Tag: giovani

  • Concorso di arte 2013: bando “Basamenti” a Palazzo Ducale

    Concorso di arte 2013: bando “Basamenti” a Palazzo Ducale

    Piazza MatteottiSono aperte le iscrizioni per la seconda edizione del Concorso nazionale di installazioni artistiche Basamenti, volto alla progettazione, realizzazione e installazione di opere di arte contemporanea site specific.

    Il bando è aperto a giovani artisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che potranno inviare entro il 14 gennaio 2013 un progetto per “occupare” temporaneamente con proprie opere gli spazi rimasti vuoti sui due piedistalli marmorei a lato della scalinata di Piazza Matteotti, dove campeggiavano le statue di Andrea e Giovanni Andrea Doria.

    I progetti, comprensivi di curriculum dell’autore e modulo di partecipazione, dovranno essere recapitati a mano o inviati tramite raccomandata all’indirizzo
    Comune di Genova – Direzione Valorizzazione Istituzione Patrimonio Culturale Parchi e Ville,
    Rapporti Università e Ricerca – Ufficio Cultura e Città
    presso Archivio Generale – Piazza Dante 10, I° piano
    16123 Genova

    Saranno selezionate tre opere che verranno esposte tra marzo e dicembre 2013. A ciascuno dei tre autori (o gruppi di autori) sarà corrisposto un importo imponibile pari a € 1.250 € per le spese di realizzazione e allestimento dell’installazione.

  • Irene Ravera, incontro con il giovane assessore del Medio Levante

    Irene Ravera, incontro con il giovane assessore del Medio Levante

    Genova vista da ApparizioneIrene Ravera, classe ’82, è un’altra delle giovani forze recentemente entrate a far parte del mondo della politica cittadina: oggi impegnata nel ruolo di Assessore presso il Municipio VIII Medio Levante (negli ambiti servizi alla persona, tempo libero, sport e cultura), è stata eletta la prima volta come consigliere di Municipio nel 2007. Abbiamo parlato con lei della realtà dell’organo municipale e delle difficoltà e opportunità di questo percorso, iniziato a soli venticinque anni.

    Partiamo da una premessa: il ruolo politico del Municipio è limitato, spesso le documentazioni arrivano all’ultimo e i pareri non sono vincolanti, una situazione che anche voi stessi avete denunciato (ne abbiamo parlato anche con la tua collega Bianca Vergati). Si possono migliorare secondo te il rapporto e la comunicazione tra il municipio e il Comune?

    «I Municipi sono ancora in uno stato di evoluzione, non sono più le vecchie circoscrizioni ma il decentramento è ancora in una fase di rodaggio. Ho fiducia che nel giro di qualche anno si possano correggere i difetti di questo sistema, per arrivare ad un momento in cui il Comune avrà un ruolo di pianificazione generale e l’amministrazione minuta sia gestita direttamente dai Municipi. Ma se fino ad adesso il decentramento e il ruolo dei Municipi sono stati una decisione del Comune, in futuro molto dipenderà da cosa a livello centrale si deciderà di fare con le città metropolitane, al momento sembra tutto molto fumoso e ambiguo».

    «A livello locale, a mio parere, i rapporti tra il Comune di Genova e i Municipi sono molto migliorati rispetto all’amministrazione precedente. Non si tratta di modifiche normative, ma dell’iniziativa degli assessori e dei presidenti delle commissioni comunali che coinvolgono molto di più i Municipi nelle scelte e nell’elaborazione delle idee. In questo credo che sia fondamentale il fatto che due importanti assessori della giunta Doria, Bernini e Crivello, provengano dall’esperienza di presidenti di Municipio.
    Ma la trasformazione delle ex circoscrizioni in municipi secondo me ha come punto debole la progressiva perdita di efficacia del consiglio municipale a favore della giunta. Questo fattore rientra in una globale riduzione dell’importanza delle assemblee elettive rispetto agli esecutivi, a tutti i livelli, dai comuni al Parlamento, dal momento in cui ormai da molti si privilegia il primato della velocità e dell’efficacia e quindi il normale iter democratico viene visto come un impaccio. Purtroppo tutte le proposte di riforma o adeguamento del funzionamento dei municipi sono andate verso questa strada di verticizzazione».

    Credi che la cittadinanza abbia fiducia e veda come riferimento il Municipio? Oppure la percepisci distante? La sensazione è che molte persone non abbiano idea del ruolo e dell’utilità di questa istituzione, forse anche a causa di un progressivo “taglio” di funzioni e competenze. Come pensi si possa rimediare a questa situazione? Si può migliorare il rapporto cittadino-municipio?     

    «Negli anni la familiarità con i municipi è cresciuta, anni fa quando dicevo di essere consigliere mi capitava spesso di dover spiegare cosa fosse il Municipio! Il Municipio è composto da persone radicate nel proprio territorio, spesso il consigliere di riferimento è un tuo vicino di casa, un tuo ex compagno di scuola, una persona che vive dove vivi tu e ha i tuoi stessi problemi in un territorio più piccolo rispetto a quello molto ampio di Genova, questo permette ai cittadini di vivere questa istituzione come un qualcosa di vicino cui ci si approccia senza timore. Quotidianamente nei nostri uffici passano singoli e associazioni che ci portano le loro proposte, le loro critiche, ci sottopongono problematiche e idee per affrontarle. Il nostro scopo è migliorare la vivibilità nostri quartieri, non esistessero i municipi le nostre richieste e i nostri interventi potrebbero sparire all’interno di una più ampia programmazione comunale.
    Chi critica la presenza dei Municipi e ne vorrebbe l’abolizione di solito è spinto solo dall’idea di riduzione della spesa, come se la riduzione dei costi della politica sia possibile solo sopprimendo gli spazi di democrazia, confronto politico e proposta».

    Quando è cominciata la tua esperienza nella politica e cosa ti ha spinto verso questo percorso?

    «Ho respirato politica sin da piccola, tutti nella mia famiglia sono sempre stati politicamente impegnati, anche se nessuno di loro ha mai avuto incarichi elettivi. Se chiedi a molte persone della mia generazione perché abbiano deciso di fare politica, è facile che la risposta sia simile. Arrivi ad un certo punto in cui ti chiedi “cosa ci sto a fare?”. Molti rispondono facendo bagagli e biglietto di sola andata per qualche posto in cui le proprie capacità possano essere valorizzate, altri, come me, decidono di rimanere sperando di poter cambiare qualcosa.
    Fin da adolescente sono sempre stata attiva nei movimenti, ma questi, giustamente, hanno spesso una visione particolare, mentre io ero interessata ad una visione globale, che solo un partito può avere. Quando ho iniziato c’era un fervente dibattito all’interno della sinistra, la volontà di riunificare i soggetti esistenti, la voglia di un rinnovamento che partisse dai valori condivisi della nostra area, ma che potesse essere coniugata alle necessità del mondo di oggi. È stato un percorso travagliato, pieno anche di momenti dolorosi, come l’esclusione della sinistra radicale dal Parlamento dopo le elezioni del 2008. Adesso mi trovo perfettamente a mio agio in Sinistra Ecologia Libertà, partito a cui ho aderito sin dall’inizio e di cui mi sento fortemente parte, visto che ho partecipato al percorso che ha portato alla sua nascita e in cui le motivazioni che mi hanno portato a fare politica sono pienamente espresse.
    Certamente i partiti non sono l’unico strumento per cambiare la società, anche i movimenti, i comitati, l’associazionismo e il volontariato sono mezzi di partecipazione e miglioramento civile e sociale».

    Tu sei già stata consigliere di Municipio. Com’è il primo impatto con la politica, quando l’esperienza è zero?

    «La mia elezione al Municipio Medio Levante nel 2007 mi colse di sorpresa, avevo 25 anni e mi ero sempre dedicata di grandi temi come i diritti civili e le pari opportunità, mentre poco mi ero occupata di pubblica amministrazione. Mi sono messa a lavorare e a studiare. Ho avuto due grandi fortune: essere all’opposizione in una coalizione molto coesa con persone che sono state di fondamentale aiuto per la mia crescita e la possibilità di partecipare ad un corso di formazione per amministratrici neo-elette organizzato dalla Consigliera di parità della Regione Liguria, Professoressa Maione. Questo corso mi ha insegnato i rudimenti di pubblica amministrazione, diritto, economia e gestione degli enti locali, con cui ho affrontato con maggiore sicurezza e consapevolezza il mio mandato. Il resto è stata pratica sul campo».

    Quali differenze e difficoltà hai trovato nell’approcciare il nuovo ruolo di assessore?    

    «Il ruolo del consigliere è propositivo, mentre l’assessore ha l’onore e l’onere di prendere le decisioni. Non sempre è facile, soprattutto nel mio caso in cui le deleghe che mi sono state assegnate (servizi alla persona, tempo libero, sport e cultura) prevedono un budget di spesa per il finanziamento delle attività. È una grande responsabilità perché si tratta di spendere soldi pubblici, non molti, ma con cui si possono costruire servizi utili per i cittadini, in cui anche poche centinaia di euro possono fare la differenza. Facendo parte di una generazione che di soldi ne ha visti e ne vede pochi, ho un timore reverenziale nei confronti del denaro e non posso concepire gli sprechi inutili. Bisogna essere giusti ed equi e cercare di trarre il massimo da quello che il Comune stanzia per noi. Per questo sin dall’inizio come giunta abbiamo deciso di erogare le risorse tramite bandi, per permettere a tutte le realtà associative, che nel nostro territorio sono tantissime e vivacissime, di partecipare, non solo come richiedenti fondi, ma come parte attiva».

    La tua posizione ti permette di concretizzare i tuoi sforzi sui temi che reputavi urgenti da semplice cittadina?

    «Essendo una “piccola amministratrice” da molti anni la mia visione da semplice “cittadina” è un po’ deformata, nel senso che ogni volta che i miei amici mi fanno domande su alcune problematiche mi capita spesso di dare risposte tremendamente realistiche come “ma sai, il patto di stabilità…”, “il contratto di servizio con l’azienda x prevede…”, “i trasferimenti sono stati tagliati…” e via dicendo.
    Per quanto riguarda i temi importanti, per me e per i componenti della giunta di cui faccio parte, quello più importante è la partecipazione. Come abbiamo scritto nella nostra presentazione alla cittadinanza appena insediati, la nostra idea di Municipio è quella di un laboratorio aperto alla società e alle sue forme organizzate per costruire assieme la città che vogliamo. La voglia di partecipazione è molta, dall’adozione di aree verdi all’organizzazione di eventi o iniziative sociali, e senza il supporto del municipio tutta questa vivacità potrebbe andare persa visto che forniamo a chi desidera i materiali, gli spazi, le competenze per facilitare i lavori. In questo senso le iniziative che abbiamo organizzato e che vogliamo realizzare non vogliono essere autoconclusive e fini a se stesse, ma il riappropriarsi di spazi che già ci appartengono, come il mare, le piazze, i parchi, le strade. Le idee per il futuro sono molte, speriamo per il 2013 di continuare ad avere un budget adeguato per continuare il lavoro iniziato».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    EuropaMercoledì 5 dicembre, a partire dalle 14.30, sarà possibile andare alla Facoltà di Architettura (Aula 0A) per informarsi su due progetti che riguardano da vicino i giovani che vogliono studiare o lavorare sul territorio dell’Unione Europea.

    Il primo è Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea che promuove l’educazione non formale, i progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all’estero, l’apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Un progetto che sta prendendo corpo a Genova grazie al lavoro dell’associazione Yeast. In questa occasione ne parlerà Sara Pietrangeli, referente di Agenzia Nazionale Giovani.

    Il secondo è Europe on Track: nel corso di un mese 6 ragazzi toccheranno 36 città europee in treno per capire in che direzione sta andando il Vecchio Continente. Come possiamo sostenere il nostro presente e preservare il nostro futuro? Cosa si aspettano le giovani generazioni per l’Europa di domani? Green economy, incentivi per iniziative imprenditoriali giovanili, qual’è la vostra soluzione?
    I relatori saranno: Natalia Kondrat (AEGEE Udine), Héloïse Treis (AEGEE Fribourg), Benjamin Battke (AEGEE Aachen).

    Seguirà un piccolo rinfresco con specialità tipiche genovesi.

  • Concorso fumetto 2013: bando e mostra collettiva “Noi e gli altri”

    Concorso fumetto 2013: bando e mostra collettiva “Noi e gli altri”

    fumettoL’Ufficio Giovani del Comune di Bologna, in collaborazione con Anci, Hamelin Associazione Culturale e Associazione Yoda, ha indetto il concorso di fumetto “Noi e gli altri”.

    Il bando suddiviso in Sezione Flashfumetto.it e Sezione Yoda (quest’ultima aperta solo a residenti a Bologna e provincia): gli elaborati migliori di entrambe le sezioni verranno esposti in una mostra collettiva a BilBOlBul – Festival Internazionale di Fumetto che si terrà a Bologna dal 21 al 24 febbraio 2013. Tutte le opere pervenute saranno pubblicate sul sito www.flashfumetto.it.

    Tema comune a entrambe le sezioni è appunto noi e gli altri. Si chiede ai partecipanti di raccontare un’esperienza di straniamento, declinandola a proprio piacimento ma utilizzando una situazione fissa, che può essere inserita all’inizio, alla fine o nel corso del racconto: per esempio “Salgo sull’autobus, mi siedo e tutti cominciano a guardarmi con insistenza, come se avessi, o fossi, qualcosa di strano…”. Il racconto che si costruisce attorno a questo piccolo evento può essere realistico o fantastico, comico o drammatico, e dovrebbe portare a riflettere su cosa consideriamo “altro da noi” e su come immaginiamo di reagire alla sensazione di sentirci noi, anche solo per un attimo, l’altro.

    Possono partecipare tutti i giovani artisti dai 15 ai 35 anni. Sono ammesse collaborazioni tra due o più autori.

    Ogni fumetto dovrà essere composto da un minimo di 2 a un massimo di 4 tavole in formato A4. Il materiale (disegni in formato Tiff o Pdf, fotocopia del documento d’identità e modulo di iscrizione) dovranno essere inviati tramite mail a indirizzo giovani.comunedibologna@flashfumetto.it entro la mezzanotte del 27 gennaio 2013.

    La selezione delle opere per la premiazione verrà effettuata da una giuria composta da esperti, autori e studiosi.

  • Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: il Comune di Genova, con la mediazione di Don Andrea Gallo, firma un protocollo d’intesa per la regolarizzazione dei centri sociali, alla presenza degli Assessori Andrea Ranieri (Cultura, Promozione della Città e Politiche Giovanili) e Bruno Pastorino (Politiche della Casa, Patrimonio e Demanio). Il protocollo porta alla nascita, per la prima volta in Italia, di un unico soggetto associativo che raggruppi glispazi sociali autogestiti“: il primo atto dell’associazione sarà il riconoscimento formale da parte delle istituzioni del possesso degli spazi e delle attività che in essi si svolgono.

    Sono quattro i centri sociali di Genova, che hanno aderito al protocollo: lo Zapata agli ex Magazzini del Sale (via Sampierdarena), il Pinelli a Molassana (via Fossato di Cicala), il Terra di Nessuno a San Teodoro (via Bartolomeo Bianco) e il Buridda a Castelletto (via Bertani). Quest’ultimo, secondo il protocollo, verrà trasferito al piano superiore del mercato del pesce di piazza Cavour.

    Punto di partenza del protocollo è che «i centri sociali autogestiti che operano in città rappresentano una risorsa per la creazione di opportunità di partecipazione e socializzazione per i giovani, oltre a realizzare iniziative ed eventi di qualità che hanno prodotto e possono produrre sinergia con attività svolte dal Comune».

    Quali sono, in dettaglio, i suoi contenuti? Anzitutto la Direzione comunale che si occupa della gestione del patrimonio pubblico si impegna ad avviare una serie di interventi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli spazi (impianto elettrico, servizi igienici, pavimentazione ecc.): questo avverrà in particolare negli ex Magazzini del Sale – che al momento della firma del protocollo sono di proprietà del Demanio e che il Comune ha richiesto di acquisire – e nell’ex mercato del pesce, in modo che il Buridda possa iniziare le operazioni di trasloco a partire dal 25 novembre 2011.

    Inoltre si terranno assemblee periodiche tra il Comune e la nascente associazione, allo scopo di favorire la programmazione, il monitoraggio e la verifica delle attività oggetto del protocollo.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a oltre un anno dalla firma del protocollo, cosa è cambiato?

    Le promesse avvenute alla firma del protocollo di intesa sono state mantenute anche dalla nuova Giunta, con la quale i referenti dell’associazione si sono già incontrati: come ci racconta Luciano, referente del centro sociale Terra di Nessuno per l’assegnazione degli spazi, «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Il primo atto ufficiale in questa direzione è stata la regolarizzazione dei contratti d’affitto e delle utenze, che sono state intestate ai referenti di Buridda, Pinelli e Terra di Nessuno. Per quanto riguarda invece lo Zapata, lo spazio è ancora in fase di acquisizione dal Demanio, anche se la fornitura elettrica è gia intestata ai referenti.

    Il trasloco del Buridda non è stato ancora ultimato: il primo “passo ufficiale” è avvenuto lo scorso ottobre, con l’inaugurazione della palestra di arrampicata negli spazi di piazza Cavour, nell’unica sala attualmente agibile dopo i lavori. Come spiega Luciano, «il piano terra del mercato del pesce, quando sarà libero, verrà assegnato in gestione ordinaria al Buridda ma con fruibilità da parte di tutti i centri sociali a soggetti esterni concordati con associazione e Comune».

    Tutti i lavori di ristrutturazione indicati nel protocollo sono stati realizzati, «il minimo indispensabile alla sicurezza, visto che i budget erano veramente irrisori, mentre alcuni lavori – specialmente di muratura e imbiancamento – li abbiamo realizzati noi  con una valutazione a posteriori dei tecnici comunali, che ci ha permesso di richiedere e ottenere un abbattimento dei canoni di locazione futuri».

    L’associazione dei centri sociali è attualmente operativa solo per questioni amministrative, ma non appena i lavori del Buridda saranno terminati si cominceranno vere e proprie assemblee – si presume «abbastanza informali e a cadenza annuale» – per concordare attività comuni e modalità di gestione degli spazi condivisi.

     

    Marta Traverso

  • Green Greed: collettivo artistico e sala di registrazione

    Green Greed: collettivo artistico e sala di registrazione

    Il 18 ottobre 2012 si è costituita a Genova, nel quartiere di Sampierdarena, una nuova associazione di giovani: il collettivo artistico Green Greed, i cui membri hanno fra i 16 e i 27 anni, si pone l’obiettivo di valorizzare ogni disciplina artistica.

    I ragazzi che hanno già aderito al progetto provengono da vari ambiti della creatività, in particolare la musica: proprio a questo scopo, il primo atto di Green Greed è l’apertura di una sala di registrazione audio/video accessibile gratuitamente per giovani artisti e band.

    «Green Greed nasce dalla necessità di creare una rete di supporto agli artisti nel modo più semplice ed efficace possibile, mettendo in contatto tra di loro artisti di ogni genere e luogo. Il nostro scopo è quello di aiutarci l’un l’altro per raggiungere i nostri obiettivi attraverso photobooks, registrazioni, pubblicazioni, video, esibizioni, workshop, tutorials e quant’altro possa venirti in mente» è scritto sul Manifesto del collettivo.

    La partecipazione è aperta a musicisti, attori, programmatori, disegnatori, tecnici del suono, fotografi, grafici e video-maker.  A breve verrà calendarizzato un programma di concerti e iniziative.

    Per tutte le informazioni si può contattare Green Greed all’indirizzo mail greengreedfamily@gmail.com.

  • Anci Giovane Liguria: ecco la politica under 35, presente e futuro

    Anci Giovane Liguria: ecco la politica under 35, presente e futuro

    Consiglio Comunale a Palazzo Tursi aula RossaLa sezione ligure di Anci Giovane si è riunita ieri (23 novembre, ndr) per nominare il nuovo direttivo. Un’occasione per incontrare e conoscere i giovani politici della nostra regione, per ascoltare progetti e ambizioni dell’organizzazione, in un momento storico dove il ricambio generazionale nella politica è un’esigenza condivisa.

    Sono più di 400 i sindaci, assessori e consiglieri comunali liguri under-35, circa un 20% del totale degli amministratori comunali della regione. Si tratta di una percentuale inferiore alla media nazionale, ma non poteva essere diverso in una regione che conta il maggior numero di anziani in Italia. La parità di genere, inoltre, è ben lontana dall’essere raggiunta. Solo un 10% circa dei giovani amministratori è donna. Nicoletta Merlo, assessore comunale di Campo Ligure, confessa però di sentirsi «più discriminata come giovane che come donna». Il rispetto e la credibilità di un amministratore sono ancora irrimediabilmente collegati all’età anagrafica della persona e all’idea che solo chi ha passato una vita intera in politica possa essere davvero competente.

    E invece si tratta di un pregiudizio, spesso smentito dai fatti. Come afferma Nicola Chionetti, coordinatore nazionale Anci Giovani, «è fittizia la distinzione tra giovani e meno giovani amministratori. Abbiamo tutti le stesse identiche responsabilità». Gli fa eco Marcello Napoli, attuale coordinatore Anci Giovane Liguria, ricordando come molti consiglieri poco più che ventenni abbiano dovuto gestire l’emergenza alluvione del 2011: «a loro è spettata la difficile decisione di abbattere edifici pericolanti». Si tratta di scelte difficili che impongono la capacità di assumersi delle responsabilità, un coraggio che spesso manca anche ai politici più navigati.

    La sezione Ligure dell’Anci Giovane è stata creata nel luglio 2010 e nella sua breve attività ha già ottenuto importanti risultati. Dopo un inizio burrascoso, con le dimissioni del suo primo coordinatore Luca Martino (Lega Nord), i ragazzi dell’associazione sono riusciti a far ripartire l’organizzazione. La più grossa soddisfazione, racconta Napoli, è legata alla partecipazione all’assemblea nazionale dei giovani amministratori nel dicembre 2011. In quell’occasione la delegazione ligure è stata l’unica a presentare un documento programmatico, una proposta scritta per l’introduzione di un’accisa sulle telecomunicazioni. L’idea era quella di creare un’accisa di un centesimo su telefonate e sms per creare un fondo di compensazione da ridistribuire sul territorio in base ai livelli di inquinamento elettromagnetico. La proposta è stata recentemente presentata anche in Parlamento e, benché non abbia avuto seguito, ha rappresentato un importante successo per i nostri giovani amministratori. «E’ questo il senso dell’Anci» conclude Napoli.

    Per il futuro l’obiettivo è quello di “fare rete” per cercare di creare la massa critica necessaria per poter incidere davvero sulle scelte delle politica nazionale. «Le amministrazioni locali – afferma Chionetti – dovrebbero essere prese più sul serio dai livelli istituzionali superiori», per due ragioni essenziali: «ci mettiamo la faccia e a livello di riduzione della spesa pubblica avremmo qualcosa da insegnare».

    Lodevole è anche l’impegno dell’Anci Giovane, ribadito dallo stesso coordinatore nazionale, a “non parlarsi addosso” e di cercare invece di creare delle sinergie e dei rapporti proficui con il mondo giovanile del lavoro e delle associazioni di categoria (Confindustria, Confartigianato, ecc.). In questo momento di crisi si sente un forte bisogno di progettualità diretto soprattutto alle nuove generazioni, alla ricerca di un modello virtuoso che possa portare istituzioni locali, aziende e lavoratori a collaborare per generare nuova occupazione e garantire un futuro migliore ai giovani.

    Ma la riunione era stata convocata soprattutto per una ragione, nominare il nuovo direttivo dell’associazione. Ed ecco riaffiorare quelle pratiche da vecchia politica che sembravano essere state spinte via lontano durante tutta la prima parte dell’incontro. Si discute sui 18 nomi da inserire nella lista del direttivo, destra e sinistra si dividono, ma fa parte del gioco. Ciò che lascia rammaricati è soprattutto il fatto che alcuni politici “senior” – ben sopra i 35 anni – abbiano sentito il bisogno di interferire sull’andamento delle trattative, come se da loro potesse pervenire una qualche lezione di buona gestione dei conflitti.

    La lista che viene elaborata dopo una lunga discussione rappresenta la perfetta applicazione delle più classiche logiche spartitorie: 9 membri per il centro destra e 9 per il centro sinistra. Ma quanto incide allora l’impegno di chi con fatica ha fatto funzionare l’associazione? È forse una variabile ininfluente? Ecco qual è l’ennesimo buon insegnamento per noi giovani.

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Immagini amiche: bando di concorso contro gli stereotipi sulle donne

    Immagini amiche: bando di concorso contro gli stereotipi sulle donne

    Donne del sud del MondoSono aperte le iscrizioni per partecipare a “Immagini amiche”, il bando lanciato dal Parlamento europeo e dall’Unione Donne in Italia per valorizzare l’immagine femminile e combattere gli stereotipi di genere.

    Oggetto del concorso sono pubblicità, programmi televisivi e siti Internet che promuovono messaggi positivi legati alla donna: si può inviare la propria candidatura in una di queste tre sezioni fino al 31 gennaio 2013, attraverso l’apposito modulo di segnalazione presente sul sito web www.premioimmaginiamiche.it.

    La premiazione è fissata nel mese di marzo 2013.

  • Lavoro e studio all’estero: scambi internazionali con Yeast

    Lavoro e studio all’estero: scambi internazionali con Yeast

    EuropaAvete mai pensato di fare un’esperienza all’estero? Le opportunità sono tantissime, dal più noto Erasmus per gli studenti universitari fino a Leonardo (stage e tirocini) ed Erasmus Placement (dedicato agli imprenditori), fino a scambi internazionali che hanno soprattutto come scopo l’integrazione di culture e competenze differenti. Il tutto rientra in Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea rivolto ai giovani.

    Per far conoscere tutte queste opportunità, tre ragazzi genovesi hanno dato vita all’associazione Yeast (acronimo di Youth Europe Around Sustainability Tables, in italiano traducibile anche con “fermento, lievito”), il cui slogan è Ti manderemo a quel Paese.

    Potete incontrarli sabato 17 novembre presso Manena Hostel, alla Maddalena, nel corso della festa per l’inaugurazione. Lì sarà possibile sottoscrivere la tessera annuale (10 € per ragazzi dai 18 ai 25 anni, 15 € per over 25) e avere informazioni su tutte le opportunità.

    Iniziamo a raccontarvi qualcosa di loro. Yeast nasce per agevolare la mobilità dei cittadini europei e ispirare un senso di “cittadinanza attiva” attraverso scambi internazionali che promuovano l’educazione non-formale e quella del saper fare. Scopo di Yeast è far conoscere il territorio ligure all’estero e al tempo stesso portare a Genova ragazzi provenienti da diversi Paesi europei.

    I primi progetti attivi sono legati al programma “1.1 Youth Exchange”, uno scambio di 10-15 giorni con 5 giovani di età compresa tra i 18-25 anni e un group leader senza limite d’età, legati a una tematica specifica: natura, ambiente, imprenditorialità giovanile, cittadinanza europea,cittadinanza attiva, teatro, fotografia, sport ecc.

    A livello locale, saranno invece organizzati eventi culturali (serate eno-gastronomiche, guidate, workshp, conferenze etc), momenti di formazione e consulenza sulle opportunità offerte dall’Europa, e incontri mirati a promuovere i talenti e le creatività individuali di giovani genovesi (es. educatori, cucina vegana, artigianato, liuteria, recitazione, pittura, ecc).

    I ragazzi di Yeast sono in partenza per Cipro a fine mese e… porteranno con loro alcune copie di Era Superba e della guida Genova e dintorni!

    Marta Traverso

  • Recensioni ristoranti e locali a Genova: un progetto di blog

    Recensioni ristoranti e locali a Genova: un progetto di blog

    Ristorante sul mare a Genova NerviSe ne parla, ogni tanto. Le recensioni che troviamo online su ristoranti e locali sono davvero attendibili? Periodicamente sul web molte persone scatenano la polemica su Trip Advisor e simili, dove i titolari di attività commerciali vengono “accusati” di spacciarsi per utenti/clienti e pubblicare recensioni falsamente positive sui propri locali e falsamente negative sulla concorrenza. Chi gestisce questi siti web non ha infatti la possibilità di verificare a monte che l’utente in questione sia effettivamente un cliente del locale e stia scrivendo la sua opinione in buona fede.

    Al tempo stesso, il proliferare di food blogger e critici gastronomici 2.0 rende molto labile il confine tra recensione spontanea e “marchetta”, in quanto l’elevata visibilità che in questo periodo ha su Internet tutto ciò che è mangereccio porta i titolari di cui sopra a offrire vacanze e cene gratis in cambio di una recensione positiva.

    Per questa ragione è molto importante trovare spazi credibili, gestiti con sincerità da chi davvero mira a valorizzare i lati positivi di un territorio.

    Proprio per questa ragione una coppia di studenti genovesi ha deciso di aprire un blog per raccontare la loro esperienza in giro per ristoranti e locali. In “una tempestosa sera d’aprile” sul lungomare di Sturla – come raccontano loro stessi sul blog – chiacchierando con alcuni amici, hanno ascoltato una frase che si sente dire spesso sulla nostra città: a Genova non c’è niente, i locali sono pochi e sempre chiusi, eccetera.

    Per rispondere ai loro amici e in generale alla città, hanno deciso di lanciarsi in un progetto e creare uno spazio web dove mostrare il lato bello della Genova che mangia: nasce così E belesse de Zena.

    Abbiamo rivolto loro qualche domanda per capire meglio il progetto. Anzitutto, perché proprio un blog? «Questo strumento permette  di essere sempre raggiungibili da chi condivide le nostre passioni, sia come occasione d’interazione aperta a
    chiunque desideri comunicare con noi, encomiarci o anche solo insultarci. Ogni parola che scriviamo è indirizzata a quei zueni che periodicamente si domandano “Cosa facciamo stasera?”. Un blog non solo offre un’esperienza di lettura più ricca – con mappe, foto, video ecc – ma è anche, fatto forse più importante, gratuito sia per chi lo scrive sia per chi lo legge. Del resto, semmo zeneixi!».

    In merito a quanto detto sopra, abbiamo voluto sapere la loro opinione in merito alle recensioni fake su siti web turistici: Internet ha un ruolo di “amplificatore del passaparola” o rischia di essere un mero “contenitore di copia e incolla”? Ecco cosa ne pensano: «Ognuno di noi sa benissimo che la rete amplifica esponenzialmente la nostra capacità di comunicare; chi scrive falsità per secondi fini o riporta tali falsità senza alcuna verifica è un individuo moralmente deprecabile e, nei casi più gravi, legalmente perseguibile. La responsabilità ricade anche sul lettore, che dovrebbe sempre ricordare che ciò che circola sul web non è un’enciclica papale. Noi abbiamo già specificato, nelle “regole” del blog, che ciò che scriviamo è frutto di ripetute esperienze dirette e che invitiamo il lettore che abbia avuto esperienze differenti a smentirci pubblicamente, così da favorire un confronto autentico».

    Il blog è nato da poco e senza (almeno per ora) finalità commerciali: questo fa sì che molti titolari di locali e ristoranti ancora non abbiano preso consapevolezza del progetto, un aspetto che i due blogger stanno girando a loro vantaggio. «Riguardo i gestori dei locali che abbiamo recensito, apparentemente nessuno si è accorto della nostra esistenza. Se ciò, da un lato, è sicuramente un male, perché significa che nessuno di loro ha a cuore le sorti della propria attività, dall’altro il nostro anonimato fa sì che gli stessi ci trattino come normalissimi clienti, garantendo una maggiore attendibilità alle nostre recensioni, e che non ci accompagnino nel retrobottega per darci il resto in pizze da cinque dita sulla faccia. Siamo gli UFO sui vostri campi di grano!»

    Marta Traverso

  • Sala Dogana, “Verticalità”: mostra sulla mobilità urbana genovese

    Sala Dogana, “Verticalità”: mostra sulla mobilità urbana genovese

    “Verticalità” è il titolo della prossima mostra-concorso in programma presso Sala Dogana, lo spazio di Palazzo Ducale dedicato all’esposizione di opere di giovani artisti: l’inaugurazione di giovedì 8 novembre presenterà al pubblico i 12 lavori vincitori del concorso, che chiedeva l’ideazione di opere ispirate alla peculiare mobilità metropolitana genovese, caratterizzata da una quantità di collegamenti verticali quali ascensori e funicolari, mezzi imprescindibili di adattamento a una specifica morfologia del territorio cittadino.

    Le opere – foto, video e installazioni – rimarranno in allestimento fino al 25 novembre, contestualmente alla mostra “Living in Lift” cui “Verticalità” è legata: ospitata sempre presso Palazzo Ducale, “Living in Lift” è promossa da Schindler, la nota azienda di ascensori, ed espone opere di artisti italiani e stranieri sul tema dell’ascensore, di cui forniscono la loro personale lettura trasformandolo da anonimo non-luogo a luogo denso di significati.

    Ed è proprio nell’ambito di questa mostra itinerante (già a Torino e Milano) che la tappa genovese ha visto il programma arricchirsi del concorso “Verticalità”. La giuria che ha selezionato gli artisti vincitori è formata, oltre che dai curatori delle due mostre – Walter Vallini, architetto e art designer, e Roberto Mastroianni, filosofo e critico d’arte – da figure di rilievo tra cui il direttore dei Musei di Nervi (Maria Flora Giubilei), il conservatore della Wolfsoniana (Matteo Fochessati), il curatore e il conservatore del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati).

    Gli artisti in mostra sono: Chiara Morando, Alessandra Elettra Badoino; Samy Mantegazza, Christian Devincenzi; gruppo GIU.NGO-LAB.; Luigia Giovannangelo; Paolo Bini; Laura Mergoni; Emmanuele Panzarini; Andrea Bodon; Laura Maria Baldo; Gabriele Cavoto; Danilo Torre; Salvatore Tulipano; oltre a loro, sarà in mostra, fuori concorso, anche Paolo Peroni, vincitore del premio “Schindler per l’Arte” 2012.
    Abbiamo parlato del progetto con uno dei due curatori, Walter Vallini, che sarà presente all’inaugurazione dell’8 novembre.

     

    Come è nata l’idea della mostra “Living in Lift”?

    «Nel 2011 la Schindler Italia si è rivolta a BeVisible+, società che opera nell’ambito della ideazione ed organizzazione di eventi di design e di arte contemporanea, per partecipare ad uno degli eventi organizzati per il Fuorisalone di Milano. Io, come direttore artistico, ed Antonello D’Egidio, responsabile della comunicazione, abbiamo ideato il progetto “Schindler per l’Arte”: “Living in Lift” è l’evento più importante di questo progetto, e siamo stati sempre noi a proporre il tema specifico della mostra. Abbiamo curato i contenuti nonché tutti gli aspetti formali dell’evento: la selezione delle opere ed il  progetto di allestimento. In questa edizione  ho condiviso il ruolo di curatore con Roberto Mastroianni, giovane critico torinese, in una logica di apertura a contributi qualificati e qualificanti con cui arricchire ed ampliare i contenuti di Living in Lift per farla diventare sempre più un grande contenitore aperto alla partecipazione di artisti, critici, curatori ecc.».

    Come siete giunti alla decisione di un concorso collegato?

    «Insieme con le più importanti istituzioni dell’arte contemporanea ligure, Fondazione Regionale per la Cultura e lo Spettacolo, Sala Dogana, e Crac (Centro Regionale per l’Arte Contemporanea, n.d.r.) è nata l’idea di promuovere un concorso per artisti under 35».

    Oltre ad ospitare le due mostre, di una di esse Genova è anche soggetto. La morfologia del territorio si presta perfettamente al tema, ma a parte questo, c’è qualcosa in particolare che vi ha portato a scegliere la nostra città come soggetto del concorso?

    «Genova, per la sua particolare  morfologia, è una città nel cui contesto gli ascensori sono  stati inseriti sin dall’inizio del secolo scorso. Quindi l’ascensore è un oggetto che fa parte del patrimonio storico di questa città».

    Il concorso chiedeva opere ispirate alle “criticità e opportunità legate alla mobilità metropolitana”, ma si può dire che in questa città le criticità superino di gran lunga le opportunità, ridotte al lumicino da fattori pratici (carenza servizio pubblico, arterie insufficienti, quartieri congestionati da folli speculazioni edilizie nei decenni passati, zero piste ciclabili…). Quanto è emerso nelle opere l’aspetto problematico della mobilità genovese? E quali differenze sono riscontrabili nella percezione di queste tematiche da parte degli artisti residenti a Genova rispetto a quelli che vengono da fuori?

    «L’aspetto della problematicità della mobilità genovese è stato toccato solamente da un artista, guarda caso genovese, gli altri hanno sviluppato dei temi più concettuali e meno sociali».

    La tematica della mobilità, declinata in tutti i suoi aspetti, è di assoluta attualità: mobilità sostenibile (sia dal punto di vista economico sia ambientale), mobilità efficiente (nelle città e nelle metropoli sempre più affollate), mobilità accessibile per tutti (abbattimento delle barriere architettoniche)…. Sicuramente l’arte può stimolare una riflessione a riguardo, ma crede che possa anche contribuire concretamente a dare una spinta verso la soluzione di questi problemi?

    «La riflessione artistica deve denunciare le problematiche e produrre degli “stimoli estetici”;  a risolverle praticamente devono pensarci altre componenti della nostra società».

    I primi tre classificati parteciperanno alle prossime esposizioni di “Living in Lift” nelle tappe successive; chi sono e cosa nelle loro proposte vi ha portato a preferirli?

    «La prossima edizione di “Living in Lift” si svolgerà a Castel dell’Ovo a Napoli nella seconda metà di febbraio del 2013. Inoltre il lavoro artistico del gruppo primo classificato sarà promosso con  una  mostra personale nella galleria torinese Fusion Art Gallery. I primi tre classificati sono: Chiara Morando – Alessandra Elettra Badoino, Mantegazza – Devincenzi e il gruppo GIU.NGO-LAB e sono stati scelti per l’originalità del tema svolto ma soprattutto per la qualità e maturità esecutiva».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Diego Arbore]

  • Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Domenica 4 novembre 2012 sarà un anno dall’alluvione a Genova, che ha provocato gravi danni nel quartiere di Marassi e nel centro città.

    Il gruppo “Angeli col Fango sulle Magliette”, in collaborazione con il Municipio Centro Est di Genova, celebrerà questa ricorrenza con un progetto di adozione del verde pubblico: Dai diamanti non nasce niente è un evento che partirà alle 12 in via XX Settembre, per adottare le aiuole adiacenti a Via Fiume e Viale Brigata Liguria, presso il sottopassaggio ancora chiuso, e dare ufficialmente inizio ai lavori per la riqualificazione.

    Adottare un’aiuola è un piccolo gesto d’amore verso la città, un contributo per rendere più vivibili e a misura d’uomo le strade che attraversiamo ogni giorno.

    Tutti sono invitati a partecipare, presentandosi alle 12 di domenica con un paio di guanti, forbici da giardinaggio e abbigliamento adeguato.

    I lavori di manutenzione proseguiranno per tutto l’anno con cadenza regolare coordinati dai tecnici del Municipio Centro Est.

  • Servizio civile bando 2013: scaduto il termine per i progetti

    Servizio civile bando 2013: scaduto il termine per i progetti

    Nuovi sviluppi per i numerosi giovani che ancora non hanno svolto l’esperienza di servizio civile e attendono di capire se, a fronte di tagli e modifiche alla legge, nel 2013 sarà aperto un nuovo bando.

    Oggi alle 14 (31 ottobre, ndr) è scaduto il termine per enti e associazioni che intendono presentare un progetto all’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile: nei prossimi mesi verranno analizzati tutti i progetti, in modo da valutare – in base a una graduatoria di merito e ai fondi disponibili – quali effettivamente partiranno in vista del prossimo bando.

    Sono in arrivo anche novità positive rispetto ai finanziamenti al servizio civile: lunedì scorso, 29 ottobre, è stata approvata alla Commissione Affari sociali della Camera un emendamento del Partito Democratico che attribuisce ulteriori 20 milioni di euro rispetto ai fondi già stanziati per il servizio civile. Ora la palla passerà alla Commissione Bilancio, a cui spetta il compito di approvare definitivamente lo stanziamento.

    Sembrano al momento confermate le tempistiche di cui vi avevamo già dato notizia: il bando partirà nella primavera 2013 e i volontari prenderanno servizio a settembre.

    Marta Traverso

  • Cooperinnovare: bando di Legacoop per giovani imprenditori

    Cooperinnovare: bando di Legacoop per giovani imprenditori

    Legacoop Liguria ha aperto il bando Cooperinnovare per sostenere la creazione di nuove imprese cooperative da parte di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, attraverso un fondo denominato “Fondo regionale per la CooperInnovazione” per concedere agevolazioni finanziarie e servizi alle imprese cooperative di nuova costituzione, aventi sede legale e operativa in Liguria e iscritte al registro delle imprese in data non precedente al 1 settembre 2011.

    Sono ammessi al bando progetti relativi all’avvio di attività imprenditoriali in forma cooperativa, in qualsiasi settore economico, aventi un forte contenuto innovativo. Per esempio:
    − che abbiano come attività prioritaria lo sviluppo di prodotti e/o servizi con caratteristiche di novità rispetto al mercato nazionale, specie se incentrati sull’utilizzo di tecnologie d’avanguardia (innovazione di prodotto/servizio);
    − che siano finalizzate all’implementazione di processi produttivi con caratteristiche innovative rispetto all’esistente (innovazione di processo);
    − che applichino nuovi modelli di impresa, metodologie di gestione e di controllo fortemente incentrate sull’utilizzo di tecnologie avanzate e processi gestionali improntati alla qualità (innovazione di gestione);
    − che applichino modelli di produzione e gestionali particolarmente attenti al risparmio energetico e all’utilizzo di fonti di energia alternative;
    − che siano frutto di spin–off sia universitario che aziendale.

    Agevolazioni concesse:
    1) Contributo a fondo perduto di € 5.000 ai tre migliori progetti
    2) Varie forme di finanziamento agevolato (importo massimo: € 60.000).
    3) Servizi gratuiti e/o a tariffe agevolate (contabilità; assistenza legale, fiscale e tributaria; stesura di un piano di fattibilità, ecc).

    La domanda potrà essere presentata entro il 31 dicembre 2012 presso Legacoop Liguria e gli investimenti dovranno essere concretizzati entro 12 mesi dallo stanziamento dei fondi.

    Per informazioni inviare una mail a cooperinnovare@legaliguria.coop.

    [foto di Diego Arbore]

  • Teatro della Tosse: ecco il Cantiere Campana per le compagnie emergenti

    Teatro della Tosse: ecco il Cantiere Campana per le compagnie emergenti

    Cantiere Campana, Yuri D'AgostinoChe cos’è il Cantiere Campana? Un nuovo progetto, portato avanti dal Teatro della Tosse, per dare la possibilità di esprimersi a quelle voci – giovani registi, autori e compagnie – che difficilmente attraverso i canali convenzionali trovano spazio per le proprie rappresentazioni. Il Cantiere (già il nome suggerisce il fermento di una realtà in continuo divenire) presenta così una programmazione costituita interamente da spettacoli di nuova drammaturgia, e si pone in maniera del tutto peculiare rispetto al pubblico, incoraggiandone la partecipazione attraverso la sottoscrizione di una tessera che permette di diventare “sostenitori” del progetto, creando quindi una community attiva che durante l’anno dialogherà al suo interno e col teatro per mezzo di canali digitali e iniziative dal vivo, e che alla fine deciderà, insieme al teatro, il cartellone della stagione successiva. Abbiamo parlato di tutto ciò con Yuri D’Agostino, attore, regista e da quest’anno responsabile del Cantiere, i cui spettacoli verranno ospitati, appunto, nella Sala Dino Campana del teatro. 

    Cos’è il Cantiere Campana, quando e come è nato?
    «È un progetto del Teatro della Tosse con due obiettivi principali: il primo è portare avanti la nuova drammaturgia e le compagnie emergenti, il secondo è riuscire a creare sul territorio una comunità di spettatori – noi li chiamiamo sostenitori – che sia il più ampia possibile, con la quale dialogare e crescere  per tutta la stagione; è un progetto che nasce dalla domanda “come sarà il teatro di domani?” e soprattutto “ci sarà un teatro in Italia?”. Questo periodo di crisi sta facendo passare anche ai teatri un momento di grave difficoltà economica, e ciò porta spesso a scegliere spettacoli comodi, massimizzando il risultato con il minimo rischio se non quando con il minimo sforzo, attraverso l’uso di grandi nomi, grandi registi…certo questi spettacoli meritano di essere portati avanti, ma non possono essere gli unici. Ci deve essere una varietà dell’offerta culturale, con proposte che magari non pagano subito, ma che sono il seme del teatro di domani. Ecco a cosa guarda il nostro progetto. Non è un discorso nuovo al Teatro della Tosse, che ha sempre investito in simili spettacoli: quest’anno ci sarà la programmazione di Sala Trionfo, con titoli di grande richiamo, e a fianco, in Sala Campana, una stagione altrettanto bella ma formata da spettacoli di nuova drammaturgia italiana, compagnie emergenti validissime cui mancava solo un palco su cui poter mostrare il proprio lavoro. A fianco, la community di spettatori, vera e propria anima della stagione, cui si offrono non solo la visione ma diversi gradi di partecipazione a seconda di quanto vorranno interagire con noi: possono recensire lo spettacolo online, incontrare gli attori, venire a conferenze a tema, partecipare a viaggi in cui si va a vedere tutti insieme uno spettacolo fuori Genova… tutto questo è Cantiere Campana».

    Decisamente una fruizione attiva…
    «Assolutamente. Riteniamo che nell’ecosistema del teatro gli spettatori siano una parte non solo integrante, ma importantissima: dopo tutto si fa teatro per il pubblico! Quindi perché non cercare di sapere il più possibile opinioni, gusti e predisposizioni? Queste sono cose che si scoprono soprattutto attraverso il dialogo. Ha già funzionato l’anno scorso col “Castello dei Sette Peccati” in cui attraverso un concorso abbiamo chiesto al pubblico, quindi a persone che fanno altri mestieri, di partecipare portando il proprio contributo creativo: molti hanno tanto da dire e proporre ma semplicemente non hanno l’occasione di esprimersi perché il loro lavoro li ha portati a fare altro. Abbiamo avuto un riscontro notevole e sono uscite fuori cose davvero belle. Questo dimostra che i genovesi hanno voglia di partecipare, di comunicare, manca solo qualcuno che dia gli strumenti e l’ascolto: il Cantiere si pone come ascoltatore».

    Autori e compagnie giovani: significa mantenere il teatro un organismo vivo, con forte presa sulla realtà odierna…
    «Certamente! Tutti gli attori e i registi oggi famosi prima non lo erano, erano giovani con tanta voglia e talento, mancava qualcuno che desse loro fiducia. A loro è stata data e sono diventati le persone che noi conosciamo. In mezzo a coloro cui noi adesso decidiamo di dare fiducia, sappiamo che ci sono quelli che a cinque anni da adesso porteranno avanti il teatro. Abbiamo organizzato un ventaglio d’offerta molto ampio, con varie tipologie e compagnie da più parti d’Italia per far sì che a fine stagione il pubblico sappia dirci cosa ha gradito e cosa no, e avere uno strumento in più per costruire la stagione successiva. In particolare abbiamo sostenuto grandi idee non necessariamente portate avanti con grandi mezzi: è questo che ci ha permesso di offrire spettacoli a prezzi popolari».

    Come funziona quindi l’accesso al Cantiere per i giovani registi e le giovani compagnie?
    «Durante la stagione le compagnie propongono i loro spettacoli alla direzione che li sceglie, con un occhio di riguardo ovviamente per tutte le giovani nuove proposte che devono andare a occupare lo spazio dedicato. A ciò si aggiunge un bando, “Pre-visioni”, cui possono partecipare tutte le compagnie presentando sul palco il loro lavoro. Per esempio abbiamo uno spettacolo, presentato l’anno scorso al bando, che quest’anno è in cartellone al Cantiere. Dall’anno prossimo vogliamo che queste scelte siano compiute dal Teatro insieme ai sostenitori»

     Tu per esempio come sei arrivato?
    «La mia presenza qui dimostra l’apertura verso i giovani, mi hanno dato fiducia nonostante la mia relativamente giovane età. Nasco come attore ma dal 2006 mi sono appassionato sempre più alla regia, lavorando come assistente alla regia e regista. Poi mi sono avvicinato alla Tosse, visto che sono genovese e amo il mio territorio mi piace poter restituire qualcosa col mio lavoro; la collaborazione è andata avanti fino a trasformarsi in quello che è oggi, con questo progetto da sviluppare».

    Oggi il teatro ha ancora un senso? È ancora un mezzo adatto a parlare alle persone e se sì perché?
    «Certamente. Il teatro non è la versione povera del cinema, il teatro è un’emozione, ti porta non tanto ad avere delle risposte ma a farti delle domande, è un momento unico. Col teatro tu scegli di abbandonarti per un’ora e mezza, entri in sala e credi a qualcosa che non c’è, a persone in uno spazio nero di 30 metri quadri che non sono chi dicono di essere, con una scenografia che finge, ma tu ci credi: si gioca a credere a un qualcosa, e se il gioco è portato avanti bene allora riesci a vedere un messaggio».

    Abbandonarsi richiede predisposizione mentale e tempo. Come si richiama allora quel potenziale giovane pubblico abituato a un tempo di fruizione compulsiva profondamente diverso da quello del teatro?
    «È vero, è un tempo di fruizione passiva e compulsiva, dove tutto viene fatto nella maniera più breve possibile. Fortunatamente non tutte le persone vivono in questa dimensione. Noi cerchiamo di far capire agli spettatori di domani ma anche a quelli di oggi che esiste anche questo tempo che ti puoi prendere solo per te, e che è già presente nelle persone, altrimenti i teatri sarebbero vuoti, invece la gente viene ed è tanta; ma crediamo di poter raccogliere nuove fette di pubblico, e un modo è appunto la partecipazione attiva: le persone devono capire di non trovarsi davanti a un televisore, e che è necessario partecipare allo spettacolo col cervello e col cuore».

    Tralasciando il fatto che i reiterati tagli stanno uccidendo arte e cultura, secondo te una struttura teatrale che funziona deve/può reggersi da sola o è giusto che venga finanziata?
    «Questo è un teatro stabile privato, quindi riceve finanziamenti molto inferiori ai teatri pubblici. Detto questo, io sono un profondo sostenitore del finanziamento perché il teatro muove una macchina grossissima che va oltre la rappresentazione in scena e comprende scrittori, tecnici, registi, strutture, uffici, costumisti… tutto questo ha un costo professionale e muove l’economia in una decisa percentuale di Pil. Ma lo scopo finale del teatro non è produrre guadagno, è produrre cultura. Alzare la qualità della vita delle persone. Non deve necessariamente avere un bilancio positivo dal punto di vista strettamente economico, perché il bilancio positivo ci sarà più avanti nelle persone, a cui dai il senso critico, la capacità di discernere giusto e sbagliato secondo il proprio criterio, gli strumenti per decidere. Andando a vedere anche cose classiche come Edipo, Romeo e Giulietta, Amleto, una persona esce più ricca, con i mezzi per riconoscersi e in un futuro prendere le proprie decisioni. Questo è un investimento che lo Stato deve fare per i suoi cittadini, e che quindi è giusto che sia finanziato e che non sia totalmente a carico del singolo, il quale altrimenti non potrebbe permettersi di pagare un biglietto che renda i soldi necessari ad andare in pari. Il teatro non dovrebbe preoccuparsi di andare in attivo, così come non deve, ovviamente, sprecare soldi; ma quando uno spettacolo viene fatto bene, con passione, e gli spettatori escono diversi da come sono entrati, allora non importa che ci sia stato o meno l’attivo».

    Il nodo cruciale sta nell’attenzione, da parte del singolo ente, a non appiattire l’offerta culturale “perché tanto c’è il finanziamento”…
    «Certo. Non deve appiattire l’offerta ma non deve neanche, per paura della mancanza di finanziamenti, appiattirsi solo su quegli spettacoli che garantiscono di raccogliere fondi. Purtroppo, se si tratta il teatro da azienda, farà scelte da azienda. Se lo si tratta invece da risorsa e struttura importante della società, potrà comportarsi come tale, e a beneficiarne sarà soprattutto il cittadino».

    Claudia Baghino
    [Video di Daniele Orlandi]