata dal Comune di Savona. In base alle risorse finanziarie disponibili, sarà assegnato un contributo finanziario non superiore a € 3.000 per l’attuazione del progetto.

    [foto di Constanza Rojas]