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  • Selene Gandini, dal sogno del circo alla realtà del cinema. L’attrice-autrice della Genova che sa uscire dal cerchio

    Selene Gandini, dal sogno del circo alla realtà del cinema. L’attrice-autrice della Genova che sa uscire dal cerchio

     

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    ©Veronica Onofri

    Selene Gandini

    Selene Gandini, attrice, regista e autrice, inizia a studiare recitazione all’età di dieci anni. Lavora fin da piccola nella compagnia di Giorgio Albertazzi ed in seguito lavora con Dario Fo, Giuseppe Patroni Griffi, Arnoldo Foà, Elisabetta Pozzi, Enrico Brignano,Franco Nero. Accanto al teatro di prosa coltiva l’arte della clownerie con Mona Mouche a Parigi, dove ha lavorato per tre anni . Ha collaborato con Vladimir Olshanky (primo Clown del Cirque du Soleil e di Slava Polunin).Prima attrice nella compagnia del Teatro Ghione di Roma si impegna anche nell’attività di autrice e regista, fondando la compagnia Kinesisart , un gruppo al femminile che ha portato in questi anni sulle scene del panorama italiano diversi progetti , tra cui “Little women” e “ viaggio verso itaca “ , attualmente in tournée. Ha lavorato in “The Coast of Utopia” per la regia di Marco Tullio Giordana e in molti progetti teatrali con il regista Daniele Salvo , riscuotendo successo di critica e di pubblico per l’interpretazione del Fool nel “Re Lear” al Globe Theatre di Roma diretto da Gigi Proietti. Ultimamente ha lavorato nella compagnia di Andrei Michalkov Konchalovskij ne “ La Bisbetica Domata”, spettacolo che è andato in tournée in Italia e all’estero. Ha partecipato a serie televisive come Un posto al sole, La squadra, Centovetrine, Tempesta d’Amore, Le Tre Rose di Eva e trasmissioni di cultura per la Rai come presentatrice. Nel cinema ha preso parte a progetti di coproduzione italo-francese, come il film di Fabio Carpi “Intermittenza del cuore” e tra poco uscirà nelle sale il film “Rosso Istria” , che la vede come protagonista.

    Quando eri una bambina quali erano i tuoi sogni “da grande”? Quanti ne hai conquistati cammin facendo?
    «Quando ero piccola sognavo di diventare un cartone animato. Volevo entrare in qualche disegno come nel film di Mary Poppins (ma quello l’ho visto molto dopo). La mia aspirazione era viaggiare nelle immagini dei cartoni e viverci. Non volevo abbandonare la realtà ma ero sicura che potevo vivere in entrambi i mondi e creare io i disegni. Per un po’ di tempo volevo entrare dentro il cartone animato di Dumbo ed ero sicura che sarei diventata un’equilibrista , mi allenavo anche sul letto. Crescendo poi, per salvare un gatto, sono finita su un tetto e soffro ora immensamente di vertigini. Per molto più tempo ho sognato di entrare nel cartone animato di Peter Pan , per raggiungere l’isola che non c’è e imparare a volare . Lo desideravo talmente tanto che non mi preoccupavo del fatto che “da grande “ non era assolutamente accettato in quella storia. Dopo aver capito finalmente che non potevo trasformarmi in un cartone animato (avevo ormai 10 anni), ho scoperto il teatro e da quel momento non l’ho più lasciato: non è un circo ma gli assomiglia molto e spesso si vivono storie immaginarie. Una volta mi hanno fatto anche volare con dei fili quindi il sogno in parte si è avverato. Per quanto riguarda incontrare il bambino vestito di verde che ti rapisce e ti porta sull’isola che non c’è non è mai stato un problema …..in teatro siamo tutti eterni Peter Pan!»

    Cosa ami e cosa odi di Genova?
    «Il mio rapporto con Genova è sempre stato conflittuale. Un rapporto di amore e odio che mi ha portato sicuramente a lasciarla, ma anche a tornarci perché ne sentivo la mancanza. Quello che non mi piace è la chiusura verso il nuovo, la difficoltà a salutare quando ci si incontra, anche se ci si è conosciuti la sera prima, l’assoluta incapacità ad accogliere chi non è genovese ma anche chi genovese lo è, ma forse tutto questo riguarda le persone e non la città, che ti affascina con i suoi colori, la sua storia, le incantevoli scorci che diventano sempre nuovi, perché lei si fa scoprire sempre come se fosse la prima volta. Amo il suo profumo di mare e di collina, le sue salite e le sue discese, amo la sua lingua che diventa sempre canzone, amo il suo mistero e la sua magia , amo le sue notti e i giorni di sole e di pioggia, amo la sua imperfezione perché la rende ancora più bella, amo ritornarci sempre e sempre ancora, perché so che sarà il mio porto per tutta la mia vita.»

    Se non vivessi a Genova dove saresti e a fare cosa?
    «Vivrei in un altro luogo di mare, probabilmente mi occuperei di quello che già faccio, ma sul mare sarebbe comunque tutta un’altra cosa. Purtroppo da anni non vivo a Genova costantemente. Per lavoro ho dovuto scegliere altri luoghi e mi sono trasferita a Parigi e subito dopo a Roma (dove il mare è inesistente e il fiume annoia), ma negli ultimi anni sono tornata sempre più spesso, forse perché alla fine è difficile resistere alle proprie radici e al proprio mare».

    Esiste un luogo comune sulla “Superba” che ritieni falso?
    «Sicuramente è falsa la nomea di città tirchia , ma anche questo riguarda le persone e non la “Superba”. Falso è anche il luogo comune che a Genova non ci sia nulla da fare: ci sono tante cose da fare ma non si sanno perché nessuno le fa sapere».

    Se una persona per te molto importante venisse a trovarti per la prima volta a Genova dove la porteresti?
    «Sicuramente in Spianata Castelletto …….è lì che capisci tutto!».

    Tu sei un attrice, come sta lo scenario teatrale genovese?
    «Lavoro da molti anni come attrice e come regista a Roma e in altre parti d’Italia. Scenario teatrale genovese? Quel gruppo di persone che giocano da soli ? Il talento è indiscusso perché il teatro genovese ce l’ha nel dna ma a forza di suonarsela e cantarsela da soli i bravi si mescolano con i mediocri ed è un peccato. Per tornare alla realtà dei cartoni animati, lo scenario teatrale genovese mi ricorda molto la scena delle elefantesse di Dumbo: sono chiuse in cerchio, parlano tra di loro e non fanno entrare il piccolo elefantino, lo allontanano, lo respingono, perché ha le orecchie troppo grandi e loro non lo vogliono, preferiscono rimanere tra di loro non mettendo in discussione le proprie convinzioni e la loro “autoriferita” realtà. Chi non appartiene a certe cerchie non può entrare nello scenario teatrale genovese, ma può volare da altre parti, come ha fatto Dumbo».

    Veronica Onofri

  • La fontana di De Ferrari si colora con i Led. Crivello: “Il regalo di Natale alla città e ai turisti”

    La fontana di De Ferrari si colora con i Led. Crivello: “Il regalo di Natale alla città e ai turisti”

    luci-de-ferrari-01Dopo l’intesa opera di pulizia e restyling degli ultimi giorni, è finita l’attesa per vedere l’acqua della fontana di piazza De Ferrari, cuore di Genova, colorarsi grazie alla luce dei faretti led. Questa sera, gli operai di Aster hanno infatti provato il funzionamento della nuova attrazione voluta dal Comune di Genova che inaugurerà ufficialmente domani pomeriggio alle 17. Aster, la partecipata di Palazzo Tursi per le manutenzioni, ha installato 80 proiettori con sorgente led ad alta potenza in corrispondenza del getto centrale, dei getti posti lungo la circonferenza e nella vasca sotto il bacino per rendere ancor più attraente l’impatto per i genovesi e per i tanti turisti presenti in città. «Abbiamo lavorato insieme ad Aster per fare questo regalo di Natale a tutti i genovesi e ai turisti – commenta l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova, Gianni Crivello – per rendere ancor più suggestivo l’effetto scenico in una piazza bellissima e frequentatissima».

    luci-de-ferrari-02La fontana si accenderà tutte le sere dalle ore 18 alle ore 22. «Cominceremo con il bianco e il rosso, i colori della bandiera genovese – afferma l’assessore alla agenzia Dire – ma le possibilità di dipingere la tavolozza sono molto variegate. Genova è una città che sta conoscendo un momento particolarmente positivo per quanto riguarda la presenza di visitatori italiani e stranieri e la fontana di piazza De Ferrari, diventato uno dei segni distintivi della nostra città, è tra i monumenti più fotografati». In realtà, il simbolo della piazza centrale del capoluogo ligure non è nuovo a colorazioni: soprattutto in occasioni di giornate nazionali e internazionali di sensibilizzazione, l’acqua della fontana negli ultimi anni è stata spesso colorata per attirare l’attenzione dei genovesi. Da domani si passerà dagli additivi alle luci.

  • Weekend a Genova: piove? Ripariamoci a teatro o nei palazzi dei misteri genovesi

    Weekend a Genova: piove? Ripariamoci a teatro o nei palazzi dei misteri genovesi

    teatro-duseLa pioggia proseguirà per tutto il fine settimana? Nel dubbio, meglio concentrarci su quanto offrono i teatri cittadini nel weekend a Genova: venerdì sera al Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena la “Notte degli Scrittori” con Paolo Cognetti, Cristina Comencini, Michela Murgia e Simona Vinci, che si racconteranno sul palco intervistati da Danilo Di Termini. Nel programma anche alcuni reading, accompagnati dagli attori Rosanna Naddeo e Giorgio Scaramuzzino.

    Ultimi giorni, poi, per assistere alla messa in scena del romanzo di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani” al Teatro della Corte e a “La dodicesima notte” di Shakespeare al Teatro Duse, entrambi in cartellone fino a domenica. Si conclude già sabato, invece, l’undicesima edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile che quest’anno ha abbracciato tutte le quattro province liguri e registrato gli interventi, tra le altre, di Giuliana Sgrena, Emma Bonino, Haifa Al-Monsour e Lisa Ginzburg. Il culmine il 25 novembre, con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che prevede, tra venerdì e sabato, diversi appuntamenti in tutta la città.

     

    Sabato doppio appuntamento con il noir, a cura di Explora Genova e ARM; si parte con “Fantasmi a Palazzo Tursi”: il Palazzo di Niccolò Grimaldi detto il “Monarca”, passato agli insaziabili Doria, che lo “soffiarono” nientemeno che a quell’Ambrogio Spinola celebrato in tutta Europa, oggi è non soltanto il Municipio della città, ma lo scrigno che raccoglie alcune
    delle sue memorie più preziose. Una visita guidata all’interno del famoso palazzo, attraverso la storia dei suoi “abitanti” e animazioni a tema, dalle 15,30 alle 17,30. Alle 19.00 partirà il tour guidato attraverso la città, sulle tracce dei crimini commessi tra le strade della superba: tradimenti, barbare esecuzioni, cupe prigioni, crimini efferati e stravaganti ladruncoli si intecciano di vicolo in vicolo in un racconto mozzafiato. Dal Medioevo agli anni Trenta, storie e leggende si fondono insieme dando vita ad un percorso unico e inaspettato, grazie all’animazione di Sophie Lamour. Partenza in piazza San Lorenzo.

    Sempre sabato, alle 21.00, appuntamento con la serata danzante Swing ‘n’ Roll(i): un concerto swing, nell’incredibile cornice di Pallazzo De Franchi, in Piazza della Posta Vecchia.

    premio-primo-levi-salgado-guatemala-1978Domenica, invece, Sebastião Salgado sarà a Genova per ritirare il Premio Primo Levi 2016: il grande fotografo brasiliano riceverà il riconoscimento alla Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, a pochi passi dalle gallerie che ne hanno ospitato la mostra “Genesi” all’inizio dell’anno.

    A proposito di mostre, proseguono quella ai Magazzini del Cotone dedicata agli “Gli eroi del calcio”, fresca di proroga fino all’8 gennaio; “Warhol. Pop Society” e gli scatti di Helmut Newton a Palazzo Ducale; “Laura Zeni. Passwor(l)d” alla Galleria d’Arte Moderna di Nervi;le Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco, l’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.
    Marco Gaviglio
  • Weekend a Genova, tutti al Buridda per il Critical Wine

    Weekend a Genova, tutti al Buridda per il Critical Wine

    critical wineLa lunga attesa è finita: quello alle porte è il weekend del Critical Wine al laboratorio sociale Buridda, ormai un’istituzione nell’autunno genovese che giunge quest’anno alla 12ª edizione e raduna una cinqunatina di produttori indipendenti, in arrivo da ogni angolo d’Italia e, addirittura, dalla Francia.

    Due giorni, sabato 12 e domenica 13 novembre, per raccogliere idee ed esperienze che favoriscono la partecipazione sociale, per poter ricostruire pratiche di vita collettiva che conducano a una ridiscussione dei consumi e delle relazioni sociali. Piccoli produttori di vino e contadini racconteranno le loro storie di vita e offriranno i prodotti della loro terra. A fare da prologo, già nella serata di venerdì alle ore 18, l’incontro tra ribelli della terra dal titolo “Comunità autogestite tra campagna e città: facciamo rete!”.

    Festa della ZuccaAltro appuntamento classico nell’autunno genovese è quello con la Festa della Zucca a Murta, in Val Polcevera: si inizia sabato 12 e domenica 13 novembre ma si proseguirà anche il prossimo weekend, con gli immancabili stand gastronomici aperti a pranzo e cena e la mostra delle zucche più grosse, più lunghe, più strane e più belle che si siano mai viste.

    Tornando alla serata di venerdì, alla Sala Modena del Teatro dell’Archivolto, il concerto di Dente, uno dei cantautori italiani più apprezzati della nuova generazione. Per l’artista, Giuseppe Peveri all’anagrafe, si tratta dell’occasione per presentare il suo nuovo album “Canzoni per metà”: ad accompagnarlo, sul palco del Modena, la band Plastic Made Sofa. Un altro album che si svela oggi, addirittura in anteprima, è quello del genovese Mladen, che al Teatro Altrove porta i brani del suo nuovo lavoro, “Indistruttibile”.

    elisaE per finire la rassegna dei concerti in programma a Genova, vale la pena fare un passo avanti di qualche giorno perché martedì prossimo, il 15 novembre, il 105 Stadium della Fiumara apre i battenti per Elisa e il suo “ON Tour”, dal nome dell’omonimo disco che ha segnato il ritorno alla lingua inglese per la cantante veneta arrivata ormai a festeggiare i vent’anni di attività.

    Il berretto a sonagliRestiamo sui palchi, ma per parlare di teatro. alla Corte, fino a domenica, va in scena “Il berretto a sonagli”, grande classico di Pirandello che rivive nella versione firmata dal regista Sebastiano Lo Monaco, che è anche attore protagonista insieme a Maria Rosaria Carli, Clelia Piscitello, Viviana Larice, Lina Bernardi, Rosario Petix, Claudio Mazzenga e Maria Laura Caselli. Sempre a proposito del Teatro Stabile, lunedì alle 18 l’ultimo appuntamento con il ciclo di letture “Le grandi parole”, ancora alla Corte: titolo dell’incontro “Il porto di casa mia: Govi e il mar Ligure” con Vito Molinari, Marco Salotti e letture di Aldo Ottobrino.

    Domenica, infine, un avvicendamento tra le mostre ospitate dai palazzi e dai musei genovesi: ultimo giorno per visitare “Gli eroi del calcio” che chiude i battenti domenica, ai Magazzini del Cotone; e debutto di “Laura Zeni. Passwor(l)d” alla Galleria d’Arte Moderna di Nervi. Proseguono invece le mostre di Palazzo Ducale che presenta “Warhol. Pop Society” e gli scatti di Helmut Newton; le Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco, l’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Marco Gaviglio

  • Weekend a Genova tra scienza, teatro, musica e… hobby

    Weekend a Genova tra scienza, teatro, musica e… hobby

    Senza spondaUltimi giorni di Festival della Scienza, la cui 14ª edizione si concluderà domenica, ma anche musica e teatro nelle proposte per questo weekend a Genova. Già questa, sera, venerdì 4 novembre al Teatro dell’Archivolto, Ottavia Piccolo rende omaggio ad Anna Politkovskaja con “Donna non rieducabile”, uno spettacolo di Stefano Massini per la regia di Silvano Piccardi che ricorda la giornalista russa a dieci anni dal suo omicidio.

    Restando all’Archivolto, ma passando dalla Sala Modena alla Sala Mercato, sabato 5 novembre è di scena Giorgio Scaramuzzino con “Senza sponda, storie di uomini e migranti”, monologo pensato per i ragazzi ma perfettamente godibile anche da un pubblico adulto, che offre un quadro delle migrazioni che stanno attraversando l’Europa in questi anni. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo libro di Marco Aime, sarà preceduto da un aperitivo multietnico servito a partire dalle 19,30 nell’atrio del teatro e da uno show cooking di Chef Kumané.

    100610-gmm-somergibile-nazario-sauro-galata-esterni-genova-ph-merlofotografia-1-29Il tema del mare, mutuato in tutt’altra luce, ci porta alle celebrazioni in programma sabato per i cent’anni dalla morte di Nazario Sauro: l’eroe della Grande Guerra sarà ricordato anche dal Galata Museo del Mare che renderà visitabile per la prima volta a soli 5 euro il sommergibile ormeggiato in Darsena e intitolato proprio al patriota italiano il cui nipote, anch’egli sommergibilista, si trova proprio a Genova per presentare presso lo Yacht Club di Genova il libro “Nazario Sauro, Storia di un marinaio”.

    Sempre sabato, a Castello d’Albertis, la serata benefica organizzata dal Coordinamento Ligure Donne Latino-Americane in collaborazione con il Museo delle Culture del Mondo per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni di Haiti e del Venezuela, due paesi dell’America latina messi in ginocchio, rispettivamente, dal passaggio dell’uragano Matthew e da una drammatica crisi economica.

    tom-waitsTutt’altra America è quella che, domenica sera, verrà raccontata dallo scrittore Marco Sommariva attingendo agli scritti di Charles Bukowski e alle canzoni di Tom Waits, reinterpretate dai musicisti Fabio Ricchebono, Giuliano Crosara, Mauro Annigoni ed Ezio Cavagnaro: l’appuntamento è alle ore 21 al Count Basie Jazz Club di Vico Tana.

    Ai Magazzini del Cotone, invece, da venerdì a domenica si svolge la 14ª edizione della fiera Fantasy & Hobby, un evento in continua crescita che, solo l’anno scorso, ha visto circa 15mila appassionati hobbisti e creativi raggiungere il capoluogo ligure per visitare gli 80 spazi espositivi occupati da produttori e rivenditori di materie prime e prodotti finiti delle varie tecniche dell’hobbistica femminile.

    Tornando sui palcoscenici, proseguono fino a domenica le repliche di Eurydice al Teatro della Tosse: il mito di Orfeo ed Euridice rivive nella versione del regista e sceneggiatore Jean Marie Anouilh (1910 – 1987), in cui Orfeo, interpretato da Gianmaria Martini, è un giovane violinista che accompagna un padre saccente, arpista senza talento, a suonare per locali ed Euridice, che rivive nella splendida interpretazione di Sarah Pesca, è un’attrice che ha già sperimentato anche la parte peggiore dei rapporti con gli uomini. La regia è firmata da Emanuele Conte.

    Vanno avanti fino al 9 novembre anche le repliche de “La cucina” al Teatro della Corte e de “Il borghese gentiluomo” al Duse. A proposito delle iniziative collaterali organizzate dallo Stabile, lunedì alle 18 il qurto appuntamento con il ciclo di letture “Le grandi parole”, dal titolo “Ibsen, La donna del mare” con Giulio Giorello e Gianna Schelotto e letture di Lunetta Savino.

    Infine, le mostre, a cominciare da quelle di Palazzo Ducale che presenta “Warhol. Pop Society” e gli scatti di Helmut Newton; e ancora le Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco, l’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro, le “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, per finire con gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Marco Gaviglio

  • Festival della Scienza e Halloween a Genova nel weekend lungo dei Santi

    Festival della Scienza e Halloween a Genova nel weekend lungo dei Santi

    Ghost Tour di GenovaNon solo Festival della Scienza, la cui 14ª edizione è iniziata giovedì per concludersi il prossimo 6 novembre con oltre 270 eventi tra mostre, laboratori e spettacoli. Quello alle porte è infatti il lungo ponte di Ognissanti o, per meglio dire, il weekend di Halloween. Ed è proprio la festa delle zucche, infatti, a caratterizzare la maggior parte degli eventi in programma, a cominciare dal “Lungo weekend del mistero” che inizia venerdì 28 ottobre con “I Fantasmi della Torre Grimaldina” a Palazzo Ducale, prosegue sabato 29 con “I Fantasmi della Lanterna e del Mare” ovviamente alla Lanterna, La Mostruosa Caccia al Tesoro” di domenica 30 al Porto Antico ed il gran finale di lunedì 31 ottobre, la notte di Halloween, con il Ghost Tour di Genova dalle 20.30 in piazza Matteotti e, a seguire, nelle dieci strade e piazze del centro storico che fino alle 23 ospiteranno performance a ripetizione, tutte ispirate a streghe, spiriti e fantasmi.

    Stesso filo conduttore per l’Halloween Street Food Party in piazza Dante, una tre giorni all’insegna della musica e della buona tavola per una movida sostenibile e rispettosa dei residenti, dal 30 ottobre al 1 novembre incluso. Movida sostenibile, appunto, perché l’intenzione degli organizzatori è quella di coinvolgere anche gli abitanti meno giovani, per i quali è stata pensata la serata di ballo liscio con la Giandilo Band di domenica. La notte di Halloween sarà poi all’insegna dello swing e, infine, il giorno dei Santi è dedicato al folklore dell’Italia del Sud con i Kalimba e le loro pizziche, tarantelle e tammuriate.

    The Jazz VersionHalloween ai Luzzati si festeggia invece col “Gran ballo di Ognissanti” a partire dalle 22, ma preceduto da un “aperitivo da paura” a partire dalle 18. Ospiti dalla Spezia, il duo electro beat makers The Jazz Version in versione terror con l’aiuto del virtuoso David Stingaciu. Una contaminazione musicale jazz tra l’elettronica e le voci di mostri sacri come Duke Ellington, Charles Mingus, Herbie Hancock. Un sound ricercato che naviga dalle parti di sonorità chillout.

    Per i più piccoli, “Un Acquario da brivido” è quanto ha in serbo l’Acquario di Genova dalle 21 alle 23 di lunedì: luci spente e porte chiuse, il fantasma del pirata Jack Patella che da secoli vaga nelle profondità marine e un esperto dell’Acquario aiuteranno i partecipanti a sfatare terrificanti miti e leggende del mondo sommerso.

    Un passo indietro, a sabato e domenica, per “CiVivO / Vivi la strada / Abita l’arte”: due giorni di musica, arti, danze e gioco nel territorio, eccezionalmente chiuso al traffico, che comprende via Lomellini, piazza Fossatello, via Ponte Calvi, via San Luca, via del Campo, vico dell’Argento, salita dell’Oro, via Bensa e vico della Croce Bianca. Inoltre, sempre nell’ambito della manifestazione organizzata dal Civ Lomellini, sabato 29 ottobre alle ore 10,30 in piazza Fossatello si apre il dibattito “Arte di strada: nuova energia per la città” sull’arte come dispositivo di rigenerazione urbana e sulle regole funzionali per una convivenza. Un incontro aperto alla cittadinanza con le associazioni di settore e l’Ufficio alla Cultura del Comune di Genova. Domenica 30 ottobre alle ore 16 si parlerà, invece, di pedonalizzazione del quartiere con il flash mob “Car-free”.

    Capitolo teatri: ha debuttato mercoledì scorso alla Tosse l’Eurydice di Jean Anouilh, che resterà in scena fino al 6 novembre. Il mito di Orfeo ed Euridice rivive nella versione del regista e sceneggiatore Jean Marie Anouilh (1910 – 1987), in cui Orfeo è un giovane violinista che accompagna un padre saccente, arpista senza talento, a suonare per locali ed Euridice un’attrice che ha già sperimentato anche la parte peggiore dei rapporti con gli uomini. Protagonisti dello spettacolo, la cui regia è firmata da Emanuele Conte, sono Sarah Pesca e Gianmaria Martini.

    Vanno avanti fino al 9 novembre anche le repliche de “La cucina” al Teatro della Corte e de “Il borghese gentiluomo” al Duse. A proposito delle iniziative collaterali organizzate dallo Stabile, lunedì alle 18 il terzo appuntamento con il ciclo di letture “Le grandi parole”, dal titolo “Ospiti dal mare sulla scena antica” con Moni Ovadia e Margherita Rubino.

    Infine, le mostre: l’ultima ad aggiungersi la settimana scorsa è stata “Warhol. Pop Society” a Palazzo Ducale, che fino al 26 febbraio renderà omaggio al più celebre artista del ‘900 a trent’anni esatti dalla sua morte. E poi, ancora al Ducale, gli scatti di Helmut Newton, le Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco, l’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro, le “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, per finire con gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Marco Gaviglio

  • Weekend a Genova con Beer Festival, Linux Day e Stefano Benni

    Weekend a Genova con Beer Festival, Linux Day e Stefano Benni

    Genova Beer FestivalAmanti della birra, quello alle porte è decisamente il vostro weekend: da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, infatti, torna a Villa Bombrini il Genova Beer Festival. Un’edizione che quest’anno celebra i vent’anni della birra artigianale in Italia proponendo cento diverse spine, quindici tra i migliori birrifici, otto street food e cucine d’autore. Da non perdere nella giornata di sabato – rispettivamente alle 17 e alle 21 – le degustazioni guidate dagli esperti Simone Cantoni e Lorenzo “Kuaska” Dabove e la conferenza “Bevo quindi sono: l’alcol e i suoi effetti” a cura di Scientificast, sempre sabato alle 16. Domenica 23 tre nuovi birrifici liguri nati presenteranno i loro prodotti e alcuni ristoratori genovesi proporranno un piatto in abbinamento a una birra presente (ingresso a pagamento € 5, ore 17). Alle 19 chiusura d’antan con i racconti dei pub pionieri che hanno movimentato la scena genovese dagli anni ‘80 in poi.

    Per i più “nerd”, invece, l’appuntamento da segnare con un circoletto rosso è il Linux Day di sabato, la principale manifestazione italiana dedicata al software libero, alla cultura aperta e alla condivisione. All’ombra della Lanterna l’iniziativa è organizzata dall’associazione Open Genova in collaborazione con Condiviso, network multidisciplinare con sede alla Darsena in Calata Andalò di Negro 16, dove dalle 10 alle 18 si susseguono sette relazioni con esperti, una tavola rotonda ed un corso di coding per bambini. Durante l’intera giornata ci sarà la possibilità di approfondimento e networking.

    A chi ha un debole per i vicoli consigliamo, invece, di fare un salto al N° 10 di piazza Lavagna, dove nella serata di venerdì inaugura la mostra fotografica di Diego Arbore, “L’uomo con la valigia”, che mette insieme un anno di scatti nei caruggi, ma anche a Righi, Foce e Nervi.

    stefano benniSabato sera, poi, Stefano Benni ci riprova: alle ore 21 al Teatro Modena di Sampierdarena va in scena “Ballate”, lo spettacolo rinviato la settimana scorsa a causa dell’allerta meteo, interamente intessuto sui testi dello scrittore bolognese. Siamo sempre nell’ambito delle celebrazioni per i trent’anni dell’Archivolto e a salire sul palco saranno gli ex Broncoviz Marcello Cesena, Mauro Pirovano, Carla Signoris; Angela Finocchiaro, Marina Massironi, Gabriella Picciau, Giorgio Scaramuzzino e, naturalmente, lo stesso Stefano Benni, accompagnto dalla giovane Dacia D’Acunto.

    Restando sul palcoscenico, proseguono fino a domenica al Teatro della Tosse le repliche di “Tropicana” e, fino al 9 novembre, de “La cucina” al Teatro della Corte e de “Il borghese gentiluomo” al Duse. A proposito delle iniziative collaterali organizzate dallo Stabile, lunedì alle 18 il secondo appuntamento con il ciclo di letture “Le grandi parole”, dedicato a “Shakespeare e La tempesta” con Masolino d’Amico, Giuliana Manganelli. Letture di Franco Branciaroli.

    Infine, le mostre: dalle Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco agli scatti di Helmut Newton a Palazzo Ducale, dall’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro alle “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, per finire con
    gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Marco Gaviglio

  • Quel borghese gentiluomo di Molière buono per tutte le stagioni

    Quel borghese gentiluomo di Molière buono per tutte le stagioni

    Foto di Giuseppe MaritatiMolière ( 1622- 1673 ) ovvero Jean Baptiste Poquelin, fu uomo di teatro a tutto tondo, autore, attore, regista e, con scarso successo, anche impresario: non a torto viene definito il maggior autore comico di tutti i tempi. Mettendo a frutto gli insegnamenti dei comici dell’Arte, capì che il segreto del successo era adattare la lingua del teatro ai luoghi della provincia francese che percorreva con la sua troupe, alternando la tragedia alla farsa e usando in entrambe elementi visivi a effetto, tipici degli improvvisatori. Più tardi, raggiunto un certo benessere grazie alla protezione della famiglia reale, il suo teatro esprimerà l’intimo più vero dell’autore, dell’uomo che conosce solo le regole della ragione e che sfida la società organizzata e le sue costrizioni.

    Il borghese gentiluomo fu rappresentato per la prima volta nel 1670 davanti al re Luigi XIV. La trama, conosciutissima, racconta di un uomo, arricchitosi con il commercio che, carico di complessi di inferiorità sociale, spasima per i titoli nobiliari e perciò si circonda di aristocratici sussiegosi che sovvenziona a fondo perduto. Inoltre, il buon Jourdain (questo il nome del protagonista) è consapevole dei propri limiti culturali (ah, l’ortografia…) e aspira a migliorarsi, ma sceglie infelicemente i suoi maestri tra personaggi loschi e farseschi.
    Il canovaccio appare familiare allo spettatore che, consapevolmente o meno, riconosce nel protagonista figure a lui note e forse un poco di se stesso: piacevole è la ricchezza, più o meno meritata, ma un titolo nobiliare ne è sempre un’appetibile cornice.

    Pur nella comicità rutilante e serrata, non di rado becera, che imperversa nello spettacolo, l’autore non condanna e non assolve; in realtà sembra voler avvertire lo spettatore che l’ambizione smodata può far perdere il senso della misura e scadere nel ridicolo. Piuttosto Molière ritorna su temi “avanguardisti” del proprio pensare: il buon senso e la superiorità “pratica” femminile sono impersonati dalla moglie, inutilmente incombente, mentre una figlia, solo apparentemente ribelle, racconta il suo dissenso verso il matrimonio combinato.

    Un’opera che diverte, ora come allora, forse a tratti un po’ troppo caricata dalla regia con elementi a effetto, come le goffe danze “turche” che precedono gli sponsali. Scenografia affascinante e completata dall’allestimento, sempre suggestivo, della scena rotante.


    Elisa Prato

    + “Il borghese gentiluomo” di Molière, al Teatro Duse fino al 6 novembre 2016.
    Regia di Filippo Dini. Con Filippo Dini, Valeria Angelozzi, Sara Bertelà, Filippo Dini, Ilaria Falini, Davide Lorino, Orietta Notari, Roberto Serpi, Antonio Zavatteri, Ivan Zerbinati.

  • Weekend a Genova con i Rolli Days, ma non solo: teatri, musica e Acquario

    Weekend a Genova con i Rolli Days, ma non solo: teatri, musica e Acquario

    rolliTempo permettendo, il fine settimana alle porte è quello del terzo appuntamento annuale con i Rolli Days, le aperture straordinarie delle storiche dimore genovesi che proprio quest’anno festeggiano i dieci anni del riconoscimento Unesco quale Patrimonio dell’Umanità. Tra le novità di questa edizione, le aperture dei palazzi di via San Bernardo e i FuoriRolli, i menu dedicati preparati dai bar e ristoranti del centro. Appuntamento sabato e domenica dalle 10 alle 19.

    Altro evento all’aperto, ma di tutt’altro tenore, è il Coming out day in programma sabato dalle 14 alle 18 a Sampierdarena, all’angolo tra via Cantore e piazza Montano: una giornata di sensibilizzazione contro le discriminazioni di genere nella quale, a chi lo vorrà, sarà data la possibilità di fare il proprio “coming out”, di qualsiasi tipo, in un video. A ogni partecipante verrà donato un finocchio, in richiamo al titolo della campagna, simpaticamente provocatoria, “Adotta un finocchio”. I video saranno poi pubblicati sul canale Youtube di Arcigay Genova, previo consenso firmato.

    Per i più piccoli, ma anche per mamma e papà, iniziano all’Acquario gli appuntamenti dedicati ad Halloween: tutti i weekend e i festivi, alle 15.30, appuntamento davanti alla nuova postazione Fish making con “Mostro sarai tu”, un’animazione a tema nella quale i partecipanti scopriranno che squali e piranha non sono così terribili e che svolgono un ruolo prezioso negli ecosistemi in cui vivono. Si incontreranno inoltre scorfani, murene, grossi granchi di acque profonde, e le straordinarie meduse, che con i loro movimenti fluttuanti e la loro consistenza, ricordano i fantasmi che popolano la notte di Halloween.

    tropicana-teatro-tosseInizia poi ad entrare nel vivo la stagione dei teatri cittadini: quella della Tosse è partita mercoledì scorso con la prima nazionale di “Tropicana”, spettacolo di Irene Lamponi con la regia di Andrea Collavino: una commedia che nasce all’interno di “Crisi”, il laboratorio di drammaturgia permanente condotto da Fausto Paravidino nell’ambito di un progetto di formazione fortemente voluto dal Teatro Valle Occupato di Roma. Lo spettacolo resterà in scena fino al 23 ottobre tutte le sere alle 20.30 e domenica alle 18.30, riposo al lunedì.

    Sabato sera, poi, per chi ha voglia di qualcosa di diverso dal solito ecco il match di improvvisazione teatrale di Rubik Teatro, al Teatro Instabile di via Cecchi, alla foce: due squadre di attori che si sfidano a colpi d’improvvisazione sotto la supervisione di un arbitro, il tutto ambientato in un incontro di hockey su ghiaccio, nel quale è il pubblico a decretare il vincitore di ogni improvvisazione.

    A rimettersi in moto all’inizio della settimana prossima sarà anche il Teatro della Corte dove, da martedì 18 ottobre e fino al 6 novembre, andrà in scena in prima nazionale “La cucina” di Arnold Wesker. Alla fine della prima, martedì, nell’ambito dei festeggiamenti per i 65 anni del Teatro Stabile è previsto uno spettacolo di videomapping con immagini proiettate in 3D sull’edificio del Teatro della Corte. Spettacoli alle 20.30 il martedì, mercoledì, venerdì e sabato, alle 19.30 il giovedì e alle 16 la domenica.

    borghese-gentiluomo-teatro-duseAl Duse, invece, da mercoledì 19 ottobre e sempre fino al 9 novembre, debutta “Il borghese gentiluomo” per la regia di Filippo Dini, che ne è anche attore protagonista e sarà preceduto, la sera della prima, da un breve concerto barocco con musiche di Bach nel foyer del teatro, organizzato dal Conservatorio Paganini. Gli orari degli spettacoli sono gli stessi della Corte, e quindi alle 20.30 il martedì, mercoledì, venerdì e sabato, alle 19.30 il giovedì e alle 16 la domenica.

    Largo spazio, come di consueto, alle mostre: dalle Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco agli scatti di Helmut Newton a Palazzo Ducale, dall’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro alle “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, per finire con
    gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Marco Gaviglio

  • Weekend all’aria aperta per godersi gli ultimi giorni di sole

    Weekend all’aria aperta per godersi gli ultimi giorni di sole

    Il Forte Begato, GenovaCon l’abbassarsi delle temperature, la stagione ha virato decisamente verso l’autunno, ma il sole resta comunque alto. Meglio dunque approfittare di queste ultime giornate di bel tempo per godersi qualche gita fuori porta: e il programma del weekend, da questo punto di vista, dà una mano. Domenica 9 ottobre si celebra infatti la quinta Giornata nazionale del camminare, promossa dal Ministero dei beni culturali: un appuntamento che, a Genova, si declina nella possibilità di salire attraverso dieci diversi itinerari a Forte Begato, al cui interno troveranno spazio stand gastronomici e spettacoli di animazione.

    A proposito di buona tavola, doppio appuntamento in centro con i prodotti tipici dell’agroalimentare ligure: in piazza Matteotti per l’edizione mensile di Sapori al Ducale, e al Porto Antico per la Biodomenica 2016 che – il nome dell’iniziativa non vi inganni – propone fin dalla giornata di sabato una mostra mercato per la promozione del biologico regionale, oltre a numerosi appuntamenti di contorno fra i quali il concerto acustico dei Luke and the Lion, la sera alle 21.

    notte bianca dei bambiniSabato è anche la giornata della Notte bianca dei bambini nel Sestiere della Maddalena dove, dalle 15,30 e fino a mezzanotte, andranno in scena concerti, spettacoli teatrali, animazioni di giocoleria con il fuoco e cori gospel. A partire dalle 19,30, poi, lungo via Maddalena sarà servita l’Amatriciana solidale cucinata da un team multietnico, il cui ricavato verrà destinato all’acquisto di libri per i bambini delle zone terremotate, nell’ambito del progetto “Bibliobus”.

    All’insegna della solidarietà per le popolazioni colpite dal sisma è anche il concerto che il Conservatorio “Niccolò Paganini” propone martedì 11 ottobre, eccezionalmente nella Loggia di piazza Banchi: si tratta, in realtà, delle prove generali del concerto offerto il giorno successivo a Palazzo Ducale nell’ambito delle Celebrazioni Colombiane, aperto al pubblico per raccogliere fondi a favore delle comunità del centro Italia travolte dal terremoto. Saranno eseguiti brani di Boccherini, Paganini e Haendel, l’ingresso è a offerta libera.

    Si parlava di weekend da trascorrere all’aria aperta ma, in caso di maltempo, sono sempre numerose le alternative offerte dalle mostre: l’ultima ad aggiungersi alla lista è quella sulle Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco, un itinerario attraverso i tessuti e la moda del XVIII secolo che prende spunto dalla mostra dedicata al pittore Alessandro Magnasco. Proseguono, poi, la mostra dedicata agli scatti di Helmut Newton a Palazzo Ducale, l’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro, “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Ultime repliche, al Teatro Duse, per “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello, con Gabriele Lavia, in attesa di vedere ripartire anche la stagione dell’Altrove, recentemente presentata.

    Marco Gaviglio

  • Weekend di pioggia? A Genova ci si consola con musica e teatro

    Weekend di pioggia? A Genova ci si consola con musica e teatro

    Count BasieDebutta in prima nazionale, venerdì 30 settembre al Teatro Duse di Genova con repliche fino al 9 ottobre, lo spettacolo “L’uomo dal fiore in bocca”, uno tra gli atti unici più rappresentati di Luigi Pirandello e tra i capolavori del ‘900. Regista e attore protagonista è Gabriele Lavia che sempre in questi giorni, a Genova, ha preso parte alle Giornate Pertiniane interpretando Filippo Turati nella riduzione de “Il processo di Savona” curata da Margherita Rubino. La settimana di celebrazioni per i 120 anni del presidente più amato dagli italiani si conclude il 30 settembre con la lectio magistralis di Giuliano Amato alle 17 presso la facoltà di Giurisprudenza in via Balbi 5.

    Domenica 2 ottobre ritorna “Apriamo Corso Italia”, un appuntamento ormai fisso che in questa sua edizione ospita l’Expo delle associazioni del territorio. Un’iniziativa per trascorrere una bella giornata all’aria aperta; dalle 10 fino alle 18 la carreggiata a mare sarà percorribile a piedi, con biciclette, pattini, skate e qualsiasi altro “mezzo” che non sia un veicolo.

    Tornando sul palco, sabato e domenica inaugura la nuova stagione anche il Teatro Garage con “Il maesto di tango”, un testo del genovese Mario Bagnara la cui storia ruota attorno a una dark lady e alla sua passione per un uomo e per il ballo. In un’ora e mezzo di spettacolo, almeno un terzo è dedicato al ritmo e ai passi del tango, uno stile che a Genova conta centinaia di danzatori e decine di corsi. E alla fine, gli spettatori sono invitati ad unirsi agli attori Federica Ruggero e Francesco Pedone, per proseguire nelle danze.

    Un passo indietro a venerdì, per il concerto lampo degli Zen Circus alla libreria Feltrinelli: l’occasione è data dalla presentazione de “La terza guerra mondiale”, il nuovo album della band toscana composta da Andrea Appino, Karim Qqru e Massimiliano “Ufo” Schiavelli. A proposito di musica, sabato riapre i battenti il Count Basie, il circolo jazz di vico Tana il cui presidente onorario è nientemeno che Enrico Rava. Si inizia alle 19,30 con un ricco aperitivo a buffet cui seguiranno, a partire dalle 21, le session jazz e blues della Open Band composta dalla cantante Mila Ogliastro, Stefano Riggi al sax tenore, Luca Terzolo al pianoforte, Emanuele Valente al contrabbasso e Daviano Rotella alla batteria. Note in libertà anche giovedì 6 ottobre, per le vie del centro, in occasione di “Time Art”: una sorta di notte bianca musicale e artistica che dalle 18 a tarda sera si snoderà tra piazza San Matteo e vico Casana, passanndo per vico del Fieno e Pallavicini, tra concertini itineranti e piccole gallerie d’arte allestite nelle botteghe del quartiere.

    Largo spazio, come di consueto, anche alle mostre: al Museo “Edoardo Chiossone” di Villetta Di Negro ha appena inaugurato “Antologia della pittura giapponese”, una selezione della fortunatissima esposizione allestita nel 2014 e, da allora, spesso richiesta dagli appassionati di arte orientale.  Fino al 15 ottobre, invece, l’ex ospedale psichiatrico di Quarto ospita la mostra dedicata all’artista francese Colette Deblé che si inserisce nell’ambito di “Scrittura, arte, vita: Camille Claudel, Séverine, Antonia Pozzi”, manifestazione dedicata alla vita, all’arte, al sottile confine tra normalità e follia che, attraverso la storia di tre grandi donne ripercorsa dall’esilio in manicomio al loro addio alla vita. Oltre alla mostra, l’evento comprende performance, incontri e spettacoli teatrali, a cominciare da “Moi” di Chiara Pasetti – per la regia di Alberto Giusta e con l’attrice Lisa Galantini – il 30 settembre nella biblioteca dell’ ex ospedale.

    Intanto proseguono “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone ed Helmut Newton a Palazzo Ducale, mentre per gli appassionati di storia, al Complesso monumentale di Sant’Ignazio, c’è  “Genova tesori d’archivio”, le cui perle sono due importantissimi documenti della Genova medievale come il Codice Caffaro e la Cronaca di Jacopo da Varagine.

    Marco Gaviglio

  • Più interazione e meno parole: ecco il “nuovo” Festival della Scienza di Genova

    Più interazione e meno parole: ecco il “nuovo” Festival della Scienza di Genova

    Festival della Scienza 2012È un Festival della Scienza tutto fatto in casa, ma non per questo ridimensionato, quello che dal 27 ottobre al 6 novembre andrà in scena per la 14ª edizione coinvolgendo più di 60 location e articolandosi in 280 appuntamenti tra incontri ed eventi. Fatto in casa, si diceva, perché per la prima volta la totalità dell’organizzazione è stata gestita dall’Associazione Amici Festival della Scienza, anche in seguito alla rivoluzione che ha portato, nello scorso febbraio, all’insediamento del nuovo management presieduto dal professore ordinario di Fisica dell’Università di Genova, Franco Pallavicini, e dal direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Iit, Alberto Diaspro, nominato presidente del comitato scientifico.

    Il primo Festival a non portare la firma della sua fondatrice, Manuela Arata, sarà comunque, per bocca dello stesso Pallavicini, «in strettissima continuità con chi ci ha preceduto, al quale si deve il 99% del lavoro». Nel tracciare l’imprinting della prossima edizione, tuttavia, il neopresidente ha subito messo in chiaro gli elementi di novità: «Abbiamo scelto di dare più spazio alle mostre e ai laboratori, perché la vera anima del Festival sono gli eventi in cui i visitatori possono interagire. Rispetto allo scorso anno ci sarà qualche conferenza in meno, anche per evitare che troppi eventi in concomitanza complichino la vita a chi voglia seguirli. Un po’ meno parole e più coinvolgimento, insomma, per quanto i dibattiti continueranno ad essere numerosi, di grande interesse e ad annoverare ospiti d’eccezione».

    Su tutti, il grande divulgatore scientifico Piero Angela, atteso a concludere la giornata inaugurale – il 27 ottobre alla Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale – con la sua conferenza “Viaggio dentro la mente”. Oltre al decano dei giornalisti scientifici italiani, negli undici giorni del Festival saranno a Genova, tra gli altri, anche il premio Nobel per la Chimica Martin Chalfie, il coordinatore del progetto Virgo per la scoperta delle onde gravitazionali, Fulvio Ricci, e Silvio Micali vincitore, nel 2012, del Premio Turing assegnato annualmente alle eccellenze informatiche. Di simboli e di “segni” – parola chiave del Festival – parleranno Eugenia Cheng e Eduardo Sáenz de Cabezón Irigaray, di tecnologia e futuro Marcus du Sautoy e David Orban. Nel campo della genetica, Pier Giuseppe Pelicci illustrerà le promesse della cosiddetta tecnologia CRISPR e, in generale, i segni genetici saranno l’argomento trattato da Joseph Mazur e Sam Kean. Lo scienziato dell’alimentazione Valter Longo svelerà l’efficacia terapeutica della dieta “Mima digiuno”, mentre Carlos Belmonte ci parlerà di longevità e, infine, il rapporto tra scienza, arte e filosofia sarà affrontato da Bruno d’Amore e Maurizio Ferraris.

    Tra le mostre, si segnalano “Fattore S” a cura dell’Iit a Palazzo San Giorgio, “Shared Sky” dell’Istituto nazionale di astrofisica al Palazzo della Borza, “Artico”, a cura del Cnr, alla Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, e “Il terremoto in… segni”, allestita dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nella ex chiesa di Sant’Agostino. Numerosi anche i laboratori, per ogni fascia di età.

    Ricco anche il calendario degli spettacoli, tra cui il “Racconto Cosmico” con Neri Marcorè e il presidente del’Istituto nazionale di fisica nucleare, Fernando Ferroni, il 28 ottobre alle ore 21 alla Sala Maestrale dei Magazzini del Cotone; e “I ragazzi di Fermi” che porterà sul palco Eugenio Coccia, rettore della neonata scuola universitaria Gran Sasso Science Institute, insieme agli alunni della scuola primaria P. Santullo di Genova, il 1 novembre alle 16,30 al Teatro della Tosse.

    Il programma del Festival è nato dalle oltre 400 proposte arrivate da tutta Italia in risposta al bando di idee lanciato a gennaio di quest’anno, la cui selezione finale è stata effettuata dai 45 membri del consiglio scientifico composto da ricercatori, giornalisti e professionisti della comunicazione. Gli animatori saranno 535 ragazzi tra studenti universitari e giovani ricercatori selezionati tra le più di mille candidature provenienti, anche in questo caso, da tutto il paese.

    Per l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Carla Sibilla, «la nostra città si afferma sempre di più come una città di cultura scientifica, ed il Festival rappresenta il momento clou per dare voce al lavoro fatto in maniera permanente da altri soggetti quali l’Acquario, il Museo dell’Antartide e quello di Scienze Naturali, la Città dei Bambini. Il programma è fortemente legittimato dalla presenza dei più importanti enti scientifici nazionali e supportato dalle istituzioni», per quanto queste ultime – a partire dal Comune stesso e dalla Regione – abbiano partecipato soprattutto nelle vesti di advisor per gli sponsor privati, cresciuti del 38% rispetto allo scorso anno.

    Anche l’omologa regionale Ilaria Cavo, infatti, rimarca come per l’ente di piazza De Ferrari si sia trattato di «un impegno che siamo riusciti a mantenere» la «conferma delle risorse stanziate lo scorso anno, attingendo in parte al proprio bilancio e in parte alle Fondo sociale europeo». Per la Regione, il Festival della Scienza è infatti da considerarsi un tutt’uno con il Salone Orientamenti: «È bellissimo che anche al Festival, quest’anno, venga data ai ragazzi l’occasione dell’alternanza scuola-lavoro, unita ai laboratori orientativi. Dobbiamo stilare una Carta dell’Orientamento per i ragazzi, e valorizzare le professioni tecnico-scientifiche».

    Complessivamente, i fondi stanziati per il Festival della Scienza 2016 ammontano a 1.260.000 euro e la parte del leone, ancora una volta, è rappresentata dall’investimento della Compagnia di San Paolo, che in cinque anni di partnership – a partire dall’edizione 2012 – ha messo da sola 5,1 milioni di euro sulla rassegna. Davvero non la sola, nel panorama culturale prima ancora che scientifico genovese, la cui sopravvivenza dipenda in maniera determinante proprio dagli investimenti della fondazione torinese.

    Festival della Scienza 2016 – Il calendario completo

    Marco Gaviglio

  • Weekend a Genova? Tra Salone Nautico e busker festival le prime proposte per l’autunno in città

    Weekend a Genova? Tra Salone Nautico e busker festival le prime proposte per l’autunno in città

    distinti gentiluominiCon l’arrivo dell’autunno inauguriamo un nuovo appuntamento che speriamo possa diventare un piccolo punto di riferimento per chi ama o è costretto a passare i weekend a Genova. Per inviare suggerimenti, proposte, eventi e segnalazioni scrivete a redazione@erasuperba.it  

     

    Ultimi scampoli di Salone Nautico e Oktoberfest nel weekend appena iniziato: la 56ª edizione dell’esposizione internazionale dedicata al mondo della nautica, come ormai consuetudine degli ultimi anni, esce dai confini della Fiera per abbracciare la città con una serie di eventi fuori salone, mentre la festa della birra cederà idealmente il passo alla parata dei “distinti gentiluomini”.

    Proprio in piazza della Vittoria, infatti, domenica mattina alle 10 è previsto il raduno della Distinguished Gentlemans Ride, una sfilata in motocicletta per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro il cancro alla prostata: l’evento, che si svolge in contemporanea in tutto il mondo, mette insieme vendrà migliaia di motociclisti salire in sella alla loro moto con capelli, baffi e barbe impomatati, camicie di seta, cravatte o papillon, tutto rigorosamente in stile vintage.

    Decisamente di altro tenore è la due giorni di “Mura – Movimento Urbano Rete Artisti”, seconda edizione del busker festival genovese in scena nei vicoli venerdì e sabato, con concerti, performance, laboratori e mercatini da piazza Sarzano alla Maddalena, passando angoli più o meno noti della città vecchia e per il Repessin di San Bernardo e Canneto il Lungo, un mercatino dell’usato aperto a tutti gli abitanti del quartiere e ai bambini.

    Sul fronte degli appuntamenti più istituzionali, questo weekend segna anche l’inizio delle Giornate Pertiniane: una settimana di celebrazioni per i 120 anni della nascita del presidente più amato degli italiani che si articolerà tra Genova, Savona e Stella, il piccolo comune dell’entroterra in cui si trova la casa natale di Sandro Pertini, i cui lavori di restauro saranno inaugurati proprio domenica alla presenza dell’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Allo statista scomparso ormai 26 anni fa è dedicata anche una mostra sui suoi anni di direzione del Lavoro, alla Sala Liguria di Palazzo Ducale fino al 2 ottobre.

    Sempre a proposito di mostre, a Castello d’Albertis ha appena inaugurato “Polaroid ad arte”, dedicata ai lavori della fotografa genovese Giuliana Traverso ispirati ai segni dell’artista Attilio Mangini, scomparso nel 2004. Proseguono anche le mostre dedicate agli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e ad Helmut Newton, ancora a Palazzo Ducale dove, giovedì prossimo, Francesco De Gregori a “A passo d’uomo”, libro scritto a quattro mani con Antonio Gnoli.

    E se i cultori di storia cittadina hanno tempo fino al 30 novembre per fare un salto al Complesso monumentale di Sant’Ignazio, a Carignano, per ammirare due importantissimi documenti della Genova medievale come il Codice Caffaro e la Cronaca di Jacopo da Varagine, sabato pomeriggio il Museo di Storia naturale apre le porte agli appassionati di scienze per un open day nel quale sarà presentata la programmazione museale 2016/17.


    Marco Gaviglio

  • Fuori Formato apre le danze, tra luci, suggestioni e tanto pubblico. Il racconto della prima serata

    Fuori Formato apre le danze, tra luci, suggestioni e tanto pubblico. Il racconto della prima serata

    Tra_passato_remoto
    Tra_passato_remoto

    Il pubblico numeroso che vediamo salire da piazza della Meridiana verso il cancello d’ingresso che porta al giardino di Palazzo Bianco, con carrozzine e bimbi in braccio, oltre agli spettatori affezionati della danza urbana, ci conferma un desiderio sempre più allargato di serate come questa. Fuori Formato è stato pensato anche per questo.

    Gli alberi, la ghiaia, sedersi a terra per vedere, spostarsi per vedere meglio. Il cielo è ancora chiaro, sono le nove di sera e il palco su cui troviamo Rocco Colonnetta, Serena Loprevite e Alice Montagna si affaccia sui muri del Palazzo di Giustizia. Un grigiore di finestre che, come sempre accade quando la danza avviene in luoghi pubblici, diventa una scenografia che dialoga con il lavoro degli artisti.

    A confrontarsi in Tra_Passato_Remoto, il pezzo proposto da Koinè Genova, sono in tre personaggi, e si sa che, quando si è in tre, la relazione a due può essere sempre osservata dall’altro. Crea competizione, muove una difesa e talvolta conduce alla resa. Un palco che sembra un ring per i tre danzatori, una rincorsa che ogni tanto trova un ostacolo, un gioco di gelosie per le due donne a contendersi un uomo, un guardare in alto e cercare una direzione, che poi coincide con un gabbiano che per caso è appena volato sopra la scena, non previsto. I performer ricercano equilibri impossibili, come cita il testo che Colonetta scandisce, con dita piene di possibilità, per pensieri del mattino o pensieri virgolettati. A guardarli viene in mente un tetto di NYC, un rooftop immerso nell’urbanità, nell’atmosfera dejeuner sur l’herbe del pubblico che, pian piano, inizia ad allungare le gambe e a mettersi a proprio agio.

    Solo pochissimi minuti di intervallo tra gli applausi per Koinè Genova ed ecco l’ingresso di Roberto Orlacchio nel suo Un canto costante. Un uomo con la testa di un volatile, una mente pappagallo, in costante conflitto tra mente e corpo. Una testa pesante quella di Orlacchio, che danza per la maggioranza del suo pezzo senza mai levarsi la maschera, per cercare un’intimità che permette al pubblico di concentrarsi sul solo corpo e sui suoi volteggi nel tentativo frustrato di indossare una giacca. Passa da varie esperienze il corpo di Orlacchio, in una tecnica impeccabile che sottende un dialogo con se stesso, come se dentro quella testa di volatile ci fosse uno schermo che passa in rassegna il bilancio di una vita, i desideri, i rimpianti e i sensi di colpa per ciò che si poteva fare e non è stato fatto. Poi la resa, e la maschera cade, diventando persona.

    Per vedere l’ultimo pezzo della serata, Soggezione di Sara Due Torri e Guendalina Di Marco, con la stessa Di Marco in scena assieme a Alessandra Caviglia, il pubblico si sposta idealmente in un’altra stanza: mentre per alcuni minuti la scena è vuota, da lontano arrivano due donne che presto scompariranno di nuovo. Ci hanno aperto le porte di casa loro, una casa al femminile, con tutti i moniti e i vezzi del pettegolezzo, delle dicerie, dei luoghi comuni, di un’ilarità mal celata e di un pudore che, nascosto dietro a un vestito, mostra il nudo della pelle. Continuano le voci scandite da una sveglia che richiama continuamente all’ordine, tanto che alla conclusione la durata della performance sembra sfuggire a un conteggio esatto: quarantacinque minuti come ci informava la Di Marco? Quindici minuti come da programma? Forse venti? Il tempo è dissolto e, intanto, la prima serata è conclusa.

    Erano in 6 stasera in scena ma il pubblico non si contava e noi tutti, Rete Danzacontempoligure, Teatro Akropolis e Augenblick, eravamo soddisfatti. Fuori Formato è appena incominciato.

    Marina Giardina

  • Teatro Akropolis, da progetto Maia a FuoriFormato: la danza come scambio poetico tra ricerca teatrale e sperimentazione

    Teatro Akropolis, da progetto Maia a FuoriFormato: la danza come scambio poetico tra ricerca teatrale e sperimentazione

    soggezione-fuoriformato-danza-donnaLa danza, in quanto occasione di confronto diretto con l’azione, il corpo e il suo potenziale espressivo, ha sempre occupato un posto di rilievo negli interessi di Teatro Akropolis, trovando ampio spazio nella programmazione del festival annuale Testimonianze ricerca azioni e un fertile terreno di confronto nell’ambito del network indipendente dedicato alla giovane danza d’autore italiana Anticorpi XL, di cui Teatro Akropolis è referente per la regione Liguria.

    Nel 2016 prende l’avvio a Teatro Akropolis il Progetto Maia, un progetto annuale finalizzato al sostegno della danza contemporanea indipendente del territorio ligure. Attraverso un tavolo di lavoro con i danzatori, Teatro Akropolis ha definito una serie di azioni – fra cui seminari, workshop e residenze artistiche – in grado di convogliare l’attenzione sui processi creativi e gli aspetti del lavoro che precedono la messa in scena, diventando occasione di autoformazione e scambio di poetiche per tutti i partecipanti e un concreto supporto al lavoro degli artisti. Le azioni della prima edizione del Progetto Maia sono state programmate all’interno della settima edizione di Testimonianze ricerca azioni, svolto fra marzo e maggio 2016.

    In occasione di FuoriFormato, Teatro Akropolis ha emanato una call pubblica per selezionare alcuni lavori da inserire nella programmazione della tre giorni di eventi. Due fra gli spettacoli selezionati, in particolare, provengono dal lavoro effettuato dai rispettivi artisti durante le residenze svolte nella prima edizione del Progetto Maia, segnando così un rapporto diretto tra FuoriFormato e Maia, e accogliendo entrambi i progetti sotto un’unica e più ampia prospettiva rivolta alla danza e alle arti performative.

    È questo il caso, fra gli altri, di Soggezione (30’), in programma il 28 giugno a partire dalle ore 21.00 a Palazzo Bianco. Prodotto da Once per la regia di Sara Due Torri, con coreografia a cura della stessa Due Torri e di Guendalina Di Marco, presente in scena insieme ad Alessandra Caviglia, il lavoro nasce proprio in seguito alla residenza artistica che il gruppo ha effettuato a Teatro Akropolis, e si presenta come un progetto sulle nostre “credenze” personali e su come queste siano determinanti nella costruzione delle singole identità.

    Slegato dal Progetto Maia è invece il lavoro selezionato di Cristiano Fabbri, Tracciati (40’), che verrà presentato durante la serata del 29 giugno a partire dalle ore 21.00 a Palazzo Tursi. Insieme all’incisore, scenografo, nonché attore Marco Laganà e in coproduzione con Associazione culturale Arbalete, i tracciati di cui si parla sono intesi come sedimenti coreografici, oggetti, costumi che al tempo stesso creano scenari e prospettive. Una struttura compositiva che avverrà sulla scena improvvisando con i ricordi del presente.

    Durante la serata del 30 giugno, a partire dalle ore 19.00 a Palazzo Tursi, verrà presentato il lavoro di Maria Francesca Guerra, anch’esso legato alla residenza effettuata a Teatro Akropolis per Maia. Un lavoro ritenuto un esempio di come la ricerca di un linguaggio ibrido in cui danza, musica e voce si influenzino reciprocamente, possa raccontare attraverso un solo corpo in scena un piccolo universo. In Sinfonia per un corpo solo (15’) Maria Francesca Guerra, suonando un violino dal vivo, farà diventare il proprio corpo un ulteriore strumento che risuona e vibra.

    Lavoro selezionato da parte della rete Danzacontempoligure, e comunque anche in questo caso presentato da artisti in residenza ad Akropolis grazie al Progetto Maia, è infine quello di Francesca Pedullà e Sabrina Marzagalli, Soliloquio a due, in scena il 29 giugno a partire dalle 21.00. Di questo studio abbiamo parlato in occasione dei lavori presentati dalla Rete stessa.

    Fuoriformato e Progetto Maia, insieme, costituiscono per Teatro Akropolis un primo importante passo verso un maggiore sostegno alla danza indipendente del territorio e verso una definizione sempre più puntuale delle necessità di confronto e di apertura nel lavoro di ogni artista che, al di là di ogni determinazione di genere, sia esso danza o teatro, ha sempre il diritto di essere supportato quando spinto da urgenze creative e alimentato da una ricerca profonda.