Tag: tecnologie

  • Camogli paese del sesso: intervista alla redazione del blog

    Camogli paese del sesso: intervista alla redazione del blog

    Donne che fanno lap dance sulla passeggiata a mare, negozi trasformati in rinnovati bordelli, fotomontaggi che associano luoghi reali a contesti a luci rosse. No, non è l’ennesimo sito vietato ai minori che contribuisce al traino di sorte e bilancio di Internet.

    Camogli paese del sesso è un’iniziativa, volutamente provocatoria, nata da alcuni cittadini che hanno osservato con dispiacere lo “stagionale spopolamento turistico” del borgo di Levante e hanno voluto realizzare un prodotto che attirasse l’attenzione di cittadini, esercenti e istituzioni per trovare nuove idee e proposte volte a valorizzarlo maggiormente.

    Hai mai visto Camogli d’inverno? Come non far morire Camogli?” sono le due domande che si è posta la redazione del blog e dalla quale tutto è partito.

    Abbiamo posto loro alcune domande, per capire lo sviluppo del progetto e la reazione dei cittadini. “Abbiamo creato la storia della legalizzazione della prostituzione per attrarre turismo anche in bassa stagione. E’ un paradosso, un’idea estrema ed impraticabile, folle, ma grazie a essa nelle ultime settimane il paese ha ottenuto un risalto mediatico come mai negli ultimi anni. Volevamo partire da qui per creare un contenitore di proposte, suggerimenti, idee per riqualificare e valorizzare Camogli“.

    L’iniziativa tuttavia ha avuto vita breve: al momento i contenuti del blog sono stati rimossi, perché il Comune non ha accolto bene l’iniziativa e ha intrapreso azioni legali.  “L’amministrazione comunale non ha colto la provocazione, hanno guardato il sito “Camogli Paese del Sesso” solo a un livello superficiale, vedendo solo l’immoralità di donne poco vestite in abiti succinti in giro per Camogli e la dissacrazione dei suoi simboli, anche se in realtà il messaggio che si voleva lanciare era un altro“.

    Al di là di questa situazione, cosa ne pensano i camogliesi?Molti cittadini ci hanno contattato, ci sono commercianti che chiedono un restyling ironico della loro bottega e cittadini che ci sostengono contro la reazione particolarmente avventata di sindaco e vicesindaco“.

    In attesa di conoscere gli sviluppi dell’azione legale, il blog si è fermato e i suoi fondatori chiedono un dialogo con pubblica amministrazione, cittadini e chiunque voglia contribuire per adempiere a quello che era lo scopo iniziale del progetto: trovare idee e proposte per riqualificare Camogli. Sul web sono nate iniziative spontanee, come l’hashtag #siamotuttikatia creato su Twitter dai lettori e una pagina Facebook molto attiva. Chi vuole contattare direttamente la redazione del blog può inviare una mail a intimamentekatia@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Recensioni ristoranti e locali a Genova: un progetto di blog

    Recensioni ristoranti e locali a Genova: un progetto di blog

    Ristorante sul mare a Genova NerviSe ne parla, ogni tanto. Le recensioni che troviamo online su ristoranti e locali sono davvero attendibili? Periodicamente sul web molte persone scatenano la polemica su Trip Advisor e simili, dove i titolari di attività commerciali vengono “accusati” di spacciarsi per utenti/clienti e pubblicare recensioni falsamente positive sui propri locali e falsamente negative sulla concorrenza. Chi gestisce questi siti web non ha infatti la possibilità di verificare a monte che l’utente in questione sia effettivamente un cliente del locale e stia scrivendo la sua opinione in buona fede.

    Al tempo stesso, il proliferare di food blogger e critici gastronomici 2.0 rende molto labile il confine tra recensione spontanea e “marchetta”, in quanto l’elevata visibilità che in questo periodo ha su Internet tutto ciò che è mangereccio porta i titolari di cui sopra a offrire vacanze e cene gratis in cambio di una recensione positiva.

    Per questa ragione è molto importante trovare spazi credibili, gestiti con sincerità da chi davvero mira a valorizzare i lati positivi di un territorio.

    Proprio per questa ragione una coppia di studenti genovesi ha deciso di aprire un blog per raccontare la loro esperienza in giro per ristoranti e locali. In “una tempestosa sera d’aprile” sul lungomare di Sturla – come raccontano loro stessi sul blog – chiacchierando con alcuni amici, hanno ascoltato una frase che si sente dire spesso sulla nostra città: a Genova non c’è niente, i locali sono pochi e sempre chiusi, eccetera.

    Per rispondere ai loro amici e in generale alla città, hanno deciso di lanciarsi in un progetto e creare uno spazio web dove mostrare il lato bello della Genova che mangia: nasce così E belesse de Zena.

    Abbiamo rivolto loro qualche domanda per capire meglio il progetto. Anzitutto, perché proprio un blog? «Questo strumento permette  di essere sempre raggiungibili da chi condivide le nostre passioni, sia come occasione d’interazione aperta a
    chiunque desideri comunicare con noi, encomiarci o anche solo insultarci. Ogni parola che scriviamo è indirizzata a quei zueni che periodicamente si domandano “Cosa facciamo stasera?”. Un blog non solo offre un’esperienza di lettura più ricca – con mappe, foto, video ecc – ma è anche, fatto forse più importante, gratuito sia per chi lo scrive sia per chi lo legge. Del resto, semmo zeneixi!».

    In merito a quanto detto sopra, abbiamo voluto sapere la loro opinione in merito alle recensioni fake su siti web turistici: Internet ha un ruolo di “amplificatore del passaparola” o rischia di essere un mero “contenitore di copia e incolla”? Ecco cosa ne pensano: «Ognuno di noi sa benissimo che la rete amplifica esponenzialmente la nostra capacità di comunicare; chi scrive falsità per secondi fini o riporta tali falsità senza alcuna verifica è un individuo moralmente deprecabile e, nei casi più gravi, legalmente perseguibile. La responsabilità ricade anche sul lettore, che dovrebbe sempre ricordare che ciò che circola sul web non è un’enciclica papale. Noi abbiamo già specificato, nelle “regole” del blog, che ciò che scriviamo è frutto di ripetute esperienze dirette e che invitiamo il lettore che abbia avuto esperienze differenti a smentirci pubblicamente, così da favorire un confronto autentico».

    Il blog è nato da poco e senza (almeno per ora) finalità commerciali: questo fa sì che molti titolari di locali e ristoranti ancora non abbiano preso consapevolezza del progetto, un aspetto che i due blogger stanno girando a loro vantaggio. «Riguardo i gestori dei locali che abbiamo recensito, apparentemente nessuno si è accorto della nostra esistenza. Se ciò, da un lato, è sicuramente un male, perché significa che nessuno di loro ha a cuore le sorti della propria attività, dall’altro il nostro anonimato fa sì che gli stessi ci trattino come normalissimi clienti, garantendo una maggiore attendibilità alle nostre recensioni, e che non ci accompagnino nel retrobottega per darci il resto in pizze da cinque dita sulla faccia. Siamo gli UFO sui vostri campi di grano!»

    Marta Traverso

  • Siria, I care blogging day: gara di solidarietà sul web

    Siria, I care blogging day: gara di solidarietà sul web

    siria i careI care, espressione inglese che significa “mi importa“, è la frase scelta da Don Lorenzo Milani come motto per i piccoli allievi della sua scuola a Barbiana. I care, ossia imparare a prendersi cura uni degli altri.

    Questa stessa espressione è stata scelta da alcuni siti web per lanciare una campagna di sensibilizzazione su quanto sta avvenendo in Siria e lanciare un messaggio di solidarietà ai suoi abitanti. Il Paese è infatti colpito da un conflitto che dura dal 15 marzo 2011 e che ha già provocato numerose vittime (il numero stimato è oltre 36.000).

    Per tenere alta l’attenzione su quanto sta avvenendo è possibile aderire al Siria I care Blogging day: domenica 11 novembre chiunque ha un sito web o un blog è invitato a scrivere un post sul tema della Siria – un articolo, una riflessione, un’immagine, insomma il mezzo che si preferisce – e condividerlo su Twitter attraverso l’hashtag #SiriaICare.

    Marta Traverso

    (l’immagine ufficiale dell’iniziativa è dell’illustratrice Stefania Spanò)

  • Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Via GaribaldiLe opere d’arte custodite nei Musei di Strada Nuova potranno essere viste in tutto il mondo grazie a Internet: anche Genova ha aderito a Google Art Project, un’iniziativa del colosso di Mountain View per rendere accessibili l’arte e la cultura. Dallo scorso 30 ottobre, collegandosi al sito googleartproject.com, è possibile ricercare e ammirare cinquanta opere tra quelle conservate nei musei genovesi, attraverso fotografie ad alta risoluzione. Tra queste l’Ecce homo del Caravaggio (Palazzo Rosso) e la Maddalena Penitente del Canova (Palazzo Tursi), fino alle opere di Rubens e Van Dyck.

    A oggi hanno aderito a Google Art Project 180 partner (città, reti museali ecc) provenienti da 14 Paesi del mondo, per un totale di oltre 35.000 opere, tutte visibili gratuitamente.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Il Dna incontra Facebook: spettacolo al Teatro Duse

    Il Dna incontra Facebook: spettacolo al Teatro Duse

    FacebookLunedì 29 ottobre (ore 21) al Teatro Duse appuntamento con una conferenza-spettacolo nell’ambito del Festival della Scienza 2012: Il mio Dna incontra Facebook – Viaggio semiserio nel supermarket del DNA, con Patrizio Roversi, Sergio Pistoi e Andrea Vico.

    L’opera è tratta dall’omonimo libro di Sergio Pistoi, edito da Marsilio.

    Questo il tema dell’opera.
    Immaginiamo un mondo dove possiamo condividere il nostro Dna in rete, come se fosse un messaggio su Facebook. Dove, con pochi euro, possiamo leggere nel nostro patrimonio genetico informazioni riguardo alle attitudini, al rischio di malattie, alle origini genealogiche. Tutto questo non è più fantascienza. Fornendo qualche goccia di saliva, chiunque può acquistare online un profilo del proprio Dna e condividerlo. Quale è l’impatto di questi social network genetici sulla nostra vita? E quanto sono attendibili le promesse di chi vuole leggere il nostro Dna? Lo spettacolo è un percorso avvincente e provocatorio attraverso le varie facce della genetica di massa: dalle applicazioni più divertenti a quelle più serie, che già oggi stanno cambiando la medicina, la ricerca e i rapporti sociali. Senza tralasciare i rischi per la privacy e lo spettro della discriminazione genetica.

  • Richard Stallman a Genova: incontro con il padre del software libero

    Richard Stallman a Genova: incontro con il padre del software libero

    Oggi pomeriggio (lunedì 29 ottobre 2012) a partire dalle 17 si terrà presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi un incontro sul tema Software libero in Comune, organizzato da alcuni consiglieri comunali della Lista Marco Doria per discutere i vantaggi che l’utilizzo del software libero (esempio: Linux al posto di Windows, Open Office al posto di Microsoft Office e così via) potrebbe portare nella pubblica amministrazione, nella scuola, nella sanità, nei servizi sociali e nei processi di democrazia partecipativa. In primis, eliminare i costi per l’acquisto di software proprietario potrebbe garantire nuovi fondi per la formazione del personale comunale e per la creazione di nuove opportunità di lavoro per le giovani generazioni.

    All’incontro parteciperà Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, un’organizzazione non profit nata nel 1985 che si occupa di promuovere lo sviluppo del software libero in tutte le aree in cui si utilizzano applicazioni informatiche. È il fondatore della licenza GNU, che garantisce a ogni utente la possibilità non solo di utilizzare gratuitamente sistemi operativi e programmi per computer di ogni genere, ma anche di copiarli, modificarli e distriburli liberamente, se in possesso delle competenze per farlo. Questo principio si chiama copyleft, concetto contrapposto al copyright, che dà all’autore di un’opera artistica o di ingegno (per esempio: l’autore di un software per computer) la facoltà di promuovere la libera circolazione e redistribuzione della sua opera.

    Contribuiranno al dibattito Isabella Lanzone, Assessore al Personale del Comune di Genova, alcuni rappresentanti genovesi del gruppo Lanterna Digitale Libera, e Consiglieri Comunali che fanno capo alla Lista Marco Doria.

  • Inculco: bando di concorso su progetti di editoria digitale

    Inculco: bando di concorso su progetti di editoria digitale

    Inculco, innovazione e culturaSono aperte le selezioni per la prima edizione di Incul.co, concorso di idee promosso in vista di LibrInnovando, evento sul futuro dell’editoria che si terrà a Milano il 15 e 16 novembre 2012.

    Il concorso è aperto a partecipanti residenti nell’Unione Europea, a titolo individuale oppure di gruppo/associazione, di età inferiore ai 35 anni alla data di scadenza del bando.

    Entro giovedì 8 novembre 2012 si dovrà presentare un’idea legata all’innovazione, attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali, in uno dei seguenti ambiti:
    editoria digitale;
    digital lending;
    self-publishing.

    È necessario inviare la domanda di partecipazione (scaricabile dal sito librinnovando.it), un breve riassunto dell’idea proposta e la descrizione dettagliata secondo le linee guida (scaricabili dal sito librinnovando.it), cv dei partecipanti e fotocopia di un documento di identità all’indirizzo mail info@librinnovando.it.

    Entro domenica 11 novembre una giuria selezionerà cinque proposte finaliste, i cui autori parteciperanno a LibrInnovando venerdì 16 novembre 2012, e potranno tenere una presentazione di 5 minuti ciascuno nella sessione loro dedicata (ore 13.00/13.30).

    Il vincitore verrà proclamato dalla giuria al termine dei lavori e pubblicato successivamente sul sito internet di Librinnovando: il premio consiste in voucher per consulenze di tipo giuridico (offerta dallo Studio legale Monducci-Perri-Spedicato), imprenditoriale (offerta da Ledigital) e di SEO/Web Marketing (offerta da Redomino) per una cifra totale pari a 8.000 €.

    La selezione e la valutazione delle idee proposte sarà effettuata da un comitato scientifico presieduto dal Prof. Giovanni Ziccardi (professore associato Università Statale di Milano, scrittore e avvocato) coadiuvato da esperti del settore.

    Componenti della giuria:
    Alessandro Gallo: Direttore commerciale SPRINGER Corporate Health Markets Europa Medio Oriente Africa;
    Luisa Capelli: Docente universitaria presso Università Roma Tor Vergata;
    Salvatore Nascarella: Responsabile vendite e marketing presso SEED Medical Publisher;
    Antonella Sbriccoli: InMondadori;
    Filippo Pretolani: Gallizio Editore;
    Marta Perego: Giornalista e conduttrice tv.

  • #TTT7 Twitter tips & Tricks: le startup si raccontano a Genova

    #TTT7 Twitter tips & Tricks: le startup si raccontano a Genova

    startup ideaSabato 20 ottobre 2012 dalle 18.30 alle 21 l’Hotel Savoia (via Arsenale di terra 5, zona stazione Principe) ospita la settima edizione dell’evento in contemporanea nazionale #TTT (Twitter tips & Tricks), appuntamento con cadenza bimestrale che si svolge contemporaneamente in sette città d’Italia (Milano, Roma, Lecce, Genova, Torino, Bologna, Messina) per promuovere la cultura digitale.

    Tema della serata saranno le startup legate al web e all’innovazione, con la presentazione di tre realtà genovesi: Alberto D’Ottavi di Blomming, Filippo Ronco di Vinix, Paolo Ratto ed Emanuela Genovesi di ZenFeed.

    L’evento è aperto a tutti, in particolare agli appassionati e curiosi del mondo digitale e delle startup.

    Per iscriversi è necessario compilare il modulo su http://twittertt.com/partecipa (aperitivo con buffet, posti limitati, costo 14 €). È anche possibile seguire il dibattito online su twitter, attraverso l’hashtag #TTT07/GE e in diretta streaming sul sito www.twittertt.com.

  • Translators4children, tradurre gratis le cartelle cliniche dei bambini

    Translators4children, tradurre gratis le cartelle cliniche dei bambini

    L'interno di un'ambulanzaQuando le caratteristiche di globalità della rete vengono sfruttate per progetti a scopo umanitario dalle immense potenzialità: così nasce Translators4Children, sito di volontari che offre un servizio indispensabile ma fino a ieri inesistente e che può contribuire a salvare le vite di molti bambini.

    Il 1° settembre 2012 è nato il sito Translators4Children, un progetto che, attraverso i contributi volontari di medici, infermieri, traduttori e interpreti professionisti, si propone di fornire ai bambini malati e alle loro famiglie un servizio completamente gratuito di traduzione (dall’italiano a una lingua straniera e viceversa) di cartelle cliniche e documenti affini essenziali nell’iter delle cure mediche.​

    Il progetto, che giunge con tempismo considerato il periodo di grande difficoltà economica, è stato ideato dal Dott. Marco Squicciarini – esperto di tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base, attivo da anni come volontario anche all’estero e divulgatore delle manovre di disostruzione pediatriche – con la collaborazione di diversi professionisti che hanno prestato la loro opera nella realizzazione del sito e creazione del servizio.​

    Quando le cartelle cliniche sono scritte in una lingua straniera la loro pronta traduzione è fondamentale per permettere ai medici di stabilire come intervenire, in quelle che spesso sono vere e proprie corse contro il tempo per salvare la vita di un bambino. Le difficoltà si presentano poiché il lavoro di traduzione non è responsabilità degli ospedali e ciò significa che le famiglie devono rivolgersi a un traduttore professionista. Qui entra in gioco il fattore tempo, perché agire in fretta aumenta le possibilità di salvare una vita, ma non tutte le famiglie hanno i mezzi economici per pagare velocemente tale servizio.

    Ecco quindi il ruolo di primo piano di Translators4Children, che rimuove gli ostacoli di natura linguistica traducendo gratis e nel minor tempo possibile le cartelle per agevolare i viaggi della speranza da e per l’Italia. ​
    Attualmente il sito offre infatti traduzioni per coppie di lingue la cui lingua di partenza o destinazione sia l’italiano. I tempi di traduzione dipendono da gravità del caso, ordine di arrivo e disponibilità di traduttori e medici e le richieste di traduzione devono giungere al sito dall’ospedale interessato con la firma del medico pediatra responsabile.

    Questo sito è il primo al mondo nel suo genere e l’entusiasmo suscitato dall’iniziativa è stato dimostrato anche dagli eccezionali numeri che ne hanno accompagnato le prime ore di vita: solo il 1° settembre sono state effettuate 100 iscrizioni da parte di traduttori e medici volontari da tutto il mondo; il 2 settembre, a 23 ore di vita, il sito contava 4.155 presenze e 300 ulteriori iscrizioni effettuate in giornata; ad oggi sono state superate le 10.000 visite da 40 paesi.

    Il 3 settembre l’APEL, (Associazione Pediatri della Liguria) ha offerto la propria collaborazione al progetto, che ha inoltre ricevuto il riconoscimento delle Onlus FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIOI (Associazione Italiana per le Nazioni Unite). ​
    Nel frattempo le lingue coperte dal sito sono arrivate a 14 e sono stati attivati servizi come “Translators4Hospital” che raccoglie l’aiuto di quei volontari che abbiano un po’ di tempo da dedicare a questa causa recandosi in un ospedale dove sia necessaria la presenza di un interprete per semplificare la comunicazione tra i medici e i piccoli pazienti stranieri nei casi in cui nemmeno i genitori dei bambini parlino italiano.
    L’attività da svolgere in questo caso è semplicemente tradurre la conversazione, e a tal fine è stata attivata anche la chatroom via Skype che permette agli interpreti di connettersi direttamente coi pediatri in ospedale nel caso in cui non possano essere fisicamente presenti.​

    Il progetto è continuamente pronto ad accogliere l’offerta di collaborazione di nuovi volontari.
    Chiunque sia in possesso delle competenze professionali richieste e voglia offrire il proprio contributo può farlo visitando il sito e iscrivendosi. ​

    Per saperne di più, seguire gli aggiornamenti o inviare una richiesta di aiuto, l’indirizzo completo del sito è www.translators4children.com, è attiva anche la pagina Facebook e si possono richiedere informazioni all’indirizzo info@translators4children.com.​

    Claudia Baghino

  • Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sophia dalla Notte: un osservatorio su arte e digitale

    Sono sempre più numerosi gli esempi di gruppi di giovani che si radunano per dare vita a un gruppo informale, un’associazione, una startup. Era Superba quattro anni fa è nata proprio con questo scopo, ed è bello vedere che in questa città – spesso considerata “vecchia, statica e mugugnona” – esistono numerose realtà piccole e grandi che si impegnano per “fare qualcosa”.

    In passato vi abbiamo parlato dei ragazzi di L’Alieno a Prà, dei numerosi eventi di Disorder Drama, dell’impegno per la valorizzazione della musica di Volumia, dell’impegno in difesa dell’ambiente e della creatività da parte di IoRicreo. Gli esempi sono molti, e a Genova stanno nascendo continuamente nuove realtà, a mezza via tra il “fare cose insieme” e il voler “inventarsi un lavoro”.

    A questo scopo vi raccontiamo il progetto di Sophia dalla Notte, nata a febbraio 2011 da un’idea dell’attore e regista Nicola Camurri: un progetto di ricerca artistica, orientato in particolare alla sperimentazione di nuovi linguaggi legati alle nuove tecnologie digitali per la comunicazione. Il presupposto è semplice: oggi sempre più opere d’arte vengono diffuse per via digitale, generando così un prodotto nettamente diverso da quello originario. Se osservare un quadro dal monitor di un pc o di un tablet implica un rapportarsi con l’opera assai differente da quello dell’osservazione dal vivo, realizzare un’opera con tecniche digitali è allo stesso modo un approccio completamente diverso all’attività artistica.

    Non solo: oggi, grazie al web, chiunque può creare la propria opera d’arte e farla circolare verso un pubblico potenzialmente infinito. YouTube per i video, Instagram per le immagini, i blog per la scrittura, tutti i social network per diffondere le opere, farsi conoscere, dialogare con le persone. Se la diffusione di massa di opere è diventata così facile, e chiunque sul web può “diventare artista”, come si fa a distinguere un’opera di qualità da una che non lo è?

    Il progetto di Sophia dalla Notte vuole anzitutto riflettere su questa nuova congiuntura artistica, che a cascata si riflette in ogni altro aspetto della società in cui viviamo: lavoro, politica, economia, tutto ormai passa attraverso il multimediale e il digitale. Che lo vogliamo o meno, tutti noi siamo ormai parte di questo fenomeno: siamo soggetti a informazioni che scorrono a una velocità impressionante, dove discernere qualità e autenticità è sempre più difficile. Sta a ognuno di noi usare gli strumenti della Rete nella maniera più corretta. Come scritto nel Manifesto Artistico dell’associazione “Noi riteniamo che si debba però dare a tutti la possibilità di condividere, senza imporsi: decidere di conoscere è una libera scelta, a nostro parere l’unica scelta  veramente  libera  della  condizione  mortale. Il  resto  è  solo  una  conseguenza  di  ciò  che percepisci da quel momento in poi”.

    Un progetto di ricerca sullo stato dell’arte ai tempi del digitale, che nei prossimi mesi acquisirà forma attraverso iniziative e progetti, realizzate da un team di giovani con buone  competenze  in  campo  artistico, culturale, tecnologico e comunicativo. Scopo del progetto è applicare le tecnologie del web 2.0, del marketing e del social networking per costruire una rete di imprese, professionisti e istituzioni che operano nel campo della comunicazione, della produzione artistico culturale e della formazione.

    Non solo: Sophia dalla Notte si impegnerà in prima persona nel realizzare prodotti culturali digitali, che spazieranno dalle riviste ai cortometraggi, dalle installazioni artistiche ai corsi di formazione.

    Per saperne di più sull’associazione e sui progetti futuri, è possibile contattarla all’indirizzo sophia.dallanotte@gmail.com.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Wifi gratis a Genova, facciamo il punto

    Wifi gratis a Genova, facciamo il punto

    IL PRECEDENTE

    «È un punto di partenza che si rivolge non solo ai cittadini residenti, ai giovani e agli studenti, ma mette un nuovo “mattone” nella politica di marketing territoriale». Con queste parole un anno fa, più precisamente il 7 settembre 2011, l’allora Sindaco di Genova Marta Vincenzi presentava ufficialmente alla loggia dei Banchi il progetto FreeWifi Genova: quattordici aree della città nelle quali è possibile navigare gratis in Internet dal computer o cellulare, con un limite di 2 ore e/o 300 Mb al giorno.

    Queste le zone coperte dal servizio: biblioteche (Brocchi, De Amicis, Lercari, Podestà e Campanella); le piazze antistanti le stazioni ferroviarie di Brignole, Principe e Sampierdarena; piazza De Ferrari e Matteotti (incluso Informagiovani all’interno di Palazzo Ducale); loggia di Banchi; piazzale Kennedy; il parco di Villa Croce; via Sestri e terminal arrivi dell’aeroporto Cristoforo Colombo.

    Un passo avanti per la copertura wifi della città, che ha utilizzato fondi europei (i 140 mila € del progetto Wi Move) comportando dunque un costo minimo per il Comune. Il progetto si aggiunge alle iniziative private già in corso, su tutte quella dell’associazione Cittadini Digitali.

    IL PRESENTE

    Molte cose sono cambiate in un anno e le iniziative pubbliche e private rivolte a migliorare il servizio di connettività gratuita per genovesi e turisti si sono moltiplicate.

    Facciamo un veloce riepilogo: alle aree coperte da FreeWifi Genova si è aggiunta la Biblioteca Berio, che ha abbandonato il precedente servizio Wifi per aggregarsi a quello del Comune. Le necessità portate dall’alluvione del 4 novembre – dovute soprattutto alle difficoltà nel comunicare via cellulare – hanno spinto ad abbattere il limite delle 2 ore giornaliere, così che a oggi non esistono più limitazioni di tempo per navigare.

    A oggi il servizio FreeWifi Genova ha 9.547 utenti registrati (in media 850 al mese), con circa 800 connessioni al giorno e traffico dati medio giornaliero di circa 10 Gb, soprattutto nei giorni feriali.

    Nei prossimi mesi saranno attivate nuove aree coperte dal wifi gratuito, a partire dal quartiere Maddalena (dove saranno installati circa 18 punti di accesso) e dai musei, biblioteche e principali piazze cittadine non ancora raggiunte. C’è inoltre l’intenzione di portare avanti il dialogo con i privati, attraverso accordi mirati che permettano l’adesione dei loro hot spot al circuito FreeWifiGenova.

    In questo senso, il principale “concorrente” del Comune è rappresentato dall’azienda Vallicom Srl, con sede a Sestri Ponente e che dal 2009 gestisce le reti che fanno capo all’associazione Cittadini Digitali, con oltre 21.000 utenti registrati. Sul dialogo tra Comune e privati Vallicom si mostra scettica, sostenendo di non essere mai stata interpellata per avviare un’iniziativa comune per la copertura wifi del territorio genovese.

    Vallicom ha attivato da alcuni mesi il progetto Rete Gratuita, che finora ha coinvolto non solo la città di Genova, ma anche diversi Comuni dell’entroterra e della Liguria. La registrazione avviene collegandosi al sito retegratuita.it, dove è possibile anche consultare l’elenco (in continuo aggiornamento) delle aree coperte.

    Rete Gratuita ha attualmente oltre 80 hot spot attivi, con la previsione di arrivare a oltre 200 entro ottobre. Vallicom è inoltre il promotore – sempre tramite Rete Gratuita, del progetto che vede coinvolta Federfarma: si prevede entro il 30 novembre l’attivazione di hot spot, le cui spese di installazione sono interamente a carico dell’azienda, in circa 150 farmacie.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • La mappa della nera: un progetto web per una città più sicura

    La mappa della nera: un progetto web per una città più sicura

    “Lo facciamo anche a Genova?” Così ci ha scritto Giulia Mietta su Twitter un paio di giorni fa, segnalando un’iniziativa molto interessante che vale la pena far conoscere.

    Nel mare magnum delle startup 2.0, grandi e piccole, sono in molti gli avventurieri che sperano di fare la stessa fortuna di Mark Zuckerberg (il “padre” di Facebook, ndr) e simili creando un progetto che sfrutti le potenzialità dei nuovi strumenti del web e al tempo stesso utile per la collettività.

    Una delle opportunità più forti in questo senso è data dalle mappe: ne abbiamo parlato di recente in tema di allerta metereologica, dove chiunque attraverso Crowdmap può segnalare zone a rischio nella propria città, ma anche in temi di vivibilità del territorio tramite AidYourCity.

    La mappa della nera, che si sta inaugurando in questi giorni a Milano sotto la guida di Daniele Belleri, parte dallo stesso presupposto: il progetto a cura dell’associazione Green Geek è ispirato ad analoghe iniziative avviate negli Stati Uniti. Per esempio la città di Oakland, dove le forze dell’ordine segnalano attraverso una mappa, creata online e nella quale chiunque può inserire e modificare dati, le zone in cui avvengono crimini e reati.

    La prima tappa italiana del progetto ha preso ispirazione da Oakland per realizzare qualcosa di leggermente diverso: un progetto giornalistico di mappatura dei fatti di cronaca nera avvenuti nel territorio del Comune di Milano nel corso del 2010 e del 2011 e segnalati dai media. Come tuttavia sappiamo, (1) non tutti i crimini che avvengono sono denunciati alle forze dell’ordine e (2) non tutti i crimini denunciati alle forze dell’ordine sono considerati notiziabili dai mezzi di informazione: il progetto non aspira dunque a essere un’indagine statistica completa sulla criminalità a Milano, ma piuttosto un’analisi del territorio sulla base di quanto i mezzi di informazione trasmettono.

    Questo dunque lo scopo del progetto: se la percezione della sicurezza da parte dei cittadini è “filtrata” dalle notizie che ricevono dai media, una mappatura sul modello di Oakland – dove sono segnalati senza alcun filtro i reati effettivamente commessi – potrebbe garantire ai cittadini una maggiore chiarezza e trasparenza nel comprendere quali sono le aree più sicure della città in cui vivono.

    Perciò, aspiranti imprenditori del web, giriamo a voi la proposta: Lo facciamo anche a Genova?

    Marta Traverso

  • Travel blogger elevator: a Genova la conferenza dei blog di viaggio

    Travel blogger elevator: a Genova la conferenza dei blog di viaggio

    Come valorizzare le mete turistiche d’Italia? Un esempio arriva dai numerosi travel blogger, persone appassionate di viaggi, turismo e gastronomia che attraverso un blog raccontano “dal basso” le loro esperienze, i loro viaggi e i loro consigli.

    Proprio a loro è dedicata la nuova edizione di Travel Blogger Elevator, conferenza italiana dedicata ai blogger di viaggi per consentire loro di scambiarsi idee ed esperienze, oltre che un’opportunità per aziende legate al settore turistico di sfruttare le potenzialità di comunicazione della blogosfera.

    Travel Blogger Elevator si terrà al Grand Hotel Savoia di Genova giovedì 19 e venerdì 20 ottobre 2012.

    Per registrarsi è sufficiente accedere al sito www.travelbloggerelevator.com/registration mentre tutti gli aggiornamenti si potranno seguire su Twitter attraverso l’hashtag #TBE12.

  • Veryschool, il progetto europeo per la gestione dell’energia nelle scuole

    Veryschool, il progetto europeo per la gestione dell’energia nelle scuole

    Energia del SoleVeryschool è una delle vie percorribili per il miglioramento della scuola. Che è, prima di tutto, un edificio. Veryschool è il progetto europeo che ha lo scopo ambizioso e nobile di realizzare un sistema di gestione efficiente dell’energia all’interno degli edifici scolastici. Tale progetto rientra nell’ambito del Programma per la Competitività e l’Innovazione che s’inscrive a sua volta nel processo più ampio di Smart City. E’ coordinato dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena e prevede il coinvolgimento di dodici partner in rappresentanza di otto paesi dell’Unione Europea.

    Genova è riuscita ad aggiudicarsi il finanziamento per il Veryschool e ospiterà uno dei quattro esperimenti pilota nei locali dell’Asilo Nido Nuvola, appartenente al Complesso Scolastico di Via Calamandrei a Voltri. L’intervento vedrà la luce il prossimo autunno.

    Le altre sperimentazioni saranno attuate nella città italiana di Lesa (NO), nella città di Plovdiv in Bulgaria, e a Lisbona. Questa fase pilota servirà a verificare l’efficacia del c.d. Energy Action Navigator, la piattaforma articolata che integra luci LED, simulazioni di energia e software di gestione dell’energia. Parafrasando, si tratta di uno strumento informatico che gestisce e controlla gli impianti di climatizzazione e illuminazione e la gestione energetica secondo lo standard internazionale ISO 50001. L’aspetto innovativo consiste nella capacità di suggerire azioni mirate per migliorare l’efficienza energetica di breve, medio e lungo periodo e di guidare gli utenti nella selezione dei prodotti ICT disponibili sul mercato e sui relativi costi.

    Il vantaggio è duplice: in primo luogo il risparmio energetico per gli edifici scolastici, che è previsto nell’ordine del 33% per quanto riguarda la termica e il 20% per quanto riguarda l’elettrica. In secondo luogo, come un effetto a cascata, il beneficio per la collettività e la possibilità, per esempio, di destinare le risorse risparmiate al miglioramento delle iniziative educative e delle infrastrutture a esse dedicate.

    Da notare che, nel caso dei progetti pilota, gli utilizzatori finali saranno gli unici proprietari della piattaforma: questo vuol dire che il mantenimento durante la vita del progetto viene affidato ai partner tecnologici (veri e propri fornitori in questa fase) mentre a esperimento concluso ogni responsabilità ricadrà sull’utilizzatore che nel nostro caso, trattandosi di scuola pubblica, sarà probabilmente il Comune.

    E allora bisogna porsi due propositi per il futuro prossimo: andare a toccare con mano la validità e l’efficacia di questo progetto, prima, e dopo “vegliare” sul buon utilizzo dell’innovazione introdotta. Il tutto, si spera, senza dover “scomodare” Striscia la Notizia.

     

    ​​​​​​​​​​Michele Archinà
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    Internet wifi gratis a Genova: il progetto di Federfarma

    wifi gratisLa rivoluzione digitale a Genova passa dalle farmacie: è stato presentato alcuni giorni fa il progetto della sede locale di Federfarma, in collaborazione con Vallicom Srl, che da settembre 2012 garantirà la copertura wifi gratuita a tutti i quartieri della città grazie ai ripetitori che verranno progressivamente installati nelle farmacie della provincia di Genova.

    Un’iniziativa che ha avuto come capofila la farmacia Serra di Voltri – il cui titolare Edoardo Schenardi è il segretario di Federfarma Genova – che da alcuni mesi ha attivato nella propria sede un hot spot wifi. La prima fase del progetto, che partirà appunto da settembre, riguarderà 78 farmacie: la copertura wireless sarà garantita fino a 50 utenti in contemporanea sia all’interno sia all’esterno per un raggio di 300 metri.

    Si potrà accedere al servizio gratuitamente e senza scaricare alcun software: basta registrare il proprio numero di cellulare e si riceverà immediatamente la password di accesso via sms, valida per tutti gli hotspot coperti dal servizio. Si potrà navigare gratis, senza limiti di tempo e nel più totale rispetto della privacy.

    Dopo mesi di battaglie tra pubblica amministrazione e aziende private per la gestione del wifi cittadino, a mettere in piedi un progetto concreto arriva un concorrente terzo piacevolmente inaspettato: il settore sanitario diventa servizio pubblico anche nell’accesso alla rete, proprio nei giorni in cui dalla Regione arriva anche la proposta di realizzare una copertura wifi gratuita anche all’interno degli ospedali.

    La connessione tra questi ambiti in apparenza così lontani è evidente: ormai molte persone cercano in Rete notizie sulla salute e sui farmaci da acquistare, e per questa ragione farmacisti e operatori sanitari possono fornire un valido supporto nell’orientare a un uso corretto di questo strumento, tema che è stato affrontato in un recente convegno a Palazzo Ducale organizzato proprio da Federfarma.

    Marta Traverso