Di seguito il programma dei laboratori Testimonianze ricerca azioni, che ogni anno il Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente organizza in parallelo alla sua ricca stagione di spettacoli, e che dureranno da metà marzo fino alla metà di aprile.
Ogni laboratorio prevede un numero massimo tra i 12 e i 15 partecipanti. Per prenotarsi si può contattare Luca Donatiello al numero 329 9777850 o all’indirizzo mail laboratori@teatroakropolis.com.
Da venerdì 16 a domenica 18 marzo: Butoh e Noguchi Taiso, a cura di Imre Thormann (danzatore e insegnante Butoh). Il laboratorio verterà sui principi che costituiscono la base del movimento e sugli aspetti emozionali dell’espressione.
Orari: venerdì 16 dalle 16 alle 22, sabato 17 e domenica 18 dalle 10 alle 16.
Da venerdì 23 a domenica 25 marzo: Gli ascolti – laboratorio è una cosa piccola, a cura di Claudio Morganti, che accompagnerà i partecipanti nell’acquisizione di capacità fondamentali per ogni attore: l’ascolto in scena, il movimento, l’attenzione.
Orari: venerdì 23 dalle 18 alle 22, sabato 24 dalle 14 alle 18 e domenica 25 dalle 10 alle 14.
Lunedì 26 e martedì 27 marzo: A caccia di fantasmi, workshop per fotografi e/o attori sullo scatto di scena in tempo reale, a cura di Laura Arlotti, Claudio Angelini e Valentina Bravetti.
Orari: entrambe le date dalle 18 alle 23.
Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile: Istigare il corpo senziente, a cura di André Semenza, Fernanda Lippi e Macarena Campbell. Quest’ultima illustrerà ai partecipanti l’approccio della compagnia anglo-brasiliana Zikzira alla preparazione del “corpo senziente”, tramite la ripetizione di schemi di movimento e del loro smontaggio.
Orari: sabato 31 dalle 14 alle 19, domenica 1 dalle 10 alle 15.
Da martedì 17 e giovedì 19 aprile: Esercizi di teatro impuro, a cura di Marco Martinelli, fondatore per il Teatro delle Albe della “non-scuola”. Il laboratorio verterà sul lavoro dell’attore, a partire dai testi e dai monologhi contenuti nel libro Teatro impuro di Martinelli.
Orari: entrambe le date dalle 17 alle 23.
Sabato 3 e domenica 4marzo alla Sala Diana del Teatro Garage la Compagnia Piesintöa presenta Briscola una commedia in genovese surreale, divertente, intrigante, scritta dall’autore ligure Plinio Guidoni nell’estate del 1989.
La storia si svolge sui tavoli di un bar dell’angiporto genovese dove due personaggi, affiancati da un barista e una prostituta, giocano una partita a briscola.
I misteriosi avventori suscitano i sospetti del barista che li crede implicati in un giro di droga. Da qui ne nasce susseguirsi di azioni e reazioni imprevedibili ed avvincenti.
Il gioco (così come la vita), mette in scena rapporti provvisori, effimeri, mutabili, dove l’incomunicabilità tra gli individui, alimentata dalla paura, dal malessere, dal disagio origina personaggi apparentemente in cerca di qualcosa o qualcuno, in verità in cerca di se stessi.
La difficoltà di relazione, anche tra i sessi, rimarca la paura di affrontare l’esistenza.
Le due coppie si contrappongono e il realismo della quotidianità si incontra e si scontra con il mistero, a tratti si confondono creando un’atmosfera carica di inquietudine, dove si sfida la solitudine dell’uomo.
Teatro Garage
Via Paggi 43 b – Ge San Fruttuoso
Orario spettacoli: sabato 3 marzo ore 21, domenica 4 marzo ore 17
Dall’1 al 4 marzo il teatro Politeama Genovese ospita lo spettacolo di Vincenzo Salemme “Astice al Veleno”, una commedia brillante e romantica con Benedetta Valanzano, Antonella Morea, Maurizio Aiello e con Nicola Acunzo, Domenico Aria, Antonio Guerriero, Giovanno Ribò.
Protagonisti della vicenda, che inizia e finisce nella giornata del 23 Dicembre, sono Barbara, un’attricetta che sta provando uno spettacolo ed attualmente è l’amante addolorata e delusa del regista, e Gustavo, un pony express che porta in giro i pacchi dono per il Natale imminente.
Nel teatro dove Barbara debutterà tra pochi giorni, in scena coi protagonisti, ci saranno quattro statue. Barbara, che è una donna molto suscettibile e sognatrice, parla con queste figure inanimate che però nella sua fantasia, prendono vita. Solo lei (oltre al pubblico in sala) le vede “vivere”.
Quando però in teatro arriva Gustavo per una consegna, vestito da Babbo Natale, anche lui vede le statue animarsi: significa che tra i due c’è molto in comune. Barbara si convince quindi a troncare la relazione con il regista adultero attuando un piano diabolico e a tal fine organizza una cena a lume di candela in teatro. Il tutto condito dalle incursioni di un astice vivo da cucinare, ma che nessuno ha il coraggio di ammazzare.
“Questo non è solo il solito mugugno di un teatrino, ma la richiesta di una programmazione culturale a lungo termine, di una razionalizzazione delle risorse, premiare l’innovazione, coordinare turismo e cultura, Regione, Provincia e Comune, indirizzare i privati a finanziare ciò che funziona“.
26 febbraio 2011: il quotidiano Il Secolo XIX pubblica una lettera di Laura Sicignano, direttrice del Teatro Cargo di Genova Voltri, che con queste parole denuncia la situazione del proprio teatro e più in generale dei piccoli teatri italiani, che pur avendo una programmazione di qualità sono spesso soffocati dalle più grandi e meglio finanziate realtà locali.
IL PRESENTE
Un anno dopo, cosa resta di quelle parole? In un contesto di crisi economica come quello in cui viviamo, dove i tagli alla cultura continuano ad aumentare, la scelta di puntare su una programmazione di qualità e fare in modo che un (apparentemente) piccolo teatro di periferia abbia una forte eco sui media locali, sul pubblico e sulle istituzioni non sempre paga in termini di lungo periodo.
Il Teatro Cargo vanta – oltre alla normale stagione teatrale – eventi di punta che hanno attirato negli anni grosse fette di pubblico: Collasso energetico nel 2008, Festival del corpo femminile nel 2009 e Donne in guerra nel 2010. Non solo: la normale programmazione è molto ricca, con un calendario di appuntamenti in costante crescita (44 nel 2011, 47 nel 2010, 30 nel 2009) e una buona risposta in termini di pubblico.
Gli spettatori paganti registrati sono stati 8.643 nel 2011, in leggera flessione rispetto ai 9.402 del 2010 ma comunque nettamente superiori ai 7.100 nel 2009. Un numero considerevole per un teatro posto nell’estremo ponente cittadino e che gode di una eco mediatica inferiore rispetto ai “centrali” Teatro Stabile, Politeama o Carlo Felice. Un dato da non sottovalutare, per premiare l’impegno di chi riesce a programmare di anno in anno spettacoli di qualità per gli amanti del teatro e della cultura.
Il Teatro della Tosse ospita dal 28 febbraio al 2 marzo la prima nazionale dello spettacolo “E’ stato così”, dalla regia di Valeria Pinasco con Sabrina Impacciatore.
Il testo, tratto da un romanzo dal romanzo di Natalia Ginzburg racconta le confessioni di una moglie dolorosamente lucida dopo aver ucciso il proprio marito.
Con un linguaggio semplice e insieme carico di pathos, i sentimenti, le passioni, le speranze di una donna sola destinata a smarrire inesorabilmente la propria esistenza.
Mercoledì 29 febbraio il teatro Politeama Genovese ospita Molière a sua insaputa, uno spettacolo di Leo Muscato con il comico Paolo Hendel.
L’esilarante comico toscano interpreta un improbabile Molière, accetta l’invito della trasmissione televisiva A sua insaputa. Convinto di partecipare a una serata celebrativa e promozionale della sua opera, questo buffo Molière non sa ancora che in quel programma, una specie di Serata d’Onore surreale che ospita illustri personaggi del passato e del futuro, accadranno eventi singolari al limite del paradossale.
In un turbinio comico di equivoci e fraintendimenti, la serata ben presto assume i connotati dell’inquisizione: la sua vita privata, la sua opera, le sue grottesche idiosincrasie, sono analizzate, scandagliate, vivisezionate.
L’ingenuo Molière prova a giustifi carsi, ma la conduttrice (una strana fi gura mefi stofelica, con bizzarri abiti contemporanei e un’anacronistica parrucca seicentesca) non gli dà tregua. Sadica e soave, chiama in causa una sequela di bizzarri opinionisti e giornalisti con nomi desueti tipo Argante, Orgone, Alceste, Cleante, Tartufo che gli sproloquiano i testi delle sue commedie.
Moliere a sua Insaputa
Teatro Politeama Genovese, via Bacigalupo 2 – Tel 010 8393589
“Diario di un somaro” è uno spettacolo che si mischia a una bizzarra lezione, trasformandosi in confessione, gioco e ricordo, tratto dal romanzo di Daniel Pennac.
Si raccontano le riflessioni, gli incubi e le convinzioni pedagogiche di un ex alunno, poi insegnante, poi scrittore, che non ha dimenticato né rimosso i primi inciampi e scontri con l’esperienza scolastica.
L’esperienza scolastica è rievocata sul palco attraverso il punto di vista degli ultimi della classe, dei ragazzi “difficili” che guardano il mondo con gli occhi del somaro, salvo poi, magico evento, trasformarsi da mostruosi rospi testoni in insegnanti sensibili, anomali e lungimiranti.
Con comicità, dolcezza e slanci di ribellione Pennac/Scaramuzzino esplora così, dal di dentro, la scuola con le sue potenzialità e contraddizioni, usando lo “stare in cattedra” come un palcoscenico zeppo di episodi buffi e aneddoti toccanti, canzoni bislacche e racconti fantastici, che svelano una sete di sapere, di conoscere e di crescere che continua ad animare, contrariamente ai più pessimistici luoghi comuni, i ragazzi e gli educatori di ieri e di oggi.
Teatro dell’Archivolto – Piazza Modena 3 – tel 010 412135
Orario spettacoli h 21
Biglietti intero 20 euro / ridotto 18 euro/ ridotto studenti 7,50 euro
Sabato 25 febbraio dalle 9.30 alle 18.30, il Palazzo della Borsa ospita l’ottava edizione di “Le buone pratiche del teatro”, una giornata di incontro e confronto per le arti dello spettacolo dal vivo in Italia.
La giornata, organizzata dalla webzine ateatro.it e curata da Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, ha lo scopo di fare un punto sulla situazione attuale vissuta dal teatro in Italia e di divulgare le esperienze più innovative nel settore dell’organizzazione, della creazione, della critica.
Il tema centrale di questa edizione è Istituzioni e movimenti, cioè come il teatro entra in relazione con i movimenti politici e sociali, e come le istituzioni possono dare forma ai movimenti estetici.
Nel corso della giornata, verrà data particolare attenzione alla situazione delle Liguria, con la nascita di TILT e la nuova prospettiva delle residenza, ma si discuterà anche della situazione nel sud Italia, il rapporto tra teatro e web, la nuova politica degli spazi.
Sabato 25 febbraio e domenica 26 il teatro Garage di Genova San Fruttuoso ospita “I musicisti hanno gli occhi belli”, uno spettacolo in cui il pubblico presente viene proiettato nella sala prove di un gruppo musicale , i Theatralis , formato da Francesco Nardi, Alessandra Poggi, Barbara Ludovico, Eleonora Pacifico, Andrea Poggi, condividendo l’emozione dell’atto creativo e della nascita delle idee.
I musicisti suonano, scambiandosi consigli, opinioni, indicazioni… provano e magari riprovano uno stesso brano, variando sul tema, correggendo il tiro, poi passano ad altro, improvvisano, liberamente giocando con la musica, e giocando fra loro, in uno spazio e in una dimensione particolari, in un clima armonioso ed armonico
Sull’altro lato del palco, una strana figura, invisibile ai musicisti, osserva, ascolta, commenta a sua volta e condivide col pubblico pensieri e riflessioni serie ed ironiche che paiono scaturire proprio dalla magia della musica.
Ma è più importante la Parola o la Musica? O forse è possibile un incontro di linguaggi, uno scambio in cui la comunicazione dell’una non prevalga su quella dell’altra? Una danza in cui la ragione ceda il passo al sentire…
Fino al 26 febbraio al Teatro della Corte è in scena lo spettacolo “History Boys”.
Scritta da Alan Bennett, drammaturgo e autore di molti romanzi editi anche in Italia da Adelphi, una commedia che mette in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college, impegnati con gli esami di ammissione all’università.
Un testo sui giovani e per i giovani, che vi possono ritrovare i sogni e le speranze, la rabbia e i progetti per il futuro della loro generazione.
Venerdì 24 febbraio il Teatro Cargo di Voltri è in scena lo spettacolo Radio Argo, con Peppino Mazzotta, attore conosciuto dal grande pubblico per l’interpretazione dell’Ispettore Fazio ne Il Commissario Montalbano, ma la sua carriera in teatro e cinema è costellata di tanti altri successi.
Radio Argo è uno spettacolo originale e potente, e senza mezze misure, incentrato sulle vicende degli Atridi legate alla guerra più conosciuta nella storia dell’umanità: la guerra di Troia.
In Radio Argo una voce sola, catturata da un microfono e lanciata nella notte vaga di ripetitore in ripetitore alla ricerca di orecchie che vogliano sentirla; una voce come il fuoco impetuoso che rimbalzò da Troia fino ad Argo, su valli e montagne, per annunciare il ritorno vittorioso della flotta Greca. Una voce lontana, che sa farsi vicina e familiare, che incarna le nostre passioni. I nostri inganni. Le nostre guerre. I nostri morti. Le nostre vendette. Le nostre sconfitte. Una voce che si fa carico della memoria, preoccupata che il ricordo sbiadisca, perché la memoria è una gatta che non si affeziona a nessuno e all’improvviso può scomparire e lasciarci orfani.
Continuano le iniziative del Teatro della Tosse volte a riscoprire i grandi musicisti e cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana: un lavoro iniziato qualche anno fa con Umberto Bindi, uno dei più grandi cantautori italiani finiti ingiustamente nell’oblio, che grazie a quel primo spettacolo messo in scena alla Tosse è oggi protagonista di continue serate e tributi alla sua genialità. Si è poi continuato con l’indimenticato Bruno Lauzi e con il poeta maledetto Piero Ciampi. Spettacoli che hanno avuto il merito di riaccendere i riflettori su artisti che hanno anticipato o riscritto le regole della canzone popolare italiana.
Questa volta tocca a Natalino Otto, nell’anno del centenario della nascita dell’ indimenticabile “Re del Ritmo”; cantante, musicista, speaker radiofonico, produttore discografico, attore, iniziò la carriera dapprima come cantante e musicista nei locali genovesi e in seguito emigrando negli Usa. Il suo repertorio innovativo fondeva la musica jazz alla melodia italiana, cosa che non piacque al regime fascista il quale bandiva ogni suggestione esterofila.
Per questo, non solo dovette modificare i titoli di alcuni pezzi (come “Saint Louis blues”, che divenne “Le tristezze di San Luigi), ma addirittura venne boicottato dall’EIAR, l’ente radiofonico di stato, che definì i suoi brani “barbara antimusica negra”. Malgrado ciò, riuscì lo stesso a conquistare il pubblico attraverso i suoi dischi arrivando al successo senza passare per la radio e pubblicando oltre duemila incisioni
Nella serata omaggio di mercoledì 22 febbraio alle ore 21, si alternano sul palco Raphael Gualazzi, Piji, Dado Moroni, Giulia Ottonello, Andrea Ceccon, Roberta Alloisio, Compagnia Teatro Nudo e la Otto per otto Band; spazio anche ad piccolo dibattito per ricordare la figura dell’artista con la giornalista Lucia Marchiò e Silvia Codognotto Sandon, Carlo Posio, Giorgio Calabrese, Piero Rossi.
Dopo trentanni di silenzio e abbandono (un unico intervento nel 1980 ad opera della Provincia di Genova per la messa in sicurezza del tetto), il Teatro Sociale di Camogli sul finire del 2009 torna agli onori della cronaca grazie all’apertura del cantiere per l’avvio dei lavori di restauro e messa in sicurezza.
Un evento atteso con grande partecipazione da tutti i camoglini, una conquista ottenuta grazie all’impegno di Silvio Ferrari che ha costituito la Fondazione del Teatro, ha contrattato con i palchettisti (ovvero i proprietari del teatro, si tratta infatti di una proprietà divisa fra più privati) e con le istituzioni restituendo entusiasmo all’intera cittadina. Un entusiasmo culminato con la decisione spontanea di 100 famiglie che hanno raccolto 26mila euro e si sono costituiti associazione (“Gli Amici del Teatro Sociale”) per entrare nella Fondazione. (In coda l’intervista a Marta Puppo, presidente dell’associazione)
Ma per dare nuova vita al teatro la cifra complessiva supera i 2 milioni di euro… L’impegno di questi cittadini è ripagato con l’annuncio di un fondo statale Fas (Fondo aree sottoutilizzate), del contributo di Regione e Provincia, della Fondazione Carige, ma anche dei vicini comuni rivieraschi, e si arriva così alla tanto attesa apertura del cantiere. Una festa per Camogli, l’associazione monitora il cantiere pubblicando online un diario dei lavori, con immagini e riprese.
Fondazione e associazione, però, non si danno per vinti. Continuano a pressare le istituzioni e a stimolare la partecipazione non solo della gente di Camogli, ma di tutta la riviera di Levante. Poche settimane fa, grazie anche all’impegno della Regione e degli enti coinvolti, arriva l’annuncio dello sblocco dei fondi statali. Un milione e 700 mila euro per far riprendere i lavori.
Ma non è finita qui, il definitivo epilogo positivo si fa ancora attendere. La somma c’è (e questa è una certezza), ma deve ancora essere deliberata e fonti della Regione fanno sapere che il fondo sarà a disposizione della Fondazione del Teatro solo una volta terminate le procedure amministrative e trasmessa in Regione la documentazione: “La Regione può consegnare il fondo solo a una Fondazione in grado di gestire il Teatro”.
Non c’è dubbio che quello della gestione sia un tema da affrontare, i volontari già da tempo organizzano incontri a questo proposito, stanno lavorando per creare una commissione all’interno della Fondazione che possa stabilire le linee guida, proposte e progetti non mancano. Un “intoppo burocratico”, quindi, che non potrà e non dovrà impedire ai denari di arrivare finalmente nelle casse della Fondazione per permettere la riapertura del Teatro Sociale. Questo, ne siamo convinti, rimane l’obiettivo imprescindibile di tutte le parti in causa.
Abbiamo incontrato l’architetto Marta Puppo, presidente dell’associazione “Gli Amici del Teatro Sociale”:
L’associazione nasce da un’iniziativa che si chiamava “Iniziativa delle 100 famiglie“. Raccontaci cosa è accaduto a Camogli due anni fa… “L’idea era che 100 famiglie camogline, ma non solo, più precisamente direi persone interessate alle sorti di Camogli e del suo Teatro, si tassassero con un minimo di 250 euro a testa per poter entrare nella Fondazione del Teatro e partecipare attivamente alla sua riapertura. L’ingresso nella fondazione richiedeva il versamento di una quota, siamo riusciti a raccogliere 26mila euro. Certo, si tratta di un versamento simbolico se si pensa alla somma totale per il restauro, ma penso sia un bellissimo messaggio, a Camogli c’è grande partecipazione per quanto riguarda il Teatro, c’è grande attesa per la riapertura…”
In questi sei mesi di chiusura forzata del cantiere la Fondazione non si è certo data per vinta… “Questo tempo di fermo del cantiere non è stato un periodo di fermo per la Fondazione, noi abbiamo cercato ulteriori fondi per riuscire a portare a termine non solo i lavori preventivati ma anche ulteriori interventi che in un primo momento non erano stati finanziati, come ad esempio la facciata…”
E per quanto riguarda la gestione? “Stiamo lavorando molto su questo aspetto, è fondamentale che sia messa in atto una buona gestione per far si che il teatro possa essere vivo una volta restaurato e riaperto. Vogliamo che si faccia una commissione all’interno della Fondazione per stabilire le linee guida, che non vuol dire decidere già chi sarà a gestirlo, non è il soggetto in sé la cosa importante adesso; vogliamo però avere le idee chiare su quello che dovrà essere il nuovo Teatro Sociale. Abbiamo fatto una serie di incontri con altri teatri come lo Stabile e l’Archivolto di Genova, abbiamo incontrato tecnici ed esperti. Sono venute fuori idee e proposte interessanti, tra cui quella di un teatro per i cosiddetti “spettacoli zero” e quella di un luogo dedicato all’alta formazione musicale… Insomma, vogliamo che chiunque verrà a gestire questo teatro si trovi già un progetto ben delineato.”
In occasione del Carnevale l’UNconventional Cast torna a casa per organizzare il gran ballo in maschera!
Tra lustrini, pailettes e boa di struzzo la compagnia presenta il “Rocky Horror” in double feature, come nella migliore delle tradizioni transilvane: i protagonisti si confondono tra il pubblico cantando, recitando e ballando sulle immagini del film di ‘O Brien, che viene trasmesso in contemporanea sul fondo della scena.
Un evento diventato ormai tradizione al Teatro Rina & Gilberto Govi di Genova Bolzaneto, proclamato ufficialmente la Horror House dell’UNconventional Cast: ogni due mesi il palco del Govi diventa cornice della storia più rock e trasgressiva di sempre.
Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21,00.
Prezzo dei biglietti:
Intero: € 15,00
Ridotto: € 12,00
Dopo il successo della serata inaugurale, il teatro Hop Altrove di Piazzetta Cambiaso ospita lunedì 20 febbraio un nuovo appuntamento di Comedylunedì, il laboratorio di musica, cabaret e improvvisazione.
A partire dalle 2145 tornano sul palco Maurizio Lastrico, Daniele Ronchetti Gabri Gabra, Fiona e Laura, Michelangelo Pulci, Mario Tarallo, Alex rivetti e tanti altri divertenti comici. In più, ospite la Compagnia cantante, con Lorenzo Malvezzi, Erika Celesti, Romina Uguzzoni, Francesco Ferrara
Conduce la serata Marina Minetti, voce di Radio Deejay e Radio 19.