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  • I Parchi di Nervi tornano a vivere. Completati gli interventi dopo la tempesta, selezionate le “idee” per la valorizzazione

    I Parchi di Nervi tornano a vivere. Completati gli interventi dopo la tempesta, selezionate le “idee” per la valorizzazione

    parchi-nerviIn anticipo di una settimana rispetto ai tempi prefissati riaprono da oggi i Parchi di Villa Serra e Villa Grimaldi, dopo i lavori di messa in sicurezza a seguito degli eventi meteo del 14 ottobre dello scorso anno.

    L’inaugurazione questa mattina presso la Galleria d’arte moderna di Nervi, uno dei musei civici che si trovano all’interno dei parchi. Alla cerimonia erano presenti l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e l’assessore del Municipio Levante Michele Raffaelli. Un saluto è stato portato anche dall’assessore alla protezione civile e manutenzioni del Comune di Genova Giovanni Crivello. Insieme alle autorità tanti cittadini e le associazioni che si occupano della salvaguardia e valorizzazione degli storici parchi.

    I danni causati dalla tempesta di vento sono stati ingenti: 196 gli alberi caduti o danneggiati irrimediabilmente, ulteriori 15 alberi abbattuti per motivi di sicurezza, circa 13mila metri quadrati di superfici erbose danneggiate. E poi danni a recinzioni, panchine, cestini porta-rifiuti e agli impianti di illuminazione ed irrigazione.

    Il vento ha anche causato il crollo di una porzione del muro di contenimento di via Serra-Gropallo e ha danneggiato alcuni manufatti come la passerella su ferrovia lato Ponente, il tetto della “palestrina di Ponente” e del gazebo rustico di Parco Gropallo.

    Il parco di Villa Gropallo necessita ancora di alcuni ultimi interventi, in particolare nella ringhiera verso la ferrovia (lavori in corso da parte di RFI) e di attecchimento dei prati: da mercoledì 5 aprile si è resa necessaria la sua temporanea chiusura, soprattutto per consentire la corretta crescita del manto erboso, ma potrebbe essere riaperto a maggio o comunque entro la fine dell’anno scolastico.

    Restano ancora chiuse le aree oltre la ferrovia in Villa Grimaldi e la parte meridionale di Villa Serra, dove mancano importanti recinzioni di separazione dalla ferrovia di cui RFI dovrebbe completare il ripristino entro maggio. In queste aree continuerà la regolare manutenzione del verde per una riapertura completa auspicabile in autunno (RFI ha avviato i controlli sul cavalcavia danneggiato).

    Gli accessi attualmente fruibili sono quelli di Villa Serra e Villa Grimaldi e l’accesso dalla passeggiata Anita Garibaldi in Villa Serra.

    I lavori eseguiti

    In sei mesi di chiusura sono stati eseguiti da ASTer importanti interventi di messa in sicurezza e ripristino, con stanziamenti inizialmente di 208mila euro (per lavori urgenti di messa in sicurezza) e di successivi 291mila euro (per ulteriori interventi di messa in sicurezza e per il ripristino della funzionalità di opere essenziali).

    Il primo intervento è stato quello di taglio e recupero dei 141 alberi caduti su strade, ferrovia e vialetti. Oltre agli alberi caduti erano rimasti 54 alberi irrimediabilmente danneggiati, da tagliare e rimuovere. Gli alberi residui sono stati oggetto di specifici controlli (310 verifiche), tra i quali valutazioni di stabilità visive e con prove strumentali, che hanno evidenziato ulteriori 15 alberi pericolosi che sono stati eliminati. Sono stati eseguiti oltre 200 interventi di potatura per messa in sicurezza ed eliminazione di rami danneggiati e ceppaie ribaltate; altri interventi hanno provveduto alla riforma di piante che hanno perso parte della chioma. utto il materiale legnoso (oltre 1000 t) è stato raccolto, cippato e inviato a utilizzo come biomassa. I prati sono stati ripuliti e in parte riseminati, alcuni sono ancora recintati al fine di garantire un buon attecchimento. Sono stati ripristinati molti impianti irrigui e riparate e messe in sicurezza panchine e cestoni portarifiuti danneggiati. Tutti gli impianti elettrici di illuminazione sono stati isolati (messi a terra) e sono quindi in sicurezza.

    A febbraio ASTER, in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Agrario Marsano, ha messo a dimora nell’area sottostante l’ex campo da tennis una nuova collezione di Ibiscus; anche nelle aiuole della sottostante passeggiata Anita Garibaldi sono stati effettuati, tra febbraio e marzo, interventi di messa a dimora di piante succulente affidate poi alla manutenzione di un esercizio commerciale del quartiere resosi disponibile.

    La bellezza del Roseto, che grazie ai lavori di restauro ultimati nel 2015 ha visto quasi raddoppiare la sua estensione, sarà messa in particolare luce da una giornata di visite guidate condotte da personale specializzato di Aster come evento collaterale alla “Notte dei Musei”, nel pomeriggio di sabato 20 maggio.

    I lavori in corso

    parchi-nervo-02Sono ancora in corso importanti interventi sugli impianti di irrigazione: si sono verificati danni nei tubi interrati e le perdite vengono verificate aprendo i diversi settori. L’impianto dovrebbe tornare a pieno regime nel corso del prossimo mese. Tutte le fontanelle potabili hanno un collegamento dedicato all’acquedotto e sono comunque funzionanti. Verranno riparati alcuni tratti di pavimentazione danneggiata; a breve inizieranno i lavori di riparazione del tetto della palestrina di Villa Grimaldi, che si prevede vengano completati entro maggio/giugno. Si sta inoltre procedendo con la valutazione dell’intervento sul muro di contenimento di Via Serra Gropallo, in parte crollato ma anche danneggiato in più punti: entro agosto è previsto l’inizio dei lavori di ripristino.

    RFI sta programmando il ripristino del ponticello sopra la ferrovia nella zona a Ponente del Parco Grimaldi e prevede il suo completamento entro giugno.  Entro l’estate dovrebbero terminare anche i lavori di manutenzione e adeguamento igienico dei locali della caffetteria GAM, nel Parco Serra, per la quale sarà pubblicato, a maggio, un bando di affidamento per il servizio di caffetteria dei Parchi, con la volontà di proporre ai visitatori accoglienza e offerta di cibo di qualità in sintonia con gli aspetti culturali evocati dalle collezioni d’arte dei Musei di Nervi e dal contesto paesaggistico dei Parchi, in sinergia con le attività degli stessi Musei; l’aggiudicazione del servizio è prevista entro agosto.

    A fine marzo è stato infine approvato dalla Giunta il progetto definitivo per “Interventi di completamento e perfezionamento della riqualificazione dei parchi di Nervi, opera “Colombiana” per un importo complessivo di oltre 242 mila euro; non appena approvato il Bilancio si potrà procedere con l’approvazione del progetto esecutivo e quindi con nuovi lavori da terminare entro dicembre 2017. Gli interventi previsti sono il recupero del manufatto “ex voliera”, la manutenzione delle recinzioni dell’ex campo tennis, l’impermeabilizzazione della vasca ovale di Villa Serra e la manutenzione delle cancellate in ferro.

    Non all’interno dei parchi, ma comunque sempre in zona Passeggiata, è l’intervento in corso di manutenzione alla copertura del “Castelluccio”, anch’essa danneggiata dal vento, che sarà ultimato entro fine aprile. E’ poi in corso, con scadenza il prossimo 21 aprile, la gara per la fornitura e posa di 300 metri di ringhiera per la passeggiata Anita Garibaldi, alla quale sono stati destinati circa 170 mila euro.

    Tra le tante manifestazioni di “affetto” nei confronti dei Parchi di Nervi vi sono state, oltre che contributi in denaro per l’acquisto di nuovi alberi, anche offerte di aiuto pratico come quello della scuola Marsano e la donazione di fotografie che fanno parte di un lavoro personale svolto da un fotografo professionista poco prima che si abbattesse la tempesta di vento. Verranno presto individuati gli spazi per realizzare una mostra che possa far “rivivere” l’esperienza della visita in un luogo la cui fisionomia non esisterà più nella forma che era stata possibile documentare nelle fotografie. Il lavoro è piaciuto molto anche ad un illustre editore genovese che si è manifestato interessato e disponibile a valutare l’eventuale pubblicazione di un libro/catalogo da accompagnare alla mostra.

    Il progetto di restauro

    La previsione di spese necessarie per il solo restauro della componente paesaggistica e vegetazionale dei Parchi è di circa 500 mila euro: nel marzo 2017 sono state definite le linee guida per la progettazione dei Parchi, presentate poi nello stesso mese alla Consulta del Verde. Seguirà, entro questo mese, la pubblicazione del bando per l’affidamento del progetto di restauro.

    Il bando di idee

    In attesa del progetto complessivo di restauro è stata nel frattempo bandita una “Call for ideas”: sono stati individuati 7 progetti che, rispondendo al concorso di idee, hanno proposto azioni di promozione e valorizzazione del tessuto ambientale, culturale e sociale dei Parchi di Nervi.

    • Progetto “Anacleto” presentato dall’Associazione Culturale Ugo: una proposta gestionale complessa secondo filoni di attività estese all’intero comprensorio dei parchi.
    • Progetto “Maramao” presentato dall’Associazione Storie di Barche, che prevede attività didattico-divulgative e laboratorio di falegnameria/carpenteria legato alla tradizione marinara.
    • Progetto “Planetario: l’universo in una stanza” presentato dall’Associazione Antikyitheria: proposta di installazione di un planetario e svolgimento di relative attività didattico-divulgative.
    • Progetto “Rivalutazione turistica e didattica dei Parchi di Nervi” presentato dall’Associazione Dafne, che propone attività didattiche, animazione e visite guidate.
    • Progetto “Contact Improvisation” presentato dall’Associazione Once: proposta diworkshop e performance legata ad attività di un particolare tipo di danza libera
    • Progetto “Cultura del Paesaggio e Coscienza di luogo” presentato dall’Associazione Memorie & Progetti: proposta di attività culturali legate alla lettura del territorio ed alla promozione del paesaggio tradizionale.
    • Progetto “Raccolta di idee” presentato del Comitato Genitori della I C dell’Istituto Comprensivo di Quarto: proposta di installazioni con finalità ludico-creative per bambini.
  • Il Chiostro di Sant’Andrea e il lucchetto della discordia. Il cortocircuito della “lotta al degrado”

    Il Chiostro di Sant’Andrea e il lucchetto della discordia. Il cortocircuito della “lotta al degrado”

    chiostro-santandrea-casa-colomboChiuso dal 1 aprile, il Chiostro di Sant’Andrea risulta ancora inaccessibile, e lo sarà fino a data da destinarsi. Difficile decifrare la gestione di uno degli spazi più belli di Genova, chiuso proprio in concomitanza dei Rolli Days, celebrato appuntamento cardine per l’offerta turistico-culturale di Genova

    Come allo zoo: durante la kermesse decine di turisti si sono assiepati dietro le cancellate nuove di zecca, per scattare, increduli, qualche foto all’esemplare archeologico in cattività (come nei fatti è, essendo stato ivi ricollocato nel 1922); increduli e sbigottiti anche molti genovesi, soliti a frequentare quell’unico ed eccezionale ritaglio di verde, pace e arte durante la pausa pranzo, per far riposare il cervello a metà, o al termine, di una faticosa giornata di lavoro. Ma non c’è nulla da fare: il lucchetto comparso venerdì scorso cancella ogni speranza, come un immobile e insensibile guardiano dell’ordine. Ma di quale ordine stiamo parlando?

    La chiusura dello spazio attorno al Chiostro di Sant’Andrea è l’ultimo capitolo di una lunga storia: più di un anno fa, a seguito di alcuni episodi che generarono il più profondo sdegno pubblico (sporcizia, scritte, bivacchi e addirittura, lo ricorderete, effusioni amorose en plein air), il Municipio I Centro Est, si fece tramite del volere di alcuni cittadini chiedendo al Comune di provvedere alla chiusura di questa area. Arrivarono, quindi, le cancellate: non proprio una novità, visto che già in passato erano presenti delimitare l’area, ma che furono poi smantellate dalla civica amministrazione. Per mesi, però, il cancello rimane aperto, in attesa di un lucchetto, e soprattutto un accordo sulla gestione: chi, quando, come. La notte tra venerdì e sabato la svolta.

    Eccesso di zelo

    Diverse sono le segnalazioni che Era Superba raccoglie dai propri lettori fin dalle prime ora di sabato mattina: la coincidenza con i Rolli Days è molto strana (e assurda), per cui proviamo a chiedere all’assessore alla Cultura del Comune di Genova Carla Sibilla; la cosa sorprende anche lei, e dopo una telefonata di verifica ci spiega che «Il servizio di apertura è stato affidato a Coop Culture, la cooperativa che ha in gestione gli spazi museali delle torri di Porta Soprana e della Casa di Colombo». Ma cosa è successo? «Un eccesso di zelo: la sera di venerdì, la cooperativa non ha chiuso, per cui il Municipio è intervenuto chiudendo il lucchetto, ed è rimasto chiuso». Peccato, proprio in uno dei week end più affollati di turisti. Su suggerimento dell’assessore proviamo a contattare la Direzione Musei dello stesso Comune di Genova, ma la dirigente è molto occupata e dopo vari tentativi di trovarla libera per rispondere alle nostre domande, dalla segreteria ci consigliano di rivolgerci direttamente alla cooperativa, «Ciao e grazie», testuali parole. Perfetto. Cerchiamo un contatto di Coop Culture: sulla pagina dedicata alla Casa di Colombo (che per la cronaca ha come titolo di pagina, nella tab del browser, la dicitura Casa di CristofAro Colombo, ndr) troviamo un numero, al quale la classica voce registrata ci segnala che tutti gli operatori sono occupati. Gli affari evidentemente vanno a gonfie vele perché gli operatori rimarranno occupati giorni e giorni, senza mai risponderci.

    chiostro-santandrea-casa-colombo-02Andiamo in loco, per parlare direttamente con gli operatori. L’impiegato, alla nostra richiesta di chiarimenti, ci fa vedere un foglio arrivato dalla direzione, in cui viene ordinato di mantenere il cancello chiuso, fino a data da definirsi.L’operatore dovrà chiuderselo dietro quando si accompagnano i turisti sulle torri – si legge – se venissero a lamentarsi spiegare che noi lo utilizziamo solo di passaggio per entrare nella casa. La gestione dello spazio non rientra nelle nostre mansioni”. «Non può immaginare quanti vaffa abbiamo preso durante i Rolli Days». Posso immaginarlo, eccome. «Questione di ordini arrivati dal “principale” – sottolinea l’operatore – dopo una comunicazione del Municipio». Ci racconta anche un dettaglio che arricchisce con un pizzico di noir questa storia di “ordinaria follia”: chi ha messo il lucchetto venerdì notte, non si è accorto di aver chiuso dentro un ragazzo che, con il suo cane, si era “addormentato” tra gli ulivi. Il giovane è rimasto “prigioniero” tutta la notte, in dubbie condizioni di salute. Poteva finire peggio.

    Nel frattempo su Facebook , il presidente del Municipio I – Centro Est, Simone Leoncini, risponde alla richieste di chiarimento: «Dovete chiedere ad assessorato alla Cultura che è referente per l’appalto che regola casa di Colombo e chiostro… Le cancellate devono essere chiuse solo la notte a protezione del complesso monumentale. Quindi aperti fino almeno a sera, per libero accesso, ma chiuse di notte. Il municipio ha da tempo protestato e chiesto lumi sul casino che stanno facendo! Purtroppo non siamo noi i responsabili…». Perfetto. La trasparenza fa il suo giro: abbiamo completato il gioco dell’oca, senza avere risposte certe. Un cortocircuito burocratico. Dalla segreteria del Municipio ci fanno sapere che nei prossimi giorni potrebbe essere convocata una riunione per chiarire la questione.

    Cortocircuito

    Vedremo come andrà a finire; nei fatti è una settimana che il chiostro è chiuso, sottratto alla fruizione della collettività. Le inferriate, nate dalla “lotta al degrado” portata avanti da alcuni, paradossalmente sono diventate l’altra faccia del degrado stesso, avendo creato un “mostro burocratico” da gestire, senza che ci sia un “apparato” in grado di farlo. Quanto è stato perso dal punto di vista turistico e di immagine? Impossibile quantificarlo, ma sicuramente non proprio una bella pagina per una città che ambisce a diventare “turistica”. Per farlo, bisogna certo saper valorizzare e proteggere i propri “tesori”, ma se questo si traduce nel chiuderli dietro a dei cancelli, forse è il caso di “lasciar perdere”.

    Nicola Giordanella

     

  • Bassa Val Bisagno, cantieri Borgo Incrociati e piazza Martinez in chiusura. Resta nel cassetto il sogno del ponte di Sant’Agata

    Bassa Val Bisagno, cantieri Borgo Incrociati e piazza Martinez in chiusura. Resta nel cassetto il sogno del ponte di Sant’Agata

    Piazza matinez 4Mentre il primo sole dal sapor primaverile illumina Genova, nel Municipio della Bassa Val Bisagno fervono i lavori di riqualificazione. Si va a ritmo sostenuto e alla fine di aprile due cantieri importanti saranno finalmente chiusi: quello di via Borgo Incrociati e quello di piazza Martinez. Con la tornata elettorale alle porte è difficile fare previsioni sui successivi interventi, ma il sogno nel cassetto resta l’allestimento pedonale del Ponte di Sant’Agata.

    Borgo Incrociati

    Proprio nel borgo medievale, che in antichità era appena fuori le mura della città, sono partiti i rifacimenti. Prima la pavimentazione e il riordino di piazza Raggi, appena fuori dalla metropolitana, poi finalmente quelli della via che fino a pochi mesi fa era una colata di asfalto dissestato. Ora una bella pavimentazione sorge nel “gioiellino” della Bassa Valbisagno, ma non solo: «Oltre alle lastre abbiamo rinforzato la rete idrica bianca e nera, abbiamo installato un’illuminazione a led in accordo con la Sovrintendenza e abbiamo chiuso i vicoli che purtroppo erano usati come gabinetti a cielo aperto con inferriate saldate – spiega soddisfatto Massimo Ferrante, presidente del Municipio Bassa Valbisagnoormai manca solo un 20% e il lavoro sarà concluso». L’occhio vuole la sua parte, non ci sono dubbi, ma la riqualificazione di Borgo Incrociati ha due intenti più profondi. Innanzi tutto la sicurezza che, con la nuova rete idrica è migliorata, ma anche la creazione di posti di lavoro che potrebbero arrivare a breve: «Alcune attività commerciali, tra cui una gelateria e una pizzeria, hanno espresso l’interesse ad aprire proprio nella via – continua Ferrante – è una ricaduta a pioggia iniziata con i cantieri e che vede la sua naturale conclusione in economie e indotto». Insomma, la Bassa Valbisagno punta in alto dopo aver rialzato la testa in seguito alle tragedie causate dall’alluvione. Tutti qui hanno ancora negli occhi quei terribili momenti, con il Bisagno esondato, danni ingenti e soprattutto perdita di vite umane. Da quelle ore che adesso sembrano lontane, ma non troppo, molto si è mosso e anche speso: il Municipio ha investito 520mila euro di cui 120 mila provenienti dal bilancio 2015 e 400mila dal bilancio 2016.

    Piazza Martinez

    Non resta che aspettare poco più di un mese, quasi contemporaneamente alla consegna dei giardini di piazza Martinez. Il 28 aprile si chiuderà il cantiere e il 12 maggio si svolgerà l’inaugurazione ufficiale. Il giorno di San Valentino ha regalato il primo lotto concluso e a primavera inoltrata i giardini torneranno completamente in mano ai cittadini. Migliorato l’aspetto, certo, ma anche in questo caso il valore dei lavori è doppio. «Adesso non ci sono più zone non illuminate e questo è garanzia di maggior sicurezza – dice ancora il presidente del Municipio – ma la vera sorpresa è arrivata da alcuni senza tetto che ci hanno chiesto di poter contribuire a tener pulita l’area. Questo mi ha lasciato senza parole». I giardini saranno “divisi” in tante aree quante sono le stagioni della vita: una dedicata all’infanzia, una dedicata all’adolescenza con la pista per le biciclette, una dedicata alle famiglie e una dedicata agli anziani che avranno panchine nuove e tavolini per giocare a dama o a scacchi. Tutto condensato in un unico spazio ricreativo che all’inizio dei lavori aveva sollevato qualche polemica relativa alla chiusura estiva per inizio cantiere. Anche in questo caso l’investimento è stato ingente: 680mila euro di cui 280mila provenienti dalle casse del municipio e 400 mila da quelle del Comune di Genova.

    Il sogno del Ponte di Sant’Agata

    Il volto della Bassa Val Bisagno dunque lentamente  sta cambiando, tra rifacimenti, piccoli e grandi lavori che ne hanno ridisegnato la fisionomia. Progetti realizzati senza mai dimenticare quel sogno nel cassetto che via via è diventato sempre più concreto, sino a trasformarsi in studio di fattibilità: l’antico ponte di Sant’Agata. Una passerella leggera fatta di materiale trasparente e metallo che renderebbe di nuovo lo storico ponte percorribile a piedi. Una struttura che mischierebbe l’antico al moderno come si usa fare in molti paesi europei, una passerella che avrebbe l’aspirazione di lanciare il ponte medievale verso il futuro e verso la sponda est del Bisagno. Se questo progetto davvero sarà realizzato, si potrebbe trasformare il vicino ponte Castelfidardo in una strada solo carrabile, togliendo il disagio di quei marciapiedi tanto stretti da passare a fatica con un passeggino o con una carrozzina. E però di mezzo ci sono non pochi ostacoli, a partire dalla Sovrintendenza: «Non sono certo gli ostacoli a spaventarmi – dice ancora Ferrante – sono disposto al dialogo e a studiare nei minimi dettagli insieme a tutti gli Enti interessati ogni minimo particolare, soprattutto gli elementi legati alla sicurezza. Ma il ponte si può fare, anche se dal punto di vista estetico sarà necessario superare qualche taboo tipico della nostra cultura». Di certo sarebbe un lavoro lungo; a giugno si svolgeranno le elezioni amministrative che implicheranno una scelta anche per il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno: «Se ci sarà una coalizione mi ricandiderò per portare a termine tanti altri progetti, ponte di Sant’Agata compreso» – conclude Ferrante. Ma questa è tutta un’altra storia.

    Nina Genta

  • Voltri, pronta la riqualificazione per l’ex Verrina e il trasloco Pam. Ecco tutti i dettagli del progetto

    Voltri, pronta la riqualificazione per l’ex Verrina e il trasloco Pam. Ecco tutti i dettagli del progetto

    verrina-voltriRiqualificazione dell’area industriale ex Verrina e contestuale trasferimento del supermercato Pam. Questa la “grande opera” che interesserà nei prossimi anni il quartiere di Voltri. Un intervento di cui si parla ormai da anni. Contestato prima, poi fermato dalla crisi economica nel 2011 e oggi riproposto in una nuova versione, più “verde” e più vicina alle istanze della cittadinanza, almeno a giudicare dall’accoglienza riservata al progetto, presentato ufficialmente dall’architetto Fabio Pontiggia lo scorso 6 febbraio, in occasione di una Commissione urbanistica del Municipio 7 Ponente. «Il nuovo progetto – spiega il presidente della commissione Matteo Fruliorispetta le indicazioni recepite dalla Pubblica amministrazione in occasione del percorso partecipato di qualche anno fa». Il riferimento è al processo di coinvolgimento dei cittadini che culminò, nel 2009, con una sorta di referendum che chiedeva di scegliere tra una costruzione “verticale” (una torre dell’altezza di 90 metri) e una “orizzontale”. Un processo che il presidente del Municipio Mauro Avvenente paragonò al debat publique di vincenziana memoria sulla gronda di Ponente, ma che vide diversi oppositori, scontenti da entrambe le soluzioni. Tra questi, Carlo Calcagno, storico volto dei comitati del ponente e attualmente consigliere municipale e assessore all’ambiente in quota Sel, che oggi accoglie positivamente la nuova versione del progetto: «Come comitati abbiamo sempre contestato l’altezza del grattacielo – spiega – che non ci sembrava opportuna in quel contesto urbano. Eravamo contrari anche alla “barriera”, cioè di fatto lo stesso grattacielo abbattuto ma con la stessa volumetria. Il nuovo progetto, con più verde e meno cemento, viene incontro alle esigenze di tutti». Gradita anche la cancellazione dei riferimenti all’asilo e alla residenza per anziani ipotizzati nella vecchia versione.

    I dettagli

    L’area ex Verrina affaccia sul lato “voltrese” del rettilineo che segna il confine tra Voltri e Prà si estende per una superficie di circa 19 mila metri quadrati. Di questi, circa 4.500 mq saranno dedicati a nuove residenze, e 5.400 mq alla parte commerciale, per un totale di 10 mila mq di costruito. Un calo considerevole rispetto alla vecchia versione del progetto, che ne prevedeva invece 16 mila. E se c’è chi storce il naso di fronte allo spazio maggiore che verrà concesso al supermercato Pam (che occuperà una superficie di 2.500 mq che arrivano a 4.075 se si considerano i magazzini), il vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Genova Stefano Bernini, invitato alla presentazione, rivendica la bontà del progetto, nato da un compromesso tra esigenze diverse: «Questo risultato – ha affermato – è frutto di un lavoro faticoso portato avanti con la proprietà, che voleva costruire il più possibile. Poteva essere migliore? Forse si, ma quando si amministra bisogna mediare tra proprietà che vogliono cemento e cittadini che vogliono verde. Credo che questo sia un accordo buono perché recupera spazi e razionalizza un’area un tempo produttiva ma che oggi non avrebbe le caratteristiche per esserlo».

    Nel nuovo progetto, sparisce la torre di 90 metri prevista in precedenza, per far spazio a un edificio di altezza non superiore a quella dei caseggiati della zona. Il piano terra ospiterà l’attività commerciale, mentre sopra di esso un piano sarà occupato dai parcheggi. Sul tetto, infine, previsto un giardino pubblico attrezzato, che occuperà 2/3 della copertura, completata da un impianto fotovoltaico. Questa la parte commerciale, che affaccerà direttamente sull’Aurelia, e avrà alle spalle gli edifici residenziali, in cui saranno inclusi anche 6 esercizi di vicinato non più grandi di 250 mq ciascuno. L’intera area sarà attraversata da una nuova strada pubblica che collegherà l’Aurelia a via Ventimiglia (un intervento, questo, pensato per decongestionare il traffico) e verrà separata dall’autostrada da un ulteriore zona verde che potrebbe essere dedicata a orti urbani, in linea con la sua tradizione agricola. Previsti anche nuovi parcheggi pubblici per un totale di 1.100 mq. Complessivamente, la zona sarà occupata al 60% da spazi pubblici e al 40% da privati.

    Nel corso della presentazione, Pontiggia ha posto grande importanza all’espansione del verde che, oltre a offrire nuovi spazi di socialità alla cittadinanza, consente di migliorare la permeabilità del terreno: «Oggi – ha infatti sottolineato l’architetto – la zona in questione è del tutto impermeabile, se si esclude la parte occupata dalle serre. Con la realizzazione del progetto, si raggiungerebbe un coefficiente di permeabilità del 70%». Un elemento da non sottovalutare in un’area che, ad ovest, è bagnata dal Rio San Giuliano, la cui messa in sicurezza è la conditio sine qua non per l’inizio dei lavori: «La regimazione delle acque – ha spiegato durante la presentazione il dirigente dell’urbanistica del Comune di Genova Ferdinando De Fornarinon solo rimarrà invariata, che è la condizione minima richiesta a ogni nuovo progetto, ma andrà a migliorare». Gli interventi sul rivo si completano con l’allargamento di alcune sue sezioni per garantire il massimo flusso possibile dell’acqua e l’inserimento di una fascia di verde nei 10 metri che lo circondano. Oltre alla messa in sicurezza del corso d’acqua la prima parte dei lavori prevede l’abbattimento dei volumi esistenti.

    Lo spostamento della Pam

    verrina-voltri-progetto-07-pamL’aspetto che più degli altri andrà a impattare sulla conformazione del quartiere è però lo spostamento della Pam dall’attuale posizione in via Don Giovanni Verità. La collocazione attuale del supermercato (la cui concessione per lo spazio scade nel 2020) è da sempre oggetto di riflessioni e polemiche, sia per gli intralci che porterebbe al traffico già critico del quartiere sia per il parcheggio auto, che va ad occupare parte della spiaggia, dove avvengono anche le operazioni di carico e scarico delle merci. Il suo trasferimento, inoltre, risponde a esigenze di carattere strategico nella progettazione del litorale: «Il nuovo Puc – ha spiegato Pontiggia – individua nell’area che va dal Leira fino al confine dell’area Verrina un distretto di trasformazione per interventi che riguardano l’affaccio a mare di Voltri. Il trasferimento della Pam è strategico per poter mettere mano a questo progetto. La presenza lì di un supermercato di quelle dimensioni di fatto è ostacolo a ogni ipotesi di trasformazione di quell’area».

    Alla prossima amministrazione spetterà decidere cosa sarà dell’area (di proprietà di Autorità Portuale) dopo il trasloco del supermercato. Quel che è certo è che, in virtù della convenzione urbanistica che verrà sottoscritta anche da Pam, gli spazi non potranno essere occupati da una nuova attività commerciale, ma solo da “servizi”. La parte in legno degli edifici (l’ex Costaguta) è tutelata dalla sovrintendenza in quanto “archeologia industriale”, mentre la parte più nuova (in lamiera) potrebbe anche essere abbattuta. Tra le ipotesi sul nuovo utilizzo, la realizzazione di un nuovo polo scolastico.

    I tempi lunghi per l’approvazione

    L’iter per l’approvazione del progetto comincerà il prossimo 22 febbraio, con il passaggio in Commissione consigliare a Tursi. Il Progetto Urbanistico Operativo (PUO) dovrà poi essere adottato contestualmente a una delibera del Consiglio Comunale, che dovrà poi approvare la modifica al piano urbanistico vigente. Il progetto dovrà poi essere trasmesso alla Regione Liguria, che svolgerà le verifiche di assoggettabilità. Solo a quel punto si saprà se il nuovo progetto comporta un aggiornamento o una variante al piano originario. Quella che sembra una formalità nasconde in realtà una differenza sostanziale: nel primo caso, infatti, i tempi sarebbero più ristretti rispetto al secondo. Completa l’iter l’ormai nota VAS, la Valutazione Ambientale Strategica, da parte del Ministero dell’Ambiente. «Prevediamo l’arrivo in Consiglio Comunale entro la fine di questo ciclo amministrativo – ha spiegato De Fornari – mentre la Regione ha 120 giorni di tempo per le verifiche di assoggettabilità, e la procedura di approvazione del PUO prevede altri 90 giorni».

    È un attimo perdersi nella selva di sigle ed enti che faranno tutte le valutazioni del caso, e se già è complicato indicare una scadenza precisa per l’approvazione del progetto, del tutto impossibile è immaginare la data di inizio dei lavori. Quel che è certo è che i tempi non saranno brevi. «Ammesso che vada tutto bene – ha azzardato De Fornari – il procedimento amministrativo per l’approvazione del progetto, che non significa il rilascio del titolo edilizio, potrebbe finire tra 7-8 mesi».

    Luca Lottero

  • San Martino, Comune di Genova verso acquisizione aree da Demanio in piazzale Benzi e presso il Forte San Martino

    San Martino, Comune di Genova verso acquisizione aree da Demanio in piazzale Benzi e presso il Forte San Martino

    Genova_forte_San_MartinoPrimo passaggio tecnico in commissione per procedere con l’acquisizione da parte del Comune di Genova di due aree ancora di proprietà del Demanio, e che potrebbero “sbloccare” due questioni focali per il quartiere: l’autosilos dell’ospedale e l’utilizzo dell’area verde che circondo il forte di San Martino.

    «E’ solamente un primo passaggio tecnico – spiega Alessandro Morgante, presidente del Municipio VIII Medio-levantee se sarà confermato dall’aula, aprirà una nuova fase anche operativa per due zone del quartiere fondamentali». Questo il commento sui lavori odierni della commissioni Bilancio e Territorio, che questa mattina si sono riunite congiuntamente per lavorare sull’acquisizione dall’agenzia del Demanio di una porzione di area sita in piazzale Benzi e dell’area esterna al forte San Martino. Un “passaggio” nel solco di quel Federalismo demaniale che sta portando il Comune a “riprendersi” importanti parti del proprio territorio.

    Piazzale Benzi

    Il cantiere davanti al San Martino, fermo da anni, come è noto è divenuto uno dei buchi neri della città, sospeso tra fallimenti, progetti sbagliati e trattative. Oggi un piccolo sasso è stato buttato in questo stagno: Comune di Genova, infatti, se la proposta di acquisizione sarà confermata in Sala Rossa, potrà prendere possesso di quel triangolo di piazzale, carrabile, tra il cantiere e l’ingresso temporaneo attualmente in utilizzo. In questo modo potrà riprendere vita la progettazione che mira a risolvere uno dei “rebus” più difficili della città, da molti considerato uno scandalo. «Una piccola operazione che potrà rimettere in moto la macchina – spiega Morgante – anche se sicuramente i tempi rimangono incerti».

    Forte di San Martino

    Più facile, forse, la questione legata alle aree verdi che circondano il forte ottocentesco di San Martino. Tutta la zona che lo circonda, infatti, era stata destinata al Corpo Forestale dello Stato, il cui assorbimento nell’Arma dei Carabinieri, però, ha fatto saltare il passaggio. Con l’acquisizione da parte del Comune di Genova, però, riprende vita il progetto già più volte “disegnato” di allestire un’area verde pubblica: «Una soluzione che sarebbe importantissima per il quartiere – osserva Alessandro Morgante – perché il forte si trova al centro di un’area fortemente urbanizzata, e un parco potrebbe dare un po’ di respiro agli abitanti». Negli anni molte sono state le proposte per questa zona; tra le altre quelle di predisporre degli orti urbani: «Un’idea assolutamente interessante – conclude il presidente del Municipio – e che terremo in considerazione. Oggi è stato fatto solo un primo passaggio tecnico, il percorso è ancora lungo e andrà condiviso con i cittadini».

    I lavori della Commissione si sono conclusi con il rimando della discussione in sede di Consiglio comunale, dove si deciderà se far partire questo “macchina”, che, lentamente, potrà restituire due aree fondamentali ai cittadini di San Martino, e non solo.

    Nicola Giordanella

  • Forte vento: sopraelevata chiusa alle moto dalle 18 di oggi e domani. Chiusi anche parchi storici e cimiteri

    A seguito dell’avviso emesso dal Centro funzionale meteo-idrologico di Protezione civile della Regione Liguria, che prevede forti raffiche di vento proveniente da nord, entrano in vigore le ordinanze del sindaco che dispongono alcune misure a tutela della pubblica incolumità:

    – divieto di transito ai motocicli, mezzi telonati e furgonati sulla sopraelevata “Aldo Moro” dalle ore 18 di oggi, lunedì 16 gennaio, e per tutta la giornata di domani martedì 17 gennaio;

    – chiusura al pubblico, martedì 17 gennaio, di giardini e parchi storici comunali. Al fine di consentire la prosecuzione delle attività e dei servizi pubblici che vengono svolti al loro interno (musei, scuole, biblioteche, uffici, impianti e locali per attività ludico/sportive, locali ad uso abitativo/associativo), sono individuati appositi percorsi in modo da permettere l’accesso ed il deflusso;

    – chiusura al pubblico nella giornata di martedì 17 gennaio di tutti i cimiteri presenti sul territorio del Comune di Genova, ferme restando le regolari attività di accoglienza dei funerali (con presenza dei familiari dei defunti) e di operatività interna improrogabile, che dovranno comunque essere svolte con particolare attenzione e cautela da parte degli operatori.

  • Villa Gentile, Comune ripristina barriera tra pista e area pubblica. Al via raccolta fondi per nuovi giochi nel parco

    Villa Gentile, Comune ripristina barriera tra pista e area pubblica. Al via raccolta fondi per nuovi giochi nel parco

    villa-gentile (14)Il Comune di Genova potrebbe intervenire nei prossimi mesi per ripristinare la barriera divisoria tra la pista di atletica e l’area verde pubblica; in questo modo, il parco pubblico tornerebbe ad essere cosa a parte rispetto all’impianto di Villa Gentile, senza, quindi, dover dipendere dagli orari del campo sportivo, riconquistando il ruolo di parco pubblico a tutti gli effetti. Una notizia che nasce da un’indiscrezione, confermata “sottovoce” da alcuni esponenti della giunta, a margine della scorsa seduta del Consiglio comunale. Forse non si può parlare di progetto in fase esecutiva, ma la cosa non è stata smentita, anzi. Tutto questo mentre gli abitanti di Sturla hanno organizzato una raccolta fondi per acquistare ed istallare all’interno dell’area alcuni nuovi giochi destinati ai numerosi bambini che frequentano gli unici giardinetti del quartiere.

    Confini e confinati

    La vicenda che contrappone gli abitanti, organizzati in un comitato, e gli attuali concessionari dell’impianto sportivo potrebbe, quindi, arricchirsi di un nuovo capitolo. Il problema della divisione tra pista e parco pubblico, infatti, è alla base del contendere, come più volte Era Superba ha documentato: la sua rimozione, non espressamente prevista dal contratto, oggi permette la continuità degli spazi, costringendo i cittadini fruitori del parco pubblico a “subire” le attività sportive, compresi gli orari di apertura e chiusura che per convenzione sono a carico dalla società sportiva che gestisce l’impianto di atletica. I cittadini più volte hanno denunciato che questa rimozione aveva di fatto annesso lo spazio verde al campo, facendo decadere la valenza pubblica dell’area. La reintroduzione della barriera, stando agli atti della concessione, in teoria non dovrebbe modificare i termini del contratto, visto che non ne era prevista la rimozione: secondo quanto sottoscritto dalle parti, infatti, la società sportiva deve garantire comunque l’apertura e la chiusura del parco, esplicitamente descritto come pubblico, a prescindere dalle attività sportive in atto o meno.

    Raccolta fondi per i giochi

    raccolta-fondi-sturla-nataleNel frattempo i cittadini di Sturla si stanno organizzando per arricchire ulteriormente il “proprio” spazio verde: la festa natalizia prevista per la giornata del 18 dicembre, completa di stand gastronomici, mercatino e animazioni per i bambini, è l’occasione per lanciare la raccolta fondi per dotare il parco di attrezzature pubbliche destinate ai bambini. L’iniziativa è stata patrocinata anche dallo stesso Municipio IX Levante: «La nostra intenzione – ci spiegano i rappresentanti del Comitato per la difesa di Sturlaè quella di sostituire alcune pericolose istallazioni di cemento, destinate esclusivamente agli atleti, con dei giochi per i più piccoli, come tutti i parchi pubblici, perché quello di via Era è un parco pubblico, peraltro l’unico del quartiere, e quindi deve essere gestito come tale».

    Buona notizia o contentino?

    Tutta la vicenda legata a Villa Gentile, come abbiamo visto, è complessa: il nuovo regolamento per la gestione e la concessione degli impianti sportivi, approvato recentemente in Sala Rossa, ha cambiato ulteriormente le carte in gioco. Le concessioni già in essere possono “migrare” nel nuovo assetto normativo, e in ballo tornano quindi termini, impegni, investimenti e finanziamenti. Per quanto riguarda Villa Gentile, il ripristino dei confini tra parco pubblico e impianto sportivo è sicuramente una buona notizia per gli abitanti di Sturla; bisogna considerare, però, che i tavoli di trattativa tra amministrazione e concessionario probabilmente saranno riaperti, e il passo che porta una buona notizia a diventare un “contentino” da giocarsi in fase di contrattazione è breve.

    Nicola Giordanella

  • Villetta di Negro, tra eterni lavori in corso ed un’eccellenza che non c’è più. L’abbandono del polmone verde della città

    Villetta di Negro, tra eterni lavori in corso ed un’eccellenza che non c’è più. L’abbandono del polmone verde della città

    Foto di Ilaria Camprincoli
    Foto di Ilaria Camprincoli

    Un investimento da 800 mila euro per riqualificare Villetta di Negro, eppure dopo poco, il degrado torna a farsi vivo. Tra i cespugli di quello che viene considerato uno dei più grandi polmoni verdi della città, le siringhe non sono un caso e la sporcizia fa da padrona in ogni angolo; ma soprattutto il lavori, in teoria di ripristino, pare abbiano cancellato l’antico splendore

    Tra il 2012 il 2014 sono stati spesi 800 mila euro per opere edili, verde e impianti all’interno della villa. I lavori, deliberati dalla vecchia amministrazione del Comune di Genova e messi in atto dall’ex Assessore all’ambiente Valeria Garotta, sono stati articolati in due tranche, con i primi 300 mila euro è stato rifatta la zona della Villetta adiacente piazzale Mazzini e il giardino all’italiana, mentre la seconda tranche ha coinvolto tutto lo spazio verde. La potatura di alberi, riordino di sottobosco e aiuole, messa a dimora di alberi di pregio tra cui faggio pendulo, ciliegio da fiore, acero rosso e ricostruzione del “Viale della Rimembranza” con tassi piramidali in filare è costata 500mila euro. Sul sito del Comune di Genova si legge anche “Si è intervenuti, anche, su sistemi di videosorveglianza e illuminazione scenografica, impianto di irrigazione, gruppo di alimentazione della cascata, oggi, revisionato e a norma.”
    Nel progetto di riqualificazione era incluso anche un servizio di presidio degli ex militari per il all’interno della Villa, un servizio attivato per allontanare i male intenzionati e mantenere una vivibilità di un certo tipo. Un servizio che oggi è già sospeso.

    «Il presidio da parte degli ex militari va ripreso anche perché la villa è oggetto d’interesse di turisti», dice Fabio Grubesich, Vice Presidente del Municipio centro est. Un taglio dovuto al bilancio critico del Comune che ha dovuto sospendere anche il rimborso del biglietto dei trasporti pubblici di quei ex carabinieri o poliziotti disposti a prendersi cura della sicurezza della villa. Anche la videosorveglianza, che era stata impostata negli anni passati, sembra comunque non avere avuto effetti «Le telecamere di sorveglianza se installate devono portare ad azioni conseguenti – continua Grubesich – non basta osservare i monitor e non far niente, ma bisogna anche agire, bisogna tutelare e contrastare certi fenomeni. Va trovata una soluzione alternativa». Sorge anche il dubbio che le telecamere non funzionino più e che i lampioni non illuminino quanto dovrebbero. Nessuno ha risposto a queste risposte.

    La pulizia della villa non è da meno e la sporcizia è ovunque: «Noi del Municipio, collaboriamo con l’Anffas che saltuariamente porta i suoi ragazzi a fare delle pulizie», conclude il vicepresidente del Municipio. Un servizio biunivoco, utile anche per chi fa parte dell’associazione, ma non sufficiente per mantenere la pulizia di quello che un tempo era il gioiello della città; e soprattutto è evidente che la cura del verde non può essere affidata al volontariato.

    Lavori in corso eterni

    villetta3I lavori di certo non si possono definire conclusi. Nella parte più alta della villa ancora oggi si vedono le transenne e i cartelli di “lavori in corso”, eppure nessuno sta lavorando per portare a termine le opere di riqualificazione. E non solo se si va spulciare le vecchie foto di questo “polmone verde della città” si trovano le differenze. Laddove c’era una vasca piena d’acqua in cui nuotavano i cigni, oggi c’è una tinozza piena di pietrine colorate. E di cigni nemmeno l’ombra. L’uccelliera un tempo abitata da volatili di ogni specie, oggi è vuota, le farfalle che coloravano la parte sottostante la cascata non esistono più e il pergolato che si affacciava a una strepitosa vista su Genova e un tempo s’intrecciava a vivi rampicanti, oggi è arrugginito e malandato fa da base a dei rami secchi. La domanda è perchè dei lavori, che in teoria avrebbero dovuto riqualificare uno dei gioielli della nostra città, ad oggi sembrano aver invece cancellato un’eccellenza del cuore antico di Genova? A colorare la villa oggi non sono più gli animali e le piante, se mai sono i graffiti sul muro e i sacchetti d’immondizia tra le aiuole. Un risentimento comune da parte gli abitanti della zona che ancora portano nelle loro menti il ricordo di una villa verde e rigogliosa, tanto che si pensava di creare un comitato per riportare la Villa come un tempo. E nonostante tutto, oggi, il Comune non risponde.

    Elisabetta Cantalini

    Fotogallery di E.C.

     

  • Verde Comune, una mappa digitale dei polmoni di Genova. Dalla Valpolcevera, il progetto di Municipio e Open Genova

    Verde Comune, una mappa digitale dei polmoni di Genova. Dalla Valpolcevera, il progetto di Municipio e Open Genova

    mappa-spazi-verdiUna mappa digitale e interattiva di tutti gli spazi verdi della Valpolcevera. E’ il progetto “Verde Comune” voluto dal Municipio V e realizzato dall’Associazione Open Genova che, da luglio scorso, ha messo online la mappatura dei giardini della zona. «Abbiamo voluto mettere a disposizione dei cittadini una rappresentazione digitale dei giardini pubblici e degli spazi verdi per renderli più vivibili», ci racconta Enrico Alletto, presidente dell’associazione. «Prima di implementare il progetto, ci siamo accorti che molti di questi spazi non erano conosciuti da gran parte degli abitanti della zona».

    Un sito responsive, visibile quindi da ogni dispositivo elettronico, cellulare, tablet e computer, che indica ai cittadini con un semplice click, dove si trovano i giardini, ma non solo. Ne spiega anche le caratteristiche. Gli spazi sono, infatti, suddivisi per zona e per tipologia, con aree verdi e attrezzate. «Se sto cercando un giardino con un’area cani o se voglio sapere se ci sono panchine o quali alberi si trovano in quella determinata area, lo posso sapere attraverso il sito», spiega Alletto

    Ad oggi sono 59 le aree verdi censite, sparse tra i quartieri di Pontedecimo, San Quirico, Morego, ma anche Bolzaneto, Teglia, Rivarolo e Certosa. Un progetto fortemente voluto dalla presidente del Municipio, Iole Murruni, e dal Comune con l’obiettivo di rendere visibile il verde pubblico della Valpolcevera e facilitare molte altre azioni correlate, dall’attività dei volontari alla presenza di eventi e manifestazioni, passando per le manutenzioni e la pulizia.

    «Ogni area – continua Alletto – fa rifermento a un’associazione di volontariato che, oltre a occuparsi della manutenzione di quel determinato spazio, è disponibile a fornire informazioni ai cittadini e non solo. I volontari possono anche inserire all’interno del sito eventuali manifestazioni che intendono realizzare nelle aree indicate nella mappa».

    Il progetto sperimentale, firmato dall’associazione Open Genova, è stato finanziato dal Municipio V Valpolcevera con una somma di 500 euro che equivale alle spese effettive sostenute per la realizzazione del sito. Dopo la prima presentazione dello scorso luglio, il prossimo 17 novembre Open Genova ha organizzato un incontro con i cittadini per confrontarsi e capire che cosa è possibile migliorare non soltanto a livello teorico, ma anche pratico, direttamente sul campo. «L’incontro di giovedì 17 novembre serve sia agli abitanti perché spigheremo loro il funzionamento effettivo dell’applicazione, ma anche a noi perché chiederemo un feedback ai volontari e ai cittadini per migliorare le funzionalità del servizioIl sito è online, ma comunque è in fase di maturazione».

    L’obiettivo, anche in base alla risposta della cittadinanza, è quello di aprire il progetto anche ad altri Municipi, in modo da mappare le intere aree verdi cittadine e renderle disponibili a tutti a prescindere dal quartiere di residenza.


    Elisabetta Cantalini 

  • Sturla, il parco pubblico di via Chighizola divide i cittadini. Chiuso all’insaputa del Comune

    Sturla, il parco pubblico di via Chighizola divide i cittadini. Chiuso all’insaputa del Comune

    chighizola02Chiusi per un cedimento di una passerella nel 2014, e mai riaperti: questa la sorte dei giardini pubblici di via Chirghizola, in un quartiere, quello di Sturla, già in “debito di ossigeno” per la questione legata allo spazio verde comunale di fatto annesso agli impianti di Villa Gentile. Una questione, quella legata alla fruibilità di questo parco, che divide anche i cittadini stessi di Vernazzola: sotto il giardino, infatti, sono presenti una ventina di box auto, i cui proprietari, responsabili in solido delle spese di manutenzione dello spazio, si stanno opponendo alla riapertura della area pubblica.

    Una storia travagliata

    Ma andiamo con ordine: nel 2006 il Comune di Genova firma la convenzione secondo la quale la società Immobiliare Mare ha il permesso di costruire box privati in quel declivio incolto all’epoca presente in via Chighizola di proprietà comunale, con il vincolo di realizzare e mantenere un parco pubblico soprastante, che comprende una servitù di passaggio per via dei Mille. La società immobiliare cede poi la proprietà alla ditta Ere Costruzioni Uno s.r.l, insieme, ovviamente, agli oneri stipulati con l’amministrazione. I lavori sono lunghi: nel 2010 sono completati i box, mentre per lo spazio verde bisogna aspettare il 2012. Ma nonostante i lavori siano stati completati, il parco non apre. Nel 2013 arriva formale diffida da parte di Tursi, ma solo nel 2014, esattamente a giugno, i cittadini possono varcare i cancelli del giardino. L’estate però dura poco, e, durante le forti piogge del autunno, una parte del percorso che porta in via dei Mille, cede al peso dell’acqua; l’incolumità dei passanti è a rischio, e lucchetti sono inevitabili. Oggi, però, dopo quasi passati due anni, quei lucchetti sono ancora lì, chiusi. Il parco pubblico di via Chighizola è diventato un buco “verde” inaccessibile per i cittadini della zona, e non solo.

    Cittadini divisi

    A denunciare il protrarsi di questa incredibile situazione è il Comitato per la Difesa di Sturla, che da anni lamenta l’impossibilità di fruire dei pochi spazi verdi del quartiere. Oggi siamo all’impasse: dopo il crollo, infatti, si è aperto un contenzioso per stabilire a chi spettino i lavori di ripristino e messa in sicurezza del sito; una querelle che ha visto una triangolazione di rimpalli tra Comune, impresa costruttrice e gli attuali proprietari dei box. Questi ultimi, stando alla convenzione in essere, sono i responsabili in solido per i costi di manutenzione, utenze e guardiania del complesso, parco compreso. L’assemblea dei proprietari, però, ha deciso di fare ostruzione; lo racconta uno dei dodici proprietari dei box sottostanti i giardini, durante il nostro sopralluogo: «Non possiamo pagare per tutti – spiega la donna – oltre alla luce, ai giardinieri e ai guardiani che dovrebbero aprire e chiudere i cancelli, in passato abbiamo dovuto sostenere spese di ripristino di piante e arredi, vandalizzati più volte, anche dai bambini; ed è per questo che abbiamo deciso di non aprire più il parco, in attesa che il Comune faccia la sua parte». Nei fatti, però, la convenzione parla chiaro: chi possiede i box deve garantire la servitù di passaggio e l’apertura 8-20 del parco pubblico.

    chighizola01L’amministrazione comunale, dal canto suo, non sembra essere proprio “sul pezzo”: a metà settembre, infatti, facendo seguito ad una formale interrogazione presentata dal consigliere Stefano De Pietro (M5S) ha dimostrato di non sapere né della frana, né della chiusura, rispondendo che agli uffici «non sono pervenute notizie in merito ad un presunto crollo strutturale» e puntualizzando che «ogni eventuale responsabilità per inadempienze, connesse alla realizzazione dell’intervento, con opere di urbanizzazione a scomputo, ricadono sulla società proponente e i suoi successivi obbligati in solido».

    Ancora una volta, quindi, i pasticci del passato sono diventati macigni del presente; la scelta poco lungimirante di affidarsi ai privati per la gestione di parchi pubblici, anche se formalizzata da contratti e convenzioni, si sta rilevando fallimentare: l’affare lo ha fatto chi ha costruito e venduto i box, mentre per i cittadini è rimasto un groviglio burocratico che, come risultato, ad oggi, ha solo dei cancelli chiusi. Oltre alla beffa e al danno, rimane il paradosso di avere del verde pubblico non accessibile al pubblico.

    Nicola Giordanella

  • Pegli, Villa Durazzo Pallavicini riapre al pubblico dopo il restauro

    Pegli, Villa Durazzo Pallavicini riapre al pubblico dopo il restauro

    villa durazzo pallaviciniA partire dal 23 settembre Villa Durazzo Pallavicini, a Pegli, riapre al pubblico: una data non casuale, che coincide con il 170° anniversario dell’inaugurazione avvenuta il 23 settembre 1846, quella scelta dal Comune per restituire ai genovesi la dimora del marchese Ignazio Pallavicini dopo tre anni di chiusura per i lavori di restauro. In questo periodo sono stati restituiti alla loro bellezza originaria il tempio di Flora, il castello e il mausoleo del Capitano, l’obelisco egizio, la tribuna gotica, il ponte romano, il chiosco turco e la pagoda cinese.

    Oggetto degli interventi, per uno stanziamento complessivo superiore ai quattro milioni di euro, è stata in particolare tutta la parte alta del giardino con la ricomposizione delle scenografie vegetali, dei percorsi e dei muri, alle opere di ingegneria naturalistica e al riassetto di tutti gli impianti idrici. Lavori grazie ai quali è stato nuovamente reso fruibile il percorso ideato da Michele Canzio, architetto, scultore, decoratore e scenografo genovese. Impagabile la vista che, dal Castello del Capitano, permette una panoramica di 360 gradi sull’arco appenninico, il promontorio di Portofino e la Riviera di Ponente fino a Capo Noli.

    Orari di apertura
    Dal 1 aprile al 30 settembre da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19, ultimo ingresso ore 17, giorno di chiusura lunedì, salvo ponti o festività.
    Dal 1 ottobre al 1 novembre da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18, ultimo ingresso ore 16.
    Dal 2 novembre al 31 marzo tutti i fine settimana dalle 10 alle 17, ultimo ingresso ore 15, escluso Natale e Capodanno. Garantito l’ingresso in settimana per i gruppi prenotati.

    Info: www.villadurazzopallavicini.it – cel. 393.8830842

  • Pra’, tra il nuovo monumento dedicato al basilico e un’identità andata perduta

    Pra’, tra il nuovo monumento dedicato al basilico e un’identità andata perduta

    pra-basilico-mortaioLa Terra del Basilico. Questa l’iscrizione che campeggia sul mortaio di granito posto al centro della nuova rotatoria che si incontra sull’aurelia entrando a Pra’, provenendo da Voltri. C’è anche un grande pestello e un cespuglio di basilico: l’amministrazione comunale prova a dare una nuova veste all’identità del borgo di ponente, ma la riqualificazione non è ancora terminata e i problemi che vessano i cittadini sono ancora molti.

    La storia del lungo mare praese è lunga e complicata: da sempre coricata sul mare, Pra’ e la sua lunga spiaggia è stata per secoli destinazione balneare di molti genovesi e non solo. Negli anni 60, però, il porto di Genova entra in crisi, dovendo fare i conti con la strettezza degli spazi, zavorra insormontabile per la competitività nel mercato del commercio navale: la decisione, quindi, di allargare a ponente la zona portuale, per rilanciare il capoluogo ligure nella corsa internazionale della movimentazione dei container. I lavori partono sul finire del decennio, e sono costellati di ritardi e criticità: si riempie il mare, cancellando spiagge, stabilimenti, scogli e l’identità del borgo. La prima nave ad attraccare alle banchine del nuovo bacino arriva solo nel 1994, dopo quasi trent’anni di cantieri. Le polemiche non si fermano: le infrastrutture nascono già vecchie, con due soli binari di ingresso e uscita, uno svincolo autostradale inadeguato ai numeri, una diga troppo vicina che impedisce alla navi più grandi manovre fluide con un fondale tutto sommato basso per gli standard internazionali.

    Oggi è in corso una riqualificazione del lungo mare, iniziata già da qualche anno: un nuovo parco e una nuova viabilità per dare respiro al quartiere. «A breve incominceranno i lavori per la costruzione di nuovi impianti sportivi – rileva il presidente del Municipio VII, Mauro Avvenenteche completeranno la parte di levante. Oggi, con l’inaugurazione di questo monumento al basilico si avvera un sogno, cioè quello di dare lustro ad una eccellenza del territorio». L’unica rimasta. Anche l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova, Giovanni Crivello, ricorda come questa riqualificazione non sia terminata: «Oggi abbiamo fatto solo un piccolo passaggio, frutto di un percorso comunque non facile, che sarà terminato nei prossimi mesi»

    rio-branega-pra'Tra passato e presente

    La cerimonia di presentazione alla città di questi nuovi manufatti è completata da un piccolo rinfresco, ovviamente a base di pesto e focaccia; ma non tutti sono contenti. Alcuni cittadini presenti riferiscono come i rumori del porto siano insopportabili, soprattutto di notte, e come l’aria sia spesso appesantita dagli scarichi delle navi e dei mezzi pesanti: «Ricordo quando la brezza del mare profumava casa mia, quando aprivo le finestre di casa – racconta Maria, praese doc, che risiede da sempre in un appartamento “sul mare” – oggi non possiamo stare con le finestre aperte. Mio marito lavorava in uno stabilimento balneare, oggi mio nipote è disoccupato». A pochi metri dalla rotatoria del mortaio, un’aiuola spartitraffico è dedicata allo Scoglio dell’Oca, pittoresco masso che caratterizzava il litorale, ancora nel cuore di molti, nonostante sia stato “affogato” nel cemento: finito il brindisi, alcune signore si radunano attorno alla bacheca che racconta questa storia e ricordano di quando si poteva stare in spiaggia fino a tardi, e dei tuffi che i bambini facevano da quella pietra. Di quella Pra’ non è rimasto nulla.

    Un bilancio difficile

    Oggi è difficile fare i conti: il grande Porto di Pra’ ha sicuramente permesso lo sviluppo dell’economia cittadina, ma non tutto ciò che il porto “produce” ricade sul territorio, tanto meno nei quartieri più periferici. Oggi si discute di allargare ancora le strutture portuali genovesi, ma guardando “a terra” si vede un territorio fragile e in pericolo: a pochi metri dal parco Dapelo il rio Branega è una selva, come il rio San Pietro, pronto a gonfiarsi d’acqua con le piogge autunnali. La riqualificazione non riporterà il mare a lambire le case di Pra’, ma è comunque necessaria e, anzi, doverosa: la strada, però, è ancora lunga, e sicuramente un mortaio di pietra non può bastare.

  • Villa Gentile e i giardini pubblici chiusi “per ferie”. Lucchetti al parco comunale di via Era

    Villa Gentile e i giardini pubblici chiusi “per ferie”. Lucchetti al parco comunale di via Era

    villa gentile 01La saga dei giardini comunali di via Era a Sturla si arricchisce di un altro capitolo. Dopo la denuncia da parte dei cittadini della annessione “de facto” dello spazio pubblico, documentata da Era Superba nei mesi scorsi, arriva la beffa; l’area verde pubblica, infatti, è chiusa “per ferie”: l’impianto sportivo di Villa Gentile ha chiuso i battenti lo scorso 6 agosto, per la consueta pausa estiva (che terminerà domenica 21), e di “conseguenza” anche il parco pubblico risulta inaccessibile ai cittadini.

    Cancelli chiusi

    E così, dopo gli accessi di via dei Mille, chiusi oramai da anni per inagibilità, anche l’ingresso di via Era, il solo utilizzabile dai cittadini per accedere al piccolo, e unico, spazio verde di Sturla, in questi giorni estivi è sbarrato, rendendo impossibile la fruizione dell’area comunale. Sul cancello non è presente alcuna informazione a riguardo: l’unico modo per intuire il perché di questa situazione è quello di collegarsi al sito web dell’Associazione Culturale Sportiva Quadrifoglio, dove in homepage è presente l’avviso della chiusura della struttura. Un’altra dimostrazione che nei fatti i giardini pubblici sono stati inglobati dall’impianto sportivo, in barba al contratto che ne prevedeva la “gestione e la manutenzione” da parte del concessionario.

    Un’altra brutta tegola, quindi, per gli abitanti del quartiere, che da tempo chiedono un chiarimento sulla questione, e il ripristino della normalità. L’unica buona notizia è che nel frattempo sono stati tolti gli attrezzi ginnici che in precedenza erano stati collocati all’interno dell’area pubblica, e che costituivano un problema di sicurezza, vista la loro condizione visibilmente precaria. A confermarlo è Giovanni Crivello, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova, intervenuto nell’ambito delle sue competenze: «Abbiamo fatto rimuovere le istallazioni pericolose – dichiara – e personalmente sto cercando di fare chiarezza su tutta la questione relativa alla concessione del parco pubblico di Sturla, anche se la cosa non dipende direttamente dal mio assessorato».

    Estate calda, settembre bollente

    villa-gentile-03Il “peccato originale”, però, rimane la poca chiarezza del contratto di concessione, e la sua relativa applicazione; sull’argomento Stefano De Pietro, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, promette battaglia: «Come abbiamo richiesto, a settembre è prevista una seduta di commissione dedicata interamente a Villa Gentile – rileva il consigliere pentastellato – e porteremo in Sala Rossa una delibera per mettere la giunta di fronte al fatto che in passato si è permesso a Sportingenova (l’ente comunale che gestiva gli impianti sportivi, ndr) di stipulare un contratto di concessione in questi termini».

    Tutto l’affaire Villa Gentile, come abbiamo visto, è costellato di elementi poco chiari e interpretazioni altrettanto dubbie: se in questi giorni i giardini pubblici di via Era stanno osservando due settimane di pausa estiva, primo caso in Italia, il 5 agosto scorso erano invece aperti, nonostante la chiusura imposta a tutti i parchi pubblici genovesi per via dello stato di allerta meteo predisposto per quel giorno. «Si potrebbe figurare addirittura l’ipotesi di un illecito amministrativo – conclude De Pietro – e una mancanza di controllo clamorosa da parte di Comune di Genova».

    In questi giorni estivi, l’afa spesso diventa insopportabile, e un ombreggiato parco pubblico può essere una buona opzione per i cittadini a caccia di frescura. A Sturla, però, questo non è possibile. Sicuramente ci sarà qualcuno che, sportivamente, approfitterà di queste “ferie forzate” per godersi le Olimpiadi, ma lo spettacolo delle piste d’atletica di Rio, ad ogni goccia di sudore, ricorderà amaramente quanto sia difficile sopportare il caldo agostano di Genova senza poter contare sull’ombra preziosa dei “nostri” alberi.

    Nicola Giordanella

  • Parchi storici, alla scoperta del nuovo regolamento. Le associazioni: «Servono normative specifiche»

    Parchi storici, alla scoperta del nuovo regolamento. Le associazioni: «Servono normative specifiche»

    parchi-nervi-sopralluogo (5)Genova è la città dei Parchi. Sono poche le città che possono vantare così tante oasi naturali in cui fermarsi a respirare tenendo i piedi immersi nel verde ma volgendo comunque gli occhi e il cuore al mare ancora vicino. In città possiamo godere di ben 20 polmoni urbani, tra parchi, ville e giardini storici. Eppure, fino ad oggi, non hanno mai avuto un regolamento d’uso unico che li comprendesse e tutelasse per quello che sono, un bene prezioso e quanto mai delicato.
    Ma dopo una lunga attesa, il “Regolamento d’uso dei parchi storici del Comune di Genova” (clicca qui per leggere il teso completo del regolamento, in attesa di approvazione definitiva) è finalmente stato approvato in giunta l’11 febbraio scorso, su proposta dell’assessore comunale all’Ambiente, Italo Porcile. Prima di entrare effettivamente in vigore dovrà passare all’esame dei Municipi, delle Commissioni e del Consiglio comunale. In altre parole, ci vorranno all’incirca ancora due mesi prima che entri formalmente in vigore ma un giro di vite c’è stato e Genova finalmente può dire di avere una normativa ufficiale.

    Il nuovo Regolamento d’uso dei Parchi storici

    Il documento ha come primario interesse la ridefinizione dei vincoli e delle modalità di utilizzo dei 20 parchi e giardini storici al fine di tutelarli in quanto beni di interesse storico, artistico e ambientale. Abbiamo parlato con l’assessore Porcile per saperne di più sull’intenzione che si pone alla base di questo nuovo provvedimento e sui cambiamenti che potenzialmente intende favorire.
    «Genova – ci spiega – non aveva mai avuto un regolamento unificato, pur essendo una delle città con il maggior numero di parchi e ville di pregio sia dal punto di vista architettonico che ambientale». Fino ad oggi le disposizioni a cui si faceva riferimento erano quelle del “Regolamento del Verde” e della Polizia Municipale. «Questo regolamento – aggiunge l’assessore – nasce in coerenza con queste norme e per un certo verso le supera e sostituisce»I principi di riferimento sono quelli della Carta dei giardini storici denominata “Carta di Firenze” che ha fissato le linee guida riconosciute a livello internazionale per la salvaguardia dei giardini storici. «Per alcune aree – ci anticipa l’assessore – sono previste integrazioni o regolamenti ulteriori in virtù della loro specificità ambientale o strutturale e in funzione delle loro esigenze di conservazione e fruizione. Ad esempio, i Parchi di Nervi avranno sicuramente norme dedicate in quanto si distinguono dagli altri parchi per estensione, punti d’accesso e caratteristiche naturali».

    Oltre alle norme comportamentali che diventano più stringenti e severe in un’ottica di maggior tutela, l’assessore Porcile pone l’accento sull’importanza che avranno queste aeree come teatro di eventi ludico culturali: «Il regolamento cerca di trovare il giusto punto di equilibrio tra la tutela del bene e del territorio e l’interesse a utilizzare questi spazi per eventi di più largo respiro sia dal punto di vista della divulgazione culturale che della fruibilità turistica».

    Particolare attenzione viene posta nell’individuazione di un unico referente, il direttore responsabile del parco, per quanto concerne alcuni aspetti di tipo gestionale o di tutela per identificare puntualmente le attività soggette al rilascio di autorizzazione da parte del Comune.

    Ci è voluto tanto, forse troppo, per fare il punto su un tema così sentito e Porcile non nega che la lunga attesa sia stata dovuta soprattutto alle lungaggini amministrative (e il cambio di assessore comunale all’Ambiente da Valeria Garotta a Italo Porcile non ha certo accelerato le pratiche) e che questo regolamento sarebbe potuto arrivare prima ma «l’esigenza primaria – sostiene – era quella di averlo adesso in sinergia con gli interventi di riqualificazione dei parchi, sopratutto quelli di Nervi, dell’Acquasola, di Villa Brignole Sale-Duchessa di Galliera e Villa Durazzo Pallavicini».

    Che cosa prevede il nuovo regolamento

    Il documento approvato si struttura in tre parti: la prima dedicata al regolamento vero e proprio, la seconda elenca le 20 aree oggetto dei provvedimenti, la terza illustra la tabella relativa alle sanzioni.

    Il regolamento elenca tutta una serie di disposizioni e limitazioni d’uso rivolte sia ai fruitori dei parchi che agli addetti ai lavori, che di fatto mettono nero su bianco che cosa possiamo e non possiamo fare all’interno delle aree verdi. Salvo deroghe previste in caso di organizzazione di eventi o in caso di manutenzione straordinaria, ad esempio, è interdetto l’accesso al di fuori dell’orario consentito e ai veicoli non autorizzati; viene inoltre ribadita in più punti la pedonalità che caratterizza queste aree. Sono inoltre indicate norme di comportamento generale e regole d’uso rivolte ai proprietari dei cani e all’utilizzo delle aree di gioco in un’ottica di salvaguardia del manto erboso, per cui i cani devono necessariamente essere tenuti a guinzaglio e i bambini devono giocare nelle aree consentite e opportunamente segnalate.

    Come già sottolineato da alcuni organi di stampa, curioso l’articolo 16 che dispone il pagamento di un corrispettivo per riprese fotografiche e televisive con finalità commerciali. Per ora restano salvi turisti e fotoamatori.

    Infine, nel regolamento sono ampiamente trattate le disposizioni relative alle attività consentite all’interno dei parchi, dai concerti agli spettacoli teatrali, dalle fiere ai laboratori didattici, dalle attività commerciali a quelle di volontariato, che devono essere svolte in un’ottica di rispetto del contesto naturale in cui si trovano. Questo, come vedremo, è probabilmente l’aspetto più nebuloso che preoccupa maggiormente gli ambientalisti: il rispetto sulla carta è previsto ma, in pratica, richiederà l’impiego di ingenti risorse.

    I dubbi delle associazioni ambientaliste

    villa-serra-di-comago-natura-verde-parchi-d6Il testo elaborato è frutto di un lungo lavoro partecipato che ha visto coinvolta la Consulta del Verde, un organo consultivo previsto dal vigente regolamento del Verde e che ne monitora la corretta applicazione. Tra i Componenti della Consulta, che si è costituita nel 2012 e di cui fanno parte anche Legambiente e Italia Nostra, c’è l’associazione “Amici dei Parchi di Nervi” che da tempo aspettava l’uscita di questo Regolamento.

    Betti Taglioretti, vicepresidente dell’associazione, accoglie con qualche riserva il testo approvato. «Il primo Regolamento d’uso era già stato progettato nel 2008 sotto l’assessorato di Luca Dallorto – racconta – ma non era stato portavo avanti, probabilmente per ragioni politiche. Solo nel 2012 il discorso è stato ripreso con l’istituzione della Consulta del Verde di cui facciamo parte. Fin dalla sua prima stesura, la nostra proposta prevedeva l’istituzione di una figura fondamentale, un curatore che sovrintendesse il Parco sia sotto l’aspetto botanico che della promozione turistica. Questa figura non viene nominata perché il cosiddetto “direttore del parco” risulta un soggetto non ben definito nelle sue mansioni».

    Il tema su cui insiste di più la vicepresidente è la necessità di avere dei Regolamenti d’uso specifici per ogni Parco. Sebbene l’assessore abbia annunciato il lavoro degli uffici in questo senso, secondo Betti Taglioretti non risulta chiaro da chi verranno proposti e in quali modalità. «I Parchi di Nervi – sottolinea a gran voce l’ambientalista – hanno una caratteristica botanica molto accentuata. Il turismo del Verde in Europa ha dei numeri altissimi ma non siamo ancora riusciti a intercettarlo: è assolutamente necessario creare una rete turistica dei Parchi perché Genova non è solo l’Acquario e il Porto Antico. Consideriamo l’uscita del Regolamento un successo ma quello che si evince maggiormente è il forte interesse a voler usare i Parchi come contenitori di eventi ed il rischio è che un bene così prezioso diventi più una messa a reddito che un’occasione per attirare un certo tipo di turismo sostenibile».

    L’auspicio, dunque, è che il nuovo provvedimento sia un punto di partenza e che la Consulta del Verde venga presto interpellata nella stesura dei Regolamenti specifici. «Il regolamento – ribadisce Taglioretti – sembra più che altro indirizzato alla promozione della Cultura e questo ovviamente è un bene ma non dobbiamo dimenticarci che la natura dei Parchi è fisiologicamente un’altra e dobbiamo tenere conto che inevitabilmente l’organizzazione di eventi porterà ad uno sfruttamento intensivo del manto erboso sia per l’affluenza che per le strutture allestite. È importante capire chi si assumerà gli oneri del ripristino. La speranza è che a farne le spese non siano i cittadini perché in questi anni sono già stati spesi 18 milioni di euro per la manutenzione e la riqualificazione (4 milioni solo per i Parchi di Nervi)».
    Questo un altro aspetto che non convince la vicepresidente che si sofferma sul tema delle deroghe previste praticamente per ogni normativa«È una questione di scelte, se ad esempio si decide che nel rispetto della pedonalità l’accesso alle vetture è interdetto, non possiamo permetterci di concedere tutte queste deroghe che di fatto invalidano la norma. Sarebbe preferibile decidere degli orari di accesso prestabiliti per gli addetti ai lavori e rispettarli».

    La speranza è che questo Regolamento porti una maggiore consapevolezza e sia da stimolo per un ulteriore dialogo partecipato. Il punto d’arrivo deve essere la stesura dei regolamenti specifici in un’ottica di migliore comprensione del testo principale e di una maggiore ridefinizione delle regole volte alla valorizzazione del territorio e alla promozione turistica del Verde cittadino oltre che al mantenimento e alla tutela dell’esistente.

    Giulia Manno

  • Acquasola, il punto sulla riqualificazione in attesa del nuovo regolamento per i Parchi storici

    Acquasola, il punto sulla riqualificazione in attesa del nuovo regolamento per i Parchi storici

    Parco dell'AcquasolaLe pulizie dei migranti di qualche settimana fa sono ormai un ricordo. Un bel progetto per tentare di dare concretezza all’accoglienza e all’integrazione dei profughi nella nostra città ma un’operazione di make up troppo lieve per restituire dignità a uno dei più amati parchi storici genovesi. Stiamo parlando dell’Acquasola che, dopo le annose vertenze con la concessione poi ritirata per la costruzione di un box auto (che ha portato il Comune a versare una penale di circa 2 milioni di euro), da circa un anno è in attesa di poter rinascere a vita nuova. La riqualificazione era stata promessa entro fine 2015 ma dei cantieri per il momento non c’è nemmeno l’ombra: l’area cintata riguarda solo i vecchi lavori per i parcheggi mentre nel resto del parco regna la desolazione.

    Colpa di un bando che al momento ha visto solo un affidamento provvisorio: nel frattempo, alla ditta vincitrice sono state chieste due integrazioni al progetto presentato. Ora, finalmente, dovrebbe essere tutto pronto per la consegna dei cantieri. Lo assicura l’assessore al Verde, Italo Porcile: «Se non concluderemo l’accordo con la ditta vincitrice in questi giorni, potremmo procedere all’aggiudicazione dei lavori ai secondi classificati nel bando e iniziare i cantieri al massimo entro la fine del mese».

    La riqualificazione del parco dell’Acquasola

    La nuova vita dell’Acquasola passa attraverso un progetto che è una via di mezzo tra un’opera di manutenzione straordinaria e una vera e propria riqualificazione. L’intervento esteticamente più significativo e simbolico è senza dubbio quello relativo al laghetto che verrà interamente restaurato assieme alla fontana e all’area circostante: oltre all’acqua corrente è possibile anche il ritorno di cigni e paperelle. Interessante anche il recupero di tutto il camminamento perimetrale esterno al parco che ripercorrerà gli antichi bastioni: qui sarà necessario un intervento di pulizia straordinaria e di bonifica di tutti gli strascichi del cantiere della Metro. A proposito, nella zona cosiddetta del “Collo d’oca” (quella che si interseca con viale IV novembre) si era parlato in passato della possibile realizzazione di un parcheggio (soprattutto in seguito ai lavori di piazza Dante) ma l’assessore Porcile tende ad escludere qualsiasi intervento impattante: «Tutt’al più potremmo pensare a una zona di sola fermata per i bus turistici che una volta lasciati i passeggeri abbandonino l’area. Oppure a qualche stallo per bici e tutt’al più moto, anche se preferirei lasciare tutta l’area pedonale. Si tratta, comunque, di un discorso che avremo modo di affrontare con la giusta calma più avanti». L’assessore non lo dice esplicitamente ma fa capire che qualsiasi sia la decisione che riguarda il “Collo d’oca” l’importante è che non venga trasformato in parcheggio tout court.

    Parco dell'AcquasolaFulcro della manutenzione naturalmente riguarda l’area verde, con la sistemazione dell’esistente, la ripiantumazione delle essenze morte e l’introduzione di nuovi cespugli e qualche “alto fusto”. Modifiche in arrivo anche per l’area giochi: addio alla mini pista di go-kart mentre la giostra verrà spostata nell’angolo a monte, di fronte alla zona ristoro; scivoli e dondoli, invece, saranno messi a nuovo ma resteranno dove sono. Anche per i bar cambierà qualcosa: piatti freddi e caldi sotto il verde rilassante non sembrano a rischio ma il tutto dovrà avvenire in un contesto esteticamente più decoroso per l’ambiente in cui il bistrot è ospitato. Cambierà casa anche l’area cani che, leggermente ridimensionata, troverà spazio nella zona sud, praticamente di fronte agli immobili dell’Università.

    Naturalmente verranno sistemati tutti gli ingressi con la messa a norma per quanto riguarda l’accessibilità per i disabili e sarà data una rinfrescata a ringhiere e panchine, con il ritorno all’antico. Prevista la sistemazione della pavimentazione nella zona dell’ex cantiere per il box auto per un costo di circa 70 mila euro. «Certo – ammette Porcile – non riusciremo a riprendere il disegno originale di Barabino ma daremo vita a un giusto equilibrio tra le necessità di verde urbano e di spazi per il relax e il gioco dei bambini. Insomma, mi sembra che alla fine tutte le realtà che mostrano giustamente grande interesse per il Parco possano ritenersi soddisfatte».

    I tempi previsti per restituire l’Acquasola ai genovesi sono confermati in tre mesi dalla partenza dei lavori. Si andrà, dunque, per forza di cose oltre la fatidica data del 31 dicembre 2015: un problema soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti. I fondi per far tornare a vivere il parco, infatti, arrivano dal prezioso pozzo degli avanzi delle Colombiane, vincolati proprio alla risistemazione di parchi e ville storici della città: tuttavia, se l’amministrazione non rendiconterà queste spese entro la fine dell’anno, il gruzzolo non speso dovrà tornare a Roma. Da Tursi è già partita la richiesta per l’ennesima proroga, almeno per qualche mese, ma nella peggiore delle ipotesi per l’Acquasola è probabile che andrebbero persi solo “pochi spiccioli”, abbastanza facilmente reintegrabili.

    Fondi colombiane? I conti non tornano…

    [quote]Erano stati destinati 700 mila euro provenienti da fondi ex Colombiane e vincolati alla riqualificazione dei parchi urbani. Che fine hanno fatto i 400 mila euro di differenza?[/quote]

    A proposito di soldi, il costo di tutta l’operazione di restyling si aggira attorno ai 300 mila euro. Fermi tutti. «Per la riqualificazione dell’Acquasola – dice la consigliera comunale Vittoria Musso – erano stati destinati 700 mila euro provenienti da fondi ex Colombiane e vincolati alla riqualificazione dei parchi urbani. Che fine hanno fatto i 400 mila euro di differenza?». Nessuno sa (o vuole) rispondere, almeno per il momento. «Da quando sono entrato nel mio ruolo di assessore – tiene a specificare Porcile – si è sempre parlato di costi attorno ai 300 mila euro per la riqualificazione dell’Acquasola. Ho chiesto spiegazioni all’assessore Miceli (titolare della delega al Bilancio, NdR) e penso che a breve arriveranno tutti i chiarimenti. Quello che posso assicurare, comunque, è che il Parco dell’Acquasola è una delle realtà in cui l’amministrazione ha intenzione di intervenire economicamente anche in futuro, per completare qualche arredo ma anche dare vita a nuovi progetti, non solo attraverso i ribassi d’asta del progetto di riqualificazione». Certo, difficilmente il budget a disposizione potrà raggiungere quei 400 mila euro che sembrano essere spariti nel nulla e sarebbero potuti essere molto preziosi per tornare a rendere giustizia al parco alle spalle di piazza Corvetto.

    Nuovo regolamento Parchi storici

    Oltre la riqualificazione, l’amministrazione non è ancora in grado di poter pensare a progetti a più ampio respiro. Qualcosa di più si potrà sapere nelle prossime settimane quando, dopo una gestazione elefantiaca, sarà finalmente discusso in Commissione e Consiglio comunale il nuovo Regolamento per l’uso dei parchi storici che l’assessore Porcile aveva assicurato di imminente approvazione già prima dell’estate: «È vero – ammette – c’è stato qualche ritardo di troppo ma è stato dovuto soprattutto alla riorganizzazione interna degli uffici amministrativi: il settore dei Parchi storici è, infatti, passato dalla direzione Verde alla direzione Cultura ma siamo finalmente pronti per portare il provvedimento in aula nelle prossime settimane». Non è questa la sede per entrare nel dettaglio ma è sicuramente già possibile anticipare come il nuovo regolamento aprirà definitivamente le porte, anzi i cancelli, dei parchi a tutta una serie di eventi artistici e culturali. Difficile che all’Acquasola si possa ripetere una stagione teatrale all’aperto come quella recente del Teatro della Gioventù o un evento di grande richiamo come la “Silent Disco” ma non è assolutamente esclusa la possibilità di dare ospitalità a qualche manifestazione di uguale interesse ma a partecipazione più contenuta, che non precluda il decoro e la finalità principale dell’ambiente in cui si immerge.

     

    Simone D’Ambrosio